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            CRONACHE CAMPIONATO 1922-23  -  Extra

 

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Il servizio telegrafico del SECOLO XIX dalle Americhe. Dall' Argentina. La partita di foot-ball fra italiani e argentini. Buenos Aires, 19 (ore 22) - J.Merlo - La partita di foot-ball giocata meravigliosamente, come meglio non si poteva, tra le due squadre argentina e italiana, fu vinta dai primi con due goals a uno. Buenos Aires, 20 (ore 6) - J.Merlo -  Come accennai nel mio precedente la partita di foot-ball, che aveva per premio la Coppa dei giornali d’Italia, fu  giocata in modo superlativo. Al campo di giuoco era accorsa una folla straordinaria, composta dalla “fine Jeur” della capitale argentina. Fra i primi si notavano il dott. Cantilo e il ministro plenipotenziario d’ Italia conte Colli di Felizzano. Iniziato il giuoco ebbe la prevalenza nella metà del primo tempo il “Genoa”  con un goal segnato da Neri; nell’ altra metà prevalsero gli argentini con un goal segnato da Izaguirre. Nel secondo tempo nella prima parte il giuoco è alla pari, nella seconda parte l’argentina segna un altro goal e la partita ha termine. Il giuoco fu ammirevole e sempre corretto da ambo le parti. Eccellente fu classificato il De Prà; ottimi Burlando e Moruzzi. Il De Vecchi, che colpito da influenza durante il viaggio era ancora febbricitante e quindi non poté prendere parte alla partita, venne sostituito da Bellini. I nostri risentivano ancora della stanchezza della traversata; essi però hanno la certezza che domenica, ristabilito anche il De Vecchi, si troveranno in piena forma, per la rivincita. I genovesi espressero poi la loro ammirazione e il loro plauso per gli argentini, che posseggono una agilità e una tecnica profonda del giuoco. Stamane la stampa unanime incoraggiava i genovesi giuocatori formidabili. L’Ag.A. sullo stesso argomento di domenica in data 19 – L’odierno cimento di foot-ball fra italiani e argentini era atteso con impazienza vivissima da tutta Buenos Aires. Il grande interesse suscitato dai giuocatori del “Genoa Club” è dimostrato dalle cordialissime manifestazioni di cui essi sono stati oggetto fin dal loro arrivo qui. Ieri i “genoani” assistettero a una parte del match di foot-ball svoltosi sul campo di Sant’Elmo fra impiegati della Banca Francese, Italiani e del Banco El Hognar e la squadra del “Boston”; quindi si recarono al campo del “Boca Junior”  dove seguirono alcune fasi di una partita fra impiegati del Ministero del Lavoro e impiegati degli arsenali di Marina. L’apparire dei calciatori genovesi fu salutato ovunque da applausi. Più tardi i “genoani” furono ricevuti al Club degli impiegati del Nuevo Banco Italiano, dove fu loro offerto un vermouth d’’onore. Iersera alle ventuno tutti i giocatori erano a riposare. Stamane i giornali sono usciti con varie colonne e anche con intere pagine dedicate all' avvenimento sportivo odierno. Trentamila persone hanno oggi occupato lo stadium del Club Sportivo "Barracas, mentre altre migliaia gremivano le finestre e i tetti degli edifici circostanti. Nella folla gli italiani erano in numero imponentissimo. Nella tribuna principale avevano preso posto il Ministro degli Affari Esteri dott. Gallardo, il Ministro Plenipotenziario d'Italia conte Colli di Felizzano, l'Intendente Municipale dott. Carlo Noel e numerose altre autorità. Si è svolta prima una partita tra squadre argentine della zona sud e della zona centro, e quindi ha avuto inizio il match tra la squadra combinata argentina dei giocatori delle zone nord e ovest e la squadra del "Genoa Club", disputantisi la Coppa del Principe Ereditario d'Italia. Pochi minuti prima dell' inizio della partita, i medici hanno nuovamente visitato De Vecchi convalescente della grippè che lo colse durante la traversata, e avendolo trovato ancora debole gli hanno vietato di partecipare al match. Così la squadra genovese, che nel resto era al completo ha dovuto battersi priva del suo valoroso capitano con vivissimo rincrescimento di tutti; Bellini, l'ottimo terzino di riserva, ha preso il posto del "Figlio di Dio". L'undici argentino era composto di Magistretti (portiere), Presta, Irribarren, Solari, Vaccaro, Evaristo, Villagra, Izaguirre, Clare, Galleano e Polimeni (capitano). Arbitrava Repossi. Erano "linesmen" Moretti e Gambino. Primi ad apparire sul campo salutati da un grande urrà, sono gli argentini i quali si schierano di fronte alla tribuna delle autorità. Entrano quindi, tra imponenti acclamazioni, gli italiani che recano un gagliardetto con i colori italiani e quelli del "Genoa Club". Leale, che funge da capitano dei "genoani" in sostituzione di De Vecchi, prende il gagliardetto e, avantosi in mezzo al campo, lo offre a Polimeni, capitano degli argentini. Per finire il Presidente dell' Associazione Argentina di Foot Ball, Cantoni, e il delegato del "Genoa" Ghiorzi, scambiano un abbraccio. Un applauso caloroso scoppia quando  alle ore 15,3 l'Intendente Municipale dott. Noel tira il calcio d'inizio. Il pallone cade in potere degli argentini, che cominciano l'azione risolutamente. Fin dalle prime avvisaglie il pubblico è conscio di avere d'innanzi a sè due squadre di classe veramente superiore. I "genoani" che sanno il valore dei loro formidabili avversari si prodigano mirabilmente contro l'attacco degli argentini. Moruzzi svolge una brillante difesa coadiuvato da Bellini e ricalcia il pallone in mezzo al campo. Al 17' minuto il portiere degli argentini, Magistretti, para con maestria un tiro del "genoani", ma al 18' un successivo potente tiro di Santamaria riesce a penetrare nella rete di Magistretti. Un delirante applauso della folla saluta il primo "goal" della giornata, segnato dal "Genoa". Dopo una mischia accanita, al 28' gli argentini tornano all' attacco. Al 37' l'argentino Izaguirre, dopo un dribbling, tira improvvisamente da venti metri e viola la rete di De Prà, segnando il primo "goal" degli argentini. Il primo tempo, durante il quale il gioco si è mantenuto equilibrato, si chiude alla pari (1 a 1). La ripresa è assai movimentata nei primi minuti; gli argentini attaccano decisi nel loro tiro, urtando nella difesa dei "genoani" che però non può resistere a lungo, ed infatti al 15' il capitano argentino Polimeni, dopo una corsa a sinistra, con un lungo tiro segna il secondo "goal". Gli argentini, instancabili, tornano ad attaccare più volte, ma inutilmente, e la partita si chiude con due "goals" agli argentini e uno ai "genoani". Alla fine del match il pubblico prorompe in applausi ed invade il campo. La folla degli italiani si stringe intorno ai calciatori genovesi e solleva in trionfo de Prà, che è stato fra i migliori uomini della giornata, ottimamente coadiuvato da Leale, Santamaria, Moruzzi, Bellini e Burlando. Durante il primo tempo tre aereoplani hanno compiuto interessanti evoluzioni sopra il campo. Il pilota Livero ha lasciato cadere dall' apparecchio, insieme con una palma e con fiori, una lettera di omaggio ai giocatori italiani. L'impressione generale è che alla squadra del "Genoa", veramente magnifica, abbia nociuto la stanchezza del viaggio e la mancanza del valorosissimo "Figlio di Dio". Mir. Garbutt, trainer del "Genoa", intervistato dai giornalisti, ha reso omaggio alla forza imponente della squadra argentina, dichiarando però di non essere affatto scontento dei suoi che, sfortunatamente, non erano in piena efficienza, e dicendosi convinto che essi daranno prova di maggior valore alla prossima partita, nella quale la formazione della squadra sarà modificata. Leale, che capitanava i "genoani", ha elogiato il gioco degli argentini, abili e cavallereschi, e ha detto che la partita odierna è stata veramente bella e movimentata.

Il Secolo XIX – 21 Agosto 1923, Genova .................................................................................................................

 

Il Genoa in posa prima della gara giocata contro la selezione argentina del Nord. Mister Garbutt, Barbieri, Bellini, Catto, Sardi, Burlando, Moruzzi, Leale e Ghiorzi. In basso Bergamino I, De Prà, Santamaria e Neri I. Il Genoa, che gioca dopo due giorni dallo sbarco in terra argentina, scende in campo per la prima partita con la formazione base. A marcare visita è il solo De Vecchi, sostituito da Bellini che fa coppia con Moruzzi, ancora non pienamente ristabilito dai 18 giorni di viaggio (probabilmente non era influenza come scritto nell' articolo ma mal di mare).

 

Nota: In questi anni il Secolo XIX, come del resto molti altri giornali, al lunedì non era più in edicola. In compenso c'erano una miriade di giornali sportivi. Solitamente il martedì metteva un trafiletto e i risultati del campionato mentre nel 1923-24 ogni tanto mette anche cronaca e commenti (ad esempio le finali Genoa-Bologna). Dagli anni 30 ricomincia ad essere pubblicato anche al lunedì.

 

Il servizio telegrafico del SECOLO XIX dalle Americhe. Dall' Argentina. LA COPPA “NUOVO BANCO ITALIANO” VINTA DAL GENOA CLUB con 1 goal a zero. Buenos Aires, 2 – ore 20 – (J.Merlo) – Il tempo inclemente non ha dato tregua, e come era stato annunziato, la gara di foot-ball per la coppa “Nueevo Banco Italiano” ha avuto luogo ugualmente nonostante la pioggia. Una folla di connazionali e di argentini si è recata allo Stadium, ma si notava qualche spazio vuoto, nonostante i posti fossero stati venduti in precedenza. La gara è stata brillantissima; ha funzionato da arbitro il signor Muzio. La gara è stata vivace e il primo tempo ha segnato un goal per il “Genoa Club”, goal guadagnato da Catto che è stato applauditissimo. Nel secondo tempo gli argentini hanno posto tutto il loro impegno per pareggiare la partita ma inutilmente. Il “Genoa Club”  con 1 goal a zero ha vinto la Coppa. I genovesi sono stati festeggiatissimi. I PARTICOLARI. Buenos Aires,2 – Ag.A. – Come era stato annunciato, nonostante il tempo piovoso, oggi ha avuto luogo la seconda partita di foot-ball fra i giocatori del “Genoa Club” e quelli argentini. L’aspettativa era vivissima, aumentata per i due rinvii precedenti dovuti al cattivo tempo. La pioggia però ha impedito oggi l’affollamento imponente di quindici giorni fa; tuttavia un pubblico abbastanza numeroso si trovava allo “stadium” del Club Sportivo Barracas, tra le vie Iriarte e Luzuriaga. Il campo era in condizioni pessime; acqua e fango dappertutto. Entusiastici applausi salutano l’entrata nel campo dei genoani e degli argentini, fra i quali avviene il consueto scambio di cortesie. Il “team” del Genoa è così composto: De Prà, portiere; De Vecchi e Moruzzi; Romano, Burlando e Barbieri; Neri, Baloncieri, Catto, Santamaria, Bergamino. L’undici argentino è formato dai più valenti giuocatori delle zone centro e sud: Tesorieri, portiere;  Nobile e Muttis; Medici, Seregni e Fortunato; Loizo, Cerrotti, Irurieta, De Los Santos e Onzari. Funge da arbitro Lorenzo Muzio. Sono le 14.45 quando Muzio fischia l’inizio. I genoani hanno il vento a favore. Le due squadre, che dimostrano grande entusiasmo, effettuano i primi assaggi e le prime schermaglie. Il gioco, reso difficile a causa delle cattive condizioni del campo, è condotto con abilità e maestria dai genoani, di cui si delinea la superiorità. I genoani, piegati di misura nel primo incontro, sono oggi in piena forma e appaiono decisi a prendersi la rivincita. Al 17’ minuto la situazione degli argentini è difficile a seguito di una bella azione del centro avversario e la loro rete è in pericolo: il portiere Tesorieri salva però brillantemente da un potente tiro. Gli argentini riescono ad allentare alquanto la pressione dei genoani, ma si tratta di un miglioramento momentaneo. La linea mediana del Genoa – Romano, Burlando e Barbieri – Ripete l’azione di poco prima e questa volta con successo. Infatti al 23’ Catto sorprende la difesa argentina e con un magnifico tiro segna il “goal”, non riuscendo il portiere Tesorieri a parare in tempo. Un grande urrà saluta il successo di Catto. Gli argentini tentano una reazione che rimane però infruttuosa e il primo tempo si chiude con un “goal” al Genoa e zero agli argentini. Al secondo tempo il vento è favorevole agli argentini. Le sorti però non mutano, chè i genoani, forti del successo ottenuto, si oppongono validamente alle azioni avversarie. Gli argentini infatti si prodigano per conseguire il pareggio, ma la squadra genovese, compatta e affiatata svolge un gioco razionale degno della maggior lode e sventa gli attacchi. In modo particolare si distinguono De Vecchi, Moruzzi, Romano e Burlando. Due volte gli attacchi argentini mettono in pericolo la rete di De Prà, ma ambedue le volte de Prà si salva brillantemente. Invano gli argentini continuano ad incalzare e la fine viene fischiata dall’ arbitro senza che essi abbiano potuto segnare il punto di pareggio. La partita è così vinta dai “genoani” che conquistano la Coppa del Nuevo banco Italiano, Il pubblico scende dalle tribune e dalle gradinate e circonda i campioni italiani, ai quali fa un grandiosa dimostrazione d’affetto. De Vecchi e De Prà sono portati in trionfo acclamatissimi. Le impressioni generali sono entusiastiche per i calciatori genovesi. Il Genoa, che nella prima partita apparve piuttosto stanco, è stato oggi in piena forma, omogeneo e saldo sia nell’ attacco che nella difesa, dimostrando una tecnica perfetta. I giuocatori che componevano il “team” argentino erano fra i migliori e più celebrati, e certo non hanno smentito la loro fama – ma le cattive condizioni del campo dovute al tempo, mentre sono state superate brillantemente dai genoani, hanno invece influito in senso sfavorevole sugli argentini, la cui azione è apparsa spesso slegata. La superiorità dei genoani è stata netta, soprattutto nel primo tempo, durante il quale essi furono quasi sempre all’ attacco. Nel secondo tempo gli argentini svolsero un gioco migliore, ma infruttuoso. I genoani, festeggiatissimi, sono raggianti di gioia. Mr.Garbutt, “trainer” del Genoa intervistato, ha espresso la sua viva soddisfazione affermando che era sicuro del successo dei suoi.

Il Secolo XIX – 04 Settembre 1923, Genova ...........................................................................................................

 

Il Genoa nella seconda gara giocata contro la selezione argentina del Sud vinta per 1 a 0. XXX, Romano, Burlando, Baloncieri, De Prà, De Vecchi, Ghiorzi, Moscardini, Bergamino I e Mister Garbutt. In basso Catto, Barbieri, Moruzzi e Neri I.

 

Note: Il tabellino del Secolo XIX è probabilmente errato, come appare anche in foto dovrebbe aver giocato Moscardini, ottimo centro attacco della Lucchese e della Nazionale, e non Santamaria. Il 15 Gennaio 1922, a Milano, Moscardini segna due reti nel 3-3 tra Italia e Austria (la terza è di Santamaria). E' la prima volta che l'Italia prende tante reti dall'Austria ma non perde la partita. Il Genoa incontra Baloncieri, diverse volte da agguerrito avversario, prima con la casacca dell' Alessandria, poi con quella del Torino. Tra il 1925 e il 1929 i granata arrivano 2 volte secondi nel proprio girone e due volte conquistano il titolo di Campioni d'Italia (nel 1927-28 davanti ai rossoblù).

 

IL GENOA BATTE GLI ARGENTINI per un goal a zero. Buenos Aires, 3 settembre. Il match per la Coppa del Banco Italiano è stato vinto dal Genoa con un goal a zero. Il punto è stato segnato da Catto. L’ abilità e l’impeto degli italiani hanno rifulso dando loro una superiorità indiscussa. La partita svoltasi su terreno fangoso e sotto la pioggia, è stata coronata con una grande ovazione al team italiano. Il football italiano si è magnificamente affermato anche nell’ America del Sud. C’era qualche diffidenza – perché tacerlo – in Argentina per le tournèes delle squadre calcistiche italiane. Le affermazioni lusinghiere del Torino e della Pro Vercelli non avevano tutti convinto. Il Genoa è riuscito a dissipare ogni in significata dubbiosità e diffidenza. Il risultato del team italiano è dei più significativi; le squadre dell’ Argentina e del Brasile sono di primissimo ordine, degne di misurarsi coi più forti “undici” del vecchio continente. Il Genoa ha vinto nettamente, nel modo più convincente la squadra composta dai più reputati calciatori argentini. Dobbiamo essere grati verso i genoani che hanno realizzato il gesto audace. I successi della squadra azzurra , che nelle più ardue competizioni internazionali ha imposto una classe e uno stile, trovano oggi conferma nel risultato pervenutoci laconicamente sull’ ala del telegrafo , risultato che allieta ogni cuore di italiano. Il Genoa non ha riposato sugli allori. Dopo una stagione faticosissima, la squadra che si è aggiudicata il Campionato d’Italia fiera del titolo conquistato, ha varcato l’oceano senza jattanza, conscia dell’ onore ambito e dell’ onere grave di difendere i colori nazionali all’ estero. Il forte club ligure non ha avuto altra preoccupazione all’ infuori di quella di mettere in valore i rapidi progressi realizzati dal football italiano. E vi è riuscita pienamente. La squadra di De Vecchi che già in un primo incontro aveva nettamente imposto la sua alta classe vede degnamente compensata la sua opera fattiva spesa tenacemente per il buon nome dello sport italiano. Il Genoa saprà certo cogliere altri successi lusinghieri. La meritata vittoria sulla squadra argentina gliene dà diritto. Gli sportsmen italiani con animo commosso e con infinita riconoscenza, rivolgono il loro pensiero affettuoso ai valorosi degni campioni d’Italia.

Gazzetta dello Sport – 5 Settembre 1923, Genova ..................................................................................................

 

LA PARTITA VITTORIOSA del Genoa contro l’Argentina del Sud. Ancora due incontri da disputare. Buenos Aires, 4 settembre. Facendo seguito al mio telegramma col quale vi annunciavo la grandiosa vittoria ottenuta dai genoani sulla squadra del Sud Argentina, vi posso ora comunicare i particolari di tale vittoria, che ha riempito di entusiasmo la colonia italiana della capitale ed i giuocatori della squadra campione d’Italia. I rosso-bleu avevano dovuto rimanere per oltre una settimana inoperosi ed in tal modo due degli incontri in programma, oltre al match con la selezione di Montevideo, avevano dovuto essere rinviati a causa del vento che, soffiando impetuoso, rendeva impossibile scendere sui campi di giuoco. Anche domenica il tempo non si era completamente rimesso, tanto che il campo del C.S. Barracas, scelto a sede per la disputa degli incontri genoani nella capitale, era oltremodo pesante, per il fango che lo ricopriva. In questo incontro, che aveva tutto il carattere di un retour-match, dato la sconfitta subita nel primo match dai rosso-bleu, era in palio la coppa del Nuovo Banco Italiano, che i nostri connazionali avevano deciso di conquistare, scendendo in campo nella migliore formazione. Quando i due undici – quello dell’ Argentina del Sud e del Genoa scendono in campo – il pubblico scoppia in un applauso fragoroso, entusiasta. I rosso-bleu sono questa volta capitanati da De Vecchi, l’anziano nazionale, che è stato anche questa volta all’ altezza della situazione, animando i propri giuocatori spronandoli all’ attacco. La linea mediana conta su Romano, Burlando e Barbieri e si può dire con giusto orgoglio, che essa è stata l’animatrice della squadra. La partita venne iniziata alle 14.45 e venne chiamato ad arbitrarla il signor Muzio. I genoani hanno il vento in favore e ne approfittano per portare vivaci attacchi alla rete della squadra dell’ Argentina del Sud. Ed eccoli infatti subito a costringere in una pericolosa azione gli argentini ed è Tesorieri che si salva brillantemente. Un nuovo attacco è portato dai genoani e Catto, che già si era distinto nelle precedenti azioni, al 23. minuto passa la rete argentina. L’entusiasmo del pubblico, in grande parte italiano è enorme ed un grande urrah saluta il successo del Genoa. Gli argentini tentano di contrattaccare, ma non riescono e il primo tempo si chiude così in favore degli italiani. Nel secondo tempo gli argentini hanno il vento a favore; ma è qui che la linea mediana e la difesa genoana rivelano la loro compattezza. Gli sforzi degli argentini per pervenire al pareggio riescono nulli ed in tal modo gli italiani possono chiudere la partita vittoriosamente. Oltre ai sunnominati, si sono distinti Moruzzi e il portiere de Prà nel secondo tempo. La coppa del Nuovo Banco Italiano venne vinta dai genoani, che vennero fatti segno ad entusiastiche accoglienze. Ora i genoani dovranno disputare altri due incontri, prima di tornare in Italia. V.g.r.

Gazzetta dello Sport – 6 Settembre 1923, Milano ....................................................................................................

 

DALL’ URUGUAY. La gara di Foot-ball. Gli uruguayani battono il Genoa 2-1. Montevideo, 6 (A.A.) – I giuocatori del “Genoa Club” giunsero qui ieri da Buenos Aires, festevolmente accolti. Il ministro d’Italia, principe Alliata di Montereale, offrì in loro onore al Parque Hotel un banchetto, al quale intervennero il presidente dell’ associazione Uruguayana di Foot-ball, Narancio, e altri dirigenti di società calcistiche. Stamane i genoani si sono recati al cimitero a deporre una corona sulla tomba di Artigas.  Nel pomeriggio al Parque Central, alla presenza di ventimila persone, ha avuto luogo l’annunciato match con la squadra dell’ “Associacion Uruguaya”. Fra i presenti si notavano il Presidente della Repubblica, il ministro degli esteri,  il ministro d’Italia con la principessa Alliata di Montereale, e numerose altre personalità. La squadra del “Genoa” era così composta: De Prà, portiere; De Vecchi e Moruzzi; Girani, Burlando e Barbieri; Neri, Baloncieri, Moscardini, Santamaria e Bergamino. Componevano il team dell’ “Associacion Uruguaya”: Casella, portiere; Nogues e Dagosti; Rodriguez, Zibecchi e Venzino; Perez, Scarone, Buffoni, Romano e Somma. Arbitrava Minoli. Prima dell’ inizio della partita De Vecchi è salito nella tribuna delle autorità ed ha offerto alla principessa Alliata un mazzo di fiori legato con un nastro tricolore. La partita si inizia alle ore 16. Fra gli italiani che hanno il sole a favore e gli uruguayani si svolgono le prime azioni, nelle quali si delinea la prevalenza dei secondi. Gli uruguayani diretti dal valorosissimo Romano attaccano con vigore e la difesa genoana ha molto da fare; De Vecchi e Moruzzi sono impegnati in un gioco lungo e faticoso, nel quale dimostrano la loro abilità. Invece i forwards italiani mancano di coesione e hanno un gioco slegato, di modo che gli uruguayani continuano ad avere l’iniziativa e persistono nell’ attacco. Al 37’ l’uruguayano Scarone segna il primo goal, essendo fallito il tentativo di parata di De Prà. La fine del primo tempo trova l’ “Associacion Uruguaya” con un goal e il “Genoa” a zero. Nella ripresa i genoani, reagendo alla pressione avversaria, passano all’ attacco, e all’ 8’ Moscardini, approfittando di un fallo di Dagosti, viola la rete avversaria. Il goal di Moscardini è salutato da calorosi applausi. I genoani persistono nell’ attacco; a loro volta gli uruguayani effettuano bei tiri da lontano, contro i quali De Prà si difende brillantemente. Gli uruguayani mettono in opera tutta la loro valentia e tutti i loro sforzi per strappare la vittoria. Il gioco si fa un po’ confuso e a un certo punto avviene uno spiacevole incidente. De Prà, che riesce ad evitare un tiro di Perez contro la sua rete, raccoglie il pallone ma viene urtato violentemente dall’ uruguayano Romano e cade a terra. L’uruguayano Buffoni ne approfitta per raccogliere il ball e segnare un secondo goal. De Prà rimasto svenuto per alcuni minuti riprende il suo posto e i genoani tornano ad attaccare, ma sfortunatamente senza risultato. Quando l’arbitro fischia la fine è quasi notte e i genoani non sono riusciti a pareggiare. Gli uruguayani guadagnano così per due goals contro uno la Coppa del Ministero degli Esteri e la Coppa del banco Italiano dell’ Uruguay. La sconfitta del Genoa ha causato vivo dispiacere fra gli italiani, molti dei quali pensano che essa probabilmente sarebbe stata evitata senza l’incidente a accaduto a De Prà. E’ certo però che i genoani hanno oggi giocato assai meno bene di domenica scorsa a Buenos Aires, vi è stata scarsa omogeneità e l’azione è apparsa spesso fiacca e priva di una direttiva precisa; De vecchi e Moruzzi si sono dimostrati pari alla loro fama, ma deficiente spesso è stata la linea dei forwards. L’arbitro ha scontentato pubblico e giocatori.

Il Secolo XIX – 07 Settembre 1923, Genova ............................................................................................................

 

Note: Si gioca di mercoledì e le officine lasciano liberi i lavoratori per l’ora della partita. L’articolo pubblicato sul Mercantile ricalca con altre parole quello del Secolo XIX. Nel tabellino del Mercantile invece di Girani gioca Leale. L’Uruguay due mesi dopo aggiudicandosi il Campionato Sudamericano si qualifica per le Olimpiadi che vince nel 1924 e nel 1928. Nel 1930 organizza e vince il primo Campionato Mondiale. Uruguay in campo contro il Genoa: Pedro Casella (Belgrano), Alberto Noguès (Wanderers), Dagosti (?), Rodriguez (?), Alfredo Zibechi (Nacional), Josè Vanzzino (Nacional), Ladislao Pèrez (Wanderers), Hector Pedro Scarone (Nacional), Felipe Buffoni (Wanderers), Angel Romano (Nacional), Pasqual Somma (Nacional).

 

Il servizio telegrafico del SECOLO XIX dalle Americhe. Dall' Argentina. La gara di foot-ball tra Argentini e Genoa Club pari goals 1 a 1.  Il movimentato incidente de Vecchi. Buenos Aires, 9 – (ore 23) – J.Merlo – Oggi si è svolta l’ultima partita di foot-ball tra “Genoa club” e argentini, corredata di magnifici e ricchi premi e cioè la “Coppa del Ministro degli Esteri argentino”, la “Coppa Principe Ereditario d’Italia” e 40.000 pesos, equivalenti al cambio odierno a 300 mila lire italiane. Il tempo era nuvoloso e minaccioso ma fortunatamente l’acqua ci è stata risparmiata. Assisteva una folla immensa, ed erano presenti anche il Presidente della Repubblica Marcel Alvear, il ministro degli esteri dott. Gallardo, il ministro d’Italia conte Colli di Felizzano e molte altre personalità. L’interesse vivissimo: i calciatori presentandosi sono stati vivamente applauditi. Durante lo svolgimento della partita, alla quale la folla partecipava con grida di incoraggiamento, un certo nervosismo invade i giuocatori. De vecchi crede di interpretare come ingiusta una decisione dell’ arbitro Perez e si ritira mentre sta per svolgersi il secondo tempo. Avvengono scene rumorosissime: il pubblico si divide in due campi e i clamori salgono al cielo. Intanto de vecchi, calmatosi, rientra e si riprende il giuoco. Ma la nervosità persiste nei giuocatori e nel pubblico e il giuoco slegato termina con un match pari 1 goal a 1. Il goal del Genoa è marcato da santamaria. Il pubblico sfolla commentando e le discussioni continuano tra gli appassionati, molto ma molto vivaci. L’incidente addolora profondamente la nostra colonia. UNA LETTERA DI DE VECCHI ALLA “PRENSA”. Il capitano del “Genoa club” De Vecchi ha inviato una sincera e chiara lettera a a La Prensa, con la quale ammette cavallerescamente che il suo gesto è stato dovuto ad un momentaneo offuscamento, e afferma che in nessun modo ha nemmeno supposto che potesse essere considerato offesa al pubblico. La lettera è simpaticamente giudicata. IL BANCHETTO ALLA SQUADRA DEL GENOA. Stasera l’Associazione Argentina di Football ha offerto uno splendido banchetto di commiato alla squadra del “Genoa Club”. Sono intervenuti il ministro degli esteri Gallardo, il Conte Colli di Felizzano, il senatore cantoni presidente dell’ Associazione e altre personalità. I giuocatori argentini si sono astenuti. Regnò molta cordialità e furono pronunziati fraterni brindisi. La squadra del “Genoa Club” si imbarca domani sul vapore Alsina per rimpatriare e sarà a Genova alla fine del mese. I PARTICOLARI DELLA GARA. I foot-ballers del “Genoa Club” di ritorno da Montevideo, hanno giuocato oggi l’ultima partita della loro turnèe sud-americana. Naturalmente, soprattutto nell’ elemento italiano, l’ansia era vivissima per il match odierno, recante in premio la Coppa del Principe Ereditario d’Italia e la Coppa del Ministero degli Esteri argentino. Circa venticinquemila persone si trovano al campo del Club Barracas. Assistevano il Presidente della Repubblica, dott. Marcello Alvear, i ministri degli esteri, della guerra e dell’ agricoltura, il governatore Cantillo, vari membri del Consiglio municipale, i maggior enti della Colonia italiana e altre personalità.La giornata era grigia e la partita si è svolta sotto la continua minaccia della pioggia, con un vento fortissimo. Componevano l’undici genoano: De Prà, portiere; De Vecchi e Bellini; Romano, Burlando e Barbieri; Neri, Baloncieri, Moscardini, Santamaria e Girani. Il “team” argentino era formato da: Tesorieri, portiere (della Boca Juniors); Bidoglio (Boca Juniors) e Mutis (Rosario); Medici (Alvear), Seregni (Del Plata) e Solari (Nueva Chicago); Loizo (Huracan), Miguel (Rosario), Tarascone (Rosario), Izaguirre (Sportivo Palermo) e Onzari (Huracan). Arbitrava Fernando Perez. Alle 14.55 il Presidente della Repubblica sceso sul campo, tira il calcio d’inizio, fra grandi applausi. Gli argentini s’impadroniscono del balll  e svolgono un rapido travolgente attacco che, superando la resistenza genoana, è coronato dal successo. Infatti al secondo minuto appena Tarascone con un tiro bene aggiustato manda il pallone nella rete di De Prà, segnando un goal per gli argentini. Il “team” argentino ha dimostrato in tale fulminea azione una bravura veramente eccezionale. Gli italiani, sorpresi per un momento, reagiscono con grande valentia, svolgendo ammirevoli contrattacchi. Ricaduto il pallone in potere degli argentini, questi tentano nuovamente di violare la rete avversaria, senza riuscirvi, che De Prà e De Vecchi salvano brillantemente. Poco dopo gli argentini sono in corner; al 9’ Neri tira e Santamaria raccoglie di testa e segna il punto per gli italiani, vivamente applaudito. Le azioni continuano con magistrale abilità da parte di ambedue le squadre e il primo tempo si chiude alla pari, uno a uno. Nella ripresa ciascuna delle due squadre cerca di affermarsi ad ogni costo, e il gioco diviene vivace ed incalzante. E in questo secondo tempo che avviene un incidente increscioso, se pur comprensibile data la tensione generale. Agli argentini il gioco del “Genoa” appare alquanto brusco e pare che l’arbitro divida tale impressione. A questo proposito avviene un incidente tra l’arbitro e De Vecchi, che viene punito. De Vecchi protesta e, contro il parere degli organizzatori signori Lantieri e Ghiorzi, si ritira dal campo, mentre da parte del pubblico si fischia e si protesta. Per l’intromissione degli organizzatori, dopo cinque minuti De Vecchi ritorna sul campo e presenta le sue scuse all’ arbitro che le accetta. La partita riprende; gli argentini, pur dimostrando una superiorità sui genoani trovano questi saldi nella difesa e il match si chiude trovando ancora Genoa e Argentina alla pari. Il pubblico, che aveva seguito con un senso di pena l’incidente di poco prima, acclama i giocatori, scende nel campo e porta in trionfo il genoano De Prà e l’argentino Miguel.  A parte deficienze di dettaglio e sorvolando sull’ incidente accaduto, genoani e argentini hanno fatto sfoggio di una grande bravura, effettuando un gioco abile, preciso e coordinato. Il bilancio della tournèe sud-americana del Club “Genoa” è il seguente: Contro gli argentini una partita vinta (1 a 0), una perduta (2 a 1) e un match nullo (1 a 1), oltre una partita perduta con gli uruguayani (2 a 1).  I giudizi concordano nel riconoscere la valentia dei genoani,. Gli argentini sono fra i migliori giocatori del mondo, ammirevoli per il loro gioco impeccabile, per la classica tattica dei passaggi precisi, e il “Genoa” pur nell’alterna vicenda delle partite, ha dimostrato di potersi contrapporre ad essi degnamente e saldamente. Questa sera al ristorante Guemes l’Associazione Argentina di Foot-ball ha offerto un grande banchetto d’addio ai giocatori italiani; oltre questi vi sono intervenuti il trainer Mr.Garbutt, i signori Lantieri e Ghiorzi e una rappresentanza dell’ Associazione Calcistica Uruguayana, composta dai signori Paez, Jimenez e Martinez.

Il Secolo XIX - 11 Settembre 1923, Genova  ...........................................................................................................

 

Note: La seconda parte dell’ articolo viene pubblicata anche dal Mercantile. “La Prensa” e “El Grafico” sono i giornali argentini più importanti. Il Genoa s’imbarca a Rio de Janeiro dove si sarebbero dovute giocate alcune partite che invece non vengono disputate per disaccordo tra Società e giocatori. A quanto pare il motivo di nervosismo dei genoani nei confronti argentini sta nell’ irregolarità del gol segnato dai sudamericani. Il Presidente argentino batte il calcio d’inizio, a parere genoano dimostrativo, con in campo autorità e fotografi che svolgono il loro lavoro. I genoani rimangono fermi e lasciano scaldarsi gli argentini mentre aspettano che tutti gli intrusi escano. Gli argentini invece non si stanno passando la palla per scaldarsi ma puntano alla rete, segnano e l’arbitro convalida. Proteste a non finire, ma per gli argentini è tutto regolare. A quanto raccontato poi da De Vecchi l’arbitro non segnalava i falli laterali agli argentini che potevano continuare ad avanzare anche con la palla uscita dalla linea del campo. Su un calcio d’angolo inesistente, concesso dall’ arbitro, De Vecchi decise di abbandonare il campo per protesta.

 

 

Il Campo dello Sportivo Barracas stipato di tifosi. Barbieri osserva l'intervento su Leale. A sinistra passaggio di Bergamino. 

 

GENOA batte LUCCHESE 5 a 1. Con la partita sostenuta ieri contro l' U.S. Lucchese, il Genoa ha iniziato ufficialmente la sua stagione calcistica. L'incontro si è svolto davanti a numeroso pubblico, ansioso di rivedere all' opera la squadra prediletta. , e di giudicare del suo valore, dopo l'innesto di alcuni ottimi giuocatori, dei quali qualcuno aveva già, in passati anni indossata la casacca rosso-bleu. Non riteniamo sia oggi il caso di una disamina tecnica sul valore della squadra genoana, attraverso lo svolgersi dell' incontro da essa sostenuto con la squadra lucchese, anzitutto perché il Genoa non ha giuocato nella sua migliore formazione, e poi perché la squadra oppostagli non è certamente una unità da impegnarlo in modo pericoloso. Quindi prima di pronunciarci sulla forza della squadra cittadina, preferiamo attendere altre prove, altre battaglie, perché quella di ieri non è stata la grande contesa che sola può rivelare le forze e i pregi di una gloriosa combattente. Così come ha giocato il Genoa non ha impressionato soverchiamente. nelle sue file vi sono degli ottimi giuocatori, parecchi fuori classe, ma manca finora il gioco d'insieme. La fusione tra linea e linea, l'amalgama necessaria per fare una compagine veramente formidabile e terribile. Ben di rado gli avanti hanno intessuto belle trame, ed i goals segnati dagli attaccanti genoani non furono le conclusioni di combinazioni saggiamente condotte, ma virtuosismi individuali. Della prima linea rosso-bleu, brillante come sempre il Bergamino, ottimo bombardiere il Catto, velocissimo e preciso nei cross il Neri, meraviglioso il Santamaria, ritornato all' antico posto, un pò a corto di allenamento il virtuosissimo Sardi. Dei mediani il migliore fu il Barbieri, ed il più debole Marchiano, che svolse un gioco poco redditizio per la sua squadra. La difesa poco impegnata, giocò bene, specialmente Moruzzi che ebbe delle magnifiche entrate. De Vecchi, inutile dirlo, sostenne il suo ruolo con la solita calma e bravura. La squadra lucchese non conta tra le sue file - tolto il Moscardini - elementi di gran valore. Ci piacque molto il gioco svolto nel primo tempo dagli avanti che si prodigarono per tentare, con ottime combinazioni, la via del goal. La difesa giocò male, soltanto il portiere sfoggiò ottime parate, dimostrandosi eccellente giocatore. Nel secondo tempo (per l'assenza di Conti) la squadra rosso-nera di Lucca fu costretta a giuocare in dieci uomini. Per la cronaca diremo che la partita, arbitrata da Sanguineti del Genoa, ha inizio, dopo che il capitano della Lucchese consegna consegna un mazzo di fiori a De Vecchi, alle 15,55 precise. Al 4.o minuto abbiamo il primo corner contro la Lucchese, che è seguito dal secondo provocato al 5.o minuto da Bonino II su centro di Neri; al 17.o Sardi avuta la palla l'allunga adagio verso l'angolo sinistro della porta lucchese; Mannini para miracolosamente in plongeon. Neri riprende e la palla batte sul palo; Catto raccoglie ancora e segna, ma l'arbitro annulla per offside. Ma il goal per il Genoa matura, ed infatti è ancora Catto che al 18.o segna il primo goal su centro di Neri, subito seguito al 19.o dal pareggio segnato da Moscardini su centro di Bonino II. Al 24.o Moruzzi salva un sicuro goal; al 28.o Giannelli devia in corner un centro di Neri; subito dopo un altro corner contro la Lucchese; al 34.o Giannelli alle prese con Neri provoca il quarto corner; al 35.o Catto, dopo aver giocato Gattini, segna il secondo goal; al 38.o Gattini provoca un corner, tira Bergamino, Santamaria raccoglie di testa, ma butta fuori; al 40.o Catto tira, Mannini para e la Lucchese passa un momento assai pericoloso; al 42.o Gattini provoca un corner su discesa di Barbieri; al 43.o su corner provocato da Conti, Neri tira e Santamaria di testa segna il 3.o goal. La ripresa ha inizio alle 17,2; la Lucchese gioca senza Conti; Moscardini gioca per un po' centro-half e poi passa back. Al 2.o Barbieri tira e Mannini para a fil di palo, in alto; al 3.o Catto passa a Santamaria che, giocata la difesa, segna il 4.o goal; al 13.o Neri, su centro di Bergamino, segna da posizione di offside, un goal; al 17.o e al 22.o due corner contro il Genoa; al 24.o Mannini devia in corner un tiro di Bergamino; al 25.o su corner contro la Lucchese, Catto segna il 5.o goal. Al 30.o e all 36.o ultimi due corner contro i giuocatori della città del volto Santo. Ecco le formazioni delle due squadre: Genoa: De Prà, Moruzzi, De Vecchi (cap.), Barbieri, Marchiano, Costella, Neri, Sardi, Catto, Santamaria, Bergamino I. Lucchese: Mannini, Conti, Gattini (cap.), Cecchini, Giannelli, Pardini, Ricci, Deutch, Moscardini, Bonino III, Bonino II.

Corriere Mercantile - 18 Settembre 1922, Genova  ..................................................................................................

 

GENOA batte U.S.LUCCHESE 5 a 1. Il primo incontro della stagione dei rosso-bleu concittadini che si sono misurati contro i rosso-neri dell’ U.S.Lucchese è terminato con la facile vittoria degli uomini di De vecchi per cinque goals a uno. L’alto numero di punti a vantaggio del team genoano non vuol peò dire che questo sia già in piena efficienza: tutt’ altro. Nelle file genoane, forzatamente incomplete però, sono apparse, e più di una volta, numerose lacune. Le più gravi si sono manifestate nella linea d’attacco, qualcuna nella linea di sostegno. Il ritorno di Santamaria in squadra, dopo due anni di assenza, ha giovato non poco ai forwards: dall’ ex capitano della Novese hanno preso spunto quasi tutti gli attacchi portati alla rete lucchese che sarebbe stata violata ancora più spesso se tutti gli attaccanti genoani fossero sempre stati pronti e decisi. Ottima invece l’estrema difesa, con De Vecchi e Moruzzi sempre brillanti e De Prà in magnifica forma. La squadra di Lucca ha brillato per l’indiavolato brio dei suoi uomini e per l’astuto e fine giuoco svolto dalla linea d’attacco, imperniato su Moscardini, finissimo giuocatore, essa è stato l’unico punto lodevole, insieme al portiere, del team rosso-nero. I terzini e i mediani invece non si dimostrarono all’ altezza dei compagni e furono poco continui nel frenare le discese avversarie. La superiorità in campo è stata quasi continuamente dei genoani sia nel primo tempo che nel secondo tempo. Da notarsi però che i lucchesi giuocarono tutta la ripresa con soli dieci uomini. Dei due undici sono apparsi già in ottime condizioni di forma De Prà, barbieri, Santamaria, Moruzzi, Moscardini e Mannini. I goals vennero segnati in questo ordine: al 15’ minuto da Catto di testa su centro di Neri, dopo due azioni furiose sotto la porta lucchese; al 17.o, per i rosso-neri, da Moscardini che concretava impareggiabilmente un cross di Bonino II; al 34’ da Cattofuggito ai terzini avversari e al 41’ da Santamaria su corner. Nella ripresa segnavano ancora santamaria al 4.o su passaggio di Catto e Catto al 25’ nuovamente in seguito ad un calcio d’angolo. Altri due goals segnati dai rosso-bleu vennero annullati dall’ arbitro Sanguineti. In tutto l’incontro vennero calciati dodici corners contro i lucchesi e due contro il Genoa. Le squadre: Genoa: De Prà, Moruzzi, De Vecchi (cap.), Barbieri, Marchiano, Costella, Neri, Sardi, Catto, Santamaria, Bergamino. U.S.Lucchese: Mannini, Conti, Gattini, Cecchini, Pardini, Giannelli, Ricci, Giuntoli, Moscardini (cap.), Bonino III, Bonino II. Due parole di compiacimento alla Presidenza del Genoa per le disposizioni relative al servizio della stampa concordato con la Sezione Ligure dell’ Associazione Stampa Sportiva Italiana.

Il Piccolo di Genova - 18 Settembre 1922, Genova  ..................................................................................................

 

GENOA batte PATORE 5 a 1. Genova, 20. Il Genoa Club si è presentato in una nuova edizione, però non ha ancora trovato la sua migliore inquadratura. La giovane squadra del Pastore ha fatto buona impressione per la decisione e per il brio indiavolato. Dei giocatori genovesi piacquero Burlando, Catto, De Prà, Santamaria, Costella e a tratti De Vecchi e Bergamino; del Pastore la difesa, il portiere e l'ala sinistra Gariglio. Poco dopo l'inizio segnano per primi al 10' per merito di Gariglio, i biondi del Pastore. Due minuti dopo Catto, raccolto un bellissimo centro di Mariani pareggia. Poi al 43' è ancora Catto che segna, con un tiro magistrale. Nella ripresa i genoani segnano con Santamaria al 28', con Catto su penalty al 32' e al 41' minuto. Genoa: De Prà; De Nardo, De Vecchi; Barbieri, Burlando, Costella; Mariani, Neri, Catto, Santamaria, Bergamino I. Pastore Torino: Vampa; Ferrero, Ramello; Martino, Vergnano, Verola; Trovati, Rolle, Baioni, Migliore, Gariglio.

Gazzetta dello Sport - 21 Settembre 1922, Genova  ..................................................................................................

 

LA COPPA LOMBARDIA VINTA DEFINITIVAMENTE DAL GENOA CLUB. Dopo le sei precedenti vittorie consecutive il Genoa ha superato d'un balzo anche l'ultimo ostacolo, rappresentato dalla gloriosa U.S.M. e si è definitivamente impossessato della preziosa Coppa Lombardia che ricorda tante glorie genoane. La partita d'oggi, bellissima nel primo tempo, ha visto la netta superiorità dei vincitori che si sono subito imposti col loro bel gioco classico ed ammirevole per l'affiatamento tra uomo e uomo e le diverse linee. Il Genoa che ieri allineava il suo undici nella formazione ufficiale non ha faticato troppo a piegare gli scacchi milanesi che pure sono apparsi ottimi come unità combattiva. L'inquadratura genoana si è palesata più poderosa che non sia apparsa nei due incontri precedenti, e se una pur leggera manchevolezza vi è stata questa venne rilevata dal lato destro della prima linea per il non ancora perfetto amalgama tra Sardi e Neri. Del resto lo squadrone rosso e bleu è a punto per sostenere vittoriosamente l'urto d'ogni più potente avversario. Tra genoani e milanesi si è giuocato una partita discreta per brio e tecnica di giuoco anche se l'incontro non è stato caratterizzato da fasi salienti e di alta emotività. Il primo tempo specialmente ha visto la netta prevalenza genoana, e i goal non tardano a fioccare. All' 11.o minuto è De Vecchi che segna un calcio di rigore e un minuto dopo è Santamaria che segna il secondo. Ancora due corners a favore del Genoa e poi il riposo. Il secondo tempo è meno bello, il Genoa ottiene un corner e quasi subito al quarto minuto è Santamaria che porta a tre i goals per il Genoa. Mentre l'attacco rosso e bleu diminuisce la sua efficacia, gli unionisti a sprazzi scendono verso la rete di De Prà con belle azioni in linea. I milanesi in piena ripresa sono ancora alla carica e Moruzzi è costretto a fermare l'ondata di forza. Il tiro di punizione che ne segue tirato da Paride provoca una mischia sotto la rete di De Prà che severamente marcato non può impedire che la palla vada ad adagiarsi in fondo alla sua rete. Da questa azione il portiere genoano ne esce assai malconcio tanto che il giuoco subisce un arresto assai lungo. Mancano ancora 9' di giuoco ma la fine giunge senza che altri punti vengano segnati. Del Genoa ottimi: De Vecchi e Santamaria. Dell' U.S. Milanese: Soffientini e Paride. Ottimo arbitro Venegoni del Legnano. Pubblico numeroso, tempo splendido, Ecco come erano formati i due undici: Genoa: De Prà, Moruzzi, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Neri, Sardi, Catto, Santamaria, Bergamino. U.S. Milanese: Soffientini, Pizzi, Pirono, Scarioni, Piazzalunga, Bruciamonti, Robecchi, De Agradi, Olivieri, Verga, Paride.

Corriere Mercantile - 25 Settembre 1922, Genova  ..................................................................................................

 

LA COPPA LOMBARDIA AI ROSSO-BLEU. GENOA batte U.S.MILANESE 3-1. Il pubblico accorso ieri sul campo, si aspettava molto di più dai giuocatori rosso-bleu, dopo le buone prove da essi fornite contro la Lucchese e il Pastore nella settimana scorsa. Ed invero era lecito attendersi qualche cosa di più da essi, data la squadra che si sono trovati di fronte, squadra che possedeva fiato e resistenza si, ma poco assieme e manchevole assai nell’ esplicare un qualsiasi profittevole sistema di giuoco. Il punteggio di tre goals a uno riportato dagli uomini di De vecchi contro quelli di Pizzi può a tutto primo apparire più che sufficiente se si pensa che con esso il genoa si è aggiudicato definitivamente il possesso dell’ ambita Coppa Lombardia, da esso già vinta sei volte consecutivamente, ma dall’ attuale composizione dei due undici e dalla superiorità conseguita dalla squadra genoana su quella milanese durante l’incontro, non si può che dedurre che ieri il Genoa non è stato all’ altezza del suo nome.  Non è spirito di critica od altro che spinge a scrivere così, ma il desiderio di veder far meglio ai giuocatori di renzo De vecchi. Del resto essi stessi e il pubblico non possono non convenirne. Il Genoa è stato superiore agli scacchi bianco-neri per tre quarti dell’ incontro. Soffientini, Pizzi, Pironi, che formavano l’estrema difesa unionistica, insieme a tutta la linea mediana, hanno avuto da sbrigare un insistente lavoro di rimandi e d’intercettamento contro i cinque forwards genoani lanciati alla ricerca del goal. Se vi sono riusciti lodevolmente (uno dei goals del Genoa fu segnato su calcio di rigore), lo devono in parte a qualche deficienza apparsa fra gli avanti avversari che più di una volta hanno difettato di precisione e di decisione. Solo Santamaria e Bergamino hanno soddisfatto appieno; Neri tenuto a freno da un half tenace e costante – il Bruciamonti – Sardi e Catto non sono apparsi in una delle migliori loro giornate. Ma basteranno, crediamo, pochi incontri per affiatare il quintetto d’attacco rosso-bleu e renderlo potente e temibile. Buoni i sostegni del Genoa e buona la difesa; De Prà è stato impegnato seriamente qualche volta e si è difeso con onore. Il goal che gli è stato segnato sarebbe stato parabile se egli non fosse stato caricato dagli avversari che gli impedirono di poter effettuare la parata durante il tiro operato da Paride su calcio di punizione. Come si è già detto l’Unione Sportiva Milanese, priva di Carmelo, è apparsa abbastanza allenata e dotata di fiato, ma poco munita di quelle doti che si chiamano coesione fra gli uomini e gioco d’assieme. Essa, che non può essere messa alla pari coi grandi squadroni italiani, non ha rivelato lacune sensibili fra le sue file: ottima nel portiere, discreta nelle altre righe dove si sono fatti notare Bruciamonti, Paride e Pizzi. In complesso il match non è stato dei più brillanti: ha avuto attimi buoni più nel primo tempo che nel secondo specialmente ad opera dei rosso-bleu quando questi trovavano il modo di filare in perfetto accordo; nella ripresa invece le azioni interessanti non sono state molte. La cronaca del match è quindi necessariamente breve: il primo goal è stato segnato su penalty da De Vecchi al 14’ minuto del primo tempo in seguito ad una carica irregolare contro Catto; un minuto dopo Santamaria coronava la più bella azione di tutto l’incontro dopo un bel giuoco d’intesa con Bergamino segnando irresistibilmente da pochi metri in piena corsa. Al 4’ della ripresa ancora Santamaria, questa volta su preciso allungo di Sardi, infilava la rete dei milanesi con un tiro sfuggito alla presa di Soffientini. Gli scacchi ottenevano il loro punto al 37’ con Paride che trasformava in goal un calcio di punizione concesso per un fallo di Moruzzi. Tre calci d’angolo contro gli unionisti ed uno contro il Genoa furono tirati durante tutto l’incontro che è stato serenamente diretto da Venegoni del Legnano. Le squadre erano scese in campo nella seguente formazione: Genoa: De Prà, Moruzzi, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Neri, Sardi, Catto, Santamaria, Bergamino. U.S. Milanese: Soffientini, Pizzi, Pironi, Scarioni, Piazzalunga, Bruciamonti, Robecchi, Dagradi, Olivieri, Verga, Paride. Pochi minuti dopo l’inizio del match Dagradi e Piazzalunga si sono scambiati il posto per tutta la durata dell’ incontro.

Il Piccolo di Genova - 25 Settembre 1922, Genova  ..................................................................................................

 

BORUSSIA – GENOA misto 4 – 2. E’ sistema ormai inveterato tra i nostri maggiori clubs di calcio, di presentare nei grandi matches amichevoli di Natale e Pasqua – annunciati qualche settimana prima con rumoroso battage – delle squadrette il cui valore è molto relativo, l’impegno assai scarso, così che riesce facile agli avversari di ritornare ai loro paesi non solo con la palma della vittoria, ma quel che è peggio con un cattivo concetto del valore delle nostre maggiori squadre. Queste considerazioni, ci sgorgano dall’ animo amareggiato dopo la partita di ieri che vide opposta agli uomini del Borussia una squadra ligure composta di sette giuocatori genoani e quattro sampierdarenesi, che si vide piegare in maniera inaspettata. E’ vero che molti dei migliori elementi genoani erano impegnati nel match di Novi, ma noi crediamo che tuttavia si sarebbe potuto evitare il grave smacco formando con maggior cura la squadra che doveva scendere in campo nel buon nome del calcio ligure. Il Borussia quantunque giuochi con grande vivacità e con bella tecnica, non è poi una grande squadra, meglio d’ogni commento ce lo avrebbero potuto dimostrare un Genoa o una Sampierdarenese al completo. La nostra squadra anche se non è stata letteralmente dominata, ha mancato però di coesione e dell’entusiasmo necessario per poter opporre una valida resistenza all’ azione dei tedeschi, condotta con impegno e precisione. Nella squadra ospite ha impressionato il perfetto giuoco d’intesa fra uomo e uomo, e tra linea e linea, quello insomma che sul campo ha costituito il coefficiente massimo del successo della bella unità. Molto ammirato il giuoco del terzino dott. Holly Neu, il quale pur mancando di un braccio può considerarsi il miglior uomo della difesa del Borussia.  Piacquero assai l’ala destra Kauffmann e l’inside destro Lutz. Il portiere Volz è pur esso un ottimo elemento, e si è prodigato in parate spettacolose, suscitando spesso l’ammirazione del pubblico. L’incontro diretto da Olivari dell’ Andrea Doria ha inizio alle 14.50. Il terreno malgrado le recenti piogge è in condizioni non tanto disastrose, e permette ai giuocatori di svolgere un discreto giuoco: primi a dare segni di attività sono i genoani che costringono per due volte in corner il Borussia. Bellini manca per poco una facile occasione di segnare. Regitz nel contro attacco riesce su centro di Kauffmann a segnare al 17’ il primo punto per la sua squadra. Non tarda però il pareggio dei genovesi; Neri riprendendo un pallone sfuggito a Volz segna al 19’. Ed ora è il Borussia che manterrà una quasi assoluta superiorità, concretandola in punti con Hoffmann al 31’ e con Lutz al 36’, goal questo imputabile ad una intempestiva uscita di De Prà. Nel secondo tempo sembra che le sorti volgano in favore della nostra squadra, ma il giuoco farraginoso ed inconcludente di tutti fa sì che ben poco si possa trarre da questa evidente superiorità; e ciascuna delle due squadre aggiunge ancora un goal al proprio attivo, prima il Borussia con Lutz al 9’ quindi il Genoa con Catto al 32’, ed è stato questo il più bel punto della giornata. La gara volge ormai alle ultime fasi, ed il pubblico cerca con clamorosi incitamenti di spingere i nostri ad un deciso serrate finale per cercare di diminuire il peso della sconfitta, ma ogni sforzo è vano e la fine viene a suggellare il primo trionfo della tournèe del Borussia in Italia. Ecco la composizione delle squadre: Borussia: Voltz, H.Neu, Feiller, Schmelzer, W.Neu, Wailrath, Voss, Hoffmann, Regitz, Lutz, Kauffmann. Squadra mista: De Prà (Genoa), Ramasso, Grassi e Terrile (Sampierdarenese), Costella, Leale, Neri, Catto, Bellini (Genoa), Cambiaso (Samp.), Mariani (Genoa).

Gazzetta dello Sport - 26 Dicembre 1922, Milano  ..................................................................................................

 

  

 

AKAIAOI