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Stagione 1936-37 | Cronache | Tabellini 1936-37 | Giocatori | Calendario | Home | |
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GENOVA 1893 - SAMPIERDARENA |
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| Andata a Genova: Genova - Sampierdarenese 1-1 | Ritorno a Sampierdarena: Samp - Genova 0-2 | ||
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IL SECOLO XIX (Genova, 05 Ottobre 1936). IL GENOVA COSTRETTO AL PAREGGIO (1-1) DALLA PUGNACE SAMPIERDARENESE. Il calcio di rigore di Bodini e la zampata di Pantani nel quadro della partita genovese. La partita stracittadina ha avuto un risultato che alla stregua delle previsioni della vigilia può essere detto sorprendente. In sostanza, ha avuto torto il tifoso rossoblu che, forte delle precedenti affermazioni della sua squadra e sapendo delle condizioni della Sampierdarenese, diceva alla vigilia: «Già un pareggio dei rossoneri sarebbe un miracolo...», e ha avuto ragione il tifoso rossonero che, con la pacata rassegnazione di chi sa di parteggiare per una squadra in precarie condizioni rispondeva: «Però, il foot-ball è foot-ball, le chiacchiere son chiacchiere e le partite son partite: vedremo». In tutto questo, c'è da precisare solo una cosa: che il successo dei rossoneri (per la Sampierdarenese il match pari a Marassi è un autentico, grande successo), non ha avuto niente di miracoloso, dato che essi se lo son sacrosantamente guadagnato. Va da sé che la folla di parte genoana è rimasta delusa, ma bisogna mettersi nello stato d'animo della maggior parte della gente che gremiva ieri il campo (100.000 lire e oltre d'incasso, o giù di lì) tutti tipi con un cuore rossoblu grande così nascosto nella gabbia toracica. Questa gente rossoblu aveva preso posto sulle gradinate e nelle tribune leccandosi le labbra, alla stessa maniera di Pantagruele quando si metteva a tavola e gli presentavano la lista del pranzo, e qui bisogna ricordarsi che per il tifoso genoano, la lista del pranzo calcistico di ieri offriva: "Sampierdarenese infarcita con due o tre palloni". Essendo successo, invece, che alla fine del salmo, le due squadre si son divise la posta, si debbono comprendere la delusione della folla e il conseguente grandinar di critiche sulla squadra rossoblu, portata sugli scudi quindici giorni or sono per la vittoria sulla Lazio e ieri immediatamente gettata nella polvere, per il pareggio casalingo con la Sampierdarenese. IL FILM DELLA PARTITA. Ma vediamo il film della partita che tecnicamente è stata di una povertà francescana, e quindi non vale la pena che di una cronaca forzatamente frammentaria. Si è cominciato - tanto perché possiate immaginare come la pensava Scorzoni - a questa maniera: al 40'' di gioco, primo calcio di punizione contro la Sampierdarenese, seguito, al 62" da un secondo, per fallo di Battistoni commesso sul limite dell' area. (Dalle retrovie genoane avanza Agosteo a eseguire la punizione, e nell' ampio stadio gremito di folla si sentirebbe volare una mosca. Parte il bolide di Agosteo, ma Busini, che è già nella sua area di rigore, riceve la palla, la smorza e l'allunga rapidissimo a Mascheroni, dandogli lo spunto per una prima incursione che chiama all' opera Vignolini). Le due squadre (che giuocano nelle formazioni annunciate, e cioè il Genova con Bacigalupo - Agosteo e Vignolini - Bigogno, Genta e Bonilauri - Gobbi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari e la Sampierdarenese con Profumo - Bodini e Rigotti - Lancioni, Battistoni, Malatesta - Mascheroni, Busini, Rossi, Simonetti, Biagini) capiscono subito e moderano ancora la loro azione che già non è di eccezionale vigore. Frattanto, si capisce cosa vorrà dire per il Genova l'amnistia concessa dalla Federazione a Bodini: il cremonese azzecca il primo pallone così bene, così pieno che gliene esce un rimando lungo, teso, dritto come una frecciata lungo l'asse centrale del campo. La partita di Bodini si imposta su questo rimando e per tutto il restante del tempo, sarà un crescente continuo nell' azione distributiva del tarchiato rossonero, sicché gli avanti rossoblu troveranno sempre in lui una specie di muraglia pressoché insormontabile. Le due squadre si cercano a tentoni: si direbbe che l'una attenda lo scatenarsi dell' offensiva dell' altra per assumere un atteggiamento. La Sampierdarenese, intanto, che non sa ancora come le si metteranno le cose, assume sulla pedana verde del campo l'atteggiamento sornione dello schermitore che invita. Dal canto suo, il Genova avanza nel campo avversario, ma non forza certo l'andatura: pare che i suoi attaccanti aspettino il primo errore dei terzini avversari o di Battistoni. Invece, tanto gli uni quanto quest' ultimo, giuocano giudiziosamente e sicuri sulla palla i due mastini, visibilmente contenendo la sua azione il centro mediano dal temperamento vulcanico. Per contro, in campo genoano, c'è Genta che non riesce a trovarsi: per ben due volte, nel calciare la palla quasi da fermo, a campo libero, solleva zolle di terra e fa ruzzolare di appena un metro o due il pallone sul quale naturalmente si precipita un' avversario che dà il via ad un' azione controffensiva. Ma non è solo Genta a non ingranare: anche Fasanelli, anche, Ferrari, anche Gobbi laggiù (e non parliamo di Pantani) sembrano legati nei muscoli e sono sempre in ritardo di una o due frazioni di secondo sugli avversari. La folla assiste alla lotta senza prendervi parte con incoraggiamento alcuno: sembra che cerchi anch' essa un orientamento che non trova. A un calcio di punizione di Ferrari, che Profumo abbranca in tuffo (5'), risponde la Sampierdarenese con un 'azione di quelle che poi ripeterà fino alla monotonia ma che sono state, per tutti i novanta minuti, le più pericolose per il Genova: allungo di Busini a Rossi che giuoca centr' attacco, deviazione a Mascheroni, fuga di questi e centro. Su una di queste azioni Mascheroni impegna Agosteo e Vignolini e, rimasto stretto tra i due, va a terra per un momento. Subito dopo (15') è l'altra ala destra in campo che va a terra, laggiù presso il mezzo disco del calcio d'angolo e deve uscire dal campo, dove ritornerà solo al 20'. Si tratta di Gobbi, colpito con una gomitata alla faccia. Il match - al quale assiste il federale giorgio Molfino - è a chiara tinta rosso-blu, ma manca alla prima linea genoana un sostegno adeguato. Nella mediana solo Bigogno va già a pieno regime. Con tutto ciò, una prima seria minaccia alla rete genoana viene dalla sinistra, dove Biagini, servito da Simonetti, sfugge a Bigogno e mette piede in area di rigore. Gli si para davanti Agosteo, giusto mentre egli sferra il tiro: la palla rimbalza sulla mano destra del capitano rossoblu e sarebbe un rigore che Scorzoni potrebbe concedere alla Sampierdarenese, ma egli lascia correre. Però un calcio dal limite avrebbe dovuto darlo: come lo ha considerato quel fallo di mano? Basta, andiamo avanti. Al 24' arriva il primo calcio d'angolo della giornata, contro la Sampierdarenese. Qui, dopo una respinta di testa di Rigotti, Ferrari incastona la migliore azione della sua partita, riprendendo anch'egli di testa e indirizzando nettamente nell' angolino di sinistra di Profumo, già fuori porta. Emerge però dal gruppo dei giuocatori in mischia Malatesta e il goal genoano è rimandato a migliore occasione. IL PUNTO CRUCIALE DEL MATCH. La quale giunge, dopo che si è continuato sul binario dal quale sembra che non si debba più uscire, al 45.o minuto. Anzi tra il 44' minuto e il 45.o, più 1'30'' di ricupero la partita vive la fase cruciale. State a sentire: da un pallone che Bonilauri e Mascheroni si contendono, nella metà campo genoana sulla linea di demarcazione laterale, nasce l'azione che porterà il Genova a un pelo dal successo. Vince il duello Bonilauri che serve Fasanelli, il quale manda a Perazzolo sulla destra: la rapidissima azione finalmente ha spiazzato la difesa rossonera che non si attendeva che dal duello Bonilauri - Mascheroni dovesse nascere un guaio. Invece, prima che Malatesta, abbandonato Gobbi al destino, possa arrivare su Perazzolo, questi ha già servito Pantani al di là dei terzini: il centrattacco è libero palla sul piede. Esce Profumo, ma basterebbe che Pantani scaricasse la palla sulla destra per batterlo sul tempo e poter infilare comodamente a porta indifesa. Ma Pantani non riesce nel suo intento e più in là di un corner, provocato dall' uscita di Profumo, non si và. Il guaio, per il Genova, viene subito dopo: è proprio dalla respinta proveniente dal calcio d'angolo, che parte la Sampierdarenese poggiando sulla sinistra. Biagini però, non realizza che uno spiovente altissimo, un "pallonetto" direbbe un tennista. Dal centro del campo Rossi si getta avanti per raccogliere il pallone, ma la sfera è ancora per l'aria e il suo tentativo ha tutta l'aria di esser fatto pro forma, tanto più che c'è lì Agosteo. Ma è appunto Agosteo che provoca il guaio: invece di arginare l'attaccante avversario parandoglisi davanti, gli si curva sotto e gli fa fare il più bel salto mortale che si possa desiderare da un uomo che non fa di professione il saltatore. Fischio di Scorzoni, e rigore. E' tanto giusta la decisione dell' arbitro che la folla non fiata neanche. Si perde qualche diecina di secondi per mettere a posto il pallone, nel far ritirare tutti i giuocatori estranei alla faccenda, e siamo giusto al 46' 30'' quando Bodini scaraventa in rete, sulla destra di Bacigalupo, un autentico bolide. Alla ripresa la Sampierdarenese assume uno schieramento decisamente difensivo. Questa volta è la beneficiata dei terzini e dei mediani rossoneri, appoggiati da Busini e Simonetti, il primo dei quali verrà poi fuori alla distanza ancora come uno tra i migliori in campo, a lanciar Mascheroni, una, due, tre volte, un sacco di volte insomma. Si riprende con Perazzolo che scarta uno dietro l'altro tre uomini e poi mette fuori di sinistro, quando ormai era al di là di ogni diga rossonera e sembrava che non avesse altro da fare che mettere in rete. Al 3' urto Ferrari - Profumo, uscito dai pali, che lascia azzoppato per tutto il resto della partita il portiere rossonero. Corner contro la Sampierdarenese al 6', su azione di Perazzolo e tiro di sinistro: Ferrari mette fuori. Risponde la Sampierdarenese con un' azione rossi - Mascheroni. Giro di vite del Genova che fa svegliare la folla, ma per poco; infatti passata la tregenda sotto la rete rosso nera (salvataggio di Busini di testa, due calci di punizione, colpo di testa di Perazzolo, mischia, rimando, ancora un tiro e finalmente palla fuori) anche la folla si tace. Tra il 13' e il 14' la Sampierdarenese fa lavorare Vignolini con Mascheroni - il quale stupisce sempre di più - e con Rossi. Ma è un fuoco di paglia: riprende ad attaccare il Genova ed al 16' la Sampierdarenese perde per quattro minuti Bodini che ha dato una formidabile testata nella testa di Rigotti, ed è andato ko per il conto totale. IL PAREGGIO DEL GENOVA. Al 21' il Genova pareggia. E' ancora Bigogno che dà il là, con un pallone mandato giusto sul piede di Perazzolo. Questi vede che Battistoni è su Pantani e che a sinistra c'è Fasanelli e inizia la mischia inviando al di là dei terzini. Arrivano in volata Gobbi da destra e Fasanelli da sinistra: Bodini che è rientrato allora si lascia scavalcare da Pantani e da Gobbi e allora lo zoppicante Profumo esce ma Pantani che ha la palla sul piede la gira a rete, in fondo alla quale la rete rotola lentamente, inseguita da Malatesta e da Rigotti. Poco dopo Pantani chiude la sua giornata con una cannonata improvvisa che l'azzoppato Profumo devia in corner, dal quale non esce niente. La Sampierdarenese che giuoca ora con Battistoni sulla linea dei terzini e con Busini tra Battistoni e Lancioni, continua a far partire ogni tanto Mascheroni e Rossi, specie su allunghi di Busini che è maestro nell' arte. Rossi indovina due rovesciate a Mascheroni e questi, anzi, si trova spesso in buona situazione ma èp troppo solo ed evidentemente non si fida del centro attacco, sicché tiene il pallone e finisce sempre col perderlo. Il finale: con qualche puntata di Mascheroni e di Rossi la Sampierdarenese si becca due calci d'angolo che mettono in leggero pericolo la rete di Bacigalupo. Il Genova attacca a fondo, ma la rete sampierdarenese è stregata. 43' e 44' (esce Profumo su Ferrari), 45' (Busini allunga a Mascheroni; questi centra, Agosteo interviene e spedisce dritto in area avversaria: rimanda di testa Bodini). Scorzoni fa giuocare molto "tempo perso". 46', Profumo para su tiro ficcante di Fasanelli, nato da un calcio di punizione di Bigogno; 47' Pantani è chiuso tra tre difensori rossoneri e va a terra. Uno, due, tre calci di punizione. Il Genova è tutto sotto Profumo; per i tifosi rossoneri dev' essere un' agonia. L'area rossonera ribolle: il giuoco vi è così infuocato che se l'erba non prende fuoco è un miracolo. 47'30'', 48'30'', 49', 49'10'': finito. L'autentico successo sampierdarenese (non bisogna dimenticare che la squadra rossonera all' ultimo momento ha dovuto anche rinunciare a Spivach) trova la sua ragione di essere nel magnifico, intelligente gioco difensivo dei rossoneri in genere, nell' accortezza con cui Busini ha colto tutte le occasioni possibili per mandare i suoi all' attacco, nel bel giuoco svolto da Battistoni che è stato in campo dal primo all' ultimo minuto come un leone. Per contro, il Genova ha da lamentare, proprio nella giornata della partita della bandiera, l'improvvisa deficienza del suo centro mediano che di fronte a Battistoni è scomparso. Ora, voi che sapete cosa fanno alla cabala del giuoco del foot-ball «centro mediano ottimo» e «centro mediano nullo» tiratene le conseguenze. I «VENTIDUE». Ma proiettiamo anche il film dei ventidue; rossoneri: Bodini: un leone. Ha giganteggiato, con un giuoco potente e sicuro quant'altri mai. Veloce quanto può esserlo un uomo della sua complessione fisica, è stato sempre sulla palla e ha colpito, libero o con l'uomo addosso, con sicurezza pressoché sbalorditiva. Battistoni: il ragazzone si è confermato il migliore acquisto della Sampierdarenese. E' un piacere vederlo all' opera per la tenacia, la vigoria, l'accanimento con cui giuoca ogni pallone e lo contende all' avversario. Malatesta: ha giuocato anch'egli una splendida partita. aveva da tenere Gobbi, notoriamente più veloce di lui ma gli ha messo le redini al collo all' inizio e raramente se lo è lasciato sfuggire. Con Rigotti alle spalle ha fatto del suo giuoco una cosa più ariosa, e modellando la sua partita su quella del duo avversario che aveva da fronteggiare, ha tirato fuori una bellissima cosa. Rossoblu: Bacigalupo: raramente impegnato, è stato battuto dal «rigore» contro il quale non poteva far niente. Nello scacco subito dalla squadra egli c'entra, per così dire, come i cavoli a merenda. Agosteo: ha provocato un rigore che non è sembrato indispensabile. E' opinione dei più che egli avrebbe potuto trattenere l'uomo fronteggiandolo o anche appoggiandoglisi di spalla. Ciò infirma il valore di tutta la sua partita. Vignolini: si è battuto come al solito, generosamente. E' stato a volte attratto nel vuoto che si era prodotto al centro della seconda linea ed in parte anche sulla sinistra della linea stessa, e non sempre ha saputo dominare il giuoco di Mascheroni. Bigogno: è stato il migliore della linea mediana, col suo bel giuoco lineare, ricco di stile. Talvolta lo si è visto arrivare di volata al centro della linea, dove andava profilandosi un pericolo, e poi rientrare a tutto vapore al suo posto. Partita pulita, ben giuocata. Genta: è stato la dolorosa sorpresa della giornata per i genoani. E' crollato quasi che i muscoli non rispondessero alla sua volontà. Si è forse irritato per i due palloni mal calciati all' inizio della partita. Sta il fatto che non ha mai, o quasi mai, trovato la chiave del suo giuoco e tanto meno quella del giuoco avversario. Ma ha diritto ad una prova di appello; è impossibile che abbia perso di colpo tutte le sue doti. Bonilauri: alle prese con l'uomo più pericoloso del quintetto avversario che era rimasto in prima linea, talvolta lo ha trattenuto e qualche altra se lo è lasciato sfuggire. Chiude questo bilancio in passivo, ma non si può dire che abbia giuocato tanto male. Gobbi: non è stato quello di tante altre volte. Il colpo preso nel primo tempo ne ha ridotto le possibilità del 50 per cento. Perazzolo: a nostro parere, il migliore dei genoani. La partita di attacco è tutta sua: sua nell' impostazione dei temi, sua nella maggior parte delle risoluzioni (anche se il tiro è risultato scentrato). Ieri, però, il biondo giuocatore, non ha neanche avuto l'ausilio di Fasanelli, nel giuoco a metà campo, ed alle spalle gli è mancato Genta. Pantani: Per il giuoco con i compagni è mancato in pieno, avendo fatto ancor meno delle altre volte. Ha sbagliato il goal del primo tempo e lo ha fatto proprio in maniera marchiana. Ha segnato nella confusa azione del secondo tempo, con la sua solita zampata, che non è stata però irresistibile, tanto è vero che per poco Malatesta e Rigotti non sono riusciti ad arrestare la palla. Poi ha tirato un forte pallone che Profumo ha deviato in corner. La sua partita è tutta qui, e non basta il goal segnato a valorizzarla. Fasanelli: un tono al di sotto del suo rendimento nelle partite precedenti. Lento nei movimenti, ha risentito forse del malessere che serpeggiava in tutta la squadra. Ferrari: al bel colpo di testa del primo tempo, di cui si parla in cronaca, ha fatto seguire due magnifici passaggi, ma si è fermato qui. RENATO COMPARINI
GAZZETTA dello SPORT (Milano, 05 Ottobre 1936). I rosso-blu attaccano in prevalenza, ma non riescono a vincere contro l'ordinato sistema difensivo della squadra rivale. GENOVA-SAMPIERDARENESE: 1-1 (0-1). Marcatori: Bodini (S) su rigore al 44' del primo tempo; Pantani (G) al 21' della ripresa. Genova: Bacigalupo; Agosteo, Vignolini; Bigogno, Genta, Bonilauri; Gobbi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari. Sampierdarenese: Profumo; Bodini, Rigotti; Lancioni, Battistoni, Malatesta; Mascheroni, Busini, Rossi, Simonetti, Biagini. Arbitro: Scorzoni di Bologna. Spettatori: 15.000 circa. Cielo nuvoloso, dopo una mattinata di pieno sole; quest' ultimo è riapparso verso la fine dell' incontro. Terreno ottimo, anche se un pò molle, risentendo ancora dell' opera di drenaggio compiuta durante la sosta estiva. Impossibilitata a usufruire di Spivach, la Sampierdarenese ha posto rossi al centro dell' attacco. Al 15' del primo tempo Gobbi è stato costretto ad abbandonare il campo in seguito ad un colpo fortuito ricevuto al viso. E' rientrato dopo cinque minuti. Al 15' della ripresa è toccato a Bodini di abbandonare il campo, accusando un forte dolore alla schiena, in seguito a caduta. Il terzino destro sampierdarenese ha ripreso il suo posto al 19'. Sei calci d'angolo per il Genova, due per la Sampierdarenese. Alla partita ha assistito il Segretario federale di Genova. Genova, 4 ottobre. Il Genova ha attaccato di più, la Sampierdarenese ha sfoggiato un saldissimo gioco difensivo; il Genova ha segnato il suo punto a coronamento di una lunga offensiva e di un' azione limpidissima, mentre la Sampierdarenese ha ottenuto il suo goal sfruttando un calcio di rigore la cui origine non ha convinto tutti. Dunque il Genova avrebbe largamente meritato la vittoria? Non siamo di questo parere per una ragione fondamentale. IL PERCHÉ DEL PAREGGIO. La ragione s'identifica nell' eccellente partita giocata dal sestetto sampierdarenese di retroguardia. Non si è trattata di una gara confusa o comunque condotta nel solo intento di spezzare ogni trama di gioco degli avversari, ma si è trattato invece di una gara intelligente, lineare, condotta senza attimi di titubanza, ma anche secondo le norme di un gioco corretto e aperto. Niente mucchio di difensori, nell' area della rete sampierdarenese, neppure quando la pressione dei rosso-bleu è apparsa più continua e pericolosa, vale a dire durante quasi tutto il secondo tempo. Niente mucchio e confusione, ma invece un Bodini spettacoloso di tempestività e di potenza e sempre corretto nelle entrate sull' antagonista, un Rigotti complessivamente degno di elogio (uno o due interventi imprecisi verso la fine della contesa, ma per il resto del tutto a posto), Un Battistoni che è stato il più resistente e il più redditizio tra i ventidue uomini in campo, un Malatesta che non ha dato a Gobbi un solo attimo di respiro. Dal canto loro Profumo e Lancioni non hanno davvero demeritato. Contro tale difesa, raramente il Genova ha potuto farsi luce al punto di procurare serio imbarazzo a Profumo. E' riuscito, il Genova, a segnare un punto da manuale calcistico e ciò è gran merito per un reparto che ha dimostrato ancora una volta di avere al centro un uomo pericolosissimo per i suoi tiri e non ideale nel gioco di distribuzione, ma non ha potuto fare di più perché terzini e mediani sampierdarenesi hanno formato barriera solidissima di fronte alla sua vivacità e alla sua tenacia. Se la Sampierdarenese avesse giocato una di quelle antipatiche partite difensive basate sulla teoria della «palla o l'uomo», allora il Genova, avendo attaccato come ha attaccato specie nel secondo tempo, avrebbe meritato di vincere: ma stabilito che l'undici di Busini pur usando una tattica prevalentemente difensiva nulla ha tralasciato pur di dare scacco matto alla più quotata avversaria ogni qualvolta se né presentata l'occasione, e ribadito il concetto della pulitissima condotta tenuta dai bianco-rosso-neri, bisogna giungere alla conclusione che il risultato della partita non dev'essere ritenuto ingiusto per la squadra che ha attaccato di più. LE SQUADRE E I DUE PUNTI. Mettendo in evidenza la forza e la bontà del gioco svolto dalla retroguardia sampierdarenese, abbiamo detto dell' impressione lasciata da ciascuno dei mediani e dei difensori della squadra che giocava fuori casa. Battistoni, numero uno in campo. L'ex bianco-rosso non ha sciupato un pallone quando ha voluto lanciare uno degli attaccanti della squadra e non ha compiuto un solo passo falso quando si è trattato di dare man forte a Profumo, Bodini e Rigotti. La prima linea sampierdarenese ha risentito la mancanza di un centro coordinatore e realizzatore. Rossi, attivissimo, è apparso assolutamente spaesato nell' inconsueto ruolo. Assiduo e prezioso - come sempre poco appariscente - il gioco di Busini, brillante Mascheroni, giù di corda Simonetti e Biagini. In campo genovese, Agosteo e Bigogno sono stati i più efficaci. In gran forma entrambi. Genta non era nella sua giornata migliore. Prezioso il lavoro di Bonilauri, Perazzolo e Fasanelli. Non sempre a posto ferrari, il quale ha anche sciupato in pieno due calci d'angolo. Gobbi ha trovato in Malatesta il suo angelo custode, Pantani ha fallito una occasione d'oro (43' del primo tempo: Pantani lanciato da Fasanelli fila indisturbato verso la rete avversaria. Profumo esce, si butta in tuffo e con una gamba devia fortunosamente in angolo una palla che Pantani avrebbe potuto comodamente mettere a segno scartando l'uscita del portiere), ma in compenso ha segnato il goal per il Genova. Poco impegnato Bacigalupo, centrato il piede di Vignolini. La Sampierdarenese ha chiuso in vantaggio il primo tempo. Al 44' 30'' l'arbitro signor Scorzoni puniva con un calcio di rigore un fallo di Agosteo su Rossi (la palla era ancora fuori area: forse il calcio di rigore avrebbe potuto più esattamente punire lo stesso Agosteo quando al 22' aveva nettamente colpito con la mano destra un pallone giocato dalla coppia di sinistra dell' attacco sampierdarenese). Il tiro di Bodini risultava imparabile. Il pareggio si verificava al 21' della ripresa. Un' azione iniziata da Fasanelli veniva proseguita da Gobbi il quale imbeccava Pantani appostassimo nel vivo della difesa opposta: tiro lento ma piazzatissimo del centravanti e niente da fare per Profumo. DANILO MAZZUCATO
IL PICCOLO di Genova (Genova, 05 Ottobre 1936). LA PARTITA FRA GENOVA E SAMPIERDARENESE SENZA VINCITORI NE' VINTI. L'UNO A UNO DI MARASSI. Una contesa più tranquilla del previsto. Nulla di fatto, all' aria tutti i pronostici che volevano la Sampierdarenese battutissima. All' aria le previsioni che - sulla falsa riga di quanto si era verificato negli incontri precedenti e di quelli recentissimi del grande torneo - facevano pensare ad una facile affermazione del Genova. Le due squadre si sono equamente ripartite il bottino in campo e, a voler frugare proprio in fondo in fondo al sacco della verità bisogna aggiungere che il pareggio risponde a un logico senso di giustizia. Il Genova ha attaccato di più? I rosso bleu hanno sostato per almeno due terzi dei novanta minuti nella metà campo avversaria? Giustissimo. Ma cosa sono riusciti essi a fare contro la decisissima - non diremo proprio imbattibile per via di Rigotti - difesa rosso nera? Null' altro che della confusione. Ha nuociuto forse alla squadra di Felsner la presunzione di aver facile il compito contro un' avversaria che essi pensavano assai meno forte del previsto, ma questo non è che uno dei fattori che concorrono a spiegare il mezzo insuccesso del Genova. Infatti i rosso bleu debbono ben convenire con noi di non aver giuocato ieri, sulla stessa linea dei precedenti incontri. Mancanza di decisione innanzi tutto - ed in fatto di decisione e di fiato i rosso neri hanno fatto scuola, ieri - mancanza di scatto in moltissimi momenti a parecchi uomini e, soprattutto, una grande povertà di idee nel giuoco costruttivo. Lasciamo perdere la strada che vorrebbe condurci a rintracciare le cause di questo improvviso abbassamento di tono nel giuoco del Genova e accontentiamoci di registrare le manchevolezze che sono affiorate nella compagine rosso bleu. I ROSSO BLEU. Trio di estrema difesa: Bacigalupo è stato quasi completamente inoperoso. Nulla di difficile da compiere. Nulla da fare sul rigore battuto da Bodini. Impetuoso e attivissimo come sempre Vignolini. Impeccabile il giuoco di Agosteo, eccezione fatta per il fallo assolutamente inutile che ha provocato la massima punizione ai danni della compagine genoana. Agosteo, fra rigori mancati e rigori regalati, sta facendosi una fama, da un paio di domeniche. Trio di sostegno: nettamente inferiore a quello delle precedenti giornate. Là dove era la forza maggiore del Genova, c'è stato un troppo differente rendimento perché tutto l'organismo non avesse a risentirne. Sfuocata la prova di Genta, in special modo per ciò che concerne la precisione nell' appoggiare il giuoco degli avanti, ed alterna quella di Bonilauri che in taluni momenti sembra perdere completamente l'uso del buon senso (vedere, ad esempio, i due calci d'angolo regalati alla Sampierdarenese verso il novantesimo minuto). Il solo mediano che si sia salvato completamente è Bigogno, atleta di classe, sicuro di sé, un uomo che non perde mai il controllo della situazione. Quintetto d'attacco: come sempre, il migliore dei cinque è stato Perazzolo, intraprendente, abilissimo nei collegamenti, pronto nel tiro a rete. Dopo di lui viene Pantani, che ha dimostrato di sapersi far luce nelle varie occasioni che i compagni gli hanno offerte, e viene l'animosissimo Gobbi specialmente per la sua ostinatezza nell' attaccarsi a tutte le situazioni possibili e non possibili. Buio pesto invece nel reparto sinistro ove Fasanelli ha lavorato con rari intervalli di lucidità - ci sapete dire poi il perché Fasanelli non abbia dato un solo pallone a Pantani? - e nel quale Ferrari potrebbe essere un gran giuocatore, ha delle giornate molto scorbutiche e dei momenti davvero inspiegabili. I ROSSO NERI. Vediamo ora la Sampierdarenese. Avanguardia. La palma a Mascheroni. Mascheroni è stato senz' altro il miglior uomo dell' attacco rosso nero, un' attacco che - anche se rimaneggiato all' ultimo momento coll' inclusione di Rossi al centro - non ha fatto molto. Rarissime le azioni portate a compimento. Zona di centro: Malatesta ancora una volta il migliore. Come centro mediano Battistoni è stato un gran bel terzino e Lancioni un accorto controllore del giuoco di Ferrari. Difesa: qui c'è l'uomo al quale va la palma del migliore in campo: Bodini. Lodevolissima la difesa di Profumo. Rigotti non vale certo il buon Ciancamerla. Molta, forse troppa decisione, e cinque papere in pieno. C'è voluto davvero quel mezzo fiaccone d'un attacco rosso bleu per non saperne trarre profitto. Per riepilogare, diremo che il pareggio, anche se il Genova ha attaccato a lungo, dev'essere preso con molta filosofia dagli zelatori dei rosso bleu. La squadra ha la colpa di essersi lasciata impressionare dal gioco veramente deciso della Sampierdarenese che l'ha visibilmente sconvolta cosicché, pur superiore come classe e formazione collettiva, si è impappinata e a contatto dei difensori rosso neri ha perduto ogni forza penetrativa. E si sa che non basta attaccare per vincere; bisogna segnare. Sotto quest aspetto gli attaccanti genoani non sono stati davvero dei più brillanti. Il giuoco difensivo dei sampierdarenesi è stato nettamente superiore a quello offensivo svolto dagli attaccanti rosso bleu. Ecco perché il pareggio esprime con logica freddezza un risultato che, se può anche apparire in contrasto con l'andamento del giuoco, dice tuttavia che non si possono impunemente provocare rigori (specialmente quando non ve n'è affatto necessità) e che non basta attaccare per vincere. Bisogna segnare. E questa è storia vecchia, anche se sempre nuova, proprio come nel caso in discussione. UNA RETE PER TEMPO. E veniamo alla cronaca. L'incontro si apre su di un paio di falli di Battistoni che denotano subito quale sia la consegna dei rosso neri: cercare di fronteggiare gli avversari con molta decisione. Il Genova cade nella trappola - e forse c'è cascato perché le sue condizioni fisiche non gli permettevano di controbattere altrettanto impetuosamente il giuoco dei rosso neri - e si fa subito imbrigliare con facilità. Per una decina di minuti i rosso bleu stanno all' offensiva ma poi il giuoco comincia a farsi più aperto, se pure con evidente predominio del Genova che non sa però trarre profitto alcuno dai suoi attacchi i quali si rompono sistematicamente sui piedi di Bodini. Vivacissima, ma spezzettata e priva di azioni brillanti, la partita sembra quasi non interessare il pubblico. Ritornano i rosso bleu all' attacco. Un tiro di Fasanelli dà la stura al primo calcio d'angolo della giornata (25') che provoca una furiosa mischia dinnanzi a Profumo. Nulla di fatto. La difesa rosso nera permane tuttavia impegnatissima. Incassa un secondo angolo (38') e sembra stia per cedere quando, al 44' una bella azione fra Fasanelli e Perazzolo mette Pantani in condizione di portarsi a tu per tu con Profumo. Il punto sembra inevitabile ma il portiere rosso nero ruba il tempo all' avversario con un arditissimo tuffo e devia il tiro in angolo. Sul contrattacco la Sampierdarenese va in vantaggio quando il tempo era scaduto da qualche minuto. Fuga di Biagini il quale approfitta che tutti i rosso bleu sono in posizione avanzata per puntare tutto solo verso Bacigalupo. A questi non resta che uscire di rete e respingere alla meno peggio, di piede, il pallone che è tosto ripreso da Simonetti e fatto spiovere verso la porta genovese. Sul pallone è pronto a precipitarsi Rossi ma, mentre il cuoio finisce a lato, interviene Agosteo a commettere uno sgambetto sull' ex milanista. Il fallo c'è, netto, anche se la rete era già salva, e l'arbitro non esita un istante a punirlo col rigore. Trasforma Bodini con un tiro tanto violento quanto impeccabile. Tutto il Genova all' attacco all' inizio della ripresa, e per una ventina di minuti si giuoca coi terzini rosso bleu oltre la metà campo. Uno scontro Bodini - Rigotti - cosa non fa fare la troppa decisione! - obbliga il primo a lasciare il campo per qualche minuto. Quando Bodini rientra (20') il Genova pareggia. L'azione, una delle poche veramente belle di tutta la grigia partita, parte dal piede di Bigogno, viene proseguita da Perazzolo, da Fasanelli e ancora da Perazzolo che rimette poi a Pantani appostato fra i terzini rosso neri. Uno scatto e Pantani è solo. Profumo tenta con un uscita disperata di ripetere la prodezza del primo tempo ma stavolta Pantani lo batte sul tempo e manda a rotolare la palla nella rete ormai incustodita. Poi Profumo salva con un magnifico volo un tiro improvviso di Pantani (25'), quindi il Genova, quasi pago del pareggio, cede risolutamente. La Sampierdarenese, senza scoprire il suo schieramento difensivo, ne approfitta per lanciare ripetutamente Mascheroni, ma senza esito così come il Genova che non sa usufruire di un paio di calci d'angolo. Verso la fine Bonilauri regala due angoli agli avversari e nelle battute di recupero Fasanelli impegna ancora pericolosamente Profumo. nessun incidente nella folla enorme - oltre 16 mila spettatori, con un incasso di oltre 100 mila lire. Arbitro Scorzoni di Bologna. Alla partita ha presenziato il Federale dott. Molfino insieme ad altre autorità. Ecco le squadre: Genova: Bacigalupo, Agosteo, Vignolini, Bigogno, Genta, Bonilauri, Gobbi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari. Sampierdarenese: Profumo, Bodini, Rigotti, Lancioni, Battistoni, Malatesta, Mascheroni, Busini, Rossi, Simonetti, Biagini. RENZO BIDONE
04° GIORNATA: Bologna - Lazio 1-1, Fiorentina - bari 1-0, Genova - Sampierdarenese 1-1, Juventus - Torino 0-1, Milan - Ambrosiana 1-1, Novara - Lucchese 1-2, Roma - Alessandria 1-0, Triestina - Napoli 1-1. CLASSIFICA: Bologna e Torino 6; Fiorentina, Genova, Lazio, Lucchese e Roma 5; Bari, Juventus, Milan e Sampierdarenese 4; Ambrosiana, Napoli e Triestina 3; Novara 2; Alessandria 0.
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IL SECOLO XIX (Genova, 08 Febbraio 1937). LA "PARTITA DELLA LANTERNA". GENOVA - SAMPIERDARENESE 2-0 (0-0). La squadra rossonera si batte bene, perde virtualmente Rigotti e cede alla più organica avversaria sul finire della partita, subendo le reti di Marchionneschi e Pantani. Il Genova ha vinto il secondo confronto dell' annata con la Sampierdarenese, concretando la sua vittoria con due goals che si sono fatti un po' attendere, ma che infine hanno premiato la squadra che poteva vantare sull' avversaria la netta superiorità datale dall' inquadratura migliore, dalla più eletta classe di molti dei suoi elementi, dalla forma perfetta di tutti i suoi giuocatori, mentre la Sampierdarenese ne aveva allineati diversi in condizioni troppo precarie. Inoltre, le vicende del giuoco han fatto si che i rossoneri perdessero virtualmente Rigotti al 42' del primo tempo. L'azzoppamento dell' irruente e generoso terzino rossonero, portava a un completo rimaneggiamento dei ranghi della Sampierdarenese e riduceva ancora le già scarse possibilità di affermazione - laddove si deve intendere che per la Sampierdarenese sarebbe stata affermazione anche un match nullo - della squadra di Bodini. Vero è che Rigotti restava in campo, a far da ala sinistra e che anche in questo posto si faceva notare per qualche intervento più caparbio che redditizio, più generoso che efficace, ma non si può non riconoscere che tutto ciò ha danneggiato enormemente la Sampierdarenese, nel tempo stesso in cui toglie un po' di lucentezza alla vittoria genoana. Non è detto che anche con Rigotti terzino, e di conseguenza anche lo schieramento normale della squadra avversaria, il Genova non sarebbe riuscito a passare: sta di fatto però che è passato soltanto al 26' della ripresa, quando la Sampierdarenese giuocava da un pezzo con Rossi terzino sinistro e , praticamente, con quattro uomini all' attacco. FISIONOMIA DEL MATCH. Di superiorità tecnica e, per impianto e per qualità di giuoco, non si discute: il Genova ne aveva marcato molta sull' avversaria che si difendeva alla meglio, spesso lavorando di foga per contenere l'attacco rossoblu; sovente, specie in certi momenti topici della partita, rimediando alla situazione criticissima contingente, con azioni e interventi in cui era visibile che tutto veniva più affidato al caso che a un vero e proprio criterio di giuoco. Con tutto questo, e come sempre accade in queste partite troppo infuocate per essere soltanto ben giuocate, non era certo la squadra più tecnica in campo che avvantaggiava della foga avversaria, né si poteva pretendere dai giuocatori rosso-blu che seguissero gli avversari nel loro piano che era appunto quello di tirare una gara velocissima. Piano che si rivelò buono, non solo perché esplicato contro una prima linea che non è certo fatta di velocisti, ma anche perché questa linea aveva contro di sé anche il terreno pesante, appiccicoso, che impastonava l'azione di molti dei suoi elementi. Il Genova cercò di giuocare anch'esso in velocità, ma la naturale tendenza di almeno tre dei suoi giuocatori d'attacco - Perazzolo, Pantani e Scarabello - a lavorare molto la palla, facilitò, perché l'azione di stroncamento dei difensori sampierdarenesi, anche i "ricuperi2 di gente ormai superata e tagliata fuori da passaggi precisi, e fu così che tante volte il goal genoano fu rimandato a migliore occasione, perché proprio al momento buono, l'attaccante rossoblu ormai in condizioni ideali per il tiro, si era fatto raggiungere dall' avversario rinvenuto a tutta velocità. Naturalmente, in tutto questo, specie nel primo tempo, entrano per qualcosa anche le mezza'ali sampierdarenesi, e specialmente Rossi, che fino a quando mantenne il suo posto giuocò dando via l'anima. Ma più tardi, nel secondo tempo, nonostante lo schieramento prudenziale assunto dai rossoneri, la ridotta efficacia del giuoco degli interni - che ora erano Spivach e Simonetti - evidentemente a corto di fiato, fece gravare sulla mediana maggior lavoro che non nel primo tempo e facilitò di molto per converso, l'azione a metà campo di Perazzolo e Scarabello venuti fuori alla distanza, ora che si giuocava a velocità un po' ridotta. La partita corse su questo buinario per tutti i suoi novanta minuti e Mazzarino, - l'arbitro romano incaricato di dirigerla - ebbe il suo da fare a controllarne le azioni. Qualche volta sbagliò, qualche altra non vide: nel complesso, tenuto conto del genere del giuoco svolto dalle due squadre e delle difficoltà che presentava il terreno, anche in riferimento alle conseguenze spesse volte teatrali di un urtone più o meno deciso o di un abbozzo di sgambetto, fu arbitro attento e preciso, e tenne saldamente le redini del match che potevano sfuggirgli a ogni momento. I VINCITORI E I BATTUTI. Il Genova controllò sempre il giuoco, grazie alla sua mediana di ferro, in cui Figliola è una rupe, e Bigogno un elemento che ingigantisce in proporzione diretta del passare del tempo, e Genta mastino e levriero insieme. Con tutto questo però, nessuno dei tre ha giuocato partita tecnicamente perfetta, ognuno dei tre avendo perso talvolta controllo della palla e dell' avversario, e allora furono i terzini a rimediare. Furono presi poi dal demone tentatore del giuoco prettamente agonistico e da allora furono tre elementi basilari del successo rossoblu. Nel resto della squadra rossoblu Pantani ha segnato il suo goal, ma tanti altri ne ha perduti e non solo quelli che lui poteva ottenere bensì anche quegli altri che poteva far segnare, perché non pronto nel passaggio al compagno più libero. Non ebbe vita facile, però, Scarabello e Perazzolo han lavorato meglio a regime ridotto che non quando si tratto di fare oltre che del foot-ball anche della velocità. Marchionneschi ebbe giuoco smorto nei primi 45' minuti, fece qualcosa di meglio alla ripresa e fu galvanizzato dal goal segnato. Ha il merito, questo giuocatore, di esser sempre sulla palla, anche su quella apparentemente ineluttabilmente persa, sovente a ragione. Arcari lavorò del suo meglio, ma ebbe nel primo tempo Malatesta a guardiano, e non sempre lo vinse nei duelli che impegnò con questi. Nel secondo tempo, fu in ritardo su due traversoni taglienti di Marchionneschi che avrebbero forse potuto essere deviati a rete con relativa facilità. Imperfetto il lavoro di Vignolini, normale il rendimento di Agosteo. Fregosi, relativamente poco impegnato, parò nel primo tempo due o tre bei palloni alti, a fil di traversa, simili a quello che a Roma, nella partita con la Lazio, gli si rovesciò in rete. Le parate di ieri confermano il carattere di vero e proprio infortunio, dato dai cronisti romani a quel goal laziale. La squadra che ha perso, la Sampierdarenese, si è battuta generosamente, ma non è andata più in là di una generosità soltanto focosa che non poteva evidentemente aver la meglio sulla eguale generosità, impregnata però di miglior tecnica oltreché di vigore agonistico, sfoggiata dal Genova. Il primo goal genoano venne, è vero, al 26' del secondo tempo, e fu facilitato anche da un errore di Bodini, ma è pur vero che prima d'allora, nel primo e nel secondo tempo, la rete rossonera era stata più volte ad un pelo dal capitolare ed era stata salvata miracolosamente molto per abilità dei difensori rossoneri, ma anche molto per errori tattici degli attaccanti genoani. Profumo ebbe due o tre parate portentose, nel primo tempo, che salvarono la sua rete da altrettante capitolazioni: ci è parso in ritardo nel tuffo sul pallone indirizzato a rete da Pantani (ma ormai la partita era persa). Bodini giuocò una onesta partita, guastata poi dall' errore finale che dette via libera al goal di Marchionneschi. Battistoni, Malatesta, Lancioni, Rossi, Mascheroni furono gli altri elementi rossoneri che diedero tutto di sé nella lotta, facendo di ogni pallone un gagliardetto da conquistare o da difendere. In prima linea capellini, Simonetti e Spivach andarono scomparendo col progredire del tempo. Dei tre, Spivach mise in vetrina qualcosa all' inizio del giuoco, dalla sua posizione di ala sinistra, Rigotti, infine, si batté bene finché rimase al suo posto di terzino. Azzoppato, da ala sinistra fece quel poco che poté, e qualche volta tenne tanto a lungo il pallone che fece dubitare qualche arroventato tifoso della serietà della contusione. Ma non era che disperata volontà di giovare ancora, e comunque, alla sua squadra: l'atleta soffriva visibilmente ed era inutilizzato per tutto quello che non riguardava la platea, alla quale, come si è detto, regalò ancora qualcosa col pallone tra i piedi. L'INCASSO DELLA GIORNATA. Un incasso di 120.000 lire ha consolato i dirigenti sampierdarenesi, se ci può essere consolazione per essi, che vedono la loro squadra precipitare ormai al penultimo posto della classifica, perché scavalcata anche dall' Alessandria vittoriosa sulla Roma. La squadra rossonera ha giocato col lutto al braccio per la morte dell' on. Barenghi, ex presidente della Società: atleti e folla hanno osservato un minuto di silenzio, in omaggio alla memoria dell' estinto. Giuoco veloce nonostante il terreno infame. Duello canoro di aficionados mentre le squadre entrano in contatto, e primo ululato della folla per un incursione di Spivach arrestata da un fallo di Agosteo all' entrata dell' area di rigore. In questi primi minuti, naturalmente, i falli fioccano, da una parte e dall' altra, perché Mazzarino vuol precisare le sue intenzioni, che sono evidentemente per lasciar correre il giuoco maschio ma non scorretto. Al 2'30'': un calcio di punizione contro la "Samp" dal limite; Genta fa un passaggio preciso a Perazzolo che tira dritto a rete: Profumo ha la sua prima splendida parata. Risponde la "Samp" con un passaggio di Simonetti a Capellini, ma questi volge le spalle alla rete e non se ne fa di niente. Botte e risposte (girata di testa di Pantani a due passi dal palo laterale destro di Profumo, una cannonata di Genta su un altro calcio di punizione, questa volta direttamente sul goal e a fil di traversa; un affare del genere ad opera di Malatesta, con conseguente bella parata di Fregosi) velocemente portate da una parte e dall' altra. Il Genova tenta di dare metodicità e ordine al suo giuoco , ma la Sampierdarenese non ci sente e gioca a tutto vapore, badando più alla velocità che all' ordine. Tra il 23' e il 27' le due squadre si portano due botte micidiali: la prima è della Sampierdarenese innestata da un duetto Capellini - Simonetti e passaggio di questi al suo centrattacco che entra e tira deciso. La palla fila su Fregosi e dalla tribuna si ha l'impressione che il portiere genoano, abbia deviato la sfera al di sopra della traversa. Niente di tutto questo, invece, a parere dell' arbitro, quindi niente calcio d'angolo. La risposta del Genova viene da un serrato attacco genoano su un pallone che, portato da Scarabello e Marchionneschi, viene rimesso al centro dall' ala sinistra. Si ha prima una parata di Profumo che manda il pallone sui piedi di Scarabello rimasto al di qua della mischia: tiro a sangue freddo del mezzo sinistro genoano che ha per mira l'angolino sinistro di casa Profumo, balzo prodigioso del portiere sampierdarenese, parata portentosa, goal genoano evitato. Il Genova, che preme sempre più autorevolmente, tenta il successo con un' infiltrazione di Pantani tra i terzini rossoneri. Il trampoliere è appunto sbucato al di là di Bodini e Rigotti con la palla incollata sul piede e il goal sembrava cosa già fatta, quando Profumo esce, ruba il tempo all' avversario, gli si raggomitola sui piedi, evita il goal sicuro (36'). Al 42' l'incidente Rigotti che nel contendere un pallone a Scarabello ( o a Pantani?) cade a terra, azzoppato. Rimaneggiamento nei ranghi rossoneri: la fine del tempo sopraggiunge che Rigotti è già rientrato, al posto di ala sinistra. Per i secondi 45', la "Samp" allinea Bodini e Malatesta a terzini e Rossi a mediano sinistro. Rigotti è ala sinistra, Spivach interno sinistro. Poi Rossi andrà terzino e Malatesta ritornerà half sinistro, ma tutto sarà inutile. I DUE PALLONI NELLA RETE DI PROFUMO. Dopo un traversone di Marchionneschi che Arcari non raccoglie, al 4' Agosteo devia in angolo su azione dell' irrompente Mascheroni. Niente di fatto né qui né su un altro corner che vien fuori da una caparbia azione di Rigotti. Due falli di Mascheroni su Figliola passano senza danni per la Sampierdarenese. Poi al 14' Pantani dà il via al ritorno offensivo genoano, schivando un' entrata a valanga di Bodini e centrando egualmente quasi a fil di palo: ma Perazzolo e Scarabello sono in ritardo e Marchionneschi è lontano. Due minuti dopo, il Genova sfiora il goal con un violento tiro di Arcari su azione volante Scarabello - Pantani: la palla rimbalza sull' esterno del montante destro della porta rossonera e va fuori. Su contrattacco della Sampierdarenese, Figliola vede i terzini superati ed allora previene anche l'uscita di Fregosi, colpendo di testa la palla sulla quale stava per piombare Capellini: dal calcio d'angolo che la Sampierdarenese ottiene così, non esce niente di concreto per i rossoneri. Frattanto la partita si è incupita e i falli non si contano: per un po' Mazzarino lascia correre, poi si mette a fischiare ripetutamente. La ragione ritorna a far capolino. L'offensiva del Genova è sempre più pressante. A metà campo i mediani genoani comandano e vanno sommergendo a poco a poco gli avversari. Dal 21' al 23' il goal è sfiorato ripetutamente. Giunge quando meno lo si aspetta, al 26'. Arcari insegue una palla sulla quale è ormai arrivato anche Bodini: l'ala destra rossoblu inceppa il lavoro dell' avversario di quel tanto che basta a far credere a Bodini che un allungo a Profumo sarebbe pericoloso. Il terzino tenta allora il rimando, ma la palla gli gira sul piede, si alza a campanile e va a spiovere sulla destra, dove è Marchionneschi guardato da Lancioni. I due saltano per colpire la sfera di testa, ma salta più in alto il genoano che devia nella rete di Profumo, a sua volta fuor dei pali, essendone uscito per ricevere il previsto allungo di Bodini. La breve reazione rossonera, condotta dapprima rabbiosamente e poi a ritmo ridotto dai superstiti avanti, e dal claudicante Rigotti, viene arrestata agevolmente dai genoani, i quali al 34' pongono il sigillo alla loro vittoria con il goal di Pantani. Azione dalla destra: nel centrare Arcari va a terra, ma la palla arriva egualmente a Pantani, quasi libero al centro del campo, in area di rigore. Il centrattacco genoano schiva Lancioni con un movimento che gli porta la palla sul piede sinbistro e poi, giusto col sinistro, tira: la palla fila raso a terra ed entra in rete fra la base del montante e la mano destra di Profumo gettatosi in tuffo. Le squadre: GENOVA: Fregosi - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. SAMPIERDARENA: Profumo - Bodini, Rigotti - Lancioni, Battistoni, Malatesta - Mascheroni, Simonetti, Cappellini, Rossi, Spivach. RENATO COMPARINI.
IL PICCOLO di Genova (Genova, 08 Febbraio 1937). IL SUCCESSO DEI ROSSO BLU' NELLA PARTITA DI CORNIGLIANO. GENOVA - SAMPIERDARENESE 2-0. Genova: Fregosi, Agosteo, Vignolini, Genta, Bigogno, Figliola, Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. Sampierdarenese: Profumo, Bodini, Rigotti, Lancioni, Battistoni, Malatesta, Mascheroni, Simonetti, Cappellini, Rossi, Spivach. Arbitro: Mazzarino di Roma. Pubblico di circa 15 mila persone. Incasso 90 mila lire. Terreno fangoso, cielo coperto. La Sampierdarenese ha giocato con la maglia a lutto, per la morte avvenuta a Roma del suo presidente onorario On.le Mario Barenghi, in memoria del quale, alla prima uscita laterale della palla subito dopo l'inizio, atleti e folla hanno osservato mezzo minuto di silenzio. Il primo tempo si è chiuso a reti inviolate. Al 40' del primo tempo Rigotti, contusosi ad una caviglia in seguito ad uno scontro con Scarabello, ha lasciato momentaneamente il campo per rientrare poi all' ala sinistra dove è poi rimasto tutto il rimanente della partita. Al posto di Rigotti è retrocesso dapprima Battistoni e nel secondo tempo Malatesta. Rossi è indietreggiato sostegno sinistro. Al 25' del secondo tempo il Genova ha marcato la sua prima rete con Marchionneschi, al 35' la seconda ad opera di Pantani. Due angoli a favore del Genova nel primo tempo, e tre per la Sampierdarenese. Due per il Genova nella ripresa. Questa la cronaca schematica dell' incontro. Per il resto lasciamo stavolta volentieri la parola ai 22 protagonisti i quali si sono impegnati a raccontare ai loro appassionati le fasi dell' emozionante e combattuta vicenda. PARLANO I ROSSO BLUEU. FREGOSI. Il mio lavoro è stato complessivamente di non grande importanza. Credevo invece di dover essere assai più impegnato. L'attacco rosso nero perdeva di forza e di decisione ogni qualvolta l'azione giungeva nell' area di rigore e raramente ha lasciato partire tiri di grande pericolosità. Un lavoro facile, tutto sommato, meno un traversone a mezz' altezza di Mascheroni, nelle ultime battute della contesa, veramente forte e insidioso. Mi ci sono buttato con felice scelta di tempo, e sono riuscito a deviarlo. Agosteo ha fatto il resto allontanando definitivamente la minaccia. Qualche buon attacco della Sampierdarenese non è stato con maggior precisione dai suoi attaccanti, ma molto merito di questo va ai miei terzini e specialmente ai sostegni che hanno fatto intelligente barriera dinnanzi a me. E' questa la terza vittoria che il Genova coglie fuori campo nei 100 giorni di mia permanenza alla guardia della rete rosso bleu. AGOSTEO. Non ho giuocato forse sulla linea delle ultime giornate, ma credo di essere stato ugualmente utile alla mia squadra specialmente laddove il giuoco tendeva a farsi serrato e pericoloso. Mi sono trovato di fronte ad una Sampierdarenese più forte di quanto non pensassi, date almeno le risultanze di quanto è stato detto dai giornali sulle recenti prove dei rosso neri. Cappellini mi è parso in ripresa, se pure ancora lontano da quel grado di forma che fa di lui un attaccante pericolosissimo. Le mezze ali avversarie hanno giuocato troppo arretrate e, indubbiamente, la formazione di ripiego adottata dalla Sampierdarenese nel secondo tempo ha nuociuto ai nostri avversari, i quali si sono dimostrati appunto nella ripresa più disordinati e meno efficaci che nel primo tempo, durante il quale avevano portato buoni attacchi. VIGNOLINI. L'irruenza è il mio motto e anche ieri non mi sono risparmiato affatto. Avevo di fronte a me l'attaccante avversario certamente più brillante: Mascheroni. Credo di aver compiuto interamente il mio dovere perché si possono contare comodamente sulle dita di una mano le volte che Mascheroni ha potuto portarsi nelle vicinanze di Fregosi in modo da concludere l'azione. Ma proprio sul finire, per poco Mascheroni ci faceva fessi tutti. Ieri mi sentivo particolarmente in giornata. Il mio temperamento battagliero mi fa prediligere in modo speciale queste partite così dette di "campanile". Mi ci trovo a tutto mio agio. Eppoi ci si giuoca veramente bene dinnanzi a Figliola, che è un eccellente frantumatore di azioni. E ieri ho voluto anche provare l'ebbrezza del tiro a rete. Vi ricordate il calcio di punizione che ho diretto da una cinquantina di metri verso la rete di Profumo nel secondo tempo? Ci voleva proprio tutta l'abilità del bravo portiere sampierdarenese per impedire che io cogliessi il mio primo punto da quando giuoco nel Genova. GENTA. Da parecchie domeniche faccio a gara con Bigogno e con Figliola a chi giuoca meglio. Un interessantissima gara di emulazione che , come vedete, dà i suoi buoni frutti. Sono assai più calmo di un tempo, controllo meglio il mio giuoco, e di conseguenza anche quello degli avversari. Ieri c'era Spivach che nel primo tempo mi ha dato qualche apprensione, ma in fondo sono riuscito a neutralizzare il suo giuoco. Nella ripresa il mio compito è stato poi facilitato dal fatto che mi sono trovato di fronte Rigotti in condizioni minorate, ma anche Rigotti ha tirato fuori ogni tanto gli artigli. Quando vedeva il pallone, dimenticava anche il dolore, tanto che in un' azione è finito fino all' estrema destra. BIGOGNO. Certo, la mia miglior partita da quando vesto la casacca rosso bleu. Sono davvero contento di essere in crescendo e di aver potuto dare agli sportivi genovesi una visione di cosa sappia fare una squadra quando il centro sostegno fa il suo dovere fino in fondo. Il terreno fangoso ha intralciato non poco il mio lavoro di rifornimento, ma credo che la squadra abbia tratto reale giovamento dal comportamento mio e dei miei compagni di linea ai quali, più giovani di me, non mi stanco mai di consigliare la calma che è quella che permette di controllare bene il giuoco degli avversari. Ora che mi sono completamente ristabilito fisicamente, posso dare veramente tutto quello che i miei mezzi posseggono. E la squadra non ha perduto più che una sola partita, quella di Roma, contro la Lazio (due calci d'angolo assassini!) da quando mi è stato affidato il ruolo mio abituale. Gli avversari? Cappellini non è ancora a punto, e ha avuto raramente in linea con sé le mezze ali, affacendatissime a centro campo, ma sperdute a contatto con i difensori rosso bleu. Certo che l'incidente di Rigotti non ha permesso alla Sampierdarenese di giuocare tutte le sue carte. FIGLIOLA. L'acrobatismo, una volta tanto, non mi dispiace proprio. Ricordate? In un' azione di quel diavolo di Mascheroni che proprio contro il Genova ritrova sempre la sua vena migliore, ho dovuto spostarmi fino al lato opposto. La palla andava in angolo, e vi era, non del tutto ancora spenta, una possibile minaccia di Spivach che s'era lanciato sulla palla. L'incontro era ancora sullo zero a zero. Cosa dovevo fare? Per impedire il corner ho fatto uno dei più bei tuffi della mia carriera. La palla, colpita di testa, ha cambiato direzione. Di corner, per quel momento, non se né più parlato. Ma credo di aver fatto bravamente il mio dovere, dal primo al novantesimo minuto, tanto più che cerco di migliorare anche come modo di servire l'attacco. E vedrete l'anno venturo. ARCARI. Incomincio ad ambientarmi. La piuttosto lunga assenza dai campi di giuoco mi aveva tolta l'abitudine alla lotta. Ma fra un mese sarò perfettamente a posto. Avevo di fronte Malatesta, che è uno dei più classici giuocatori avversari, ma non mi è andata proprio del tutto male perché vedo che il mio giuoco sta intonandosi con quello dei miei nuovi compagni. Per di più ieri le reti sono venute entrambe su due mie azioni. PERAZZOLO. Da quando ho cambiato di casa ho ripreso la forma dell' inizio di stagione. Mi hanno detto ieri, dopo la partita, che sono stato il migliore dei cinque attaccanti rosso bleu. Certo che ho lavorato parecchio, e che ho dato molti palloni ai miei compagni di linea. E forse avrei potuto iniziare io la marcatura delle reti nel primo tempo, quando ho tirato al volo da pochi passi un pallone proveniente dalla sinistra, ma quel diavolo di Profumo mi ha risposto con una parata che levati! PANTANI. A dispetto dei miei detrattori, e per la gioia del Genova e dei miei sostenitori, ho ritrovato ieri la "castagna". Una rete da circa venti metri, secca come una fucilata. Profumo s'è gettato ma non c'era più tempo. E poi mi ha guardato a lungo come per rimproverarmi di aver tirato così di sorpresa. La palla era stata lanciata da Arcari il quale, venuto a contatto con due o tre avversari, era caduto a terra. Mentre insieme al mio compagno cadevano pure Battistoni, Malatesta e Bodini, la palla schizzava verso il centro ove io la raccolsi e tira senza attendere un solo istante. La palla, raso terra, s'insaccò nell' angolo sulla destra di Profumo. Dicono sia stato un gran bel goal. Davvero che non ne avevo ancora fatti, di questi, nel Genova. SCARABELLO. Io lavoro per gli altri, ma credo che la mia opera sia stata anche ieri preziosa per la vittoria dei miei colori. Ho sgobbato per novanta minuti, senza risparmiarmi, ma non ho avuto il piede centrato nel tiro a rete. Sarà per un' altra volta. Ma non posso non dire che la difesa sampierdarenese è stata assai forte e che Battistoni ha lavorato come un negro. Però i rosso neri non hanno ancora trovato la giusta carburazione dell' attacco. Certo è che la vittoria del Genova ad uno studente in giurisprudenza come me, è apparsa ben meritata. Essa è toccata alla squadra, indiscutibilmente migliore. MARCHIONNESCHI. Il mio guizzo, il mio costante gettarmi su tutti i palloni, mi hanno permesso di decidere le sorti della contesa al 25' del secondo tempo. Una buona parte del merito spetta a Perazzolo, il quale aveva iniziato l'azione partendo da metà campo e, resistendo alle cariche di due avversari, aveva portato molto innanzi il pallone. Poi Perazzolo lo passò ad Arcari che lo mise al centro con uno spiovente. Bodini tentò il rinvio ma colpì la palla di striscio e Arcari se ne impossessò nuovamente facendola andare verso sinistra con alta parabola. Non v'era ora più nessuno fra me e Profumo. Partimmo a tempo e arrivammo quasi a tempo sulla palla, io e il portiere rosso nero, ma io riuscii a colpirla di testa con un leggerissimo tempo d'anticipo su di lui. Vidi la palla rotolare verso la rete incustodita e finire in un angolo, mentre io cadevo oltre la linea di fondo. Gli abbracci dei miei compagni mi riportarono a peso al centro del campo. Queste le narrazioni dei rosso bleu e, per copia conforme RENZO BIDONE. PARLANO I ROSSO NERI. PROFUMO. Avrei forse potuto avere - come la mia squadra - un poco più di fortuna. Entrambi i goals segnatimi non si debbono considerare conseguenti ad azioni e tiri irresistibili. Non voglio addossare ai miei compagni quella colpa che in parte condivido. Il pallone del primo punto lo avevo "chiamato" a Bodini; quando ho visto che l'azione si era conclusa con uno spiovente verso Marchionneschi, ho preferito uscire. Marchionneschi ha segnato colpendo di testa: niun dubbio che se fossi rimasto alla guardia della rete, avrei parato. Ma se non fossi uscito, Marchionneschi invece di colpire di testa avrebbe fermato il pallone e colpito a colpo sicuro. Non posso quindi rimproverarmi proprio del tutto. Il secondo pallone fatale, quello di Pantani, mi ha colto di sorpresa. Credevo, prima, che il rosso bleu non riuscisse a spuntarla su Battistoni, poi, il tiro mi è giunto improvviso e difficile. Ho avuto, in complesso, molto lavoro e specialmente sui calci d'angolo ho dovuto sudare. Quando Pantani mi ha colpito sul pallone che gli ho preso - nel primo tempo - sul piede, non lo ha fatto apposta. Devo rendergliene giustizia. Uno dei tiri più pericolosi? Una infernale punizione di Vignolini da metà campo, in un angolo alto. Ho visto davanti a me il Genova in questo modo: un trapezio formidabile, formato da Bigogno, Scarabello e Perazzolo. BODINI. Raramente ho dovuto disputare una partita fuori campo tanto difficile. Devo anche aggiungere, e nessuno può dire il contrario, che nulla ho fatto di delittuoso per guadagnarmi l'ululato continuo del "mio" pubblico. Raramente ho veduto lavorare nel mio ambito una prima linea insidiosa e organica come quella rosso bleu, specialmente per il gioco degli interni. Certo, se non fosse mancato Rigotti le cose avrebbero,potuto andare diversamente, perché il mio compagno di linea è un combattente d'eccezione e il clima della partita era fatto per lui. Credo di avere fatto un solo errore, quello di un intercettamento imperfetto che ha fruttato ai nostri avversari il primo goal. E' stata una fatalità, ch'essi abbiano potuto sfruttarlo subito, ma è stata anche una abilità alla quale bisogna fare omaggio. La partita è stata assai generosa, specialmente nella ripresa, quando l'arbitro ha lasciato correre, ma non ci sono state cattiverie, né da una parte né dall' altra. Concludo: il Genova non ha demeritato la sconfitta, ma noi abbiamo giocato un tempo in 10, e i goals sono venuti proprio allora. BATTISTONI. Sono certo che molti fra coloro che mi credono "cattivo" per principio, oltre che per esuberanza, si siano ricreduti sul mio conto. La partita è stata difficilissima, anche perché io aveva davanti un centro di classe elevatissima. Sono dell' opinione che se non fosse accaduta la disgrazia a Rigotti, che ha avuto notevole effetto deprimente su tutti noi, la solidità della difesa mi avrebbe consentito di fare un gioco d'attacco ancora più spinto; anche perché la nostra prima linea, ieri, sapeva lavorare la palla con maggiore precisione del solito e le ali correvano. Mi sono trovato diverse volte a contatto con Pantani e - non per il fatto ch'egli aveva saputo superarmi nell' azione del suo goal - non posso non riconoscergli doti di abilità nell' azione individuale, capaci di mettere in imbarazzo. Non è forse così, però, per quel che riguarda lo sviluppo dell' azione in linea ch'egli ha tendenza a fermare. Il Genova è, a mio parere, veramente forte e omogeneo. Bella squadra. Un asso, ripeto, Bigogno.
GAZZETTA dello SPORT (Milano, 08 Febbraio 1937). GENOVA - SAMPIERDARENESE 2-0 (0-0). I biancorossoneri - Rigotti infortunato - non possono reggere nella ripresa. Marcatori: Marchionneschi (G) al 27', Pantani (G) al 35' della ripresa. GENOVA: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. SAMPIERDARENESE: Profumo; Bodini, Rigotti; Lancioni, Battistoni, Malatesta; Mascheroni, Simonetti, Cappellini, Rossi, Spivach. Arbitro: Mazzarino di Roma. Segnalinee: Zavattaro di Casale e Savio di Torino. Spettatori: 12.000 circa. Giornata calda, cielo nuvoloso. Molti stendardi e gonfaloni rosso-blu. Terreno viscido a seguito delle recenti piogge. Agli inizi dell' incontro pubblico e squadre si sono irrigiditi sull' attenti per 30'' gesto d'omaggio alla memoria dell' on. Barenghi, Presidente onorario della Sampierdarenese, deceduto ieri a Roma. Verso la fine del primo tempo, Rigotti, colpito incidentalmente da Scarabello alla caviglia, è uscito dal campo e nella ripresa ha tenuto il posto di ala sinistra. Malatesta è passato terzino, Rossi mediano. Quattro angoli per parte. Genova, 7 febbraio. I rosso-blu in virtù del loro magnifico grado di forma attuale hanno colto sui cugini sampierdarenesi una vittoria netta. Dal punteggio potrebbe apparire che i rosso-neri si siano inginocchiati di fronte al Genova: è dovere rilevare invece, che, specialmente nella prima parte dell' incontro, la Sampierdarenese è stata viva, combattiva ed anche pericolosa. Un banale incidente a Rigotti, con conseguente rimaneggiamento dei ranghi, ha fatto sì che la Sampierdarenese perdesse tutte le velleità. Se in formazione completa avrebbe potuto almeno aspirare ad un pareggio, nelle condizioni di cui è venuta a trovarsi, dopo l'infortunio di Rigotti, non poteva che difendersi strenuamente, come effettivamente ha fatto. Il Genova, ripetiamo, si trova in ottima forma, il suo gioco si sviluppa ariosamente su tutto il fronte del campo, mentre ancora una volta i rosso-neri hanno troppo ristretto il gioco al trio centrale d'attacco. Quando hanno fatto viaggiare Mascheroni, oggi particolarmente felice anche se aveva di fronte un Figliola tenace, duro ed intraprendente, hanno messo a repentaglio l'incolumità della rete di Fregosi. Ma questo è successo soltanto nel primo tempo, ché nella ripresa è esistita una sola compagine, quella rosso-blu, che ha costantemente battuto sulle retrovie avversarie appoggiando il gioco prevalentemente su Arcari, il più pericoloso, al quale il compito era anche facilitato dalla mancanza di Rigotti al posto di terzino sinistro. Malatesta, mediano nato, ha cincischiato in area di rigore, mentre con un terreno infame sarebbe stato necessario liberarsi sveltamente del pallone, per non incorrere in errori, come è successo per la seconda rete genovese. VITTORIA MERITATA. Vittoria meritata del Genova. D'altra parte la Sampierdarenese non può certo dire di essere favorita dalla fortuna: la compagine del comm. Nasturzio ha lottato col cuore in gola, si è battuta anche con discernimento, ma la sola volontà non è bastata per superare un Genova forte in ogni linea. La mediana specialmente ha dominato. Bigogno ha fornito la sua miglior prova di tutto il campionato, e questo fatto soltanto può giustificare la bella partita della compagine rosso-blu. Fregosi è stato poco impegnato, verso la fine ha compiuto una vera prodezza deviando un bolide di Mascheroni, ma ormai il Genova conduceva con due punti di vantaggio. Agosteo e Vignolini hanno combattuto bene, qualche volta li ha traditi il terreno, ma non hanno mai commessi errori tali da far correre alla squadra il pericolo di segnature da parte degli avversari. Di Bigogno abbiamo detto; e Figliola non gli fu da meno. L'aitante mediano sinistro del Genova "sente" tutte le partite e gioca con una volontà e con una decisione veramente ammirevoli. Genta ha coadiuvato i compagni di linea. All' attacco il più pericoloso è stato Arcari. Perazzolo ha fatto un doppio giuoco di spola eccellente. Fermo Pantani che ha avuto solo il merito di segnare un punto bellissimo per potenza e precisione. Scarabello, nel primo tempo, ha smistato palloni preziosi, ma in quanto a tiri a rete ne ha fatti pochini. Marchionneschi, in un terreno così viscido non ha potuto sfoggiare le sue doti di velocità. La Sampierdarenese da qualche tempo a questa parte sta attraversando un periodo negativo che mette in pericolo la permanenza della compagine nella massima divisione. La squadra è salda in difesa, ha una mediana che lavora con continuità, un attacco che sa anche imbastire ottime azioni a metà campo, ma che però, giunto in area di rigore perde ogni sua pericolosità. Oggi Bodini è stato un colosso e Rigotti gli fu degno compagno fino a quando non dovette spostarsi fra gli avanti. Profumo ha eseguito delle belle parate, forse è stato leggermente ingannato nell' uscita che è costata la prima rete alla Sampierdarenese. nulla da fare sul tiro di Pantani. SFORTUNA SAMPIERDARENESE. Battistoni è apparso un combattente generoso, e si è prodigato fino allo spasimo. Lancioni tecnicamente è andato bene, ma al bruno mediano della Sampierdarenese manca il calcio nei rinvii. Bene Malatesta che se l'è cavata anche da terzino per quanto abbia peccato per freddezza. Mascheroni è stato il più intraprendente dell' attacco. Capellini ha smistato palloni preziosi, ma non ha effettuato un tiro a rete. Rossi ha concluso poco, Spivach è andato meglio alla mezz'ora e Simonetti dopo un primo tempo buono è andato calando. LE DUE RETI. La palla è alla Sampierdarenese ma il primo portiere ad essere impegnato è Profumo che devia un tiro violento di Perazzolo. Indi Mascheroni fugge in combutta con Simonetti, al quale passa un preciso pallone, ma l'ex triestino sciupa. Al 9' su fallo provocato da Lancioni, Genta sfiora il palo. Malgrado il terreno sia pesante il gioco si mantiene veloce anche se affiora un po d'orgasmo nei giocatori. Le azioni si bilanciano e Fregosi e Profumo si fanno applaudire per ottime parate. Al 23' primo angolo contro la Sampierdarenese, nullo. Subito dopo azione di Scarabello che passa a Marchionneschi, questi centra. Profumo para rinviando corto, si forma nell' area sampierdarenese una mischia furiosa che è salvata a stento da Malatesta. Dopo una bella parata di Fregosi al 37', Scarabello fugge e smista a Pantani che si trova libero in piena area di rigore ma è lento e Profumo può salvare gettandoglisi sui piedi. Ancora una azione pericolosa del Genova salvata di forza da Bodini. Al 41' bella azione sampierdarenese, ma Simonetti libero, alza sulla traversa. Al 43' Rigotti è colpito fortuitamente da Scarabello, e viene portato fuori dal campo, rientrerà ad un minuto dalla fine del tempo spostandosi all' ala sinistra. La ripresa è a favore del Genova che vuol passare e vi riesce verso la mezz'ora. Al 16' Pantani da solo tentenna, gli è addosso Malatesta, la palla va ad Arcari che tira deciso fuori di poco. Al 18' Figliola compie una vera prodezza salvando una situazione pericolosissima davanti a Fregosi, non solo, ma riesce anche ad evitare il calcio d'angolo. Al 20' angolo contro la Sampierdarenese, ed al 22' Pantani anziché passare a Marchionneschi completamente libero tenta il tiro mandando alle stelle. Al 27' azione Arcari-Perazzolo sul quale interviene Bodini, la palla va a campanile, Profumo esce con un attimo di ritardo, quel tanto che basta a Marchionneschi per infilare la rete incustodita, con un bel colpo di testa. E' la fine per la Sampierdarenese. Al 35' infatti il Genova segna la seconda porta. Fuga di Arcari che viene fermato di forza da Rossi e Malatesta, l'ala destra del Genova cade e perde la palla ma mediano e terzino rosso-neri si impappinano tanto che Pantani piomba sul cuoio, si sposta leggermente a sinistra e, completamente libero, lascia partire un bolide che scuote la rete di Profumo gettatosi vanamente in tuffo. Negli ultimi dieci minuti la Sampierdarenese va all' arrembaggio ma il Genova vigila: anzi obbliga ancora una volta gli avversari in angolo. I rosso-neri vogliono salvare almeno l'onore, ed al 41' il Genova si rifugia in angolo, la breve mischia è risolta da Genta. Al 44' bell' azione personale di Mascheroni che lascia in asso Figliola, stringe al centro e tira violentemente. Fregosi compie la sua più bella parata della giornata deviando il fortissimo tiro. ATTILIO CARBONE
IL LITTORIALE (Roma, 08 Febbraio 1937). La "Samp" riprende, ma il Genova è più forte. GENOVA - SAMPIERDARENA 2-0. Genova: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. Sampierdarenese: Profumo; Bodini, Rigotti; Lancioni, Battistoni, Malatesta; Mascheroni, Simonetti, Cappellini, Rossi, Spivach. Arbitro: Mazzarino di Roma. Goals: Marchionneschi (25' della ripresa), Pantani (35' della ripresa). Spettatori: quindicimila circa. Incasso di novantamila lire. Cielo coperto, terreno pesante per la pioggia dei giorni scorsi. Genova, 7. L'incontro è riuscito combattutissimo, ma la migliore classe del Genova nettamente superiore come inquadratura di reparti e come individualità, ha prevalso sulla generosa compagine sampierdarenese che ha disputato oggi una partita nettamente migliore di quella fornita ultimamente sul proprio campo: ma il Genova, in grandi condizioni di forma, ha nettamente precluso ai rosso-neri la possibilità di una affermazione. Saldo in difesa, formidabile nella mediana e agilissimo all' attacco, dove si sono imposti per il loro lavoro redditizio le due mezze ali, il Genova ha saputo crearsi numerose occasioni da rete, ed ha sempre efficacemente controllato il giuoco volenteroso ma scarsamente tecnico dei suoi avversari. La Sampierdarenese ha per attenuante di avere avuto alla fine del primo tempo il terzino Rigotti contuso, tanto da dover passare all' ala sinistra. Certamente con Rigotti in squadra in piena efficienza, i rosso-neri avrebbero potuto difendersi meglio e forse giungere anche al pareggio. Comunque il risultato è esatto, in quanto esso premia la squadra che si è dimostrata migliore. Il primo tempo si è chiuso zero a zero. Nella ripresa il Genova ha segnato il primo goal al 25' ad opera di Marchionneschi che ha raccolto di testa un centro di Arcari e al 35' su azione di Arcari, Pantani ha battuto nuovamente Profumo con un tiro raso terra fortissimo.
19° GIORNATA: Alessandria - Roma 5-3, Ambrosiana - Milan 1-1, Bari - Fiorentina 1-1, Lazio - Bologna 0-0, Lucchese - Novara 3-1, Napoli - Triestina 0-0, Sampierdarenese - Genova 0-2, Torino - Juventus 2-1. CLASSIFICA: Bologna 28; Lazio e Torino 26; Milan 25; Juventus 23; Genova 21; Fiorentina e Lucchese 19; Ambrosiana e Roma 18; Bari 16; Napoli e Triestina 15; Alessandria 13; Sampierdarenese 12; Novara 10.
IL LITTORIALE - (Sampierdarenese-Genova) - L'obiettivo del nostro Guarnieri si è fatto strada attraverso le gambe di Profumo, piantate larghe come quelle del colosso di Rodi. Il pericolo è per la rete del Sampierdarena. Arcari, avuta la palla da Pantani (che nella foto si vede poco perché coperto da Profumo), impegnerà il portiere della "Samp", il quale salverà in angolo.
LO SPORT ILLUSTRATO - Sampierdarenese - Genova: 0-2 - Marchionneschi ha passato al centro un magnifico pallone. Si buttano contemporaneamente due genoani: Perazzolo, già pronto sulla linea della porta avversaria a raccogliere di testa, e l'irruente Pantani. Profumo serve l'uno e l'altro respingendo al volo col pugno.
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