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CAMPIONATO 1922-23

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andata Partite ritorno    GENOA 39  

 FORMAZIONE

4 - 1

Genoa

Milan

3 - 1  Legnano 32  De Prà (P)

26 - 18

 Pomati (P)

02 - 03

1 - 2

Cremonese

Genoa

0 - 2  Bologna 27  Moruzzi 23 - 01  Bellini 11 - 04
2 - 1

Genoa

Bologna

2 - 1  Milan 26  De Vecchi

27 - 07

 Mariani

13 - 02

1 - 3

Derthona

Genoa

1 - 4  Juventus 25  Barbieri 25 - 01  Costella 08 - 00
5 - 1

Genoa

Rivarolese

4 - 0  Cremonese 24  Burlando

25 - 02

 Aycard

01 - 01

1 - 2

Modena

Genoa

2 - 3  Modena 24  Leale 27 - 01  Della Grisa 01 - 00
0 - 4

Spezia

Genoa

1 - 1  Spezia 19  Neri I

25 - 05

 Traverso

01 - 00

2 - 1

Genoa

Juventus

1 - 1  Derthona 19  Sardi 18 - 12    
0 - 0

Genoa

Esperia

8 - 2  Rivarolese 18  Catto

28 - 18

 
1 - 1

Legnano

Genoa

1 - 1  Esperia Como 06  Santamaria

26 - 17

Campo di gioco

0 - 1

Udinese

Genoa

0 - 6  Udinese 05  Bergamino I 21 - 05

Via del Piano a Marassi

  Gruppo Finale

 Gruppo Finale

 Presidente: G.Sanguineti.  Allenatore: W.Garbutt.

1 - 1

Pro Vercelli

Genoa

0 - 1  GENOA 07

 Finale Campionato

3 - 1

Padova

Pro Vercelli

0 - 3  Pro Vercelli 03

 Andata 15/07/1923

  Genoa  -  Lazio

4 - 1

3 - 1

Genoa

Padova

3 - 0  Padova 02

 Ritorno 22/07/1923

  Lazio    -  Genoa

0 - 2

   

                 

  

                 UNA SQUADRA IMBATTIBILE

  

Nella stagione 1922-23 per la riunificazione della F.I.G.C. con la C.C.I. viene disputato un unico campionato nel quale il Genoa parte con l'obbiettivo di portare ad otto i titoli nella propria bacheca. A rinforzare i ranghi della squadra guidata da Mister Garbutt arrivano, come consuetudine negli ultimi anni, alcuni giovani genovesi che si sono messi in evidenza nelle squadre minori. Dalla Sampierdarenese viene prelevato il terzino Delfo Bellini mentre l'ala destra Ettore Neri giunge dalla Novese assieme a Santamaria che torna a vestire il rossoblù dopo aver conquistato il titolo FIGC con la squadra di Novi Ligure. La Novese senza badare a spese aveva costruito una formazione in grado di dire la sua anche nella C.C.I. ed in finale aveva battuto la Sampierdarenese per 2 a 1 con reti di Neri, Mura per i liguri e Gambarotta (un nome leggendario per i poveri lupetti) nei tempi supplementari ma problemi finanziari ne suggerirono il ridimensionamento. Tornando al Club della Superba ormai tutti erano convinti della forza della squadra, sfiorato il titolo perdendo in casa con la Pro Vercelli con la maturazione dei giovani inseriti difficilmente si sarebbero ripetuti gli errori e le distrazioni fatali che compromisero l'annata precedente. Il Campionato è suddiviso in  Lega Nord (tre gironi da 12 squadre) e Lega Sud. Le prime classificate della Lega Nord si scontrano poi in un girone finale che vede la vincitrice contendere il titolo Nazionale alla formazione che primeggia nella Lega Sud. Il Grifone inserito nel Girone B ha come avversarie più accreditate il Bologna e la Juventus ma un po' a sorpresa ad arrivare subito dietro ai rossoblu è il Legnano. La squadra lillà, pur distanziata di sette punti, strappando due pareggi per 1 a 1 rimane l'unica formazione imbattuta dal Genoa che con 17 vittorie, 5 pareggi e senza conoscere sconfitta domina in lungo e in largo il proprio girone.

 

La formazione tipo del Genoa 1922-23 vede De Prà in porta; Moruzzi e De Vecchi terzini*; Barbieri, Burlando e Leale a formare la linea mediana con Neri, Sardi, Catto, Santamaria e Bergamino I nella linea d'attacco. *Nota: La regola del fuorigioco prevede che il giocatore in attacco, per essere in posizione regolare, sia dietro 3 giocatori (difensori più il portiere). Il nuovo arrivato Bellini spesso non viene impiegato nel ruolo di terzino, in cui si alterna con Moruzzi che è il Jolly della squadra, ma essendo piuttosto alto viene inserito nei 5 d'attacco. Mediano di riserva è Costella mentre per la linea offensiva è Mariani di volta in volta a sostituire l'assente di turno. Comparse per Della Grisa, Traverso, Pomati e Alicardi (Aycard). A fare i conti subito coi Genoani sul campo "do Zena" a Marassi è il Milan che viene sonoramente battuto nella partita d'esordio per 4 a 1 nonostante le assenze di Burlando, Sardi e Moruzzi. Dopo appena 27 minuti il Grifone è già in vantaggio di due reti per una doppietta messa a segno da Santamaria, l'esordiente Bellini arrotonda nella ripresa con un tiro da fuori area mentre Catto sigla la quarta marcatura superando alcuni avversari in area. La rete del Milan arriva nel finale, Bronzini trasforma un rigore concesso per fallo di mano di Della Grisa, col Genoa in inferiorità numerica per infortunio a Bellini. Dopo una vittoria stentata a Cremona il Genoa riceve la visita del Bologna, una delle compagini che può contendergli il primo posto, che ha superato 4 a 2 l' Esperia di Como e per ben 5 a 1 il Legnano. La partita è ostica ma i genovesi sono costantemente all' attacco e passano in vantaggio con Santamaria. Pochi minuti e i rossoblù vengono raggiunti dal pareggio bolognese messo a segno dallo sfortunato Alberti, futuro genoano, ma a un minuto dalla fine Neri scatta sulla fascia e porge al centro la palla per la capocciata di Sardi che dà la vittoria in extremis al Grifone che, con ciò conduce il girone a punteggio pieno. La Domenica seguente non si gioca, la partita a Tortona contro i locali slitta di una settimana poiché il 28 Ottobre le camicie nere sono alle porte di Roma e due giorni dopo Mussolini viene nominato capo del governo. Si gioca quindi il 5 novembre ma la partita che il Genoa chiude già nel primo tempo è solo una formalità visto il divario fra le squadre.

 

Altra formalità è il derby con la Rivarolese segnato dalle marcature di Sardi, Santamaria, Mariani, Catto e De Vecchi che provetto tiratore di punizioni e calci dal dischetto mette a segno a fine torneo ben 7 reti. Allo Stadio Picco di La Spezia sono molti i marinai genovesi e naturalmente genoani ad assistere all' incontro vinto dal Genoa per 4 a 0. L'inimicizia tra le due tifoserie era allora già accesa, per fatti più campanilistici che sportivi, e la partita venne chiusa con qualche minuto d'anticipo. Le scazzottate scoppiate all'interno dello stadio e fuori di esso fino alla stazione tra i marinai, che proteggevano l'arbitro, e gli spezzini che additavano questo come il colpevole del pesante passivo causarono per la prima volta la squalifica per rissa (tra l'altro pesantissima di 1 anno) del campo dei bianchi aquilotti. Comunque per la cronaca le reti dei rossoblù sono al 32' di Santamaria, al 55' di Bergamino che poi insieme all' allenatore giocatore spezzino Viola viene espulso e al 69' e 77' di Bellini. Privo di Sardi, Mariani e Moruzzi l'inglese Garbutt getta nella mischia contro la Juventus l'esordiente Aycard. Il Genoa con 7 vittorie consecutive è a 14 punti mentre la Juventus, reduce da una sconfitta per 3 a 2 a Legnano, insegue a 9 punti. Superati inaspettatamente già alla seconda giornata dalla Rivarolese, che si era tolta la soddisfazione di battere 2 a 0 i bianconeri con reti di Pienovi e Robotti, i torinesi hanno forse l'ultima occasione per agguantare l'unico posto a disposizione per il passaggio alle finali. Di fatti la squadra bianconera conclude in vantaggio il primo tempo ma, il punteggio non è veritiero. Nella ripresa il gioco staziona nella metà campo bianconera e dopo una rete annullata per offside è proprio una rete di testa di Aycard a sistemare le cose. Il Genoa continua a spingere e Burlando, raccogliendo una punizione di De vecchi, marca la rete che fissa il risultato definitivamente a favore del Genoa. La Domenica seguente è da sottolineare l'impresa dell' Esperia di Como che riesce a fermare non solo la striscia di vittorie consecutive ma anche l'attacco del Genoa che unica volta per l'annata termina a bocca asciutta. In più c'è una rete dei comsachi annullata per fuorigioco dubbio.

 

Il 14 Gennaio s'incontrano allo stadio Pisacane due delle prime tre in classifica, il Genoa a 17 punti e i locali dalle maglie lillà distanziati di 3 lunghezze. Nel mezzo il Bologna con 15 punti fermato solo dal Genoa e da un pari non pronosticabile a Tortona. Mentre i felsinei cadono 2 a 1 a La Spezia, in Lombardia la partita viene risolta da una rete per parte (Catto e Tosi) nel primo tempo. La gara è intensa e le due squadre non lesinano le proprie risorse per provare a portare a casa la vittoria che però non giunge per nessuna delle due. Già dalla gara successiva i rossoblu aumentano il vantaggio battendo l'Udinese in Friuli, i bianconeri resistono agli attacchi genoani fino all' 87' quando capitolano su un azione partita da De Vecchi spostatosi in avanti e conclusa in rete da Santamaria in mischia. Il Legnano viene sconfitto 1 a 0 a Milano mentre nel capoluogo Lombardo il Genoa soffre solo nel primo tempo poi un altra rete di Santamaria ed una di Catto chiudono l'incontro sul 3 a 1 per i genovesi. La partita seguente con la Cremonese viene giocata su un campo ridotto ad un pantano. Il Genoa passa in vantaggio con Santamaria che trasforma al volo un assist di Catto, poi la Cremonese resiste e non si lascia sfuggire le poche occasioni a disposizione per impensierire De Prà. La partita si scalda a cinque minuti dalla fine, De Vecchi trasforma un rigore contestato dai grigio-rossi che rimangono , tra espulsi e ritiri volontari, in otto. E' il momento dalla sfida tra Bologna e Genoa allo Sterlino. I rossoblu liguri hanno 24 punti mentre quelli emiliani ne hanno 19 ma devono recuperare un incontro. Il Bologna schiera Gianese - Modoni, Rossi - Genovesi, Pilati, Baldi - Rubini, Della Valle, Schiavio, Perin e Pozzi. Il Grifone risponde con De Prà - Moruzzi, De Vecchi - Barbieri, Burlando, Leale - Neri, Sardi, Catto, Bergamino I, Mariani. La partita è come al solito dura, i felsinei non perdono un incontro casalingo da ben tre anni ma il Grifone, rimontando una rete di Schiavio con una doppietta di Sardi che mette in rete due precisi rasoterrae, si porta in vantaggio. La difesa  si stringe davanti a De Prà che al 75' para un calcio di rigore a Baldi, mantenendo inalterato il risultato che alla fine porta via l'imbattibilità casalinga ai bolognesi (tra l'altro a Bologna l'Udinese venne sconfitta addirittura 14 a 0). 

 

Il cammino si fa in discesa, nella partita casalinga contro il Derthona dopo la doppietta di Neri e la rete di Catto arriva anche la marcatura di Mariani che con un potente tiro sfonda la rete mentre con una tripletta di Sardi e una rete di Burlando il Genoa liquida la Rivarolese. Più dura, e di andamento strano, è invece la partita col coriaceo Modena. La gara viene risolta dalle reti di Santamaria, De Vecchi e Sardi, che dopo un primo tempo a reti inviolate, marcano tutti i goals nei primi otto minuti della ripresa. Alcune inefficaci parate di De Prà consentono al Modena poi di portarsi ad un passo dal pareggio. Ancora più difficile è la partita casalinga contro lo Spezia che vuole rimediare alla batosta presa in casa. I levantini giocano in modo duro e falloso sotto l'occhio compiacente dell' arbitro Enrietti di Torino. Dopo appena 6 minuti i toscoliguri sono in vantaggio con una rete di Rossetti ma a due minuti dal termine del primo tempo vengono raggiunti da una punizione battuta da Bellini. Il risultato non cambia, Sarbi sbaglia un rigore nella ripresa e gli animi si scaldano ancor di più per un fallaccio su Burlando. Il discorso primo posto non è più in discussione ma guarda caso il genoa deve giocare a Torino, che è comunque una partita importante, senza Burlando. La partita viene sbloccata nella ripresa dal gol di Giriodi pareggiato poi da quello di Leale, che sigla il suo unico gol in campionato anche lui su calcio piazzato. Subito dopo arriva la partita che fa registrare il numero maggiore di reti messe a segno dai rossoblù. A subirle sono i malcapitati lariani dell' Esperia che all' andata erano riusciti nell' impresa di non subire goal per poi prenderne ben 8 sulle rive del lago. Il presidente dei comaschi prima della partita consegna un premio a De Vecchi per la prestazione fornita in Nazionale contro la fortissima per quei tempi Austria. Alla fine del girone mancano due gare, contro il Legnano i lillà passano subito in vantaggio con Raso che supera Pomati sostituto di De Prà. Al 19' De Vecchi su rigore riequilibra la partita poi i lombardi grazie alle grandi parate di Cameroni riescono a mantenere il risultato portando via un prestigioso punto. Il girone termina con la netta vittoria per 6 a 0 con l'Udinese in cui và a segno tutta la componente offensiva rossoblu Santamaria, Bergamino, Neri, Catto e Sardi. Il Grifone chiude con 17 vittorie, 5 pareggi e nessuna sconfitta. Cannoniere per i genovesi è Santamaria con 14 reti seguito da Catto e Sardi a 11.

 

A questo punto ai Grifoni per raggiungere il titolo della Lega Nord, che in pratica significa essere già Campioni d'Italia, non resta che superare l'ostacolo dei campioni della Pro Vercelli che nel girone A ha estromesso dal torneo il Torino, l'Internazionale e la Sampierdarenese, ottenendo le stesse vittorie del Grifone ma subendo tre sconfitte. Le magagne sorgono invece nel girone C dove l'Alessandria, e a sorpresa il Padova, regolano il Livorno, la Novese e l'Andrea Doria. Lo spareggio tra i grigi e i bianco-rossi, tra recuperi e altro, và in scena a Milano addirittura il 3 Giugno un mese dopo quella che doveva essere la fine regolare del girone. Il Padova battendo i favoriti piemontesi per 2 a 1 completa la sua opera qualificandosi per le finali ma le polemiche per il fatto ormai sono già avvenute. Infatti la Federazione decide di far affrontare le due favoritissime Genoa e Pro Vercelli per prime e il 13 Maggio cioè quando ancora non si conosce la terza pretendente. Il Genoa esordisce quindi in quello che è l'incontro clou del girone in terra piemontese. Dopo lo sfortunato svantaggio iniziale dovuto alla marcatura di Rosetta su calcio di punizione, il Genoa prende in mano le redini del gioco e sfiora più volte il pari. Nella ripresa è ancora il Genoa a vedersi frenato dalle parate di Curti che però nulla può, sul finire della partita, sul colpo di testa di Catto che riceve e gira in rete un perfetto cross di Santamaria. La seconda gara viene disputata sul campo "do Zena" contro la giovane squadra padovana. La differenza tra i Veneti e il Genoa è però troppo grande ed in campo si vede, i biancoscudati cercano la sorpresa e ad inizio gara mettono al lavoro De Prà ma col passare del tempo la superiorità dell' attacco genovese è schiacciante. Prima Catto, poi Santamaria e De vecchi firmano un secco 3 a 0  non arrotondato a quattro per una rete annullata per fuorigioco a Santamaria. I padovani a pochi minuti dalla fine accorciano le distanze ma ormai il Genoa è lanciato verso la finale. Infatti il sorprendente Padova contro ogni pronostico batte la Pro Vercelli per 3 a 1 ponendo a mal partito i piemontesi che per conservare il titolo devono vincere assolutamente a Genova. Al campo situato a Marassi adesso è atteso con apprensione l'incontro più importante della stagione, in passato infatti più volte contro le bianche casacche (e purtroppo anche in futuro col Bologna) la squadra rossoblu dopo un buon risultato in trasferta era incredibilmente inciampata in casa proprio all' ultimo ostacolo rovinando così una stagione.

 

Il Genoa, in uno stadio gremito da 12.000 spettatori schiera De Prà, Moruzzi, De Vecchi, Leale, Burlando, Barbieri, Neri I, Sardi, Catto, Santamaria e Bergamino I. La squadra dei bianchi di Vercelli risponde con Curti, Bossola, Rosetta, Perino, Parodi, Milano IV, Borello, Rampini, Gay, Ardizzone e Ceria. Direttore della gara è Gama arbitro di Milano. La partita è tiratissima ma questa volta la sfortuna accompagna i bianchi e non i rossoblù. Nei primi minuti di gioco Parodi, il capitano dei piemontesi, s'infortuna e deve lasciare la partita. La Pro Vercelli si chiude e sfrutta il contropiede ma il gol Genoano arriva nel secondo tempo con Sardi che non si lascia sfuggire l'invito di Bergamino. Il Genoa riesce a battere i vercellesi Campioni d'Italia vendicando la sconfitta dell' anno precedente e mettendo una seria ipoteca alla finale e al titolo. Per l' ultima partita del mini girone da giocare sul terreno del Padova la direzione del Genoa Club organizza un treno speciale con partenza alle ore 6 di Domenica e ritorno alle ore 3 del Lunedì. Il Genoa gioca un po' in casa perché oltre i trasferisti col treno all' Appiani di Padova sono presenti diversi marinai giunti dai porti veneti. Il Genoa sfodera una grande prestazione, la rete del vantaggio arriva addirittura da 50 metri. Moruzzi in difesa visto il portiere fuori dai pali tenta il tiro a pallonetto, la palla rimbalza in area scavalcando l'estremo dei veneti infilandosi in rete. Nel secondo tempo a chiudere la partita e coronare la splendida annata del grifone arriva anche la  doppietta di Catto. La squadra Genovese così arriva alla finale rimanendo imbattuta dopo aver giocato 26 incontri dei quali 20 vinti. La Lazio non è avversario facile da affrontare anche se le uniche finali combattute erano state quelle con le squadre Toscane che ora facevano infatti parte della Lega Nord mentre quelle con le squadre del Sud risultavano più che altro una formalità.

 

Nel suo girone la squadra biancazzurra ha eliminato le rivali cittadine Alba, Fortitudo e Ideale (che poi si fonderanno creando la Roma) ed in finale ha prevalso sul Savoia con un 3 a 3 ed un 4 a 1 per complessive 15 vittorie 2 pareggi e 1 sola sconfitta. Il giocatore di spicco della formazione laziale è Fulvio Bernardini che a 14 anni aveva esordito in porta ma adesso spostato in attacco segnava reti a grappoli. La partita di andata va in scena il 15 Luglio in Via del Piano, il Genoa è senza Bergamino I e schiera De Prà - Moruzzi, De Vecchi - Barbieri, Burlando, Leale - Neri I, Sardi, Catto, Santamaria e Mariani. La partita non ha praticamente storia ed è anche piuttosto monotona. La Lazio è una discreta compagine ma arriva a Marassi troppo preoccupata di subire una goleada e così i genovesi non s'impegnano troppo. Al 15' Catto si divincola fra i difensori e mette il cuoio alle spalle del bravo Agazzani siglando il primo punto. Dopo il raddoppio di Mariani giungono negli ultimi minuti due penalty per i rossoblù. De Vecchi calcia sulla traversa mnentre pochi minuti dopo Barbieri realizza. La gara è già chiusa visto che la prima frazione termina col Grifone in vantaggio per 3 a 0. Alla fine i rossoblu mettono a segno 4 reti, all' ultimo punto di Santamaria ancora su calcio di rigore risponde, salvando l'onore dei laziali, Filippi. Al ritorno, appena giunti nella capitale, i genovesi vengono ricevuti dal Papa e con sorpresa vengono convocati a Palazzo Chigi dal capo del governo Benito Mussolini il quale sembra, complimentandosi con De Vecchi e compagni per le loro imprese, incitò i Genoani alla vittoria: "Siete i più forti, insegnate a questi Romani come si gioca! Domani dovete vincere!". Il calcio, come mezzo efficacissimo di propaganda, entra da subito nelle mire del fascismo e indubbi vantaggi ne traggono soprattutto le due squadre del Duce, il Bologna per nascita e la Lazio per adozione. Tocca così al Genoa essere anche la prima squadra di calcio Italiana ad ottenere un così alto riconoscimento morale da un' autorità governativa.

 

La partita si svolge il 22 Luglio del 1923 sul campo Rondinella della Lazio. I capitolini mandano in campo Agazzani - Saraceni I, Dosio - Faccani, Parboni, Orazi - Fraschetti, Filippi, Bernardini, Maneschi, Saraceni II. Il Genoa, che non ha nessuna intenzione di giocare uno spareggio visto l'imminente partenza per il sudamerica, schiera la stessa formazione dell' andata con De Prà - Moruzzi, De Vecchi - Barbieri, Burlando, Leale - Neri, Sardi, Catto, Santamaria, Mariani. Arbitra Venegoni di Legnano. Davanti all' immensa folla accorsa ad assistere all' incontro la Lazio opera una strenua difesa nel tentativo di strappare almeno un prestigioso pareggio ma la differenza fra le due compagini è da subito evidente. Il Genoa parte mettendo in pericolo la porta difesa da Agazzani che è subito chiamato in causa. Dopo diversi interventi decisivi il portiere  bianco-azzurro deve alzare bandiera bianca su Catto che sigla la prima rete con un tiro sotto porta. In pratica i genovesi chiudono la questione già alla fine del primo tempo con Santamaria che con un poderoso tiro da trenta metri batte il portiere laziale questa volta rimasto sorpreso dall' improvviso tiro in porta. Di lì a qualche anno la riforma fascista del calcio, tra fusioni, sparizioni e maneggi vari metterà su un piano più equilibrato le squadre del Nord ed alcune formazioni del Sud come manco a dirlo le romane. Il Grifone così chiude il torneo imbattuto aggiudicandosi l'ottavo titolo della sua storia sui 20 campionati che sono stati fino ad ora disputati.

 

RECORD e curiosità: I rossoblù chiudono il campionato del 1922-23 senza sconfitte ottenendo ben 22 vittorie e solo 6 pareggi. Queste 28 partite utili consecutive con l'aggiunta delle cinque dell' anno successivo, anch'esso concluso con il trionfo finale, costituirono un record che per lunghissimo tempo rimane insuperato. Solo dopo parecchi anni ed in un calcio totalmente cambiato nel 1991-92 il Milan (ma come vi riuscì lo raccontiamo più avanti - rigore su Panucci) lo strappò ai rossoblu. Comunque i genovesi insieme a Perugia (che nel 1978-79 chiuse il campionato al secondo posto con 11 vittorie e 17 pareggi) e appunto Milan detengono il primato di aver chiuso un campionato valevole per il titolo Nazionale senza sconfitte. La particolarità che contraddistingue quella leggendaria formazione non è solamente l'imbattibilità (e non diciamo poco) ma anche il fatto che 9/11 erano genovesi purosangue, della rosa solamente i lombardi De Vecchi e Mariani non provengono dalla Superba mentre Leale, nato a Torino, era comunque di origini genovesi. Per sottolineare ancora la forza di quella formazione si può aggiungere inoltre che solamente due, Neri e Moruzzi non ebbero mai l'onore d'indossare la maglia azzurra della nazionale Italiana. Moruzzi era titolare inamovibile ed essendo un vero jolly lasciava spesso il suo ruolo di terzino, che veniva preso da Bellini, per coprire le assenze dei compagni infortunati. Se durante una partita de Prà non poteva continuare l' incontro, non essendoci ancora sostituzioni nelle gare ufficiali, era lui a prendere posto tra i pali della formazione rossoblu. 

 

Le imprese dei Grifoni avevano iniziato a fare il giro del Mondo tanto che il 28 Luglio la squadra s'imbarcò sulla "Principessa Mafalda" per raggiungere il Sudamerica, terra tra l'altro di molti immigrati genovesi. Per l' occasione le file genoane erano formate dal dirigente Ghiorzi, i vincitori del titolo De Prà, De Vecchi, Moruzzi, Costella, Leale, Barbieri, Burlando, Catto, Sardi, Santamaria, Neri, Bergamino, l' allenatore Garbutt più quattro innesti di valore di altre squadre Romano (Reggiana), Girani (Padova), Moscardini (Lucchese) e il famoso Baloncieri dell' Alessandria che passerà poi al Torino. Il Genoa è la seconda squadra Italiana a recarsi in Sudamerica infatti nel 1914 il Torino aveva giocato 3 partite in Argentina perdendo 2 a 1 con la Nazionale poi 1 a 0 col Racing ed infine vincendo 2 a 1 con la Liga Argentina. Lo squadrone genovese comunque è la prima a compiere una vera tourneè che lo porterà anche, questo sì per la prima volta, in Uruguay. L' avventura, vista la larga popolarità e l'interesse che suscita, viene seguita minuziosamente dai giornali Italiani e ne vengono riportate per la prima volta anche le azioni disegnate. I Sudamericani giocano un calcio totalmente diverso da quello europeo, i campi sono di dimensioni maggiori e, privilegiando i terreni asciutti, si perdono in tocchi stilisticamente pregevoli e belli da vedere ma di poco rendimento. Due giorni dopo lo sbarco il Grifone esordisce a Buenos Aires, davanti ad un folto ed accesissimo pubblico, ma le cose in precedenza non erano andate bene. Il viaggio, durato 19 giorni, e il mare agitato avevano messo a mal partito i rossoblu che debbono rinunciare tra gli altri a De Vecchi. La partita inizia bene col Genoa in vantaggio ma la stanchezza prevale e contro il Combinado Sud, rappresentativa formata dai migliori giocatori delle formazioni a Sud di Buenos Aires, il Grifone nel secondo tempo riesce a limitare i danni.

 

De Vecchi spettatore rimase colpito dalla grande velocità e dalla tenuta degli argentini che nel secondo tempo corsero più che nel primo rimarcando però l'eccessivo e caparbio uso del dribbling. Gli argentini non sono proprio felici per la vittoria striminzita e aspettano con impazienza la seconda partita con la squadra del Combinado Nord che però viene rinviata per il mal tempo. Gli argentini infatti nello stesso tempo mirano ad un buon incasso ed inoltre, visto il loro gioco, non si trovano a loro agio su terreni non asciutti come invece lo sono gli italiani. Alla fine i giocatori hanno più tempo per ristabilirsi e la gara si gioca una Domenica su un campo pieno di pozzanghere poichè il tempo non migliorava e i genoani dovevano pur ritornare in italia. La velocità degli Argentini viene fermata dalla condizione del terreno e il Genoa con De Vecchi  e Baloncieri in campo marca il punto della vittoria con Catto. La stampa Argentina commenta che pur non giocando un football spettacolare la vittoria era meritata e poteva essere più larga. La terza gara d'oltreoceano il Grifone la disputa a Montevideo dove allo Stadio Parque Central anch' esso straboccante di folla affronta i futuri campioni Olimpici 1924 e 1928 nonché del mondo nel 1930 dell' Uruguay (tra l'altro la prima maglia indossata da questa nazionale sudamericana era rossoblu). Il Genoa nella notte attraversa il La Plata immerso nella nebbia e le sirene non lasciano dormire i giocatori ma in definitiva i genovesi si comportano più che bene. Passati in svantaggio per una rete di Hector Scarone riescono a recuperare il risultato con un goal di Moscardini ma per uno sfortunato scontro tra De Prà, che perde la palla, e un difensore viene marcato il 2 a 1 da Buffoni che sarà anche il risultato finale. Nel 1925 la visita sarà contraccambiata dagli uruguayani del Nacional Montevideo che in tour per mezza Europa sceglieranno Genova come unica meta Italiana. Conclusa l'avventura a Montevideo il Grifone torna in terra argentina per l'ultima gara da disputare.

 

Sempre sul terreno dello Sportivo Barracas a Buenos Aires il Genoa si scontra questa volta con la vera nazionale Argentina che è composta da quasi tutti giocatori incontrati nelle sfide precedenti. In campo l'ambasciatore italiano presenta i giocatori genoani al presidente della repubblica sudamericana Alvear. Questa volta non inizia affatto bene anzi, davanti a 35.000 spettatori tra cui moltissimi genovesi d'oltreoceano il Genoa deve iniziare la partita con una rete di svantaggio. Infatti senza nessuna impudenza i sudamericani passano in vantaggio con Domingo Tarascone del Boca Junior in modo assai curioso e poco sportivo. Il presidente Marcelo T. de Alvear a centrocampo, contorniato dai fotografi, dava un simbolico calcio d'inizio alla partita ed i rossoblu attendendone l'uscita e il calcio d'inizio vero e proprio non si preoccuparono di contrastare l'attacco fulmineo dei bianco-blu a cui poi l'arbitro senza tentennamenti assegnò la rete. Nonostante l'ingiustizia subita  un' arrabbiato Genoa si fece onore strappando ai futuri vice campioni del Mondo il pareggio con un potente colpo di testa da fuori area di Santamaria che giunge poco dopo il vantaggio argentino. La partita continua in modo piuttosto irregolare con la terna arbitrale condotta da Fernando Perez che concede ai padroni di casa di continuare a giocare anche quando la palla ha oltrepassato la linea del fallo laterale. Sul finire della gara De Vecchi, per protesta contro le ingiustizie, per un attimo tra i fischi abbandona il campo per poi rientrarvi e concludere in porto una storica partita che in pratica vede il Genoa se non vincente almeno imbattuto da una fortissima Nazionale argentina. Viste le buone prestazioni dei rossoblu la federazione brasiliana, offrendo lauto compenso, chiese ai genovesi la disponibilità a disputare tre partite anche in Brasile. Contrasti tra i giocatori rossoblu, che volevano partecipare agli introiti insomma per "palanche", e la dirigenza fecero sì che il Genoa s'imbarcò a Rio de Janeiro concludendo la sua avventura.  Marino Parodi 

 

GENOA Cricket and Football club: Giovanni DE PRà, Ottavio BARBIERI, Delfo BELLINI, Augusto BERGAMINO I, Luigi BURLANDO, Edoardo CATTO, Renzo DE VECCHI,  Ettore LEALE, Edoardo MARIANI, Daniele MORUZZI, Ettore NERI I, Aristodemo Emilio SANTAMARIA,  Enrico SARDI, Guido AYCARD (Alicardi), Mario COSTELLA, Mario DELLA GRISA, Ferdinando POMATI, Giovanni Battista TRAVERSO. Allenatore: Williams GARBUTT.

 

  

Immagine a sinistra: Milano, 1 Gennaio 1923 per Italia - Germania 3-1 in posa i rossoblu Barbieri, Bergamino I, Mister Garbutt, Burlando, Santamaria e De Vecchi. Immagine a destra: De Prà, Leale, Burlando, Barbieri, Moruzzi, Mister Garbutt e De Vecchi. In basso Neri I, Sardi, Catto, Santamaria e Mariani.

  

AKAIAOI 2006