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Stagione 1936-37 | Cronache | Tabellini 1936-37 | Giocatori | Calendario | Home | |
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GENOVA 1893 - JUVENTUS |
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| Andata a Torino: Juventus - Genova 2-2 | Ritorno a Genova: Genova - Juventus 1-1 | ||
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IL PICCOLO di Genova (Genova, 09 Novembre 1936). IL GENOVA IMPATTA SUL CAMPO JUVENTINO. IL PREZIOSO PAREGGIO DEI ROSSO-BLU. JUVENTUS - GENOVA 2-2. Torino, 9 novembre. Il pareggio, anche se è stato colto dai rosso-bleu proprio nelle ultime battute della contesa, non significa che il Genova non se lo sia ben guadagnato. Nessuna delle due squadre meritava di vincere, perché il giuoco svolto da entrambe fu complessivamente di qualità scadente, ma nessuna delle due meritava di perdere. Infatti, se la Juventus è rimasta maggiormente all' attacco che non il Genova nel secondo tempo, i rosso-bleu ebbero nel primo migliori occasioni per segnare. Nessuna delle due avversarie seppe mai trarre profitto dai momenti d'opportunità che si presentarono cosicché il due a due non fa una grinza. E, se in tanto grigiore di giuoco il bottino fu per entrambe assai cospicuo, quando si sarà detto che tutte le quattro reti furono conseguenze dirette di tiri di punizioni e non di azioni manovrate, si sarà spiegato anche il punteggio tanto insolito per una partita che aveva visto di fronte due avversarie dai nomi gloriosi ma dalle possibilità assai più limitate. UN PROBLEMA NON RISOLTO. Il Genova, tutt'ora alla ricerca di una formazione dell' attacco nella quale figuri un condottiero non solamente di nome, è ancora oggi una squadra in via di formazione. Sono incredibili i progressi che l'undici rosso-bleu ha compiuto da un paio d'anni a questa parte, ma la meta tanto sognata è ancora lontana. Un passo innanzi verso questa meta sarebbe appunto fatto il giorno in cui Felsner riuscirà fra tanti nomi a sua disposizione - Pantani, Fasanelli, Libonatti, Marchionneschi, Torti - a trovare quello dell' uomo capace di risolvere la questione del centro attacco, ma fra questi nomi non ve n'è uno solo che per il momento dia garanzia di successo. Messo in disparte Pantani, fu tentato ieri l'esperimento di Fasanelli, ma il romano non è un centro avanti e perciò la sua prova non poteva riuscire, cosicché ieri tutte o quasi tutte le azioni rosso-bleu, benché appoggiate su due mezze ali che hanno che hanno compiuto fino in fondo il loro dovere, perdevano di fluidità e di forza penetrativa quando il giuoco si affacciava in area di rigore avversaria. Vi fu poi, negli ultimi venti minuti, allorché la Juventus venne a trovarsi in vantaggio ed il Genova non doveva non osare il tutto per tutto, lo spostamento di Marchionneschi al comando della prima linea. Ma venti minuti sono troppo pochi - a volte non basta neppure tutto l'incontro - per dire se Marchionneschi ha fatto di più e di meglio del suo predecessore. Certo l'ex barese ha più scatto e maggior intraprendenza. Ma riepiloghiamo la partita. Essa vide la Juventus in netta prevalenza per cinque minuti circa e Fregosi debuttò quasi subito in seguito ad un insidioso tiro di Borel, poi il Genova riuscì ad allentare la pressione bianco nera con un giuoco a largo respiro sul quale le mezze ali ed il centro sostegno cercavano di far lavorare le ali, e con tiri scoccati di sorpresa da ogni posizione. La Juventus replicò affidandosi all' intraprendenza di Gabetto e questi per poco non riuscì a portare in vantaggio i suoi colori quando, avuto un passaggio in profondità di Varglien II, piombò come un falchetto sulla palla, superò in velocità Agosteo ed arrivò solo in area di rigore. Qui Fregosi era chiamato senz' altro al suo esame di maturità. Gabetto avanzò ancora di qualche passo e poi scoccò il tiro, ma nel frattempo Fregosi aveva abbandonato i pali e con perfetta scelta di tempo si era arditamente gettato tra i piedi dell' avversario. La palla rimase al rosso bleu e la rete fu salva. Il successore di Bacigalupo aveva più che brillantemente superato la prima prova del suo attentissimo esame. I ROSSO BLU' IN VANTAGGIO. Poi venne il primo punto della giornata. Un fallo di Rava su Fasanelli provocava una punizione contro i bianco neri da circa metà campo. Genta faceva spiovere la palla in area juventina e Fasanelli, saltando di testa, la deviava verso Ferrari. Questi fu lesto ad impossessarsene prima che intervenisse Foni e, mentre Amoretti che avrebbe potuto e dovuto uscire se ne stava immobile fra i pali, la collocava con esatto passaggio sui piedi di Marchionneschi al quale non restava che sospingerla in rete. La rete del Genova era venuta al 22' di giuoco. Sei minuti dopo la Juventus riportava le sorti alla pari, anch' essa prendendo spunto da un tiro di punizione battuto da Neri. Varglien II di testa deviava la palla verso il centro ove Gabetto, che volgeva le spalle alla porta, con una fulminea rovesciata la spediva violentemente in rete da non più di cinque metri di distanza. Ancora qualche attacco juventino, una nuova uscita di Fregosi sui piedi di Gabetto, e quindici minuti buoni di azioni genovesi, una delle quali sciupata da Marchionneschi il quale, avuto la palla da un intelligente allungo di Scarabello, era venuto a trovarsi solo ad una quarantina di metri da Amoretti. Marchionneschi tentò la bella impresa, puntando verso la rete juventina, ma venuto poi a contatto con Rava che aveva recuperato il terreno perduto, calciò con troppa precipitazione e la palla finì a lato. Poi, su centro di Marchionneschi, Fasanelli sfiorò la traversa con un bellissimo colpo di testa ed il primo tempo finì con le due squadre alla pari. Il Genova andò subito all' attacco non appena si iniziò la ripresa, ma dopo alcuni tentativi di Fasanelli e Perazzolo fuori bersaglio, la Juventus prese decisamente l'iniziativa sfiorando più volte il successo. Un paio di atterramenti di Gabetto in area di rigore, giustamente non rilevati dall' arbitro, provocavano il risentimento più vibrato della folla che voleva ad ogni costo la massima punizione ma i clamori del pubblico servirono a riscaldare la squadra bianco nera che si gettò nella lotta con maggior vivacità. Anche Monti, che fino a quel momento aveva giuocato in ombra, fu visto correre qua e là e dar palloni all' attacco. Borel si fece più intraprendente, ma il goal venne anche stavolta a seguito di un tiro di punizione battuto da monti e saettato in rete da Borel dopo un breve batti e ribatti fra attaccanti bianco neri e difesa rosso bleu. PERAZZOLO PAREGGIA. Si era a metà del secondo tempo. Felsner orinò allora lo spostamento di Marchionneschi al centro, Fasanelli riprese il suo consueto ruolo di mezzo sinistro e Scarabello andò all' ala. La Juventus, che forse aveva già dato tutto, diminuì notevolmente il ritmo della sua andatura, ma occorsero dieci minuti almeno prima che il Genova desse segni di riscossa. La quale venne proprio negli ultimi cinque minuti e fu preannunciata da una puntata di Marchionneschi fra i terzini bianco neri. Ma Amoretti si gettò a tempo fra i piedi dell' avversario e la rete fu salva per il momento. Comunque il Genova aveva intravisto la possibilità di un pareggio e ritornava all' attacco. La Juventus ripiegò in angolo, resistette ad un paio di azioni, e cedette infine proprio all' ultimo minuto, a seguito di un tiro di punizione calciato da Agosteo. La palla cadde in un groviglio di uomini che si battevano in area bianco nera e dal groviglio balzarono fuori col cuoio Bigogno e Perazzolo. Allora Amoretti tentò disperatamente di uscire, ma troppo tardi perché Perazzolo riusciva ad evitarlo adagiando la palla in rete. Nello scontro Amoretti, colpito al viso, doveva lasciare il campo, ma la partita era virtualmente finita al pareggio del Genova. GLI UNI E GLI ALTRI. Si è accennato all' inizio di queste note al male che travaglia la squadra rosso-bleu, né mette conto ripetersi. Per il resto poco da dire, se non per rilevare il felicissimo esordio di Fregosi, la generosa prova di Vignolini, di Bigogno e di Genta, il buon lavoro svolto dalle mezze ali fra le quali Scarabello ha detto di essere qualcuno e di non aspettare ciò che il tempo gli permette di maturare, ed infine la volitiva prova di Marchionneschi. Ma la squadra ha ieri giuocato come se su di essa gravasse non sappiamo quale peso, con a volte una lentezza di movimenti che ne ha in parte velato quello che di buono essa sapeva fare. Indubbiamente l'inedita formazione dell' attacco ha parecchio influito sul rendimento dell' undici e l'imminente sosta del campionato potrà riuscire benefica a questo riguardo. La Juventus è l'ombra del bel squadrone di qualche anno fa. Amoretti è un gran bel guardiano ma manca talvolta d'opportunismo nelle uscite, Monti giuoca col contagocce e l'attacco è senza ali e senza mezzo sinistro, specialmente senza mezzo sinistro. A questo proposito aggiungeremo che ieri, di fronte al giuoco tanto infelice di Scagliotti, qualche collega torinese ha trovato che Pantani era completamente riabilitato. Sarebbe quindi chieder troppo agli ex campioni, per coloro che li vorrebbero ancora in primissimo piano. Ma per chi ha conosciuto la Juventus dal titolo quinquennale, la Juventus di oggi lascia davvero stupiti e perplessi. La squadra manca di un centro sostegno più mobile e, all' attacco non ha che un Gabetto intraprendente. Borel è tardo nello scatto, le ali vanno a seconda dei loro umori e Scagliotti per il momento lavora per gli avversari. Questa la Juventus di oggi. L'incontro si è svolto in una bella giornata di sole e con circa 8.000 spettatori di contorno. Arbitro Saracini di ancona. JUVENTUS: Amoretti, Foni, Rava, De Petrini, Monti, Varglien II, Neri, Borel II, Gabetto, Scagliotti, Menti. GENOVA: Fregosi, Agosteo, Vignolini, Bigogno, Genta, Bonilauri, Marchionneschi, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Ferrari. RENZO BIDONE
IL SECOLO XIX (Genova, 09 Novembre 1936). IL GENOVA PAREGGIA ALL' ULTIMO MINUTO (2-2) il vantaggio della Juventus. Hanno segnato Marchionneschi, Gabetto, Borel II, Perazzolo. (dal nostro inviato speciale). Torino, 8 novembre. Quel che di imponderabile che è in tutte le cose del giuoco del calcio. , ha restituito al Genova ciò che gli spettava a pareggio del colpo mancino subito nella partita contro la Lucchese: sapete, quel calcio di punizione all' ultimo minuto e quel goal così inopinato e così arruffato, che sembrò - e fu - una vera e propria beffa della sorte. Oggi a Torino si è verificata la stessa cosa, ma questa volta in favore del Genova però: al 44'30'' del secondo tempo - i rossoblu perdevano per due a uno - un fallo di Scagliotti su Perazzolo provocava un calcio di punizione a favore del Genova, appena al di qua della linea di metà campo. Tirava Agosteo , puntando dritto e alto sullo sbarramento dei giuocatori, bianconeri e rossoblu, steso lungo il fronte dell' area di rigore davanti ad Amoretti: la palla scavalcava questa barriera dopo aver toccato la testa di qualcuno, che non abbiamo individuato, e ricadeva al di là, dove erano apposti Perazzolo e Bigogno. Di colpo, quindi, era venuta a crearsi questa situazione: due rossoblu, soli, davanti ad Amoretti ed il pallone equidistante tra i genoani e lo juventino. Questi ebbe un attimo di esitazione, poi uscì dai pali e si buttò avanti in tuffo, ma Perazzolo e Bigogno si erano già avventati sulla palla e uno dei due (Perazzolo, si è saputo dopo), cogliendola sulla corta respinta del portiere torinese, gliela fece passare sulla testa, indirizzandola in rete. Quindi, sullo slancio, i due genoani scavalcarono lo juventino - e nel far ciò uno di essi lo colpì al viso, involontariamente - e finirono in fondo alla rete, dietro la palla. GLI SPUNTI OFFERTI DALLA CRONACA. Uno di questi goals dell' ultimo minuto - dunque - che nascono nella confusione di un rovinio di uomini e che - parliamo agli appassionati genovesi che proprio 15 giorni orsono provarono la stessa delusione - lasciano la bocca amara alla squadra che è stata fino a quel momento in vantaggio mentre, per contro, stordiscono per la sorpresa e per la gioia quella che ne beneficia. Oltre questo goal, la partita tirava avanti ancora pochi attimi, per la rimessa in giuoco e per due tentativi senza convinzione dei bianconeri. Il giuoco è stato, nelle sue grandi linee, un' alternativa continua di predominio dell' una sull' altra squadra e viceversa. Ha dominato la Juventus, facendo buon giuoco - nonostante la nera giornata di Scagliotti - quando Monti ha girato regolarmente dettando legge nella zona di campo affidatagli; ha attaccato in prevalenza il Genova, rendendosi pericoloso specie per le conversioni di Marchionneschi, quando monti è calato e soprattutto finché Scarabello ha tenuto il campo in pieno possesso dei suoi mezzi fisici. Ma troppe volte, nel corso dei 90 minuti, si è visto nell' una e nell' altra squadra del giuoco frammentario, e si ci è annoiati per la loro povertà di idee dato che, è apparso in luce solare che nè la Juventus ha superato ancora la sua crisi, né il Genova ha risolto insieme agli altri grattacapi che ha, il problema del centrattacco, che la angustia da mesi. (a nostro parere anzi, a questo proposito, si è caduti dalla padella nella brace, dato che Fasanelli non si è davvero dimostrato più redditizio di Pantani. ma questo fa parte di altro discorso che faremo in sede più appropriata). Partita povera di contenuto, perché disputata da ventidue uomini di cui circa quindici han giuocato male: dei quattro goals, tre sono nati da calci di punizione, e uno solo, il primo segnato dal Genova, è venuto da una bella azione manovrata. Tocca dunque al Genova di iniziare la segnatura, ma prima che ciò avvenisse, la Juventus aveva quasi dominato - Monti andava allora a pieno regime, in mezzo al campo - e Fregosi aveva debuttato con una parata coraggiosa e portentosa per tempestività: fu al 13' minuto, quando Scagliotti indovinò uno dei pochi palloni da lui giuocati bene durante la partita, e riuscì a far partire Gabetto in mezzo ad Agosteo e Vignolini. La situazione era identica, o quasi, a quella in cui si trovò Busoni, domenica scorsa, nell' incontro Genova - Bologna: anche questa volta i due terzini furono bruciati dallo scatto del centro avanti avversario e davanti a Gabetto non fu più che Fregosi, il quale uscì dai pali e fece sui piedi dell' attaccante un bel tuffo, tempestivo, energico, coraggioso che strappò un applauso cordiale alla folla, ed al centro attaccante juventino un gesto d'invocazione al cielo, per chiamarlo a testimone di tanta bravura. Da quel momento, si fu sicuri sul rendimento del portierino genovese che debuttava così bravamente, così coraggiosamente in una partita tanto difficile. L'ardire e la sicurezza di Fregosi contribuirono a smorzare un poco l'andatura della Juventus, ed il Genova, che già aveva tentato di muoversi con due o tre puntate di Marchionneschi e Perazzolo, si svincolò quasi a cuor leggero dalla pressione avversaria e mosse, dapprima timidamente, poi via via sempre più autorevolmente - con quel poco di autorevolezza che era nel giuoco della sua linea attaccante, s'intende - all' assalto della rete di Amoretti. Fu così che al 22' venne il primo goal: un pallone di Genta a Fasanelli, un pronto smistamento di questi a Ferrari, una schivata dell' ala sinistra ed un pallone lungo, teso, dall' altra parte del campo, dove Varglien II si era scostato un po' troppo da Marchionneschi. L'ala rosso blu prese la palla sul rimbalzo e da due passi la mise in rete. La Juventus pareggiò cinque minuti dopo: in seguito ad un corner contro il Genova, sull' azione di contrattacco dei rosso blu ci fu un fallo di Bonilauri, ci pare, su Neri. Il calcio di piazzato di De Petrini fece viaggiare la palla alta e lunga sopra il mucchio di rosso blu e dei bianco neri ammucchiati nell' area di rigore genoana, ma Scagliotti sulla sinistra colpì di testa la sfera rinviandola al centro, dove Gabetto, che volgeva le spalle alla rete, la raccolse e con una rovesciata ad arco ampio la scaraventò nella rete di Fregosi. In sostanza, uno di quei goal che sorprendono, prima il portiere che si trova inopinatamente il pallone in fondo alla rete, e poi l'attaccante che ha tirato. FREGOSI AL LAVORO. Il primo tempo vedeva ancora due o tre cose pregevoli o degne di rilievo: una bellissima parata di Fregosi su Gabetto (uscita a valanga e raggomitolamento sul piede dell' avversario), un corner contro la Juventus (32') e, sulla respinta di Monti, un' azione di Borel che ancora una volta lancia Gabetto in mezzo ai terzini. Questa, sembra proprio la volta buona per un altro goal gabettiano, ma ancora Fregosi si butta tra i piedi allo juventino e gli porta via la palla, provocando nella folla un' altro urlo, in cui è certo più ammirazione per il portiere genovese che il rammarico per la bella occasione mancata. Un urlo del genere, ma di sdegno, lo provoca Marchionneschi nel folto gruppo dei genovesi calati a Torino, quando (37') perde, pur avendo davanti a sè campo libero, un pallone d'oro inviatogli da Ferrari e che sembrava, doveva anzi, essere destinato alla rete. Un minuto dopo l'unica azione di Fasanelli decisamente intesa a violare la porta bianconera: un bel colpo di testa, su un centro un po' basso di Marchionneschi, e palla alta di poco sulla traversa. Nella ripresa, è il Genova che attacca per primo, e solo verso il 10.o minuto la Juventus ritornava all' attacco, ma adagio. Il giuoco andava avanti e in ragione proporzionalmente diretta del tempo che passava, apparivano nell' una e nell' altra squadra le pecche che abbiamo accennate in principio. Era la Juventus che a tratti perdeva Monti, e non riusciva a trovare mai il suo Scagliotti; era il Genova che, privo virtualmente di un centro attacco, e con la mediana in disordine, non sapeva praticamente su chi poggiare un' attacco un po' serio. Tanto per rompere la monotonia del giuoco, al 23' Marchionneschi andava a disturbare Amoretti intento a un calcio di rinvio, ma Ferrari non era pronto a raccogliere la palla sfuggita al portiere juventino, e dell' occasione persa, il Genova veniva duramente punito, un minuto dopo, con il secondo goal juventino. Calcio di punizione dalla sinistra bianconera per un fallo di Bigogno che non abbiamo visto e tiro lungo di Varglien II. Un rossoblu respinge di testa deviando sulla destra torinese, giusto sul piede di Borel lì appostato a pochi passi dalla rete: tiro violento e goal. A questo punto vista l'inutilità di Fasanelli al centro - tentava di sfondare con Marchionneschi e mandava questi al centro dell' attacco, spostando Fasanelli a mezzo sinistro e chiamava Scarabello - che da tempo aveva ceduto quasi improvvisamente - all' ala destra. Si andava così avanti a spinte e sponte, con qualche occasione mancata dalla Juventus e con due o tre attacchi genoani portati in special modo da Ferrari, e si prendeva certo più interesse dai tentativi dell' arbitro - signor Saraceni, di Ancona - di irritare gli uomini e rovinare la partita con una serie di decisioni cervellotiche, che al giuoco che gli uomini stessi svolgevano in campo, finché a risollevare di colpo l'interesse della folla, e la passione, venne quel po' po' di razzo finale di cui abbiamo detto in principio. La folla che effettivamente non aveva da compiacersi del sig. Saraceni (sinché si manderanno in giro di questi arbitri, il problema arbitrale sarà lungi dalla risoluzione) accompagnava questi con una sonora fischiata fino alla scaletta degli spogliatoi e, lui scomparso, si metteva ad applaudire calorosamente il Genova e Amoretti che, rimasto a terra durante l'azione del goal, veniva portato a braccia negli spogliatoi. TUTTO DA RIFARE PER LA QUESTIONE DEL CENTRATTACCO. Non intendiamo svalorizzare il successo del Genova, ma bisogna pur dire che la Juventus è molto giù: ha un Monti che giuoca un po' troppo da fermo e non sempre, logicamente, il giochetto può andargli bene; ha uno Scagliotti paurosamente giù di forma e un Borel che sta riprendendosi a poco a poco, ma che è ancora lontano dalla sua forma migliore. Amoretti ci è sembrato in peccato nell' azione del secondo punto genoano; Foni ha giuocato molto meglio altre volte. Varglien II, de Petrini, Borel, Neri e Menti sono stati i migliori. Abbiamo detto che l'esperimento del nuovo centrattacco genoano è mancato: aggiungeremo che ancora una volta i mediani laterali - Bonilauri e Bigogno - hanno lasciato molto a desiderare, ma Bigogno ha la scusante di un colpo duro preso al viso nel primo tempo (ed un altro lo ha preso nella testa, tanto che han dovuto dagli un punto, nell' azione del pareggio) e Bonilauri lamenta il fatto di essersi trovato ancora una volta alle prese con un' ala velocissima, il che è per lui pernicioso, in questi momenti di cattiva forma. Agosteo e Vignolini hanno giuocato la loro onesta partita. Nel complesso però, la squadra si è battuta bene e date le condizioni in cui versa, di più non poteva fare. Ha avuto anzi il merito di non essersi disunita che per un momento, dopo il secondo goal juventino. In questo difficile periodo, Perazzolo, Genta e Fasanelli furono tra i più attivi nel rianimare il giuoco della loro squadra, sia pure non svolgendo, a loro volta, un giuoco trascendentale; e ciò invita ad indulgere sulla non eccellente partita da essi giuocata. Il punto guadagnato dal Genova sul campo juventino è certamente prezioso, ma premia lo spirito agonistico della squadra, non certo il giuoco da essa svolto; e purtroppo lascia in piedi tutti i problemi - non uno escluso - che angustiano il Genova e i suoi dirigenti. Le squadre: GENOVA: Fregosi - Agosteo, Vignolini - Bigogno, Genta, Bonilauri - Marchionneschi, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Ferrari. JUVENTUS: Amoretti - Foni, Rava - De Petrini, Monti, Varglien II - Neri, Borel II, Gabetto, Scagliotti, Menti. Giornata serena, terreno ottimo, 8.000 persone presenti. RENATO COMPARINI.
IL LITTORIALE (Roma, 09 Novembre 1936) - Quattro reti su calci di punizione. JUVENTUS - GENOVA 2-2 (1-1). JUVENTUS: Amoretti; Foni, Rava; De Petrini, Monti, Varglien II; Neri, Borel II, Gabetto, Scagliotti, Menti. GENOVA: Fregosi; Agosteo, Vignolini, Bigogno, Genta, Bonilauri; Marchionneschi, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Ferrari. Goals: Juventus: Gabetto (29' del 1. tempo), Borel II (24' della ripresa) - Genova: Marchionneschi (22' del 1. tempo) Perazzolo (42' della ripresa). Torino, 8. Con un po' di fortuna - fortuna vuol dire in questo caso avere un arbitro migliore - la Juventus avrebbe meritato la prima vittoria sul suo campo contro il Genova. La partita è stata dura ed ha avuto anche come conseguenza un ferito. Amoretti infatti, tentando di intervenire sul finire dell' incontro su due attaccanti della prima linea rosso-bleu, in seguito ad un calcio di punizione battuto contro la sua porta, riceveva una ginocchiata in pieno viso che lo metteva fuori combattimento. Il giocatore doveva essere trasportato a braccia fuori del campo e risultava poi che nel colpo si era prodotto un taglio alla lingua. Molto impegno ed animosità; ma poco bel giuoco. Saldi i reparti di difesa e di mediana, le due squadre tentennano nella prima linea, il cui lavoro è sproporzionato al rendimento. La Juventus ha Scagliotti completamente fuori forma e Borel privo di scatto, mentre il Genova ha in Fasanelli un centro-avanti di ripiego. Le quattro reti segnate sono scaturite da azioni conseguenti a calci di punizione. Fregosi ha esordito brillantemente nella squadra genovese, parando dei palloni da rete. Il Genova ha raggiunto per primo il successo con una reazione improvvisa ad un periodo di dominio juventino. Al 22' un tiro di punizione di Genta, Fasanelli tocca di testa e mette sul piede di Marchionneschi che manda in rete. Pareggio juventino al 29': tiro di punizione di Depetrini che Varglien II devia al centro dove Gabetto raccogliendo rovescia al volo in rete. Nella ripresa la Juventus si vede negati due calci di rigore in seguito a falli di difensori rosso-bleu ai danni di Gabetto. Finalmente Borel II segna al 24' (calcio di punizione respinto da Agosteo, ripreso da Varglien II che manda a Scagliotti il quale a sua volta mette sui piedi di Borel II). Al 42' su calcio di punizione contro la Juventus la palla finisce nel groviglio di uomini piazzati sotto la rete di Amoretti. Perazzolo tocca e manda in rete, mentre Amoretti nel tentativo di parata rimane, come abbiamo detto, a terra.
08° GIORNATA: Bologna - Torino 0-1, Fiorentina - Ambrosiana 1-0, Juventus - Genova 2-2, Lucchese - Napoli 3-2, Milan - Triestina 0-0, Novara - Lazio 2-4, Roma - Bari 5-2, Sampierdarenese - Alessandria 5-0. CLASSIFICA: Torino 12; Bologna e Lazio 11; Lucchese e Roma 10; Fiorentina e Sampierdarenese 09; Genova e Milan 08; Ambrosiana, Bari e Triestina 07; Juventus e Napoli 06; Alessandria 04; Novara 03.
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GAZZETTA dello SPORT (Milano, 08 Marzo 1937). GENOVA - JUVENTUS 1-1 (1-1). Due reti di fortuna non risolvono la gara che il Genova avrebbe dovuta far sua. Marcatori: BorelII (J) al 7' e Fasanelli (G) rigore al 15' del primo tempo. GENOVA: Bacigalupo; Rosso, Lanino; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. JUVENTUS: Amoretti; Foni, Rava; Varglien II, Monti, Bertolini; Cason, Borel II, Gabetto, Scagliotti, Menti. Arbitro: scarpi di Dolo. Segnalinee: Calvari e Gorini di Milano. Spettatori: 14.000 circa. Terreno piuttosto duro, temperatura dolce, sole e intermittenze. Leggeri incidenti di gioco a Cason (35' del primo tempo) e a Scarabello (25' della ripresa). Cinque calci d'angolo contro la Juventus. Genova, 7 marzo. I rosso-blu hanno incominciato che era una meraviglia. Azione svelta, concorde, prontezza nel concepire l'azione e nel condurla a termine. Quello che ci voleva per vincere la preoccupazione di una difesa improvvisata con un Bacigalupo rientrante dopo tre mesi di assenza e i due terzini delle riserve, bravi giovanotti allenati ma privi d'occasione di disputare partite vere e proprie da cinque settimane. Né c'era modo di far diverso visto che insieme allo squalificato Vignolini mancava anche Agosteo, che risentiva di un colpo toccato a Bologna. Ad attacco disteso e ben sorretto dai mediani, i temuti guai difensivi non spaventavano più. E la Juventus, un po' fredda e compassata a metà campo, correva seri pericoli: su centrata di Marchionneschi raccolta e respinta dalla testa di Bertolini (3') e su magnifica azione intessuta dall' intero settore sinistro d'attacco genoano che faceva pervenire la palla a Perazzolo e successivamente ad Arcari. Salvava egregiamente Amoretti, che sarà l'uomo del giorno in campo juventino. LA MARCATURA: UNA PARENTESI. Ma sul più bello della manovra offensiva rossoblu s'innestava l'episodio della rete juventina, e con quella rinascevano le preoccupazioni in casa genovese. Perché la rete può essere stata un capolavoro di Farfallino: ma è sembrato a tutti che la difesa oppostagli sia stata manchevole, soprattutto per posizione dei difensori e per decisione nell' intervenire. Infatti il pallone, varcata la zona della metà campo, era filato in avanti da Scagliotti. Borel II si lanciava con quello scatto fulmineo che lo distingue nei momenti migliori, lasciava sul posto Rosso, superando senza danni anche il mezzo sgambetto del terzino battuto; arrivava sul pallone anticipando il tempo e Bacigalupo (che aveva esitato prima di uscire) e Lanino (arrivato prima ma irresoluto sul da farsi) e toccava con la punta giusto quel tanto che bastava a collocare a rete, a mezza altezza. Da questo episodio nasceva una certa passività nel gioco genoano, più intento a coprirsi e a lasciar sfogare l'avversario che non ad agire in proprio. Bacigalupo aveva così modo di distinguersi e la Juventus di far sfoggio di mordente e di continuità d'azione. Ma qui si rovesciava la situazione. Sempre con gioco largo sulle ali, il Genova poteva centrare un pallone da destra a sinistra e Fasanelli che si buttava per sfruttarlo entrava in collisione con Foni, la cui marcata troppo energica e alquanto irregolare lo faceva ruzzolare. L'arbitro puniva con un calcio di rigore (si era ben dentro l'area) e Fasanelli tramutava con un tiro rasoterra nell' angolo a destra di Amoretti. Al quarto d'ora dunque si era tornati in pareggio, e le squadre apparivano alquanto eccitate dalle reti fatte e subite nel modo non del tutto convincente sopradetto. E qui si impiantava la vera partita, con un crescendo di autorità a favore dei genovesi. Ma reti non ne sono venute più. Da parte dei rosso-blu si perdeva infatti in mordente tutto quello che si guadagnava in manovra e da parte degli juventini - a parte la difesa che ha giocato con assoluta bravura - c'è stata soltanto la risolutezza nel condurre a fondo quei pochi palloni che riuscivano a superare il pedaggio al solidissimo sbarramento mediano del Genova. Troppo poco per equilibrare una partita, molto per dare i brividi alla folla ligure che aveva tutte le ragioni di temere da un lato le possibili incertezze dei propri difensori, dall' altra la scarsa incisività dei propri avanti. Per di più il gioco riusciva alquanto spezzettato dai numerosi interventi dell' arbitro, chiamato in causa dalla nervosità dei giocatori e dai trucchi di vecchia scuola cui facevano ricorso ambo le parti, con una certa prevalenza dei più maturi juventini. IL GENOVA SENZA RETI. Riprendendo il filo della narrazione, fino alla mezz'ora la Juventus sembrò intenzionata di dire la sua. Più svelta nello scatto, più decisa nei contatti con l'avversario. Ma sulle ali c'era poco da contare e al centro meno ancora, dopo che Bigogno e figliola avevano preso il tempo giusto delle entrate. Poi il Genova riebbe il sopravvento e non lo mollò più, giovandosi dell' attività intensa e precisa di Perazzolo. Il fulvo nazionale ha infatti dato il la a tutte le azioni che chiamarono in causa Amoretti. Al 31' un suo tiro a porta vuota (il portiere aveva appena respinto di pugno una punizione) veniva rintuzzato dal piede di Monti. Al 35' una sua incursione attraverso l'intera difesa bianco-nera si concludeva con un tiro che Amoretti bloccava ottimamente. C'erano sempre palloni suoi che offrivano ad Arcari, Scarabello e fasanelli il destro di impegnare amoretti in salvataggi di estrema difficoltà, quando i terzini non risolvevano buttando in angolo. Il secondo tempo non faceva che accentuare questo definitivo aspetto della gara, col predominio dei mediani genovesi su quelli torinesi, seriamente svantaggiati dalla scarsissima mobilità e dall' imprecisione di Monti. Nell' area bianco-nera, densamente presidiata e con due terzini di valore, i genovesi non potevano muoversi a loro agio e finivano col perdere di mordente. Mentre Gabetto, le poche volte che sfuggiva, riusciva a dare del lavoro difficile a Bacigalupo (36' del primo tempo, 14' e 35' della ripresa). Ma se pei liguri vi era il guaio della densità, per i torinesi c'era quello dell' isolamento, le ali Cason e Monti rispondevano in modo inadeguato agli invii dei palloni filati loro per l'azione di contropiede. Nelle battute sempre energiche ma spesso confuse dei rosso-blu se ne sono staccate alcune vivaci e belle, che avrebbero meritato il punto.. se Amoretti fosse stato dello stesso parere. Soprattutto per le intese svelte Perazzolo - Arcari (ma tiri non sempre esatti quelli dell' ala) e per i palloni filati al centro con avvedutezza da Perazzolo e da Bigogno. La Juventus è stata sul punto di capitolare al 27', quando Fasanelli era preceduto d'un soffio dal tuffo di Amoretti e Marchionneschi ridava indietro a Scarabello; sul secondo tiro amoretti si piegava in presa, e riceveva un colpo dall' irruente Perazzolo. E ancora al 41' quando Perazzolo toccava esatto di testa abbassando il pallone e Amoretti arrivava giusto con una mano nell' angolino. LE FORZE OPPOSTE. Il Genova dunque avrebbe dovuto vincere. E il non essere riuscito nell' intento è stato più merito della Juventus che non demerito suo. Perché se il complesso atletico e tecnico di cui oggi ha disposto la squadra genovese è senza dubbio superiore a quello juventino, c'è in questa compagine della tradizione qualche reparto che può dare ancora lezione di gioco. C'è innanzi tutto una difesa. Amoretti è stato impegnassimo e non si è lasciato mai battere, Rava è stato potente e visibile, Foni (meno appariscente) ha tenuto la posizione con la serietà e la sobrietà di mosse che gli sono proprie. La mediana, utilissima nella difensiva per l'esperienza di cui dispone, ha un solo uomo fresco e perciò in grado di fare il doppio gioco: Varglien II. Monti e Bertolini sembrano stanchi, ma il secondo ha lavorato con tanta puntigliosa volontà da annullare molte delle possibilità di Arcari. L'attacco non rende troppo nelle ali: nella ripresa è anche scomparso del tutto, come gioco d'assieme. Ma i solisti Gabetto e Borel II impressionano per le gemme del loro repertorio sempre vivido, intraprendente ed estemporaneo. Il tema dell' azione juventina, che nel secondo tempo è stato impostato sui lunghi palloni al centro del campo, era fatto apposta per dar risalto a questo tipo di gioco, che può fruttare la rete di sorpresa anche quando si è battutissimi nel complesso dell' azione. Il Genova è stato invece la squadra dell' equilibrio e della omogeneità. Superata la preoccupazione dei terzini, che ha evidentemente legata una palla di piombo ai piedi di Bigogno e soci nella prima mezz'ora, La squadra si è distesa su tutto il campo con efficacia e stile. Forza assoluta della compagine la mediana: brillante con Bigogno e Figliola, tenace e combattiva con Genta. Ma Perazzolo è forse stato il numero uno della sua squadra, svolgendo l'azione massacrante dell' interno che arriva ovunque (ricordate Serantoni delle grandi giornate?) e facendosi presente anche negli episodi a contatto con Amoretti. E poi il Genova ha avuto l'attacco: l'ha documentato nei primi minuti di gioco, e l'ha confermato, sia pure in forma platonica perché reti non ne sono venute, nella ripresa. Perché Scarabello ha una precisa impostazione di giuoco e Fasanelli il guizzo che è tanto raro nei centrattacco di oggi dì. Basterebbe il tema in profondità svolto sulla fine della gara e che ha portato Fasanelli a incespicare sul corpo del bravo Amoretti per testimoniare quello che sa fare il Genova in materia di manovra svelta. Né hanno difetto le azioni sulle ali a largo respiro, con un Arcari più giocatore che stoccatore e un Marchionneschi meglio impostato agli inizi che al termine della gara. Probante anche il rientro di Bacigalupo, autore di riuscitissime sortite. Quanto ai terzini, tolto il citatissimo infortunio, hanno cooperato alla copertura senza altri guai. Non si poteva pretendere da loro l'autorità di gioco dei titolari. Né d'altronde questa sarebbe stata indispensabile nella ripresa , dato il predominio anche troppo continuo delle offensive genovesi. Concludendo, il Genova doveva vincere e la Juventus è stata brava a tenerlo in rispetto e anche di più a darsi l'aria di poter controbattere il gioco. Bene l'arbitro Scarpi, alle prese con giocatori ricchi di malizia e disposti ad usarne, pur senza cattiveria. E preciso in tutto il suo apprezzamento dei fatti tecnici. Fuorché forse per un paio di fuori gioco niente persuasivi, segnalatigli dai collaboratori. MARIO ZAPPA.
IL SECOLO XIX (Genova, 08 Marzo 1937) - IL GENOVA GIUOCA MEGLIO DELLA JUVENTUS MA DOPO AVER PAREGGIATO UN GOAL SUBITO ALL' INIZIO (1-1) non va più in là di una prolungata pressione su Amoretti. Le due squadre si sono scambiate le botte dritte nei primi 15 minuti di giuoco. Cominciò la Juventus al 7.o minuto, quando nel bel mezzo di un'azione volante dei suoi attaccanti, che aveva scavalcato la mediana rossoblu, Scagliotti indovinò un allungo a Borel II, giusto in mezzo al corridoio formato dai terzini genovesi - Rosso e Lanino - avanzanti su una stessa linea a far fronte al dilagare dell' attacco juventino. Rosso fu bruciato dallo scatto di Borel e quando si affiancò all' avversario ebbe la disgrazia di colpire il pallone, prolungandone così il percorso sulla direttrice di marcia dell' attaccante; Lanino, che veniva da sinistra, ed era stato abbastanza pronto nello scatto, fu anch' egli bruciato sul tempo dalla velocità dell' azione e dall' inopinato "allungo" di Rosso. Nel tempo stesso Bacigalupo, che fino allora era stato a vedere come si mettevano le cose, convinto che Lanino sarebbe arrivato sull' avversario in tempo per soffiargli la palla, vista la mala parata se ne venne fuori dai pali, ma non poté arrivare sul pallone che con un attimo di ritardo su Borel. Questi calciò la palla che, rimbalzata sul portiere genovese gettatosi a terra, gli ritornò tra i piedi da dove venne spedita in fondo alla rete. Il Genova restituì il colpo mancino nove minuti dopo. A conclusione di un duello personale con Bertolini, Arcari riuscì a mandare al centro un pallone alto, teso, pericolosissimo. Mancarono l'intervento di testa difensori ed attaccanti che si trovavano sulla sinistra del campo, cioè più vicini ad Arcari, ma avrebbe potuto ancora raccogliere Marchionneschi, appostato a due passi da Amoretti, in posizione favorevolissima, se Foni, vista la situazione disperata, non lo avesse atterrato con un fallo non tanto gravissimo né cattivo, quanto di assoluta e imperiosa necessità per la salvezza della rete juventina. Con questi elementi di giudizio in mano (le famose volontarietà e utilità del fallo!) l'arbitro non stette un attimo in forse ed un istante dopo (15) Fasanelli faceva giustizia sommaria, calciando un rigore perfetto: infatti egli invitò Amoretti a muoversi sulla sinistra e ottenuto lo scopo gli piazzò il pallone a destra. Le squadre si portarono ancora numerosi "a fondo" che chiamarono in causa i due portieri su palloni portati fino a due passi dalla linea bianca dagli attaccanti (maggior copia di lavoro ad Amoretti, nel complesso: ma tutti e due i guardiani bravissimi e tutti e due autori di parate portentose) ma ogni cosa si spuntò li, anche perché talvolta, per quanto riguarda Amoretti, dove egli non avrebbe potuto umanamente arrivare, si trovò per caso un compagno. (Vedi Monti - per esempio . al 30' del primo tempo, quando respinse di sulla linea bianca un pallone fulminatovi da Arcari). Il Genova ha dovuto affrontare la difficile partita con i due terzini delle riserve. Bacigalupo rientrava dopo quindici domeniche di assenza, e i compagni non furono sicuri di lui se non dopo le prime, belle parate. Dei terzini, logicamente, specie davanti al giuoco veloce e sbrigativo degli attaccanti juventini, non potevano essere molto sicuri, nonostante che Rosso, incluso in squadra all' ultimo momento perché Agosteo risentiva di una contusione riportata a Bologna, indovinasse nei primi 30'' di giuoco, la prima bella entrata che gli servì per soffiare a Scagliotti un pallone pericolosissimo. La mediana rossoblu dovette giuocare non con molta prudenza, inizialmente e gli attaccanti mettercela tutta nel tentare di alleggerire il lavoro degli halves. Con tutto ciò, subito dopo il goal di Borel, e oltre il pareggio, fu il Genova che dominò la scena, e il quintetto attaccante inscenò belle azioni volanti, d'impostazione tecnica perfetta per tutto quanto aveva riferimento ai passaggi, agli inserimenti, alle repentine deviazioni della puntata offensiva; ma ahimè che quasi tutte furono portate a pallone alto e perciò diventarono facile preda dei difensori bianconeri. Belle, però; e appariscenti. Una di esse, anzi, iniziata sulla linea laterale di sinistra da un palleggio Figliola - Marchionneschi, ripresa e continuata da Scarabello e Fasanelli e terminata con un improvviso allungo ad Arcari per cui venne tagliata fuori tutta la difesa avversaria e lo stesso Arcari fu libero di aggiustarsi sul piede un pallone da rete (invece tirò al volo e non fece altro che impegnare Amoretti in una bella parata a pugni che mandò il pallone al di là della traversa) riscosse applausi a scena aperta. La Juventus resisteva alla meglio, ma a poco a poco Bertolini e Varglien II trovarono la giusta misura per poter imbrigliare Arcari e Marchionneschi senza rischiare tutte le volte di esser presi in velocità, e allora Monti poté lavorare con più calma al centro. Vari calci d'angolo contro la Juventus e diverse parate difficili di Amoretti caratterizzarono la supremazia genoana del primo tempo. Nella ripresa, dopo che Amoretti ebbe mancato pulito pulito un traversone di Arcari nel giro dei primi secondi di gioco, la Juventus tenne banco facendo viaggiare sovente le due ali, il ché gettò l'allarme in casa rossoblu e costrinse i mediani, ad arretrare ancora una volta per non rischiare avventure coi loro due terzini che non apparivano veloci tanto quanto era necessario. Comunque varie volte gli avanti bianconeri giunsero a contatto con Lanino e Rosso, ma giova dire che non ne venne mai fuori niente di grave, anche perché nel corpo a corpo furono sempre i sostituiti di Agosteo e di Vignolini ad avere la meglio. Bacigalupo però dovette abbrancare qualche pallone difficile, e fu impegnato a fondo da Borel II su tre calci di punizione dal limite. Incassò anche un goal al 22' (azione di Scagliotti - Gabetto e tiro finale di Cason) che venne annullato per un fuori gioco segnalato dal guardalinee. Fu forse questo pericolo che schiarì le idee agli attaccanti genoani e li mise alla frusta. Arcari mancò un pallone bellissimo da posizione favorevolissima. Amoretti compì un portento di parata su Fasanelli irrompente su un pallone libero al di là dei terzini, bloccò al volo un tiro di Scarabello, indovinando più che vedendo il percorso del pallone micidiale, e si salvò ancora una volta, al 29' da un bruciante tiro di Marchionneschi a conclusione di un' azione di calcio d'angolo, per cui la Juventus dovette ancora incassare un corner. A questo punto la Juventus aveva parecchi uomini scoppiati, e particolarmente Monti giuocava da fermo; Scagliotti poi, riusciva a stento a tener dietro a qualche pallone che occorreva allontanare dalla tormentata area di rigore bianconera. Di conseguenza il peso di questo scorcio di partita gravò specialmente su Foni e Rava e Varglien II: qualche volta Borel II venne indietro a prender il pallone, ma anche lui non aveva gran che di fiato da cacciar via. Con tutto ciò, la Juventus resse bene il finale genoano, e terminò senza danni ulteriori. L'aver dovuto sostituire la coppia dei terzini titolari non ha certo facilitato il giuoco del Genova e questo senza che Rosso e Lanino, la cui prova è stata onestissima, abbiano avuto peso decisivo sull' esito del match. Secondo noi, lo 1 a 1 però, non l'ha certo deciso il goal di Borel. Piuttosto, furono gli avanti rossoblu a decidere del risultato finale perché, oltre a ritrovarsi di fronte a una barriera difensiva di eccezionale valore, essi si incepparono nei momenti conclusivi o tirarono male palloni relativamente facili. Bella partita quella di Figliola che, come al solito, sul finire è andato a dare man forte agli avanti con qualche poderoso colpo di testa. Genta e Bigogno hanno lavorato bene, l'uno neutralizzando o quasi Menti, l'altro tenendo a bada il più possibile il trio avversario che specialmente agli inizi del match fu difficilissimo a tenersi. Bacigalupo ha fatto un bellissimo ritorno in squadra, sfoggiando parate sicure e belle. La Juventus ha portato via da Genova un punto prezioso. La squadra è lungi dall' essere quella di un tempo. Ma l'esperienza e la classe di molti dei suoi uomini sopperiscono alle deficienze che affiorano nella compagine, specie in ragione diretta dell' accumularsi della fatica sui muscoli dei giocatori. Arbitro Scarpi, di Dolo. GENOVA: Bacigalupo - Rosso, Lanino - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. JUVENTUS: Amoretti - Foni, Rava - Varglien II, Monti, Bertolini - Cason, Borel II, Gabetto, Scagliotti, Menti. Alla partita ha assistito, con altre autorità, il Prefetto gr. uff. Albini. Folla da grande incontro; giornata ideale, quasi calda. RENATO COMPARINI
IL LITTORIALE (Roma, 08 Marzo 1937). Con una difesa di ripiego. GENOVA - JUVENTUS 1-1. Genova: Bacigalupo; Rosso, Lanino; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. JUVENTUS: Amoretti; Foni, Rava; Varglien II, Monti, Bertolini; Cason, Borel II, Gabetto, Scagliotti, Menti. Marcatori: Borel II (J) al 7' del primo tempo; Fasanelli (G) su rigore al 15' del primo tempo. Tempo coperto. Spettatori: 14 mila. Incasso 90 mila lire. Arbitro: Scarpi di Dolo. Genova, 7. Una poco lieta sorpresa attendeva il pubblico genovese all' inizio dell' incontro. Poco prima che le squadre si allineassero in campo l'altoparlante annunciava infatti che il Genova sarebbe sceso in campo privo non solo di Vignolini, squalificato, ma anche dell' altro terzino Agosteo, il quale lamentava ancora un colpo ricevuto la domenica prima al Littoriale. La squadra concittadina ha dimostrato, col suo comportamento, di non essere sicura alle spalle. Mentre il suo attacco snodava azioni veloci e piacevoli, specialmente nel primo tempo, la mediana ha dovuto tenere un contegno più guardingo, perché Rosso e Lanino non sempre davano l'impressione di essere sicuri. Comunque il risultato è esatto, anche se il Genova ha attaccato di più. La Juventus ha messo in mostra una saldissima difesa nella quale ha campeggiato Amoretti insieme ai due terzini. Discreto il lavoro svolto dai mediani; l'attacco è invece mancato, specie ad opera delle ali e di Scagliotti, che hanno reso pochissimo. Del Genova, buona la mediana e soddisfacente il lavoro dell' attacco. Bacigalupo, tornato alla guardia della rete, dopo quattro mesi circa di assenza, ha parato alcuni tiri pericolosissimi. La cronaca dell' incontro è presto fatta. Superiorità iniziale del Genova, ma la Juventus segna al 7' su rapido capovolgimento di gioco dovuto a un lungo rinvio di Foni. Gabetto raccoglie, passa a Borel II, il quale, liberatosi dai terzini del Genova, segna, mentre Bacigalupo aveva lasciato la rete per tentare di salvare la disperata situazione. Otto minuti dopo su centro di Perazzolo, Varglien II carica Marchionneschi, che stava impadronendosi del pallone. Il fallo è netto, per quanto non fosse assolutamente necessario; e Scarpi concede il rigore che è trasformato da Fasanelli con un tiro basso e secco. Nella ripresa, il gioco è alterno. Il Genova risente della velocità con cui ha condotto il primo tempo e non gioca più con l'impeto della prima parte della partita. Tuttavia i rosso-blu comandano in prevalenza obbligando numerose volte Amoretti a salvataggi disperati. Anche la Juventus, nelle sue azioni, si è dimostrata però pericolosissima e, qualche volta, i suoi attaccanti sono stati fermati in posizione di fuori gioco, allorché stavano per concludere ottime azioni.
23° GIORNATA: Alessandria - Sampierdarenese 1-0, Ambrosiana - Fiorentina 2-2, Bari - Roma 1-0, Genova - Juventus 1-1, Lazio - Novara 1-0, Napoli - Lucchese 4-2, Torino - Bologna 3-3, Triestina - Milan 0-0. CLASSIFICA: Bologna 32; Milan e Torino 30; Juventus e Lazio 28; Fiorentina 25; Genova 24; Lucchese 23; Ambrosiana 22; Bari e Roma 21; Napoli e Triestina 20; Alessandria e Sampierdarenese 16; Novara 12.
Genova - Juventus (1-1) - Pur avendo il Genova allineato Rosso e Lanino, terzini di riserva, la difesa dei liguri ha funzionato a dovere. Qui sopra: una parata alta di Bacigalupo. Sotto un intervento di Amoretti sventa un' insidia di Fasanelli. A fianco la pagina di "Lo Sport Illustato" dedicata a Genova-Juventus.
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| AKAIAOI 2006 | |||