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CRONACHE CAMPIONATO 1923-24 - Finali |
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Stagione 1923/24 | Cronache 01 | Cronache 02 | Cronache 03 | Cronache Finali | Extra | Campionato | Tabellini | Giocatori |
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LA CRISI FEDERALE E L'UOMO DEL GIORNO. VIRGILIO ROSETTA. Ecco un nome che da anni è sulla bocca di tutti gli sportivi. Oggi è assunto al massimo della rinomanza avendo egli impersonato un "caso" appassionante. Tanto appassionante che ha minacciato di mandare a catafascio l'intero organismo federale, con le sue svariate e ... discordanti strutture. Il "caso Rosetta" del 1923-24 è destinato a fare epoca nella storia del nostro football, anche se, come si spera, la deplorevole parentesi di guerra guerreggiata verrà chiusa dall' Assemblea Generale delle Società indetta per il 9 Febbraio. E' troppo noto, nei suoi particolari, perché sia conveniente ripresentarlo per esteso. Il nocciolo del problema agitato è questo: Tenuto fermo che un giuocatore non può passare da una Società senza avere ottenuto dalla prima l'iscrizione in apposito elenco chiamato lista di trasferimento (art. 4 del regolamento campionati), può considerarsi libero il giuocatore che ha visto accettare alla propria Società le dimissioni presentate? Il Consiglio Federale ha risposto di sì, il Consiglio Lega Nord, cui è deferito il potere in materia di trasferimenti, ha risposto di no. Da qui uno scambio di note guerriere, minacce di radiazione, rifiuti di obbedienza e finalmente appello alle Società dalle quali i due Enti ripetono il mandato. Il Consiglio Lega Nord ha già avuto il suffragio di ben centosettanta Società convenute a Milano il giorno dell' Epifania. Il Consiglio Federale attende l'esito dell' Assemblea generale convocata a Torino per il 9 Febbraio. La questione è quindi ufficialmente ancora aperta, malgrado che gli umori delle Società si siano chiaramente mostrati favorevoli al mantenimento rigido delle norme severe che regolano i trapassi di Società, senza pericolose innovazioni. Le carte fondamentali del nostro organismo vanno tenute immutate o, se del caso, secondo il parere dei tecnici preposti allo studio delle riforme, rese ancor più restrittive, non già allargate e dolcificate. In tutto questo Rosetta non ha altra funzione che porta bandiera dei due opposti partiti. E' anche logico pensare che anziché imperniata sul grande vercellese desideroso di abbandonare la gloriosa casacca bianca per rivestire la maglia a strisce della Juventus, il "caso" avesse per oggetto un giuocatore meno noto, non avrebbe destato tanta universalità di passioni. Il bisticcio si sarebbe forse fatto egualmente aspro fra gli Enti direttivi, ma la grande massa se ne sarebbe con tutta probabilità disinteressata. Ma la folla sportiva ama l'eroe, il campione d' eccezione. E Rosetta è bene il campione fuoriclasse. Zam. La Domenica Sportiva - 03 Febbraio 1924, Milano ..................................................................................................
Note: Virgilio Rosetta, classe 1902, è terzino destro della Pro Vercelli, con cui ha vinto i campionati 1920-21 e 1921-22, e già della Nazionale. In pratica in questi anni è quello che Casanova, portato via da malattia incurabile, non è potuto essere. Prima dell' inizio del campionato 1923-24 Rosetta va a batter cassa alla Pro Vercelli che, volendo mantenere invariati i rapporti coi propri tesserati, rifiuta a Rosetta un vero stipendio per i suoi servigi e, con una lettera, lo mette fuori squadra. La Juventus, novella Agnelli, venuta a sapere dell' accaduto si precipita a convincere il giocatore a trasferirsi a Torino, sembra inoltre che i torinesi versino dei soldi nelle casse vercellesi come indennizzo. Improvvisamente la Juventus, che ha già perso tre partite, all' ottava giornata contro il Modena mette in campo Rosetta, tra l'altro molto duttile e quindi capace di rivestire anche posizioni d'attacco. Non risulta alcun trasferimento ma il giocatore scende in campo. La lista dei trasferimenti regolare della Lega Nord è stata già chiusa da tempo ma secondo i torinesi la liberazione della Pro Vercelli basta e avanza perché si possa mandar in campo Rosetta. D'altronde i bianconeri hanno anche il benestare del Consiglio Federale il cui Presidente è niente popò di meno che ... Luigi Bozino. Modena, Genoa e altre squadre, piuttosto arrabbiate, fanno notare l'anomalia e scoppia una guerra di carte fra Consiglio e Lega Nord. In pratica, può un giocatore essere liberato da una squadra e passare in un altra senza che la squadra originaria lo ponga nell' apposita lista? Cioè, in questo caso, se una squadra punisce un giocatore questo può fare i comodi suoi? Bozino rimane sulla sua posizione ma colpo di scena, non nasconde niente dell' accaduto. A suffragio universale, la birbata viene punita all' Assemblea generale convocata a Torino il 9 Febbraio. La Juve ha partita persa con Modena, Genoa e Padova mentre Rosetta potrà trasferirsi a Torino solo l'anno seguente, dopo sceneggiata con intenzione di ritiro da parte bianconera e pagamento di 50.000 lire ai vercellesi.
MATCHES AMICHEVOLI. GENOA – SESTRESE 6 – 3. Sestri P. 13 – I verdi della Sestrese privi dell’ ottimo Costa e di Maretti, hanno egregiamente tenuto testa allo squadrone genoano. Da questa proficua prova di allenamento è così scaturito un incontro molto bello e giuocato con esemplare correttezza. Sardi, che oggi faceva la sua ricomparsa nella squadra rosso-bleu è stato uno dei migliori in campo. Tra i verdi della Sestrese ha brillato Traverso, autore dei tre goals. La partita giocatasi cavallerescamente entusiasmò il folto pubblico accorso sul campo di via Tripoli che applaudì tanto i vincitori che i vinti. Il Genoa sceso a Sestri in formazione ridotta, svolse elegantemente le sue trame di gioco, facendo risaltare il gioco perfetto di Santamaria e di Sardi nella prima linea e di De Prà in porta. La Sestrese pur giocando contro avversari superiori per tecnica e per classe non si perse d’animo e la sua prima linea condotta da Traverso, ed avente un ala, Berta, precisa e potente nel tiro in porta e nei traversoni, fece una delle sue migliori partite della stagione; il trio centrale ebbe molto da fare e così pure la difesa , mentre il portiere un po’ emozionato, fece del suo meglio per sostituire Costa. La partita si inizia sotto l’arbitraggio di Mr.Garbutt, dopo la tradizionale offerta del mazzo di fiori al capitano del Genoa, Leale. I verdi si slanciarono subito all’ attacco e Berta con una potente cannonata da modo a de Prà di esibirsi in una difficile parata. Il Genoa contrattacca e con una bella azione Sardi segna il primo punto al 10’ per il Genoa seguito a 3 minuti da un altro di Santamaria. I verdi si scuotono e in una discesa su passaggio di Berta, Traverso I può segnare il primo punto per la sua squadra (al 22’). Il Genoa reagisce e Sardi al 35’ infila il terzo pallone nella rete dei verdi , mentre questi ultimi per contrapposto segnano per merito di Traverso il loro secondo goal. La ripresa si svolge quasi interamente in favore del Genoa che gioca col vento in favore. Infatti Neri, Sardi e Catto segnano altri tre punti rispettivamente al 37’, 39’ e 43’, mentre in una discesa sestrese Traverso I segna il terzo punto al 38’. Le squadre erano così formate: GENOA: De Prà, Bellini, Moruzzi, Leale, Costella, Maio, Bergamino, Santamaria, Catto, sardi, Neri. SESTRESE: Lagomarsino, Morchio, Bozzano, Rivara, Toselli, Brunetti, Berta, Cimarrosti, Traverso I, Traversa, Traverso II. Gazzetta dello Sport e Il Piccolo - 14 Gennaio 1924 ................................................................................................
GENOA – CANOTTIERI LECCO 1 - 0. Lecco, 21. I Campioni d’Italia hanno ricevuto nella piccola cittadina lariana accoglienze veramente affettuose e commoventi. Manifesti inneggianti a De vecchi, De Prà e tutti gli altri nazionali genoani invitavano il pubblico ad accorrere all’ incontro. In mattinata il Municipio di Lecco ha offerto al Genoa una ricca medaglia d’oro. Il campo della Caottieri Lecco nel pomeriggio era gremito di folla accorsa anche dai paesi vicini. La partita, arbitrata da Mister Garbutt, è stata improntata alla più grande cavalleria e giuocata correttamente. Il Genoa, superiore nettamente, non si è impegnato e dopo aver ottenuto un punto per merito di Santamaria su passaggio di Sardi si è accontentato di svolgere un gioco accademico senza più oltre curare il punteggio. Dopo la partita il pubblico ha di nuovo rinnovato ai rosso-bleu dimostrazioni di simpatia. Il Genoa ha giuocato nella seguente formazione: De Prà, Moruzzi, Bellini, Barbieri, Burlando, Costella, Neri, Sardi, De Vecchi, Santamaria, Bergamino. Il Piccolo di Genova - 22 Aprile 1924, Genova ........................................................................................................
MATCHES AMICHEVOLI. GENOA – MILAN 2 – 1. Genova, 11. Poca gente ieri sul campo di Marassi per assistere all’ incontro che opponeva i rosso-neri milanesi ai rosso-bleu concittadini. Gli appassionati sapevano che il Genoa sarebbe sceso in campo largamente incompleto mentre il Milan non è più la squadra che già un tempo non lontano sapeva rendere appassionanti ed incerte le contese che lo mettevano di fronte ai più reputati squadroni. Queste, insieme alla giornata primaverile, furono le cause principali che contribuirono a tener lontano il pubblico dei grandi match dal ground di Marassi. Il Genoa si presentò in campo in una formazione di ripiego dovendo colmare le lacune lasciate da Barbieri, Burlando e De Prà impegnati a Torino per l’allenamento della Nazionale, da de vecchi tenuto a riposo e da Bergamino costretto ancora a letto. Il Milan invece allineava quasi al completo la squadra che già disputò lo scorso campionato, avendo la difesa rinforzata da farina già dell’ esperia di Como e da Vampa del Pastore che sostituivano rispettivamente Soldati e Midali. La partita non fu certo bella né interessante. Le uniche linee di ambedue le squadre che funzionarono discretamente se sia pur saltuariamente furono quelle degli avanti; tra gli halves i migliori furono Leale tra i genoani e da Sacco tra i milanesi. Bellini nel suo nuovo ed occasionale ruolo di centro half si lasciò troppo spesso trasportare dal suo temperamento di terzino irruente e calciatore di forza. Soldera abbassandosi ad un gioco troppo sull’ uomo che non può certo adattarsi alla sua costituzione fisica fu inferiore ad altre sue esibizioni. Seriolo sostituì degnamente De Prà e si fece calorosamente applaudire in alcune parate superbe per decisione, per intuizione di tempo e di posizione. Al fischio dell’ arbitro, signor Olivari dell’ Andrea Doria, le squadre scendono in campo nella seguente formazione: GENOA: Seriolo, Della Grisa e Moruzzi, Maio, Bellini e Leale (cap.), Neri, Sardi, Catto, Santamaria, Mariani. MILAN: Vampa, Farina, Bronzini, De Franceschini, Soldera (cap.), Da Sacco, Ballerin, Santagostino, Poggia, Savelli, Cevenini V. Nei primi minuti il gioco si svolge velocissimo, alternandosi dall’ uno all’ altro campo. Al 3’ un tiro di Savelli esce di poco; all’ 8’ il Genoa è in corner liberato da Leale. Al 9’ vi è il Milan ed è Soldera che salva. Quindi abbiamo un buon periodo di superiorità genoana. Neri tutto solo fugge lungo la linea ma giunto nell’ area spara a lato. Al 26’ su un corner contro il Milan tirato magistralmente da Neri, Santamaria ha modo di segnare imparabilmente di testa da pochi metri il primo goal per la sua squadra. Dopo pochi minuti Moruzzi, fortuitamente contusosi, deve abbandonare il campo. Bellini retrocede all’ abituale posto di terzino e Santamaria passa centro half. Il giuoco langue e nulla vi è da segnalare fino alla fine del tempo. All’ inizio della ripresa il Genoa si ripresenta con Mansueto che viene ad occupare il posto lasciato vuoto da Moruzzi e nei primi minuti spadroneggia. All’ 11’ Seriolo si fa applaudire per una parata a tuffo per un forte ed improvviso tiro di Savelli. Al 16’ il Genoa è costretto in corner ma tosto ritorna a predominare ed obbliga a sua volta il Milan in corner. Al 20’ Neri sciupa per troppa precipitazione uno stupendo centro di Catto. Ora il Milan si scuote e passa al contrattacco. Al 23’ Seriolo in plongeon riesce a parare un tiro da pochi metri di Santagostino, ciò però non impedisce che al 26’ Savelli, dribblati gli avversari, possa da pochi metri salvare l’onore della sua squadra con un tiro fortissimo e raso a terra. Al 29’ egli tenta di ripetere l’exploit di poc’anzi ma il pallone incontra il palo e ritorna in gioco. Ballerin lo raccoglie ma tira alto. Cessa da questo momento il temporaneo predominio milanese. Il comando ritorna ai rosso-bleu che, dopo aver costretto gli avversari a salvare con Vampa in corner al 31’, possono con Santamaria al 35’ segnare su penalty, provocato da un hand di Bronzini in area di rigore, il goal della vittoria. Quindi gli ultimi e sconclusionati minuti di gioco. Il Piccolo di Genova - 11 Maggio 1924, Genova .......................................................................................................
GENOA – ENTELLA 2 – 0. Chiavari, 25 (f.m) – La simpatica cittadina di Chiavari ha vissuto oggi la sua grande giornata sportiva: motivo di essa l’inaugurazione del nuovo campo e del gagliardetto sociale della locale Società Entella, finalista del campionato di III divisione. Ospite gradita per questa cerimonia è stata la squadra campione d’Italia del Genoa club. In mattinata i genoani, così come le rappresentanze con gagliardetto di altre società sportive vicine (Tigullio, Ruentes, U.S. Sestri Levante ecc. ecc.) sono stati ricevuti alla stazione dai dirigenti del Club cittadino: quindi dopo un vermout d’onore servito alla sede della società si è formato un corteo con la banda municipale in testa che percorse le vie principali di Chiavari, fra l’entusiasmo della popolazione. Nel pomeriggio, poi, tutta Chiavari sportiva era presente sul nuovo campo, completamente pavesata a festa. Alle 15.50 dopo la benedizione e dopo la rottura della tradizionale bottiglia di spumante, ad opera della graziosa madrina Signora Maria Rivarola, le squadre applauditissime si dispongono in campo nella seguente formazione agli ordini dell’ arbitro Dani: ENTELLA: Pattini, Piaggio, De Lucchi (cap.), Ciprian, Bertucci Bruco, Guinali, Ghisleri, Brignole, Tieghi, De Ferrari. GENOA: Seriolo, Moruzzi, Bellini, Ceriana, Costella, Maio, Neri, Sardi (cap.), Catto, Santamaria e Cusano II. La palla è ai genoani che subito invadono l’area avversaria e durano tutto il primo tempo a dimostrare la loro superiorità di giuoco e di squadra, senza pertanto arrivare a segnare. Il secondo tempo vede stringersi inesorabilmente la morsa degli attaccanti rosso-bleu, i quali sostenuti dai poderosi e precisi rimandi dei terzini e dal costante e redditizio gioco dei mediani pervengono a segnare due goals, alla mezz’ora di gioco, con Catto su azione personale; otto minuti dopo Sardi segna un goal al volo, su un centro di Costella. Un terzo goal segnato da Santamaria con un forte tiro da venti metri venne giustamente annullato per fuori gioco. Così finì la cavalleresca e veloce partita tra l’entusiasmo del pubblico che sfollò soddisfatto e che non dimenticherà tanto presto la bella giornata di sana propaganda sportiva. Della giovane squadra chiavarese giocarono molto bene il capitano De Lucchi, il portiere Pattini, che parò diversi difficili tiri, il mediano Bruco e De Ferrari. Della squadra rosso-bleu molto ammirati i rimandi spettacolosi di Bellini, gli astuti e precisi dribblings di Santamaria, il gioco in profondità di tutta la prima linea. Il Piccolo di Genova – 24 Maggio 1924, Genova ......................................................................................................
MATCHES AMICHEVOLI. GENOA – PAVIA 6 – 1. Lo scarso interesse che presentava l’incontro e il sole cocente, hanno fatto si che poche centinaia di appassionati assistessero all’ ultimo e facile galoppo di allenamento per i rosso-bleu in preparazione della finale del campionato italiano. . Il Genoa scese in campo privo di De Prà, Barbieri, Bergamino, facendo disputare a Burlando solo metà tempo. Nella ripresa de vecchi cedeva il proprio posto a Moruzzi per ricoprire l’inusuale ruolo di centro half. Il Pavia non è esistito dinnanzi alla compagine genoana che ha ieri giocato svogliatissima e che nei pochi momenti in cui si è impegnata ha dimostrato di poter seppellire i troppo deboli avversari sotto una valanga di goals. Ne fanno prova i tre punti segnati nello spazio di quattro minuti alla fine del secondo tempo. Indice pure della continua superiorità genoana stanno i 12 corners subiti dagli ospiti contro i due del Genoa e le tre sole parate di Seriolo in tutta la partita. Il solo portiere e il terzino destro del Pavia furono gli uomini che resistettero e furono, sia pure a tratti, di ostacolo alla marcia genoana. Nel Genoa eccelse specialmente Neri assai sicuro sulla palla, veloce e preciso nei suoi crosses. Dani del Genoa arbitrò con l’usata perizia. Subito al 4’ e al 5’ minuto Catto ha modo di segnare i due primi goals. Al 15’ Seriolo compie la sua prima ed unica veramente difficile parata, salvando un tiro da tre metri. Al 42’ Leale può da lontano, aiutato da un errore madornale del portiere pavese, segnare il suo goal. L’inizio della ripresa trova il Pavia, asserragliato nella sua area, che subisce innumerevoli corners senza che per questo lo scarto aumenti. E’ invece al 35’ che su una fuga di Pastorelli che gli ospiti possono salvare l’onore. Al 37’ e al 40’ rispettivamente Catto e Santamaria portano a cinque i goals genoani ed al 41’ Sardi con un colpo di testa su corner chiude la serie. Le squadre: Genoa: Seriolo, Bellini, De Vecchi (Moruzzi), Costella, Burlando (De Vecchi), Leale, Neri, Sardi, Catto, Santamaria, Mariani. Pavia: Bottoni, Averoldi, Bottoni II, Frotti, Palezzi, Sommariva, Ricordi, Pastorelli, Motta, Bertolini, Fria. Il Piccolo di Genova – 09 Giugno 1924, Genova ......................................................................................................
GENOA batte INTERNAPLES 5 – 1. Napoli, 8. Preceduti da grande reclame l’ Internaples, il signorile club del cav. Reale, ha ospitato oggi all’ arenaccia i campioni d’Italia. Numerosissimo pubblico assisteva alla partita che è riuscita interessante. I napoletani che giuocavano oggi la prima partita ufficiale della nuova stagione sono scesi in campo in una formazione improvvisata. Nel primo tempo la squadra cittadina sfoggiando velocità e brio ha potuto resistere brillantemente alla soverchiante foga avversaria, imponendo il proprio gioco nei primi 16 minuti in cui riusciva a segnare per prima. Il Genoa si è ripreso e verso la fine ha fatto cedere i napoletani alla distanza, cosicché il predominio genoano si è imposto nettamente mettendo a dura prova l’abilità e il fiato della difesa avversaria. E così altri quattro goals sono stati segnati dai genoani. Ecco la formazione delle due squadre: Genoa: De Prà; Moruzzi, Bellini; Barbieri, Burlando, Leale; Neri, Catto, Santamaria, De Vecchi, Costella. Internaples: Rinetti; Minter, Manfrenati; Guidotti, Ghisi, Jacquinto; Invorio, Parodi, Fiori, Valente, Sacchi. Gazzetta dello Sport - 09 Settembre 1924, Milano ..................................................................................................
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AKAIAOI |
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