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Stagione 1936-37 | Cronache | Tabellini 1936-37 | Giocatori | Calendario | Home | |
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GENOVA 1893 - TORINO |
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| Andata a Torino: Torino - Genova 1-3 | Ritorno a Genova: Genova - Torino 2-2 | ||
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IL SECOLO XIX (Genova, 14 Settembre 1936) - L'INIZIO DEL CAMPIONATO DI CALCIO. LE SQUADRE GENOVESI VITTORIOSE NELLA PRIMA GIORNATA che ha dato la prima, clamorosa sorpresa della stagione. LA CLAMOROSA SORPRESA DI TORINO. GENOVA - TORINO 3-1 (1-0). (Dal nostro inviato speciale). Torino, 13 settembre. La cosa è tanto grossa che se non l'avessimo vista coi nostri occhi, e ce l'avessero invece annunciata per telefono o per radio, avremmo creduto ad una interpretazione sbagliata o ad un' errata trasmissione di numeri. Anche in questo momento, mentre scriviamo, ci vien fatto di domandarci se è proprio vero che il Genova ha battuto i granata qui a Torino, proprio a casa loro. Ma la risposta all' interrogativo appena abbozzato, la risposta agli appassionati genovesi che avranno avuto il loro bravo sussulto di sorpresa e di gioia al giungere della notizia, non può essere che questa: vittoria regolarissima, meritatissima, che non fa una grinza, se non nel fatto che poteva essere ottenuta anche per 4 a 1, per 5 a 1, e se così fosse stato,m non ci sarebbe proprio stato niente da ridire. TENTATIVO DI SPIEGAZIONE. Ora rimane da spiegare come ha fatto, questa squadra che si diceva a pezzi, con uomini grassi e fuori forma, e acefala per non avere né centro mediano né centro forwards, a battere i granata al loro debutto nel campionato che molti asserivano - adesso saranno meno perentori - dovesse essere il loro trionfo. Semplice: Felsner ha fatto giuocare le mezz'ali all' altezza di Genta, perché badassero a Baldi e a Buscaglia, ha messo i laterali sulle ali ed a Genta ha affidato, come compito da difensore, la guardia a Galli. Si è creato così, nel mezzo del campo genoano un muraglione contro il quale è andato letteralmente a rompersi la testa il quintetto granata - che è poi il reparto più pericoloso della squadra torinese - e se per caso talvolta riusciva a filtrarne fuori, trovava sui suoi piedi Agosteo e Vignolini, dei quali quest' ultimo è stato il numero due in campo, e lo vi dice eloquentemente dell' eccellenza del suo giuoco e della sorte toccata agli attaccanti granata passati al di là dello schieramento Bonilauri - Fasanelli - Genta - Perazzolo - Bigogno. Dunque primo elemento di successo, il muro. Secondo in ordine di esposizione, ma principale nel merito: Genta. Innestato al centro della seconda linea nel secondo tempo dell' allenamento di Rapallo, Genta ha tenuto il ruolo qui a Torino, e bisogna dire che è stato centro mediano perfetto. E' venuto fuori ancor di più, man mano che la fatica appesantiva gli atleti, ed ha avuto interventi autorevoli non solo, ma belli per visione di giuoco e concezione. Ricordiamo di lui parecchie cose belle, ma alcuni allunghi alle ali, alla bella maniera del Monti juventino, ci sono impressi nella mente come pregevolissime cose del giuoco sfoggiato oggi da Genta. Genta, dunque, è stato per noi il numero uno in campo, tra tutti i giuocatori e molto ha meritato. Può essere stato agevolato dallo schieramento assunto dal Genova all' inizio, e più dallo sbandamento del trio attaccante avversario, ma è indubbio che ha giuocato molto bene. Anche gli altri giuocatori rossoblu hanno giuocato bene: Perazzolo che ha lavorato per quattro e ha segnato un goal superbo; Bigogno che spostato a laterale e messo a fare la guardia a Silano, ha tenuto il suo ruolo con padronanza del pallone e dell' avversario; Gobbi, individuo che si potrebbe chiamare la "mosca" del football, tanto è insistente, irritante, petulante nel dar noia agli avversari, anche a quelli che di lui ne fanno quattro in fatto di fisico. E ha giuocato anche Ferrari, meglio nel primo tempo che nel secondo, per quanto gli si possa imputare un magnifico pallone datogli da Pantani e sciupato con un tiro a lato. Secondo noi il debutto di Fasanelli non poteva essere migliore, nel senso che il giuoco del romano ha ben contribuito all' affermazione della squadra, nonostante che egli sia stato sacrificato nell' aiuto a Genta e a Pantani. IL TANTO DISCUSSO PANTANI. Agosteo e Bonilauri, ciascuno nel rispettivo ruolo, hanno "tirato2 degnamente la loro partita Bacigalupo ha eseguito alcune parate spettacolose, specialmente nel primo tempo e sul finire del secondo: è sulla strada di tornare ad essere il giuocatore da tutti ammirato. Ed eccoci a Pantani, il tanto discusso Pantani. Lo abbiamo lasciato per ultimo a bella posta, nonostante egli sia stato elemento di prim'ordine per il conseguimento del successo odierno, perché vogliamo parlarne un momento con più agio. Scrivemmo mercoledì scorso, dopo l'allenamento di Rapallo, che il caso di Pantani (fermo restando che il ragazzo non è di classe e che non è uno stilista) ha, secondo noi, origine spiccatamente psicologica. Lo confermiamo. A Rapallo giuocò con un' allucinante paura di sbagliare, finché non riuscì a segnare un goal. Allora si riprese, e ne segnò altri quattro. Ieri sera, a Torino, han dovuto dargli un calmante perché potesse dormire, tant'era innervosito per il debutto ormai imminente in una partita piena di responsabilità (e sonniferi ne dettero anche a Bacigalupo ed a Bigogno, e questo vi dica come tutta la squadra era scossa dalle cattive prove di Venezia e Milano) e oggi quand'è entrato in campo era pallido come un morto. Ebbene ha toccato saggiamente la prima palla, ha indovinato due o tre allunghi a Gobbi ed a Ferrari ed è apparso subito un altro. Giuocava, poveretto, sul filo di rasoio del fuori giuoco (per ben undici volte lo hanno fermato, giustamente, in tale posizione) e stava ad attender l'imbeccata con quel suo atteggiamento che ha un po' del timoroso e un po' del sornione, ma appariva già lievemente migliore, tant'è vero che sfiorò il successo più volte. Lo ottenne solamente al 37', su calcio d'angolo, ma se l'era ben meritato. Allora fu subito un' altro e il resto, il secondo tempo e il suo secondo punto, son già del Pantani un po' nuova maniera. Ora voi comprenderete benissimo che egli non può essere diventato da un giorno all' altro un "cannone": è stato semplicemente quel ragazzo di cui si è discusso anche questa mattina sul nostro giornale, per dirne che, se egli saprà ritrovare un po' di fiducia in se stesso, potrà essere per il Genova quel centro attacco non di classe ma di rendimento che può essere di grande utilità alla squadra rossoblu. Bisogna attenderlo con fiducia alle prove che ancora lo attendono. E anche la squadra rossoblu, battuta a Venezia ed a Milano ed incerta a Rapallo, può essere diventata di colpo un rullo compressore. Evidentemente, il Torino deve pur entrarci per qualche cosa, che miracoli non ne avvengono nel calcio, anche se è vero che oggi a noi appariva tutto un po' miracoloso. Il Torino ha avuto una brutta giornata. Certo gli hanno nociuto le assenze di Bo e di Prato, ma le gambe gliel' han tagliate la spavalda sicurezza della vittoria, con conseguente collasso morale al secondo goal genovano, apparso subito decisivo, e la cattiva giornata dei suoi mediani. Francamente ci attendavamo qualcosa di più dal Torino: Janni è abbastanza già di forma, Ellena e Gallea hanno avuto il loro daffare a tenere Gobbi e Ferrari, e non è detto che ci siano sempre riusciti. Il trio attaccante si è rotto il capo nel "muraglione cinese" genoano e i suoi componenti han finito per perdere la testa, tanto che Baldi alla rimessa in giuoco dopo il terzo goal genoano, ha preceduto tutti agli spogliatoi. Bisognerà vedere la squadra granata alle prossime prove. Buon arbitraggio quello di Pizziolo, di Firenze. I QUATTRO PUNTI DELLA GIORNATA. Quarantamila lire d'incasso; una giornata un po' coperta, calda, terreno ottimo. Il via trova le squadre così inquadrate: GENOVA: Bacigalupo - Agosteo, Vignolini - Bigogno, Genta, Bonilauri - Gobbi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari. TORINO: Maina - Brunella, Ferrini - Ellena, Janni, Gallea - Palumbo, Baldi, Galli, Buscaglia, Silano. Risparmiamo ai lettori la litania delle solite elencazioni cronometrate e gli raccontiamo solo i fatti più importanti della faccenda. Prima dell' inizio della segnatura, ad esempio, c'era stato al 6' un "quasi goal" genoano, su azione di Pantani chiara all' inizio e confusa alla fine, e terminata con una girata a rete di Pantani stesso, che aveva tolto la palla a Maina a terra, e salvato dal terzino Brunella che rimandava proprio dalla linea bianca. E' il Genova che, contenendo bene gli attacchi dei bianchi (e questi si arrabbiano e cominciano allora i falletti dei giuocatori meno in forma che già accusano la fatica) passa a sua volta all' offesa. Sulle azioni di contrattacco il Torino è pericoloso per qualche infiltrazione e Bacigalupo è duramente impegnato, anche per vigore di cariche avversarie, al 26', 27' e 30'. Primo calcio d'angolo della giornata, contro il Torino, al 32' e superba parata di Bacigalupo al 34' su tiro fulminante di Galli, riuscito finalmente a sbucare al di là dei terzini: "Baci" in tuffo devia in corner. Primo goal del Genova al 36': corner contro Torino, da destra. Tira Ferrari e Pantani emerge sul gruppo dei giuocatori e di testa mette in rete. Il contrattacco del Torino si scatena nel secondo tempo, all' inizio del quale il Genova è abbottonatissimo. Tre calci d'angolo in dieci minuti contro i rossoblu ed all' 11' il pareggio. Azione perfetta: Baldi allunga a galli che di sinistro lancia a Buscaglia nel corridoio dei terzini genoani. Il mezzo sinistro avanza, tira di sinistro e mette in rete nonostante il tuffo a braccio disteso di Bacigalupo. Il Genova tentenna un momento, ma buon per lui che la mediana torinese ha bisogno di riprender fiato. così il Genova si riscuote e al 16' Pantani e Gobbi sono addosso a Maina e Pantani, che vorrebbe girare a rete, invece prende la base del palo. Ma il goal della vittoria giunge un minuto dopo. E' Genta che inizia l'azione con un passaggio in profondità a Fasanelli. Seguite l'azione: Fasanelli avanza e lancia Ferrari, questi al volo centra teso in area di rigore, Pantani fa una finta che spiazza Maina. Perazzolo arriva in corsa, raccoglie al volo a piede pieno e manda la palla in rete sulla destra di Maina. E' finita per il Torino, al quale tre minuti dopo Pantani dà il colpo di grazia. E' Bigogno che giuoca la palla e smarca Gobbi, servendolo al di là del suo mediano. L'ala destra genovese manda a Pantani che è nella metà campo torinese, a venticinque metri circa da Maina. L'uomo dalle gambe tanto lunghe che sembra cammini sui trampoli, si passa il pallone dalla sinistra alla destra e tira. E' un tentativo che può andar bene; anzi va proprio bene: la palla batte nella faccia inferiore della traversa, rimbalza al di là della linea, ed inutilmente Maina la tira fuori subito con un colpo di mano. L'arbitro ha già visto: siamo tre a uno. RENATO COMPARINI
GAZZETTA dello SPORT (Milano, 14 Settembre 1936) - Genova - Torino 3-1 (1-0). I genovesi alla loro grande giornata. Marcatori: Pantani (G) al 36' del primo tempo; Buscaglia (T) all' 11', Perazzolo (G) al 17', Pantani (G) al 20' della ripresa. GENOVA: Bacigalupo, Agosteo, Vignolini, Bigogno, Genta, Bonilauri, Gobbi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari. TORINO: Maina, Brunella, Ferrini, Gallea, Janni, Ellena, Palumbo, Baldi, Galli, Buscaglia, Silano. Arbitro: Pizziolo di Firenze. Segnalinee: Buratti e Calvari di Milano. Spettatori: 8.000 circa. Partita abbastanza corretta; terreno e temperatura ideali. L'arbitro ha espulso il granata Baldi al 21' della ripresa. Pantani è rimasto circa due minuti fuori campo dal 33' al 35' della ripresa per leggero incidente. Sei calci d'angolo contro il Genova, tre contro il Torino. Torino, 13. Affermare che il Genova non ha meritato questa sua bella vittoria sarebbe come togliere ai bravi rosso-blu i meriti che effettivamente hanno guadagnato in questa prima esibizione fuori casa. Ma dall' esame dell' odierno incontro non si può trovare un elemento che faccia pensare ad una affermazione carpita: il Genova ha segnato per primo, sia pure per un'azione di fortunosa risoluzione. Dopo il pareggio avversario ha ripreso prestissimo il vantaggio per consolidarlo poi abbastanza prima della fine dell' incontro. Non quindi un infortunio del Torino ma una partita che nel suo punteggio ha la chiara espressione dei meriti e dei valori rispettivi. Il Torino di oggi è somigliato solo a brevi tratti alla compagine animosa, fresca, ricca di gioco e di energie che nell' ultimo campionato ha meravigliato quanti seguono le vicende calcistiche. Effetto probabilmente della formazione attuale che non è la migliore che la società possa allineare in campo; conseguenza forse di una non perfetta messa a punto degli atleti: comunque i fatti parlano e non si può ragionevolmente considerare il debutto della squadra granata come soddisfacente. Il Genova dal canto suo ha meravigliato i medesimi suoi sostenitori - venuti in folto stuolo a Torino con le domenicali gite ferroviarie - che avevano assistito alle sue precedenti sconfortanti esibizioni della vigilia di campionato. Quella rosso-blu è apparsa sul terreno di via Filadelfia una compagine che può anche sostenere un ruolo non indifferente nella nuova annuale disputa: Bene registrata in difesa, con una mediana agile e coriacea nello stesso tempo, che ha nel suo centro, il Genta, un atleta maturo per le più difficili prove, possedente un quintetto di punta pericoloso con due ali sempre pronte all' insidia, un centravanti strano e cronicamente malato di fuori gioco ma che riesce a vantare un repertorio di travolgenti scatti che sono al caso di battere o comunque di mettere in allarme più accorta difesa. Una delle forze di questo reparto avanzato è rappresentata dall' apporto del gioco continuo, preciso e giudizioso delle due mezze ali. Fasanelli è elemento di non comuni risorse: palleggiatore egregio, colpitore di testa di rara precisione, tempista eccezionale nei momenti in cui debba lanciare o il suo uomo di centro o uno dei due estremi. Poco si può dire del Torino. Ciò che ha colpito in questa compagine è stata la mancanza di vivacità e di quella forza di proiezione che è risultata lo scorso anno tutta la sua potenza. Non sempre oggi i granata hanno avuto la fortuna dalla loro ma non per questo si deve giungere ad affermare che la partita da essi fornita avrebbe potuto risolversi in una vittoria. Gli unici che si siano salvati dai molti appunti che si possono nella quasi generalità rivolgere sono apparsi i due terzini: pronti negli interventi, veloci negli inseguimenti e nei recuperi, coraggiosi ed esatti nelle entrate. Il resto della squadra è stato al di sotto della fama che pure era stata meritatamente guadagnata; specie in prima linea dove il solo Palumbo - servito con precisione solo a tratti - ha cercato di fornire sotto la porta genovese palloni che avrebbero potuto essere favorevolmente sfruttati dai compagni. Una debolezza sostanziale si è riscontrata nella mediana, malgrado la evidente buona volontà dei suoi tre componenti. Dopo un calcio d'angolo a favore del Genova e uno del Torino si aveva l'azione del primo successo rosso-blu. Nuovo calcio d'angolo contro i torinesi al 36': batteva Ferrari dalla sinistra; sulla traiettoria della palla, con agile balzo, entrava Pantani che segnava nell' angolo alla sinistra di Maina, malgrado i difensori granata gli facessero ressa attorno. All' inizio della ripresa il Torino riprendeva gradatamente l'offensiva che aveva degli sprazzi di straordinario vigore. Al 4', dopo aver usufruito di un calcio d'angolo a favore, il Genova si trovava a dover sbrogliare una situazione molto critica: una fuga di Palumbo e un suo centro eseguito leggermente all' indietro trovava pronto Buscaglia ad approfittarne: Agosteo doveva dar mostra di grande maestria nel togliere di giustezza la palla dai piedi del torinese pronto a scoccare il tiro, inviando in angolo. Subito dopo un perfetto centro di Silano provocava un potente tiro al volo di Palumbo: la palla sfiorava il palo verticale. Ancora angolo contro il Genova a coronamento dell' accennato periodo di riscossa granata e il goal del pareggio che si sentiva imminente, veniva all' 11'. Azione di squisita fattura: Janni lanciava Galli che, fintando, mandava a Buscaglia: questi si faceva luce fra i due terzini e segnava con un violento raso terra che Bacigalupo tentava invano di parare. Al 15', in una subitanea azione di contrattacco, Pantani costringeva Maina ad uscire e colpiva poi il palo nel tentativo di segnare. Ma, come era stato magnifico il punto dei torinesi, altrettanto impeccabile riusciva l'azione con la quale i rosso-blu si portavano in vantaggio al 17'. L'azione nasceva da metà campo ed aveva lo spunto da Genta; Fasanelli lo continuava facendo viaggiare Ferrari che mandava al centro: qui Pantani fintava astutamente e lasciava la palla a Perazzolo che, al volo, batteva di prepotenza il portiere torinese. Qualche rabbiosa reazione del Torino e tre minuti dopo, al 20', consolidamento del vantaggio genovese con nuova bella azione. Bigogno passava corto a Gobbi che scartava Ellena e mandava al centro: Pantani raccoglieva, si aggiustava il pallone e sparava da circa venti metri. La palla ingannava Maina, batteva contro lo spigolo inferiore della sbarra, varcava la linea e tornava in campo per il forte effetto acquistato. L'arbitro accordava senza esitazione il nuovo punto. Rimessa la palla al centro Baldi si faceva cogliere nell' atto di commettere un fallo ai danni dello stesso Pantani per cui l'arbitro lo sanzionava con l'espulsione. Al 32' e al 33' il Genova svolgeva altre due pericolose azioni con tiri di Perazzolo e Ferrari. Al 37' Palumbo veniva spostato a centrattacco. Un nuovo angolo a favore del Torino, al 41'; sulla battuta di Silano, Galli entrava di testa e inviava il pallone contro lo spigolo della porta. Niente altro di notevole sino al novantesimo minuto. U.M.
IL PICCOLO di Genova (Genova, 14 Settembre 1936) - LA GRANDE AFFERMAZIONE DEI ROSSO BLEU. GENOVA - TORINO 3-1. Torino, 14 settembre. Che il Genova abbia voluto giocare una grossa beffa alle corti dei suoi ammiratori allorché andò a farsi battere senza scusanti di sorta a Venezia e a Milano negli incontri precampionato? Quasi quasi saremmo tentati di crederlo, dopo la partita e il risultato di ieri. Il Genova ha battuto regolarmente il Torino, per tre reti a una, ed il risultato non fa una grinza perché effettivamente quella rosso-bleu è stata la migliore delle due compagini che erano di fronte, e lo ha battuto in virtù di un giuoco stilisticamente migliore, in virtù di una inquadratura più salda e di una maggiore fusione fra i vari reparti. Davvero che la squadra di Felsner appariva ieri sul campo del Torino totalmente diversa da otto giorni fa. Il miglioramento dello stato di forma di tutti gli atleti, qualche felice ritocco nella quadratura e l'affiatamento difensivo hanno fatto in modo di creare ciò che si potrebbe benissimo chiamare il miracolo. FASI DELLA GRANDE AFFERMAZIONE. La squadra si è battuta da cima a fondo con risolutezza e con avvedutezza, ma soprattutto non perdendo mai di vista il controllo dell' avversario. Si potrebbe dire che essa ha sempre tenuto il Torino sotto il proprio comando, anche quando i granata attaccavano poiché, mentre nel giuoco dei locali l'impeto non era sufficiente a nascondere le manchevolezze di forma e d'inquadratura (mancavano Bo e Prato, e Janni è ormai troppo fermo per le contese che s'imperniano sulla velocità), in quello del Genova lo scopo principale dell' azione non era mai perduto di vista dagli uomini rosso-bleu. C'era nel loro comportamento una sicura percezione di ciò che doveva essere il compito di ciascuno e una così bella precisione nei passaggi che il Torino, dopo aver lottato invano nel primo tempo, dopo aver tentato disperatamente all' inizio della ripresa a rimediare alla sconfitta con un giuoco tutto impeto e volontà, finì per cedere completamente. Battuti per una porta a zero allo scoccare del quarantacinquesimo minuto, i granata riuscirono a pareggiare agli inizi del secondo tempo ma in dieci minuti il Genova aveva non solo ripreso il vantaggio, ma lo aveva ribadito, questo vantaggio, con una terza rete che doveva suggellare il punteggio della giornata. Stabilito perciò l'indiscutibile diritto del Genova alla vittoria, non rimane che rivedere sommariamente l'operato della squadra rosso-bleu. E, poiché le premesse dicono di una squadra che ha saputo imporre il suo giuoco a quella favoritissima del Torino, così è consequenziale che tutti gli undici uomini abbiano fatto il loro dovere. Ma sopra tutti eccelse ieri un modestissimo atleta sul valore del quale debbono ricredersi quanti non gli hanno ancora voluto far credito. GENTA, IL MIGLIORE. Questo campione è Genta, il taciturno Genta il quale ha costituito una autentica barriera sul cammino degli attaccanti granata. Per tutti i novanta minuti egli non ebbe incertezze di sorta. Ruppe ugualmente le azioni avversarie così come seppe essere di valido ausilio alla sua prima linea. Se Genta continuerà di questo passo il Genova farà molto cammino quest' anno. Gli altri dieci vanno collocati tutti sullo stesso piano. E cioè tutti hanno generosamente concorso alla grande affermazione, dall' estrema difesa, prontissima in Bacigalupo, impetuosa in Vignolini e classico in Agosteo. ai laterali i quali hanno imbrigliato a dovere le ali granata per finire alla prima linea. Qui Perazzolo ha sgobbato da par suo come coordinatore di tutto il lavoro, ben fiancheggiato da Fasanelli (il quale sarà utilissimo allorché avrà riacquistato tutto il fiato necessario) e ottimamente coadiuvato dalle ali veloci ed intraprendenti. Rimane Pantani. Questo giuocatore è destinato a far correre fiumi d'inchiostro, quest' anno, e a far impazzire le turbe dei tifosi. Mantenuto in squadra perché non si sapeva come sostituirlo, egli ha ieri portato il Genova alla vittoria con due reti magistrali. Il suo giuoco non presenta nessuna caratteristica d'eccezione, il suo temperamento rifugge dai contatti violenti, ma resta incontrovertibile il fatto che Pantani ha il fiuto del goal. Se gli date un pallone in area di rigore con l'avversario che non gli sia proprio a ridosso, potete star certi che con ottanta probabilità su cento Pantani vi scaraventerà la palla in rete. Si tratta di un giuocatore che lascia molto a desiderare, ma che sa anche risolvere le partite. Ecco la croce e delizia del pubblico genovese per il campionato che si è appena presentato alla ribalta. Ora sono aperte le discussioni sull' opportunità o meno di mantenere Pantani in squadra. Ma intanto Pantani si è messo fin dal primo giorno in testa alla classifica dei tiratori scelti. LA PROVA DEL TORINO. Il Torino? Qualche gradino più in basso dello scorso anno. Troppi uomini ancora lontani dalla forma migliore (e questo sia detto specialmente per a prima linea e per i sostegni laterali e qualche altro, come Janni, che non può più rappresentare una salda garanzia per un ruolo così faticoso come quello del centro mediano. Il reparto più a posto ci è sembrato quello difensivo. All' attacco l'insidioso galli non trovava ancora la necessaria rispondenza nei compagni di linea. Fin dalle prime battute s'è notata una notevole diversità di comportamento nelle due squadre. Mentre il Genova s'è messo quasi subito in funzione, specialmente per merito della mediana la quale, con un sagace lavoro d'intesa con Perazzolo e Fasanelli riusciva a controllare la situazione offrendo temi su temi ai propri avanti, il Torino ha tardato notevolmente a mettersi in azione pur senza riuscire a farsi pericoloso. Per un puro caso il Genova non riusciva ad andare in vantaggio a 5 minuti dall' inizio, quando un bell' attacco proposto da Perazzolo veniva sviluppato di concerto da Gobbi e Pantani insieme. L'intervento dei difensori granata è vano. Maina esce disperatamente, ma Pantani riesce a fargli passare la palla dietro le spalle. Per buona sorte del Torino arriva Brunella a ricacciare lontano il pallone che già stava varcando la linea fatale. Replica del Torino. Bacigalupo annulla con una bella parata a terra un' azione Silano - Galli - Baldi conclusa dal mezzo destro con un forte tiro. Poi Ferrari, a conclusione di un attacco volante Gobbi - Pantani, sfiora con un bel tiro al volo uno dei montanti. I ROSSO BLEU SEGNANO. Ma non vi staremo ad elencare qui, una ad una, le azioni dell' una e dell' altra parte. Meglio venire al sodo. E il sodo è qui. Il Genova mantiene un' effettiva superiorità di giuoco e, dopo una sfuriata dei granata al 33' ben rintuzzata da Bacigalupo che salva in angolo una frecciata di galli, va in vantaggio al 36' su calcio d'angolo che, tirato alla perfezione da Ferrari, è raccolto dio testa da Pantani e girato netto in rete. Ecco i granata lanciatissimi all' inizio del secondo tempo. Lanciatissimi? Sonno piuttosto autentiche furie scatenate, e la danza d'innanzi a Bacigalupo dura per un quarto d'ora circa, e l'offensiva del toro sfocerà in un bellissimo pareggio che coglie Buscaglia all' 11'. Il mezzo sinistro torinese, avuta la palla da Galli, si incunea fra i terzini rosso-bleu e segna irresistibilmente con un tiro basso, malgrado il disperato tentativo di Bacigalupo. Uno a uno. Ma sarà cosa di poco momento. Il Genova autoritario quanto mai, riprende tosto il comando e, ben sostenuto dai mediani ritorna all' attacco. C'è in questo momento, nel comportamento dei rosso-bleu la consapevolezza del proprio valore, e il giuoco testimonia questa superiorità che sboccia nel giro di tre soli minuti (17' - 20') in due magnifiche reti rosso-bleu. L'IRRESISTIBILE DOPPIETTA. La prima scaturisce da un bel passaggio di Genta a Fasanelli, di questi a Perazzolo e da Perazzolo a Ferrari. L'estremo sinistro sfugge a Gallea e manda al centro uno spiovente perfetto. Finta di Pantani che spiazza Ferrini e la palla è a Perazzolo il quale, senza neppure attendere che essa tocchi terra, la scaraventa in rete da una decina di metri con un tiro perfetto a mezz'altezza. La seconda è meno elaborata ma altrettanto bella. L'azione parte da Bigogno ed è proseguita da Gobbi che allunga poi raso terra verso il centro. Pantani, in piena corsa, raccoglie e spara fortissimo. La palla batte sotto la traversa, entra in rete e ne esce subito. L'arbitro non ha esitazioni nel concedere il punto. E' finita per il Torino, ed è finita anche perché Baldi, allorché il giuoco riprende, si fa espellere per un inutile quanto sciocco calcio appioppato senza motivo a Pantani. Il resto non ha più storia. Rimasto in dieci uomini, il Torino a sprazzi isolati ma inefficaci. Buon per lui invece che il Genova non riesca a portare a termine alcune azioni ben congegnate che gli impediscono di migliorare il bottino. Arbitro Piziolo di Firenze. Giornata estiva, pubblico numerosissimo, con larga partecipazione di genovesi. Ecco le squadre: TORINO: Maina, Brunella, Ferrini, Gallea, Janni, Ellena, Palumbo, Baldi, Galli, Buscaglia, Silano. GENOVA: Bacigalupo, Agosteo, Vignolini, Bigogno, Genta, Bonilauri, Gobbi, Perazzolo, Pantani, Fasanelli, Ferrari. RENZO BIDONE.
01° GIORNATA: Alessandria - Bologna 0-1, Ambrosiana - Triestina 1-2, Bari - Juventus 1-1, Lazio - Milan 3-0, Lucchese - Fiorentina 1-1, Napoli - Roma 0-0, Sampieradrenese - Novarea 2-1, Torino - Genova 1-3. CLASSIFICA: Bologna, Genova, Lazio, Sampierdarenese e Triestina 02; Bari, Fiorentina, Juventus, Lucchese, Napoli e Roma 01; Alessandria, Ambrosiana, Milan, Novara e Torino 00.
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IL PICCOLO di Genova (Genova, 18 Gennaio 1937). Il Torino pareggia a Genova. Vento, gelo e due reti per parte a Marassi. GENOVA - TORINO 2-2. Il dominatore della giornata fu il vento. Un vento freddo, siberiano, che scendeva violento dalle gole del Bisagno e dai monti che, incappucciati di neve, fanno corona al campo. Chi non ha avuto la ventura di trovarsi sul terreno del Genova in una di queste giornate tremendamente polari, non può capire lo sforzo fatto dai ventidue uomini e dall' arbitro per condurre a termine la partita, e neppure può immaginare le pene sofferte ieri dal pubblico, non solamente per il mancato successo rosso-bleu, beninteso. Il quale successo è sfumato principalmente nel primo tempo durante il quale il Torino, favorito dalla sorte, aveva scelto il campo col vento alle spalle. Era questo del vento un coefficiente di assoluta importanza nello svolgimento della lotta. La squadra che in ogni tempo venne a beneficiare dell' aiuto della tramontana, aveva il compito enormemente facilitato. Il Torino, assai più che non il Genova, seppe approfittare di queste condizioni atmosferiche nonché del terreno pesante il quale consigliava un sistema di gioco consistente nel tenere la palla il meno possibile e farla viaggiare con lunghi passaggi. Era insomma, il vero momento per mettere in pratica quel non mai vecchio adagio che insegna a trarre molto utile dal minimo sforzo. Tuttavia il Genova sarebbe riuscito a contenere efficacemente nel primo tempo la maggior pressione dei granata senza la disavventura del suo portiere (prima rete del Torino) e senza la doppia incertezza di un terzino e del portiere stesso (secondo punto degli ospiti). I GRANATA. Perché in realtà se una squadra meritava ieri di uscire vittoriosa dall' incontro, questa squadra era quella rosso bleu la quale, dopo avere bilanciato sufficientemente bene nel primo tempo gli attacchi del Torino, dominò in modo schiacciante nel secondo. Ma il Genova non riuscì ad andare più in là del pareggio. Il valore della difesa avversaria, il persistere nell' errore di voler accentrare troppo il giuoco anziché servirsi con maggior frequenza delle ali, un pizzico di fortuna per gli ospiti, tutto contribuì a far sì che il Torino riuscisse a lasciare il campo imbattuto. Bella prova quella dei granata. La squadra è composta di elementi giovani, e la freschezza è appunto la dote che ha maggiormente impressionato nel giuoco del Torino, la freschezza e la resistenza a novanta minuti di lotta senza quartiere. Il Torino si ripiegava tutto in difesa, quando gli eventi lo richiedevano, ma ritornava in un attimo all' attacco non appena gli si profilava l'occasione buona per farlo. Aver resistito a un Genova che nel secondo tempo fu all' offensiva per almeno trenta minuti dei quarantacinque ed avergli resistito ad attacchi senza respiro e senza mai perdere di vista l'opportunità del contrattacco, è titolo di alta lode per i granata i quali hanno ieri pienamente giustificato al pubblico genovese la loro posizione di primo piano nella classifica del campionato. La squadra, benché priva di due fra i suoi più pericolosi uomini di prima linea, non ha rivelato squilibri fra reparto e reparto. Fortissima è la difesa estrema, nella quale campeggia Maina che verso la fine ha salvato senz'altro i suoi colori dalla sconfitta. Tempisti e sicuri i terzini, mobilissima la mediana, ottimamente imperniata su di un Allasio che ha le idee chiare nell' uno e nell' altro dei compiti, insidioso l'attacco del quale Silano e Galli sono stati gli uomini più pericolosi. ED I ROSSO BLEU. E vediamo ora ciò che affiora dal comportamento del Genova. Il freddo ha certo influito sul rendimento di Fregosi, il quale è stato tradito sull' improvviso tiro di Silano dalla viscidissima palla e dalle condizioni del terreno; ma la seconda rete avrebbe potuto con un pò più di accortezza essere evitata, solo che il portiere rosso bleu fosse balzato sul centro di Palumbo anziché dare agio a Galli di piazzarlo in rete di testa. Ma questo secondo punto del Torino era già favorito da una serie di incertezze del reparto sinistro rosso bleu, cosicché la paternità dell' errore và addebitata in parte uguale al portiere e a Vignolini. Magnifica invece la prova di Agosteo, il migliore fra i rosso bleu. La mediana, eccellente in Bigogno che ha in ogni momento una visione chiara e precisa del giuoco, non è apparsa ieri sulla linea delle ultime giornate per quanto riguarda il rendimento dei laterali: Figliola è superbo nel giuoco distruttivo, ma ieri è stato assai impreciso in quello costruttivo; piuttosto sbandato Genta. All' attacco Marchionneschi è stato ancora una volta il più intraprendente, Scarabello e Perazzolo hanno lavorato bene fra di loro ma con scarsa efficacia in profondità; Arcari non è ancora a punto e Pantani ha fatto del suo meglio senza mai riuscire a mettere il naso alla finestra. LE QUATTRO RETI. Arbitro Mazzarino di Roma. In tribuna sono presenti S.E. il Prefetto ed il Federale. Scarso pubblico sulle scalee. Il Torino, favorito dalla sorte, sceglie il vento alle spalle, ma è il Genova che và all' attacco facendo suoi i primi minuti di giuoco. Appunto in questa fase i rosso bleu mancano una facile occasione: Perazzolo, servito da Marchionneschi, che ha raccolto un tiro di punizione battuto da Genta, viene a trovarsi con la palla fra i piedi a due metri dalla rete avversaria ma evidentemente il padovano non si aspettava tanto perché tarda a tirare, e quando si accinge alla bisogna, Ferrini ha già provveduto per conto suo ad allontanare la minaccia. Ancora un pericolo per Maina sotto la veste di un calcio di punizione che Genta manda a sibilare a lato di un montante, poi il Torino va a sua volta all' offensiva. Il successo sarà quasi immediato. Dalla destra Palumbo manda al centro un pallone che Azzimonti smista subito verso la sua sinistra: Silano piomba sulla palla e benché ad una ventina di metri dalla porta, tira improvvisamente e fortissimo. Il pallone batte in pieno su Fregosi che accenna a scivolare nello stesso momento in cui tenta la parata, cosicché il portiere rosso bleu non riesce a trattenere la palla che, viscidissima, finisce in rete. Replica del Genova. Non se ne ricaverà che un infruttuoso angolo. Il giuoco accenna a farsi più aperto, ma è il Torino che ha tuttavia il predominio delle azioni ed impegna qua e là Fregosi con tiri di sorpresa che, date le condizioni del terreno, potrebbero anche fruttare. Verso la mezz'ora la superiorità dei granata diventa netta. Baldi e Palumbo per poco non segnano giungendo contemporaneamente sul pallone, mandato a fil di palo da Silano. Vignolini ruba il tempo ai due granata ripiegando in angolo. Il Torino ne ottiene altri due, di angoli e il Genova pareggia improvvisamente al 41' in seguito ad una magnifica discesa impostata da Perazzolo, proseguita da Pantani e Arcari il quale, a coronamento di una rapidissima fuga, mette al centro un raso terra sul quale si precipita Marchionneschi. Il tiro da pochi passi (più di un tiro ci è sembrata una correzione al traversone di Arcari) non permette via di scampo a Maina. Uno a uno. Ma due minuti dopo i granata sono nuovamente in vantaggio. Una serie di incertezze della mediana rosso bleu permette a Palumbo di fuggirsene via con la palla. Anche Vignolini, che potrebbe intervenire e salvare magari in angolo, ha come un momento di esitazione e Palumbo può quindi mandare al centro uno spiovente sul quale si precipita Galli. Fregosi non accenna a muoversi, mentre ne avrebbe avuto tutto il tempo, che quando il centro attacco granata ha già spedito con un netto colpo di testa la palla in rete. Nel secondo tempo si giocherà quasi a una sola porta. Forte del favore di vento, il Genova si installa nella metà campo avversaria e attacca a tutto spiano. Nuova occasione sciupata da Perazzolo in apertura, poi il Torino incassa tre calci d'angolo consecutivi. Ma il Genova li fa battere ad Arcari, che non appare troppo felice nella bisogna (solamente all' ultimo minuto Perazzolo lo sostituirà, ma sarà troppo tardi, perché di angoli il Genova ne otterrà parecchi ma senza successo), cosicché il Torino può rimandare di qualche minuto il pareggio dei rosso bleu. Il quale pareggio avviene al 18' in seguito ad una fuga di Arcari il cui centro provoca l'uscita di Maina e una debole respinta di un difensore granata. Perazzolo raccoglie la palla e la indirizza verso la rete ormai incustodita, ma Brunella fa ancora in tempo ad arrestare il tiro, sennonché Marchionneschi, intervenuto rapido mette in rete il secondo pallone. Come stanno le cose a questo punto, sembrerebbe che la vittoria non debba più sfuggire al Genova. Ma vana sarà ogni pressione dei rosso bleu alla rete granata. L'accortezza della difesa torinese, gli eccessivi palleggi dei rosso bleu che tentano invano di sfondare al centro con Pantani quando sarebbe stato assai meglio allargare maggiormente il giuoco alle ali, l'imprecisione di Genta e di figliola nel servire l'attacco ed infine la grande prova di Maina che riesce a salvare in angolo alcuni tiri pericolosi di Scarabello, uno dei quali, all' ultimo minuto, sembrava irrimediabilmente destinato in rete, tutto concorre a far si che il Torino riesca a lasciare il terreno di Marassi imbattuto. Da ricordare ancora un tiro di un rosso bleu respinto dalla traversa durante una delle tante azioni tumultuose da sotto la porta di Maina. Le squadre: Genova: Fregosi, Agosteo, Vignolini, Genta, Bigogno, Figliola, Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. Torino: Maina, Brunella, Ferrini, Gallea, Allasio, Ellena, Palumbo, Baldi, Galli, Azimonti, Silano. RENZO BIDONE
IL SECOLO XIX (Genova, 18 Gennaio 1937). LA PARTITA TRA GRANATA E ROSSOBLU. GENOVA - TORINO 2-2 (1-2). Della partita, giuocata in una giornata polare e ventosa, sotto un acquerugiola fredda, tipo nevischio, su un terreno impossibile e che non ha mantenuto nessuna delle allettanti promesse della vigilia, il Torino ha covato fuori un match pari preziosissimo che indubbiamente lo premia in misura superiore ai suoi meriti effettivi, nello stesso tempo in cui punisce troppo severamente il Genova per i duo o tre errori di qualche suo attaccante che hanno privato i rossoblu di goals che, dalla tribuna almeno, sembravano già fatti, e per non aver saputo mettere a profitto in misura maggiore quei 45 minuti di sua pressione pressoché ininterrotta che hanno costituito, salvo sporadiche puntate offensive dei granata, il secondo tempo del match. Queste partite, in pochi momenti delle quali è dato di vedere del gioco sono difficilmente valutabili, specie dalla tribuna da dove non si può che misurare a occhio quello che avviene sul campo, e non si sa con precisione quale somma di sforzi richieda ai giocatori il controllo della palla che dopo appena cinque minuti di giuoco è diventata infida e traditrice per il fango, e prende i tagli più impensati e percorre le traiettorie più astruse, a causa del vento. Non parliamo poi di quello che accade quando una squadra si raggomitola in difesa e vuol vivere sul vantaggio o sul match pari, come ha fatto ieri il Torino, e l'altra preme tutta quanta in area avversaria e manda un pallone dietro l'altro a spiovere sul fronte dei terzini rivali, come ha fatto ieri il Genova. Ne viene che, salve quelle poche volte in cui il giuoco è opportunamente allargato alle ali, si hanno nell' area di rigore tempestata delle vere sarabande in cui, più che all' abilità dei giuocatori, offesa e difesa sono alla mercé del caso, del puro e semplice caso. Palloni che slittando sul terreno rendono vano l'intervento di un difensore e nello stesso tempo beffano un' attaccante; che dosati per essere un preciso passaggio diventano tiri in porta perché una gamba qualsiasi li ha deviati in quella direzione; che scaraventati con tutta la forza di un tiro ben riuscito verso la rete avversaria, diventa strada facendo un passaggio al giuocatore avversario più vicino, perché la palla viscida ha perso effetto sul piede di chi l'ha calciata a rete ed invece di andare avanti si è fermata lì, a pochi passi, sorprendendo attaccanti e difensori; palloni che, già agguantati da un portiere o arrestati col piede da un difensore che si accinge poi al rinvio, sfuggono all' uno e all' altro, provocando dei seri guai vedi primo goal del Torino e secondo goal genoano; palloni, infine, che arrivano inaspettati sul piede del giuocatore meglio piazzato per il tiro e che preso così alla sprovvista, si ingarbuglia sulla palla e viene indietro e perde tempo, e col tempo l'ottima occasione per cogliere di sorpresa tutti (vedi Pantani al 40' del secondo tempo). Partita, in sostanza, delle occasioni perdute e delle cose più inaspettate che per la stessa natura del giuoco che le innerva, sono fatte più che altro dal vigore agonistico dei singoli. La cronaca ne vale il commento. LE OCCASIONI PERDUTE. Come occasioni perdute, per esempio, si è incominciato presto, ieri. Già al 4', Arcari reso libero da un pallone "virgolato" da Ferrini, ha possibilità di tiro quasi piazzato, ma alza sopra la traversa. Questa non è che un' avvisaglia delle due magnifiche occasioni che Perazzolo perderà, quattro minuti dopo, l'una dietro l'altra, la prima su un tiro trasversale di Genta e la seconda su un calcio di punizione dal limite, fintato da Genta che fa credere di voler tirare direttamente a rete e invece passa al suo mezzo destro che è lì, liberissimo. La palla rimbalza sullo spigolo superiore della traversa e va fuori, mentre tutti i giuocatori granata, portiere stesso in prima linea, erano stati spiazzati dalla finta di Genta. Tutto ciò deve impensierire il Torino, il cui centro mediano viene alla ribalta con un giuoco in cui la ponderosità va accoppiata alla chiarezza di idee e alla relativa precisione dei passaggi. Comincia una pressione sempre più marcata dei torinesi, che all' 11' ottengono un corner su un violento tiro di Allasio deviato da Vignolini e due minuti dopo vanno in vantaggio nella maniera più impensata. Tocca a Silano di aprire la marcatura, con un pallone formidabile, raso terra, spedito a rete un attimo prima che Agosteo possa "entrare" su di lui. Fregosi è in tuffo sulla palla e se la tira sotto il petto., tanto che ogni pericolo sembra scongiurato ormai: invece si vede la palla sgusciare dalla stretta del portiere genoano e finire in rete. Un autentico infortunio che secondo noi va diviso così: un po' di merito a Silano per il tiro-cannonata, molto demerito a Fregosi che non avrebbe dovuto lasciarsi sfuggire il pallone; molta colpa anche a quello dei diversi dirigenti tecnici genoani cui spetta di curare il campo da giuoco. Se la segatura che ora, a goal subito, il massaggiatore del Genova va a spargere in gran copia sulla linea di porta di Fregosi fosse stata messa lì all' inizio del giuoco, molto probabilmente il guaio non sarebbe accaduto. Naturalmente ora acquista quota il giuoco dei torinesi mentre i genoani accusano il colpo e stentano a ritrovarsi. Tessitura granata a metà campo facente perno su Allasio e avente base sulle due mezz'ali; lavoro di arginamento dei difensori rossoblu, tra i quali Figliola rompe bene ma non riesce a costruire, e Bigogno stenta a trovare il bandolo della matassa. Due o tre parate dei portieri su calci di punizione, due o tre interventi di Agosteo e Vignolini su calci d'angolo provocati da attacchi granata un momentino più pressanti, e finalmente, in un' azione di contrattacco genoano venuta fuori direttamente da una maggior pressione granata allentata improvvisamente da Bigogno che dà a Pantani, il primo pareggio genovese. DALL'UNO A UNO AL DUE A UNO. Sono tre uomini (Pantani - Arcari - Marchionneschi) che lo ottengono con un' azione lineare, nitida, facilitata anche dallo spostamento in avanti della difesa granata quasi tutta intenta a seguire il suo attacco che ancora un attimo fa stava premendo su Agosteo e Vignolini. Quando Pantani, attiratosi addosso uno dei due terzini avversari, lancia Arcari, dall' altra parte del campo parte Marchionneschi che, liberissimo, viene al centro intuendo il traversone di Arcari. Infatti l'ala destra rossoblu stringe appena quanto è necessario per una migliore angolazione e poi traversa da destra a sinistra, tagliando fuori i due granata retrocessi in difesa. Marchionneschi, del quale si è detta l'azione, è di scatto sulla palla e, prima che Maina possa intervenire, la manda in fondo al sacco. (41' minuto). Ristabilite le distanze, si pensa che si arriverà al riposo in pareggio e che nella ripresa si rifaranno da capo tutti i conti, ivi compreso quelli del vento che allora sarà favorevole al Genova. Invece si arriva al riposo ancora col Torino in vantaggio. Esattamente due minuti dopo il goal di Marchionneschi, Palumbo lavora la palla in prossimità della linea di fondo genoana.: Vignolini entra su di lui ma non riesce a carpirgli la sfera, poi scivola e cade; Palumbo lo schiva, si porta anco più vicino alla linea di fondo e da qui, liberissimo, centra. E' una specie di calcio d'angolo volante, questo, e il pallone spiove a fil di palo su Fregosi. Qui Galli, che si è portato sotto al portiere avversario, salta bene e di testa mette in rete. La ripresa è quel continuo, disperato assalto genoano alla rete granata, di cui si è già detto in principio. Già al 33'', Perazzolo manca una palla mandata al centro da Marchionneschi che dopo aver giuocato un primo tempo in ombra è ritornato ad essere intraprendente e veloce, come domenica scorsa a Trieste. Poteva arrivare meglio su quel pallone il mezzo destro genoano? Dalla tribuna si sarebbe detto di sì: sul campo può essere stata una cosa impossibile, perché al momento dello scatto il terreno può non aver sostenuto l'attaccante genoano. Comunque sia, la bella occasione sfuma. Per dare l'idea di quello che è stato questo secondo tempo, varrebbe più mettere in rilievo quel poco che i granata han fatto dal che si potrebbe arguire tutto quello che non han potuto fare, obbligati come erano a difendersi. Essi non vorrebbero assumere, fin dall' inizio della ripresa, l'atteggiamento prudenziale delle squadre che giuocano a difendere un vantaggio o per il match pari ma è il Genova che li costringeva nella loro area, da cui non escono che al 5' e al 16' minuto, per due attacchi condotti da Galli e poggiati ora su Silano e ora su Palumbo, che fruttano loro due calci di punizione dal limite, infruttuosi. Giusto al 17' poi, subiscono il goal del pareggio, maturato attraverso una serie di attacchi rossoblu, portati ora da destra ora da sinistra, troppo sovente però stretti al centro dove lavorano attivamente Allasio e le due mezz'ali granata. Al 17', si diceva, Arcari riesce a centrare dritto sulla porta torinese: Maina tocca di pugno e devia, Pantani raccoglie e passa a Perazzolo. Qui non si può più seguir bene la palla che appare e riappare in mezzo a una selva di gambe. Finalmente, la si vede indirizzata da Arcari, ci pare, da destra a sinistra, rimbalzare e strisciare su un piede, sfuggire al controllo di Maina sdraiato per terra fuor di porta e arrivare così a Marchionneschi che è venuto dal centro e che da pochi passi la mette dentro dopo aver vinto l'ultima resistenza di un terzino retrocesso in difesa della rete. LO STERILE PREDOMINIO GENOANO. Da questo momento in poi la pressione genoana diventa, se è possibile, ancora più decisa. Si pensa che la rete torinese debba essere espugnata da un momento all' altro ancora una volta. Invece, vane sono due o tre azioni di Scarabello; vani sono tutti i calci d'angolo che il Genova ottiene in serie, l'uno dietro l'altro. Un poco è demerito degli attaccanti genoani che non sanno dare ordine al loro lavoro e che accentrano troppo il giuoco in una ristretta cerchia di terreno; molto è merito di Maina che salva ripetutamente la sua rete da capitolazioni ritenute inevitabili. Così, su un tiro di Marchionneschi al 28' (parata volante del portiere - capitano del Torino); così su una cannonata per tiro di punizione di Agosteo, dal limite; così ancora su una punizione calciata ancora da Agosteo, al 39' minuto, e deviata in corner. Qui Figliola, raccogliendo di testa lo spiovente dall' angolo, manda dritto sulla traversa, a portiere avversario già battuto. E' ancora Figliola che al 43', tenta il goal con un tiro violentissimo scoccato dalla posizione che, a sostegno di Scarabello e di Pantani, è venuto assumendo al centro del campo: ancora una volta Maina, con un volo magnifico, devia in angolo. In tutto questo tempo il Torino è uscito dalla fornace ardente da prima con quei due o tre attacchi di cui si è già detto, e poi per un' azione dell' ala destra che ha impegnato Fregosi in una parata in tuffo (26' minuto), al 35' minuto per una bell' azione triangolata, con un tiro finale di Palumbo piazzato a lato del montante, e infine al 42' per ottenere un corner ancora su una puntata offensiva di Palumbo. Per contare tutti i calci d'angolo ottenuti dal Genova in questo secondo tempo, ci vorrebbe un pallottoliere. Questa, in sostanza, la partita. Per certo genere di giuoco - come si è detto - il miglior commento è la cronaca. Il Genova non è stato irresistibile come a Trieste, ma aveva di fronte tutt' altro avversario; il Torino - che mancava di Buscaglia e di Bo - ha giuocato due toni sopra la sua recente esibizione di Sampierdarena. Le due squadre hanno confermato la buona forma che ormai tutti conosciamo loro. L'arbitro, Mazzarino di Roma, ha diretto onestamente. Hanno assistito al match il Prefetto e il Federale. Le squadre: GENOVA: Fregosi - Agosteo, Vignolini - Genta, Bigogno, Figliola - Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. TORINO: Maina - Brunella, Ferrini - Gallea, Allasio, Ellena - Palumbo, Baldi, Galli, Azzimonti, Silano. RENATO COMPARINI.
GAZZETTA dello SPORT (Milano, 18 Gennaio 1937). IL TORINO DA' NEL PRIMO TEMPO LEZIONE DI BEL GIOCO ma si salva a stento nella ripresa dal ritorno in potenza del Genova. GENOVA - TORINO 2-2 (1-2). Marcatori: Silano (T) al 13', Marchionneschi (G) al 42', Galli (T) al 44' del primo tempo; Marchionneschi (G) al 19' della ripresa. Genova: Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. Torino: Maina; Brunella, Ferrini; Gallea, Allasio, Ellena; Palumbo, Baldi, Galli, Azzimonti, Silano. Arbitro: Mazzarini di Roma.Segnalinee: Rossi e Garotta di Milano. Spettatori: 6.000 circa. Pioggia, terreno sdrucciolevole, ma a fondo duro. Vento sensibile e irregolare: a favore del Torino nel primo tempo, del Genova nella ripresa. Calci d'angolo del primo tempo: quattro per il Torino e uno per il Genova.; nella ripresa otto per il Genova e uno per il Torino. Genova, 17 gennaio. Il Torino, benché privo del suo realizzatore più redditizio e di Bo, ha dato lezione di bel gioco sbrigativo nel primo tempo. Al Genova non è restato che prenderne atto, dopo aver giocato con vigorosa offensiva il periodo iniziale della gara. Raggirato nelle geometrie di un' azione composta, agile, velocissima, un po' tentennante in Agosteo e superato in scatto a metà campo, questo Genova ha dovuto irrigidirsi sulla difensiva. Ed è parso anche spacciato quando il Torino, passato presto in vantaggio con un tiro magistrale di Silano, ha accelerato il ritmo della sua azione e ha messo ancor più in luce il vigore generale della compagine e la snellezza delle sue concezioni. Qui il Genova, tre minuti prima della fine del tempo, conseguiva il pareggio con classico spunto di contropiede, di quelli che appunto diventano irresistibili perché colgono alla sprovvista la squadra che gravita in avanti, sicura di sé e della sua superiorità. Tutto da rifare per i granata. E il tutto era rifatto nel giro di due minuti. Perfetto traversone di Palumbo e perfetto tocco di testa di Galli ridavano il vantaggio alla squadra che per la verità aveva dimostrato di valere di più, di giocar meglio, di muoversi più svelta. Al secondo tempo i ruoli si invertivano. Col vento. Ma non sarebbe logico attribuire al solo vento tutto il merito del bel gioco torinese né quello della vigorosa riscossa genoana nel secondo. C'è proprio stato un autentico capovolgimento di valori. Vuota la mediana granata che aveva dato spettacolo e lezione (specialmente con Gallea) nel primo tempo, abbandonato l'attacco che pure non chiedeva che la carità di qualche pallone per farsi valere, incerta e accatastata l'estrema difesa poco prima risoluta e precisa. LA POTENZA DEL GENOVA. Per contro il Genova ha portato i suoi terzini a metà campo, ha smistato palloni in serie sul fronte d'attacco, ha premuto con una costanza e una decisione degne di miglior effetto. Perdute due occasioni immediate di pareggiare, ha tempestato senza soste nell' area torinese, ha imbottito i granata di calci d'angolo, di tiri di punizione, di sventole risolute. Ottenuto il pareggio a metà circa del tempo, la storia è continuata e secondo ogni logica i granata avrebbero dovuto capitolare. Invece hanno tenuto fino al termine, scomponendosi di minuto in minuto sempre più ma aiutandosi con molta energia e (naturalmente come sempre in simili casi) con un briciolo di fortuna. La gara è così finita in pareggio, malgrado il Genova abbia messo all' attivo una enorme superiorità di pressione nel complesso della gara e abbia restituito moltiplicando per due quello che in fatto di pericoli aveva dovuto incassare nel primo tempo. E' anche vero che il gioco genoano, pur nei suoi momenti di maggior efficacia, non ha mai raggiunto le bellezze di stile, sfoggiate dai torinesi nel primo tempo. Tutto sommato un pareggio che premia meglio il Torino ce non il Genova. E una partita che ha messo in luce la potenza dissimile ma pure equivalente di due belle squadre. Partita vigorosa, varia e volitiva, combattuta senza soste e senza cattiveria. E anche partita ben diretta. Ne sia dato atto all' arbitro Mazzarini che ha saputo tenerla in pugno con efficacia e precisione tecnica, vincendo le difficoltà non trascurabili della situazione. LE SQUADRE: UNA PER TEMPO. Cosa sia intervenuto a modificare radicalmente il contegno tecnico delle squadre in campo fra l'una e l'altra parte della gara è difficile dire. Escluso che sia stato solo l'influsso del vento, dovrebbe essere pure esclusa anche la volontà di praticare una determinata tattica. Il Genova si è chiuso in difesa nel primo tempo; alla difensiva è stato costretto dall' azione lineare degli avversari. Né il Torino ha ubbidito a una tattica quando nella ripresa è calato paurosamente. Se avesse fatto così di proposito avrebbe almeno conservato quel tanto di superiorità nei duelli personali da escludere le agitatissime mischie sotto Maina. Invece gli uomini in maglia granata sono apparsi ripetute volte letteralmente sommersi dallo scatto dei genoani. Proprio il contrario di quanto avvenuto nel primo tempo. Si ha un po' l'impressione che questa bella compagine torinese abbia lasciato sul terreno sdrucciolevole (e perciò faticoso senza essere propriamente pesante) la sua baldanza fisica. Ha esaurito le sue forze nello smagliante primo tempo e si è trovata in crisi di stanchezza al cinquantesimo minuto. Il che mette in causa lo stato di salute della squadra, che forse sta per sfiorare il punto cruciale del super allenamento. Ha impressionato soprattutto il crollo di Allasio, raramente efficace neppure nel primo tempo e quello del settore Gallea - Baldi che era stato portentoso nel primo periodo della gara. Forse in dipendenza di ciò anche i terzini si sono fatti subissare nella confusione e nel ripiego. Maina è stato il solo che non abbia perduto la testa; incappato in qualche forzato rinvio corto, si è riabilitato con tre salvataggi in angolo da fare epoca. Ottimamente invece hanno tenuto fino al termine i tre uomini di punta: il potente e svelto Silano, l'intraprendente galli, l'esatto Palumbo. Ma il secondo tempo non può far dimenticare l'immagine superba del Torino spigliatissimo e vincitore dell' inizio. Ha dato spettacolo di gioco, di equilibrio, di fusione. E appunto per queste sue caratteristiche ha posto tutti i suoi componenti allo stesso piano. Un piano nobile per valore atletico e intelligenza di mosse. FERMATA SUL LIMITE. Per la stessa ragione il Genova deve essere ricordato nel secondo tempo, quando Agosteo si è riscattato dall' imprecisione e Bigogno ha ritrovato tutta la misura del suo gioco e Perazzolo è balzato fuori con l'energia che lo distingue e Scarabello ha fatto sfoggio di fiuto e di risolutezza. E' sempre difficile giocare bene e con stile quando l'avversario fa mucchio nella propria area; neppure al Genova è riuscita tale impresa titanica. Ma ha mostrato quel che vale con la risolutezza del suo lavoro di sfondamento. Squadra potente, squadra efficace, anche se la sorte e la tenacia degli avversari e la bravura di Maina l'hanno fermata sul limite del successo concreto, che non sarebbe stato rubato. Fra i più valenti della brigata rossoblu (oggi però in maglia bianca) meritano di essere citati - anche perché messisi in luce nell' intero arco dei 90 minuti - Vignolini (colpitore eccezionale), Figliola (il migliore dei mediani), e Arcari, quest' ultimo in progresso di forma. Pantani ha avuto il solito merito di capire la mossa da fare e il solito torto di non arrivare che raramente a compierla. Marchionneschi ha sfruttato alla perfezione le due palle conclusive. LE RETI DELL' EQUILIBRIO. Il Genova poteva aprire la marcatura perché si teneva al comando delle operazioni nei primi minuti e al 9' Perazzolo aveva la palla buona, su calcio di punizione. Ma faceva cilecca, mentre un suo successivo tiro (pure di punizione) sfiorava lo spigolo alto della traversa. Poi il Torino aveva la meglio e dominava letteralmente, facendo perno principalmente sul lavoro a passaggi di Allasio, sugli allunghi al centimetro di Gallea e sui traversoni di Palumbo. Al 13' la rete di Silano, il quale era lanciato da Azimonti che deviava un centro dell' ala destra. Sul pallone si lanciava Silano e muoveva Agosteo; il quale, pur avendo il vantaggio del tempo, tentennava, forse preoccupato di una finta. Silano poteva così sparare di destro raso terra potentissimo diretto nei pressi del portiere. Fregosi tentava di bloccare in tuffo e toccava la palla che però gli sfuggiva ed entrava in rete. Il Torino dominava sempre più con gioco elastico che teneva l'intera lunghezza del campo e Silano si faceva autore di due bei tiri che Fregosi parava in presa. Le cose si facevano anche più gravi per il Genova dopo la mezz'ora, con una successione di angoli a sfavore e con un gesto d'irritazione di Agosteo verso Palumbo. Ma proprio allora il Genova rompeva l'assedio con una fuga iniziata da Bigogno e Perazzolo, continuata da Pantani e conclusa da Arcari con una volatina che lo rendeva libero e padrone della palla. Tiro forte che attraversava tutta la porta e che Marchionneschi raccoglieva sul palo opposto mettendo la palla a rete (42'). Il Torino riscaldava i suoi temi di gioco alto e calmo e coglieva al 44' la sua perfetta seconda rete: centro di Palumbo scoccato dopo un duello con Vignolini, dall' estremo fondo del campo; tocco di testa di Galli e rete. LA BATTAGLIA IN POCHI METRI. La ripresa vedeva il Genova sull' orlo del pareggio, avendo due volte, nel giro di pochi secondi, dato a Pantani la palla della rete. La prima, su centro di Marchionneschi, era malamente sciupata. La seconda dava luogo a un tiro che rimbalzava sul piede di Brunella e finiva a fondo. Breve mischia sotto Fregosi che perde la palla e viene salvato a stento, poi tutto il Genova avanza. Praticamente si giocherà ad una porta sola per il resto della gara, la mediana genovese dominando di tutta un 'altezza la situazione. La pressione si muta ben presto in assedio, rotta dai calci d'angolo e dai tiri che passano a lato. Solo verso il 13' Galli dà un po' di respiro con una fuga che provoca un tiro di punizione dal limite. Spara Silano, prima sul mucchio dei difensori, poi - riprendendo la palla - su Fregosi che blocca. Al 19' Arcari provoca il pareggio con una sua centrata esatta che Maina devia di poco. Scarabello raccoglie e spara raso terra e il portiere ancora a terra può sfiorare ma non trattenere la palla che Marchionneschi intercetta sul palo e mette in rete. Ormai nulla più trattiene il Genova, se non la barriera confusa dei granata che mettono in angolo o a lato a tutto spiano. Prodezze di Maina e di brunella su tiri di Scarabello (micidiale per esattezza) e di Pantani. Breve parentesi di Silano e Galli al 35', tanto quanto basta per far correre un brivido ai tifosi genovesi (molti e che tifo!) poi la beneficiata di Maina che è bersagliato a ripetizione. Anche da Agosteo che scende a battere i calci franchi. Numerosi altri calci d'angolo: uno portentoso conseguito da Maina su punizione di Agosteo (40') e subito - come diretta conseguenza - un colpo di testa di Scarabello che fa rimbalzare il pallone sulla traversa e provoca una mischia di oltre un minuto durante la quale avvengono cose incredibili: da Maina che vaga carponi fra le gambe altrui alla cerca del pallone, a Pantani che tenta col tacco il tiro a rete vuota e Allasio salva. Come finale un tiro violentissimo, nell' angolo a sinistra, di Scarabello, Maina (45') mette fuori dal fondo anche quest' ultimo pallone. E il Torino non ha perso! MARIO ZAPPA. LA PIOGGIA, L'INCASSO, L'ASSICURAZIONE. Genova, 17. In relazione al tempo piovoso che poteva influire dannosamente sull' introito della gara Genova - Torino, la direzione del sodalizio genovese aveva provveduto ad assicurare presso una società specializzata un minimo di 80 mila lire, contro un premio di cinquemila. Condizione per il pagamento dell' indennizzo era che dalle ore 11.30 alle 14.30 venisse registrato dai pluviometri acqua per mm 2. Siccome pioveva sul serio oggi a Genova, così la registrazione è arrivata a mm 4 e la società rosso-blu riceverà l'indennizzo di 35 mila lire, differenza fra l'introito effettivo e il minimo assicuratole.
IL LITTORIALE (Roma, 18 Gennaio 1937). GENOVA E TORINO 2-2 (1-2). IL TORINO PAREGGIA A GENOVA dopo aver chiuso in vantaggio il primo tempo. Genova - Fregosi; Agosteo, Vignolini; Genta, Bigogno, Figliola; Arcari, Perazzolo, Pantani, Scarabello, Marchionneschi. Torino - Maina; Brunella, Ferrini; Gallea, Allasio, Ellena; Palumbo, Baldi, Galli, Azzimonti, Silano. Arbitro - Mazzarini, di Roma. Giornata fredda, ventosa; spettatori, circa 4000. Marcatori: Silano (T) al 14', Marchionneschi (G) al 41', Galli (T) al 43' del primo tempo; Marchionneschi (G) al 18' della ripresa. Genova, 17. I granata, benché scesi in campo privi di Buscaglia e di Bo, sono riusciti a strappare un prezioso pareggio ai rosso-bleu, approfittando nel primo tempo di due incertezze dell' estrema difesa genovese. Nel primo tempo il Torino aveva scelto il campo in favore di vento; e poiché il vento era fortissimo, la superiorità dei granata risultò, specialmente verso la fine, abbastanza netta da giustificare la scelta. Sennonché il Genova avrebbe anche potuto chiudere il primo tempo alla pari senza due incertezze del suo portiere, che facilitarono il successo dei granata. Nella ripresa si è giocato quasi sempre ad una sola porta; ma il gioco troppo cincischiato degli attaccanti rosso-bleu, e le bravure di Maina hanno impedito al Genova di cogliere quell' affermazione che sarebbe stata bene meritata. Del Torino il migliore uomo è stato il portiere Maina, bene coadiuvato dai terzini e dal centro-sostegno Allasio. All' attacco si sono distinti Galli e Silano. Dei genovesi, buona la prova di Agosteo, il migliore fra i rosso-bleu, e di Bigogno, mentre i laterali non sono stati precisi nel servire i compagni di prima linea. All' attacco si sono distinte le mezze-ali e Marchionneschi, realizzatore come non mai. Attacchi iniziali del Genova, poi il Torino, favorito dal vento, si porta decisamente all' offensiva e al 14' su passaggio di Azzimonti, Silano spara un improvviso tiro da una ventina di metri: il pallone colpisce in pieno il portiere rosso-blu, che nel tentativo di parata cade mentre la palla schizza in rete. Qualche timido contrattacco del Genova non ha esito. Verso la fine del tempo la superiorità del Torino si fa netta. Ma i granata dopo avere ottenuto alcuni calci d'angolo debbono subire il pareggio al 41', in seguito ad una magnifica azione volante impostata da Perazzolo, proseguita da Arcari, conchiusa da Marchionneschi con un tiro da pochi metri. E' stato il più bel goal della giornata; poiché l'azione partita da metà campo, ha tagliato fuori completamente tutti i difensori granata. Sennonché due minuti dopo Palumbo, sfuggito facilmente alla difesa rosso-blu che si attardava in inutili palleggi, ha messo al centro uno spiovente: Fregosi non si è mosso per tentare di impedire a Galli di raccogliere la palla di testa; così il giuocatore granata ha potuto segnare il secondo punto per la sua squadra. Nella ripresa si sono avute alcune magnifiche parate di Maina e numerose mischie in area granata. Il pareggio del Genova è stato ottenuto al 18' in seguito ad un tiro di Arcari, male respinto da Maina. Perazzolo ha raccolto e poi ha indirizzato nella rete incustodita; ma Maina ha fatto ancora in tempo a deviare il pallone che ripreso definitivamente da Marchionneschi è finito in rete. Verso la fine poi il valoroso portiere del Torino ha salvato la sua squadra dalla sicura sconfitta, deviando in angolo alcuni pericolosi tiri di Scarabello.
16° GIORNATA: Bologna - Alessandria 4-0, Fiorentina - Lucchese 2-2, Genova - Torino 2-2, Juventus - Bari 2-0, Milan - Lazio 5-3, Novara - Sampierdarenese 3-3, Roma - Napoli 1-0, Triestina - Ambrosiana 1-1. CLASSIFICA: Bologna e Lazio 23; Torino 21; Juventus e Milan 20; Genova 17; Fiorentina e Lucchese 16; Ambrosiana, Bari e Roma 15; Napoli, Sampierdarenese e Triestina 12; Novara 10; Alessandria 09.
LO SPORT ILLUSTRATO - Genova - Torino 2-2 - Pantani, il discusso Pantani dal tiro potente e dalle mosse studiate, ha sfrecciato il pallone a bersaglio. Ma Maina, che è stato uno dei più interessanti protagonisti dell' incontro, gli risponde a tono con mirabile presa. Fra i due Brunella, in posizione d'attesa degli ulteriori sviluppi dell' azione.
La mediana rossoblù: Genta, Bigogno e l'argentino Figliola. Nella partita di andata al posto di Figliola venne schierato Bonilauri.
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