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Stagione 1936-37 | Cronache | Tabellini 1936-37 | Giocatori | Calendario | Home | |
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GENOVA 1893 - MILAN |
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| Andata a Genova: Genova - Milan 0-1 | Ritorno a Milano: Milan - Genova 2-2 | ||
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IL PICCOLO di Genova (Genova, 07 Dicembre 1936) - MILAN - GENOVA 1-0. La sterilità dell' attacco costa ai rosso-blù un nuovo risultato negativo. E' dunque vero che s dovrà trangugiare sino alla feccia l'amaro calice della rinuncia della vittoria di casa di questo strapazzatissimo Genova, che va fuori a farsi fare tanti bei complimenti e riserba al suo fedelissimo pubblico ogni sorta di sconcertanti disillusioni? Non varrebbe, per questo educatissimo pubblico, il pietoso stratagemma di aspergergli di miele l'orlo di un vaso colmo del tossico amarissimo che, anche oggi, ha trangugiato senza batter ciglio, senza convulsi isterismi, senza allarmistiche disperazioni. Ma, forse, l'esame obbiettivo di quanto si era visto sul campo esonerava persino dall' iraconda espressione che la folla predilige quando il destino, o le circostanze, o - perché no? - l'arbitro, fanno la somma, e la causa, di preziosi punti volti in malora. Vogliamo dire che non c'è stato alcunché di attaccabile, se non il gioco dei rosso-bleu, da parte del pubblico. Niente sfortuna, perché sarebbe sciocco ed ingeneroso, definire sfortuna l'altrui prodigio; niente arbitraggio, ché il ravennate Gonani, se mai, vide più falli e più manchevolezze nei milanisti che nei rosso-bleu, niente del tutto condizioni avverse di clima, di ambiente, di temperatura, ché si giocò nella più serena e più tranquilla delle giornate dello scorcio di questo prodigioso autunno. E allora? CACCIA AGLI ERRORI. Sconfitta senza attenuanti? Sconfitta inesorabile di gioco contro gioco, di uomini contro uomini? Dispiace doverlo ammettere, ma dir bugie, stavolta, vorrebbe essere quella pietà che fa la piaga purulenta. Cerchiamo, al fioco lume delle fresche reminiscenze della partita, questa o quella delle frazioni di gara che il Genova manovrò con buona - non chiara - superiorità di concetti. Passiamo al setaccio, a maglia grossolana, questa o quella delle minacce che i rosso-bleu portarono alla rete del prodigioso Zorzan. Le dita di un monco son di troppo per l'elencazione numerica dei palloni da goal che la sconnessa prima linea del Genova ebbe in porto franco. Due volte Zorzan allargò i quindicimila occhi presenti sul campo, ed il corto di meraviglia per le due classicissime parate (tiri di Scarabello e Perazzolo) fu sanzionato da sonorissimi applausi. Due volte (Marchionneschi nel primo tempo, Ferrari nel secondo) il goal restò nello schioppo e nella strozza, prima perché il centro avanti rosso-bleu lasciò al suo destino una palla che si aggirava raminga, in cerca di avventure, sulla deserta piazzetta del rigore milanista, poi perché Ferrari - volontà più pronta dello scatto, ideazione esatta ma esecuzione imperfetta - tirò la classica pedata della fretta ad un pallone che aveva tutti i più santi sacramenti per esalare l'ultimo respiro nel sacco di Zorzan. Altro? Sì., un pallone di Scarabello si fratturò le corna sul montante di destra, a pochi minuti dalla fine, ma questo è il fratello gemello che il timbro di Boffi aveva messo, poco prima, alla traversa di Fregosi. Noi non crediamo che il Genova abbia avuto d'altro e di meglio, di queste cinque occasioni perdute nel corso dei suoi novanta minuti. Togliete le due calamite di Zorzan: restano tre palloni puliti, con l'esatto indirizzo della rete milanista, per il corpo di spedizione rosso-bleu. La carestia, acutissima, non va confusa con la somma delle frazioni di stazionamento del Genova nell' area presidiata dal Milan. Anzi. V'era una forza di inerzia appesa alla palla, quando questa imboccava i corridoi utili di passaggio tra uomo e uomo in maglia bianco-rosso-bleu; e v'era, sistematicamente, uno scatto, una zampata, un marcamento ortodosso di una maglia rosso-nera nelle zone dio operazione del Genova. Ci si chiedeva, già nel cuore del primo tempo, come, e con quale uomo, il Genova avrebbe potuto passare in vantaggio. La domanda era la conseguenza diretta di quanto il Genova mostrava di essere e di potere. Non irresistibile in difesa (Gabardo, a trenta secondi dal via, aveva bruciato Agosteo e aveva costretto Fregosi ad un disperato salvataggio a terra), non brillante a metà campo, dove il solo Figliola era alla ribalta, il Genova spediva all' attacco il suo quintetto senza ordini, senza tracciato, senza bussole. Bisognava far portento di ogni palla. Queste saltavano via da una mediana che giocava a trenta metri dalla prima linea, anche perché il Milan vi teneva addosso i suoi velocissimi uomini di punta, e, prima di essere "giocate" dovevano subire attenta e precisa manovra di addomesticamento. Palle selvagge, o lunghe o corte, o storte o ubriache, o proiettili o sospiri. La prima linea del Genova, posto che ne sia o ne fosse in grado, avrebbe dovuto correggere gli errori della sua mediana prima ancora di evitare i suoi: poi pensare alla mediana rosso-nera, poi alla difesa, poi a Zorzan. Troppo, per così tanto da parte del Milan, e per così poco da parte di Marchionneschi, Ciferri, Perazzolo, Ferrari, Scarabello nell' ordine. Era naturale, più che evidente, che il Genova avrebbe potuto segnare soltanto se il Milan avesse sbagliato di grosso o se avesse avuto un uomo in condizioni da crearsi, per conto suo, l'azione del goal. O sfruttamento di una cantonata dei milanisti, o felice, e fortunata, soluzione estemporanea della magari più ribelle e più ostrogota delle azioni di assalto. O il proiettile piazzato, per condanna arbitrale. Niente di tutto questo. E niente punti, per logico corollario. CAUSA OD EFFETTO? Fu il patrimonio tecnico del Genova la vera causa di tanto marasma; furono le bruttissime condizioni di Bigogno e di Genta; fu l'estemporaneo ruolo di Marchionneschi (nemmeno una stella nella sua notte profonda); fu l'assenza di Fasanelli al posto del nuovo vagolante Ciferri? Lasciamo a parte per ora il Milan. L'analisi logica di un gioco non può estrinsecarsi dalla valutazione delle sue doti congenite per natura: velocità, controllo della palla, scatto, aggiramento, tiro a rete. In più: occhio per l'amico, occhio per il nemico. Il Genova di oggi balbettò a stento il primo linguaggio e fu cieco, o molto miope, per il secondo. In tema di pura velocità ogni singolo e diretto avversario milanista era in condizioni da segnare due secondi netti di vantaggio, per cento metri, contro l'antagonista genovano. Il Milan correva, il Genova trottava. In tema di smarcamento e di collegamento, di costruzione pacata e di distruzione razionale, il Milan leggeva nei testi dello stile, il Genova masticava della grammatica. In tema di mire al bersaglio (per quanto la somma dei tiri a rete non sia stata una grandine né da una parte né dall' altra) il Milan puntava il bersaglio fisso, il Genova si era iscritto al bersaglio rotante, anche detto "tiro fortuna". Che sia stato il Milan giocando un foot-ball non compassato ma, pur tuttavia, esatto, veloce, maledettamente veloce, combattivo ed angoloso alla bisogna, a subordinare il Genova ed a fargli dimenticare la lezione? Che sia stato questo freschissimo Milan ad imporre al Genova il suo ritmo di galoppo, prendendolo proprio sul terreno che il Genova gradisce di meno: la velocità? Tutto può darsi e tutto può essere oro colato, stasera, per chi voglia districarsi dal labirinto di ipotesi, di supposizioni, di sentenze agrodolci ed amare che ogni buon tifoso rosso-bleu avrà nel suo repertorio. E chi rivorrà Pantani, chi chiederà di Libonatti, chi imprecherà per Torti. I DISCORSI SUL CENTRO ATTACCO. D'accordo, Marchionneschi al comando del ventaglio rosso-bleu si è dato alla latitanza, costantemente, da dove era la palla. Non un allungo alle ali, non un "gancio" ai terzini milanisti, piede di stoppa , nessun lampo di ideazione, sommersione assoluta per novanta minuti. Ciferri? Trascinato nel gorgo di un gioco ottuso da Bigogno, in credito di rifornimenti dalle retrovie ed in debito di precisione verso Ferrari, il piccolo Ciferri sgambettò parecchio, ebbe dei barlumi, ma girò alla larga da Perversi e lasciò immonda la sua casella di bersagli colpiti. Lo stesso per Perazzolo, che parve un risparmiatore di energie e che si districò sul morire della partita avventando su Zorzan il miglior pallone dell' incontro. Ma quel bolide incontrò il miglior uomo in campo e tutto finì in una salve di ammirata approvazione. Scarabello fu l'uomo migliore del Genova, dopo Figliola. Velocità, combattimento, prontezza di conversione, assenza di indugio nella stoccata, lo spezzino avrebbe potuto trascinare il Genova al pareggio se due volte, anche per lui, i tentacoli calamitati di Zorzan non avessero magnetizzato due tiri magistrali. Un terzo, ripetiamo, diede uno schiaffo alla traversa e rimbalzò, di schizzo, sulla rete di cinta. Bigogno, prima laterale, poi centro, fu il ricordo di un grande Bigogno. Genta, prima centro poi laterale, buttò nella lotta una somma di energie che, al servizio di una classe e di un cervello, sarebbero invidiabili. Il terzetto difensivo, senza infamie e solitamente con molte lodi è oggi senza lodi e con la sola infamia - sola ma bastevole - del goal di Cossio. Bruciato Bigogno, lo scoiattolo milanista affrontò Agosteo filando come una freccia sul goal di Fregosi. Agosteo credette forse che Cossio volesse crossare e indugiò un attimo. Errore capital. Quello era un uomo sul binario della rete. Agosteo non gli buttò la gamba fra le gambe (si era fuori dall' area tabù), non lo toccò di fianco, non tentò l'estrazione forzata della palla. Non ne ebbe il tempo, o non ne ebbe l'idea? Né l'uno, né l'altro, forse. Cossio passò come un lampo. Fece ancora te passi, sul corridoio dell' ala, obliquando al centro. Arrivò a due metri dal fondo campo, aveva uno scorcio di visuale ridotta per la gola della rete, ma la palla che spedì sotto la traversa fu perfetta per mira e potenza. Assolto Fregosi (41' del primo tempo). CHIAROSCURI DELL' INCONTRO. Il Genova, sole alle spalle, ha rischiato di rompersi il collo sulla battuta iniziale, Tre calci, un giro della palla a mezzo campo, ecco Gabardo che se ne va, solo, ondeggiando verso sinistra. Bigogno sorveglia Cossio, Genta tallona il fuggitivo, Agosteo è di fronte. I tre rosso-bleu, quando convengono sull' uomo in fuga, cozzano fra di loro, perché Gabardo è già schizzato via. Fregosi è partito a pesca volante sui piedi di Gabardo: rete salva, partita salva, per ora. Il Genova vuol celebrare lo scampato pericolo e si appresta, con lena e buon talento, a scardinare il Milan dalle sue posizioni difensive. La manovra, più di aggiramento che di sfondamento frontale, si mostra subito problematica perché le palle che si staccano dai piedi degli attaccanti rosso-bleu sembrano convalescenti di anemia. Poca forza, nessuna rabbia, nessun obiettivo esatto. Il Genova si stanca presto della sfuriata e incassa due angoli all' 8', Fregosi dà un ceffone a una palla lunga di Capra, la mette fuori, poi respinge il tiro dello stesso Capra sul corner. Il Genova fa giudizio a mezzo campo, ma le due mezze ali rosso-bleu peccano sul viaggio di ritorno, quando marciano dalla mediana all' attacco. O sono senza palla, o la perdono, o la sciupano. Ecco Bigogno, che, volendo allungare un pallone a Fregosi, lo mette malamente in angolo (15'). Un "a solo" di Perazzolo dà una palla a Zorzan, ma Zorzan ne fa un boccone, (40'). Poi il goal del Milan, già archiviato (41'). Al Genova brucia la pelle. Si scaglia sulle trincee milaniste con una azione travolgente, suggerita dal bravissimo Figliola. Pallone lungo di Ciferri, Scarabello entra al volo, sbava la palla che Bonizzoni mette in angolo. Fine del primo tempo. Nella ripresa Bigogno va al posto di Genta. Il tentativo, fatto su un uomo o in giornata di luna o in condizioni fisiche scadenti, non sortisce effetti tangibili. Tutt'altro. Il Genova, tuttavia, sposta il gioco nel settore rosso-nero, ottiene un angolo (5'), ma il Milan risponde con un angolo, subito dopo. Vignolini è a terra, zoppica, ma ritorna presto (10') per sventare una minaccia dell' attivissimo De Manzano che, con Gabardo, tesse tutte le azioni del Milan a metà campo. Poi Ferrari si mette sulla coscienza un goal, come si è detto (11'). Ecco un siluro di Scarabello, Zorzan si presenta ufficialmente col primo prodigio: una parata a calice, con tanto di mastice sulle palme. Applausi (12'). Agosteo batte un "mani" di De Manzano, dalla mischia nasce un corner, dal corner nasce un pericolo per il Genova, perché Boffi traversa il campo con la palla che Genta gli toglie a stento (25'). Altro angolo contro il Milan (31'), palla di ritorno a Scarabello, tiro dello spezzino, ripetizione di prodigio da parte di Zorzan (32'). Cinque minuti dopo parte il bolide di Perazzolo: Zorzan vince la partita al Milan. Firma di Boffi (40') sulla traversa di Fregosi, firma di Scarabello (43') sul montante di Zorzan. L'uno a zero è nelle tasche del diavolo, e se lo porta via, senza rubar nulla a nessuno. Le squadre: Milan: Zorzan; Perversi, Bonizzoni; Rigotti, Bortoletti, Giannesello; Capra, De Manzano, Boffi, Gabardo, Cossio. Genova: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Figliola, Genta (Bigogno), Bigogno (Genta), Scarabello, Perazzolo, Marchionneschi, Ciferri, Ferrari. DARIO COSTA.
IL LITTORIALE (Roma, 07 Dicembre 1936) - MILAN - GENOVA 1-0. Milan: Zorzan; Perversi, Bonizzoni; Rigotti, Bortoletti, Giannesello; Capra, Demanzano, Boffi, Gabardo, Cossio. Genova: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Bigogno, Genta, Figliola; Scarabello, Perazzolo, Marchionneschi, Ciferri, Ferrari. Arbitro: Gonani (Ravenna). Goal: Cossio (41' del primo tempo). Genova, 6. Mancante di fasanelli squalificato e Torti, infortunatosi a Roma, il Genova ha sperimentato oggi una nuova formazione nella prima linea e la prova, come anche lo dimostra il risultato, è rimasta assolutamente negativa sia per la scarsa intesa esistente fra gli uomini di punta, sia per l'incapacità realizzativa. E' accaduto così che il Milan, pur senza far dello stile trascendentale e senza giuocare una grande partita, abbia potuto agevolmente mantenere il vantaggio conseguito allo spirare del primo tempo e chiudere vittoriosamente l'incontro. Il Genova ha accusato deficienze in ogni reparto, anche quello difensivo, che era stato finora il migliore; ma è mancato soprattutto nella prima linea , che se riesce a costruire qualcosa nella metà campo naufraga completamente nell' area di rigore avversaria. Soltanto Scarabello e Ferrari hanno avuto qualche spunto individuale notevole; mentre Marchionneschi è stato nullo. Sfasata anche la mediana nella quale soltanto Figliola ha giuocato con impegno ed animo. Incerti talvolta i terzini. Il Milan si è imposto per il giuoco veloce, animoso e sbrigativo, che ad ogni discesa ha costituito un vero pericolo per la difesa avversaria. Cossio e capra furono i più intraprendenti in prima linea dove Demanzano ha lavorato con continuità rendendosi utilissimo sopratutto nel compito di aiutare i sostegni. Ottima anche la mediana e attenta e robusta la coppia dei terzini. Bravissimo il portiere Zorzan, che ha sfoggiato bellissime parate. Nel primo tempo il Genova giuoca contro vento e il giuoco è in complesso assai equilibrato. Il Milan si è dimostrato assai più pericoloso del Genova e al 41' riesce a portarsi in vantaggio. Su passaggio di Gianesello, Cossio parte da metà campo e con una fuga veloce scarta Bigogno, e successivamente Agosteo; quindi stringe al centro e da pochi passi con un tiro fortissimo mette in rete. Quattro angoli contro il Genova e tre contro il Milan. Nella ripresa, Genta e Bigogno scambiano il posto. Il Genova giuoca con più decisione e al 2' manca per un soffio il pareggio, su centro di Ferrari deviato di testa da Marchionneschi a lato. Al 35' fortissimo e preciso tiro di Perazzolo, su centro di Scarabello; ma anche questa volta Zorzan para rabbiosamente. Al 40' sventola di Boffi che colpisce la traversa; e poco dopo Scarabello prende a sua volta un paletto laterale. In questo secondo tempo quattro calci d'angolo contro il Milan e nessuno contro il Genova.
11° GIORNATA: Alessandria - Torino 0-0, Ambrosiana - Lazio 2-2, Bari - Napoli 3-1, Genova - Milan 0-1, Juventus - Sampierdarenese 3-1, Novara - Fiorentina 2-1, Roma - Bologna 0-1, Triestina - Lucchese 4-1. CLASSIFICA: Bologna 16; Lazio 15; Torino 14; Bari, Fiorentina e Milan 12; Ambrosiana, Juventus, Lucchese e Roma 11; Genova e Sampierdarenese 10; Triestina 09; Napoli 08; Alessandria e Novara 07.
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GAZZETTA dello SPORT (Milano, 05 Aprile 1937) - AL GIOCO NUTRITO E VIGOROSO DEI ROSSOBLU NEL PRIMO TEMPO si contrappongono nella ripresa le azioni spaziate e incisive dei rossoneri. MILAN - GENOVA 2-2 (1-1). Marcatori: Marchionneschi (G) al 32'; Moretti (M) al 45' del primo tempo, Boffi (M) al 6'; Marchionneschi (G) al 29' della ripresa. MILAN: Zorzan; Perversi, Bonizzoni; Rigotti, Bortoletti, Gianesello; Capra, Moretti, Boffi, Gabardo, Cossio. GENOVA: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. Arbitro: Bevilacqua di Viareggio. Segnalinee: Mendo di Verona e Mastrazzi di Brescia. Spettatori: 11.000 circa. Dopo molta pioggia, tempo tendente al bello. Terreno pesante ma non pantanoso. Nessun incidente notevole da segnalare. Sei angoli per il genova e quattro per il Milan. Il pareggio è il risultato che probabilmente nessuna delle due squadre desiderava. Non il Milan, bramoso di mantenere le distanze col fuggente Bologna; non il Genova lanciato verso un miraggio di secondo posto che vorrebbe significare Coppa d'Europa e premierebbe un girone di ritorno effettivamente rimarchevole disputato da tutta la squadra in blocco. Ma tant'è, la divisione dei punti è venuta, e non si deve considerare in nessun modo ingiusta. Se infatti, dopo la prima sfuriata del Milan, il Genova si è messo a manovrare con vigoria e bontà di concezioni fino ad apparire quasi un dominatore per tutto il resto del primo tempo; se il goal del pareggio del Milan - scaturito quando Bevilacqua stava già per dare il segnale del riposo - può essere sembrato un' allegra beffa fatta agli ospiti; è altrettanto vero che per una buona mezz'ora nella ripresa il Milan ha tenuto campo ed è volato dieci volte verso Bacigalupo con azioni tanto briose nella concezione e nell' esecuzione quanto pericolose per la loro semplicistica incisività. Nel finale di gara il gioco è calato di tono perché gli atleti sentivano la stanchezza per una gara condotta a ritmo indiavolato fin dall' inizio, e il secondo punto del Genova è giunto opportuno ad equilibrare una contesa che equilibrata era stata nel complesso, ma non ha certo definito un ulteriore periodo di superiorità della compagine di Bigogno. Eccovi del resto le fasi salienti della contesa. MARCA GENOVA. Partenza del Milan. Al 3', manovra Bortoletti - Capra - Gabardo. Quest' ultimo si fa rimbalzare la palla sul petto e perde un attimo propizio. Risponde al 6' uno spunto in profondità di Perazzolo - Arcari e ne nasce il primo angolo contro il Milan, senza esito. Ancora tiro radente e insidioso di Perazzolo a lato, all' 8', poi il Milan torna sotto e comanderà tempestando per cinque minuti buoni. Ci sono stati, uno sgambetto a Boffi che l'arbitro non ha creduto di rilevare; un bel tiro di Gabardo parato da Bacigalupo in angolo (11'); e di goal, neppure l'ombra. Ecco ora il Genova che imposta il suo gioco, con crescendo ammirevole. Al 17' Perazzolo allunga a Marchionneschi che tira obliquo obbligando Zorzan a parare fra mani e testa in angolo. Tre minuti dopo è ancora Zorzan che strappa la palla dal piede di Fasanelli; e al 23' Marchionneschi, scartato bene Rigotti, sbaglia un tiro abbastanza facile. Il Milan fatica a contenere gli avversari e al goal genoano si arriva fatalmente al 32'. Dopo un angolo contro i rossoneri, i rossoblu prolungano l'azione serrata presso Zorzan. La palla arriva ad Arcari che gioca Giannesello e centra preciso. Il portiere del Milan esce ma manca la palla, mentre i terzini parano male gli uomini. Così Marchionneschi, libero, può segnare a porta vuota. Segue un angolo per parte; ma il Genova non accenna ad allentare la pressione. Al 38' e al 42' registriamo bei tiri di Scarabello ed Arcari, entrambi parati in eccellente stile da Zorzan. Pare che il tempo finisca così, quando, proprio negli ultimi secondi, si snoda una fulminea azione volante del Milan. Bortoletti a Capra, Capra a Boffi, Boffi a Moretti leggermente arretrato. Moretti senza esitazione tira un pallone fortissimo che - a mezz'altezza - va a picchiare contro lo spigolo del montante di sinistra della casa di Bacigalupo e si insacca: pareggio. MARCA MILAN. Nella ripresa, dopo che , al 3', Perazzolo ha mancato una facile occasione, libero davanti al goal, al 6' il Milan si porta irresistibilmente in vantaggio. Da mezzo campo Gabardo allunga a Boffi che smista perfetto a Cossio. L'ala fugge e centra. Intercetta ancora Boffi che fa partire un tiro di rara potenza. Il pallone trova l'ostacolo del piede di Vignolini ma schizza ugualmente verso rete e si insacca nonostante il tentativo di parata a terra di Bacigalupo. Qui il Milan imposta il suo tipo d'azione, ed ha la meglio. Al 15' Bigogno esce per qualche minuto lievemente contuso, e poco dopo sarà la volta di Gabardo a farsi massaggiare una gamba: male di lieve entità. 25': Gabardo a Cossio; tiro forte dell' ala e bella parata di Bacigalupo, in angolo. Sull' azione susseguente, Boffi gira al volo un bellissimo pallone che passa alto di poco. Poi, gradatamente, il ritmo delle offensive e controffensive s'allenta. Ma la 29' il Genova ottiene il pareggio definitivo. Su rimessa laterale di Arcari, raccoglie Perazzolo e centra dosato. Ci sono parecchi uomini appostati, Marchionneschi è più pronto di tutti e spinge in rete da tre passi. Null' altro di importante da segnalare tranne uno spunto di Boffi al 31'. Boffi scarta bene Agosteo, rimane solo, leggermente spostato sulla destra rispetto alla rete e tira con troppa precipitazione, altissimo: facile occasione sciupata! Negli ultimissimi minuti almeno il quaranta per cento degli atleti in gara gioca da fermo, evidentemente provato. UN GENOVA PODEROSO. La squadra genovese ha confermato a Milano l'ottima impressione lasciata nelle sue recenti prove positive. Si tratta di una compagine che ha mezzi atletici a dovizia e che, avendo trovato nella mediana la linea capace di dar tono a tutta la compagine, è in grado di rendere in casa come fuori di casa, al massimo delle sue possibilità. Questo Genova sprizza salute da tutti i pori. Quando fa il suo gioco, si esprime soprattutto col verbo della vigoria , senza per questo essere pesante e falloso. E' in sostanza l'erede del vecchio Genova non dimenticato, plastico e dinamico a un tempo, solido per natura e per volontà, deciso e battagliero all' estremo. Nel primo tempo ha lasciato un' impressione eccellente. La linea di cerniera comandava (Genta ha gioco e intelligenza, Bigogno sta tornando l'efficace centro che abbiamo conosciuto nella Fiorentina, e Figliola ha avuto un periodo da autentico super campione); la difesa si trovava a lavorare tranquilla con tre uomini come quelli davanti; l'attacco riceveva rifornimenti continui e per l'attività instancabile di Perazzolo e lo spirito combattivo degli altri tutti, finiva per dar fastidi serissimi alla difesa opposta. Passato il periodo di chiara superiorità genoana, sono affiorati anche i difetti dell' undici. In retroguardia, per esempio, quando la squadra è spostata innanzi a ricuperare uno svantaggio, non si riscontra più sicurezza assoluta. D'altro canto il quintetto ha in Fasanelli un centro insistente ed abile, ma non sfondatore. Si aggiunga che Scarabello non si trovava nella sua migliore giornata e che Arcari ha alternato spunti felici ad altri poco efficaci e si avrà il quadro della situazione, nei momenti in cui i rossoblu non si sono imposti per tattica e compattezza d'insieme. Crediamo dunque di non errare asserendo che il Genova attuale è una magnifica squadra in formazione. Ha impiegato qualche mese per mettere a fuoco i suoi uomini di vetrina: ora sta studiando e sistemando per ottenere il coefficiente massimo di rendimento. Sulle basi attuali, vedremo con interesse il Genova dell' anno venturo. E per ora pensiamo che tutti gli avversari che dovranno incontrare i rosso-blu debbano stare molto all' erta. Una citazione per Marchionneschi che si impone più per la felice scelta di tempo in alcune fasi decisive, che per la mole di lavoro che svolge nel corso della contesa. le armi del Milan. Il merito del Milan di oggi sta nel ricupero che la squadra ha saputo avere, quando già la partita sembrava dover essere comandata dal Genova. Ma l'undici non è più quello di un mese fa. Osserviamo gli uomini. Zorzan ha sbagliato forse l'uscita in occasione del primo goal, ma ha salvato dieci altre situazioni disperate. Bonizzoni ha giocato sulla linea del suo gran rendimento di questi mesi. Perversi invece non ha dato sempre impressione di sicurezza. Molti suoi falli son derivati dall' intento di ricuperare un errore. Anche Rigotti è sembrato a volte fermo; e nel primo tempo Marchionneschi lo ha giocato spessissimo. Bortoletti ha avuto un buon secondo tempo, ma nel primo ha faticato a tener dietro al gioco filtrante dell' attacco avversario. All' attacco Gabardo è stato ancora una volta il più intelligente. Ma la folla che aveva salutato con un osanna l'annuncio della sua partecipazione alla gara, ha dovuto comprendere verso la fine dell' incontro che la mezz'ala sinistra non si trova nella pienezza dei suoi mezzi fisici. Gabardo infatti nell' ultimo quarto d'ora era stanco e non si è mosso più. Capra è stato il più efficace, come ala. Moretti ha all' attivo un goal magnifico ed ha reso tutte le volte che si è trovato in linea con i compagni. In molte fasi invece egli è invece stato troppo arretrato. Boffi: se smarcato gioca come un campione; e nella ripresa alcune sue conversioni sull' ala sono state gioielli di precisione e finezza. Peccato che il ragazzo, a contatto dell' uomo, si preoccupi più di svincolarsi e liberare la persona che non di giocare abilmente il pallone. Cossio non era di vena, anche se il secondo goal è venuto da lui. In varie occasioni è sembrato lento e spaesato. Non è perfettamente in salute. Detto questo, derivate il rendimento complessivo. La squadra si batte con lo stesso spirito di qualche settimana fa, ma la macchina non ha tutti gli ingranaggi assestati, e scricchiola e rende a strappi. Quando l'undici trova il suo quarto d'ora gioca spedito, aperto, deciso; e son dolori per i rivali. Ma la continuità fa difetto e alla distanza le manchevolezze affiorano e influiscono decisamente. Sulla linea della prova col Genova si può concludere: il Milan può compiere un brillantissimo e fruttifero finale di campionato se i suoi uomini che oggi si reggono più per virtù morali che per efficienza fisica , torneranno tosto in pienezza di mezzi. Esatto e autoritario l'arbitraggio di Bevilacqua. ERIBERTO LEVI.
IL PICCOLO di Genova (Genova, 05 Aprile 1937). Il Genova pareggia a Milano. MILAN - GENOVA 2-2 UN RISULTATO CHE NON PREMIA LA CLASSE DEI ROSSO BLEU. Milano, 5 aprile. Alla fine del primo tempo il Milan riusciva a pareggiare le sorti della contesa che fino a quel momento aveva avuto nel Genova un assoluto e quasi incontrastato dominatore, e da quel momento i rosso-bleu non ebbero più nessuna possibilità di far loro quella vittoria che avrebbe invece dovuto spettare loro di diritto, sia per differenza di classe che per numero e qualità di azioni portate. Ma sapete bene a quali imprecisabili elementi vada soggetto il giuoco del calcio. Il Genova, qualora avesse chiuso i primi 45 minuti con un paio di reti di vantaggio, od anche qualcuna di più, anziché terminare alla pari, sarebbe stato nel pieno della sua legittimità. Un coro di acclamazioni di stupore e di lodi aveva accompagnato i rosso-bleu che rientravano negli spogliatoi per il riposo. Il Genova aveva fatto impallidire il ricordo delle squadre più famose che avevano calcato durante la stagione il terreno di San Siro. Era quel Genova che ormai il pubblico della Superba ha imparato a conoscere, ad apprezzare e che, in attesa di vederlo in lotta per il primato l'anno venturo, sta in questo scorcio di stagione seguendolo con il calore d'un tempo e con quel trasporto di cui la folla genovese sa essere, quando lo voglia, impareggiabile maestra. IL TALLONE D'ACHILLE. Pur tuttavia v'era stato qualcosa che non era perfetto, in questo giuoco pur così solido e ad un tempo tecnico del Genova, perché il dominio dei rosso-bleu avrebbe meritato ben altra rispondenza in cifre che non il magro pareggio col quale le due squadre si erano lasciate per il riposo. E diremo subito che questa lacuna del Genova ristava proprio in quella parte della squadra che pure brillava di più in campo: l'attacco. Era la solita mancanza al centro di un uomo che sapesse conchiudere dopo tanto lavoro costruttivo (e questo è un male di cui il Genova potrà guarire solamente la stagione ventura), ma v'era altresì l'eccessiva tendenza di accentrare il giuoco al trio interno che rendeva nulle molte delle azioni dei rosso-bleu. Senza pretendere insomma l'impossibile da Fasanelli che è per natura e per istinto un costruttore e non un risolutore, si poteva esigere dal Genova un maggior discernimento nell' impiego tattico del suo brillantissimo giuoco. Questa insistenza nel tenere le azioni al centro fu quella che impedì al Genova di concretare in un adeguato punteggio la schiacciante superiorità dei primi 45 minuti e, con esso, di risolvere senz'altro la lotta a suo favore. Favorito un po' dagli eventi e molto dagli avanti avversari, i quali sciuparono tra l'altro un paio di franche occasioni da rete, il Milan riuscì in tal modo a chiudere il primo tempo alla pari, senza aver mai saputo procurarsi una sola azione da goal. All' inizio della ripresa i rosso-neri riuscirono persino a portarsi in vantaggio, e la partita assunse allora un aspetto assolutamente contrastante con quello che era stato il giuoco fino a quel momento. Si pensi: 50 minuti di giuoco avevano visto il Genova prevalere per almeno quaranta, ed il Milan vinceva per due a uno. Stranezza del calcio. Ed il punto con cui il Milan si portò in vantaggio, non fu per poco esiziale per i rosso-bleu. Fu visto infatti il Genova accusare nettamente la botta e il Milan imbaldanzirsi e prendere quota. Per una ventina di minuti circa il Genova fu disorientato e quasi smarrito di fronte ai rosso-neri, che la sorte aveva aiutato a ritrovare la giusta strada. Le cose parvero mettersi proprio male per il Genova, ma fortunatamente la mediana rosso-bleu fece in tempo a riprendersi per risospingere i suoi avanti all' attacco e al successo, e per tenerli ancora all' offensiva fino alla fine. Tuttavia il Genova non riuscì più a dare al suo giuoco quella bellezza stilistica e quella superiorità di manovra che nel corso del primo tempo avevano fatto della squadra di Agosteo un' assoluta e ammirata dominatrice della situazione. Si dirà quindi da molti che il pareggio risponde ad equità, perché il Genova nel secondo tempo non è più stato in grado di fare quello che aveva messo insieme nei primi 45 minuti. Sembra invece a noi, rivedendo quanto ha fatto ciascuna squadra nel giro dell' animata disputa, che il Genova avesse ugualmente diritto alla vittoria. Il pareggio ha premiato infatti assai più il Milan che non i rosso-bleu, superiori di tutta una classe ai loro avversari. IL GENOVA DOVEVA VINCERE. V'è tuttavia a favore dei rosso-neri un fatto: il miglior adattamento del loro giuoco alle condizioni del momento. Il Genova esagerava e si perdeva in palleggi quando sarebbe stato più utile lavorare meno in linea e assai di più in profondità. Il Milan cercava invece di sfuggire al controllo della mediana avversaria con lunghi passaggi in avanti e con avanzate nelle quali non era mai perduto di vista l'obiettivo principale. Un giuoco semplice assai e primitivo talvolta, ma che non mancò di dare i suoi frutti. Volendo esaminare l'operato dei singoli aggiungeremo che nel primo tempo il Genova ebbe in campo 11 autentici campioni (anche se Perazzolo e Marchionneschi si sono bevuti più di una occasione da rete) e che, nella ripresa, si ebbe un leggero abbassamento del tono da parte dei mediani, un notevole rilassamento degli avanti, fra i quali Marchionneschi è stato il più pronto e il più realizzatore e Perazzolo quello che ha lavorato di più. Ineccepibile la gara dei due terzini. Bacigalupo è stato ingannato nell' azione che ha fruttato il secondo punto al Milan. In casa rosso-nera molto bene la difesa e pericolosa per la sua decisione la prima linea. La mediana è stata invece nettamente superata dalla sua avversaria diretta che fu in effetti la protagonista dell' incontro. LA MOVIMENTATA CONTESA. E riassumiamo l'incontro al quale, oltre ad alcune migliaia di milanesi, hanno assistito parecchie centinaia di genovesi (si ritorna alle vecchie tradizioni). L'importanza della partita è suffragata dalla presenza del Commissario Tecnico Pozzo e dalla trasmissione radiofonica del secondo tempo. Al via il Genova parte di scatto. Occorrono 10 buoni minuti ai rosso-neri per liberarsi dalla stretta dei rosso-bleu e portare la prima minaccia. Ma questa avviene quando il Genova ha già usufruito di un calcio d'angolo e Perazzolo ha già sfiorato uno dei montanti con un tiro radente. Il primo pericolo per Bacigalupo è dovuto ad un' azione di Cossio conchiusa da Gabardo con un tiro sotto la traversa. Il guardiano genovese compie un gran balzo e devia la palla in angolo. Di minacce per la rete rosso-bleu se ne riparlerà alla fine del tempo, al momento del pareggio milanista, perché da questo momento fino allo scoccare del 45° minuto il Genova sarà in campo da dominatore e il Milan dovrà pensare solamente a difendersi. Vediamo gli episodi salienti di questo tempo. 17' minuto, Perazzolo spiazza tutta la difesa avversaria con un traversone in profondità verso sinistra. Irrompe Marchionneschi che coglie di controtempo Perversi e prima che questi abbia fatto dietro-front punta tutto solo verso Zorzan. Ma il rosso-bleu indugia nel tiro, e quando vi si decide il portiere avversario gli ha già tolto ogni visuale. La palla rimbalza su Zorzan e schizza in angolo. 33' minuto. Il Milan è ancora in angolo per un tiro di Perazzolo deviato da Bonizzoni. Batte Arcari piuttosto corto. Perazzolo riceve e riconsegna la palla al compagno il quale impegna un breve corpo a corpo con Gianesello, lo supera e mette al centro. Zorzan si lancia in avanti ma non riesce che a sfiorare la palla. Prontissimo Marchionneschi se ne impossessa e la infila nella rete incustodita. 36' minuto. Il Milan è ancora in angolo. Neppure questa volta Zorzan riesce ad intercettare il tiro. Nel tentativo il portiere rosso-nero cade insieme ad un suo compagno il quale rinvia debolmente la palla sui piedi di Perazzolo. La porta è libera di difensori, ma Perazzolo, incauto e precipitoso a un tempo, spedisce a lato. Quarantacinquesimo minuto suonato. Il Genova ha attaccato senza posa fino a questo momento. Fugge all' improvviso Capra il quale centra all' altezza dell' area di rigore, Boffi riceve ma coperto da un avversario smista la palla sulla destra. Irrompe Moretti che senza esitazioni di sorta spara deciso. Volando a una spanna da terra, la palla va a battere contro la faccia interna del palo e schizza in rete. Un goal impagabile come fattura e come realizzazione, ma un' autentica beffa per il Genova che aveva giuocato in bellezza fino a quel momento. 45.o minuto della ripresa. I rosso-bleu hanno già sciupato una nuova occasione con Perazzolo allorché Boffi lancia Cossio con un bel passaggio in profondità. Il centro dell' ala è raccolto dallo stesso Boffi il quale, benché a contatto con Vignolini, riesce egualmente a tirare di sinistro. Bacigalupo, che dall' atteggiamento del suo terzino non si attendeva il tiro, si getta in ritardo sulla palla che passandogli rasente il corpo finisce in rete. Allora il Milan s'imbaldanzisce, approfitta dello sbandamento logico e naturale da cui è stato colto il Genova e per poco non segna una terza volta. E' necessaria una prodezza di Bacigalupo che vola attraverso la rete per mandare a vuoto un tiro di Cossio che sembrava destinato al sacco. La superiorità dei rosso-neri dura fino a metà tempo. Poi, lentamente, il Genova si riprende e ritorna a dominare per pareggiare al 29° su centro di Arcari girato in rete al volo dal prontissimo Marchionneschi. Complessivamente sei calci d'angolo a favore del Genova, quattro contro. Arbitro Bevilacqua di Viareggio. GENOVA: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. MILAN: Zorzan; Perversi, Bonizzoni; Rigotti, Bortoletti, Gianesello; Capra, Moretti, Boffi, Gabardo, Cossio. RENZO BIDONE.
IL SECOLO XIX (Genova, 05 Aprile 1937). UNA BUONA OCCASIONE PERDUTA. MILAN - GENOVA 2-2 (1-1). Marchionneschi, Moretti, Boffi, Marchionneschi. (Dal nostro inviato speciale). Milano, 4 Marzo. Dividiamo il racconto della partita in quegli stessi periodi di gioco che sono stati caratterizzati tanto nettamente dal prevalere di una squadra sull' altra, sicché agli occhi degli appassionati delle opposte sponde, i novanta minuti devono apparire come una successione ininterrotta di zone d'ombra e di luce, laddove, si capisce, l'ombra è data dal prevalere della squadra avversaria e la luce dal trionfante imperio degli uomini del cuore. Abbiamo così il bellissimo periodo genoano che va, ininterrotto, dal 1' al 44'30'' del primo tempo. La squadra rossoblu giuoca subito in bellezza, non solo perché oggi è nelle sue possibilità di far giuoco bello, ma anche perché sa saggiamente approfittare dell' inizio incerto del Milan che non riesce a trovare il bandolo della matassa per venire a capo degli arzigogoli avversari. Inoltre, i rossoneri risentono delle precarie condizioni e delle debolezze del giuoco di Gabardo e Rigotti, rientrati insieme a Cossio per l'occasione, ma evidentemente lungi dal produrre il loro rendimento migliore. Ciò squilibra notevolmente la squadra milanese, nel tempo stesso in cui rende più facile la vita agli avversari. Per contro, il Genova giuoca davvero bene, lavorando con lena e con quella buona intesa tra uomo e uomo e reparto e reparto, che i genovesi ricorderanno di aver ammirato domenica scorsa, nel primo tempo del match Genova - Roma, e che è indubbiamente la qualità peculiare della squadra rossoblu di oggi. Il Milan ne è come sommerso e si rifugia sovente in angolo, così come il pugile che teme il giuoco aperto e di buona scherma dell' avversario si rifugia in "clinch". Angolo per il Genova al 5' (azione di Perazzolo terminata con un bellissimo allungo a Fasanelli, sul quale interviene appena in tempo Bonizzoni), difficile parata di Zorzan, in tuffo, su tiro di Scarabello (7'), fallo di Bonizzoni su Marchionneschi che è entrato in area (9') portandosi il pallone tra i piedi. Voi vedete che il Milan in questi primi 10 minuti non è esistito. ..... (manca un pezzo che provvederò a recuperare) ..... E' Perazzolo, al 15', che effettua un allungo fra i terzini milanesi, Marchionneschi si avvia tutto solo davanti a Zorzan e, quando tira, male, la palla rimbalza sulla testa di Zorzan, buttatosi a tuffo, e va in angolo ...... (manca un pezzo che provvederò a recuperare) ..... invece di passare la palla ai compagni tira fuori un bolide che passa come una rasoiata davanti a Zorzan e finisce ad Arcari. Goal regalato. Ma dunque questo Genova che ha conquistato da un pezzo i milanesi e che manovra in campo con stupefacente naturalezza, sia pure ingarbugliandosi in Fasanelli, proprio non vuole segnare? Comunque stiamo ancora a sentire il suo monologo, nel quale ricorrono frequentemente intere frasi ben tornite dette da Perazzolo e Scarabello e balbettamenti di Fasanelli e di Marchionneschi. Al 31' un rabbioso colpo di testa di Fasanelli (palla schiacciata con la fronte dall' alto in basso, a due passi dalla rete, e fuori di poco), al 33' il maturatissimo attesissimo goal, attesissimo, vogliamo dire, anche dai milanesi. Dopo un angolo contro il Milan, Perazzolo ha la palla e la dà ad Arcari, che lotta con Giannesello e se ne libera, riuscendo a dosare un centrato pallone sul quale si precipitano, con opposti intenti, Zorzan e Fasanelli. Tutti e due mancano la sfera che arriva a Marchionneschi appostato a due passi dalla rete. Genova 1, Milan 0. Arginata la reazione degli avversari e al 39', quando Zorzan perde la palla che aveva bloccato su colpo di testa di Fasanelli, Perazzolo riprendendola, manca per poco un goal tirando fuori a porta vuota. Altri calci d'angolo contro il Milan, due bei tiri, classici del centro mediano, operati da Bigogno e quando già il bar del campo è piena di gente lanciata alla caccia del caffè del mezzo tempo, il goal del Milan. 44'30": finisce il periodo genovese e comincia quello milanese. Parte l'azione da mezzo campo e Bevilacqua la segue, dando un' occhiata alla palla e una al cronometro. Diamo anche noi un' occhiata al cronometro e una al giuoco: 44' 50'' palla a Moretti e da questi a Capra; dal 44'50'' al 45'10'' schermaglie tra Capra e un rossoblu (Vignolini? Figliola?) all' angolo di sinistra, 45'15'' Capra centra: la palla arriva a Boffi che di colpo la manda sul mezzo destro (Moretti) che arriva in corsa: la sfera colpita al volo, con potenza eccezionale, parte in diagonale da destra a sinistra, dal piede di Moretti, rimbalza sulla faccia interna del montante destro della rete genoana e va dentro: 45'20''. Non si batte neanche il calcio di rinvio; il tempo si chiude 1-1. A rigor di logica, a questo punto il Genova avrebbe dovuto essere almeno tre a uno. Secondo tempo: periodo del Milan che va dal 3' minuto (in cui Perazzolo su un ottimo pallone datogli da Fasanelli a dieci metri dalla rete, perde un' ottima occasione per addormentare il Milan sul 2 a 1; e questo pericolo sveglia invece i rossoneri) fino al 25', includendo anche in questo lasso di tempo il goal di Boffi, segnato al 5'. Goal strano, nato da un pallone che Boffi, che si era spostato sulla sinistra ed aveva ricevuto il passaggio da Cossio, ha tirato all' improvviso, di sinistro, pur avendo davanti Vignolini. Questi è stato sorpreso a metà di un salto dal tiro dell' avversario, e la palla gli è passata sotto i piedi. Bacigalupo, che da tutte le parti poteva attendersi di veder arrivare la palla, meno che da sotto i piedi del compagno, è sorpreso anche lui dal bolide che ha preso effetto ed entra in rete a mezz'altezza. Bacigalupo dev' essere, tra l'altro, anche scivolato sul terreno molliccio e particolarmente infido nell' area di porta. Morale: Milan 2 - Genova 1, il che è una bella ingiustizia. Si continua con prevalenza milanese; in prima linea genoana Scarabello va rapidamente annebbiandosi e Fasanelli è sempre più solo, tanto più che Perazzolo deve badare anche a Bigogno che, rimasto azzoppato, è stato fuori campo 4 minuti e stenta ora a riprender quota. Lavoro per Agosteo, Vignolini, Figliola e Genta, ma specialmente per Figliola che entusiasma i milanesi e tiene campo contro l'irruente Capra. Al 24', giusto in fine di periodo milanese, lavora Bacigalupo con una parata spettacolosa che vale all' atleta l'applauso a scena aperta. Cossio, che è venuto al centro, è servito di un pallone rasoterra in mezzo ad Agosteo e Vignolini, equidistanti da lui e impossibilitati ormai a intervenire. Egli è sulla palla, avanza, tira a colpo sicuro mirando alla destra del portiere. Con un balzo di fianco, a braccio proteso, Bacigalupo devia in angolo. Nel pericolo corso di andare 1-3, il Genova trova la forza di reagire per andare 2-2. Bigogno guida dalle retrovie la riscossa: egli ha riscaldato la gamba offesa e lavora di nuovo con sicurezza. E' lui che da a Perazzolo al 29' un pallone da manovrare. Il mezzo destro manda ad Arcari. Qui si ripete l'azione del primo goal. Ancora un duello prolungato tra Arcari e Giannesello, che il rossoblu vince, e poi il cross di Arcari. Al centro tutti mancano la palla: non cos' Marchionneschi che si è spostato in area e che raccoglie e tira a colpo sicuro, seguendo poi la sfera in rete. Due a due. Qui possiamo far punto anche noi, ché il periodo che segue è un po' del Genova e un po' del Milan, e non dice molto. A quattro giornate ormai dalla fine del campionato, , il periodo delle critiche ha da considerarsi superato, né si può scoprire oggi un giuocatore sia, come unità attiva che passiva. Non si può tacere però, che con Marchionneschi e Scarabello in migliore giornata (Scarabello ha mollato molto nel secondo tempo) e soprattutto con una precisione migliore nei tiri a rete, oggi il Genova avrebbe fatto bottino pieno. Perazzolo e Bigogno sono stati tra i migliori genovesi, e specialmente il mezzo destro ha lavorato come un negro, tirando sovente a rete. Molte volte ha sbagliato mira, ma in tante altre occasioni un avversario ha attraversato casualmente la traiettoria del suo tiro che chissà, altrimenti, come sarebbe andato a finire. Marchionneschi ed Arcari hanno lavorato come al solito e in collaborazione si sono fatti i due goals. Ciò assolve Arcari specialmente, da alcune lentezze e tergiversazioni, tanto più che i "cross" che hanno dato i palloni da rete a Marchionneschi sono venuti dall' esito vittorioso di suoi duelli personali con il suo mediano, prolungati - apparentemente, s'intende, come è del resto dimostrato dai fatti - oltre il necessario. Il Milan, che ha avuto nel complesso una giornata poco buona, ha scontato amaramente l'aver voluto mettere in squadra a tutti i costi Rigotti, Gabardo e Cossio. Tre "riserve" avrebbero certo fatto meglio dei titolari; infine, le partite si giuocano e si vincono con dei giuocatori (anche se modesti) e non con dei nomi, anche se altisonanti. A Moretti la palma del più bel goal della giornata. Arbitro Bevilacqua, al quale qualcuno imputerà di aver prolungato il primo tempo oltre i 45' (di 40'' circa secondo il nostro cronometro, di 60'' secondo altri. Ma c'era stata effettivamente una interruzione, per un incidente a Perversi, di qualche diecina di secondi. Tanto per la cronaca). Terreno pesante, affaticante, giornata coperta. Le squadre: GENOVA: Bacigalupo - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. MILAN: Zorzan - Perversi, Bonizzoni - Rigotti, Bortoletti, Gianesello - Capra, Moretti, Boffi, Gabardo, Cossio. RENATO COMPARINI.
26° GIORNATA: Bologna - Roma 1-0, Fiorentina - Novara 1-0, Lazio - Ambrosiana 1-0, Lucchese - Triestina 1-1, Milan - Genova 2-2, Napoli - Bari 3-0, Sampierdarenese - Juventus 2-6, Torino - Alessandria 5-0. CLASSIFICA: Bologna 37; Lazio, Milan e Torino 33; Juventus 31; Genova 29; Fiorentina 27; Lucchese 26; Ambrosiana 25; Bari, Roma e Triestina 23; Napoli 22; Alessandria 18; Sampierdarenese 17; Novara 16.
IL LITTORIALE - Negli ultimi minuti della partita, il Genova passava all' attacco anche Figliola: ma il Milan serrate le fila, non "mollava". Ecco un'azione sotto porta milanese: Figliola è in mezzo, chiuso tra Bortoletti, Perversi, Bonizzoni. (Genova - Milan)
IL CALCIO ILLUSTRATO - Milan-Genova: 2-2. Il Molan, mantenendo la medesima formazione della domenica precedente, ha vinto a Genova la sua prima partita esterna. Mostriamo: uscita di zorzan; il presidente dei rossoneri Emilio Colombo, presenta Garbutt (che è dietro di lui) ai giocatori; uscita di Fregosi su Capra; il Milan attuale: Boffi, Gabardo, Capra, Zorzan, Rigotti, Gianesello, demanzano, Bortoletti, Bonizzoni e Perversi; Zorzan sventa un' azione di Ciferri. (da www.magliarossonera.it)
IL CALCIO ILLUSTRATO - Milan-Genova: 2-2. Il Genova ha conseguito una ottima affermazione a san Siro, dividendo i punti col Milan, che aveva Gabardo in cattive condizioni. Vediamo: interventi di Bonizzoni; l'ala sinistra Marchionneschi, autore delle due reti genovane; curiosa azione di Fasanelli; Bacigalupo battuto; il primo punto ligure. (da www.magliarossonera.it)
LO SPORT ILLUSTRATO - Milan-Genova: 2-2 - Le due pagine dedicate alla partita giocata sul campo di San Siro a Milano.
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