HOME

             CRONACHE CAMPIONATO 1914-15  Extra

 

Stagione 1914-15  |  Cronache Girone  |  Cronache Semifinali  |   Cronache Finali   |   Extra   |  Campionato  |  Tabellini  |  Giocatori

 

IL RISVEGLIO DEL FOOTBALL ITALIANO, annunciato da un grande match a Pavia. Genoa e Internazionale fanno match nullo: 2 a 2. Pavia, 13 settembre. Un battesimo coi fiocchi, in una giornata deliziosa, tutta luce e frescura. Un bel campo chiuso intorno da filari d'alberi verdeggianti; cintato, ben delimitato colla sua piccola tribuna pronta a raccogliere, come ha oggi raccolto, tutta la aristocrazia pavese e tutto il genere femminino che ingemma così decisamente i migliori campi di gioco. Si è svegliata un pò in ritardo la bellezza del football; ma il risveglio ha voluto essere giocondo e ben auspicante.  Sul grazioso terreno si è vissuto ieri la prima magnifica giornata di sport, che il pubblico ha mostrato di gradire. Un pubblico denso, fitto, educato e ospitale , che ha gridato schiettamente il buon giorno agli eletti del football scesi a battezzare la nuova pelouse. E prima della cerimonia intima, aperta da parole nobili ed elevatissime pronunciate con saldo e commosso accento dall' esimio professor Valenti e culminate nell' atto della tradizionale rottura della bottiglia di spumante. madrina: la gentil signorina Evelina Preti, la quale ha svolto il compito affidatole, con grazia squisita e con spigliata signorilità del tutto degna di una vera sportwoman. Prima che i campioni iniziassero la loro leale contesa, hanno giuocato con ardore e impeto giovanile i giocatori del Pavia e dell' Enotria. Handicappati i primi per la mancanza di qualche buon elemento, hanno dovuto cedere all' impeto dei ragazzi dell' Enotria, vincitrice per 2 goals a 1. Poi il pubblico si è come raccolto, severo e compunto, di fronte al giuoco dei più pronti e scaltriti anziani.... Il Genoa è sceso in campo con una formazione più stentata di quella degli avversari. Qualcuno dei suoi elementi ha mostrato poi di essere alla prima... sortita dell' anno. Ma lo squadrone non ha smentito la fama. Fortissimo in difesa - De vecchi sembrava ieri il ... padre di dio - mobilissimo all' attacco, il Genoa d'ieri ha saputo operare il miracolo di sopperire alle deficienze della seconda linea. Giuocava al centro sostegno il Berardo; poco allenato, il brillantissimo avanti ha mancato quasi interamente al compito. E' ben vero che per lui hanno lavorato assiduamente Pella e Leale; ma la verità vera è che coll' immissione del duo Sardi - Santamaria, il Genoa si è magnificamente e potentemente inquadrato. I due allievi di Calì appartengono a quella classe di giuocatori che non hanno più nulla d'apprendere, non solo, ma che durante un match sanno altresì sdoppiarsi a seconda lo voglia l'andamento del giuoco. E' stato così ieri: Sardi e Santamaria hanno giuocato e in difesa e all' attacco. Retrocedevano quasi a prendere il ball poi anziché perdersi in palleggi inutili e snervanti allungavano alle ali per portarsi sul goal in attesa del traversone. Di fronte al giuoco fine e serrato dei milanesi i genoani hanno opposto il loro fatto di folate minacciose e travolgenti. La squadra che mercé il lavoro doppio della meravigliosa linea attaccante, il virtuosismo di De Vecchi e l'abilità di Gnecco si è salvata oggi col match nullo potrà ricomparire fra non molto trasformata; corretta nella linea di sostegno e paurosamente minacciosa per tutte le squadre fortissime d'Italia. IL MATCH. Non ha bisogno di una cronaca minuta. E' stato un po' giuocato dai due portieri. Campelli, poderoso e magnifico nel suo giuoco sicuro e deciso; Gnecco, agilissimo, felino e fulmineo, alla De Simoni, salvarono tutto il possibile e molte volte anche l'impossibile. Il match, durante la prima mezz'ora, ha segnato la netta prevalenza tecnica dei nero-azzurri i quali per merito precipuo di Cevenini III e I, di Agradi e Aebi, mantennero in questo periodo di tempo quasi costantemente il ball nel mezzo campo avversario. De Vecchi con lunghi rimandi ha permesso ai suoi delle folate intermittenti  ma non prive di pericoli per i nero-azzurri. Poi dopo un primo goal, segnato da Agradi su passaggio di Fossati e Cevenini III, e dopo che Walsingham ha fallito un penalty - troppo facilmente concesso dall' arbitro - il Genoa ha incalzato e quasi piegato gli avversari, sino ad ottenere il pareggio per merito di Sardi sopraggiunto a ricacciare in goal un pallone parato da Campelli su tiro di Walsingham. E così con strana ripresa dei genoani si chiude il primo tempo. La ripresa, più fiacca e più sconclusionata, vede ancora la netta prevalenza dei nero-azzurri che vedono rovinati più e più attacchi dalla ostinazione di Cevenini III e dalla quasi inservibilità di Agradi. Si fa un po' a gara a chi giuoca peggio, e solo a tratti il pubblico deve applaudire alle mirabilie di De Vecchi, Campelli e Gnecco. Vi è in tutti l'impressione che non si debba oltre segnare, invece altri due goals vengono a movimentare un po' la partita. E' prima cevenini III che al 36' minuto segna basso d'angolo su un preciso e fulmineo tiro, poi al 43' minuto De Vecchi, pareggia di nuovo con un tiro di punizione da 25 metri. Un tiro magnifico, impareggiabile. Il Genoa ha giuocato gli ultimi 15 minuti privo del bravo Pella allontanato dal campo dall' arbitro per contegno scorretto. Ha arbitrato il signor Resegotti. Le squadre: GENOA CLUB: Gnecco; De Vecchi, Casanova; Pella, Berardo, Leale; Walsingham, Benvenuto, Sardi, Santamaria, Mariani. INTERNAZIONALE F.C.: Campelli, monetti, Scheidler; Engler, Cevenini I, Fossati; Crotti, Aebi, Cevenini III, Agradi, Bavastro.  E.C.

Gazzetta dello Sport – 14 Settembre 1914, Milano..................................................................................................

 

GENOA batte U.S.MILANESE 4 – 1. Genova, 27 – E’ un vero peccato che l’ U.S.M. non abbia potuto scendere al completo, perché l’assenza di Carrara, Buria e Ballerini ha certamente assai influito sulle sorti della squadra milanese costretta a subire  un radicale rimaneggiamento fino a offrirci un De Simone centro forward. Il debutto della squadra del Genoa per contro si è avuto al completo. Appunto per ciò ci è spiaciuta l’incompletezza degli scacchi unionistici, perché avremmo certamente assistito  a una gara non solo movimentata ma che avrebbe delineato certamente le forze delle due squadre. Malgrado ciò la partita ha presentato il suo lato importante e che valse a svelarci nella squadra genoana un undici ancora a corto di allenamento ma veramente formidabile e nella squadra milanese giovani promesse e rivelazioni nuove quali Balzarini, Vicini e ferrario. La gara si può dire abbia avuto svolgimento contrastato solo nei primi 30 minuti e verso la fine mentre il restante della gara è stato di predominio genoano. Gli unionisti nello sforzo iniziale hanno dovuto cedere gradatamente terreno in conseguenza del debole aiuto che loro offriva la linea mediana, la più provata dalle assenze odierne. L’inizio è vivacissimo e il giuoco svolto dagli unionisti è appariscente perché il Genoa tarda a ritrovarsi. Ma un repentino contro attacco rosso-bleu porta ripetutamente in corner gli unionisti. E la danza dei corners insiste ancora finché il Genoa segna al 31° minuto il primo goal con Santamaria su passaggio in avanti di Sardi. Qui si iniziano i brillanti assalti genoani ed al 39° minuto Benvenuto arriva proprio sul goal a completare l’azione di Sardi. La ripresa perde assai di combattività. Il Genoa segna subito al 4° minuto con Benvenuto. L’Unione compie con tutta la sinistra un generoso lavoro di penetrazione dal quale può trarre un corner che però non ha risultato. E il Genoa segna infine al 30° minuto con Sardi il suo quarto goal. I milanesi irrompono nell’ ultimo contro atacco e finalmente De Simoni raccoglie l’attesa soddisfazione di far ingoiare al suo diretto avversario un bel tiro. Gnecco raccoglie in pieno la palla, ma questa devia di fianco e ruzzola nella rete.  La vittoria termina con la vittoria del Genoa per 4 a 1. Arbitro Croce del Genoa. Ecco le formazioni delle squadre: GENOA: Gnecco; Casanova e De Vecchi; Eula, Magni e Leale, Berardo, Benvenuto, Sardi, Santamaria e Walsingham. U.S.Milanese: Balzarini; Zappa e Vicini; Ghezzi I, Boldorini e Ghezzi II; Recami, Boiradi, De Simoni, Ferraro e Robecchi.  A.Carbone.

Gazzetta dello Sport – 28 Settembre 1914, Milano..................................................................................................

 

IL GENOA VINCE IL TORINO CON 3 GOALS A 2 dopo un match burrascoso e movimentato. Torino, 13 dicembre. Il tempo rimessosi al bello ha favorito l'incontro fra le squadre del Genoa Club e del Torino F.B.C.; incontro al quale ha assistito un pubblico numerosissimo, composto in parte notevole da genovesi. Il terreno era pesante e fangoso in special modo nelle due aree di rigore. L'attesa vivissima pel match era spiegabile perché le due squadre rappresentavano due delle migliori unità aspiranti entrambe al Campionato Italiano. Il Torino ha purtroppo dovuto subire un'amara sconfitta rappresentata da 3 goals a 2. Di questo scacco però i granata sapranno certamente riabilitarsi; essi si sono presentati in campo in una formazione insolita, voluta da sfortunate circostanze, alle quali è stato giuoco forza sottomettersi. IL GIOCO DELLE DUE SQUADRE. La prima linea ha alquanto risentito dell' assenza di Mosso I sostituito da Peruzzi; la seconda linea mancante di Bachmann passato in difesa non ha esplicato quel giuoco brillante che altre volte ammirammo. Insomma il Torino non ha giuocato colla solita vivacità e in molte occasioni non ha saputo neppure trovare l'affiatamento e l'intesa fra le varie linee che si era in diritto - dato il passato - di attenderci. Oggi i granata non seppero svolgere un giuoco adatto  a fronteggiare gli avversari. La prima linea pure essendosi dimostrata veloce non eccelse in forza di penetrazione a base di passaggi ristretti. Peruzzi, su cui convergeva l'aspettativa del pubblico, non è stato un buon distributore e le sue azioni sono apparse inefficaci per mancanza di misura nel passaggio. Mosso III assai tenuto d'occhio dall' avversario è stato paralizzato e fu un uomo di poco rendimento essendo raramente riuscito a mettersi in posizione di tiro in goal. Le due ali si dimostrarono velocissime, ma Ruffa pure essendosi prodigato mancò in varie occasioni di prontezza in facili tiri. La seconda linea si prodigò continuamente: in essa emerse il centro Valobra che ancora una volta si dimostrò giuocatore di grandi risorse. La difesa fu forte e pronta e nulla le può essere rimproverato per i tre goals segnati dal Genoa. Il Genoa Club è venuto con una squadra veramente ottima che si è imposta all' ammirazione del pubblico sia per le azioni vivaci svolte svolte, sia per le valide discese e le pronte combinazioni della linea degli avanti. Tutti i genoani hanno giuocato con brio e con vivacità onde affermarsi, e la loro vittoria, è doveroso riconoscerlo, è stata regolare. Essa è stata conseguita con giuoco interessante e movimentato che varie volte ha paralizzato l'avversario e l'ha scombussolato. La prima linea, che contava anche Berardo, è stata meravigliosa per la decisione dei suoi attacchi e per l'insidia che continuamente ha portato nel terreno granata. Essa avrebbe segnato forse qualche altro goals se non si fosse dilettata a più riprese, sotto la rete di Morando, in palleggi inutili e dannosi. Piaciuto è assai il veloce Walsingham che è stato un uomo bon a tout faire e ha saputo approfittare di momenti veramente felici per correre verso la porta granata coadiuvato ottimamente da Santamaria e da Benvenuto. Ammirato Mariani per la sua velocità ed anche Berardo per parecchi bei tiri. Buona nella sua formazione la seconda linea che coadiuvò costantemente gli avanti portandosi sovente all' attacco. Brillante la difesa forte di Casanova e De Vecchi che furono assai applauditi. Il portiere fu raramente impegnato e seppe tuttavia liberarsi da qualche tiro insidioso. Il giuoco svolto dalle due squadre è riuscito interessante, appassionando la gran folla convenuta, una parte della quale non ha mancato di tumultuare verso l'arbitro, il dott. Tonino scamoni che abbandonò anche per qualche minuto, in segno di protesta, il campo. Delle due squadre la più forte, come abbiamo detto, è indubbiamente apparsa quella del Genoa Club. Essa è stata più omogenea, ha dimostrato maggiore coesione tra linea e linea di giuocatori, è stata più valida nelle discese, più irruente negli attacchi, più precisa nei passaggi, più mobile nella seconda linea e indiscutibilmente più forte in difesa. Un primo vantaggio che il Genoa ha avuto sul Torino è nella struttura fisica dei giuocatori che sanno opporsi anche di forza e nella padronanza assoluta che questi hanno della palla e del dribbling in difficili passaggi. Al Torino ha forse nuociuto il volere persistere in un giuoco a passaggi ampi e larghi, giuoco che riuscì raramente dinnanzi ad avversari individualmente più forti e più sicuri; ha nuociuto il volere appoggiare troppo di frequente il giuoco su Ruffa che oggi, non in buona giornata, ha mancato troppe favorevoli occasioni. La seconda linea, se pure giuocò con brio, non seppe essere di grande aiuto ai propri avanti. Valobra si prodigò a tutt' uomo assai assecondato da De Marchi coadiuvato da Mosso II che ebbe il difetto di essere poco sicuro. Difetto generale fu quello di non portare avanti il pallone ma di lanciarlo lungo sicché se ne impadronivano più volte gli avversari. Il giuoco che ebbe delle fasi vivaci si accanì parecchie volte in cariche assai violente ciò che valse parecchie punizioni per ambo le parti. L'arbitro Scamoni commise alcuni gravi errori in seguito ai quali protestarono giuocatori e pubblico. errori che vennero poi pure confermati dalla squadra alla quale ridondarono in favore. Il pubblico, specialmente quello dei posti popolari, tenne verso l'arbitro un contegno piuttosto ostile, che invano tentarono di calmare alcuni attivi soci del Torino. CALCI DI RIGORE E GOALS. l'incontro si inizia alle ore 15 precise. Le due squadre si presentano in questa formazione: GENOA (maglia bianca e fascia rossa): Costa, De Vecchi, Casanova; Leale, Magni, Pella; Mariani, Santamaria, Benvenuto, Walsingham, Berardo. TORINO (maglia granata): Morando; Bachmann, Capra; De Marchi, Valobra, Mosso II; Ruffa, Tirone, Peruzzi, Mosso III, De Bernardi. L'arbitro ha appena fischiato l'inizio che la palla è ai granata i quali tentano un azione e difatti al 2.o minuto il portiere del Genoa è impegnato, ma Costa non ha difficoltà a liberarsi. L'insidia viene poi portata dai genoani nel campo del Torino e poco dopo il bruno portiere dei granata, Morando, è a sua volta impegnato e tra gli applausi si libera ottimamente. La palla corre ora su ambedue i campi. Le due squadre tentano attacchi, ma vani. E' poi il Torino che scende minaccioso nell' area del Genoa, ma la difesa ricaccia prontamente la palla che viene raccolta dagli avanti bianco-rossi, i quali minacciosi scendono verso il goal di Morando. All' 8° minuto registriamo un corner in favore del Torino seguito da un altro all' 11°, corners che però non hanno alcun esito. Il Genoa a sua volta si ritrova, e compatto e minaccioso tenta un attacco. E' appunto in questo attacco che il piccolo Walsingham commette un fallo. L'arbitro concede immediatamente il freekick; tira Bachmann è retro gettata e viene nuovamente ricacciata lontano. Indi il genoa tende all' attacco rimanendo parecchio tempo nell' area avversaria. La prima linea combina assai bene ma ogni insidia viene sventata dalla poderosa difesa granata. Al 20° minuto Mariani centra e Walsingham  con un colpo di testa tenta di mandare  il pallone nella rete, ma Morando para prestamente. Al 21° minuto è ancora Walsingham che centra ed è ancora Morando che, pronto, arresta il tiro insidioso. La palla spazia poi sui due campi a al 26° minuto assistiamo ad una movimentata discesa del Torino dalla quale la difesa genoana si libera a malapena, ma per brevi istanti soltanto, perché immediatamente la linea mediana riporta l'attacco verso la rete di Morando. E' nuovamente Walsingham che tira in goal da una trentina di metri: Morando ferma e respinge. Qualche secondo più tardi l'insidia torna verso la rete granata e Capra riesce a stento a liberare la sua area di rigore. Al 31° minuto sono ancora le maglie bianco-rosse che stringono d'assedio la porta di Morando. Bachmann nella foga della difesa carica violentemente un genoano e l'arbitro concede un calcio di rigore. De vecchi tira e segna il goal. Il Torino non si scompone e riprende l'offesa. Al 36° minuto tutta la prima linea  granata scende verso la rete genoana, ma interviene energicamente De Vecchi e la palla ritorna al centro: per poco però perché ancora per merito di Tirone gli avanti torinesi sono ancora sotto la rete avversaria. Casanova corre ai ripari, ma commette un fallo in area di rigore. L'arbitro concede il penalty ai granata che possono così pareggiare, con Bachmann, fra un cordiale e clamoroso applauso. Qualche azione sull' un campo e sull' altro poi è fischiato l' half time. Mormorii di disapprovazione all' indirizzo dell' arbitro - che ripararsi dalle invettive si ritira in uno spogliatoio - e vivacissimi commenti tengono occupato il pubblico nei brevi minuti di distacco fra i due tempi.  LA SUPERIORITA' GENOVESE. I torinesi intendono assolutamente affermarsi in questa ripresa e la palla è da poco in gioco che essi se ne impadroniscono, attaccano con gran foga cosicché ottengono un corner al 1.o minuto che non sorte alcun risultato. Insistono ancora, ma i genoani si scuotono e alla loro volta contro attaccano. Per una volta Morando non ha difficoltà a salvarsi, ma al 6° minuto Santamaria su passaggio di Walsingham, con un superbo colpo di testa segna il secondo punto per il Genoa  fra le entusiastiche acclamazioni del pubblico. Rimessa la palla in giuoco, il Torino se ne impossessa; ma la linea mediana avversaria rompe l'azione, guidati da Berardo tutti e cinque i forwards genovesi corrono verso l'area granata. Berardo centra meravigliosamente, ma Santamaria non è pronto a raccogliere il passaggio e il tiro va a vuoto. Si nota in questo periodo di tempo una notevole superiorità dei genovesi che si mantengono di preferenza sull' area avversaria, mentre la difesa genovese, impenetrabile, rompe inesorabilmente ogni tentativo dei granata. Al 18° minuto Benvenuto in una velocissima discesa tira forte in goal. Morando para a stento e non è che il sopraggiungere di Bachmann a liberare definitivamente l'area di rigore torinese. Il giuoco si fa ora più vivace, quasi furioso, e il pubblico con incitamenti ed alte grida incoraggia i giuocatori, che raccolgono le estreme forze e si buttano tosto all' offesa. Ma lo squadrone genoano non piega sotto la raffica avversaria; anzi, in un rabbioso contro attacco, al 21° e al 23° minuto impegnano seriamente il portiere del Torino che si libera meravigliosamente da alcuni tiri pericolosissimi susseguiti a breve distanza. E' evidente però che nel susseguirsi rapido degli attacchi il Torino si è sfinito e attraversa ora un periodo di defaillance. Peruzzi al centro fa rimpiangere più che mai il Mosso assente. La linea degli avanti, una volta sì snella e potente, sembra ora piuttosto lenta e indecisa nel tiro in goal. Al 29° minuto gli uomini del Torino ottengono un calcio di punizione per un fallo di Casanova, ma Valobra tira troppo alto. Un minuto dopo anche Tirone sbaglia un facilissimo pallone. Un successivo corner non ottiene nessun risultato, ma al 33° minuto un secondo corner che è tirato meravigliosamente da De Bernardi viene raccolto da Tirone che può finalmente pareggiare fra l'entusiasmo del pubblico e un pazzo sventolio di fazzoletti. Rincuorati dal successo i granata permangono nell' area genoana mettendo a duro lavoro De Vecchi e Casanova. Si registra qualche rara scappata genovese respinta da Capra e Bachmann. Ma il match volge ormai al termine con una leggera ma netta prevalenza degli uomini di De Vecchi. Al 44° minuto il Genoa è tutto all' attacco: Mariani scende velocissimo, Bachmann tenta di arrestarlo con un fermo che dall' arbitro è giudicato falloso. Un calcio di punizione tirato da Santamaria è felicemente trasmutato in goal da Walsingham che è dinnanzi alla porta. Fra applausi e mormorii di disapprovazione termina così questa emozionante gara che ha avuto momenti veramente suggestivi. Il solo punto di superiorità genovese non rende forse l'esatto valore delle squadre in campo. Il Genoa infatti è apparso più volte e nettamente superiore alla squadra del Torino. P.Talice

Gazzetta dello Sport – 14 Dicembre 1914, Milano..................................................................................................

 

IL MATCH GENOA – COMO INTERROTTO. Genoa 1 – Como 0. Genova, 1. Decisamente a Genova si rendono sempre più difficili gli incontri di calcio. Dopo la sospensione del match pro Belgio, dopo il mancato incontro Genoa – Vigor, sempre a causa del maltempo, oggi ancora è venuto a mancare l’annunziato match fra i rosso-bleu cittadini e la squadra del Como F.C. Un’ improvvisa nevicata, scesa nelle prime ore del mattino a portare tra noi una non – quasi di novità – per il Capodanno, ha reso assai disagevole il campo di via del Piano che finalmente si riapriva dopo un periodo di purificazione, e la partita doveva essere sospesa verso la metà del secondo tempo. In così disastrose condizioni di temperatura e di terreno l’incontro non poté offrire il suo lato interessante e la gara si trascinò nei limiti consentiti dalle asprezze del terreno e dai rigori di una giornata veramente invernale, fin tanto che l’arbitro non ne decise la sospensione. Il Como si è difeso efficacemente dagli assalti dei genoani e riuscì a chiudere il primo tempo, ridotto a 40 minuti, senza aver concesso agli avversari di poter segnare malgrado la evidente loro superiorità…. Alla ripresa… subire però al quinto minuto… (la pagina è completamente rovinata sarà stata la neve)….. Non poterono svolgere che azioni disordinate. La partita si rese di impossibile svolgimento e l’arbitro Maineri pose termine al faticoso cimento al 20° minuto della ripresa. Il Genoa sostituiva Casanova con mister Garbutt e il portiere col giovane Ferrari. Il tempo promette meglio per il match di domenica fra il Genoa e il Nazionale Lombardia e ci auguriamo quindi che al nostro pubblico sia finalmente concesso di poter vedere una buona giornata di sport.

Gazzetta dello Sport – 02 Gennaio 1915, Milano..................................................................................................

 

La rivincita dei rosso-bleu. GENOA Batte MILAN 4 a 1. Genova, 6. A sostituire l'incontro  improvvisamente mancato tra il Genoa e la squadra franco-belga, il Milan restituiva oggi ai rosso-bleu la visita ultimamente ricevurta dai genoani a Milano per la Coppa di Natale. La giornata veramente magnifica di luce e di temperatura, richiamò sul vasto campo del Genoa,  il pubblico delle grandi occasioni. Pubblico elegante e fittissimo in ogni ordine di posti formante una suggestiva cornice alla verdeggiante pelouse che si riapriva, più bella e imponente dopo i lunghi ozi nei quali le fu imposto di finire l'anno. L'incontro atteso per l'importanza e il valore che poteva offrire l'urto fra due unità che stanno a capo dei rispettivi gironi, ebbe tutte le caratteristiche che solo possiamo riscontrare nelle partite che esulano al quanto dal comune. Lotta febbrile, intensa, intercalata da brevi periodi di sosta e da riprese violente, sempre però contenute e corrette. Il Genoa scese in campo al gran completo, con Sardi retrocesso in seconda linea al posto di Pella, e Berardo messo ad occupare la posizione di centro forward. Nel suo complesso però l'equipe genoana così rimaneggiata pur rappresentando una poderosissima compagine non è apparsa ancora tanto armonica da costituire un undici veramente saldo ed equilibrato in tutte le sue linee. Nel Milan è stato assai ammirato il nuovo elemento Pirovano, ma ai rosso-neri mancavano Sala, Pizzi e Morando. Vi è stata quindi una certa sproporzione di forze, quantunque i milanesi nulla abbiano risparmiato pur di resistere ad oltranza agli avversari che essi recentemente avevano dominati. Ma il Genoa si è imposto di forza, piegando fino allo spasimo la resistenza dei rosso-neri. Del Milan ottima tutta la seconda linea, particolarmente Scarioni, di una attività sorprendente; Van Hege, irresistibile nei suoi finissimi cross, fu troppo marcato, e non ha potuto svolgere un gioco di grande rendimento. Del Genoa nel complesso tutta la squadra giuocò bene, Berardo però apparve ancora a corto di allenamento, mentre Magni attraversa un periodo di decadenza, e fa rimpiangere il bel giuocatore che avevamo ammirato in principio di stagione. Al fischio d'inizio Mosca allunga subito ad Avanzini e l'attacco dei rosso-neri si pronuncia fulmineo sulla destra. Avanzini sgusciando tra De vecchi e Magni è tosto nell' area di rigore e un suo tiro colpisce in pieno la barra trasversale. La baldanza rosso-nera è però di breve durata che il Genoa sferzato in pieno,  argina la minaccia conducendo immediatamente il contrattacco. E' Santamaria che mena la danza, intessendo con Mariani un ottimo giuoco di spola, e rimediando brillantemente alla insufficienza di Berardo. La destra invece stenta un pò a ritrovarsi. Walsingham manifestamente è troppo fuori posto. Sono infatti azioni che partono dalla sinistra dei rosso-bleu quelle che obbligano il Milan a salvarsi per ben due volte in corner. Al 5° una fuga di Ferrario culmina con un tiro alto di Mosca.  L'incursione è veramente fugace, e vediamo il Genoa immediatamente sotto la porta di Barbieri. Una rimessa in giuoco di Sardi è ripresa nell' area di penalty da Mariani, che scende libero verso i terzini avvesrari. Il rosso-bleu arriva a pochi passi da Barbieri e tira colpendo il palo di destra: la palla di rimbalzo è ripresa da Santamaria che segna abilmente al 7° minuto. Lo smacco non scuote troppo il Milan, e nonostante gli sforzi del trio di sostegno, l'offensiva dei rosso-neri è tosto arginata  per merito specialmente di Sardi instancabile nella sua nuova funzione di half.  Del resto anche Casanova e De vecchi non sono oggi inferiori al consueto loro valore. Per contro i terzini rosso-neri Pirovano e Balloni non appaiono troppo efficaci, il secondo in special modo per i suoi rimandi fiacchi e per gli arreti mal riusciti. Al 16° minuto una ripresa di ferrario provoca un istante di ansia ai genoani, ma Sardi entrando atempo toglie di abilità la palla a Van Hege, già pronto allo shoot, e può avanzare in campo milanese.  Un allungo a Benvenuto ed una immediata minaccia per Barbieri; il genoano libero a pochi passi dalla rete, ha però contro di se Pirovano e Barbieri. I tre uomini cozzano con violenza, e cadono a terra,  mentre il ball rotola lentamente in corner. Dopo una nuova serrata azione nell' area di rigor ed ei rosso-neri, la prima linea di questi, sospinta e sostenuta dagli half-backs ravviva l'attacco, e su un corner riesce a pareggiare al 21° minuto mentre De vecchi era momentaneamente uscito di campo. Il giuoco procede con fasi alternate, e ad un tiro di Mosca attanagliato con bella sicurezza da Rolla, risponde Mariani che sposta il giuoco su Walsingham, ma l'inglese non è pronto a raddrizzare il ball. Poi ancora al 29° e al 33° minuto altre due parate di Rolla, magnifiche di sicurezza e precisione, su di un traversone di Bozzi, e in una intricata melèe creata dai terzini. Negli ultimi minuti il Genoa riprende il suo netto predominio; un attacco in linea è frustrato da Berardo che non può tirare anche per il terreno estremamente pantanoso che è di fronte alla porta di Barbieri. Poi una folata di Walsingham che provoca una miracolosa parata del bravo goal-keeper milanese, e poco prima del riposo, tre corner infruttuosi tutti contro i rosso-neri. Il giuoco riprende piuttosto fiaccamente. Il Milan in questa schermaglia slegata ed incolore ha però una certa prevalenza che non si muta in vantaggio di punti per la difesa di rolla e dei terzini. E' invece il genoa che segna ancora al 7° minuto con Sardi che scendendo da solo da metà campo saetta nella rete di Barbieri un pallone imparabile. All' 8' e 9' il Milan è costretto in corner, poi riprende ed impegna con Bozzi e Soldera il buon Rolla. Il match procede monotono: le sue fasi che si alternano or su di un campo or nell' altro non soddisfano, anzi la noia comincia ad infiltrarsi in tutti. L'ultimo quarto d'ora ridesta però l'attenzione degli spettatori e dei critici. Il goal di Benvenuto al 32° minuto: poi la indiscussa e netta prevalenza dei rosso-bleu. Il Milan è tutto addensato in difesa. ma a nulla valhgono gli sforzi volenterosi di Scarioni, passato terzino al posto di Balloni, e di Barbieri. Il Genoa attacca di continuo e chiude la serie dei suoi goals al 39° minuto con Berardo. Il Genoa rimane vittorioso in quest'incontro con 4 goals contro 1; arbitro Torrazzi. Il pubblico è rimasto veramente soddisfatto della bellezza dell' incontro, avrebbe desiderato però che la squadra milanese si fosse presentata al cimento nella sua migliore formazione. MILAN CLUB: Barbieri - Balloni, Pirovano - Scarioni, Soldera, Lovati - Ferrario, Avanzini, Mosca, Van Hege, Bozzi. GENOA CLUB: Rolla - Casanova, De Vecchi - Leale, Sardi, Magni - Walsingham, Benvenuto, Berardo, Santamaria, Mariani. Attilio Carbone.

Gazzetta dello Sport – 05 Gennaio 1915, Milano......................................................................................................

 

GENOA – U.S. MILANESE 2 - 0. Genova, 31 – Era consuetudine che a Genova i matches amichevoli fossero disputati in modo fiacco e incolore, tantoché il pubblico se pure non li disertava, li trascurava assai.  Oggi però il fatto, quanto mai riprovevole, non si è verificato. Le due squadre, quella del Genoa e dell’ Unione Sportiva Milanese che sono scese sul campo di via del Piano, hanno combattuto una lotta animata e vivace e tutti i giuocatori si sono impegnati per il trionfo dei loro colori, con entusiasmo e slancio ammirevoli. L’interessamento per il match in effetto acuito dal quasi equilibrio delle forze in campo, equilibrio che, netto nel primo tempo,  traboccò a favore del Genoa per buona parte della ripresa: e nel suo risultato numerico l’incontro ha un esatto esponente. Prima di passare ad una breve disamina del giuoco, diremo che l’ Unione Sportiva Milanese che aveva oggi in squadra Bojocchi e Pizzi ritornati, per l’occasione, nel grembo materno, non ha per nulla perduto alcuna di quelle peculiari doti che l’hanno resa tanto simpatica alla nostra folla sportiva. Anche il Genoa, benché privo di De Vecchi, Magni, Santamaria e Berardo è apparso poderoso e combattivo. La cronaca del match è presto tracciata. Fasi alterne e vivaci nel primo tempo, minaccia degli scacchi bianco-neri, per lo più partente dal minuscolo Bojocchi ottimamente coadiuvato da Pizzi. Del Genoa il migliore è stato lo scapigliato Benvenuto. Alla ripresa si delinea subito la prevalenza genoana e all’ 8° minuto Benvenuto segna di sorpresa con una brillante azione individuale. Poi al 22° Walsingham raccogliendo un lungo traversone dalla sinistra di Traverso, proietta nella rete di De Simoni un altro imparabile pallone. Al 42° minuto un penalty è concesso ai rosso-bleu che De Simoni para da gran maestro. Verso la fine i milanesi si riprendono vivacemente non riuscendo però a sorprendere la vigilanza dell’ atletico Lissone che oggi guardava la porta genoana. Discreto pubblico assisteva alla partita arbitrata in modo lodevole da Carozzino della Doria.

Gazzetta dello Sport – 01 Febbraio 1915, Milano......................................................................................................

  

FOOT-BALL. Genoa batte U.S.M. 2 – 0. La partita che si è svolta ieri sul campo di via del Piano fra lo squadrone del Genoa e dell’ U.S.M. è stata invero poco interessante, anche perché il Genoa presentandosi largamente incompleto avendo i suoi migliori uomini occupati nella squadra Nazionale non ha potuto dimostrare quella superiorità che era lecito attendere di fronte alla bella compagine, che vive di entusiasmo sportivo, dell’ U.S.M. che aveva per l’occasione fra le file Pizzi e Boiocchi. Nel primo tempo le forze si sono pressoché equilibrate e nessuna delle due squadre è riuscita a segnare. Nella ripresa il Genoa, seppur giocando alquanto indeciso riesce ad avere la meglio e segna due punti che gli assicurano la vittoria. Ed è Benvenuto che all’ ottavo minuto segna il primo punto; Walsingham marca il secondo al 22.o Così finisce la partita nel mentre il Genoa pur manifestandosi maggiormente all’ attacco non riesce a segnare altri punti e manca un calcio di rigore perché De Simoni para il tiro in corner. Arbitro imparziale Carossino dell’ Andrea Doria.

Il Secolo XIX – 01 Febbraio 1915, Genova..................................................................................................

 

GLI INCONTRI AMICHEVOLI. GENOA batte INTERNAZIONALE con 4 goals a 1. Genova, 14. L'incontro ha richiamato sul bel campo del Genoa un concorso numerosissimo di pubblico attirato dall' importanza che di per sé stessa assumeva la partita. Le due squadre però scendono incomplete: del Genoa mancano De Vecchi, Casanova, Magni e Benvenuto, oltre alla solita assenza di rolla. L'Internazionale è priva di Campelli, di Bavastro e dei due Cevenini. Nelle sostituzioni il Genoa è stato il più felice. Coll' aver rafforzato la prima linea non disdegnando di provare, in quelle posizioni più importanti della difesa, giovanissimi elementi della squadra riserve, raggiunse lo scopo di addossare sulle estreme linee nero-azzurre tutto il grave peso di un attacco pericolosissimo e insistente. Dei debuttanti Ferrari e Barabino, l'uno al posto di back sinistro e l'altro nel difficilissimo compito di centro sostegno, non si possono certamente cantare laudi incondizionate, ma basta solamente accennare al fatto che essi si sono comportati in modo abbastanza brillante a indicarli come elementi promettenti e di bel avvenire. La squadra milanese ha sfigurato nei riguardi di quella avversaria per un giuoco meno impetuoso e meno travolgente di quello sfoggiato oggi dai rosso-bleu, in ispecie dal quintetto attaccante. Il Genoa inizia subito il giuoco vigorosamente e perviene tosto al successo con Sardi il quale, entrando deciso nell' azione di Santamaria e Mariani segna al 9° minuto il primo goal. L'Internazionale conduce ottimi assalti trascinato da Engler ma l'assidua sorveglianza di Leale e la bella difesa di mister Garbutt, che quest' oggi si presentava in campo a portare il suo appoggio fra i terzini rosso-bleu, obbligano i milanesi a retrocedere e a subire il dominio degli attaccanti genoani. Santamaria riporta il secondo punto per il Genoa al 21° minuto a seguito di una avanzata finissima di Sardi; poi è la volta dei nero-azzurri i quali riescono a farsi luce e con Engler segnano al 34° minuto dopo una discesa movimentata. Un minuto appresso però il Genoa mette in corner i milanesi. Ne approfitta Sardi che segna con uno splendido colpo di testa. La ripresa si inizia con un nuovo goal per i genovesi ottenuto al 7° minuto da Leale su penalty. Le vicende quindi si alternano. I milanesi intensificano il lavoro della loro prima linea e Lissone è provato in arresti difficilissimi. ma la superiorità del Genoa non sminuisce quantunque il risultato rimanga invariato. Il Genoa vince con 4 goals a 1. Del genoa fra i migliori merita elogio particolare il Leale. Diresse l'incontro Terzolo che si va sempre più affermando fra i migliori nostri arbitri. Precedette l'incontro fra le riserve del Genoa e la prima della Stella Sportiva. I rosso-bleu prevalsero con due punti a zero.

Gazzetta dello Sport – 15 Marzo 1915, Milano ...........................................................................................................

 

GENOA batte INTERNAZIONALE 4 – 1. Tutte e due le squadre erano incomplete; ma, qualche volta, hanno giuocato. Chi ci ha guadagnato è stato il Genoa, non perché ha segnato 4 goals a uno: ma semplicemente perché è nettamente superiore ai milanesi di Fossati. Se la squadra del Genoa, completa, si fosse trovata oggi, in uno dei match finali del campionato contro quella, al completo, dell’ Internazionale, che razza di batosta le avrebbe dato! Hanno ragione i colleghi milanesi di “Sport”; l’Internazionale è in declino, e molto. La nostra impressione è che l’Internazionale sia l’ultima del girone finale. Sul match odierno c’è poco da dire; in quanto che lo spazio ce lo vieta. Il Genoa ha attaccato quasi continuamente, tanto continuamente che ha per quattro volte penetrata la porta di Ferrandini. Il quale, volendolo analizzare, non è stato poi un “gramo” portiere.  Nel secondo tempo specialmente ha parato più goals che corners. Il Genoa nel primo tempo segna tre goals: due con Santamaria con colpo di testa, l’altro con Sardi. L’Internazionale segna con Engler. Nel secondo tempo Leale segna un doppio goals su penalty (doppio perché il primo, bellissimo, fu annullato, l’altro, bruttissimo, e discutibile, fu concesso). Poi seguono diverse fasi assai allarmanti, ma innocue. L’Internazionale se ne esce con 4 a 1. Bene del genoa Garbutt, come back improvvisato, Leale, in massimo grado, Santamaria e Sardi. Dell’ Internazionale benissimo Peterly, senza del quale… Le squadre erano così composte: INTERNAZIONALE – Ferrandini – Cevenini II, Peterly - Rizzi, Fossati, Bianchi – Moretti, Engler, Aebi, Agradi, Asti. GENOA CLUB: Lissone – Garbutt, Ferrari – Pella, Barabino, Leale – Wallsingham, Sardi, Berardo, Santamaria, Mariani.Dimenticavamo dire che l’anima degli avanti genoani è stato Berardo, anima e corpo. Arbitro discusso da poco pubblico fu Terzolo: per conto nostro andò bene.

Il Secolo XIX – 15 Marzo 1915, Genova ..................................................................................................

 

IL GENOA BATTUTO DALL’ INTERNAZIONALE. Nell’ imminenza del girone finale, la seconda prova d’allenamento fra le squadre del Genoa e dell’ Internazionale, vittoriose nei loro gruppi semifinalisti, conquistava speciale interesse, sicché molto pubblico è convenuto ieri sul terreno di via Goldoni. L’Internazionale, privato ormai irrimediabilmente di Campelli, Bavastro ed Engler, presentava la squadra che sosterrà le ciance nero e azzurre nelle finali, con Binda, Viganò e Rizzi al posto dei mancanti, con Cevenini I in seconda linea e Crotti all’ ala destra. Il Genoa era privo di Casanova e Benvenuto. Il primo tempo offrì l’estetica visione di una gara classicamente combattuta. Fra la generale sorpresa, l’Internazionale, dopo aver acquistato un punto di vantaggio con un goal segnato da Asti, continuò il giuoco con un evidente superiorità, costringendo i genoani alla difesa. Alla ripresa il giuoco peggiorò. Le squadre, forse esauste dalla vivacità con la quale avevano sostenuto l’incontro nel primo tempo, arruffarono le loro azioni in fasi sconclusionate. Ma il vantaggio passò dalla parte dei genovesi che attaccarono assai spesso, per merito specialmente di Walsingham. Binda, in grande giornata, parò tutto, e fu uno dei migliori in campo. Così la gara s’è chiusa con la sorprendente vittoria dell’ Internazionale, squadra attualmente in cattiva forma e incompleta, sul Genoa che da moltissimi è pronosticato campione italiano. Il Genoa ha deluso perché raramente si è dimostrato compatto. E nemmeno l’Internazionale ha avuto una giornata eccezionale. Si ebbe l’impressione che entrambe le squadre non si impegnassero a fondo, specialmente il Genoa, che è squadra di ben maggiori mezzi. Ad ogni modo, la sorpresa di ieri può essere l’annuncio di qualche sovvertimento nel valore delle squadre finaliste.

Corriere della Sera – 29 Marzo 1915, Milano..................................................................................................

 

IL TORNEO INTERNAZIONALE A GENOVA. YOUNG BOYS – GENOA 3 – 2. Andrea Doria e Squadra Veneta 1 a 1. LA PRIMA GIORNATA. Genova, 4. Il nostro pubblico è accorso in massa a presenziare l’inizio del Torneo Pasquale organizzato dal Genoa Club. Come risultato della prima giornata si deve però giungere a ben sconfortanti considerazioni, quelle cioè che lo scopo di questa gara è venuto quasi a mancare per la ridotta combattività delle contendenti, conseguenza non ultima della incompletezza in cui si sono presentate le squadre. Una eccezione va fatta per la squadra svizzera, la sola che ha potuto allinearsi nella sua migliore formazione. Il match tra il Genoa Club e lo Young Boys ebbe inizio movimentatissimo. Il Genoa costretto a giuocare con due riserve, tentò d’imporre subito l’azione vivacissima dei suoi uomini e pervenne infatti al successo  al 21’ minuto con Berardo che raccolse un pallone ben portato in una precipitosa discesa di Walsingham e Santamaria. I campioni elvetici, con azioni più calcolate, e non meno poderose ostacolarono l’avanzata dei genovesi e serrando sempre più il giuoco tra gli avanti riuscirono nel pareggio al 25’ minuto. Un penalty assai discutibile accordato agli svizzeri permise a Furt I di segnare il secondo punto per la sua squadra al 28’ minuto. Da questo minuto le sorti furono decise poiché il Genoa cominciò a scompaginarsi, riprendendo solo a sbalzi Alla ripresa il giuoco scemà d’intensità  e i genovesi subirono per i primi venti minuti l’azione possente dei massicci uomini dello Young Boys i quali, su corner, segnarono il terzo goal. Poi i rosso-bleu risposero contrattaccando vivacemente e mantennero per lungo tratto il predominio. De Vecchi intanto al 35’ minuto segnò su penalty il secondo punto per i rosso-bleu. La partita terminò quindi colla vittoria degli svizzeri con 3 goals contro 2, mentre un risultato pari avrebbe più precisamente indicato il valore delle due squadre in campo. Arbitrò con poco impegno Terzolo. Ecco la formazione delle squadre: GENOA-CLUB: Lissone; Ferrari, De Vecchi; Magni, Sardi, Sedino; Walsingham, Benvenuto, Berardo, Santamaria e Mariani. YOUNG BOUS: Berger; Furk I, Wüthrich II; Bommer, Wüthrich I, Zumstein; Reber, Furk II, Dasen, Magold, Kopfenstein. LA SECONDA GIORNATA. Genoa 5 - Squadra Veneta 0. Young Boys 2 - A.Doria 0. Genova, 5.Oggi per la seconda giornata del Torneo Pasquale sul campo del Genoa la squadra rappresentativa del veneto ha dovuto completamente piegare  di fronte al vigoroso giuoco della equipe rosso-bleu che pur si presentava ancor più incompleta della domenica precedente. Il match ebbe il merito di far risaltare le eccellenti doti del portiere udinese, Paglianti, un elemento davvero di valore e di grande avvenire. Il Genoa si è affermato facilmente segnando 5 goals a 0 dei quali tre consecutivi nel primo tempo con Santamaria, Sardi e Walsingham e due nella ripresa per merito di Tomassina, l’ex forward del Roman attualmente qui in Genova in servizio militare. Arbitrò Torrazzi oculato e preciso. Splendida la prova fornita dal terzino Ferrari del Genoa; brillante nel suo giuoco redditizio apparve Storto della squadra veneta. A gara ultimata la squadra orientale con simpatico gesto offriva ai giuocatori del Genoa un gonfalone d’onore, e il capitano genoano offriva una medaglia di ricordo a tutti i giuocatori orientali, facendo inoltre omaggio al signor Resegotti, sostenitore convinto di questo match fra la squadra rappresentativa del Veneto e quella genoana, una artistica medaglia. Attilio Carbone

Gazzetta dello Sport – 6 Aprile 1915, Milano ...........................................................................................................

 

Note: L’articolo comprendeva anche le cronache delle due partite senza il Genoa. Il torneo era in sole due giornate quindi Genoa e Doria non si incontrarono per il torneo ma la settimana dopo giocarono un incontro per la Coppa Lombardia detenuta dal Genoa.

 

FOOT-BALL. I TORNEI PASQUALI.  Genoa e Doria battute dalla squadra di Berna. Se era logico che il Genoa non si impegnasse  colla massiccia e pur svelta squadra degli Young Boys perché un cattivo passo avrebbe potuto compromettere la dances della finale, così non si spiega la inazione della squadra doriana, la quale non ha riportato, quest’ anno, non diciamo l’alloro, ma neanche la semi approvazione dei suoi più fanatici fautori. Dall’ Andrea Doria molto si ci aspettava. Non ha risposto, essa. Pazienza. Mica che non lo abbia voluto; circostanze diverse e che è inutile approfondire , hanno vietato alla squadra bianco bleu di figurare meglio. Il Genoa si è comportato da pari suo, e se contro la squadra svizzera non ha riportato la vittoria , lo deve esclusivamente all’ arbitraggio del signor Terzolo, il quale mancando al principio, cercava di sopperire, proprio sul finire della partita, alle sue incertezze, affibbiando agli svizzeri dei freekiches inesistenti, nella convinzione che i rosso-bleu potessero usufruirne. Gli è che gli svizzeri disponevano di una difesa formidabile. Berger fu un portiere impareggiabile e così Frenk I si dimostrò una bella copia del figlio di Dio. Quanto ai veneziani, essi dimostrarono un gran volere ma per il fatto di appartenere a clubs diversi, e quindi non allenati fra loro, non hanno potuto fare di più. Lo stesso Resegotti lo ha detto; il quale tuttavia non ha dissimulato l’intimo compiacimento per la bella riuscita della squadra da lui formata. Certo se a questo torneo potevano partecipare Donà, Tonelli, ecc., la squadra veneta avrebbe meglio figurato.  PRIMA GIORNATA: DORIA – VENETO pari 1 - 1. Impeto veneziano nel primo quarto d’ora. Poi la Doria prende il sopravvento e, salvo qualche scappata innocua degli avversari, si mantiene all’ attacco. Le squadre segnano un punto ciascuna. Arbitro Garbutt. YOUNG BOYS batte GENOA 3-2. Se il Genoa perde è solo per colpa di Terzolo. I genovesi per quanto incompleti (mancano Casanova e Leale) si mostrano, e lo sono, superiori. Tuttavia dopo aver segnato per i primi, si vedono penetrare la rete ben tre volte nel primo tempo. Lissone ha qualche colpa di più dell’ arbitro.  Nel secondo tempo il Genoa aggiunge un goal al suo attivo rendendo più ingiustificata la vittoria degli Young Boys. Insistiamo nel dire che i rosso-bleu giuocarono meglio degli svizzeri e che se perdettero e quanto meno non pareggiarono è colpa dell’ arbitro. SECONDA GIORNATA. Genoa batte Veneto 5-0. Per quanto il Genoa si presenti ancor più incompleto di ieri tuttavia è superiore ai veneziani. L’ottimo portiere non può parare i cinque goals fatti da Santamaria, Sardi, Walsingham, Tomassini e Tomassini. Young Boys batte Doria 2 – 0.

Il Secolo XIX – 6 Aprile 1915, Genova..................................................................................................

 

La brillante affermazione del Genoa nella "Coppa Lombardia". Genoa Club batte Andrea Doria 5 a 0. Vi era una lacuna fra le gare di foot-ball disputate in questa stagione ed era rappresentata dalla finora non avvenuta disputa della Coppa di Lombardia. La quale, per essere il trofeo di gran lunga più ricco fra quanti se ne disputano in Italia, è sempre stata oggetto delle più vive aspirazioni, da parte delle più forti società italiane. Basti citare fra le squadre che l'hanno disputata, quella della Pro Vercelli e del Milan Club dei loro tempo i migliori! Contro tali avversari il Genoa, per un miracolo di energia notevolissimo, è sempre riuscito a conservare il prezioso premio, anche quando sulla carta se ne pronosticava l'inferiorità. Ed ieri era chiamato a difenderlo per la quinta volta, e contro un avversario degno dei precedenti: l' Andrea Doria. L'attesa era quindi vivissima, poiché gli incontri tra le vecchie antagoniste hanno sempre dato luogo alle battaglie più passionali che si siano svolte sui nostri campi di foot-ball. La vera lotta però è venuta completamente a mancare stantechè il Genoa quest' anno dispone di una squadra di gran lunga superiore all' avversaria.  E la Doria pur non venendo meno allo spirito eminentemente combattivo dovette piegare di fronte al valore incontrastato dell' undici genoano. Il Genoa mancava di Casanova, però disponeva del portiere Rolla - il quale speriamolo non mancherà certamente nelle prossime partite di Campionato di tenere il suo posto. La Doria lamentava l'assenza di Fava e Griffini, ed un incidente toccato a Terrile veniva a porla ancora in istato di maggiore inferiorità per tutto il secondo tempo. Il dettaglio della gara è presto riassunto: netto ed incontrastato prevalere dei rosso-bleu, rotto solo tratto a tratto da qualche incursione dei doriani. I doriani si trovano forse troppo sconcertati dal subitaneo e movimentato incalzare  dei rosso-bleu tanto che il Genoa impose tosto  tutta l’azione sua possente facendo stazionare di prevalenza il giuoco sul campo avversario. Le prime schermaglie iniziali, quantunque portino il Genova  in stretto assalto sotto la rete di Casalino, s'infrangono contro la bella difesa dei doriani. E questi a loro volta tentano di rivolgere l'offesa contro Rolla ma non riescono a minacciarlo seriamente. Walsingham, su discesa di Mariani segna intanto al 35° minuto il primo goal e poco prima del finire del primo tempo Sardi - ancora su discesa dell' attivo e brillante Mariani - segna il secondo punto. Nella ripresa i doriani sono costretti a giuocare privi di Terrile, che ha dovuto abbandonare per un incidente occorsogli nel primo tempo. Tuttavia l’azione dei bianco-bleu è più avvisata, e portano qualche buon attacco alla porta di Rolla; in uno dei quali Ghiglione per poco non perviene a segnare. Ma il Genoa non può che completare maggiormente l'affermazione: al 13° minuto, su corner, è Sardi che marca il terzo goal, subentrando deciso in un breve palleggio provocato davanti alla porta; poi è la volta di Santamaria che segna al 37° minuto; ed infine Leale, su penalty pochi minuti avanti il fischio che chiude l'incontro. La gara termina colla vittoria del Genoa con cinque goals a zero. Arbitrò Garbutt.  Le squadre scesero nella seguente formazione: GENOA CLUB: Rolla; Ferrari, De Vecchi; Magni, Sardi, Leale, Berardo, Benvenuto, Walsingham, Santamaria, Mariani. ANDREA  DORIA: Casalino; Capris, Terrile; ArlottO, De Marchi, Passano; Pittaluga, Ghiglione, Maccaggi, Bagnasco, Delfino. Si sono iniziate quest' oggi le gare per la  finale del Campionato di terza categoria. Il Genoa riceveva sul suo campo la squadra doriana, e dopo una lotta alquanto incerta, l'incontro si chiuse con la vittoria del Genoa con 2 goals a uno.

Il Caffaro – 12 Aprile 1915, Genova .......................................................................................................................

 

FOOT-BALL. GENOA batte A.DORIA 5 - 0. L’iniziativa, poi, non era da disprezzarsi: si cercava di affratellare le due più forti squadre genovesi. Non sappiamo però se il buon volere di alcuni dirigenti delle stesse Società sia stato favorevole alla iniziativa stessa. Sta di fatto che, in linea generale, tutto è andato per il meglio. Non si sono verificate escandescenze, non si è lamentato il ben che minimo incidente. Le due squadre erano incomplete. Il Genoa si è dimostrato assolutamente superiore in tecnica alla squadra doriana, la quale si è difesa tuttavia colla solita energia. Nel primo tempo il Genoa segna due goals per merito di Walsingham e di Sardi. La Doria avrebbe potuto segnare se fosse stata meno sfortunata prima, e poi se i suoi giuocatori anziché farsi animosi avessero continuato con la stessa calma di prima. Nel secondo tempo il Genoa aggiunge altri tre goals al proprio attivo senza permettere alla Doria di salvare l’onore della giornata. Il che, per una Società che abbia seri intendimenti di affratellarsi è, o troppo poco o molto. Il Genoa aveva già vinto nel primo tempo con due a zero; perché nel secondo tempo, quando la Doria giuocava con dieci uomini, ha voluto schiacciarla? E’ uno schiacciante molto relativo, questo del secondo tempo: tale e quale come nel giorno in cui i rosso-bleu furono battuti ad Alessandria. Hanno avuto allora una scusante i rosso-bleu; l’hanno oggi i bianco-bleu. Questo diciamo per l’affratellamento al quale si voleva giungere, col match odierno; ci si arriverà, ce lo auguriamo, ma che le carezze non siano… strapazzate. I goals nel secondo tempo furono segnati da Sardi, da Santamaria e da Santamaria ancora, su penalty, con finta dell’ ottimo Leale. Magnifico il Sardi, oggi specialmente, attento il Ferrari, il nuovo astro del Genoa, arrabbiatissimo Santamaria, fino a che non è riuscito a segnare. Attivo Walsingham quando fu al centro. Berardo non ci sembrò in grande giornata, così come Benvenuto. Della Doria notevole fu il Ghiglione il quale ha fatto sudare non poco De Vecchi e Leale; quindi Capris, Bagnasco e Macaggi. CAMPIONATI DI TERZA CATEGORIA. Genoa batte Doria 2 – 1. Sul campo del Genoa si sono incontrate ieri le terze squadre del Genoa e della Doria per il Campionato di 3.a categoria. Dopo vivacissima lotta riuscì vincitrice la squadra del Genoa con 2 goals a uno.

Il Secolo XIX – 12 Aprile 1915, Genova ...................................................................................................................

 

GENOA – ANDREA DORIA 5 – 0. Genova, 11 – Con un bel gesto la Doria ha sfidato il Genoa per la Coppa Lombardia e, come era facile supporre, l’annuncio valse a richiamare sul verdeggiante campo di Marassi il pubblico delle grandi occasioni. E’ apparsa un po’ temeraria, nelle condizioni attuali, la sfida che gli irrequieti pupilli di Calì avevano lanciato senza titubanze ai rosso-bleu; e difatti si è subito riscontrata la netta diversità di efficienza che divideva le due squadre. Il Genoa mancava di Casanova, però disponeva del portiere Rolla. La Doria lamentava l’assenza di Fava e Griffini e un incidente toccato a Terrile veniva a privarla ancora e ad accentuarne l’inferiorità nel secondo tempo. Il dettaglio della gara è presto fatto. Netta ed incontrastata superiorità dei rosso-bleu rotta di tratto in tratto da qualche incursione doriana. I doriani si trovano forse troppo sconcertati dal subitaneo e movimentato incalzare  degli avversari, tanto che il Genoa impose tosto  tutta l’azione sua possente facendo stazionare di prevalenza il giuoco sul campo avversario. Gli uomini della squadra rosso-bleu superata la breve crisi avuta nelle ultime semifinali, sono apparsi oggi in ottime condizioni. Soltanto la prima linea non ha raggiunto ancora quel grado di compattezza che si sperava. Nel complesso però la squadra dà serio affidamento e concede le migliori speranze per le gare future. Le prime schermaglie iniziali, quantunque portino il Genova  in assoluto sotto la rete di Casalino, si frangono contro la bella difesa doriana; e gli uomini bianco-bleu alla loro volta rivolgono l’offesa contro Rolla impegnandolo seriamente.  Walsingham su discesa di Mariani segna però al 35° minuto il primo goal e poco prima del finire del primo tempo Sardi, ancora su discesa di Mariani, segna il secondo punto. Alla ripresa i doriani sono costretti a giuocare privi di Terrile costretto ad abbandonare il campo per un incidente occasionale  occorsogli nel primo tempo. Tuttavia l’azione dei bianco-bleu è vivacissima e qualche loro buon attacco impegna Rolla; in uno di questi per poco Ghiglione non segna. Il Genoa non può che completare la bella affermazione e al 13° minuto, su corner, è Sardi che marca il terzo punto. Poi è la volta di Santamaria che segna al 37° minuto e infine Leale, su penalty pochi minuti avanti la fine segna il quinto punto. La gara termina così con la vittoria delk Genoa per 5 a 0. Arbitrò Garbutt.  Le squadre erano scese in campo in questa formazione: GENOA: Rolla; Ferrari e De Vecchi; Magni, Sardi e Leale, Berardo, Benvenuto, Walsingham, Santamaria e Mariani. ANDREA  DORIA: Casalino; Capris e Terrile; Arlotti, De Marchi e Passano; Pittaluga, Ghiglione, Maccaggi, Bagnasco e Delfino.

Gazzetta dello Sport – 12 Aprile 1915, Milano .........................................................................................................

 

 

Una formazione del Genoa dopo l'entrata in guerra dell' Italia. La prima squadra è ormai composta per più della metà da quelle che erano prima le riserve. In questo schieramento compaiono da sinistra in tenuta da gioco Walsingham, il giocatore a fianco dovrebbe essere Bergamino I, Ferrari I, Santamaria, Capelli, xxx, De Nardo, Brezzi. Seduti Traverso I, il poriere Traverso II, xxx.

 

ANDREA DORIA II e GENOA CLUB II fanno match nullo 1 – 1. Il match svoltosi oggi fra le riserve dell’ Andrea Doria  e del Genoa Club sul campo di Via Clavarezza, ha avuto nuovamente esito nullo in quanto che le due squadre hanno segnato un punto ciascuna. La superiorità non si è dunque ancora discussa: domenica prossima le due squadre saranno di nuovo alle prese sul campo sportivo di via del Piano. Un pubblico discreto ha assistito a questa partita, accalorandosi molto e suscitando commenti che diedero luogo a qualche incidente. Nel primo tempo la Doria mantenne una superiorità convincente, segnando due volte per merito di Fioranti, uno dei quali annullato dall’ arbitro sig. Vagge, per offside, molto discutibile. Altri tiri doriani contro la rete genoana non ebbero esito per la pronta vigilanza del portiere Costa, in buona giornata. Nella ripresa il Genoa, con vento favorevole, si porta spesso sotto il goal della Doria, ma la difesa doriana riesce sempre a liberare la propria area dando modo ai propri avanti di contrattaccare. I genoani, però, non si danno per vinti e, in una bella discesa, riescono a sorprendere i terzini della Doria e anche lo stesso portiere Pinasco il quale se fosse uscito in tempo, avrebbe certamente evitato il goal, che fu segnato invece da Tomasina. Altri attacchi portati dalle due squadre non hanno esito alcuno e il match termina con risultato pari: uno a uno. Della Doria si distinsero : della prima linea Bagnasco, Pittaluga e Fioranti; della linea di sostegno Krupp e Arlotto. Del Genoa: il portiere Costa, Ferrari, Barabino e sedino. Le squadre erano così composte: ANDREA DORIA: Pinasco – Passano e Pollastro – Mangini, Krupp, Arlotto – Pittaluga, Bagnasco II, Fioranti, Bodrato, Visconti. GENOA CLUB: Costa – Ferrari e de Nardo – Brughera, barabino, Sedino – Piano, Bergamino, Tomasina, Traverso, Magnano.

Il Secolo XIX – 19 Aprile 1915, Genova....................................................................................................................

 

Note: Il 26 Aprile, prima di Genoa-Inter, le Riserve invece giocano contro l' Associazione Genovese Universitaria vincendo 1 - 0. Gli Universitari genovesi la settimana seguente incontrano quelli torinesi battendoli 3 - 2.

 

GENOA mista batte VARAZZE 3 a 2 in un match di beneficenza. Varazze, 27 - La nobile iniziativa del Varazze S.C. ha ottenuto pieno successo poiché numeroso pubblico è accorso domenica scorsa ad assistere al match Genoa-Varazze, pro Croce rossa e richiamati. L'inizio della partita è tutto a favore dei nero-azzurri del Varazze; Bernardis dalla metà del campo segna il primo punto per la squadra cittadina. Poco dopo è Pittaluga II che infila la rete di Traverso. I genoani passati all' offensiva riescono a segnare il primo punto. Nella ripresa il Genoa parte all' attacco e Gelsomino non può impedire il passaggio ad un potente shoot di Traverso I.La partita è presso alla fine quando l'arbitro sig. Thomas Coggins, che aveva riconosciuta l'inferiorità dei suoi poulains, concede un calcio libero al Genoa.Tale punizione origina vivaci discussioni perchè è apparsa troppo rigorosa pel varazze; data l'eccitazione dei giocatori, Bergamino I passa liberamente la porta varazzese senza che nessuno ne tenti la parata. Ecco la formazione della squadra vincente: Traverso II; Bottazzi e Sciallero; Traverso I, Calvi e Lazzotti; Morgari, Bergamino I, Profumo, Leone e Brughera.

Gazzetta dello Sport – 28 Giugno 1915, Milano .......................................................................................................

 

 

AKAIAOI