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          CRONACHE CAMPIONATO 1914-15  -  Pagina Girone

 

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LA PRIMA GIORNATA DEL CAMPIONATO DI FOOTBALL. DUE CLAMOROSE SORPRESE. L’ “Internazionale” battuto dal “Como” – “Casale” fa match nullo col “Nazionale-Lombardia” -  Il bilancio della giornata: 90 goals contro 14:  il record al “Genoa” con 16 goals. Il “passo dell’ uscio” dei giovani. GENOA 16 – ACQUI 0. Acqui, 4. Lo squadrone del Genoa sceso oggi al completo nella nostra città, ha saputo dimostrare tutta la sua superiorità e tutta la sua virtuosità infierendo all’ Acqui una disastrosa sconfitta. Bisogna però riconoscere che l’Acqui si è trovato ridotto, contro la formidabile compagine avversaria con soli nove uomini in campo. Malgrado questo seppe difendersi e resistere fino al 25° minuto. La fine del primo tempo trovava i genoani con un vantaggio di quattro punti. Alla ripresa i giuocatori dell’ Acqui non esistettero più e non fu davvero cosa difficile per i genoani mettere al loro attivo un’ altra dozzina di punti. Le due squadre erano in questa formazione: Il Genoa al completo. L’Acqui: Milano; Contini e Soldera; Petri, Panizzi e Vertua, De Giovanni, Moro e Sardi II. A.Cassone

Gazzetta dello Sport – 05 Ottobre 1914, Milano.......................................................................................................

 

01° Giornata - 04 Ottobre 1914

Acqui - Genoa 0 - 16; Liguria - Alessandria 0 - 3; Savona - Andrea Doria 2 - 1.

Classifica: Alessandria, Genoa e Savona 02; Acqui, Andrea Doria e Liguria 00.

 

    

 

    

Il Genoa ad Acqui: Garbutt, Santamaria, Casanova, Benvenuto, Sardi, Magni, Gnecco, Leale, Walsingham e De Vecchi.  Seduti Pella e Davanzetti. Due vedute dello stadium in cui il Genoa disuta le partite in cui il campo a Marassi è squalificato

 

GENOA – SAVONA 7 – 0. Genova, 11 – Troppa sproporzione di forze è risultata nell’ incontro di oggi, tra il Genoa e il Savona F.B.C. La squadra savonese ha dovuto subire uno scacco  inaspettato e quanto mai doloroso dall’ undici che indubbiamente  appare il più completo  e il più pericoloso nelle eliminatorie liguri. Il Genoa si presenta davvero in forma straordinaria degna di rilievo per fusione  quasi perfetta di tutte le sue linee. Per contro ogni resistenza del Savona è venuta a mancare completamente perché i genoani hanno subito imposto una azione persistente sotto la rete di Sguerzo. Solo il portiere si è salvato in tanta bufera. Ottimi sempre i terzini Ghigliano e Capello, assolutamente deficiente la seconda linea e nullo il lavoro degli avanti. Il Genoa inizia deciso con un subitaneo goal. Dalla rapida discesa di Mariani collegata in dribbling con Sardi, Santamaria può iniziare al 1° minuto  il successo dei genoani e rapidi si succedono per il Genoa altri goals: al 7° minuto con Santamaria su passaggio di Sardi, al 27° minuto con Sardi che raccoglie con un colpo di testa un centro di Benvenuto, al 32° con Benvenuto che intervenendo prontamente in una centrata di Walsingham segna di precisione, al 40° con Santamaria. Nella ripresa il giuoco dei genoani pur affievolendosi predomina sempre nel campo avversario e la serie dei goals così continua: al 16° con Sardi che riprende su respinta del portiere e al 31° minuto ancora con Sardi. Il Genoa vince così con sette goals a zero. Terreno piuttosto pesante per la pioggia; ottimo l’arbitraggio di Borda della Juventus. La squadra del Genoa era in questa formazione: Gnecco, Casanova, De Vecchi, Pella, Magni, Leale, Mariani, Benvenuto, Sardi, Santamaria, Walsingham.  Attilio Carbone.

Gazzetta dello Sport – 12 Ottobre 1914, Milano.......................................................................................................

 

02° Giornata - 11 Ottobre 1914

Alessandria - Acqui 6 - 0; Andrea Doria - Liguria 4 - 1;  Savona - Genoa 0 - 7.

Classifica: Alessandria e Genoa 04; Andrea Doria e Savona 02; Acqui e Liguria 00.

 

 

Una fornazione del Genoa all' inizi del campionato: Casanova, Sardi, Magni, Mariani, Gnecco, Leale, (indovinate), Santamaria e De Vecchi. Seduti Walsingham e Pella.

 

Quella del 1914-15 è un Genoa molto modificato rispetto a quello sceso in campo nell' annata precedente. Probabilmente per il deflagrare del conflitto bellico in squadra è presente come unico straniero l'inglese Walsingham. Il connazionale Smith invece è passato all' Alessandria. La perdita più grave è quella dell' attaccante Grant che viene compensata, con la fine della squalifica, dall' innesto di Sardi e Santamaria. Arriva anche Berado che però costa la squalifica del campo ai rosso-bleu.

 

 

GENOVA – DORIA 3 – 0. Genova, 18 – I divoratori hanno smorzato l’insaziabile stimolo del match odierno? O sono stati i battaglieri doriani che hanno saputo soffocare nel Genoa la febbre ardente dei goals? Ecco quanto ci vien fatto di domandare a partita ultimata dopo il farraginoso giuoco svolto dalle due squadre , giuoco che ha tolto ogni interesse alla gara e ha tediato il folto pubblico accorso. Le due squadre scesero alquanto modificate presentando la Doria una nuova coppia di terzini tolti dalle riserve e mettendo in campo il de Marchi che approfittò della breve licenza dal servizio militare per portare il suo contributo alla squadra. Il Genoa mancante di Santamaria spostò De Vecchi e a rimpiazzarlo mise il Maineri. Dallo svolgimento della gara ben poche deduzioni si possono trarre, essendo mancata una vera lotta. Due fatti di rilievo sono però scaturiti e cioè che il Genoa non è apparso che l’ombra della forte compagine delle settimane scorse e che la Doria si difese più che onorevolmente. Il portiere Casalino salito ai massimi onori dalla terza squadra confermò le sue doti eccezionali, e la prova del fuoco sostenuta dai due nuovi terzini Capris e Terrile è riuscita veramente convincente. Il restante della squadra bianco-bleu lasciò al quanto a desiderare nel senso dell’ affiatamento degli uomini. Il Genoa ha svolto un giuoco così strano che non merita davvero una particolare menzione. Diremo soltanto che ha imposto la supremazia dei suoi elementi senza svolgere un bel giuoco. Sotto il severo arbitraggio di Mauro dell’ Internazionale la partita poté avere un corso regolare senza incidenti degni di nota. All’ inizio si rovescia sulla porta della Doria  un nutrito attacco rosso-bleu che non sorprende però la vigile difesa dei seguaci di Calì. E’ poi la volta dei doriani che scendono consecutivamente sul goal di Gnecco, ma l’azione ben presto è riportata sull’ estrema linea bianco-bleu e De Vecchi segna su penalty il primo punto per il Genoa al 15° minuto. Nella ripresa si rinnovano le prodezze della difesa doriana. Intanto la gara si fa dura, ma l’arbitro non transige e De Marchi è espulso dal campo al 12° minuto. Poi il giuoco langue più che mai e si svolge senza interesse. Il Genoa mantiene il predominio e raggiunge il secondo goal al 35° minuto in un attimo di risveglio con una fulminea discesa di Pella e di De vecchi che dà modo a Benvenuto di segnare il più bel punto della giornata. Un minuto prima della fine Sardi marca il terzo goal per il Genoa. Nella ripresa un corner contro il Genoa, tre contro la Doria.  Le squadre si sono presentate in campo nella seguente formazione: GENOA: Gnecco; Casanova, Maineri; Pella, Magni e Leale; Mariani, Benvenuto, Sardi, De Vecchi e Walsingham. DORIA: Casalino; Terrile e Capris; Ghiglione, De Marchi e Garassino; Fava, Griffini, Maccaggi, Bagnasco II e Delfino. Attilio Carbone

Gazzetta dello Sport – 19 Ottobre 1914, Milano ......................................................................................................

 

SPORT. Campionato Italiano di Foot-ball. L’incontro Genoa – Doria. Una strenua difesa doriana. L’Andrea Doria cede, ma non s’arrende: ogni baldanzoso pronostico dei più forti venne sfatato nella gara di ieri. I bianco-bleu, nella gara contro gli eterni rivali, hanno posto un inaspettato freno alla marcia trionfale del forte squadrone genoano, che dall’ inizio del campionato si era imposto come un grande divoratore di goals, senza risparmiare in alcun modo i più giovani ed i più deboli. L’incontro Genoa – Doria, svoltosi in modo farraginoso, è terminato colla vittoria dei rosso-bleu  per 3 a 0. I doriani parvero aver ritrovata ieri la vecchia anima battagliera, tutte le antiche audacie, ed i meravigliosi impeti, e nel secondo tempo specialmente, quando la loro squadra era stata un po’ ingiustamente ridotta a soli dieci uomini opposero una resistenza davvero insperata agli avversari. Tra essi, l’uomo che ha destato la più viva ammirazione, è stato il giovanissimo portiere casalino, che si è dimostrato ben degno della promozione alla prima categoria. Il Genoa ha delineato un giuoco così strano che non merita particolare menzione. Diremo soltanto che ha imposto la supremazia dei suoi elementi, senza svolgere un bel giuoco. Sotto la severa guida dell’ arbitro Mauro dell’ Internazionale, la partita poté aver corso senza incidenti. L’inizio rovescia sulla porta dei doriani un nutrito attacco rosso-bleu che non sorprende però il vigile difensore il quale tutto respinge con interventi decisissimi. E’ poi la volta dei doriani che scendono consecutivamente sul goal di Gnecco. Ma l’azione è riportata ben presto verso le estreme linee bianco-bleu, e De Vecchi strappa su penalty il primo punto per pel Genoa al 15.o minuto. Per qualche po’ ancora assistiamo all’ infuriare dell’ assalto genoano, che mette sempre più in evidenza il valore eccezionale del Casalino, il quale, nella giornata d’oggi, si è rivelato degno del confronto con ogni migliore. Il primo tempo segna due corners contro il Genoa, e cinque contro la Doria. Nella ripresa si rinnovano le prodezze della difesa doriana. Intanto la gara si fa dura e l’arbitro non transige.  De Marchi è espulso dal campo al 12.o minuto. Ora il giuoco langue più che mai e si svolge senza interesse. Il Genoa intanto mantiene il predominio e raggiunge il secondo goals al 35.o minuto, in un attimo di risveglio, con una fulminea discesa di Leale e De vecchi, donde Benvenuto segna il più bel punto della giornata. Un minuto prima del fine, Sardi marca il terzo goal per i genoani. Nella ripresa un corner contro il Genoa e tre contro la Doria. Le squadre: Genoa Club: Gnecco, Casanova, Maineri, Pella, Magni, Leale, Mariani, Benvenuto, Sardi, De Vecchi, Walsingham. Andrea Doria: Casalino, Terrile, Capris, Ghiglione, De Marchi, Garassino, Fava, Griffini, Macaggi, Bagnasco II, Delfino. Le riserve del Genoa battono la Doria con 2 a 0.

Il Caffaro – 19 Ottobre 1914, Genova .....................................................................................................................

 

03° Giornata - 18 Ottobre 1914

Genoa - Andrea Doria 3 - 0; Liguria - Acqui (rinviata); Savona - Alessandria 1 - 1.

Classifica: Genoa 06; Alessandria 05; Savona 03, Andrea Doria 02; Acqui e Liguria 00.

Note: Acqui e Liguria 1 pertita in meno.

 

L'unico match che ha deciso. ALESSANDRIA batte GENOA  3 goals a 0. Ciò che si poteva attendere. Alessandria, 25 ottobre. Avevamo guardato verso il campo di Alessandria, non proprio a caso. Per soddisfare un' ultima curiosità e per vedere fino a qual punto il fattore pubblico potesse entrare nella decisione delle modeste vicende di un incontro di calcio. Siamo stati completamente appagati. E mentre i nostri pronostici che potevano parere, nella vigilia dell' incontro e nel caos delle ipotesi, un po' presuntuosetti ed arrischiati, furono confermati e superati dalla realtà. Trovammo pure sulla pelouse alessandrina le più ampie ed incondizionate ragioni di quella che non si può, né assolutamente si deve chiamare una vittoria di sorpresa. Di certo al buon pubblico uso ad attendere con impazienza nei pomeriggi domenicali l'esito delle partite aspre e passionali, il risultato bruto  non sarà proprio giunto atteso e convincente ed anche gli immancabili auguri... a doppio senso esclamando il furbesco: "lo dicevo io!" devono aver sentita ben vacillante la supposta loro sicurezza nel prevedere. Anche a noi il risultato avrebbe sollevato dei dubbi, se fossimo stati tenuti lontani dalla visione del match. Ma non conviene qui assolutamente parlare di sorpresa  più o meno clamorosa e di favori più o meno aperti della sorte. Si tratta di una vittoria vera, voluta e ben conquistata. Il nuovo fatto alessandrino esce quindi subito dagli incerti e comodi ambiti del miracolo sportivo, del fatto a sensation che s'eleva volta in volta in tutte le competizioni sportive e che si ripeton così di rado, e si pone senz' altro nella breve cerchia delle affermazioni vere, continuative, indimenticabili. La sicura conquista di un primato, che è bene stabilire subito anche per difendere il bistrattato valore delle giovani unità, e perché, dominante la serena e anche un po' severa critica che si vorrà fare all' operato del plotone grigio, rimanga sempre la sua netta e significativa affermazione. L'Alessandria si è in effetto migliorata d'assai. Il duro girone eliminatorio dello scorso anno che la provava in una lunga e ininterrotta serie di grandi incontri, ha in effetto inciso con un efficacia tanto più grande in quanto non s'è fatta ben palese a quello che oggi può apparire come un miracolo. Nel brevissimo scorcio di una stagione gli allievi di mister Smith hanno potuto e saputo fare più che le altri giovani squadre non possono se non attraverso una dura ed interminabile routine. Lo scorato genoano quasi per xxxtamente stabilire anche sotto l'imperversare della bufera  avversa un netto termine di paragone, ha voluto e ha saputo rimanere fermamente aristocratico ed ogni tanto paurosamente minaccioso fino all' ultima ora. Noi stessi crederemmo di tradire il compito nostro e faremmo un ben cattivo servizio all' Alessandria se ci bendassimo gli occhi colle calde fasce dell' entusiasmo e gridassimo il guai ai vinti! La squadra della città della paglia è un undici in formazione, in una nuova e grande formazione. Ha bisogno quindi di muover lenti ma sicuri i propri passi per non deviare dalla buona via per la quale s'è messa e per non incorrere contro delusioni insanabili ed a risultati dolorosi. Oggi sul terreno alessandrino all' osservatore spassionato non è sfuggito un grave fatto che non depone a tutto favore del plotone vittorioso. Nel match, e nello stesso dominio, la squadra di Alessandria, fu vittima del ripetersi di momenti di angosciosa defaillance. S'è vista ritirare più d'una volta e in un sol colpo i suoi artigli, raggomitolarsi in una difesa ostinata, affannosa e ben pericolosa  nell' addossamento quasi incosciente e certo disordinato fatto sotto  la propria porta, permettendo a quello che fu per buona parte il simulacro del vero attacco genoano di ricostruirsi e di paurosamente minacciare. A sollevare le incerte e perigliose sorti è intervenuto il pubblico. La necessità del suo intervento è stata sentita dallo stesso Milano II che l'ha chiamato e dall' ottimo Carcano che galoppava per tutto il campo per ricongiungere linea con linea, per ricostruire tutta la squadra intera e fusa. Il pubblico ha risposto all' appello e ha buttato - è la sua parola -  più di una volta i suoi beniamini al contro attacco. Ma si può sempre far assegnamento su di loro? E quando s'è lontani di fronte nel contempo a due avversari: all' altro pubblico e alla squadra opposta? La mancata soluzione di continuità nell' assalto alessandrino è unicamente il frutto di una comune colpa. Ed ogni precocità si vendica sempre con qualche deficienza. Così gli uomini grigi non sanno ancora distribuire in tutta la lunga partita, con senso di chiarezza e di equità, le loro forze. Sono vampate alle quali conseguono periodi di stanchezza. Ed in questi, la squadra anziana  potrebbe dettare una dura revanche. Al Genoa nocque una prevenzione. Scese in campo convinto di disputare una dura, più che decisiva gara; di dover arginare e vincere due elementi: il peso e la decisione degli avversari, informò il suo combattimento a concetti falsi. Non fu la consueta bella unità: decisa, leggera, avvolgente, penetrante e sempre fulminea negli attacchi. Paventando eccessivamente la decisione degli altri, rispose subito a qualche pronunciato ma ancora regolare attacco con controffensive troppo marcate per non provocare subito sui due campi lo sconfinamento del giuoco dalle severe norme regolamentari. E piegò chi aveva meno forza. Ma la sconfitta vera  è toccata più che al Genoa a qualche uomo del team rosso-bleu che si dimenticò di essere inquadrato in una compagine che non può ne deve conoscere individualità, né scontrosità personali e per la quale ogni mancato sacrificio, ogni atto impulsivo spinto fino a provocare atti punitivi, non possono mai giovarci. E' il sottrarsi un po' ai propri obblighi ed ai propri doveri. De l Genoa nella loro brillante e consueta forma: Casanova e De Vecchi. Buoni anche Leale e Mariani. Dell' Alessandria in gran giornata Carcano e degni del loro posto e di ogni elogio: Ticozelli, Lazoli, Torricelli e Grillo. Smith, che faceva la sua rentrèe come giuocatore dilettante e capitano del team alessandrino deluse perché il mancato allenamento gli consentì di abbozzare appena il suo valore. LA PARTITA. Era attesa con molta ansia. Pubblico quindi enorme e nervoso. Larga rappresentanza nelle due fazioni dell' attorno femminino indigeno e genoano. La partita s'inizia, arbitro l'avv. Scamoni, alle 15.15. I primi attacchi sono alessandrini. E' una vampata. Torricelli sfiora la rete genoana  con un preciso e magnifico traversone ed i grigi sono poi subito due volte in corner. Il contrattacco rosso-bleu è un po' pigro a svolgersi per intero. Un hands genoano arresta il giuoco sotto la porta di Rolla. Il freekick preciso di Ticozzelli manda un fulmineo bolide raso terra nella porta genoana. E' il primo punto. Il contrattacco del Genoa è decisissimo e per la prima volta le linee alessandrine si ammucchiano in un frammischiamento pericoloso. La via è ormai libera per i rosso-bleu che attaccano senza posa. Un fallo di Milano II ne provoca un altro ben grave e proprio inutile di Santamaria che viene espulso dal campo. Il contagio ha invaso il pubblico che minaccia esibizioni pugilistiche, e poiché finalmente Alessandria ha vinto la paurosa stasi nell' alterna vicenda dei contro attacchi si arriva al termine del primo tempo. Nella ripresa il Genoa presenta nove uomini, perché Walsingham già sofferente per una contusione alla spalla, soffrendo per un inasprimento della ferita non entra in campo che più tardi e per non giuocare. I grigi possono comporre la loro offensiva disponendo di avversari piegati moralmente. Al 12° minuto Grillo su passaggio di Smith che finalmente giuoca di finezza e di astuzia segna il secondo punto ed al 18° minuto ancora con l'aiuto del biondo inglese suggella la clamorosa vittoria nel terzo goal segnato con una splendida rovesciata. Il punto è però ottenuto complice la cattiva voglia della difesa genoana che ha permesso al tarchiato e veloce forward alessandrino di arrivare solo ed indisturbato  fino sul bianco segno del penalty. Nuova crisi alessandrina, nuovi incoraggiamenti del pubblico. Questa volta chiesti da Milano II, poiché l'ombra dell' equipe genoana muove ad un feroce continuo assalto e numerosi tiri a candela sotto la rete di Pelizzoni hanno messo a dura prova l'abilità del portiere grigio. Ma è una fiammata anche quella del Genoa. Al 40° minuto Smith sbaglia un sicuro goal a pochi metri e cinque minuti dopo le scorrerie alessandrine sono fermate per sempre dall' arbitro. La gioia dei giuocatori e del pubblico non può essere contenuta Quella non conosce fortunatamente le restrizioni federali.  Franco Scarioni

Gazzetta dello Sport – 26 Ottobre 1914, Milano.......................................................................................................

 

04° Giornata - 25 Ottobre 1914

Alessandria - Genoa 3 - 0; Savona - Liguria 3 - 0; Andrea Doria - Acqui 4 - 0

Classifica: Alessandria 07; Genoa 06; Savona 05, Andrea Doria 04; Acqui e Liguria 00.

Note: Acqui e Liguria 1 pertita in meno.

 

GENOA – A.C.LIGURE 4 – 1.  Bolzaneto, 1. Il Genoa ha oggi dovuto impegnarsi, pur non trovandosi in cattiva giornata. Esso ha trovato una ben viva opposizione nella disperata foga dei ligurini, sorretti dall’ ottimo portiere Bolzanini. Al 30° minuto Santamaria segna il primo goal seguito da un altro al 32° minuto segnato dallo stesso su passaggio di Mariani. L’Associazione lotta, cercando di paralizzare l’attacco avversario, ma non può impedire a Sardi di segnare al 41°, su corner di Mariani, il terzo goal del primo tempo. La ripresa serba una sorpresa, che è data dal goal che Marchetti, sorretto dai propri avanti, riesce a segnare. Ma Sardi, al 24° minuto, segna il quarto punto per il Genoa.  A.Noli.

Gazzetta dello Sport – 02 Novembre 1914, Milano ..................................................................................................

 

GENOA batte ASSOCIAZIONE CALCIO con 4 a 1. Alla presenza di un discreto pubblico ebbe svolgimento a Bolzaneto la partita fra la prima del Genoa e dell’ A.C.Ligure.  L’arbitro signor Pippo fischiò l’inizio alle ore 15.20. Il Genoa attacca e rivela subito la sua superiorità, malgrado sia incompleto. Infatti manca di Walsingham, ferito, come si sa, nel match di Alessandria. Nel primo tempo il Genoa riesce a segnare tre goals. Nel secondo tempo l’A.C.Ligure si risveglia, svolge un giuoco migliore nel senso di contrastare una maggiore vittoria. Raggiunge infatti l’intento, in quanto riesce a salvare l’onore della giornata, segnando un goal, mentre il Genoa ne aggiunge un altro al suo attivo. ** DORIA - ALESSANDRIA. A causa di un incidente sorto tra il pubblico durante lo svolgimento del match, venne arrestato certo Onorato Bottini di Alessandria per minacce a mano armata contro alcuni spettatori patteggianti per l'Andrea Doria. Dopo l'uscita del pubblico dal campo nei pressi del Ponte Regina Elena, il rag. Chiarvetto dell' Alessandria F.B.C. - a seguito degli incidenti verificatisi domenica scorsa tra alessandrini e genoani in Alessandria - venne affrontato da un individuo non ancora bene identificato, e riportò una seria ferita di taglio ad un orecchio.

Il Caffaro – 02 Novembre 1914, Genova .................................................................................................................

 

05° Giornata - 01 Novembre 1914

Acqui - Savona 0 - 5; Alessandria - Andrea Doria 2 - 2;  Liguria - Genoa 1 - 4.

Classifica: Alessandria e Genoa 08; Savona 07, Andrea Doria 05; Acqui e Liguria 00.

Note: Acqui e Liguria 1 pertita in meno.

 

 

Il trainer rosso-bleu William Thomas Garbutt. Il Genoa sul campo di Bolzaneto prima dell 'incontro vittorioso col Liguria: da sinistra Casanova, De Vecchi, Mariani, Santamaria, Magni, Sardi, Benvenuto, Leale e mister Garbutt. Seduti Pella, Gnecco e Magnani.

 

GENOA – ACQUI 12 – 0. Genova, 8. Lo squadrone genoano, prima che i battenti della sua bella pelouse siano forzatamente chiusi ha voluto infierire su un avversario: la squadra acquese è stata la vittima ed ha provata una ben dura sconfitta. Il giuoco di assoluta superiorità svolto dai genoani ha presto sconvolto le file dell’ Acqui cosicché il match poté svolgersi a tutto favore dei rosso-bleu che non trovarono difficoltà nel raccogliere larga messe di goals. I punti furono ripartiti in egual numero tanto nel primo tempo quanto nella ripresa con un totale di dodici goals a zero. Il Genoa mancava di Benvenuto e la prima linea aveva dovuto subire lo spostamento di Walsingham al centro attacco, rimpiazzato a sua volta da Magnani della squadra riserve. In porta giuocava oggi l’ottimo Rolla il cui richiamo in squadra accresce valore alla già forte difesa genoana. Arbitro Vagge della Doria.  Attilio Carbone.

Gazzetta dello Sport – 09 Novembre 1914, Milano ..................................................................................................

 

La facile vittoria del Genoa contro l'Acqui F.B.C. L'incontro Genoa - Acqui sul campo sportivo di Marassi ha segnao - e chi ne dubitava - una nuova facile vittoria per lo squadrone rosso-bleu. Il giuoco di assoluta superiorità svolto dai genoani, ha presto sconvolto le file dell' acqui, così che il match ebbe svolgimento tutto favorevole ai genovesi, che non trovarono difficoltà nel raccogliere larga "messe" di goals. I punti furono ripartiti in egual numero tanto nel primo tempo quanto nella ripresa con un totale di dodici goals a zero. Nel Genoa mancava Benvenuto, e la prima linea subì lo spostamento di Walsingham dall' ala al centro, rimpiazzato a sua volta da Magnani, della squadra riserve. In porta giuocava oggi l'ottimo Rolla. Arbitro Vagge della doria. La squadra riserve del Genoa  batte quella dell' Acqui con 7 goals a zero.

Il Caffaro – 09 Novembre 1914, Genova .................................................................................................................

 

06° Giornata - 08 Novembre 1914

Alessandria - Liguria 5 - 0; Andrea Doria - Savona 1 - 0; Genoa - Acqui 12-0.

Classifica: Alessandria e Genoa 10; Andrea Doria e Savona 07, Acqui e Liguria 00.

Note: Acqui e Liguria 1 pertita in meno.

  

GENOA – SAVONA 6 – 0. Savona, 15 - Sul campo del Savona oggi si è data convegno una folla immensa di pubblico elegante e distinto per assistere al match Genoa – Savona terminato con una brillante vittoria  del Genoa con sei goals a zero. Dopo un bel inizio i savonesi hanno ceduto di fronte alla superiorità dei genoani, superiorità che si è manifestata più fortemente ed in modo particolare nella linea dei forwards, specialmente con Santamaria, Sardi e Walsingham sui quali si è imperniato tutto l’attacco. I savonesi hanno opposto una bella resistenza ed hanno portato pure pericolosi attacchi alla rete di Gnecco ma per poca decisione essi mancarono più d’una buona occasione. Nel primo tempo il Savona si difende molto bene e porta anche pericolosi attacchi ed è solo al 29° minuto che il Genoa riesce a segnare su azione provocata da corner: questo primo punto è seguito da altri due al 34° e al 39° minuto. Da questo tempo gli uomini del Savona subiscono evidentemente la superiorità avversaria di modo che alla ripresa lasciano aumentare il bottino di altri tre goals. La partita arbitrata egregiamente dal dottor Brunetti termina così colla vittoria  del Genoa per sei goals a zero. Oreste Tessitori

Gazzetta dello Sport – 16 Novembre 1914, Milano..................................................................................................

 

07° Giornata - 15 Novembre 1914

Liguria - Andrea Doria 1 - 3; Savona - Genoa 0 - 6; Acqui - Alessandria 0 - 9.

Classifica: Alessandria e Genoa 12; Andrea Doria 09; Savona 07, Acqui e Liguria 00.

Note: Acqui e Liguria 1 pertita in meno.

 

Il pericolo doriano annullato dal Genoa. LA GRAVE SCONFITTA DORIANA. Una squadra ridotta a sei uomini. Il Genoa vince per 8 a 0. Genova, 22. Il tempo ha pensato a calmare gli animi. L’improvvisa pioggia e il gelo ma soprattutto il vento, un vero uragano di vento scatenatosi sul campo durante lo svolgimento dell’ incontro, ha smorzato l’ardore dei partigiani delle due rivali società. La Doria è caduta in una sconfitta della quale non si conosceva la maggiore e quando pareva salire di giorno in giorno nella più alta considerazione dei suoi ammiratori. In condizioni così disastrose è venuta a mancare la vera lotta, e solo si poté provare la superiorità della classe dei migliori uomini in campo. La Doria si è vista dunque perdere nella battaglia in cui più di ogni altra agognava di ben figurare. Per quanto non sia scemato l’impegno, per quanto caloroso sia stato l’entusiasmo nei combattivi doriani, pure di fronte all’ implacabile e serrato giuoco degli avversari essi hanno dovuto cedere vinti anche in parte dalla eccezionale fatica che imponeva loro la giornata. Così si sono visti nella ripresa sei dei giuocatori doriani e due del Genoa abbandonare il campo perché più non reggevano allo sforzo che in simili condizioni richiedeva la partita. E giacché per i genoani,  dotti e più esperti alle fatiche, la gara imponeva minor sacrificio, lo squadrone rosso-bleu ha potuto affermare ancora una volta la sua superiorità. E’ dunque un vero peccato che siano venuti a mancare quegli elementi  indispensabili per poter d’are nell’ ora attuale la cornice di un vero accanimento sportivo al match Doria – Genoa. Diremo solo che per quanto i doriani abbiano tentato non soltanto di difendersi ma di condurre in sull’ inizio qualche brioso e scapigliato attacco, il Genoa andò gradatamente imponendo la sua azione con delle perfette discese ricche di assieme, ben sorrette dal trio mediano e dalla difesa. Ma le condizioni del terreno non potevano oltre permettere di sovrabbondare nella tecnica. E quando nella ripresa si trattò di avventurarsi nelle viscidi paludi in cui era ridotto in certi punti il campo, tutti indistintamente i giocatori debbono aver pensato al “si salvi chi può”. Tuttavia, pur dovendo riconoscere che la vittoria del Genoa è stata netta e precisa, non deve essere taciuto che in condizioni più regolari di tempo e di terreno la disfatta della Doria poteva essere meno marcata. L’arbitro designato, il signor Rietman, è stato sostituito all’ ultimo momento da Gregori pure dell’ Internazionale. L’inizio trova la Doria costretta in corner subito al secondo minuto; ma riprendono tosto i bianco-bleu tanto che Rolla già si trova alle prese con un poderosissimo tiro di Griffini e ancora, in una melèe, deve districarsi da una pericolosa situazione. Il giuoco poi riprende favorevolmente ai genoani sicché Walsingham raccolto il pallone su passaggio di Santamaria, lo proietta nella rete avversaria all’ 11° minuto. La Doria non si trova a suo agio sul terreno pesante e alle prese con giuocatori evidentemente superiori. Tuttavia muove a folate, ed è ancora Macaggi che si incarica di avvicinare la rete genoana. Ma ogni tentativo doriano è frustrato dalla difesa rosso-bleu che interviene sempre con rimandi potenti e decisi. E’ appunto su un rimando di De Vecchi che Sardi avanza nell’ area doriana, per allungare a Santamaria il quale, con una riuscita finta, sorprende il portiere doriano e segna il secondo punto al 32° minuto. La Doria non è ancora piegata, che anzi getta tutti i suoi uomini all’ attacco e riesce a costringere gli avversari in corner al 38° minuto. Il primo tempo terminava poco appresso lasciando le posizioni invariate.  La ripresa si svolge sotto l’imperversare di una continua e noiosissima pioggia, e un vento freddissimo – una giornata che ricorda quella dell’ incontro fra le squadre nazionali dell’ Italia e dell’ Austria sul campo del Genoa – e la resistenza dei giuocatori è messa al più duro cimento. La classe dei rosso-bleu però prevale. I genoani sono i dominatori e la partita volge tutta a loro favore. Il Genoa segna infatti al 4° minuto su penalty, indi al 7° minuto con Traverso che sostituiva oggi Benvenuto, poi registriamo un bell’ arresto di Rolla che si salva da un potente e pericolosissimo traversone di Fava mentre la Doria non tarda a subire un nuovo scacco perché Walsingham segna al 16° minuto. Intanto cominciano i primi esodi. Capris e Ghiglione i quali non reggono più alla fatica sono costretti ad abbandonare mentre il Genoa segna ancora con Mariani. Poi è la volta di Fava che pur esso si dà per vinto e si allontana dal campo, mentre il Genoa segna con Santamaria al 25° minuto. Ancora un goal per i rosso-bleu al 27° minuto per merito di sardi e quindi siamo ancora alla dolorosa eliminazione dei contendenti: sono Bagnasco e Terrile della Doria seguiti da Sardi, messo fuori del campo per un incidente di giuoco, e da Santamaria del Genoa. Il referee, constatato a questo punto che manca alla squadra doriana il numero regolamentare dei giuocatori, decide di chiudere la partita e fischia il finish dieci minuti prima del tempo prestabilito. Griffini era stato poco prima espulso dal campo. Eccovi pertanto come erano composte le squadre: GENOA: Rolla; De Vecchi e Casanova; Pella, Magni e Leale; Walsingham, Santamaria, Sardi, Traverso e Mariani. ANDREA DORIA: Cagnolaro; Capris e Terrile; Ghiglione De Marchi e Passano; Fava, Griffini, Maccaggi, Bagnasco e Delfino.  Attilio Carbone

Gazzetta dello Sport – 23 Novembre 1914, Milano...................................................................................................

 

SPORT Campionato italiano di Foot-ball. L'incontro A.Doria - Genoa tra un uragano di vento e di acqua. Una giornata rigida che - ai molti appassionati accorsi nel campo di via Clavarezza - ricordava quella dell' incontro Austria - Italia,  è venuta a diminuire l'importanza del match Andrea Doria - Genoa. La pioggia, il vento e più specialmente la temperatura, hanno molestato per tutta l'intera partita i giuocatori che , obbligati ad un vero cimento invernale risentirono di tutte le asprezze degli elementi. La gara in simili condizioni non poteva che mettere in evidenza più che altro, la superiorità singolare dei giuocatori e quindi la vittoria del Genoa non poteva mancare. Perché, per quanto non sia scemato l'impegno, per quanto caloroso sia stato l'entusiasmo dei combattivi doriani, pure, di fronte alla potenza dei giuocatori avversari, dovettero inesorabilmente piegare. La lotta attesa è quindi mancata. Solo la classe, la superiorità degli uomini hanno potuto prevalere nella difficile partita che richiedeva pure, e soprattutto, la resistenza dei giuocatori. E' un vero peccato, quindi, che siano venuti a mancare quegli elementi indispensabili per poter dare nell' ora attuale la cornice di un vero avvenimento al match Doria - Genoa. Diremo solo che, per quanto i doriani abbiano tentato non solo di difendersi, ma di condurre in su l'inizio dei briosi e scapigliati assalti, il Genoa andò gradatamente imponendo la sua azione irresistibile, con delle perfette discese, ricche di assieme, ben sorrette e dal trio e dalla difesa. Ma le condizioni del terreno non potevano oltre permettere di sovrabbondare nella tecnica, e quando nella ripresa si trattò di avventurarsi nella molle e viscida palude in cui si era ridotto il campo, tutti indistintamente i giuocatori devono aver pensato al.."Si salvi chi può!". Tuttavia, pur dovendo riconoscere che la vittoria del Genoa è stata netta e regolare, non deve essere taciuto che in condizioni più regolari di tempo e di terreno la disfatta della Doria non sarebbe certo risultata così clamorosa. L’arbitro designato, signor Rietman, è sostituito da Gregori pure dell’ Internazionale. L’inizio trova la Doria costretta in corner subito al secondo minuto. Ma riprendono tosto i bianco-bleu tanto che Rolla già si trova alle prese con un pericoloso tiro di Griffini; e poi in melèe deve ancora districarsi da pericolosa situazione. Il giuoco però riprende favorevolmente ai genoani, tanto che Walsingham raccolto il ball su passaggio di Santamaria, lo proietta in porta all' 11.o minuto. La Doria non è certo a suo agio sul terreno pesante, ed alle prese con giuocatori evidentemente superiori. Tuttavia muove a folate, ed è Macaggi che si incarica di avvicinare la rete avversaria. Ma ogni tentativo doriano è frustrato dalla difesa del Genoa che interviene con rimandi pronti e decisi. E’ appunto su rimando di De Vecchi, che Sardi avanza nell’ area doriana, per allungare a Santamaria il quale con una riuscita finta, sorprende il portiere e segna al 32° minuto. La Doria non è ancora piegata, che anzi getta tutti i suoi uomini all’ attacco e perviene a mettere i rosso-bleu in corner al 38° minuto. Il primo tempo termina però con esito invariato.  La ripresa si svolge tra l’imperversare continuo della pioggia e del vento, e la resistenza dei giuocatori è provata al più terribile cimento. La classe dei giocatori del Genoa prevale: i rosso-bleu sono i dominatori e la partita volge a tutta a loro favore. Il Genoa segna al 4.o su penalty, indi al 7° con Traverso - che sostituiva Benvenuto. Registriamo un bell’ arresto di Rolla che si salva da un potente e pericolosissimo traversone di Fava, mentre la Doria non tarda a subire un nuovo scacco perché Walsingham segna al 16.o minuto un altro goal. Intanto incominciano i primi esodi: Capris e Ghiglione, i quali più non reggono alle asprezze della giornata, abbandonano mentre il Genoa segna con Mariani. Poi è la volta di Fava che pur esso si dà per vinto e s' allontana, mentre il Genoa segna con Santamaria al 25.o minuto. Ancora un goal per il Genoa al 27.o minuto con Sardi, e quindi seguita ancora  la dolorosa eliminazione dei giuocatori: Bagnasco e Terrile, della Doria seguiti da Sardi - messo fuori da un incidente di giuoco - e da Santamaria, del Genoa. Il referee, constatato che manca nei doriana il numero regolamentare dei giuocatori, decide di chiudere la partita, e fischia la fine dieci minuti prima del tempo regolamentare. Griffini era stato espulso dall' arbitro al 35.o minuto. Il Genoa vince così con otto goals a zero. Le squadre: GENOA CLUB : Rolla; De Vecchi, Casanova; Pella, Magni, Leale; Walsingham, Santamaria, Sardi, Traverso, Mariani. ANDREA DORIA: Cagnolaro; Capris, Terrile; Ghiglione, De Marchi, Passano; Fava, Griffini, Macaggi, Bagnasco, Delfino. Nel match riserve il Genoa batte Andrea Doria con 3 a 0.

Il Caffaro – 23 Novembre 1914, Genova .................................................................................................................

 

08° Giornata - 22 Novembre 1914

Acqui - Liguria 3 - 1; Alessandria - Savona 5 - 0; Andrea Doria - Genoa 0 - 8.

Classifica: Alessandria e Genoa 14; Andrea Doria 09; Savona 07, Acqui 03; Liguria 00.

Note: Acqui e Liguria 1 pertita in meno.

 

  

Mariani, Hermann, Leale, Casanova, Sardi, Magni, Santamaria, de vecchi. Seduti Pella, Gnecco e Walsingham. Augusto Bergamino

 

LA RIVINCITA DEL GENOA. Il dominio rosso-bleu imposto ai grigi in una vivacissima ed aspra battaglia. GENOA 2 – ALESSANDRIA 1. Genova, 29 – Forse il campo di Marassi non sarebbe stato abbastanza sufficiente per ospitare l’enorme folla accorsa al match Genoa – Alessandria. L’ampio anfiteatro dello Stadium, rinchiuso oggi in una cornice meravigliosa di pubblico, ospitava l’emozionante battaglia combattuta fra le due maggiori unità del nostro girone. E quelle migliaia di spettatori prima di ogni altra cosa si domandavano perché la maggior palestra cittadina avesse potuto per tanti e tanti mesi rimanere chiusa e inoperosa e come mai le autorevoli commissioni di dirigenti non avessero saputo mettere a profitto l’opera creata esclusivamente per le manifestazioni sportive. Si calcola che l’incasso di questa giornata abbia superato le cinquemila lire. UNA PARTITA FREMENTE. Una vittoria di misura è stata quella ottenuta oggi, ma che non risponde ancora con esattezza all’ esponente della forza reale che si racchiude nello squadrone genoano. Specialmente le condizioni del nuovo campo hanno danneggiato nel loro giuoco i genovesi i quali mai si trovavano per le strane evoluzioni che subiva sovente la palla in causa delle imperfezioni del terreno. In conseguenza il Genoa non ha potuto esplicare con l’usata tecnica le sue azioni intessute di preferenza di giuoco ampio e spazioso, mentre i grigi dalla fusione dei loro caratteristici passaggi brevi e rasi a terra assai meglio dei loro avversari si ritrovarono sul terreno dello Stadium. Da questo concetto si deve appunto partire nelle considerazioni che si possono trarre dal risultato della giornata giacché il superbo incontro ha avuto due fasi nettamente distinte: il primo tempo favorevole ai rosso-bleu e la ripresa caratterizzata da un continuo succedersi di rapide azioni nei due campi, rivelanti però una certa prevalenza nei grigi. Dal giuoco svolto dal Genoa si è subito constatato che oggi venne a mancare quello che è sempre stata la maggiore forza dell’ estrema linea rosso-bleu. Il duo Casanova – De Vecchi non fu in buona giornata e parimenti non soddisfò l’atletico Magni che ottima impressione aveva lasciato nei precedenti incontri. Il rimanente della squadra fu davvero ottimo. Particolarmente il Leale che ha giuocato oggi la miglior partita dell’ annata. Nell’ undici grigio si è fatto luce particolarmente il duo di difesa Milano – Ticozzelli che per precisione e prontezza di intervento è stato indubbiamente migliore di quello del Genoa. La potenza del calcio e la decisione nelle entrate in difesa – e questo in ispecia per quanto riguarda la difesa dei due backs alessandrini – rappresentarono il coefficiente maggiore per il quale i grigi poterono incunearsi nelle linee estreme rosso-bleu e fare sussultare fino all’ orgasmo più di una volta il grande pubblico. E’ stata veramente bella e ammirevole la trama offerta in varie occasioni dall’ undici alessandrino che compatto e spigliato scendeva con tutti gli uomini all’ assalto dell’ ultima barriera tentando di rompere i continui ostacoli rappresentati dalla difesa rosso-bleu che ritrovava energiche riprese sotto lo sferzo del pericolo. Il Genoa è stato brioso in tutti i suoi attaccanti ma non poté mai legare l’azione fra questi uomini per il fatto che forse partiva isolata o si volgeva ad unirsi verso le ultime linee quando l’intervento dei difensori avversari ne rendeva difficile il collegamento. Nonostante ciò la partita giuocata dai concittadini è riuscita superba, perché la gara assunse fisonomie veramente passionali e all’ incalzare stretto del Genoa rispondeva forte e potente la ferrea difesa dell’ Alessandria e le fasi vivacissime della gara tennero avvinto l’interesse del pubblico il quale spesso era trascinato alle più spontanee e calorose manifestazioni di ammirazione. LE FASI DEL MATCH. Dell’ Alessandria oltre alla difesa notammo, fra i migliori, Della casa, Carcano, Grillo e Bosio; del Genoa il portiere Rolla, Leale, Pella e tutti indistintamente i forwards. Il Genoa inizia col sole in fronte, ma muove veloce appena il sibilo dell’ avv. Mauro è lanciato e già alle prime battute i rosso-bleu sono sotto la porta di Pelizzoni. La minaccia avanza rapida e paurosa sul goal alessandrino perché Walsingham centra proprio in porta e, sulla respinta di Pellizzoni, Sardi ritira ancora e per poco non segna. La squadra di Smith appare sgomenta; nella trama del suo giuoco si notano delle incertezze. Qua e là si scorgono delle lacune che rompono il profilarsi di qualche buona azione. Per contro i rosso-bleu armonizzano il giuoco con un lavoro penetrante e persistente al quale i grigi pongono riparo con qualche arresto irregolare. Ma l’arbitro interviene sempre severo e deciso. Così al 7° minuto Magni su freekick segna sorprendendo Pelizzoni con un bel tiro da poco oltre la linea di rigore. Il Genoa è messo in corner al 9° minuto, ma riprende di colpo, tanto che l’Alessandria si vede costretta ripetutamente in corner al 12° minuto. La bufera che minaccia i grigi è a tratti rotta dall’ irrompere scomposto ed irrequieto del piccolo Della Casa il quale è stato oggi di una attività sorprendente. Un suo primo tentativo obbliga Rolla a liberarsi in corner e successivamente il portiere genovese deve liberarsi da una nuova insidia di questo piccolo e valente giuocatore. Il Genoa però stringe la lotta e non concede tregua ed i falli si succedono sempre frenati dall’ arbitro. I grigi vi si abbandonano con una certa frequenza: è un errore fatto un poco di abitudine ma che dovrà costar loro la vittoria. Al 31° minuto appunto per fallo di Milano il giuoco è fermato. De Vecchi tira il calcio di punizione semplice e la palla è ripresa da Walsingham che la proietta in porta nell’angolo opposto dove si trova Pelizzoni. Il Genoa in questo tempo prevale: è ora Leale che parte solo e spinge gli avanti in un altro attacco alla porta alessandrina e, prima della ripresa, i grigi sono ancora costretti in corner. La ripresa si inizia con una discesa fulminea di Walsingham che irresistibile in un brillante cross si avvia sul goal di Pelizzoni. Ma l’azione precipitosa è annullata con un tiro a lato della porta. Il Genoa ha ora allentato il suo giuoco e sembra anzi che preferisca la difensiva, mentre Alessandria raduna tutte le sue unità e l’offesa è spinta calma e misurata nell’ area genoana. Un improvviso shoot di Carcano è raccolto dall’ agile Rolla con bella sicurezza, poi il Genoa scende ancora trascinato da Walsingham, il simpatico Polidoro sul quale vigila, con fraterna e nemica cura, il compatriota Smith. Ma i grigi animano la gara con più fervido ardore; le discese compatte si susseguono poggiate sulle velocissime ali e nei loro tentativi Ricci e Della Casa convergono i tiri su Rolla. Il lavoro febbrile compiuto dall’ Alessandria tutta protesa nello sforzo di raggiungere il successo frutta un goal al 17° minuto con un bel tiro che lambisce le mani del difensore per rigirarsi dritta in goal. E’ Carcano che ha segnato. La battaglia si acuisce: le vicende si alternano sui due campi, più strette ed insidiose quelle dei grigi i quali più di una volta hanno assaporato l’illusione di poter raggiungere il pareggio; a raffiche e a folate quelle del Genoa nelle quali il goal di Pelizzoni si è trovato in qualche occasione a mal partito. E la partita termina con la meritata vittoria del Genoa con due goals a uno. Arbitro attento, preciso ed energico l’avv. Mauro dell’ Internazionale al quale si deve se la lotta è stata sempre bella, corretta e regolare fra il grande fervore di battaglia che ha animato i contendenti decisi più che mai a dirimere una vecchia e dibattuta questione di supremazia. Le squadre erano così formate: GENOA: Rolla, Casanova, De Vecchi, Pella, Magni, Leale, Mariani, Benvenuto, Sardi, Santamaria, Walsingham. ALESSANDRIA: Pelizzoni, Milano, Ticozzelli, Smith, Carcano, Lazoli, Torricelli, Ricci, Grillo, Della Casa, Bosio. Le riserve fanno match pari 2 a 2.  Attilio Carbone.

Gazzetta dello Sport e Il Caffaro 30 Novembre 1914 ...............................................................................................

 

Note: Articolo mix tra quello della Gazzetta e quello del Caffaro che nella seconda parte si differenzia solo per piccoli cambiamenti.

La Gazzetta non riporta il tabellino nel quale Il Caffaro riporta Benvenuto ma dovrebbe aver giocato Traverso.

 

09° Giornata - 29 Novembre 1914

Genoa - Alessandria 2 - 1; Liguria - Savona 2 - 2; Acqui - Andrea Doria 0 - 3

Classifica: Genoa 16; Alessandria 14; Andrea Doria 11; Savona 08, Acqui 03; Liguria 01.

Note: Acqui e Liguria 1 pertita in meno.

 

       

                 Adolfo Gnecco                                 Pasquale Lissoni                        L' Alessandrino Carcano e De Vecchi

 

GENOA – A.C. LIGURIA 3 – 0. Genova, 6 – Il Genoa ha disputato questo incontro con scarso entusiasmo. I genoani infatti dimostrarono poco impegno: i suoi uomini svolsero un giuoco fiacco e privo di animazione mentre il Liguria, come sempre, si difese assai bene riuscendo anche a più riprese a minacciare il goal avversario.  Ciò non pertanto un’ affermazione rosso-bleu poteva mancare, tanto più che sull’ inizio il Genoa si era imposto di decisione guadagnando subito al 1° minuto un goal per merito di Santamaria su passaggio di Sardi. Un malaugurato incidente toccato a Marchetti arresta il giuoco per qualche minuto, ma la partita riprende tosto mentre il giuocatore contuso è condotto fuori dal campo. Il capitano dei ligurini rientra poco dopo ma è appunto durante la sua assenza che Sardi su centro di Walsingham segna il secondo punto. Poi il giuoco langue e si arriva alla ripresa con risultato invariato. Nel secondo tempo l’azione diventa caotica e mentre il Genoa muove lento ed indeciso, i celesti di Bolzaneto si fanno notare per la vivacità e l’impegno spiegati nel sostenere la partita. Il Genoa mancò due penalties: il primo cacciato fuori da Sardi al 20° minuto e l’altro di Walsingham parato dal portiere Boldrini che apparve uno dei migliori uomini della giovane squadra. Infine Hermann segna al 33° minuto il terzo goal della partita che termina colla vittoria del Genoa con 3 a 0. Il Genoa si presentava oggi, mancante del portiere Rolla e di Benvenuto, sostituiti l’uno da Gencco, l’altro da Hermann. Deficiente giornata; gran pubblico. Attilio Carbone.

Gazzetta dello Sport – 07 Dicembre 1914, Milano ....................................................................................................

 

SPORT. Campionato Italiano di Foot-ball. Genoa batte Liguria 3 a 0. Ieri allo Stadium si svolse l’ultima partita regionale per il campionato italiano di foot-ball. La bellissima giornata ha chiamato un discreto pubblico benché il risultato non fosse dubbio. Il Genoa, però, ha giuocato senza impegno mentre il Liguria, specialmente nel secondo tempo, si è difeso brillantemente e qualche volta ha minacciato seriamente il goal genoano. I rosso-bleu iniziano la partita segnando subito un punto marcato da Santamaria su passaggio di Sardi e al 19.o minuto Sardi segna il secondo goal su centro di Walsingham. Nel secondo tempo i celesti di Bolzaneto obbligano i genovesi ad un giuoco un po’ più intenso, tentando qualche buon attacco. I rosso-bleu mancano due penalty, uno tirato da Sardi; l’altro da Walsingham; infine Hermann segna il terzo punto al 33.o minuto. La partita termina con la vittoria del Genoa con tre a zero. L’arbitraggio di Fontana, dell’ Alessandria, fu deficiente. Del Liguria si distinse il portiere Boldrini. Le squadre erano così composte: Genoa Club: Gnecco, Casanova, De Vecchi, Pella, Magni, Leale, Mariani, Hermann, Sardi, Santamaria e Walsingham. Associazione Calcio Ligure: Boldrini, Bedogni, Roborati, Pittaluga III, Bogliolo, Olcese, Marchetti, Caffaro, D’Obono, Bologna. Nel match riserve il Genoa batte il Liguria con cinque a uno.

Il Caffaro - 7 Dicembre 1914, Genova ....................................................................................................................

 

10° Giornata - 06 Dicembre 1914

Genoa - Liguria 3 - 0; Andrea Doria - Alessandria 2 - 1; Savona - Acqui 4 - 0.

Recupero 13 Dicembre 1914: Liguria - Acqui 2 - 2

Classifica: Genoa 18; Alessandria 14; Andrea Doria 13; Savona 10; Acqui 03; Liguria 02.

 

     

Il Genoa allo Stadium prima di Genoa - Liguria: Casanova, Gnecco, De Vecchi - Pella, Magni, Leale - Mariani, Henmann, Sardi, Santamaria e Walsingham. Gli ex doriani Santamaria e Sardi. La coppia di terzini De Vecchi e Casanova.

 

  

AKAIAOI