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GENOVA 1893  -  AMBROSIANA

 Andata a Milano: Ambrosiana - Genova  0-1 Ritorno a Genova: Genova - Ambrosiana  1-2

 

IL SECOLO XIX (Genova, 04 Gennaio 1937) - IL GENOVA FA MURO CON IL SISTEMA DIFENSIVO e mette a profitto con Scarabello un calcio di rigore. Genova - Ambrosiana 1 - 0 (0 - 0). Milano, 3 Gennaio. L'arbitro Mastellari è stato il protagonista dell' odierno incontro all' Arena, e con una sua decisione ha facilitato la vittoria al Genova; suscitando il risentimento degli spettatori. Si era giunti al 13' minuto della ripresa, e le due compagini sino allora si erano equivalse: Arcari improvvisava una discesa, portandosi sino al fondo campo, e pur vedendo l'area di rigore avversaria sgombera da rosso-blu, effettuava il centro, pressato come era da Ballerio; Villa piazzato al centro dell' area, tentava di fermare il pallone, ma questo, rimbalzandogli sulle ginocchia, andava a colpirgli il braccio: senza esitare Mastellari fischiava e indicava il dischetto bianco del rigore. IL RIGORE DI SCARABELLO. La decisione produceva costernazione tra i nero-azzurri, mentre sugli spalti il pubblico, dopo un momento di disorientamento, non avendo creduto li per li alla grave punizione, prorompeva in una salve di fischi e in un coro di proteste. Ma non vi era nulla da fare: Mastellari che aveva scorto, bontà sua, l'intenzionalità nel fallo di Villa, non ritornava sulla sua decisione e Scarabello non aveva difficoltà a tramutare in punto il rigore, con un preciso tiro a mezza altezza. Questo l'episodio centrale della partita, il "fattaccio" - dal punto di vista milanese - che ne decideva le sorti. Non riusciamo a comprendere come Mastellari, arbitro solitamente di una estrema precisione e di una fama consolidatasi al vaglio di differenti incontri, abbia potuto prendere un così madornale granchio. Chè non solo è da escludere che Villa abbia commesso il fallo con intenzione, ma non è superfluo che nelle vicinanze non vi era alcun giuocatore genovese, e che in casi consimili si è sempre visto il direttore dell' incontro lasciar correre, senza suscitare proteste. E che lo stesso Mastellari debba essersi accorto di aver commesso un errore, lo si è visto in seguito, dal suo stesso comportamento, diventato improvvisamente di una magnanimità sbalorditiva verso i nero-azzurri, ai quali ha concesso una serie di tiri di punizione su inesistenti falli genovesi: ha fatto pure palesemente vedere di aver perso alquanto il controllo dei propri nervi, tanto che a 30'' dalla fine trovava modo di espellere Figliola e Ballerio, rei di essersi trovati a stretto contatto davanti a Fregosi, contatto che non aveva avuto nulla di grave e di speciale da determinare la severa sanzione. SEI ROSSOBLU SUGLI SCUDI. E' stata così sciupata una partita che poteva benissimo chiudersi con un più che equo risultato di parità, con uno zero a zero che sarebbe tornato a tutto onore del Genova, o per essere più precisi della difesa rosso-blu.  I sei uomini della difesa genovese hanno infatti giuocato magnificamente tenendo in pugno le sorti di una partita, che oltre l'episodio Mastellari, è stata fertile di incidenti. Infatti Meazza nel primo tempo, al 33', per un colpo alla caviglia, non poteva condurre a termine il tempo, giuocando poi nella ripresa successivamente da ala sinistra, da mezzo destro e infine da centro attacco; in campo genovese era Vignolini che verso il 20' della ripresa riceveva un duro colpo al viso, tanto che dopo le cure del massaggiatore, passava all' ala destra, facendosi sostituire da Genta, mentre Arcari passava mediano. E Genta, che da mediano aveva dominato, da terzino non veniva men all' attesa, continuando a spadroneggiare. Degni suoi compagni sono stati Bigogno e Figliola: il primo eccellente nel giuoco di difesa impostosi, chiaro nelle idee, e nei momenti di contrattacco principale collaboratore della prima linea; il secondo attento e preciso nei suoi interventi. Dal canto loro, Vignolini e Agosteo, sono stati due ottimi terzini, decisi e calmi, e assieme a Fregosi, oggi in vena, hanno formato un terzetto di prima qualità. All' attacco era atteso con interesse il debutto di Arcari: pur avendo ricevuto pochissimi palloni, ha dimostrato chiaramente di non aver perso il suo grado di forma, e ha condotto a termine varie pregevolissime discese, che sempre hanno costituito un pericolo per i difensori nero azzurri. Alla sinistra Marchionneschi è stato invece molto impreciso e molti palloni si sono persi tra i suoi piedi, Scarabello, Perazzolo e Pantani hanno reso come al solito. I nero azzurri sono mancati oggi nel loro migliore reparto, che per l'incidente occorso a Meazza si è sfasciato, senza riuscire a riprendersi neanche quando il "balilla" non risentendo quasi più del colpo ricevuto, era tornato al centro della linea attaccante. Gli avanti milanesi hanno giuocato più individualmente che con intesa, e solo a tratti hanno trovato il ritmo giusto. Il solo Villa è emerso nella mediana, mentre i difensori hanno giuocato egregiamente. Da queste forze opposte è nata una partita nel corso della quale il Genova ha curato più che altro la difesa, lasciando all' Ambrosiana l'iniziativa degli attacchi. E come accennato prima, i difensori rosso-blu hanno svolto egregiamente il compito loro affidato, resistendo brillantemente anche quando i nero-azzurri hanno imbastito degli attacchi a serie, bombardando le retrovie avversarie. LA PARTITA SUL TERRENO GELATO. Passiamo ora ad un pò di cronaca. Un discreto pubblico occupa gli spalti dell' Arena quando le squadre, con un freddo intenso (siamo sotto zero), un pò di nebbia, e un perfido terreno gelato, si allineano così formate: GENOVA: Fregosi - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. AMBROSIANA: Perucchetti - Bonocore, Ballerio - Sala, Villa, Locatelli - Frossi, Bisigato, Meazza, Ferrari e Ferraris. Si inizia con un giuoco alterno: botta da un campo, risposta dall’ altro. Una pericolosa discesa di Ferraris prelude ad un angolo contro il Genova al 5’. Tocca ad Arcari di rispondere. All’ 8’ i nero-azzurri usufruiscono di un tiro di punizione dal limite dell’ area, e Fregosi blocca il pallone di Meazza.Tre minuti dopo Pantani, Arcari e Scarabello inscenano una piacevole trama che si conclude con una parata di stile di Perucchetti sul tiro conclusivo del mezzo sinistro. Poco dopo il portiere nero-azzurro deve di nuovo intervenire questa volta in tuffo per levare un pallone dai piedi di Pantani. Il ritmo del giuoco è piacevole, e ancora la fisionomia della partita non si è delineata, pur lasciando il Genova l’impressione di curare più la difesa che l’offesa. Al 17’ Fregosi con ardita uscita respinge il pallone carpendolo dai piedi di Bisigato; riprende Frossi ma Vignolini, di testa allontana la minaccia. Una insidiosa fuga di Arcari, un tiro da lontano di Villa, e un preciso passaggio di Ferraris sciupato da Meazza, caratterizzano il giuoco verso la mezz’ora. Al 33’ Meazza, colpito fortuitamente alla caviglia, viene portato a braccia fuori del campo: non ricomparirà sino alla ripresa. UN PALO DI PERAZZOLO. Il Genova ne approfitta per attaccare con maggior frequenza, e Perazzolo al 37’ colpisce in pieno la tramezza con un forte tiro. Un minuto dopo il Genova è in angolo, ed al 41’ è Figliola che cerca la strada della rete, ma il pallone sfiora la traversa. E sino alla fine del tempo di notevole non si ha che un preciso tiro di Villa parato bene da Fregosi. In questi 45 minuti le due squadre si sono equivalse. Nella ripresa Meazza rientra spostato all’ ala sinistra, mentre Ferraris è passato al centro. Una azione nero-azzurra apre la serie delle offensive, cui il Genova risponde con un attacco combinato tra Arcari e Pantani. Una serrata azioone nero-azzurra al 7’ prelude ad una serie di attacchi dell’ Ambrosiana, Meazza intanto si sposta a mezzo-destro, Bisigato al centro e Ferraris torna all’ ala. Al 10’ Ferraris in buona posizione perde un’ottima occasione, tocca poi a Ferrari di sbagliare il tiro, e quindi nuovamente a Ferraris di mandare a lato. Il fronte improvvisamente si rovescia, e Arcari fugge dando il primo spunto al descritto episodio del rigore. La partita continua, fra il nervosismo del pubblico, che non lesina certo giudizi su Mastellari. L’ASSALTO NERAZZURRO. Al 15’ il Genova è in angolo, e l’Ambrosiana si installa in area genovese per rimanervi una decina di minuti. In una mischia Vignolini, colpito duramente al viso, lascia il campo, si fa curare e passa all’ ala destra, mentre Genta retrocede a terzino e Arcari a mediano destro. Al 23’ Arcari si porta sotto, obbligando Perucchetti alla parata, segue un tiro a lato di Bisigato, e quindi Meazza ritorna al centro dell’ attacco. Il Genova oramai è tutto stretto in difesa, e ha chiuso con una salda barriera la via della propria rete. Subisce al 34’ un altro angolo, al 37’ una punizione dal limite dell’ area, al 39’ da una nuova punizione nasce il quinto angolo della giornata contro i rossoblu. E al 41’ Fregosi con un magnifico tuffo devia in angolo un insidioso e preciso tiro di Ferraris. La pressione nero-azzurra è serrata e al 43’ i nero-azzurri perdono la più bella occasione della partita: una sgroppata di Ferraris obbliga Fregosi ad uscire e respingere di pugno; raccoglie Frossi che di testa indirizza in rete, ma il portiere genoano, con un balzo da palla di gomma è di nuovo in piedi e acciuffa il pallone. La partita è oramai agli sgoccioli e l’ambrosiana preme sempre. Un fallo di mano di Agosteo a nemmeno un minuto dalla fine fa concedere all’ arbitro un tiro di punizione sul limite dell’ area; calcia Meazza e Fregosi blocca, mentre Ballerio portatosi avanti, gli si butta addosso: interviene Figliola e anche l’arbitro che espelle i due giuocatori. L’azione è stata confusa, ma nessuno ha visto colpe gravi tanto da parte di Ballerio quanto di Figliola, ma mancano pochi secondi. Il tempo di riprendere il giuoco, di far operare ai giuocatori un paio di innocui passaggi e il trillo finale si fa sentire. Il pubblico non manca di fischiare con sonorità, mentre si sparge la voce, poco dopo confermata, che l’Ambrosiana ha sporto reclamo contro la decisione arbitrale del rigore. Ma con tutte le sue ragioni tecniche, si è del parere che, legalmente l’Ambrosiana avrà torto.  MARCELLO MORABITO

 

IL LITTORIALE (Roma, 04 Gennaio 1937) - Un altro discutibile rigore. GENOVA - AMBROSIANA 1 - 0 (0 - 0). Genova: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari III, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. Ambrosiana: Perucchetti; Bonocore, Ballerio; Sala, Villa, Locatelli; Frossi, Bisigato, Meazza, Ferrari e Ferraris II. Arbitro: Mastellari di Bologna. Gol: Scarabello al 13' della ripresa su rigore. Spettatori ottomila circa. Tempo nebbioso, terreno gelato. Milano, 3. Al 13' della ripresa l'arbitro Mastellari ha risolto l'incontro, accordando al Genova un calcio di rigore che deve prima di ogni altro aver sorpreso chi ne ha usufruito! Infatti la grave punizione è stata decretata per un fallo di mano di Villa, sul cui braccio rimbalzava il più innocente dei palloni; e senza che vi fosse alcuna pressione offensiva genovese contro cui bisognasse difendersi in qualche modo. No: il centro mediano nero-azzurro era isolato nella sua area, e se noi abbiamo ben veduto, il pallone gli era stato rinviato perché lo rimandasse meglio da un compagno. Insomma niente lasciava supporre che il fallo fosse intenzionale, ma l'arbitro fu di diverso parere, e Scarabello non ebbe molta difficoltà a realizzare! Fino a quel momento c'era stata una netta superiorità di attacco da parte dei nero-azzurri, che naturalmente si accentuò ancora, ma senza nulla concludere, malgrado l'arbitro favorisse manifestamente i nero-azzurri - forse perché pentito... del mal fatto? - nella concessione dei calci di punizione. Il primo tempo aveva visto un calcio d'angolo per l'Ambrosiana al 4' e quindi parate di Peruchetti su facili tiri di Scarabello e di Pantani; al 17' la rete genovese correva il più serio pericolo dopo che Fregosi si era buttato su un tiro di Bisigato restando a terra, la palla era ripresa da Frossi, ma Vignolini la rinviava di testa dal limite della linea fatale. Al 33' Meazza, colpito in uno scontro al piede già ferito, doveva lasciare il campo; al 36' l'unico tiro insidioso del Genova sfiorava ad opera di Scarabello la traversa, ed usciva fuori; al 38' l'Ambrosiana otteneva un altro calcio d'angolo. Meazza rientrava nella ripresa scambiandosi di posto con Ferraris II; poco dopo passava a mezz'ala destra, Ferraris II ritornava all' ala e Bisigato si spostava a centro avanti. In fine Meazza tornava al centro e Bisigato alla mezz'ala. Al 13' come si è detto, nel bel mezzo dei reiterati attacchi nero-azzurri si verificava l'episodio del rigore. Pochi minuti dopo, al 19' Vignolini si buscava un colpo all' occhio e perciò passava all' ala destra, mentre Perazzolo retrocedeva a mediano laterale e Genta passava terzino a lato di Agosteo. L'Ambrosiana che aveva ottenuto un terzo calcio d'angolo al 14', ne otteneva altri cinque ma senza esito e gli ultimi due provocati da provvidenziali e spettacolosi interventi di Fregosi. Dal canto proprio Frossi e Ferraris sciupavano alcune occasioni favorevoli. Infine allo scadere del tempo e dopo un calcio di punizione contro il Genova dal limite dell' area Ballerio e Figliola venivano espulsi per essere venuti... a contatto. Senza quel famigerato rigore, la partita si sarebbe chiusa logicamente alla pari ed avrebbe ripagato al giusto il Genova della sua solida e accorta condotta difensiva, nella quale hanno emerso particolarmente i terzini e specialmente il portiere Fregosi. Quanto all' attacco esso fu vittima sia dell' impostazione difensiva della partita che delle sue conosciute debolezze. L'Ambrosiana ha avuto nelle linee arretrate una condotta assai più sicura che non in altre circostanze, ma l'attacco è stato poco incisivo e si è risentito delle ancora precarie condizioni di Meazza.

 

IL PICCOLO di Genova (Genova, 04 Gennaio 1937). GENOVA - AMBROSIANA 1 - 0.  L'accorta tattica e la grande giornata dei reparti  difensivi fruttano ai rosso blu un prezioso successo. (Dal nostro inviato). Milano, 4 gennaio. Smidollata per buona parte del primo tempo e per qualche periodo della ripresa dal freddo pungente e dalla nebbia che avvolgeva triste e uggiosa il quadro dell' Arena, la partita ha assunto invece un ritmo incandescente al tredicesimo minuto del secondo tempo, quando l'arbitro Mastellari di Bologna ha deciso le sorti della partita appioppando un rigore all' Ambrosiana. Giusto il rigore? Noi siamo per il sì, ma di esso parleremo più avanti. Ritorniamo alla partita. MEZZ'ORA D'INFERNO. Il rigore riscaldò di colpo l'ambiente. sparì come per incanto il freddo che avvolgeva nelle sue spire giuocatori e pubblico e l'incontro assunse di colpo luna fisionomia di combattimento. Dal rigore trasformato da Scarabello fino al novantesimo minuto ed oltre (furono disputati più di due minuti di recupero) il giuoco non ristagnò più. La partita che era stata fino a quel momento condotta con tranquillità e senza orgasmo da entrambe le contendenti - lo stato del terreno aveva non poco influito sul comportamento delle squadre stesse -  divampò furiosa. Il Genova, che nel corso del primo tempo era riuscito ad equilibrare il numero delle azioni nero azzurre con un franco e schietto comportamento nel quale i rosso bleu non sacrificavano nessuna possibilità d'attacco senza pur mai scoprire la loro copertura difensiva intelligente e pronta, assunse senz' altro uno schieramento nettamente difensivo. Mancava poco meno di mezz'ora alla fine. Il pubblico - che aveva reputato ingiusto il rigore - incitava con altissime grida la sua squadra sospingendola all' attacco. Fu una mezz'ora davvero eroica per il Genova, ma una mezz'ora durante la quale la saldissima tempra dei rosso blu ebbe modo di rifulgere in tutta la sua estensione e nella quale balzarono in luce tutte le possibilità difensive e tattiche di una squadra che pure doveva prima della fine rivoluzionare i suoi ranghi per una contusione riportata da uno dei terzini. Durante questa mezz'ora il valore dei reparti arretrati rosso blu ebbe modo di venire collaudato a fondo e di dimostrare la sua rinata saldezza. L'Ambrosiana batté inutilmente alla porta di Fregosi. Il Genova aveva vinto una delle più tormentate battaglie del campionato in corso. UNA RETROGUARDIA FORMIDABILE. Non fu, sotto tutti gli aspetti, una grande partita, quella giuocata ieri dai rosso bleu, perché essi mancarono parecchio come giuoco costruttivo, ma tuttavia una partita esemplare dal punto di vista dell' accortezza e dell' intelligenza tattica. La squadra è evidentemente in ripresa. La sua condotta fu ieri quella di una compagine che resiste a tutti i novanta minuti dell' incontro, ben sorretta dal fiato e ben regolata nei movimenti. Non vi fu mai un solo momento d'incertezza nel comportamento dei mediani e della difesa. L'Ambrosiana, pur avendo attaccato per due terzi del giuoco, fu sempre scrupolosamente controllata in ogni suo movimento. Essa sostava all' offensiva,  ma l'iniziativa dei movimenti partiva sempre dal Genova il quale, con un abilissimo giuoco di copertura e con un attentissimo controllo degli uomini di punta avversari, riusciva a mandare sistematicamente a vuoto tutte le azioni dei nero azzurri. Bisogna quindi dire della grande partita giuocata dall' estremo trio difensivo rosso bleu nel quale non solo Vignolini si batté con la usata generosità, ma dove i fedelissimi zelatori genovesi accorsi all' Arena ebbero la gioia di rivedere improvvisamente rinascere Agosteo, un Agosteo completamente pari alla sua fama, e specialmente imbattibile nei palloni alti. Dietro ai terzini Fregosi ha giuocato la più bella partita da quando è stato chiamato agli onori della prima squadra. La modestia di questo ragazzo è pari al suo valore. Raramente impegnato nel primo tempo, Fregosi è venuto in luce sul finire dell' incontro quando, dopo aver sicuramente respinto ogni minaccia avversaria, ha sbalordito per un paio di parate che sono lecite solamente ai portieri di vaglia.  GLI ALTRI. Dinnanzi a questo trio difensivo ha giganteggiato un altro terzetto di uomini i quali sono stati un po' i protagonisti dell' incontro: i tre sostegni rosso bleu, fra i quali non sapremmo davvero dire chi sia stato il migliore. Se Figliola, che ha neutralizzato Frossi, l'uomo più intraprendente e più pericoloso della prima linea nero azzurra, se Genta che ha controllato impeccabilmente il giuoco della coppia Ferrari - Ferraris, oppure Bigogno, un centro sostegno che ha detto chiaramente quali sono le sue possibilità avvenire e come debba giuocare il centro mediano di una grande squadra. Se la prima linea rosso bleu si fosse comportata sulla falsariga degli altri reparti, il Genova avrebbe colto ieri un successo ben altrimenti clamoroso. Invece l'attacco, pur non avendo deluso, avrebbe potuto essere più conclusivo nel primo tempo, quando non gli mancarono le occasioni per concludere meglio il suo lavoro. Nella ripresa invece la squadra si accartocciò tutta in difesa, poi fu rimaneggiata, motivo per cui l'operato della prima linea sfugge ad un' attenta indagine. Resta comunque il fatto che le condizioni del terreno, completamente gelato, hanno più nociuto al Genova che non all' Ambrosiana, e che l'effettiva superiorità dimostrata dai nero azzurri sui rosso bleu nel secondo tempo fu dovuta essenzialmente alla spontanea rinuncia ad ogni attacco del Genova che aveva rinforzato le retroguardie per condurre in porto almeno un pareggio. Nulla di trascendentale ha messo in mostra l'Ambrosiana. In maglia nero azzurra, ove fino a due stagioni orsono erano necessarie le dita di due mani per contare gli uomini di classe, non vi sono oramai più che un paio di campioni di gran valore. Gli altri hanno molta buona volontà, ma non classe. Così per i terzini, così per il centro mediano, così per le ali, per non dire di Bisigato e di Sala ormai giunti al massimo del loro rendimento. L'Ambrosiana s'è insomma ridotta con una difesa mediocre e con una mediana di egual valore. L'attacco potrebbe fare di più, ma non è sufficiente la classe di Ferrari per galvanizzare tutta una prima linea nella quale Meazza, che risente sempre di una vecchia ferita, è l'ombra del grande giuocatore che tutti conoscono. PRIMO TEMPO IN BIANCO. Riepiloghiamo l'incontro. Primi attacchi, affatto pericolosi, dell' Ambrosiana. Più minaccioso il Genova quando Perazzolo fa viaggiare Arcari il cui centro è raccolto in corsa da Marchionneschi, che lo trasforma in uno spiovente a fil di palo. Parata sicura di Perrucchetti. Poi Perazzolo conduce una nuova azione che conclude con un intelligente traversone verso sinistra. I terzini nero azzurri sono tagliati fuori e sulla palla piombano contemporaneamente Marchionneschi, Pantani e Sala. Una bella manata del vigevanese permette a Perrucchetti di impossessarsi del pallone prima dei due rosso-bleu. L'arbitro non ha visto. A sua volta l'Ambrosiana manca una favorevole occasione provocata da un' azione di Meazza che lancia Bisigato. Questi è solo ma Fregosi, con felicissima scelta di tempo, riesce a deviare la palla con un bel tuffo. Allora si fa luce Frossi che indirizza il cuoio verso la rete incustodita, ma l'intervento di Vignolini manda a vuoto il punto che sembrava ormai sicuro. A metà tempo Meazza, scontratosi con Bigogno, accusa il riacutizzarsi di una vecchia ferita e lascia il campo. A questo punto il Genova mette fuori le unghie e va decisamente all' attacco, ma non ne ricava che un palo, dovuto ad un improvviso tiro di Perazzolo dopo una discesa di Marchionneschi. I rosso-bleu rimangono all' offensiva fino quasi allo scoccare del tempo, ma senza concludere. E' anzi l'Ambrosiana che sul finire ritorna in area rosso-bleu. Zero a zero. L'ASTUZIA DI SCARABELLO. Ritorna Meazza nella ripresa, all' ala sinistra, ma dopo breve tempo l'ex balilla figurerà alla mezz'ala destra. Il giuoco è ancora apertissimo quando, al 13' si avrà il rigore che deciderà le sorti dell' incontro. Fuga di Arcari male intercettata da Ballerio. Il terzino dell' Ambrosiana, per impedire che la palla finisca in angolo, la ferma quasi sulla linea di fondo, ma la riperde tosto. Arcari è pronto ad impossessarsene ed a spedirla al centro ove Villa se la fa rimbalzare su di una mano. L'arbitro è lì a due passi e non esita un istante a decretare il rigore, malgrado le proteste dei nero-azzurri. Tira Scarabello, di destro, dopo una finta di sinistro. La palla s'insacca a mezz'altezza alla sinistra di Perrucchetti che s'è gettato dalla parte opposta, ingannato dallo scaltro spezzino.  Da questo momento il Genova giuocherà esclusivamente in difesa del prezioso vantaggio, e giuocherà in formazione rimaneggiata perché Vignolini, colpito al viso da una pallonata di Frossi, dovrà rimanersene fino alla fine all' ala destra tutto intontito. Accanto ad Agosteo retrocede Genta, al posto di questi Perazzolo, ed alla mezz'ala destra Arcari. La superiorità dell' Ambrosiana è destinata a rimanere sterile. I rosso-bleu controllano brillantemente il giuoco degli avversari e Fregosi fa il resto. Verso la fine un tiro di Ferrari, diretto in un angolo, è deviato da un gran tuffo del guardiano rosso-bleu; sul corner Fregosi respinge a mani aperte e cade a terra: riprende Frossi che tira verso la rete oramai incustodita ma Fregosi, con un gran balzo, quasi fosse stato sollevato e proiettato da una molla, si erge all' improvviso sulla traiettoria della palla e la svia al di sopra della traversa. Un ultimo episodio. Quarantacinquesimo minuto. Ennesimo calcio di punizione contro i rosso-bleu. Meazza dal limite dell' area di rigore impegna Fregosi in una bella parata a terra. Sul portiere rosso-bleu si getta inutilmente Ballerio, tentando di caricare il guardiano genovese. Interviene Figliola a protezione del compagno, ed interviene Mastellari che espelle Figliola e Ballerio. Ma ormai è finita. Sonorissimi fischi all' arbitro chiudono la dura contesa che la nebbia non è riuscita a disturbare. Pubblico non troppo numeroso. Le squadre: Genova: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. Ambrosiana: Perucchetti; Bonocore, Ballerio; Sala, Villa, Locatelli; Frossi, Bisigato, Meazza, Ferrari, Ferraris.  RENZO BIDONE

 

GAZZETTA dello SPORT (Milano, 04 Gennaio 1937). IL GENOVA HA VINTO A MILANO in virtù di un calcio di rigore autentico infortunio tecnico dell' Ambrosiana. Marcatore: Scarabello (G) al 14' della ripresa. Ambrosiana-Inter: Perucchetti; Bonocore, Ballerio; Sala, Villa, Locatelli; Frossi, Bisigato, Meazza, Ferrari, Ferraris II. Genova 1893: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. Arbitro: Mastellari di Bologna. Segnalinee: Capriolo e Rosso di Torino. Spettatori: 6.000 circa. Terreno duro ma sdrucciolevole per brina. Visibilità velata da leggera nebbia. Calci d'angolo contro il Genova: due nel primo tempo, cinque nella ripresa. Nessuno contro l'ambrosiana. Meazza è uscito dal campo al 33' del primo tempo. Si è ripresentato, zoppicante, alla ripresa giocando all' ala sinistra, poi - rinfrancatosi - è passato mezzo destro e infine (27') è tornato al centro della linea, posto che era stato affidato prima a Ferraris II poi a Bisigato. Al 20' della ripresa Vignolini, stordito da una pallonata, passava all' ala destra cedendo il posto a Genta, sostituito a sua volta da Perazzolo. L'episodio che ha risolto la gara merita il posto d'onore. Prima di tutto perché in una gara sterile di reti, quell' unico tiro da undici metri accaparra il novanta per centro dell' interesse. Poi perché anche questa volta la decisione dell' arbitro stenta ad andar giù. Perché inconciliabile con il senso sportivo della massa e perché neppure totalmente d'accordo con lo spirito del regolamento, per quanto rigidamente fedele al testo letterale delle norme tecniche. Ecco il fatto. Il primo tempo era trascorso con una abbastanza netta superiorità dell' Ambrosiana, ma senza che le azioni dei nerazzurri incidessero efficacemente sulla difesa avversaria. A dirla francamente si giocava impreciso da una parte e dall' altra, forse perché in dipendenza dello stato del terreno, duro per gelo e viscido per brina. Verso la fine del tempo il Genova aveva segnato un buon ritorno e aveva messo all' attivo qualche azione risoluta. La ripresa aveva rimesso in carreggiata l'Ambrosiana che stringeva il ritmo del suo gioco e sembrava intenzionata a spendere ora quell' energia che aveva forse risparmiata nella prima parte dell' incontro. Poco dopo il 13' il calcio di rigore. Una discesa genoana sulla destra rompeva la pressione dei nerazzurri. Arcari centrava il pallone e Villa muoveva verso la sfera per intercettarla. Nei pressi non c'era alcun avversario e dietro allo stesso Villa erano schierati entrambi i terzini milanesi. Il pallone batteva a terra vicino al centrattacco ambrosianista, rimbalzava irregolarmente e veniva a sbattere sul pugno di Villa che - forse - irrigidiva il braccio pendente lungo il corpo. Comunque arresto netto della sfera che saltellava poi sul terreno davanti a Villa e fischio perentorio di Mastellari che da pochi metri controllava la manovra. Si era dentro l'area di un paio di metri alquanto spostati verso l'angolo a sinistra di Perrucchetti. Calcio di undici metri che Scarabello metteva in rete con un tiro forte e preciso. L'INTENZIONALITA', MASTELLARI! A nessuno è sfuggito il gesto dell' arbitro, tanto deciso nel segnare il disco bianco quanto dolente di doverlo fare. Ha allargate le braccia come per dire che egli non poteva fare nulla di diverso da quello che stava facendo. Dura legge, ma legge. E nessuno può contestare che ciò sia perfettamente ortodosso, giacché il fallo è fallo e il regolamento non tien conto delle circostanze concomitanti, quali il vantaggio recato dal fallo stesso o l'esistenza di un pericolo che lo determini. Ma però è altresì pacifico che un' azione non è fallosa se non è intenzionale: norma che - per quanto riguarda i falli di mano -  è stata opportunamente e chiaramente ribadita nelle istruzioni del C.I.T.A. in principio di stagione. Ed è proprio li che non si divide l'opinione del signor Mastellari. Il quale ha forse avuto le sue buone impressioni personali per sentirsi sicuro che Villa abbia voluto correggere il rimbalzo della palla con un colpo di mano. A tutti gli altri, ed anche a noi, è sembrato piuttosto che Villa sia stato sorpreso dal rimbalzo, tanto più che su questo, così come sull' equilibrio del giuocatore, deve aver influito lo stato del terreno. Comunque è fuori causa la coscienziosità di un arbitro che - al postutto - non aveva ragione di infierire contro la squadra ospitante e che ha evidentemente assolto quasi contro cuore un dovere ingrato  impostogli dalla percezione - esatta o meno che sia - dei falli. Non è stato certo per opportunismo... che l'arbitro ha combinato quel brutto scherzetto. Il quale, agli occhi degli appassionati ambrosianisti, sente ancor più di forte agrume perché segue a soli otto giorni di distanza quell' altro a Napoli. Le disgrazie vengono proprio a grappoli come le ciliegie? PRIMA E DOPO IL RIGORE. Al di fuori dell' episodio principe della gara, destinato a non essere tanto presto sepolto nel ricordo di chi vi ha assistito, c'è stato un primo tempo scialbo e un finale brillante. Brillante soprattutto per l'energia e la tecnica dimostrata da tutti i nerazzurri nel tentativo di raddrizzare una gara che andava storta, ma brillante anche per la difesa a muro praticata dal Genova con vigore opportunamente contenuto dalla necessità... di non pareggiare le punizioni. e' così che l'ultima mezz'ora di gara  è stata veramente interessante. Peccato che il pubblico avesse la mente in istato  di ebollizione per il fattaccio precedente. Senza di che avrebbe gustato del buon gioco. Premuto come non mai, il Genova ha dimostrato  una precisione e una compattezza difensiva che per la verità non erano rifulse nella prima parte della gara. E l'Ambrosiana rimetteva in onore il brio del suo palleggio stretto ed esatto a raso terra fra una selva di gambe assai meglio di quanto non avesse fatto nel primo tempo, quando il compito era facilitato dagli errori degli avversari e lei sembrava sonnecchiare in attesa che le cose maturassero. In questo periodo si è visto ancora il Meazza distributore dei bei momenti, l'attività di Frossi (che però non tira più come era solito), Ferrari è tornato a essere lui e Ferraris e Bisigato  si son fatti valere. Facilissimo il compito del sestetto di retroguardia. Nel primo tempo invece l'attacco non si trovava (neppure Ferrari e meno ancora Meazza fin che è rimasto in campo, poiché al 33' riceveva alla sua caviglia dolente una forte quanto fortuita puntata da Bigogno e doveva farsi portare agli spogliatoi). Marciavano abbastanza bene invece la linea mediana, sicura nei laterali ed energica quanto avveduta nei passaggi con Villa, e la coppia dei terzini, precisi sulla palla e sull' uomo. Da parte genoana Genta ha coronato, sfoggiando nel gioco da terzino arretrato per l'indisponibilità di Vignolin gli stessi colpi di testa e lo stesso impeto dimostrato nel suo ruolo di laterale mediano, una gara superba. Con Fregosi che è stato autentico salvatore della sua rete, Genta è piaciuto molto. Così come del resto Agosteo, Bigogno e Perazzolo, alquanto saltuari, hanno penato molto prima di mettersi a posto col terreno. E nulla si è visto da parte di un attacco lento e impreciso, al quale Arcari non ha saputo dare gran che del suo repertorio di quando è in forma. Il meglio dei genovesi, come attaccanti, si è visto sul finire del primo tempo. Verso la fine, con Vignolini all' ala e Arcari in difesa, non era più caso di parlarne. Tirate le somme dei valori e delle azioni.. l'Ambrosiana avrebbe dovuto vincere. Certamente non perdere. Il Genova, tolta qualche difficoltà iniziale e alcuni svarioni tattici di Figliola, ha messo in luce una difesa ottima e un attacco che a mandarlo avanti ci volevano le catapulte, lento e incerto com'era sul suo perno centrale. L'Ambrosiana, egualmente forte e certamente più mobile e continua negli uomini di difesa, ha avuto un attacco niente efficace nel primo tempo e alquanto impreciso e sfortunato nell' ottimo ardente periodo della gara.  UN PO' DI CRONACA. L'offensiva iniziale dei neroazzurri si prolunga fin verso il quarto d'ora e le occasioni di segnare sono facilitate dalle buone aperture di Villa e dalle incertezze di Bigogno e Vignolini. Ma poco di concreto si ottiene, salvando Fregosi i due tiri non difficili che gli pervengono. Genta, che è il più appariscente dei rosso-blu, riesce finalmente a smuovere i suoi e Arcari, ben servito da Pantani può centrare (12') un utile pallone che Marchionneschi spedisce fra le mani di Perucchetti. Poco dopo (15'), ancora su pallone centrato dall' ala destra, Marchionneschi e Pantani sono in posizione di tiro; ma si impicciano a vicenda e il primo si ingegna ad accomodarsi con le mani il pallone spiovente, facendo così troncare l'azione. Si torna in area genovese e l'Ambrosiana vede sfumare due palloni da rete. Il primo (18') manda Bisigato sul portiere, e il tiro coglie Fregosi in pieno petto; Frossi che può riprendere scivola, si rialza, tira ma Vignolini salva di testa l'angolino della sua casa che stava per essere infilato. Il secondo (28'), nato da una fuga di Ferraris II che scappa a Genta, è collocato fortissimo all' esterno del palo dal piede di Meazza, invano caricato da Vignolini. Poco dopo l'incidente di Meazza, colpito da Bigogno, in un insignificante palleggio a due terzi del campo. E da allora il Genova riesce a distendersi con esatte e calme azioni a metà campo, così da mettere in luce un Bigogno sicuro e un Perazzolo efficace. Un tiro di quest' ultimo colpisce lo spigolo superiore della traversa e Arcari fila al centro un bel pallone che Scarabello sciupa. Sul finale ambrosianista, un lungo duello Agosteo - Ferraris II e un centro che provoca l'uscita di Fregosi; ma Figliola non la pensa così e con un calcio formidabile porta via la palla (e per poco non anche la testa) al suo portiere. Alla ripresa l'Ambosiana torna all' attacco con maggior vivacità e Frossi riesce a liberarsi; Figliola con azione netta lo ostacola e gli toglie il pallone, sul quale però cade con le mani (7'). Ferraris, Ferrari e Bisigato hanno, nel giro di pochi minuti, tre occasioni. Il primo traversa la palla anzichè tirare, il secondo manda alto, il terzo impegna Fregosi. E qui, in piena pressione nerazzurra, accade l'episodio del calcio di rigore. Dopo di che si gioca a una porta sola. Al 17' Frossi si libera, ma il suo tiro è parato; al 20' un' incursione in forza e una pallonata che mette fuori uso Vignolini; al 21' altro tiro di Frossi, troppo debole però. Meazza torna al centro della linea, e il Genova è in maggiori difficoltà. Al 35' uno scatto di Ferrari sul pallone filatogli da Meazza è reso nullo dal preciso tocco di Genta. Dal 36' al 41' si contano due tiri di punizione dal limite e quattro angoli contro il Genova. Il quarto dei quali è frutto dell' incredibile sveltezza (e vena) di Fregosi: uscito a svellere di pugno un pallone dalla testa di un mucchio di uomini variopinti, il portiere genovese riusciva nell' intento ma andava a terra, proprio mentre Frossi raccoglieva e tirava sulla porta vuota. Rialzatosi Fregosi (schiena a Frossi) aveva la ventura di trovarsi il pallone  aportata di mano e l'intuito di schiaffeggiarlo dal sotto in su, così da spedirlo in angolo. Infine, per la buona bocca, si aveva al 45' e rotti (in tempo di ricupero dunque) l'ultima punizione dal limite. Tiro parato malgrado tre nerazzurri entrassero d'impeto sul portiere e questioncella Figliola - Ballerio che l'arbitro risolveva mandandoli entrambi agli spogliatoi con qualche secondo d'anticipo sui compagni. Assisteva alla gara il federale Parenti.  MARIO ZAPPA.

 

14° GIORNATA: Ambrosiana - Genova 0-1, Bari - Alessandria 2-1, Bologna - Novara 5-1, Fiorentina - Milan 1-2, Juventus - Triestina 0-0, Napoli - Lazio 3-5, Roma - Lucchese 3-0, Sampierdarenese - Torino 0-1.

CLASSIFICA: Bologna e Lazio 21; Torino 20; Juventus e Milan 16; Bari e Fiorentina 15; Genova 14; Lucchese e Roma 13; Ambrosiana 12; Sampierdarenese e Triestina 11; Napoli 10; Alessandria 09; Novara 07.

 

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IL PICCOLO di Genova (Genova, 10 Maggio 1937). I ROSSO BLEU IN DECLINO. AMBROSIANA - GENOVA 2-1. Il Genova l'ha fatta da padrone  per poco più di mezz'ora, dominando in virtù di un giuoco vivace, lineare, tenuto prevalentemente a terra, ed appunto in virtù di questo suo ottimo comportamento riusciva a segnare una volta mancando, prima e dopo del punto di Marchionneschi, qualche altra bella occasione per migliorare il suo punteggio. Ma dopo il 30' minuto le cose cambiarono assolutamente. Mentre da una parte nelle file rosso bleu s'andavano accentuando momenti di rilassatezza e di stanchezza, l'Ambrosiana veniva improvvisamente in luce grazie al miglior giuoco delle sue mezze ali ed a quello più resistente dei suoi mediani. In breve il Genova passò da dominatore a dominato e fu esclusivamente merito di Bacigalupo se gli ospiti non riuscirono a pareggiare già prima che scoccasse la fine del 45' minuto. Né le cose migliorarono nella ripresa. Il Genova iniziò da addormentato e quando si scosse dal suo torpore l'Ambrosiana aveva pareggiato e vinta la contesa, e vinta in modo netto, né valsero le ultime battute portate affannosamente ma sconclusionatamente dai rosso bleu ad evitare la sconfitta dei concittadini. Il Genova, che aveva già dato segni allarmanti a Novara sette giorni prima, e che tali segni aveva pienamente confermato giovedì scorso contro il Palermo, ha ieri dimostrato la sua incapacità di "tenere" per tutta la durata di un incontro. La sua mediana è calata in modo impressionante e non è sufficiente la combattività di Figliola a tenere in piedi una linea di sostegno nella quale Bigogno ha fiato solamente per trenta minuti e dove Genta, quando non è assistito dalla forma, come nel caso presente, non sa più quello che si fa. Così anche l'attacco, mal sostenuto, ha presto perduto ogni consistenza, ma occorre aggiungere che anche in prima linea le ali non sono più quelle di qualche mese fa, e che Fasanelli, che fa cose egregie nel lavoro di collegamento, non può dare di più come centro. Questi i rilievi principali che la prova dei rosso bleu offre alla critica, e che si potrebbero anche tacere dato che il campionato è agli sgoccioli, se il Genova non avesse ancora una mira alla quale tende giustamente e deve tendere con ogni sua forza: la Coppa Italia. Bella, veramente bella la partita giuocata dall' Ambrosiana. L'undici nero azzurro ha "tenuto" la partita con esemplare condotta tecnica. La sua difesa ha sempre agevolmente superato ogni contingenza ed in essa si è messo in luce il terzino Bonocore, certo il miglior uomo in campo. Combattiva e resistente alla fatica la linea mediana, brillantissimo il giuoco delle mezze ali nazionali alle quali ha dato però poco apporto la lentezza di Bisigato (altro centro attacco al quale manca anzitutto lo scatto). Pericoloso Frossi, incerto Antona. L'incontro si è iniziato con qualche tempo di ritardo, dovuto alle evoluzioni delle ginnaste. Passate le belle fanciulle italiane da attrici a spettatrici, il pallone di cuoio ha subito polarizzato su di sé l'attenzione della folla. Partito all' attacco il Genova ha incominciato a mancare qualche occasione con Marchionneschi, Perazzolo, Fasanelli e poco più tardi con Scarabello il quale, servito a dovere da Perazzolo, ha tardato di quel tanto a tirare finché Gattoronchieri gli ha rubato la palla. Qualche contrattacco dei nero azzurri si è presto spuntato sulla difesa rosso bleu ed il Genova è tornato con insistenza all' offensiva segnando, dopo qualche calcio d'angolo a suo favore, la sua unica rete su di un' azione partita dai mediani e sviluppato  ottimamente da Perazzolo e Fasanelli. Quest' ultimo ha infine spiazzato tutta la difesa nero azzurra con un bel passaggio in profondità verso sinistra e Marchionneschi, battuto in velocità il suo mediano, è arrivato per primo sulla palla segnando con un tiro debole nell' angolo opposto a quello dove era piazzato Degani. Poco dopo Fasanelli ha mancato la più favorevole occasione per aumentare il bottino dei suoi colori, indi si è iniziato il lento ripiegamento del Genova con conseguente ripresa dei nero azzurri. Ed è unicamente merito di Bacigalupo e dei suoi terzini se prima della fine del tempo gli ospiti non sono giunti al pareggio. L'Ambrosiana pareggiava tuttavia al 3' della ripresa, allorché aveva già pienamente nelle mani le redini del giuoco. Azione prolungata di Ferrari e Meazza, in area rosso bleu, smistamento di Meazza verso Frossi, rapido centro di questi e Antona, non guardato da Genta e da nessun altro,  mette in rete da due passi. Poi si hanno altri attacchi dell' Ambrosiana (ma il Genova dove è andato?) e , per colmo di sventura, l'uscita dal campo di Scarabello, colpito in pieno viso da una pallonata di Bonocore. Scarabello rientrerà per qualche momento all' ala sinistra ma per abbattersi poco dopo dolorante  a terra e rientrare negli spogliatoi. Nel frattempo l'Ambrosiana coglie la vittoria, su di un' apertura di Meazza a Frossi. Questi giunto fin quasi al limitare del campo fa una rapida conversione su se stesso, ritorna qualche passo indietro e tira di destro. La palla rimbalzando leggermente su Vignolini finisce in rete mentre Bacigalupo l'attendeva dalla parte opposta. Non c'è più nulla da fare per il Genova, che ha spostato Marchionneschi al centro. E' l'Ambrosiana, anzi, che in rapide azioni manca qualche altra bella occasione per segnare. Negli ultimi dieci minuti i rosso bleu sono tutti all' offensiva, ma il loro giuoco è troppo affannoso e sconclusionato e la difesa nero azzurra ha facile compito. Chiusura. Molti fischi a Turbiani di Ferrara che ha arbitrato con poca mobilità e lasciando correre troppi falli. Ma Turbiani, anche se non ha diretto bene, non ha nessuna colpa se il Genova ha giuocato male. All' incontro hanno presenziato il gen. Vaccaro presidente della Federazione Calcio, il gen. Bevilacqua presidente di quella Ginnastica, S.E. il Prefetto Albini e tutte le altre autorità convenute sul campo di Marassi per il saggio ginnastico. Era pure presente il comm. Pozzo commissario tecnico per la squadra nazionale. Ecco le squadre: GENOVA: Bacigalupo, Agosteo, Vignolini, Genta, Bigogno, Figliola, Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. AMBROSIANA: Degani, Bonocore, Gattoronchieri, Ghidini, Villa, Locatelli, Frossi, Meazza, Bisigato, Ferrari, Antona.  RENZO BIDONE.

 

GAZZETTA dello SPORT (Milano, 10 Maggio 1937). GARA COMBATTUTA E VITTORIA MERITATA. Ambrosiana - Genova 2-1 (0-1). Marcatori: Marchionneschi (G) al 25' del primo tempo; Antona (A) al 3' e Frossi (A) al 27' della ripresa. AMBROSIANA: Degani; Bonocore, Gattoronchieri; Ghidini, Villa, Locatelli; Frossi, Meazza, Bisigato, Ferrari, Antona. GENOVA: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. Arbitro: Turbiani di Ferrara. Segnalinee: Tonioli di Novara e Savio di Torino. Spettatori: 15.000 circa. Prima dell' incontro ha avuto luogo il saggio ginnastico finale a conclusione del Concorso Naz. femminile. Molte le autorità presenti, dal Prefetto al Vice-Federale, al Podestà, al gen. Vaccaro, al gen. Bevilacqua Presidente della F.G.I. al dott. Loges Presidente della federazione Ginnastica del Reich. Le ginnaste hanno avuto calorosissimi applausi per le loro belle esibizioni. L'incontro di calcio ha avuto inizio alle 15.50. Quattro angoli a favore del Genova, cinque contro. Nella seconda parte dell' incontro Scarabello, a seguito di uno scontro con Villa, ha abbandonato il campo, è rientrato provvisoriamente all' ala sinistra ma poi ha dovuto recarsi agli spogliatoi. Verso la fine Marchionneschi è passato al centro della prima linea, Fasanelli a mezz'ala. Genova, 9. Il Genova nel primo tempo ha tenuto le redini del giuoco, ha sfiorato spesso il successo, ma soltanto una volta è riuscito a passare con un tiro di Marchionneschi che ingannava Degani. Nella ripresa era invece la squadra milanese che gradatamente prendeva quota tanto che non erano passati tre minuti che il pareggio era cosa fatta. Il Genova accusava il colpo, tentava di reagire ma la mediana sempre più perdeva autorità, così che era l'Ambrosiana che prendeva il comando del giuoco e verso la mezz'ora riusciva a portarsi in vantaggio. Il suo compito però è stato facilitato dall' uscita dal campo di Scarabello, che dopo neppure un quarto d'ora, a seguito di uno scontro con Villa aveva la peggio, e doveva abbandonare il rettangolo per farsi massaggiare, rientrava all' ala sinistra, ma doveva poco dopo abbandonare definitivamente la lotta. I nero-azzurri, che nel primo tempo avevano dovuto accettare la superiorità dei locali nella seconda parte dell' incontro aumentavano gradatamente il ritmo del loro giuoco che andava via via facendosi sempre più incisivo e pericoloso.. Ferrari abbandonato dal suo angelo custode (Perazzolo) aveva maggior libertà di movimenti, e quindi poteva svolgere trame bellissime per i compagni dell' attacco. Al 27' la superiorità dei milanesi veniva concretata da Frossi. Il Genova effettuò un serrate convulso, le azioni sono state impetuose ma prive di incisività, l'attacco rimaneggiato, col passaggio al centro di Marchionneschi, non poteva più condurre azioni limpide, tanto più che era rifornito di palloni dai terzini poiché la mediana era crollata. L'Ambrosiana poteva quindi difendere agevolmente il successo conseguito, non solo, ma rasentò a più riprese una maggior segnatura. Dei milanesi ottimo, forse il migliore in campo, il terzino Bonocore che ha sventato un' infinità di pericoli, ben coadiuvato da Gattoronchieri. Sicuro nelle parate Degani. La mediana ha avuto in Villa un perno mobilissimo con un fiato ragguardevole e con un giuoco di testa ottimo. Locatelli e Ghidini lo coadiuvarono in modo egregio. All' attacco pericolosissimo Frossi, che aveva alle costole un mediano tenace come si è dimostrato Figliola, giuoco arretrato quello di Meazza, ma giudizioso.  Buon distributore Bisigato a cui è difettato il tiro a rete. Ferrari ha giuocato molto per i compagni. Nel primo tempo è stato sempre ostacolato da Perazzolo, ma nella ripresa costruì azioni mirabili. Veloce Atona e sempre presente nelle azioni in area genovana. Nel Genova Bacigalupo si è prodotto in diverse parate ottime, due pericolosissime e prodigiose. Agosteo e Vignolini, alle volte presi nel risucchio dei mediani, hanno tenuto bravamente il campo. Negli avanti felice la prova di Arcari, mediocre quella di Perazzolo e Marchionneschi. Lento Fasanelli che ha sciupato più di una facile occasione. Giù di tono Scarabello. Il primo a mettersi in azione è il Genova che con Marchionneschi e Perazzolo impegna Degani. Si arriva al 15' per vedere la prima azione dell' Ambrosiana, ma Frossi sciupa il passaggio di Meazza calciando fuori. Poi un' azione personale di Ferrari ma Antona spara alle nuvole. Vi sono poi due furiose mischie nell' area di Degani salvate da Bonocore. al 20' due angoli consecutivi contro l'Ambrosiana non hanno esito. Al 24' angolo contro il Genova provocato da Agosteo che tronca un' azione volante di Frossi  ed al 25' il primo punto della giornata. Fasanelli passa di precisione  a Marchionneschi, l'ala sinistra colpisce con la faccia esterna del piede destro e manda in rete mentre Degani era appostato sul palo sinistro credendo che Marchionneschi effettuasse il tiro con la sinistra. L'Ambrosiana risponde con azioni volanti. Poi nella ripresa essa attacca ancora ed al 3' il pareggio è raggiunto. L'azione parte da Meazza che passa a Bisigato, questi traversa a Frossi che manda lungo ad Antona completamente libero. Un tocco preciso e la palla è in fondo al sacco. Dopo un' angolo contro il Genova, al 12' Scarabello e Villa si precipitano contemporaneamente sulla palla. ha la peggio il genovese che deve uscire. Rientrerà dopo pochi minuti all' ala per poi abbandonare definitivamente. Intanto l'Ambrosiana detta legge. Al 27' l'azione del terzo punto, Villa passa a Bisigato, questi passa a Frossi che sembra perdere la palla, ha un attimo di indecisione, ma poi riesce a colpire e a mandare in fondo alla rete. Il Genova tenta di pareggiare e si porta in area avversaria ma la difesa milanese tiene duro.

 

IL LITTORIALE (Milano, 10 Maggio 1937).  L'AMBROSIANA VINCE A GENOVA. AMBROSIANA - GENOVA (2-1). Ambrosiana: Degani; Bonocore, Gattoronchieri; Ghidini, Villa, Locatelli; Frossi, Meazza, Bisigato, Ferrari, Antona. Genova: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. Arbitro: Turbiani di Ferrara. Marcatori: Marchionneschi al 25' del primo tempo; Antona al 3' della ripresa e Frossi al 27' della ripresa. Spettatori circa diecimila. Incasso di 66 mila lire. Terreno regolare. Giornata serena. Genova, 9. La sconfitta dei rosso-bleu non ha nessuna attenuante, anche se la squadra concittadina ha dovuto giuocare la seconda parte della ripresa con un uomo in meno, in quanto Scarabello, colpito violentemente al viso da una pallonata di Bonocore dovrà abbandonare il campo senza più farvi ritorno. Regolare la sconfitta perché il Genova dopo aver giuocato brillantemente per circa mezz'ora, ha ceduto quasi di colpo. L'Ambrosiana si è allora lanciata all' attacco e già prima che il primo tempo terminasse aveva più volte sfiorato il pareggio. Nella ripresa il giuoco del Genova non ha affatto accennato  a migliorare e i nero-azzurri ne hanno approfittato per condurre brillanti azioni che sono sfociate in due porte di Antona e di Frossi. Non è valso poi l'ultimo quarto d'ora di attacchi del Genova per dare ai rosso-bleu almeno il pareggio. Quest' ultimo quarto d'ora è stato giuocato dal Genova  in modo troppo confusionario nel quale l'assillo di non perdere non faceva trovare ai concittadini la strada giusta per la porta di Degani. Del Genova si è salvato solamente l'estrema difesa e Figliola, il migliore in campo tra i genovesi. Bigogno è crollato dopo mezz'ora, mentre l'attacco lasciato a se stesso è presto scomparso. Completamente nullo Genta. Dell' Ambrosiana il migliore uomo è stato il terzino Bonocore, che ha salvato una quantità di situazioni. Buona pure tutta la difesa; resistente e combattiva la mediana; all' attacco si sono distinte le mezze ali e Frossi. Come si è detto nel primo tempo il Genova ha attaccato a lungo, e al 25' Marchionneschi, raccogliendo in corsa un bell' allungo di Fasanelli, ha battuto con un tiro debole ma imparabile Degani. Prima della fine del tempo Bacigalupo ha dovuto salvare con brillanti parate alcuni tiri pericolosissimi dell' Ambrosiana. Al 3' della ripresa l'Ambrosiana, che era partita di slancio, ha pareggiato con Antona, che da due passi ha messo in rete un centro di Frossi. Il Genova non ha dato cenno di reazione ed i nero-azzurri hanno continuato a dominare segnando al 27' la seconda porta., su azione di Frossi il cui tiro è stato deviato in rete dalla schiena di Vignolini. Vani gli sforzi del Genova per pareggiare nelle ultime battute. Alla partita hanno assistito il generale Vaccaro, Segretario del C.O.N.I., il generale Bevilacqua, presidente della R.F.G.I. e numerose altre autorità oltre al C.T. Pozzo. Prima dell' incontro le ottocento ginnaste che hanno partecipato al concorso nazionale femminile, hanno tenuto un' applauditissimo saggio collettivo.

 

29° GIORNATA: Alessandria - Bari 0-2, Genova - Ambrosiana 1-2, Lazio - Napoli 4-0, Lucchese - Roma 5-1, Milan - Fiorentina 1-0, Novara - Bologna 4-0, Torino - Sampierdarenese 4-0, Triestina - Juventus 1-0.

CLASSIFICA:  Bologna 40; Lazio e Torino 37; Milan 36; Juventus 34; Genova 31; Lucchese 30; Ambrosiana e Fiorentina 29; Bari 27; Triestina 26; Roma 25; Napoli 24; Novara 21; Sampierdarenese 20; Alessandria 18.

 

 

  

LO SPORT ILLUSTRATO - IL "FATTACCIO DELL' ARENA. Ecco, come lo ricostruisce Molino, il calcio di rigore dal quale è generato il fatto saliente della settimana calcistica. Scarabello tira; Perucchetti assiste impotente alla deflorazione della sua rete; Pozzani si dimette. A fianco la partita di ritorno. Genova-Ambrosiana - Un calcio d'angolo ha addensato il gioco davanti alla rete nerazzurra. Nello schieramento campeggiano le figure di Degani e Meazza.

 

LO SPORT ILLUSTRATO - Fasanelli, controllato da Gattorinchieri, Villa e Ghidini, fa gioco con un brillante colpo di testa.

 

  

AKAIAOI 2006