|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| HOME | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| CAMPIONATO 1914-15 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Stagione 1914-15 | Cronache Girone | Cronache Semifinali | Cronache Finali | Extra | Campionato | Tabellini | Giocatori | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
IL SETTIMO TITOLO
Riconfermato per la nuova stagione Mister William Garbutt, il Genoa cambia completamente aspetto diventando, a parte trainer e Walsingham, quasi interamente italiano. Gli Inglesi che componevano in larga parte le file rossoblù, per ragioni che vanno dal lavoro alle questioni belliche, lasciano il sodalizio genovese che comunque non si lascia trovare impreparato, ed anzi, con la fine della squalifica di Sardi e Santamaria, costruisce una squadra degna di ambire al titolo sfuggito l'anno addietro a vantaggio del Casale. Il campionato però non è certamente dei più lineari, molti giocatori svolgono il servizio militare e prima delle partite i dirigenti genoani devono riuscire ad ottenere i permessi dalle caserme per costruire una formazione che metta in campo il numero maggiore di titolari. Per questo la rosa della squadra è forzatamente ampia e, nella seconda parte del torneo, ricorre spesso e volentieri ai giovani giocatori della squadra riserve. Durante la stagione il Genoa schiera in campo tre portieri, Rolla, Gnecco ex Liguria e Lissone che ritorna da quattro anni passati in squadre romane. Costa invece gioca con la squadra riserve come Maineri che dopo alcuni anni torna titolare in un derby con la Doria. In prima squadra, come detto, fanno la comparsa in alcune gare le riserve Barabino, Magnano e Ferrari mentre esordisce Augusto Bergamino che assieme a Leale, diventato titolare sinistro nella mediana rossobù dopo alcune presenze nella stagione passata, sarà protagonista anche negli ultimi due titoli conquistati dal sodalizio genovese. Gli inserimenti più importanti per la stagione genoana sono però quelli di Sardi e Santamaria che, squalificati dopo il passaggio remunerato dal Doria al Genoa, possono ora calcare i campi con una maglia più consona al loro valore.
Tra i partenti c'è il portiere svizzero Surdez, che in verità aveva lasciato già a metà campionato scorso, Campodonico, l'inglese Smith che ritroviamo nell' Alessandria assieme a Della Casa. Lo svizzero Bauer e i fratelli Albino e Giulio Crocco smettono l'attività (c'è un terzo fratello che gioca nelle riserve) mentre lasciano Genova Dawis e soprattutto il cannoniere Grant, capace di mettere a segno ben 41 reti nei due anni passati sotto la Lanterna. Un' altro giocatore in verità viene a rinforzare l'attacco genovese, si tratta di Felice Berardo che, proveniente dalla Pro Vercelli, ha all' attivo 13 presenze con la nazionale. L'acquisizione del forte giocatore, assieme invece a quella tentata e fallita di Mattea del Casale, chiaramente non poteva passare inosservata, di conseguenza si apre un processo e la trattativa viene giudicata non regolare e così il giocatore subisce una squalifica mentre il Genoa come al solito si becca una multa e questa volta anche la squalifica del campo. Così, dopo la partita casalinga con l'Acqui, il Genoa si trasferisce, per modo di dire non dovendo fare molta strada, allo Stadium di Piazza Verdi, davanti alla Stazione Brignole. Il civettuolo campo era stato costruito per l'importante avvenimento tenutosi a Genova, l'Esposizione Igene, Marina e Colonie del 1914. Su questo campo si erano tenute tutte le manifestazioni sportive che facevano da contorno al grande avvenimento, era stato perfino costruito un teatro a forma di nave che emergeva nel mezzo di un bassissimo laghetto artificiale. Nonostante il notevole cambiamento di squadra i rossoblù vengono indicati dalla critica come indubbiamente i più favoriti alla conquista del titolo di Campioni d'Italia.
Per la stagione 1914-15 le formazioni facenti parte la prima divisione della Lega Nord vengono suddivise in sei gironi da sei squadre ciascuno, che vedranno qualificarsi per la fase successiva le prime due formazioni classificate più le migliori terze. I rossoblù non trovano ostacoli nel proprio girone, vincono nove incontri incappando in un unica brutta sconfitta ad Alessandria in cui devono affrontare la partita per metà del tempo ridotti in 9 uomini, per l'espulsione di Santamaria e l'infortunio di Walsingham. Alla fine i genovesi raccolgono ben 61 reti subendone solamente 5, di cui 3 nella partita in terra piemontese, mettendo in risalto tutto il suo potenziale offensivo. Il 04 Ottobre 1914 in Acqui - Genoa gli uomini di Garbutt, riportando un tennistico 16-0 raggiungono un record ancora oggi imbattuto, e ormai crediamo imbattibile, per una vittoria riportata in una trasferta. La partita è affrontata dall' Acqui in 9 uomini poiché due atleti non risultano regolarmente tesserati. La cavalcata del Genoa continua con una larga vittoria per 7 a 0 sul Savona ed una più ristretta, di solo 3 a 0 contro l'Andrea Doria. Dopo la sfortunata partita di Alessandria i genoani tornano alla vittoria battendo a Bolzaneto la squadra dell' Associazione Calcistica Ligure e si ripetono, in maniera più ristretta a Marassi, mettendo nella rete dell' Acqui altri 12 palloni che si dimezzano, ma sempre tanti sono, in quella del Savona la settimana seguente. Arriva il giorno del derby di ritorno da giocarsi alla Cajenna contro il Doria. I doriani, in una giornata alquanto burrascosa, giocano duro nel tentativo di limitare il passivo ma beccano comunque chiudendo già il primo tempo al passivo di due reti. Sotto un temporale e un vento fortissimo la differenza di classe e di potenza dei genoani risplendono ancor di più e nel secondo tempo fioccano i goal per la squadra genovese. I doriani curiosamente si ritirano uno dopo l'altro. Alla fine pure Sardi e Santamaria si ritirano e dopo l'espulsione di Griffini, a dieci minuti dalla fine, l'arbitro deve fischiare la fine dell' incontro perché non ci sono abbastanza doriani in campo per continuare.
Il 29 novembre il Genoa affronta allo Stadium di Piazza Verdi, di fronte a 5.000 spettatori, la partita di ritorno con l'Alessandria. Il Genoa è avvantaggiato già di due punti ed una vittoria oltre a vendicare l'unica sconfitta patita può mettere una pietra sopra alla conquista della prima posizione del girone. il Genoa risolve la questione nel primo tempo segnando direttamente su calcio di punizione con Magni e raddoppiando con Walsingham, che raccoglie un altra punizione calciata però da De Vecchi. Nella ripresa c'è il ritorno dei grigi che accorciano le distanze senza però rimettere in equilibrio le sorti della contesa. Cannoniere principe di questa prima fase di torneo è Santamaria seguito da Sardi e Walsingham. Da questo si può dedurre che senza la squalifica patita dai due ex doriani probabilmente il Genoa si sarebbe potuto opporre ancora più temibilmente al Casale. I genovesi chiudono il girone battendo ancora il Liguria con una differenza di tre reti, aggiudicandosi così il girone e il passaggio alle semifinali. Nella lunga pausa i rossoblù giocano le consuete amichevoli, alcune delle quali non portate a termine per via del cattivo tempo che non permette di svolgere regolarmente le partite col Como e con una selezione composta dai migliori giocatori italiani e stranieri del campionato. Comunque il Genoa disputa quattro partite di cui tre con squadre milanesi. Una vittoria convincente a Torino contro i granata per 3 a 2, un altro successo per 2 a 0 sull' U.S.M. ed un doppio confronto col Milan, terminato con una vittoria a Genova e una sconfitta in Lombardia, fanno da preludio al Girone di Semifinale. Al Genoa tocca il girone più difficile, a farne parte i campioni uscenti del Casale terminati un punto dietro alla Pro Vercelli e la Juventus che aveva dovuto lasciare il primo posto al Torino che con 9 vittorie e 1 pari si presentava quindi imbattuto alla seconda fase del torneo. Cenerentola predestinata il Venezia, terzo nel suo gruppo dietro a Verona e Vicenza ma sopra Padova, Udinese e Petrarca.
La prima gara vede una netta vittoria dei genovesi per 4 a 0 sulla Juventus. Le reti di De Vecchi su rigore, Benvenuto, Sardi e Magni sono un buon messaggio alle avversarie soprattutto in vista della partita più importante, quella col Casale. Il Genoa viene accolto con gran simpatia a Venezia, squadra che aveva meravigliato contro il Casale, ma in campo è implacabile ed esce dalla Laguna con un sonante 3 a 0. Il Casale cade 4 a 2 a Torino quindi la partita successiva coi nero stellati può essere decisiva perché una seconda sconfitta metterebbe fuori dai giochi i piemontesi. Il Genoa non si lascia scappare l'occasione e domina la partita surclassando gli avversari con un perentorio 3 a 0. Walsingham porta in vantaggio i genovesi risolvendo una mischia poi nella ripresa Santamaria da prima raccoglie un centro e spedisce nella rete e poi arrotonda il risultato raccogliendo una respinta di Pennano su di un tiro di Berardo. Il Genoa a turno ha dovuto fare a meno di Berardo, Rolla, Benvenuto, Pella poi Leale, Walsingham ecc. dovendo ricorrere spesso a Sardi in mediana ma nonostante tutto ha ormai in mano il passaggio alla finale. Il 21 Febbraio, la gara di ritorno contro i bianco-neri viene rinviata per impraticabilità del campo ed il Genoa, la settimana dopo, strapazza i veneti nero-verdi mettendo a segno 9 reti, giocando addirittura più di metà incontro in 10 per infortunio a Magni mentre anche casale - Juventus è rinviata per maltempo. Il Genoa si presenta a Casale con in tasca la sicurezza che, anche se tutto va male nelle restanti partite, può comunque avere una terza possibilità attraverso uno spareggio. Infatti la situazione vede i genovesi a 8 punti e le due squadre piemontesi a 4. Contro i nero stellati però la faccenda è dura, si parte senza De Vecchi, Magni, Benvenuto e Rolla e dopo essere finiti sotto di due reti prima la squadra di garbutt accorcia le distanze e poi fallisce con Sardi un rigore. Mariani e poco dopo Passeroni vengono espulsi e la partita termina con la vittoria dei Campioni d'Italia uscenti che però possono sperare in una vittoria della Juventus sul Genoa ed in un' altro loro successo sugli stessi bianco-neri nelle partite da recuperare.
Le speranze nero stellate vanno deluse, la partita di Torino rimane equilibrata nel primo tempo ma nella ripresa i genoani confermano la loro netta superiorità concludendo l'incontro con un sonante 5 a 2. Santamaria, Mariani e Berardo, sempre più integrato negli schemi genovesi, mettono la firma sulla vittoria. Le avversarie le hanno tentate proprio tutte, la Juventus, come aveva già fatto il Casale schierando l'ex granata Pennano, mette in campo addirittura Leone della Pro Vercelli, ma i risultati non arrivano. Nel frattempo negli altri gironi il Milan elimina Alessandria e Novare, l'Internazionale l'Andra Doria e il Vicenza (16 - 0 la partita a Milano e 0 - 0 in quella di ritorno in veneto) totalizzando 27 reti contro solo due subite. A candidarsi però come maggior antagonista del Genoa è il Torino, che vince tutte le 6 partite di quello che è il girone più facile se non fosse che il passaggio del turno è conteso con la Pro Vercelli sconfitta in entrambi gli incontri. Altra pausa e due incontri amichevoli con Internazionale, con egual esito di quelli precedenti col Milan, la disputa del Torneo Pasquale e della Coppa Lombardia che vede nuovamente i rossoblù strapazzare con un 5 a 0 i poveri dirimpettai dell' Andrea Doria. Si arriva dunque alla disputa del girone, con sempre più incombente l'entrata in guerra dell' Italia, col Genoa e il Torino favoriti nel pronostico sulle due squadre milanesi. Le prime partite vedono i granata giocare in casa contro i nero-azzurri mentre per il Genoa si profila la trasferta in terra rosso-nera. E subito arrivano due risultati inaspettati dai più.
L'Internazionale ferma sul 2 a 2 il Torino mentre a Milano il Genoa disputa una partita scialba. La squadra milanese gioca con più foga e passa immediatamente in vantaggio con Ferrario. I rosso-bleu dopo aver subito il goal hanno il loro miglior momento e dopo aver sprecato occasioni clamorose pervengono al pareggio con una rete contestata per uno strano gesto del portiere che rigirandosi sembra aver portato la palla oltre la linea fatale. Nel primo tempo il Genoa ha una leggera superiorità ma nella ripresa arretra e il Milan và più volte vicino alla vittoria anche se sul finire un netto rigore su Sardi viene sorvolato dall' arbitro. La seconda tenzone vede di fronte sul campo di Via del Piano gli attacchi più prolifici del campionato cioè Genoa contro Internazionale. Il Genoa prevale con un sonante 5 a 3 ma la partita è intensissima e vede il primo tempo concludersi sul pari 2 a 2 con i genovesi sempre protesi all' attacco alla ricerca del pari. Mattatore della giornata Santamaria che mette ben quattro palloni alle spalle del portiere nero-azzurro binda. Di contro il Torino non ingrana e pur rimanendo ancora imbattuto anch'esso non và più in là del pareggio nei confronti del Milan, che però ha già sfruttato due incontri casalinghi. La classifica vede il Genoa in testa con 3 punti seguito da Torino e Milan con 2 e Internazionale con 1. Ultima partita dell 'andata vede i genovesi in trasferta in Piemonte dove arriva una vera disfatta per gli uomini di Garbutt. Il Torino strapazza il Genoa che ha per unica attenuante le assenze di Walsingham e Leale e così il Torino che non ha destato grande impressione nelle prime due gare s'aggiudica l'incontro per 6 a 1 e balza in testa al girone poiché il derby milanese termina sul 3 a 1 per i nero-azzurri. E' la seconda debacle per i rosso-bleu in questo campionato, ma d'altronde quando non è giornata in quest' epoca i risultati tennistici sono all' ordine del giorno.
Il Milan per rimanere in corsa deve ormai vincere tutte le partite ma in pratica ammaina bandiera bianca subito uscendo sconfitto con un perentorio 3 a 0 dalla trasferta genovese. I rosso-bleu con Walsingam, che al volo trafigge la porta di Barbieri, passa in vantaggio già dopo 5 minuti e raddoppia con Berardo in mischia. nella ripresa un tiro di Satntamaria viene parato con la mano da un difensore e De Vecchi trasforma il seguente rigore che chiude l'incontro. L'Internazionale supera il Torino, che perde cos' l'imbattibilità, aggiudicandosi il primo posto alla pari del Genoa ma avendo lo scontro diretto in casa sembra clamorosamente ed inaspettatamente destinata ad aggiudicarsi il titolo. Il Genoa parte per Milano raffazzonato, mancano Benvenuto, Pella e Magni ma tira fuori tutto l'orgoglio di cui dispone e s'impone nettamente ai nero-azzurri che cedono di schianto nella ripresa. In mischia Binda para la palla portandosela entro la porta ed anche qui scattano le proteste dei milanesi che pareggiano però immediatamente le sorti dell' incontro. Il primo tempo nonostante i tentativi nero-azzurri termina in parità ma la ripresa è tutta genovese. Binda para un calcio di punizione entro la rete ma questa volta l'arbitro non concede il goal, ma la rete del vantaggio arriva su una fuga di Berardo che arrivato in area spara in rete, la palla picchia sul palo ed entra. Il goal della sicurezza arriva al 30' con Bergamino ed ormai in campo rimane solo il Genoa. A Torino la squadra granata, che in pratica ha brillato solo contro il Genoa, si fa imporre il pareggio da un Milan che ormai è tagliato fuori dai giochi. E' il 16 Maggio del 1915 e la classifica, con un solo ultimo turno da giocare, vede il Genoa a 7 punti, Torino e Internazionale a 5 e Milan a 3. La settimana seguente deve andare in scena l'incontro decisivo, Genoa - Torino al campo di Marassi.
Al Genoa basta un pareggio, ma l'ambiente è caricato dalla voglia di rivincita con i granata e dalla possibilità, dopo aver superato la formalità della finale con la vincente della Lega Sud, di aggiudicarsi il titolo da tanto inseguito. La sesta ed ultima giornata , purtroppo, non verrà mai disputata. La giornata fissata al 23 Maggio viene sospesa, l'Italia entra in guerra e la Federazione prende la decisione estrema. La decisione sbigottisce la Società genoana e non solo, visto che ormai sono 6 mesi che la mobilitazione è iniziata e non si vedeva proprio il motivo di sospendere il campionato proprio il giorno prima della disputa delle gare. Il Genoa dimostrò il proprio disappunto, e rassegnazione, con questo telegramma a giornali e federazione: "Vista improvvisa delibera Federazione Italiana Gioco Calcio pur considerando non esistente necessità alcuna, dopo la mobilitazione già da tempo iniziata, di imporre tale provvedimento draconiano, decide di fronte all' attuale momento patriottico di soprassedere temporaneamente a quelle fondate proteste a cui avrebbe dovuto ricorrere". La Federazione pensa che il conflitto si risolva in poco tempo, mentre invece passano tre anni. Alla ripresa dell' attività calcistica nel 1919-20 la Federazione prende la decisione di assegnare il titolo 1914/15 al Genoa che alla sospensione del campionato era meritatamente in testa. Arriva così il sesto titolo per il sodalizio rosso-bleu, anche se alcuni protagonisti di quell' annata purtroppo non appresero mai di aver inciso il loro nome nella storia del Genoa e di tutto il calcio nazionale, come Casanova e Gnecco. Tra le perdite genoane anche il Dott. Spensley, il padre del calcio italiano e Luigi Ferraris, a cui verrà in seguito dedicato il campo di Marassi.
GENOA CRICKET AND FOOTBALL CLUB: Luigi Benvenuto, Mario Barabino, Felice Berardo, Augusto Bergamino I, Claudio Casanova, Tito Davanzetti, Renzo De Vecchi, Carlo Ferrari, Adolfo Gnecco, Konrad Hermann, Ettore Leale, Pasquale Lissoni, Ruggero Maineri, Luigi Magnano, Alessandro Magni, Edoardo Mariani, Pietro Pella, Giacomo Rolla, Enrico Sardi, Aristodemo Emilio Santamaria, Domenico Sedino, Perry Grahame Wallsingham, Giovanni Battista Traverso. Allenatore William Thomas Garbutt.
De Vecchi e Casanova Una fase di Genoa - Internazionale Sardi e Santamaria Edoardo Mariani
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| AKAIAOI 2006 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||