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COPPA ITALIA 1936-37 Stagione 1936-37 | Cronache | Tabellini 1936-37 | Giocatori | Calendario | |
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GENOVA 1893 - PALERMO |
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| Ottavi: Genova - Palermo 2-0 | Partita unica | ||
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IL SECOLO XIX (Genova, 7 Maggio 1937) – Gli ottavi di finale della Coppa Italia. IL GENOVA HA REGOLATO GLI AVVERSARI e la Sampierdarenese ha perso contro il Catania. Genova – Palermo 2–0 (1–0). Faceva caldo, ieri, anzi si può dire che sia stata, quella di ieri, la prima vera giornata di primavera a carattere continuativo, con un caldo e con un sole cioè, che non hanno mai subito variazioni, se non quando si è andati decisamente verso sera. Sicché, bisogna indulgere molto a chi doveva andare su e giù per il campo, galoppando dietro ad un pallone, in concorrenza accanita con avversari che galoppavano anche loro e con il caldo e il sole che dovevano farsi sentire molto in campo aperto, se è vero che se ne aveva abbastanza anche in tribuna, dove per lo meno si era all’ ombra. Non vi è fisico più sensibile alle variazioni del tempo, di quello degli atleti, che pure sono, in genere, ragazzoni ben piantati, i quali, apparentemente dovrebbero poter dare il meglio di sé, sia col caldo che con il freddo. Questo può spiegare in parte la prova non brillantissima fornita da almeno tre delle quattro squadre che si sono avvicendate sul campo del Genova, ieri, per le partite di Coppa. Naturalmente, la cosa ha impressionato di più nel Genova che, per la profonda diversità di classe che lo divide dalla sua antagonista, era atteso in un facile galoppo verso una vittoria ricca di messi. E’ successo invece che, come accade di solito in queste partite estemporanee tra squadre di diversissima levatura, il Genova ha dovuto impegnarsi più del previsto per regolare il Palermo e non ha potuto rivestire la sua vittoria che di due goals, segnati il primo dal mediano sinistro Figliola, con una azione personale, ed il secondo dal terzino destro del Palermo, Santillo, con un perfetto colpo di testa. Questo non infirma, logicamente, il valore della vittoria genoana, la superiorità di stile e di classe dei rosso blu essendo emersa ben chiara. Essa anzi, non è stata tradotta nell’ opimo bottino desiderato, molto per mancanza di decisione e di incisività della prima linea rosso blu, ma in gran parte anche per il buon lavoro della difesa palermitana e particolarmente per alcune autentiche prodezze compiute dal portiere dei rosa, Provera. Si vuol dire che se anche il punteggio che ha sigillato tale superiorità è piuttosto scarso, e soprattutto ha il vizio d’origine di due azioni non perfettissime, pure il risultato dei nostri non è mai stato in discussione, non fosse altro perché tutte le volte che i rosa hanno portato l’offesa in campo avverso (e in qualche occasione, cogliendo troppo avanti i reparti difensivi avversari, sono apparsi più pericolosi del necessario) han sempre trovato in Bacigalupo un ostacolo insormontabile, un portiere che faceva stare assolutamente tranquilli sull’ integrità della rete genoana. Impostate così le cose, e visto che il Palermo aveva già perso, al terzo minuto di giuoco, la mezz’ala destra Bonesini, costretto per un incidente a spostarsi all’ ala, non rimaneva che attendere il goal genoano, che desse corpo alla superiorità rosso blu. Fu un attesa un po’ lunga, perché ci si misero di mezzo Provera con qualche bellissima e audacissima parata (9’, 13’, 15’) e la prima linea genoana che, eccezion fatta per Marchionneschi (che mise a segno due tiri, in principio di giuoco) e per Scarabello (che però tirava assolutamente senza mira), o non riusciva a calciare oppure, quando le riusciva, lo faceva con la testa nel sacco (vedi occasioni perse da Arcari al 16’, da Fasanelli al 14’ ed al 18’). Furono due mediani, come è accaduto sovente nelle partite del Genova quest’ anno, a dare la sveglia agli attaccanti. Bigogno ruppe gli indugi dapprima indirizzando a rete un pallone che fu respinto dalla confluenza dei pali, quando ormai per Provera non c’era ormai più niente da fare, e poi portando rabbiosamente la palla alla linea attaccante dopo aver scavalcato una mezza dozzina di avversari. Figliola segnò il suo goal, al 39’ del tempo, anche lui dopo essersi portato avanti il pallone con un’ azione del tutto personale. Egli giunse così nell’ area di porta avversaria e di qui scoccò il tiro, fortissimo: la palla piegò le mani che Provera aveva steso davanti a sé, più per difesa personale che per parare, schizzò in alto verso il soffitto della rete, e ricadde alle spalle del portiere palermitano. Il secondo tempo non fu certo migliore, come emotività. Soltanto, il Palermo, lungi dall’ essere addormentato, tentò più volte di prendere di contropiede il Genova, ma la difesa rosso blu giuocava guardinga ed era estremamente difficile coglierla spiazzata. Anche quella via d’acqua verso la rete di Bacigalupo che era esistita nel primo tempo dalla parte di Genta, il quale non sempre seppe trattenere la sua ala, si era chiusa, sicché ne aveva guadagnato in sicurezza il lavoro di Agosteo. Si andò avanti così, a pezzi ed a bocconi, mentre un sempre più pesante senso di noia veniva a gravare sulle spalle degli spettatori. Innumerevoli volte la prima linea genoana, partita bene dalla metà campo, si irretì, nell’ area di rigore, e fu davvero degna di miglior causa l’ostinazione con cui – in quelle occasioni – qualche giuocatore genoano accentrò il giuoco, quando invece sarebbe stato possibile, e più conveniente, allargarlo alle ali. Così il Genova, che aveva sfiorato il goal già al 4.o minuto con un superbo colpo di testa di Figliola, su calcio d’angolo, cui aveva risposto un altrettanto superba parata di Provera, dovette segnare il passo, pur marcando sugli avversari una superiorità, fate il conto, da tre goals di scarto. Per contro, il Palermo, ogni tanto vedeva se era possibile colpire di sorpresa gli avversari, ma al 28’ il centrattacco rosa, venuto a trovarsi solo al di là di Agosteo, ma spostato sulla sinistra rispetto alla rete di Bacigalupo, non seppe fare altro che tirare fuori, e poi, al 31’ e al 32’ due tiri al fulmicotone di Icardi, il primo su calcio di punizione, e di Rier il secondo, su azione proveniente dalla destra e arrestata dal mezzo sinistro per il controllo del pallone ed aggiustamento della mira, trovarono Bacigalupo piazzatissimo, sui tiri che egli aveva intuito, e sicurissimo nelle parate. Fu al 42’, infine, che il Genova andò a due goals. Si trattò di un gentile omaggio del terzino Santillo, per una volta tanto andato in disaccordo col suo portiere. Come già altre volte aveva fatto, specie nel corso del primo tempo, il terzino destro palermitano, riprendendo un centro rosso blu (nel caso specifico di Genta) girò a rete, con un dosato colpo di testa, la sfera che non era per niente minacciosa, ben convinto, naturalmente, che Provera fosse lì, sulla linea di porta, pronto alla parata. Provera invece, vedi combinazione, era uscito dai pali ritenendo che quella palla centrata da Genta sarebbe toccata a lui: sicché la deviazione impressale dal terzino Santillo lo sorprese a mezza strada, lontano da ogni possibilità di parata, e la palla andò docilmente in rete e così fu segnato il secondo goal genoano. Come abbiamo detto la partita non è stata brillantissima, specie da parte degli avanti genoani. Ma bisogna tener conto che il Genova non era certo nella necessità di dover forzare eccessivamente il tono del match, non avendo mai perso, neppure per un momento, il controllo degli avversari. Qualche uomo rosso blu è apparso in leggero declino di forma, oppure ieri era svogliato o sentiva il caldo. Ad ogni modo non è certo sulla base di una partita che per differenza di classe costringe la squadra migliore ad adattare il metro del suo giuoco su quello dell’ avversario inferiore che si possono fare deduzioni. Il Palermo ha prodotto una buona impressione, per la sicurezza della sua difesa, per il sano impianto dei temi di giuoco, alla conclusione dei quali mancò, in più riprese, la linea attaccante, forse, anzi quasi certamente, per il già accennato rimaneggiamento avvenuto dopo appena due o tre minuti di giuoco, che costrinse gli isolani a giuocare per il resto del match praticamente in dieci uomini. Arbitro Corradi, di Firenze. Genova: Bacigalupo - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. Palermo: Provera – Santillo, Tortona – Riccardi, Costenaro, De Rosalia – Spinola, Bonesini, Icardi, Rier, Bazan. RENATO COMPARINI
GAZZETTA dello SPORT (Milano, 7 Maggio 1937). Milan, Ambrosiana, Roma, Catania, Fanfulla, Spezia, Genova, Napoli, Bari in lizza per la Coppa Italia dopo gli ottavi di finale. Fanfulla-Spezia, chiusasi alla pari, si ripete. Vittoria faticata. Genova - Palermo 2-0 (1-0). Marcatori: Figliola (G) al 40' del primo tempo; autorete di Tortora (P) al 43' della ripresa. GENOVA: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. PALERMO: Provera; Santillo, Tortora; Riccardi, Costenaro, De Rosalia; Spinola, Bonesini, Icardi, Prier, Bazzan. Arbitro: Curradi di Firenze. Genova, 6. - La vittoria del Genova è stata molto più faticosa di quanto non indichi il punteggio conseguito, poiché il Palermo per quasi tutto il primo tempo ha tenuto testa ai più classici avversari bilanciando per quasi mezz'ora le sorti dell' incontro. E' stato un mediano e precisamente Figliola, che ha rotto l'incantesimo al 40', che con un azione personale ha segnato il primo punto, dato che la linea attaccante, in giornata poco di vena pur costruendo azioni su azioni non è mai riuscita a violare la rete dell' ottimo Provera. Il ritmo dell' incontro, la rete subita e la progressiva pressione dei locali hanno sfiancato i giocatori del Palermo che lentamente si sono raggomitolati in difesa lasciando all' attacco tre soli uomini. Allo scadere del tempo poi Tortora, uno dei migliori siciliani, ha provocato una autorete lanciando la palla verso il portiere, mentre questi era uscito dai pali. La vittoria del Genova è stata meritata però, benché sia stata raggiunta con fatica. Dopo pochi minuti di gioco Bonesini si scambiava di posto con Spinola a seguito di un lieve infortunio. Al 19' Bigogno coglieva in pieno la traversa. Al 40' Figliola, palla al piede, scartando diversi uomini si portava in area di rigore palermitana lasciando partire un bolide: Provera, proteso nella parata, vedeva piegarsi le mani dal tiro fortissimo e la palla cadeva in rete. Nella ripresa il Genova tentava ancora di aumentare il punteggio ma il Palermo teneva duro, malgrado fosse visibilmente calato. Al 43' Tortora pressato da Fasanelli, di testa lanciava indietro verso la rete. Provera era uscito dai pali e il pallone cadeva nel sacco.
IL LITTORIALE (Roma, 7 Maggio 1937). Le partite di ieri per la Coppa. GENOVA batte PALERMO 2-0. GENOVA: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. PALERMO: Provera; Santillo, Tortora; Riccardi, Costenaro, De Rosalia; Spinola, Bonesini, Icardi, Prier, Bazzan. Goals: Figliola (G) all' 39' del primo tempo; autogoal Santillo (P) 42' della ripresa. Arbitro: Curradi (Firenze). Genova, 6. La partita ha completamente deluso. Il Genova ha giocato assai aldisotto del suo normale rendimento. I concittadini sono stati all' attacco per almeno due terzi dell' incontro, ma il loro gioco sempre sconclusionato. Evidentemente la giornata caldissima ha influito non poco sul comportamento dei giocatori. Il Palermo, sceso in campo non al completo, ha disputato una buona prova difensiva. I migliori dei rosa sono stati il portiere Provera, il terzino Santillo e il sostegno destro Riccardi. Del Genova si sono distinti Bacigalupo e Figliola oltre che la coppia dei terzini. La partita ha fornito pochi spunti di interesse. Essa è stata arbitrata ottimamente dal signor Curradi di Firenze. Il Genova è andato subito all' attacco e nei primi minuti Provera ha dovuto parare due tiri di Marchionneschi. Lo stesso portiere palermitano si è fatto poi applaudire per una bellissima uscita fatta sui piedi di Marchionneschi che stava per raccogliere un centro di Perazzolo. Al 17' un improvviso tiro di Bigogno è stato respinto dalla traversa poi il Palermo ha incominciato a portare i primi attacchi ottenendo al 24' e al 36' due calci di angolo infruttuosi. Indi il Genova è ritornato all' offensiva e al 39' è andato in vantaggio con una bella azione iniziata da Bigogno, e proseguita da Scarabello e Figliola. Quest' ultimo si è spinto innanzi, e da dieci metri ha battuto Provera, con un fortissimo tiro dal basso in alto. Nel secondo tempo si è avuto per lungo tratto una netta superiorità di pressione da parte del Genova, che ha sciupato non poche occasioni e ha ottenuto alcuni calci d'angolo. Sul finire si è avuta una energica reazione del Palermo, tendente a pareggiare; ma Bacigalupo ha mandato a vuoto, con tre belle parate, altrettanto pericolosi tiri di Icardi, il migliore degli attaccanti palermitani. A tre minuti dal termine un lungo centro di Genta, sul quale stava per arrivare Provera è stato inavvertitamente girato in rete di testa da Santillo, che ha marcato il più classico autogoal. Si deve poi tenere presente che il Palermo, dopo appena pochi minuti di gioco, ha dovuto far cambiare di posto a Bonesino, il quale, contuso è passato all' ala destra, rimanendo azzoppato per tutta la partita. Esso è stato sostituito all' ala da Spinola.
Il goal di Figliola. Il mediano sinistro del Genova è arrivato dritto in area di rigore ed ha tirato di destro: il pallone sta viaggiando verso Provera che non si vede.
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| AKAIAOI 2006 | |||