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GENOVA 1893  -  BOLOGNA

 Andata a Genova: Genova - Bologna  0-1 Ritorno a Lucca: Bologna - Genova  4-4

 

IL SECOLO XIX (Genova, 02 Novembre 1936). La giornata del campionato italiano di calcio. IL BOLOGNA, VITTORIOSO A GENOVA, COMANDA ANCORA LA CLASSIFICA. BOLOGNA - GENOVA 1-0 (0-0). Il Bologna ha interrotto una tradizione che durava ormai da anni, riuscendo a vincere sul campo del Genova, che gli è sempre stato ostico, non sappiamo con precisione da quanto tempo. Per certo, da quando si è iniziato a giuocare il campionato a girone unico, il Bologna è sempre stato battuto a Marassi, eccezion fatta per l'anno scorso che gli andò un po' meglio; ma anche allora più di un match pari non riuscì a sfangare. Quest' anno si è portato via tutti e due i punti, e bisogna riconoscere che se li è guadagnati avendo messo in mostra una maggiore e migliore coesione della squadra, una più sicura impostazione del suo giuoco, una più che evidente superiorità di quasi tutti i suoi uomini sui diretti avversari. UNA STREGONERIA MANCATA. Né è valsa la stregoneria di Felsner, o di chi per esso, che ha fatto giuocare gli uomini genovesi in maglia verde, la fatidica maglia verde che valse al Bologna guidato da Felsner, secondo alcuni cabalisti e superstiziosi del calcio, due scudetti. Si vede che la maglia verde ha poteri soprannaturali, solo se indossata dagli uomini del Bologna.. Ed a questo punto, salta fuori il cabalista e superstizioso genoano che dice: "Col Bologna i nostri han sempre giuocato con la maglia bianca a striscia rossoblu sul petto, ed han sempre vinto.. Perché questa volta avete cambiato?". Riprendiamo il discorso serio: non ha avuto - il Bologna - i lunghi periodi di pressione, come li ha avuti il Genova, specie nel secondo tempo, ma non lo si è mai "visto" battuto. Una difesa formidabile con due terzini giovani veloci colpitori, precisi e gladiatori al tempo stesso, ed un portiere - Ceresoli - che pur non essendo più quello di una volta, fa sempre della sua abbastanza classe per poter completare un così degno schieramento di terzini. Una mediana che deve aver fatto strabuzzare gli occhi a Pozzo - presente in tribuna col Prefetto e il federale - che domenica scorsa, in occasione del match Italia - Svizzera, passò i suoi peggiori momenti proprio osservando il giuoco di Andreolo e Montesanto. Quest' ultimo, anche ieri, non si è levato sulla media del suo gioco normale, ma Andreolo, entrato in azione subito, all' inizio del giuoco, ha infilato una partita splendida che è poi andato svolgendo in tono sempre crescente, date anche le vicende del giuoco (pressione genoana, per intenderci) che lo hanno fatto giocare più da centro mediano di difesa, quale egli è per temperamento, che da centro mediano d'attacco. E non è a dire che contro il trio centrale genoano abbia potuto spadroneggiare, come invece non gli sarebbe riuscito - secondo le cronache - contro gli attaccanti svizzeri. Genta che era a Milano il giorno di Italia - Svizzera e che era a Marassi ieri, ha detto che, giuoco avversario a parte, ieri Andreolo sembrava addirittura un' altro, per l'autorevolezza che era nella sua azione, per l'intelligente posizione che egli andava di volta in volta assumendo davanti alle vicende del giuoco avversario, per l'opera di prezioso ausilio agli avanti che egli svolgeva con brevi e precisi dialoghi con Fedullo e Maini e con sapienti allunghi alle ali (allunghi alla Monti, tanto per intenderci) alcuni dei quali - specialmente nel secondo tempo - hanno dato il via a inopinate e pericolose fughe di Reguzzoni e di Biavati. BUSONI E IL SUO GOAL. Dal canto suo l'attacco felsineo mancava di Sansone (ed in difesa, ci siamo dimenticati di dirlo, mancava Gasperi, ma Pagotto, la giovane riserva che ha sostituito il bollente terzino, si è battuto con la sicurezza di un giuocatore della vecchia guardia, avendone in più il fiato, l'esuberanza giovanile e la velocità) ma aveva un Fedullo in ottima giornata e un Maini lavoratore attento e sagace, particolarmente pronto nel lanciare l'ala destra. Le due estreme, Reguzzoni e Biavati, ed il centro attacco Busoni, sono state le bestie nere della difesa genoana. Sicuro sulla palla e abile nel "dribbling" Reguzzoni ha messo a dura prova la pazienza di Bigogno, col quale ha ingaggiato replicatamente duelli, uscendone quasi sempre col pallone tra i piedi e con in capo una mezza idea di far goal, che soltanto rapidi interventi di Agosteo talvolta, e spesso di Vignolini,  son riusciti a fargli rientrare in capo. Velocissimo, e particolarmente adatto a farsela con Bonilauri che non è notoriamente un velocista, Biavati è stato un' altro elemento pericoloso dell' attacco bolognese. Al centro dell' attacco, Busoni non è stato il solito centr'attacco matadore che aspetta per novanta minuti filati che gli passino il pallone buono. Egli è piuttosto andato a cercarseli, i palloni, sul fronte di Fedullo e sul fronte di Maini; coraggioso, ostinato come un mastino e veloce come un Veltro. Ha avuto anche opportuni e dosati allunghi alle estreme che ha chiamato con frequenza al lavoro, ricevendone in contraccambio dei buoni centri. In tanto suo lavoro (che ci è piaciuto perché vi abbiamo finalmente visto qualche cosa di nuovo, dopo che i nostri più noti centr'attacco ci hanno abituati allo stucchevole giuoco così detto giuocatore sfondatore, ariete, ecc. ecc., che invece sta tra i terzini a far le fusa in attesa di tempi migliori) gli è capitato al 17' minuto della ripresa un pallone filatogli tra i terzini da Reguzzoni che aveva superato ancora una volta Bigogno. Lo scatto di Busoni è stato una delle cose belle che si son viste nella partita di ieri: il centro avanti bolognese è partito come una freccia, e con un piacevole stile da velocista - se è possibile che un giuocatore di foot-ball abbia, con quegli scarponi, e con l'orgasmo del giuoco, uno stile da velocista - si è incuneato tra Agosteo e Vignolini a caccia della palla che gli filava davanti, a qualche metro. I due terzini genoani gli hanno galoppato a fianco per un po', ma hanno mancato di convergere su di lui. Probabilmente non ce l'hanno fatta, ché, altrimenti non si comprenderebbe come mai non abbiano svolto il giuoco, tanto elementare, di tentar di chiudere l'avversario irrompente. Contemporaneamente, dal canto suo, Bacigalupo, visto profilarsi la minaccia, lasciava i pali, per ridurre il campo di mira dell' attaccante bolognese che nel frattempo è arrivato sulla palla, e si butta coraggiosamente sui piedi di Busoni ma non riusciva a far di meglio che prendersi una ginocchiata da Busoni stesso proprio sulla mascella destra, mentre la palla, toccata dall' avversario in controtempo sulla sua azione di tuffo, sfuggiva al suo controllo e andava a finire in rete. ("Baci" veniva portato fuori a braccia, e per un momento si temette che non potesse rientrare in campo). Questo il goal del Bologna che ha deciso la partita, la quale, del resto, ha avuto un'altra nota predominante, in favore dei felsinei: la superiorità di giuoco, di quadratura delle azioni. E qui entriamo in campo genoano. Abbiamo detto che la squadra del Genova avrebbe meritato miglior sorte per lo slancio, l'impegno con cui si è battuta, specialmente quando è stata in svantaggio. Era un po' tardi, evidentemente, per sperare di vincere , ma almeno un pareggio poteva essere colto, e certamente le cose sarebbero andate così se un colpo di sfortuna non avesse fatto rimbalzare sulla traversa del Bologna un pallone di Perazzolo, e Marchionneschi avesse indirizzato in rete invece che fuori dei pali, lo stesso pallone che sul rimbalzo gli era capitato sulla testa. LA MEDIANA FUORI FASE. Ma anche questa volta, come quindici giorni or sono contro la Lucchese, è all' attacco genoano che si debbono muovere delle critiche, per le buone occasioni perdute di assicurarsi un goal iniziale, quel tale goal iniziale che tante volte trasforma tutta una partita, dandole una fisionomia completamente diversa da quella temuta o sperata. Abbiamo avuto, per esempio, al 7' minuto del primo tempo, un Pantani quasi libero, palla tra i piedi, al di là della mediana bolognese. Ai suoi lati erano, liberissimi, uno a sinistra e l'altro a destra, Ferrari e Marchionneschi: il centrattacco genoano, invece di passare a uno dei due, ha sciupato malamente la palla indirizzandola debolissimamente a Ceresoli che non ha avuto certo dei grattacapi per raccoglierla e respingerla. Situazioni simili, sempre con Pantani, Marchionneschi e Ferrari come protagonisti e nella stessa posizione, si sono avute ancora nel secondo tempo, e son sempre finite così; mentre sarebbe stato possibile sfruttarle altrimenti. Un' occasione bella ha perduto Perazzolo, all' 8' del primo tempo, riprendendo al volo e tirando troppo alto il pallone su centro di Ferrari. Un altro momento favorevole lo ha mancato Ferrari, circa al 15' del secondo tempo, quando si è trovato solo alle spalle di Fiorini (caso più unico che raro) ed avrebbe potuto avanzare e tirare direttamente a rete. Ha invece voluto rinunciare alla responsabilità del tiro, e va da sé che al centro non son riusciti a sfruttare il suo spiovente. Un' altra azione opportuna alla segnatura, la si è avuta, nel primo tempo, al 40', quando su un centro lungo di Ferrari, Ceresoli ha mancato la palla e Marchionneschi, dall' altra parte ostacolato da Pagotto, non ha potuto fare altro che volgere le spalle alla rete e deviarvi la palla con un colpo di reni. C'era Fiorini sulla linea bianca, però, ed il pallone fu rinviato. Ma senza stare ad enumerare le occasioni perdute dal Genova, e fatta la debita segnalazione della sfortuna che lo ha perseguitato nella fase finale della partita, bisogna riconoscere che la squadra, dato come hanno giuocato molti dei suoi elementi, ha prodotto uno sforzo anche superiore al possibile. Sono mancati, chi più chi meno, i tre mediani: Bigogno ha avuto un inizio preoccupante, e si è ripreso soltanto in parte nel secondo tempo; Bonilauri è stato preso in velocità da Biavati moltissime volte e anche nei duelli a corpo a corpo non ha saputo dominare l'avversario. Genta, al centro, si è battuto con tenacia, ma spesso è rimasto nella panta del giuoco rasoterra o a mezz'altezza del triangolo bolognese Andreolo - Maini - Fedullo. Il finale lo ha trovato a ridosso dei suoi attaccanti, ed ancora una volta egli si è confermato combattente: davanti al pacato giuoco del suo avversario, però, è apparso inferiore. Anche in prima linea non si è brillato: qui però si è avuta una lieta sorpresa: Ferrari Marchionneschi, ma specialmente il primo, ha giuocato una partita bellissima, ricca di spirito agonistico, di volontà, di abilità, sono stati i più intraprendenti, i più vivaci. Una bella ripresa davvero, quella di Ferrari, anche s e egli ha qualche volta sbagliato nella conclusione delle azioni. Marchionneschi, dal canto suo, è stato anche lo stoccatore del quintetto e son suoi i più pericolosi tiri che hanno impegnato Ceresoli. Fasanelli ha giuocato meglio nel primo tempo che nel secondo: ha partecipato anch'egli all' arrembaggio della rete bolognese, sul finire della gara, ma è stato preso in velocità dagli avversari. Perazzolo si è battuto con intelligenza e con ostinazione, ma non ha saputo mai tirar fuori la sua partita dal profondo buco della mediocrità. Ha fatto l'ariete anche lui, nel finale, ma non è andato più in là di un pallone messo sulla traversa. Non bisogna dimenticare che anche questa volta è toccato ai due interni un duro lavoro di arginamento. Rimane Pantani. Busoni ci ha fatto vedere quello che si potrebbe pretendere, come minimo, da un centrattacco, ma purtroppo per quest' anno non c'è niente da fare. Pantani ha avuto ieri per lo meno due o tre palloni eguali a quello che Busoni ha saputo così bene sfruttare, e li ha perduti tutti. Eppure non si può dire che sia stato negativo in senso assoluto. L'arbitro Scarpi di Dolo ha arbitrato degnamente la bella partita che è stata giocata in certi momenti alla maniera forte, ma sempre con correttezza. (Due brutti falli di Corsi e Andreolo sono sembrati piuttosto estemporaneità che cattiveria). E' la seconda volta, ci pare, che ci troviamo nella lieta contingenza di poter scrivere di Scarpi che non ha commesso neanche un errore. La partita è stata giuocata dalle squadre nelle seguenti formazioni: BOLOGNA: Ceresoli - Fiorini, Pagotto - Montesanto, Andreolo, Corsi - Biavati, Maini, Busoni, Fedullo, Reguzzoni. GENOVA: Bacigalupo - Agosteo, Vignolini - Bigogno, Genta, Bonilauri - Marchionneschi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari. Sono stati tirati 6 calci d'angolo contro il Bologna e 4 contro il Genova. Il match ha avuto un ritmo velocissimo quasi sempre, ed il riposo di metà tempo (27 minuti) per ascoltare il discorso che il Duce pronunziava a Milano, ha certo giovato agli atleti che avevano spesa molta energia nei primi 45 minuti. LA PAROLA DEL CAPO NELLO STADIO GREMITO. Ma quando il giuoco è stato ripreso, c'è voluto un bel po' perché la gente riportasse la sua attenzione al giuoco, e dimenticasse momentaneamente il discorso del Titano. Nel cuore di tutti era il tumultuare delle incisive, meditate, definitive parole del Capo, e tutto scompariva davanti ad esse. La folla - 14.000 persone - che le avevano ascoltate in piedi, a capo scoperto - se le era scolpite nel cuore, e mentre già gli atleti sul campo avevano ripreso la loro fatica , le sentiva riecheggiare, possenti e ammonitrici, nell' animo che ancora ne vibrava. Troviamo superfluo fare la cronaca dettagliata della partita che ruota sul goal segnato da Busoni. E' stata una bella serie di attacchi e di contrattacchi, portati con energia. Il quintetto genoano è stato forse più travolgente di quello bolognese, ma questo, ogni volta che si è mosso sulla scia delle fughe delle sue due ali, è apparso subito pericolosissimo, anche perché la mediana genovese lo lasciava filtrare e arrivare con troppa facilità, sui terzini. A questo proposito, come si è accennato, Agosteo e Vignolini hanno avuto il loro daffare a galoppare sulle due estreme bolognesi, in diversi frangenti. Nel primo tempo giuoco piuttosto equilibrato, nel secondo attacchi iniziali del Genova, ripresa e goal bolognese, e poi disperato assalto dei verdi alla rete di Ceresoli. Agosteo e Vignolini nella metà campo avversaria, Bacigalupo cinque o sei metri fuor dall' area di rigore, il che però, non è servito che  a rendere assai pericolose alcune incursioni di Reguzzoni e Busoni.  RENATO COMPARINI.

 

IL PICCOLO di Genova (Genova, 02 Novembre 1936). CORAGGIOSA PROVA DEL GENOVA contro il più forte e omogeneo Bologna. BOLOGNA - GENOVA 1-0. Ha segnato Busoni al 18' della ripresa. La vittoria alla squadra più salda, all' unità più organica, alla compagine che ha rivelato maggior compattezza ad un tempo e migliori equilibri di rendimento nei suoi reparti. Il Genova ha attaccato di più, è rimasto per lunghi periodi nella metà campo avversaria, ha sottoposto spesso il Bologna ad un gravoso lavoro difensivo, ma non è riuscito a battere la pur non saldissima difesa rosso blu. E fu appunto durante i periodi di maggior pressione dei verdi (ieri il Genova indossava la maglia verde per distinguere le sue casacche da quelle di ugual colore degli avversari) che la squadra concittadina mise in rilievo i maggiori difetti o, almeno, quelle essenziali manchevolezze che costituiscono la causa prima della sua sconfitta. Vedremo più avanti quali furono queste manchevolezze. Cercheremo intanto di dar subito una visione di  ciò che fu l'incontro. EMOZIONI A VOLONTA'. Ad esso assistettero circa 18 mila persone (17.200 paganti) con un incasso di 117 mila lire. La giornata era idealmente favorevole. Il Genova si allineò nella formazione annunciata; il Bologna dovette invece all' ultimo minuto ricorrere a due sostituzioni: quella di Gasperi col giovane Pagotto e quella di Sansone con Maini. Gasperi aveva un ginocchio dolorante, Sansone era febbricitante. Si cominciò molto tardi, alle 15.15 suonate. Il Bologna inscenò le prime azioni ed un preciso centro di Biavati metteva subito in difficoltà la difesa concittadina. Il Genova si ripartiva tosto per merito di... Andreolo il quale, nell' allungare la palla al suo portiere che non vi era preparato, costringeva Ceresoli ad una difettosa parata. Poi Bacigalupo fu costretto ad uscire di rete e togliere la palla quasi dai piedi di Busoni che, lanciato da Reguzzoni, si era precipitato come una gazzella verso la rete genovese. A sua volta toccò poco dopo a Ceresoli abbandonare la rete per arrivare prima di Pantani lanciato da un passaggio in profondità di Perazzolo, indi un magnifico palleggio Fasanelli - Perazzolo venne conchiuso dal padovano con un tiro che sibilò sulla traversa. All' 11.o minuto il Bologna ripiegava in angolo, sotto la pressione insistente del Genova, ma al quarto d'ora i petroniani perdevano la più bella occasione che in tutto il primo tempo si sia presentata a una delle due squadre allorché Biavati, superato in velocità Vignolini, piegò leggermente verso il centro e, giunto quasi sulla linea di fondo, mise sul piede a Busoni un pallone esattissimo. Busoni raccolse la palla e tirò subito mirando in un angolo, ma senza troppa forza e Bacigalupo, con un mirabile balzo,  fece ancora in tempo a deviare il pallone oltre la linea di fondo. Il Genova ritornò ancora all' attacco, ma il suo lavoro, abbastanza ordinato a metà campo, si frantumava inesorabilmente a contatto dei terzini rosso blu, mancando assolutamente al suo compito Pantani che sciupava una dietro l'altra tutte le occasioni creategli dai compagni. In questi periodi di maggior pressione dei verdi, il Bologna inseriva di frequente rapide e veloci azioni di contrattacco una delle quali intessuta fra Fedullo, Busoni e Reguzzoni addirittura ubriacante, veniva in extremis salvata in angolo da Agosteo. Nell' ultimo quarto d'ora la superiorità dei concittadini accennò a farsi ancora più marcata, ma di episodi notevoli non se ne ebbe che un paio. Il primo al 41.o minuto quando, su di un lungo centro di Fasanelli che s'era portato quasi all' estrema sinistra, Ceresoli intervenne nettamente fuori tempo e la palla andò a Marchionneschi il quale, di testa, la indirizzò verso la rete indifesa. Ma il tiro risultò debole cosicché Fiorini fece ancora in tempo a salvare prima che il pallone varcasse la soglia fatale. Il secondo episodio fu provocato poco dopo da un fallo di Ceresoli, in area di rigore, fallo dovuto alle recenti norme che regolano il calcio di rinvio. L'arbitro appioppò al Bologna un calcio di punizione di seconda ma il Genova non seppe trarne profitto e il primo tempo si chiuse senza marcature di sorta. L'EPISODIO DECISIVO. Quando s'iniziò il secondo tempo, i verdi attaccarono ancora a fondo e per un buon quarto d'ora il Bologna fu costretto alla più agguerrita delle difese, ma il sistematico sciupare ogni pallone da parte di Pantani (gli altri attaccanti genovesi erano più saltuari in questo lavoro negativo) non permetteva al Genova di conchiudere. Poi venne la rete del Bologna, che doveva decidere l'incontro, colta dagli ospiti quasi di sorpresa, proprio mentre il Genova si trovava tutto proteso all' offensiva, coi terzini quasi a metà campo. Un lungo rinvio di Corsi pervenne a Busoni che si trovava appostato qualche metro dinnanzi ad Agosteo e a Vignolini. Busoni si precipitò sul pallone come un fulmine ed impegnò senz'altro un duello in velocità, dapprima con Agosteo e poi con Vignolini, superandoli in breve entrambi a grandi falcate. Quando Busoni irruppe tutto solo in area di rigore Bacigalupo ricorse all' unico espediente che gli era ormai consentito: quello di precipitarsi incontro all' avversario per diminuirgli la visuale di tiro e per tentare eventualmente di portargli via la palla. Ma Busoni riuscì a precedere di un attimo Bacigalupo nel tentativo di gettarglisi fra i piedi e a spedirla nella rete ormai incustodita, mentre nello scontro che seguì fra i due, il portiere genovese rimaneva a terra ferito obbligando il giuoco ad una sospensione di parecchi minuti. Quando si riprese, si avvertì subito che il Genova aveva perduto ogni sicurezza ed ogni baldanza. Aggravarono le sue pecche all' attacco ed ogni tentativo di sfondare la difesa bolognese che s'era fatta ormai assai più solida. I verdi ebbero tuttavia alcune occasioni di segnare, ma una prima volta Ferrari, ormai solo e lanciato verso la rete, preferì passare la palla.. ad un avversario anziché tirare diritto, una seconda volta Pantani mise a lato di testa un bel pallone venutogli da un calcio d'angolo ed infine un tiro di testa di Perazzolo sfuggito a Ceresoli e rimbalzato sotto la traversa fu molto fortunosamente respinto da un terzino rosso blu. I giuocatori genovesi asserirono anzi che la palla aveva varcato la rete, ma l'arbitro non fu dello stesso parere e il punteggio rimase inchiodato sul goal di Busoni. L'incontro finì tardissimo, dopo le 17.30, mentre le colline che fan corona  a Marassi già si punteggiavano delle prime luci della sera. DOVE STANNO I TRIBOLI. A conti fatti il Bologna non ha rubato la vittoria anche se il Genova non meritava di perdere. Più lineare, più sicura, più autoritaria fu la prova dei campioni che non quella dei concittadini. Il Genova, naturalmente, ha i suoi triboli maggiori all' attacco, più che mai inconcludente e sfasato. Il lavoro delle mezze ali, preziosissimo a metà campo, cade nel vuoto allorché c'è bisogno della collaborazione del centro. Si sa ciò che vale Pantani come coordinatore: molto, ma molto poco. Ieri il centro attacco è mancato anche come stoccatore, dopo aver sciupato pure quel poco di buono che erano riusciti a mettere insieme i suoi compagni, cosicché la prima linea priva assolutamente di autorevolezza, non è mai riuscita a divincolarsi dalla guardia della difesa rosso blu. La mediana del Genova ha sbrigato complessivamente una grande quantità di lavoro, ma in questa quantità il solo apporto veramente utile fu quello di Bigogno che molti vorrebbero vedere al centro, dato che Genta non attraversa un periodo di forma dei più felici. La difesa sarebbe immune da pecche se i due terzini non si fossero fatti prendere in velocità da Busoni nell' episodio della rete bolognese, ma quanti errori non ha commesso l'attacco per poter dire che la colpa della sconfitta è da addebitarsi ai terzini genovesi? Il Genova continua dunque nel suo periodo di crisi, già da noi denunciata fin dall' incontro con la Sampierdarenese, e tutt' altro che risolta dopo quello coi campioni d'Italia. Ma a chi affidare la eventuale successione di Pantani? ELOGIO DEI CAMPIONI. Il Bologna ha giuocato una bella e franca partita. Senza aver fatto cose trascendentali, la squadra che si fregia dello scudetto tricolore ha tenuto molto bene il campo. Considerato che essa si è allineata con due uomini non titolari, acquista rilievo il fatto che la compagine non abbia dimostrato di risentire queste assenze. Segno che la «squadra» c'è in tutta la sua completezza, e che il giuoco di cui essa dispone fonda su basi che non possono essere scalfite dalla mancanza di un paio di titolari. Il Bologna ha attaccato assai di meno del Genova, ma ha attaccato meglio, con maggior ordine, con maggior velocità. In difesa si è battuto con giudizio e sempre con perfetta scelta di tempo nei confronti del Genova, il che dimostra una migliore preparazione atletica dei suoi uomini. S'è visto insomma una squadra solida, pugnace, ben equilibrata in ogni reparto e ben registrata in ogni settore, una squadra che ha mantenuto sempre il controllo della situazione e anche nei momenti più difficili ha avuto sempre le idee estremamente chiare. Quando un undici giuoca così saldamente fuso come ha giuocato ieri il Bologna, riesce difficile selezionare in esso il buono dal cattivo, perché di cattivo non può esservene stato. Ma ciò non ci impedisce di dire come per la quantità e qualità del lavoro svolto Fedullo sia stato l'uomo migliore fra i rosso blu, e come Montesanto e Corsi, più di Andreolo, abbiano recato un apporto fra i più notevoli al rendimento della mediana la cui opera è risultata efficacissima. Qualche incertezza fra i difensori non ha saputo essere sfruttata dai troppo temporeggianti attaccanti genovesi talché la prova di Ceresoli, di Fiorini e del debuttante Pagotto ne è risultata senza danni. Oltre a Fedullo, ha avuto risalto nella linea d'attacco il giuoco intraprendente di Reguzzoni e quello velocissimo di Biavati. All' incontro hanno presenziato S.E. il Prefetto, il Federale, l'on. Negrotto Cambiaso ed il Comissario tecnico Pozzo. Fra il primo e il secondo tempo il pubblico ha ascoltato in piedi e a capo scoperto il discorso del Duce, ritrasmesso dagli altoparlanti. Ecco le squadre: BOLOGNA: Ceresoli, Fiorini, Pagotto, Montesanto, Andreolo, Corsi, Biavati, Maini, Busoni, Fedullo, Reguzzoni. GENOVA: Bacigalupo, Agosteo, Vignolini, Bigogno, Genta, Bonilauri, Marchionneschi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari.  RENZO BIDONE.

 

IL LITTORIALE (Roma, 02 Novembre 1936). VITTORIOSO ANCHE A GENOVA, IL BOLOGNA RAFFORZA LA POSIZIONE DI CAPOFILA. I Campioni d'Italia consolidano il primato. Il Bologna più omogeneo benché incompleto passa vittorioso a Genova. Bologna - Ceresoli; Fiorini, Pagotto; Montesanto, Andreolo, Corsi; Biavati, Maini, Busoni, Fedullo, Reguzzoni. Genova: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Bigogno, Genta, Bonilauri; Marchionneschi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari. Arbitro: Scarpi 8Dolo). Goal: Busoni (17' della ripresa). Spettatori: 18.000. Incasso 117 mila lire. Genova, 1. All' ultimo minuto il Bologna ha dovuto rinunciare all' opera di due fra i suoi più validi campioni: il terzino Gasperi, che accusava dolori a un ginocchio, e il mezzo destro Sansone, febbricitante. Sono stati quindi messi in squadra il debuttante Pagotto e l'anziano Maini, i quali, occorre dirlo subito, non hanno fatto rimpiangere i titolari. Il Bologna ha giocato una buona partita. La sua vittoria è dovuta al migliore impianto della squadra nei confronti di quella del Genova, alla maggiore esperienza dei suoi uomini e alla fusione di tutti i reparti. Il Genova ha attaccato assai di più che non il Bologna; ma il suo gioco, che a metà campo aveva iniziative felici, si perdeva e si frantumava sistematicamente a contatto della difesa petroniana. Il reparto peggiore del Genova è stato appunto quello dell' attacco, nel quale Pantani non ha saputo fare altro che mandare a vuoto il lavoro costruttivo dei compagni, i quali poco per volta hanno finito per non raccapezzarsi più. Da una parte quindi una squadra ordinata, calma e sicura del fatto suo che sapeva controllare efficacemente qualsiasi offensiva degli avversari, dall' altra un' unità che pure impegnata fino allo spasimo per vincere, non è riuscita a dare al proprio sistema una fisionomia definita ed un carattere di pericolosità. La vittoria del Bologna si spiega quindi in questo senso ed appare perciò pienamente giustificata. Individualmente si sono distinti del Bologna, il mezzo sinistro Fedullo, il terzino Pagotto e i laterali Montesanto e Corsi. Buone pure le ali. Del Genova, il migliore uomo è stato Bigogno. L'unica veramente redditizia, la linea mediana, la quale pur avendo compiuto un non comune lavoro non è stata quasi mai precisa nel rifornimento; buona l'estrema difesa. Dell' attacco si è già detto. La partita, arbitrata da Scarpi di Dolo, si è iniziata con molto ritardo, alle 15.45. Ad essa ha presenziato il Commissario Tecnico Pozzo. Il Bologna ha avuto per un buon quarto d'ora alcuni spunti felici e poi il Genova, gradatamente si è ripreso ed ha attaccato ripetutamente. L'intervallo è stato lunghissimo perché la partita è stata sospesa per dar modo alla folla di ascoltare la parola del Duce. Si è ripreso il giuoco che erano quasi le 17. Il Genova è partito all' offensiva ed è stato all' attacco per lungo tempo ma al 17', in una controffensiva, Busoni riusciva a battere Bacigalupo, che nel tentativo di togliere la palla dai piedi dell' attaccante rimaneva ferito e doveva essere trasportato fuori dal campo per circa cinque minuti.

 

07° GIORNATA: Alessandria - Fiorentina 1-0, Ambrosiana - Lucchese 2-2, Bari - Sampierdarenese 0-1, Genova - Bologna 0-1, Lazio - Juventus 1-0, Napoli - Novara 4-0, Torino - Milan 3-1, Triestina - Roma 2-2.

CLASSIFICA: Bologna 11; Torino 10; Lazio 09; Lucchese e Roma 08; Ambrosiana, Bari, Fiorentina, Genova, Milan e Sampierdarenese 07; Napoli e Triestina 06; Juventus 05; Alessandria 04; Novara 03.

 

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IL SECOLO XIX (Genova, 01 Marzo 1937) - IL GENOVA GIOCA UNA PARTITA SUPERBA e scuote fin nelle fondamenta la squadra compagine dei campioni d'Italia.  BOLOGNA - GENOVA 4-4 (2-4). Bologna, 28 febbraio. a seconda dei favori del vento -  che nel primo tempo sono stati per il Genova e nella ripresa per il Bologna - le due squadre hanno marcato in campo alterni periodi di superiorità. Sotto questo punto di vista, quindi, il risultato di parità può essere ritenuto equo. Ma se si sottopone all' analisi il gioco svolto dalle due squadre, e si considera la cifra raggiunta dal loro comportamento tecnico; se si tirano le somme delle azioni condotte con stile e chiarezza dalle due avversarie, non si può che giungere a una conclusione: il Genova meritava di vincere. Con il vento in favore, i liguri, infatti, hanno tenuto subito sotto il loro controllo gli avversari, presi da improvviso e imprevisto orgasmo, quando hanno potuto misurare il pericolo che su di loro incombeva. Infatti, appena dopo il via, Marchionneschi, lanciato da un dosatissimo passaggio di Fasanelli,  si vedeva parare un tiro che poteva finire dritto in rete e al 2' minuto di giuoco, il Genova era già in vantaggio. Nuovo tiro dell' eccellente Marchionneschi (nessuna ala sinistra ha fatto mai tanto quanto il genovese contro Montesanto e Fiorini): leggerissima deviazione di Ferrari che sostituiva Ceresoli; intervento deciso ed impeccabile di Arcari, venuto come un razzo dalla destra; il primo punto era fatto. Ma il Genova appariva ben lontano dal dichiararsi pago di questo immediato successo: i suoi attacchi si rinnovavano e si infittivano. Il Bologna - in maglia verde - barcollava, cercava di puntare i piedi, di riprendersi ma invano. Al 12' era ancora Marchionneschi che impegnava Ferrari; al 13' i due erano di nuovo alle prese e questa volta il portiere doveva rifugiarsi in angolo. Al 15', maturo, atteso si può dire, tanto apparivano pericolose le successive ondate offensive dei rosso blu, il secondo punto genoano, che però Ferrari poteva evitare. Lo scattante Arcari si liberava ancora una volta di Corsi e di Gasperi e traversava netto al centro, Fasanelli raccoglieva e girava in porta: tiro non forte, ma preciso e scoccato da pochi passi. Il portiere, un po' perché ingannato dal vento e un po' perché aveva il sole negli occhi, sembrava dovesse respingere, ma invece toccava solo il pallone che gli sgusciava alle spalle, e si adagiava in fondo al sacco. Era Andreolo che dava il via, con un tiro lungo e potente; poi al 20' Fregosi doveva di nuovo vedersela con un fortissimo tiro punitivo del centro mediano, al quale ne seguiva un altro di Reguzzoni. Il Bologna appariva, in questo momento, lanciatissimo e un angolo contro il Genova, al 22', preludeva alla prima rete dei campioni. L'azione era condotta da Reguzzoni che passava al centro, a Sansone, il quale di testa deviava a De Filippis, che pronto metteva in rete. Alla mezz'ora, quando il Genova frenata la controffensiva degli avversari, riprendeva ad affacciarsi minaccioso nei pressi dell' incerto ed emozionato Ferrari, il terzo spettacoloso punto era presto cosa fatta. Scarabello, a circa metà campo, metteva sui piedi di Marchionneschi un pallone volante che spiazzava tutta la difesa bolognese. L'ala senza indugio, al volo, con una cannonata piena di effetto, insaccava in rete da oltre quindici metri, senza che il guardiano bolognese potesse neanche muoversi. Al 36' un tiro di Fasanelli, coordinatore ammirevole, accarezzava un palo; al 37' un tiro di Fedullo, facilmente bloccato da Fregosi. Al 38' il secondo punto bolognese, dovuto tutto ad Andreolo, il quale, raccolto il rinvio di un difensore genovese, da venti metri batteva Fregosi con una sventola del tipo quella che i genovesi ricorderanno di aver visto una settimana fa a Sampierdarena. Sospiro di sollievo del pubblico, troncato però, a metà strada. Al 42' Fasanelli piomba velocissimo in area di rigore, inganna un avversario, poi un secondo e devia a destra da dove Arcari, con fredda lucidità e inesorabile potenza, infila nell' angolo destro della rete di Ferrari un raso terra bruciante: 4 a 2 e fine del primo tempo. Ed eccoci alla ripresa. Il Bologna col vento alle spalle, prendeva a giocare con continuità nella metà campo avversaria, ma arruffava il giuoco e non dava affatto l'impressione di poter concludere. Al 4' però, Andreolo veniva in aiuto degli sperduti compagni della prima linea, girando in rete, di testa, un pallone pervenutogli da Montesanto: 4 a 3. Avendo perduto enormemente in bellezza, il giuoco cominciava ad essere infiorato di ripicchi. Al 10', in seguito a scorrettezze, l'arbitro espelleva Reguzzoni e Vignolini, rei di scorrettezze reciproche, peggiorando la già scossa situazione dell' incontro. Delle trame lucide, snelle, brillanti del primo tempo non c'era ora che il ricordo. Al 26' angolo contro il Genova, che aveva retrocesso Perazzolo a mediano destro e messo Genta al posto di Vignolini (del Bologna è inutile dire quanti spostamenti ha fatto, con tutti gli uomini rimasti nella prima fila) e al 34' da un'azione tutt' altro che irresistibile scaturiva il punto del pareggio. Sansone dalla destra traversava al centro, dove era Corsi. I difensori liguri furono indecisi sul da farsi, lasciando così modo al mediano sinistro bolognese di aggiustarsi il pallone e di effettuare un tiro non forte e non imparabile, ma che batteva inesorabilmente Fregosi buttatosi a terra in ritardo. Dall' affrettata descrizione di questa partita, sulla quale si potrebbero scrivere alcune colonne, dovrebbe essere risultata inconfondibile, la grande partita disputata dal Genova, ciò che ha reso ancor più evidenti i difetti insiti nel gioco del Bologna;  difetti che il fatto che il Bologna domina la classifica fa dimenticare o invita a dimenticare, per non apparire dei critici troppo esigenti, anzi incontentabili. Il risultato stesso dice però, che il merito della prima citazione spetta alla prima linea genoana, nella quale all' ultimo minuto è stato incluso Fasanelli, in sostituzione di Pantani lievemente indisposto. Una soluzione più indovinata non era possibile adottare. Il buon atleta ha coordinato con discernimento e precisione veramente rimarchevoli il giuoco di tutta la prima fila. Ed era un gioco eletto, incisivo, realizzatore, che rendeva il compito del centrattacco assai difficile. Incepparsi, smarrirsi, voleva dire rovinare tutto quanto di buono stavano combinando i compagni. L'elogio di costoro è compreso in quanto abbiamo detto; ma in certi casi non è male ripetersi. Marchionneschi ad esempio si è rivelato agli occhi degli stupiti spettatori bolognesi come un autentico asso, e anche per i numerosi genovesi presenti che pure lo conoscevano bene è stato una lietissima sorpresa. Arcari non è stato di molto inferiore all' eccellente compagno. La mediana ha assolto mirabilmente il suo compito, specie nella prima parte della gara. Qualche crepa nel terzetto difensivo. Quattro goals sono molti. Fergosi poteva evitare, come abbiamo detto, l'ultimo; i due terzini, che pure hanno avuto periodi di giuoco spettacoloso, a nostro avviso si sono fatti cogliere spiazzati dall' azione del primo punto. Il Bologna, novità assoluta, ha avuto nella difesa il reparto più scadente. Nulla che già non si sappia si può e si deve dire della prima linea. Arbitro Salvagno di Trieste. Le squadre: GENOVA: Fregosi - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. BOLOGNA: Ferrari - Fiorini, Gasperi - Montesanto, Andreolo, Corsi - De Filippis, Sansone, Busoni, Fedullo, Reguzzoni.   UBALDO SILVESTRI

 

GAZZETTA dello SPORT (Milano, 01 Marzo 1937) - RIDDA DI RETI AL LITTORIALE. In una animosa partita variamente disorientata dal vento i bolognesi raggiungono gli avversari nella infiammata ripresa, ma i genoani tengono banco in tema di gioco chiaro e incisivo. Bologna-Genova 4-4 (2-4). Marcatori: Arcari (G) al 2'; Fasanelli (G) al 15'; De Filippis (B) al 23'; Marchionneschi (G) al 30'; Andreolo (B) al 38'; Arcari (G) al 42' del primo tempo; Andreolo (B) al 4'; Corsi (B) al 34' della ripresa. BOLOGNA: Ferrari; Fiorini, Gasperi; Montesanto, Andreolo, Corsi; De Filippis, Sansone, Busoni, Fedullo, Reguzzoni. GENOVA: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. Arbitro: Salvagno di Trieste. Segnalinee: Sarton di Padova e bellei di Venezia. Spettatori: 10.000 circa. Terreno duro, vento a raffiche. Al 10' della ripresa sono stati espulsi dal campo Vignolini e Reguzzoni. De Filippis è passato alla guida dell' attacco bolognese per spostarsi poi a sinistra. Il Genova ha retrocesso Genta a terzino e Perazzolo a mediano. Tre calci d'angolo per il Bologna, uno per il Genova. Bologna, 28 febbraio. Resi gli onori delle armi sportive alla squadra bolognese per aver neutralizzato col valore della volontà, la inconsistenza e il disordine della sua partita, la lode della giornata tocca pressoché interamente alla squadra genoana. Essa, e soltanto essa, è stata virtualmente la protagonista del gioco. L'ha comandato da gran signora durante tutta la parabola del primo tempo, è riuscita a distaccare l'avversario con un punteggio del tutto inedito al Littoriale (4-2), e soltanto nel finale, arroventato dalla furiosa controffensiva dei bolognesi, ha ceduto leggermente senza tuttavia lasciarsi scappare il punto del pareggio. Si può aggiungere che il pareggio del Genova è stato ottenuto con una squillante partita di azione, mentre il pareggio del Bologna è stato raggiunto, non senza pena, con un' ansiosa partita di reazione. Questo Genova non lo conoscevamo ancora. Ondeggiante nelle posizioni del gruppo centrale, e perciò estraneo alla lotta delle avanguardie, esso sfuggiva all' attenzione dei più e all' apprensione delle squadre impegnate nella zona di luce dello scudetto. Lo si seguiva di scorcio, più come squadra buona per un altro anno che come squadra avente, nel corso di questo campionato, compiti e miraggi particolari. E' un fatto che quando il torneo volge verso l'epilogo interessano massimamente due gruppi di squadre: quelle che puntano i gomiti per arrivare al titolo, e quelle che puntano i piedi per sfuggire alla retrocessione. Le squadre di mezzo hanno un pubblico disattento e una stampa frettolosa. E' per queste considerazioni che ascriviamo a nostra fortuna di sportivi e di giornalisti l'aver oggi assistito alla partita giocata dal Genova. UN GENOVA CHE SALE. In un batter d'occhio ha segnato due reti, in un fulmineo giro di minuti ha espresso una capacità di stile e una vigoria di salute assolutamente ammirevoli. Il Bologna potrà replicare, a guisa di attenuante,  che il noviziato del portiere Ferrari e il conseguente disorientamento dei terzini, hanno in partenza, scombussolato tutta la squadra, sottraendola al controllo abituale dei suoi perni di manovra. Potrà anche osservare che i mulinelli del vento temporalesco hanno danneggiato di meno i genovesi, esperti, che gli inesperti giocatori locali. Diamo pure corso e autorità a queste attenuanti. Ma esse non valgono gran che ad annebbiare la dimostrazione di gioco sano e organico che la squadra ligure ha offerto alla numerosissima folla che si stipava sugli spalti dell' arena. La forza di questo Genova destinato a maturare e a salire col volgere delle settimane, consiste nella schietta evidenza della sua prova. Lo ricordavamo, non senza una punta d'uggia, come una squadra che esplicava il massimo delle sue attitudini con lo sviluppo della tattica dello sfondamento a guisa di ariete, più squadra di potenza che squadra di qualità. Lo ricordavamo come un agglomerato di buoni giocatori, più che come un armonioso complesso di reparti, dotato di una propria figurazione tecnica. Lo ricordavamo infine, come una squadra dalla generosa personalità agonistica e lo confondevamo nel numero delle compagini che , vincano o perdano, dicono qualche cosa in fatto di potenza, ma dicono molto poco in fatto di gioco. LE FRECCE DELL' ARCO. Invece il Genova è una squadra in fase di profonda elaborazione. La sua partita è plastica. Il suo gioco è chiaro. Il concatenamento dei reparti è elastico.  L'ordine della sua manovra tattica è perspicuo. E' un Genova incamminato sulla strada maestra che battono gli squadroni. E' un Genova che sta per distaccarsi dall' ordinaria amministrazione che si fa nel gruppo di centro per muovere alla conquista delle posizioni di avanguardia. Lo vedrete l'anno venturo. L'arco del gioco genoano ha avuto oggi nell' energia e nella prontezza le sue frecce più acuminate. L'energia si è svelata attraverso tutta l'intonazione della gara, giocata da maschi, come è nella tradizione aurea dell' autentico Genova. La prontezza si è vista in dieci e dieci occasioni , nel modo di trattare palla, passaggio, traversoni e tiri da parte del quintetto attaccante. Tre reti su quattro sono propriamente venute fuori da repentini colpi d'arma delle ali Marchionneschi e Arcari, sì ardenti nel mirare e tirare, da ipnotizzare in un fiato tutta la difesa avversaria. Questo schema - calata del trio centrale a grandi falcate, aperture volanti alle ali e tiri senza indugio - riassume la tattica di attacco dei genovesi, ch'è la tattica maiuscola del gioco del calcio perché elude gli sterili palleggi ed evade le mischie imbrogliate. Su questo schema il Genova è apparso nettamente e felicemente impostato. Dunque una prima linea intelligente e sbrigativa che, quando realizza, permette allo spettatore una chiara ricostruzione del punto nel segno di quella semplicità di azione che presume la vivezza del talento e la spontanea sicurezza della esecuzione. Alle spalle della prima linea genoana - che ha avuto nelle ali i calciatori di ribalta, nel centravanti un sagace distributore e negli interni due assidui tessitori - si stende e si snoda una linea mediana che deve aver trovato nbel centro Bigogno  il suo più agguerrito atleta di coordinamento e di lancio. E Genta è un accorto lavoratore, e Figliola è un tecnico esperto cui manca ancora forse il quid di resistenza e perseveranza che ci vogliono per "chiudere" bene l'azione dopo averla bene impostata:Figliola infatti, sa più cominciare che finire la fase di gioco, ma ha comunque la struttura e il piglio del classico laterale di mediana. E' infine mirabile la sicurezza atletica e stilistica della coppia di retroguardia. La foga controllata di Vignolini e la maestria eccezionale di un Agosteo infallibile su tutti i palloni (l'atleta migliore in campo) compongono un settore di squadra che difficilmente trova l'eguale in tema di concordia e di potenza di gioco. Al portiere Fregosi non un appunto può essere mosso: sa il fatto suo. CORSA AD INSEGUIMENTO. La progressione del punteggio (0-1; 0-2; 1-2; 1-3; 2-3; 2-4; 3-4; 4-4) ed il nome dei marcatori (De Filippis, Andreolo, Andreolo, Corsi) sono i coefficenti migliori di giudizio per pensare la partita dei bolognesi. Sono sempre stati in ritardo di reti e soltanto nel finale sono riusciti ad incollarsi al vetro del pareggio. D'altro canto tre reti su quattro hanno incominciato a nascere sui piedi dei mediani. In sostanza la partita del Bologna è stata una disperata corsa ad inseguimento, mentre la spinta per il successo è venuta dai giocatori di retroguardia. Basta questo per concludere che il Bologna, pur meritandolo alla stregua dei conti, ha meno che conquistato che "rimediato" il suo laborioso pareggio. Erano vestiti di verde, ed in campo avversario li avevano sempre visti in colori rossoblu. Questa differenza di tinte era soltanto un fatto chimico, oppure la squadra ammirata a Roma, a Milano, a Sampierdarena era una squadra diversa dalla squadra vista oggi al Littoriale? Per quale curioso sortilegio si passa da un solido e slanciato Bologna esterno ad un claudicante e mediocre Bologna interno? E' il palato della folla, esigentissimo, che fa l'inquietudine della squadra?E basta soltanto pigliarsela col portiere sostituto del contuso Ceresoli per giustificare il pesante fardello di palloni che oggi ha gravato sulla schiena dei bolognesi? Non è forse vero che un portiere meno emozionato e più esperto non avrebbe fatto di più che evitare il secondo goal genoano, gli altri tre essendo apparsi irrimediabili?Probabilmente gli stessi giocatori bolognesi non sanno a quale causa attribuire il salto di quota tra le loro partite interne e le loro partite esterne. Né noi abbiamo la vocazione per le capillari indagini psicologiche. Noi stiamo attaccati alla regola del campo e dei 90 minuti, e perciò duriamo il minimo della fatica quando notiamo che il Bologna, quest' oggi, ha salvato a 10' dalla fine una partita che non fa onore al suo ruolo di intransigente alfiere della classifica. Gioco più acido che energico, avanzate più confuse che impetuose, tiri più scervellati che repentini. Si vorrebbe continuare con questa musica se l'esperienza non insegnasse che il Bologna non va crocefisso sulle partite giocate al Littoriale, sempre pronto com' è a inchiodare gli avversari in campo altrui. LA MEDIANA E' LA PROTAGONISTA. Il Bologna in minore di quest' oggi, ha avuto la fortuna e la vena di affidare la msua sorte al gioco e all' intraprendenza della linea mediana, autentica colonna vertebrale della squadra. Né questo si dice riferendosi soltanto ai goal marcati da Andreolo e da Corsi. A parte, infatti, il contributo positivo recato al punteggio ed al pareggio dai mediani, essi - col magnifico Andreolo in testa, numero uno in campo con Agosteo - hanno sempre avuto il destro di tenere ad alto regime il ritmo di gara della squadra, assicurandole l'unità nelle fasi di imminente sbandamento, spremendola e quasi sostituendola all' attacco nella fase infiammata del serrate. Se il Bologna non è caduto, deve questo alla solidità, anche morale, del suo reparto di cerniera. Per quanto tocca ai terzini, invero, il tenacissimo Gasperi è apparso molte volte preso in velocità dal guizzante Arcari, mentre lo stesso Fiorini, troppo fiducioso nel mordente del suo scatto, s'è spesso fatto cogliere in peccato di temerario piazzamento. Poco di buono lungo l'arco della prima linea. Interessava De Filippis. Ha marcato un bel punto all' ala destra. Nella ripresa - prima ancora dell' espulsione di Reguzzoni - ha tenuto il ruolo di centro avanti. Ha chiuso la gara all' estrema sinistra. Insomma, è un atleta dotato di una bella e promettente versatilità. Quanto alla sua partita, limitiamoci a definirla diligente ed onesta. Molto lavoro a vuoto di Fedullo e di Sansone. Sempre spaesato Busoni, raramente minaccioso Reguzzoni. Partita mediocre della linea d'attacco: ecco tutto. Gli otto punti compendiano la vicenda della gara disputata su terreno secco e sotto un ventaccio continuo che volubilmente accorciava o allungava la traiettoria della palla. I genovesi l'hanno avuto in favore nel primo tempo, i bolognesi nella ripresa. Diamo al vento ciò che è del vento. Ma osserviamo che il risultato della gara non ci sembra determinato o alterato da esso. Le due squadre, infatti, sono riuscite a padroneggiarlo quasi sempre con un gioco a mezz'altezza, molto rapido e serrato. LANTERNA MAGICA. Il Genova va in vantaggio dopo 2' di gioco. Azione spaziata, splendida. La palla gira da Perazzolo ad Arcari: sul centro d'ala Marchionneschi interviene e tira a rete, il portiere Ferrari respinge e non blocca. Salta dentro Arcari e la rete è infilata con prepotente tiro. Al quarto d'ora il Genova - che persevera nell' azione offensiva - aumenta il distacco. Centro di Arcari. Fasanelli è più lesto e deciso del portiere. Tocca di testa e segna mentre Ferrari si rovescia sulle spalle per intercettare la corsa della palla. E' al 20' che Andreolo, con un calcio di punizione che quasi stordisce il portiere genovese, prelude all' azione del primo punto bolognese. Ne è artefice De Filippis. Centro di Reguzzoni, Sansone sfiora la palla con la testa, De Filippis "entra" e mette in rete con un velocissimo e corto tiro rasente. Sette minuti dopo (30') il Genova sempre straricco di gioco e di forza di propulsione, ristabilisce la distanza. Il terzo goal è frutto di un tiro volante di Marchionneschi che ha ricevuto la palla dall' ingegnoso Scarabello: si tratta di un goal teatrale che desta gli applausi della moltitudine. La lanterna magica di questa partita vertiginosa ed emozionante proietta presto sullo schermo il suo quinto goal, secondo della serie bolognese. E' la volta di Andreolo che mette in rete dalla distanza di una ventina di metri, con un impeccabile tiro parabolico. E' il 38' di gioco. Al 42' il Genova si distacca una volta di più. Azione cristallina. Scarabello "gira" la palla a Fasanelli, invano Gasperi si interpone, la palla va nel settore di Arcari. Il tiro è tagliente ed inesorabile. Il primo tempo è finito. Nettissima superiorità della squadra genoana. La ripresa nel complesso è dominata dalla controffensiva sempre più stringente ed animosa della squadra bolognese. Al 4' Andreolo - su centro di Reguzzoni e rimessa di Montesanto nel folto dei giocatori assieparti davanti alla rete genoana - tocca di testa e mette in rete. Minuti e minuti di gioco tanto inconsistente quanto acre. Al 10' l'arbitro espelle Vignolini e Reguzzoni, rei di essersi scambiati due calci clandestini in fase di contemporanea caduta.  Espulsione logica. Il Bologna perviene infine all' agoniato e sudatissimo pareggio al 34' per merito del mediano Corsi, nell' epilogo di uno dei tanti grovigli di giocatori e di palla davanti alla casa genoana. Partita difficile da amministrare e da tenere. L'arbitro Salvagno è apparso calmo anche nelle fasi di maggiore eccitazione della lotta. Talvolta ha giudicato i fuori gioco più col fiuto che con l'occhio, né sempre l'odorato gli ha obbedito come la vista: nel complesso comunque una condotta sicura ed equa.   BRUNO ROGHI

 

IL PICCOLO di Genova (Genova, 01 Marzo 1947) – IL GENOVA SFIORA IL SUCCESSO AL LITTORIALE. Una partita che i rosso blù potevano vincere. Bologna – Genova 4-4. Dal nostro inviato. Bologna, 1 marzo. E’ stata l’autentica sagra dei palloni sposi alle reti. Quattro a quattro. Il Genova li maritò tutti nel primo tempo (e qualcuno di più avrebbe potuto mandare a nozze); il Bologna li ha suddivisi con maggior equità: due per ciascuna ripresa. Ma occorre aggiungere che il pareggio strappato dai campioni nelle ultime fasi della contesa premia assai di più i petroniani che non i genovesi? Il verdetto di parità sarebbe salomonico se le due squadre fossero giunte ad esso a ranghi intatti, ma invece il Bologna giunse al pareggio solamente quando il Genova ebbe la sua difesa privata dell' ausilio di Vignolini e, di conseguenza, tutta la squadra forzatamente rimaneggiata. E' bensì vero che i campioni si ebbero Reguzzoni espulso insieme al terzino rosso bleu, ma mentre la compagine dello scudetto non ebbe i suoi ranghi scombussolati dall' allontanamento del bustese, il Genova dovette modificare lo schieramento della difesa e della mediana. UN GRANDE GENOVA. Fu solo allora che la squadra di Agosteo perdette tutta la sua autorità (10.o minuto del secondo tempo). Fino a quel momento invece, essa aveva dominato dall' alto di un giuoco intraprendente, veloce e deciso che aveva aperto le sue brave brecce nelle retroguardie felsinee e che li aveva portati  a segnare quattro magistrali reti alla pur imbattibile difesa dei campioni. Il primo tempo, soprattutto, aveva messo magnificamente in luce il valore e le possibilità del Genova, nel quale la sicurezza e l'autorità della mediana avevano un gran peso sull' andamento del giuoco. Pronta nel lavoro di difesa, la linea di sostegno rosso bleu era altrettanto pronta nel lanciare l'attacco il quale, appoggiando di preferenza le sue azioni sulle ali, portava continue e pericolose minacce alla rete bolognese. Per essere brevi: il primo tempo si chiuse con quattro reti a due a favore del Genova. Se i rosso bleu avessero segnato anche una volta di più, ed il Bologna una di meno, nessuno avrebbe potuto trovare a ridire sulla marcatura. La differenza di stile, di prontezza, di sicurezza nel comportamento delle due compagini era stata così netta che nessun punteggio pur elevato, a favore del Genova, avrebbe trovato censori. I tecnici rosso bleu avevano affidato a Fasanelli il comando della prima linea (lo scopo confessato prima della partita era quello... di marcare Andreolo, ed infatti Andreolo segnò due reti e fu il migliore uomo in campo petroniano, tanta libertà di azione si ebbe da Fasanelli), ma in compenso il ritorno del romano in prima linea fu quello che diede ordine e idee a tutto il reparto. I tecnici del Genova avevano mandato in campo un uomo con un compito errato (è sempre il centro sostegno che deve vigilare il centro attacco avversario, non il contrario), e trassero invece un notevole beneficio dall' inclusione in squadra di Fasanelli perché Fasanelli - se non fu lo stoccatore - fu l'intelligente organizzatore, insieme alle sue mezze ali, del brillante giuoco d'attacco svolto dal Genova per tutto il primo tempo e con infinita varietà di temi. I GENOVESI ALL' ARREMBAGGIO. Negli iniziali 45 minuti, durante i quali, in definitiva, le due squadre giuocarono a ruoli completi, il Genova fu dunque il dominatore. E' bensì vero che in questo periodo i rosso bleu ebbero anche il vento a loro favore, ma tuttavia l'impressione di potenza, di forza e di irresistibilità da essi lasciata nei primi 45 minuti non fu affatto cancellata nella ripresa dal ritorno offensivo del Bologna il quale, più che alla tecnica si affidò alla forza per rimontare lo svantaggio che a metà gara era parso addirittura incolmabile, tanto diversa era stata la condotta dei due undici. Se una squadra era quindi meritevole di vittoria, questa squadra è dunque quella del Genova che ha giuocato ieri sulla linea dei tempi d'oro e che ha impedito al Bologna di svolgere un giuoco redditizio. Si noti infatti che l'attacco petroniano, delle quattro reti ottenute dalla sua squadra, non ne ha al proprio attivo che una sola. Le altre tre sono infatti dei mediani. Ma il Genova ha ceduto quasi di colpo allorché fu privato di Vignolini e costretto  a rivoluzionare i suoi ranghi. Ma vogliamo dare uno sguardo alla partita? Il Bologna ha in porta Ferrari al posto di Ceresoli. Il Genova ha affidato a Fasanelli il comando dell' attacco. Si parte agli ordini del triestino Salvagno. Il Genova svela subito le sue intenzioni, su di una discesa Fasanelli - Marchionneschi. Il passaggio finale del centro attacco mette l'ala sinistra in condizione di tirare a rete a colpo franco. Ferrari riesce però a deviare la palla verso destra e Gasperi allontana questa prima minaccia. Ma il 2.o minuto non è ancora scoccato che già il primo pallone rosso bleu è andato a fare conoscenza con la rete felsinea. Azione manovrata di tutto l'attacco, partita da Perazzolo e conchiusa da Marchionneschi con un tiro secco. Ferrari non può che deviare il pallone verso destra, Arcari irrompe velocissimo e da cinque o sei metri infila l'angolo opposto con un tiro secco. Il Bologna affida a Busoni qualche azione sporadica di contrattacco, ma il suo centro è più che mai addormentato. Il pubblico lo ripaga con fischi acutissimi. Intanto il Genova compie tranquillamente la sua strada. Le sue azioni, veloci, nitide, geometriche, scombussolano il Bologna che fatica non poco a controllarle. Per poco Marchionneschi, su passaggio volante di Scarabello, non segna con un tiro radente il palo. E' il guardiano del Bologna che salva in angolo con un gran tuffo. Ma al 15' il Genova concreta il suo predominio per la seconda volta. Da uno dei tanti palloni che Perazzolo dà ad Arcari nasce un perfetto spiovente sul quale si gettano contemporaneamente Ferrari e Fasanelli. Il genoano è più pronto del bolognese e con un tocco fa passare la palla sopra la testa di questi. Due a zero. Solo a questo punto il Bologna dà segni di riscossa, o meglio li dà Andreolo che impegna due volte consecutive Fregosi. Il Genova, pressato, cede infine al 23' su di un' azione di Reguzzoni il quale, liberatosi di Genta, mette al centro una palla dosatissima. Sansone, di testa, ne corregge la traiettoria e De Filippis, con un tiro secco, la infila in rete facendola passare a fil di palo sulla sinistra di Fregosi che sé gettato con un leggero tempo di ritardo. Ma 7 minuti dopo le distanze sono nuovamente ristabilite. Altro attacco in linea del Genova e rapido passaggio di Scarabello a Marchionneschi. Senza attendere neppure che la palla tocchi terra, l'ala sinistra tira con forza e segna da una quindicina di metri, con un magnifico pallone "tagliato" che rende vano il tentativo di Ferrari. BENGALA DI GOALS. Continua netta la preponderanza dei rosso bleu (ci eravamo dimenticati di avvertire che il Bologna è in maglia verde), ma sono invece gli ospiti che segnano, col favore... del vento contrario. Infatti Andreolo riprende da oltre venti metri la respinta di un difensore genovese, opera un tiro alto che sembra a tutta prima diretto oltre i pali ma che invece, sotto l'effetto del vento contrario, rallenta la sua forza, tronca la sua parabola e va a finire in un angolo. Fregosi si è accorto in ritardo del tiro e dello scherzo del vento. Ma 4 minuti dopo le cose sono nuovamente al punto di prima. Azione in linea di Scarabello con Fasanelli ed improvviso allargamento di fronte verso destra. Arcari irrompe e da una decina di metri fulmina la rete petroniana con un ' autentica fucilata in un angolo. Il pubblico è esterrefatto. Il Genova raggiunge gli spogliatoi fra la muta ma ammiratissima stupefazione degli spettatori. Secondo tempo. Dopo quattro minuti Andreolo, raccogliendo di testa un centro di Montesanto, piazza in rete imparabilmente il pallone numero tre. Decimo minuto, Vignolini e Reguzzoni (ma come ha fatto il rosso bleu a trovarsi dalla parte opposta?) scontratisi e caduti insieme, si scambiano complimenti non solamente verbali. L'arbitro espelle entrambi. Genta retrocede al posto di Vignolini e Perazzolo arretra a sostegno destro. Ma l'incontro è sostanzialmente finito a questo punto. Il Genova tutto scombiccherato nei ranghi, non ha più che un solo scopo, quello di portare in salvo il successo o, in dannata ipotesi, salvare almeno il pareggio. Il Bologna, per contro, va tutto all' attacco, affannosamente, con propositi diametralmente opposti. Ma quello che di buono si è visto durante la partita è stato fatto dal Genova nei primi 45 minuti. Per il resto, non si tratterà che di una furibonda, aspra lotta fra maglie verdi e maglie rosso bleu, le une protese ad evitare una sconfitta che potrebbe essere esiziale per il loro programma di vittoria finale, miranti le altre a conquistare il successo più bello di tutto il campionato. Nessuna delle due rivali potrà però raggiungere la vittoria. Il Bologna sfugge dalla sconfitta a dieci minuti dalla fine, su azione di Sansone, il quale spostato sull' estrema destra, manda al centro una palla sulla quale si precipita Corsi. Il mediano bolognese scarta in corsa un' avversario e da una decina di metri infila l'angolo sulla destra di Fregosi. Il punteggio finale è raggiunto. Dimenticavamo di aggiungere che negli ultimi venti minuti il Bologna ha apportato vari ritocchi alla sua prima linea, facendo occupare a De Filippis il ruolo di centro e poi di ala sinistra. Ma senza l'intervento dei mediani, la squadra campione avrebbe ieri conosciuto la sconfitta più grave da quando giuoca sul terreno del Littoriale. CONCLUSIONI. Rivedendo la prova delle due compagini, non è esagerato dire che il Genova si è imposto alla ammirazione di tutti per il suo giuoco vario, brillante ed autorevole del primo tempo. Fu una vera lezione a cui i rosso bleu sottoposero i campioni durante la prima parte della contesa. Poi si sa quel che capitò, e già si è detto come e perché il Genova non abbia più potuto assolvere fino alla fine il suo compito. Ma rimane incancellabile il ricordo della stupenda azione dei rosso bleu per tutto il primo tempo, durante il quale i palloni fioccavano nella rete bolognese con la facilità che deriva solamente da un giuoco autorevole e superiore. Detto questo, non mette conto di parlare singolarmente dell' uno o dell' altro elemento. Nel Genova campeggiò per tutta la partita la classe di Agosteo, insieme alla combattività di Figliola, alla bravura delle mezze ali ed alla pericolosità ed alla intraprendenza delle estreme; fra le file del Bologna una partita ammirevole ha giuocato Andreolo. L'attacco è fallito completamente e la difesa è parsa spesso disorientata nel primo tempo sotto l'incalzare veloce e preciso dell' attacco opposto. Il sostituto di Ceresoli ha colpa del solo goal di Fasanelli. Ma neppure tutti i palloni raccolti da Fregosi erano imparabili. Pubblico numerosissimo. Ecco le squadre: GENOVA: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. BOLOGNA: Ferrari; Fiorini, Gasperi; Montesanto, Andreolo, Corsi; De Filippis, Sansone, Busoni, Fedullo, Reguzzoni.  RENZO BIDONE.

 

IL LITTORIALE (Roma, 01 Marzo 1947). IL BOLOGNA SALVA, CONTRO IL GENOVA, la divisione dei punti in un incontro che sembrava molto compromesso. Attacco sterile, ma recupero fantastico. BOLOGNA - GENOVA 4-4 (2-4). In svantaggio di due reti al fischio del riposo i campioni risalgono la corrente - Tre delle quattro reti rosso-blu segnate da mediani. Bologna: Ferrari; Fiorini, Gasperi; Montesanto, Andreolo, Corsi; De Filippis, Sansone, Busoni, Fedullo, Reguzzoni. Genova: Fregosi; Agosteo, Vignolini (Genta); Genta (Perazzolo), Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. Marcatori: Nel primo tempo: Arcari (G) al 3'; Fasanelli (G) al 16'; De Filippis (B) al 24'; Marchionneschi (G) al 35'; Andreolo (B) al 39'; Arcari (G) al 44'. Nella ripresa: Andreolo (B) al 3'; Corsi (B) al 34'. Al 9' della ripresa furono espulsi Vignolini del Genova e Reguzzoni del Bologna. Arbitro: Salvagno di Trieste. Bologna, 28. L'incontro meriterebbe un lungo commento e una ancora più minuta descrizione, ma per oggi ci limiteremo a fissare in poco spazio la fisionomia dell' incontro. Un ventitreesimo elemento si è aggiunto ai 22 protagonisti: il vento, fattore che ha falsato l'andamento del gioco. Chi delle due antagoniste più ha sofferto è stato il Bologna che ad un certo punto della contesa si è trovato a dover rimontare un gravoso svantaggio che avrebbe forse determinato il collasso di qualsiasi altra compagine. Ma le eccezionali doti di recupero dell' undici campione, il cuore e la generosità mai spenti hanno permesso di rimediare le sorti di una partita dannata. PREGI E DIFETTI DEL BOLOGNA. Oggi esordiva fra i bolognesi il cadetto Ferrari; l'emozione, per non aggiungere altro, ha annebbiato le idee del giovane portiere al quale sono da addebitare almeno due dei quattro punti avversari. Il Bologna, a parte la strabiliante facoltà di recupero, ha messo in vetrina evidenti difetti. Il primo è Busoni; il centro attacco sul quale siamo sempre stati cauti nei giudizi ha dimostrato di non essere il centro attacco ideale per il Bologna. Le sue esibizioni interne sono dense di insufficienza, il suo gioco è tardo, privo di espressione. Si aggiunga poi la scolorita prova degli altri componenti il settore di punta e si avranno le risultanze della condotta spiegata dagli attaccanti. E del resto se si pensi che tre dei quattro punti rosso-bleu sono stati segnati dai mediani, si potrà avere una idea delle incapacità realizzatrici bolognesi. Il migliore in senso assoluto del Bologna? Andreolo, l'elemento che oggi ha riconfermato le sue doviziose qualità di atleta completo. Il Genova ha suscitato un impressione eccellente nel primo tempo; si è sperduto nel secondo, anche per la espulsione di Vignolini, ma in complesso si è palesato unità combattiva, rapida nei movimenti, svelta all' attacco in cui le due ali Arcari  e Marchionneschi rappresentano una permanente minaccia per la mediana antagonista. LA STORIA DELLE OTTO RETI. Primo tempo: poche battute, indi il Genova si porta in vantaggio al 3' per opera di Arcari. Al 16' un tiro di Fasanelli è afferrato da Ferrari, che subito dopo però si lascia sfuggire la sfera che rotola in porta. Il Bologna reagisce e al 24' De Filippis, ben servito, batte Fregosi. Rinascono le speranze bolognesi: ma al 35' Marchionneschi opera un violento tiro che batte nuovamente Ferrari. Il Bologna ritorna all' offensiva e al 39' Andreolo, che è l'anima di tutto il Bologna, rovescia di precisione in rete riducendo la distanza. Le emozioni non finiscono qui: mentre il Bologna è tutto all' offensiva un capovolgimento di fronte dà modo ad Arcari di segnare la quarta rete al 44'. Ripresa: è il Bologna che attacca. Al 3' Andreolo colloca la sfera in rete con un preciso spiovente di testa. Il Genova si sente meno tranquillo, mentre il Bologna raddoppia gli sforzi attaccando senza requie. Al 9' si verifica l'espulsione contemporanea di Vignolini  e Reguzzoni, rei di reciproche scorrettezze. Il Bologna è tutto all' attacco e finalmente al 34' ottiene il sospirato pareggio con Corsi.

 

22° GIORNATA: Bologna - Genova 4-4, Fiorentina - Alessandria 1-0, Juventus - Lazio 6-1, Lucchese - Ambrosiana 1-0, Milan - Torino 0-0, Novara - Napoli 0-0, Roma - Triestina 1-3, Sampierdarenese - Bari 2-0.

CLASSIFICA: Bologna 31; Milan e Torino 29; Juventus 27; Lazio 26; Fiorentina 24; Genova e Lucchese 23; Ambrosiana e Roma 21; Bari e Triestina 19; Napoli 18; Sampierdarenese 16; Alessandria 14; Novara 12.

 

 

 

IL LITTORIALE - (Genova-Bologna). "Acrobazie di giocatori". Questa di Fiorini è acrobazia, non fine a se stessa, ma utilissima alla squadra: una rovesciata che impedisce a Perazzolo - rimasto meravigliato a osservare - di impossessarsi del pallone. A sinistra la pagina de "Lo Sport Illustrato" sulla partita di ritorno.

 

 

AKAIAOI 2006