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            CRONACHE CAMPIONATO 1924-25  -  Pagina 01

 

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La prima giornata di battaglia promette un appassionante campionato. GENOA batte CREMONESE 4 a 0. Genova, 5 - I campioni d'Italia hanno iniziato con una netta vittoria il campionato di calcio; la squadra però se è parsa ben solida nelle linee arretrate, ha mancato ancora una volta all' attacco. I punti pertanto non furono ottenuti in momenti di netta superiorità rosso-bleu, ad eccezione del secondo dovuto ad una bella combinazione Catto - Moruzzi dato al terzetto centrale d'attacco. Per la squadra grigio-rossa è motivo d'orgoglio aver tenuto in scacco per metà dell' incontro i temibili avversari e di aver dato col terzetto centrale dell' attacco più lavoro a De Prà di quello che non ha avuto Compiani. Bisogna aggiungere che il guardiano nazionale è stato oggi ben degno  della sua fama. L'incontro è stato diretto con molta indecisione da Milano del G.S.Berglino. Attacchi iniziali genovesi, poi azioni dei cremonesi, la situazione si inverte rapidamente così che ad un tiro di Bodini all' 8' fa riscontro uno di Burlando, al 12', che sfiora il palo trasversale. Tansini dà per primo lavoro a De Prà e poco dopo Puerari calcia alto; l'azione finisce con un calcio di punizione che De Vecchi indirizza in porta dove Compiani vigila attentamente. Notiamo ancora un tiro alto di Moruzzi su discesa di Catto, ed una parata di De Prà su calcio di punizione di Ravani, rispettivamente al 27' ed al 28'. Al 34' un indescrivibile azione sotto la porta cremonese ed a pochi secondi dalla fine un calcio di punizione sul limite dell' area viene trasformato in goal da De Vecchi. Il secondo dei punti genoani è anche il più convincente ed è ottenuto da Moruzzi su passaggio di Catto. Una bella serie di tiri del terzetto centrale cremonese, uno dei quali di Tanzini al 24', manda il pallone a scuotere fortemente il palo laterale. Un penalty contro la Cremonese viene tramutato in goal, al 30', da De vecchi ed è il terzo. L'ultimo dà luogo ad una lunga contestazione ed all' espulsione dal campo di tutti gli estranei. Al 36' infatti Neri dopo una fuga tira in porta: Compiani para dentro e nel tuffo esce di porta ma l'arbitro concede il punto. Un tiro di punizione di Cassinelli viene bloccato da De Prà, e l'incontro, svoltosi con un sole sfavillante, dopo tante giornate di pioggia,  e con un degno contorno di pubblico, ha fine. GENOA: De Prà, De Vecchi, Bellini, Barbieri, Burlando, Leale, Cadeddu, Moruzzi, Catto, Tabacco, Neri. CREMONESE: Compiani, Ravani II, Ravani I, Puerari I, Cassinelli, Talamazzini, Zini, Puerari III, Bodini, Tansini, Bonzio.  a.c.

Gazzetta dello Sport - 04 Ottobre 1924, Milano  ......................................................................................................

 

GENOA CLUB - U.S.CREMONESE 4 - 0.  La giovane squadra grigio-rossa ha fornito ieri, contro i campioni d'Italia, una prova più che onorevole tanto che lo scarto dei punti al suo passivo non corrisponde con precisione all' andamento del match. Il Genoa, largamente incompleto all' attacco, non ha sempre corrisposto all' attesa, e la sua larga vittoria sugli ospiti appare più come il frutto di una evidente diversità di classe e d'esperienza che non come andamento di gioco, impostato e manovrato dai cremonesi con un brio ed una velocità da stordire qualsiasi difesa delle più consumate. Agli ordini dell' arbitro Milano Ugo di Alessandria, le due squadre si presentavano in campo verso le quindici e si allineavano nella seguente formazione: GENOA: De Prà, Bellini, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Neri, Tabacco, Catto, Moruzzi e Cadeddu. U.S.CREMONESE: Compiani, Ravani I, Ravani II, Puerari I, Cassinelli, Talamazzini, Zini, Puerari III, Bodini, Tansini e Bonzio. Il giuoco si iniziava male, senza una visione chiara e ben definita; assai confuso quello del Genoa, più sciolto quello dei grigio-rossi, ma entrambi di una tonalità così poco elevata da lasciare poco convinti sulla sua efficacia. I rosso-bleu, assai saldi in difesa, non avevano all' attacco un quintetto rispondente alle esigenze: quintetto cui l'intesa era quasi nulla tra i suoi componenti dei quali il solo Neri si dimostrava capace di battere la difesa avversaria. I cremonesi, complessivamente più organici e più equilibrati, avevano già preclusa sulla carta la via della vittoria cosicché i loro tentativi rimanevano senza risultato. Per oltre cinque minuti nessuno dei due portieri ebbe da lavorare, quantunque Moruzzi avesse sciupato una occasione propizia al 4', occasione fornitagli da una melèe prodotta da una fuga di Neri. Il primo dei goalkeeper che dovette esibirsi fu De Prà, su un tiro basso di Bodini al 7' a cui fece seguito in campo opposto un corner contro i grigio-rossi, opera dell' infaticabile ala destra genoana. I concittadini continuarono a prevalere essenzialmente per opera della difesa e dei mediani ma l'attacco non dava cenno di funzionare, facilitando di molto il compito della brava difesa cremonese, decisa, potente ed instancabile. Gli ospiti potevano in tal modo tenere in scacco i rosso-bleu i quali col passar del tempo sfioravano più volte il successo senza mai riuscire a coglierlo, né per mezzo di fughe isolate di Catto, né con alcune melèe prodottesi sotto la porta di Compiani. Il goal che doveva far svanire le apprensioni del pubblico ed iniziare la serie della giornata veniva segnato al 44' da De Vecchi per un calcio di punizione concesso dall' arbitro in seguito ad un fallo cremonese. Il capitano della nazionale, con un tiro secco e fulmineo, batteva completamente Compiani da circa 20 metri assicurando alla propria squadra il primo successo della stagione. Nella ripresa l'attacco rosso-bleu, che fu per tutta la partita l'oggetto delle discussioni e dell' attenzione del pubblico, migliorò leggermente, ma non in maniera da essere ritenuta soddisfacente. Con tutto questo però i rosso-bleu s'imposero ancora, malgrado che i cremonesi non avessero ceduto un solo attimo perché De Prà ebbe molto maggior lavoro nel secondo che non nel primo tempo. Al 14', dopo un corner per parte, gli ospiti da pochi passi segnavano con Puerari III su centro di Zini un goal che l'arbitro annullava per fuori gioco, e due minuti dopo il Genoa, tornato all' attacco otteneva il secondo punto in seguito ad un fulmineo tiro di Moruzzi al quale Catto aveva passato in tempo utile la palla che batteva nella parte inferiore della sbarra trasversale e andava a giacere in fondo alla rete. Il miglior periodo di offensiva cremonese si ebbe dopo questo punto. Gli ospiti cercarono con insistenza di segnare e la loro costanza avrebbe colto il premio  se un tiro imparabile di Puerari, al 22', non avesse trovato uno dei pali verticali della porta di De Prà pronto a sostituire il portiere olimpionico nelle sue funzioni. Al 24' catto e Moruzzi ritornando all' attacco, stavano per ripetere l'exploit di poco prima quando il secondo dei due veniva gettato a terra da uno sgambetto di Ravani II: sul penalty susseguente De Vecchi portava con facilità a tre il numero dei punti per la propria squadra. Il quarto goal veniva segnato al 34' da Neri, con una fuga isolate e con un tiro da pochi metri, tiro che Compiani non respingeva completamente lasciando a qualcuno l'impressione che la palla non avesse varcato completamente la linea della porta. L'arbitro però era d'avviso contrario e concedeva il punto malgrado le proteste inevitabili dei grigio-rossi. L'incontro dopo questo goal era completamente e sufficientemente deciso cosicché gli ultimi dieci minuti non vedevano ulteriori azioni di rilievo. IMPRESSIONI. Se già lunedì scorso, dopo il match Genoa - Alessandria, si può scrivere una parola definitiva od almeno abbastanza fondata  sul comportamento dell' estrema difesa  e della linea di sostegno dei campioni d'Italia, nulla si può ancor dire a riguardo dell' attacco, il quale è sceso ieri in campo privo di Bergamino, Alberti, Lamon e Boer. Se i cinque uomini che hanno composto ieri la linea dei forwards genoana fossero gli stessi che dovrebbero in seguito disputare tutte le partite di prima categoria, non sarebbe difficile trarre auspici poco favorevoli per i rosso-bleu, ma non è lecito invece parlare a fondo di essi forwards perché, in formazione improvvisata, hanno dato poco meno di quanto potevasi attendere da una composizione così ibrida e variopinta. Di tutti e cinque, il solo Neri è apparso in grandi condizioni di forma: veloce, irruente e deciso; assai attivo Moruzzi e più tecnico tabacco; Catto non ha saputo trovare l'intesa con i compagni e Cadeddu è stato il punto più debole ma complessivamente tutti poco proficui. La difesa invece ha eccelso. De Prà, cui le disavventure di otto giorni or sono debbono avere certamente giovato sino a renderlo più attento e più savio, ha giuocato come nei suoi giorni migliori trainato da De Vecchi e Bellini, mentre la linea mediana, dopo un inizio incerto,  è andata man mano riprendendosi sino a fornire un finale ottimo. Il Cremona, cui l'emigrazione di qualche "atout" di primo ordine ha indubbiamente indebolito le file, ha il suo punto migliore nella difesa estrema la quale è sempre stata pronta e potente. Discreta la linea mediana e buono l'attacco assai veloce e abbastanza deciso nel tiro in goal: i migliori del quintetto cremonese furono Puerari III,  ed il vecchio Bonzio all' ala sinistra. Complessivamente la partita di ieri è piaciuta poco, ma su di essa è inutile insistere, perché un giudizio completo può essere dato solamente per i battuti. I vincitori invece hanno bisogno ancora di qualche partita prima di essere a punto in difesa e di molte prove di collaudo prima di poter disporre di un attacco rispondente alle esigenze del del nome e del titolo del quale si fregiano in questa stagione i giocatori guidati dal sempre glorioso De Vecchi.  Renzo Bidone.

Il Piccolo di Genova - 04 Ottobre 1924, Genova  .....................................................................................................

 

 

Il Genoa esordisce, due volte consecutive campione d' Italia, esordisce nel nuovo campionato affrontando la Cremonese. Compare per la prima volta, in una gara di campionato, lo scudetto tricolore che da allora contraddistingue le maglie delle formazioni che si aggiudicano il titolo italiano.

 

In piedi da sinistra la linea dei forwards: Ettore Neri, Luigi Tabacco, Edoardo Catto, Daniele Moruzzi e Angelo Cadeddu. Al centro la formidabile linea mediana composta da Ottavio Barbieri, Luigi Burlando e Ettore Leale. Seduti per finire il muro difensivo con Delfo Bellini, Giovanni de Prà e "il figlio di Dio" Renzo De Vecchi.

 

01° Giornata - 05 Ottobre 1924

Brescia - Internazionale 1 - 0; Casale - Pisa 3 - 1; Genoa - Cremonese 4 - 0;  Hellas Verona - Legnano 2 - 1;  Spezia - Modena 0 - 3;  Torino - Reggiana 3 - 1. Classifica:   Brescia, Casale, Genoa, Hellas Verona, Modena e Torino 02; Cremonese, Internazionale, Legnano, Pisa, Reggiana e Spezia 00.

 

GENOA CLUB - BRESCIA 2 - 0. Brescia, 12. La folla enorme che stipava in ogni ordine di posto il vasto e signorile campo dello Stadium, non trova riscontro per quantità ed eleganza in nessun altro match che il Brescia abbia disputato sul suo campo. L'importante partita, dunque, non poteva avere cornice più degna. Prima di entrare nel merito della partita, dobbiamo dire che questa è stata in gran parte guastata, nel suo svolgimento, dalle decisioni dell' arbitro, assolutamente impari al suo difficile compito. Non alle due squadre in campo, non alla folla si deve se il tanto atteso match Brescia - Genoa non ha potuto svolgersi con quella regolarità e serenità necessarie bensì al povero cireneo che la commissione tecnica federale mandò a Brescia per una partita che, sapendosi severamente combattuta, avrebbe dovuto consigliare la designazione di un altra migliore abilità tecnica da costoro che non fosse il signor Larnon. Il netto scarto di punti non segnala una supremazia genoana chiara e convincente. I due goals ottenuti nel secondo tempo, quando il Brescia era rimasto in campo in dieci uomini per l'assenza di frisoni, feritosi nel primo tempo, e quando Bellardi nullo, per una grave contusione al ginocchio, premiarono la maggiore capacità fisica e la maggiore resistenza dei genoani, più che non la migliore abilità tecnica di questi sui giocatori azzurri. Il Brescia giocò il primo tempo tutto di slancio e di bravura. Le sue linee si addentellarono nello spiegamento dell' attacco. Con rapidità ed eleganza franca, Horwat guidava con infaticabile brio la prima linea. Egli ha una rara padronanza sul pallone e possiede una viva forza di penetrazione. Il tallone d'Achille - ecco il punto debole della squadra azzurra -  sta nell' indecisione del tiro risolutivo. Più volte il quintetto azzurro ha tentato la minaccia nell' area di De Prà, senza riuscire, per titubanza od errore, a scavalcare l'estremo baluardo. I rosso-bleu vinsero alla distanza, in virtù di una condotta di gioco energico e serrato. Meno brillanti degli avversari, ma più risoluti, meno palleggiatori degli avversari, ma più strenui nel condurre a fondo le trame di gioco. Per la cronaca dobbiamo dire che entrambe le squadre giocarono nella maniera forte, sviluppando poi a vicenda un gioco pesante e falloso, non mai frenato come di dovere dall' arbitro.  LA PARTITA. Il Brescia, che gioca contro sole,  è primo appena fischiato l'inizio, ad invadere l'area avversaria. al 3' minuto registriamo la prima azione insidiosa imposta al Genoa con bella precisione. Giuliani si impossessa della palla e saetta in porta.  De Prà pronto para e libera. Poi, dopo una serie elettrizzante di azioni a metà campo degli azzurri, che danno modo a Burlando di dimostrare le sue perfette condizioni attuali, ecco che il Genoa si rimette e prende il sopravvento. Un tiro di Moruzzi prima e di tabacco poi non hanno esito per il pronto intervento di Trivellini. La partita si fa sempre più pesante. Dopo un breve palleggio a metà campo, si nota una folata rabbiosa dei bresciani, condotta da Bonardi e rizzi. De Vecchi, sorpreso quasi dalla velocità del rinnovato attacco, si lascia giocare dal centro avanti azzurro che riesce a giungere a pochi metri dalla porta quasi libero. Il pallone è fermato faticosamente a terra da De Prà il quale tarda a liberarsene, cosicché gli azzurri piombano addosso al guardiano genoano. L'arbitro fischia il gioco pericoloso, mentre pubblico e giocatori bresciani reclamano pretendendo il calcio di punizione. Dopo una breve discussione, il gioco riprende ancora a vantaggio dei bresciani, che con bella sicurezza impegnano la difesa genoana, nella quale emerge particolarmente Bellini per un gioco sicuro e poderoso. Le azioni, sempre più serrate, continuano senza un attimo di sosta. Il predominio dei bresciani dura ancora per breve tempo. Poi il Genoa torna all' attacco e si serra sotto la porta di Trivellini. In un azione fulminea Catto ha modo di infilare la palla nella rete di Trivellini, ma il goal viene annullato per offside. Il primo tempo continua così in un alternarsi di azioni, in cui si registra sempre il sopravvento dei genovesi. All' inizio della ripresa gli azzurri sfoggiano la loro attività ma in seguito vanno calando proprio quando il Genoa fende le sue le sue energie migliori  per cogliere a suo favore la dura contesa. Questo ripiegamento dei bresciani quasi si spiega, come abbiamo detto, col fatto che il centro half Frisoni, ferito nel primo tempo, non ha potuto ripresentarsi in campo, mentre Bellardi è in giuoco menomato da contusioni riportate. Così un azione non molto chiara nell' area di rigore bresciana,  veniva a concludersi in un goal a favore del Genoa, per un difettoso arresto di Bersani sulla linea della porta. E' il crollo di ogni speranza bresciana, perché lo smarrimento dei suoi uomini continua fino alla fine. I rosso-bleu tengono il campo con baldanza, intessendo una serie ininterrotta di passaggi, trame piane ed attraenti di una finissima accademia di giuoco che i genoani svolgono con bella maestria e capacità tecnica. Poco prima della fine, Moruzzi fuggendo solo verso la porta di Trivellini e aprofittando di un momento di indecisione degli avversari riusciva a segnare il secondo goal per la siua squadra. La partita ha così termine con la vittoria dei campioni d'Italia. Le due squadre: GENOA: De Prà, De Vecchi, Bellini, De Vecchi, Leale, Burlando, Barbieri, Lamon, Moruzzi, Catto, Tabacco, Neri. BRESCIA: Trivellini, Ratto II, Orban, Bellardi, Frisoni, Bersani, Bissolotti, Giuliani, Horwat, Bonardi, Rizzi.

Il Piccolo di Genova - 13 Ottobre 1924, Genova  .....................................................................................................

 

GENOA batte BRESCIA 2 a 0. Brescia, 12 - Una partita senza né capo né coda e che perciò lasciò insoddisfatti vincitori e vinti. I genoani hanno ottenuto il successo per due ragioni: perché ebbero possibilità di trarre dall' insieme della compagine un superiore rendimento di gioco e perché ebbero di fronte un avversario minorato nelle sue facoltà offensive e difensive. Il Brescia infatti, che per buona parte del primo tempo oltre ad opporre resistenza valida agli attacchi avversari si era prodotto in un piacente gioco d'attacco, vide naufragare le rosee speranze per la scomparsa dal campo di frisoni, contusosi in un incidente, e per la diminuita efficienza di Bellardi, pure in condizioni di inferiorità di fronte al diretto avversario, Lamon. Gli azzurri si sono allora accaniti in una difesa disperata ed in attacchi rabbiosi hanno cercato il modo di controbilanciare lo svantaggio creato dalla precaria situazione. I campioni d'Italia, granitici nell' estrema difesa, duttili e possenti nella linea mediana, dove Barbieri brillò di vivissima luce, mostrarono un quintetto attaccante di uguale classicità. Individualmente gli avanti - specie ieri - sono apparsi pericolosi. Il Brescia non esistette come squadra che nei primi 45 minuti. Poi rifulsero gli sforzi prodigiosi ma vani del "singoli". Trivellini costretto ad un lavoro durissimo fu superiore alla sua fama ed i due punti non sono per nulla a lui imputabili. Horwat e Bersani  nei mediani e Giugliani tra gli attaccanti apparvero meritevoli di lode. L'incontro diretto con discutibile energia dal sig. Larnon del Venezia, si è iniziato alle 14.40, con una brillante azione degli azzurri. De Prà è subito chiamato a parare un calcio di punizione. Poco dopo in un attacco bresciano un tiro insidioso è parato - così si afferma - entro la linea del Genoa. Seguono contestazioni lunghissime e finalmente l'arbitro risolve l'incidente non assegnando il punto. Ed un punto si vede pure annullato per offside al Genoa, verso la metà del primo tempo. Prima della fine del tempo il Genoa è costretto a salvarsi per due volte in corner. La ripresa vede il Brescia privo del centro-sostegno. I genoani sanno trarre dalla situazione un sicuro vantaggio ed attaccano in prevalenza. Il giuoco è fallosissimo. Al 25' minuto nel corso di un azione burrascosa nell' area di Trivellini un mediano del Brescia rovescia nella propria rete il pallone. Cadono così anche le ultime speranze, e vani per quanto ammirevoli sono i tentativi dei quattro attaccanti azzurri. A pochi minuti dalla fine Moruzzi, con un tiro imparabile nell' angolo sinistro, consolida la vittoria genoana. In questo secondo tempo si notarono due corners contro il Brescia.

Gazzetta dello Sport - 13 Ottobre 1924, Milano  ......................................................................................................

 

02° Giornata - 12 Ottobre 1924

Brescia - Genoa 0 - 2; Cremonese - Torino 0 - 1; Internazionale - Spezia 5 - 2; Modena - Casale 3 - 0; Legano - Pisa 0 - 0*; Reggiana - Hellas Verona 6 - 2. Classifica: Genoa, Modena e Torino 04; Brescia, Casale, Internazionale, Reggiana e Hellas Verona 02; Legano e Pisa 01; Cremonese e Spezia 00. *Legnano - Pisa giocata a Piacenza.

 

GENOA CLUB - A.C.HELLAS 3 - 0. Per il terzo incontro di campionato il Genoa ha presentato in campo ieri la sua squadra  in una nuova edizione; l'edizione "forte", quella cioè che, con la inclusione di Burlando e il conseguente spostamento di barbieri al suo solito ruolo, dovrà sostenere gli urti più violenti con le più minacciose "vedette" . dire che questa nuova inquadratura dei campioni d'Italia abbia pienamente soddisfatto la moltitudine degli ammiratori di essi sarebbe indubbiamente errato, poiché, malgrado i nuovi innesti, il team genovese non ha ancora dato  l'impressione di aver raggiunto quell' efficienza che possa calmare le mal le mal dissimulate inquietudini dei supporters. La partita di ieri non ha prospettato ancora la soluzione dell' assillante problema che insidia il team genoano e che si identifica principalmente nella prima linea. Questa è la constatazione più importante poiché appunto le modificazioni maggiori, dopo loscarto dei giovani in seguito alla loro poco felice prova, sono state appunto apportate alla linea degli avanti. Avremo campo dopo di esaminare nei suoi dettagli il gioco genoano. Grossi del Milan, poco dopo le 14.45, chiama a raccolta le squadre che si allineano nella seguenti fomazioni: GENOA: De Prà, Bellini e De Vecchi, Costella, Barbieri, Leale, Neri, Catto, Alberti, Moruzzi, Bergamino. HELLAS: Carra I, Zuppini, Bosio, Cavalieri, Carra II, Molnar, Recchia, Ferrais, CastiglionE, Chiecchi II, Levratto. L'inizio è fischiato alle 14.50. Il primo quarto d'ora di gioco non parve dare un aspetto ben definito alla partita che si iniziava con discreta vivacità. Gli elladini poggiavano prevalentemente le loro azioni offensive sulla destra, risparmiando un pò troppo Levratto. E questo è stato un errore perché, sulla sinistra, Levratto sapeva meglio condurre a fondo le azioni e sapeva anche concretarle con dei tiri abilissimi che richiesero a De Prà lo sfoggio delle sue meravigliose virtù. il primo portiere impegnato è stato Carra su un debole tiro dalla sinistra al 3', Al 5' un traversone di Levratto sfiora il palo laterale, ma il ball finisce oltre la linea dell' out. Per qualche tempo il gioco indugia in palleggi a metà campo con qualche reciproca incursione nelle opposte aree, non troppo pericolose però, tanto che i guardiani non sono costretti ad intervenire. Il match procede per qualche tempo su questo tono, finché a destare le apprensioni dei genovesi sopraggiunge un attacco dei giallo-bleu e più che altro un imperdonabile ratèe  di bellini, rimediata da un tempestivo intervento di costella che salva invero una situazione criticissima. Il Genoa approfitta di questo rimando provvidenziale per allontanare dalla sua area la minaccia elladina e al 20' un tiro di Alberti provoca un corner contro l'Hellas. E' ancora Alberti che al 27' tenta di far breccia nella difesa elladina e da 15 metri centra, senza troppo vigore, un pallone che Carra rimanda senza troppa difficoltà. Per qualche tempo l'Hellas preme sulla difesa genoana senza però riuscire ad intaccarla: così un tiro preciso di Levratto al 32' trova De Prà pronto alla parata e la stessa sorte trova un calcio di punizione contro il Genoa al 37' che de Prà respinge con una delle sue migliori parate. All' ultimo minuto di gioco Chiecchi, spostato al centro, impegna De Prà, ma questi si libera agevolmente. La ripresa ha inizio alle 15.49. Le prime battute sono piuttosto vivaci, e mostrano la decisa volontà dei rosso-bleu di segnare. Nondimeno i veronesi non sembrano affatto disposti ad arrendersi tanto facilmente ed attuano una tattica difensiva senza rinunciare a qualche puntata verso la buon vigilata rete genovese. Un calcio di punizione e un corner a favore del genoa non ottengono nessun risultato., un calcio di punizione quasi sul limite dell' area di rigore ellediana al 9' tirato da de vecchi frutta un calcio d'angolo ma nient'altro. Il Genoa serra le file e assedia l'area dei giallo-bleu i quali si difendono a denti stretti, pur subendo nettamente il predominio genoano. Gli effetti dell' insistente pressione rosso-bleu si manifestano in tre calci d'angolo che i veronesi subiscono; al 13', 15' e 23'. Pur tuttavia la tenace offensiva dei rosso-bleu ottiene finalmente il suo primo tangibile risultato. al 24' Neri centra; Cavalieri devia il pallone in direzione della sua rete ma Moruzzi intercetta e manda il pallone nella casa di Carra. I giallo-bleu hanno un effimero scatto di reazione e con un azione individuale Levratto tenta di pareggiare con un aggiustato tiro che de Prà non lascia penetrare nella sua porta. La reazione elladiana non è che un fuoco di paglia.  che si esaurisce subito ed infatti il Genoa riprende il suo netto predominio ed anzi lo accresce. Dopo un corner al 29' contro l'Hellas e un tiro alto di Levratto al 33', il Genoa ottiene il secondo punto. E' Alberti che al 41' raccoglie un bel passaggio di Neri e piazza un forte tiro che batte in pieno Carra. Dopo questo punto l'Hellas sposta Levratto al posto di Castiglione, ma questo tardo rimedio non si dimostra troppo efficace tanto che, sul finire della partita, Alberti ripete lo stesso exploit precedente e, su centro di Neri raccolto al volo, saetta un bel pallone che Carra non può parare. Subito dopo Grossi fischia la fine. La cronaca ha riferito le fasi salienti di questa  partita che è stata bella soltanto per la coraggiosa difesa che l'Hellas ha opposto al Genoa, riuscendo a fronteggiare per tutto il primo tempo e per un breve periodo della ripresa le azioni dei campioni d'Italia. I commenti non hanno bisogno di diffondersi in prolisse considerazioni. Abbiamo già detto più sopra che il problema della prima linea genoana rimane tutt'ora insoluto, almeno a giudicare dalla prova fornita ieri dai forwards rosso-bleu. L'attesa prova di Alberti, che doveva essere il condottiero degli avanti genovesi, non ha convinto pienamente. Certo conveniamo che non si può giudicare da questa prima esibizione l'ex bolognese, il quale risente ancora della sua lunga, forzata inoperosità ed ha necessariamente bisogno di qualche partita ancora per raggiungere un buon grado di forma e per armonizzare il suo gioco con quello dei compagni di linea. Alberti ha il merito insigne di aver segnati due goals, ma non bisogna dimenticare che essi furono il frutto di due brillanti azioni di Neri che Alberti ha egregiamente concretate. La rentrèe di Bergamino ha portato certo giovamento all' attacco, ma Bergamino insiste ancora nel difetto di  indugiare nel tiro in corsa e molte azioni si esauriscono appunto per questo. Neri è stato indubbiamente il migliore dei forwards , Catto e Moruzzi non erano certo nella loro migliore giornata. La linea mediana non merita appunti notevoli, assente Burlando, Barbieri ha occupato il ruolo di centro half tenendolo con ardente impegno. Costella ha giocato benissimo e Leale, nonostante qualche ratèe, è stato efficace. La difesa anche questa volta è stata all' altezza della sua fama. De Prà specialmente ha dimostrato di essere in gran forma ed ha fatto alcune parate veramente superbe. De Vecchi è pur sempre l'insuperabile figlio di Dio; Bellini ha avuto un attimo di incertezza che per poco non costava un punto, ma si è disimpegnato, nel complesso, con prontezza. il team veronese ha lasciato una buona impressione. Senza essere una squadra formidabile, l'undici giallo-bleu,  costituisce un assieme di giocatori dominato da un grande affiatamento il quale sopperisce alle differenze della classe. Agile, veloce e penetrante è l'attacco dove  emerge sopra a tutti il conteso Levratto. L'ex giocatore del Vado ha fatto ieri una partita spettacolosa. Possiede una padronanza assoluta della palla, centra in corsa con una precisione e una potenza fuori del comune, gioca con una astuzia da tattico consumato. Tutti gli altri hanno giocato con molto impegno e altrettanta passione. La difesa si è rivelata salda, specialmente nel portiere Carra che ha fatto alcune parate veramente difficili. Buoni gli halves dove rifulse particolarmente Cavalieri. Discutibile l'arbitraggio di Grossi.  r.b.

Il Piccolo di Genova - 20 Ottobre 1924, Genova  .....................................................................................................

 

GENOA batte HELLAS 3 - 0. Genova, 19. Di fronte all' appassionato pubblico genovese la squadra helladina si è riabilitata in pieno della clamorosa sconfitta di domenica scorsa. Diciamo riabilitata anche se a taluni il punteggio che separava alla fine i genoani dai veronesi può sembrare indice di una severissima batosta. Ma chi ha assistito alla bellissima partita e ricorda le prodezze dei giallo-bleu nel primo tempo allorquando il nazionale de Prà fu più spesso al lavoro che non il fortunato Carra, ha pure ben presente la indubbia forza di questa squadra agilissima, elastica, che ha in Levratto un autentico fuori classe. La metà della ripresa era già scoccata e le reti erano entrambe ancora inviolate. Il Genoa, che mancava di Burlando e Lamon contusi a Brescia ma in compenso allineava per la prima volta Alberti al centro della prima linea, martellava la difesa helladina dopo aver resistito senza incertezze alle frementi puntate offensive degli ospiti nel primo tempo. Fu il modesto Moruzzi a rompere l'incantesimo al 24' su centrata di Neri, l'Hellas lentamente ammainava la bandiera fino allora sventolata audacemente. Levratto prodigioso giocoliere della palla rotonda ed inesauribile procacciatore di gloria al portiere genoano, era guardato a vista da Costella - inesauribile francobollatore - e vedeva rarefarsi le occasioni di far scattare in piedi la folla timorosa per le sue prodezze che pur tanto ammirava. Il finale della partita è stato bruciante. Alberti trovava finalmente l'accordo coi compagni, e Neri, paziente fucinatore di tante vittorie, porgeva palloni preziosi ai compagni. Il bolognese, recluta gallonata, con un tiro bellissimo collocava il secondo pallone nella rete di Carra. Delirio della folla. Ma Alberti vuole collezionare altri successi. A pochi secondi dalla fine un azione identica a quella che ha fruttato al 41' il punto ora ricordato: discesa di Catto, passaggio di Neri, centrata di questi e nuovo punto di Alberti. Entusiasmante! La folla acclama a lungo i ventidue atleti. Mediocre l'arbitro Grossi del Milan. La formazione delle squadre era la seguente: GENOA: De Prà, Bellini, De Vecchi, Costella, Barbieri, Leale, Neri, Catto, Alberti, Moruzzi, Bergamino. HELLAS: Carra I, Zuppini, Bosio, Cavalleri, Carra II, Molnar, Recchia, Ferraris, Castiglione, Chiecchi II, Levratto.

Gazzetta dello Sport - 20 Ottobre 1924, Milano  ......................................................................................................

 

03° Giornata - 19 Ottobre 1924

Casale - Legnano 1 - 0; Genoa - Hellas Verona 3 - 0; Pisa - Cremonese 3 - 0; Reggiana - Internazionale 4 - 2; Spezia - Brescia 1 - 0; Torino - Modena 2 - 2. Classifica: Genoa 06; Modena e Torino 05; Casale e Reggiana 04; Pisa 03; Brescia, Internazionale, Spezia e Hellas Verona 02; Legano 01; Cremonese 00.

 

Groviglio sotto la porta dell'"Hellas".   Attacco rosso-bleu.   Moruzzi alle prese cin un difensore.  Alberti sotto la porta avversaria.

 

IL  MODENA BATTE IL  GENOA  PER 1 - 0 e balza al primo posto nel girone. Modena, 26. Il Modena ha vinto. La squadra ha aggiunto la più bella gemma alla corona preziosa. Ma come nel Modena - Torino il gioco dell'attacco modenese offrì gli episodi più brillanti della partita, oggi sul campo dei "gialli" la battaglia di un reparto soverchiò tutte le fasi emozionanti del Match: parliamo della difesa genoana. Il che nulla toglie al valore dei modenesi. La squadra è già stata collaudata da quattro prove severissime  ed ha persuaso i più restii: la sua candidatura ai banchi di prima fila, se non addirittura alla cattedra non ha in sé niente di pretenzioso. Ma il match di oggi ha toccato il diapason della bellezza sportiva nel rettangolo dell' area di rigore genoana per il valore, lo slancio e la classe di quattro rosso-bleu. Ci sono partite che rifiutano di essere catalogate nella casella degli schemi tattici, perché il loro svolgimento è babelico e la secessione degli attacchi e dei contrattacchi è incalzante. Il match Modena - Genoa, invece, ebbe una struttura elementare. Può essere esaminato telegraficamente nei suoi temi tattici. Si tratta di una squadra, il Genoa, che è scesa in lotta con una linea d'attacco invertebrata; qualche guizzo individuale pericoloso, qualche combinazione abbozzata e sfumata, ma nel complesso una linea senza capo ne coda. In più la mancanza di Burlando, non ancora ristabilito da una contusione: non bastarono il coraggio, la tenacia e la buona volontà di Costella per togliere l'impressione che egli fosse, nel centro della linea un pesce fuor d'acqua.  Rimaneva lo schieramento delle retroguardie. Il match è tutto lì, De Vecchi, Bellini, Barbieri, De Prà, Leale furono gli autentici antagonisti dello squadrone modenese. La risoluzione della partita si ebbe nei primi minuti di gioco quando Tichcoszky sorprese De Prà con un eccellente tiro da venti metri. L'azione che lo precedette fu impetuosa e chiarissima. Tichcoszky non stette a contatto coi terzini genoani e il goal non fu il frutto di una elaborata intesa di prima linea. Avuto il pallone Tichcoszky tentò fulmineamente il tiro lungo e violento. Sorprese, non battè De Prà. Inorgoglito dal successo (il goal fu segnato al 10') il Modena tentò senz'altro di impiantare quel giuoco che ha per attori tutti cinque gli atleti della linea: gioco parsimonioso di dribblings, ma ricco di passaggi in corsa e di tiri al volo; gioco che è una pioggia di goals se la difesa contrapposta perde le staffe. I difensori genoani diedero scacco matto ai loro valenti avversari.Ne paralizzarono innumerevoli azioni congeniate, specialmente nella ripresa, secondo tutte le regole dell' arte con un gioco nel quale la intuizione, l'ardore, la potenza, lo spirito di sacrificio andarono a gara per superarsi e primeggiare. Il primo a capire l'antifona fu Winkler. Un paio di "tète-à-tète" con De Vecchi convinsero il prestigioso ungherese che in forza e in astuzia non c'era molto da fare. Quanto a Tichcoszky, il "figlio di Dio" nel primo tempo lo fece viaggiare da l'una all' altra linea laterale del campo col pallone fra i piedi in vana ricerca di un buco donde passare. Winkler abbandonò l'idea di segnare con puntate individuali irresistibili, cambiò tattica e si profuse in interessanti e rapidi passaggi ai compagni per trovare la formula del goal collettivo. Vezzani, Breviglieri e forlivesi furono gli anelli di una linea che invano si fletteva, scattava, retrocedeva e ripartiva per convertire in " punti" concreti l'evidente superiorità d'iniziativa e di attacchi che il Modena "marcava" sul Genoa. Ma Barbieri, in gran forma, rese estremamente difficile a Forlivesi di intendersi colla destra. Leale fu per Breviglieri un costante imbarazzo. De Vecchi e Bellini sgominarono alla lettera il trio centrale quando l'azione, nel cuore dell'a rea di rigore, cerca la sua soluzione. Non per nulla un buon  numero di entusiasti spettatori attese fuori del campo  gli eroi della difesa genoana per tributare loro un caldo e generoso applauso. Il match del Genoa fu adunque un match difensivo. Nel quadro di questa singolare partita la squadra modenese poté lasciare perplessi i suoi ammiratori ad oltranza. A torto. Le mancò la appariscente virtù delle azioni fruttifere e dei goals impressionanti. Ma se la grande classe dei terzini, del portiere genoano e di Barbieri, se la felice giornata di Leale strapparono le unghie al quintetto dei "gialli" non per questo la bella squadra locale venne meno alla sua fama meritatissima. In primo luogo il risultato taglia la testa al toro: il Genoa - che una volta completo disingannerà i facili profeti della sua decadenza - è il Genoa. Poi la squadra modenese tenne per quattro quinti del tempo il comando della partita. Le sporadiche puntate dei rosso-bleu trovarono nella linea dei terzini un boni e un Sacchetti più sicuri di quel che non fossero stati a Torino. La linea mediana frantumò i già sconclusionati tentativi genoani di discesa in linea.: si deve a Pedrazzi, a scaltriti - un pò in ombra - soprattutto a Dugoni, se i rosso-bleu sgusciarono di tanto in tanto individualmente senza scavalcare mantenendo ordinata l'azione. Anche l'attacco modenese marciò più spesso per virtù dei mediani che non per virtù propria..Questa, nelle linee generali, la storia tattica del match. C'è in più un calcio di rigore concesso ai genoani e finito sulla asta trasversale della rete di Brancolini. De Vecchi - una esitazione nel tempo, la ala dell' emozione? - fallì il tiro. Se De vecchi avesse segnato il match si sarebbe liberato dai lacci dell' uno a  uno? Forse sì, forse no. Comunque, prese le squadre in blocco, il risultato e la vittoria del Modena sono convincenti e regolari. Quando Crivelli fischia l'inizio del match la folla strabocchevole si chiude in un grande silenzio. assaggi, fiacca parata di Brancolini, tiro difettoso di lato. Al 10' nelle circostanze di gioco già esposte, la mezza-sinistra modenese segna l'unico goal della giornata. al 13' calcio di rigore per il Genoa concesso per un marchiano fallo di mano di Winkler. La partita si svolge per mezz'ora piuttosto sconclusionatamente. La fine è tuttavia elettrizzante. Il Modena sferra un attacco superbo di entrain, di logica costruttiva e di precisione. Il trio estremo genoano salva, salva, salva! Fuga di Lamon: tiro veemente. Paletto! Nella ripresa si accentua l'azione modenese. Lamon, leggermente azzoppato impegna Brancolini in una eccellente parata (18'). Il Modena stringe. Al 19' impressionante azione dei "gialli" nell' area dei rosso-bleu. Tre successive spettacolose respinte di testa di Bellini che conferma il suo sorprendente grado di forma. Strappi genoani - autori Catto e Bergamino - fruttano ai rosso-bleu due corners. Il Genoa tenta evidentemente l'azione di sorpresa. Ma il Modena è bene in sella e chiude la partita all' attacco. Pubblico disciplinato e cavalleresco. Arbitro Crivelli A. energico e preciso. MODENA: Brancolini; Boni, Sacchetti; Pedrazzi, Scaltriti, Dugoni; Forlivesi, Tichcoszky, Vezzani, Winkler, Breviglieri. GENOA: De Prà; De Vecchi, Bellini; Barbieri, Costella, Leale; Lamon, Bergamino, Catto, Moruzzi, Neri.  b.r.

Gazzetta dello Sport - 27 Ottobre 1924, Milano  ......................................................................................................

 

MODENA F.C. - GENOA CLUB 1 - 0. (dal nostro inviato speciale). Modena, 26 - Giornata di molle e umido tepore autunnale. Un pallido sole è venuto mezz'ora prima dell' inizio del match, ad allietare il verdeggiante ground modenese. Del sole non v'era certo bisogno per richiamare il pubblico, che , impaziente e rumoroso come non mai, già dalle prime ore pomeridiane, stipava letteralmente i posti popolari. Anche le tribune, assai modeste per essere di recentissima fattura, si sono poi affollate del pubblico più elegante e cosmopolita. Grande attesa a Modena per questo match di cartello! Eppure è per la quarta stagione consecutiva che Genoa e Modena si trovano a combattere nello stesso girone; ma quest' anno l'avvenimento è atteso con rinnovato, ardente desiderio da una folla di sportivi consci dell' enorme progresso conseguito dalla squadra del cuore, desiderio esacerbato dalla strana disdetta che ogni anno si è ripetuta. Il Modena non è mai riuscito, nel dopo guerra, a battere il Genoa. Il Genoa si presenta oggi glorioso di una tradizione mirabile, saldo per un morale quasi intangibile, ma il valore intrinseco suo è assai menomato. Per la gioia dei modenesi, per il disinganno di molti bolognesi, per lo sconforto della sparuta pattuglia genoana, sono annunciate poco prima del match le assenze di Burlando e di Alberti. Se l'assenza del taurino bolognese, tornato per miracolo di volontà, di passione  e di scienza chirurgica, alle aspre contese del gioco del calcio, non può considerarsi esiziale; l'assenza invece di Burlando è talmente grave da compromettere seriamente, di fronte al rinnovato attacco modenese, la barriera difensiva genoana, artefice delle migliori affermazioni in giornate di precarie condizioni di attacco. Sono le 14.40 quando, accolte da un ovazione prolungata, si presentano in campo le due squadre, accompagnate dall' arbitro Crivelli. Le cerimonie sono brevi; un mazzo di fiori, un reciproco "hurrà" ed ecco che in un silenzio sepolcrale il Modena invia. Le prime schermaglie presentano però un Genoa pieno di brio e di velocità ed un Modena tardo a mettersi in azione quasi sconcertato. Non sono trascorsi due minuti che il Genoa ha già sciupato due buone occasioni per segnare. E' fuoco di paglia, però, che l'attacco modenese riesce ad intessere le prime buone azioni ed a giungere nell' estrema area genovese. Ma il Genoa rapido contrattacca. Costella, che ha iniziato l'aspra prova con sicura baldanza, riesce a fornire uno dopo l'altro tre bei palloni all' attacco. Ma lal 10' giunge inopinatamente il goal modenese. Goal strano e non molto convincente.  E' Vezzani che indeciso dinnanzi a De Vecchi allunga sulla sinistra all' allampanato Tichkoski. L'ungherese riesce con una finta e uno scarto a sinistra ad evitare la decisa entrata di Bellini il quale sdrucciola e siccome Costella è lungi Tichkoski ha tempo di inviare sul goal genovese un preciso tiro radente che batte De Prà entrando a pochi centimetri dal paletto destro. Ancora il coro delle grida di giubilo del pubblico risuona per il campo che un serrato attacco genoano impegna la difesa modenese, in maniera preoccupante. E subito dopo, al 12', Modena è costretta per la prima volta in corner. Tira Lamon un perfetto cross che è raccolto però da una testa modenese, ma ecco che Winkler per compiere l'opera liberatrice del compagno commette un fallo di mano così marchiano come inutile. Crivelli ha visto e concede il penalty. De Vecchi tira un secco e potente shoot dal basso in alto. Il pallone batte violentemente sul palo trasversale della porta modenese e rimbalza fulmineo tra una selva di gambe. La melèe è risolta in favore del Modena e il pareggio del Genoa è sfumato. Il Modena frustrato in pieno reagisce conducendo il gioco a ritmo vertiginoso mentre il Genoa appalesa gli evidenti difetti  di inquadratura e non si ritrova più; tanto che il Modena riuscirà a dominare pur senza concreti risultati, fino all' half time. Al 22' con una fuga isolata Lamon provoca un free-kick che, tirato da lui stesso, impegna per un attimo tutta la difesa modenese. Al 27' registriamo il 1.o corner contro i genoani. Esso è però sciupato da Forlivesi il quale subito dopo si riabilita impegnando seriamente De Prà che si salva con un plongeon impeccabile. Manca un minuto alla fine del primo tempo quando Lamon per poco non coglie il pareggio con un preciso cross a conclusione di una sua fuga. Il pallone trascurato da Brancolini, che forse lo credeva molto alto, scuote il palo trasversale della porta modenese. Il secondo tempo è iniziato a ritmo più pacato ed il Genoa ne è subito avvantaggiato. I suoi "halves" possono contenere il giuoco avversario e concedere respiro alla difesa. Ma ciò nonostante l'attacco non combina. Lamon è a terra per un attimo, ma resterà zoppicante per tutto il tempo compromettendo così definitivamente la precaria formazione dell' attacco genoano.  Fino al 20' minuto il Genoa ha un costante se non schiacciante predominio sulla squadra giallo-bleu. Brancolini però non è mai pericolosamente impegnato ed il goal del pareggio è sempre più una vana chimera. Al 34.o il Genoa è per la seconda volta in corner. Ne segue una intricata melèe durante la quale il goal genovese è ripetutamente preso di mira dai modenesi. De Prà in una intricata selva di gambe riesce a parare col pugno un forte tiro basso quindi Bellini per ben tre volte consecutive respinge di testa altrettanti ben diretti e forti tiri in goal! E tutto ciò nello spazio di trenta secondi!Il Genoa, reagendo energicamente,  piomba nell' area modenese e, al 25', ottiene un corner. Al 30' ancora corner contro il Modena e subito dopo Barbieri invia sul goal di Brancolini un bel pallone, ma è troppo alto. Ecco finalmente un bel tiro di Winkler, alto anch'esso però. Il gioco prosegue alterno e ad andatura sempre più accelerata per merito dei genovesi che si vedono inesorabilmente sfuggire il tempo. Al 37' un bel tiro di Bergamino è fermato da Brancolini, ma il pallone gli sfugge, nessun genoano è lì a sfruttare la fortuita occasione. Gli ultimi minuti sono giuocati in modo assai caotico da entrambe le squadre. Ecco che Catto con una bella discesa accende una speranza subito troncata da un free-kick concesso per fallo di mano contro il Genoa. De Vecchi và a prendere il posto di Moruzzi fra gli attaccanti, ma il miracolo di due anni addietro non si ripete. Eppure quest' anno sarebbe bastato anche il solo goal del pareggio per evitare ai baldi atleti genoani la cruda amarezza della prima sconfitta di questo campionato. Il fischio finale di Crivelli è accolto da un delirante urlo di gioia della immensa folla modenese. Il match odierno non consente un giudizio definitivo né sulla squadra modenese, né su quella genovese. Se il risultato bruto può confermare nell' opinione di molti la bella fama conquistata dal Modena in questo serrato inizio di campionato, chi ha vissuto le vicende della partita odierna, si è convinto che il Modena, pur essendo notevolmente migliorato, non è ancora uno squadrone di eletta classe. Oggi è una squadra in gran forma ed ha un morale granitico, ma la lunghezza e l'asprezza del girone eliminatorio ci fa dubbiosi e cui convince che essa non potrà evitare qualche scacco. La difesa modenese è sempre quella: potente e redditizia se non classica. Far dei "goals" a Modena è cosa ardua assai! La linea degli "halves" è migliorata dallo scorso anno. Scaltriti ha avuto oggi un opaca giornata, eppure in difesa non ha mai ceduto. Oggi ha brillato di viva luce il rosso Dugoni. Che bel giocatore sarebbe egli se fosse più corretto!L'attacco modenese ha tre "atouts" di vero valore: winkler, Forlivesi e Vezzani. Tichkoski, scialbo, lento, senz'anima è una brutta copia dell' attaccante classico austriaco. Oggi lasciato assai libero non fece nulla. Breviglieri fece il suo dovere e nulla più. Forlivesi e Vezzani sono ben noti. Di Winkler occorre dir bene sebbene non si possa coscienziosamente classificarlo fra i fuori-classe. Oggi servì molto bene la sua ala e obbligò De Vecchi al suo più classico giuoco di vecchio giocatore internazionale. Però il tanto decantato tiro in goal del giovane austriaco, oggi non si è visto. Del Genoa occorre dire ottimamente della difesa e specialmente di Bellini il quale fu senza dubbio il miglior uomo in campo. Gli "halves" laterali, Barbieri e Leale, fecero il loro solito ottimo giuoco e vanno complimentati. Costella giuocò come sa: con grande anima, instancabilmente. Egli ha dato oggi tutto ciò che può e, se ha di volta in volta fatto rimpiangere Burlando, bisogna pensare alla alta classe del centro half nazionale che non ha ancora trovato in tutta Italia il degno rivale. L'attacco genovese non era organicamente costrutto e non si poteva sperare da esso un giuoco di amalgama. Neri fu poco servito; Catto no tirò mai in goal! Moruzzi indisposto giuocò debole ed impreciso e Lamon risentendo dell' incidente bresciano era menomato nella sua qualità migliore: la velocità. Bergamino fu quello che piaque di più. Egli però ha un gioco troppo classico per intendersi con Lamon e troppo poco deciso per poter riuscire a sorpassare  una difesa dal gioco rude e irruente come quella modenese. Per concludere diremo che oggi abbiamo, a volte, involontariamente rimpianto il classico Maja.  v.m.

Il Piccolo di Genova - 27 Ottobre 1924, Genova  ......................................................................................................

 

04° giornata - 26 Ottobre 1924

Brescia - Pisa 0 - 1; Casale - Spezia 6 - 3; Cremonese - Reggiana 1 - 1; Hellas Verona - Torino 2 - 2; Internazionale - Legnano 1 - 2;  Modena - Genoa 1 - 0. Classifica: Modena 07; Casale, Genoa e Torino 06; Pisa e Reggiana 05; Hellas Verona e Legnano 03; Brescia, Internazionale e Spezia 02; Cremonese 01.

 

GENOA CLUB - INTERNAZIONALE 2 - 1. Quella di ieri fra rosso-bleu e nero-azzurri è stata una delle più brutte partite a cui ci sia stato dato di assistere in questo primo tempo di campionato. Troppi elementi negativi hanno concorso a rendere scialbo e privo di ogni bellezza un match che si delineava sulla carta come uno dei più interessanti dal lato tecnico. a renderlo incolore ha concorso anche l'arbitro il quale non è stato mai pronto ed energico ed ha lasciato che i giocatori procedessero come meglio credevano, senza mai intervenire tempestivamente a sedare le inevitabili controversie che si verificarono durante i novanta minuti di gioco. Le due squadre agli ordini di Portigliatti della Juventus di troino si allineavano così: GENOA: De Prà, Bellini, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Neri, Catto, Alberti, Bergamino e Lamon. INTERNAZIONALE: Campelli, Francesconi, Casartelli, Pietroboni, Tornabuoni, Agradi, Giurati, Conti, Bussich, Agliatis e Rivolta. Per parecchio tempo il gioco fu incerto. Nessuna delle due unità pervenne ad impegnare seriamente l'opposta difesa quantunque i rosso-bleu rivelassero fin dalle prime battute la loro migliore solidità in difesa nei confronti di quella avversaria. Il primo attacco serrato che i campioni d'Italia portavano alla rete di Campelli fu decisivo. al 9' dalla destra genoana Neri portava a fondo un azione mandando al centro un pallone basso, raso a terra. Campelli e i due terzini nero-azzurri nel tentare la respinta inciampavano contemporaneamente mandando la palla a finire tra i piedi di Bergamino che libero a non più di due metri segnava senza difficoltà. Il pubblico, che ieri faceva imponente cornice alla partita, scattava in un applauso sonoro troncato però a metà da una strana decisione dell' arbitro che annullava il goal di Bergamino per offside. Qualche minuto dopo Bergamino abbandonava il campo per una seria contusione ad un piede e non doveva più rientrarvi per tutto l'incontro. Rimasti in dieci i rosso-bleu non si scoraggiarono; essi continuarono a tenere il comando dell' incontro specialmente in virtù della potente difesa e degli instancabili mediani. L'attacco però si palesava pressoché nullo, se si vogliono eccettuare alcune fughe di Neri e qualche puntata di Alberti. Il primo goal del Genoa non veniva che dopo 30 minuti di gioco. Poco prima della mezz'ora Conti con un tiro fortissimo aveva mandato la palla a rimbalzare sul palo superiore della rete di De Prà, quando Neri, sulla rimessa in gioco, provocava il primo calcio d'angolo per i suoi colori. Nella mischia susseguente Francesconi commetteva un visibile fallo di mano che l'arbitro puniva con un calcio di rigore. De Vecchi, con un tiro debole e basso, segnava il primo punto all' attivo del Genoa. Sia il finale del primo tempo che l'inizio della ripresa marcarono una lieve ma costante supremazia dei rosso-bleu senza però che il risultato pervenisse a cambiare. Fu solamente al 29' che un' ennesima azione di Neri sconcertava la difesa nero-azzurra. L'estrema destra passava la palla a Catto il quale l'allungava a sua volta verso il centro dove Alberti senza perder tempo la spediva con un tiro secco e fulmineo a scuotere la rete di Campelli. L'azione era stata così rapida che il portiere nero-azzurro non aveva nemmeno avuto il tempo di piazzarsi per abbozzare un tentativo di parata. a questo secondo goal genoano fece seguito un serrato attacco degli ospiti. De Prà venne seriamente impegnato (al 31') da un cross di Agliatis respinto con i pugni ma sette minuti dopo il portiere nazionale  intempestivamente per sventare un attacco di Rivalta sulla destra, abbandonava la porta che Giurati (il quale aveva cambiato di posto con Rivolta) poteva comodamente infilare segnando il goal per l'Internazionale. Non v'è molto da dire sull' incontro di ieri. L'Internazionale scesa uin campo priva di Lanfritto, Cevenini e Defendi non poteva chiudere con maggior onore la partita che l'opponeva ai campioni d'Italia. La sua forza fu rappresentata dalla coppia dei terzini i quali ebbero del resto facile compito contro un attacco ridotto di numero e disorganizzato. In queste condizioni anche i mediani nero-azzurri poterono lavorare più liberamente ed infrenare le discese avversarie: fra essi Pietroboni e Agradi emersero, mentre il lungo Tornabuoni, sebbene favorito dagli eccezionali mezzi di statura, non tenne posto con uguale continuità.  L'attacco abbastanza tecnico e fuso, mancò di spunto finale, cosa del resto un po' difficile dato il valore della difesa opposta. I migliori forwards nero-azzurri furono Conti e Rivolta. Sul Genoa nemmeno dopo la quinta partita di campionato si può ancora dire nulla di definitivo. Della difesa e dei mediani è inutile ritessere l'elogio: certo si è che è difficile trovare un sestetto così potente e redditizio come quello dei rosso-bleu. L'attacco invece è ancora in alto mare. Il match con l'Internazionale avrebbe dovuto costituire una prova di collaudo per i forwards genoani ma l'abbandono di Bergamino dopo soli dieci minuti di giuoco mandò a monte ogni previsione. Lamon, lasciato solo sulla sinistra, fece de suo meglio; Alberti che rivela la sua classe dal solo modo di impostare l'azione, ma che non si trova ancora nella pienezza dei suoi mezzi, non trovò l'accordo con Catto il quale è in poco liete condizioni di forma. Fra tutti gli attaccanti rosso-bleu il solo Neri diede una sicura visione delle sue magnifiche possibilità attuali.

Il Piccolo di Genova - 03 Novembre 1924, Genova  ..................................................................................................

 

GENOA batte INTERNAZIONALE 2 a 1. Genova, 2 - Era francamente lecito attendere qualcosa di più e di meglio da due squadre della fama e del valore di quelle che si sono incontrate sul campo di Marassi alla presenza di una folla numerosissima. Invece una stana malavoglia ha imperato per tutta la partita colpendo in pressoché ugual misura i giocatori in campo. Il Genoa, che scendeva in campo al completo, era dopo pochi minuti privato di Bergamino contuso al piede sinistro; in compenso l'Internazionale mancava di Lanfritto, Defendi e Cevenini III. Dopo un inizio incolore uno spazzo di vivacità rompe al 9' la monotonia del gioco. La difesa nero-azzurra vacilla, Campelli esce di porta e Bergamino segna ma l'arbitro annulla per fuori gioco. Poco dopo Bergamino esce per non più rientrare in campo. Per merito precipuo dei mediani genovesi il gioco permane prevalentemente nell' area milanese ma la prima fila genoana è disarticolata quanto mai. Il più volenteroso è Neri, mentre Alberti, il più classico, manca di fiato e di volontà. Una buona parata di Campelli al 25' ed un forte tiro di Conti subito dopo. Al 29' una mischia davanti a Campelli, Tornabuoni accorso in difesa commette un lieve fallo di mano punito inesorabilmente dall' arbitro. De Vecchi segna su calcio di rigore. Più scialba che mai la partita prosegue senza che la cronaca debba registrare alcunché di notevole. In seguito ad un difettoso rimando di Casartelli, Neri si impossessa della palla e la passa a Catto che dopo aver giocato Francesconi allunga ad Alberti che non esita a segnare con un tiro da pochi metri. La vivace reazione nero-azzurra frutta loro l'unico punto per merito di Giurati. Arbitro Portigliatti. GENOA: De Prà; Bellini, De Vecchi; Barbieri, Burlando, Leale; Neri, Catto, Alberti, Bergamino, Lamon. INTER: Campelli; Casartelli, Francesconi; Pietroboni, Tornabuoni, Agradi; Giurati, Conti, Bussich, Agliatis, Rivolta. Verso la fine del primo tempo Giurati e Rivolta si sono scambiati il posto.

Gazzetta dello Sport - 03 Novembre 1924, Milano  ..................................................................................................

 

05° Giornata - 02 Novembre 1924

Cremonese - Brescia 3 - 0; Genoa - Internazionale 2 - 1;  Legnano - Spezia 1 - 1; Pisa - Hellas Verona 2 - 0; Reggiana - Modena 1 - 4; Torino - Casale 1 - 2. Classifica: Modena 09; Casale e Genoa 08; Pisa 07; Torino 06; Reggiana 05; Legnano 04, Cremonese, Hella Verona e Spezia 03; Internazionale e Brescia 02.

 

CASALE - GENOA (pagina seguente in cronologia)

Note: La partita il 09 Novembre 1924 non aveva avuto il suo regolare svolgimento per l’impraticabilità del campo.

 

06° Giornata - 9 Novembre 1924

Brescia - Torino 1 - 2; Casale - Genoa (rinviata); Hellas Verona - Cremonese 1 - 2; Internazionale - Pisa 1 - 2;  Modena - Legnano 3 - 1; Spezia - Reggiana 2 - 1. Classifica: Modena 11; Pisa 09; Casale, Genoa e Torino 08; Cremonese, Reggiana e Spezia 05; Legnano 04, Hellas Verona 03; Internazionale e Brescia 02. Casale e Genoa una gara in meno.

 

GENOA e PISA 1 - 1. Genova, 30. Chiudendo alla pari con i campioni d'Italia i calciatori pisani hanno scritto forse la più bella pagina della loro vita sportiva. Non si tratta infatti di un risultato fortunoso o comunque dovuto al caso, ma il giusto premio ad una squadra che ha giocato una grande partita. Il pubblico ha colto nel segno pronosticando un incontro in grande stile  ed è accorso in gran folla sul campo di Marassi nonostante la minaccia incombente della pioggia che non ha fortunatamente intralciato lo svolgersi del gioco. Numerosa e rumorosa anche la colonia toscana. Al loro ingresso particolari applausi toccano agli eroi di Duisburg ed al vecchio Santamaria dal quale si spera scaturisca il "toccasana"  tanto indispensabile per la prima fila genoana, l'eterna paurosa incognita. Bistoletti ha dopo fischiato l'inizio,  e già la battaglia viene combattuta in tono maggiore. Il Pisa si impone all' ammirazione generale per la chiarezza del suo gioco. Moscardini, sempre poco appariscente agli occhi specialmente dei profani, fa egregiamente lavorare i compagni di linea che cozzano contro un sistema difensivo come al solito  poderoso ma che forse risente della stanchezza dei recenti incontri internazionali. La prima bruciante offensiva pisana si concreta al 9' ed obbliga de Prà al lavoro. I genoani tentano di riorganizzare l'attacco ma la coesione è sempre un mito ed i difensori pisani spezzano agevolmente ogni iniziativa personale. Colombari eccelle ed anche i compagni laterali sono preziosi nel tarpare le ali a Neri e Lamon. Al 13' Neri batte un fallo ed Alberti impegna Bedini che avrà poi modo di brillare e di farsi ammirare specialmente per la scimmiesca agilità nello schivare le cariche dopo la parata. Grandi clamori si levano dalle tribune stipate e dal prato nereggiante. La folla è tutta presa dalla passionalità della lotta. Gli attacchi pisani sono finora più frequenti e di miglior fattura che non quelli rosso-bleu. Una fulminea avanzata di Catto dà la stura alle speranze genoane, ma Bedini è felice nella parata e felino nel districarsi dall' assalto di Alberti e Santamaria. Marino Scotti, una vecchia conoscenza del pubblico genovese, forma col massiccio Giuntoli una ben salda barriera. Al 31' su centrata di Favati, De Prà deve uscire per impedire a Merciai di raccogliere. Un calcio d'angolo contro il Genoa al 34'  viene calciato fuori da Sbrana. Una magnifica velocissima azione in profondità Favati - Moscardini - Merciai, viene annullata da Bellini che impedisce all' ala destra pisana di piazzare il tiro. Uno sporadico attacco genoano per poco non frutta il goal. Infatti il fiacco tiro di Alberti sfugge a Bedini che a stento si salva nel corpo a corpo col centro avanti genoano. Un calcio d'angolo contro il Pisa al 40', viene annullato dall' intervento di Viale. Poco prima del fischio della fine del primo tempo il Pisa vede sfuggire la più favorevole delle occasioni. Favati, dopo un aspro duello con Bellini, riesce a centrare un prezioso pallone che tanto De Prà che Sbrana cercano di raccogliere. Il pisano ha la meglio e piazza il tiro a porta vuota. Il pallone, per chissà quale strano sortilegio, rotola lungo la linea della porta ed esce a lato. Il primo tempo è finito. I commenti sono naturalmente vivacissimi. I pisani sono ebbri di gioia e lanciano fragorosi hurrà! Indubbiamente il loro stile come complesso di squadra è apparso migliore. I genoani sostengono che finora i genoani hanno fatto una gara d'attesa, la stessa tattica tenuta con successo contro l' Hellas e la Cremonese. L'inizio della ripresa sembra avvalorare questa ipotesi. Il Genoa fila a grande andatura e costringe i pisani a serrarsi in difesa. Colombari è un po' l'eroe di questa seconda fase. I mediani genoani mantengono costantemente il gioco nell' area pisana e fanno sentire tutto il peso della loro autorevolezza. Al 10' Lamon ha la palla e sferra un fortissimo tiro, alla Levratto siamo tentati di scrivere. Bedini para, Catto gli fila addosso e nell' urto cade. Il portiere pisano stima opportuno serrare la palla sotto il ventre e raggomitolarsi a terra. Proteste del pubblico che vorrebbe il calcio di punizione. Non si descrivono il fosforescente gioco dei genoani e la disperata difesa dei nero-azzurri. Le fasi più vivaci si accavallano con una rapidità fantastica. Due calci d'angolo contro il Pisa non hanno esito. Alla mezz'ora il Pisa riesce a rompere il cerchio che sembra doverla stritolare e punta su De Prà. Il primo attacco di Merciai è respinto da De Prà. Subito dopo De Prà deve salvare in corner dopo, un disperato tuffo, un tiro di Corsetti. Il Pisa insiste. Favati centra forte, De Prà non riesce ad intercettare e Merciai raccoglie e segna fra il doloroso stupore del pubblico. Punto di una limpidezza meravigliosa. L'attacco genoano è impetuoso, irresistibile, fantastico. Leale sferra due fortissimi tiri, i pisani sono tutti davanti al loro goal; De Vecchi giudica la situazione disperata e corre in prima linea.  Il miracolo di tante altre partite si rinnova dopo un altro corner incassato senza conseguenze. De Vecchi al 40' segna il pareggio tra il delirio del pubblico. Gli ultimi 5' non mutano la situazione nonostante l'insistenza del furibondo serrate genoano. Le squadre giocarono al completo.

Gazzetta dello Sport - 01 Dicembre 1924, Milano  ...................................................................................................

 

 

La formazione del Grifone schierata: Mister Garbutt, Delfo Bellini, Ottavio Barbieri, Luigi Burlando, Giovanni De Prà, Renzo De Vecchi, Ettore Leale e il massaggiatore. Seduti Ettore Neri, Edoardo Catto, l'ex attaccante del Bologna Cesare Alberti, Aristodemo Santamaria e un altro nuovo giocatore, il veneto Gino Lamon.

 

Con quasto schieramento i rosso-bleu giocano quattro partite: due casalinghe contro il Pisa (1-1) e il Modena (2-0), e una perduta a Milano con l'Internazionale 1 - 2. Inoltre con lo stesso undici i genovesi affrontano l'ultima e 5' partita col Bologna, perduta come di dovere per 2 a 0.

 

GENOA CLUB - PISA F.B.C. 1 - 1. A tredici minuti dalla fine le due squadre erano ancora zero a zero. La battaglia, che non era stata soverchiamente interessante nel primo tempo, aveva assunto nella ripresa una tonalità vivacissima, un andamento serrato. Dopo i primi quarantacinque minuti durante i quali i nero-azzurri avevano avuto agio di dimostrare tutte le loro qualità di assieme, di saldezza e di forza penetrativa, essi avevano sensibilmente calato nel secondo tempo ed i rosso-bleu erano passati stabilmente all' offensiva bersagliando da ogni dove la rete ben guardata da Bedini. Ma ecco improvvisamente la situazione capovolgersi. Dopo una mezz'ora di gioco durante la quale il Genoa aveva sfiorato più volte il successo, il Pisa riusciva a contrattaccare con decisione. De Prà venne chiamato seriamente al lavoro dapprima per un traversone di Merciai, poco dopo in seguito ad un tiro di Corsetti che il goal keeper azzurro deviava difficilmente in corner. Da questo calcio d'angolo i genoani non si liberavano completamente. Santamaria riusciva ad allontanare per un momento la muta pisana, ma i nero-azzurri ritornavano poco dopo all' attacco. Dalla sinistra Favati portava al centro la palla eludendo Bellini ed obbligando De Prà ad uscire dal goal. Un allungo fatto a tempo a Merciai libero ed il goal pisano era cosa compiuta. Si era esattamente al 32' di giuoco. La controffensiva genoana si sferrò ancora più bruciante. Vi fu qualche momento in cui nell' area di rigore nero-azzurra si trovavano ventun giocatori. Vi si trovavano tutti ad eccezione di De Prà. Era un battere furioso contro la rete pisana che i nero-azzurri difendevano a denti stretti. , un cozzare tremendo fra l'urlo altissimo della folla.  Finalmente a dar sfogo a mille e mille petti ansiosi, De Vecchi, che era passato all' attacco retrocedendo Santamaria, raccoglieva al 41' una palla piovuta al centro da un ennesimo attacco di Neri, trovava uno spiraglio di luce e da pochi metri infilava la rete di Bedini con un tiro ultra potente, mentre i pisani erano quasi spossati dall' affannoso orgasmo della difesa. Le sorti del match erano riportate alla pari. In questa rapida rassegna sta essenzialmente tutto il match di ieri fra Genoa e Pisa. Fu questo l'incontro più combattuto e più emotivo fra tutti quelli disputati fino ad ora, durante questa stagione ben inteso, sul campo di via del Piano. Incontro ricco di combattività e di interesse. L'ultimo quarto d'ora, che fu quanto di più elettrizzante e di emotico che si possa immaginare, sintetizza sufficientemente il match nel secondo tempo che raggiunse il vertice della passionalità. Non si può assistere, anche da spettatori indifferenti, ad una partita dal finale drammatico e così ricco di emozioni come quello di ieri senza sentirsi trascinare. sono questi gli incontri che fanno buona propaganda al calcio perché è coll'incertezza e coll' ansia che il football attira a sé i proseliti oltre alla vivacità ed alla bellezza d'insieme. La partita era cominciata freddamente. Mentre il Genoa tardava a mettersi in azione, il Pisa lanciava subito i suoi uomini tentando a più riprese un primo prezioso successo. Non vi riuscì. I rosso-bleu resistettero e contrattaccarono, ma senza energia. Fu così che alla partita, sempre assai vivace specialmente per opera degli ospiti che apparivano più sciolti, più veloci e maggiormente decisi, non venne portato nessun mutamento in fatto di goals. Entrambe le squadre ebbero in questo primo frattempo qualche occasione propizia per segnare, ma nessuna di esse seppe approfittarne. Né il Genoa, né il Pisa, ma specialmente quest'ultimo che poco prima dello scoccare del 45' minuto perdeva per mezzo di Moscardini un momento propizio quasi a porta vuota a qualche passo da De Prà. In complesso, il primo tempo, aveva mostrato un Pisa energico, volitivo, deciso nei confronti di un Genoa stanco, tardo a mettersi in funzione e poco conclusivo. Gli ospiti si erano fatti notare specialmente per il gioco d'offesa esplicato da essi con buon criterio a metà campo, ma come accade alla maggior parte delle squadre, di poco rendimento sotto il goal avversario. La fisionomia del match mutò completamente nella ripresa. Il Genoa pose subito sul piatto della bilancia la sua classe e la sua forza e passò immediatamente all' attacco. Da questo momento, sino alla fine, escluse le poche azioni una delle quali fruttò il goal ai pisani, il predominio del giuoco fu sempre tenuto dai rosso-bleu. Vi furono alcuni momenti in cui davanti alla rete degli ospiti la palla sostò assai, sempre tenacemente contesa. Cento volte parve che essa dovesse varcare la linea fatale, ma altrettante volte i pisani riuscirono a salvarsi. Brusco capovolgimento di azione al 30'. Due seri attacchi dei nero-azzurri e il goal di Merciai nel modo in cui è stato più sopra descritto. Poi mischie ancora più furiose nell' area di rigore del Pisa, tiri deviati da Bedini e qualche volta dai pali ed infine il pareggio ottenuto da De vecchi al 41'. Poi nuovamente, ma inutilmente attacchi rosso-bleu, faticosamente ma vittoriosamente sostenuti dal Pisa che ebbe nel suo estremo difensore il suo miglior rappresentante. Bedini riuscì negli ultimi minuti a deviare due tiri uno di Santamaria ed un secondo di Bellini, che parevano destinati ad entrare nella rete. Le cause del mancato successo dei genoani, per i quali alla vigilia i pronostici volgevano a favore, sono apparsi evidenti dallo svolgimento del match.  I campioni d'Italia cominciarono il gioco troppo lentamente. Prima che tutto l'undici rosso-bleu si fosse messo in azione passò quasi interamente il primo tempo, al contrario del Pisa il quale si gettò subito a capofitto nella mischia. attacco e mediani genoani nel primo tempo diedero l'impressione di essere stanchi e poco ordinati. Appunto per questo i nero-azzurri poterono sviluppare un giuoco ordinato e costante ciò che non si verificò nella ripresa in cui il Genoa dominò ininterrottamente. Da questo dominio costante gli uomini di De Vecchi non seppero però trarre profitto. L'attacco che è pur sempre la parte più discussa di tutto l'undici genoano, ha funzionato raramente, a sprazzi. esso manca ancora di affiatamento e nemmeno tutti gli uomini che lo compongono sono apparsi a punto. In questo sta essenzialmente il motivo del mezzo insuccesso del Genoa il quale ha ancora bisogno di altre partite, di un assiduo allenamento prima di poter riprendere quell' efficienza che lo potrà mettere in grado di superare più facilmente gli ostacoli. La difesa, eccettuato il momento di disattenzione di cui Merciai approfittò per segnare, fu sempre salda e sicura. I mediani fornirono un eccellente ripresa, degna in tutto delle loro tradizioni. Il Pisa, undici omogeneo e compatto, non lamenta pecche in nessuna parte. Tutto il team è ben amalgamato, deciso e veloce. Non si scompone facilmente. Sa raccogliersi tutto in difesa quando la pressione avversaria è forte, ma scatta in tempo all' attacco rovesciando d'improvviso le situazioni. quello di ieri è un esempio classico dell' abilità dei pisani i quali da dominati seppero in un batter d'occhio capovolgere il giuoco e mutare di faccia il match. Il portiere Bedini fu il migliore fra i nero-azzurri. Buoni i terzini ed attivi i mediani, fra i quali il giovane Colombari emerse per il suo instancabile giuoco. Arbitro fu Bistoletti, ieri assolutamente impari al proprio compito. Le squadre si erano allineate nella seguente formazione. PISA: Bedini, Giuntoli, Scotti, Bracci, Colombari, Viale, Merciai, Corsetti, Moscardini, Sbrana, Favati. GENOA: De Prà, Bellini, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Neri, Catto, Alberti, Santamaria, Lamon.    r.b.

Il Piccolo di Genova - 01 Dicembre 1924, Genova  ...................................................................................................

 

07° Giornata - 30 Novembre 1924

Genoa - Pisa 1 - 1; Legnano - Brescia 0 - 0; Modena - Hellas Verona 1 - 0; Reggiana - Casale 1 - 0; Spezia - Cremonese 0 - 0; Torino - Internazionale 1 - 2. Classifica: Modena 13; Pisa 10; Genoa 09; Casale e Torino 08; Reggiana 07; Cremonese e Spezia 06; Legnano 05; Internazionale 04;  Hellas Verona e Brescia 03. Casale e Genoa una gara in meno.

 

 

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