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GENOVA 1893  -  MILAN

 Semifinale a Milano: Milan - Genova  1-1 Ripetizione a Genova: Genova - Milan  2-1

 

IL PICCOLO di Genova (31 Maggio 1937) - Le semifinali della Coppa Italia. L'Ambrosiana eliminata dalla Roma. Il Genova pareggia col Milan. L'incontro di ritorno avrà luogo mercoledì sul campo di Marassi. (dal nostro inviato). Milan - Genova 1-1 (1-0, 1-1) Boffi, Figliola. Milano, 31 maggio. I non pochi genovesi presenti a San Siro, dopo un quarto d'ora di gioco avrebbero pagato un occhio per non far sapere... ch'erano genovesi. I rosso bleu marciavano a tono ridottissimo, non trovavano il legame, non sapevano orientarsi. la partita aveva avuto una svolta che era sembrata decisiva dopo due minuti di gioco. Capra, velocissimo e non sempre ben tenuto da Figliola che peraltro, sin dalle primissime battute aveva dovuto appoggiare al centro, dove Bigogno non ne azzeccava una, era riuscito a portare avanti un bel pallone, centrando. Boffi scattava stupendamente  prevenendo Bigogno, e da meno di quindici metri scaraventava a mezz'altezza un pallone infernale. Bacigalupo partiva ma non riusciva che a smorzare una parte della forza e dell' effetto del pallone:  questo schizzava contro il palo, toccava terra oltre la linea bianca, ritornava fuori. Ma Mattea aveva visto e non poteva non convalidare. Il Milan, partendo dal trampolino di questo successo con foga travolgente, chiudeva il Genova nel suo mezzo campo e incominciava a tempestare la porta dei rosso bleu. IL MOMENTO CRITICO.  Affannosamente, disperatamente, il Genova cercava di fare quanto più e ciò che di meglio poteva. Ma la difesa era incerta e accusava vuoti preoccupanti. Le condizioni di Vignolini apparivano pessime, e ad un certo momento si aggravavano in seguito a un duro contatto; il perno della mediana appariva svitato, e i milanisti con tre passaggi arrivavano a rete. Ma allora un uomo, fra i pochi altri rosso bleu efficienti, si elevava: Bacigalupo. Dopo che Figliola aveva salvato a porta vuota, su azione derivata da calcio d'angolo, al 6'; dopo una sporadica reazione rosso bleu conclusa con un tiro a lato di Perazzolo, al quarto d'ora Moretti lanciava accortamente Boffi appostato fra i terzini. Il centrattacco, inacciuffabile, se ne andava tutto solo piegando verso destra e sparava poi al volo; una saetta che incontrava un palo. Era questo il momento critico per il Genova, chè il Milan stava piazzando lo sforzo maggiore, scudisciato dall' incitamento prorompente del suo pubblico. E il Genova non riusciva a sollevare la testa. Capra, in procinto di concludere una superba azione in linea, colpiva all' ultimo momento un ciuffo d'erba perdendo la palla; subito dopo ancora Boffi, sgusciato fra le maglie della difesa rosso bleu, irrompeva tutto solo verso Bacigalupo. Il guardiano, quando intuiva la partenza del tiro, si buttava a valanga verso l'avanti e cogliendo con i pugni protesi la palla nel momento in cui si staccava da terra, la buttava oltre la traversa. Sciupate queste occasioni il Milan rallentava. Era quello che ci voleva per il Genova. Gradatamente la squadra ricominciava a girare, con un graduale lentissimo miglioramento di assieme e di amalgama. Le sue prime azioni offensive incominciarono a prendere forma e consistenza verso la mezz'ora nonostante che Fasanelli colpito a una caviglia sin dai primi minuti, non riuscisse ad essere di notevole ausilio. Marchionneschi fattosi intraprendente, veniva colpito... casualmente al viso; poco dopo Agosteo e Rivolta battevano la testa insieme e ne uscivano entrambi sanguinanti. Ed al 27' ancora Bacigalupo era di scena: una papera di Vignolini permetteva a Capra di andare a rete tutto solo e di sparare a colpo pressoché sicuro. Il portiere con un gran balzo salvava di mano: la mischia si risolveva in un angolo. Reazione dei rosso bleu che vedevano passare impuniti due falli di mano avversari, uno dei quali in area di rigore. Scarabello tentava la sorte con un paio di tiri fiacchi, il Milan rispondeva con una fuga di Rivolta salvata in angolo; e negli ultimi minuti si aggravavano le condizioni di Vignolini, di nuovo colpito. Primo tempo uno a zero. E nemmeno un soldo da giocare sulla pelle del Genova. DAL PAREGGIO AL RIGORE SBAGLIATO. Ma fin dalle prime battute della ripresa si poteva notare che la musica stava per cambiare. L'energica reprimenda dei dirigenti negli spogliatoi e lo spostamento di Marchionneschi al centro dell' attacco erano evidentemente valsi a svegliare i dormienti e gli svogliati e a dare al reparto di punta una ben maggiore pericolosità.  Comunque, toccava ancora al Milan minacciare battendo un calcio d'angolo ed impegnando Bacigalupo con Gabardo. I rosso bleu si facevano sotto ma la maggior freschezza e la velocità degli avversari riuscivano ancora ad avere la meglio. Le velleità di Boffi, punta di diamante della prima linea rosso nera, andavano spegnendosi con il graduale ritorno in lizza di Bigogno. A poco a poco la metà campo milanista diventava tormentata da fitti duelli. Zorzan parava un bel tiro di Perazzolo, poi Marchionneschi metteva fuori di poco di testa. Al quarto d'ora un centro di Arcari veniva ancora raccolto, di testa, da Marchionneschi, e il pallone fischiava, fuori, a lato del palo. Ma ormai il Genova spiegava il suo gioco, un gioco non eccessivamente veloce ma preciso e minaccioso. Al 17' il goal sbocciava improvviso, bellissimo. La rete traeva origine da un calcio d'angolo senza speciale fisionomia. vedemmo comunque Figliola portarsi avanti, com'è sua abitudine. Il pallone battuto da Arcari veniva disputato e finiva a Bigogno che smistava subito a Perazzolo. Questi passava a Genta e avanzava ricevendo ancora la palla, che egli traversava poi verso sinistra. Figliola, che era rimasto fra gli avanti sostituendosi a Marchionneschi, si tuffava quasi e colpiva di testa con grande violenza, proiettando irresistibilmente la palla in rete, a fil di palo. Mentre i rosso bleu si ammucchiavano in un unico amplesso, il cavalleresco pubblico milanese - venticinquemila persone - donava ai genovesi il suo applauso cordiale. La partita si accendeva di colpo. Le rudezze si facevano normalità e il Milan, rabbioso ma disordinato, si buttava all' assalto. Ma ormai non riusciva più possibile ai rosso neri di far ciò che volevano. Agosteo giganteggiava; la mediana teneva duro in blocco, gli interni rosso bleu svolgevano finalmente un gioco utile di spola, di sostegno, di lancio. Il Milan sparava le sue ultime cartucce al 22', quando Boffi partito in fuori gioco tirava da pochi metri su Bacigalupo che gli respingeva il tiro di pugno; al 23' quando lo stesso Boffi mandava alle stelle un ottimo pallone; al 26' quando Capra tirava violentissimo e Bacigalupo doveva parare in due tempi il pallone che gli era sfuggito di mano. Ma ormai era il Genova ad avere la partita in mano, nonostante i suoi molteplici infortuni. Le discese dei rosso bleu spiccavano per precisione e bellezza di riflessi. Al 27' Figliola allungava a Marchionneschi. La prima linea partiva immediatamente spiegandosi a ventaglio. Marchionneschi allungava a Perazzolo e questi, scorto Arcari solo e in piena velocità, tentava di smistargli la palla facendola passare sopra la testa di un rosso nero irrompente. Era questi Gianesello, che vistosi battuto troncava l'azione con la mano. Non v'era alcun dubbio, il rigore. E Mattea ordinava la punizione. Il momento aveva i suoi elementi emotivi. Messa la palla sul dischetto, Scarabello prendeva una breve rincorsa, colpiva la palla senza aver dato l'idea di guardarla e la alzava di tre o quattro metri sopra la traversa. Un urlo di trionfo esplodeva sulle gradinate, mentre Scarabello si buttava a terra piangendo e Perversi sentiva il discutibile bisogno di canzonarlo. La partita riprendeva subito dopo con una tonalità ancora più alta di accanimento. I TEMPI SUPPLEMENTARI. Come immediato contraccolpo Capra chiamava Bacigalupo ad un arditissimo tuffo. Poi Bacigalupo parava ancora un bolide di Boffi e poco dopo Agosteo doveva salvare su Moretti, mandando in angolo. Al 36' Perazzolo lanciava Marchionneschi che se ne andava avanti tutto solo, tallonato da un avversario e riusciva a mettere in rete, ma con l'aiuto di una mano. Mattea annullava. La convinzione di finire nei tempi supplementari aumentava quasi la stanchezza degli atleti, provatissimi. All' inizio del primo quarto d'ora il pubblico salutava con un grande applauso Bacigalupo. I rosso bleu si schieravano in una formazione completamente rivoluzionata: Genta a terzino sinistro, Vignolini ad ala sinistra, Perazzolo a mediano destro e Fasanelli, parzialmente ristabilito, a mezz'ala destra. L'impresa di difendere il pareggio (il Genova giuocava ormai per portarsi a Genova la partita di ritorno) si presentava assai ardua. Il Milan, intuendo il momento propizio, ce la metteva tutta. Una prima volta Rivolta, solo, inciampava sulla palla sprecando una bella occasione, subito dopo, ancora su azione di Rivolta, Gabardo tirava al volo e coglieva in pieno un palo: Capra riprendeva e Bacigalupo parava. Si trattava però di fuoco di paglia. Contrariamente a tutte le previsioni, il Genova metteva in mostra le virtù di una maggiore esperienza e di una superiore padronanza. Bloccato Boffi, bloccato Capra, impiantando le sue azioni su una tattica difensiva ma non rinunciataria, l'undici della Superba teneva a bada agevolmente l'avversario. Due angoli non fruttavano nulla al Milan. E si arrivava così al secondo quarto d'ora. I giocatori non potevano quasi più reggersi in piedi; ad ogni sospensione di gioco avveniva un autentico assalto ai secchi, alla riserva di limoni, ai sifoni della linea del campo. Inizio della seconda parte supplementare: violento scontro fra i due centro sostegni, Bigogno restava a terra dolorante, in preda a convulsi provocati dallo spasimo. Lo trasportavano via a braccia. Povero Genova! Figliola si spostava a centro sostegno, Fasanelli retrocedeva. Il Genova incassava un angolo. Poi lanciava alla ventura Marchionneschi e il centro avanti improvvisato sapeva ottenere un angolo per la sua squadra. In quella rientrava Bigogno, applaudito e zoppicante, e si metteva fra gli avanti. Il Genova giocava questi ultimi dieci minuti con l'anima stretta fra i denti. RIASSUNTO. La cronaca ha detto ai lettori quali sono stati i punti di forza e di debolezza del Genova. Amici che seguono i rosso-bleu senza interruzione ci assicurano che mai il Genova disputò un primo tempo - o meglio, la metà iniziale del primo tempo - così penoso. La squadra sembrava reduce non certamente da un pio pellegrinaggio, in quel di Cernobbio. . Nessun uomo - salvo Bacigalupo - era in condizioni di poter figurare almeno mediocremente. Forse fu anche la repentina segnatura del goal milanista che smontò il Genova, provocandone la disgregazione anziché la reazione. I rosso-bleu riscattarono la loro mediocre prova nella ripresa; e la loro esibizione brillò poi di viva luce nei tempi supplementari, quando dovette battersi con tre uomini - Bigogno, Vignolini e Fasanelli - in condizioni fisiche menomatissime. Il Genova avrebbe anche potuto vincere se Scarabello avesse saputo mirare giusto (e ci dicono sia questo il primo rigore sbagliato dallo studente spezzino nella sua carriera) ma è doveroso dire che il risultato deve considerarsi obbiettivamente esatto. La supremazia del Milan fu nel primo tempo tale da giustificare una ben maggiore segnatura, che sarebbe stata possibile senza l'eccezionale giornata di Bacigalupo e senza il concorso di qualche palo. Comunque, è il Genova che deve più rammaricarsi del risultato non completamente favorevole, in quanto fu ad esso che la sorte offrì la più propizia occasione. Il Genova ha avuto, ieri, gli uomini migliori in Bacigalupo, Agosteo, Genta, Figliola, Marchionneschi, Scarabello, in scala discendente. Vignolini ha bisogno di riposo. Bigogno si ritrovò troppo tardi. Arcari, Perazzolo, Fasanelli non erano, per ragioni diverse, in buona giornata. Perazzolo si è ripreso bene soltanto verso la fine. Del Milan i migliori furono gli avanti: Boffi, Gabardo e Capra specialmente. Fra i mediani emerse il centro; ottimi i terzini ma troppo violenti. Genova: Bacigalupo, Agosteo, Vignolini, Genta, Bigogno, Figliola, Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. Milan: Zorzan, Perversi, Bonizzoni, Rigotti, Bortoletti, Gianesello, Capra, Moretti, Boffi, Gabardo e Rivolta.  RENATO TOSATTI

 

IL SECOLO XIX (Genova, 31 Maggio 1937) - La giornata milanese delle semifinali di Coppa Italia. Il Genova messo sulle ginocchia da un goal iniziale si riprende, manca la vittoria per un rigore sbagliato e pareggia col Milan (1-1) dopo i tempi supplementari. La Roma ha eliminato per 2-0 l'Ambrosiana. (dai nostri inviati). La fucilata di Boffi e il colpo di testa di Figliola nei 120 minuti di giuoco. Milano, 30 maggio. Innanzi tutto, vogliamo raccontarvi il primo episodio della partita, che poi è quello intorno al quale ha gravitato buona parte del match. L'arbitro ha appena dato l' '"a voi" alle squadre - sugli spalti la gente, che ha dato un' occhiata quasi distratta agli atleti del Genova e del Milan quando sono entrati in campo, commenta ancora la vittoria inattesa della Roma sull' Ambrosiana - che già il Genova ha un punto al passivo. Un' azione milanese sulla destra, apparentemente innocua , viene a chiamare al lavoro, di colpo Bigogno, Figliola e Vignolini. La cosa diventa fatale per il Genova quando Capra,  che è venuto al centro, scartato nettamente Figliola, che lo ha seguito, manda nella zona di Boffi un docile pallone. Vignolini, che non è in condizioni fisiche perfette, non ha prontezza nello scatto e d'altra parte nemmeno può attendersi dall' avversario, che volge quasi completamente le spalle alla rete, quello che egli fa invece un istante dopo. E' infatti repentino il mezzo giro che Boffi compie su sè stesso per portarsi bene il pallone sul piede, e fulmineo è il tiro di destro. La palla parte con violenza inaudita, a mezz'altezza: Bacigalupo, che pur avendo il sole negli occhi ha intuito azione e tiro, si getta col braccio sinistro proteso, alla disperata, tocca il bolide, ma questo vince la resistenza della mano tesa alla parata, schizza in alto e ricade alle spalle del guardiano ligure. Non è ancora scoccato il primo minuto di giuoco. Per un pezzo il Genova è "groggy". La repentinità del goal avversario ma soprattutto la teatralità di quella cannonata e di quel disperato e vano tentativo di parata han fatto presa sull' animo di qualche giocatore rossoblu, specialmente dei più giovani. Come il pugile che subito dopo aver sfiorato i guanti dell' avversario, a mò di saluto, è stato toccato al mento da un diretto durissimo, il Genova è andato knock down, e ora che si è rialzato - alla rimessa in giuoco della palla - appare intontito, privo di riflessi, quasi assente. Per sua fortuna, i suoi giuocatori più temprati tengono abbastanza bene e resistono del loro meglio, agli assalti veementi, veloci, pieni di slancio e di spavalda sicurezza che il Milan, imbaldanzito dal successo, porta alla rete di Bacigalupo. Per restare in campo pugilistico, il Genova è sulle corde al 5' (corner provocato da Figliola e da questi neutralizzato), è salvato dal "gong" al 14' quando Boffi, ormai libero davanti a "Baci" prende in pieno l'asta sinistra con un tiro formidabile, e evita il k.o. al 16', quando Bacugalupo salva la sua rete da un altro tiro di Boffi: un altro tiro al fulmicotone, dal basso in alto e da destra a sinistra, scoccato da posizione obliqua rispetto alla rete genovese, e salvato da Bacigalupo che è uscito dai pali per ridurre il campo di mira all' avversario, con una parata portentosa, fatta più che altro di intuito, con la quale egli manda il pallone in corner al di sopra della traversa. Intanto però, le idee del Genova han cominciato a ritornar chiare e la squadra esce a poco a poco dall' intontimento che ha fatto seguito al goal di Boffi. Si ristabiliscono i contatti Figliola e Vignolini(e così Capra può scappare con minore facilità) Perazzolo e Scarabello mettono il naso un po' più avanti; Genta irruento e generoso, anche se poco preciso, e tra i più attivi, come un momento fa era tra i più depressi Bigogno, infine, lavora con minore affanno ché il progressivo ritrovarsi del Genova riduce conseguentemente il tono del giuoco dei rossoneri. Anzi, la prima linea rossoblu, che si può dire non abbia finora bazzicato in area avversaria (i soliti difetti della lentezza del contrattacco, della tarda impostazione di giuoco delle mezz'ali, accentuatasi sul finire del campionato e nelle due partite di Coppa col Palermo e col Catania, sono più appariscenti, e naturalmente più dannosi, oggi che la squadra ha di fronte un'avversaria di altra levatura) si fa vedere all' opera riuscendo tra l'altro a perdere (24') una buona occasione creatale da una serie di errori di Bertoletti e Perversi. Il Genova corre ancora pericoli su un corner (e qui Agosteo e rivolta cozzano con la testa ed il primo si produce un taglio alla nuca - due punti -  mentre il secondo ha l'arco sopraccigliare destro spaccato - quattro punti - sicché sarà in campo più tardi tutto incerottato) e su un tiro di Boffi che si è spostato all' ala e manda la palla a rimbalzare sulla traversa. (Però Bacigalupo sarebbe stato pronto alla parata). Nella ripresa subito dopo due o tre schermaglie, che comportano anche un calcio di punizione dal limite, tirato da Boffi e deviato in corner, Bigogno imposta un' azione offensiva e finisce col consegnare la palla a Perazzolo che finalmente tira, di destro, fortissimo. Siamo in perfetta parità di giuoco, anche perché il Genova, che ha mandato Marchionneschi al centro della linea essendo Fasanelli oggi assolutamente insufficiente, lavora con più agilità. E' appunto Marchionneschi che al 15' rovescia di testa su centro di Arcari, giusto sulla sbarra; è Perazzolo che ottiene un corner al 17' sull' azione del quale Scarabbello perde l'occasione per un buon tiro piazzato, ma è proprio in continuazione di questa azione che il Genova pareggia. Voi sapete la vecchia manovra del Genova per i calci d'angolo: Figliola va avanti e Scarabello retrocede mediano. Quando perde l'occasione della quale si è parlato, Scarabello è ancora al posto di Figliola e questi è in prima linea. Il pallone sbagliato da Scarabello viaggia diagonalmente per il campo e toccato da un milanista finisce a Genta, dall' altra parte del terreno. Il mediano opera un tiro a mezz'altezza, violento, dritto e tagliente: Figliola per raccogliere il pallone di testa deve curvarsi, ma la sua girata di testa è tanto perfetta quanto improvvisa e inaspettata: la sfera è appunto girata da destra a sinistra, sulla destra di Zorzan che è battuto irrimediabilmente. Il Milan riparte di scatto ma va a dar di cozzo in Bacigalupo, il quale al 22' salva un'altra volta la partita. Si tratta ancora di un dialogo tra "Baci" e Boffi. Il centrattacco milanese servito bene, viene a trovarsi solo sulla sinistra di Bacigalupo, a pochi passi di distanza. Tira violentemente mirando all' angolo alto a destra, ma questi vola attraverso la porta e con il pugno teso devia la palla micidiale. La partita si arroventa e i falli diventano numerosi. Tuttavia sul più banale e sul più stupido di essi il Genova vien posto da un milanese sulla soglia della vittoria. E' Gianesello che per intercettare un passaggio volante di Marchionneschi ad Arcari, non sa far di meglio, in piena area di rigore, di un fallo tanto plateale quanto volontario. Nessuno fiata quando Mattea ordina il rigore e tutti i genovesi scontano in anticipo la cambialetta del goal, visto che Scarabello parte con quella sua caratteristica mossa a serpentina, e si avvicina adagio adagio al pallone. Povero Zorzan, si pensa, adesso quello gli infila il pallone raso terra, sulla sua sinistra! Ne vien fuori invece, un tiro alto sulla traversa. (Dirà poi Scarabello che avendo visto il portiere piazzato proprio verso l'angolino da lui preferito, ha pensato di mettergli il pallone su, nell' angolino alto...! E' destino dunque, che si vada ai tempi supplementari. Era invece il 28.o minuto, quando Scarabello ha sbagliato il suo rigore, e da allora alla fine del tempo, non si ha che un brutto fallo di Moretti su Bacigalupo impegnato in una parata alta, un goal di Marchionneschi annullato per un fallo di mano che ha aiutato il rossoblu a far scavalcare il portiere avversario dal pallone, e una violenta entrata di Rigotti su Scarabello. Si riprende - con i giuocatori affaticati come potete immaginare - ed il Genova presenta Genta terzino , Vignolini ala sinistra, Perazzolo laterale destro, Fasanelli mezzo destro. Fiammata del Milan con un tiro di Gabardo al 3'., che rimbalza sulla traversa e con una cannonata di Moretti parata da Bacigalupo. Però il Genova, che non vuol correre rischi, è guardingo e controlla bene il giuoco avversario. Agosteo giganteggia, e d'altra parte tutti han ormai tirato fuori le unghie: in questi quindici minuti nonostante due calci d'angolo contro, la rete genoana non corre seri pericoli, anche perché Bacigalupo è talmente sicuro nelle sue parate da garantire per sé e per gli altri. E' il secondo tempo supplementare che fa pensare possano andare a male tutti gli sforzi fatti finora dai genovesi. Bigogno viene preso da un crampo alla gamba destra e deve uscire dal campo dolorante. Figliola va al suo posto al centro della linea, e Fasanelli finisce mediano sinistro. Quando rientra Bigogno, dopo qualche minuto, il Genova si trova schierato così: Bacigalupo - Genta e Agosteo - Perazzolo, Figliola e Fasanelli - Bigogno, Arcari, Marchionneschi, Scarabello, Vignolini. Non è certo la formazione migliore per vincere il match, e forse neanche quella più adatta per difendersi. Con tutto questo, e nonostante che Mattea prenda qualche cantonata (bisogna scusarlo: il caldo sapete...) è il Genova che minaccia di più. Al 14', anzi, ottiene un corner che si conclude, come al solito,  con un colpo di testa di Figliola. Il match poi, come suo ultimo episodio, ha un calcio di punizione contro il Genova: ma Mattea fischia la fine che la palla sta ancora viaggiando verso Bacigalupo. Abbiamo raccontato la partita. E' stata una cosa più emotiva che bella, e volta a volta le due squadre hanno avuto in pugno la vittoria. Il Genova che sembrava messo definitivamente in ginocchio, nella prima parte del primo tempo, ha saputo mirabilmente riprendersi e salvata la partita col pareggio di figliola, ha poi perso la vittoria in malo modo, su un disgraziato tiro franco di Scarabello. Forse non avrebbe meritato di perdere su rigore, il Milan,  e specialmente su un rigore per un fallo di tal fatta ma il Genova non avrebbe rubato niente, ché i suoi migliori uomini - Bacigalupo, Agosteo, Genta per la vitalità del suo giuoco, Figliola, Bigogno, Perazzolo, per quanto sempre lento - avrebbero meritato il premio migliore per il lavoro svolto per sé e i compagni in giornata poco felice. Sono stati particolarmente poco a posto Scarabello che ha avuto una ripresa nel secondo tempo; Fasanelli che ha combinato davvero ben poco; Marchionneschi che non è stato deciso e pronto come in altre occasioni, e Arcari, il quale per altro può dire di non essere stato quasi mai servito, specie nel primo tempo. In sostanza, la squadra rossoblu non ha avuto una giornata felicissima. Il Milan che lamentava l'assenza di Cossio sostituito dal vecchio Rivolta (e aveva a sua guida il suo nuovo allenatore Banas, che sostituisce Garbutt che si ci dice sicuro allenatore del Genova per l'anno prossimo) ha avuto un inizio fulminante e solo Bacigalupo, con quelle sue splendide parate, ha potuto arrestarlo sulla soglia di un bottino che avrebbe potuto essere clamoroso già nel primo tempo. Poi, davanti al Genova risorgente per gradi e sia pur sommariamente, ha segnato il passo finché, essendogli scoppiato quasi del tutto il centro mediano, Bortoletti, ha rischiato anche di perdere. Gabardo è stato la bestia nera dell' attacco. Buono l'arbitraggio di Mattea che però ha lasciato correre i falli di mano nelle due aree. Le squadre hanno giuocato: Milan: Zorzan - Perversi, Bonizzoni - Rigotti, Bortoletti, Gianesello - Capra, Moretti, Boffi, Gabardo, Rivolta. Genova: Bacigalupo - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. RENATO COMPARINI

 

GAZZETTA dello SPORT (Milano, 31 Maggio 1937).  LE SEMIFINALI DELLA COPPA ITALIA. La Roma batte l'Ambrosiana e si qualifica per la finale. Genova e Milan chiudono alla pari e ripeteranno l'incontro mercoledì allo Stadio Ferraris. ROMA-AMBROSIANA 2-0 (0-0); MILAN-GENOVA 1-1 (1-0; 0-1; 0-0; 0-0). Grande pubblico, 73 mila lire di incasso, entusiasmo e una scorpacciata di 3 ore e mezza di gioco sotto un caldo canicolare. Fatica improba per i giocatori, specie per Meazza e Ferrari, nonché per quelli del Milan che risentivano oltre alle fatiche del viaggio di andata e ritorno Milano-Bari quelle di due partite (durata complessiva ore 3.30) nel giro di una settimana. La Roma e l'Ambrosiana sono scese in campo alle 15.15, cioè nell' ora più calda e hanno dato luogo ad un incontro appassionante e combattutissimo che ha visto la vittoria della squadra più in fiato. I nerazzurri nel primo tempo hanno giocato meglio e avrebbero meritato di chiudere con almeno una rete di vantaggio. Alle 17.15 sono scesi in campo i rosso-neri e i rosso-blu. Arbitro Mattea (segnalinee: Bacchiocchi di Milano e Di Pasquale di Varese). Il Milan avrebbe potuto conseguire il successo se fosse stato meno avversato dalla cattiva sorte e questo pur riconoscendo che il Genova ha dimostrato di avere un ottimo impianto di squadra e di saper manovrare in pienezza. La vittoria avrebbe dovuto premiare a norma di gioco la squadra di gran lunga più pericolosa all' attacco. E' vero che Scarabello ha messo fuori dai pali al 28' un calcio di rigore (per un fallo di mano di Gianesello) che avrebbe dovuto tramutarsi nel goal della vittoria, ma è pur vero che tre volte i pali della porta genoana hanno scricchiolato sotto i tiri di Boffi (al 14' e al 35' del primo tempo) e di Gabardo al 5' del primo quarto d'ora supplementare e che Bacigalupo (che con Agosteo è stato il migliore in campo del Genova) ha salvato di abilità e anche fortunosamente di pugno alcuni palloni di Boffi che sembravano proiettili e qualche buon tiro di Capra. Zorzan invece è stato raramente impegnato e sempre su tiri da lontano. Le due squadre hanno avuto entrambe due sestetti difensivi meravigliosi: sono emersi Bonizzoni e Perversi da una parte, Genta e Bigogno dall' altra. Ottimo il finale di Figliola a medio centro. La prima linea milanista è stata invece superiore a quella genoana, e ha avuto in Boffi il miglior uomo di punta. Rivolta e moretti, menomati da due infortuni di gioco, hanno profuso tesori di energia. Del Genova Perazzolo è piaciuto di più di Scarabello e Marchionneschi è stato più pericoloso, al centro, di Arcari e Fasanelli. I due goals: al 2' ha segnato Boffi (azione Rivolta-Moretti-Capra): una stangata dal limite che ha piegato le mani a Bacigalupo. Al 18' ha pareggiato Figliola raccogliendo di testa con centro di Genta. Vignolini, infortunato, ha terminato la partita all' ala sinistra. Milan: Zorzan; Perversi, Bonizzoni; Rigotti, Bortoletti, Gianesello; Capra, Moretti, Boffi, Gabardo, Rivolta. Genova: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini (Genta); Genta (Perazzolo), Bigogno (Figliola), Figliola (Bigogno); Arcari, Perazzolo (Fasanelli), Fasanelli (Marchionneschi), Scarabello, Marchionneschi (Vignolini).  L.G.

 

IL LITTORIALE (Roma, 31 Maggio 1937). Le semifinali della Coppa Italia. Tra Milan e Genova la decisione è rinviata a Mercoledì. Stanchezza rosso-nera e sterilità genovese. MILAN - GENOVA 1-1 (1-0) dopo i tempi supplementari. Milan: Zorzan; Perversi, Bonizzoni; Rigotti, Bortoletti, Gianesello; Capra, Moretti, Boffi, Gabardo, Rivolta. Genova: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini, Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. Reti: Boffi (M) 1' del primo tempo; Figliola (G) 18' della ripresa. Arbitro: Mattea di Casale. Spettatori 15 mila. Terreno buono. Milano, 30. Neppure i tempi supplementari sono riusciti a definire le sorti di questo equilibratissimo e movimentato incontro. Nel primo tempo il Milan ha attaccato di più; nella ripresa la squadra (genovese) è passata decisamente alla controffensiva, e dopo aver pareggiato le sorti della battaglia, ha sfiorato la possibilità d'una vittoria di misura. Infatti l'arbitro Mattea ha accordato a favore del Genova un calcio di rigore, che Scarabello non ha saputo realizzare. Si è così giunti ai tempi supplementari; ma le due squadre erano ormai stremate di forze per il largo dispendio di energie nei due tempi effettivi dell' incontro, e non hanno saputo, non solo segnare ma neppure mettere a serio repentaglio le reti. Il Genova ha impressionato per la sua difesa e soprattutto per la linea mediana, mentre è apparso alquanto debole in prima linea. Il Milan che forse accusava ancora le fatiche dell' incontro con la Bari, ha resistito brillantemente al finale serrato del Genova. Questa semifinale di Coppa Italia si dovrà rigiocare quasi certamente a Genova; e le possibilità del Milan sembrano ridotte. Il gol dei rosso-neri è stato segnato al 1' su azione improvvisa lanciata da Bortoletti e portata avanti da Rivolta (che sostituiva Cresta)  e da Moretti. Concludeva Boffi, con un tiro imparabile. Al 30' del primo tempo rivolta e Agosteo, in seguito a uno scontro, dovevano uscire dal campo,  per rientrarvi poco dopo con la testa incerottata. Nella ripresa dopo che Perazzolo aveva preso un palo al 16' veniva il goal del pareggio al 18'. A dimostrazione dell' inefficienza della prima linea rossoblu era infatti un mediano che otteneva il punto. Genta passava di misura a Figliola, che di testa indirizzava il pallone verso la rete, sorprendendo nettamente Zorzan. Nei tempi supplementari non registriamo nulla di notevole. Genova - Milan si ripeterà mercoledì. La finale della Coppa Italia si giocherà a Firenze. In seguito all' odierno risultato fra Milan e Genova nella semifinale della coppa Italia le due società, con il benestare della Federazione, hanno stabilito che l'incontro di ritorno abbia luogo mercoledì prossimo, 2 giugno, a Genova sul campo di Marassi. L'incontro avrà inizio alle ore 17,30. E' stato inoltre stabilito che sia vincendo il Genova che il Milan, la finale con la Roma avrà luogo domenica 6 giugno, alle ore 17, a Firenze allo stadio Berta.

 

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IL SECOLO XIX (Genova, 03 Giugno 1937) - La ripetizione della semifinale di Coppa Italia. Al termine di altri 120 minuti di lotta il Genova conquista sul Milan la bella vittoria legittimata dalla sua netta superiorità agonistica. GENOVA – MILAN 2 – 1 (1-1; 0-0; 0-0; 1-0). Marchionneschi, Boffi, Marchionneschi. I tempi supplementari dunque, che sottopongono tutti, giuocatori e pubblico, davanti alla immediatezza del risultato, perché è quasi pacifico che un punto segnato da una o dall’ altra parte sarà decisivo agli effetti della soluzione del match. La scena dei giocatori che si affollano attorno ai secchi d’acqua e si passano l’uno con l’altro i sifoni di seltz, quasi che possano attingere dall’ acqua nuove energie, è fatta proprio per prendere il cuore della gente e farlo battere sincronicamente con quello degli atleti, che vibra per il tumulto della fatica, per l’ansia del risultato, ansia fatta in parti uguali di  paure e di speranze. I TEMPI SUPPLEMENTARI.  Passano i quindici minuti del primo dei due tempi supplementari, in cui i giuocatori hanno tentato di cogliere la vittoria, senza peraltro spingere a fondo, per timore di scoprirsi.  Duello duro, naturalmente perché dall’ una e dall’ altra parte danno il tutto per tutto, ma niente di decisivo, o che potesse apparire tale eccezione fatta per un tiro di Figliola (12’) con il quale il pallone è stato mandato a sorvolare di pochissimo la traversa. Quattro dita più giù, e avrebbe potuto venirne fuori il goal sorpresa. Ed eccoci agli ultimi quindici minuti, al termine dei quali, se non si avrà una squadra vincitrice, si farà portare un soldino, o si inseriranno due biglietti in un’ urna, per sapere un po’ dalla sorte quale squadra dovrà incontrare domenica la Roma, per la finale della Coppa. Si inizia con un attacco genovese e una risposta milanese corredata da un calcio di punizione da destra, operato da Rigotti e rimandato da Genta. Un attimo di spasimo, poi la lotta si impronta nuovamente a mezzo campo, dove Figliola, che gioca da centro mediano dall’ inizio dei tempi supplementari, domina la situazione battendosi da leone. A poco a poco il Genova chiude gli avversari nella loro area. Sembra quasi che i milanisti siano convinti che oramai tutto sarà rimandato alla sorte, e in questo caso, la loro coscienza di atleti che si sono battuti bene e generosamente, sarà salva, anche se per caso dal pirlare del soldino o dall’ urna di estrazione a sorte, sarà indicato il nome del Genova, quale finalista della Coppa Italia. L’attacco rossoblu ribolle in campo milanese. C’è Scarabello che giuoca con uno slancio, una tenacia, una fede, che ripagano la squadra del danno venutole dal suo errore di Milano. Anzi, sarà bene dire subito che Scarabello, che perse la vittoria a Milano – se è lecito dire così – sta guadagnandola per se e per i suoi compagni, qui a Marassi dal primo minuto di giuoco. Anche adesso che siamo agli sgoccioli del match, quando cioè tutti gli riconoscerebbero il diritto a una sosta, egli è su ogni pallone che attraversa la sua zona e lancia l’attacco, e tira, ed è coraggioso sull’ avversario e su se stesso, in quanto dell’ avversario non teme l’urto rude ed a se stesso chiede oltre ogni limite. Gli altri compagni non sono da meno di lui, ma è indubbio che egli è per tutti un esempio. Passano i minuti, e come l’azione si svolge prevalentemente in campo milanese, dove non si fanno complimenti, sono frequenti i calci di punizione contro la porta di Zorzan. Uno, al 5’, tirato da Agosteo, toccato di testa da Marchionneschi, manda la palla sul piede di Arcari. L’ala sferra il tiro da posizione favorevole, ma la palla viaggia di molto a lato. La folla che si era alzata tutta in piedi (quella della gradinata popolare che è alle spalle della rete occupata da Zorzan e quasi tutta sulla pista, aggrappata alla rete metallica che protegge il terreno di giuoco) ricade delusa. A questo punto, Marchionneschi, che dai primi minuti del secondo tempo giuoca centrattacco, ritorna al suo posto d’ala, mentre Pantani riprende il suo posto al centro della linea. Il giuoco perde immediatamente lucentezza nel settore di centro dell’ attacco, ma riconquista, per contro, velocità sulla sinistra. Un calcio di punizione contro il Milan, all’ 8’, vede appunto Marchionneschi trattenuto irregolarmente al momento di raccogliere la palla. Il Genova però non molla: ritorna sotto ed ottiene un altro calcio di punizione, nel corso del quale Rigotti salva la sua squadra dalla minaccia di un corner. Poi, un fallo di mano di Perversi che rimedia così al pericolo di un entrata in velocità di Marchionneschi, da edito a una ennesima punizione che, tirata da Genta, costringe Zorzan a deviare di pugno in angolo. LA RETE DELLA VITTORIA A 2’ DALLA FINE. E’ l’11’ minuto, quando tirato il calcio d’angolo, che Marchionneschi arriva in possesso della palla a pochi metri dalla rete: ma egli vuole aggiustarsi la sfera sul piede destro, anziché tirare al volo di sinistro, e la palla viaggia trasversalmente davanti a tutta la luce della porta milanese, sfiora il montante opposto e finisce fuori. Un’altra occasione fallita. Frattanto la sfera dei secondi rosicchia il tempo che il Genoa ha a sua disposizione per cogliere la vittoria (diciamo il Genova, perché il Milan ha ormai tirato i remi in barca e sta aspettando, vigile e paziente, il quindicesimo minuto, per rimandare l’esito delle sue quattro ore di giuoco contro il Genova, all’ estrazione a sorte) e non mancano ormai che due minuti alla fine di questo secondo tempo supplementare. Tutti i rosso-bleu sono sotto: Genta è il terzino avanzato oltre la metà campo, Agosteo vigila sulla destra, Bacigalupo ha lasciato i pali, ed è quasi fuori dell’ area: 13.o minuto, un fallo contro Perazzolo sulla destra del campo. Punizione. Si avanza a tirare Agosteo, e tutti si gettano sotto: attaccanti e mediani, anche Genta è partito come una freccia per l’area di rigore avversaria, dove non ci son quasi abbastanza milanesi per sorvegliare tutti i genovesi che vi sono piovuti. Parte il tiro di Agosteo, il pallone viaggia da destra a sinistra verso il centro del campo: uomini in rossonero e in rossoblu si affardellano sulla strada della palla, intralciandosi a vicenda, ma uno, Pastorino, ha la meglio su tutti e tocca la sfera prolungandone la traiettoria verso sinistra. Qui è Marchionneschi, che a buona ragione non è andato nel crogiuolo della mischia a farsi schiacciare le ossa: la palla gli spiove sul piede a due passi dalla rete. La folla è di nuovo in piedi e ha già pronto in gola l’urlo dell’ entusiasmo: Zorzan vede il pericolo e si tuffa, ma l’ala lo coglie nell’ attimo del tuffo e calcia mentre l’avversario gli sta piombando tra i piedi; la palla non incontra l’ostacolo del corpo del portiere e finisce in rete dall’ altra parte. Quello che accade, potete forse immaginarvelo: Marchionneschi scompare sotto la piramide di suoi compagni che gli si sono precipitati addosso per abbracciarlo, e il pubblico entusiasta, quello delle tribune e quello dei “popolari”, sceso dietro la rete di protezione del campo commosso e fremente, fa idealmente suo il giuocatore  che ha finalmente vinto la resistenza avversaria. I milanesi corrono verso l’arbitro, invocando l’annullamento del gol per un preteso fuori giuoco di Marchionneschi, ma Saraceni resiste ad ogni pressione e convalida il punto. Un momento dopo, quando viene fischiata la fine, l’apoteosi si rinnova, così come si rinnovano le dimostrazioni ostili dei milanesi all’ arbitro. Ma così come si comprende la legittima gioia della folla e degli atleti rossoblu, bisogna onestamente riconoscere anche tutto quello che vi è di umano nel dolore dei rossoneri, sconfitti, giusto alla fine di una battaglia durata – tra Milano e Genova – quattro ore tonde di giuoco, nella quale anch’ essi si son battuti bene, come gli atleti del Genova, per cogliere la vittoria che non poteva essere, purtroppo per essi, che di una delle due squadre in lotta. COME AL BEL TEMPO ANTICO. Tutti quanti eravamo al match, ieri, siamo usciti dal campo commossi. Tutti: vecchi e nuovi uomini di sport, i più fedeli e i più scalmanati, gli indifferenti e gli appassionati. Gli è che il match è stato giuocato alla maniera antica con lo slancio che i giuocatori di una volta mettevano nelle loro partite; i giuocatori, intendiamo, che non erano pagati e ancora non avevano fatto del foot-ball un mestiere, perché ancora il foot-ball non era diventato spettacolo. Costretto ad affrontare la dura battaglia in una inquadratura anormale (Genta terzino, Pastorino mediano laterale destro, Pantani al centro dell’ attacco) il Genova poteva sembrare, se non spacciato, certo molto lontano dal traguardo della vittoria, dato che anche Agosteo era sceso in campo in condizioni fisiche non perfette. Ma la squadra, pur rabberciata,  il che è una valorizzazione del suo successo, fece blocco: alcuni atleti – Scarabello in prima linea e poi Agosteo, Genta e Perazzolo – lavorarono nell’ inizio incerto (due calci d’angolo contro il Genova al 43’’ e al 2.o minuto di giuoco) per sé e per gli altri, Scarabello poi, disse chiaro, fin dalla sua prima azione, quale era il suo intendimento ed a che cosa mirava ogni sua azione. Nemmeno il ricordo del ragazzo lento e impreciso delle ultime partite: si aveva davanti agli occhi, invece, un uomo completamente trasformato assolutamente diverso: battagliero, vivace, che si incaponiva nel giuoco e che di ogni pallone faceva la sua funzione di combattimento. Suo un magnifico scambio con Marchionneschi, con conseguente tiro finale di sinistro, che impegnò Zorzan in una prima parata in tuffo, alla base del montante (11’); sue le azioni migliori che addizionate al lavoro di Perazzolo ed ai guizzi di Marchionneschi, portarono il Genova al predominio, prima ancora che tutta la squadra girasse davvero a pieno regime. Scomparvero così, nel quadro delle azioni offensive del Genova le manchevolezze della mediana che inizialmente solo in Pastorino ebbe il giuocatore che aveva immediatamente adattato il suo giuoco alle esigenze del giuoco. I DUE GOALS DEL PRIMO TEMPO. Il Genova costrinse il Milan  in corner al 13 e al 15.o minuto, ma gli spioventi operati da Arcari non ebbero buona fortuna. Ad ogni modo, fu proprio da Arcari che venne fuori, al 18’, il primo goal. L’ala destra, in possesso di un pallone tranquillo con l’half avversario, Giannesello, a distanza, tergiversò sulla palla e sembrò perderne il controllo, tanto che la folla si impazientì. Finalmente il brunetto si decise a centrare e il pallone proveniente dal suo cross fu sfiorato di testa da Pantani che ne allungò la traiettoria verso sinistra, Qui vigilato da Rigotti, era Marchionneschi che aveva stretto al centro: tutti gli altri, milanesi e genovesi, affastellati al centro dell’ area di rigore ed erano stati scavalcati dalla traiettoria. Rigotti mise in opera ogni procedimento per tentare di fermare Marchionneschi che frattanto aveva raccolto la palla; ci fu perfino un tentativo di abbraccio, ma l’ala sinistra del Genova se ne liberò agevolmente e avanzò verso Zorzan che infine batté con un tiro di destro, a mezz’altezza, sulla destra. Al 30’ preciso il Milan pareggiò. Un calcio di punizione dal limite della lunetta dell’ area di rigore per un “sandwich” di Agosteo e Bigogno a Boffi. Proprio questi tirò la punizione di destro: la palla rimbalzò sul muro di giocatori e ritornò giusta giusta sul piede del cannoniere milanese, il quale la riprese e senza esitazione, ancora di destro, la calciò a rete, raso terra. Bacigalupo che a “muro2 ordinato aveva avuto visuale libera, ora che la barriera era stata rotta e ogni giuocatore aveva ripreso libertà di azione fu forse coperto e non poté vedere subito il tiro. Dalla tribuna, infatti, parve un attimo in ritardo nel tuffo. Sta di fatto che la palla andò a finire in rete. Sull’ uno a uno le cose restarono fino alla fine del tempo, per tutta la ripresa e per tutto il primo tempo supplementare; ma mentre nella prima parte del giuoco, questo fu abbastanza equilibrato, nella ripresa specialmente e più tardi nel secondo tempo supplementare, il Genova marcò sull’ avversario una netta superiorità non tanto tecnica quanto agonistica che legittimava le sue aspirazioni di vittoria, e spesso mancò il goal proprio per un soffio (come al 5’ della ripresa quando una rabbiosa azione di Pantani portò il pallone a contatto con la difesa rosso-nera, che rimandò alla bell’ e meglio. Arcari, a sua volta, riprese e calciò, e ancora un rosso-nero rimandò, finché Pantani stesso girò a rete e Zorzan fece appena in tempo a intuire i tiro e a bloccare il pallone alla base del montante di destra). Poi, per vedere di snellire il giuoco della prima linea, Pantani venne mandato all’ ala sinistra e Marchionneschi al centro dell’ attacco, ma l’ala sinistra rimessa centro forwards fu presto imbottigliata, mentre Pantani permise a Rigotti di lavorare tranquillo anche nella zona centrale, dove Bortoletti cominciava ad averne abbastanza. Con tutto ciò, proprio da Marchionneschi vennero le offese più pericolose per la rete milanese: tiri, rovesciate (un bel tiro alto, al 20’ parato da Zorzan a fil di traversa), tentativi di andarsene via tra i terzini (uno di questi per poco non andò bene, “Marchio” fu più veloce di Perversi e di Bonizzoni ed arrivò per primo sulla palla e tirò al volo, dritto, forte, e fu un miracolo che la traversa rimandasse la sfera, quando Zorzan era già battuto); tutta roba che Pantani non avrebbe certo fatto, ma anche tutta roba di facile rimedio salvo sporadiche eccezioni, da parte della difesa rosso-nera e particolarmente del portiere milanese, il quale, per altro, ebbe una splendida parata in un centro di Arcari, al 25’, seguito da un magnifico, intelligente, tempestivo allungo di Scarabello. E fu ancora di Marchionneschi, al 42’, una rovesciata improvvisa, su azione di Perazzolo, che finì col mandare il pallone tra i piedi dell’improvvisato centrattacco, il quale impegnò Zorzan ancora una volta a fondo, in una parata in tuffo nell’ angolo sinistro della porta. Dopo di che, tutto fu rimandato ai tempi supplementari, come abbiamo raccontato. Il Genova mai come in questo caso si è dunque battuto bene. E’ stato un combattente che ha voluto vincere, e la vittoria che premia degnamente la squadra è frutto della volontà. Speriamo che non debba essere una vittoria di Pirro, nel senso che questa squadra che ha dovuto dare tutto di sé nelle partite di Milano e di Genova, non debba essere stanca per tanti sforzi, domenica a Firenze, in occasione della finale di Coppa. Dei nomi? Scarabello, anche per il valore morale del suo giuoco, in prima linea; Agosteo, che tante volte si oppose da solo, quando Bigogno perse qualche colpo nel ritmo infuocato del match, all’ avanzata del trio centrale avversario. Perazzolo che sgobbò per quattro; Figliola che finì da generosissimo atleta al centro della mediana nel momento cruciale del match; Genta, che al suo posto di terzino sinistro fu spavaldo, sicuro, forte; Pastorino che giuocò per il Genova la sua ultima o penultima partita che sia, e fu sempre in campo come se nel Genova dovesse sempre restare e meritare l’onore della prima squadra. Tutti però si batterono a fondo. Anche Bacigalupo decisamente poco impegnato e che non svolse neanche la quarta parte del lavoro che svolse a Milano; anche Arcari che sopperì con la buona volontà a visibile deficienza di forma, anche Pantani che al suo ritorno in squadra ha avuto una partita troppo di responsabilità, meritano di essere citati. Resta Marchionneschi. Ma questi è il giuocatore fenomeno del Genova. Ancora una volta come in tante partite di campionato, con due suoi goal da ala egli ha risolto la faccenda. Sedici goals in campionato, tre o quattro, se non andiamo errati, di cui i due di ieri, in Coppa Italia. Lo metti al centro dell’ attacco e rende e risolve la partita; lo metti all’ ala e rende e risolve la partita. E’ sempre volenteroso, sempre attivo. Il Genova gli deve molto. Al Milan bisogna riconoscere che si è batuto bene. E’ stato dominato, come si è detto, in fatto di spirito agonistico e ciò gli è costato parte della sconfitta. Il resto dell’ insuccesso lo deve alla insufficienza di Bortoletti, nei due tempi supplementari, di fronte a Figliola che aveva preso a giuocare da centro mediano. Ciò ha portato ad un progressivo arretramento della squadra di fronte all’ incalzare degli attacchi genoani, ed al cedimento della linea mediana al centro del suo schieramento. Rudi ma sicuri i due terzini; buono il lavoro di Zorzan. Gabardo ha fatto men che a Milano. Il match è stato giuocato alla presenza di una numerosissima folla, in tribuna con le autorità ed il Federale, il comm. Pozzo commissario della nazionale italiane, venuto a Genova per l’allenamento della Nazionale universitaria. L’arbitro, Saraceni di Ancona, visto che la partita tendeva a sfuggirgli, prese a fischiare tutte le volte che due uomini si urtavano. Naturalmente non sempre indovinò, ma ebbe per lo meno il pregio di tener in mano le redini della faccenda altrimenti, con quel che successe poi a due minuti dal termine, chissà come sarebbe finita. Le squadre: GENOVA: Bacigalupo - Agosteo, Genta - Pastorino, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. MILAN: Zorzan - Perversi, Bonizzoni - Rigotti, Bortoletti, Gianesello - Capra, Moretti, Boffi, Gabardo, Rivolta. RENATO COMPARINI

 

GAZZETTA dello SPORT  (Milano, 03 Giugno 1937) - La semifinale della Coppa Italia. IL GENOVA BATTE IL MILAN a due minuti dalla fine dei tempi supplementari e si qualifica per la finale.  GENOVA - MILAN: 2-1 (1-1; 0-0; 0-0; 1-0).  Marcatori: Marchionneschi (G) al 16' e Boffi (M) al 30' del primo tempo. Marchionneschi (G) al 13' del secondo tempo supplementare. Genova: Bacigalupo; Agosteo, Genta; Pastorino, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. Milan: Zorzan; Perversi, Bonizzoni; Rigotti, Bortoletti, Gianesello; Capra, Moretti, Boffi, Gabardo, Rivolta. Arbitro: Saracini di Ancona. Segnalinee: Barbieri e Migliori di Genova. Spettatori: 8.000 circa. Genova, 2 giugno. Il Genova si è presentato in campo privo di Vignolini e di Fasanelli ancora contusi. Nel secondo tempo Pantani è passato all' ala rimanendovi sino alla seconda ripresa del tempo supplementare nella quale tornò al suo posto abituale. Il posto di centro attacco è stato assunto da Marchionneschi. Giornata calma, ma leggermente ventilata. Angoli 3 contro il Genova, e 8 contro il Milan. Gabardo e Marchionneschi hanno visto respingere dal palo due palloni ciascuno. Mancavano due minuti alla fine del secondo tempo supplementare e le squadre malgrado ogni sforzo erano alla pari (1-1). IL GOAL DELLA VITTORIA. Il Genova faceva ressa nell' area del Milan che giocava strettamente in difesa. Un ennesimo fallo veniva battuto da Pastorino, la palla cadeva in un groviglio di uomini e finiva a Marchionneschi che prevenendo l'uscita di Zorzan la insaccava in rete. Un urlo di gioia fragorosa come un boato accoglieva il punto del Genova, quel punto che sanzionava l'ammissione dei rossoblu in finale di Coppa Italia contro la Roma a Firenze. I giocatori milanisti protestavano contro la validità del punto, ma Saracini convalidava e ordinava la palla al centro. Nei due rimanenti minuti il Milan attaccava con foga, ma ormai era troppo tardi, ché il Genova riusciva facilmente a difendere il sudatissimo e meritato successo. Perché bisogna ammettere che se una squadra aveva dimostrato di essere meritevole della vittoria, questa era proprio quella del Genova che pur presentandosi in campo incompleta(come del resto il Milan per l'assenza di Cossio) era riuscita a tenere per molto tempo le redini del gioco, sottoponendo i rosso-neri a un duro lavoro difensivo. Partita ardente, giocata alla maniera forte, e cioè senza esclusione di colpi, partita che ha entusiasmato il pubblico il quale ha sofferto le pene d'inferno durante due lunghe ore di gioco, perché se il Genova era primo a mettersi in vantaggio, il Milan con un tiro violento di Boffi su calcio di punizione pareggiava le sorti della contesa subito nel primo tempo. Nella ripresa i rossoblu sembrava risentissero dello sforzo, mentre il Milan appariva più fresco e frequentemente con sgroppate delle ali e con puntate di Boffi si portava in avanti mettendo a dura prova l'abilità del terzino Genta. Il Milan, dalla difesa veramente poderosa, ha tenuto testa agli attacchi genovesi con calma e con discernimento e solamente in due occasioni ha tentennato quel tanto che è bastato, però, a portare il Genova in vantaggio. ENTRAMBI DEGNI DELLA FINALE. Le due compagini hanno profuso tutte le loro energie, entrambe assetate di vittoria, entrambe degne di disputare la finale di Coppa Italia. Il Milan ha perduto, ma non si è mai inginocchiato, ha reagito spesso alle offensive del Genova e ha chiamato al lavoro Bacigalupo se non sovente, certo con pericolosità. Una partita, insomma, che gli sportivi genovesi ricorderanno per un pezzo tanto è stata avvincente, incerta e condotta con combattività. Se il Genova avesse potuto disporre almeno di Fasanelli al centro della linea attaccante, forse avrebbe raggiunto il successo senza ricorrere ai tempi supplementari poiché il punto nero della squadra rossoblu è stato Pantani che sciupò una infinità di palloni e poi, spostato all' ala, rese ancor meno. Freddo, apatico, privo di scatto, Pantani ha solo tirato due o tre palloni veramente forti chiamando al lavoro Zorzan e nulla più. Pastorino, invece, da mediano se l'è cavata egregiamente. Quanto agli altri, una bella partita disputata da Agosteo, da Bigogno e da figliola, specialmente quando quest' ultimo è stato spostato al comando della mediana. All' attacco pericoloso Marchionneschi. Un primo tempo bellissimo quello di Scarabello; bene Perazzolo e non sempre pronto Arcari. SUGLI SCUDI LA DIFESA MILANISTA. Del Milan, tutta la difesa sugli scudi. Zorzan si è prodotto in parate difficilissime e Perversi, ma specialmente Bonizzoni, lo hanno coadiuvato egregiamente. La mediana ha avuto in Bortoletti e Rigotti due gladiatori e in Gianesello un mastino. Negli avanti Boffi, tenuto a vista non ha reso troppo, anche se autore del punto milanista. Bene Capra, limpido il gioco di Gabardo, prezioso quello di moretti. Rivolta ha centrato dosati palloni ed è stato assai pericoloso. La partita, dato lo spezzettamento del gioco imposto dall' arbitro per evitare angolazioni, picchi e ripicchi, tecnicamente non è stata un gioiello, mentre è stata ricchissima di gioco ardente, tutta folate, improvvisazioni. Il Milan partiva subito all' attacco e vi rimaneva una decina di minuti durante i quali vi è stato un brusco arresto di Rivolta da parte di Pastorino. Due angoli contro Genova, e uno contro i diavoli rosso-neri. Dopo un altro angolo contro Milan, al 9' il Genova prendeva le redini del gioco e al 16' realizzava il primo punto su azione partita Arcari, proseguita da Pantani e conclusa da Marchionneschi. Al 24' il primo segno di risveglio dei lombardi. Era Gabardo che faceva spiovere sulla porta di Bacigalupo un pericoloso pallone che picchiava nell' asta trasversale e finiva dietro il sacco. Una bellissima parata di Zorzan su tiro poderoso di Pantani e poi al 30' fallo contro il Genova provocato dai terzini a carico di Boffi appena fuori l'area di rigore. Il centro avanti rosso-nero sparava forte sul muro difensivo dal quale la palla veniva respinta, ma Boffi pronto la riprendeva e mandava inesorabilmente in rete. Il Genova accusava il colpo e per una decina di minuti erano di scena i mediani e i terzini, ad arginare le avanzate del Milan. Poi la fine del primo tempo. FINALE EMOZIONANTE. Nella ripresa tre tiri di Pantani, Scarabello e Perazzolo indicavano quali erano le velleità del Genova. Al 10' spostamento di Pantani all' ala sinistra e di Marchionneschi al centro. Zorzan doveva intervenire diverse volte, ma non troppo pericolosamente tanto che la partita sembrava dovesse stagnare a metà campo quando verso la mezz'ora si riaccendeva ancora. Un angolo per parte e al 33' Marchionneschi con azione personale si portava in area, evitava la carica di Perversi e lasciava partire un bolide che il palo respingeva, la palla andava verso Pantani, ma questi sbagliava completamente. Una bellissima azione di Boffi, il cui tiro finale sorvola di poco la traversa e poi gioco a metà campo. Fino a quando al 42' Marchionneschi con una girata improvvisa metteva in difficoltà l'atletico portiere milanista. Nei tempi supplementari il gioco è andato a nascondersi perché fu prevalentemente copioso di falli da una parte e dall'altra. Nel primo il Milan cercava di forzare la difesa del Genova, mentre nel secondo tempo i locali facevano ressa, usufruivano di un angolo e di numerosi calci di punizione, in uno dei quali, al 28', il Genova si aggiudicava la vittoria con Marchionneschi che era tornato al suo posto abituale. I milanisti protestavano per fuori gioco, ma è difficile stabilire l'esattezza della loro protesta, poiché durante l'azione della segnatura vi è stata una mischia furiosa ed i giocatori facevano ressa davanti a Zorzan. ATTILIO CARBONE

 

IL POPOLO D'ITALIA  (Milano, 03 Giugno 1937) - Semifinale di Coppa Italia a lungo metraggio. GENOVA - MILAN 2-1 (1-1). I "diavoli" battuti dopo 118 minuti da una rete di Marchionneschi viziata di fuori gioco hanno sporto reclamo. (dal nostro inviato speciale). Genova, 2 notte. Ci mancò poco che entrasse in scena il soldino. Tutto ormai sembrava deciso. Erano passate - minuto più, minuto meno - due ore di gioco. Gli uomini si erano spremuti fino all' osso. E dalle spremute dei calciatori nel mese di giugno vien fuori un gioco che a nessuno si consiglierebbe come divertimento o come un onesto passatempo. Il punteggio era inchiodato sul' uno a uno. Non aveva voglia di smuoversi. Gli uomini facevano del loro meglio, ma cadendo ogni tre passi e dandosi dei gran calci nelle gambe c'era da credere che di punti buoni per modificare il risultato non ne avrebbero fatto. SE DURAVA ANCORA DUE MINUTI. Pareva di vedere il signor Saracini - ha arbitrato come ha arbitrato. Ma promettiamo ai lettori che non intavoleremo un discorso sugli arbitri. E' giugno anche per noi cronisti... - pregustare la gioia di convocare nello spogliatoio i rappresentanti delle due società, tirar fuori dal capace borsellino una moneta d'argento, e poi buttarla in aria e fare "oplà"  come sul palcoscenico quando alzano i manubri di cartone che hanno scritto "un quintale". E vedevamo il suo sorriso per la partita a testa e croce, che avrebbe deciso quello che sul campo non era stato possibile definire. E invece no. Era il 118° minuto di gioco. La sera veniva giù dai monti a ruota libera, moltissime persone ben pensanti erano arrivate al limite della sopportazione. Ci mise lo zampino Marchionneschi. Gli piovve sui piedi un pallone nato da una punizione e cresciuto nei corridoi di una mischia, se lo aggiustò in un attimo sul piede buono, e lo spedì nella rete di Zorzan che gli si era cacciato contro in un gran tuffo a corpo morto, un tuffo degno di completare la collana di parate di gran classe che nelle due ore di gioco aveva fatte vedere con una larghezza da sprecone. Disdetta, vera disdetta. Ancora due minuti e Saracini avrebbe dato il via a una piccola partita supplemento a testa e croce, di cui noi avremmo steso l'accurata cronaca. La folla che aveva applaudito e fischiato, che aveva sperato e si era arrabbiata, diede fuori da matto. Parve addirittura che per un momento venisse giù la rete metallica perché c'erano cento e cento tifosi che volevano rapire Marchionneschi, per mangiarselo tutto a piccoli pezzettini; parve di essere in una grande fabbrica di fischi per locomotive a vapore quando i giocatori milanesi fecero una piccola dimostrazione all' arbitro per fargli capire che Marchionneschi stava camminando sul tappeto del fuori gioco nell' istante in cui aveva raccolto il pallone che doveva dar la vittoria. Ma come sempre succede, da quell' abbaiare di cani non fu morso nessuno. Passarono gli ultimi due minuti - ormai si era rassegnati a star li e non si faceva questione di minuti - venne il fischio finale, il Genova si vinse la partita e il diritto di disputare domenica la finale a Firenze contro la Roma. E si lasciò il campo mentre per l'aria svolazzavano i biglietti variopinti da cento lire che andavano nelle casse federali sotto forma  di salutari multe per calmare i bollori di quelli che a tutti i costi vogliono far spendere alla società i pochi soldi incassati con tanta fatica. UOMINI CON DOCUMENTI FALSI. Partita brutta. giocata male, arbitrata peggio. Averlo saputo fin dal principio si sarebbe fatto il computo dei falli. Avrebbe costituito sicuro il primato della stagione. Non si videro azioni belle, vi fu una povertà di idee preoccupante, si assistette all' esibizione di uomini con documenti falsi. Perché durante il campionato si erano visti giocare meglio, molto meglio, ben diversamente da così.  Ha vinto il Genova e in effetti se lo meritò. Anche se l'azione decisiva sembrò nettamente viziata di fuori gioco, compensò tante altre azioni malamente perdute o per colpa della sfortuna, o dei pali, o dell' incapacità di qualche uomo. Il Milan fu forte in difesa. ma all' attacco non si vide quasi mai, e quando si decise ad andare avanti imperniò le sue risorse sul solo Boffi, che aveva a vedersela con un Agosteo assai più forte di lui nel gioco alto. E il pallone in aria rimase sempre. il Genova fu superiore per tutta la prima mezz'ora di gioco e fu il primo a passare. Poi il Milan segnò, riportandosi alla pari e Gabardo e Moretti fecero vedere qualche spunto, qualche idea discreta. Dopo il riposo riprese le redini del gioco la squadra di casa e le tenne per buona parte del secondo tempo. I due supplementari di baruffa al poco di buono che s'era visto. furono quasi costantemente di intonazione genovana. I terzini si spinsero a metà campo e oltre, Zorzan dovette mostrare denti e unghie ai palloni che continuavano ad arrivargli addosso. Una volta chiamò in aiuto il paletto. E il paletto fu veramente gentile e fece il dover suo. Poi i liguri andarono in vantaggio. E le cose finirono come s'è detto sul 2 a 1, con gran festa da una parte e con gran rabbia dall' altra. IL PORTIERE ACROBATA. Il migliore in campo fu Zorzan. Per una sua parata su tiro di Marchionneschi si ci fece un nodo al fazzoletto per ricordarci di stringergli la mano quando lo si incontrerà per strada. spettacoloso: l'uomo che intuisce, l'uomo che scatta, l'uomo che vedi volare staccato da terra, l'uomo che para il pallone impossibile,. L'uomo-gomma. Dei terzini Bonizzoni fu meno falloso di Perversi. ma anche il "nazionale " fu lontano da quella sua autoritaria potenza di "signore dell' area di rigore". Nella mediana Bortoletti fu generoso e inesauribile, Gianesello combattivo fin troppo, Rigotti cominciò male per rinfrancarsi in seguito. In prima linea Capra quasi nullo, Rivolta un po' più attivo. Boffi sempre alla caccia di occasioni buone. Magistrale il punto. Magistrale oltre che per il tiro, per l'astuzia e la prontezza nel realizzarlo. Gabardo e Moretti saltarono fuori di tanto in tanto a fare coppia. Da soli faticarono come muli ma senza beneficio per la squadra che aveva bisogno di vederli filare in perfetto accordo. In casa avversaria: poco lavoro a Bacigalupo, Agosteo, incerottato, brillò nel respingere di testa palloni su palloni; Genta, potente ed esuberante, seppe farsi valere. Un poco gladiatorio qualche volta nel gesto di voler avventarsi contro gli avversari per chissà quali gravissimi motivi, ma bravo e sempre in gamba. Migliore di tutti i rosso-blu Figliola. Deve essere in questo momento uno dei migliori mediani italiani. Nei tempi supplementari passò al centro della seconda linea, Bigogno non dominò come il suo solito. Risente nelle gambe il peso di una stagione faticosa. Pastorino che rimpiazzava Genta fu volenteroso e se la cavò benone. Fra gli avanti Marchionneschi emerse per bravura, stile e capacità realizzatrici. Le sue due reti furono sicure e autoritarie. Zero a Pantani. volontà a profusione, cuore grosso così. Ma capacità assolutamente inadeguata a quella della pur non illustre compagnia. Arcari lavorò molto ma confuso; Perazzolo e Scarabello si prodigarono senza interruzione e misero a destinazione qualche pallone pericoloso. BOFFI PANINO IMBOTTITO. Cronaca ridotta ai minimi termini. Dopo un quarto d'ora di gioco in cui c'erano stati angoli su angoli contro i rosso-neri e Zorzan aveva bloccato un rasoterra assai preciso di Scarabello, venne il punto di Marchionneschi. Arcari dopo aver duellato con Gianesello, riuscì a centrare. Pantani che aveva addosso Perversi deviò di testa in profondità. L'ala sinistra del Genova si liberò di Rigotti, avanzò di qualche passo e, da cinque metri, batté decisamente Zorzan. I liguri comandarono ancora per un bel po' il gioco. Poi, alla mezz'ora vedemmo a terra Gianesello per un colpo alla spalla e Boffi stretto fra Genta e Agosteo come il prosciutto in un panino imbottito. Saraceni concesse la punizione che Boffi tirò dopo che erano stati contati i passi regolamentari per lo schieramento. Il pallone radente andò a battere contro le gambe degli uomini che facevano barriera, ritornò a Boffi, fu rispedito con molta forza verso Bacigalupo. Il portiere si tuffò un poco in ritardo, e il pallone di Boffi gli diede un grande dispiacere. Dopo il pareggio parve che il Milan si riprendesse. ma durò poco. Per tutto il corso della ripresa il Genova lavorò di più, fu più pericoloso, concretò le cose migliori. Tre azioni buone si ebbero al 33', al 39' e al 42': un paletto di Marchionneschi in piena corsa con una topica grossa di Pantani incapace di sfruttare il pallone di rimbalzo; un passaggio di Rivolta a Gabardo e tiro che fece strabuzzare gli occhi al pubblico; la parata di Zorzan in tuffo, volante su "girata" improvvisa di Marchionneschi. I due tempi supplementari non ebbero storia, specialmente il primo. Nel secondo, dopo che Pantani era ritornato al centro e Marchionneschi era ripassato all' ala, Arcari sbagliò un pallone facilissimo e a due minuti dalla fine venne il punto di "Marchiò" di cui si è già parlato. Calci d'angolo a profusione, falli infiniti. La cavalleria brillò quasi sempre per la sua ostinata assenza. Il Milan ha sporto reclamo per il fuori gioco di Marchionneschi. Giocatori rosso-neri asseriscono di aver visto il segnalinee Barbieri agitare la bandierina per richiamare l'attenzione dell' arbitro sul fallo. GENOVA: Bacigalupo - Agosteo, Genta - Pastorino, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. MILAN: Zorzan - Perversi, Bonizzoni - Rigotti, Bortoletti, Gianesello - Capra, Moretti, Boffi, Gabardo, Rivolta. Arbitro: Saracini di Ancona.  NINO NUTRIZIO

 

IL LITTORIALE (Roma, 03 Giugno1937) - Genova batte Milan 2-1. IL GENOVA E' FINALISTA DELLA COPPA ITALIA. Alle ultime battute, dopo due ore di gioco contrastatissimo, il Genova segna con Marchionneschi il punto della vittoria.  Genova: Bacigalupo; Agosteo, Genta; Pastorino, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. Milan: Zorzan; Perversi, Bonizzoni; Rigotti, Bortoletti, Gianesello; Capra, Moretti, Boffi, Gabardo, Rivolta. Marcatori: Marchionneschi (G) al 16' del primo tempo; Boffi (M) al 30' del primo tempo; Marchionneschi (G) al 13' del secondo tempo supplementare. Arbitro: Saracini di Ancona. Pubblico numeroso. Genova, 2. La partita si è decisa proprio negli ultimissimi minuti di gioco. Il Genova gettandosi disperatamente all' arrembaggio è riuscito a cogliere quel successo che gli consente di disputare la meritata finale domenica prossima contro la Roma. SUCCESSO SUDATO MA MERITATISSIMO. Il gol di Marchionneschi, quello che dava la vittoria ai rosso-blu, e contro il quale non c'era più nulla da fare, perché mancava il tempo di riprendere, è stato accolto dalla folla con una delirante dimostrazione di entusiasmo. Il Genova ha vinto meritatamente sul Milan. Questo, forse stanco delle ultime decisive partite contro la Bari, ha tentato di sorprendere il Genova all' inizio con un gioco velocissimo. Ma il Genova è riuscito presto a contenere la foga degli avversari, passando risolutamente all' offensiva. A coronamento di questi attacchi i rosso-bleu giungevano presto al successo e solo un fortunoso calcio di punizione permetteva al Milan di giungere al pareggio. Nella ripresa le forze si sono piuttosto equivalse; ma il Genova è stato sempre pericoloso, tanto che un suo tiro improvviso è stato respinto dai pali. NONOSTANTE LA STANCHEZZA...Nei tempi supplementari le due squadre hanno dimostrato di essere stanchissime, e già sembrava che nessuna  delle due linee d'attacco potesse spuntarla sulla difesa avversaria, quando Genova si è gettato disperatamente all' attacco. Tale offensiva ha avuto buon gioco e il Genova ha quindi potuto raggiungere il successo. IL MILAN. Rivedendo la prova delle due squadre diremo che del Milan sono stati superiori ad ogni elogio i due terzini, sicura e laboriosa la linea mediana; l'attacco ben controllato è stato tenuto a freno dalla difesa rosso-blu e Boffi, il temutissimo Boffi, poco ha potuto contro i solidi terzini del Genova. I VINCITORI. Della squadra rosso-blu che ha avuto il grave svantaggio di scendere in campo largamente rimaneggiata, merita i maggiori elogi la coppia dei terzini. Agosteo e l'improvvisato Genta hanno disputato infatti una partita superba. Contro di essi si sono infranti sistematicamente tutti gli attacchi del Milan, tanto che Bacigalupo ben poche volte è stato impegnato. Una prova non sufficiente quella di Bigogno come centro mediano. Ottimi invece i laterali figliola e Pastorino. All' attacco è mancato il condottiero. Pantani, all' inizio del secondo tempo, è stato spostato all' ala e si è scambiato il posto con Marchionneschi; ma verso la fine dei tempi supplementari l'allenatore rosso-blu ordinava il primitivo schieramento della prima linea; e questo ha fruttato il successo alla squadra. Attivissimi Scarabello e Marchionneschi. Perazzolo si è stancato presto e Pantani non ha fatto nulla di buono; oscura è apparsa la prova di Arcari. LA MOVIMENTATA CONTESA. Il Milan parte come un razzo e il Genova è costretto nei primi minuti a subire due calci d'angolo. Ma i rosso-blu si riprendono poi, e a sua volta il Milan deve incassare tre angoli, al 6', al 13' e al 15'. Subito dopo il terzo angolo, il Genova va in vantaggio in seguito ad una azione provocata da Perazzolo che passa un pallone ad Arcari. Questi, dopo avere astutamente indugiato, mette al centro una palla che Pantani devia verso la sinistra. Marchionneschi è pronto ad intrufolarsi dietro le spalle di Rigotti e, raccogliendo la palla, a segnare con un tiro a mezz'altezza. Reazione del Milan il quale perviene al pareggio al 30' per un fallo contemporaneo di Agosteo e Bigogno su Boffi. L'arbitro decreta la punizione contro il Genova. Tira Boffi e la palla rimbalza contro lo schieramento dei difensori rosso-blu. Lo stesso Boffi riprende da una quindicina di metri e sorprende Bacigalupo con un tiro preciso in un angolo. La partita assume in questo momento una fisionomia di rudezza, che l'arbitro riesce a stento a contenere. Si giunge alla fine del primo tempo senz'altro di notevole. GLI AVVERSARI NON MOLLANO. All' apertura di ripresa Zorzan è chiamato al lavoro da Pantani e da Scarabello. Più tardi deve salvarsi da una minaccia di Marchionneschi. Al 10' Pantani passa all' ala sinistra e Marchionneschi va al centro ma il Milan attacca di più per un quarto d'ora, senza per altro riuscire a sorprendere i terzini rosso-blu. Al 20' il Milan è in angolo. Siamo al 30' e il Genova è costretto in calcio d'angolo. Al 37' una fuga isolata di Marchionneschi è conclusa da un tiro fortissimo del rosso-blu; la palla finisce però contro la traversa e rimbalza in campo. Nessuno del Genova è pronto a raccogliere mentre la porta è vuota!Una facile occasione è sciupata da Pantani; segue un improvviso contrattacco del Milan, con tiro di Gabardo che sfiora la traversa. Siamo alla fine del tempo. Breve intervallo. Vengono giocati i tempi supplementari. Figliola passa al centro della mediana; Bigogno a laterale sinistro. FINALMENTE LA VITTORIA. Niente di interessante nella prima parte dei tempi supplementari, mentre negli ultimi 10 della mezz'ora, il Genova va decisamente all' offensiva; Marchionneschi ritorna al suo posto di ala sinistra e Pantani passa al centro. Una facile occasione sciupata da Marchionneschi all' 11' e un calcio d'angolo; al 28' su azione partita da figliola e su passaggio di Pantani, Marchionneschi riesce a superare il terzino e Zorzan, e riesce a segnare a porta vuota. IL MILAN RECLAMA. Il Milan ha presentato reclamo nelle mani dell' arbitro asserendo che il secondo gol di Marchionneschi è stato conseguito in posizione di fuori gioco.

 

CORRIERE della SERA (Milano, 03 Giugno 1937) - LA COPPA ITALIA. IL GENOVA IN FINALE. Il Milan superato nei tempi supplementari. Il Milan ha ceduto proprio allo scoccare dei 120° di giuoco quando l'incontro già sembrava destinato a finire nuovamente alla pari in modo da richiedere il sorteggio per designare la seconda finalista della Coppa Italia. Ha ceduto in seguito a una disperata lotta nella quale, dopo aver fronteggiato da pari a pari il Genova, si era verso la fine rinchiuso affannosamente in difesa. Il Genova, sceso in campo privo di due titolari e con le file rimaneggiate, si è battuto con impeto, e con cuore garibaldino e la vittoria appare meritata anche se il Milan può invocare il fatto che il secondo dei punti genovesi è infirmato da un fuori giuoco di Marchionneschi. L'arbitro non è stato però di questo parere e ha convalidato il punto della vittoria del Genova malgrado le proteste vibrate dei milanesi. A questo proposito occorre aggiungere che il Milan alla fine dell' incontro ha presentato regolare reclamo. La squadra milanese ha bene impressionato per la saldezza del suo trio di difesa  nel quale il portiere Zorzan ha salvato situazioni disperate e i terzini hanno risolto mischie difficilissime. Il lavoro della linea mediana è stato continuo ma poco preciso e l'attacco non ha saputo mai essere incisivo e pericoloso. Il Milan ha avuto un inizio felicissimo e deciso che ha costretto il Genova  a ripiegare due volte in angolo. Ma in seguito i rosso-blu si sono ripresi, e al 16', su azione Perazzolo - Arcari, Marchionneschi è riuscito a segnare con un tiro a mezza altezza da 10 metri. Il Genova ha continuato ad attaccare, ma al 30' il Milan ha usufruito di un calcio di punizione. Boffi ha tirato e una prima volta la palla è stata respinta dai difensori del Genova. Boffi però ha raccolto subito e ha infilato la rete di Bacigalupo con un tiro da una ventina di metri. La partita è diventata rude nel secondo tempo, ma nessuno ha segnato e sono stati necessari i tempi supplementari. Dopo un'altra mezz'ora di giuoco già sembrava che l'incontro stesse per terminare nuovamente alla pari, quando all' ultimo minuto un' avanzata di figliola e un passaggio di Pantani a Marchionneschi han dato modo a questo di raccogliere la palla e, scartato il portiere avversario, di segnare a porta vuota. Le proteste dei milanesi che asserivano che Marchionneschi era partito da posizione di fuori giuoco non hanno valso a nulla. L'arbitro ha sanzionato la validità del punto. Il Genova così si qualifica per la finale della Coppa Italia, che sarà disputata domenica prossima a Firenze fra Genova e Roma. Ecco la formazioni delle squadre: Genova: Bacigalupo; Agosteo, Genta; Pastorino, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. Milan: Zorzan; Perversi, Bonizzoni; Rigotti, Bortoletti, Gianesello; Capra, Moretti, Boffi, Gabardo, Rivolta. Arbitro: Saracini.

 

IL CALCIO ILLUSTRATO - Il Milan, che era partito con un magistrale goal di Boffi, si vedeva raggiungere dal Genova nella ripresa, e fu buona ventura che Scarabello fallisse nettamente un calcio di rigore...Vediamo una temeraria uscita di Bacigalupo sul quale irrompe l'ala destra rosso-nera Capra.

 

Il Genova con la formazione con la quale ha battuto il Milan. Da sinistra: Bigogno, Pantani, Genta, Agosteo, Perazzolo, Arcari, Pastorino. In basso: Bacigalupo, Figliola, Scarabello e Marchionneschi.

 

 

IL LITTORIALE - La partita tra il Genova e il Milan per la semifinale di Coppa Italia: Marchionneschi ha colpito il pallone, ma Zorzan blocca. A lato Marchionneschi autore delle due reti nella ripetizione a Genova.

 

IL PICCOLO - Genova - Milan 2-1. L'attacco milanista è tutto schierato davanti alla rete genovese, ma Bacigalupo non lascerà sfuggire la preziosa preda che tiene serrata tra le mani.

 

   La pagina del "Secolo XIX".

 

AKAIAOI 2006