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CRONACHE CAMPIONATO 1924-25 - Pagina 02 |
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| Stagione | Cronache 1 | Cronache 2 | Cronache 3 | Cronache 4 | Cronache Finali | Extra | Campionato | Tabellini | Giocatori | ||
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TORINO - GENOA 1 - 1. Torino - I granata si sono lasciati oggi carpire una vittoria che ben giustamente avrebbero meritato. E' bastato un attimo di indecisione della loro valente difesa (all' esatta metà del secondo tempo) per insaccare il goal del pareggio, e disarticolare tutto un organismo di squadra oggi soddisfacentemente armonica nel suo lavoro collettivo. Il Torino parve oggi tornato ai suoi giorni migliori: giuoco vario, piacente e costante fra gli uomini delle varie linee, slancio e vivacità di azioni, decisione nelle fasi terminali, giuoco veloce, robusto ma scevro di spiacevoli rudezze. Per contro il Genoa apparve lento e svogliato (specie nel primo tempo) con una prima linea disunita e di scarsa forza penetrativa e con una difesa continuamente assillata dalla pressione avversaria. De Prà ha giuocato una magnifica partita e a lui molto debbono i genovesi se si sono evitati una sconfitta che durante il primo tempo si era profilata inevitabile. Dei suoi compagni di squadra sono stati... all' altezza della situazione: Burlando e Barbieri. Dei due terzini Bellini, per quanto talvolta indeciso, fu migliore di De vecchi che sovente scavalcato dagli impetuosi avversari, brillò in taluni di quegli interventi di misura e di tempo, che costituiscono la miglior parte del suo patrimonio di dote calcistica. Il Genoa, da squadra consumata, seppe contenere l'impeto avversario durante i primi quarantacinque minuti di giuoco e si apprestò alla ripresa in piena efficienza fisica mentre il Torino dopo alcune vivide fiammate andò sempre più gradatamente smorzando il suo ardore combattivo che neppure la frustata del pareggio genoano valse a ravvivare. Tenne bensì ancora il campo con bela energia, ma la fatica di alcuni suoi elementi e l'accresciuta combattività degli avversari gli impedirono di riacciuffare quella vittoria che il goal di Alberti doveva inesorabilmente stroncare al 23.o minuto della ripresa. La partita merita qualche cenno di cronaca. La squadra torinese, ansiosa di andare per le spicce, al 7.o minuto si assicurava un goal per merito di Chiaberti (sostituito di Janni) che batteva la difesa genoana e segnava imparabilmente in un angolo. Pochi istanti dopo De Prà era nuovamente impegnato in una difficile azione, mentre il suo avversario Latella solamente al 15' compiva la sua prima parata su tiro di Catto, il più attivo degli avanti genovesi. Il portiere del Torino, impegnato un paio di volte, sempre si salvava brillantemente da non pericolosi tiri. Più insistente per tutto il primo tempo fu l'offensiva torinese che de Prà sventò sempre nella sua fase finale con delle parate talvolta miracolose malgrado lo svantaggio di giuocare contro il sole abbagliante. All' inizio della ripresa sembra che il Torino voglia ancora ad ogni costo conservare l'iniziativa e il dominio del giuoco, ed infatti dapprima Amadesi e successivamente Martin III per poco non riescono a sorprendere la difesa genovese, ma una improvvisa discesa dei rosso-bleu, culminata con un forte tiro che rimbalza dalla traversa della porta torinese, pare scuotere i genovesi dalla loro scarsa combattività e spronarli ad un più redditizio lavoro. Latella può così farsi applaudire per un paio di classiche parate, ma al 23' è sorpreso da un saettante pallone: è Alberti che calcia da fermo approfittando dell' incertezza dei tre avversari che l'un l'altro si demandano il compito di affrontare il genoano! E' il pareggio. I granata hanno un guizzo di reazione che ben presto si estingue perché la seconda linea, che alla battaglia aveva dato tutta sé stessa, ripiega e termina anche il profittevole collegamento con gli avanti. Fortunatamente la difesa - che in Martin II oggi ebbe il miglior giuocatore in campo - tiene saldamente la posizione e non si lascia travolgere dalle frequenti incursioni dei rosso-bleu che alla distanza sono indubbiamente apparsi in condizioni fisiche migliori degli avversari ormai demoralizzati se pur non rassegnati al mancato successo. I genoani chiudono il match all' attacco, e l'arbitro signor Trezzi lascia il campo applaudito per la coscienziosa fatica egregiamente superata. Le squadre: GENOA CLUB.: De Prà; De Vecchi e Bellini; Leale, Burlando e Barbieri; Neri, Catto, Alberti, Santamaria e Tabacco. TORINO F.C.: Latella; Morando e Martin II; Martin I, Kreutzer e Aliberti; Calvi, Schöenfeld, Martin III, Chiaberti, Amadesi. G.C.Corradini Gazzetta dello Sport - 08 Dicembre 1924, Milano ....................................................................................................
GENOA CLUB - TORINO 1 - 1. Torino, 7. Attratto dalla fama dei due squadroni, quali dono il Genoa e il Torino, , un pubblico enorme è accorso oggi sul campo di corso Sebastopoli, ansioso di vedere misurarsi i campioni d'Italia con i granata concittadini. L'aspettativa del pubblico non è andata delusa, poiché la partita è stata emozionante dal principio alla fine. si è giocato da ambo le parti con molta decisione, ma con correttezza e cavalleria. Nel primo tempo il Genoa ha dovuto adottare una tattica temporeggiatrice e mantenersi sulla difensiva poiché il sole che batteva obliquamente negli occhi, impediva ai giocatori di scorgere bene il pallone, costringendoli ad un assillante lavoro per non lasciarsi sorprendere dagli avversari. Nel secondo tempo, però, il Genoa è stato quanto mai potente e pericoloso, dominando quasi ininterrottamente. De Vecchi, vecchio volpone, riordina a poco a poco le file, indica ai suoi uomini le rispettive posizioni e accorgendosi specialmente della stanchezza degli avversari, che si erano prodigati troppo nel primo tempo, manda più innanzi i propri halves e procura al suo compagno di linea uno spazio sufficiente perchè possa sbizzarrirsi in rimandi lunghi e poderosi. Rovescia, insomma, una situazione che, se non si presentava disperata, sembrava alquanto critica. Il Torino troppo provato dai primi 45 minuti di giuoco, ha dovuto subire una serie di laboriosi attacchi che hanno assediato continuamente la sua porta. Alle 14.45 l'arbitro Trezzi di Milano, fischia l'inizio dell' incontro. Le squadre si presentano in campo nella seguente formazione: GENOA: De Prà, Bellini e De Vecchi; Barbieri, Burlando, Leale; Neri, Catto, Alberti, Santamaria e Tabacco. TORINO: Latella, Morando e Martin 2.o; Martin 1.o, Kreuzer e Aliberti; Calvi, Schoenfeld, Martin 3.o, Chiaberti e Amadesi. Il calcio d'inizio è ai genoani, che sono molestati dal sole che batte obliquamente sul loro viso. Alberti passa a Santamaria e questi già sta per tentare il primo tiro in porta quando Morando interviene veloce e manda lontano. Amadesi si impossessa della palla e centra in corsa da quindici metri. De Prà para con grande sicurezza. Un minuto dopo Aliberti ritenta la sorte, ma il tiro passa a lato. In questo breve periodo di tempo il Torino domina e la sua minaccia frutta l'unico goal al 5' minuto nel seguente modo:il centro half del Torino, su calcio di punizione, allunga a Chiaberti. Questi, a ridosso di Bellini nell' area di rigore, si sposta a destra e saetta nell' angolo opposto a quello in cui si trova De Prà. All' 8' minuto, Kreuzer tenta di raggiungere la via del goal. Al 9' il Genoa è in corner. Ma se finora il Genoa si è limitato al compito di arginare le ordinate e pericolose discese degli avversari, ora tenta a sua volta energici e poderosi contrattacchi coi propri avanti. In una di queste azioni, al 13.o minuto, Catto impegna per la prima volta Latella. Al 18.o minuto il Genoa è ancora in corner. Al 21' Neri, dopo una fuga, passa a Alberti che spara in porta. Latella nuovamente para. Al 25.o minuto calvi, che ha in Schoenfeld un ottimo collaboratore, sciupa una bella occasione. Al 35.o minuto Amadesi, avuta la palla da Kreuzer, centra stupendamente in porta ma De Prà, calmo e sicuro, blocca in modo brillante. al 36.o minuto corner contro il Genoa. Al 37.o minuto un goal di Chiaberti è annullato perché segnato colle mani. Al 40' e 41', due parate ottime del portiere nazionale su cross di Martin 1.o e di Amadesi, quindi la fine del primo tempo. Alla ripresa, Amadesi ancora una volta cerca affannosamente il successo, ma calcia a lato. Tre minuti dopo, il Genoa è in corner. De Prà si libera con disinvoltura da un traversone di Amadesi. A questo punto abbiamo una vigorosa offensiva dei genoani, sotto la guida di De Vecchi che lancia i suoi uomini risolutamente all' attacco. Al 6.o minuto i rosso-bleu beneficiano di un calcio di punizione, per fallo di Kreuzer. Tira il capitano che scaraventa in porta, nell' angolo sinistro. Latella para a stento. Al 13.o minuto, mentre la pressione continua, Burlando caccia il pallone sulla sbarra trasversale della porta. al 15.o minuto Santamaria ha uno scontro con martin 1.o ed esce dal campo per pochi minuti, durante i quali Schoenfeld riesce ad impegnare De Prà. Al 20.o minuto Catto insidioso e travolgente sfiora il palo. Al 26' corner contro il Torino. E' allora che l'andatura degli attacchi genoani prende un ritorno più accelerato, più focoso, più travolgente. Gli avanti puntano direttamente sul goal, incuneandosi tra i terzini avversari. Il pubblico invano incita i giocatori ad arginare. Al 24' Santamaria si precipita su Morando che tenta di liberarsi dalla stretta e da terra ne ostacola a più riprese il rimando; anzi riesce a passare a lato. Alberti sopraggiunge veloce e calcia violentemente in porta con un forte tiro da 15 metri. E' il sospirato pareggio. Ed è qui che tutto lo sforzo e la costanza dei valorosi giocatori dello squadrone genoano è brillato della più vivida luce. Ma ben altro vogliono gli ospiti: è la vittoria che anelano. Al 31.o minuto , per poco Catto non segna con un magistrale colpo di testa su calcio d'angolo. Al 34' Santamaria e Neri si passano per alcune volte la palla a zig-zag, sino a sfiorare la porta di Latella. Al 35' corner contro il Genoa. Al 40' meravigliosa parata di De Prà, sull' unico tiro pericoloso di Calvi. A questo punto la squadra genoana dà segni di stanchezza e la fine viene fischiata restando invariato l'esito delle parti. Il Piccolo di Genova - 08 Dicembre 1924, Genova ...................................................................................................
08° Giornata - 08 Dicembre 1924 Casale - Brescia 2 - 1; Cremonese - Legnano 3 - 0; Hellas Verona - Spezia 3 - 0; Internazionale - Modena 4 - 1; Pisa - Reggiana 2 - 0; Torino - Genoa 1 - 1. Classifica: Modena 13; Pisa 12; Casale e Genoa 10; Torino 09; Cremonese 08; Reggiana 07; Internazionale e Spezia 06; Hellas Verona e Legnano 05; Brescia 03. Genoa e Casale una gara in meno.
GENOA batte LEGNANO 6 - 3. Genova - Il vento violentissimo e gelido ha guastato una partita che prometteva di essere interessante per l'estremo impegno posto dalle due squadre in campo ed anche bella tecnicamente per l'indubbia classe dei giocatori. Le insistenti raffiche di gelata tramontana hanno impedito l'impostazione di un razionale gioco collettivo rendendo pressoché impossibile il controllo della palla che folleggiava nelle più improvedute traiettorie frustrando ogni tentativo di passaggio tra giocatore e giocatore. Ne è scaturita una contesa tutta costellata di personalismi più o meno brillanti e tutti improntati a poco comune combattività. Le estreme difese hanno avuto difficilissimo il compito per le condizioni atmosferiche cui abbiamo accennato e di conseguenza il punteggio è stato quanto mai bizzarro. La vittoria ha indubbiamente elargito i suoi favori alla squadra più meritevole ma il Legnano si è difeso con un coraggio degno del massimo elogio. I lillà privi di Zsin hanno avuto nel minuscolo Rossi un centro mediano efficacissimo, continuo ed instancabile. Molto bene pure Gerola mentre l'anziano Lovati risente un po' del... grigiore dei capelli. La prima fila legnanese ha lasciato buona impressione: gioca senza fronzoli, puntando direttamente sulla porta avversaria a passaggi rapidi e semplici. Anche il trio difensivo ha mostrato di essere saldo nonostante il largo punteggio subito. Complessivamente una solida squadra destinata a salire molti gradini in classifica. I vincitori sono sempre alla ricerca di una soddisfacente formazione della prima linea. Oggi Santamaria è stato spostato all' ala sinistra ma questa trovata ci lascia un po' scettici: benché oggi l'anziano nazionale sia stato di prezioso ausilio per la sua squadra, per la sua impareggiabile scaltrezza nell' approfittare di tutte le occasioni favorevoli. Ma indubbiamente il difficile ruolo di ala è più appropriato ad un giocatore maggiormente veloce e provvisto di fiato ad iosa. Moruzzi. la riserva preziosissima, sa sempre rendersi utile mentre Catto ed Alberti, specie nel primo tempo, non si sono intesi. Grave errore tattico dei genoani fu l'aver lasciato completamente inoperoso nel primo tempo l'ottimo Neri dal quale sono scaturite, nella ripresa, le più favorevoli occasioni per impinguare il bottino dei rosso-bleu. Alle 15 precise, presente una folla numerosa, Majani fischia l'inizio. I legnanesi hanno il vento in favore e ne approfittano per scendere all' attacco cercando evidentemente di cogliere un successo iniziale su cui vivere nella ripresa. La lunga serie di punti è aperta dai legnanesi. Al 6' Torriani passa la palla a Rokkenche a noi sembra in posizione di fuori gioco. L'ungherese avanza e passa nuovamente al suo esterno che centra un bel pallone a cui de Prà va incontro ma Tosi riesce a calciare in porta e a segnare. I rosso-bleu corrono all' attacco e Rossi ha modo di emergere. Qualche accenno al gioco pesante, qualche svista dell' arbitro danno motivo ad alti clamori. Moruzzi con una bruciante puntata sorprende Cameroni con un bel tiro trasversale e segna il pareggio al 12'. Gli avanti genoani giocano a sprazzi vigorosi ma inorganici. Al confronto i lillà appaiono più legati. Ma, ripetiamo, sono le azioni personali che danno il tono alla partita. Un fallo di mano di Burlando al 35' sul limitare dell' area di rigore da modo a Rokken di segnare con una puntata raso terra che trasforma in goal il calcio di punizione. E così il Legnano termina il primo tempo col vantaggio di un punto. Nell' intermezzo la folla si sposta verso la porta a sud, prevedendo l'assedio alla porta legnanese. L'offensiva genoana si scatena in grande stile. Cameroni è chiamato al lavoro, tutti i legnanesi sono nella loro area per difendere il prezioso ma troppo esiguo vantaggio. Si comincia a far lavorare Neri e ne consegue un evidente maggior rendimento della prima linea dove anche Catto e Alberti si sono ripresi. All' 11' tocca Santamaria l'onore di pareggiare. Neri al 19' comincia a dar forma concreta alla assoluta prevalenza genoana e segna il 3.o goal. L'assedio continua. E' ora Catto che segna con un bel colpo di testa al 31'. Anche Bellini, più che mai poderoso, partecipa alla mischia confusa. Qualche coraggioso tentativo dei lillà di rompere il cerchio si smorza contro De Vecchi. Santamaria segna ancora al 35'. qualche altro sprazzo dei lombardi che riescono ad impegnare De Prà un paio di volte. I loro sforzi generosi vengono premiati da un calcio di rigore al 39' che Allemandi trasforma in goal. A 3' dalla fine Santamaria raccogliendo un passaggio di Neri segna il sesto ed ultimo goal per il Genoa. L'entusiasmo per la bella vittoria fa dimenticare alla folla il freddo intensissimo: il calore dell'entusiasmo fa sciogliere il nevischio che comincia a cadere. GENOA: De Prà; Bellini, De Vecchi; Barbieri, Burlando, Leale; Neri, Catto, Alberti, Moruzzi, Santamaria. LEGNANO: Cameroni; Colombo V, Allemandi; Lovati, Rossi, Gerola; Gallino, Olivieri, Tosi, Rokken, Torriani. Gazzetta dello Sport - 15 Dicembre 1924, Milano ...................................................................................................
GENOA CLUB - LEGNANO F.C. 6 - 3. Non c'è molto da dire su questa partita che si è chiusa con un punteggio piuttosto inconsueto. Il vento che soffiava a raffiche impetuose, gelide e insistenti, è stato l'arbitro della situazione. Il despota assoluto che ha imposto durante la partita la sua volontà e il suo capriccio. Si è visto il pallone compiere le traiettorie più strane e giuocare tiri birboni a tutti i giocatori. Alcuni dei goals segnati furono il frutto dei capricci del vento che non il risultato di felici azioni di gioco. Così il punteggio ottenuto va considerato con qualche riserva, non perché questo sia ingiusto nei riguardi dei meriti delle due squadre, ma perché tali meriti li riproduce con evidente alterazione. La partita si inizia alle 15 precise diretta dal cap. Maiani della Juventus di Torino. Nonostante la giornata fredda, numeroso pubblico cinge il campo di gioco. Il Genoa, che gioca contro vento, ha la palla ma i primi a scattare sono i lillà, con un azione in profondità rapidissima. Primi a segnare sono i legnanesi al 7'. Un passaggio di Gallino è fermato da Rokken il quale allunga al centro. Tosi raccoglie prontamente e segna di precisione sorprendendo De Prà. Il Genoa passa subito alla riscossa e non sono passati 5' che il pareggio è già ottenuto. Ne è artefice Moruzzi, il quale, dribblato Colombo, centra da pochi metri e manda il pallone a finire nella rete di cameroni. Il giuoco non era molto brillante. I rosso-bleu poggiavano le loro azioni prevalentemente sulla sinistra risparmiando Neri e Catto. I lillà favoriti dal vento segnavano un leggero predominio, ma le loro puntate veloci venivano egregiamente stroncate dalla diligente difesa genoana. Bellini particolarmente lavorò con assiduità, senza incertezze e senza titubanze. Ma verso il 30' i rosso-bleu ebbero uno scatto offensivo brillantissimo. Il Legnano veniva costretto in corner due volte: nel secondo Cameroni salvava un tiro di testa di Santamaria. Un fallo di Bellini al 34' fruttava al Legnano un calcio di punizione proprio quasi sul limite dell' area di rigore. Rokken operava un tiro fortissimo e mandava il pallone nella rete di de Prà. Nonostante la reazione genoana i lillà custodirono saldamente il vantaggio acquistato e riuscirono a chiudere il primo tempo con un goal di scarto all' attivo. Nella ripresa le sorti della partita si capovolsero. il vento era in favore dei rosso-bleu i quali mantennero quasi sempre il dominio del campo. I legnanesi parevano in balia dei loro avversari dai quali erano nettamente schiacciati. I cinque goals segnati in questo secondo tempo stanno ad indicare la continua superiorità dimostrata dai concittadini, il vento prendeva la sua vendetta. Al 5' Santamaria con un forte traversone otteneva il pareggio. La difesa legnanese era letteralmente assediata dai tiri avversari che non conoscevano tregua. al 9' i lillà subivano un calcio di punizione; al 12' un corner, quindi Moruzzi chiamava Cameroni al lavoro con un ottimo centro. Al 18' Neri riusciva a sfuggire a Gerola e da pochi metri infilava la rete legnanese. I rosso-bleu mantenevano sempre il loro predominio e i lillà si accontentavano soltanto di qualche puntata in una delle quali, su tiro di Tosi, De Prà veniva impegnato. Un calcio di punizione contro il Legnano al 30' veniva salvato in corner che, successivamente ne provocava un altro. Il tiro di Leale veniva raccolto ottimamente da Catto che di testa segnava malgrado una tardiva parata di Cameroni quando già il pallone era entrato. Poco dopo tre ratèe consecutive di Moruzzi, Alberti e Neri fanno mancare ai genoani un altro goal sicuro. al 34' il Legnano è ancora in corner. Su tiro di Neri, Santamaria raccoglie di testa e devia in goal. Un fallo di Bellini nell' area di rigore genoana frutta al Legnano un penalty che Allemandi converte in goal. Ma la serie dei goals genoani non è finita: al 43' un cross di Neri è mancato da Moruzzi ma Santamaria è pronto a raccogliere il tiro e opera un traversone che batte in pieno Cameroni. All' ultimo minuto di giuoco il Legnano è in corner e dopo il tiro di Neri l'arbitro fischia la fine. La partita tra i lillà e i rosso-bleu non offre lo spunto a rilievi importanti. Il vento, come abbiamo detto più sopra, ha completamente guastato il match ed ha impedito che le due squadre svolgessero il loro abituale sistema di giuoco. La partita va distinta in due fasi nette: un primo tempo in cui il Legnano profittando delle speciali circostanze di vento poteva imporre a tratti una leggera superiorità; una ripresa invece con caratteristiche perfettamente opposte ed in cui la superiorità dei genoani fu addirittura schiacciante. Indubbiamente in condizioni atmosferiche più normali il punteggio di questa partita sarebbe stato certamente diverso, e benché i lillà non sarebbero forse sfuggiti alla sconfitta la loro prova avrebbe potuto essere assai più apprezzata. Come squadra presa nel suo complesso il Legnano è apparso abbastanza omogeneo e saldo nelle sue linee. L'attacco è mobilissimo e sa intessere azioni di buona fattura: i sostegni, e specialmente quelli laterali, lavorano con impegno e sanno abbastanza coprire degnamente il loro ruolo. La difesa è buona nei terzini mentre Cameroni qualche volta si è lasciato sorprendere nei piazzamenti. Il Genoa poteva giocare meglio, la prima linea con Santamaria all' ala e Moruzzi inside non ha ancora risolto il problema dell' attacco genoano. Santamaria si è lasciato prendere in velocità, ma ha disputato un' ottima prova. Alberti non ha soddisfatto e mono ancora Catto. Della linea mediana e della difesa è vano ripetere l'elogio. De Prà però abusa un pò troppo delle uscite spesso intempestive. GENOA: De Prà, Bellini, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Neri, Catto, Alberti, Moruzzi, Santamaria. LEGNANO: Cameroni, Colombo, Allemandi, Lovati, Rossi, Gerola, Gallino, Olivieri, Tosi, Rokken, Torriani. Il Piccolo di Genova - 15 Dicembre 1924, Genova ...................................................................................................
09° Giornata - 14 Dicembre 1924 Brescia - Reggiana 1 - 1; Cremonese - Internazionale 1 - 1; Genoa - Legnano 6 - 3, Hellas Verona - Casale 2 - 1; Pisa - Modena 0 -1; Spezia - Torino 1 - 0. Classifica: Modena 15; Genoa e Pisa 12; Casale 10; Cremonese e Torino 09; Reggiana e Spezia 08; Hellas Verona e Internazionale 07; Legnano 05; Brescia 04. Genoa e Casale una gara in meno.
GENOA batte REGGIANA 4 a 2. Reggio, 21 dicembre. Oggi il Genoa ha potuto strappare una vittoria indubbiamente più netta di quanto non comportasse l'andamento della partita in grazia della stragrande abilità tattica che è la dote più sicura della squadra campione d'Italia. La partita ha avuto due tempi assai dissimili. Nel primo giuoco stretto, guizzante, ricco di insidie e di scatti da parte della Reggiana, che piglia francamente la meglio, ma viene chiusa dalle estreme barriere dei genoani. Nel secondo il giuoco, a parte qualche sprazzo di durezze e di fallosità, si fa più largo, più personale: le fasi si alternano ma le migliori risorse individuali dei rosso-bleu procurano al Genoa la vittoria. Il primo tempo vede un goal per parte, il secondo tre per il Genoa e uno per la Reggiana. Nonostante il linguaggio delle cifre, che vorrebbero indicare nel secondo tempo il miglior periodo genoano, la squadra rivelò sotto la stretta dell' offensiva reggiana il suo più alto grado di potenza. La vittoria genoana è proprio dovuta a questa tenace resistenza, che non si lasciò travolgere, come accadde ad altre squadre, dallo smagliante inizio di partita dei giuocatori reggiani. La prima fila comandata dal duo Powolny - Romano era oggi in istato di grazia. Bene sorretta dai mediani tentò con abilità tutte le vie di passare. Dalle discese in profondità fra i due grandi insidiatori, alle fughe di Vacondio, ottenne un goal, ma non riuscì mai a sconcertare il campo nemico. De Vecchi non si scostò un millimetro dalla sua consueta linea di giuoco; Burlando, dieci volte passato in tromba, dalle fughe, dagli scatti e dai palleggi degli avversari, seppe sempre riprendersi, fino a diventare il dominatore nel secondo tempo. Le folate offensive dei genoani arrivarono pure ad ottenere il goal del pareggio. Ma la linea non ebbe un lavoro chiaro. Si perse coi tentativi di palleggio alto, fu debole e imprecisa nel tiro. Alla distanza, nel secondo tempo, il Genoa si impose. E la sua linea mediana, con Burlando e Barbieri liberati dalle preoccupazioni della difesa, alimentò continuamente l'attacco, che pur non migliorando di molto lo stile di giuoco, potè segnare a sazietà. La squadra reggiana fu però in questo secondo tempo la migliore alleata... degli avversari. Si abbandonò al nervosismo e ruppe la bella fusione che l'aveva resa dominatrice nel primo tempo. La linea mediana diede evidenti segni di stanchezza e la difesa, che giuoca d'impeto, si vide ributtata sovente in pieno scompiglio. Powolny e Romano marciarono isolati. L'attacco visse per esclusivo merito delle ali. La Reggiana avrebbe avuto bisogno di un vantaggio sul quale riposare. Ma questo non era venuto nel primo tempo per le ragioni suesposte, e quando la Reggiana poté ottenere un secondo goal, De Vecchi - passato immediatamente a galvanizzare la sua prima fila - stroncava la nascente speranza di una vittoria reggiana. Tre goals si segnavano nel giro di dieci minuti. Successo di tattica, ad annullare il quale non bastò l'ultimo vigoroso quarto d'ora di controffensiva della reggiana. Ma la partita odierna non è tale da far ritenere risoluto il problema della prima linea genoana. Alberti al centro non è più il campione di una volta. Moruzzi è più falloso che preciso. Il giuoco d'attacco manca di conclusione in profondità. Superiore all' elogio il sestetto difensivo. Per la Reggiana la partita è di quelle che giovano a farsi un' esperienza. Il gioco offensivo è ancora vivace, bello e concludente. Pecca solo di continuità. Tutta la squadra poi ha il difetto di reggere male alla pressione avversaria. La difesa si sbanda facilmente, gli halves calano sotto lo sforzo difensivo. Oggi poi ha aggravato la situazione l'inesplicabile ostinazione di Powolny e di Romano nel tentare il giuoco individuale nel secondo tempo. Il match ha inizio in un ambiente elettrizzato. Lo dice l'applauso che saluta il Genoa quando fa il suo ingresso in campo e più ancora l'urlo, accompagnato dall' altissimo stridere delle raganelle, che si leva quando irrompono sul rettangolo di giuoco i "granata" di Romano, che per l'occasione vestono la maglia bianca. I reggiani giuocano contro sole, che batte in pieno negli occhi, ma nulla arresta lo slancio febbrile dei passaggi, Powolny, Romano, Baviera. Burlando riuscirà a toccare pochi palloni nella prima mezz'ora. e' De vecchi che si assume il compito di ostacolare il giuoco reggiano, avanzando fino ad incunearsi nel trio avversario. Vacondio e Powolny impegnano ripetutamente De Prà, che si trova talvolta anche in difficoltà. Il gola è ottenuto al 20' da Romano, su tiro di punizione battuto da Marchi. Seguono dieci minuti di riscossa genoana e Foschini si fa applaudire salvando due tiri di -Catto, il primo al 25' su "free-kick" di De Vecchi. Al 28' è Neri che ottiene un corner. Al 31' Foschini esce fuori tempo e nel groviglio che ne nasce il pallone è calciato fuori. Un minuto dopo avviene il pareggio. Catto scarta una melèe formatasi nell' area di rigore reggiana e segna imparabilmente. Due rapide e smaglianti azioni reggiane per poco non concludono. Al 40' Powolny, libero a cinque metri da De Prà, alza un pallone che si riteneva sicuramente in rete. Gli ultimi cinque minuti sono guastati da una serie di incidenti che vedono a terra successivamente Moruzzi, Santamaria e Catto. Il Genoa è all' attacco e Foschini si salva in giuoco pericoloso da una incursione decisissima. Il secondo tempo si inizia sullo stesso metro,ed è Marchi che resta contuso. Ma poi la calma ritorna, pur giuocandosi prevalentemente in forza. Il Genoa ha in campo una discreta prevalenza di attacchi, ma non riesce a piazzare il tiro. Rompe l'assedio una fuga di Baviera. Al 13' ferri porta astutamente in centro un pallone in centro che Romano calcia in rete. Mentre tutt' intorno esplode la gioia per l'intravista vittoria reggiana, De vecchi passa all' attacco, al posto di Moruzzi. E' come mettere un gatto in una gabbia di passeri. La già affannata difesa dei bianchi è sconvolta dall' ossessione del nuovo insidiatore. Il quale, padrone della palla, dona spigliatezza al suo attacco. Con Santamaria provoca una discesa, che dà a Neri, liberissimo, il modo di pareggiare. Siamo al 17'. Cinque minuti dopo ancora da de vecchi parte una puntata che Foschini para, ma nel rilevarsi è caricato da Alberti che mette il pallone in rete. De Vecchi torna alla difesa, ma al 26' è chiamato a tirare un calcio di punizione. Sulla debole respinta, Catto riprende e segna il quarto goal. In meno di dieci minuti la partita è così decisa. A nulla gioveranno i numerosi e potenti contrassalti della reggiana, nè le puntate di Powolny. Una di queste, al 27', provoca un corner. Sul tiro d'angolo viene commesso un evidente fallo di mano. Ma l'arbitro non concede il penalty, sollevando un coro di proteste che dureranno fino al termine del match... ed oltre. I dirigenti della Reggiana, a scanso di guai, hanno provveduto al... rimpatrio di Armano a mezzo di un' automobile. Per la verità il malumore del pubblico non si è esteso ai giuocatori avversari. Alcuni di questi, come De Vecchi, Burlando e de Prà, sono stati anzi oggetto, all' uscita dal campo, di vive acclamazioni. Le squadre: GENOA: De Prà; Bellini, De Vecchi; Barbieri, Burlando, Leale; Neri, Catto, Alberti, Moruzzi, Santamaria. REGGIANA: Foschini; Panzacchi, Vannini; Marchi, Bezzecchi, Bottazzi; Vacondio, Baviera, Romano, Powolny, Ferri. m.z. Gazzetta dello Sport - 22 Dicembre 1924, Milano .................................................................................................
GENOA CLUB - A.C.REGGIANA 4 - 2. Reggio Emilia, 21. Mai tanta folla come oggi il campo dell' Associazione Calcio Reggiana aveva ospitato. La venuta dei campioni d'Italia nella nostra città era attesa da tempo con morbosità ed oggi tutti gli sportivi, compresi anche quelli dei pesi circostanti, sono accorsi ad assistere al duello fra reggiani e genovesi. La partita è stata assai accanita e assai incerta sino quasi alla metà della ripresa ed ha interessato altamente il pubblico che ha accompagnato il giuoco delle due squadre con clamori altissimi. Ancora una volta la classe ha finito col trionfare sulla foga: la maggior tecnica dello squadrone di De vecchi, nei confronti con la velocità dei giocatori reggiani, ha fatto brillare le doti del Genoa che è apparso in certi momenti il grande undici da tutti celebrato. I concittadini hanno incominciato la partita impetuosamente e per più di un quarto d'ora hanno tenuto il predominio del giuoco cosicché, bilanciando le azioni, si può dire che il primo tempo sia stato equilibrato. Nella ripresa invece, dopo un vivace inizio del Reggio, il Genoa ha attaccato a fondo imponendo la sua classe e non ha tardato a cogliere i frutti, costituiti questa volta da tre goals in dieci minuti, goals che hanno irrimediabilmente deciso le sorti dell' incontro. I rosso-bleu hanno giuocato tutti un ottima partita ma sopra tutti hanno eccelso Barbieri, Catto e Neri. fra i reggiani, oggi in maglia bianca, hanno emerso Romano, Powolny, Marchi, Vacondio e il portiere Foschini. La partita si è iniziata alle 14.40 sotto la direzione dell' arbitro Armano della Juventus di Torino. I concittadini, che per l'occasione hanno svestita la maglia granata per indossare quella bianca, attaccano subito con grande decisione impegnando sin dalle prime battute la difesa rosso-bleu. il Genoa tarda a ritrovarsi e il compito dei suoi difensori è laborioso. A coronare questo periodo di superiorità reggina sopravviene al 20' minuto il primo goal. L'ala destra Vacondio, che è stato uno dei migliori uomini, riesce a mandare al centro un pallone insidioso che provoca una mischia davanti alla porta di De Prà. Questa mischia viene infine risolta da Romano che può trovare uno spiraglio per il quale saettare il pallone nella rete genoana. Lo smacco scuote i rosso-bleu i quali cominciano a lavorare seriamente e a portare attacchi in stile al goal di Foschini. Al 33' Alberti, su centro di Santamaria, piazza da una decina di metri un forte tiro ottenendo il pareggio per gli ospiti. Sino alla fine del primo tempo la superiorità del Genoa è evidente ma nessuna altra marcatura di goals è da segnalarsi. L'inizio della ripresa trova nuovamente i reggiani all' attacco. Al 13' i forwards bianchi compiono una buona discesa in linea e Vacondio, sfuggito a Leale, manda al centro la palla. romano raccoglie e marca per la propria squadra un magnifico goal. Nelle file genoane avviene allora un cambiamento. De Vecchi passa all' attacco mandando indietro Moruzzi. Gli effetti di questo spostamento si fanno ben presto sentire. Al 17' Santamaria e De vecchi con una fitta serie di passaggi riescono a portare la palla sino in fondo alla linea di giuoco; Santamaria centra e Catto, raccogliendo al volo, pareggia per il Genoa marcando il più bel punto della giornata. Non paghi del successo i campioni d'Italia insistono nell' offesa. Al 21' è ancora Catto il quale con un forte tiro obbliga Foschini a una difficile parata. Il portiere reggiano non ha tempo di liberarsi della palla che Alberti, sopraggiunto velocemente, gliela toglie segnando il terzo goal. Dopo cinque minuti è Catto, il quale raccoglie la palla sfuggita a Foschini in seguito ad un tiro di Santamaria, a marcare il quarto punto. Sicuro ormai del successo De Vecchi ritorna a terzino e la partita sui chiude con esito immutato malgrado gli ultimi tentativi dei reggiani. Il contegno del pubblico è stato poco cavalleresco. Le squadre: A.C.REGGIANA: Foschini, Panzacchi, Vannini, Marchi, Bezzecchi, Bottazzi, Vacondio, Baviera, Romano, Powolny, Ferri. GENOA: De Prà, Bellini, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Neri, Catto, Alberti, Moruzzi, Santamaria. Il Piccolo di Genova - 22 Dicembre 1924, Genova ...................................................................................................
10° Giornata - 21 Dicembre 1924 Casale - Cremonese 3 - 0; Internazionale - Hellas Verona 3 - 1; Legnano - Torino 4 - 1; Modena - Brescia 2 - 0; Reggiana - Genoa 2 - 4; Spezia - Pisa 0 - 1. Classifica: Modena 17; Genoa e Pisa 14; Casale 12; Cremonese, Internazionale e Torino 09; Reggiana e Spezia 08; Hellas Verona e Legnano 07; Brescia 04. Genoa e Casale una gara in meno.
GENOA CLUB - SPEZIA 3 - 2. Una partita che avrebbe potuto risolversi con una felice affermazione dei campioni d'Italia , si è invece chiusa con un successo di misura degli uomini di De vecchi. Lo Spezia grazie all' inesauribile buona volontà dei propri elementi non ha mai piegato dinnanzi all' incalzare ed al premere degli attacchi avversari: si è sempre difeso con grande coraggio senza mai permettere al rinato attacco genoano di disporre a piacimento della propria rete. Appena fischiato l'inizio, tra una discreta cornice di folla e con un velario di nubi minacciose, il Genoa partiva decisamente all' attacco. In pochi minuti lo Spezia incassava due corners e Bortolozzi aveva modo di incominciare la sua fatica settimanale bloccando sin dall' inizio due pericolosi palloni inviatigli da Santamaria e da Aalberti. Lo Spezia fu in questo primo tempo quasi completamente dominato e dovette assolvere un compito essenzialmente difensivo, limitandosi a contrattaccare a rapide puntate quando gli riusciva di sfondare la cerchia in cui attaccanti, mediani e terzini rosso-bleu l'avevano stretto. Fu appunto in una di queste improvvise folate che l'estrema destra spezzina, l'atletico Cometto, fuggito dalla sorveglianza di Leale, riusciva a concludere la sua sgroppata con un forte traversone che trovava De Prà impreparato. Il portiere nazionale abbozzava un tentativo di parata ma la palla gli sfuggiva, batteva in un palo laterale ed entrava in goal. Era il pareggio al goal segnato un minuto prima da Alberti il quale raccogliendo un allungo di Burlando, si incuneava fra i terzini avversari e da una quindicina di metri sparava basso senza che Bartolozzi potesse deviare la palla che andava ad adagiarsi nella rete. Dopo il pareggio dello Spezia il Genoa fu per qualche minuto disorientato. Di ciò approfittarono gli ospiti per attaccare ed ottenere un calcio d'angolo, ma poco dopo i rosso-bleu erano di nuovo all' offesa. Al 36' un corner contro i bianchi provocava una mischia furibonda sotto la porta spezzina: Bartolozzi parò un corto tiro di Alberti ma sul suo debole rinvio la mischia si riaccese ancor più accanita e venne risolta solamente da Santamaria che poteva mandare la palla nella rete mentre l'estremo difensore spezzino giaceva a terra contuso. La ripresa fu un poco più equilibrata, quantunque il Genoa abbia ugualmente dominato. Di notevole in essa un calcio di rigore dopo pochi minuti di gioco concesso dall' arbitro ai campioni d'Italia per uno sgambetto su Barbieri, calcio di rigore che De vecchi falliva mandando la palla a lato. Al 14' Catto libero a qualche metro dalla porta, tirava in pieno su Bartolozzi; un minuto dopo Alberti raccoglieva un preciso centro di Neri e segnava magistralmente il terzo goal per i suoi colori. Lo Spezia pervenne verso la fine ad aumentare il proprio attivo grazie ad un regalo di De Prà. Il portiere genoano infatti nel battere un rinvio tardava a liberarsi della palla e l'arbitro lo puniva con un tiro a due calci. Rossetti raccoglieva il passaggio di Gallotti e lestamente portava a due i goals dello Spezia. Questa per sommi capi la partita tra Genoa e Spezia. Essa è abbastanza ricca di insegnamenti, sia per i vincitori che per i vinti. Da essa innanzi tutto balza una prima constatazione: i due goals subiti dai rosso-bleu. Se si sommano i palloni entrati nella rete di De Prà in questi ultimi matchs, non si può non trarre la conclusione che la difesa del Genoa una volta segnata a dito come la più salda fra le salde, presenti attualmente qualche falla. Ieri, ad esempio, la linea attaccante dello Spezia, che non va certamente famosa per la sua efficienza penetrativa, è riuscita a mandare per due volte il pallone nella porta genoana. Di chi la colpa? De Prà è certamente il maggiore responsabile ma anche i suoi compagni di difesa, che troppo spesso si spingono tra i forwards fino a lasciare troppo vuoto dietro di loro, sono da ritenersi complici involontari di questo stato di cose che amareggia in parte ai supporters la gioia del successo. Ma se la difesa del Genoa non è salda, l'attacco per contro va riprendendosi. Ieri ha fatto ritorno in squadra Bergamino e sulla sinistra il duo Santamaria - Bergamino ha compiuto nel primo tempo cose eccellenti. Anche l'altra parte della prima linea va del resto migliorando: in certi momenti l'attacco rosso-bleu ha offerto una visione di assieme e di buona volontà tali che da tempo non si era più abituati a vedere. Questo è di buon auspicio per il Genoa che sta per iniziare l'attacco a fondo contro il Modena nel prossimo girone di ritorno. Superba la prova di Barbieri fra i sostegni. Lo Spezia non poteva uscire meglio dall' urto con i campioni d'Italia. Questa squadra, ridotta dalle emigrazioni annuali dei suoi migliori elementi ad un accolta di giovani volenterosi e coraggiosi, ha saldamente resistito per tutti i novanta minuti alla maggior classe degli avversari senza mai crollare anche quando la pressione è stata fortissima. E' questo un buon esempio delle doti di questi ragazzi che combattono per un solo scopo: quello di rimanere tra le squadre di prima divisione senza pretese e senza orgoglio, ma con tutta la fede di cui sono capaci i giovani. Non v'è che da inchinarsi dinnanzi a tanta tenacia ed augurare agli aquilotti (per il profano : i giocatori spezzini sono stati battezzati con tal nome dalle folle sportive) tutto il coronamento dei loro sogni. Tra i bianchi sono emersi i tre uomini di difesa, Meoni e Venzano. Finalmente un buon arbitro, il signor Barlassina del Novara, che fu preciso, sicuro e competente. GENOA: De Prà, Moruzzi, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Neri, Catto, Alberti, Santamaria e Bergamino. SPEZIA: Bartolozzi, Caiti, Tognotti, Meoni, Venzano, Pagni, Cometto, Ghidoni, Rossetti II, Gallotti e Pagano. r.b. Il Piccolo di Genova - 29 Dicembre 1924, Genova ...................................................................................................
GENOA batte SPEZIA 3 - 2. Genova, 28 - Partita e risultato quanto mai strani. Il Genoa, sulla carta, doveva vincere da lontano ed effettivamente dominò per più di tre quarti della partita. Anzi nella prima parte del gioco i bianchi calciatori spezzini sembravano sperduti sul vasto campo ridotto in condizioni pietose per la molta umidità di questi giorni. La prima fila genoana, dopo tante delusioni, riscuoteva larga messe di applausi. Santamaria tornato al suo naturale posto di inside sinistro insidiava la rete di Bartolozzi , autentico eroe della giornata, con poderosi tiri ed a tratti intesseva con Bergamino, alcune delle note classiche trame. Catto sembrava tornato quello di un tempo e faceva lavorare Neri. Al centro Alberti, sempre un po' tardo, aveva sprazzi fulgidi. Il primo punto di Alberti, si riteneva l'inizio di una lunga serie. Ma un minuto dopo, e precisamente al 20' minuto, lo Spezia pareggiava con Cometto fruendo di un grave errore di De Prà che volle fermare un pallone alto, pesante e rischioso colla punta delle dita. Gli spezzini parvero rinascere all' inatteso successo e la loro prima fila cominciò a funzionare alleggerendo il compito dei difensori. Fu allora che si rivelò, caso rarissimo, la cattiva giornata dell' intero sestetto difensivo genoano, ad eccezion fatta per Barbieri che ha giocato una spettacolosa partita. Dopo un periodo di equivalenza in cui però il bel gioco era un mito a causa anche del terreno pantanoso e sdrucciolevole Santamaria segnava il secondo punto al 34', a conclusione di una intricatissima mischia e mentre Bartolozzi era a terra. Barlassina accordava il goal nonostante le proteste degli spezzini che reclamavano l'annullamento per gioco pericoloso. Al 7.o della ripresa per fallo di Caiti contro Barbieri l'arbitro accordava il calcio di rigore che De Vecchi sbagliava in pieno calciando a lato. Al quarto d'ora Alberti mandava in rete imparabilmente. Tre a uno. Ma i bianchi calciatori si difendono con ardore e, tratto tratto, scendono verso De Prà che non mancherà di commettere qualche altro errore. Nel battere un rinvio egli compie un giro su se stesso per evitare la carica di un avanti spezzino. Il conseguente calcio di punizione suscita una infinità di spostamenti strategici dei giocatori. Dopo qualche... falso allarme il fallo viene battuto mentre De Prà, con una innovazione che ci lascia un po' scettici, si piazza tre o quattro metri fuori dalla porta, sul cui limite sono schierati Barbieri, Catto e Moruzzi. il pallone termina in rete per merito di Rossetti Il dopo un fulmineo palleggio. Il fischio finale tronca le rinate speranze degli spezzini. Lodevole l'arbitraggio di Barlassina. GENOA: De Prà, Moruzzi, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Neri, Catto, Alberti, Santamaria, Bergamino. SPEZIA: Bartolozzi, Tognotti, Caiti, Meoni, Venzano, Pagni, Cometto, Ghidoni, Rossetti II, Gallotti, Pagano. Gazzetta dello Sport - 29 Dicembre 1924, Milano ...................................................................................................
11° Giornata - 28 Dicembre 1924 Brescia - Hellas Verona 4 - 0; Cremonese - Modena 1 - 0; Genoa - Spezia 3 - 2; Internazionale - Casale 4 - 0; Legnano - Reggiana 2 - 0; Pisa - Torino 4 - 0. Classifica: Modena 17; Genoa e Pisa 16; Casale 12; Cremonese e Internazionale 11; Legnano e Torino 09; Reggiana e Spezia 08; Hellas Verona 07; Brescia 06. Casale e Genoa una partita in meno.
L'animosa e vittoriosa partita dei nero-stellati. CASALE - GENOA 2 - 1. Casale, 4. Il campo Natal Palli ha oggi battuto il record della stagione per affollamento di pubblico e... peso d'incasso. Parecchi dei principali ritrovi domenicali della cittadina del Monferrato avevano chiuso i battenti. Allo sport non si voleva, né forse si poteva muovere concorrenza. Alla fittissima schiera degli appassionati casalesi si erano uniti notevoli rappresentanze di altre città del Piemonte, i quattrocento genovesi giunti col treno speciale o in automobile, e buon numero di... modenesi, giunti con tre autocarri per assistere alla partita che tanto da vicino li interessava. Il pur vasto campo pareva insufficiente a contenere la fiumana di gente che continuamente affluiva dalla porta. Prima ancora che il match incominciasse, un tratto della gradinata popolare crollava sotto il peso... e lo scalpitante entusiasmo di una massa di spettatori. Un altro tratto della stessa gradinata finiva poi col cedere durante la ripresa. Nessun contuso, e pronta rivalsa degli infortunati, che trovavano sugli spalti, dietro i goals un nuovo posto di osservazione. La siepe di spettatori che circondava il campo, era rinforzata dai portoghesi disposti in ordine sparso sul muricciuolo di cinta ed in ranghi serrati sulle terrazze delle fornaci e delle case vicine. Squilli di una banda musicale, raggi intermittenti di sole, sorrisi di belle di Casale e di Genoa, rendono gioconda l'attesa e fanno apparire quasi stonato lo sfoggio di carabinieri e di raddoppiato servizio d'ordine. In tribuna con le personalità casalesi si notano il comm. Davidson, i commissari tecnici Rangone e Milano, il presidente della Commissione Arbitri di Lega avv. Bianchi. L'attesa si fa lunga perché l'arbitro, Alfieri di Bologna, protesta l'uno dopo l'altro i palloni preparati. Col 31 dicembre è infatti scaduto il termine di tolleranza per le misure. Finalmente, dopo le 15, le squadre possono fare il loro ingresso, salutate dal clamore generale di voci, di applausi, di strumenti intona rumori. Ma il fischio di Alfieri immerge il campo in un silenzio trepidante. De Vecchi aveva vinto il campo, ma aveva scelto di giuocare contro il sole. E' il Casale quindi che batte l'invio, e scatta all' attacco. Non è scoccato il trentesimo secondo, e il Genoa è già in corner. Bellini rimanda di testa, ma rimane tramortito per un colpo al viso. Al primo minuto Blando fila sul goal, De Prà esce ad incontrarlo, ma manca il pallone che viene calciato fuori da Blando. Il casalese rimane a terra, contuso nello scontro. Al 3' minuto de Prà è di nuovo richiamato di prepotenza al lavoro e sfoggia un bellissimo tuffo, l'unica parata veramente inappuntabile fornita oggi dal portiere nazionale. L'elettrizzante scatto della squadra casalese ha naturalmente rotto di colpo l'incanto silenzioso. La tregenda rumorosa è scatenata in pieno e durerà ininterrotta. La convivenza delle diverse tribù di supporters è però... possibile se non cordiale. Il Casale continua francamente ad imporre il suo gioco, fatto di somma decisione, di scatti felini, di velocità. Nulla di trascendentale in fatto di tecnica, ma accorti spostamenti del pallone fra gli avanti, ed impetuoso lavoro dei tre mediani e di Calligaris. Il Genoa si rannicchia sotto la bufera e aspetta il suo momento. Comincia a snodare gli anelli della sua azione verso il 10' minuto. Incerto da principio va poi infiammandosi, così da riuscire a rendere equilibrata la partita. I terzini casalesi, pressati da vicino, alternano spettacolosi rimandi con battute difettose. Dall' altro canto Bellini si fa a tratti pescare dal suo stesso impeto. Per fortuna del Genoa, De vecchi vigila. Il giuoco è più accanito che bello, ed i frequenti contatti fra avversari provocano i primi falli. Al 18' un tiro di punizione calciato potentemente da Calligaris è parato da De Prà. Seguono buone discese del Genoa, rotte prima ancora che possano concludere nel tiro in porta. Santamaria alza di troppo un forte pallone al 26' minuto. Mattea, il più fine dei casalesi, riesce a rendersi utile alla difesa e all' attacco, regolando a meraviglia il giuoco dell' attivo ma troppo giovane centro sostegno Volta. Per merito suo si organizza al 28' minuto una fuga dell' ala sinistra , che impegna la difesa genoana. Sulla debole respinta nasce una breve mischia: la palla è passata a Blando che segna il primo goal con un tiro che batte dal basso in alto l'asta trasversale. Il Genoa passa immediatamente al contrattacco, ma le sue azioni, chiare fin che sono comandate dalla linea mediana, si sperdono quando arrivano agli avanti. Bergamino è lento e non si impegna. Alberti è nullo, Neri perde palloni su palloni. Al 30' un fallo di mano di Ticozzelli provoca un calcio di punizione da meno di venti metri. Tira Renzo... ma l'altro terzino nazionale respinge di piede il formidabile pallone calciato nell' angolino basso. Al 36' minuto Migliavacca ottiene un corner, che la difesa genoana sventa con difficoltà. Al 39' minuto è la volta del casale di subire un calcio d'angolo. Ne segue una mischia furibonda ad un metro dalla linea fatale. Diversi uomini sono a terra e dal mucchio esce la mole di Ticozzelli , che spinge lontano il pallone insidiatore. Un tiro di punizione calciato fuori da Calligaris rompe per un momento la pressione dei genovesi negli ultimi minuti. E proprio qualche secondo prima dello scoccare del tempo Santamaria, con veemente azione personale segna il goal del pareggio. La ripresa del giuoco è a tutto favore del Genoa, la cui vittoria, a giudicare da queste battute, sembra sicura. Questione di minuti. Casale è stretta due volte in corner, salvato il primo da Ticozzelli, il secondo da De Giovanni; Bergamino si scontra con Calligaris e rimane a terra per qualche minuto. La pressione del Genoa si fa metodica, retta molto bene del resto dai terzini casalesi che sono ora perfettamente sicuri dei loro rimandi. Il resto della squadra comincia a vacillare sotto il peso della stanchezza. Volta diventa impreciso e Lamon II si ostina nei cozzi senza costrutto. La prima fila è "ferma" malgrado gli sforzi di Mattea intesi a lanciarla. E' a questo punto che Blando, raccogliendo in uno sforzo sovrumano i resti della sua quasi esaurita energia, si butta in avanti approfittando di un passaggio di Cavigioglio. Supera Barbieri, evita l'urto deciso di Bellini, si trova col pallone fra i piedi a quattro metri da De Prà. Il goal decisivo è scoccato potente e preciso nell' angolo basso. Dieci minuti di fantastico e disordinato attacco casalese, un diluvio di fallosità d'ambo le parti, una fuga di Migliavacca al 20' minuto, culminata in una caduta sensazionale che interrompe la disperata rincorsa al pallone, buttato troppo avanti, poi la partita entra nella sua drammatica fase finale. Nella squadra genoana Santamaria passa al centro, e De Vecchi si pone all' ala sinistra, dove apparirà sacrificato. Il Casale cala. Ogni risorsa fisica sembra esaurita in parecchi dei più giovani suoi giocatori. Le due mezz'ali retrocedono in difesa; malgrado questo il Casale attacca sovente, con soli tre uomini, ma attacca. Dopo un' interruzione per incidente a Gabba, al 28' minuto un buco di Bellini mette de Prà in serio pericolo dal quale si libera bene. Al 30' minuto una armonica folata dell' attacco genoano inizia l'assedio che si protrarrà fino al termine della partita. L'accanimento, la stanchezza e lo stato del terreno contribuiscono a moltiplicare i falli. Il Casale si difende a denti stretti. Inferiori ora come giuoco, i nero-stellati si impongono all' ammirazione per il coraggio e l'animo. Vecchio Piemonte. Bello anche nell' impeto che rasenta la violenza. Al 35' minuto una respinta di pugno di De Giovanni manda il pallone a campanile. Mischia furibonda. Santamaria e Calligaris piombano a terra come fulminati. Ticozelli dribbla l'ostacolo dei corpi stesi e rimanda lontano. Al 40' corner contro Casale. Al 43' De Giovanni è obbligato a respingere debolmente. Esce di porta ma il pallone gli sfugge e va a Neri. Questo alza un tiro spiovente che sta per entrare in rete... ma la palla devia. Nell' oscurità incipiente, dalle tribune non si discerne bene. Troppo bassa per aver toccato il palo, la palla era troppo alta per essere raggiunta dalla testa. Ticozelli si era arrangiato. E l'arbitro non ha dato il penalty. Ancora poche azioni confuse. Poi la fine, che è il segnale di un immenso tripudio casalese, condiviso dalla colonia modenese. La via fangosa del ritorno è illuminata dal sorriso delle belle casalesi, dagli occhioni più rilucenti del solito. m.z. Gazzetta dello Sport - 05 Gennaio 1925 ..............................................................................................................
04/01/1925 Recupero 06° Giornata: Casale - Genoa 2 - 1. CLASSIFICA GIRONE DI ANDATA: Modena 17; Genoa e Pisa 16; Casale 14; Cremonese e Internazionale 11; Legnano e Torino 09; Reggiana e Spezia 08; Hellas Verona 07; Brescia 06.
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