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Stagione 1936-37 | Cronache | Tabellini 1936-37 | Giocatori | Calendario | Home | |
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GENOVA 1893 - BARI |
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| Andata a Bari: Bari - Genova 1-0 | Ritorno a Genova: Genova - Bari 3-1 | ||||
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IL PICCOLO di Genova (Genova, 28 Settembre 1936). IL GENOVA PIEGATO A FATICA DA UN BARI ALLCATO ALLA FORTUNA. IL PORTIERE PUGLIESE HA PARATO UN RIGORE. Bari, 27 settembre. Sullo stadio barese il Genova non è riuscito a continuare nella sua marcia di comando della classifica. Un po' sorpreso e un po' beffato nello stesso tempo da un tiro di Violi al 6', lo squadrone rosso bleu non ha affatto rallentato il ritmo di gioco e molte volte, dopo questo autentico infortunio, la porta difesa da Casirago ha offerto agli ospiti le migliori possibilità di rivincita. Ma inutilmente, perché tutto quello che è stato tentato dal reparto di Pantani non ha approdato a nulla di conclusivo: persino un calcio di rigore ha trovato onnipresente Casirago pronto a respingere. SCONFITTA CHE NON UMILIA. Il campionato è all' inizio e non si può dare certo un giudizio definitivo su tutta la squadra; ma non crediamo di essere troppo lontani dalla verità affermando che il Genova è una vera quotazione del massimo torneo di quest' anno. Parrà in contrasto, una simile asserzione, oggi che il Genova esce battuto dalla compagine barese. In effetti non è così, perché proprio nella competizione odierna è emersa tutta intera la classe dell' undici rosso-bleu., ponendo oltresì nel loro giusto valore i due risultati conseguiti fin qui. Si è detto alla vigilia che l'incontro si presentava quanto mai aperto per le possibilità che ciascuna delle avversarie poteva vantare: inferiore in linea tecnica quella del Bari, confortate però dal fattore campo, che molto poté influire sulle sorti dell' incontro. E anche qui si è stati nel vero, perché se la Bari ha vinto, dal primo all' ultimo minuto non sono mancate ai genovesi le possibilità di sovvertire pienamente il risultato. Ecco perché lo spettacolo si annunciava allettante per la platea; tale invece non è stato per molteplici ragioni, alcune di valore tecnico che non poco hanno che non poco hanno influito sull'e sito dell' incontro. Sta in primo luogo il punto della vittoria, colto di sorpresa dal bari proprio quando più si profilava la minaccia genovese nell' area di Casirago; e poi, l'affannosa lotta ingaggiata dalle due squadre, per conservare il punto l'una, per ricuperare terreno l'altra. LA VANA RISCOSSA ROSSO BLEU. In questa alternativa non si può parlare di bel gioco, anche perché la Bari nel primo tempo è riuscita a fronteggiare alla meglio il Genova, in tutti i settori. La lotta invece si è fatta impari nella ripresa, quando il Genova tutto ha osato per sfatare la tradizione che vuole sconfitto sul terreno di Bari. E sono emersi maggiormente in questi 45' le qualità della squadra genovese, che ha soprattutto impressionato per il rendimento della mediana. Sconfinati un po' i terzini, Agosteo e Lanino, per evitare ogni possibile sorpresa, la mediana ha lavorato in modo tale da tenere l'attacco quasi completamente nell' area di rigore barese e fronteggiare ogni iniziativa del quintetto bianco rosso. Genta ha provveduto soprattutto agli uomini di punta, mentre Bigogno e Bonilauri non hanno dato tregua a Ferrero e a Costantino, rendendo quasi nulli i due esterni bianco rossi. Cosa ha potuto fare il quintetto guidato da Pantani in questo secondo tempo lo dirà in modo più esauriente la cronaca. Certo che a parte la giornata di grazia in cui si è trovato Casirago, mediani e terzini baresi hanno dovuto giocare su una sola linea per contenere l'impeto e l'ardore dei rosso bleu. E qui torna utile dire che il reparto di attacco genovese è stato intraprendente ma a volte precipitoso e a volte sfortunato. Ricordiamo in proposito, negli ultimi 5', un tiro di Perazzolo andato a lato quando la porta barese era incustodita. Ma all' ex fiorentino dobbiamo attribuire la maggiore attività, come a Pantani le azioni più irresistibili ma scarse di precisione nella fase conclusiva. Delle ali Ferrari ha reso meglio di Gobbi, mentre fra gli estremi difensori, ad eccezione della fase che ha dato il punto alla Bari - totalmente addebitabile ai tre uomini estremi - non si sono avute pecche da menzionare. Nei riguardi dei bianco rossi diremo che essi hanno condotto a termine una coraggiosa partita. Avvantaggiati dal punto iniziale hanno trovato in queSto il motivo migliore per mettersi con costanza e con decisione su un terreno poco idoneo per le loro fattezze fisiche. Casirago, il portiere barese di riserva, ha emerso su tutti gli uomini in campo; e al suo nome è in gran parte legato il merito della vittoria. Arbitro Mastellari di Bologna. GENOVA: Bacigalupo; Agosteo, Lanino; Bigogno, Genta, Bonilauri; Gobbi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari. BARI: Casirago, Caldarulo, Marini; Braga, Ferraris, Loetti; Costantino, Lombardi, Violi, Grolli, Ferrero. IL PUNTO DI VIOLI. Il gioco si apre con una punizione contro il Genova e subito Pantani mette a dura esperienza l'abilità di Casirago che si salva in tuffo. Bonilauri tenta da lontano il bersaglio, ma Casirago può parare a mezz'altezza. quando al 6', improvvisamente, si delinea una discesa barese in campo rosso bleu. Mediana e terzini genovesi sono tutti sulla stessa linea cercando di deviare il passaggio che Ferrero ha fatto sulla destra. E' primo Agosteo che tenta di rimandare il pallone e poi Bacigalupo che spicca il salto sulla traiettoria del pallone stesso. Ma l'azione del portiere genovese è fuori tempo e Violi, appostato sulla destra, raccoglie di testa e da circa 5 metri manda in rete a porta vuota. E' l'unico punto della giornata, il punto della vittoria, che però non impressiona gli ospiti i quali insistono all' attacco. Si registra infatti al 9' un tiro fortissimo di Perazzolo che Casirago para a stento. La Bari però in questo inizio di tempo comincia a dare qualche fastidio all' estrema difesa rosso bleu; al 13' Lombardi, superato Bonilauri, impegna Bacigalupo che para senza difficoltà. Una punizione contro la Bari battuta da Ferrari non ha esito e al 16' è invece Violi che da pochi passi manda un pallone fra le braccia di Bacigalupo. Il portiere genovese si è appena liberato che Grolli raccoglie e saetta ancora in direzione della rete rosso bleu. Ma gradatamente il Genova si riprende, fino a costringere, al 19', la Bari in calcio d'angolo. Al 27' sono invece i genovesi in difficoltà: su tiro di Costantino in conseguenza a un fallo laterale. Lanino manda indietro verso la linea di fondo e il calcio d'angolo battuto dallo stesso Costantino, non ha esito perché l'arbitro arresta per una carica di Lombardi ai danni di Agosteo. LA PRODEZZA DI CASIRAGO. Ancora un calcio d'angolo contro la Bari al 30' e poi si avrà la fase del calcio di rigore che è una delle culminanti di questo scampolo di tempo. Al 34' Ferrari, avuto il pallone da Bonilauri, inizia una fuga velocissima. L'ala sinistra genovese sta per calciare in direzione della rete barese quando gli si fanno incontro Caldarulo e Marini che lo caricano un po' violentemente e un po' per inerzia, in conseguenza del terreno sdrucciolevole. L'arbitro decide la massima punizione e il calcio di rigore è battuto da Agosteo. Silenzio nel campo. Il terzino genovese scocca il tiro e Casirago, che era piazzato al centro della porta, si sposta sulla sinistra e blocca in pieno il pallone. Nulla da fare per il pareggio. La ripresa ha ben altra fisionomia, anzi la si può contenere in poche parole, poiché dal primo all' ultimo minuto i genovesi, insediati nell' area barese, attaccano con decisione e con veemenza; ma provvede a tutto Casirago, che è onnipresente su ogni traiettoria del pallone. Di notevole si ha al 15' un tiro fortissimo di Genta, che Casirago a stento blocca a fil di palo; un calcio d'angolo contro la Bari al 19' e un calcio d'angolo contro il Genova al 28'. Poi il finale che vede continuamente Casirago al lavoro. A quattro minuti dalla fine, in una bellissima azione in linea, il Genova ha tagliato fuori completamente la difesa barese compreso Casirago, impegnato in una mischia. Ma Perazzolo, in possesso della palla, da circa sei metri sbaglia a porta vuota. PAOLO MAGRONE
GAZZETTA dello SPORT (Milano, 28 Settembre 1936). CASIRAGO HA PARATO UN RIGORE. BARI - GENOVA 1-0 (1-0). Marcatori: Violi (B) al 6' del primo tempo. GENOVA: Bacigalupo; Agosteo, Lanino; Bigogno, Genta, Bonilauri; Gobbi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari. BARI: Cavirago, Caldarulo, Marini; Braga, Ferraris IV, Loetti; Costantino, Lombardi, Violi, Grolli, Ferrero. Arbitro: Mastellari di Bologna. Spettatori: 8.000 circa. Al 24' del secondo tempo Ferraris IV esce per alcuni minuti in seguito ad uno scontro con un avversario. Bari, 27. - Le sorti della partita sono state decise al 6' di gioco. L'attacco barese superando con un' azione in linea la mediana rosso-blu impegnava Bacigalupo. Il portiere genovese lanciatosi fuori tempo sulla traiettoria di un pallone proveniente dalla sinistra non ha potuto fermare la sfera di cuoio e Violi da tre metri, di testa, l'ha deviata in rete. Questo è il primo dei due maggiori episodi della giornata. Il secondo lo si è avuto al 34' minuto quando per carica di Marini ai danni di Ferrari l'arbitro ha concesso il calcio di rigore. Il bolide scagliato da Agosteo è stato fermato da Casirago che ha salvato la propria squadra dal pareggio. Ma attraverso quello che hanno dimostrato tanto il Genova che la Bari si può dedurre che se i liguri non sono rimasti immeritatamente al comando della classifica per due giornate, i baresi hanno confermato quelle buone doti che già rifulsero contro la Juventus e contro il Bologna. Dei ventidue uomini in campo ha emerso Casirago, il portiere barese di riserva che spesso da solo ha fronteggiato con successo le più critiche situazioni. L'inizio della partita è favorevole al Genova che già ha assaggiato le possibilità di Casirago quando al 6' minuto si delineava l'azione che più avanti abbiamo descritta e che pone il Bari in vantaggio. Il Genova non si scoraggia e passa nuovamente all' offensiva tanto che Perazzolo al 9' e Pantani al 12' impegnano nuovamente Casirago. Poi le azioni si fanno alterne. Si registra una bella fuga di Costantino non sfruttata a tempo da Grolli e un conseguente tiro da 30 metri di Ferrero che impegna a fondo Bacigalupo. Il portiere genovese deve ancora salvarsi al 17' e al 19' da tiri di Violi e di Grolli. I calci d'angolo sono apparsi al 19' contro la Bari in seguito a un pallone deviato verso la linea di fondo da Caldarulo, su tiro di Ferrari. La punizione è battuta da Gobbi ma Violi di testa intercetta e rende nullo il tiro. Sembra che la Bari debba avere un buon sopravvento quando al 34' dopo che il Genova è uscito imbattuto da un calcio d'angolo si registra l'azione del calcio di rigore. Agosteo scocca il tiro che Casirago con un balzo felino riesce a fermare. Il pallone è poi allontanato da Marini. Ottenuto questo successo i baresi giuocano con maggiore tranquillità e decisione mentre i genovesi volta a volta accusano delle pecche soprattutto nelle fasi conclusive dell' attacco che Pantani spesso guida con bella autorità. La ripresa ha una fisionomia tutta diversa perché il Genova partito decisamente all' attacco tenta in ogni modo di conquistare almeno il pareggio. Il giuoco dei rossoblu è nettamente superiore a quello barese ma è evidente che la Bari vuole conservare il vantaggio perché su una sola linea sono schierati terzini e mediana. Di fronte a questo schieramento difensivo i cinque uomini dell' attacco genovesi si adoperano con tutti i mezzi per penetrare, ma inutilmente. Al 15' Casirago blocca un tiro fortissimo di Genta a fil di palo. Ancora un calcio d'angolo si registra contro il Genova, al 28' su tiro di Ferrero e battuto dallo stesso giuocatore; quindi una lunga serie di parate brillantissime di Casirago. Negli ultimi minuti di giuoco ai genovesi si offre una occasione magnifica per segnare quando la difesa barese e la mediana sono tagliate fuori quasi completamente da una azione in linea e Casirago è impegnato in una mischia. Perazzolo a pochi metri dalla porta non riesce a mandare in rete il pallone quando la porta stessa era incustodita. E' questo l'episodio saliente del finale di partita.
IL SECOLO XIX (Genova, 28 Settembre 1936). RIGORE SBAGLIATO PAREGGIO MANCATO. BARI - GENOVA 1-0. Ha segnato Violi. Non senza ragione si è detto e scritto nei giorni scorsi che il Genova poteva ripetere allo stadio della vittoria di Bari le brillanti e concrete gesta già compiute a Torino e sul campo amico contro la Lazio. Diciamo perciò subito che il successo dei galletti, sia pure di stretta misura, non rispecchia affatto i valori in campo e l'andamento della gara. Per essere chiari aggiungiamo che almeno un pareggio avrebbe premiato giustamente non soltanto il miglior giuoco degli ospiti, ma gli sforzi generosamente compiuti per non uscire sconfitti da una lotta, in cui due buoni terzi li avevano visti dominatori. Pur dovendo a mettere che la difesa barese ha fatto oggi numero a sè ed è stata spietata nel rompere e neutralizzare tutti i temi di attacco avversari, bisogna riconoscere che se Agosteo non avesse sciupato il rigore e se Perazzolo, a porta vuota e da due passi, non avesse inviato il pallone alle stelle, il Genova avrebbe chiuso la gara a vantaggio pieno e nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Subito al 7' minuto dall' inizio il goal di Violi, i rossoblu sono scattati all' offensiva e vi si sono mantenuti per quasi tutto il primo tempo. Nella ripresa non vi è stato che un duello continuo tra la muta di punta genovese e la difesa barese. La mediana rossoblu, guidata da Genta, ha dato il tono a tutta la gara e soltanto a tratti i locali sono riusciti a liberarsi dalla morsa ferrea in cui erano incastrati dalla fantasiosa iniziativa dei tre mediani, rifornitori instancabili dell' attacco, spezzatori inesorabili di ogni velleità avversaria. La Bari ha arrancato, vacillato e per un soffio in diverse fasi disperate non ha crollato. Poi è avvenuto il miracolo: Ferrari fuggiva verso la porta barese, quando inseguito da Braga e affrontato da Marini veniva da quest' ultimo atterrato entro l'area fatale. Mastellari non esitava a decretare la massima punizione. L'incarico dell' esecuzione era affidato ad Agosteo, che inviava nelle braccia del portiere la sfera di cuoio. La folla ha gridato il suo entusiasmo per il pericolo superato, ma non si è quietata e ha vissuto ininterrottamente lo spasimo di un pareggio che già maturava da tempo. Perazzolo invece, avuta un' occasione d'oro, non ne sapeva approfittare, perché - come abbiamo detto - a porta vuota mandava da due passi sopra la traversa. I PERICOLI CORSI DAL BARI. La Bari ha tentato di allentare la stretta e qualche volta vi è riuscita, ma erano pause rapide e immediatamente Genta e i suoi compagni di linea riprendevano le redini della partita e gli attaccanti continuavano a tambureggiare la porta abilmente, ma anche fortunosamente difesa da Casirago. Risultato? Il pareggio non è venuto, un po' per colpa degli uomini guidati da Pantani, molto per la decisione e la bravura dei terzini e del portiere baresi, molto anche per la fortuna che oggi non si può dire sia stata avara con i locali. Nel complesso il Genova ha confermato allo stadio della Vittoria di essere - ed è vero - uno squadrone, anche se oggi non tutti gli uomini dell' attacco sono stati pari alla loro fama. Bacigalupo non ha colpa del punto segnatogli , con un colpo di testa imparabile di Violi; i due terzini si sono distinti in potenza di rimandi e nelle felici posizioni. Agosteo è piaciuto di più, anche se ha sulla coscienza il rigore mancato, ma pure Lanino non ha fatto molto rimpiangere l'infortunato Vignolini.E' sull' attacco che deve farsi qualche riserva, almeno per la prova odierna: Gobbi e Ferrari, veloci ed insidiosi, non sempre sono stati secondati dai compagni di linea e, se Perazzolo ha mostrato di essere sempre una delle migliori mezz'ali del calcio italiano, ha la colpa imperdonabile di aver sciupato un paio di buone occasioni per pareggiare le sorti della gara e anche per volgerle a favore dei suoi colori. In ombra Fasanelli, pure se ha sgobbato nel suo lavoro di spola; buono e nulla più Pantani. Se gli attaccanti genovesi, comunque, non sono stati pari ai colleghi della mediana e della difesa, ciò non li diminuisce: soltanto è da considerare che Agosteo e Lanino formano una coppia di eccezione e che Genta, Bonilauri e Bigogno costituiscono oggi un terzetto che può definirsi uno dei migliori in senso assoluto tra quelli di cui dispongono le squadre italiane. Il bari ha vinto, ma non ha convinto. Troppi uomini erano giù di corda oggi, e soltanto le prodezze del portiere, la bravura dei terzini e il gioco pronto, calmo e intelligente di Ferraris IV l'hanno salvato da una grave umiliazione. IL GOAL BARESE. L'arbitro Mastellari di Bologna alle 15.25 chiama le squadre in campo nelle seguenti formazioni: GENOVA - Bacigalupo - Agosteo, Lanino - Bigogno, Genta, Bonilauri - Gobbi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari. BARI: Cavirago - Marini, Caldarulo - Braga, Ferraris IV, Loetti - Costantino, Lombardi, Violi, Grolli, Ferrero. tempo nuvoloso, spettatori circa 8.000, incasso 50.000 lire. Sceglie il campo il Genova e batte la Bari. Violi cerca di condurre il pallone in area genovese, ma Bigogno è pronto a respingere, cosicché le prime azioni si svolgono dinnanzi alla porta barese. Al 2.o minuto Casirago viene chiamato al lavoro da una impetuosa azione di Pantani. Il portiere bianco rosso è a terra e si rifugia in gioco pericoloso, per sventare l'insidia. Sembra che il Genova voglia, sin da queste prime battute, mettersi in vantaggio, mentre i bianco rossi appaiono alquanto tardi. Al 7.o minuto improvviso capovolgimento di fronte e goal segnato da Violi. Caldarulo respinge lontano, il pallone viaggia sulla sinistra verso il centro e, dopo breve palleggio, giunge a Violi il quale di testa infila imparabilmente in rete. La reazione dei genovesi è immediata e due minuti dopo Perazzolo, con fortissimo tiro scoccato da pochi metri, mette in seria difficoltà Casirago il quale in un tuffo disperato abbranca il pallone, riscuotendo i primi vivissimi applausi della folla. Al 19' è ancora il Genova che attacca e Perazzolo impegna nuovamente il portiere barese, che si salva in calcio d'angolo. Batte lo stesso Perazzolo ma Casirago e poi Lombardi annullano l'offensiva. Contrattacco barese al 27': Costantino indirizza un bel tiro a Bacigalupo, il quale con intuito perfetto ed uscita magnifica annulla, mandando in angolo. Batte lo stesso Costantino, ma senza esito. Si torna poi in campo barese: al 32' un calcio d'angolo è battuto da Perazzolo, Pantani raccoglie di testa e impegna Casirago, il quale si salva di fortuna, calciando lontano. Ancora la superiorità degli ospiti è evidente e lo sarà per tutto il resto del tempo. I difensori baresi si prodigano per annullare la superiorità degli avversari e vi riescono. IL GOAL SBAGLIATO DA AGOSTEO. Ma al 34.o minuto mentre Ferrari era solo davanti alla casa di Casirago e pareva in ottima posizione per segnare il pareggio, venne atterrato da Marini che giungeva velocissimo e lo mandava a gambe levate. Mastellari non esitava a concedere la massima punizione. Lo sguardo degli sportivi si polarizzava verso Casirago e l'incarico del tiro, come abbiamo accennato, era affidato ad Agosteo. Il tiro forte, ma non difficile, di Agosteo veniva respinto con una mano da Casirago il quale non riusciva però ad afferrare il pallone. Pantani accorreva ma Casirago con un balzo felino e davvero sorprendente riusciva ad abbrancare il pallone e a rinviarlo definitivamente lontano, sollevando un' ondata di entusiasmo nella folla. I bianco-rossi, superato il pericolo, accennavano ad una controffensiva, ma questa si infrangeva contro la mediana genovese che ridiventava la padrona del campo. Bigogno, infatti, ottimamente coadiuvato da Genta e da Bonilauri, riportava l'azione sul campo barese e i rosso-blu vi rimanevano fino alla chiusura del tempo. All' ultimo minuto un tiro fortissimo di Pantani veniva fermato di fortuna da Casirago. La ripresa s'inizia con una discesa della Bari. E' Violi che tenta di farsi largo, ma Bigogno interviene e respinge passando a Gobbi. L'azione dell' ala destra rosso-blu è velocissima e Caldarulo interviene appena in tempo a sventare l'insidia. Al 3' e al 4' nuove discese degli ospiti, i quali cercano di raggiungere il pareggio; ma la guardia di Casirago e la buona vigilanza di Marini e Caldarulo non permette la segnatura. Al 16' una magnifica parata di Casirago, che blocca un tiro fortissimo di Genta, il quale cerca di lontano di ingannare il portiere barese. Due minuti dopo calcio d'angolo su offensiva di tutto l'attacco genovese: la palla finisce in angolo per colpa di Marini. Batte Ferrari, ma il tiro non ha esito perché Braga di testa allontana ed è poi Ferraris IV che si incarica di paralizzare definitivamente ogni velleità dei genovesi. DISPERATI TENTATIVI DEI ROSSO-BLU. Ancora la pressione degli ospiti si fa sentire sempre più forte e vediamo la mediana barese retrocedere a ridosso del trio difensivo bianco-rosso. Al 25' Ferraris IV, in uno scontro fortuito con un avversario, rimane a terra, poi deve abbandonare il campo per qualche minuto. Il Genova sembra voglia prendere occasione da questo episodio per partire decisamente di nuovo all' attacco, cercando disperatamente la via del pareggio. I bianco-rossi sono in difesa strenua ma gli avversari sempre più pericolosi e inesauribili nelle energie che profondono nella lotta.Al 28' si ha un accenno di reazione da parte degli attaccanti baresi, i quali provocano un calcio d'angolo, battuto da Ferrero. Bacigalupo respinge con il pugno e poi Agosteo, in un duello con Violi, ha la meglio e sventa definitivamente ogni insidia. La pressione degli ospiti si fa di nuovo più netta e più decisa. I bianco-rossi sono in vigile guardia, mentre persino i terzini rosso-blu sono al di là della loro metà campo, verso la porta barese. Al 37' Casirago sembra battuto: Perazzolo in possesso della palla non ha davanti a sè che la porta vuota, il tiro è fortissimo ma fischia di poco sul palo. E' questa l'occasione d'oro cui abbiamo accennato e che Perazzolo ingenuamente ha sciupato. Il giubilo in campo bianco-rosso per lo scampato pericolo è grande. Il pubblico sostiene sempre con calore la squadra del cuore che si batte disperatamente in difesa del punto segnato all' inizio del giuoco. La lotta diventa drammatica: sembra che la Bari da un momento all' altro debba crollare e che i rosso-blu debbano conseguire il meritato pareggio; ma poi la sfortuna contribuisce a rendere nulli gli sforzi della squadra di Bacigalupo. Siamo ormai verso la fine. Tutti i genovesi sono in area barese, al 42' e al 43' due puntate insidiosissime di Perazzolo e di Fasanelli vengono sventate in extremis da Caldarulo, il quale si destreggia con sorprendente abilità. Un fortissimo tiro di Gobbi al 44' fischia di poco a lato. E' questo l'ultimo notevole episodio della partita, perché subito dopo l'arbitro fischia la fine. Le squadre ricevono i più caldi applausi dal pubblico, che preso dalla bellezza dello spettacolo offerto dai 22 atleti non si stanca di accomunarli in una calorosa ovazione di simpatia. TOMMASO TOSO
03° GIORNATA: Alessandria - Novara 1-3, Ambrosiana - Bologna 0-1, Bari - Genova 1-0, Lazio - Triestina 2-1, Lucchese - Milan 0-0, Napoli - Juventus 0-1, Sampierdarenese - Fiorentina 1-1, Torino - Roma 2-0. CLASSIFICA: Bologna 05; Bari, Genova, Juventus, Lazio e Torino 04; Fiorentina, Lucchese, Milan, Roma e Sampierdarenese 03; Ambrosiana, Napoli, Novara e Triestina 02; Alessandria 00.
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IL SECOLO XIX (Genova, 01 Febbraio 1937). Il Genova domina e regola agevolmente la pugnace e volitiva squadra barese. GENOVA - BARI 3-1 (2-1). Pur essendo stata più dura del previsto, e di conseguenza pur avendo richiesto ai vincitori uno sforzo non lieve, la partita Genova-Bari non è uscita da quei binardi dell' ordinaria amministrazione, sui quali appariva instradata alla vigilia. Intendiamo dire che il punteggio rispecchia solo in parte la netta differenza fra i valori in campo, e che mai, nemmeno quando il Bari acciuffò inopinatamente il pareggio, la vittoria parve in pericolo per il Genova. I frequenti errori degli avanti rossoblu avrebbero potuto ritardare, come ritardarono in effetti, mantenendolo poi in cifra modestissima, se rapportato alla loro superiorità, il vantaggio numerico: ma ripetiamo che non fu mai questione, durante il giuoco, di sapere da quale parte, alla fine dei novanta minuti, sarebbe stata gustata la vittoria. Il terreno reso fradicio dalla pioggia imperversante non favorì certo lo svolgimento di un giuoco brillante, e danneggiò press'a poco in egual misura le due squadre, logorando presto le energie dei singoli nello sfibrante lavoro di controllo della palla e del proprio equilibrio. Facilitò gli errori e originò parecchi cozzi duri tra i giuocatori, ma qui convien dire che la palma toccò ai baresi che molte volte tentarono di rimediare alla meglio alle improvvise, disperate situazioni create nell' area della loro porta dagli attaccanti genoani o da errori dei loro terzini. Nonostante tutti questi elementi negativi però, per gli interi novanta minuti il giuoco non stagnò mai: anzi fu abbastanza veloce, per lo meno quanto era permesso dalle condizioni del terreno. E ciò ricompensò gli spettatori di quello che andavano perdendo in fatto di segnatura di reti da parte degli avanti genoani. I genoani incominciarono ad attaccare appena dato il via e non la smisero, si può dire, che alla fine del giuoco. Naturalmente vi furono degli interventi baresi, ma non si trattò che di sporadiche offensive, , condotte male, in genere, dalle due ali, e comunque mal concluse al centro. In una di esse anzi, all' inizio del giuoco, uno sciagurato allungo di Figliola a Fregosi per poco non cagionò un guaio, ma il portiere fu pronto a rimediare. (E da quest' incidente, chiamiamolo così, Figliola prese lo spunto per giuocare la sua bellissima partita). Sempre nel bel mezzo degli attacchi rossoblu, portati specialmente da Ferrari, ieri ritornato in squadra a sostituire Marchionneschi, e che già tre volte per lo meno avevano messo il Genova sulla soglia della casa di Cubi, il Bari inserì la sua seconda puntata controffensiva, e con il suo mezzo sinistro Grolli, impegnò a fondo Fregosi con un tiro di raso a terra. Qui accade che il portiere abbrancò in tuffo il pallone saettatogli contro dal barese sbucato liberissimo al di là dell' appostamento difensivo di Agosteo e di Genta: ma egli si raggomitolò - forse perché la palla tendeva a sfuggire alla sua presa - si girò u se stesso e parve portare la sfera al di là della linea bianca. Parve, diciamo: l'arbitro non intervenne e la protesta del giocatore barese più interessato, e che era venuto a trovarsi più vicino a Fregosi, lo stesso Grolli, fu appena abbozzata. Su tale spavento, si diceva, il Genova segnò, di rimbalzo, il suo goal. Questo venne come già tante altre azioni pericolose di prima, dal redivivo Ferrari, sceso in campo a stupire tutti con una serie di interventi perfetti. A vero dire però, questa volta si trattò di un tiro palesemente sbagliato in pieno - la palla scivolò sul piede dell' attaccante? - sicché invece di una cannonata verso Cubi, come quelle che a opera dello stesso Ferrari avevano precedentemente impegnato il portiere barese, venne fuori un preciso passaggio al centro. Perazzolo fu un attimo in ritardo per l'intervento al volo col piede destro, ma arrestò ugualmente la palla e dopo un mezzo giro su se stesso, - egli, nella "slittata" conseguente allo slancio era venuto a trovarsi con le spalle rivolte alla rete - la colpì di sinistro e sorprese tutti, a cominciare da Cubi. Primo goal genoano: 12.o minuto di gioco. Il Bari reagì, naturalmente, sguarnendo un po' la sua area di rigore e tentando di sfondare al centro (giova dire che Bigogno non s'era ancora fatto vedere, essendo tutt'ora intento a trovare la carburazione, e perciò l'offensiva barese apparve più pericolosa e chiamò direttamente in causa i terzini genoani). Quattro minuti di relativa pressione barese, e poi un primo fallo di Agosteo sulla sinistra: sulla punizione altro fallo, questa volta di Vignolini, sull' limite dell' area. Tiro poderoso, ficcante, di Mancini: la palla sorvola il "muro", sfiora quasi le dita di Fregosi che ha proteso le braccia nel tentativo di parata e va a scuotere il soffitto della rete (16' 50""). Il Bari tira indietro il centrattacco, facendolo giuocare da secondo centro mediano e affida ai suoi terzini, ma specialmente all' abilità del suo portiere, Cubi, che compie l'una dietro l'altra delle autentiche prodezze, l'integrità della sua rete. Il Genova è tutto all' attacco e di offensive baresi non si parla che a lunghi intervalli. Intanto però, vien fuori Bigogno che essendosi riscaldato ha ormai passato il suo solito periodo grigio, col quale inizia ogni partita. I pericoli che corre la porta barese non si contano, ma essa non capitola che al 27', a opera di Pantani, il giuocatore che finora si è mangiato almeno due goals belli e fatti (e uno a testa se lo sono mangiato Perazzolo e Arcari). Su un calcio di punizione di Ferrari per una scorrettezza di Braga, pallone a parabola tesa da parte dell' estrema sinistra genoana, ripresa di testa di Pantani che svetta come un cipresso in mezzo al gruppo dei giocatori raccolti davanti a Cubi e palla in rete. Goal di precisione, se così si può dire: nitido. Il secondo tempo vale la pena di esser descritto? E' stato un assalto pressoché continuo alla rete di Cubi. Il suo inizio è stato questo, se volete averne un idea: un violento tiro di Genta a pelo di traversa, al 1.o minuto, deviato miracolosamente in angolo da Cubi, e 2 minuti dopo lo stesso Cubi che vola in avanti per agguantare un pallone teso di Arcari, ma lo manca in pieno. La sfera arriva a Ferrari che è dall' altra parte del campo, liberissimo, e che tira a colpo sicuro nella rete orbata del suo portiere. Ma sulla linea bianca c'è setti che di testa para e rinvia. Il terzo goal genoano è rimandato a migliore occasione, e le buone occasioni fioccano, ma il goal arriva solo al 20', dopo che in area barese ne son successe di tutti i colori, e a Pantani han perfino strappato una manica nel tentativo di tenerlo fisso a terra, lui che voleva andare a colpire di testa un certo pallone. Ma al 20' dunque, si aveva dapprima un corner su tiro di Ferrari deviato da Caldarulo. Dall' azione d'angolo saltava fuori un' altra deviazione a fondo da parte barese e questa volta, sullo spiovente operato da Perazzolo, Arcari di testa girava in rete. Sul tre a uno il Genova allentava la stretta, ne approfittava il Bari per effettuare alcune incursioni veloci. In una di queste l'ala sinistra servita al di là dei terzini sta' per andarsene tutta sola verso Fregosi, quando Agosteo rinvenuto velocemente, l'arresta con un tempestivo e opportuno sgambetto, fatto al momento in cui il biancorosso, che ormai non aveva più nessuno davanti - eccezion fatta per Fregosi - sta per entrare in area. Qui qualche microcefalo troverà che si compia opera antigenoana nel mettere in rilievo il fatto di Agosteo, e invocherà sul nostro capo chissà quali fulmini; noi troviamo, invece, che Agosteo ha agito benissimo perché meglio un pallone vivo, sia pure sul dischetto bianco del calcio di rigore, che un pallone morto in fondo alla rete. Esistono falli stupidi e falli intelligenti. Per noi questo appartiene alla seconda categoria, dato anche che si tratta di un fallo necessario, ma assolutamente privo di cattiveria. Tanto più poi, che si può sperare che l'arbitro non se ne accorga o ci passi sopra come, appunto, è successo ieri. Il Genova termina in area avversaria, insidiando da ogni parte la rete di Cubi: Figliola viene a dare una mano agli attaccanti con formidabili colpi di testa e tiri su centri di Arcari, e Genta tenta, a proposito e a sproposito, la via del goal. Tiri di Perazzolo, di Fasanelli, di Arcari; un pallone di Perazzolo (41') sulla faccia superiore della traversa; una pallonata nella nuca a Bigogno che ne rimane stordito; duo o tre belle parate di Cubi. Fine. Il Bari è stato un osso più duro del previsto: ameremmo dire però che è stato facilitato nel suo compito dall' incompletezza della squadra genoana che non allineava Marchionneschi e Scarabello contusi nella partita di Roma con la Lazio e che ha risentito specialmente dell' assenza del secondo. Però Ferrari ha giuocato un primo tempo quasi da consumato campione, e se è un poco scomparso nella ripresa, ciò è dovuto molto anche alla visibilmente ridotta efficienza di Fasanelli. Per il resto della squadra normalità di rendimento. Anche in Fregosi, si capisce, che ha riscattato l'impapinatura di quella giravolta nella segnatura, nel primo tempo del match, con una superba parata compiuta al 21' della ripresa, su uno spettacoloso e pericolosissimo tiro di Mancini. Il Bari è stato in campo bene, da buon combattente, un po' rude, però. Il suo uomo migliore, Cubi. Arbitro Carminati. BARI: Cubi - Caldarulo, Secchi - Braga, Ferraris IV, Paradiso - Loetti, Giacobbe, Mancini, Grolli, Ottavi. GENOVA: Fregosi - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari. RENATO COMPARINI
IL LITTORIALE (Roma, 01 Febbraio 1937). GENOVA batte BARI 3-1 (2-1). Tornato a difendere la rete della Bari Cubi fa prodezze ma non può evitare che il Genova vinca. Dopo 9' l'arbitro non ha concesso un punto alla Bari che secondo alcuni era legittimo. Genova: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari. Bari: Cubi; Caldarulo, Setti; Braga, Ferraris, Paradiso; Loetti, Giacobbe, Mancini, Grolli, Ottavi. Segnatori: Genova: Perazzolo (12' del primo tempo), Pantani (a27' del primo tempo), Arcari (21' della ripresa). Bari: Mancini (16' del primo tempo). Arbitro: Carminati di Milano. Terreno: pesante, pioggia ininterrotta. Pubblico scarsissimo. Genova, 31. La Bari presentatasi a Marassi incompleta, specialmente per ciò che riguarda la formazione della linea d'attacco, è stata dominata a lungo dal Genova in entrambi i tempi. La squadra ospite, date le lamentate assenze, ha perciò potuto fornire una esibizione relativamente buona all' attacco. Infatti la mediana, completamente mantenendosi in un compito difensivo, non è riuscita a dare una collaborazione efficiente al gioco della prima linea che trovatasi isolata, ha visto le proprie azioni facilmente troncate dalla difesa rosso-blu, in grande giornata. IL BRILLANTISSIMO RITORNO DI CUBI. In complesso, la Bari ha disputato una grande partita difensiva. Il suo portiere Cubi, che ritornava alla difesa della rete, è stato il migliore uomo in campo. Egli ha parato palloni su palloni con una facilità e una sicurezza sbalorditive. Al bravo cubi la Bari deve se la sconfitta non è stata più sonora. Ottimo il comportamento del terzino Setti vera colonna della difesa. Egli è stato ben fiancheggiato da Caldarulo. La mediana ha giocato esclusivamente in difesa e Ferraris, si può dire, ha lavorato come terzo terzino. Spesse volte abbiamo visto anche il centravanti Mancini arretrato accanto a Ferraris. Era la tattica, questa, che la Bari ha usato nei periodi in cui è venuta a trovarsi alla pari coi rosso-blu e ha quindi cercato di vivere su questo pareggio. In prima linea, buono il lavoro svolto dalle mezze ali e specialmente da Grolli. NEL GENOVA, UN SOLO DIFETTO... In campo rosso-blu un solo neo: i centrattacco Pantani, il quale, lento e disordinato, ha arrestato il veloce gioco svolto da tutta la squadra, la quale ha funzionato negli altri reparti ammirevolmente. Anche il Genova si è presentato in campo incompleto essendo privo di Marchionneschi e Scarabello, che risentivano ancora delle contusioni riportate domenica scorsa contro la Lazio. Ma i sostituiti Ferrari e Fasanelli non hanno fatto rimpiangere gli assenti, specialmente Ferrari, che ha disputato una grande partita. In difesa eccellente Agosteo. La mediana ha giocato una partita superba rifornendo continuamente di palloni l'attacco. ERA GOAL? All' inizio dell' incontro che si è svolto completamente sotto la pioggia, il Genova è andato all' offensiva e Cubi ha dovuto prodigarsi in alcune difficili parate. Poi la Bari ha avuto alcuni buoni spunti, uno dei quali al 9'. Grolli è riuscito a tirare su Fregosi. Il portiere genoano ha parato con difficoltà e sé girato su se stesso di quel tanto da far gridare ai baresi il gol; ma l'arbitro non è stato dello stesso parere e il gioco è proseguito. Al 12' il Genova si è portato in vantaggio in seguito ad un centro di Ferrari raccolto da Perazzolo che scartato un avversario ha saettato in rete un pallone fortissimo e imparabile. Quattro minuti dopo la Bari ha pareggiato in seguito a un calcio di punizione concesso dall' arbitro per un fallo di Vignolini fuori dell' area di rigore. La punizione è stata battuta da Mancini il quale con un tiro fortissimo dal basso in alto ha battuto imparabilmente Fregosi. Immediata riscossa del Genova che è tornato all' attacco rimanendovi a lungo sinché al 27' su calcio di punizione tirato da Ferrari, Pantani ha segnato di testa la seconda rete. Nuovi attacchi del Genova sino quasi alla fine del tempo e facili occasioni sciupate da Pantani hanno caratterizzato questa seconda parte del primo tempo. Nella ripresa per una ventina di minuti si è giocato ad una porta sola, quella della bari, e Cubi ha fatto mirabilia. Tuttavia su calcio d'angolo al 21' Arcari raccogliendo il centro di Perazzolo ha segnato di testa il terzo punto per i rosso-blu. a questo momento s'è avuta una vivace replica della Bari che per poco non ha marcato. Un fortissimo e improvviso tiro di Mancini ha provocato infatti una magnifica parata di Fregosi. Poi la Bari ha ancora tentato di segnare portando Grolli al centro attacco e spostando Mancini a mezz'ala. Ma il Genova ha ripreso il comando e negli ultimi 10' ha ancora sottoposto la difesa barese, e segnatamente il bravo cubi, a un energico e disperato lavoro difensivo.
GAZZETTA dello SPORT (Milano, 01 Febbraio 1937). CONTINUA LA MARCIA ASCENDENTE DEI ROSSOBLU LIGURI. GENOVA - BARI 3-1 (2-1). Marcatori: Perazzolo (G) al 12', Mancini (B) al 16', Pantani (G) al 27' del primo tempo; Arcari (G) al 21' della ripresa. GENOVA: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Figliola, Bigogno, Genta; Arcari, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari. BARI: Cubi; Caldarulo, Setti; Braga, Ferraris IV, Paradiso; Loetti, Giacobbe, Mancini, Grolli, Ottavi. Arbitro: Carmignati di Milano. Segnalinee: Gorini e Calvari di Milano. Spettatori: 4.000 circa. Le due squadre sono scese in campo incomplete. Giornata di pioggia, terreno viscido e pantanoso. Otto angoli contro Bari ed uno contro Genova. Perazzolo ha colpito il palo con un tiro improvviso a portiere spiazzato. Genova, 31. Vittoria netta del Genova, vittoria che avrebbe potuto avere proporzioni maggiori soltanto che gli avanti del Genova, e principalmente Pantani, avessero mirato con maggior precisione alla rete di Cubi, il quale è stato il miglior uomo della Bari. Il Genova, pur essendo mancante di due ottimi elementi quali Marchionneschi e Scarabello, non ha durato fatica a prendere le redini del gioco, mantenendo sui volenterosi avversari una superiorità senza soluzione di continuità. La Bari pure è scesa in campo incompleta, in quanto mancante di Marini, Costantini, Ferrero e violi e tali assenze hanno certamente influito sul rendimento della compagine, che si è difesa bene, ma non ha mai potuto impegnare a fondo le retrovie avversarie, tanto è vero che l'unica rete segnata dai bianco-rossi è scaturita a seguito di calcio piazzato fuori area. Il secondo tempo è stato disputato dalle contendenti con minor velocità, in considerazione del terreno pesantissimo in seguito della pioggia che non ha mai cessato di cadere durante tutto il tempo. Pioggia fine o violenta, ma costante. Del Genova poco impegnato Fregosi, ottimi Agosteo e Vignolini, per quanto quest' ultimo sia stato l'autore del fallo che ha provocato il punto per la Bari. Bene la mediana, specialmente in Figliola. Bigogno ha iniziato piano ma è andato in crescendo terminando l'incontro in ottime condizioni di fiato. Bene Genta, per quanto abbia abusato di tiri in porta anche da distanze rilevantissime. La linea attaccante ha avuto i suoi migliori uomini in Arcari, Perazzolo ed in parte in Ferrari. Fasanelli ha sciupato troppi passaggi e Pantani troppi goal. Della Bari sugli scudi Cubi, bene Caldarulo, ottimo Setti. Nella mediana Ferraris IV è stato il migliore, per quanto abbia giocato più di posizione che di impeto. Negli avanti pericoloso Mancini, intraprendente Loetti. Gli altri, aurea mediocrità. Al 10' Fasanelli sbaglia la rimessa in gioco, la palla va a Loetti che fugge come un leprotto, giunto all' altezza dell' area di rigore smista a Giacobbe che tira deciso, Fregosi para e si gira su se stesso. Risposta genovese, e dopo azione confusa in area pugliese Ferrari centra a Perazzolo che non ha difficoltà ad infilare la rete di Cubi. Il Genova insiste, ma la Bari su azione di contropiede, al 16' su calcio di punizione provocato da Vignolini si porta in pareggio con un tiro violento di Mancini. Al 27' i rosso-blu si portano in vantaggio. Su fallo fuori area, Ferrari centra alla precisione, Pantani di testa infila, prevenendo lo scatto del portiere barese. Superiorità netta dei locali che al 32' per poco non aumentano il bottino. Azione Arcari - Ferrari, tiro su Caldarulo, la palla scivola a Fasanelli che da libero alza. Il Genova inizia la ripresa a grande andatura, Vuole consolidare il vantaggio a scanso di sorprese. Al 7' su punizione fuori area il tiro violento di Genta è respinto da Ferraris IV con la schiena, ma il giocatore si accascia a terra. Al 18' angolo contro Bari, infruttuoso. Al 20' i bianco-rossi si salvano ancora in corner, ma il tiro è deviato nuovamente oltre la linea di fondo da Caldarulo. Al 21' Terza rete del Genova su angolo. Si appresta al tiro Perazzolo, il cui centro è deviato nettamente in rete da Arcari. Altre azioni vivaci e poi la fine salutata calorosamente dal pubblico A.C.
IL PICCOLO di Genova (Genova, 01 Febbraio 1937). UN BOTTINO TROPPO MODESTO. GENOVA - BARI 3 - 1. Quando si sarà detto che i rosso bleu hanno dominato per almeno quattro quinti dell' incontro, e che hanno sciupato almeno una mezza dozzina di facili occasioni per cogliere una clamorosa vittoria sulla battagliera compagine barese, s'é detto per intero cos' é stata la partita. Il Bari, presentatosi in campo con quattro riserve (Cubi, il portiere, era il titolare che rientrava in squadra dopo una lunga assenza) ha fatto quel che ha potuto. S'è battuto con impegno, con puntiglio e non senza qualche accenno di durezza, ma il suo giuoco è sempre stato dominato da quello assai più autorevole e ricco di classe del Genova che ha portato azioni su azioni e ha svolto temi di giuoco che avrebbero indubbiamente portato ad un a ben più notevole marcatura qualora al comando del quintetto rosso bleu Pantani avesse maggiormente sveltito la sua azione e avesse saputo sfruttare occasioni che qualche mese fa non si sarebbe di certo lasciato sfuggire. LE QUATTRO RETI. Il successo dei rosso bleu non parve mai in pericolo, neppure quando il Bari, col concorso di un calcio di punizione, riuscì nella prima parte dell' incontro a pareggiare momentaneamente le sorti della contesa. Talmente netta appariva infatti la differenza di forze che il Genova non durò fatica a riportarsi in vantaggio ed a ribadire più tardi il suo pieno ed indiscutibile diritto alla vittoria. La quale vittoria si era profilata sin dalle prime battute, quando Cubi fu immediatamente chiamato al lavoro da Perazzolo prima, e da Arcari poi. Il portiere barese, che faceva il suo ritorno in squadra appunto in questa partita, incominciò subito nella sua serie di sorprendenti parate, deviando in angolo un tiro di Arcari che pareva irrimediabilmente diretto in rete. Su di un rapido contrattacco il Bari andò ad un soffio dal vantaggio. Cogliendo in posizione avanzata la difesa rosso bleu, l'attacco del Bari sviluppò una rapida azione che, partita da Loetti, fu successivamente sviluppata da Giacobbe, Mancini e Grolli. Questi, scattato tempestivamente fra i terzini genovesi, impegnò Fregosi in una parata a terra resa difficile dalla viscidità del terreno. Con un poco più di calma, il mezzo sinistro bianco rosso avrebbe potuto facilmente segnare. Poi il Genova andò in vantaggio. Dodicesimo minuto. Perazzolo fa viaggiare Arcari che opera un lungo centro. Ferrari, dalla parte opposta, tenta il tiro in corsa ma fallisce completamente lo scopo. Dal suo tiro sbagliato scaturisce invece un bel centro. Perazzolo se ne impossessa, scarta un avversario ed infila di sinistro, con un tiro fortissimo, la rete barese. Quattro minuti dopo gli ospiti pareggiano. Fallo di Vignolini su Grolli qualche metro fuori dell' area di rigore. Schieramento solito di uomini a protezione della rete. Ma Mancini intravvede uno spiraglio e segna con un pallone violento, dal basso in alto. La replica del Genova non si fa attendere. Il Bari è nuovamente tutto rinchiuso nella sua area. Pantani sciupa qualche bella occasione ma si rifà al 27' quando, raccogliendo un bel tiro di punizione di Ferrari, colloca la palla in rete con un esatto colpo di testa. Altro non vi sarebbe da segnalare, nei riguardi del primo tempo, se non per dire di una stupenda occasione fornita da Ferrari a Pantani il quale ebbe la possibilità di avanzarsene tutto solo verso Cubi. Ma il suo tiro non fu controllato a dovere ed il bravo portiere barese riuscì a deviare la palla. Nel secondo tempo il predominio del Genova si fece ancora più netto. Setti salvò al 2' minuto una sicura rete di Ferrari che aveva tirato verso la porta lasciata vuota da un' uscita di cubi, ma i rosso bleu non lasciarono l'assedio se non quando la loro vittoria parve sicuramente tranquilla e cioè quando dopo una serie di calci d'angolo, Arcari riuscì a deviare in rete con un colpo di testa bene aggiustato un tiro d'angolo effettuato da Perazzolo. IL PUNTO DEBOLE DEL GENOVA. Con due punti al passivo, il Bari lasciò allora andare la posizione di netta difesa che aveva mantenuto fino a quel momento, affidò a Grolli il comando della prima linea e tentò disperatamente di ridurre la distanza. Troppo tardi, però, anche perché Fregosi annullò con una parata che ebbe quasi del miracoloso un improvviso tiro di Mancini ed Agosteo e Vignolini fecero il resto. Poi il Genova ritornò all' attacco e vi rimase fino alla fine, sciupando un' altra quantità di ottime occasioni che sarebbe inutile qui elencare, e Cubi fece il resto, con una serie di parate una più bella dell' altra. L'incontro non offre il destro a molte considerazioni. Il bari era incompleto, ma anche il Genova aveva i suoi bravi assenti: Marchionneschi e Scarabello. Il primo però non è stato rimpianto perché Ferrari, che ha da rifarsi una verginità, ha giuocato come un campione consumato, e non ha avuto né tergiversazioni né incertezze e ha tirato a rete senza farselo dire. Proprio come un gran campione, quale lo vorremmo sempre vedere. Ma se per giuocare come ieri il Ferrari ha bisogno ogni volta di due mesi di posizione ausiliaria... Nemmeno per Fasanelli vi sono eccezioni da fare. Il romano ha supplito con l'astuzia e con l'esperienza alla mancanza di preparazione, ed è stato utilissimo, al pari di Perazzolo e di Arcari. Ma buona parte del lavoro svolto dall' attacco rosso bleu è stato sprecato dalla lentezza di Pantani, il quale sembra ora aver perso la sua dote principale, quella del tiro a rete. Il resto della squadra ha funzionato alla perfezione: dalla mediana inesauribile rifornitrice di palloni, ai terzini imbattibili ed a Fregosi il quale, impegnato rarissimamente, si è difeso da bravo. Resta da aggiungere che il Genova è più che mai in forma, e che non ha ancora detto l'ultima parola, nel campionato in corso... Il Bari ha giuocato una coraggiosa partita in difesa, ma nulla di più. Già si è detto come Cubi abbia salvato la sua squadra da una grave sconfitta. Veramente grande è stato infatti il portiere barese, e con lui sono stati ammirevoli nel compito difensivo i due terzini e Setti in particolar modo. La mediana ha quasi costantemente lavorato in aiuto della difesa, e Ferraris in particolar modo, sempre appostato fra i terzini. L'attacco, largamente incompleto, ha fatto pochissimo né poteva fare di più, lasciato quasi sempre in balia di se stesso. In esso si sono fatti luce (ma per il lavoro compiuto in aiuto della mediana), Mancini e Grolli. Arbitro Carminiati di Milano. Pubblico scarsissimo (20 mila lire di incasso) data la pioggia. In tribuna il federale dott. Molfino. Ecco le squadre: GENOVA: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari. BARI: Cubi; Caldarulo, Setti; Braga, Ferraris IV, Paradiso; Loetti, Giacobbe, Mancini, Grolli, Ottavi. RENZO BIDONE
18° GIORNATA: Bologna - Ambrosiana 1-0, Fiorentina - Sampierdarenese 2-1, Genova - Bari 3-1, Juventus - Napoli 2-0, Milan - Lucchese 3-0, Novara - Alessandria 3-4, Roma - Torino 1-1, Triestina - Lazio 1-0. CLASSIFICA: Bologna 27; Lazio 25; Milan e Torino 24; Juventus 23; Genova 19; Fiorentina e Roma 18; Ambrosiana e Lucchese 17; Bari 15; Napoli e Triestina 14; Sampierdarenese 12; Alessandria 11; Novara 10.
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| AKAIAOI 2006 | |||||