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GENOVA 1893  -  LAZIO

 Andata a Genova: Genova - Lazio  5-0 Partita unica

 

IL SECOLO XIX (Genova, 07 Gennaio 1937). GENOVA e Sampierdarenese vincono le loro partite di Coppa Italia. L'una travolgendo ancora una volta la Lazio (5-0). LA PARTITA DEL GENOVA. Esplosione che, del resto, non doveva tardare tanto: Genova e Lazio erano partite appena da un minuto e quarantacinque secondi, che Perazzolo, a coronamento di un' azione iniziata da Bigogno e continuata da Scarabello e da Pantani, azione che aveva irretito i difensori laziali, infilava la rete azzurra. L'urlo della folla giunse come un segnale giocondo alla gente che faceva ressa alle biglietterie, e rese più difficile ancora la vendita dei biglietti, che ognuno voleva esser servito per il primo, e fece accelerare il passo a coloro che andando al campo a piedi erano stati sorpresi lungo la via del Piano dall' urlo di significato inequivocabile. Tutti ebbero di colpo premura, urgenza diremmo, di andare a vedere come stesse vincendo la squadra del cuore. La squadra del cuore stava vincendo bene, che aveva instradato la sua partita sul binario più redditizio. Giuocando in favore di vento aveva senz' altro iniziato la sua pressione sugli avversari, per i quali fu subito un lavoro difficile arginare le offensive dei rosso-blu. Questi sembrava che avessero il diavolo in corpo. La squadra faceva blocco e si snodava armoniosamente infiltrandosi nelle linee avversarie con una pericolosità che andava aumentando di momento in momento. Il lavoro dei difensori laziali, contenuto in partenza da un prudenziale schieramento, divenne sempre più affannoso perché la muta dei cinque attaccanti rosso-blu era ad ogni momento nell' area laziale, dove la sospingevano e la mantenevano i tre mediani giuocanti un gioco squisitamente offensivo. Da parte laziale, Piola tentava, ora allargando il gioco alle ali ora chiamando a collaborare i due interni, a lui inferiori, di arrecare male al Genova, ma doveva camminare, per la saggia disposizione degli uomini rosso-blu, su binari obbligati che lo conducevano inevitabilmente a dar di cozzo, quando sfuggiva a Bigogno, ora in Figliola, ora in Agosteo. Ergo: strada chiusa. Quattordici minuti dopo il primo goal la Lazio capitolò: Una azione cincischiata al centro, improvvisamente allargata da Perazzolo all' ala destra Arcari - debuttante a Marassi - una conversione di questi e poi il tiro finale, dal basso in alto: pallone rimbalzante sotto la traversa e di qui in rete. Il resto appartiene alla cronaca, che dopo questo secondo punto appare ben chiaro che neanche nel secondo tempo, quando avrebbe giuocato col vento in favore, la Lazio sarebbe riuscita a rimontare lo svantaggio. Non appartiene alla cronaca, invece, la partita genoana in genere e specialmente il secondo tempo rossoblu. Possiamo pensare che parte della lucentezza del giuoco rossoblu sia dipesa dalle precarie condizioni della squadra laziale scesa in campo con quattro o cinque elementi di riserva - i due terzini, un mediano e una o due mezz'ali - e rimasta, dal 22.o minuto del primo tempo in avanti, priva dell' ala sinistra Costa (e ora speriamo avendo detto questo, che è un dato di cronaca, che qualcuno non voglia darlo intendere per una svalutazione della vittoria genovese) ma è fuor di dubbio che, nelle condizioni di grazia in cui si trovava ieri il Genova, né la Lazio al completo, né qualsiasi altra squadra, avrebbe potuto resistergli. Chi ha vista la partita, sa benissimo che già nel primo tempo il Genova avrebbe potuto chiudere con almeno quattro goals di scarto solo che Marchionneschi, per esempio, avesse realizzato tutte quelle occasioni, alcune elementarissime, che gli si presentarono, e che nel secondo tempo i rossoblu hanno sfiorato il goal moltissime volte con Marchionneschi, con Pantani, con Scarabello, con tutto il quintetto insomma: tanto che c'è voluta, fino a un certo punto, tutta l'abilità di Blason per evitare che il punteggio diventasse talmente iperbolico che non già a una sconfitta della Lazio si sarebbe pensato bensì addirittura a una sua disfatta che non avrebbe trovato nessuna attenuante. IL VOLTO NUOVO DEL GENOVA. L'Epifania ha regalato agli appassionati rossoblu, non solo la vittoria sulla Lazio, ma anche la visione di una squadra che sembra rinnovata nel corpo e nell' anima. Stupisce, ha del miracoloso quasi, , quest' improvviso, rigoglioso risorgere della compagine rossoblu, e davvero non si può riconoscere nella squadra di ieri per esempio, quello stesso undici che vedemmo alla deriva, incapace di ritrovare se stesso, quindici giorni or sono contro il Milan,  qui a Marassi. Né, confessiamo, sapremmo spiegare questa trasformazione, perché non ci sembra che soltanto l'immissione di Bigogno al centro della mediana abbia potuto dare un tono al di gioco di tutta la squadra, né possiamo credere a taumaturgici interventi di persone fino a ieri estranei alla squadra , sicché la forma che quindici giorni fa mancava in quasi tutti gli uomini rossoblu, sarebbe venuta fuori pressoché di colpo a stupire tutti e a gettare l'allarme nel campo calcistico nazionale. Preferiamo pensare che soprattutto una crisi morale sia stata sorpassata, che alcune nebbie si siano diradate, che alcune incomprensioni abbiano finito di essere tali, e che tutto ciò infine, abbia ridato alla squadra quella salute morale e fisica che fino a pochi giorni or sono le mancava. a parte Marchionneschi, la cui precipitazione è forse l'ostacolo maggiore a una migliore realizzazione del suo giuoco,  e conseguentemente dell' azione di tutto il quintetto, non sapremmo quale rossoblu tirar su dal mazzo per fargli un elogio particolare. D'altra parte questo elogio è implicito in quanto abbiamo detto più sopra e dovremmo ripeterci. Faremo un' eccezione per Arcari. Il suo debutto genovese, che ha suscitato la migliore delle impressioni e che sarà senza dubbio prezioso per il Genova nelle parti di centro, e per Perazzolo autore di tre goals da mezz'ala ritornata - anche lui - alla sua forma migliore. Perazzolo, Arcari e Pantani, tre uomini e cinque goals. Primi a presentarsi in campo sono gli azzurri della Lazio, seguiti di li a poco dal Genova. Dai calci di approccio che precedono l'inizio dell' incontro, si ci avvede subito che il terreno è assai pesante. Poco prima delle 13 l'arbitro Barlassina chiama a raccolta i due undici che si schierano nelle seguenti formazioni: Genova: Fregosi - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Pantanii, Scarabello, Marchionneschi. Lazio: Blason - Strobbe, Stappini - Baldo, Viani, Peticca - Busani, Uneddu, Piola, Capponi, Costa. Il Genova ha il vento in favore e attacca subito, con vivacità e risponde subito Busani con una fuga minacciosa per il centro che manda in area rosso-blu non raccolto dai compagni. Il contrattacco genoano è immediato, fluido: parte da Bigogno che smista a Scarabello, questi a Perazzolo ed infine la palla perviene a Pantani che rimanda a Perazzolo, nulla da fare in campo laziale di fronte alla fitta rete di passaggi e il biondo interno destro del Genova  mette in rete imparabilmente. Non sono ancora scoccati i due minuti di gioco! GLI ASSALTI GENOANI. L'attacco del Genova, che è molto ben servito dalla mediana, in ottima forma, ripete i suoi assalti alla rete di Blason che è in pericolo su due tiri di Marchionneschi imbeccato da Scarabello: tiri diagonali che finiscono di poco a lato. Una reazione degli azzurri è stroncata (7') da fuori giuoco di Busani e quindi l'attacco genoano è nuovamente in scena con Perazzolo e Scarabello il quale lancia Pantani che a sua volta smista ad Arcari. Il tiro dell' ala destra rosso-blu impegna a fondo Blason (10'). Un minuto dopo l'attacco laziale si fa vivo con una puntata alla quale prendono parte Uneddu, Capponi e Piola ma il tiro di questi è debole e inconclusivo. Gli azzurri hanno modo di insistere in area genoana e Uneddu chiama al lavoro Fregosi che si fa onore. Ma è di breve durata la minaccia degli ospiti. Infatti ecco Marchionneschi spostare il fronte d'attacco e a mettere al centro uno spiovente che Pantani manda fuori di poco. Al quarto d'ora, dopo che Scarabello ha operato un magnifico tiro a rete parato da Blason, il Genova che ha palesata l'omogeneità dei suoi reparti ed una concezione di gioco che da la sensazione della squadra a pieno rendimento, ottiene il secondo punto. E' Arcari sul quale si è sviluppata l'azione  che stringe al centro ed opera un fortissimo tiro che batte sotto la traversa e schizza in rete. Le offensive genoane sono veementi: Blason ha del lavoro da Pantani su passaggio preciso di Perazzolo (16') mentre un fallo di Bigogno allenta la pressione rosso-blu in area azzurra dove però Arcari, attivissimo e preciso riporta il giuoco (18') mettendo ancora Pantani in condizione di effettuare un bel tiro che Blason para. Ai tentativi di reazione della Lazio imperniati su Piola, coadiuvato da Uneddu e Busani, il Genova, la cui mediana controlla gli avversari, risponde ripetutamente con azioni ottimamente intessute da Perazzolo, Arcari, Pantani, Scarabello e Marchionneschi il quale per la precipitazione manda alto un pallone a porta vuota (21'). Segue un angolo per parte e su quello contro il Genova, Costa in uno scontro riporta una contusione alla gamba sinistra ed esce dal campo per non più tornare. Pur ridotta in dieci uomini la Lazio non da l'impressione della squadra rassegnata, impegnando tutte le sue possibilità ad arginare le continue offensive rosso-blu, sulle quali Pantani mette a lato di poco di testa, e Perazzolo si vede respinta la palla dalla base del palo della rete di Blason, palla che ripresa da Marchionneschi sibila ancora nelle immediate vicinanze della rete laziale. Un segno di vitalità all' attacco degli ospiti è dato da Busani e gli azzurri ottengono due angoli consecutivi (29'), mentre al 33' se ne registra uno contro la Lazio seguito da una punizione senza effetto alcuno. Ora la Lazio riesce a farsi un po di luce tra le serrate file difensive genoane e si porta ancora con Uneddu e Piola all' offensiva, ma infine Vignolini vigila e rimanda. ancora una azione in linea rosso-blu che Pantani conclude a lato (40') e qualche minuto di grazia dell' attacco ospite con Piola, Viani e Uneddu ma il finale del tempo è tutto del Genova. I TRE PUNTI DELLA RIPRESA. La Lazio si presenta ancora nella ripresa priva di Costa. Ma poco avrebbe potuto fare contro un Genova lanciato quale era ieri, anche se fosse stata al completo. Pantani (3') e Marchionneschi (4') mandano palloni a lato di poco, una punizione (7') per mani di Viani e quindi Pantani ancora si fa autore di una delle sue caratteristiche azioni personali, infatti supera tre avversari, è a pochi metri da Blason ma Strappini gli si fa incontro e lo manda a terra. Segue una prodezza personale di Piola che ha la meglio su due avversari, ma non su Vignolini che interrompe l'esibizione del vercellese quindi il Genova riprende il suo dominio, che ha la base sull' attività di Genta, sull' intelligenza di Bigogno e sul prodigarsi di Figliola. Ciò frutta un angolo al Genova su tiro di Perazzolo deviato da Blason, ne segue un tiro di Pantani e da un fallo su Arcari, Perazzolo manda uno spiovente a Blason che respinge di pugno. al quarto d'ora è Viani che allenta la pressione superando due rosso-blu e lanciando Busani il cui centro a fil di palo è però bloccato bene da Fregosi. Breve parentesi questa degli ospiti poiché i concittadini tornano in area avversaria e vi si stabiliscono ottenendo un angolo infruttuoso (19') mentre un centro di Perazzolo raccolto al volo da Scarabello trova l'inatteso ostacolo in Strappini. Ancora un angolo a favore del Genova (25') e poi Blason è impegnatissimo su tiro da Marchionneschi, respinto debole e ripreso da Arcari che lo costringe in tuffo. Ad una puntata di Busani che Fregosi ne blocca di precisione il tiro segue un angolo contro Genova ma non vi è pericolosità per la rete rosso-blu. Sarà invece quella laziale che verrà violata (33') poco dopo, a coronamento di una offensiva del reparto destro, ieri in vero stato di grazia. Infatti Perazzolo vede Pantani in ottima posizione spostato a destra, lo imbecca di precisione e il centro attacco nostro fila su Blason e lo batte netto, sanzionando la netta superiorità di giuoco della sua squadra. Ora la Lazio non ha che la meta di salvare l'onore affidandone il compito a Piola e Busani. Otterrà solo un angolo (40') per finire pressata nella sua area, e subire al 41' il quarto goal su azione Perazzolo, Pantani, Perazzolo che manda di precisione in rete ed infine il quinto ancora su tiro dello stesso Perazzolo, tiro respinto da Blason a mani aperte ma a cui la potenza imprime un effetto alla palla che se ne va in rete dalla parte opposta a quella ove trovavasi il portiere laziale. La fine è accolta da un subisso di applausi.

 

GAZZETTA dello SPORT (Milano, 07 Gennaio 1937). Verso la fase centrale della Coppa Italia. Genova e Sampierdarenese con le armi dello slancio e dell' ardimento piegano una incompleta Lazio e uno sterile Bologna qualificandosi per gli ottavi di finale. Genova, 6 Gennaio. L'invito era troppo allettante e lo sportivo genovese buongustaio per natura non se l'è fatto ripetere due volte. Non capita tutti i giorni di vedere in uno stesso pomeriggio impegnate le due squadre cittadine in partite ufficiali, per di più contro due colossi del nostro calcio. Oggi per la Coppa Italia si è verificato questo. E il sole trionfava. Logico che gli spalti si siano gremiti e la festa di sport si sia avuta appieno in barba a tutti i malinconici corvi gracchianti sulla capacità della Coppa di interessare le folle. Ci si deve chiedere ora se lo spettacolo offerto dalle quattro squadre successivamente in lizza sia stato degno della cornice del pubblico. Quando la squadra del cuore vince, lo spettatore è sempre soddisfatto; quando stravince, come ha fatto il Genova, questo spettatore si bea e gongola senza andare troppo a sofisticare oltre. LA VITTORIA SCHIACCIANTE. Non è la prima volta, quest' anno, che i due undici si trovano di fronte. Ma oggi la Lazio non era certo la squadra che qui vedemmo nella seconda tappa del campionato italiano. Persero netto anche allora, i laziali; ma furono traditi dai pali a ripetizione e diedero per buona parte della prova lezione di gioco e di stile. Oggi gli azzurri allineavano una squadra di ripiego (dicono che parecchi titolari han bisogno di riposo dopo la prova severa di Napoli). Con due terzini di riserva, con Peticca mediano sinistro e coi soli Busani e Piola titolari in prima linea (Costa c'era, ma si è fatto male assai presto ed abbastanza seriamente), la Lazio odierna non poteva pretendere di dettare legge e neppure di opporsi con fortuna ad un Genova apparso in netta fase ascendente. Gli ospiti in realtà non hanno fatto che difendersi e solo Viani e Baldo hanno potuto rifulgere a tratti. Il più pericoloso del quintetto è stato Busani, mentre Piola, guardato a vista, non ha potuto effettuare un solo tiro veramente pericoloso. Il Genova cammina. La sua mediana è ora in pienezza di mezzi e da essa parte un gioco di rifornimento continuo ed intelligente. Inoltre Arcari dà pericolosità nuova al settore destro. Perazzolo sta tornando in piena forma, Pantani ha ora un tiro centrato e gli stessi uomini di sinistra rendono efficacemente con la difesa salda e con un migliorato ritorno di azioni tra gli avanti, il Genova doveva vincere ed ha meritato di vincere largamente. I pregi dell' undici sono soprattutto quelli dello slancio e della decisione. Non bisogna prendere per tutto oro il 5-0 di oggi date le condizioni dell' avversario. Ma certo oggi la squadra c'è, sana e vitale. Erberto Levi. LE VICENDE DELLE DUE CONTESE. Genova - Lazio 5-0 (2-0). Venendo a Genova si è venuti incontro al richiamo del sole. Trionfa la primavera, in Liguria. Il cielo è terso, nitido e spiccante il profilo dei colli, luminoso lo sfoggio delle ville dalle finestre tutte spalancate. Se non soffiasse una bava di vento, si potrebbe parlare di clima veramente ideale. Il Genova, come si vede, è pressoché al completo, mentre la Lazio manca di alcuni titolari. Arbitro Barlassina di Novara; segnalinee: Chiti e Pampalone della Spezia. L'inizio è veloce e già al 2', dopo lunga azione sotto Blason, Perazzolo ha modo di segnare per la sua squadra. Il Genova continua ad attaccare e solo all' 8' Busani imposta il primo blando contrattacco dei laziali. Si manovra spedito nonostante il terreno allentato. Il Genova ha sole contro e vento in favore, e sull' ala del vento preme ancora. Al 13' Pantani ha modo di tirar forte appena alto e Scarabello lo imita subito dopo. 14'; scende tutto l'attacco del Genova e Strappini tenta di rompere l'azione facendo campanile. Raccoglie Arcari che con un tiro violento manda il pallone a picchiare sotto la traversa e ad insaccarsi, schizzando in rete. Siamo 2-0. La superiorità genovese non accenna a diminuire. al 19' su bella azione Pantani - Perazzolo - Arcari - Marchionneschi, quest' ultimo alza di poco con Blason fuori rete! Lunga parentesi laziale che frutta un angolo in favore (21'), ma il Genova la compensa immediatamente dopo (22'): infruttuosi entrambi. Appoggiati da una mediana efficacissima gli attaccanti genovesi fanno il gioco in bellezza. Pigliano il paletto (Perazzolo) al 24' e insistono senza tregua. La Lazio (c'è Costa da qualche tempo fuori campo per un colpo), non si è ancora trovata. Ottiene un secondo angolo al 29' e ne provoca un terzo. Al 37' è ancora il Genova a provocare un angolo. Al 38' Pantani manda molto alto una palla preziosa. Poco dopo Perazzolo può tirare a lato. Le azioni offensive dei rosso-blu si susseguono quasi sempre senza interruzione. Costa non è più rientrato, e, ridotta con dieci uomini la Lazio non può che continuare a difendersi fino allo scadere del tempo. Il risultato fin qui è sacrosanto. Gli attacchi della incompleta Lazio si possono contare sulle dita di una mano. Il pubblico intanto continua ad invadere gli spalti. Possiamo già contare circa 10.000 persone. Neppure nella ripresa Costa rientra e il Genova continua intanto ad attaccare. Al 10' Pantani con decisiva azione personale punta sul goal, ma è fermato di forza da Strappini.Al 12' Bigogno imposta un'azione entusiasmante conclusa ancora da un tiro di Perazzolo. Fregosi rimane inattivo fino al 15' quando para facilmente un lungo tiro di Busani. Poi il Genova ritorna sotto e mette alle strette i terzini avversari. Angolo contro la Lazio al 18' e finalmente al 20' una decisa azione laziale conclusa con un tiro appena fuori, di Busani. Ma il Genova non è evidentemente pago del suo bottino. Contrattacca subito e riprende a far fischiare i palloni ai lati della casa di Blason. I difensori laziali sono superati in velocità e chiarezza. Altro angolo per il Genova al 25' e fortunose parate alte di Blason al 27' e al 32'. Il maturatissimo terzo punto arriva. Perazzolo allunga in profondità a Pantani che scattando tra i terzini segna di prepotenza. Ormai la partita pare non abbia più nulla da dire. La Lazio, a Genova, quest'anno, non ha evidentemente la possibilità di spuntarla. Invano essa ha un finale energico, invano si aggiudica ancora due angoli. E' invece Perazzolo che, su passaggio di Pantani, ottiene la quarta rete genovese al 39'. La palla batte contro il montante e rimbalza in goal. 4-0. Passa un minuto e Perazzolo scaraventa improvviso un bolide alto che piega le dita al portiere e dà il quinto punto ai locali, effettivi dominatori in campo. Al 44' Piola passa terzino al posto di Strobbe. Il punteggio non varia. GENOVA: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. LAZIO: Blason; Strobbe, Strappini; Baldo, Viani, Peticca; Busani, Uneddu, Piola, Capponi, Costa.

 

IL LITTORIALE (Roma, 07 Gennaio 1937). I capilista del campionato, Lazio e Bologna, eliminati dal torneo per la Coppa Italia.  GENOVA batte LAZIO 5–0 (2–0). Gli azzurri hanno giocato in formazione di ripiego ed hanno avuto Costa infortunato. Genova: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. Lazio: Blason; Strobbe, Stappini; Baldo, Viani, Peticca; Busani, Uneddu, Piola, Capponi, Costa.  Arbitro Barlassina. Segnalinee: Chiti e Prampolini. Gol: nel primo tempo. Perazzolo al 2’, Arcari al 14’; nella ripresa: Pantani al 32’, Perazzolo al 39’ e al 41’. Genova, 6. Occorre precisare. La Lazio aveva tenuto a riposo i due terzini titolari, Milano e le due mezze ali, in quanto questi giocatori risentivano di contusioni riportate in precedenza. Anche Piola aveva chiesto di essere tenuto a riposo, ma i dirigenti della Lazio con gesto sportivissimo verso il pubblico genovese, hanno voluto egualmente che Piola si allineasse con i compagni per non indebolire oltre la compagine. I ROSSO-BLU IN GRANDE GIORNATA. Il Genova è andato subito all’ attacco. Sin dalle primissime azioni dei rosso-blu, s’è compreso che il Genova era in grande giornata, che la squadra dei concittadini marciava a pieno regime. Al contrario, la Lazio poco tranquilla circa il comportamento dei suoi giovani terzini, si dimostrava malsicura ed incerta. Dopo due minuti, Perazzolo segnava la prima rete della giornata e da questo momento non vi fu più alcun dubbio sull’ esito finale dell’ incontro. Arcari ribadiva poco dopo il successo del Genova e per tutto il primo tempo i rosso-blu tennero il comando del gioco sfiorando un infinità di volte il successo e mancando facili occasioni per aumentare il loro bottino. GRAVE INFORTUNIO A COSTA. Il colpo di grazia alla resistenza della Lazio venne al 28’ del primo tempo, quando Costa, l’ala sinistra della Lazio, in uno scontro fortuito con Agosteo, riportava la frattura del perenne sinistro. Il laziale veniva trasportato a braccia negli spogliatoi e gli azzurri rimasti in dieci uomini, continueranno a lottare con energia ma oramai senza nessuna convinzione di poter fare qualche cosa di buono. Nella ripresa, il Genova, malgrado avesse a sua volta il vento contrario, continuò nella pressione e verso la fine consolidava il suo bottino con altre tre reti, una delle quali va addebitata alla scarsa sicurezza del portiere laziale. I MIGLIORI. Della Lazio si sono salvati Viani, Baldo e Piola, all’ attacco, insieme a Busani. Il Genova ha disputato la migliore partita della stagione. La squadra in ripresa è fresca e dispone di una difesa ottima e di una mediana mobilissima. L’attacco ha migliorato a vista di occhio dalle ultime esibizioni e con l’innesto di Arcari, ha dimostrato di potere fare ancora molto di più. La partita s’ è iniziata poco prima delle 13. Sono presenti circa 12.000 spettatori che hanno dato un incasso di 81 mila lire.  L’inizio del Genova è fulmineo. Al 2’ su azione manovrata partita da Bigogno e sviluppata da tutto l’attacco, Arcari manda al centro un allungo di Figliola, Marchionneschi se ne impossessa e passa a Perazzolo che da due passi mette in rete spiazzando completamente Blason. Si riprende: travolgenti azioni del Genova non hanno esito. La Lazio impegna per la prima volta Fregosi, e all’ undicesimo minuto con un improvviso tiro di Uneddu parato dal portiere rosso-blu. Riprende tosto la superiorità del Genova che al 14’ ottiene il secondo gol su azione Perazzolo - Pantani conclusa con un forte tiro da Arcari. La palla batte sotto la traversa, rimbalza contro uno dei montanti e finisce in rete. Nuove azioni del Genova dalle quali la Lazio si libera ogni tanto con controffensive improvvise. Al 28’ si ha l’abbandono del campo da parte di Costa. La Lazio ottiene due calci d’angolo poi è nuovamente chiusa in area fino alla fine del tempo. Nella ripresa, malgrado il vento contrario, il Genova continua a dominare. La Lazio ha chiaramente smobilitato ogni velleità; pur difendendosi con efficacia non dimostra più nessuna buona intenzione. Di ciò approfitta il Genova, che dopo aver sbagliato alcune occasioni marca la sua terza rete al 32’ autore Pantani su passaggio di Perazzolo. Poi è Perazzolo che al 39’ e al 41’ segna gli altri due gol per il Genova, il primo con un tiro contro il palo che finisce in rete; il secondo con un tiro a sorpresa che Blason alza a campanile: la palla ricade verso destra e per l’effetto ricevuto finisce in rete. Cinque a zero.

 

Una azione di calcio d'angolo sotto la rete genoana. Fregosi è uscito dai pali e Agosteo è retrocesso sulla linea della porta

 

IL LITTORIALE - Gol: è il quarto che il Genova ha segnato alla Lazio: autore del gol è stato Pantani (il secondo da destra).

 

 

AKAIAOI 2006