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GENOVA 1893  -  FIORENTINA

 Andata a Genova: Genova - Fiorentinaa  1-1 Ritorno a Firenze: Fiorentina - Genova  1-2

 

GAZZETTA dello SPORT (Milano, 23 Novembre 1936). ERA GOAL, NON ERA GOAL? GENOVA - FIORENTINA: 1-1 (0 - 1). Marcatori: Viani (F) al 41' del primo tempo; Marchionneschi (G) al 22' della ripresa. Genova: Fregosi; Agosteo e Vignolini; Bigogno, Genta e Bonilauri; Marchionneschi, Ponzinibbio, Fasanelli, Scarabello e Ferrari. Fiorentina: Baggiani; Gazzari e Magli; Traversa, Piccin e Tori; Borsetti, Morselli, Viani, Stella e Conti. Arbitro: Bertoglio di Torino. Segnalinee: Gossweiller di Torino e Savio di Casale. Spettatori: 7.000 circa. Tempo bello, forte vento di tramontana che ha ostacolato i giuocatori. Al 24' del secondo tempo per una rete annullata dall' arbitro alla Fiorentina, su consiglio di un guardalinee, vi sono state violente proteste dei giuocatori viola con conseguente allontanamento dal giuoco di Conti e Viani. Quattro angoli contro la Fiorentina e due in favore. Genova, 22. La partita era filata via liscia fino al 22' del secondo tempo, quando il Genova, che aveva eseguito molti spostamenti nella sua inquadratura,  riusciva a segnare il pareggio. Due minuti dopo la Fiorentina riusciva a insaccare nella rete il secondo punto con una azione impostata da Piccini, proseguita da Morselli e conclusa da Viani dopo avere scartato abilmente Agosteo. L'arbitro stava concedendo il punto quando, su consiglio del guardalinee, negava la validità della rete di Viani. Proteste violentissime dei giuocatori viola, fra i quali i più accalorati Viani e Conti. A stento i due focosi fiorentini sono stati allontanati dal campo ma Viani fu necessario trasportarlo a forza nel sottopassaggio poiché in preda ad una crisi di vero isterismo si era gettato a terra smaniando e agitandosi, dopo circa cinque minuti il giuoco poteva proseguire, ma tecnicamente fu una ben misera cosa poiché la Fiorentina, ridotta a nove uomini, si limitò a far muro davanti alla propria rete, stroncando ogni tentativo di sfondamento da parte degli attaccanti rosso-blu. Vi fu anche un fallo in piena area ai danni di Ferrari, ma l'arbitro lasciò correre, forse in considerazione del fatto che la Fiorentina era già stata tartassata dalla sorte con l'allontanamento dal campo di due suoi elementi. L'abnegazione dimostrata dai giuocatori fiorentini è stata coronata da successo, poiché il dividere la posta a Marassi in formazione ridotta è compito difficilissimo. Anche prima del "fattaccio" la partita non fu un gioiello di tecnica. Colpa principale, il vento, che oggi sferzava a raffiche violentissime il campo, ma colpa anche delle difese. La Fiorentina, poi, come giuoco di testa fu superiore al Genova che si dimostrò tardo nei movimenti e assai confuso nella risoluzione delle azioni da rete. La compagine viola, composta da giovani elementi, ha basato il suo giuoco sulla velocità sorprendendo i più tecnici avversari con azioni di contrattacco pericolosissime, appoggiate sulle ali e sul centro avanti Viani. Nel primo tempo, col vento di fronte, la Fiorentina si schierò in difesa con Stella e Morselli arretrati, a dar man forte ai mediani, ma nella ripresa snodò azioni piacevoli che misero in difficoltà i difensori genovesi. Il Genova, sceso in campo in una nuova formazione d'attacco, non ha convinto e soltanto quando Marchionneschi fu spostato al centro le sue azioni furono più pericolose. Perché bisogna considerare che il Genova tenne le redini del giuoco per oltre un'ora, senza peraltro che la sua superiorità d'attacco fosse tradotta in punti. L'unica rete segnata si ebbe a seguito di calcio di punizione battuto da Ferrari e deviato magistralmente in rete da Marchionneschi con un bell' assestato colpo di testa. Poche le azioni da segnalare. Al 4' un tiro improvviso di Morselli è deviato in angolo da Fregosi ed all' 8' un'azione pericolosissima si crea davanti a Fregosi ma la minaccia viene sventata a tempo. All' 11' su fallo contro la Fiorentina battuto da Bigogno, la palla finisce a Ponzinibbio che la gira a Marchionneschi il quale tira ma il palo respinge. Qualche bella parata di Baggiani, poi al 34' Borsetti fugge velocemente lasciando in asso Bonilauri, stringe al centro e lascia partire un bolide ma la traversa respinge.  Qualche pallone sciupato dagli avanti rosso-blu e al 41' il primo punto della giornata: Morselli intravvisto Viani appostato tra i terzini gli passa la palla, Agosteo e Vignolini hanno un attimo di indecisione bastante però al centro avanti viola di insaccare nettamente in rete. Nella ripresa, al 4' Bigogno esce dal campo per due minuti a seguito di un lieve infortunio. Al 12' Marchionneschi passa centro attacco, Fasanelli mezzo sinistro. Ponzinibbio ala destra. Le azioni del Genova sono un po' più vivaci ma la Fiorentina col vento in favore è assai pericolosa. Comunque al 22' su calcio di punizione battuto da Ferrari il Genova pareggia con Marchionneschi. Poi al 24' la seconda rete della Fiorentina, annullata. Poi arrembaggio del Genova e disperata difesa dei viola che riescono a portare in porto il pareggio.

 

IL PICCOLO di Genova (Genova, 23 Novembre 1936). DI TUTTO UN PO', A MARASSI. GENOVA - FIORENTINA 1-1. Ancora una volta la Fiorentina esce imbattuta dal campo di Marassi. Imbattuta anche se ha giuocato l'ultimo quarto d'ora con soli nove uomini perché due fra i suoi attaccanti, non avendo saputo tenere a freno i loro nervi, si erano fatti espellere (meglio sarebbe dire che si erano fatti trascinare  a viva forza negli spogliatoi) dando un esempio poco edificante del modo con cui deve essere intesa la disciplina sui campi di giuoco. Spettacolo disgustoso e mortificante ad un tempo, quello di cui Viani e Conti sono stati i protagonisti, e non basta addurre la generosità e la esuberanza del loro temperamento, l'attaccamento ai colori sociali e tante altre belle cose per spiegare e tanto meno giustificare il loro atto. Lo sport è innanzi tutto disciplina, e guai se si dovesse ammettere anche lontanamente il principio applicato ieri dai due viola sul modo di farsi giustizia da sé. Non v'è domenica calcistica che non porti con sé, l'eco di pretese ingiustizie arbitrali. Ma dove si andrebbe a finire qualora coloro che si ritengono  danneggiati dovessero davvero regolare i loro conti secondo il loro modo di vedere? COSE DA DIMENTICARE. Ecco perché lo sconsigliato atto dei due fiorentini i quali tentarono a più riprese di colpire uno dei segnalinee colpevole di aver fatto annullare un punto alla squadra toscana, deve essere assolutamente deplorato. Questo l'episodio che, venuto a circa un quarto d'ora dalla fine, ha provocato un netto senso di disgusto in quanti hanno presenziato alla partita la quale non aveva davvero bisogno di queste scene tutt'altro che edificanti per lasciare di sé un buon ricordo fra gli spettatori. Gli è che il Genova aveva giuocato male, molto male, e che la Fiorentina  - autentica ereditiera di quel giuoco così detto vercellese tutto intraprendenza e fiato ma nel quale non si sa mai in qual punto la decisione sconfini nella violenza - non aveva fatto troppo per guadagnarsi le simpatie della folla che pure in tutta la stagione in corso non è mai stata tenera coi suoi giuocatori ed ha spesso applaudito le affermazioni delle squadre ospiti. Il Genova, benché avesse scelto il campo in favore di vento, aveva fin dalle prime battute dimostrato di non avere le idee chiare, e già al 4' minuto era necessario un gran balzo di Fregosi per deviare in angolo un violento e preciso tiro di Morselli. Poi fu Vignolini, con Fregosi già battuto perché non era riuscito ad intercettare in tempo un centro di Borsetti, che salvò una sicura rete, e solo dopo il 10' minuto i rosso bleu incominciarono a farsi pericolosi quando su di un improvviso rovesciamento di fronte Marchionneschi, avuta la palla da Ponzinibio, la mandò a battere violentemente contro uno dei pali. A questo punto il giuoco dei rosso bleu accennò a migliorare - e fu questo l'unico periodo in cui il Genova abbia fatto realmente qualcosa di buono - ma Baggiani salvò con un paio di stupende parate due palloni di Fasanelli che parevano già destinati a finire in fondo alla rete e, dopo una ventina di minuti, la partita tornò a farsi equilibrata. LE DUE RETI VALIDE. Si ebbe anzi, nell'ultimo quarto d'ora, un leggero prevalere dei viola i quali, dopo essersi visti respinti da un palo un bolide di Borsetti a conclusione di un' azione vertiginosa, andavano in vantaggio al 41' a seguito di un passaggio in profondità di Morselli a Viani. Questi, lasciato completamente libero dalla difesa avversaria, piazzava facilmente la palla nella rete di Fregosi con un secco tiro da pochi passi. Andò ancora all' attacco il Genova, all' inizio del secondo tempo, benché avesse ora il vento contrario, ma il giuoco della prima linea rosso bleu era tanto sconclusionato e così facilmente preda della difesa viola che dopo un quarto d'ora Felsner pensò bene di rimaneggiare l'attacco ordinando lo spostamento di Marchionneschi al centro, quello di Ponzinibio all' ala destra, di Fasanelli a mezzo sinistro e di Scarabello a interno destro. Per un momento le cose sembrarono migliorare ma il Genova per pareggiare, ricorse all' aiuto di un tiro di punizione che, battuto impeccabilmente da Ferrari, venne girato in rete di testa da Marchionneschi (21'). Tre minuti dopo si giunse al fattaccio. La Fiorentina, riportatasi all' attacco, segnava nuovamente con Viani su di un' azione pressoché identica a quella del primo tempo sennonché, su intervento di un segnalinee, il dott. Gosweiler di Torino, l'arbitro annullò il punto per fuori giuoco. Si videro allora parecchio giuocatori in maglia viola accorrere verso il segnalinee in questione e tentare a più riprese di colpirlo. I tafferugli furono però sedati e i due più scalmanati fiorentini, uno dei quali, il Conti, appariva in preda ad un eccesso isterico, fatti rientrare negli spogliatoi. Quando l'incontro riprese, il Genova si trovò dinnanzi una fiorentina ridotta a nove uomini ma non fu ugualmente capace di vincere, tanto il suo giuoco era privo di ordine e di efficacia. Una sola volta Ferrari fu sul punto di conchiudere da pochi passi un' azione di Scarabello e Fasanelli, ma Gazzarri lo trattenne con tutte  e due le braccia senza che l'arbitro intervenisse, cosicché l'incontro si chiuse sul più meritato pareggio che si potesse pensare. MALINCONICHE CONSIDERAZIONI. Detto dei non mai abbastanza deplorabili incidenti e delle fasi principali dell' incontro, poco rimane da aggiungere. La Fiorentina, con un po' meno di fuoco nelle vene sarebbe veramente una squadra da apprezzarsi. Il suo portiere ha colpo d'occhio e scatto, i suoi terzini sono affiatati e potenti e la mediana, che fa perno su un medio centro intelligente e lavoratore, ha fiato per due partite, non per una. L'attacco ha in Morselli e Stella due buoni lavoratori, in Viani un pericoloso uomo di punta, ed in Borsetti un' ala insidiosissima. Ma tutta la squadra è ammirevole per la velocità e lo scatto che costituiscono indubbiamente le sue armi più belle. E ci sia permesso di aggiungere una constatazione tutta nostra: la Fiorentina, senza i deprecati gesti di Conti e Viani, ed anche colla rete annullata (giustamente o meno) avrebbe potuto ugualmente vincere. Mancavano più di venti minuti alla fine dell' incontro, i viola erano i più freschi, avevano il vento alle spalle, ed il Genova era incapace a segnare. Sarebbe bastato che i giuocatori toscani avessero accolto con maggior senso di disciplina l'annullamento della seconda rete di Viani, e ritornare alla lotta con animo tranquillo. La Fiorentina sarebbe uscita dal campo a testa alta, a quadri completi e, molto probabilmente, con due punti in tasca. Quanto al Genova, una volta che s'è lodato il giuoco di Vignolini, colonna della difesa, quello di Bigogno al quale bisognerebbe finalmente far credito come centro sostegno visto che Genta peggiora anziché migliorare, e quando sé detto che all' attacco non bastano il puntiglio di Marchionneschi e la generosità di Fasanelli e di Scarabello per dare vita e giuoco alla linea, si sarà detto più che a sufficienza. Ponzinibio, al suo debutto, s'è fatto bocciare per via di quella sua freddezza di temperamento che rifugge sistematicamente dal contatto con gli avversari. Ma la squadra difetta evidentemente di preparazione atletica, visto che, in velocità sullo scatto, e nel giuoco di testa la Fiorentina l'ha superato dalla cintola in su. All' incontro hanno assistito 56 mila lire di pubblico. Fra i presenti il federale dott. Molfino, l'on. Ridolfi ed il segretario della F.I.G.C. ing. Barassi, Arbitro Bertolio di Torino. Le squadre: Genova: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Bigogno, Genta, Bonilauri; Marchionneschi, Ponzinibio, Fasanelli, Scarabello, Ferrari. Fiorentina: Baggiani; Gazzari, Magli; Traversa, Piccini, Tori; Borsetti, Morselli, Viani, Stella, Conti.  RENZO BIDONE.

 

IL LITTORIALE (Roma, 23 Novembre 1936) - I viola imbattibili a Marassi. LA FIORENTINA SEGNA PER PRIMA e, benché ridotta a nove uomini, pareggia contro il Genova. Un punto della Fiorentina, prima concesso e poi annullato su segnalzzione del guardalinee, ha provocato escandescenze di Conti e Viani che sono stati espulsi dal campo. Genova: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Bigogno, Genta, Bonilauri; Marchionneschi, Ponzinibbio, Fasanelli, Scarabello e Ferrari. Fiorentina: Baggiani; Gazzari, Magli; Traversa, Piccini, Tori; Borsetti, Morselli, Viani, Stella, Conti. Arbitro: Bertolio di Torino. Goals: Fiorentina: Viani (41' del primo tempo); Genova: Marchionneschi (21' della ripresa). Pubblico 8.500 persone. Incasso 56 mila lire. Genova, 22. A nostro modo di vedere, i fiorentini hanno esagerato parecchio quando, al 24' del secondo tempo, l'arbitro Bertolio di Torino, su precisa indicazione di un segnalinee annullava una rete segnata da Viani. Non sappiamo con esattezza se il centro-avanti fiorentino fosse davvero o no in posizione di fuori giuoco; comunque le proteste della squadra viola e in particolare modo del centro-avanti Viani e dell' ala sinistra conti, furono così vibranti e inopportune , e dirette in così malo modo contro il segnalinee che aveva fatto annullare il goal, che l'arbitro fu obbligato ad espellere i due, i quali minacciavano di passare a vie di fatto contro il segnalinee stesso. Conti e Viani dovettero essere trascinati a viva forza fuori del campo, e il primo fu anzi preso da una specie di attacco nervoso. Una scena davvero disgustosa che con lo sport non aveva nulla a che vedere. I VANTAGGI DEL TENERE I NERVI A POSTO. La Fiorentina rimasta con nove uomini, riusciva tuttavia a imbrigliare il gioco disordinato e confuso del Genova e a mantenere e a portare in porto un prezioso pareggio. Dicevamo che a nostro modo di vedere i viola avevano esagerato poiché, se avessero accettato tranquillamente l'annullamento della rete e avessero continuato a giocare come avevano giocato fino a quel momento, la vittoria avrebbe potuto essere egualmente ottenuta, dato che la Fiorentina giocava in questo secondo tempo con il vento alle spalle e giocava con maggiore decisione e con molto fiato e velocità che non il Genova. Sarebbe bastato tenere i nervi a posto e continuare tranquillamente la partita. Essi sarebbero usciti dal campo se non vittoriosi, almeno degni di stima e di rispetto. Invece la disgustosa scenata ha lasciato nel pubblico il più vivo disappunto. LA FIORENTINA E' STATA LA MIGLIORE. La squadra toscana, che ha svolto un gioco veloce, ricco di impeto e a volte anzi troppo deciso, era apparsa nettamente migliore del Genova. E nel primo tempo, pur avendo giocato con il vento contrario la Fiorentina è riuscita a chiudere in vantaggio grazie appunto alla velocità dei suoi uomini e alla intraprendenza di tutta la squadra, che si è battuta dal primo al novantesimo minuto con la stessa volontà e la stessa freschezza delle prime battute. Il Genova, al contrario, si è dimostrato ancora una volta scarsamente preparato. Di fronte alla velocità degli avversari, i rosso-bleu si sono trovati a disagio e la squadra, e specialmente l'attacco, non ha mai saputo dare un grado di rendimento più che mediocre. Della Fiorentina una lode speciale merita il portiere Baggiani, che nel primo tempo ha salvato palloni difficilissimi: ottimi i terzini e instancabile la mediana nella quale ha emerso Piccini. All' attacco si sono fatti notare Borsetti e Viani, oltre alle due mezze ali veramente infaticabili nel lavoro di copertura. Del Genova il miglior uomo è stato il terzino Vignolini; dopo di lui Bigogno e il portiere Fregosi. Quasi nullo il centro sostegno Genta, e insufficiente la linea attaccante, priva di mordente e di fusione. UN PO' DI CRONACA. La partita si è iniziata alle ore 15.5. Ad essa hanno assistito l'ing. Barassi, segretario della Federazione del calcio e il marchese Ridolfi, presidente della Fiorentina. Malgrado il vento contrario, la Fiorentina si è portata subito all' attacco e al 4' un magnifico tiro di Morselli è stato deviato con fatica da Fregosi in angolo. Poco dopo una fuga di Borsetti ha messo in difficoltà Fregosi. La palla è stata ripresa da Stella che l'ha indirizzata verso la rete incustodita, ma Vignolini ha fatto in tempo a salvare sulla linea fatale. Poi il Genova si è ripreso ed è andato all' offensiva svolgendo per circa un quarto d'ora azioni abbastanza piacevoli. E' stato questo l'unico periodo di vena della squadra concittadina durante il quale un bel tiro di Marchionneschi è stato respinto dal palo. Un angolo contro la Fiorentina al 28' e poi si è avuta la ripresa della squadra viola. Al 34' Borsetti fuggito con azione decisissima e dopo aver stretto al centro si è visto il palo respingergli il tiro finale. A quattro minuti dalla fine la Fiorentina è andata in vantaggio, in seguito ad un allungo in profondità di Morselli a Viani. Questi a pochi passi da Fregosi ha segnato con facilità in un angolo. All' inizio della ripresa il Genova è andato decisamente all' attacco ma senza riuscire a convincere. Poi si è avuto uno spostamento generale nella prima linea del Genova che si è allineata da destra a sinistra nel seguente modo: Ponzinibbio, Scarabello, Marchionneschi, Fasanelli, Ferrari. Due angoli per il Genova ed uno per la fiorentina hanno caratterizzato  questa prima parte della ripresa e al 21' è venuto il pareggio rosso-bleu dovuto ad un calcio di punizione che, battuto da Ferrari, è stato raccolto di testa e girato in rete da Marchionneschi. Tre minuti dopo, in un azione quasi identica a quella della prima rete, si è avuto il goal di Viani dapprima concesso e in seguito annullato dall' arbitro per l'intervento del segnalinee, con le scene già descritte. Rimasta con nove uomini la Fiorentina ha continuato a battersi animosamente fino alla fine ed è riuscita a mantenere inviolata la propria rete dagli attacchi del Genova, che si è dimostrato ancora una volta disordinato e confuso.

 

09° GIORNATA: Alessandria - Lucchese 1-0, Ambrosiana - Torino 1-0, Bari - Milan 2-0, Genova - Fiorentina 1-1, Juventus - Roma 5-1, Lazio - Sampierdarenese 1-0, Napoli - Bologna 0-1, Triestina - Novara 1-4.

CLASSIFICA: Bologna e Lazio 13; Torino 12; Fiorentina, Lucchese e Roma 10; Ambrosiana, Bari, Genova e Sampierdarenese 09; Juventus e Milan 08; Triestina 07; Alessandria e Napoli 06; Novara 05.

 

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GAZZETTA dello SPORT (Milano, 15 Marzo 1937) - DOPO SEI ANNI DI TRADIZIONE CONTRARIA GENOVA - FIORENTINA: 2-1 (1-1). Marcatori: primo tempo: al 26' Perazzolo (G); al 35' Stella (F); secondo tempo: 23' Arcari (G). Genova: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Ferrari. Fiorentina: Baggiani; Gazzari, Magli; Traversa, Piccini, Tori; Borsetti, Negro, Morselli, Stella, Conti. Arbitro: Caironi di Milano.Segnalinee: Brunetti di Bologna e Gianelli di Siena. (Quest' ultimo al 15' della ripresa è stato sostituito da Achille Piziolo). Spettatori: 5.000 circa. Campo pesantissimo: poco prima dell' inizio della partita ha cessato di piovere. Nella ripresa bel tempo e sole. Calci d'angolo: primo tempo 2 contro Genova al 14' e 14' e mezzo; 2 contro Fiorentina, 30' e 40'. Secondo tempo: 3 contro Genova, 20', 26' e 27'; 2 contro Fiorentina all' 8' e 14'. Firenze, 14. Un' altra tradizione è sfumata: l'imbattibilità dei viola quando giocano contro il Genova. In sei anni di relazioni mai i rosso-blu erano riusciti ad avere la vittoria sui fiorentini, neppure sul campo genovese. E proprio oggi, allo Stadio Berta, e con quattro ex-viola in squadra, i liguri sono riusciti a far punteggio pieno. Il Genova, atleticamente più massiccio dei viola (in specie nella linea mediana) si è trovato più a posto sul terreno pesantissimo, ha saputo tener testa con bravura ai rivali nel primo tempo, conclusosi alla pari, ed ha profittato poi nel periodo di sbandamento dei fiorentini quando nella ripresa hanno perso Traversa. Ma il Genova di oggi è stato realmente abile in difesa e discretamente insidioso anche all' attacco. Il trio difensivo si è battuto con bravura nel primo tempo quando la Fiorentina si è distesa con maggior frequenza all' offensiva. Bacigalupo, pronto e fortunato, Agosteo, preciso e calmo, Vignolini incurante di tutto quello che si poteva dire su di lui in tribuna, pronto e coraggioso. La linea mediana è stata la dominatrice sul terreno acquitrinoso. In special modo i due laterali Genta e Figliola sono stati preziosi ma anche Bigogno che ama le partite scabrose, è stato bravissimo. Perazzolo ha dato ai fiorentini il più grosso dispiacere: un goal lo ha segnato lui ed un altro lo ha fatto segnare. Degli altri buono Scarabello e discreto Arcari, mentre invece Fasanelli ha dato i suoi buoni palloni ai camerati, ma come Ferrari, ha perduto numerose occasioni per segnare. In specie Ferrari ha commesso errori su errori nel tiro al bersaglio. Alla Fiorentina si possono concedere le circostanze attenuanti e cioè la scomparsa di traversa dopo soli 3' di gioco nella ripresa. E' nata tale confusione nelle file viola che per moltissimi minuti abbiamo veduto tutto il lato destro del campo completamente vuoto di giocatori fiorentini.  Al posto dell' assente si alternavano Morselli e Borsetti. Così della disorganizzazione hanno potuto approfittare i rosso-blu e buon per la Fiorentina che Baggiani non si è perduto d'animo ed ha effettuato bellissime parate in serie: con coraggio, con prontezza di intuito e meno male che i genovesi non avevano un ala sinistra sufficiente, altrimenti come le cose sono andate dal 15' della ripresa, il punteggio sarebbe stato ben diverso. Oltre alla sfortuna di aver perduto Traversa - stiramento alla coscia sinistra - non sono stati davvero fortunati nelle loro azioni d'attacco, in specie dal 3' al 10' della ripresa i viola avrebbero potuto segnare almeno due goal. Una volta poi Conti, a porta vuota, ha tirato poco preciso da meno di tre metri dalla linea dei rosso-blu. Un altro tiro è stato respinto da un montante. Ma soprattutto la squadra viola ha risentito delle condizioni del terreno pessimo, non adatto per il suo gioco essenzialmente tecnico e per lo svolgimento del quale occorre terreno asciutto e balzo sano della palla. Oggi il pallone si invischiava nel pantano, oppure slittava in modo impensato sulle vaste pozze d'acqua nascoste dal tappeto verde. Le due ali hanno avuto poco lavoro perché era difficile per gli uomini del terzetto interno d'attacco far gioco con i due esterni. Non si può addossare alcuna colpa ai singoli che si sono battuti generosamente e con puntiglio. Se mai, come si è detto, sono stati i nervi che hanno tradito i viola. E teniamo infine conto che se al Genova mancava Marchionneschi ai fiorentini mancava Viani. Anche se Morselli, che lo sostituiva, ha giocato molto bene, la prima fila era disorganizzata.  Senza dubbio i migliori dei cinque sono stati Conti e Borsetti, ma anche Morselli è stato instancabile. Piccini, un poco in ombra nel primo tempo, nella ripresa è stato ottimo e ha fatto di tutto per dar gioco ai suoi attaccanti. Poderoso tori e nel primo tempo anche Traversa. Una bella partita ha giocato baggiani che non ha avuto la fortuna di aver oggi dei terzini veloci e tempestivi. Ottimi Gazzari e Magli, ma non sempre pronti nel recupero. Il migliore è stato Magli che pur è sceso in campo influenzato. Riferiamo ora un episodio nuovo, pensiamo, nella storia del calcio nazionale. Il segnalinee Giannelli di Siena, dato che alcune sue segnalazioni non erano state accettate dall' arbitro, si è recato ad interpellare Caironi e, dopo una breve spiegazione con lui, abbandonava il suo posto. E' stato sostituito da Achille Pizziolo che in tribuna assisteva all' incontro. Inutile dire che il fatto ha stupito e provocato commenti in campo e fra il pubblico. I fiorentini hanno iniziato all' attacco, ma non vi sono riusciti. Un serio pericolo al quarto d'ora per merito di Conti che da posizione impossibile dal fondo campo ha dato un grosso guaio a Bacigalupo e così poco dopo Stella. Ma sono stati i genovesi i primi a segnare al 26'. I rosso-blu attaccavano senza pericolosità, quando da lontano Perazzolo ha tirato: il tiro ha sorpreso baggiani. Gioco alterno, non molto lavoro per i due portieri, e poi al 35' il goal della Fiorentina. Fallo di mano di Agosteo a due metri dall' area di rigore. Tiro di Stella: bellissimo tiro a fil di traversa. Bacigalupo ingannato non è riuscito a fermare la palla. All' inizio della ripresa uscita di Traversa poi la serie di attacchi in grande stile dei fiorentini. Folate serie di palloni pericolosi, liberati dalla bravura dei terzini e del portiere rosso-blu e anche da un palo. Dal 12' tre belle parate di Baggiani su tiri insidiosi e precisi di Ferrari, Fasanelli e Perazzolo. Al 23' il goal della vittoria dei genovesi. L'azione è partita da Ferrari, lanciato bene da Scarabello. Poi Ferrari, che non ha avuto avversari, ha stretto al centro e spinto forte su Baggiani. Malgrado il tiro fosse difficile, baggiani è riuscito a respingere: Ferrari ha ripreso e questa volta ha passato a Perazzolo che non ha indugiato a tirare di nuovo a breve distanza. Tuffo di Baggiani spostatosi: tuttavia il portiere riesce ad allontanare la palla ma non a bloccarla. Il pallone viscido stava tuttavia per uscire, quando è sopraggiunto Arcari che lo ha spinto in rete. La confusione è aumentata in campo viola. I contrattacchi sono stati confusi, e così i difensori rosso-blu hanno potuto agevolmente conseguire la vittoria.

 

IL PICCOLO di Genova (Genova, 15 Marzo 1937) - IL GENOVA ESPUGNA IL CAMPO DELLA FIORENTINA. I rosso-blu vincono e convincono. GENOVA - FIORENTINA 2-1. Dal nostro inviato speciale. Firenze, 15 marzo. Per vedere giuocare bene il Genova bisogna davvero seguirlo nelle sue peregrinazioni, lontano da Marassi. Tre partite "extra moenia" nel giro di un mese; due successi mancati più per disavventura che per merito reale degli ospitanti, e una sonante vittoria. Questa vittoria è quella di ieri, a spese della fiorentina,  che dopo aver bilanciato con molto onore ma non senza un pò di fortuna le azioni dei rosso bleu nel primo tempo, è stata nettamente staccata per qualità e per sostanza di giuoco nella ripresa. Si dirà a giustificazione dei viola che essi dovettero giocare buona parte del secondo tempo privi di Traversa, al quale il riacutizzarsi di uno strappo alla gamba sinistra fece raggiungere gli spogliatoi innanzi tempo, ma la mancanza di Traversa nulla toglie alla regolarità del successo rosso bleu e al modo con cui questo successo è stato colto. RICONFERMA D'UN VALORE. Il Genova dominò quasi sempre per l'autorità del suo gioco, per chiarezza nell' impostazione delle azioni, per la fluidità con cui queste azioni si ripetevano per smantellare la roccaforte dei viola. La Fiorentina affidò invece il suo gioco ad azioni volanti, imperniate sull' impeto ma raramente aiutandole con sostanziali manovre tecniche. E' poiché sotto l'erba del prato si celava l'insidia dell' acqua che era caduta a dirotto per buona parte della mattinata e fino all' inizio dell' incontro, così andò a finire che la squadra più tecnica avesse il sopravvento e che vano fu il premere affannoso e disordinato dei viola, verso la fine della contesa, per recuperare quel terreno regolarmente perduto quando la partita era ancora pienamente aperta. Differenza sostanziale di valori e di forma. Il Genova del giorno d'oggi è veramente una grande squadra. Ricordiamo le sue esibizioni di qualche anno fa quando fuori casa non riusciva a dare un gioco, una figura, una tonalità qualsiasi alle sue azioni. Vi erano undici uomini ma non v'era la squadra. Ora questa squadra c'è in tutto il suo significato più schietto e più vasto della parola. C'è una compagine che gioca, che sa il fatto suo, impostata a dovere per ciò che riflette le linee difensive e saggiamente disposte anche all' attacco. Le manca ancora, è vero, il trascinatore perché voi sapete che Fasanelli è un coordinatore e non uno sfondatore, ma il buon romano ha vedute così intelligenti e opportune che non gli si deve fare una colpa se lui mezz'ala è costretto a giocare al centro. Del resto la sua azione è egualmente preziosa, specialmente nella coordinazione del settore e nel lancio delle ali. A proposito dell' attacco diremo subito che è stato un vero peccato l'assenza di Marchionneschi. Ferrari certamente discendente di quel Fabio latino che passò alla storia per essere stato un grande temporeggiatore, si è mangiato una mezza dozzina almeno di occasioni da rete. Con Marchionneschi, che dinnanzi alla porta non fa complimenti, il Genova avrebbe ieri lasciato lo Stadio Berta con un bottino cospicuo. VIRTU' DELLA SQUADRA ROSSO BLU. Ma fortunatamente il Genova dispone ora di due mezze ali la cui intelligenza e il cui apporto sono così rilevanti che non è possibile che la squadra non ne tragga grandi benefici. Si vedrà la stagione ventura se i tecnici rosso bleu riusciranno a trovare un centroavanti che abbia qualche numero, a quale livello saprà arrivare il gioco del Genova. Benché con Bigogno indisposto, che solo all' ultimo momento fu fatto scendere in campo, il comportamento della mediana non è stato inferiore a quello delle ultime prove. Bigogno non fu il "center" di marca superiore ma si batté ugualmente con puntiglio contro i suoi ex compagni superato però da Genta e Figliola i quali neutralizzarono completamente il lavoro delle pericolose e veloci ali fiorentine. Eccellente la prova dei terzini. Più classico Agosteo più impetuoso Vignolini per il quale l'urlo del pubblico al suo indirizzo costituì un autentico invito a nozze. Grande partita quella di Bacigalupo, se pure egli si fece ingannare dal tiro di punizione di Stella che fruttò il punto della Fiorentina. La quale Fiorentina non si trovò proprio a suo agio sul terreno pesante.  Quando le armi migliori di una squadra sono la velocità e l'impeto, è necessario che il fondo sia asciutto perché queste armi possano colpire. Nel fango la velocità si perde; l'impeto si smorza. Allora è necessaria la classe, e se di questa non ve n'è a sufficienza, non rimane che inchinarsi alla squadra che ne dispone di più. Ed è proprio questo il caso della Fiorentina di ieri, la quale, impossibilitata a far valere le sue doti migliori dovette lasciare al più classico Genova il privilegio di cogliere la preziosa vittoria. Preziosa nel senso che da molti anni i rosso blu non sapevano cosa significasse il successo sui viola, né al Berta né a Marassi. Urgeva quindi per i genovesi risanare il bilancio. Se si fa eccezione per Magli tra i terzini, per il portiere e per il mediano Tori, i quali hanno giocato su di una notevole linea di rendimento, nessun altro uomo viola si è elevato dalla mediocrità. Sfuocato e falloso Piccini(ma come si fa a convocarlo per la nazionale?), senza mordente l'attacco al quale non ha valso la velocità delle ali per dare intraprendenza agli altri uomini dell' reparto. Riassumiamo ora la contesa. COME SI ARRIVO' ALL' 1 A 1. Piove a dirotto proprio nelle ore che dovrebbero decidere il pubblico ad affollare lo stadio. il sole si risparmierà per il secondo tempo, si gioca quindi con poche centinaia di spettatori presenti. Il gioco è aperto, vario, movimentato per tutto il primo tempo. Per qualche minuto il pallone staziona a metà campo e se Bacigalupo è il primo portiere chiamato al lavoro, il Genova è la prima delle due squadre che porta gli attacchi meglio congegnati. Verso il 10' un bel passaggio in profondità di Perazzolo sulla sinistra spiazza tutta la difesa fiorentina, Ferrari viene a trovarsi in posizione favorevole per segnare, ma il suo tiro è deviato prontamente da Baggiani. Due angoli per la Fiorentina quasi consecutivi, dovuti a due belle parate di Bacigalupo, che compie la sua impresa migliore di tutto il primo tempo su di una rovesciata di Stella, indi il Genova riprende ad attaccare con azioni belle, congegnate specialmente fra gli uomini di centro. Appunto su una di queste azioni i rosso blu vanno in vantaggio al 26'. L'azione scaturisce da una rimessa laterale di Genta, Perazzolo si impossessa della palla, la dà a Scarabello e la riceve tosto. Al momento di riavere il pallone il mezzo destro si trova a qualche passo fuori dall' area di rigore. Tutti, compagni ed avversari, si aspettano che l'azione prosegua ma Perazzolo è di parer contrario. Egli fa partire il tiro improvviso che filando a mezza altezza guizza in rete sfiorando il palo alla sinistra di baggiani, vanamente lanciatosi nel tentativo di parata. Un tiro esemplare. Mormora qualcuno che a Firenze Perazzolo non ebbe mai frecce così appuntite al suo arco. UN SEGNALINEE CHE DISERTA. Dopo un calcio d'angolo l'azione permane in area viola e Arcari riesce a mettere al centro una palla perfetta. Pronto Fasanelli di testa la devia verso la rete, ma non sufficientemente perché essa sfugga al tentativo di Baggiani. Al 34' i viola pareggiano. Un intervento di Agosteo su Morselli fuori dall' area di rigore viene giudicato irregolare dall'arbitro che infligge ai rosso bleu un calcio di punizione. Solito schieramento di uomini, Stella si appresta a battere il tiro e spara poi a mezza altezza, Baciogalupo non crede alla pericolosità della palla. Il suo tentativo è infatti quello che ogni portiere fa per pura precauzione, un accenno senza convinzione. La palla sembra diretta a sfiorare uno dei montanti, ma il tiro risulta invece perfetto. Il pallone entra in rete sulla destra del portiere, forse leggermente corretto dal vento che soffia alle spalle dei rosso bleu. Comunque era imparabile il tiro? Non giureremmo per il si. Si va fino alla fine del tempo senza che la fisionomia del gioco cambi. Azioni alterne, velocissime e piacevoli, dall' una e dall' altra parte. Un angolo per il Genova, un attacco travolgente di Borsetti annullato da un bel tuffo di Bacigalupo. Si chiude il mezzo tempo in parità. La Fiorentina si mangia la più bella occasione da rete al 5' della ripresa. Borsetti scappa a Figliola, fugge, stringe, mette al centro. Conti è sulla palla, solo, scarta Bacigalupo che gli si è gettato disperatamente fra i piedi e ha la rete libera, tutta libera dinnanzi a sé. Come l'estremo sinistro fiorentino non abbia segnato ce lo domandiamo ancora adesso. Fatto sta che il pallone arriva fin quasi sulla linea fatale e trova poi un piede rosso bleu (Vignolini, Figliola?) che lo respinge. Ma non è finita. Negro riprende e tira a rete. Gran balzo di Bacigalupo. Riprende ancora Piccini. Il pallone sibila sulla traversa. Salvi. LA VITTORIA. Qui incomincia il gioco in bellezza del Genova. All' impetuosità dei viola si impone la tecnica dei rosso blu. All' 8' la Fiorentina è in angolo. Parabola perfetta di Arcari. Non c'è nessuno che raccolga. Allora la palla arriva fino a Ferrari, il temporeggiatore, che quando decide di tirare ha dato già modo a Baggiani di piazzarsi. Nulla di fatto. Il Genova preme tuttavia e preme con autorità. Non staremo a raccontarvi per filo e per segno tutte le belle parate del portiere fiorentino, qualche uscita disperata, i suoi voli attraverso la rete e i tiri fuori bersaglio di Ferrari. Intanto la Fiorentina ha perduto traversa, al quale si è riacutizzato lo strappo ad una gamba. Ma non sarà Traversa il solo attore che abbandonerà la scena: un segnalinee, Giannelli di Siena, ripetutamente ammonito da Caironi perché ad ogni discesa rosso blu segnala fuorigioco inesistenti, getta la bandierina bianca alle ortiche e raggiunge in gran fretta gli spogliatoi. Una come questa non c'era ancora capitato di vedere in diciotto anni di mestiere. Certo il signor Giannelli ha finito ieri la sua onorata carriera arbitrale, Attenzione al prossimo comunicato del C.I.T.A. Caironi chiama a sostituire il fuggiasco il collega Piziolo che se la godeva dalle tribune e si riprende. Si riprende col Genova che insiste ancora, fino a tanto che non si sarà assicurato la vittoria. E questa viene al 32' dopo una lunghissima azione che stordisce la difesa viola. L'azione culmina con un tiro di Ferrari respinto a mala pena da Baggiani, Ferrari stesso riprende e dà a Perazzolo. Nuovo tiro e parata in extremis del fiorentino, che non riesce a trattenere la palla. Arcari irrompe e dà il colpo di grazia. Negli ultimi dieci minuti i viola vanno disperatamente all' attacco, ma c'è calma e ordine nelle retrovie rosso bleu e la pressione della Fiorentina sfocia nel nulla. E' invece il Genova che nei rapidi capovolgimenti di gioco manca ancora occasioni per migliorare il suo punteggio. Il più bell' azzurro saluta in cielo la vittoria del Genova. Arbitro Caironi di Milano. GENOVA: Bacigalupo, Agosteo, Vignolini, Genta, Bigogno, Figliola, Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Ferrari. FIORENTINA: Baggiani, Gazzari, Magli, Traversa, Piccini, Tori, Borsetti, Negro, Morselli, Stella, Conti. RENZO BIDONE

 

IL SECOLO XIX (Genova, 15 Marzo 1937).  IL GENOVA VINCE CON SPAVALDA SICUREZZA (2-1) il confronto esterno con la Fiorentina. Firenze, 14 marzo. Un' altra bella vittoria del Genova, la squadra che essendo formidabilmente attrezzata in difesa, può resistere agevolmente, anche in campo avversario, alla pressione della squadra che va all' attacco dapprima per segnare un vantaggio e poi, a furor di popolo, come oggi la Fiorentina, per pareggiare. Partito in una formazione rimaneggiata per l'assenza di Marchionneschi (e questa volta, purtroppo, Ferrari ha fatto rimpiangere l'assente) e con Bigogno febbricitante o per lo meno ancora sotto l'influenza di un malessere accompagnato da febbre, il Genova dapprima ha stentato, nonostante avesse un discreto vento in favore, a superare la mediana avversaria e a portare la minaccia direttamente sotto la rete viola; ma una volta segnato il suo goal - e ciò è avvenuto al 26.o minuto - ha cominciato a far barriera e la Fiorentina non ha potuto passare se non attraverso un calcio di punizione dall' area, e anche in modo abbastanza curioso, come racconteremo tra poco. Sull' uno a uno finiva il primo tempo e nella ripresa, passata la sfuriata iniziale della Fiorentina lanciatasi subito all' attacco della rete di Bacigalupo, il Genova riprendeva a poco a poco, se non il comando, il controllo delle azioni, manovrando - per quanto ora possibile su quel terreno intriso di pioggia - il pallone raso terra e affidando principalmente a Ferrari e Fasanelli il compito di portare l'attacco in area avversaria e, possibilmente, concludervelo. Erano questi due giocatori con Arcari, gli uomini restanti a formare la prima linea genoana, ed ebbero spesso il goal a portata di mano per le occasioni che gli si presentarono, grazie anche a una menomazione nei ranghi dei viola, per cui Traversa, vittima di uno strappo, aveva dovuto lasciare il terreno di gioco allo scoccare del quinto minuto. Ma le sbagliarono tutte, e quelle che indovinarono gliele annullò Baggiani. E così venne, al 25' della ripresa (e dopo il comico e inedito episodio di un guardialinee che stanco di veder misconosciuti dall' arbitro - giustamente - i suoi sbandieramenti, piantò lì la bandierina e se ne andò. Fatto nuovo questo, nella storia calcistica italiana, e vi assicuriamo che valeva la pena di venire a Firenze per vederlo!) il Genova mise da parte il secondo goal. E qui per i viola fu finita, chè la difesa genoana tirò fuori il meglio del suo repertorio, e Agosteo e Vignolini divennero due leoni, e Figliola e Genta due mastini che furono di volta in volta pronti e decisi negli interventi nella zona loro affidata e collaboratori fedeli di quel Bigogno che al centro del campo ce la metteva tutta, fiancheggiato anche, all' occorrenza, da Perazzolo e da Scarabello. La Fiorentina ebbe bloccate così, una dopo l'altra, tutte le vie di accesso alla rete di Bacigalupo. E il Genova finì manovrando in difesa, dopo aver talvolta controbattuto la preponderanza avversaria con qualche innocua, se pure apparentemente pericolosa, puntata di Fasanelli o di Ferrari. SQUADRA DA «TEMPI DURI». Partita pulita in sostanza, facile da giudicare nel suo risultato ineccepibile, che conferma in tutto e per tutto che il Genova è ora squadra di manovra e di combattimento e da partita difficile - soprattutto - la quale talvolta può andare ad incocciare la sconfitta proprio in un match che sotto la mascheratura del pronostico facilmente e logicamente orientato verso di essa, nasconde la trappola a bocca di lupo, ma che resta, ciò non pertanto una bella e possente squadra. Soprattutto quando è in vantaggio, la squadra rossoblu raddoppia la sua forza e la sua efficacia. In effetti si tratta di questo: il vantaggio di un goal, in campo avversario, consiglia alla squadra che lo gode - già molto prima del termine - una tattica più prudente, se non proprio decisamente difensiva. Così è anche per il Genova, naturalmente, e va da sé che quando lavora il sestetto di retroguardia rossoblu è la parte migliore della squadra che è all' opera. Così è stato anche oggi, e non vi inganni nella valutazione dei fatti e del gioco il pareggio della Fiorentina che fu ottenuto, come vi racconteremo, sul più bislacco dei calci di punizione. Specie dopo il secondo goal Bacigalupo, Agosteo, Vignolini, Genta, Bigogno e Figliola, tirarono su una specie di muro maestro davanti agli attaccanti viola, e qui anche Bigogno che non poteva evidentemente gettare le sue energie in una continua azione di appoggio all' attacco , lavorando su un più limitato campo di azione, apparve più a suo agio e poté contribuire alla conservazione del vantaggio dato da Arcari alla squadra. GLI UOMINI IN ROSSO-BLU. Da quanto abbiamo detto, ognuno avrà potuto farsi un' idea precisa della partita rossoblu. Singolarmente Bacigalupo fu ottimo e venne battuto da un pallone maligno; Agosteo e Vignolini furono, con lui,  il mastino contro il quale andarono a infrangersi le offensive viola; Genta e Figliola, ai quali era riservata la guardia di due ali veloci ed insidiose - particolarmente ingrato fu il compito di Genta - assolsero bene il loro compito di controllori, e se qualche volta furono tagliati fuori da un passaggio più esatto degli altri o da una punta di velocità più spinta, in genere prontamente ricuperarono, salvando sempre il salvabile. Di Bigogno abbiamo detto. In prima fila il lavoro di Perazzolo dette tono al quintetto, per continuità, per tenacia e per sicurezza; Arcari fu sempre veloce e talvolta deciso nei tiri: ebbe il gran merito di essere pronto sul pallone  del secondo goal. Scarabello ebbe forse miglior giuoco nella ripresa ; Fasanelli e Ferrari avrebbero potuto realizzare di più. Essi però possono invocare a loro scusante il fatto che Baggiani ebbe a parare, tanto all' uno quanto all' altro, palloni micidiali. La Fiorentina, partita senza Viani, ha dovuto poi lamentare l'assenza di Traversa, e ciò ha ridotto logicamente il suo rendimento. Comunque già prima di allora, la squadra aveva chiaramente dimostrato di non essere in perfettissima giornata, nonostante il miglior giuoco complessivo della sua linea d'attacco - troppo accentrato, peraltro - alle spalle della quale Piccini lavorava con gran lena ma non  con sufficiente criterio. Gazzarri è stato il papero che ha cagionato alla squadra il secondo goal originando, dapprima per una delle sue solite tergiversazioni sulla palla e poi con un rimando rachitico, la situazione pericolosa dalla quale venne fuori il pallone per Arcari; né a parte quell' episodio, ci apparve in vena. Aitanti e robusti i due mediani, specie Tori, avvantaggiato su Arcari dalle sue enormi possibilità di ricupero. In prima fila, l'ordinato lavoro di Morselli e di Stella non ebbe in Negro un centrattacco ideale. Conti fu indubbiamente il migliore del quintetto e la sua padronanza della palla, anche a contatto dell' avversario, fu sempre sicura: la sua velocità notevolissima, nonostante che talvolta egli dovesse venir fuori, come gli altri giuocatori del resto, da un campo ridotto a vera e propria risaia. Il match infatti è stato giuocato su un terreno acquitrinoso. Qua e la si scorgeva l'acqua, ma nel maggior numero dei casi, essa era nascosta dal bel tappeto erboso, sicché era quasi con sorpresa che si vedevano saltar fuori, ad ogni arrivo in quelle zone di giuocatore in velocità,  i cosiddetti «baffi di prua» indicanti l' acquitrinio. Pioveva a dirotto ancor cinque minuti prima dell' ingresso delle squadre, e si è terminato, invece che c'era in cielo un sereno smagliante. Poco pubblico, ma incasso in salvo per via della preventiva assicurazione. Arbitro Caironi e guardalinee due signori, uno dei quali - Giannelli di Siena - darà poi vita, nel secondo tempo all' episodio della sua espulsione. Ve lo raccontiamo subito, anzi, come introduzione della cronaca. Questo signor Gianelli, bianco per antico pelo (ma a quale età, egli si è deciso ad intraprendere la dura carriera dell' arbitro? cercheremo sulla «barlassina») aveva già fatto andare in bestia Caironi, due o tre volte, per ipotetici fuori giuoco sbandierati con estrema energia. All' ultimo, segnalato su un' attacco del Genova, Caironi gli domandò, con gesto inequivocabile, se in testa ci aveva le pigne, per segnalare un fuori giuoco con beneficio d'inventario di almeno quattro metri. Ma vennero altri sbandieramenti ed infine, al 14' minuto, mentre stavano calciando un corner contro la Fiorentina, quello che fu l'ultimo sventolio della bandiera bianca. Caironi non se ne dà per inteso: allora partenza in quarta del sullodato guardalinee che pianta li la bandierina e se ne corre negli spogliatoi. Lo sostituisce - a pantaloni rimboccati - l'arbitro fiorentino Mario Pizziolo, in blu e scarpette di vernice. Ma ecco la cronaca, quella seria, diciamo così: Le squadre partono nello schieramento annunciato: FIORENTINA: Baggiani - Gazzari, Magli - Traversa, Piccini, Tori - Borsetti, Negro, Morselli, Stella, Conti. GENOVA: Bacigalupo - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Ferrari. Prime immersioni dei giuocatori nei laghi masuriani del campo, primi slittamenti della palla. Il Genova giuoca con il favore di un vento abbastanza teso; nella ripresa avrà vento e sole contro, mentre invece, ora il cielo è copertissimo e sembra che da un momento all' altro debba venir giù il diluvio. Al 7'su un calcio di punizione per fallo di Piccini quasi dal limite, in un successivo sviluppo dell' azione, Ferrari sbaglia il primo goal della giornata, da due passi. (Ma tanto Caironi aveva già fischiato il fuori giuoco). Cinque minuti dopo, Stella ricambia la cortesia. E' Conti che al 14' porta il primo colpo duro. Dopo aver scartato Genta ed essere arrivato quasi sulla linea di fondo, tira secco: Bacigalupo devia in corner e su quest' azione un fallo di mano genoano fuori area dà il via ad un' altro calcio di punizione. Seconda prodezza di Bacigalupo al 16': parata al volo, di fianco, su un tiro fulminante di Stella e risposta immediata genoana su respinta di Agosteo, prolungamento di pallone da parte di Perazzolo ad Arcari, centro di questi a Fasanelli, restituzione della sfera all' ala destra genovese che al volo tira fuori. I DUE PRIMI GOALS. Al 26' il goal. Un calcio di punizione apparentemente innocuo per un fallo di Gazzari su Fasanelli; tira Perazzolo dritto sul muro: batti e ribatti il pallone arriva di nuovo al mezzo destro genoano, piazzato sulla destra e ormai libero. Tiro preciso a mezz'altezza: Baggiani è battuto. Il Genova insiste ancora e per poco (a Baggiani sfugge la palla) su tiro di Perazzolo non segna il secondo goal. Poi a poco a poco i rossoblu ripiegano e la mediana fiorentina fa più volte viaggiare Conti e Borsetti, ma specialmente il primo. Al 32', anzi, è proprio Conti che impegna Bacigalupo, al 34' è Stella che segna il pareggio. Siamo al calcio di punizione, per un fallo di mano di Agosteo sulla lunetta dell' area di rigore. Ne vien fuori quel tiro bislacco di cui vi abbiamo detto. Stella parte di carriera e stanga: la palla viaggia verso la rete rossoblu, apparentemente diretta fuori. Ad ogni modo, Bacigalupo si «butta» a braccia protese verso la palla. Sul più bello della traiettoria, però, si vede la sfera prendere - il vento? il taglio? - un colpo di timone e deviare nettamente verso destra. Per Bacigalupo ormai impegnato a fondo nella parata da farsi a sinistra, non c'è più niente da fare anche perché dev' essere scivolato sul terreno al momento dello scatto. Al 41' Bacigalupo attende a piè fermo e con la mente lucida, l'inevitabile tiro di Morselli che è stato «lanciato» alle spalle di Agosteo e di Vignolini da un indovinato allungo di Negro. Parte, difatti, questo tiro, ma Bacigalupo lo annulla. Alla ripresa, al 5' minuto, la Fiorentina va proprio sull' orlo del goal. Sciabolate da destra e da sinistra, interventi fortunosi e fortunati della difesa genovese, una respinta di Bacigalupo, una parata di questi sui piedi di Conti arrivato in possesso della palla a due passi dalla rete e finalmente un tiro che manda la sfera a fondo. E' stato un grosso pericolo per il Genova e, indubbiamente, una nutrita serie di buone occasioni per la Fiorentina che subito dopo quest' azione, per uno strappo muscolare, perde Traversa. Il Genova poco a poco prende fiato e quota. Perazzolo lavora da gigante a metà campo e Fasanelli e Ferrari sono spesso chiamati all' opera. Tenendo, per quanto è possibile, la palla bassa, il Genova riesce a mitigare alla meglio gli effetti del vento contrario,  e si batte non tanto per conservare il pareggio quanto per agguantare, se possibile, la vittoria. Dei due guardiani, Baggiani è il più impegnato. Al 7' para, non si sa come, un tiro a colpo sicuro di Ferrari che ha ripreso una respinta del fiorentino su tiro di Arcari; due minuti dopo deve lanciarsi a corpo perduto sui piedi di Fasanelli liberato sulla via del goal da una papera di Gazzari, al 12' para ancora deviandolo sulla sua sinistra, un altro tiro di Fasanelli, anche questo a colpo pressoché sicuro per essere stato effettuato a campo libero ed a terzini ormai scavalcati. Identica azione, questa volta di Ferrari, ed identica parata un istante dopo. Idem tre minuti dopo su pallone che Fasanelli, a contatto di Gazzari ed avendo ormai preclusa ogni via di successo personale, passa indietro a Scarabello il quale tira al volo in rete. Anche questa volta Baggiani devia, a braccia protese, verso sinistra. ARCARI E LA PALLA NELLA RETE. Al 23' il goal della vittoria genoana. Ferrari avanza liberissimo, dalla sinistra fin nell' area di porta; qui indirizza netto su Baggiani, forse non avendo gran campo di mira: il portiere fiorentino respinge come può, Gazzari dapprima tentenna e poi tenta di allontanare la palla, ma non gli va bene e la manda a pochi metri di distanza. Ora, prima Fasanelli e poi Perazzolo la indirizzano tra i pali: ha la meglio Perazzolo che impegna Baggiani che è ancora in ginocchio per la parata di prima, in una respinta sulla sua sinistra. E' la volta buona: appunto da destra arriva Arcari il quale, mentre il portiere tenta di ricuperare la sfera sfuggitagli, che si è arenata nella segatura, giusto sulla linea di porta, manda nel sacco. Due calci d'angolo contro il Genova; una parata volante a pugno di Bacigalupo, alcuni attacchi irruenti ed inconcludenti sono tutto ciò che la Fiorentina riesce a mettere al suo attivo. Il Genova chiude manovrando con sicurezza nella sua metà campo, nella quale ha già richiamato da tempo Perazzolo e Scarabello.  RENATO COMPARINI.

 

24° GIORNATA: Bologna - Napoli 2-1, Fiorentina - Genova 1-2, Lucchese - Alessandria 1-0, Milan - Bari 4-0, Novara - Triestina 2-1, Roma - Juventus 3-1, Sampierdarenese - Lazio 0-2, Torino - Ambrosiana 1-2.

CLASSIFICA: Bologna 34; Milan 32; Lazio e Torino 30; Juventus 28; Genova 26; Fiorentina e Lucchese 25; Ambrosiana 24; Roma 23; Bari 21, Napoli e Triestina 20; Alessandria e Sampierdarenese 16; Novara 14.
 

 

LO SPORT ILLUSTRATO - Fiorentina-Genova: 1-2 - Un drammatico balzo di Morselli provoca l'uscita del portiere genovese e il precipitoso intervento di Vignolini.

 

LO SPORT ILLUSTRATO - Fiorentina-Genova: 1-2. Fasanelli, Bigogno, Perazzolo, Vignolini: quattro atleti più rudi che eleganti, più forti che raffinati; quattro dure maschere di coscienziosi combattenti. Sono tutti ex-viola che hanno avuto, domenica, un peso non indifferente sulla bilancia; ed a essi soprattutto si deve proprio la sconfitta della loro società di ieri e di l'altrieri: la Fiorentina. Accanimento, forse, di ex disertori? No. Diremmo piuttosto profonda serietà di giocatori: probità e rettitudine di "buoni professionisti".

 

Note: Il Genova, negli anni dal 30 al 40, pescava frequentemente nella Fiorentina. Nelle annate successive al 1936-37 anche Tori, Morselli, Paoletti e Conti (passato prima nel Livorno) vestiranno la maglia rossoblù. A fare il percorso inverso in questo decennio Chiecchi, il portiere Amoretti e lo stesso Morselli.

 

Bacigalupo in mezzo ai due terzini Agosteo e Vignolini

 

 

AKAIAOI 2006