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Stagione 1936-37 | Cronache | Tabellini 1936-37 | Giocatori | Calendario | Home | |
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GENOVA 1893 - NAPOLI |
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| Andata a Napoli: Napoli - Genova 0-0 | Ritorno a Genova: Genova - Napoli 0-1 | ||||
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IL PICCOLO di Genova (Genova, 12 Ottobre 1936). Pareggio delle squadre genovesi. Storia di 180 minuti di gioco senza gol. Rosso blù e azzurri. Napoli, 12 ottobre. I bandieroni rosso-bleu dei marinai genovesi che hanno sventolato per due ore sulle gradinate dello stadio, sono stati agitati ancora per un' ultima volta a salutare il pareggio del Genova in campo avverso. Incontro chiuso alla pari, senza una porta da una parte e dall' altra, ma combattutissimo. Il pubblico napoletano si è dimostrato scontento del pareggio e le parecchie migliaia di sportivi presenti hanno lasciato il campo imprecando alla mala sorte ma, diciamolo francamente, più di tutto alla formidabile difesa del Genova, la quale ha dato molto filo da torcere agli attaccanti azzurri, pur se questi ieri sono apparsi più uniti e conclusivi e hanno svolto un gioco più serrato e di buona costruzione. Ma Agosteo, Vignolini e il bravissimo Bacigalupo hanno saputo autorevolmente, inflessibilmente, sventare ogni minaccia azzurra. IL CAPOLAVORO DI UNA DIFESA. Ad ogni acrobatica parata di Bacigalupo si levava l'urlo della folla che applaudiva cavallerescamente e i marinai, numerosissimi sulle gradinate, sventolavano sempre più alte le grandi bandiere al grido di «Zena, Zena!». Bacigalupo è stato quello che ha riscosso pienamente e incondizionatamente gli applausi, anche a scena aperta, del pubblico; ogni sua uscita veniva salutata da battimani e da grida di approvazione. Ma è tutta la difesa della squadra ligure che va elogiata, perché essa ha mantenuto intatte le promesse della vigilia e ha suffragato con la partita di ieri il giudizio di quelli che la ritenevano una doppia linea insormontabile. Lo si è visto specialmente nel secondo tempo, quando il Genova si è chiuso in difesa arretrando le mezze ali: le linee difensive rosso-bleu costituivano anche per un Napoli disperatamente proteso verso una vittoria in casa propria un baluardo ben munito e contro il quale si sono inesorabilmente infrante tutte le azioni azzurre. Nei frequenti calci d'angolo e nei tiri di punizione in area genovese, l'attacco partenopeo non è riuscito a concludere per l'ostacolo validissimo oppostogli dalla difesa rosso-bleu. E dire che questo benedetto attacco napoletano ha giocato ieri molto meglio che nelle altre partite, mostrandosi più docile, più legato, più unito in una tattica di insieme diversa dalle slegate iniziative personali delle precedenti prove! Ma ripetiamo, questo felice sprazzo di forma dell' attacco azzurro ha cozzato contro una difesa che non ha permesso che quest' ottima giornata del quintetto attaccante - che avrebbe dovuto dare al Napoli la sua prima vittoria nel campionato - potesse concretarsi in una vittoria sia pure a minimo scarto. La mediana del Napoli e la linea degli estremi difensori non hanno a loro volta deluso il pubblico, che pur sperando sempre nelle azioni d'attacco, ha trattenuto più volte il respiro ad ogni pericolosa - e ve ne sono state di frequenti - azione genovese. Oltre a Mosele, che ha parato più di una volta bene ed ha saputo salvarsi, lasciando intatta la rete dagli insidiosi attacchi genovesi, il duo Fenoglio - Castello ha saputo sventare a tempo le minacce dei rosso-bleu, che per un buon periodo nella seconda ripresa, nonostante la tattica difensiva voluta da Felsner, hanno dominato in campo avversario. Castello ha giocato una partita davvero bella e più di un' azione della squadra ligure che avrebbe dovuto dare il punto agli ospiti è stata interrotta da lui. Un Napoli quindi di prim' ordine che il Genova ha ieri incontrato, riportando un pareggio che vale forse una vittoria. BACIGALUPO, IL N.1. La frase colta a volo su una gradinata dello Stadio, mentre il pubblico sfollava a poco a poco indugiandosi nei commenti spiccioli di novanta minuti sospirati secondo per secondo, è quella che descrive correttamente la partita. «Questi rosso-bleu sono dei diavoli instancabili». E infatti il Genova ha corso a fortissima andatura per tutta la partita, mobilissimo, veloce, senza conceder tregua e un solo istante di fiato. Un attacco insidioso e bene legato, una mediana salda, una difesa eccellente e un portiere meraviglioso - ci si conceda questo aggettivo, che non è certamente tecnico - il tutto unito ad una foga e ad una mobilità che avevano dello straordinario. Bacigalupo, l'estremo difensore della rete ha mostrato di essere un portiere di classe. E' stato impegnato spesso, ma ogni volta ha saputo sventare la minaccia degli attaccanti avversari. Agosteo e Vignolini hanno giocato bene. Agosteo è quello che più si è prodigato e spesso da solo, mentre gli altri erano lontani all' attacco, sapeva respingere la minaccia degli azzurri. Egli è rimasto contuso all' inizio della ripresa, è uscito per pochi minuti e quando è tornato si è allineato all' ala sinistra: ma dopo un quarto d'ora ha ripreso il suo ruolo di terzino che ha tenuto fino alla fine. La mediana ligure ha confermato di essere assai valorosa. Genta, coadiuvato da Bigogno e da Bonilauri, ha svolto un bel gioco, rifornendo le ali e appoggiando l'attacco in area azzurra, specialmente durante il quarto d'ora di netta prevalenza genovese. L'attacco che prima venne schierato con Gobbi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli e Marchionneschi, nel secondo tempo fu così modificato: Gobbi, Fasanelli, Pantani, Marchionneschi, Agosteo; e sia nella prima che nella seconda edizione, ha dato molto da fare ai difensori azzurri. Da Pantani partivano le azioni di insieme, che poi tutta la linea portava in area avversaria. Marchionneschi nel primo tempo da ala sinistra, è stato uno dei più temibili avversari per la porta azzurra, che spesso ha minacciato da vicino. Insomma il Genova ha giocato benissimo e ha condotto una buona parte della partita dando vita e movimento ai più interessanti minuti di lotta: il Napoli, difendendosi bene, dal canto suo ha marciato all' attacco, perché voleva vincere ad ogni costo. Alle 15 precise l'arbitro Bertoglio di Torino chiama in campo le squadre che assumono le seguenti formazioni: GENOVA: Bacigalupo, Agosteo, Vignolini, Bigogno, Genta, Bonilauri, Gobbi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Marchionneschi. NAPOLI: Mosele, Fenoglio, Castello, Colombari, Buscaglia, Rossetti, Glovi, Ferrara, Sallustro, Biagi, Venditto. IL NAPOLI ALL' OFFENSIVA. La prima linea genovese scende subito in area azzurra e Castello sventa la prima delle frequenti minacce che saranno portate nel corso della partita contro la porta partenopea dall' attacco genovese. I primi cinque minuti sono in favore del Genova che martella in campo avversaria senza però riuscire a sfondare la difesa. il Napoli reagisce e Vignolini ed Agosteo interrompono le azioni azzurre, ora pericolose. Al 9.o minuto, su calcio d'angolo contro il Genova tirato da Venditto, Colombari raccoglie la palla e gira di testa, ma Bacigalupo vigila e para in tuffo. La palla va di nuovo al Napoli e Ferrara tira da lontano un traversone che non ha alcun esito. Il gioco continua così con fasi alterne, senza che vi siano nette prevalenze da una o dall' altra parte. Al 14' Venditto tira un angolo e Buscaglia raccoglie e centra: si accende una mischia sotto la porta genovese e Fenoglio, che si è spinto con Castello nell' area avversaria, avuta la palla centra con un tiro alto di lontano; Bacigalupo esce senza coglier la palla, la porta è vuota ma Venditto tira alto. Nel calcio di rinvio Sallustro raccoglie e lancia, ma Vignolini riesce ad interrompere l'azione del centro attacco partenopeo. La prima linea genovese ora si fa aggressiva e per poco Marchionneschi invano ostacolato da Colombari, giunto fin sotto la porta partenopea non segna. Un calcio di punizione contro il Napoli non ha esito e Mosele para facilmente un tiro di Pantani da lontano. Il giuoco si ferma a metà campo per qualche minuto e al 26' una discesa dell' attacco ligure viene fermata dall' arbitro per fuori giuoco di Fasanelli. Intanto il Napoli si riporta all' attacco. Sallustro passa a Giovi, che sta solo davanti alla porta: Giovi tira ma Bacigalupo para respingendo col pugno e la palla va in angolo. Ferrara tira, ma Agosteo rinvia. Il gioco ha fasi convulse. Il Genova si fa sempre più aggressivo, ma Castello e Fenoglio riescono a sventare le minacce sempre più frequenti della prima linea genovese. Marchionneschi, ostacolato da Fenoglio, scende nell' area napoletana, ma il terzino riesce a respingere la palla e al 32' è ancora Buscaglia a salvare. Il gioco al 35' è in area genovese. Bacigalupo para un pericoloso tiro di Sallustro uscendo fuori, e per due o tre minuti l'attacco napoletano incalza sotto la porta rosso-bleu e il portiere è costretto a parare uno dopo l'altro diversi tiri insidiosi di Venditto e di Giovi. REAZIONI DEI ROSSO BLU'. Il Genova comincia il secondo tempo in dieci uomini perché, Agosteo, leggermente contuso, è rimasto negli spogliatoi. Dopo pochi minuti rientra in campo, ma prende il ruolo di ala destra mentre Gobbi passa all' ala sinistra e Perazzolo terzino e Marchionneschi mezzo destro. Al 5' in una mischia sotto la porta ligure Bacigalupo para a terra un tiro di Sallustro e dopo due minuti ancora un tiro a lato di Biagi raccolto da Buscaglia. I genovesi reagiscono energicamente e al 12' Pantani e Gobbi scendono sulla porta avversaria, ma i terzini napoletani salvano con le braccia. Il calcio d'angolo non ha nessun esito. Al 14' l'attacco napoletano si è riportato sotto la rete genovese. Ferrara passa la palla a Venditto che spreca la facile occasione, forse l'unica di tutta la partita, per segnare. Bacigalupo intanto para ancora, districando una arruffata mischia. Al 20' Agosteo ritorna al suo posto di terzino. Il Napoli minaccia spesso in area genovese, ma il Genova ha arretrato le mezze ali e si è chiuso in difesa. Una discesa di Buscaglia, Biagi e Ferrara viene interrotta da Bigogno e Vignolini. Verso la mezz'ora il Genova domina pienamente in campo azzurro, ma la difesa partenopea è vigilante e le incursioni non riescono a concretarsi. Il Napoli invece, a questo punto per poco non segna; ma Agosteo sul calcio di rimando dà la palla alle ali. Sallustro scende e passa a Biagi: costui a sua volta passa a Venditto, che è solo sotto la porta; ma Venditto scivola, cade e Agosteo riesce a salvare. Nel calcio d'angolo che vien tirato da Venditto, si accende una mischia sotto la porta genovese, ma ancora con esito nullo. Il gioco si fa rabbioso, ma riportandosi a metà campo si esaurisce in frequenti "fuori", su uno dei quali termina la partita. LUDOVICO GRECO.
IL SECOLO XIX (Genova, 12 Ottobre 1936). IL GENOVA GIOCA UNA PARTITA MANOVRATA e pareggia a Napoli dopo aver sfiorato il successo. NAPOLI - GENOVA 0-0. Napoli, 11 ottobre. Neppure oggi il Napoli ha vinto. Ancora una delusione per i suoi sostenitori.In compenso, la partita è stata bella, interessante, avvincente e talvolta emozionante. Alla vigilia si diceva un gran bene della squadra azzurra ma si temeva lo stesso, si diceva che dopo l'ultimo allenamento del Napoli non si voleva più saperne di innestare Buscaglia all' attacco. Stava bene al centro della mediana; era al suo posto. Si diceva ancora che Sallustro dopo il suo rendimento nullo in tante partite, avrebbe fatto di tutto per farsi onore. Né si dubitava dei rendimento dell' estremo trio difensivo. Alla prova odierna, invece la impalcatura dei competenti è crollata; e se può dirsi bene invece della mediana e della difesa, non si può che deplorare la prova fornita dall' attacco. Si è salvato il solo Glovi, che è apparso, ed è effettivamente, il migliore dei cinque. Con un attacco deficiente, quindi, la squadra non combinerà mai nulla di buono. E lo abbiamo visto oggi. In campo genoano, tutti gli undici atleti hanno fatto del loro meglio. Essi hanno giocato tutti con ardimento e cavalleria. La squadra avrebbe reso certamente di più se Agosteo fosse rimasto al suo posto, senza soluzione di continuità. Ma, rimastone lontano per ventidue minuti, non si poteva pretendere di più, dato anche che Perazzolo aveva dovuto andare a giuocare da terzino. Ottimo è stato il rendimento del quintetto di punta, e particolarmente di Pantani e di Marchionneschi, il quale ultimo ha sostituito degnamente Ferrari. Genta ha lavorato come un negro e non poco lavoro hanno avuto i terzini. In giornata felice il portiere Bacigalupo, che ha stroncato varie azioni da goal. Il risultato nullo rispecchia nettamente l'andamento della partita; ma mettendo sulla bilancia i valori individuali, dovremmo riconoscere il diritto alla vittoria più al Genova che al Napoli. Tanto per essere obiettivi. Le squadre si sono allineate nelle seguenti formazioni: GENOVA: Bacigalupo - Agosteo, Vignolini - Bigogno, Genta, Bonilauri - Gobbi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Marchionneschi. NAPOLI: Mosele - Fenoglio, Castello - Colombari, Buscaglia, Rossetti - Glovi, Ferrara II, Sallustro, Biagi, Venditto. Le prime azioni sono dei napoletani Glovi e Biagi, che tentano di sorprendere Bacigalupo. Tentativi vani. Lo stesso Biagi tira un calcio di punizione contro il Genova, ma sbaglia di cinque o sei metri il bersaglio. Continuano i tentativi napoletani, con Glovi e Sallustro, che Agosteo e Vignolini pensano a frustrare. Si fa poi luce Marchionneschi. Con un azione pericolosissima, egli scarta il suo mediano e i terzini azzurri e, giunto nell' area napoletana, scocca il tiro. Mosele si salva fortunosamente. Egli poco dopo è impegnato da Perazzolo, che sembra sia preso di mira da Buscaglia, il quale giuoca durissimo. Infatti, il giocatore genoano più volte è stato fatto segno alle rudezze del giocatore mediano azzurro, che ama farsi applaudire dalla folla entrando duro sugli avversari. Al 10' minuto, Genta, dopo aver lottato contro due avversari, Colombari e Ferrara, dà il via ad una serie di offensive dei rossoblu. Al 12' il Napoli è in angolo. Tira Gobbi ma il pallone va al di là della porta. Segue un angolo contro il Genova, provocato da Bigogno: lo calcia Ferrara e Colombari, di testa, tenta di infilare la porta: ma Bacigalupo para con ammirevole prontezza. La squadra ospite continua a premere, costringendo a un lavoro massacrante i difensori napoletani e soprattutto Mosele, oggi in ottima giornata. Dopo un' ottima di Marchionneschi, il quale - non sappiamo ancora rendercene conto - preferisce tirare senza precisione a lato, invece di effettuare un dosato passaggio ai compagni del centro che sopraggiungevano. Genta manda fuori una nuova punizione contro il Napoli ed è lo stesso Genta a battere poco dopo un' altra punizione contro gli azzurri per carica di Fenoglio su Perazzolo. Ma anche questa volta il genovese manda a lato. Il pubblico, che gremisce una buona parte delle tribune, non manca di incitare più o meno clamorosamente i suoi beniamini senza accorgersi che - pecca abituale - l'attacco non riesce neppure oggi a ingranare. Infatti il pregevole lavoro di arginamento della mediana - facciamo sempre eccezione per Buscaglia, il quale batte la sfera di cuoio e gli avversari con la stessa foga - e il coraggioso lavoro distruttivo dei terzini, sono vani di fronte alla mancanza di coesione dei cinque uomini all' attacco. Ma anche ai genoani non manca l'incitamento. Esso parte dalla curva di destra dei posti popolari, ove sono molti marinai. Sono liguri, naturalmente, e recano grosse bandiere dai colori genoani. Intanto la danza continua. Venditto e Biagi avanzano tutti soli, passandosi il pallone, a mano a mano che qualche avversario tenta di impossessarsene; raggiungono l'area di rigore e il primo scocca il tiro: Vignolini salva. Il fronte poi si capovolge e Perazzolo, sfruttando un passaggio di Pantani, tenta la via della porta. Mosele para con un salto acrobatico. La pressione azzurra ora si intensifica, ma alò lavoro difensivo provvedono un pò tutti gli atleti genovesi, i quali si prodigano per evitare che il Napoli profitti del periodo di sua supremazia. Glovi, Biagi, il minuscolo Ferrara, che ha sostituito oggi il fratello maggiore e talvolta anche Sallustro, fanno a gara nell' inviare palloni su palloni verso la rete di Bacigalupo, ma non ne azzeccano una. Un atterramento di Perazzolo ad opera di Buscaglia e poi la fine del tempo. Mentre le squadre si allineano per la ripresa, notiamo dei mutamenti fra gli atleti della squadra ospite. Agosteo - toccato duro nel primo tempo - è passato infatti all' ala destra, Gobbi all' ala sinistra, Perazzolo a terzino e Marchionneschi a mezzo destro. A qualche minuto dall' inizio si svolge un' intricata azione sotto la porta genovese. Cinque uomini si affannano attorno a Bacigalupo che è a terra, sotto tutti gli altri, col pallone fra le braccia. Finalmente il portiere genovese sbuca dal groviglio col pallone che non si è lasciato sfuggire. Egli calcia il pallone in avanti, lo raccoglie Pantani, avanza, ma Castello a pochi metri dalla porta lo ferma. Il Napoli minaccia sempre, ma i genovesi si difendono bene. Si continua così per una decina di minuti, fino a quando giunge l'azione del rigore non concesso. In una delle discese genoane, Pantani e Marchionneschi hanno la meglio sugli avversari e avanzano verso la porta napoletana. Raggiunti dagli avversari, uno di essi manda a Gobbi che raccoglie e fila via: giunto a un paio di metri dal portiere napoletano, Gobbi effettua un potente tiro trasversale: il terzino azzurro Castello salva col pugno. I genoani si fermano in attesa dell' arbitro che giunge di corsa. Ma il dischetto bianco non viene indicato. Proteste inutili da parte dei genovesi, esasperazione dei marinai liguri che agitano più che mai la loro bandiera, e soddisfazione in campo azzurro. Si riprende il giuoco, che da questo momento sarà di netto predominio genoano. Infatti tutta la squadra stringe le fila, si lancia nella lotta con una coesione degna di rilievo e mette ancora una volta a ben dura prova la difesa napoletana. Peccato che Gobbi abbia dovuto lasciare il suo posto. Tutti i rossoblu dell' attacco tentano di acciuffare la vittoria; ma non ci riescono, neppure quando Agosteo dopo il 22' torna al suo posto, e così la prima fila riprende l'assetto normale. Il Napoli lascia avanti un paio di atleti soltanto; gli altri sono tutti indietreggiati per vedere chiusa con un nulla di fatto la partita. Al 35' altro fallo da rigore, provocato questa volta dal Genova. Biagi, in una delle sue tante discese, giunge in area genoana per tentare il tiro: un avversario lo atterra. Rigore! - si grida in campo e nelle tribune. Ma l'arbitro che non ha concesso il primo, non concede neppure il secondo. Il gioco riprende. Si tenta da una parte e dall' altra di spedire la palla in rete, ma gli attaccanti non ci riescono. Le difese sono più che mai valide. E giungiamo così alla fine, col nulla di fatto, alla divisione dei punti. CARLO CLAVERINI.
05° GIORNATA: Alessandria - Juventus 1-0, Ambrosiana - Roma 2-1, Bari - Triestina 4-0, Lazio - Fiorentina 2-1, Lucchese - Bologna 2-2, Napoli - Genova 0-0, Sampierdarenese - Milan 0-0, Torino - Novara 4-1. CLASSIFICA: Torino 08; Bologna e Lazio 07; Bari, Genova e Lucchese 06; Ambrosiana, Fiorentina, Milan, Roma e Sampierdarenese 05; Juventus e Napoli 04; Triestina 03; Alessandria e Novara 02.
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IL PICCOLO di Genova (Genova, 15 Febbraio 1937) - IL GENOVA BATTUTO DAL NAPOLI. Marassi torna ad esportare. NAPOLI - GENOVA 1-0. C'era da stropicciarsi gli occhi, ieri, sul campo di Marassi per convincersi di non avere le traveggole e c'era proprio da chiedersi se quella squadra che aveva di fronte un Napoli tutt' altro che irresistibile e invulnerabile, era proprio il Genova, lo stesso Genova che , otto giorni prima, aveva nettamente sconfitto la Sampierdarenese, quel Genova che era passato vittorioso all' Arena e a Trieste. In realtà la squadra rosso-bleu era irriconoscibile da quella delle ultime esibizioni, e alla fine della scialba contesa ci si è dovuto convincere che, in fondo, il Napoli non aveva rubata la vittoria, ma se l'era guadagnata, un po' per merito suo e della sua accorta condotta di gara, ma moltissimo per demerito dei rosso-bleu, ieri stranamente abulici, incerti e privi di mordente. IL GENOVA E LA SUA NERA GIORNATA. Il Genova non aveva cominciato male l'incontro. Pur giocando contro vento, mediana e difesa rosso-bleu controllavano abbastanza efficacemente il gioco degli azzurri, ma quando si trattava di spiegare le azioni d'attacco, gli avanti rosso-bleu denunciavano palesemente la loro inettitudine nel creare e nel realizzare le occasioni da rete. Questa deficienza si aggravò ancor più nella ripresa quando, usufruendo dei favori del vento, era logico attendersi la riscossa dei rosso-bleu; e se è vero che il Napoli fu costretto spesso a districarsi dalle mischie create dai genovesi nella sua area, è altrettanto esatto che la rete di Mosele non corse che un paio di volte dei seri pericoli. Dei due tempi, il peggiore fu senza dubbio il secondo e lo fu soprattutto per colpa del Genova che, incapace di dare ordine e costrutto al suo giuoco, finì col lasciarsi prendere dall' orgasmo e naufragare in un marasma generale nel quale vennero trascinate, forse per spirito di imitazione, anche la linea di sostegno e quella dei terzini. Non ci sono dunque da rivendicare scusanti per giustificare la sconfitta dei rosso-bleu, né si ha diritto di infierire sugli azzurri per il solo fatto che essi, preoccupati di difendere e di mantenere il prezioso vantaggio ottenuto nel primo tempo, hanno di preferenza svolto, nella ripresa, un sistematico giuoco ostruzionistico e difensivo, lasciando all' attacco tre soli uomini, i quali tuttavia hanno saputo qualche volta portare un po' di scompiglio sotto la porta di Fregosi. Si può dunque affermare che il Genova ha perduto la partita soprattutto per la nera giornata della sua prima linea, che mai come ieri è apparsa tanto sfuocata, slegata e priva di idee costruttive. Dei cinque avanti il solo Marchionneschi ha tentato qualche volta il tiro in porta: degli altri nessuno ha mai voluto assumersi l'iniziativa e la responsabilità di impegnare Mosele. Perazzolo si è prodigato in un inesauribile lavoro ed ha rifornito molti palloni ai suoi compagni, senza mai trovare l'uomo che sapesse sfruttarli. Scarabello ha fatto qualcosa nel primo tempo, poi è scomparso anche lui nella ripresa. Meno sbrigativo ed intraprendente del solito Arcari. Non ci lasceremo trattenere dal timore di sfidare l'impopolarità scrivendo che Pantani è stato assolutamente nullo: nullo come lavoro di distribuzione e innocuo nei tiri in rete che, del resto, sono stati pochissimi. La mediana ha tenuto bene nel primo tempo, poi è calata alla distanza risentendo evidentemente del rallentamento di Bigogno che ha ceduto nella fase finale della partita. Figliola è stato certamente il più pugnace ed il più animoso dei sostegni, mentre Genta, pur giocando con impegno, ha difettato di precisione nel servire l'attacco. Migliore assai Agosteo di Vignolini fra i terzini ai quali però sono da addebitarsi parecchi "buchi". Fregosi è stato battuto da un pallone imparabile e non gli si può rimproverare nulla: anzi ha sfoggiato qualche parata di classe, ma in complesso non ha avuto molto lavoro. IL NAPOLI. Il Napoli ha avuto i suoi reparti migliori nella difesa e nella mediana. Mosele non ha avuto invero un lavoro massacrante da sbrigare, ma tutte le volte in cui il suo intervento era necessario si è dimostrato pronto, sicuro nella presa, accorto nei piazzamenti. I due terzini non hanno commesso un errore: Castello è stato più brillante, più potente e più deciso di Fenoglio, ma questi si è sempre fatto luce nelle mischie per l'eccellente senso del piazzamento. Nella linea di sostegno hanno emerso Buscaglia, resistente, continuo e tenace e Colombari la cui classe è ancora elevatissima. L'attacco azzurro invece non ha fatto grandi cose: manca d'assieme e di coesione e le sue azioni restano circoscritte agli spunti individuali dei più intraprendenti, fra i quali possono citarsi Ferrara e Venditto. Rossetti si è sobbarcato il lavoro più oscuro e più massacrante, preferendo però soccorrere piuttosto la difesa che non l'attacco e in questo compito la sua opera è stata veramente preziosa. In quanto a Biagi si può affermare di aver fatto il paio con Pantani. Anche Masera non ha dato un valido apporto al giuoco d'offesa, ma si è prodigato a dar man forte ai mediani, specialmente nel secondo tempo. L' UNICA RETE. Diecimila persone assistono all' incontro. Nei popolari un settore è occupato da un fitto gruppo di marinai partenopei che sventolano un vistoso gagliardetto azzurro e incoraggiano, durante il giuoco, i giuocatori napoletani. In tribuna d'onore il Prefetto S.E. Albini. Arbitro Barlassina di Novara che dà il via poco dopo le 15. Il Genova vince il campo e giuoca contro vento: al via piomba subito in area azzurra con veloci scambi tra Scarabello, Pantani e Perazzolo, Pantani ancora. Salva Mosele con una ardita uscita e il portiere azzurro toglie la palla dai piedi del centravanti rosso-bleu. Subito dopo altra azione in area azzurra: questa volta rimanda Castello, quindi è Perazzolo che con un tiro da lontano impegna Mosele in una parata facile. Il Napoli risponde con incursioni poco pericolose ed è all' 8' che, su azione di Biagi e pauroso "buco" di Vignolini, Ferrara viene a trovarsi con la palla tra i piedi a pochi passi da Fregosi. L'ala destra azzurra si aggiusta la palla e sferra una sventola fortissima che colpisce la faccia esterna di un paletto laterale: nulla di fatto. Al 10' calcio di punizione contro il Genova per fallo di mano di Genta: il tiro di Buscaglia è respinto con la schiena da un rosso-blu. Azione di contrattacco del Genova al 14' interrotta da un fallo di castello su Arcari. Tira la punizione Genta che manda la palla a spiovere sulla sinistra: Marchionneschi riprende e Mosele para. Al 15' l'arbitro arresta il giuoco per commemorare, con un minuto di silenzio, lo scomparso comm. Costa ex presidente del Genova: i giuocatori si irrigidiscono sull' attenti ed il pubblico scatta in piedi a capo scoperto. Riprende il giuoco con un' incursione azzurra. Al 20' calcio di punizione contro il Genova. Fenoglio tira in porta e una indecisione di Agosteo costringe Fregosi ad un intervento in extremis. Al 23' il Napoli va in vantaggio. Venditto, sfuggito a Genta, mette al centro un bel pallone che Biagi si lascia scappare. Riprende al volo Ferrara che con un tiro violento manda la palla a scuotere la rete di Fregosi. Nulla da fare per il portiere rosso-blu. Il Genova reagisce con attacchi disordinati che provocano però frequenti mischie in area azzurra. Al 30' il Napoli ripiega in angolo che non ha esito. Al 35' Pantani impegna Mosele con un tiro improvviso ben fermato dal portiere napoletano e al 38' è Perazzolo che, con un tiro da lontano, chiama ancora al lavoro Mosele. Allo scadere del tempo il Genova ottiene ancora un angolo: tira Marchionneschi e Fenoglio rimanda. Si inizia la ripresa con un azione rosso-blu fermata fallosamente da Tricoli. Il Genova però non ingrana ed è anzi il Napoli a intessere un bell' attacco su azione Rossetti - Venditto - Biagi e Ferrara: quest' ultimo stringe al centro e tira debolmente in porta permettendo a Fregosi di disimpegnarsi facilmente. All' 8' su allungo di Biagi, Venditto impegna Fregosi in una bella parata. Il Genova si scuote al 12' con un' azione Bigogno - Genta - Perazzolo che non approda a nulla di concreto perché il tiro di Perazzolo è troppo debole e Mosele para senza difficoltà. Il Napoli, benché raggomitolato in difesa, riesce a liberarsi dalla pressione rosso-blu, manda tre uomini all' attacco e ottiene al 14' e al 17' due angoli. Il Genova riprende, dopo queste incursioni azzurre, il comando del giuoco, ma le sue scorribande disordinate e poco decise, trovano un ostacolo insormontabile nella munitissima difesa azzurra. Perazzolo tenta una fuga, ma la sua prodezza è vana perché il tiro oltrepassa la traversa. I rosso-blu continuano ad attaccare, provocano alcune mischie ma Mosele riesce sempre a mantenere incolume la propria rete dai tiri di Perazzolo e Bigogno che tentano di trarre profitto dalla situazione. Al 37' Marchionneschi passa ad occupare il ruolo di centro-avanti e Pantani lo sostituisce all' ala sinistra. Ma ormai tutto è vano: il Napoli difende a denti stretti la sua vittoria ed il fischio finale viene a sanzionarla. NAPOLI: Mosele; Fenoglio, Castello; Colombari, Buscaglia, Tricoli; Ferrara, Masera, Biagi, Rossetti, Venditto. GENOVA: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. ADRIANO BENEVENTI
GAZZETTA dello SPORT (Milano, 15 Febbraio 1937) - UNA STOCCATA E POI: MURO. NAPOLI - GENOVA 1-0 (1-0). Marcatori: Ferrara II al 23' del primo tempo. NAPOLI: Mosele; Fenoglio, Castello; Colombari, Buscaglia, Tricoli; Ferrara II, Masera, Biagi, Rossetti, Venditto. GENOVA: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. Arbitro: Barlassina di Novara. Segnalinee: Savio e Rosso di Torino. Spettatori: 8.000 circa. Giornata di sole, vento teso nel primo tempo. Nella ripresa a pochi minuti dalla fine, Marchionneschi e Pantani si sono scambiati di posto. Genova, 14 - La vittoria del Napoli è stata una vera sorpresa. Il Genova, lanciatissimo dopo la recente affermazione sulla Sampierdarenese, è stato fermato bruscamente dalla compagine partenopea che, raggiunto il vantaggio verso la mezz'ora del primo tempo, ha saputo mantenerlo malgrado il gioco sempre più veemente dei locali che hanno pressato a lungo senza per altro avere ragione di una difesa che, col passare del tempo, andava facendosi sempre più franca. Il Genova ha peccato molto dio continuità, non solo, ma tutti gli atleti, ad eccezione di Agosteo, sono stati irriconoscibili nei confronti delle ultime esibizioni. I genovesi hanno iniziato a grande andatura, tanto che nei primi minuti della contesa sembrava che la roccaforte napoletana dovesse cedere tanto era serrato e impetuoso l'attacco rosso-blu. Passata la sfuriata il Napoli ha gradatamente preso le redini del gioco e le ha mantenute per tutta la durata del primo tempo. Un giuoco guardingo, ma di copertura serrata, che non lasciava agli attaccanti avversari, nessuna possibilità di realizzare. La squadra azzurra, nel primo tempo chiusosi in suo favore, ha beneficiato del vento che soffiava violentemente alle sue spalle, ed è stata facilitata nel suo gioco di arginamento e di spezzettamento. Nella ripresa, venuto a mancare il vento, ha avuto ancora il beneficio di difendersi con calma. Il Genova ha attaccato a lungo, ha fatto cuneo per passare senza però riuscirvi. Castello, uno dei migliori del Napoli ha frantumato innumerevoli azioni pericolose, ma anche Mosele dalla ferrea presa e dalla felinità rimarchevole, ha salvato la sua rete da diverse situazioni scabrosissime. Ma, ripetiamo, il gioco del Genova non era arioso, anzi lo stesso si polarizzava sul centro, guardato a vista, con la conseguenza di vedere infrante ogni possibilità di realizzazione. Pantani ha avuto diverse palle da rete, ma sia per la lentezza dei movimenti, sia per la prontezza dei terzini avversari, non ha mai piazzato il suo tiro pericoloso. Verso la fine Marchionneschi è passato al comando della linea avanzata, ma ormai era troppo tardi perché il risultato potesse cambiare. Il Napoli ha avuto i suoi migliori uomini nella difesa. Ma anche Buscaglia, Colombari e Tricoli hanno saputo arginare l'attacco avversario che col passare del tempo si faceva sempre più minaccioso. Negli avanti ha avuto in Biagi un buon distributore, in Venditto e Ferrara due ali veloci e intraprendenti. Poco appariscente il gioco di Masera, ottimo quello di Rossetti, quando nella ripresa ha aiutato considerevolmente la linea arretrata. Del Genova, solamente Agosteo e Fregosi si sono salvati dal marasma. Vignolini ha peccato di tempestività, Genta e Figliola di precisione e Bigogno, pur lavorando come un negro, non ha mai dato l'autorità del gioco. Nella linea attaccante ancora peggio, Marchionneschi, con alle costole un Colombari in grande forma, ha fatto pochino, Scarabello si perdeva in un gioco amorfo e inconcludente, Pantani fermo, Perazzolo troppo arretrato, Arcari indeciso. Con tale linea avanzata il Genova poteva sperare ben poco. L'inizio, come abbiamo detto, è a favore del Genova che parte velocemente obbligando la difesa avversaria a salvarsi affannosamente. E' Mosele che elimina il pericolo con una parata a valanga su tiro di Perazzolo. All' 8' Vignolini buca una palla, ma Ferrara colpisce di striscio la traversa. Al 15' un minuto di raccoglimento per onorare la memoria del comm. Costa, ex presidente del Genova, deceduto nei giorni scorsi. Al 21' Fregosi para con incertezza un tiro di Masera, è ostacolato da Agosteo. Al 23' il punto del Napoli. Azione brillantissima di Venditto che, giunto in area avversaria, centra di precisione, Masera tocca leggermente di testa, la palla va a finire a Ferrara che con un tiro dal basso all' alto infila la rete di Fregosi. Punto bellissimo. Nulla da fare pel portiere genovese. Il Genova, frustrato in pieno, reagisce con accanimento ma le sue azioni confuse vengono infrante nell' area del Napoli. Al 31' un angolo contro Napoli, infruttuoso. Al 35' bellissima parata di Mosele su tiro violento e improvviso di Pantani che aveva ricevuto un preciso passaggio di Bigogno. Al 36' un fallo contro Napoli è sciupato da Perazzolo che alza sulla traversa. Al 38' è ancora Perazzolo che impegna Mosele, ed al 45' angolo contro gli azzurri, infruttuoso. La ripresa si inizia a favore del Genova, ma al 7' il Napoli su azione di contropiede, per poco non aumenta il vantaggio, favorito da un mancato intervento di Vignolini. Ferrara non sa approfittare della facile occasione. All 8' altra azione del Napoli con conseguente tiro di Venditto e parata di Fregosi. Al 9' e al 12' due tiri di Perazzolo. Il Genova preme, e il Napoli ha azioni pericolose di di reazione, tanto che al 14' ed al 17' obbliga i rosso-blu in angolo. Al 27' Scarabello costruisce una bella azione: si libera del mediano e del terzino avversario e passa a Marchionneschi il quale però alza. Il gioco si mantiene alto con sensibile favore dei difensori napoletani. Al 35' due consecutive parate fortunose di Mosele il quale para anche un tiro violento di Scarabello al 36'. Al 38' il cambio di posto fra Marchionneschi e Pantani. Il gioco non migliora, l'orgasmo invade i giocatori locali che premono senza idee chiare. Al 42' uno scontro Masera - Figliola: ha la peggio il genovese che però si alza subito. A.C.
IL SECOLO XIX (Genova, 15 Febbraio 1937) - QUELLO CHE NON TI ASPETTI. NAPOLI - GENOVA 1-0. Dopo la bella serie di magnifiche partite disputate dai rosso-blu in casa e fuori, l'eventualità di una sconfitta genoana sul terreno amico non era nemmeno presa in considerazione. Anzi, in tutti era certamente la convinzione, del resto fondatissima, che il Genova avrebbe confermato il suo stato di grazia con una affermazione netta e convincente e le prime battute della contesa parvero ribadire questo convincimento. Invece, dopo le frecciate dei primi minuti di giuoco alle quali il Napoli dovette opporsi con tutta l'energia di una difesa coriacea e decisa, i concittadini andarono smarrendosi. La sconfitta di ieri potrà suggerire recriminazioni di vario genere, per chi voglia far questione di nomi singoli, ma pur ammettendo che taluni degli atleti in campo siano mancati giuocando al di sotto delle loro possibilità, vi è per altro un fatto di indole generale, nell' andamento della partita, che senza giustificare il lavoro inferiore di questi singoli serve a rendersi conto del come si poté cadere nella sconfitta tanto più inopinata e immeritata, in quanto il Genova ha dominato in campo per quantità di attacchi, in modo incontestabile. CAUSE ED EFFETTI. Intendiamo alludere al diverso comportamento delle squadre, per raggiungere il proprio obiettivo. Il Genova, sicuro della sua miglior classe e della sua maggiore efficienza, aveva impiantato il suo giuoco con ordine, costringendo il Napoli a difendersi. Gli azzurri, che intimamente erano convinti di non poterla spuntare, si diedero a tutt' uomo a stroncare sul nascere o nella conclusione le iniziative rosso-blu. Insomma da una parte si voleva incamminare le cose sulla via dell' ordine e nel giuoco nella sua migliore essenza, dall' altra si voleva scompaginare tutto, per spuntare le buone armi di cui i concittadini potevano disporre. E il Napoli è riuscito nel suo intento, vuoi per un pizzico di fortuna, vuoi per l'eccezionale spirito di battaglia, ma anche perché - infine - a sua volta il Genova ha peccato nel giuoco volante che ha facilitato l'opera di distribuzione dei napoletani. Ha contribuito infine alla nerissima esibizione dei rosso-blu quel tale nervosismo che germoglia e cresce a vista d'occhio quando, dopo un periodo di grazia, capita la giornata di vena contraria. Vista così panoramicamente la partita, ci si può fare un' idea approssimativa dei suoi attori, sia di un campo che dell' altro, e conoscendo assai da vicino il valore di essi, specie dei genoani, ci si potrebbe anche risparmiare l'esame dei singoli, tanto più che riteniamo che la riscossa genoana al colpo gobbo di ieri sarà pronta ed immediata. A ogni modo, per accontentare i più esigenti, diremo che a Fregosi nulla si può rimproverare nel suo poco ma talvolta difficile lavoro che ebbe da sbrigare. Agosteo e Vignolini non furono i due terzini delle recenti vittoriose partite genoane e dei due Agosteo fu il più in ombra. Come al solito, la mediana fu per tutto il primo tempo il reparto saldo, infaticabile che delle affermazioni fu il principale artefice. Ma nella ripresa, mentre Figliola continuò ad imporsi per tempestività, volontà e intraprendenza e Bigogno continuò a lanciare la prima linea, Genta andò calando e le conseguenze, più che nelle retrovie, si fecero sentire all' attacco, alla parte destra del quale i rifornimenti furono piuttosto imprecisi. L'attacco guidato da Pantani, aveva a che fare con una difesa di classe, e su ciò tutti saranno indubbiamente d'accordo: ma si sarà egualmente d'accordo nel riconoscere che non tutti i forwards rossoblu hanno reso per quello che valgono; così - ad esempio - Arcari, che però non fu troppo servito. Per contro Marchionneschi, più attivo, centrò ottimi palloni. Perazzolo, ma più ancora Scarabello, si imposero per la qualità del loro giuoco, mentre Pantani, a continuo contatto con la serrata difesa azzurra, fu sempre controllatissimo e qualche volta anche trattato duramente, sicché si perse in mezzo alla selva di uomini che il Napoli schierava di fronte alla propria rete. Il Napoli è riuscito nel suo intento che era quello di difendersi dapprima e poi, di sfruttare le eventuali occasioni favorevoli offerte all' attacco (Ferrara, come a Sampierdarena, ne è stato l'esecutore) per poi contare ancora sulla sua difesa che Mosele, Fenoglio e soprattutto Castello con l'ausilio di Buscaglia, presente ogni dove, hanno reso granitica. La difesa degli azzurri ebbe peraltro in Tricoli e Colombari dei lavoratori instancabili, e in Rosetti e Masera opportunamente retrocessi degli ottimi rinforzi, per cui l'attacco napoletano, in definitiva, visse sulle prodezze di Venditto, Biagi e Ferrara tre uomini che seppero trovare più spesso di quel che potesse essere loro concesso, il modo da essere pericolosi. FRANCO INIZIO ROSSO-BLU. Agli ordini di Barlassina, di cui si potrà dire che non era troppo in forma, le squadre si dispongono nella seguente formazione: GENOVA: Fregosi - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. NAPOLI: Mosele - Fenoglio, Castello - Colombari, Buscaglia, Tricoli - Ferrara II, Masera, Biagi, Rossetti, Venditto. Palla al Napoli, che ha perso il campo. I rosso-blu si impossessano della sfera e Bigogno dà la stura ad un' azione che si sviluppa tra Scarabello e Pantani: Mosele interviene deciso e libera. Quindi Figliola e Scarabello hanno la meglio sugli avversari e Perazzolo, cui perviene la palla, sferra un tiro fortissimo che colpisce un' avversario. Inizio in bellezza, quindi, da parte del Genova che, troncata con Agosteo una discesa Tricoli - Rossetti - Venditto, torna all' attacco. Il Napoli reagisce ma all' 8' è Bigogno che tira a rete, mandando a lato. Al 10' un "mani" di Genta quasi dalla linea dell' area non ha esito se non nel far permanere gli azzurri in area genoana. Ma Arcari sposta a sua volta il fronte d'attacco e quindi Marchionneschi, su punizione calciata da Genta, impegna Mosele in una difficile parata. Siamo al 15' e Barlassina ferma il giuoco: pubblico e atleti si irrigidiscono sull' attenti e osservano un minuto di raccoglimento in memoria dell' indimenticabile presidente del Genova comm. Alfredo Costa. Si riprende con un attacco azzurro sul quale Agosteo "virgola": Fregosi, pronto, interviene di pugno. Al 20' invece, è Mosele che deve impegnarsi su spiovente di Marchionneschi. Il Genova appare superiore, ma si lascia spesso rubare il tempo dai napoletani. Al 23' un' altra indecisione di Agosteo è prontamente riparata dall' intervento di Fregosi, su punizione calciata da Fenoglio, ma al 25' ecco l'azione del punto degli ospiti. Gli azzurri partono sulla sinistra con Venditto che la spunta su Genta e passa a Biagi, questi smista a Ferrara che sferra un forte tiro: la palla, dal basso in alto, batte sotto la traversa e finisce in rete. La reazione è pronta, ma poco ordinata, impegnando a fondo le retrovie azzurre, dove Castello inizia la serie dei suoi decisi interventi, emulato da Fenoglio. Poi è anche Mosele che si salva (29') dai pericoli di un' azione Scarabello - Pantani - Marchionneschi. Al 32' il Napoli è in angolo, ma libera Buscaglia. Tiri di Scarabello (35') e Pantani (36'); una punizione calciata da Agosteo (37') equivalgono ad altrettante prodezze di Mosele. E sul finire (43') Perazzolo è autore di due pericolosi tiri sul secondo dei quali un napoletano si salva in angolo, che rimane infruttuoso. Nella ripresa il Napoli rinuncia decisamente all' attacco, retrocedendo Masera e Rossetti, per custodire il successo. Dopo due puntate Rossetti - Biagi, concluse da tiri di Venditto che Fregosi para bene (8'), i rossoblu tornano all' attacco ed impegnano Mosele. Al 14' però, su azione di contrattacco, il Genova è in angolo ma Venditto manda a lato. Quindi riprende la musica in campo napoletano, dove Castello intercetta di forza una discesa Scarabello - Marchionneschi. Al 21' Perazzolo si fa autore di una bella azione personale, ma il tiro conclusivo finisce a lato, come pure a lato finisce (29') un tiro di Marchionneschi, venuto dopo palleggi con Scarabello, Pantani e Perazzolo. Gli attacchi genoani sono incessanti, e solo di essi si dovrebbe scrivere, ma purtroppo nessuno di essi trova la via del goal. E a volerne parlare, quindi, bisognerebbe mettere in rilievo prodezze napoletane e manchevolezze dei forwards rossoblu. Uno spiovente di Genta (30'), è bloccato da Mosele; una sgroppata di Pantani è troncata da Fenoglio, e quindi, in campo azzurro si respira per una fuga Venditto - Biagi - Ferrara, i quali giungono fin sotto Fregosi. Poi si riprende ancora con lo sterile permanere del Genova in campo avversario: al 38' Pantani cambia il posto con Marchionneschi. E' ancora Scarabello, invece, che sfiora il successo (39'), mentre al 44' una punizione contro il Napoli dà modo ad Agosteo di sferrare due consecutivi tiri a rete che Mosele si incarica di parare. Quindi Barlassina pone fine alla contesa. GINO MAZZA.
20° GIORNATA: Bologna - Lucchese 0-0, Fiorentina - Lazio 5-1, Genova - Napoli 0-1, Juventus - Alessandria 4-1, Milan - Sampierdarenese 2-2, Novara - Torino 0-0, Roma - Ambrosiana 0-0, Triestina - Bari 1-1. CLASSIFICA: Bologna 29; Torino 27; Lazio e Milan 26; Juventus 25; Fiorentina e Genova 21; Lucchese 20; Ambrosiana e Roma 19; Bari e Napoli 17; Triestina 16; Alessandria e Sampierdarenese 13; Novara 11.
LO SPORT ILLUSTRATO - Genova-Napoli: 0-1 - 1. La stoccata che ha battuto Fregosi. 2. Gli effetti di una parata precisa. Mosele respingendo di pugno un pallone alto, inchioda sul posto, come statue di sale, i due attaccanti genovesi che avevano già superato lo schieramento difensivo partenopeo. 3. Varie sono le maniere di ostacolare gli avversari. Questa, cui vien sottoposto Perazzolo, è una delle più sicure.
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| AKAIAOI 2006 | |||||