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GENOVA 1893  -  NOVARA

 Andata a Genova: Genova - Novara  5-1 Ritorno a Novara: Novara - Genova  1-0

 

IL SECOLO XIX (Genova, 28 Dicembre 1936) - IL GENOVA RITORNA FINALMENTE ALLA VITTORIA. GENOVA - NOVARA 5-1. Evviva! Finalmente, il Genova è ritornato ad assaporare la vittoria, e bisogna dire che la folla ha accolto questo successo tanto atteso, con manifestazioni di gioia e di entusiasmo che sono andate oltre la cerchia dei cinque palloni con i quali è stata ammantata l'affermazione rossoblu. Come la folla ha ritrovato la sua squadra, questa ha ritrovato la sua folla, intatta, con lo stesso entusiasmo di molti mesi addietro, quando le due vittorie iniziale parevano lanciare il Genova verso la conquista più ambita. Dunque, non si dica che la folla è mancata alla squadra, nel periodo grigio che tutti si augurano ormai chiuso, e ben chiuso;  bensì la squadra è mancata alla folla che non trovava ormai più argomenti al suo entusiasmo, che non aveva più slanci, perché nessun slancio era nella compagine che era chiamata ad assistere e a incoraggiare. Il successo di ieri - che sarà un bene per tutti non sopravalutare e vedremo perché, ma che resta, ciò non per tanto, successo chiaro, autentico, indiscutibile - ha un valore soprattutto morale, anche per le circostanze che lo hanno accompagnato e che per un certo tempo han fatto temere alla folla che potesse verificarsi ancora una volta una cattiva prova della squadra genoana, con conseguente affermazione della squadra avversaria. L'IMPREVISTO E GLI INCUBI. Il Novara segna per primo, dopo dieci minuti di giuoco, che non avevano certo dato l'impressione della irresistibilità della formazione genovese. Questa andava appunto ancora ricercandosi, attraverso un duro lavoro svolto dal trio centrale dell' attacco, che già il Novara dopo essersi aggiudicato un calcio d'angolo (4') andò in vantaggio. Bastarono due sciabolate alle ali e sotto la cerniera rossoblu: la minaccia si profilò dalla destra e prese consistenza in una conclusione confusa sotto la porta genoana, in cui giuocatori rossoblu e azzurri furono uno sull' altro a catafascio. Ne venne che non si sa come né per merito di quale novarese, con precisione - forse Torri? - la palla andò in fondo al sacco. Decimo minuto di giuoco. Il Genova al 7' aveva preso la base di un montante con Marchionneschi. La squadra rossoblu barcollò: si buttò all' attacco alla disperata, sbilanciandosi in avanti per riguadagnare al più presto possibile il terreno perduto, ma il suo attacco non ingranava a dovere e d'altra parte terzini e mediani novaresi, lanciatissimi per l'insperato successo iniziale, arrivavano sempre primi sulla palla. Questo periodo di smarrimento della squadra genoana fu il più pericoloso momento che il Genova ebbe ad attraversare durante tutta la partita. Mentre Scarabello, Pantani e Perazzolo tentavano invano di sfondare al centro e Fasanelli e Marchionneschi all' ala non contribuivano molto efficacemente al loro lavoro, il Novara, che aveva già richiamato indietro le mezz'ali, lanciava di volta in volta l'ala sinistra e l'ala destra e qualche volta il centro attacco direttamente in mezzo ai terzini che risentivano nella loro azione del marasma che andava impossessandosi a poco a poco di tutta la squadra. Cosicché gli azzurri sfiorarono il goal al 15' (fuga e centro ala destra) e deviazione in corner di Figliola; e al 20' quando su un improvviso guizzo di Torri, Agosteo volle deviare a Fregosi e per poco (splendida parata di Fregosi, arrivato appena in tempo) non segnò un autogoal o non agevolò di molto il compito del centro attacco avversario. Guai se il Novara avesse segnato allora il suo secondo punto! Fortunatamente, questi due pericoli dettero alle azioni genoane un mordente maggiore, sicché la difesa novarese divenne di più in più affannosa, anche perché era andato fuori dal campo il mediano destro Bercellino, colpito a un fianco. Mischie senza fine si susseguirono davanti alla porta di Caimo che appariva sempre più sicuro di sè: tiri di Perazzolo, di Pantani, di Scarabello, di Marchionneschi stesso, fischiarono attorno ai pali della rete novarese o rimbalzarono casualmente su qualche azzurro ed in tutto questo, il Novara non poté incastonare, al 27', che una fuga del suo centro attacco. Anche questa volta però, trovandosi tutta la difesa rossoblu sbilanciata in avanti, l'azione di Torri apparve insidiosa oltre il normale; fu anzi Vignolini che, impegnandosi alla disperata, salvò la sua rete da una serissima minaccia. CON ANIMO SERENO. Finalmente al 34' il Genova pareggia. Un' azione di Scarabello in intesa con Pantani, un improvviso allargamento del giuoco a Marchionneschi ben piazzato e in angolazione giusta con la rete, e tiro al volo, a pochi centimetri da terra contro il quale Caimo, addossato al palo da tutt' altra parte, non poté far niente. E qui fu vinta la partita, chè scomparso l'incubo della sconfitta, scomparve anche, immediatamente, dalla squadra genoana, il marasma che fino a quel momento ne aveva annebbiato le idee e tarpato le possibilità. Prima della fine del tempo,le due squadre si portarono ancora due o tre colpi mancini (il Novara arrivò anche ad aggiudicarsi un corner) ma tutto rimase sull' uno a uno.  Fu nella ripresa che il genova addormentò l'avversario. Giuocando su un più ampio fronte (le ali furono chiamate in causa più frequentemente di quanto non fosse stato fatto nel primo tempo) il Genova impegnò più a fondo la difesa novarese, che aveva tutto da perdere a giuocare da una parte all' altra del campo, e già al 5.o minuto andò in vantaggio. L'azione venne congegnata dai tre uomini di punta dell' attacco e fu Scarabello che la iniziò mandando a Pantani che era alle spalle di Mornese. Il centrattacco, che aveva la strada preclusa dai due terzini, allungò allora sulla destra a Perazzolo che a sua volta, senza esitazione, inviò oltre i terzini dove, frattanto, era arrivato in corsa, con intelligentissima azione, Scarabello. Palla sul piede al mezzo sinistro genoano, a due passi dalla porta e tiro a rete: il tentativo di parata di Caimo fu pronto, ma evidentemente non c'era niente da fare. Il Novara tentò una controffensiva appoggiandola sulla coppia Bercellino - Piola (Bercellino era andato a giuocare da mezzo destro) ed ottenne un corner, ma fu tutto lì. Al 12.o minuto, su una rimessa laterale di Fasanelli (il giuoco era rimasto sospeso un attimo per un incidente a Mazzucco) Pantani «entrò» di prepotenza sulla palla con una delle sue interminabili gambe e la portò via di sul piede all' avversario per poi proiettarla immediatamente a rete. Ancora cinque minuti (Mornese, intanto, al centro del campo, aveva tirato i remi in barca e giuocava da fermo, sicché era sempre più sovrastato dall' azione in crescendo di Bigogno) e Scarabello prese un palo alla confluenza della traversa con il montante sinistro e in ciò fu imitato, tre minuti dopo, da Pantani con un tiro volante. Due bellissime parate di Caimo (molti goals ha evitato ieri il portiere novarese alla sua squadra) e poi, al 29.o il quarto punto, segnato da Marchionneschi con un tiro dall' ala tagliatissimo, per cui il pallone giunto in senso normale davanti a Caimo, improvvisamente girò a sinistra e se ne andò in rete. Chiuse la serie Scarabello, al 36', mandando nel sacco un pallone che Fasanelli si era lavorato dall' altra parte del campo, per poi andare a posarlo proprio sul piede dell' ex spezzino: tiro al volo, di destro, e sussulto della rete. Questa, nelle sue grandi linee, la partita. Il Genova l'ha vinta soprattutto perché ha saputo scardinarsi dalle pastoie del malessere morale e dal marasma tecnico in cui era caduto subito dopo il goal novarese. E questo fatto morale, in una squadra come quella genoana che può aver sofferto, e tuttora soffrire, per una crisi tecnica ma che ha indubbiamente risentito anche gli effetti di una crisi morale, vale più dei cinque goals inflitti al Novara. Il quale Novara - è pacifico - non può essere considerato quell' avversario «banco di prova» sul quale poter poggiare con sicurezza la speranza di una immediata ripresa rossoblu. Sicché bisogna andar cauti, a nostro parere, nel valutare il successo di ieri. Prenderlo come buon augurio conviene , e prenderne le emergenze migliori: Come Scarabello per esempio; come Bigogno, dei quali si può dire che il rendimento sarebbe stato lo stesso, anche se avessero avuto di fronte ben altri avversari che non i novaresi di ieri. Scarabello è stato indubbiamente il migliore in campo e la somma del suo lavoro non è neanche eguagliata dagli altri giuocatori, genoani o novaresi che siano. Ha segnato due goals veramente belli. Bigogno ha giuocato con slancio, a poco a poco prendendo confidenza con i suoi mezzi, da terminare come un dominatore. Talvolta ha letteralmente «portato» il pallone ai suoi avanti, e se anche ciò non è perfettamente ortodosso, in linea tecnica, pure dice che il giuocatore è in ripresa, che ha fiato, che si «ritrova» al posto di centro mediano, dal quale è stato lontano ben dodici domeniche. E Figliola, vorremmo ricordare, che si è fatto trovare un po' da tutte le parti, specie quando c'era da rimontare lo svantaggio del goal novarese. C'E DEL NUOVO NEL GENOVA. C'è del nuovo, nel Genova, e non solo in fatto di giuocatori; ieri spirava in campo un aria diversa che è stata avvertita e gradita dal pubblico, per il quale è stata festa grossa. Forse la squadra, o meglio i giuocatori, si sono sentiti più vicino al loro presidente che è per essi veramente paterno e che fa per la società che presiede, e che vuol ben guidare, cose che ben pochi farebbero. Juan Culiolo, infatti, presiede all' opera di rivalorizzazione del Genova perfettamente conscio delle sue forze e delle sue possibilità e vuole arrivare, senza impancarsi a grand'uomo. Può darsi, a questo proposito, che la vittoria di ieri sul Novara, che - come abbiamo detto - ha una consistenza morale maggiore di quella tecnica, sia un buon augurio. Vogliamo allora sorvolare - una volta tanto - su alcune pecche della squadra genoana, che sono affiorate ieri qua e la e che hanno fatto trascorrere al pubblico una prima mezz'ora piena di incubi e di visioni raccapriccianti di un Novara vittorioso a Marassi? (Ma diamo però il bentornato a Pantani che non abbiamo mai visto giuocare così, nel senso che ha sempre impegnato la difesa avversaria, anche se talvolta ha calciato male la palla; e diciamogli che abbia fiducia in sé e nei suoi mezzi e che continui così). Il Novara! La simpatica squadra piemontese certo ha presunto troppo dalle sue forze, presentandosi al campionato di serie A, press' a poco con la stessa attrezzatura che le permise di vincere nettamente il campionato di serie B, e ora sta facendo un' amara esperienza. Squadra veloce specialmente se basa il giuoco sulle ali e sul centrattacco, ma ben lontana quadratura che occorre avere per militare con un certo successo nelle file della divisione nazionale A, senza correre serio pericolo di retrocedere. Il suo miglior uomo, Mornese, non è migliorato molto, da quando lo vedemmo, molti mesi addietro, quale centro mediano della squadra nazionale B, proprio a Novara. Anzi, diremmo che è rimasto lo stesso, in quanto a fiato ne ha, in sostanza per i primi 45 minuti e per poco più nella ripresa. Ieri, poi, visibilmente scoraggiato dalla piega presa dalle cose al terzo goal genoano,  tirò i remi in barca, come abbiamo già detto e scomparve dalla lotta. Caimo è un magnifico portiere, destinato forse a migliore avvenire. Discrete le due ali, pronte nell' intuire i temi di giuoco proposti dal centrattaccante: imprecise nella conclusione. Buon arbitro, Mazza di torre del Greco. Alla partita ha assistito il Federale. Le squadre: GENOVA: Fregosi - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Fasanelli, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. NOVARA: Caimo - Bonati, Mazzucco -  Bercellino, Mornese, Pellegatta - Piola, Arosio, Torri, Mariani, Rizzotti.  RENATO COMPARINI

 

IL PICCOLO di Genova (Genova, 28 Dicembre 1936) - IL GENOVA TORNA ALLA VITTORIA BATTENDO NETTAMENTE IL NOVARA. GENOVA - NOVARA 5-1. I rosso blu sulla retta via. Quattro mesi quasi, che i rosso bleu non vincevano più, ma la vittoria di ieri li ha ripagati in parte di tante delusioni, seppure per tutto il primo tempo si ebbe netta l'impressione che le cose non dovessero mutare di molto dalle precedenti dispute nelle quali, per una quantità di motivi, il Genova non era mai riuscito a dare sostanza ed efficacia al proprio giuoco. Gli ospiti erano infatti riusciti a marcare per primi, quando non erano ancora trascorsi dieci minuti di giuoco. La facilità con cui i novaresi erano pervenuti al successo, più che da attribuirsi ad un reale merito loro, era nettamente dovuta a replicate incertezze della difesa rosso bleu. L'incontro pareva insomma messo decisamente sulla strada di nuovi triboli per il Genova, il quale poco prima che il Novara segnasse, aveva già perduto più di una buona occasione, la più saliente delle quali era data da un bel palo ottenuto da Marchionneschi quando già Caimo era battuto e  dopo una prolungata azione di tutto il quintetto d'attacco del Genova. IL PUNTO DEL NOVARA. Ma prima che Marchionneschi si vedesse respinto il suo tiro dal palo, il Novara aveva già messo una prima volta lo scompiglio nella tentennante difesa rosso bleu.  Fregosi parve battuto da un lungo traversone  in avanti dell' ala destra e, caricato da Torri, aveva mancato la palla che fu respinta all' ultimo momento da Vignolini. Si era al 5' minuto. Due minuti dopo c'era il palo di Marchionneschi, ed a ugual distanza di tempo, il punto del Novara. Fuga di Rizzotti il quale manda al centro un lungo traversone. Riprende Piola che tira direttamente a rete dalla posizione di ala destra. Fregosi è sulla palla, ma la manca perché pressato da un compagno. Rizzotti è pronto a raccogliere e ad infilzare la porta. Il Genova accusa nettamente il colpo. Va ancora all' attacco, ma dal suo giuoco appare chiaro se non lo smarrimento, certo una visibile preoccupazione che gli impedisce di essere più chiaro e più sicuro nei movimenti. Dal canto suo il Novara, pur controllato e dominato, dà il tutto per tutto e mette sempre lo scompiglio nella malsicura difesa rosso bleu, ogni qualvolta può andare all' offensiva. Ne sa qualcosa Fregosi quando gli arriva un pallone "tagliato" che per poco non gli schizza in rete. Sui rapidi contrattacchi degli azzurri il Genova ripiega due volte in angolo e solamente dopo il 25.o minuto riesce a prendere stabilmente le redini. Ora, anche se mal condotte, le azioni dei rosso bleu infittiscono. Due calci d'angolo contro il Novara preludono al pareggio che viene al 34', dopo un' attacco portato dalla destra e concluso da un bel tiro di Scarabello. La palla schizza sui piedi di Mazzucco e finisce verso sinistra, Marchionneschi se ne impadronisce e da una decina di metri la colloca nell' angolo opposto con un bel tiro basso completamente fuori dalla portata di Caimo. LA RESA DEGLI AZZURRI. Nuova superiorità del Genova, accenno di riscossa degli ospiti allo scoccare del tempo, con un terzo angolo a loro favore, e loro resa completa nella ripresa dinnanzi al migliorato giuoco dei rosso bleu i quali vanno via via rinfrancandosi. Il colpo decisivo lo dà Scarabello dopo cinque minuti del secondo tempo. Azione Pantani - Perazzolo e bell' allungo del padovano fra i terzini azzurri. Scarabello è sulla palla, avanza di qualche passo e tira con forza. Caimi riesce ancora a toccare il cuoio che batte contro la rete e ritorna in giuoco. Il punto, regolarissimo, è concesso senz'altro. Liberato dall' assillo di un nuovo insuccesso, il Genova migliora a vista d'occhio il proprio giuoco e al Novara, che ha nel frattempo dovuto far cambiar di posto a Bercellino con Arosio, non rimane che difendersi strenuamente. Omettiamo i momenti in cui i rosso bleu avrebbero potuto cogliere agevolmente un maggiore bottino, per ricordare solamente le tre porte con le quali il Genova ha pienamente corroborato la sua schiacciante superiorità. Dodicesimo minuto. Rimessa laterale di Fasanelli a Perazzolo. Questi passa a Pantani che supera in velocità Bonati e, prevedendo il tentativo d'uscita di Caimo, mette in rete battendo sul tempo il portiere novarese. Ventottesimo minuto. Prodezza individuale di Figliola che avanza da solo liberandosi di un paio di avversari e fa poi viaggiare Marchionneschi. Questi arriva fino alla linea di fondo, poi fa un dietro front e tira subito imprimendo alla palla un forte effetto. Caimo, ingannato dal "taglio", si lascia sfuggire il pallone in rete. Trentanovesimo minuto. Scambio di passaggi fra Perazzolo e Fasanelli finché questi non è giunto quasi sulla linea di fondo. Nell' area di rigore novarese è andata intanto ammucchiandosi una decina di uomini. Il centro di Fasanelli, quasi raso terra, è raccolto da Scarabello che senza indugiare scaglia in rete da una quindicina di metri con un tiro splendido per forza e precisione, a mezz'altezza. Il più bel goal della giornata. E' RISORTO IL GENOVA?. E' risorto il Genova? Stando alle risultanze di quanto i rosso bleu hanno fatto ieri nel secondo tempo, si dovrebbe dire di sì. Ma la partita ne ha avuto due, di tempi, e nel corso del primo i rosso bleu non sono riusciti a cancellare talune di quelle manchevolezze già abbondantemente rilevate in altre occasioni e che hanno avvertito, anche ieri, come bisogni andar molto cauti prima di levare gli osanna alla tanto auspicata resurrezione. La non perfetta forma di Agosteo che provoca incertezze nel comportamento di tutto il trio difensivo, la imprecisione dei sostegni laterali, l'eccessiva tendenza del trio centrale a restringere il giuoco anziché servirsi più spesso della collaborazione delle ali, la stessa insufficienza delle estreme, sono tutte questioni che non si possono naturalmente risolvere da una domenica all' altra. Ma il comportamento tenuto nel secondo tempo dai rosso bleu permette di sperare in un futuro migliore per la squadra la quale ha tratto ieri notevoli benefici dal maggior ordine che Bigogno come centro mediano dà al lavoro dell' undici, se pure Bigogno era ieri fresco fresco di malattia ed in condizioni di forma piuttosto sommarie. Ma ieri ha campeggiato su compagni e su avversari Scarabello, il giuocatore che brucia le tappe e che cammina spedito verso la celebrità. Fiato a dovizia, sicurezza sulla palla, precisione nei passaggi, ed un tiro pericolosissimo. Scarabello ha lavorato per quattro ed ha dato lavoro a tutti, compagni e ad avversari. Un autentico godimento è stato quello di veder all' opera l'ex spezzino. Il pubblico ha rivisto ieri con piacere Pantani. Il lungo rosso bleu ha giuocato una partita delle sue solite, nelle quali c'è sempre suddiviso in parti uguali il buono e il cattivo. Ma intanto Pantani ha segnato bravamente la sua rete e ha chiaramente detto che, dopo tanti esperimenti,  egli può ancora restare a guidare l'attacco. Questi i rilievi che offre la partita giuocata ieri dal Genova, il quale ha bisogno di avere maggior fiducia nelle proprie forze, per riprendere quel posto in classifica che gli spetta senz'altro. Quanto al Novara c'è anzitutto da ricordare come gli azzurri si siano presentati a Marassi largamente incompleti. Essi si sono difesi assai bene nel primo tempo per cedere invece nettamente nel secondo, largamente dominati dal giuoco autoritario e consapevole del Genova. Fatta eccezione per il portiere, nessun uomo e nessun reparto si è sollevato dalla mediocrità, per quanto il centro mediano Mornese abbia svolto un lavoro assai generoso, assieme al mezzo sinistro Mariani ed al terzino Mazzucco. Intraprendenti le due ali. All' incontro hanno assistito circa sei mila spettatori, con un incasso di 30 mila lire. Era pure presente il Federale dott. Molfino. Giornata coperta, ma senza vento e senza freddo. Arbitro Mazza di Napoli. Ecco le squadre: GENOVA: Fregosi, Agosteo, Vignolini, Genta, Bigogno, Figliola, Fasanelli, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. NOVARA: Caimo, Mazzucco, Bonati, Bercellino, Mornese, Pellegatta, Piola, Arosio, Torri, Mariani, Rizzotti.  RENZO BIDONE

 

IL LITTORIALE - (Roma, 28 Dicembre 1936) - FINALMENTE! GENOVA - NOVARA 5-1. GENOVA: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Fasanelli, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. NOVARA: Caimo; Mazzucco, Donati; Bercellino, Mornese, Pellegatta; Piola, Arosio, Torri, Mariani, Rizzotti. Gol: Rizzotti (Novara) al 9'; Marchionneschi (Genova) 34' nel primo tempo; e Scarabello (Genova) al 5', Pantani (Genova) al 12', Marchionneschi (Genova) al 28' e Scarabello (Genova) al 39'. Genova, 27. Il Novara è riuscito a contenere ottimamente  nel primo tempo le sfuriate del Genova, contrattaccando anzi con azioni improvvise e veloci che mettevano sovente in imbarazzo la poco precisa difesa rosso-blu. Con questa tattica gli ospiti, benché largamente incompleti, sono riusciti a mandare a vuoto nel primo tempo numerose minacce del Genova. Ma nella ripresa, un punto di Scarabello, portava i rosso-blu in vantaggio; allora il Novara cedeva quasi di colpo e in compenso il Genova incominciava a sfoggiare un andatura brillante e veloce quale da tempo non si vedeva più a Marassi, e la vittoria dei rosso-blu ha preso allora proporzioni grandiose. Il risultato è esatto. Il Genova ha nel secondo tempo dimostrato di poter fare ancora parecchio. Il suo migliore uomo è stato Scarabello veramente superbo, ma anche il ritorno al centro della mediana di Bigogno è apparso indovinato. Il Novara ha combattuto generosamente ma senza dare a vedere di possedere qualità trascendentali. Gli ospiti hanno segnato per primi al 9' di gioco, in seguito a una azione veloce fra le due ali e un intervento poco preciso di Fregosi che ha dato modo a Rizzotti di raccogliere e di segnare da un passo. Il Genova dopo alcuni attacchi ha pareggiato al 34' con Marchionneschi che ha raccolto una debole respinta di un terzino novarese a un tiro di Scarabello e ha collocato la palla in rete da una decina di metri con un tiro piazzato in un angolo. Nella ripresa il Genova è stato all' attacco per quasi tutti i 45' e ha segnato quattro reti in quest' ordine: al 5' con Scarabello che, avuto un allungo di Perazzolo, ha superato i terzini avversari e ha segnato con un tiro dall' alto in basso. Al 12' Pantani ha avuto la palla da Perazzolo; ha scartato un terzino e, mentre Caimo tentava l'uscita, lo ha battuto sul tempo. Al 28' è stato Marchionneschi il quale, servito da Figliola, ha avanzato fino sulla linea di fondo, poi ha girato su se stesso e ha tirato di destro un pallone carico di effetto che sgusciato dalle mani di Caimo è finito in rete. La quinta ed ultima porta e anche la più bella della giornata si è avuta al 39' in seguito ad una discesa di Fasanelli e un centro raccolto al volo da Scarabello scaraventato in rete da una quindicina di metri con un tiro magnifico. Un tiro di Marchionneschi e uno di Scarabello, durante tutta la partita, sono stati respinti dai pali.

 

13° GIORNATA: Fiorentina - Roma 2-0, Genova - Novara 5-1, Lazio - Alessandria 4-0, Lucchese - Sampierdarenese 1-0, Milan - Juventus 3-4, Napoli - Ambrosiana 2-1, Torino - Bari 6-1, Triestina - Bologna 1-2.

CLASSIFICA: Bologna e Lazio 19; Torino 18; Fiorentina e Juventus 15; Milan 14; Bari e Lucchese 13; Ambrosiana e Genova 12; Roma e Sampierdarenese 11; Napoli e Triestina 10; Alessandria 09; Novara 07.

 

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IL PICCOLO di Genova (Genova, 3 Maggio 1937). NOVARA - GENOVA 1-0. COME I ROSSO BLEU SONO CADUTI A NOVARA. (dal nostro inviato). Novara, 3 maggio. Affermare che il Novara ha in definitiva meritato la vittoria sarebbe voler un tantino esagerare, ma d'altro lato dire che il Genova sia stato beffato dalla sorte più che battuto dall' avversario significherebbe falsare un poco la inquadratura della contesa. La quale, se una caratteristica ha avuto, è stata quella spiccata e simpatica di grande, enorme volontà e di notevole intraprendenza conferitale dai "garibaldini" in maglia azzurra. Per il resto si è piuttosto brancolato nel buio, poiché di tecnica poca ne ha palesato il Novara, privo, se si eccettua qualche giocatore, di elementi in grado di esplicare, e troppo poca - in relazione alle sue possibilità - ne ha messo in mostra il Genova, impegnatosi prima e perdutosi dopo in un gioco il meno adatto alle necessità della partita. UN GENOVA SENZA FISIONOMIA. Infatti i rosso bleu sono partiti senza un progetto tattico ben definito, facendo intendere di non aver valutato la somma di capacità dell' avversario e quindi non prestabilito una qualche base all' ordinamento di condotta. Sono rimasti così per un pezzo a brancolare a metà campo, con una linea mediana incerta se assumere decisamente il concetto difensivo piuttosto che l'offensivo e viceversa, e con le semiali troppo avanzate per essere utili alla retroguardia, troppo arretrate per servire i compagni di linea. In più, a rendere difficile l'orientamento, ha concorso lo spirito apertamente battagliero e la notevole velocità con la quale gli azzurri conducevano le loro raffiche d'attacco. In tal modo, per quasi tutta la durata del primo tempo, si è potuto vedere una baldanzosa mediocrità tenere agevolmente sotto controllo una amorfa capacità, ed anche si è potuto capire che, qualora il Novara fosse pervenuto al successo, ben difficilmente, salvo un radicale cambiamento di sistema e di concetto, i rosso bleu sarebbero riusciti a trarre un qualche utile dall' incontro. Ed infatti, quando improvvisamente ed inaspettatamente gli azzurri si sono portati in vantaggio ed il Genova ha poi assunto, per non più mollarlo, il comando delle azioni, la prima impressione più che sparire è andata via via radicandosi, tanto decisa, testarda, entusiasta si manifestava la difesa degli ospitanti quanto poco penetranti e legate continuavano ad essere le manovre dei genovesi. Bigogno, in giornata non certo felice, contrapponeva a tratti, alla insignificante prova dei primi 45' minuti durante i quali, preso spesso in velocità, aveva finito per perdere un poco la bussola, bagliori di chiara luce che davano subito nitore ai movimenti degli attaccanti, ma ormai la buona strada era stata lasciata da parte e per rientrarvi non bastavano più le scorciatoie. Più che spiegabile quindi come, di fronte alla cenerentola del girone - ma oggi squadra in forma ed assai pericolosa - al Genova non siano bastati quaranta minuti di predominio per annullare almeno il peso di un punto, il cui valore premia la baldanza dei piemontesi ma la cui fattura non testimonia egualmente una sana concezione. Infatti nella segnatura la sorte ha voluto mettervi lo zampino facilitando il compito dei novaresi con l'involontaria collaborazione dei due migliori atleti in maglia rosso-bleu. IL GOAL FIGLIO DI DUE ERRORI. E' stato prima Figliola che, quando già sembrava in possesso della palla se la lasciava riprendere da Bellini che centrava corto, raso terra, ed era poi Vignolini che svirgolava in pieno mandando lateralmente a Torri. Il piccolo e guizzante azzurro scattava pronto verso la rete ma cozzava contro Agosteo lasciando il controllo della palla a Rizzotti che, senza indugio, tirava fortissimo prevenendo il tuffo di Bacigalupo. Il cronometro segnalava precisamente il 48' secondo da poiché l'arbitro aveva dato il via alla ripresa. Da allora, lentamente, gli azzurri ripiegavano a difesa del bottino e il Genova portava spesso i suoi terzini a metà campo. Ma ieri, oltre a Bigogno nemmeno gli attaccanti giocavano sulla falsa riga delle loro ultime esibizioni. Controllatissimo, e quindi inefficace, Marchionneschi da un mediano di poca classe ma di molto ardimento, poco appariscente Scarabello che ha fra l'altro abusato  nei tiri a grande distanza, a disagio fra tanta velocità e tanta decisione Fasanelli, ferito alla testa e quindi in minorate condizioni fisiche Perazzolo, freddo e lento Arcari. Troppo poco, come si vede, per sperare in più ed in meglio che non la danza pressoché continua nella metà campo avversaria. Di pericoli veramente gravi il taccuino ne segna uno, e spetta ancora a Bacigalupo. E' al 28' che Bellini, approfittando di una delle pochissime volte che Figliola lo lascia in libertà, fugge da metà campo, stringe al centro e, all' altezza dell' area di rigore, lascia partire un autentico bolide che  il portiere respinge corto in tuffo. Interviene ancora Rizzotti che a due passi, a porta libera, manda fuori. A Novara, calendario alla mano, si facevano i conti per la salvezza e si stabiliva, in linea di massima che la chiave era proprio la partita col Genova. V'era quindi in giro molta attesa e nei giocatori tutti un forte desiderio di spuntarla. La squadra, si è già detto, non ha come complesso numeri tali da giustificare l'affermazione  ma ad esempio è sana, vitale, spinta dalla molla dell' entusiasmo. Tre uomini si elevano nettamente su tutti: Bonati, un terzino che ha doti rimarchevoli, Mornese, un centromediano che, se come oggi, imbrocca la giornata buona, regge comodamente il confronto con qualsiasi altro, Torri, un trottolino tutto pepe che, se fosse soltanto un poco più alto, sarebbe destinato a grandi cose. E' il tipico centrattacco volante, pronto su tutte le palle e in tutte le occasioni. Non ferma mai il cuoio che tratta al volo in tagliatissimi allunghi, e tira forte e preciso. Fra gli altri un buon elemento deve ritenersi Rizzotti, veloce e deciso e così pure Mariani, poco appariscente ma sgobbone instancabile. Romano non si è elevato e Bellini - già ceduto alla Roma - è sembrato impegnarsi solo a tratti. Del Genova si è già detto. Bacigalupo non ha avuto troppo lavoro ma sempre pericoloso: il punto subito non lo menoma. Agosteo ha giocato secondo il suo solito. Vignolini: a parte l'infortunio suddescritto, è stato uno dei migliori in campo. Genta: ha cominciato un po' male ma è andato poi riprendendosi. La sua prova comunque è inferiore di qualche linea alle recenti. Bigogno: si è già parlato di lui più sopra. UN PO' DI CRONACA. Complessivamente una esibizione opaca, ed anche nella ripresa quando è sembrato riprendersi, non è stato il Bigogno che si conosce. Figliola: un campione, il miglior atleta in campo in senso assoluto. Ha fatto un poco il terzino, il medio centro, l'attaccante, oltre beninteso il laterale. Per gli avanti si è già fatto cenno. E' presente un pubblico assai folto quando il Novara, che ha vinto il campo, scatta all' attacco ed arriva subito sotto Bacigalupo. Gli azzurri giocano di preferenza sulle ali che si dimostrano subito pericolose, specie Rizzotti che al 7' si "beve" Agosteo ed entra solo in area di rigore. Quando si appresta al tiro inciampa e cade. Pressoché in egual situazione si trova un minuto dopo Fasanelli, ben servito da Arcari in seguito ad una sua intesa con Perazzolo, ma il tiro, scoccato da pochi metri, è fiacco e fuori bersaglio. Il Novara insiste all' attacco e si aggiudica all' 11' un calcio d'angolo che Bacigalupo respinge, ed al 15' con Torri, dà ancora difficile lavoro al portiere che si fa applaudire. Il Genova accenna a qualche reazione, ma vi è nei rosso bleu poca convinzione. Al 24' Figliola libera a tempo giusto su Romano e subito dopo su avanzata di Arcari, Perazzolo serve Scarabello che tira da lontano fuori di molto. Al 36' Bellini e Romano duettano di precisione e si portano in area avversaria dove Vignolini interviene di forza ad allontanare  ed al 38' Caimo opera la prima vera parata su tiro di Perazzolo non difficile. Prima della fine un altro duetto Bellini - Romano , con centro di quest' ultimo impegna Bacigalupo in una parata a pugno. Raccoglie Rizzotti e la palla si perde a lato. Quando si ripiglia il campo, scoppia tosto in un boato a saluto del punto già descritto. Da qui la partita non ha più storia interessante. Al 7' Perazzolo e Mornese battono insieme il capo e restano a terra. Ha la peggio il genovese che continua a giocare fino alla fine sanguinante. Al 17', su calcio di punizione battuto da Vignolini, Fasanelli ha la palla buona ma resta indeciso, ed al 19' il Genova ottiene un angolo sulla cui battuta Figliola tira alto di testa. Al 32' è il Novara che, in seguito ad una svelta reazione, ottiene un corner senza esito, e poi si ritorna in area azzurra dove si rimane pressoché ininterrottamente fino alla fine, accolta con gran sollievo e con manifestazione di gioia dagli sportivi novaresi. Ecco le squadre: GENOVA: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. NOVARA: Caimo, Bonatti, Mazzucco; Longoni, Mornese, Bercellino; Bellini, Romano, Torri, Mariani, Rizzotti. Ha arbitrato con signorilità  e giustizia il signor Dattilo di Roma.  ALDO COTELLA.

 

GAZZETTA dello SPORT (Milano, 3 Maggio 1937). NOVARA - GENOVA 1-0 (0-0). Gli azzurri novaresi predominano sullo scatto e vincono dopo aver tolto al Genova le armi della tecnica.  Marcatori: Rizzotti (N) al 1' della ripresa. NOVARA: Caimo, Bonati, Mazzucco; Longoni, Mornese, Bercellino; Bellini, Romano, Torri, Mariani, Rizzotti. GENOVA: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. Arbitro: Dattilo di Roma. Segnalinee: Sinico di Verona e Milanone di Biella. Spettatori: 8.000 circa. Terreno sodo, cielo coperto e leggera pioggia. Dues oli calci d'angolo nella ripresa: uno per parte. Novara, 2 maggio. Vittoria ineccepibile della squadra più svelta in campo. Tanto che il Genova, pur avendo gravitato maggiormente all' attacco - in ispecie nella ripresa - e pur avendo costruito assai più degli avversari, non ha impegnato Caimo quanto è stato impegnato Bacigalupo dalle estrose e improvvisate azioni dei novaresi. In definitiva se il Genova ha perso un paio di occasioni da rete, il Novara ne ha perse un numero maggiore; ed una di esse, da tre metri e  a porta libera (29' della ripresa) è stata sciupata da Rizzotti in maniera assurda. Ha gravato sull' attacco rosso-blu il doppio difetto di giocare palloni alti e difficilmente controllabili e di studiare troppo la "combinazione" di fronte ad avversari risolutissimi a rompere in tutti i modi; ha danneggiato l'attacco novarese l'eccesso opposto di precipitare le azioni volanti, col risultato positivo di liberare di sorpresa la via della rete e con quello negativo  di sbagliare il tiro conclusivo. Nel tipo di gioco tutto scatto, velocità e puntiglio svolto oggi, il Novara ha dunque avuto vantaggio e l'ha reso tangibile con la rete di Rizzotti al 1' della ripresa. Il modo di questa segnatura è un po' l'indice del tipo di gara impiantato dai novaresi e subito dal Genova, che invano si è sforzato di imporre il suo metodo, la sua tecnica, il suo palleggio ad avversari decisissimi a non lasciarsi invischiare nel lungo metraggio del gioco accademico e a dare tutto gas all' azione improvvisa e alla stoccata di sorpresa. La palla, buttata fuori dall' area novarese invasa dai genovani, perveniva per la direttissima Mornese - romano all' ala destra Bellini e di lì al centro, dove Torri irrompeva. Vignolini allargava su Figliola e questi, benché libero, colpiva male il pallone che attraversava in linea, così da permettere a Torri di ributtarsi nella mischia dalla quale schizzava fuori il pallone filando sulla sinistra. Rizzotti, che aveva stretto al centro, poteva tirare sul bersaglio tutto aperto e segnava. UNA MEDIANA A CUNEO. I primi venti minuti della gara avevano detto già quanto insidioso fosse l'attacco novarese così manovrato alla maniera svelta. Poiché già Rizzotti (7') era stato lanciato a rete e solo un intervento di Agosteo di discutibile regolarità aveva impedito il tiro, Così come poco dopo una mischia resa risoluta dalla virulenza del piccolo saltatore Torri veniva fortunosamente rotta da Vignolini e un' altra ancora dava luogo al salvataggio di Figliola. Il Genova a sua volta perdeva, per tiro errato di Fasanelli, la più bella occasione della sua partita, su azione ed esatto centro indietro di Arcari. Verso il 20' minuto l'azione sembrava illanguidirsi e il Genova, con la sua mediana tutto ordine e misura, coordinava il gioco con una certa prevalenza, pur non riuscendo i suoi attaccanti a smarcarsi dal controllo dei laterali e dei terzini novaresi. Gli azzurri non sacrificavano nella difesa il loro centro Mornese. Questi continuava a gravitare all' offensiva, formando un cuneo, rispetto ai suoi laterali e costituendo con i propri interni quasi una linea di rincalzo all' attacco. Tale assetto dava all' azione novarese una portentosa rapidità di  manovra, che l'energia del granel di pepe Torri e la velocità delle ali rendevano pericolosa anche per dei difensori di classe come quelli genovesi. Come si è detto c'era la contropartita dell' imprecisione finale, naturale conseguenza dell' eccesso di velocità. Dall'altra parte invece si macinava meglio, ma Scarabello, non in giornata, scombinava parecchio e per di più tirava a rete male o a sproposito. In definitiva era Bacigalupo che aveva le più brutte gatte da pelare. RULLO COMPRESSORE? La ripresa si apriva con la rete già descritta. Dopo di che il Genova traeva buon partito dalla sua superiorità tecnica, si faceva dominatore della situazione e metodicamente stringeva il Novara nella sua area. Bigogno, Genta e Perazzolo erano i più efficaci in campo, mentre figliola (che aveva dato moltissimo nel primo tempo) alternava momenti buoni con altri incerti. Qui diventavano di scena gli estremi difensori azzurri, sicuri sul pallone e coraggiosissimi negli scontri che il gioco in area ristretta e la tendenza dei genovesi a servirsi di palloni spioventi rendevano inevitabili. Pareva però che malgrado la bravura di Mazzucco e di Bonati e la tenacia di Bercellino e l'impeto di Longoni (che finiva in crescendo) la pressione rosso-blu dovesse alla lunga raggiungere il pareggio. Invece fino alla mezz'ora Caimo non aveva altro lavoro difficile che una presa su tiro radente di Scarabello: mentre bastava che Mornese o un laterale toccassero un pallone al retrocesso Torri perché questi, con delle caratteristiche mezze rovesciate, lanciasse alla brava le sue ali a tentar l'avventura nella sgombra area genovese. Agosteo e Vignolini dovevano affrontare il corpo a corpo, Figliola retrocedere in furia e Bacigalupo intervenire precipitosamente. Anzi al 29' il portiere, cui era sfuggito il pallone centrato da Bellini, era spacciato. Soltanto l'errore di mira di Rizzotti lo salvava dal secondo punto passivo. L'ultimo quarto d'ora vedeva  il Genova ritrovare il senso del gioco raso terra e intensificare le sue minacce, portate questa volta più da lontano. Marchionneschi, ben liberato dai compagni, aveva il pallone da rete ma lo scaraventava oltre la traversa. Né il Novara perdeva la bussola: teneva il campo con ordine e chiudeva sul vantaggio, malgrado non potesse più contare su Mornese che, a pochi minuti dalla fine, colpiva forte un pallone appoggiato al piede di un avversario e accusava una lesione al ginocchio. La vivacissima e corretta partita ha avuto in Dattilo un ottimo direttore. Erano presenti il Prefetto, il Segretario federale, il Podestà e l'on. Rossini.  MARIO ZAPPA

 

28° GIORNATA: Alessandria - Lazio 1-5, Ambrosiana - Napoli 2-2, Bari - Torino 0-0, Bologna - Triestina 2-0, Juventus - Milan 2-0, Novara - Genova 1-0, Roma - Fiorentina 2-2, Sampierdarenese - Lucchese 3-0.

CLASSIFICA: Bologna 40; Lazio e Torino 35; Juventus e Milan 34; Genova 31; Fiorentina 29; Lucchese 28; Ambrosiana 27; Bari e Roma 25; Napoli e Triestina 24; Sampierdarenese 20; Novara 19; Alessandria 18.

 

 

 

IL CALCIO ILLUSTRATO - Tre del quintetto d'attacco genoano nella partita giocata al Luigi Ferraris: l'interno destro Perazzolo, il discusso centrattacco Pantani e l'interno sinistro Scarabello.

 

 

 

LO SPORT ILLUSTRATO - Novara - Genova: 1-0 - La difesa rossoblu sembra scossa da una ventata all' irrompere della muta novarese. Agosteo, davanti al portiere, ha deviato di testa e Genta si prepara ad allontanare la palla sotto la pressione dell' accorrente Torri. Sotto: parata alta di Caimo. Di fronte a lui il genoano Fasanelli e il biondo Bonati, terzino prolungato.

 

LO SPORT ILLUSTRATO - Ed altrettanto a posto sembra il Novara, vincitore di quel Genova che da sette domeniche non subiva sconfitte, pur avendo affrontato campi difficili come quelli di Bologna, Milano e Firenze. La vittoria conta per i due punti e conta ancor più per il modo. Squadra fresca e velocissima questa novarese, che applica con una punta di vena il gioco a tutto gas. Il Genova, che mirava esso pure al successo concreto, ha pareggiato il gioco, ma non le reti. Non solo ma è parso incerto nelle battute d'attacco altra volta segnalate per chiarezza ed efficacia. Ora che il Novara è tornato in corsa, sarà interessante vedere come giocherà la carta scottante contro i campioni. Tutte le sue speranze sono lì: battere il Bologna. Non è poco...

 

 

 

AKAIAOI 2006