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GENOVA 1893  -  ALESSANDRIA

 Andata ad Alessandria: Alessandria - Genova  2-1 Ritorno a Genova: Genova - Alessandria  4-0

 

GAZZETTA dello SPORT (Milano, 21 Dicembre 1936) - VITTORIA DELLA STRENUA VOLONTA'. ALESSANDRIA - GENOVA 2 - 1 (1 - 1).  Marcatori: 25' Pantani (G) al 25', Robotti (A) rigore al 38' del primo tempo, Croce (A) al 20' della ripresa. ALESSANDRIA: Ceresa; Lombardo, Montanari; Barale, Parodi, Rosso; Croce, Massiglia, Collimedaglia, Robotti, Borgonovo. GENOVA: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Gruden, Genta, Figliola; Marchionneschi, Scarabello, Pantani, Ciferri, Ferrari. Arbitro: Galeati di Bologna. Guardalinee: Bacchiocchi e Ornati di Milano. Spettatori: 4.000 circa. Al 30' del secondo tempo Barale è stato espulso dal campo; Ferrari contusosi al 28° minuto della ripresa, è stato pressoché nullo. Un calcio d'angolo per parte nel primo tempo e tre contro il Genova nella ripresa. Giornata di sole. Alessandria, 20 dicembre. Anche questa volta l'Alessandria è riuscita a mantenere inviolato il campo del Littorio. Delle vecchie squadre del Genova e dell' Alessandria, oggi non è rimasto che il nome. Le avversarie hanno giocato con impegno e, qualche volta, anche con rudezza, denunciando la inconsistenza dei reparti e la mancanza della classe nelle azioni conclusive. Il Genova ha perduta la partita per colpa delle sue ali, che, ripetutamente favorite da occasioni da rete, non sono riuscite a concludere (in special modo Marchionneschi) anche a porta vuota. Anche i grigi hanno avuto nell' ala destra il loro punto debole, ma Croce si è fatto perdonare segnando il punto della vittoria con un tiro fortissimo. I liguri, trovatisi in vantaggio al 25' della partita, su azione personale di Pantani, non hanno saputo condurre il restante della partita con tattica e si sono scoperti troppo, fornendo agli attaccanti alessandrini la possibilità di scendere minacciosi presso la rete di Fregosi. La mediana rosso-blu non ha svolto un sufficiente gioco di spola tra la difesa e l'attacco, di modo che, ogni qualvolta Pantani trascinava i compagni nell' area dei grigi, veniva a mancare l'ordinato lavoro di rifornimento da parte dei sostegni. Ottimo il trio centrale dei genovesi, inconcludente Marchionneschi ed incerto Ferrari. Tra i difensori si è distinto Vignolini. L'Alessandria scese in campo con Parodi ancora dolorante nel ruolo di centro sostegno, ma questo giocatore riuscì ugualmente a giocare un' ottima partita rendendosi utilissimo ai compagni. Nel ruolo di centro attacco, in assenza di Banchero, esordì Collimedaglia, un elemento delle riserve che è apparso ancora acerbo per la massima Divisione. Massiglia, Robotti e Borgonovo furono i più continui e pericolosi. Ottimo il gioco di Rosso, prodigo Lombardo e troppo lento Montanari. Ceresa, ad eccezione della rete segnatagli da Pantani,  è stato sicuro ed attento. La partita inizia con l'Alessandria contro sole; i liguri impegnano subito Ceresa con un tiro da lontano e per due volte Marchionneschi si fa pescare in fuori gioco. Dopo un angolo contro l'Alessandria al 2' Robotti in un veloce contrattacco tira a lato; incertezza di Figliola che permette a croce di mandare un perfetto pallone al centro. Robotti, da pochi passi, tira contro la traversa. Uno sgambetto di Rosso contro Marchionneschi ed un secondo fallo di Parodi provocano due calci di punizione contro l'Alessandria. Su un attacco centrale dei grigi Genta passa a Figliola che, pressato da Collimedaglia, effettua il passaggio indietro a Fregosi; Collimedaglia per poco non riesce a impossessarsi della palla: il portiere ligure lanciatosi in tuffo, è cavallerescamente saltato dall' attaccante alessandrino. Al 18' Pasntani indugia e Lombardo libera. Angolo contro il Genova e contrattacco degli ospiti: Marchionneschi in velocità supera Montanari, invita Ceresa ad uscire dai pali ed effettua un tiro radente che il montante fortunosamente respinge. Ritorno rabbioso di Pantani, sul settore sinistro, che evita il controllo di Montanari e sorprende Ceresa con un tiro da pochi passi. Tiro a lato di Ferrari e, dopo alcuni tentativi di lontano di Parodi e Massiglia, scaturisce al 38' un calcio di rigore provocato da Gruden a contatto con Borgonovo. Robotti realizza con un tiro violento sotto la traversa. Al 40' Marchionneschi da cinque metri, dopo aver superato in velocità Montanari, tira in braccio a Ceresa. Nella ripresa i grigi iniziano: le azioni volanti e i contrattacchi si bilanciano rabbiosamente ma con povertà tecnica. Un angolo contro i liguri e all' 8' minuto Pantani, dopo essersi attirati i terzini, offre a Marchionneschi una palla da rete: ma l'ala genovese sciupa tirando a lato. Il Genova perde facili occasioni: dopo un incertezza di Ferrari nell' area avversaria, tocca ancora a Marchionneschi di mandare la palla di testa dritta su Ceresa. L'Alessandria risponde e su azione organizzata da Parodi, a metà campo, Robotti inizia una fuga in profondità: scavalca con abile palleggio alcuni avversari e, giunto nell' area genovese, smista sulla destra dove Croce in piena velocità saetta magistralmente in rete. Due a uno. Il restante della partita vede i liguri tentare rabbiosamente di ristabilire il pareggio. L'Alessandria si difende e contrattacca con azioni su Borgonovo e Croce. Al 28' minuto Ferrari è a terra contuso e due minuti dopo il suo diretto avversario, barale, è espulso dall' arbitro.

 

IL PICCOLO di Genova (Genova, 21 Dicembre 1936). I ROSSO BLEU PIÙ GRIGI DEI GRIGI. ALESSANDRIA - GENOVA 2-1. Alessandria, 21 dicembre. Al Genova è stata offerta ieri l'occasione più bella per incamerarsi i due punti della posta. Gli è stata offerta con tanto di vassoio d'argento e cuscino di velluto cremisi. Non ne ha saputo approfittare. Vedremo in seguito come e perché. Certo che, con un' Alessandria ridotta ai minimi termini, brancolante nel buio fitto delle ultimissime posizioni della classifica e per di più priva di elementi di valore come Banchero, Casalino, Celoria e Giuntoli, da un Genova, sia pure privo di Bigogno, di Perazzolo e di Fasanelli, era logico attendersi molto ma molto di più. L'OCCASIONE PERDUTA. C'è da lambiccarsi il cervello alla ricerca delle cause che hanno determinato la nuova sconfitta del Genova, nel grigiore di novanta minuti di giuoco senza costrutto e senza un ordine qualsiasi, c'è da mettersi addirittura le mani nei capelli quando si pensa di trarre poi un nesso tra quello che l'Alessandria ha saputo dare ieri e quello che il Genova ha dovuto subire. Ci sono le circostanze attenuanti. E' vero. Né si possono negare ai rosso blu sia pure pensando che esse possono avere influito solo in minimissima parte all' esito dell' incontro. Veniamo alla prima. L'assenza dei tre titolari. A questo proposito vien fatto di pensare se i sostituiti sono stati inferiori all' attesa. E qui sta invece il modo di conforto per noi che abbiamo seguito le sorti della squadra e per coloro che, sugli spalti del "Littorio" di Alessandria hanno trepidato per quelle della giornata. Diremo così che si è rimpianta l'assenza di Bigogno, ma non certo quella di Perazzolo e di Fasanelli poiché sia Scarabello che Ciferri e specialmente il primo il loro dovere l'hanno compiuto appieno e quando si dovrà fare la disamina del rendimento il loro nome salterà fuori senza incertezze. Seconda. Sfortuna. Nemmeno questa si può negare. Che i rosso blu ne hanno avuta parecchia e specialmente sul finire dell' incontro. Ma non è il caso di richiamarla in campo quando si pensa alle azioni da rete mancate da Marchionneschi e da Ferrari né a quelle che hanno causato la sconfitta genoana che allora si dovrà dare il nome di sfortuna ad altrettante papere degli atleti in rosso blu. L'arbitro. No. Ha perduto per un momento la testa quando l'incontro ha passato il suo quarto d'ora di burrasca, ma non ha troppo danneggiato il Genova e se lo ha fatto, non in misura maggiore di quanto abbia danneggiato i grigi. E' stato energico abbastanza e l'espulsione di barale è appunto la risultanza di questa sua qualità. Non c'è altro a rigor di logica. Il terreno, la durezza degli avversari e tutto il resto rappresentano altrettanti numeruncoli sui quali una squadra della levatura del Genova dovrebbe passar sopra ben più agevolmente di quanto ieri abbia saputo fare. LE CAUSE. La squadra rosso blu ha tenuto il campo con la sicurezza d'altri tempi, si e no un quarto d'ora per tempo. Si è sempre divincolata male sul terreno della velocità e si è fatta quasi sempre imporre il giuoco dei giovincelli in maglia grigia. Quando ha attaccato lo ha fatto con azioni convulse, spezzettate, basate quasi sempre sulla velocità di un uomo che su un tema pensato e messo in esecuzione da un reparto in collegamento con l'altro. E' mancata al Genova la mediana, quando l'attacco avrebbe dovuto trarre da questa l'ausilio necessario per sfondare lo sbarramento difensivo dei grigi e quando, infine, una volta assunto il comando dell' azione l'attacco ha avuto bisogno di lei per mantenerlo. Inchiodata nella propria metà campo anche quando il quintetto attaccante dialogava con i terzini e il portiere avversario, la mediana ha costretto Scarabello e Ciferri a percorrere chilometri e chilometri di campo per avere una palla da manovrare, che i passaggi dei mediani erano quasi sempre autentiche cannonate (vedi Genta) o sventole al cielo di bellissimo effetto ma di rendimento assolutamente negativo (vedi Gruden e Figliola), agli effetti dei rifornimenti agli attaccanti. Ma neppure in difesa si son fatti miracoli. Vignolini, forse, ne ha compiuti più d'uno meritandosi l'ululato del pubblico. Ma non certo Agosteo. Il terreno ha tradito il capitano nell' azione del primo punto alessandrino ma in molte, anzi troppe, occasioni il suo intervento è apparso tardivo, quasi fiacco, certo troppo inferiore a quello dell' Agosteo di nostra conoscenza. MALGRADO TUTTO. Con tutto questo però un pareggio del Genova non sarebbe stato rubato. Gruden non ha avuto troppa fortuna in occasione del fallo che ha fruttato il rigore all' Alessandria, come non l'ha avuta Marchionneschi quando verso la metà della ripresa ha raccolto di testa un centro di Ferrari e ha scaraventato la palla in rete trovando sul percorso, per puro caso, il portiere dei grigi. C'è ancora il fallo di Lombardo in area di rigore: un pugno d'incontro alla palla mentre filava dritta dritta in fondo al sacco. Solo che in una delle tre azioni che abbiamo citato la fortuna avesse dato al Genoa un briciolo dei suoi favori, il pareggio si sarebbe potuto conseguire senza, come abbiamo detto sopra, rubar niente a nessuno. Esula dal nostro compito di cronisti la ricerca delle cause antecedenti che hanno menomato fino a questo punto il rendimento del Genova. Ma siamo sicuri di non essere smentiti quando asseriamo che non "tutti" i giuocatori danno "tutto" nel corso di una partita e che se ieri, tutti avessero fortemente voluta la vittoria non sarebbero mancati loro i mezzi per conseguirla. Questa la constatazione conclusiva anche se potrà apparire troppo cruda. Noi siamo del parere che sia meglio guardare bene in viso la situazione piuttosto che girarle attorno con lo zuccherino. IL GENOVA IN VANTAGGIO. L'Alessandria è ridotta a ben poca cosa. Ha ancora però lo spirito e la combattività dei tempi buoni del calcio piemontese e si aggrappa al carro della serie A con tutte le sue forze per non esservi esclusa. E' in pericolo ma non è ancora detto che possa essere defenestrata. Ha molti giovani nei suoi ranghi e con i giovani è più agevole salvarsi dal crollo. Ha una virtù che forse manca ai grandi squadroni: la volontà. Ieri ne ha usato senza parsimonia ma ne ha anche raccolto i frutti. Si giuoca con una giornata ideale e a spalti pressoché affollati. Circa 500 genovesi hanno seguito la squadra rosso blu. C'è dell' ottimismo in giro specialmente quando si viene a conoscere l'esatta inquadratura dei grigi, con lo zoppicante Parodi al centro della mediana. Alle 14.30 precise l'arbitro dà il via: una folata Scarabello - Ciferri e Ceresa saggia il primo pallone indirizzatogli da Gruden. Un fuori giuoco di Borgonovo tarpa le ali alle intenzioni di un' offensiva grigia (1') e sul rinvio di Vignolini il Genova ottiene un calcio d'angolo. Pantani sfiora la traversa della rete di Ceresa ma dopo questa folata l'Alessandria sferra un contrattacco poggiando di preferenza su Croce ed al 5' il Genova corre il primo serio pericolo: Robotti - Croce dialogano alla perfezione tagliando fuori tutta la difesa genovana ma il tiro conclusivo di Robotti colpisce il montante a un palmo da terra e finisce a lato. E' solo al 14' che i grigi si divincolano dalla stretta e per poco non vanno in vantaggio in seguito ad un mal dosato allungo di Genta al portiere. Meno male che Collimedaglia s'impapera sul più bello, se no il Genova dovrebbe registrare un dispiacere di più. Fuoco di paglia ché il Genova torna ad insistere mentre Barale inizia la serie dei suoi falli. Ciferri è a terra al 16' mentre subito dopo Scarabello e Pantani inscenano un'azione da goal. Pantani è fermato senza complimenti e la palla finisce nelle braccia di Ceresa. Un tentativo di offensiva grigia scopre le batterie alessandrine di difesa, Marchionneschi inscena una fuga (22'), batte in velocità montanari, arriva liberissimo a un metro da Ceresa, lo guarda in viso e per concludere manda la palla a battere sulla faccia estrema del montante. Si ritorna in campo genovano, ma per poco, ché Figliola al 23' trova modo di lanciare Pantani: questo se ne va tutto solo con la palla tra i piedi, passa Parodi, poi lombardo, poggia sulla sinistra, arriva a un metro da Ceresa e lo invita a uscire e quando questi si muove insacca la palla. L'Alessandria subirà fino alla mezz'ora il leggero predominio dei rosso blu, Ferrari e Marchionneschi convergono spesso su Ceresa ma senza troppo convincere e il bottino diventa sempre più difficile da aumentare. IL PAREGGIO DEI GRIGI. Il primo pericolo che prelude al pareggio il Genova, che ora non è più sicuro come nei primi minuti di giuoco, lo corre al 33'. Fregosi infatti è chiamato a duro lavoro da Robotti e Collimedaglia ma se la sbriga bene. Non così Gruden a tu per tu con Borgonovo. Quest' ala infatti fugge troppo spesso e troppo spesso è fermata dall' accorrere di Vignolini. Fallo di Gruden al 36'. Batte Barale che lancia Borgonovo. Questi è alle prese con Gruden in area di rigore e nell' alzare la palla, la manda a battere su un braccio del genovano. L'arbitro non è indeciso: segna il dischetto bianco e Rebotti al 37' segna il pareggio. Niente da fare per Fregosi. Il pareggio anziché calmare gli spiriti gli accende. L'arbitro perde per un momento la testa e sentenzia uno dopo l'altro tre falli contro il Genova (Vignolini, Figliola, Genta). Fino al 41' dura il predominio grigio, poi Scarabello riporta l'offesa in campo avversario ma è frustrato da un nuovo fallo di Gruden su Borgonovo. Il Genova inizia la ripresa sulla falsa riga del primo tempo: cioè attaccando. Un fallo di Barale (1'), un duetto Pantani - Ciferri subito dopo e una sciabolata di Pantani (2') che Ceresa para con molta difficoltà. Un tiro di Marchionneschi (4') costringe i grigi a serrarsi in angolo, poi al 6' Ceresa è ancora chiamato al lavoro da un "cross" di Marchionneschi e qui finisce la prima parte dell' offensiva rosso blu. Un "ritorno" grigio verso Fregosi per un fallo di Scarabello è annullato da un tiro alto di barale (16'). Ma questa azione precederà di poco il secondo goal alessandrino. Al 17' infatti Lombardo lancia Robotti, questo si "beve2 uno dopo l'altro Genta e Agosteo e, a due metri da Fregosi, dopo aver fintato Vignolini passa a Croce. Una saetta dell' ala grigia e la palla è in fondo alla rete. Il Genova marcia ora a sussulti e da un' azione da goal (20') non riesce che a creare un lieve pericolo a Ceresa (Ferrari - Ciferri). La mediana rosso blu non regge ed il Genova si rannicchia in angolo al 21' e passa un pericolo ad opera di Massiglia. Un tiro fiacco di Pantani (22') e poi ancora un periodo di prevalenza grigia. Due calci di punizione contro l'Alessandria al 23' e un bel tiro di Ferrari su allungo di Ciferri poi ancora un calcio di punizione contro i grigi per fallo di barale e la partita si riaccende mentre l'Alessandria non lesina le durezze. Barale ne è il protagonista maggiore e l'arbitro lo deve richiamare più volte. Al 32' lo espelle dopo che il Genova ha dovuto rannicchiarsi in angolo. Da questo momento il Genova porta tutti i suoi uomini all' attacco in un disperato tentativo di raggiungere almeno il pareggio. Ma dovrà invece correre ancora un pericolo per opera di Croce mentre Marchionneschi si è "bevuto" poco prima la più bella delle occasioni da rete. I SINGOLI. Ci sarebbe ancora poco da dire sui protagonisti della non certamente bella partita dopo quanto abbiamo detto in apertura. Però mentre riesce molto difficile scorgere il buono in tanto grigiore, non si possono dimenticare coloro che, malgrado tutto, hanno dato alla partita tutta la loro energia e molto del loro cuore generoso. La citazione non porterà molti nomi e nell' ordine meritano elogio Scarabello, Ciferri, Vignolini, una poderosa colonna per la difesa rosso blu, Fregosi, Pantani che al suo ritorno in prima squadra ha saputo fare cose egregie anche se non troppo coadiuvato, ed infine Figliola. Per il resto della squadra non si potrebbe spendere certo parole di elogio, anzi per essere precisi diremo che Agosteo e Genta hanno dimostrato un abbassamento di forma non molto lusinghiero agli effetti del loro mantenimento in squadra. Dell' Alessandria benissimo i giovanissimi Borgonovo e Croce, due reclute che faranno parlare molto delle loro prodezze in un non lontano domani. Ha diretto l'incontro il sig. Galeati di Bologna coadiuvato da Bachiocchi e Andreoni di Milano in veste di segnalinee. ALESSANDRIA: Ceresa, Lombardo, Montanari, Barale, Parodi, Rosso, Croce, Massiglia, Collimedaglia, Robotti, Borgonovo. GENOVA: Fregosi, Agosteo, Vignolini, Gruden, Genta, Figliola, Marchionneschi, Scarabello, Pantani, Ciferri, Ferrari.  GUIDO DINI.

 

IL LITTORIALE (Roma, 21 Dicembre 1936). I Grigi raggiungono il limite di sicurezza. ALESSANDRIA - GENOVA 2 a 1. Alessandria: Ceresa; Lombardo, Montanari; Barale, Parodi, Rossi; Croce, Massiglia, Collimedaglia, Robotti, Borgonovo. Genova: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Gruden, Genta, Figliola; Marchionneschi, Scarabello, Pantani, Ciferri, Ferrari. Goals: Genova: Pantani (al 24' del primo tempo); Alessandria: Robotti (rigore, al 38' del 1. tempo); Croce (al 18' della ripresa). Arbitro: Galeati di Bologna. Terreno viscido alquanto pesante per il disgelo. Giornata tiepida ed assolata. Spettatori: oltre quattromila. Alessandria, 21. L'incontro fra rosso-bleu e grigi è stato disputato alla maniera forte, senza esclusione di colpi, come in altri tempi quando le classiche contese fra genoani e alessandrini solevano mobilitare ingenti falangi di appassionati e le lotte assumevano un tono elevatissimo. Anche oggi si è lottato ardentemente ma senza l'antico valore nei due settori ed alla presenza di un pubblico non troppo numeroso, il quale ha pure gioito e sussultato nell' ondeggiare affannoso delle vicende. Dopo un calcio d'angolo a favore del Genova l'ala destra alessandrina Croce ha potuto lanciare al centro, verso il 5' uno spiovente pallone, che Collimedaglia ha raccolto al volo dirigendolo contro la rete di Fregosi. La sfera ha picchiato con violenza contro l'asta superiore rimbalzando in campo e Agosteo ha finito di liberare con un lungo rimando. Altra impresa di Collimedaglia, inseguente la palla allungata da Agosteo a Fregosi. Questi con un volo a terra è riuscito a fermarla e il centro attacco grigio lanciato con impeto ha potuto tuttavia scavalcare l'avversario ancora disteso al suolo senza nuocergli. Al 21' in seguito ad un calcio d'angolo contro il Genova, questo scende veloce e Marchionneschi spostatosi verso il centro riesce a superare Montanari ed a pervenire a contatto stretto con Ceresa che esce dai pali e si lancia contro l'avversario. Ma l'ala destra genovese ha già sferrato il tiro a porta vuota colpendo in pieno la base del paletto. Il facile punto così è stato miracolosamente evitato. Al 24' però il Genova realizzava il suo punto. Pantani in lotta con Barale e poi con Montanari; il genovese ha la meglio e perviene a stretto contatto con Ceresa. Il portiere è incerto nell' affrontare l'avversario e si lascia giuocare tanto che Pantani può agevolmente alzare il pallone e rovesciarlo in rete. Reagiscono i grigi ed Agosteo trattiene una prima volta per le braccia Massiglia lanciato solo davanti al portiere a pochi passi. Poco dopo (al 38') è ancora Agosteo che commette un fallo di mano in area di rigore. L'arbitro punisce e Robotti realizza il punto ottenendo il pareggio. La ripresa è indiavolata. Entrambe le squadre tentano di giungere alla vittoria. Vi riescono i grigi: al 18' robotti parte da metà campo, supera due avversari e giunto in area di rigore allunga il pallone a Croce, che con fulmineo tiro batte irresistibilmente il portiere. Il giuoco si inasprisce ancor più ed al 38' Barale è espulso dal campo. Il Genova tenta di colmare il distacco ma gli ultimi minuti sono invece a vantaggio dell' Alessandria, che per poco non riesce ad ottenere un altro punto.

 

12° GIORNATA: Alessandria - Genova 2-1, Bari - Ambrosiana 1-1, Bologna - Fiorentina 1-1, Lazio - Lucchese 2-1, Milan - Roma 1-0, Novara - Juventus 0-2, Sampierdarenese - Triestina 0-0, Torino - Napoli 3-0.

CLASSIFICA: Bologna e Lazio 17; Torino 16; Milan 14; Bari, Fiorentina e Juventus 13; Ambrosiana 12; Lucchese, Roma e Sampierdarenese 11; Genova e Triestina 10; Alessandria 09; Napoli 08; Novara 07.

 

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IL SECOLO XIX (Genova, 19 Aprile 1937) - IL GENOVA BATTE L'ALESSANDRIA pugnace ma inferiore di classe per 4 a 0. Una partita che si conclude con quattro reti a zero, come quella di ieri al Ferraris tra il Genova e l'Alessandria ha già nel punteggio stesso tutte le sue spiegazioni, tutti i suoi commenti e solo poche note di cronaca per la storia dovrebbero bastare ad integrarne il quadro. Così dovrebbe essere per il confronto fra grigi e rossoblu, che ha fornito alla dodicesima giornata del girone di ritorno il punteggio più grasso e una delle due uniche vittorie della giornata. Ma il Genova ha dato ormai ai suoi appassionati dei brutti vizi cui non intendono rinunciare, e per i quali la vittoria non basta più qualunque ne sia il punteggio; e ciò è come dire che i sostenitori genoani non intendono assoggettarsi alla virtù del sapersi accontentare a quel che la sorte loro offre, poiché vogliono di più: il bel giuoco. Quattro reti rappresentano sempre un pingue bottino e su ciò nessuna discussione poiché quelle ottenute ieri da Fasanelli, Marchionneschi e Perazzolo hanno sancito la differenza di classe fra le due avversarie in campo, ma quello che i genovesi non hanno visto ieri nella propria squadra e che non li ha resi pienamente felici della quaterna imposta all' Alessandria è la cifra di giuoco svolta. Ormai si ha il palato difficile e si vuole il bel giuoco quale il Genova ci ha abituati. ; bel giuoco che ieri è pressoché mancato nell' assieme della squadra, per cui la partita è vissuta più sulle prodezze dei singoli che sulle trame dei reparti. E quando queste trame i genovesi iniziavano erano ben presto interrotte, dalla prontezza, e dalla decisione dei grigi, che spesso passavano anche alla maniera rude. La partita aveva per i grigi una grande importanza e quindi essi dimostrarono subito che non avevano tempo da perdere mirando senza esitazioni all' obiettivo principale che era quello di violare la rete di Bacigalupo e tentare il risultato a sorpresa. Dal canto suo il Genova, conscio della sua classe e della sua superiorità, parve non avere la stessa fretta degli avversari poiché alla lunga questa classe avrebbe imposto i suoi diritti. Non che vi fosse dell' apatia nei ranghi genoani, ma non si notava la vigoria delle azioni e l'incisività di esse come in altre contese. Il che forse ha anche dato animo all' Alessandria in cerca disperata di punti. Queste circostanze hanno indubbiamente influito sulla qualità del giuoco poiché il Genova non riuscì a trovarsi, e gli atleti non si intuivano l'un l'altro per cui mancò il giuoco chiaro pregevole che gli valse, in questi ultimi tempi, tanti riconoscimenti e ne fece una squadra temibile ovunque. Ma tutto ciò non avrà nessuna influenza sulle future partite, poiché il tono minore con il quale la squadra rossoblu ha giuocato è tuttavia compensato dalla larga segnatura ed una difesa tutt' altro che disprezzabile, il che dimostra che la meta comunque è sempre raggiungibile. Del resto che la vittoria dovesse vestirsi di rossoblu ne diede la sensazione Scarabello (2) che dopo la prima sfuriata grigia in campo genoano, cogliendo un bel pallone al volo, ne stampava le insegne sul palo della rete di Ceresa, il quale Ceresa ancor poco dopo doveva esibirsi in una difficile parata alta. L'Alessandria a queste minacce non dimostra di impressionarsi, ed anzi imprimeva al suo giuoco una maggior vivacità e si portava a controbattere con Vecchi e Castellani il cui tiro dal fondo campo era parato male da Bacigalupo ciò che costringeva Vignolini ad intervenire decisamente. Il primo angolo è contro gli ospiti (7) su pallone deviato alto di pugno da Ceresa, quindi Vignolini si fa luce su punizione calciata da Parodi (8) e ne segue un periodo da alterne puntate sui due campi nelle quali i grigi si dimostrano più minacciosi ed infatti si facevano notare (15) con una perfetta triangolazione al centro fra Massiglia, Casalino e Vecchi alla quale il Genova rispondeva poco dopo con simile azione Perazzolo, Fasanelli e Scarabello. Ma la via del goal ancora non è stata trovata e nemmeno la consente una punizione dalla linea dell' area grigia poiché il tiro di Fasanelli trova i grigi in "muro" ed un altra punizione piuttosto grave contro lombardo su Fasanelli non viene concessa da Scorzoni. Ne segue un fallo di Figliola su Massiglia, quasi a compenso. Figliola non era lui ieri in campo perché apparve nervoso; nervosismo che era in molti e che non mancava di far fioccare le punizioni. Un goal quasi sicuro si affacciò al 25' con Fasanelli che ostacolato riusciva a rovesciare un improvviso pallone da pochi metri, ma Ceresa fu in tempo alla parata, poi se ne presentò ancora l'occasione (28) su allungo di Fasanelli a Arcari che traversava a fil di porta. Era questo il momento difficile per i grigi, e Lombardo lavorava a tutt' uomo; ma era anche quello il momento che doveva segnare il primo episodio della capitolazione dei grigi. Infatti al 33' Scarabello proseguiva una azione impostata su di lui, imbeccando Fasanelli e questi con un tiro secco segnava il primo punto. Il successo diede alle minacce genoane una maggior frequenza con tiri di Arcari, Fasanelli e Scarabello e Ceresa era chiamato a dar prova di bravura. Bacigalupo dal canto suo era impegnato seriamente al 39' su tiro di Croce in corsa, ma Fasanelli ritornava subito dopo all' attacco con Ceresa che bloccava ancora da pochi metri, e prima della fine il Genova otteneva due angoli consecutivi. Alla ripresa i grigi sembravano intenzionati a rimontare lo svantaggio e giuocarono ancora velocemente specie per il reparto attaccante che conta su ben cinque titolari di ala. Il Genova è subito in angolo e Bacigalupo si fa attore di una parata acrobatica, quindi i rossoblu si riprendono e Bigogno, come già nel primo tempo, allunga preziosi palloni ai suoi attaccanti tra i quali Perazzolo (6) opera uno spunto personale che impegna Ceresa. Un buon lavoro viene poi svolto da Perazzolo e Scarabello mentre Bigando spintosi innanzi porge a Croce che manda un pericoloso spiovente sulla traversa della rete di Bacigalupo (10). La prevalenza passa poscia netta al Genova che beneficia di una punizione (17) e sfiora il successo su traversone di Arcari e Scarabello che fa sibilare la palla vicino ai pali dei grigi, i quali però al 25' subiscono, su azione in linea, il secondo goal con un bel tiro di Marchionneschi, e poi sono in angolo. Questo secondo goal da un po il tracollo alle speranze dei grigi che pur giocando nel clima di combattimento vero e proprio non possono fare a meno di essere pressati dal Genova. Al 35' puntata di Fasanelli che ostacolato offre ad Arcari l'occasione di ottenere un angolo che non ha esito ma due minuti dopo i rossoblu hanno un rabbioso guizzo nel quale rifulge la classe di alcuni suoi uomini e sfocia in un magnifico punto. L'azione è partita da Genta, generoso come sempre ma con idee poco chiare ieri, il quale smista a Perazzolo, questi manda preciso a Scarabello che intravvede in ottima posizione Fasanelli e gli manda la palla che il centro attacco insacca con tiro preciso radente a terra alle spalle di Ceresa. Tre a zero! Più niente da fare per i grigi che poco dopo saranno in dieci per l'uscita di Vecchi scontratosi con Bigogno e che ha riportato una contusione ad una caviglia, e che in risposta ad un calcio d'angolo imposto ai rossoblu subiranno il quarto punto ad opera di Perazzolo il quale conclude personalmente una offensiva partita da Agosteo, proseguita su Genta e Scarabello. Le squadre: GENOVA: Bacigalupo - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. ALESSANDRIA: Ceresa - Lombardo, Rosso - Barale, Parodi, Bigando - Castellani, Massiglia, Casalino, Vecchi, Croce. Arbitro Scorzoni di Bologna.  GINO MAZZA

 

IL LITTORIALE (Roma, 19 Aprile 1937) - I rosso-blu a tutto vapore. Genova batte Alessandria 4 - 0. Genova: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. Alessandria: Ceresa; Lombardo, Rosso; Barale, Parodi, Bigando; Castellani, Massiglia, Casalino, Vecchi, Croce. Arbitro Scorzoni (Bologna). Pubblico: circa settemila persone con un incasso di 37 mila lire. Giornata primaverile, cielo mezzo coperto, terreno soffice. Reti: Fasanelli al 34' del primo tempo; Marchionneschi al 25', Fasanelli al 37', Perazzolo al 43'  della ripresa. Genova, 18. E' stata una delle più brutte partite disputatesi questo anno sul terreno di Marassi. Il Genova era sceso in campo al completo ma con parecchi uomini in precarie condizioni di salute. L'Alessandria si è quindi gettata nella lotta con un impeto che tradiva l'interno affanno di poter cogliere almeno un pareggio, che sarebbe stato per essa preziosissimo. Si è visto così per quasi tutto il primo tempo un gioco slegato, dovuto alla incerta giornata del Genova ed alla troppa decisione dei grigi, i quali infioravano le loro azioni di falli a ripetizione. Ad un certo punto Scorzoni ha dovuto richiamare all' ordine gli ospiti; e da questo momento la partita è filata via un po' meglio. Solamente negli ultimi venti minuti della ripresa, il Genova, che pure aveva già sensibilmente dominato fino a quel momento, riusciva a dare una maggiore consistenza al proprio gioco e a  consolidare il successo con altre tre magnifiche reti. Dell' Alessandria si sono salvati il portiere, il terzino lombardo, il centro sostegno Parodi e Vecchi. Del Genova ottima la prova del trio difensivo, Bigogno, Perazzolo e Fasanelli negli avanti. La cronaca dell' incontro è presto fatta. Gioco sconclusionato per un buon tratto, e grandi falli dei grigi, in uno dei quali Fasanelli è colpito malamente e il gioco deve essere sospeso. Ma lo stesso Fasanelli si vendica al 34', quando avuta la palla da Scarabello, da una decina di metri saetta in rete con un tiro improvviso. In questo primo tempo un tiro di Scarabello è stato respinto dalla traversa. Nel secondo tempo il Genova passa decisamente in vantaggio al 25' su azione di Arcari, finta di Scarabello e tiro improvviso di Marchionneschi. Al 37' il più bel punto della giornata, segnato con un magnifico tiro di Fasanelli dopo una bella azione Perazzolo - Scarabello. Al 43' Perazzolo conclude la serie, deviando in rete un passaggio di Fasanelli. In tutta la partita sono stati battuti sei calci d'angolo a favore del Genova e due a favore dell' Alessandria.

 

GAZZETTA dello SPORT (Milano, 19 Aprile 1937). GENOVA - ALESSANDRIA 4-0 (1-0).  FACILE E SICURO SUCCESSO. Marcatori: Fasanelli (G) al 34' del primo tempo; Marchionneschi al 25', Fasanelli (G) al 37' e Perazzolo (G) al 44' del secondo tempo. GENOVA: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. Alessandria: Ceresa; Lombardo, Rosso; Barale, Parodi, Bigando; Castellano, Massiglia, Casalino, Vecchi, Croce. Arbitro Scorzoni di Bologna. Segnalinee: Magnoni e Zeni di Milano. Spettatori: 8.000 circa. Giornata primaverile. Leggero vento di tramontana. Al 1' di giuoco Scarabello vedeva respinto dal palo un suo tiro fortissimo. Sei angoli contro Alessandria, uno contro Genova. Scarabello a seguito di infortunio è passato nel secondo tempo per qualche minuto all' estrema sinistra, lasciando il suo posto a Marchionneschi. Vecchi, in un incidente di giuoco a contatto con Bigogno ha abbandonato il campo verso la mezz'ora della ripresa. Genova, 18. I rosso-blu pur avendo vinto con largo punteggio hanno giuocato al di sotto delle loro possibilità. Per buona parte del primo tempo le resini del giuoco sono state tenute dall' Alessandria che imbastiva ottime azioni a metà campo, azioni che perdevano però tutta la loro pericolosità nei pressi del terzetto genoano. Il Genova (benché abbia preso un palo con Scarabello) stenta a mettersi in moto: ne approfitta l'Alessandria per rendersi minacciosa. Il giuoco si mantiene abbastanza elevato per lo spirito garibaldino dei piemontesi che lentamente si lasciano prendere dall' orgasmo vedendo frustrati i loro sforzi. Col passare del tempo i grigi tentarono di adottare un giuoco un po' pesante, tanto che l'arbitro dovette intervenire sovente per reprimere qualche scorrettezza fuori luogo. Dopo una mezz'ora i rosso-blu, registrati tutti i reparti, partono al contrattacco e al 34' realizzano con Fasanelli. Il Genova che aveva iniziato tiepidamente, contrapponeva ora azioni volanti, e ben congegnate, al giuoco duro degli avversari rispondendo con una rete segnata da Fasanelli al 34', su azione iniziata da Figliola, proseguita da Scarabello e conclusa dal centro avanti rosso-blu. Nulla da fare per Ceresa. Poi giuoco a metà campo fino al riposo. La ripresa era ancora iniziata blandamente dal Genova che non forzava l'andatura: ne approfittavano i grigi per lanciarsi disperatamente all' attacco, ma la sterilità del quintetto di punta vedeva frustrati tutti gli sforzi dell' Alessandria. Passata la raffica il Genova si impone e segna la seconda rete.  Soltanto verso la mezz'ora il Genova si riprese e allora cominciò a dominare nettamente in campo. I punti cominciarono a cadere come ciliege nel sacco di Ceresa. Al 25' su azione Arcari - Perazzolo - Fasanelli, Marchionneschi insaccava al volo in modo mirabile. Per nulla smontati gli alessandrini cercano di ridurre lo svantaggio con azioni poggiate di preferenza sulla sinistra. Ma la classe si impone ed i genovesi passano ancora due volte in modo mirabile. Al 37' altra rete del Genova: azione Perazzolo - Scarabello - Fasanelli e la palla finiva nel sacco dei grigi, i quali però non si davano ancora per vinti. Sfuriate in area genovese, qualche bella parata di Bacigalupo ma nulla più. Era ancora il Genova che consolidava al 44' con Perazzolo che aveva inscenato un' azione personale brillantissima:  dopo essersi bevuto tre avversari calciava verso il centro, la palla veniva deviata sulla destra e Perazzolo la deponeva in rete. La fine è accolta dai calorosi applausi del pubblico. L'Alessandria, specialmente nel primo tempo, pur sfoggiando un gioco lineare rimarchevole, si è lasciata prendere dall' orgasmo ed ha adottato un giuoco duro che le è tornato a tutto svantaggio. Il Genova, ripetiamo, non era nella sua migliore giornata. Forse ha preso alla leggera l'incontro conscio della sua classe nettamente superiore nei riguardi degli odierni avversari. Quando però ha sentito odore di pericolosi è risvegliato, ha dato un colpo all' acceleratore ed è passato con facilità. Dei rosso-blu i migliori furono il portiere, Vignolini, Bigogno, Marchionneschi, Perazzolo ed in parte Scarabello. Dell' Alessandria un elogio alla difesa, bene Parodi, e degli avanti i soli che seppero rendersi pericolosi furono Vecchi e Croce.

 

IL PICCOLO di Genova (Genova, 19 Aprile 1937).  ABBONDANZA DI RUDEZZE E DI RETI. GENOVA - ALESSANDRIA 4-0 (1-0). Di bel giuoco ne fu visto poco, nel corso dei novanta minuti. Qualche rarissima azione ben congegnata nel primo tempo che si perdette però nel tumulto dei fatti, e tentativi replicati del Genova, che solo negli ultimi venti minuti della contesa riuscì a dare tono e sostanza al proprio giuoco e sicurezza alla sua vittoria, per la quale parteggiavano ieri anche gli zelatori della Sampierdarenese. Ma questi ultimi venti minuti dei rosso bleu, anche se sono serviti alla squadra concittadina a dimostrare abbondantemente tutta la differenza di classe che la separa dai grigi, non sono sufficienti perché si debba dire d'una grande partita del Genova, come invece il risultato starebbe a dimostrarlo. I DIFETTI DEI ROSSO BLEU. I rosso bleu hanno complessivamente giuocato ieri assai al di sotto delle loro ultime esibizioni. Li sconvolse un poco l'azione troppo decisa degli avversari che Scorzoni riuscì a ridurre solamente dopo una ventina di minuti, ma più di ogni altra cosa essi risentirono delle precarie condizioni di salute in cui furono fatti scendere in campo taluni dei loro uomini. Figliola era fresco fresco di una operazione chirurgica, Scarabello lamentava una contusione ad un piede. Altri, come Genta e come Marchionneschi, si mostravano in regresso di forma; qualcuno, come Fasanelli, che appariva in vena di grandi cose, fu energicamente ridotto a più miti consigli nelle prime battute della contesa. Fasanelli riuscì tuttavia a fare le sue brave vendette con due goals veramente esemplari, ma comunque, il Genova solamente verso la fine riuscì a dare consistenza ed incisività al suo giuoco. Tutto sommato dunque, una non bella partita. L'Alessandria non fece nulla per portarla  su di un piano più nobile, ma sarebbe voler pretendere troppo il chiedere in questi tempi ai grigi qualcosa di veramente sostanzioso. Gli esodi a catena hanno ridotto a mal partito questa squadra che fu sempre maestra di stile e di giuoco. L'Alessandria, costretta  a vendere, ha finito ora coll' accogliere nelle sue file elementi di scuole diverse e di mediocre levatura. Lo stile se ne è andato, il bel giuoco anche, e per tentar di sfuggire a quel triste destino che precipita ogni anno due unità nel grigiore della mediocrità, i grigi debbono ora adattarsi a tutto. i vedemmo iniziare ieri l'incontro con malcelate velleità di frangere la saldezza del Genova mediante un giuoco nel quale la decisione era spinta sovente oltre i limiti del lecito, e parve a tutta prima che la non felice giornata dei rosso bleu dovesse favorire il piano dell'Alessandria. Ma l'arbitro prima, e la classe dei concittadini in un secondo tempo, fecero si che gli ospiti dovessero  deporre ogni velleità anche di un mezzo successo. Una squadra mediocre, tutto sommato, e assolutamente irriconoscibile da quella che per molte stagioni, vittoriosa o sconfitta, era usa a battersi a Marassi con ben altre armi. E pochi, in essa, gli uomini da menzionare: l'anziano Lombardo innanzi tutti, e Parodi sempre giudizioso centro sostegno, e Ceresa al quale non v'è da far colpa per i quattro palloni insaccati nella sua rete, e Vecchi, vano animatore di un' attacco che non potrà mai far molto, fino a che sarà formato da cinque giuocatori d'ala. Del Genova s'è già detto. Spogli da ogni menda sono i tre uomini dell' estrema difesa e Bigogno. L'attacco ebbe bisogno di sessanta minuti buoni per trovare la strada giusta e, meglio, ebbe bisogno che l'Alessandria inesorabilmente sconfitta col goal di Marchionneschi al 25.o della ripresa, chinasse visibilmente il capo. Tuttavia il lavoro di Perazzolo e la prontezza di Fasanelli vanno messi in rilievo. E andiamo ad un rapido sommario dell' incontro. Molti, moltissimi falli nella prima metà del primo tempo. Tre quarti delle punizioni battute in questo scorcio furono a spese dei grigi. Di azioni salienti non se ne ebbe che una, dovuta ad un improvviso tiro di Scarabello quando il 2' minuto di giuoco non era ancora scoccato. Riprendendo un debole rimando di un' avversario, il mezzo sinistro genovese fece partire da una ventina di metri un pallone che, con Ceresa già battuto, trovò nel palo basso un insperato alleato dei grigi. Poi rudezze, falli, sospensioni di giuoco, Fasanelli "groggy" per un triplice intervento grigio sulla sua persona, tentativi alessandrini di sorprendere la difesa rosso bleu con veloci azioni in profondità e con tiri da lontano e, al 34', il primo punto della giornata. Fu Scarabello, il quale, avuta la palla da Figliola, la servì con un allungo a Fasanelli che s'era portato fra i terzini .... (manca il resto dell' articolo che provvederò a recuperare) ....

 

27° GIORNATA: Ambrosiana - Bari 2-2, Fiorentina - Bologna 0-0, Genova - Alessandria 4-0, Juventus - Novara 1-1, Lucchese - Lazio 1-0, Napoli - Torino 1-1, Roma - Milan 0-0, Triestina - Sampierdarenese 0-0.

CLASSIFICA: Bologna 38; Milan e Torino 34; Lazio 33; Juventus 32; Genova 31; Fiorentina e Lucchese 28; Ambrosiana 26; Bari, Roma e Triestina 24; Napoli 23; Alessandria e Sampierdarenese 18; Novara 17.

 

 

LO SPORT ILLUSTRATO - Genova-Alessandria 4-0 - Bacigalupo respinge, uscendo su Vecchi, un pallone alto. In primo piano Figliola e sulla destra Casalino.

 

AKAIAOI 2006