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Stagione 1936-37 | Cronache | Tabellini 1936-37 | Giocatori | Calendario | Home | |
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GENOVA 1893 - ROMA |
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| Andata a Roma: Roma - Genova 0-0 | Ritorno a Genova: Genova - Roma 3-1 | ||||
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IL PICCOLO di Genova (Genova, 30 Novembre 1936). ROMA – GENOVA. ZERO A ZERO AL TESTACCIO. (Dal nostro inviato speciale). Roma, 30 novembre. Entrambe in formazioni rimaneggiate e notevolmente incomplete, le due avversarie non sono riuscite a superarsi. La Roma ha attaccato di più, il Genova si è difeso alla brava, specialmente nel secondo tempo che i rosso bleu hanno dovuto giuocare ridotti a dieci uomini, e la partita si è conclusa col più salomonico nulla di fatto. I romani grideranno che la vittoria avrebbe dovuto assolutamente vestirsi di giallo rosso, perché la loro squadra è stata all’ offensiva per lunghi tratti, perché l’arbitro non avrebbe dovuto negare ad essa due rigori nel corso del primo tempo e perché Fregosi ha avuto alleata la traversa, che lo ha rimpiazzato nella respinta di un tiro avversario. A noi poco importa. Quante partite il Genova non ha giocato sul proprio terreno, dominando da un capo all’ altro dei novanta minuti senza per questo riuscire a passare? E non si disse allora che non basta attaccare per vincere, ma che per vincere bisogna segnare? LA PROVA DEI ROSSO BLEU. Del resto anche i rosso bleu hanno le loro brave recriminazioni da fare, per l’ingiustissima espulsione di Fasanelli allo scoccare del primo tempo, il che li ha costretti a giocare tutta la ripresa con un uomo di meno. Fasanelli non aveva fatto proprio nulla che meritasse neppure lontanamente un provvedimento così severo, ma intanto l’arbitro, che doveva avere la testa grossa come un pallone frenato, per i fischi, per i clamori, per le parolacce del pubblico al suo indirizzo, non trovò di meglio che aver pronto un capro espiatorio qualsiasi per placare la folla eccitata e mandare Fasanelli a rivestirsi innanzi tempo. Tuttavia il Genova non diede a vedere di soffrire di questa menomazione dei suoi ranghi. Quella squadra frigida e quasi insensibile a ogni richiamo che i genovesi sono soliti vedere al lavoro a Marassi, quella squadra che quasi non sa reagire ai colpi mancini e troppo spesso si rassegna alle vicende del gioco quando si batte sul proprio terreno, ha invece ancora una volta svelato i suoi tratti di autentica nobiltà di fronte all’ impetuoso se pur disordinato assalto della Roma. Sembra quasi che il Genova abbia bisogno di essere messo alla frusta per dare tutto quello che è nelle sue possibilità, per dimostrare che i colori che più di tutti gli altri conobbero i trionfi più belli non temono l’attacco di nessuno, per dire insomma che sotto le vesti dell’ indifferenza c’è pur sempre, anche se assopito, un cuore che all’ occasione sa battere più generoso e più impetuoso che mai. Questo si è visto nel secondo tempo di ieri. Nel primo tempo invece i rosso bleu non erano riusciti a dare completamente motivo di sicurezza. L’arretramento di Fasanelli a sostegno era subito apparso come il tentativo più pericoloso cui fossero ricorsi i tecnici genoani. Ci furono nel primo tempo minori attacchi della Roma alla rete di Fregosi che non nel secondo, ma ciò si spiega ad abbondanza col fatto che il Genova aveva nella seconda parte della lotta un uomo di meno; ma tuttavia solo nel secondo tempo la squadra diede piena l’impressione di sicurezza di fronte agli attacchi avversari che pure si infittivano sempre più. Certo l’apporto di Perazzolo alla mediana fu sensibilmente e indiscutibilmente migliore di quello di Fasanelli e forse l’ardore della battaglia concorse con la sua fiamma a riscaldare gli animi dei rosso bleu. Fatto sta, che pur dominando quasi ininterrottamente, il Genova riuscì a controllare con efficacia il gioco degli avversari, impedendo loro di concludere. LA DIFESA IN PRIMO PIANO. Fu insomma, anche da parte romana, l’autentica giornata delle linee difensive, contro le quali i due attacchi combatterono invano (quello del Genova con molto rispetto anche e altrettanto timore dei terzini nazionali). Pure il Genova aveva mancato il successo proprio in apertura dell’ incontro. Un allungo di Perazzolo a Torti e un traversone di questi a Marchionneschi rapidi e fulminei, avevano colto di sorpresa la difesa giallo rossa. Marchionneschi riuscì a cogliere di controtempo Allemandi e a filare solo verso la rete avversaria , ma contemporaneamente il portiere giallo rosso si era buttato decisamente in avanti. Marchionneschi tirò subito ma il pallone batté su Francalancia e finì in angolo sfiorando i pali della porta ormai incustodita. Giunti a questo punto bisogna dire che Francalancia era il portiere della terza squadra della Roma, chiamato all’ ultimo momento alla guardia della rete, dato che Nardi aveva accusato un malore improvviso poco prima della partita. Indi la Roma prese l’iniziativa del gioco, ottenne un paio di angoli, ma ci volle qualche tempo prima che Fregosi avesse a lavorare sul serio. Il primo grosso pericolo alla rete rosso bleu veniva solamente a metà circa del primo tempo, quando un’ azione volante proposta da Bernardini e sviluppata successivamente da Subinaghi e Di Benedetti, mise D’Alberto in condizione di eseguire un bel centro, dopo aver chiamato fuori porta Fregosi.Ma Figliola riuscì ancora a rinviare il pallone che già stava per entrare in rete. Successivamente Subinaghi, dopo aver scartato più di un avversario, finiva a terra su un preteso sgambetto di Genta. L’azione davvero pericolosa si esauriva con un tiro alto di Fusco, mentre dagli spalti si dava inizio a un sibilante e assordante concerto che non doveva più aver soluzione di continuità fino alla fine del tempo. Nei contrattacchi il Genova tentava a sua volta invano di far breccia nella difesa giallo rossa. Un bel centro di Ferrari fu salvato da una bella uscita di Francalancia, un secondo centro trovò Marchionneschi indeciso sul da farsi, fino che non intervenne Gadaldi, e e qualche sporadica azione di Torti andò regolarmente contro la muraglia dei terzini romani. Ma in sostanza, fu la Roma che , se pure con azioni arruffate, tenne il comando del gioco fino alla fine del tempo. Attraverso queste azioni si vide che Di Benedetti, tardo nello scatto, era andato a finire all’ ala sinistra cedendo il suo posto a Subinaghi, mentre D’Alberto passava alla mezz’ala. E si ebbero ancora due episodi notevoli prima che il tempo finisse: un fallo in piena area di Vignolini che non trovò d’accordo arbitro e pubblico sulla sua volontarietà o meno; l’arbitro fece ampi gesti di diniego di fronte alle richieste del rigore. Il pubblico naturalmente fu di parer contrario e i fischi salirono sino alla stratosfera. Fu così che Caironi cercò di placare la folla espellendo poco dopo allo scoccare del tempo Fasanelli, perché in uno scontro con D’Alberto aveva commesso un fallo che non avrebbe comportato neppure l’ammonizione. LA VANA OFFENSIVA ROMANA. Con un uomo di meno nel secondo tempo (Perazzolo era retrocesso al posto lasciato libero da Fasanelli), il Genova non poteva ormai aver altro miraggio che quello di giungere in porto con un nulla di fatto. Ma tuttavia i rosso bleu dovevano ancora avere qualche velleità se qualche minuto dopo l’inizio della ripresa vedemmo Marchionneschi scambiarsi di posto con Torti. Noi non comprendemmo il motivo di questo spostamento, che fu però contagioso anche per i giallo rossi, giacché si registrò nel corso del secondo tempo un caleidoscopio tale di uomini nella prima linea della Roma, da far rinunciare ad elencare tutte le variazioni, tranne quella finale di Bernardini passato a guidare l’attacco, quando ormai però il fiato non lo reggeva più. Comunque la Roma ebbe una netta superiorità di azioni sul Genova, azioni che si concretarono in alcune mischie furiose davanti a Fregosi, specialmente dopo che Marchionneschi aveva tentato un paio di volte di segnare con tiri da posizioni difficili, mentre Ferrari era libero di ricevere il pallone a colpo sicuro, e dopo che Torti, benché relegato all’ ala, aveva costretto franca lancia ad una difficile parata in angolo a fil di palo. Verso la mezz’ora la pressione dei giallo rossi raggiunse il diapason, ma la difesa rosso bleu resse bene al suo compito anche di fronte all’ infittire dei calci di punizione, e di pericoli seri la rete di Fregosi non ne corse più che un paio, quando un tiro di Subinaghi venne respinto dalla traversa e quando Agosteo su calcio d’angolo, riuscì a rinviare la palla che stava per varcare la rete con Fregosi già battuto dal tiro di Subinaghi. Negli ultimi minuti la Roma, forse stanca, rallentò la pressione ma il Genova non smobilitò il suo schieramento difensivo per andare magari incautamente all’ attacco, cosicché l’incontro finì col gioco a metà campo. Entrambe ampiamente incomplete, le due squadre non hanno giocato una bella partita. La Roma aveva messo in campo un Di Benedetti ancora sofferente e la presenza del giovane centro attacco fu più di danno che di aiuto alla compagine che già è famosa per la mancanza di una prima linea redditizia. Praticamente priva di Di Benedetti, alla Roma è quindi mancato l’uomo capace di ordinare e di risolvere il gioco dell’ attacco, nel quale Cattaneo è vecchio, Fusco è un ripiego e Subinaghi un elemento senza autorità. Solo D’Alberto ieri si è fatto notare per la sua intraprendenza, ma quanto al gioco neppure i giallo rossi hanno fatto molto. Eppure la mediana e Bernardini soprattutto, quel Bernardini esempio di classe e di cavalleria senza pari, avevano dato palloni su palloni ai loro attaccanti, ma già si è detto come la difesa del Genova abbia avuto ieri ragione dell’ opposta prima linea. Imbattibili come al solito Monzeglio e Allemandi, per i quali gli avanti rosso bleu hanno dimostrato troppo sacro timore. Lodevolissima la prova dell’ esordiente Francalancia. ELOGIO DEL GENOVA. L’elogio del Genova è stato fatto quando si disse della ritrovata anima rosso bleu. Solo a questo prezzo i rosso bleu sono riusciti a evitare quella sconfitta che in taluni momenti sembrava ieri immancabile. Ma volendo andare a una disamina minuta dei reparti e degli uomini, bisogna aggiungere che Fregosi va riconfermando sempre più le sue belle doti di guardiano, che Vignolini è più tenace e battagliero che mai, e che Agosteo è parso sulla strada di un netto miglioramento. A questi tre uomini specialmente il Genova deve il pareggio, ma anche Genta, per quantità del lavoro svolto in difesa, Figliola per il suo brillantissimo ritorno in squadra e Perazzolo come mediano nel secondo tempo, meritano di essere segnalati. L’attacco ha fatto poco con le mezze ali in continua posizione arretrata e su di esso un giudizio qualsiasi sarebbe fuori luogo, anche perché nel secondo tempo ha giocato privo di Fasanelli. Ma non bisogna tuttavia dimenticare che il debutto di Torti, particolarmente difficile per l’ambiente e per la qualità degli avversari diretti, è tutt’ altro che non riuscito. Il ragazzo possiede una sufficiente visione del gioco e ha un tiro pericolosissimo. Gli sia dato campo di ambientarsi e farà cammino. Ma non capiti più di vederlo spostato all’ ala senza una ragione plausibile, come si è visto ieri, per preferirgli un Marchionneschi che proprio ieri non era nella sua più felice giornata. Arbitro il signor Caironi di Milano che ha cercato di accontentare tutti senza accontentare nessuno. Pubblico: circa diecimila persone. All’ incontro hanno assistito S.E. Galeazzo Ciano con la Contessa Edda e Bruno Mussolini. S.E. Host Venturi, gli on. Del Croix e Marinelli, il Generale vaccaro, ecc. Ecco le squadre: Genova: Fregosi, Agosteo, Vignolini, Fasanelli, Genta, Figliola, Marchionneschi, Perazzolo, Torti, Scarabello, Ferrari. Roma: Francalancia, Monzeglio, Allemandi, Frisoni, Bernardini, Gadaldi, Cattaneo, Fusco, Di Benedetti, Subinaghi, D'Alberto. RENZO BIDONE.
IL SECOLO XIX (Genova, 30 Novembre 1936) - RIDOTTO A DIECI UOMINI IL GENOVA RESISTE BENE ALLA ROMA e chiude alla pari (0 a 0). Roma, 29 novembre. Ridotta a dieci uomini sul finire del primo tempo, la squadra del “Genova” ha validamente resistito alle incalzanti offensive della Roma, riuscendo a concludere il severo confronto odierno col più classico dei niente di fatto. Già nel primo tempo la squadra giallo rossa, pur senza arrivare mai ad essere molto pericolosa, era riuscita a prevalere in fatto di azioni offensive. Nella ripresa, arretrato Perazzolo al posto di Fasanelli, la supremazia romanista logicamente si accentuava fino a costringere la squadra rosso blu in difesa, quasi senza interruzione. Hanno rifulso allora le eccellenti doti della difesa genovese. Agosteo ha giganteggiato imponendosi all’ ammirazione di tutti e giuocando con una sicurezza e una continuità eccezionale. Da parte sua Vignolini, sempre prodigo e mobilissimo oltreché deciso e tempista, ha ottimamente coadiuvato il compagno, mentre il ventenne Fregosi aveva modo di dimostrare nella maniera più lampante di meritare in pieno i galloni. D’ altra parte gli attaccanti romanisti non riuscirono a dare alle proprie azioni quella chiarezza e quella coesione che sarebbero state necessarie per arrivare al successo. A complicare le cose in campo romanista venivano i continui rimaneggiamenti alla prima linea, che era oggi gravemente handicappata dalle assenze di Serantoni e di Tommasi e dalle ancora precarie condizioni di Di Benedetti. MAGNIFICA PROVA DEI DIFENSORI ROSSOBLU. Resta comunque la magnifica prova della difesa genovese come fattore primo del risultato nullo. Ma non soltnto Agosteo, Vignolini e Fregosi hanno meritato i più schietti elogi per il loro generoso comportamento: anche Genta e Figliola, e soprattutto Perazzolo, quando ha giuocato mediano, e cioè per tutto il secondo tempo, hanno realizzato una partita degna di encomio. Genta è stato continuo, infaticabile, efficace, e Figliola ha tenuto il ruolo con molta accortezza e anch’egli senza pause di sorta. Perazzolo, infine, ha giuocato come mediano con un’ efficacia sorprendente. In complesso, la mediana rosso bleu ha egregiamente integrato il giuoco dei terzini, mostrandosi solida e duttile a un tempo. Fasanelli, invece, non è apparso molto efficace: durante tutto il primo tempo ha avuto saltuarietà poco lusinghiera. All’ attacco il Genova si può dire non sia quasi esistito. Nel primo tempo, il solo Perazzolo ha giuocato con efficacia, mentre Torti e Scarabello sembravano sommersi dal ritmo del gioco e dalla supremazia avversaria. Anche Marchionneschi, come ala destra, ha lasciato molto a desiderare, perché tardo e impreciso ed anche poco attivo. Ha fatto qualche cosa di più come centro avanti: comunque niente di pregevole. Assai meglio ha figurato Ferrari, pur non essendo riuscito mai a minacciare la porta avversaria. Per quanto riguarda Torti, non si può dire, a parer nostro, che l’esperimento sia senz’altro fallito. Non bisogna dimenticare che egli non era soltanto al suo debutto in serie A, ma che aveva a che fare con due assi come Monzeglio ed Allemandi e che in una partita giuocata prevalentemente in difesa è ben raro che un centro avanti riesca ad affermarsi. Della Roma hanno, come al solito, primeggiato Monzeglio e Allemandi, ma anche la mediana, tanto con Bernardini quanto con Fusco al centro, ha giocato una buona partita, se non che tutto il lavoro è andato regolarmente perduto per insufficienza degli attaccanti. In prima linea, buio quasi assoluto. La partita è stata arbitrata da Caironi, il quale è stato severamente giudicato dal pubblico per aver egli trascurato due falli genoani in area, certo perché li ha ritenuti involontari. A parte questi due episodi, Caironi è stato severo ed energico e non ha lesinato nel distribuire punizioni su punizioni, ed ha anche ecceduto nella espulsione di Fasanelli. Le squadre hanno giocato nelle seguenti rispettive formazioni: GENOVA: Fregosi - Agosteo, Vignolini - Fasanelli, Genta, Figliola - Marchionneschi, Perazzolo, Torti, Scarabello, Ferrari. ROMA: Francalancia - Monzeglio, Allemandi - Frisoni, Bernardini, Gadaldi - Cattaneo, Fusco, Di Benedetti, Subinaghi, D'Alberto. Come è facile comprendere, la cronaca dell’ incontro non può offrire spunti di notevole interesse e per la mancanza di segnature e per la prevalenza di azioni offensive della Roma. Si comincia con un angolo contro la Roma (e poteva essere un punto al passivo dei giallo rossi solo che Marchionneschi fosse stato più pronto) causato da un equivoco fra Allemandi e il portiere Francalancia (portato di colpo dalla terza squadra alla massima divisione e mostratosi poi nelle rare occasioni offertegli, degno della fiducia dimostratagli), uscito di porta un poco precipitosamente. Ma al 3.o minuto tocca al Genova subire il suo primo calcio d’angolo. La prima linea della Roma mostra presto tutta la sua insufficienza, specialmente per colpa di Di Benedetti, molto irresoluto. Al 9.o minuto Fasanelli provoca un altro angolo, ma è soltanto al 12.o che Fregosi deve parare il primo tiro indirizzatogli da D’Alberto. La Roma domina e il Genova riesce soltanto di tanto in tanto a portare delle azioni di contr’attacco, ma, non si riesce a vedere nulla di pregevole tanto da una parte quanto dall’ altra e i due portieri hanno poco lavoro. Al 23.o D’Alberto, lanciato da una bella apertura di De Benedetti, riesce a mandare al centro un raso a terra pericoloso che sfugge a Fregosi e Vignolini, urtatisi duramente; Figliola libera. Subito dopo Subinaghi è atterrato, mentre tenta con un’ azione personale la via della rete genovese, e così cominciano le proteste del pubblico che reclama il rigore. Al 29.o minuto, dopo che Gadaldi ha stroncato un’azione Perazzolo – Scarabello - Torti, Subinaghi su punizione di D’Alberto sciupa una buona occasione. Poco dopo è Marchionneschi che tarda a tirare, avendo raccolto a pochi metri dalla rete romana un corto rimando di Gadaldi. Al 32’ primo rimaneggiamento dell’ attacco romanista. Di benedetti passa all’ ala sinistra, cedendo il suo posto a Subinaghi, a sua volta sostituito da D’Alberto. Ma con scarsi risultati, anche perché Agosteo domina in area rosso bleu, ottimamente coadiuvato da Vignolini, Genta e Figliola, mentre Fasanelli non riesce a tenere il ruolo con molta efficacia. UN FALLO DI MANO PERDONATO E L’ESPULSIONE DI FASANELLI. Al 37’ altro angolo innocuo contro il Genova e quindi il gioco procede scialbo e sconclusionato. Al 43.o minuto l’episodio del “mani” di Vignolini, trascurato da Caironi: è Frisoni che manda uno spiovente al centro dell’ area genovese e Subinaghi e Vignolini saltano insieme per raccogliere. La palla colpisce nettamente un braccio del difensore genovese, ma Caironi, alle proteste dei giocatori della Roma e del pubblico, fa cenno di diniego, giudicando il fallo involontario. Proprio allo scadere del primo tempo Fasanelli e D’Alberto si urtano, mentre cercano di impossessarsi della palla, e il rossoblu colpisce l’ala romanista. Volontariamente? A noi sembra di no, ma anche questa volta l’arbitro è di parere contrario ed espelle Fasanelli. Nella ripresa la Roma riporta la sua linea allo schieramento iniziale e il Genova retrocede a mediano Perazzolo e porta Scarabello sulla destra. La supremazia della Roma si fa subito più incalzante e Fregosi deve al 2.o minuto su spiovente, e al 3.o su punizione contro Figliola. I calci di punizione fioccano sempre più numerosi, perché il gioco si fa più focoso. Il Genova sposta Marchionneschi al centro della prima linea e Torti all’ ala. Al 9.o minuto Subinaghi rovescia al volo un centro di Fusco e al 10.o minuto impegna con un tiro raso terra Fregosi. Devono passare altri sei minuti prima che si debba registrare un altro intervento del portiere genoano, sebbene l’area rosso blu sia sempre più strettamente assediata. Un tiro trasversale di Marchionneschi di poco a lato, e al 20.o minuto una fuga di Ferrari, che manda al centro un pallone pericoloso, ma Allemandi previene Marchionneschi. Il portiere rosso blu deve parare due tiri di punizione, al 21.o e al 24.o, ed eccoci al quarto schieramento giallo rosso di prima linea: Bernardini ne assume il comando (e Fusco passa a centro mediano) con ai lati Subinaghi e D’Alberto. Ma neanche Bernardini, del resto poco mobile, riesce a dare coesione e pericolosità all’ insistente offensiva dei giallo rossi. Al 26’ è anzi il genoano Torti che sfiora il successo con un tiro insidioso, deviato in angolo da Francalancia il quale, dopo un innocuo spiovente di Cattaneo, deve parare un tiro di lontano di Marchionneschi. AGOSTEO E UN SUO SALVATAGGIO. Ed ecco il Genova nuovamente in angolo. Fregosi para, ma marcato decisamente, perde la palla e Subinaghi è pronto a deviarla verso la rete, per un corridoio che sembra sicuro. Sennonché proprio sulla linea, Agosteo arriva a rinviarla. Questo resterà il pericolo più grave corso dalla rete genovese. Angolo contro il Genova al 31’, e un minuto dopo, per il tiro di un mediano – Frisone – la rete genovese è minacciata. Ma la palla finisce sulla traversa. Sul rimbalzo raccoglie D’Alberto il cui tiro raso terra è però brillantemente parato dal bravo Fregosi. Portiere e terzini rossoblu e anche Perazzolo, Genta e Figliola appaiono sempre decisi e all’ altezza della situazione. Al 37’ parata di Fregosi su traversone di Di Benedetti, e conclusione di Subinaghi che deve abbandonare il campo per un paio di minuti. Al 39’, in una mischia risolta da una parata di Fregosi, vediamo in area genovese perfino Monzeglio! Ma i minuti passano inesorabilmente e il punto romanista non viene: e non verrà nonostante l’ennesimo rimaneggiamento della prima linea romanista, collo spostamento a mezz’ala sinistra di Bernardini e il ritorno di Di Benedetti al centro. Alla partita hanno assistito nella tribuna d’onore il ministro degli Esteri con la Contessa Edda Ciano Mussolini e il gen. Vaccaro. VEZIO MURIALDI.
IL LITTORIALE (Roma, 30 Novembre 1936). ROMA - GENOVA 0-0. Il fatto culminante si verifica però al 42'. Se sull' episodio già descritto della carica a Subinaghi la nostra opinione sull' opportunità del rigore non è così recisa come quella del pubblico, rigore, sacrosanto ed indiscusso rigore ci sembra che l'arbitro avrebbe dovuto concedere alla Roma, quando, su azione della destra giallo-rossa e D'Alberto, Vignolini in piena area di rigore, alza il braccio e respinge col pugno! Anche questa volta, invece, Caironi che si trovava a due passi, fa subito cenno di continuare il gioco, esprimendo con eloquente mimica, l'avviso che il fallo... non era volontario! Incredibile, ma vero. Il tumulto si rinnova e cresce di tono: ogni contatto, anche il più innocente viene sottolineato con urla, e le topiche arbitrali si moltiplicano. All' ultimo minuto anzi, per il più veniale e fortuito degli scontri tra Fasanelli (il più corretto del Genova, sino allora) e D'Alberto, l'arbitro espelle il genovese, che tra i due, non era certo il più colpevole! RIMANEGGIAMENTO A GETTO CONTINUO. Frattanto, verso la mezz'ora, Barbesino, tenuto conto delle minorate condizioni di Di Benedetti, ordinava l'inversione dei ruoli fra lui e D'Alberto. Ma le cose non andavano meglio; perché lungi dall' insistere sul centro, mediana e interni continuavano ad appoggiare tutto il gioco sulla sinistra. Dopo il riposo, anche perché D'Alberto zoppicava egli pure in seguito allo scontro con Fasanelli, l'attacco della Roma riprendeva lo schieramento iniziale. Il Genova, costretto a giocare in dieci, retrocedeva Perazzolo mediano destro e spostava sulla destra anche Scarabello, a far praticamente da quarto mediano. Al 6', poi, Torti passava ala destra e Marchionneschi centro attacco. Al quarto d'ora, di nuovo la Roma rimaneggiava l'attacco, con Subinaghi centro, D'Alberto interno sinistro e Di Benedetti ala sinistra. E tre minuti dopo invertiva i ruoli anche tra Cattaneo e Fusco. Un' altro rivoluzionamento, infine, si aveva a metà tempo. Fusco andava centro sostegno, e l'attacco assumeva lo schieramento Cattaneo, Subinaghi, Bernardini, D'Alberto, Di Benedetti. E, come vedremo, non si era finito ancora.. In un modo o nell' altro però, lo scopo del Genova era solo di lottare per il pareggio, mandando il pallone in tribuna e perdendo tempo in tutti i modi. Quello della Roma, che attaccava di più, era di fare breccia a tutti i costi. Ma Fregosi, in questa prima fase della ripresa, non fu impegnato in proporzione; e il Genova da parte sua, creò due buone occasioni: una conclusa alta da Marchionneschi e una salvata con un tempestivo intervento da Allemandi. LA ROMA NON PASSA. Fu dopo il 20' che la pressione della Roma, rotta solo da un angolo a sfavore al 25' (bellissima parata di Francalancia, su azione di Torti) divenne più continua. Due angoli consecutivi, al 29', ottenne la Roma. La prima volta Agosteo salvò sulla linea bianca, mentre Fregosi era spiazzato; la seconda la minaccia fu respinta. Al 31', Frisoni colse il palo trasversale; e, sulla ripresa di Subinaghi, Fregosi si trovò pronto. Con l'avanzamento di Fulvio (Bernardini) all' attacco, si ebbe anche un certo risveglio di Cattaneo, e coincise la più intensa prevalenza dei bianchi. Fregosi ebbe sempre più frequente e difficile lavoro: ma non si lasciò battere. Merito suo, ma merito soprattutto dei difensori, i quali per altro non badarono troppo pel sottile ai mezzi da impiegare. Negli ultimi minuti, tra i romani, anche Monzeglio avanzò in prima linea, e per pochissimo non fu proprio lui a battere Fregosi. Scontri e ripicchi frequenti, giocatori a terra ogni momento. Un ennesimo spostamento, nei due minuti di ricupero, tra Bernardini e D'Alberto, lasciò le cose allo "statu quo". La partita finì zero a zero. Il pubblico, amareggiato, rispose al saluto del Genova lasciando chiaramente capire che non con la squadra l'aveva, bensì con l'arbitro.. COME HANNO GIOCATO. Fatta la cronaca obiettiva, e detto il nostro parere sulle due occasioni in cui il pubblico richiese il rigore, non aggiungeremo una parola, se non per rilevare che dopo la burraschetta dell' ultimo quarto d'ora del primo tempo, la folla seppe, durante la ripresa, ritrovare calma e controllo di nervi. Cosa che le fa onore. Non è stata una bella partita; né, con le squadre così rappezzate e rimaneggiate, avrebbe potuto esserlo. L'accanito ardore col quale la Roma nel secondo tempo ha cercato la vittoria, e la tenacia caparbia con la quale per contro il Genova, numericamente inferiore, ha difeso il pareggio, hanno acceso bagliori d'interesse e di bellezza sullo sfondo un po' piatto e grigio. Tenuto conto che ha attaccato di più, che le è stato negato almeno un rigore evidente, e che le poche azioni di attacco di qualche pregio sono state per lo più di marca romanista, bisogna concludere che una vittoria di misura dei giallo-rossi sarebbe stata più equa. D'altra parte in linea puramente tecnica, il pareggio può invece sembrare equo. Anzi avendo presente che il Genova ha giocato mezza partita con dieci uomini soltanto (e l'espulsione di Fasanelli ci è sembrata, ripetiamo, un po' severa) vien fatto di chiedersi se la Roma di ieri, anche andando in vantaggio nel primo tempo, avrebbe poi potuto conservare questo vantaggio contro una squadra rosso-blu al completo.. Ma qui si entrerebbe nello scottante terreno dei se e dei ma. Fermiamoci, dunque, a quello che abbiamo visto, e bando alle induzioni più o meno audaci. E quello che abbiamo visto basta per farci precisamente affermare che la Roma avrebbe meritato sacrosantamente la vittoria. Come squadra, eccettuati i reparti difensivi, né la Roma né il Genova hanno funzionato. Più sicuro il portiere del Genova, più classici, e sopratutto più corretti, i terzini della Roma. Ottima la mediana giallo-rossa, discreta quella del Genova. Bernardini ha distanziato il rivale Genta, eccellente distruttore, ma mediocre nel costruire. Anche Fusco, nel quarto d'ora che ha giocato da centro sostegno, è stato superiore a Genta e molto migliore che da mezz'ala. Felicissimo il ritorno di frisoni, e buono anche Gadaldi. Nel Genova il migliore dei sostegni è stato indubbiamente Figliola. Fasanelli (forse anche perché giocava... contro i fratelli) è apparso spaesato nel ruolo. Degli attacchi, inutile discorrere a lungo. Degli ospiti sono piaciuti soltanto Scarabello e specialmente Perazzolo, utilissimo, pur senza farsi notare, anche come mediano, ruolo da lui coperto nella ripresa. Ma crediamo che il lavoro di Felsner, faticosissimo e lungo, di dare coesione e vigore al quintetto avanzato rosso-blu, sia lungi dall' essere finito. Della sconquassatissima pattuglia di punta romanista, non è il caso di dire troppo. Ha fatto quello che ha potuto. D'Alberto è stato il più continuo e insidioso, ha tentato, purtroppo senza frutti tangibili, di dare vita ad un settore troppo gravemente vulnerato. Cattaneo soltanto negli ultimi minuti ha avuto qualche sprazzo felice, ma nel complesso, oltre che impreciso nell' esecuzione e lento, è apparso anche insolitamente povero di idee. Non ci sembrano giuste le acerbe critiche che abbiamo udito contro Fusco. Da interno destro, certo, non ha fatto molto; ma chi critica, al solito, dimentica quali sono i compiti delle mezze ali; e Fusco, elemento di classe e di esperienza, se non ha fatto molto per l'attacco, ha fatto molto però per la squadra. Subinaghi, per conto suo, se ha insidiato più di Fusco l'opposta rete, non ci sembra sia stato, come visione panoramica di gioco, più utile alla squadra di Fusco. Sarebbe bastato avere un Di benedetti nella pienezza dei suoi mezzi, probabilmente, per fare sparire quello zero increscioso, che vela a metà la collana di successi conseguiti fin qui dalla Roma a Testaccio. E teniamo presente, inoltre, che la presenza di un debuttante in porta ha funzionato ancor più da freno alle iniziative dell' undici. Allemandi, Bernardini e Monzeglio nell' ordine, sono stati, individualmente, i migliori della Roma; Vignolini, Agosteo e Figliola hanno primeggiato nel Genova. Nella tribuna d'onore, affollatissima, erano presenti: S.E. Galeazzo Ciano con la contessa; l'on Serena, l'on Marinelli; S.E. Host-Venturi; il Presidente della F.I.G.C. generale Vaccaro;il conte Alberto Bonacossa; il Federale dell' Urbe dott. Ippolito, col segretario amministrativo ing. Raffaelli; Bruno Mussolini; gli onorevoli Delcroix, Pierazzi, Riccardi, Ferretti e Rod Vecchini; il gen. Tarabini.
10° GIORNATA: Bologna - Juventus 1-1, Fiorentina - Triestina 2-1, Lucchese - Bari 0-0, Milan - Novara 2-0, Napoli - Alessandria 2-0, Roma - Genova 0-0, Sampierdarenese - Ambrosiana 2-2, Torino - Lazio 2-2. CLASSIFICA: Bologna e Lazio 14; Torino 13; Fiorentina 12; Lucchese e Roma 11; Ambrosiana, Bari, Genova, Milan e Sampierdarenese 10; Juventus 9; Napoli 8; Triestina 7; Alessandria 6; Novara 5. ..........................................................
IL SECOLO XIX (Genova, 29 Marzo 1937). Conferma di pronostico a Marassi. IL GENOVA BATTE NETTAMENTE (3-1) I GIALLO-ROSSI DELLA ROMA. Il Genova ha colto un' altra bella vittoria casalinga, e si tratta, anche questa volta, di un successo legittimo, sorto da una netta superiorità stilistica e agonistica della compagine rossoblu sulla coriacea avversaria, peraltro scesa in campo con l'intenzione di strappare un risultato positivo. La Roma, che si è battuta bene e con tenacia, ha resistito nel primo tempo, quando aveva anche il vento contrario, fino al 38' minuto e ha capitolato, allora, soltanto su rigore ma qui conviene aggiungere, per non essere fraintesi, che mai come nel caso di Fasanelli compresso nella «marcata» di Monzeglio e di Gadaldi, proprio mentre si trovava a due passi da Valinasso con la palla tra i piedi ed in grado di segnare un goal ormai certo , rigore apparve più giusto e più sacrosanto, tant' è vero che anche i buoni quiriti se lo presero filosoficamente, spiacenti soltanto di aver rimesso, nell' incidente, anche l'integrità funzionale di una gamba di Gadaldi, per cui il mediano sinistro giallorosso fu poi costretto a giuocare all' ala sinistra, nella ripresa. Il tiro di Scarabello dalla piazzuola bianca premiò così il lungo periodo di pressione genoana, iniziato all' apertura delle ostilità con un con una serie di ottime azioni offensive quasi impeccabili nella concezione e nell' esecuzione e soltanto di difficile esecuzione, un po' per la mancanza di un centravanti effettivo nella squadra genovese e molto per la somma abilità della difesa romana che ebbe in Monzeglio e Allemandi due severi guardiani dell' area e in Bernardini un' atleta che quasi resse da solo, e ad ogni modo fece non poco e non indifferente lavoro di distruzione, all' incalzare dell' attacco avversario. Fu questo, indubbiamente, il miglior periodo genoano; e davanti alla precisione del giuoco rossoblu ed a certe preziosità stilistiche proprie di una squadra che si era accampata in area avversaria e che non intendeva smobilitare prima di aver conseguito un successo, i giallorossi apparvero sempre battuti in velocità, sempre in ritardo nello scatto, più arruffoni che organizzatori, più distributori che arginatori veri e propri. A questa netta superiorità che - come si è accennato - non fu concretata subito per la mancanza di un realizzatore sicuro nella prima linea genoana, per alcuni interventi miracolosi di Monzeglio e di Allemandi, ed infine per due o tre belle parate di Valinasso, la Roma contrappose alcune sporadiche offensive guidate soprattutto da Serantoni che ebbe felici allunghi a Prendato. Il guaio era che l'ala destra giallo rossa, soggiogata da reverenziale timore dell' avversario, e avendo da Figliola bloccato il suo binario di corsa, mandò quasi sempre a vuoto le proposte di buon giuoco ricevute da Serantoni, e ciò spianò notevolmente il lavoro a terzini e a mediani rossoblu. Sicché tutto il da fare che la Roma dette alla difesa genovese fu di un facile lavoro di arginamento durante il quale però si ebbe una discesa di D'Alberto (15'), che terminò con un tiro dritto su Bacigalupo dopo che l'ala sinistra romana era riuscita a venirsene fuori dalla coppia Agosteo - Vignolini. Ci furono anche due parate di Bacigalupo (31' e 33') su tiri da lontano ma abbastanza difficili, ma invano si attese dell' altro. Dal canto suo, nello stesso periodo di tempo, il Genova aveva raggranellato tre calci d'angolo, diversi calci di punizione, ed aveva sfiorato il goal a più riprese. Al 38' il primo episodio fondamentale della partita. Un ennesimo allungo di Scarabello a Fasanelli - il mezzo sinistro giuocava bene da tempo - aveva dato via libera a questi alle spalle di Bernardini e Allemandi proiettandosi in avanti. Questa volta l'ex romano era a giusta misura sul pallone e puntò su Valinasso. Monzeglio e Gadaldi, disperati, intervennero da destra e da sinistra, contemporaneamente, e di slancio presero in mezzo il genoano, comprimendolo e facendogli perdere senz' altro il controllo della palla e del suo equilibrio. Il rigore, come ogniun può capire, se ci siamo spiegati bene, indiscutibile. Su di esso Scarabello realizzò con un tiro basso a fil di montante, sulla sinistra di Valinasso. Nella ripresa la Roma - che già era scesa in campo con Subinaghi al centro dell' attacco al posto di Di Benedetto - presentava Serantoni half sinistro, Prendato mezzo destro e Gadaldi ala destra. Così imbastita, la squadra sembrava andar meglio, ma nel constatare l'inspiegabile maggior vigore agonistico dei giallorossi, bisogna anche tener conto per valutarla esattamente, del vento che, leggermente aumentato di intensità, soffiava ora contro il Genova, e del sole (la giornata da tempestosa che era si era a poco a poco aggiustava e un bel sole illuminava ora il pesante terreno di giuoco) che picchiava dritto negli occhi dei difensori rossoblu. Inoltre, il diverso schieramento avversario, e il diverso criterio che presiedeva ora nelle offensive giallorosse, impegolarono un poco Bigogno che stentò a ritrovarsi; anzi fu proprio in contropartita dello sfocamento momentaneo del centro mediano rossoblu che la Roma dette vita al suo miglior periodo offensivo. La faccenda durò, in termini pericolosi per il Genova, per 10 minuti buoni, ma i giallorossi non andarono più in là di un calcio d'angolo al 5.o minuto. Il Genova avendo richiamato indietro Perazzolo e Scarabello, arginò con sufficiente sicurezza il dilagare ordinato e nitido dei giallorossi, basato specialmente su improvvisi allunghi alle ali, e non fu mai sul punto di capitolare: anzi, in un contrattacco, colse anche un corner che rimase infruttuoso, come del resto rimase infruttuoso il giro di vite che i romani diedero alla partita quando (14') il Genova rimase in dieci uomini per l'uscita dal campo di Agosteo che era rimasto malconcio in un durissimo scontro con Subinaghi. Rientrato il capitano rossoblu (17'), il Genova riprese fiato e lena, allargò il giuoco su Arcari, fino ad allora inspiegabilmente dimenticato, usufruì di un corner, ed a sua volta ne subì uno su punizione calciata da Allemandi, girata a rete da Prendato e deviata in angolo, con parata sicura, da Bacigalupo. Dopo che i rossoblu ebbero sfiorato il secondo goal con un' azione di Fasanelli che venne... opportunamente trattenuto per la maglia da Monzeglio, le due squadre, che fino a quel momento (75 minuti di giuoco, contando il primo tempo) non avevano segnato che un goal, e su rigore, si scambiarono in cinque minuti tre palloni. Da prima fece la sua doppietta il Genova, al 31' con Marchionneschi e al 35' con Fasanelli; la Roma segnò con Gadaldi, un minuto dopo. Raccontiamo questi tre goals e avremo finito. Rete di Marchionneschi: un pallone tagliato, proveniente dalla destra genoana, spiove sul fronte dell' ala sinistra rossoblu; di testa, questi raccoglie e fa scavalcare al pallone Frisoni e Monzeglio; ratto si avvicina quindi alla rete, dalla quale frattanto è uscito Valinasso per tentare di porre rimedio al guaio che si profila. Ma Marchionneschi, sempre padrone della palla, che ora è a terra, scarta il portiere e si porta la sfera sul piede destro, col quale la indirizza in rete. Rete di Fasanelli. Da una serie di errori di Bernardini e di Monzeglio prende forma concreta una minaccia rossoblu che viene alimentata da Perazzolo. Quando sembra che l'azione stia per morire sul piede di Bernbardini, Perazzolo interviene ancora e indirizza a Fasanelli in mezzo ai terzini. Identica situazione del rigore nel primo tempo: questa volta però, il rossoblu non è raggiunto da alcuno, e deve soltanto saltare a piè pari una gamba di Allemandi, tesa in un tentativo di sgambetto. Fatto il salto egli è di nuovo sulla palla e un attimo dopo questa è in rete. Rete di Gadaldi. Sulla rimessa in giuoco che segue al goal di Fasanelli, parte la Roma con una serie di passaggi accentrati che portano gli attaccanti giallorossi in area avversaria. Qui, l'ultimo allungo di Subinaghi a Gadaldi, venuto al centro, trova pronto al tiro l'ex bresciano. La palla viaggia dal basso in alto verso l'angolino della confluenza dei pali, alla destra di Bacigalupo, il quale arriva a sfiorare la sfera, senza peraltro poterle impedire l'accesso in rete. Niente da aggiungere alla cronaca, salvo l'accenno ad un incidente occorso a Scarabello, per una dura carica di Frisoni, sul finire del giuoco. Delle due squadre, nel complesso, si è detto. Dei singoli si può dire che Scarabello, Perazzolo, Agosteo e Vignolini sono stati i migliori genoani; Monzeglio, Allemandi, Bernardini, Serantoni e D'Alberto i migliori romani. Arbitro Pizziolo. Le squadre: GENOVA: Bacigalupo - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. ROMA: Valinasso - Monzeglio, Allemandi - Frisoni, Bernardini, Gadaldi - Prendato, Serantoni, Subinaghi, Mazzoni, D'Alberto. RENATO COMPARINI
IL PICCOLO di Genova (Genova, 29 Marzo 1937) - Il Genova batte la Roma. GENOVA - ROMA 3-1. I concittadini giuocano in bellezza nel primo tempo e conquistano una netta vittoria sulla compagine giallo-rossa. I rosso-blu si sono aggiudicati la vittoria dopo che la loro prima mezz'ora, giuocata da essi stupendamente, non aveva fruttato nulla. Stranezze del pallone di cuoio. Se il Genova nei primi trenta minuti avesse colto non una, ma tutte e tre le reti di cui risultò alla fine adorno il suo successo, la cosa sarebbe stata perfettamente rispondente alla fisionomia del giuoco. Invece i rosso-blu fecero loro la vittoria - meritatissima ed eloquente vittoria - quando le azioni furono più aperte, e la Roma già aveva sembrato superare favorevolmente l'assedio cui era stata sottoposta la sua rete per buona parte del primo tempo. Questo primo tempo fu infatti completamente di marca genoana. Non erano trascorsi due minuti che da una bella azione sviluppata sulla destra fra Perazzolo e Arcari metteva Scarabello e Marchionneschi in posizione favorevole per segnare. Scarabello lasciò il compito al compagno ma Marchionneschi sbagliò completamente la mira e la palla finì a lato. Più fortunata fu poco dopo l'ala sinistra rosso-blu, ma stavolta Valinasso riuscì a bloccargli la palla a terra. Poi Fasanelli, mirabilmente servito da Scarabello, tentò il successo ma il portiere romano compì un gran volo attraverso la rete e deviò la palla in angolo. Si giuocò insomma per un quarto d'ora ad una sola porta, ma questa porta rimase inesorabilmente chiusa. La prima offensiva giallo-rossa venne al 15', dovuta ad una iniziativa individuale di D'Alberto che riuscì a superare Agosteo dopo essere sfuggito a Genta, ma Bacigalupo neutralizzò facilmente il tiro dell' ala avversaria. LE QUATTRO RETI. E si tornò in area giallo-rossa ove il giuoco rimase , salvo rarissime eccezioni, fino alla fine del tempo. Il Genova dominò da gran signore, i suoi attaccanti tentarono il successo da tutte le posizioni, ma senza successo. Coll' andare del tempo il lavoro dei rosso-blu, ai quali si poteva unicamente muovere l'appunto di voler troppo tenere il giuoco al centro, parve perdere di precisione e già sembrava che il tempo dovesse chiudersi a reti inviolate, quando venne invece il primo punto del Genova. Avanzata in profondità di Perazzolo che scarta un avversario e allunga la palla fra i terzini avversari, Fasanelli è su di essa, prontissimo (uno dei pochi scatti dell' ex giallo-rosso in tutto l'incontro), ma Monzeglio e Allemandi gli piombano addosso da parti opposte e lo mandano a gambe levate. Il rigore è indiscutibile. Realizza Scarabello con un imparabile pallone a fil di terra, nell' angolo basso sulla sinistra di Valinasso. Si chiude col quinto angolo contro la Roma. Il Genova non ne ha subito alcuno. Nel secondo tempo la Roma, che ha Gadaldi leggermente zoppicante, gioca con Serantoni a sostegno sinistro. Gadaldi è all' ala destra e Prendato mezz'ala. Il vento, che ha notevolmente aiutato il Genova nel primo tempo, è ora in favore della Roma. I giallo-rossi partono di slancio. Il Genova è in difficoltà. Dieci minuti buoni di prevalenza degli ospiti, ma Bacigalupo è raramente chiamato al lavoro. Poi c'è un momento di sosta perché Subinaghi s'è gettato con violenza su Agosteo costringendolo a lasciare per qualche tempo il terreno. La vittoria del Genova sembra in pericolo, ma Agosteo rimane non più di cinque minuti fuori campo. Il suo ritorno rinfranca la squadra che ritorna all' attacco con rinnovata energia. Il giuoco diventa aperto, incerto ed interessante. Sono questi i momenti più belli dell' incontro. Prendato per poco non pareggia con una frecciata che Bacigalupo devia in angolo a prezzo di un gran volo da un palo all' altro (24'). Ma il Genova fa decisamente sua la vittoria al 31', su di un calcio di punizione battuto da Agosteo. La palla va a Marchionneschi che se ne impossessa prima che intervenga Frisoni, scarta Monzeglio, scarta anche Valinasso che ha tentato di gettarglisi fra i piedi e segna a porta vuota. Quattro minuti dopo Fasanelli dà il colpo di grazia, raccogliendo un prezioso allungo di Perazzolo fra i terzini e segnando astutamente da pochi passi. Ma la Roma non si dà per vinta. Palla al centro. Subinaghi lancia D'Alberto che fugge, stringe, centra. Gadaldi, che s'è spostato al centro, raccoglie dall' altezza della linea di rigore e batte imparabilmente Bacigalupo con un tiro fortissimo nell' angolo alto. Virtualmente l'incontro è terminato a questo punto. COSE CHE SI POTREBBERO DIRE... Parecchie sono le cose che si potrebbero dire se il Genova fosse ancora in lotta per qualche posto di preminenza, ma la squadra concittadina si è messa tardi in carreggiata, quest' anno, e il suo bel girone di ritorno porta al piede la palla di piombo costituita dall' infelice girone d'andata. Motivo per cui bisognerà attendere l'anno venturo quando, sistemati convenientemente quei pochissimi ruoli che ancora hanno bisogno di qualche ritocco (in fondo, non c'è che il posto di centro attacco che abbia veramente bisogno di un titolare) il Genova potrà dire bravamente la sua nell' alto consesso calcistico nazionale. Ieri la squadra ha riconfermato pienamente le sue belle prove di qualche mese a questa parte e, nel primo tempo specialmente, ha dimostrato di cosa sia capace di fare. Le sue mezz'ali svolgono un lavoro preziosissimo - ieri si è particolarmente distinto Scarabello che va giorno per giorno diventando un autentico asso - la sua mediana è infaticabile, la sua difesa eccellente. Date un centro attacco - possibilmente un grande centro attacco, signor presidente - al vostro Genova. Noi vi seguiremo volentieri nel vostro cammino, che non potrà non essere un cammino cosparso di vittorie. La Roma? Una squadra sempre ricca di classe - l'impronta di Bernardini è impareggiabile - ma con un attacco debole e con alcuni uomini non nelle migliori condizioni di forma. La partita dei giallo-rossi è stata improntata sempre a grande combattività. In difesa ha campeggiato Monzeglio. Valinasso si è difeso con bravura; Allemandi è sempre un pilastro anche se non è in forma. Complessivamente buono il giuoco svolto dai sostegni. L'attacco manca essenzialmente di un condottiero, e non dispone di uomini redditizi, per quanto sia stato ieri molto coscienzioso il lavoro svolto dal buon Mazzoni. Pubblico meno solito del consueto, a causa della pioggia caduta abbondantemente in mattinata. Terreno viscido. Fra le autorità il Federale dott. Molfino. GENOVA: Bacigalupo, Agosteo, Vignolini, Genta, Bigogno, Figliola, Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. ROMA: Valinasso, Monzeglio, Allemandi, Frisoni, Bernardini, Gadaldi, Prendato, Serantoni, Subinaghi, Mazzoni, D'Alberto. RENZO BIDONE
GAZZETTA dello SPORT (Milano, 29 Marzo 1937). GENOVA - ROMA 3-1 (1-0). La squadra rossoblu riprende a procurar soddisfazioni anche ai propri sostenitori. Marcatori: Scarabello (G) al 39' del primo tempo su rigore; Marchionneschi (G) al 31', Fasanelli (G) al 36', Gadaldi (R) al 37' della ripresa. GENOVA: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. ROMA: Valinasso; Monzeglio, Allemandi; Frisoni, Bernardini, Gadaldi; Prendato, Serantoni, Subinaghi, Mazzoni, D'Alberto. Arbitro: Pizziolo di Firenze. Segnalinee: Bogetti di Torino e Tognazzi di Novara. Spettatori: 6.000 circa. Prima dell' inizio della partita è caduta una pioggia violenta rendendo alquanto pesante il terreno di giuoco. Cielo coperto. Vento di tramontana che è andato via via aumentando in proseguo di partita. Complessivamente sono stati tirati 7 calci d'angolo contro la Roma e 2 contro il Genova. Lievi incidenti di giuoco a Scarabello e Agosteo. La Roma al 39' del primo tempo era costretta a rimaneggiare la sua inquadratura: Gadaldi finiva all' estrema destra, Serantoni a mediano e Prendato a mezz'ala destra. Nella ripresa ha fatto capolino il sole. D'Alberto a due minuti dalla fine colpiva il palo laterale della porta di Bacigalupo. Genova, 28. La Roma ha ancora una volta palesata la sua classe che, malgrado disavventure di inquadratura, colpi mancini della sorte, ha saputo brillare di viva luce specialmente per quanto si riferisce al gioco di difesa: un blocco granitico che ben difficilmente si fa superare. A parte qualche incertezza di Valinasso (il secondo punto gli è in parte imputabile) i giallo-rossi hanno avuto in Monzeglio e Allemandi due mastini tenaci. Nella mediana Bernardini pur essendo a volte stato travolto dalla velocità degli attaccanti genovesi, ha saputo imporsi con un gioco di posizione invidiabile. Ai lati, specialmente in Serantoni, quando è passato a mediano, e in Frisoni, ha avuto due collaboratori efficaci. Nella linea attaccante invece le note sono un poco stonate. Prendato, elegante nel tocco del pallone, schiva il contatto dell' uomo, passato poi a mezz'ala si è fatto ingoiare dal risucchio della difesa genovese. Subinaghi è parso più un combattente che un costruttore. Mazzoni è lento, pur lanciando bene i compagni non si è mai trovato in linea al momento opportuno, D'Alberto è stato il più sbrigativo ed il più pericoloso Gadaldi all' estrema destra ha avuto il merito di segnare l'unica rete della Roma. UN GENOVA LANCIATO. Di fronte a una compagine massiccia , specialmente nella difesa, il Genova ha avuto il merito di passare tre volte sfiorando il successo in molte altre occasioni. Fortissimo il trio difensivo, Bigogno è stato grande, ben aiutato da un Genta in crescendo e da un Figliola tenacissimo. All' attacco il migliore è stato senz'altro Scarabello. Lo spezzino non solo si è addestrato nei tiri più pericolosi, ma la sua dote migliore è stata quella di fornire i compagni di linea di palloni preziosissimi. Perazzolo gli è degno compagno mentre Fasanelli, di fronte ai suoi vecchi compagni, con l'intento di voler strafare, ha sciupato diverse occasioni, anche se ha avuto il merito di creare le azioni da goal, e di segnare per suo conto una rete. Delle due ali intraprendente Marchionneschi, poco servito Arcari che per altro non ha sciupato un pallone. Nel primo tempo la Roma, con vento in sfavore, si è soltanto preoccupata di rintuzzare le veementi avanzate del Genova ed è capitolata soltanto su rigore. Un rigore nette, ma dovuto più alla foga di liberare una palla insidiosissima e dosatissima sui piedi di Fasanelli, che non a cattiveria. Nella ripresa i giallo-rossi si sono lanciati all' attacco sguarnendo la difesa ed il Genova è passato per due volte. La Roma ha raccorciato le distanze ma non è potuta andare più in là per la vigile difesa dei rosso-blu e anche per la poca realizzazione dei propri attaccanti. Vittoria meritata del Genova che è stato maggiormente all' attacco e che si è dimostrato in piena salute. Alla Roma gli onori delle armi per aver combattuto con puntiglio e per non essersi mai arresa di fronte alla superiorità degli avversari. LE QUATTRO RETI. Il Genova attacca immediatamente e la Roma sembra sconcertata tanto che i salvataggi sono affannosi. Al 9' i giallo-rossi sono i in angolo per una bella parata di Valinasso su tiro di Scarabello. Il gioco si mantiene veloce malgrado il terreno abbastanza viscido. Al 18' altro angolo contro la Roma che si salva ancora da diverse azioni pericolose dei genovesi. Al 36' ancora angolo contro i laziali, ed al 39' il primo punto del Genova. Azione Perazzolo - Fasanelli che sta per ricevere il pallone. Sul centro attacco, nella foga di liberare, si lanciano i due terzini e Gadaldi. Caduta generale: la peggio tocca a Gadaldi che esce provvisoriamente dal campo. L'arbitro decreta il rigore che è trasformato da Scarabello. Il Genova approfittando del momentaneo scoramento dei romani sfiora ancora il successo. Nella ripresa è la Roma che si lancia all' attacco e Mazzoni obbliga Bacigalupo a una bella parata. Al 5' i rosso-blu sono in angolo che viene restituito all' 11'. Al 16' Subinaghi anziché il pallone colpisce Agosteo che deve abbandonare il campo per qualche minuto. Dopo un angolo contro la Roma, Subinaghi obbliga Bacigalupo ad una splendida parata. Al 29' Fasanelli è tenuto in area, e al 31' altra rete del Genova. Fasanelli passa a Marchionneschi che si incunea nel vivo della difesa, Monzeglio è superato, Valinasso esce ed è scartato, la palla finisce nel sacco. Al 36' terzo punto del Genova. Azione prolungata in area romana, fino a che Monzeglio rovescia corto a Perazzolo che passa in profondità a Fasanelli il quale segna di prepotenza. Non sono terminati gli applausi che la Roma accorcia le distanze. Azione in linea e palla a Gadaldi che stringe e segna un bellissimo punto. Un angolo per parte, un tiro di D'Alberto che colpisce il palo e poi la fine.
IL LITTORIALE (Roma, 29 Marzo 1937). GENOVA batte ROMA 3-1 (1-0). IL GENOVA APRE IL PUNTEGGIO con un calcio di rigore nella partita con la Roma... danneggiata da un infortunio a Gadaldi che provoca rimaneggiamento nel finale. Roma: Valinasso; Monzeglio, Allemandi; Frisoni, Bernardini, Gadaldi; Prendato, Serantoni, Subinaghi, Mazzoni, D'Alberto. Genova: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Fasanelli, Scarabello, Marchionneschi. Arbitro: Pizziolo (Firenze). Marcatori: 1. tempo: Scarabello (G) 39'; 2. tempo: Marchionneschi (G) 31'; Fasanelli (G) 35'; Gadaldi (R) 36'. Genova, 28. Di fronte ad un Genova brillantissimo e intraprendente, i giallo-rossi di Bernardini non hanno potuto andare più in là di una bella difesa tesa ad arginare le veementi azioni avversarie che si succedevano a getto continuo, particolarmente nel primo tempo, quando il Genova giuocava in favore di vento. VANTAGGI E SVANTAGGI. Fu appunto in questi primi 45 minuti che la Roma mise in opera tutte le risorse della classe eccelsa della sua difesa, da Valinasso impegnatissimo e che compì una serie di ammiratissime parate, a Monzeglio calmo e potente, ad Allemandi irruento e deciso. Ma fu appunto la decisione dei difensori giallo-rossi che diede modo al Genova di chiudere in vantaggio il primo tempo. I terzini romani infatti con una carica simultanea atterravano in area di rigore Fasanelli, lanciatissimo sul goal e la conseguente massima punizione, che forse poteva anche essere evitata, veniva tramutata da Scarabello imparabilmente. Mancavano pochi minuti alla fine del primo tempo; e la Roma, che fino da allora aveva ottimamente resistito alla incalzante offensiva avversaria, vedeva seriamente compromesse le sue possibilità. A scapito della Roma avvenne poi, subito dopo il rigore, uno scontro tra Gadaldi e Marchionneschi che costringeva il mediano giallo-rosso a finire all' estrema destra presso che inutilizzato anche nella ripresa. Si credeva per altro che gli ospiti nel secondo tempo, giocando in favore di vento, dovesse prevalere sul Genova, la cui mediana dava segni di sbandamento e il cui attacco stentava a manovrare con il brio e la scioltezza iniziali. ATTACCO SENZA MORDENTE. Ma la Roma rimaneggiata nei ranghi ed un po' demoralizzata per lo smacco precedente non riusciva a registrare il suo giuoco. E pur mantenendosi in prevalenza all' attacco fino alla mezz'ora, non perveniva mai a diretto contatto di Bacigalupo. Le sue azioni, bene impostate a metà campo si smorzavano non appena a contatto di Agosteo e Vignolini. Poi alla mezz'ora la mediana del Genova si riprendeva gradatamente, e l'attacco rosso-bleu, meglio sorretto, poteva riportare la minaccia alla rete di Valinasso e cogliere a breve distanza altri due bellissimi punti. La partita non poteva più offrire nulla alla Roma, tuttavia degli sprazzi di vitalità riportarono i giallo-rossi alla controffensiva e Gadaldi poteva cogliere il punto della bandiera con un bellissimo tiro da oltre venti metri. I GIALLO-ROSSI NON HANNO AVUTO FORTUNA. In definitiva non è stata per la Roma una giornata benigna. Non si ci può scostare troppo dal vero osservando che agli ospiti deve aver nociuto parecchio l'inatteso rigore, ma si è ancora più nel vero dicendo che molta parte dell' insuccesso della compagine romana va attribuito alla mancanza di qualche buon elemento e ancor più ad una certa dose di sfortuna sotto forma dell' infortunio toccato a Gadaldi, che costringeva la Roma a ricorrere a rimaneggiamenti che influirono notevolmente sul rendimento dei singoli e dei reparti. Perché Prendato che fino ad allora aveva disimpegnato egregiamente il suo compito, quando dovette spostarsi alla mezz'ala per fare posto a Gadaldi a sua volta zoppicante, fu quasi sempre inoperoso. Danno ne risentì anche la mediana, perché Serantoni, pur sapendosi disimpegnare anche nel ruolo di laterale si trovava certamente più a suo agio a destra che non a sinistra. E va detto infine che la mancanza di Serantoni dalla linea di punta ne ha minorato grandemente le possibilità proprio quando con il vento alle spalle, la sua azione poteva riuscire più penetrativa e pericolosa. LA STORIA DELLA PARTITA. Il Genova con il vento alle spalle si insediava subito in area di rigore degli ospiti imprimendo velocità al suo giuoco lineare e chiaro. Valinasso era ripetutamente chiamato al lavoro da tiri di Scarabello e Marchionneschi. Particolarmente si distingueva Perazzolo, fulcro dell' attacco rosso-bleu; ma Monzeglio e Allemandio, ben coadiuvati da frisoni e Bernardini, infrangevano inesorabilmente. Tuttavia la Roma era costretta una prima volta in angolo al 9' in seguito a tiro di Scarabello, deviato da Valinasso in tuffo. Mazzoni batteva una punizione per fallo di Agosteo su D'Alberto, poi fuga e conseguente tiro forte di questi ben parato da Bacigalupo. L'azione si portava nuovamente in area romana e i giallo-rossi erano ancora costretti in angolo (18') sventato da Bernardini. Bella azione del Genova conclusa da tiri di Scarabello e Fasanelli, poi reazione della Roma che impegnava Bacigalupo con tiri di Mazzoni e Subinaghi. L'AZIONE DEL RIGORE. Altro angolo per il Genova al 37, e al 39' l'azione che procurava il rigore a danno degli ospiti. Fasanelli, servito in profondità, filava veloce sul goal, quando Monzeglio e Allemandi, vista la mala parata, lo raggiungevano e lo caricavano contemporaneamente atterrandolo. Il rigore era trasformato da Scarabello con tiro forte e basso nell' angolo a sinistra di Valinasso che tentava inutilmente la parata. GADALDI ALL' ALA. Contusosi Gadaldi, questi passava all' estrema destra, sostituito da Serantoni il cui posto era preso da Prendato e in questa formazione la Roma si presentava in campo nella ripresa. Il Genova era costretto in angolo al 7' e la Roma quattro minuti dopo; quindi la cronaca registrava azioni in prevalenza degli ospiti. Bigogno e Figliola diedero sintomi di ripresa e l'attacco genovese riprese a funzionare. GLI ALTRI DUE GOL DEL GENOVA. Marchionneschi incuneatosi fra i terzini riusciva a mettere in rete, prevenendo la tarda uscita di Valinasso (31'). Il terzo punto il Genova lo conquistava poco dopo, al 35' a coronamento di una bella intesa di tutto il reparto di punta. Autore del gol Fasanelli che metteva in rete con un tiro forte e preciso da pochi passi. Palla al centro e discesa degli ospiti che creava un' assembramento di giuocatori sul limite dell'a rea di rigore. IL PUNTO DELLA BANDIERA. Gadaldi, spostatosi al centro, riusciva ad impossessarsi della palla e con un tiro forte sotto la traversa, batteva imparabilmente Bacigalupo (36'). La Roma insisteva nella sua azione e otteneva un altro angolo ricambiato poco dopo dal Genova. Gli ospiti mettevano a profitto gli ultimi minuti, impegnando Bacigalupo con tiri di Subinaghi e D'Alberto. I migliori in maglia giallo-rossa sono apparsi, come detto, gli uomini della difesa, Serantoni, D'Alberto e Frisoni. Pubblico discretamente numeroso, terreno sdrucciolevole.
25° GIORNATA: Alessandria - Napoli 2-0, Ambrosiana - Sampierdarenese 1-1, Bari - Lucchese 2-0, Genova - Roma 3-1, Juventus - Bologna 0-0, Lazio - Torino 0-0, Novara - Milan 1-0, Triestina - Fiorentina 1-0. CLASSIFICA: Bologna 35; Milan 32; Lazio e Torino 31; Juventus 29; Genova 28; Ambrosiana, Fiorentina e Lucchese 25; Bari e Roma 23; Triestina 22; Napoli 20; Alessandria 18; Sampierdarenese 17; Novara 16.
LO SPORT ILLUSTRATO - Genova-Roma: 3-1 - Allemandi e Perazzolo, uomini rappresentativi delle squadre avverse, si sono trovati più volte faccia a faccia. Perazzolo, trovando la strada sbarrata da Allemandi, fa un brusco dietro-front e passa a un compagno meglio situato per condurre a termine l'attacco.
LO SPORT ILLUSTRATO - Questa volta ha la meglio Allemandi, il quale prende sul tempo Perazzolo e gli soffia il pallone.
IL LITTORIALE - Momento critico per la Roma nella partita col Genova. Il centravanti genovese ha spiccato il salto, ma Bernardini, precedendo l'uscita di Valinasso, respinge di testa. A fianco: Le pagine de "Il Calcio Illustrato"
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