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Stagione 1936-37 | Cronache | Tabellini 1936-37 | Giocatori | Calendario | Home | |
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GENOVA 1893 - LUCCHESEA |
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| Andata a Genova: Genova - Lucchese 1-1 | Ritorno a Lucca: Lucchese - Genova 2-2 | ||
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IL PICCOLO di Genova (Genova, 19 Ottobre 1936). GENOVA - LUCCHESE 1-1. UN PUNTO PER TEMPO E MOLTI FISCHI ALL' ARBITRO. La Lucchese esce imbattuta anche dal campo di Marassi. Una fortunosa rete al 91.o minuto di giuoco (si stava in quel momento ricuperando il tempo perduto per due interruzioni dovute a provvisori abbandoni del campo di Romagnoli prima e di Vignolini dopo) ha permesso alla compagine toscana di conservare anche dopo la sesta giornata di campionato l'aureola di imbattibilità. Ma stavolta, più che mai, la fortuna (altri con più appropriate parole diranno l'arbitro, ma noi non vogliamo addossare al direttore tutta la colpa di quanto è successo ieri, anche se il direttore di gara ha molte colpe sulla coscienza). La fortuna - dicevamo - si è messa tutta dalla parte dei rosso neri. Ha fatto proprio tanto la Lucchese da meritare il pareggio? Francamente, no. Fresco, impetuoso, deciso il suo giuoco, ma non ancora completamente materiato di sostanza, esso ci è parso, dal momento che i rosso neri poche volte sono riusciti a mettere il naso nell' area di rigore di Bacigalupo, limitandosi a tentar la sorte con tiri scoccati sempre da lunghe distanze. Ma più che meriti alla Lucchese, e a prescindere dall' operato dell' arbitro, bisogna dire dei demeriti del Genova al quale va addebitata parecchia colpa del suo mancato successo. LE COLPE DEL GENOVA. La squadra concittadina, partita di slancio, ha tenuto fede alle promesse per non più di un quarto d'ora. Parve in quei primi 15 minuti di giuoco che il Genova dovesse fare un solo boccone della Lucchese, Pantani portò i rosso bleu in vantaggio dopo solo 5 minuti di giuoco, e tutto l'andamento della contesa parve volgere completamente a favore dei locali, tanta era la velocità delle loro azioni e l'intraprendenza dei loro uomini. Ma dopo un quarto d'ora, tutto svanì come d'incanto. Incominciò ad incepparsi l'attacco che sciupò d'allora in poi sistematicamente tutte le azioni che esso stesso si fabbricava e la Lucchese ne trasse lo spunto per talune decise galoppate in area rosso bleu ammonitrici della caparbietà e del fiato con cui essa doveva poi disputare tutto l'incontro. Tuttavia, per tutto il primo tempo, rade e poco pericolose riuscirono le controffensive degli ospiti. La superiorità del Genova allo scoccare del quarantacinquesimo minuto avrebbe potuto comodamente essere espressa in un tre a zero (le due reti comodamente mancate da Perazzolo oltre a quella segnata da Pantani) senza che nessuno avesse nulla da obbiettare. Le cose precipitarono invece nella ripresa. L'attacco del Genova, nel quale Fasanelli giuocava bene ma giuocava da fermo, nel quale Perazzolo non dava tutto il prezioso e continuo apporto delle precedenti giornate, e Pantani incapace a costruire, aspettava invano l'imbeccata a colpo sicuro e con le ali intelligentemente marcate dalla difesa rosso nera, l'attacco si perdette completamente. Non ci fu più in esso traccia alcuna di un' unità organica. Poi ad aggravare le cose, vennero col procedere del tempo gli ordini alle mezze ali già arretrate di arretrare di più, cosicché la Lucchese si trovò automaticamente portata ad attaccare. Era un autentico invito a nozze. I rosso neri che disponevano di una maggior riserva di fiato, acquistarono confidenza, si fecero via via minacciosi e nell' ultimo quarto d'ora si assistette allo spettacolo di un Genova timoroso ed impaurito che accettava quasi senza reazione il giuoco degli avversari ed accusava visibilmente le papere dell' arbitro ai suoi danni. Poi, non del tutto inevitabile, il piuttosto fortunoso pareggio dei lucchesi che, venuto nelle battute di ricupero, inficiò ogni possibilità di ripresa da parte della squadra rosso bleu. RASSEGNA DELLE SQUADRE. Così com'è andata, la partita avrebbe dovuto assolutamente chiudersi con un diverso verdetto. A prescindere dalle colpe arbitrali (è stato negato, fra l'altro al Genova, un rigore fra i più grossi e i più marchiani, e gli sono state affibbiate punizioni che non esistevano proprio), a prescindere dalla non felice condotta di gara dei rosso bleu, resta inoppugnabile il fatto che la partita avrebbe potuto comodamente chiudersi col Genova in vantaggio senza che nessuno avesse comunque da obiettare. Animosa la prova della Lucchese? Sì. Convincente? Anche, ma non a tal punto da giustificare il pareggio. Ma si sa a qual filo siano legate di solito le sorti delle battaglie calcistiche e in questa divisione di punti il Genova ha anche la sua buona parte di colpa perché le manchevolezze arbitrali non possono completamente cancellare il fatto che i rosso bleu non hanno davvero giuocato ieri la loro migliore né la più convincente partita. Vediamo quindi brevemente a cosa ci porta la rassegna delle due squadre. Al Genova - lo abbiamo già detto - è mancato completamente l'attacco. Pantani ha la zampata finale che non perdona (si veda ad esempio il suo bel punto di ieri) ma manca essenzialmente di tutte le altre doti necessarie ad un centro avanti, e per gli altri uomini si è già accennato più sopra. La mediana ha avuto un superbo atleta in Genta, un eccellente uomo in Bigogno, che ha impedito qualsiasi movimento a Gringa, ma è mancata in parte in Bonilauri, dal comportamento saltuario. In difesa Vignolini - indisposto - ha difettato di precisione. Impeccabili Agosteo e Bacigalupo. La Lucchese non ha messo in mostra nulla di trascendentale, a prescindere dalla grande mobilità dei suoi uomini, assai più in fiato che non i loro avversari, ma è comunque da lodarsi il comportamento generoso dei rosso neri i quali si sono battuti fino alla fino all' ultimo minuto con un cuore da fare invidia al più indomito dei leoni. La difesa della Lucchese è forte specialmente nel portiere, la mediana ha in Neri il suo numero uno (Dossena e Sher sono buoni lavoratori ma nulla più), mentre l'attacco non ama i ricami. Pochi passaggi e tiri improvvisi e forti di lontano. Ma impressiona la quantità e la qualità del lavoro che svolgono le mezze ali. FASI DI GIUOCO. Il Genova va in vantaggio dopo 5 minuti. Un calcio di punizione battuto da Bonilauri va a Gobbi che ruba il tempo ad un avversario e porge a Perazzolo. Questi a sua volta allunga la palla fra i terzini avversari e su di essa è pronto a gettarsi Pantani. Ad Olivieri non resta altro che uscire di porta ma Pantani lo prende di controtempo e, facendogli passare la palla sulla testa, segna giudiziosamente la prima porta della giornata. Per un quarto d'ora esattamente i rosso bleu giuocano in modo brillantissimo. Marchionneschi superati successivamente Neri e Persia mette sui piedi di Perazzolo un pallone da rete. Il biondo padovano lo spreca calciando precipitosamente a lato. Dopo il quarto d'ora il giuoco del Genova accenna a farsi più tranquillo e la Lucchese ne approfitta per portare i primi contrattacchi, uno dei quali si conchiude con una rete di Coppa segnata quando l'arbitro ha già rilevato e fischiato il fuori giuoco. Ma la superiorità dei rosso bleu, anche se il loro attacco ha perso ormai ogni forza penetrativa, è netta per tutto il primo tempo. Da segnalare non c'è che un calcio d'angolo tirato alla perfezione da Perazzolo e alzato di testa da Bigogno a due metri da Olivieri, ed una nuova occasione fallita da Perazzolo dopo una bella serie di passaggi fra Gobbi, Marchionneschi e Pantani. Insomma, nei primi 45 minuti il Genova ha attaccato per almeno 35, ma ha segnato una sola volta. La Lucchese, per conto suo, si è difesa bene ma nulla più. Più aperto il giuoco nella ripresa. Un attacco di Gringa è conchiuso da Romagnoli con un bel tiro a volo. Bacigalupo respinge con difficoltà. Sciupa un' altra occasione il Genova quando Olivieri, nel deviare un centro di Marchionneschi, esce di porta, cade a terra e lascia la palla a Gobbi. Ma Gobbi tira in pieno sul portiere e la bella occasione va a farsi benedire. Poi esce Romagnoli per qualche minuto e al suo ritorno Marchini stampa la palla su di un montante con un bel tiro da una ventina di metri, poi Dossena fa un fallo di mani grosso così in piena area ma l'arbitro non se ne dà per visto (e qui incomincerà la serie degli errori arbitrali), poi esce per un paio di minuti anche Vignolini e a sua volta Marchionneschi colpisce il montante con un bel tiro che sembrava destinato in fondo alla rete. Quindi la partita precipita. Il Genova ha adottato uno schieramento difensivo e traballa visibilmente dinnanzi al giuoco più vivo e più deciso degli ospiti. Traballa ma non cede quando lo si punirà con un calcio d'angolo inesistente e quando gli si infliggeranno alcune punizioni parecchio ipotetiche. Poi ha ancora uno sprazzo che per poco non va a compimento(fuga di Gobbi e Pantani, ma mal conchiusa azione dell' ala destra) e, infine, cade al 91.o minuto, proprio nelle battute di ricupero. Calcio di punizione dal limite dell' area per un fallo (ma il fallo c'era davvero?) di non sappiamo quale rosso bleu. Solito schieramento di uomini in difesa. La palla viene una prima volta respinta dalla muraglia di maglie rosso bleu e, ripresa ancora da Perduca, viene nuovamente respinta. E' a questo punto che interviene Dossena il quale, con un tiro improvviso e carico di effetto, segna nell' angolo alto alla destra di Bacigalupo. La palla batte nell' interno della rete e ritorna in giuoco per esservi subito ricacciata da un Lucchese, ma l'arbitro ha già convalidato il goal. Intanto Dossena è sepolto da una valanga di rosso neri in tripudio. Arbitro Sassi di Roma. Spettatori 10 mila. All' incontro hanno presenziato il Federale dott. Molfino e gli on. Ardissone e Negrotto Cambiaso. GENOVA: Bacigalupo, Agosteo, Vignolini, Bigogno, Genta, Bonilauri, Gobbi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Marchionneschi. LUCCHESE: Olivieri, Persia, Perduca, Neri, Dossena, Scher, Coppa, Marchini, Romagnoli, Andreoli, Gringa. RENZO BIDONE
IL SECOLO XIX (Genova, 19 Ottobre 1936). Nella partita delle occasioni mancate e delle papere arbitrali il Genova è inchiodato sul pareggio al 90° minuto. Genova - Lucchese 1-1 (1-0). Al 43.o minuto del secondo tempo il Genova era ancora in vantaggio per uno a zero, e tutto sembrava andare per la normale, vivendo la partita le sue ultime fasi con la Lucchese che sparava le residuali cartucce e con il Genova che conteneva con sufficiente facilità gli attacchi avversari. Era previsto un prolungamento di uno o due minuti, per riguadagnare il tempo perso in un incidente Vignolini ed in un incidente Coppa, ma non si prevedeva quanto sarebbe successo da li a poco. State a sentire: un pallone che Andreoli si tiene agganciato al piede, nella metà campo genoana, è disputato al lucchese da Perazzolo. I due sono di fronte e si destreggiano del loro meglio con i piedi, l'uno per mantenere il possesso della palla e l'altro per conquistare la sfera, quando Sassi, che è alle spalle del lucchese, fischia e indica con la destra tesa la porta del Genova: calcio di punizione contro il Genova. La folla mormora, ma non inveisce, un po' perché non tutti hanno visto bene e molto perché tutti sperano che ormai non accada niente di male. In effetti, neanche noi abbiamo visto bene, però, la nostra impressione più fondata è che l'arbitro abbia sbagliato e che il genoano, nel contendere la palla all' avversario, non abbia commesso nessun fallo. Comunque, si diceva, calcio di punizione al di qua dell' area di rigore, leggermente sulla sinistra lucchese. Muro dei genoani in maglia bianca e dei lucchesi in maglia rossonera con un varco perché Bacigalupo possa vedere il tiratore, poi il via. Il tiro di Perduca rimbalza una prima volta sul muro dei giuocatori; il pallone ripreso da Romagnoli e tirato verso la rete genovese rimbalza proprio ancora su Perduca che è lì davanti, e devia sulla destra, dove Dossena è tra Bonilauri e Vignolini. Il centro mediano lucchese riceve la palla ed al volo, con un tiro diagonale, dal basso in alto, la scaraventa nella rete che è indifesa perché Bacigalupo, nel marasma dei due tiri precedenti è uscito dai pali ed è finito a terra, sulla destra. La palla rimbalza sull' asta di ferro che sostiene la rete alle spalle dei pali ed esce dalla porta, ma Coppa, l'ala destra lucchese, per quanto ostacolato da un genoano che non abbiamo riconosciuto la raccoglie e questa volta la manda definitivamente a riposare in fondo al sacco. Sassi sanziona il punto e fa mettere la palla al centro. Apertura di giuoco di Pantani su Fasanelli, allungo a Marchionneschi, rinvio di Perduca; fine. L'ARBITRAGGIO DI SASSI. Una beffa per il Genova, un premio troppo grosso per la Lucchese, e conclusione logica, staremmo per dire, di una serie di errori arbitrali che sono andati dai calci di rigore non concessi, ai calci d'angolo inesistenti, creati li per li sulla semplice indicazione di un guardalinee distante almeno venti metri dal luogo dell' azione, ai calci d'angolo ottenuti e non concessi, al calcio di punizione fatale dell' ultimo minuto. Siamo dei cronisti, e non dei tifosi con le valvole in testa, e crediamo che ci si possa far credito dell' obbiettività più spassionata; e nemmeno siamo dei mangia-arbitro, tant'è vero che siamo tendenzialmente portati ad indulgere sull' operato di un direttore di scontro in poca buona giornata. Ma, per tutti i numi calcistici, questa volta il sig. Sassi ha esagerato. Errata valutazione di falli, mancata punizione di falli di mano grossi come cattedrali, nell' uno e nell' altro campo, disorientamento nelle decisioni più banali, fino a creare con la fantasia - involontariamente, siamo d'accordo - delle vere e proprie azioni di giuoco, come occorre fare, voi lo capite, per concedere un calcio d'angolo quando invece la palla è stata mandata a fondo da un giuocatore del partito attaccante, e per non concederlo quando è un terzino o addirittura il portiere che ha deviato a fondo la palla. Partito preso? Neanche per sogno, si capisce: soltanto un arbitro in giornata di poca vena, coadiuvato da due guardalinee che farebbero bene a dedicarsi ad altra carriera, visto come se la cavano nel loro semplice mestiere di ora. Ad ogni modo, un danno enorme per il Genova che si è visto portar via sotto il naso una vittoria che sembrava aver ormai già imboccato il sottopassaggio che conduce agli spogliatoi genoani. Questo è stato, in sintesi, l'arbitraggio del sig. Sassi, in occasione della partita Genova - Lucchese. Però, gli errori dell' arbitro non sarebbero stati sufficienti a danneggiare di tanto il Genova, solo che la squadra rossoblu avesse messo in granaio , durante il primo tempo della partita, i punti necessari a consolidare il suo successo e ad addormentare definitivamente la Lucchese, che aveva cominciato malissimo. Nelle occasioni sbagliate da Perazzolo, da Marchionneschi e da Gobbi, per non citare che quelle più spettacolari, il signor Sassi non c'entra. Che altro avrebbe avuto da dire la tentennante, torpida Lucchese dai terzini quasi evanescenti, se, due minuti dopo il goal di Pantani, Perazzolo avesse mandato in rete quel pallone inviato al centro da Marchionneschi e da lui ripreso al volo, col piede destro, e mandato una decina di metri fuori bersaglio, quando tutta la rete era li a disposizione ed Olivieri appariva battutissimo? Oppure, se lo stesso Perazzolo avesse messo in rete, di testa, il pallone inviatogli con un dosato traversone alto da Pantani tutto spostato sulla sinistra, al 32' dello stesso tempo? O anche, se Marchionneschi avesse segnato, due minuti dopo, quando, lanciato alla perfezione da Fasanelli, si ritrovò al di là dei terzini avversari, libero di convergere e collocare il pallone dove meglio credesse, e invece non fece che un tiro precipitoso e fuori centro? Nel primo tempo, e specialmente nei primi minuti, il Genova avrebbe potuto disporre della Lucchese come meglio gli fosse sembrato. Partito bene, di scatto, appariva ancor più lanciato di fronte a una Lucchese che nella sua azione appariva insonnolita, con i muscoli ancora da riscaldare. I terzini rossoneri facevano poi a gara a sbagliare ma anche tra i mediani non si scherzava. Sta di fatto che al 5' minuto il Genova era già in vantaggio. Un errore dei terzini lucchesi, e particolarmente di Persia che si attardava nel rimando di quel tanto necessario a Pantani per piovergli addosso e portargli via la palla, dava via libera al centro attacco genoano sul pallone rimbalzato al di là dei terzini lucchesi, e consentiva allo stesso Pantani, arrivato sulla palla prima del portiere toscano, di alzare la sfera sopra la testa di Olivieri gettatosi in tuffo e di inviarla in rete. (Ora qualche melanconico dirà che mettendo in rilievo l'errore dei terzini lucchesi si è svalorizzata l'azione di Pantani). Subito dopo, 7' minuto, mentre si accentuava nella Lucchese il senso di smarrimento, e Dossena al centro della seconda linea ballava tra Fasanelli e Perazzolo, e Pantani lavorava fianco a fianco coi terzini avversari, rendendoli ancora più incerti nel loro gioco, Marchionneschi metteva sui piedi di Perazzolo quel tal pallone di cui si è già parlato, e Perazzolo, riprendendolo al volo, inviava fuori dei pali. LE OCCASIONI PERDUTE. La partita continuava a chiara prevalenza genoana, anche se in essa i lucchesi inserivano alcune azioni di contrattacco che mettevano l'allarme nel campo avversario. Ecco la prima parata di Bacigalupo al 9', su girata di Romagnoli; ecco il primo fallo di mano di Persia, in area di rigore, non visto dall' arbitro, su centro di Marchionneschi. Poi un entrata tardiva di Vignolini che per poco non dava via libera a Romagnoli e Coppa; tre parate di Bacigalupo su altrettanti difficili tiri avversari, e quindi, al 22', un bel goal lucchese segnato, dopo una serie di passaggi volanti tra diversi rossoneri, dall' ala destra coppa, e annullato per fuori giuoco. Su questo episodio finiva il periodo di rinascita lucchese ed il genova ritornava a stringere sulla porta di Olivieri ottenendo un calcio d'angolo (24') per un tiro di Fasanelli rimbalzato su Perduca e uscito a fondo (testa di Bigogno sul calcio d'angolo e niente di fatto), e sfiorando un' altra volta il successo al 27' con Pantani - Marchionneschi. Il primo esce al di là dello sbarramento dei terzini avversari e piega sulla sinistra, ma quando si crede che punterà sul goal, lo si vede allungare il pallone a Marchionneschi. Questi, che non ha intuito la manovra del compagno, fors'anche perché credeva che Pantani sarebbe andato dritto su Olivieri, scatta in ritardo e il prezioso pallone va perduto. Al 32' un' altro pallone d'oro, offerto da Pantani, spostato sulla sinistra, a Perazzolo, che il padovano mette fuori di testa. Nel secondo tempo la Lucchese appare trasformata; c'è più autorevolezza nel giuoco della sua linea mediana, e già al 4' minuto Gringa, sfuggito a Bigogno e liberatosi di Agosteo, centra a filo teso sulla porta genoana: Romagnoli raccoglie e spara: Bacigalupo è lì, pronto alla parata. Lo stesso Bacigalupo afferra subito dopo un tiro di Marchini, subdolo e improvviso. Il Genova avverte il pericolo e Genta, dal centro del campo, fa viaggiare Marchionneschi che sfugge alla guardia non esageratamente chiusa di Neri, e centra sulla porta lucchese. Olivieri, col pugno, devia sulla sua sinistra, da dove Gobbi arriva in corsa: ma l'ala destra rossoblu non riesce a far di meglio, nonostante che abbia quasi campo libero davanti a se, che a indirizzare la palla dritta nelle braccia di Olivieri che nel frattempo è caduto a terra. Al centro, liberissimo, c'era Pantani. Un fischio arbitrale, la cui genesi è rimasta sconosciuta ai più, interrompe una mischia che si sta svolgendo sotto la porta lucchese (8'), ed al 12' Gobbi scavalca letteralmente due o tre avversari che gli si cacciano tra i piedi e manda corto al centro, dove il prezioso pallone non trova l'amatore. La Lucchese ricomincia a prendere fiato verso il 10' minuto e conduce alcuni attacchi volanti che terminano tutti con tiri secchi e improvvisi, vuoi di Andreoli, vuoi di Romagnoli, vuoi di Marchini. Anzi, proprio Marchini, al 17', a conclusione di una mischia creatasi per un calcio di punizione contro il Genova, manda il pallone a sbattere a metà del montante destro della casa genoana: Bacigalupo, tutto da quest' altra parte, fa appena in tempo a guardare se la palla è andata in rete. Al 21' si ha una specie di capolavoro del signor Sassi, il quale lascia correre un grosso fallo di mano in area di rigore lucchese, commesso da Scheer; e poi sulla continuazione dell' azione, indugia ad un fallo da rigore di Persia su Marchionneschi, e termina brillantemente col non concedere un calcio d'angolo al Genova, nonostante che il segnalinee gli indichi che ha da tirarsi un corner. Un incidente a Vignolini (su un centro di Gringa saltano in tre e Vignolini ha la peggio), costringe il Genova a giuocare per un poco con Genta terzino e Perazzolo mediano. Questo è il periodo migliore per la Lucchese, ma è proprio qui che il Genova perde un' altra occasione per segnare. Questa volta però, è la sfortuna più nera che perseguita Marchionneschi, il quale di fatti si libera bene del suo mediano e del suo terzino, converge e spara di destro spiazzando Olivieri. La palla rimbalza sul montante sinistro e si perde nel nulla. Riprende la Lucchese (34': centro di Coppa e ripresa al volo, raso terra, di Romagnoli) e ottiene due o tre calci di punizione, mentre al 39' ha dall' arbitro, su segnalazione del guardalinee di destra, l'omaggio di un calcio d'angolo inesistente. al 43' poi, avviene quello che abbiamo già descritto. LA LUCCHESE: SQUADRA FORTUNATA. Confessiamo che ci attendavamo di più dalla Lucchese. La squadra toscana ha iniziato il giuoco male: sembrava abulica, ferma, si può dire. I suoi terzini facevano pena, tanto stentavano a ritrovarsi. A poco a poco si è ripresa, ma vogliamo credere che possa giuocare meglio: altrimenti dovremmo trarre delle ben magre conclusioni sul conto della Juventus, del Milan, del Bologna, del Novara che con essa hanno pareggiato o addirittura perduto. Ha un pregio: che i suoi attaccanti, e qualche volta anche i mediani, tirano a rete senza pietà, da qualsiasi posizione. L'avversario pensa magari che continui il fraseggio di un' azione appena iniziata, ed invece gli arriva tra capo e collo la cannonata improvvisa. Per fortuna, ieri Bacigalupo ha avuto sempre occhio felice e scelta di tempo superba. Il secondo tempo della Lucchese però ha visto una squadra del tutto diversa da quella della prima fase della partita. Più spigliatezza nel giuoco, più velocità nelle azioni degli attaccanti; in ripresa i terzini ed i mediani, per quanto non si siano mai tirati fuori in modo eccezionale dal grigiore in cui si erano avvolti all' inizio. Indubbiamente, la Lucchese è una bella squadra, che potrà dare del filo da torcere a parecchie avversarie, ma ieri è stata più fortunata che brava. Del Genova, anche se avesse vinto, avremmo dovuto ripetere le stesse cose. Per di più, a parere di molti, ieri la squadra ha sbagliato tattica, rintanandosi in difesa quasi fin dall' inizio del secondo tempo. (Ma diceva bene un nostro collega: se avesse vinto, la tattica sarebbe stata giusta). Tutte cose sulle quali sarebbe possibile discutere una settimana, per poi restare ognuno del proprio parere. Il pareggio all' ultimo minuto è una beffa che la squadra non ha meritato; sta il fatto però, che la stessa squadra poteva e doveva arrivare all' ultimo minuto con almeno due goals dio vantaggio. Alla partita ha assistito il Segretario Federale dott. Molfino. Le squadre: LUCCHESE: Olivieri - Persia, Perduca - Neri, Dossena, Scheer - Coppa, Marchini, Romagnoli, Andreoli, Gringa. GENOVA: Bacigalupo - Agosteo, Vignolini - Bigogno, Genta, Bonilauri - Gobbi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Marchionneschi. RENATO COMPARINI.
06° GIORNATA: Bologna - Sampierdarenese 4-1, Fiorentina - Torino 1-0, Genova - Lucchese 1-1, Juventus - Ambrosiana 1-1, Milan - Napoli 1-0, Novara - Bari 1-1, Roma - Lazio 3-1. Triestina - Alessandria 3-0. CLASSIFICA: Bologna 09; Torino 08; Bari, Fiorentina, Genova, Lazio, Lucchese, Milan e Roma 07; Ambrosiana 06; Juventus, Sampierdarenese e Triestina 05; Napoli 04; Novara 03; Alessandria 02.
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IL SECOLO XIX (Genova, 22 Febbraio 1937) - Un inizio brillante porta il Genova 2 a 0 ma la Lucchese prima accorcia le distanze e poi pareggia al 43' del secondo tempo. Lucca, 21 febbraio. La partita che il Genova ha oggi disputato a Lucca doveva essere quella della riabilitazione dopo l'insuccesso casalingo col Napoli, e tale, dev' essere considerata poiché anche se a due minuti dalla fine dell' incontro che sembrava avere la sorte ormai decisa, i rossoblu si sono lasciati sfuggire la vittoria, ciò non infima nel complesso il comportamento della squadra su un terreno che, unico in tutte le divisioni del campionato di calcio, vanta finora l'imbattibilità della propria squadra. Il Genova si è palesato nella sua vera forza e in tutte le sue possibilità nel primo quarto d'ora svolgendo un gioco spigliato all' attacco ed appunto in questo periodo è giunto al successo con due stoccate intelligenti di Marchionneschi. I ROSSOBLU IN CAMPO. Era tutta la squadra che funzionava, perché la Lucchese, briosa e intraprendente, veniva tenuta autorevolmente a bada, dalla mediana e dai terzini genoani e ciò permetteva al quintetto di punta rossoblu di svolgere il suo compito offensivo. Poi sicuro dell' ormai già notevole bottino, il Genova badò più a conservarlo che ad aumentarne la entità e la Lucchese poteva da allora avvicinarsi maggiormente a Fregosi, il quale, tranne pochissime parate non difficilissime non fu però molto impegnato perché la guardia dinnanzi a lui era quanto di più vigile si potesse immaginare e specie nella ripresa fu addirittura esasperante per gli attaccanti toscani. Messo fuori discussione il punto subito dal Genova sulla punizione del primo tempo, si potrebbe discutere sui quello del pareggio perché effettivamente entra un po' in causa un attimo di incertezza della difesa: ma sta di fatto che ormai la fatica, per il ritmo veloce e combattuto dell' incontro ma sopratutto per il terreno troppo soffice, aveva preso tutti gli atleti quindi la giustificazione c'è ed è tale da non scusare a priori i terzini genovesi, i quali, e particolarmente Vignolini, con una generosa ed intelligente partita, cancellarono la giornata nera di domenica scorsa. Della mediana non si può che dire bene, per l'instancabilità di Figliola, per l'intelligente gioco di Bigogno e per la generosità di Genta. L'attacco ha avuto in Marchionneschi il cannoniere e l'uomo più pericoloso per la rete avversaria, calato poi, per la stanchezza, sul finire. Arcari non fu all' altezza del compagno; tuttavia fece molto buon lavoro, come ne fece, di preziosissimo, Perazzolo più ancora di Scarabello. L'attesa era per Torti, ma la partita di oggi non può assolutamente far testo, per vari motivi. Torti era conosciuto a Lucca per la recente e brillante esibizione nella partita delle riserve e quindi da lui tutto era temuto; ne conseguì l'ordine di scuderia - eseguito scrupolosamente da Callegari - di non lasciarlo mai solo e Torti ebbe sempre una casacca azzurra (oggi i lucchesi erano in maglia azzurra) alle costole. Si aggiunga lo schieramento eminentemente difensivo dei rosso-blu per buona parte della contesa e se ne concluderà che non molto poteva fare l'ex foggiano. Comunque di buona vi èp stata - da parte sua - qualche bella e improvvisa rovesciata la prima delle quali fruttò il primo punto di Marchionneschi e qualche spunto personale, nonché taluni buoni smistamenti. Ma tutto ciò non può suggerire definitive considerazioni sulla soluzione del problema del centro attacco genoano. La Lucchese ha combattuto come sa combattere una squadra che non rinuncia alla lotta in nessun momento della contesa, anche se questa sembra volgere a mal partito, come poteva avvenire oggi. C'è volontà in tutti e classe in molti come rilevarono Olivieri con alcune parate difficili e Perduca e Pescini con ottimi interventi. neri fu certo il miglior uomo in campo. Calligari, che ricordiamo nella Sampierdarenese, è stato inesauribile e puntiglioso, e Romagnoli ha completato il reparto molto efficacemente. Dell' attacco il pericolo numero uno è stato il diciannovenne Michelini un promettente prodotto locale. Marchini alternò il suo rendimento che fu invece continuo in Andreoli. Gringa per quanto freddo è tuttavia insidiosissimo e Coppa eguagliò il compagno in tal senso, con la differenza di un maggiore entusiasmo e di una più intensa attività. Agli ordini di Pirovano, di Monza, le cui decisioni saranno molto spesso tutt' altro che precise, le squadre si dispongono nella seguente formazione. GENOVA: Fregosi - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Torti, Scarabello, Marchionneschi. LUCCHESE: Olivieri - Pescini, Perduca - Romagnoli, Callegari, Neri - Coppa, Marchini, Michelini, Andreoli, Gringa. I DUE PUNTI DI MARCHIONNESCHI. La Lucchese ha la palla ed attacca decisamente con Coppa ma il fuoco è di breve durata ché il Genova si impone e parte a fondo su azione Scarabello - Perazzolo - Marchionneschi, che finisce a lato. L'offensiva genoana appare in tutta la sua incisività e foriera di risultati che infatti non tardano a giungere. da Scarabello parte un attacco che si sviluppa su Perazzolo, il quale smista a Torti. Il centrattacco genoano tocca rovesciando di piede a Marchionneschi il quale sferra una saetta a rete che Olivieri forse non vede nemmeno (5.o minuto di gioco). Breve reazione lucchese che si conclude con un tiro sibilante di Michelini deviato in angolo da Fregosi e quindi i toscani sono in angolo su incursione di Arcari. Siamo al 10' di giuoco: calcia Perazzolo, tocca di testa Figliola e Marchionneschi lancia la sua seconda saetta in rete. Lo sgomento tra i toscani eè pari all' entusiasmo dei pochi genovesi convenuti quassù. Ancora reazione degli azzurri, per cui Coppa è tutto solo, servito da Marchini, e marcia su Fregosi, ma questi esce e il tiro va a lato. Si inizia quindi un periodo di marca azzurra al quale i genovesi fanno barriera e tanto Figliola che Bigogno e Genta si distinguono, quindi è la volta di Torti (22') di farsi attore di una brillante azione personale conclusa però con un tiro alto; ma si ritorna poi in campo genoano e qui Bigogno interviene pulitamente su un avversario ma l'arbitro vede lui solo un fallo e concede la punizione che Michelini con un tiro a mezza altezza realizza, nonostante il bel volo di Fregosi (35'). Il successo, non è il caso di dirlo, accende viepiù la contesa ed i toscani, incitati a gran voce dal pubblico danno molto lavoro alla difesa genoana. Assistiamo così a tre consecutivi rimandi di Figliola seguiti da una bella intesa Perazzolo - Torti - Arcari (37'), ripetuta ancora poco dopo, ma senza esito. Sul finire del tempo Agosteo si scontra con Michelini ed abbandona il campo per un colpo ricevuto alla testa. LA LUCCHESE ALL' ATTACCO. Puntata iniziale di Andreoli alla riapertura delle ostilità, mentre sulla reazione il Genova ottiene tre punizioni consecutive senza esito concreto. Al 7' il Genova è in angolo e la mischia che ne segue è risolta da Bigogno, mentre all' 11' Coppa su spiovente di Neri, sciupa la migliore delle occasioni sfiorando il montante della porta genovese. Al 21' poi sarà il Genova a sciupare una propizia situazione creata da un tiro di Torti che impegna Olivieri (pressato da Marchionneschi) in una parata a pugno; Scarabello a cui perviene la palla, si attarda e non tira nella porta sguarnita, finché un lucchese interviene e libera. Ora la Lucchese accentua la sua pressione, favorita anche dallo schieramento difensivo del Genova cosicché Gringa, al 29', impegna Fregosi, mentre Callegari è al centro del campo, tutto intento a rifornire i propri attaccanti, tentativi dei quali però, vengono abilmente frustrati dal sicuro comportamento di Agosteo, Vignolini, Bigogno, Figliola e Genta; ed in ognuno è il convincimento che ormai la vittoria genovese sia intangibile. Anzi essa appare avviata a un risultato più probatorio per la ripresa offensiva dei rosso-blu che danno dei grattacapi ad Olivieri con Torti (38') e quindi con un' azione combinata Arcari - Torti - Marchiionneschi (42'). Sennonché, al 43', Perduca rimanda lungo, Cappa è servito di precisione e approfitta di un attimo di incertezza nei ranghi genoani per porgere a michelini il pallone del pareggio. Mancano due minuti alla fine, ma purtroppo non basteranno agli attaccanti genoani per riacciuffare quella vittoria di cui la squadra si era dimostrata ben degna. GINO MAZZA.
GAZZETTA dello SPORT (Milano, 22 Febbraio 1937) - PARITA' ANCORA UNA VOLTA, SECONDO LE TRADIZIONI. LUCCHESE - GENOVA 2-2 (1-2). Marcatori: Marchionneschi (G) 05' e 10' del primo tempo, Michelini (L) al 33' del primo tempo e 43' della ripresa. LUCCHESE: Olivieri; Pescini, Perduca; Romagnoli, Callegari, Neri; Coppa, Marchini, Michelini, Andreoli, Gringa. GENOVA: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Torti, Scarabello, Marchionneschi. Arbitro: Pirovano di Monza. Spettatori: 6.000 circa. Lucca, 21. La partita si è chiusa come nelle previsioni della carta, in quanto è ormai tradizione che rosso-blu e rosso-neri debbano terminare sempre alla pari i loro confronti. Però dopo dieci minuti di gioco si sarebbe detto che la tradizione più nulla avesse da fare, visto che già due reti erano all' attivo della squadra di Felsner. Al 5' Torti mandava a parabola sulla sinistra dove Scarabello eseguiva l'identica operazione verso Marchionneschi, che si era portato in area di rigore: un tiro a volo da sinistra a destra e il colpo era fatto. La mazzata era forte, ma non stordiva i lucchesi - oggi in maglia azzurra - i quali portavano la minaccia sotto la rete difesa da Fregosi. Ma il Genova al 10' otteneva un calcio d'angolo: il tiro di Arcari andava sulla sinistra. Marchionneschi ripeteva la prodezza con un tiro quasi identico al primo: 2-0! La partita non ha avuto poi un andamento deciso sino alla mezz'ora: due reti di quel genere stroncano anche la squadra più generosa e dopo aver scansato un serio pericolo per un quarto d'ora la squadra rossoblu ha dominato. Si è detto che i lucchesi badavano più alle spalle che al loro avanti, sinché è venuto il momento di attaccare. Punizione, calcio, d'angolo, mischia in area genovese, ma quando la mediana "saltava2 era il trio difensivo che disfaceva quel poco di buono che gli azzurri erano riusciti a costruire. Un tiro bolide di Michelini su calcio di punizione da venticinque metri diminuiva al 33' il distacco, ma le altre azioni in linea condotte sino alla fine del tempo trovavano tutte un insuperabile ostacolo. In certi momenti la partita aveva assunto anche toni rudi. La ripresa trovava un Genova risoluto a portarsi via la vittoria. Il pallone era mantenuto in area genovese, ma difficilmente Fregosi riusciva ad essere impegnato, tanto severo era il controllo cui venivano sottoposti gli attaccanti lucchesi. Finalmente a due minuti dalla fine Coppa lanciava Michelini il quale, scartato Vignolini, lasciava partire una palla ben dosata e imparabile, verso la rete genovese. Il pareggio è venuto così quando nessuno più l'aspettava anche perché sembrava che la Lucchese avesse del tutto esaurite le proprie energie e che il Genova dovesse terminare in bellezza. Così come non può dirsi che meritasse di perdere non si può ugualmente affermare che la squadra della Superba, come comportamento generale, avesse guadagnato quella vittoria che sembrava ormai in suo pugno. L' uno-due di Marchionneschi all' inizio è stato frutto di due azioni nelle quali hanno messo lo zampino classe e fortuna. Il Genova ha ottenuto il giusto premio alla sua inquadratura e al gioco svolto anche perché essa ha oggi giocato nel migliore dei modi. Il sestetto difensivo rappresenta la sua forza migliore mentre ha all' attacco due uomini come Perazzolo e Marchionneschi che sanno il fatto loro. Il dilemma tra Pantani e Torti non può dirsi ancora risolto. La Lucchese ha avuto il grande merito di non inginocchiarsi. Se non altro il pareggio ha costituito il giusto premio alla sua forza di volontà. Negli 80 minuti in cui essa ha cercato disperatamente di raggiungere l'avversario ha dimostrato organicità e robustezza in tutta la mediana, saldezza in difesa e pericolosità nel reparto di attacco. D.G.
21° GIORNATA: Alessandria - Triestina 0-0, Ambrosiana - Juventus 2-0, Bari - Novara 4-1, Lazio - Roma 0-1, Lucchese - Genova 2-2, Napoli - Milan 0-1, Sampierdarenese - Bologna 2-2, Torino - Fiorentina 0-0. CLASSIFICA: Bologna 30; Milan e Torino 28; Lazio 26; Juventus 25; Fiorentina e Genova 22; Ambrosiana, Lucchese e Roma 21; Bari 19; Napoli e Triestina 17; Alessandria e Sampierdarenese 14; Novara 11.
Pantani, libero davanti al portiere, segna la rete del vantaggio genoano sulla Lucchese che pareggerà poi nei minuti finali.
Ermelindo Bonilauri, mediano rossoblù, che quasi alla fine del girone di andata lascia il suo posto all' emergente Figliola. Hermann Felsner, antico rivale come allenatore del Bologna, ora nuovo mister genoano.
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