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CRONACHE CAMPIONATO 1922-23 - Pagina 02 |
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| Stagione 1922-23 | Cronache 01 | Cronache 02 | Cronache 03 | Cronache Finali | Extra | Campionato | Tabellini | Giocatori | ||
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GENOA batte JUVENTUS 2 a 1. Genova, 17 dicembre. Non abbiamo errato dicendo che per il Genoa quello di oggi era un durissimo incontro e il suo significante risultato numerico ha pienamente confermato le incertezze della vigilia. Non abbiamo errato dicendo che per il Genoa quella d’oggi era una durissima prova: l’andamento dell’ incontro e il suo significante risultato numerico ci hanno pienamente confermato le incertezze della vigilia. La concomitanza dell’ incontro di Sampierdarena tra rosso-neri e granata torinesi, non ha impedito che sul ground dei rosso-bleu a Marassi accorresse la consueta folla di pubblico che, con grande amore ed interesse, segue in ogni suo passo l’undici di De Vecchi, e benché l’incontro non sia stato veramente brillante, pure ha offerto i suoi momenti di passione. Per oltre tre quarti della partita il Genoa si vide chiuso sotto la minaccia di una possibile sconfitta e questo è stato un poco il motivo della grande elettricità sorta fra il pubblico nella seconda metà dell’ incontro, morboso stato d’animo che poi verso la fine, man mano che la vittoria dei rosso-bleu si delineava si tramutò in quel grande entusiasmo che rende rumorosa la corretta falange dei supporters genoani. Non è il caso di passare in rivista le due squadre nei loro singoli elementi per dire come hanno giuocato e per dimostrare come sia stato possibile ai genoani ottenere verso la fine la vittoria, ed agli striscioni bianco-neri juventini, mantenere per tre quarti di tempo un prezioso vantaggio. Il Genoa privo di Sardi e Moruzzi e la Juventus priva di Giriodi, non ci hanno dato in complesso che un incontro combattivo tendente alla pesantezza e alquanto falloso, mal diretto dall’ arbitro che ci è parso impari al compito assegnatogli. Entrambe Fatte queste premesse diremo solo che entrambe le squadre ci apparvero slegate, e del resto il movimentato giuoco male si addiceva allo svolgimento di belle trame. Solo a tratti gli juventini seppero emergere come assieme senza però brillare soverchiamente. Nel primo tempo della movimentata partita, quantunque si sia svolto in prevalenza nell' area di Combi, gli striscioni torinesi riescono a segnare un punto in loro favore; ed è su questo vantaggio che vivranno per oltre metà della partita. Ma è evidente la loro inferiorità di classe nel confronto dei rosso-bleu: anzi nel secondo tempo risulta chiaramente. Certo oggi il Genoa ha trovato nella squadra torinese – dopo il Bologna – il più pericoloso ostacolo alla sua marcia, ma se ne è liberato bene quantunque abbia dovuto ricorrere a tutti i mezzi per non vedere arrestata la sua bella serie di vittorie sia pure da un match pari. L'incontro ha il suo inizio alle 14.55, sotto l’arbitraggio di Tradico, che non ha convinto. Le due squadre scendono in campo nella seguente formazione: Genoa: De Prà, De Vecchi, Bellini, Barbieri, Burlando, Leale, Bergamino, Santamaria, Catto, Aicardi, Neri. Juventus: Combi, Novo, Bruna, Bigatto, Monticone, Barale, Grabbi, Beccuti, Ferraris, Blando, Gallo. Un calcio d'angolo contro la Juventus al 6', contro il Genoa al 7', un altro contro i torinesi all' 8' dicono con quanta vivacità sia condotta la partita. Al 10' si inizia una serie di attacchi a fondo dei torinesi. Il giuoco subito si riversa sotto la rete di De Prà, e vi staziona salvo alcune discese genoane, per buona parte della prima ripresa. Un centro di Grabbi produce una paurosa mischia sotto la porta genoana. Continuano gli attacchi juventini interrotti da varie discese delle ali genoane che però non sono sfruttate dal trio centrale che non si trova. E' al 13' che abbiamo la fase che dà il goal alla Juventus. Ferraris raccoglie la palla al centro e avanza decisamente verso la porta di De Prà: ostacolato da Burlando opera un passaggio laterale a Beccuti che pronto prende al volo e segna il più bel punto della giornata. Dopo questo successo assai lusinghiero i torinesi anziché insistere per consolidare il vantaggio si lasciano sopraffare senza reagire dagli attacchi genoani che poco assistiti dalla fortuna non riescono però a segnare. Ora è la volta dei genoani che rossi dallo smacco tentano il pareggio: quattro calci d'angolo contro i torinesi e uno contro il Genoa e si giunge verso la fine del primo tempo. Al 43' un calcio di punizione contro i bianco-neri tirato da De Vecchi provoca una brutta situazione per Combi dalla quale egli esce bene. Nel secondo tempo le azioni si svolgono con maggior prevalenza dei genoani che hanno apportato vari spostamenti nella prima linea. Salvo due belle discese di Grabbi e di Gallo la partita si svolge continuamente nella metà campo torinese, la Juventus si vede relegata in difesa. Al 14' un goal del Genoa viene annullato per offside e al 25' in seguito ad un calcio d'angolo si giunge al pareggio genoano. E' Aicardi che segna con un preciso colpo di testa. La Juventus non reagisce e si prevede che il Genoa, forte dell' aiuto del pubblico che lo incuora, giungerà alla vittoria. Al 33' infatti, su un calcio di punizione tirato da De Vecchi, Burlando penetra per la seconda volta nella rete di Combi segnando il punto della vittoria genoana. E si giunge alla fine della brutta partita con un giuoco slegato e poco convincente da ambo le parti che non modifica la fisionomia del match. Gazzetta dello Sport e Mercantile - 18 Dicembre 1922 ............................................................................................
GENOA – JUVENTUS 2 – 1. I giuocatori rosso bleu hanno tenuto ieri il loro pubblico sotto l’incubo di una sconfitta sino a venti minuti dalla fine. La Juventus dopo un primo tempo brillante ed una accanita difesa nel secondo, manteneva disperatamente il vantaggio contro l’accanirsi degli attacchi dei rosso-bleu, protesi affannosamente alla ricerca di quel punteggio che sino ad allora non avevano saputo conquistare. Poi Aycard dapprima, ed otto minuti dopo Burlando, riuscivano a cambiare il risultato dell’ incontro fra l’entusiasmo indicibile del pubblico che incominciava a fare le più amare constatazioni sull’ andamento della partita. La Juventus aveva iniziato bene l’incontro. Tutte le azioni da essa condotte erano massimamente improntate ad una decisione ed una velocità difficilmente riscontrabili e ancor più difficili da mantenersi. I rosso-bleu parevano non sommersi, ma disorientati da tanto impeto e pur non subendo la superiorità degli avversari, perché nel primo tempo le forze si equilibrarono, non riuscivano a trovare quella coesione e quell’ amalgama che dovevano portarli al successo. Le azioni fruttavano una quantità mai registrata di calci d’angolo, ora in favore di una ed ora in favore dell’ altra squadra. Gli striscioni, però, più decisi coglievano il frutto di questa loro dote con un imparabile goal segnato da Beccuti al 15’ minuto di giuoco dopo aver avuto il pallone da ferraris. Dopo il goal Juventino la fisionomia dell’ incontro non variava gran che: i rosso-bleu non parevano eccessivamente impressionati dello scacco e non cambiavano tattica. Per di più la prima riga, con l’innesto di Aycard al posto di Sardi, non filava convenientemente. Ed il primo tempo si chiudeva con un goal a vantaggio dei torinesi dopo che i rosso-bleu avevano ottenuto sei calci d’angolo e i bianco-neri due. La ripresa, dopo dieci minuti di giuoco alterno, volgeva le proprie fasi nettamente in favore dei genoani i quali, sotto l’incubo di una sconfitta, stringevano le file e con opportuni spostamenti davano un nuovo aspetto alla loro prima riga. Aycard da “inside” destro passava all’ ala sinistra, Bergamino, Santamaria e Satto si spostavano tutti di un posto verso destra. Le azioni offensive dei rosso-bleu acquistano una fisionomia più marcata e più robusta: al 25’ minuto un ennesimo calcio d’angolo contro i torinesi, ben tirato da Neri, provoca una breve melèe sotto il goal di Combi, melèe che Aycard risolveva fulmineamente con un goal classico e preciso. Otto minuti dopo De vecchi tirava da metà campo un calcio di punizione contro i torinesi provocando una seconda mischia davanti al goal dei bianco-neri.: Bergamino, Catto e Burlando riuscivano a carpire il pallone a Combi gettatosi in avanti e Burlando poteva segnare il punto della vittoria per i rosso-bleu. I migliori dei due undici sono stati Bergamino, Leale, Bellini, De Prà e De vecchi fra i vincitori; Novo, Bruna, Bigatto e Gallo dei perdenti. L’incontro è stato guastato dall’ imperizia dell’ arbitro Tradico il quale, senza partito perso, ha danneggiato con insistenza or l’una or l’altra squadra, tanto per non smentire la già poco solida fama in fatto di arbitraggio. Il pubblico però, parliamo specialmente di quello dei popolari, ha esagerato un po’ nell’ interpretazione delle decisioni arbitrali, senza tener conto che l’arbitro sul campo è inappellabile. Le squadre: Genoa: De Prà, Bellini, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Neri, Aycard, Catto, Santamaria, Bergamino. Juventus: Combi, Novo, Bruna, Barale, Monticone, Bigatto, Grabbi, Beccuti, Ferraris, Blando, Gallo. Il Piccolo di Genova - 18 Dicembre 1922, Genova ...................................................................................................
08° Giornata – 17 Dicembre 1922 Bologna – Rivarolese 6-0; Cremonese - Modena 0-0; Genoa - Juventus 2-1; Legnano - Esperia Como 2-0; Milan – Spezia 0-0; Udinese – Derthona 1-2. Classifica: Genoa 16; Bologna 13; Legnano 11; Juventus 9; Cremonese, Derthona, Milan e Modena 7; Rivarolese e Spezia 5; Esperia Como 3; Udinese 2. Juventus, Legnano, Milan e Modena una gara in meno. Sosta per Italia - Germania 3-1 dell' 01 Gennaio 1923
GENOA - ESPERIA 0 - 0. Una cattiva prova dei rosso-bleu. Genova. La squadra genoana, la stessa che ha fornito cinque dei migliori elementi a quella nazionale che ha a sua volta trionfato, nella memorabile partita di domenica scorsa, dei campioni di Germania e che nel corso di questo campionato non contava sconfitte, ha dovuto segnare il passo davanti ad uno dei prodotti della nuova generazione calcistica: l’Esperia. I comaschi hanno avuto la loro grande giornata; foga, fiato e passione caratterizzano questi giovani undici. Tali furono per gli esperini gli elementi della loro affermazione. Occorre notare che tutta la squadra ha giocato bene: ma la parte che ha dato di più è stata la difesa. Il portiere ha rimandato sovente con pericolosi pugni, ma ha salvato situazioni disperate. Dei due terzini potente e preciso il Casartelli: l’altro compagno di linea pur non avendo la precisione del primo, ha liberato sempre. Ottima la linea degli “halves” che è riuscita a scompaginare la prima linea genoana. Di essa Gabaglio, francobollando Bergamino ha impedito al famoso due rosso-blue di intessere le sue azioni. Velocissima e decisa la linea degli avanti che, pur non avendo gioco d’assieme ha impegnato seriamente l’estremo difensore del Genoa. La squadra di Como è apparsa in tal modo bene inquadrata e può essere lieta del risultato ottenuto poiché la squadra che essa ha costretto al match pari era ritenuta fino a ieri imbattibile. Il mancato successo del Genoa non è da ascrivere alla poco buona prova di Sardi, rientrato oggi in squadra; ma piuttosto alla mancanza d’impegno dei giocatori. I genoani, indubbiamente di classe superiore, non hanno saputo legare le azioni ed hanno cercato con rabbiosi scatti individuali, non scevri di durezza, di giungere sotto la porta validamente difesa dagli esperini. La cattiva prova d’oggi servirà di monito e di sprone ai genoani per conservare il posto che essi tengono ancora nella classifica del girone. Non bisogna dimenticare, che domenica i genoani dovranno incontrarsi col Legnano, il quale va gradualmente affermandosi ed attende di più forma, con qualche speranza – specialmente dopo il risultato d’oggi – i rosso-bleu. La cronaca del match è presto fatta: superiorità alterna nel primo tempo. Il Genoa ottiene un corner e l’Esperia al 40’ min. segna con Pardoli un punto, che Fries annulla ritenendolo segnato in posizione di offside. Nel secondo tempo vivacità di gioco da ambo le parti. I genoani sferrano attacchi rabbiosi: i terzini sono quasi sempre oltre la metà del campo. Quando uno degli attaccanti esperini riesce ad avere il pallone e fugge verso la rete di De Prà il portiere genoano si trova da solo a sventare l'insidia ed alcune sue parate sono sottolineate da applausi. Un calcio d'angolo contro il Genoa non ha esito, così pure due successivi all' ultimo minuto di giuoco contro l'Esperia. Le due squadre hanno giuocato nella seguente formazione: Esperia: Tagliabue; Casartelli e Farcine; Gabaglio, Locatelli e Marelli; Martinelli, Pordoli, Corsiglia, Castelli e De Martino. Genoa: De Prà; De Vecchi e Bellini; Costella, Burlando e Leale, Bergaminio, Santamaria, Sardi, Catto e Neri. Gazzetta dello Sport - 08 Gennaio 1923, Milano ....................................................................................................
09° Giornata – 07 Gennaio 1923 Bologna – Modena 2-0; Derthona – Rivarolese 3-1; Genoa – Esperia Como 0-0, Juventus – Milan 2-2; Spezia - Cremonese 0-1; Udinese – Legnano 1-3. Classifica: Genoa 17; Bologna 15; Legnano 13; Juventus 10; Cremonese, Derthona e Milan 9; Modena 8; Rivarolese e Spezia 5; Esperia Como 4; Udinese 2. Juventus e Legnano una gara in meno. 24/12/1922 Recupero 07° Giornata: Modena – Milan 1-1
LA BRILLANTE FOGA DEI LILLA' OBBLIGA IL GENOA AL SECONDO MATCH PARI. LEGNANO – GENOA 1 - 1. Legnano, 15 gennaio. Legnano sportiva, che aveva trepidato nella mattinata nel timore che il mal tempo venisse a rovinare la bella giornata di sport, era accorsa tutta sul magnifico ground dei lillà, rigurgitante in ogni ordine di posti: una cornice d'entusiasmo caldo e sincero, in tutto degna della battaglia che riuscì a superare l'attesa morbosa, malgrado l'incompletezza dei due team contrapposti: al Genoa mancavano Sardi e Neri sostituiti con Mariani e Moruzzi; quest' ultimo scendeva in campo di fianco a De Vecchi, e Bellini passava alla mezz'ala fra Catto e Mariani. Il Legnano alle assenze forzate di May e di Malaspina aggiungeva anche quella di rosso sostituiti con elementi della infinita dinastia dei Colombo. EQUILIBRIO DI VALORI. Prima caratteristica dell’ odierna partita, balzata agli occhi di ognuno, fu la robustezza delle azioni, rudi, decise, sostenute dall’ una e dall’ altra parte virilmente. E si noti che il terreno viscido, sdrucciolevole, rendeva più appariscenti i falli per i fantastici capitomboli dei giocatori, e per i non cercati corpo a corpo degli uomini. I rosso bleu, che hanno iniziato il giuoco in favore di sole (un sole pieno di riflessi, che proiettava l’ombra dei giuocatori perpendicolarmente alla linea del goal) hanno segnato nel primo tempo una decisa superiorità di giuoco. Meglio inquadrati dei lillà nelle linee arretrate, hanno potuto per virtù di Burlando e di Barbieri particolarmente, mantenersi all’ offesa per la maggior parte dei primi 45 minuti di gioco impensierendo a fondo la difesa del Legnano. La quale ha risposto ai reiterati attacchi rosso bleu buttandosi a corpo morto nella melèes sotto la rete di Cameroni, spezzando di forza le irresistibili trame di giuoco avversarie tendenti a serrare l’azione culminandola nel goal. Nonostante il faticoso ed improbo lavoro, la linea mediana, su quel superbo atleta che è il popolare “Rossino” (il miglior legnanese in campo) ha portato più di un pallone ai suoi attaccanti, riuscendo a sospingerli in veloci e ben amalgamate contr’ offensive. In parecchie di queste, le ali del Legnano, Torriani e Marcora - “Caramella” – diedero origine a velocissime folate verso De Prà stravolgendo letteralmente la difesa del Genoa. Per i due giovanissimi lillà ogni errore di Barbieri o di Leale – non era davvero molto facile il piazzamento ieri, sullo sdrucciolevole terreno – rappresentava una occasione propizia da sfruttare. E fu precisamente dopo di aver sorpreso con un intelligente dribbling Barbieri, che Torriani riusciva a fuggire verso De Prà, dando origine alla movimentata azione che fruttava alla sua squadra il punto del pareggio al 12. minuto circa, poco dopo cioè che il Genoa aveva segnato il suo primo ed unico goal. La ripresa giuocata con non minor energia e non minor foga ha trovato le squadre decise a prodigarsi fino all’ esaurimento: si è visto, alla distanza, i vari uomini dell’ una e dell’ altra fazione cedere alla fatica immane, diminuendo l’efficienza delle rispettive compagini: il Legnano, incoraggiato dal frastuono delle acclamazioni e degli incitamenti del suo pubblico, operava a questo punto alcuni spostamenti: passava Torriani e Marcora rispettivamente alla mezz’ala sinistra e alla mezz’ala destra allargando in fuori Raso e Crespi. Forniva così un finish emozionantissimo, assumendo di forza il ruolo di dominatore: Renzo De Vecchi, il capitano tanto discusso, sia pur sempre all’ altezza dei tempi ed insuperabile nelle più critiche situazioni, seppe a sua volta galvanizzare la difesa portandola alla resistenza più brillante. LE RAPIDE FASI DELL’ INCONTRO. Le squadre si contrappongono in questa formazione: Legnano: Cameroni; Allemandi e Colombo Vinicio; Colombo III, Rossi, Gerola; Marcora, Raso, Tosi, Crespi e Torriani. Genoa: De Prà; Moruzzi e De Vecchi; Leale, Burlando, Barbieri; Mariani, Bellini, Catto, Santamaria e Bergamino. L’inizio è brillante; il pubblico è preso subito dalle vivaci fasi della contesa che vede l’azione dei legnanesi aprirsi a ventaglio, appoggiando alle ali in partenza, per restringere poi al centro; Mombelli ferma al 3. minuto Crespi in off-side. Un minuto appresso il gioco sosta per qualche tempo perché De Vecchi, in un tète a tète con Raso, riceve un colpo basso che lo costringe…. A cure locali. Cameroni è il primo portiere ad essere impegnato su un bellissimo tiro di Catto al 7. minuto. Poco dopo il Genoa riesce a condurre a termine l’azione che gli darà il successo; è infatti all’ ottavo minuto che Catto, schivato abilmente Colombo V., gli sfugge e trovatosi solo a pochissimi passi dalla rete, saetta in goal un bolide alto, imparabile. I lillà reagiscono allo scacco con irruenza e decisione; il pareggio non tarda. Al 10. minuto Torriani dribbla Barbieri e fila verso la rete a meno di un metro dall’ avversario. De Prà intuisce il pericolo e si butta fuori per affrontare la velocissima ala legnanese: vi riesce solo in parte, gli toglie il pallone dai piedi con un preciso plongeon, ma il fondo del campo è sdrucciolevole, il pallone gli sfugge ed è portato in rete dagli avanti lillà. Più di una combinazione del Legnano è fermata per falli di giuoco – le azioni sono venute appesantendosi – o per offside: un corner provocato da una intelligente discesa di Santamaria al 23. minuto una facile occasione di segnare perduta dal Legnano al 30’, e una coraggiosa uscita in tempo di Cameroni che si salva in giuoco pericoloso da un pauroso groviglio di uomini: un calcio di punizione contro Legnano al 38. minuto tirato inutilmente da De Vecchi, e un altro… che Mombelli non vede e non concede per fallo di Allemandi contro Mariani poi l' half time. In questa prima metà la leggera superiorità genoana è stata ammessa dai giuocatori e ben compresa educato e correttissimo. La ripresa invece si svolge a favore dei lillà: il giuoco che pure interessa sommamente il pubblico, non è brillante, vario, tecnico come nel primo tempo. Più rude l’azione degli uomini sui quali, verso la metà, la fatica ha messo un freno notevole; il Legnano soltanto, verso il finire, opera alcuni spostamenti nella linea attaccante per tentare l’estrema risorsa, fornendo dieci minuti veramente elettrizzanti. Il carnet delle note segna un fallo contro De Prà all’ inizio, subito; un offside di Mariani al 3’; una parata in corner di Cameroni che salva una pericolosa situazione dinanzi alla sua casa al 12’; un fallo contro Burlando al 17’; un corner contro Genoa al 30’ e uno contro il Legnano al 32’.; un altro calcio d’angolo contro Genoa al 41. minuto e, per dimostrare il sopravvento decisivo del Legnano, verso il termine della partita un pericoloso tiro di Crespi al 44’ che per poco non segna il goal della vittoria. Ottimo l’arbitraggio di Mombelli. C.F. Gazzetta dello Sport - 15 Gennaio 1923, Milano .....................................................................................................
GENOA – LEGNANO 1 – 1. Legnano, 14 (g.s.) – Dopo una settimana trascorsa nel più vivo fermento, sul bellissimo campo di via Pisacane sono oggi convenuti tutti gli sportivi legnanesi e dei paesi circonvicini. Anche da Milano numerosi sportmen sono discesi nella città del Carroccio. Ed invero se il match non è stato completamente ligio, nel suo svolgimento, ai dettami della tecnica, interessò moltissimo per la combattività con la quale è stato disputato. Come sempre il match non fu esente da falli, anzi, questi si susseguirono l’uno all’ altro. Nel complesso del match la superiorità risultò per il Genoa che per quasi tutto il primo tempo e per buona parte della ripresa dominò in scienza ed in individualità. I legnanesi ebbero un impetuoso finale di gara. I migliori in campo furono Leale, Moruzzi e de vecchi del Genoa; Gerola, Rossi, Cameroni, Marcora e Torriani del Legnano. Ed ora la cronaca del match più eloquente di ogni commento: Il primo tempo. Mombelli, del Casale, che ha diretto l’incontro egregiamente fischia l’inizio alle 14.54’. Dopo un solo minuto de vecchi è a terra per due secondi. I genovesi sono all’ attacco insistenti e pericolosi. Al 6’ Bellini tira alto, ma è in offside, e veniamo così alla fase che darà il punto al Genoa. Bergamino avuto il pallone da Burlando, fugge lungo la linea laterale e centra alto, molto bene. Colombo v sbaglia il salto e, naturalmente, anche la palla. Catto sopraggiunge velocissimo e scaraventa al volo il pallone nella rete di Cameroni senza che questi possa tentare la parata. Violenta e subitanea la reazione dei lillà – scossi dallo smacco – che culmina al 12’ minuto. Torriani giunge nell’ area di rigore genoana e tira un traversone molto alto. De Prà para ma la palla, saltellandogli fra le mani, gli sfugge e va a finire nella rete. Il gioco si fa violento. Il Genoa è quasi sempre all’ attacco: più di un pallone va a finire ai lati del goal difeso da cameroni. I falli si susseguono l’uno all’ altro. Al 24’ Raso sbaglia un ottima occasione a pochi metri dal goal avversario. Poco dopo è Cameroni che si libera da un insidia in seguito ad un corner. Per qualche minuto sembra che il Legnano voglia imporsi, poi il Genoa riprende e domina fino al 45’ minuto. Durante il riposo fervono le discussioni ed i commenti appassionati dei supporters delle due squadre. Il secondo tempo si inizia alle 15.53 con una discesa genoana che a nulla approda. Dopo due minuti De Prà è a terra dolorante tra un groviglio di uomini. Si rimette prontamente , ed i rosso-bleu continuano a dominare. Dalla linea attaccante partono azioni insidiosissime. Due volte in pochissimi minuti i lillà sono costretti in corner. Un’ altra volta Cameroni si fa applaudire per una bellissima parata a tuffo. Al 22’ anche Tosi è a terra per un pallone ricevuto con violenza in pieno petto, e subito dopo un bel tiro di Catto sfiora il palo superiore. Verso il 25’ il Legnano, incitato a gran voce dal suo pubblico, si riprende e attacca a sua volta con decisione. I forwards lillà tirano velocissimi e decisi senza riguardi, ben sostenuti dagli halves. Ma la difesa genoana è impenetrabile. Un paio di corners per il Legnano ed uno per il Genoa; un offside di Raso; una bella parata a tuffo di Cameroni, un ennesimo disperato tentativo della prima linea lillà, ed il match finisce. Le squadre: Genoa: De Prà; Moruzzi, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Mariani, Bellini, Catto, Santamaria e Bergamino. Legnano: Cameroni, Colombo V, Allemandi, Colombo III, Rossi, Gerola, Marcora, Tosi, Raso, Crespi, Torriani. Dopo il match la Presidenza del Legnano ha offerto agli ospiti un cordialissimo ricevimento. I vincoli di amicizia fra i due clubs sono stati esaltati da due discorsi dei presidenti. Il Piccolo di Genova - 15 Gennaio 1923, Genova .....................................................................................................
10° Giornata – 14 Gennaio 1923 Esperia Como – Milan 1-4; Juventus – Cremonese 3-1; Legnano – Genoa 1-1, Modena – Derthona 1-0; Rivarolese – Udinese 3-1; Spezia – Bologna 2-1. Classifica: : Genoa 18; Bologna 15; Legnano 14; Juventus 12; Milan 11; Modena 10; Cremonese e Derthona 9; Rivarolese e Spezia 7; Esperia Como 4; Udinese 2. Juventus e Legnano una gara in meno. Spezia - Bologna giocata a Pisa.
GENOA batte U.S. UDINESE 1 - 0. Udine. L’Incontro che per poco non ha segnato la terza “patta” dei genoani, ha avuto una cornice foltissima di pubblico corretto. Le emozionanti fasi di questa gara, confermano quanto dicemmo nel pronostico e cioè che l'Udinese ha tali e tante risorse nei suoi giovani elementi da saper ben rendere contrastata la vittoria ai più noti squadroni. L’incubo del match pari è passato sugli uomini di Renzo De Vecchi fin quasi alla fine della gara. Il team genoano è davvero poderoso e saldo in ogni sua linea. Riteniamo però possa giuocare molto meglio. Gli avanti hanno difettato nel tiro in porta. Che dire dei giovani udinesi? Il loro maggior merito è quello di aver saputo impegnare a fondo i rosso-bleu, dando tutto sé stessi con passione ed entusiasmo. Il match pari sfuggito negli ultimi minuti, non può menomare il significato che ha per essi questo incontro. Nel primo tempo il giuoco vivacissimo si equivale. Agli attacchi rosso-bleu gli udinesi rispondono con foga. Intenso lavoro delle difese. L’intervallo trova le squadre zero a zero. Nella ripresa è il Genoa che si mantiene nell’ area udinese tentando insistentemente la via del successo, ma sia per l’ottimo lavoro della difesa friulana, sia per la poca decisione nel tiro in porta le azioni rimangono infruttuose. A folate i bianco-neri attaccano: De Vecchi però sventa ogni insidia. Il più volte nazionale vedendo approssimarsi la fine e con essa il pericolo dell’ incontro nullo, si sposta in prima linea e Bellini retrocede in difesa. Al 42’ minuto, in una mischia, egli passa la palla a Santamaria che segna il punto della vittoria. Arbitro Bellini del Padova. Gazzetta dello Sport - 22 Gennaio 1923, Milano .....................................................................................................
GENOA - UDINE 1 - 0. Udine, 21 (g.a.) – La venuta del Genoa ad Udine era attesa con impazienza dagli appassionati della nostra regione, desiderosi di vedere all’ opera la squadra di De Vecchi forte di cinque nazionali e di altri giocatori non meno gloriosi. Il campo dell’ Associazione Calcio Udinese era quindi oggi, malgrado il tempo poco favorevole, affollatissimo di pubblico il quale è rimasto non poco soddisfatto della vivace partita scaturita dal cozzo dei due undici. Troppo era la differenza di classe esistente fra le due squadre, perché si potesse pensare ad una affermazione dei concittadini, i quali però hanno opposto ai rosso-bleu una difesa delle più strenue e delle più brillanti riuscendo a mantenere in un limitatissimo scoore di punti l’evidente superiorità dei genoani. Mentre nella squadra udinese brillava la difesa estrema imperniata sull’ ottimo Lodolo, il quale ha salvato numerosissimi tiri, il team genovese si è imposto per la ponderosità e la costanza dei tre mediani Barbieri, Burlando e Leale, i quali hanno giocato un magnifico incontro. Il primo tempo chiusosi zero a zero, ha visto i genoani portarsi sovente all’ attacco impegnando a più riprese il portiere Lodolo, mentre i radi attacchi dei bianco-neri alla rete di De Prà, trovarono sempre nel goal-keeper genoano, insieme a Moruzzi e De Vecchi, un baluardo insormontabile. Anche nella ripresa la superiorità dei rosso-bleu fu costante, ma altrettanto valorosa fu la difesa opposta dai concittadini. Si era quasi radicato ormai nell’ animo dei presenti il convincimento di un incontro pari, quando a pochi minuti dalla fine Santamaria, coronando una bella azione in linea, segnava imparabilmente il meritato punto della vittoria per i rosso-bleu. Alla squadra genoana che partirà domattina per Trieste dove giocherà martedì un incontro amichevole, sono state fatte festose accoglienze. Essa ha giocato nella seguente formazione: De Prà, Moruzzi, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Mariani, Bellini, Catto, Santamaria, Bergamino. Il Piccolo di Genova - 22 Gennaio 1923, Genova .....................................................................................................
11° Giornata – 21 Gennaio 1923 Bologna – Juventus 4-1*; Cremonese – Esperia Como 3-0; Derthona – Spezia 0-1; Milan – Legnano 1-0; Rivarolese – Modena 2-0; Udinese – Genoa 0-1. Classifica: Genoa 20; Bologna 17; Legnano 14; Milan 13; Juventus 12; Cremonese 11; Modena 10; Derthona, Spezia e Rivarolese 9; Esperia Como 4; Udinese 2. Juventus e Legnano una gara in meno. *Bologna – Juventus recuperata la settimana seguente il 28 Gennaio 1923
GIRONE DI RITORNO
GENOA batte MILAN 3 a 1: Allorché il Milan nel primo tempo, pareggiò coi genoani con un goal travolgente che accrebbe l'impeto dei diavoli rossi, il pubblico accarezzò la speranza di applaudire i propri ragazzi per una vittoria che si profilava non assolutamente improbabile. Il Genoa era parso più legato e più lento del Milan: le sue azioni erano condotte quasi con svogliatezza e spesso confuse: meno sicuro sul pallone, la sua tecnica era piena di lacune. La prima linea stentava a coordinarsi. Imbrogliato Burlando, incerta la difesa. I milanisti,in questa fase, furono sorprendenti di brio e di calore. La linea d’attacco, ben articolata, snella e decisa, superò in velocità e in agilità l’avversaria. Il Genoa doveva abbottonarsi nel secondo tempo: ecco la convinzione degli ardenti supporters del simpatico club milanese. Invece le carte furono cambiate in tavola. E nel modo più semplice e persuasivo. Il Milan, pur giuocando con tutto il cuore, si trovò fronteggiato dalla classe superiore della squadra genoana e dopo una resistenza meritevole di ogni lode dovette fatalmente ripiegarsi su se stesso. Il Genoa iniziò la ripresa senza allarmarsi per il giuoco ardimentoso degli avversari: la prima linea non trovò davvero la sua migliore giornata, ma sostenuta da Santamaria e da Catto non lasciò scorrere invano le occasioni propizie. Il trio mediano collegò un gioco di sbarramento e di appoggio, metodico e di progressivo rendimento. Leale e Barbieri sfiancarono letteralmente le ali milaniste. Vedevamo Soldera e Soldati sfiniti. L’attacco dei rosso-neri si limitò a una sorta infruttuosa di rabbiosi sprazzi, mentre si imponeva minuto per minuto la superiorità collettiva della compagine ligure. Il match cominciò puntualmente, ben diretto dall' arbitro Bertazzoni. Al 5. minuto Soldati scuote il paletto di De Prà. Le azioni volgono a favore del Milan che ordina una serie di attacchi piacenti e insidiosi. Al 30, tuttavia in piena fase di leggero dominio milanista, una azione serrata dei rosso blu frutta il gol. Neri passa a Catto e questi segna nell' angolo alto. Frustato, il Milan contrattacca. Al 33' Ballarin non sa trarre partito da una esitazione di De Vecchi. La prima linea del Milan lavora, intesse temi di giuoco, sconcerta gli avversari che reagiscono con indolenza. Al 35' una discesa ordinata e spigliata dà il pareggio. Soldati allunga a Papa e questi, ostacolato, passa a Santagostino che scaraventa un magistrale pallone nella rete di De Prà. Alcune scorrerie, vana superiorità del Milan e la fine del tempo. La ripresa è salutata da una fulminea puntata dei genoani. Questo messaggio sembra dare subito la temperatura dell' incontro. Il Genoa cammina con ben altra decisione che non nel primo tempo. Il Milan è sconcertato. Al 5' la sua difesa è lasciata in surplace e Santamaria raccogliendo di testa un cross prezioso di Mariani adagia il pallone in fondo alla rete di Midali. I rosso-bleu sensibilmente pigliano la meglio. Il gioco dei milanisti va scolorendosi. De Vecchi può avvicinarsi alla metà campo per servire l'attacco dei compagni. Un allungo di Barbieri: Catto s'impadronisce del ball e trova in perfetta posizione Santamaria che trasforma in goal la bellissima azione. Siamo al 27' minuto. Le speranze per il Milan sono tramontate. Ma i giovani rosso-neri non si danno mani e piedi legate. Tentano di forzare la linea mediana e galvanizzare il proprio attacco. De Prà è impegnato. Sprazzi! Genoa riprende con metodicità . Gode di un' ultimo corner al 45'. Il Genoa ha ancora riparato la mancanza di Bergamino innestando Moruzzi tra Mariani e Santamaria e retrocedendo Bellini. Il Milan nell' usata formazione con Daccò a terzino. Gazzetta dello Sport - 05 Febbraio 1923, Milano ....................................................................................................
GENOA – MILAN 3 – 1. Milano, 4 (g.c.) – Il match odierno che sul campo del Milan metteva di fronte le due squadre di De Vecchi e Soldera, si può distinguere in due fasi nettamente diverse. Nei primi 45 minuti il match appassionò vivamente gli spettatori, accorsi in gran numero, per il brio e la vivacità con cui veniva giocato. In questo lasso di tempo il Milan brillantemente seppe tener testa agli avversari non solo, ma anche ripetutamente pose in pericolo la rete difesa da De Prà riuscendo a segnare il pareggio dopo circa dieci minuti dal goal genovese. E se al fischio dell’ half times una squadra per numero di attacchi e per maggior permanenza nella metà campo avversaria era superiore, tale squadra non era certo quella rosso-bleu. Il giovane Midali difese molto bene la rete milanista. I due terzini rosso-neri, per l’occasione in maglia bianca, seppero bene arginare gli attacchi genoani molto insidiosi. Perfetti, Soldera e De Franceschini non sfigurarono nel diretto confronto di Leale, Burlando e Barbieri ed infine il quintetto attaccante milanese con ben coordinate azioni impegnò a fondo l’estrema difesa avversaria. Il Genoa nel primo tempo, salvo negli ultimi 10 minuti dopo il goal segnato dai milanesi, non apparve in ottima giornata. I tre mediani troppo di frequente si lasciarono sfuggire gli avanti rosso-neri e poco servirono la propria prima linea con quella precisione e continuità che costituisce la prerogativa più essenziale di tutto lo squadrone elencato da mister Garbutt. Naturalmente del poco felice inizio degli halves genovesi ne risentirono le conseguenze gli attaccanti, spesso abbandonati a loro stessi e obbligati a retrocedere molto frequentemente per cercare il pallone. Se al posto degli avanti genovesi, ormai rotti a tutte le astuzie del gioco, fossero stati invece degli elementi giovani, con tutta probabilità il primo tempo non sarebbe terminato in vantaggio degli uomini della Superba. La ripresa fu l’antitesi del precedente periodo di gioco. Iniziatasi con una discesa genovese che per poco non terminava in goal, vide la debacle della squadra milanese. In 45 minuti di gioco forse che si, forse che no, dieci minuti il pallone stazionò nella metà campo genoano. La prima fila del Milan sembrò che più non esistesse. Dall’ altro campo tutta la squadra di De vecchi sembrò rinnovata. Specialmente il trio Leale, Burlando e Barbieri si impose all’ attenzione generale per il modo ottimo con cui seppe svolgere il doppio gioco di attacco e di difesa. Ringagliardita dal goal segnato da Santamaria al quarto minuto, la compagine rosso-bleu pose l’assedio alla porta milanese, costringendo la difesa avversaria ad un lavoro quanto mai improbo e faticoso. Il Milan dopo il secondo goal subitosi accasciò, né più bastarono gli incitamenti del pubblico per risvegliarlo dal letargo. Solo qualche sprazzo isolato di Papa e Santagostino poté impegnare la difesa genovese. Arbitrò bene il dott. Bertazzoni del Modena. La partita si iniziò alle ore 14.40. Dopo dieci minuti dall’ inizio Soldati corona una sua discesa con un bel tiro respinto dal palo laterale. Al 12’ minuto un goal di Moruzzi è annullato per fallo di mano. Il gioco si svolge alternativamente sui due campi. Al 26’ minuto, in una mischia sotto la rete di Midali, Catto raccoglie al volo un passaggio di Santamaria e segna imparabilmente. Poco dopo De Prà si fa applaudire per una bella respinta a pugni chiusi. Al 28’ minuto il Milan pareggia. Un’ ottima discesa di Papa, Poggia e Santagostino iniziatasi a metà campo è felicemente terminata dall’ ultimo dei tre, che manda il pallone a scuotere la rete di De Prà; senza che questi possa tentare la parata. La ripresa non ha storia. Il Genoa domina da gran signore. Al 4’ minuto Santamaria su passaggio di Neri segna di testa. Al 10’ minuto Catto sbaglia una facilissima occasione. I rosso-bleu sono incontestabilmente i padroni della situazione. Al 27’ minuto una ottima combinazione Catto – Neri termina con un bel centro di quest’ ultimo. Nella successiva mischia Santamaria segna il terzo goal. Il match si può ritenere virtualmente finito: svogliatamente prosegue fino al termine. Di tre corners ha usufruito il Genoa e di due il Milan. Le due squadre erano così composte: Genoa: De Prà, Bellini, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Neri, Catto, Santamaria, Moruzzi, Mariani. Milan: Midali, Bronzini, Daccò, De Franceschini, Soldera, Perfetti, Ballarin, Santagostino, Poggia, Papa, Soldati. Dopo l’incontro i giuocatori del Genoa si sono recati a visitare e a portare i loro auguri all’ ottimo Millesi dell’ Internazionale, degente in una casa di cura per il doloroso incidente di cui rimase vittima otto giorni or sono nel match contro il Pisa. Il Piccolo di Genova - 05 Febbraio 1923, Genova ....................................................................................................
12° Giornata – 04 Febbraio 1923 Bologna – Esperia Como 5-0; Milan – Genoa 1-3; Juventus – Derthona 2-0; Legnano – Cremonese 1-0; Spezia – Rivarolese 0-0; Udinese – Modena (rinviata). Classifica: Genoa 22; Bologna 19; Legnano 16; Juventus 14; Milan 13; Cremonese 11; Modena, Spezia e Rivarolese 10; Derthona 9, Esperia Como 4, Udinese 2. Legnano, Modena, Juventus e Udinese una gara in meno.
GENOA batte U.S.CREMONESE 2 - 0. Con un terreno che lasciava alquanto a desiderare per le cattive condizioni di praticabilità, l’incontro Genoa-Cremonese ha avuto, malgrado vi fossero molti dubbi, il suo regolare svolgimento. Abbiamo detto regolare svolgimento agli effetti della validità dell’ incontro, mentre in fatto di regolarità di giuoco questo fu molto discutibile poiché le pozzanghere che qua e là intralciavano la marcia del pallone non permisero ai giuocatori di svolgere belle azioni e belle trame di giuoco. La giovane e valorosa squadra dei grigio-rossi cremonesi ha procurato in tali condizioni una bella partita giuocata da tutti i suoi uomini con vivacità e correttezza, mentre la compagine genoana, che godeva di tutti i vantaggi, ci ha confermato pienamente come stia attraversando un periodo di poco rendimento. Tenuto presente lo stato del terreno che annullava ogni tentativo di bel giuoco, nei confronti dei cremonesi i genoani hanno giuocato una partita che ci lascia alquanto dubbiosi sulla forma dell’ undici di De Vecchi e specialmente di taluni dei suoi migliori elementi. Il Cremona ha invece giuocato a tutto per tutto, e solo all’ ultimo ha avuto un attimo di rallentamento per causa di un fallo da rigore concesso al Genoa – al quale fruttò il secondo punto provocando però il ritiro poco simpatico di due dei suoi maggiori difensori rosso-grigi in segno di protesta. Tolto questo incidente la Cremonese ha tenuto benissimo il campo per tutto l’incontro e spesse volte mise anche in serio pericolo la rete di De Prà. Il portiere Compiani e i fratelli Ravani furono col centro sostegno Talamazzini le vere colonne dei grigio-rossi, mentre Defendi e Puerari III furono i due animatori della linea di attacco, che per altro si rivelò alquanto deficiente nel confronto del resto della squadra. Del Genoa abbiamo già detto, aggiungiamo che solo De Vecchi e Burlando giocarono ieri pari al loro nome, De Prà poco impegnato si è liberato bene, degli altri nulla di straordinario. Meticoloso e discusso l’arbitro Katz. Le squadre sotto una pioggia insistente e noiosa scendono in campo alle 14,50 in questa formazione: Genoa: De Prà, Moruzzi, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Neri, Bergamino, Catto, Santamaria, Mariani. Cremonese: Compiani, Ravani I, Ravani II, Puerari I, Talamazzini, Balestrieri, Puerari III, Albertoni, Bodini, Defendi, Bonzio. La palla è ai cremonesi che tentano subito di portare l’attacco alla rete di De Prà, ma Burlando intercetta e il giuoco è portato nella rete di Compiani che è subito al lavoro. Assistiamo ad una bella serie di parate del bravo portiere che lo rivelano, veramente di classe, per il suo intuito nel piazzamento. Insistendo il Genoa nell’ attacco abbiamo la fase che procura ai rosso-bleu il loro primo punto. E’ Santamaria che intercettando al volo un preciso passaggio di Catto segna in modo imparabile al 12’. Il Cremona non si scoraggia ed anzi è proprio lui che porta qualche serio attacco, ed ottiene al 15’ e 16’, due corner che non hanno alcun esito ed il tempo si avvia alla fine con leggero vantaggio dei genoani. Nel secondo tempo malgrado il duro lavoro svolto dalle due squadre contro le avversità del terreno, il giuoco continua vivace e le sorti si equivalgono con una leggera prevalenza dei cremonesi che mancano alcune buone occasioni di pareggiare. Il Genoa è in corner al 5’ e al 10’ , uno è tirato contro Cremona al 15’, un altro contro il Genoa al 24’ seguito al 35’ da uno contro il Cremona ed il risultato sembra non voglia mutare quando al 40’ Defendi nella foga della difesa provoca un fallo di rigore contro Cremona: tira De Vecchi e il secondo goals per il Genoa è segnato. Due giuocatori del Cremona abbandonano il campo per protesta, un altro è espulso dall’ arbitro e il Cremona termina in 8 uomini, senza che il risultato numerico dell’ incontro cambi. Corriere Mercantile - 12 Febbraio 1923, Genova ....................................................................................................
GENOA – CREMONESE 2 - 0. Il maltempo ha guastato completamente l’incontro di ieri;completamente perché ha tenuto lontano dal campo del Genoa la solita folla di ammiratori del team rosso-bleu e perché non ha permesso un regolare svolgimento delle azioni di giuoco. Il campo si presentava, all’ inizio dell’ incontro, viscido e fangoso, in più parti allagato e l’acqua, che accompagnava le azioni dei giuocatori, ora con insistenza ed ora con ritmo meno intenso, non faceva che rendere più problematico ed incerto il giuoco dei ventidue uomini costretti a compiere miracoli d’equilibrio per tenersi in piedi in un terreno così traditore. Ne conseguiva naturalmente un danno non indifferente per il pallone il quale si trovava a cozzare contro due volontà: quella dei giuocatori e quella dell’ acqua che modificava – in alcuni punti in modo non poco sensibile – la direzione e specialmente la potenza balistica del tondo cuoio. Come parlare dunque a fondo dell’ incontro, se esso, non ha avuto favorevoli taluni elementi essenziali ad un regolare svolgimento.? La critica si spezza contro le intemperie e contro le avversità che impedivano ieri un giuoco proficuo, e naturalmente si spunta anche contro i giuocatori, dai quali non si potevano pretendere sforzi più generosi, anche se in certi istanti essi furono preda ad attimi di incertezza, dipendenti senza dubbio dalle abbastanza deprecate condizioni di ambiente. Il Genoa, nella nuova inquadratura imposta da Mister Garbutt alla linea di attacco, ha compiuto cose magnifiche nel primo tempo. Non parliamo del goal di vantaggio col quale i rosso-bleu hanno chiuso i primi quarantacinque minuti di giuoco, poiché è risaputo che non sempre il punteggio sta ad indicare la forza e la superiorità di un undici sull’ altro. Il Genoa, abbiamo detto, malgrado il terreno sfavorevole, ha dominato di forza e di tecnica, con convinzione, prima dell’ half time. Il trio centrale d’attacco, al quale si può forse muovere l’appunto di non aver sempre tenuto di conte delle estreme ali, ha dimostrato d’essere sufficientemente affiatato e deciso; a conseguire questo scopo è entrato anche in gran parte il giuoco del centro sostegno che è apparso inarrivabile nel primo tempo, chiusosi con un goal a favore dei rosso-bleu. I cremonesi però si sono difesi bene senza attimi d’esitazione e senza istanti di rilassamento. Cercavano, quando riuscivano a rompere il cerchio che li stringeva nella loro metà campo, di sorprendere il goal avversario con furiose puntate: azioni però che non concludevano perché i goals di sorpresa non si effettuano sovente. Nella ripresa invece il giuoco è stato più vario e non così a favore dei genoani come nel primo tempo. I grigio-rossi, per nulla stanchi, sapevano arginare con sicurezza – anche se qualche volta la fortuna fu verso di loro benigna – e contrattaccare con decisione. Il Genoa non giuocava più con quella sicurezza del primo tempo e qualche volta parve anche che i cremonesi dovessero improvvisamente pareggiare. Questo, sino al trentesimo minuto, dopo il quale i rosso-bleu riprendevano il loro netto predominio per concretarlo con un altro goal, se pure questo veniva segnato su calcio di rigore. In complesso dunque il Genoa ha dato buona prova di se : il Cremona che gli fu superiore nella vivacità propria dei giovani, apparve squadra bene amalgamata, senza sensibili deficienze ed egregiamente inquadrata. I due goals della giornata venivano segnati così: il primo al 12’ minuto di giuoco da Santamaria che scaraventava la palla al volo nella rete di Compiani dopo un azione provocata da un calcio di punizione contro i grigio-rossi; il secondo a cinque minuti dalla fine su calcio di rigore concesso dall’ arbitro per un evidente sgambetto a Catto. De vecchi, naturalmente, segnava senza difficoltà. Un caso curioso: i cremonesi hanno beneficiato, in tutto l’incontro di cinque calci d’angolo e i genoani di due, malgrado la superiorità dei rosso-bleu sui grigio-rossi. Arbitro Katz del Parma. GENOA: De Prà, Moruzzi, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Neri, Catto, Santamaria, Bergamino, Mariani. U.S.CREMONESE: Compiani, Ravani II, Ravani I, Puerari I, Talamazzini, Balestrieri, Puerari III, Albertoni, Bodini, Defendi, Bonzio. Il Piccolo di Genova - 12 Febbraio 1923, Genova ....................................................................................................
GENOA – CREMONESE 2 - 0. Genova, 11. La squadra Cremonese non meritava in vero quell’ ultimo punto al passivo che l’arbitro Katz ha voluto concedere ai genoani. Diciamo di più: la Cremonese meritava il match nullo, perché il primo punto, l’unico regolarmente ottenuto, non ha concretato una fase di superiorità genoana e se gli ultimi minuti fossero stati giuocati dai cremonesi a quadri completi e in altre condizioni di morale, essi avrebbero forse strappato il match nullo. La partita è stata perfettamente equilibrata; alla migliore tecnica dei genoani i cremonesi hanno saputo contrapporre la loro foga inesauribile e i calci d’angolo a favore dei grigio-rossi sono a testimoniare la vigoria dell’ undici Cremonese. Il Genoa si è presentato in quella formazione che riteniamo la migliore. Leale però non è stato all’ altezza della situazione e la lacuna si è fatta maggiormente notare, perché è appunto sulla destra che la Cremonese si è dimostrata migliore. Il terreno pesante e la svogliatezza di Bergamino non hanno permesso agli attaccanti genoani di svolgere il consueto gioco veloce e Sardi si è fatto pescare troppe volte in fuori giuoco. La squadra cremonese non ha avuto nessun elemento deficiente. Solo l’ala sinistra, che aveva però contro di se l’ottimo Barbieri, è stata leggermente inferiore ai compagni; ottimo il portiere, salda la coppia dei terzini ed ottimi i mediani. Il campo era in pessime condizioni. Una veloce discesa all’inizio da parte dei cremonesi che sostano per qualche minuto nell’ area genoana, poi il giuoco si sposta da un campo all’ altro. Al 15° i genoani ottengono un calcio di punizione, tira Burlando, Catto lo passa di testa a Santamaria che calcia in porta il pallone. Il ball batte sotto l’angolo destro ed entra in porta. Il giuoco continua uniforme ed al 21°, dopo una veloce discesa dei cremonesi, De Prà è costretto a salvare in corner, al quale ne consegue un secondo. Sul finire del tempo si nota una lieve superiorità genoana. Nella ripresa inizio incerto dei cremonesi che si riprendono ben presto e ottengono anche due calci d’angolo a loro favore. Poi le squadre hanno alterni minuti di superiorità e si giunge così al 40° minuto. Catto scivola a terra nell’ area di rigore; l’arbitro che si era tenuto prudentemente sulla linea laterali per tutta la partita, crede di vedere un fallo e concede un calcio di rigore. De Vecchi segna. I due terzini che vedono frustrati i loro sforzi si allontanano dal campo e poco dopo un’ altro compagno viene allontanato dall’ arbitro, diventato energico, per aver protestato. I genoani infieriscono sulla mutilata squadra grigio-rossa, ma non riescono ad aumentare lo score di punti a loro favore. Gazzetta dello Sport - 12 Febbraio 1923, Milano .....................................................................................................
13° Giornata – 11 Febbraio 1923 Esperia Como – Derthona 0-4; Genoa – Cremonese 2-0; Juventus – Rivarolese 5-0; Legnano – Bologna (rinviata); Modena – Spezia 2-0; Udinese – Milan 1-6. Classifica: Genoa 24; Bologna 19; Juventus e Legnano 16; Milan 15; Modena 12; Cremonese e Derthona 11; Spezia e Rivarolese 10, Esperia Como 4, Udinese 2. Bologna, Modena, Juventus e Udinese una gara in meno. Legnano due.
BOLOGNA – GENOA: LO “STERLINO” VIOLATO DAL GENOA dopo 3 anni di imbattibilità. Il Bologna piegato, ma non domo, dopo un epica lotta. Un calcio di rigore sbagliato! Bologna, 18 Febbraio. Qualche rara oasi in grigio verde – militari liguri di guarnigione a Bologna - tra il nereggiare della folla che gremisce l’ampia tribuna popolare: fa strano contrasto ma la sua immobilità, al delirio da cui sembra a tratti, prova la moltitudine che la Dotta ha in questo pomeriggio di domenica riversato a prender d’assalto il ground dello Sterlino. Perché noi crediamo che la tragedia bolognese sia stata vissuta oggi con altrettanta intensità dai giuocatori e dal pubblico. Per i rosso bleu emiliani - oggi in maglia bianca perché la consuetudine vuole rispettati i colori della squadra ospite quando la maglia dei contendenti sia simile – si trattava di mantenere o perdere la speranza di gareggiare coi leaders per il primo posto del girone. Vincendo essi avrebbero tallonato dappresso il Genoa imprecando in altrui disgrazie: perdendo svaniva per essi anche tale possibilità. Fra le corna di questo dilemma, la realtà ha voluto beffare il Bologna: gli ha fatto mancare il primo punto, gli ha dato la possibilità di pareggiare, con un calcio di rigore, il vantaggio che il Genoa aveva saputo assicurarsi; ed infine gli ha concesso una superiorità d’attacco e di giuoco netta, evidente per oltre trenta minuti della ripresa, frustrata dalla ferrea difesa genoana in grande giornata. Questa guigne persistente ha reso nervoso il pubblico che è stato piuttosto severo nei riguardi dello stesso Gama, e che mai più si aspettava di vedere, dopo tre anni consecutivi di vittoriose affermazioni, la gloriosa tradizione dello Sterlino travolta dalla stessa ondata che infrangeva le sue più legittime aspirazioni. A torto però: giacché Gama è stato, come al solito, all’ altezza della difficile situazione: oculato, imparziale, avveduto. L'unico appunto che gli si può muovere è anzi di aver prolungato di qualche minuto il tempo supplementare, a compenso di quello perduto per incidenti di giuoco; ma l'irregolarità è stata a favore del Bologna piuttosto del Genoa. SUPERIORITA’ NON SFRUTTATA. Il Bologna ha vinto la scelta del campo ed ha così iniziato il match con un triplice vantaggio: in favore di sole, col terreno in leggero declivio – come è noto vi è un metro e mezzo circa di dislivello fra i due goals – e col più caldo incitamento del pubblico. L’incasso di circa 70.0000 lire ci esime dal dire quanto fosse. Ed ha nel primo tempo equilibrato se non superato il giuoco degli avversari. Nonostante ciò non ha saputo tradurre in punti alcune sicure occasioni che gli si erano offerte: al secondo minuto di giuoco un cross di Rubini percorreva lo spazio dinanzi alla porta di a porta di De Prà, senza che né Dalla Valle, né Schiavio, né Pozzi giungessero a toccare il ball. Al 23° Della Valle schivato De Vecchi, giungeva a pochissimi passi dalla rete avversaria ed alzava sopra il goal un pallone che con una semplice spinta sarebbe entrato nella rete; poi al 35° una cannonata del centro forward bolognese colpiva il palo laterale a mezza altezza, squassando la rete per la violenza; difficilmente De Prà avrebbe salvato la situazione se il “taglio” non avesse giocato a Schiavio un brutto scherzo. Il Bologna è apparso inferiore al Genoa soltanto in difesa: Modoni e Rossi han fatto del loro meglio liberando con coraggio e decisione. Ma specialmente il primo è stato impreciso nelle respinte, poco felice nella scelta della posizione, inutilmente falloso. La linea mediana, contrariamente ad ogni attesa, ha superbamente lavorato sospingendo i cinque forwards verso la metà avversaria. Baldi, il lungo e simpatico Baldi, ha vinto le diffidenze degli stessi consoci che lo credevano in declino; posto di fronte a Burlando ha voluto riabilitarsi: e vi è riuscito appieno. Genovesi e Pilati lo hanno da eccellenti esperti coadiuvato nel non facile compito: specialmente il primo ci è sembrato a point. La prima linea buona sulla sinistra con Pozzi, Perin e Schiavio, ci ha mostrato un Geppe Della Valle già in forma e conseguentemente un Rubini isolato non in grado di amalgamare il suo all' altrui giuoco. Animatore dell' attacco bianco è stato pur sempre Perin, tenace, utile, astutissimo; in posizione lievemente arretrata, rispetto alla sua linea, egli ha fatto lavorare il velocissimo Pozzi ed il potente Schiavio - qualcosa di più che una buona promessa - in modo mirabile e convincentissimo. Gianese è stato assai meno impegnato del rivale, ma del rivale è meno piaciuto. De Prà è stato oggi il miglior ligure in campo, ed a lui il Genoa deve in gran parte la vittoria: senza esibizioni estetiche, egli è stato un rude, sicuro portiere. Le sue doti precipue? Il colpo d’occhio, la decisione ed un senso squisito della posizione e del tempo. Specificatamente quest’ ultima qualità manca al portiere bolognese! L’HANDICAP GENOANO. I rosso bleu si allinearono allo Sterlino senza Santamaria. Il popolare “Maia” era sul campo e, personalmente ci ha spiegato le cause del suo forfait. A Cremona, in un urto con Ravani egli ha riportato domenica scorsa la frattura dell’ undecima costola. Solo giovedì a mezzo dei raggi X ha potuto avere la certezza, e con questa l’ordine di assoluto riposare almeno quindici giorni. Sarà in maglia azzurra contro l’Ungheria? Non lo , né lo crediamo. Al suo posto ha giuocato Sardi. Abbastanza bene, tanto che a lui risale il merito dei due goals segnati dal Genoa sufficientemente per dimostrare che i “vecchi” formano ancora la parte migliore dell’ attacco genoano; dopo l’asciutto compagno di “Maia” in ordine di merito la cronaca vuole infatti registrato Mariani, velocissimo e corretto che non ha perduto un pallone giungendo alla fine del match con una discreta riserva di fiato. Bergamino, Catto e Neri furono volonterosi, ma non ebbero mai, soltanto nei primi dieci minuti della ripresa lavorato con foga e con bella intesa. L’azione offensiva dei liguri, in tal modo frenata, ha posto maggiormente in luce l’affannosa e sfortunata caccia al pareggio, se non alla vittoria, dei bianchi veltri di Perin. LA BREVE CRONACA DEI TRE GOALS. Vivacità di azioni; rapidità somma di spostamenti, Due belle prime linee gareggianti in virtuosismi. Ecco in sintesi le prime battute del match. Il Bologna dopo aver sbagliato al 2. minuto una facile occasione, è in corner al 4’. Tira Neri senza risultato. Accenno a giuoco pesante frenato energicamente da Gama. Al 7. minuto, per una incertezza di Barbieri, Pozzi riesce a sorpassare il suo temibile avversario, centrando un pallone spiovente e preciso, Schiavio che sopraggiunge in velocità, scarta Moruzzi, raccoglie di testa e fulmineamente scaraventa nella rete. La muraglia umana che abbiamo di fronte si anima; migliaia di mani si agitano; un urlo solo si eleva altissimo nella festosità primaverile; è hip, hip, hip! augurale e cadenzato dei supporters bolognesi. A Mariani l’onore di costringere Gianese alla prima difficoltosa parata al 9.o minuto. Al 17. minuto secondo calcio d’angolo contro Bologna sempre dalla destra, e sempre invano. Tre minuti dopo, in seguito a fallo di Burlando, Baldi per punizione tira raso terra un portentoso shoot che De Prà salva con qualche difficoltà; al 23’ Della Valle manda alto, sopra il palo, da pochissimi metri, un pallone che i supporters vedevano già nella rete del Genoa. Al 25' corner contro Genoa, seguito da una parata a fil di palo meravigliosa e da un "giuoco pericoloso" che lascia a terra per qualche secondo De Prà, al 35' il palo di sinistra salva una cannonata di Schiavio. Poi ecco il risveglio genoano. Irresistibilmente le discese rosso bleu aumentano di intensità; l’attacco diventa serrato, insistente, insidioso. Siamo al 37. minuto, Neri scende lungo la linea laterale e crossa al centro, Sardi raccoglie e tira in goal; Gianese respinge. Melèe. Dal groviglio Sardi riesce astutamente a farsi luce e a sorprendere con un tiro fulmineo il portiere bolognese. Il pareggio è segnato! Sono ora le minuscole oasi grigie che movimentano futuristicamente la parete nereggiante e clamorosa. Da qui alla fine, sono dieci buoni minuti di supremazia genoana indiscussa, che Bologna sostiene e argina faticosamente. Poi il riposo sospirato. IL DRAMMATICO SECONDO TEMPO. Si inizia con una bella discesa di Pozzi che spostato al centro tenta la via del goal. Poi il Genoa ricomincia l’assalto senza posa, senza tregua: fugge Mariani, poi Neri: Rossi gli si fa incontro, i due uomini sono a terra; ma più agile la maglia rossa si alza e centra, il ball è raccolto – e come dubitarne? – da Sardi e scaraventato in porta. E’ la vittoria genoana che si profila all’ orizzonte. Siamo al quarto minuto appena, e i bianchi sembrano alla mercé degli avversari fino al quarto d’ora, poi eccoli, sospinti dall’ incitamento caldo della folla al contr’attacco, rabbioso, deciso: corners, calci di punizione, mischie sotto la porta genovese; azioni superbe di De Prà. I rossi serrano attorno alla loro area le maglie della difesa. Che lavora a denti stretti. Al 21’, al 25, e al 29’ “giuoco pericoloso” per De Prà superbo di decisione. Proteste del pubblico, qualche fischio a Gama che spezzetta inesorabilmente le azioni fischiando falli su falli. Al 33’ Barbieri vede sfuggirgli Pozzi col ball sul piede. E lo trattiene per un braccio nell’ area di rigore. Penalty. La folla tenuta sotto l’incubo della sconfitta pare ora respirare meglio. Baldi si appresta a tirare. Gama fischia. Due volte di seguito. Rubin è nell’ area di rigore contrariamente alle prescrizioni regolamentari. Il tiro dev’ essere ripetuto. De Prà raccoglie il ball in fondo alla rete e lo ricolloca al punto fatale. La folla è in pena, trepida, grida, urla. Il referee dà il segnale. La cannonata romba ma De Prà l’ha parata! Mischia furibonda sostenuta dai genoani stentatamente. Due, tre, quattro corners si succedono invano. Un duplice tiro di Perin, poi ancora qualche azione isolata dei rosso bleu che vogliono vivere sul vantaggio e la fine. Il Genoa ha vinto malgrado tutto e marcia alla testa del girone sicuro finalista con sette punti di vantaggio sugli immediati inseguitori. Gazzetta dello Sport - 19 Febbraio 1923, Milano .....................................................................................................
GENOA – BOLOGNA 2 - 1. Bologna, 18. I genoani ed i bolognesi nell’ aspra battaglia combattuta oggi allo Sterlino, hanno svolto uno di quegli incontri che per l’interesse, l’incertezza dell’ esito sono destinati a fare epoca nella storia dei match dell’ annata. Per avere un idea sia pure approssimativa di quello che è stata la partita di oggi bisogna pensare che dopo il primo tempo terminato alla pari ed in cui non fu possibile distinguere una superiorità dell’ una piuttosto che dell’ altra squadra, il Genoa otteneva il gol che doveva essere quello della vittoria, al terzo minuto della ripresa . Da questo momento il Bologna rinserrate le file passava decisamente all’ offesa e costringeva gli undici genoani nella loro area senza tuttavia riuscire per le miracolose prodezze di De Prà e di De Vecchi, ben coadiuvati dagli altri loro compagni, ad ottenere il pareggio. Dopo appena sette minuti dal fischio d’inizio dell’ arbitro Gama, i bolognesi ottengono il loro primo ed unico punto della giornata, su centro di Pozzi raccolto da Schiavio, De Prà vede inutile il proprio disperato tentativo di parata. Al 25’ una punizione contro il Genoa calciata da Pilati provoca una critica situazione sotto la porta di De Prà, e sembra che un secondo punto debba arridere ai bolognesi, ma Della Valle a pochi metri per troppa precipitazione tira alto. Al 36’ minuto, Schiavio libero si vede respinto il tiro, e Neri riconduce l’offesa alla porta avversaria con un cross in corsa. Bergamino raccoglie e allunga a Sardi, il quale rovescia in porta decisissimo un pallone raso a terra che Gianese buttatosi prontamente in plongeon non può fermare. In seguito il giuoco si mantiene prevalentemente al centro e la fine del primo tempo giunge trovando le due squadre alla pari con 1 a 1. La ripresa s’inizia alle 15,45 e nei primissimi minuti vediamo due bei tiri, uno di Della Valle. Il Genoa risponde fulmineamente ed al 3.o Neri dalla destra porge a Sardi un passaggio favorevolissimo: questi eludendo ancora la difesa bolognese segna di precisione un secondo goal non molto dissimile dal primo. Da questo momento la cronaca del match potrebbe riassumersi in un insistente assedio alla porta di De Prà che però non consentirà ai bolognesi, per la grande abilità della difesa genovese, di raggiungere l’ agoniato pareggio. Corriere Mercantile - 19 Febbraio 1923, Genova .....................................................................................................
GENOA – BOLOGNA 2-1 (per telefono dal nostro inviato speciale). Bologna, 18 notte – L’attesissimo incontro tra i due teams rosso-bleu, dall’ opinione pubblica qualificati come i due esponenti migliori del calcio nazionale, è terminato dopo 90 minuti di lotta accanita e serrata con la vittoria degli uomini di De Vecchi, di fronte ad una folle immensa, che ha lasciato il campo dello Sterlino amareggiata e delusa per il mancato successo dei rosso-bleu petroniani, oggi in maglia bianca scudata. Il Genoa ha strappato, e questa è la vera parola, il successo agli uomini del Bologna, fortissimi e forti dell’ incoraggiamento costante del proprio pubblico, capovolgendo il pronostico che lo voleva soccombente anche perché era sceso privo di uno dei suoi più preziosi atouts: Santamaria. Le fasi dell’ emotivo incontro, il quale ha permesso al Genoa di essere sicuro finalista non hanno mai peccato di languore o di inerzia. La lotta fra i 22 atleti ha assunto attimi indimenticabili di vivacità e di bellezza, specialmente nel primo tempo alcune fasi della partita procedevano con alterna superiorità e con giusto equilibrio a conclusione della parità di forze in campo. Il fischio dell’ arbitro Gama a metà tempo trovava le due squadre con un goal all’ attivo per ciascuna. Schiavio aveva segnato per i suoi colori all’ ottavo minuto dopo l’inizio e Sardi aveva pareggiato per i genoani otto minuti prima della fine del primo tempo. Da notare che il Genoa aveva giocato i primi 45 minuti con il sole in viso e in sfavore di terreno, che allo Sterlino non è esattamente a livello. Le sorti del match si sono risolte presto nella ripresa, quando appena dopo il quarto minuto di giuoco Sardi riusciva ad infilare per la seconda volta il pallone nella rete di Gianese. Da questo momento alla fine il match ha avuto un solo andamento: il Genoa si è chiuso in difesa a cercare di mantenere il vantaggio acquistato, contro un Bologna, sospinto dalla volontà di segnare e incitato dalle urla costanti della folla. E’ stata una lotta furibonda e uno scatenarsi continuo di attacchi e di azioni alla rete di De Prà, il quale mai come oggi ha avuto modo di dimostrare tutta la sua abilità: i genoani debbono infatti al loro difensore estremo l’odierno successo perché De Prà è stato indiscutibilmente il miglior uomo in campo, formando da solo una barriera insormontabile e inviolabile. La sua brillantissima giornata è terminata infine con la parata di un calcio di rigore che avrebbe permesso ai bolognesi di pareggiare le sorti dell’ incontro. Il match in sintesi è dunque tutto qui: equilibrio di forze nel primo tempo e netta superiorità dei petroniani nella ripresa, superiorità favorita dalla tattica dei genoani i quali dopo il secondo goal avevano retrocesso Catto e Bergamino in difesa. De Prà ha fatto il resto, coadiuvato in modo encomiabile da De Vecchi, che è apparso all’ altezza dei suoi giorni più belli e da tutti gli altri rosso-bleu, i quali si sono generosamente prodigati a difendere il vantaggio conquistato. Il Bologna non ha smentito le sue buone doti di squadra omogenea, tecnica e virtuosa; infatti il gioco dei petroniani è stato sempre improntato a una finissima trama di attacchi, che avrebbe sfiancato e disorientato qualunque squadra che si fosse lasciata prendere da un attimo di disattenzione o di scoramento. Il Genoa ha capito questo, e anche quando si è ristretto in difesa, non ha mai rallentato il ritmo del suo giuoco; gioco difensivo sì, ma giuoco più che vigile, perché gli avversari non avrebbero permesso il minimo attimo di disattenzione. L’undici bolognese esce dunque dalla lotta con tutto l’onore e senza che la sua fama venga intaccata. Il Genoa che ha per scusante l’assenza di Santamaria, deve il successo odierno alla virtuosità della sua difesa, alla potenza della seconda linea e allo spirito di sacrificio degli avanti, i quali dopo il primo tempo hanno dovuto fermarsi ad un gioco che non era né nel loro programma, né nelle loro abitudini. Abbiamo detto che De Prà è stato il miglior uomo in campo. Dopo di lui sono emersi De Vecchi, la seconda linea, Sardi e Bergamino: la prima linea la quale deve essere giudicata dal giuoco svolto nel primo tempo, ha portato buoni attacchi alla rete bolognese ed è stata bene guidata da Sardi, dal quale sono partiti gli spunti delle offese verso Gianese. In campo bolognese ammirevole la seconda linea, bene imperniata su Baldi, il giovane Schiavio, Perin e Rossi. Ha arbitrato Gama di Milano, il quale però nel secondo tempo ha dato l’esatta impressione di agire sotto la pressione delle urla della folla, per alcuni corner inesistenti e altrettanti falli concessi a favore dei bolognesi. COME SI E’ SVOLTO L’INCONTRO. Il carnevale, che impazziva per le vie della Dotta con allegri cortei mascherati non ha troppo influito sul pubblico, il quale è accorso in numero stragrande al match. La folla si pigia sul campo Angelo Badini; e applaude a lungo le due squadre e l’arbitro quando fanno il loro ingresso in campo. Il Genoa perde la posta e gioca contro il sole, Gama fischia l’inizio alle 14.45 ai due undici così allineati: Genoa: De Prà; Moruzzi, De Vecchi; Barbieri, Burlando, Leale; Neri, Catto, Sardi, Bergamino, Mariani. Bologna: Gianese; Modoni, Rossi; Genovesi, Baldi, Pilati; Rubini, Della Valle, Schiavio, Perin, Pozzi. Il primo attacco portato dal Genoa impegna immediatamente Gianese; poi Baldi conduce i suoi compagni all’ offensiva allungando a Rubini. Questi centra in corsa, ma Pozzi sciupa la buona occasione che il collega gli offre. Mormorio di delusione della folla; ma non vi è però la preponderanza di un team sull’ altro, perché due minuti dopo Gianese salva in corner un primo tiro di Sardi. Il giuoco incomincia a farsi interessante e prende improvvisamente un altissimo tono di passionalità, quando all’ 8.o minuto Pozzi sfuggito a Barbieri e a Moruzzi, manda un corto cross al centro. Schiavio in corsa raccoglie di testa e a pochi metri colloca il pallone nella rete di De Prà, il quale accecato dal sole non riesce che a sfiorare la palla, che si è andata a posare in un angolo. Il pubblico è in piedi, esultante, delirante per il successo dei suoi beniamini, mentre la lotta riprende accanita. Al 13’ gianese blocca un altissimo cross di Bergamino e quattro minuti dopo anche un lungo tiro di Leale, susseguente a un corner contro i bolognesi. Il giuoco è incerto e senza sosta. Al 20.o De Prà incomincia a lavorare seriamente col deviare a tuffo in corner un fortissimo tiro di Baldi, su calcio di punizione. La minaccia dei bolognesi persiste in questi minuti e De Vecchi può farsi applaudire per alcune classiche entrate a tempo. Al 26’ e al 29’ minuto i bolognesi ottengono altri due calci d’angolo, sempre susseguenti a meravigliose parate di De Prà, il quale è riuscito a togliere il ball dai piedi degli attaccanti avversari. Poi il Genoa si rianima e si svincola dalla stretta e marca a suo vantaggio alcuni minuti di giuoco. Al 36’ minuto ecco Schiavio che, libero, si vede respinto il tiro della palla. Leale salva tempestivamente e riporta all’ offesa che Neri conduce con un cross in corsa. Bergamino raccoglie, allunga a Sardi e questi da una quindicina di metri spedisce di sorpresa il pallone nell’ angolo destro basso del goal bolognese. Gianese si butta in plongeon appena in tempo a toccare la palla, che va a rotolare in fondo alla rete. Un velo di applausi. Il Genoa attacca ancora sin verso la fine, che trova però il Bologna nell’ area di rigore avversaria. Il giuoco non si è ancora bene delineato nella ripresa, quando al 4.o minuto un nuovo cross di Neri a Catto e quindi a Bergamino e a Sardi trova il ricciuto centro forwards genoano pronto a gettare nuovamente il pallone nel goal di Gianese nell’ identico modo di poco prima. Il contrattacco dei bolognesi si sferra immediatamente, furibondo. Al 5.o minuto il Genoa è in corner. Il pallone, spiovuto nell’ area di rigore genovese, vi permane per qualche buon minuto, furiosamente conteso a De Prà che para l’impossibile e il pubblico urla di disappunto. Il Genoa ha infatti fatto retrocedere Catto e Bergamino in difesa e cerca di raggiungere la fine vivendo sul vantaggio. Esso ottiene un corner per fuga insolita di Catto. Poi il giuoco ritorna ostinatamente nell’ area rosso-bleu genovese. Sono parate di De Prà e altro corner contro il Genoa. Il ritmo della partita è oramai uniformato in questo senso. Moruzzi e De vecchi danno man forte al loro portiere mentre ad un minor lavoro sono assoggettati gli altri rosso-bleu. Il Bologna conduce l’attacco senza interruzioni, Dalle ali, dagli uomini di centro, dai mediani giunge di continuo il pallone nell’ area di De Prà: il match è febbrilmente vissuto. Al 32.o Barbieri carica rudemente Pozzi. L’arbitro punisce il Genoa con un calcio di rigore. Baldi tira e segna: ma prima del tiro l’arbitro ha fischiato perché un giocatore bolognese ha invaso l’area di rigore e fa quindi ripetere il calcio. Questa volta però De Prà intuisce il tiro e si getta disperatamente a tuffo: il pallone è bloccato e respinto, altra lunga melèe sotto il goal genovese, finché De Prà è a terra contuso. Le sorti del match non mutano però più. Cinque minuti prima della fine Schiavio si vede un'altra volta il pallone respinto, dal palo superiore. Perin riprende in corsa, ma De Prà salva miracolosamente anche questo tiro. La fine si avvicina. Il Genoa in una fuga insolita tira un calcio d’angolo e il Bologna altri due. Ma sono ora mai fuochi di paglia. La fine trova il punteggio immutato. Dopo la partita qualche spettatore turbolento ha tentato di colpire i giocatori genoani, i quali però sono stati protetti e difesi dai dirigenti bolognesi e dagli stessi giocatori petroniani con squisito senso di cavalleria e di cameratismo. Renzo Bidone. Il Piccolo di Genova - 19 Febbraio 1923, Genova .....................................................................................................
14° Giornata – 18 Febbraio 1923 Bologna – Genoa 1-2; Cremonese – Milan 0-1; Derthona – Legnano 1-1; Modena – Juventus 1-0; Rivarolese – Esperia Como 2-0; Spezia – Udinese 5-0. Classifica: Genoa 26; Bologna 19; Legnano e Milan 17; Juventus 16; Modena 14; Derthona, Spezia e Rivarolese 12; Cremonese 11; Esperia 4, Udinese 2. Bologna, Modena, Juventus e Udinese una gara in meno. Legnano due.
Giovanni De Prà protagonista della partita vinta allo "Sterlino" di Bologna. Un colpo di testa di Santamaria (contro il Modena?).
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