CAMPIONATO  1923-24

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AND

PARTITE

RIT    GENOA 33  

 FORMAZIONE

6 - 1

GENOA

CASALE

0 - 0  PADOVA 29  DE PRà (P)

22 - 00

 SERIOLO (P)

01 - 00

1 - 1

ALESSANDRIA

GENOA

0 - 2  INTER 27  BELLINI 19 - 05  MORUZZI 10 - 05
4 - 0

GENOA

NOVARA

2 - 1  LIVORNO 27  DE VECCHI

20 - 03

 MARIANI

06 - 00

1 - 2

INTER

GENOA

1 - 5  ALESSANDRIA 26  BARBIERI 18 - 00  COSTELLA 04 - 00
0 - 1

BRESCIA

GENOA

0 - 5  JUVENTUS 26  BURLANDO

19 - 01

 CARCANO

01 - 00

3 - 1

LIVORNO

GENOA

0 - 2  MODENA 23  LEALE 20 - 00  CUSANI 01 - 00
0 - 1

PADOVA

GENOA

2 - 1  CASALE 22  NERI I

18 - 04

 

 

4 - 0

GENOA

SAMP.RENESE

0 - 1  SAMP.RENESE 18  SARDI 18 - 11    
0 - 2

JUVENTUS

GENOA

1 - 1  BRESCIA 13  CATTO

23 - 12

 

 

5 - 0

GENOA

VIRTUS BOL.

1 - 1  NOVARA 12  SANTAMARIA

20 - 14

 Nota: I dati sono  
0 - 0

MODENA

GENOA

1 - 4  VIRTUS Bologna 08  BERGAMINO I 15 - 04  incompleti  

  * risultato a tavolino. Sul campo 1 - 1.

 

 Presidente: G.SANGUINETI.  Allenatore: W.GARBUTT.

  FINALE LEGA NORD

 DATI

   FINALE CAMPIONATO

15/07

  GENOA  -  BOLOGNA

1 - 0  Vinte 17, Par 6, Perse 3

 AND 31/08/1924

  GENOA  -  SAVOIA

3 - 1

22/07

  BOLOGNA   -  GENOA *

0 - 2  Reti fatte 56, Subite 16

 RIT 07/09/1924

  SAVOIA   -  GENOA

1 - 1

   

      

  

   IL NONO ED ULTIMO SCUDETTO

  

Il Genoa per l'ottava volta Campione d'Italia comincia il nuovo torneo con la ferma intenzione d'imporsi nuovamente come la compagine più forte. La Lega Nord, ridimensionata dalle retrocessioni dell' anno precedente, viene suddivisa in soli due gironi da dodici squadre che qualificano per la fase successiva, la finale di Lega, solo la prima classificata. Come in precedenza la formazione vincente del Gruppo Nord darà poi vita alla Finale Nazionale, in partite di andata e ritorno, contro la vincitrice del Gruppo Sud. L' organico della squadra, sempre sotto l'esperta direzione di Mister Garbutt, rimane praticamente invariata. Rispetto all' anno precedente giocano alcune partite il portiere Seriolo, Carcano e Cusani. Questa volta la squadra genovese viene inserita nel Gruppo A che vede come più accreditate antagoniste la Juventus, l'Inter, il Padova incontrato nel gironcino finale del 1922-23 e l'Alessandria. Non è il Genoa invincibile dell' ottavo scudetto, la riduzione dei gironi comporta una maggiore presenza di antagoniste per il passaggio del turno, ma mette sempre in mostra il suo gioco leggermente modificato rispetto al "metodo" applicato alla lettera dalle altre formazioni. La squadra genovese, sotto i dettami di Garbutt che allena i suoi giocatori in modo da ottenerne la tenuta atletica più forte possibile, applica un gioco più veloce che spesso vede l'azione in attacco svilupparsi centralmente con verticalizzazioni o lanci lunghi dalla difesa/mediana. Queste azioni prendono alla sprovvista le difese avversarie abituate ad un gioco più lento ed incentrato sul lavoro delle due ali che, solitamente attraverso innumerevoli scambi coi compagni, tentavano di aggirare la difesa per mettere palla al compagno ben piazzato per il tiro di piede o di testa. Naturalmente il metodo rossoblu richiedeva una gran precisione da parte dei giocatori altrimenti si rischiava di perdere costantemente palla.

 

Il Genoa però aveva il vantaggio di avere un giocatore come De Vecchi che oltre a svolgere il proprio ruolo di terzino era anche il regista delle azioni genoane, inoltre grazie all' abilità nei loro ruoli di Burlando e compagni tutto al Grifone riusciva più facile. Il torneo inizia come era finito quello precedente. A subire la goleada all' esordio è il Casale non più squadra capace di contendere il titolo ma pur sempre da tenere in considerazione. Il Genoa rifila ai nero-stellati sei gol con Catto, tripletta di Santamaria e doppietta di Sardi che è alla fine, assieme al 7 a 2 del Modena al Novara, il risultato più squillante del gruppo. La partita più difficile di questo inizio è senz'altro la trasferta ad Alessandria. I Grigi sono sempre temibili ed hanno in squadra giocatori molto forti come Carcano, Baloncieri, Banchero e Capra. La partita si conclude sull' 1 a 1 con reti di Santamaria e Bay ed il Genoa continua la sua striscia positiva. Dopo un 4 a 0 sul Novara i genoani partono alla volta di Milano per incontrare la squadra nerazzurra. I lombardi non hanno iniziato bene, sconfitti dalla Juventus hanno pareggiato in casa col Modena e vinto a Bologna con la Virtus per 1 a 0. La partita è molto combattuta e dopo il vantaggio di Sardi tocca a Cevenini, nel primo tempo, pareggiare le sorti dell' incontro con un rigore discutibile. Il Genoa nella ripresa passa nuovamente a condurre grazie ad una rete di Catto, gli interisti scontenti per l'andamento del loro torneo s'innervosiscono e proprio l'autore della rete, Cevenini, viene espulso. Nel finale per le intemperanze del pubblico la gara viene chiusa con 2 minuti d'anticipo e successivamente assegnata a tavolino per 2 a 0 al Genoa.

 

La partita giocata sul terreno delle rondinelle del Brescia si fa difficile per il Genoa, la squadra rossoblu non è ancora riuscita a scardinare la difesa lombarda ed inoltre deve affrontare l'ultima mezz'ora in inferiorità numerica per l'espulsione del mediano sinistro Leale. A cinque minuti dalla fine è però il Grifone a spuntarla con Neri che conclude positivamente un azione partita in contropiede. Purtroppo la Domenica seguente, la sesta giornata, la squadra genovese deve soccombere per 3 a 1 a Livorno. La squadra amaranto schiera Niccolai - Candini, Vincenzi - Paolini, Nigiotti, Anichini - Scazzola, Pitto, Luperi, Magnozzi e Silvestri mentre il Genoa manda in campo la formazione tipo con De Prà - Bellini De Vecchi - Barbieri, Burlando, Leale - Neri, Sardi, Catto, Santamaria, Bergamino I. La partita và particolarmente citata perchè nella città toscana il Grifone non lascia solo i due punti ma anche la propria imbattibilità che si ferma dopo 33 partite utili consecutive. Merito degli amaranto che vanno tre volte in rete ma anche sfortuna del Genoa che prende due gol nel secondo tempo giocando in 10 per un infortunio alla spalla capitato a Catto, in uno scontro con Nigiotti, al 20' della prima frazione e che costringe l'attaccante a lasciare il campo ad inizio secondo tempo. Il Genoa al 76' con un rasoterra di Sardi su passaggio di Santamaria accorcia le distanze chiudendo la sfida che determina la fine della striscia positiva del Grifone, dovranno passare quasi 70 anni prima che il Milan riesca a superarla. I rossoblu non possono pensarci troppo perchè ad attenderli c'è una partita molto difficile da giocare all' Appiani. Le due squadre sono in testa appaiate a 9 punti ma anche se in maniera meno netta come l'anno precedente la spunta il Grifone grazie ad una rete nel secondo tempo di Santamaria.

 

Il Grifone sul proprio campo stravince il derby 4 a 0 con la Sampierarenese, le reti dei rossoblu sono messe a segno da Neri, Santamaria, Bergamino I e Catto. Dal Secolo XIX: «Hanno vinto i maestri si capisce. Non sappiamo spiegarci come non si potesse credere a una vittoria del Genoa. Questo diciamo perchè uscendo dal campo abbiamo afferrato la seguente domanda: ed ora cosa diranno a Sampierdarena, che abbiamo perduto? Già cosa diranno ... diranno che non bisogna scoraggiarsi, che è necessario, anzi, perseverare; riconoscere il merito dei più forti. Perchè bisogna riconoscere che tra i rossoneri di Sampierdarena e i Rossoblu di Genova c'è tanta differenza quanta ne passa, per mantenerci nella palestra scolastica, tra le scuole elementari e l'università. Quella di Carzino è senza dubbio un ottima squadra ... ma non è sufficiente per ora per poter con qualche presunzione competere con la massiccia e poderosa compagine dei Campioni d' Italia». Ad aspettare gli uomini di Garbutt c'è un altra sfida insidiosa, quella con la Juventus. La squadra bianconera, appena presa dalle mani di Edoardo Agnelli, è partita con buone ambizioni ma ha finora racimolato risultati altalenanti. I piemontesi sì vincono ma hanno anche già perso tre partite, in trasferta con Livorno ed Alessandria e in casa col Brescia. Nella partita precedente la squadra bianconera ha battuto per 1 a 0 il Modena schierando in campo il terzino Rosetta, giocatore militante fino ad allora nella Pro Vercelli. A Torino la partita finisce col risultato di 2 a 1 per la Juventus e a marcare una rete, oltre a Grabbi e De Vecchi, è proprio Rosetta. 

 

La Juventus, avendo a disposizione ingenti somme di denaro, aveva ben pensato di spenderle rinforzando la squadra con un giocatore d'indubbio valore. Il Nazionale Virginio Rosetta a 17 anni ha infatti esordito nel primo campionato del dopo guerra (1919-20) nella Pro Vercelli e con i piemontesi ha già vinto 2 scudetti. E' ben messo fisicamente ed avendo iniziato come attaccante anche sotto la porta avversaria riesce a dire il fatto suo. Il fatto è che il calcio non è ancora un lavoro e le prestazioni sul campo degli atleti dovrebbero essere fornite per puro spirito sportivo. In effetti non è così, ormai i rimborsi spese ed i premi che le squadre forniscono ai giocatori equivalgono ad uno stipendio e Rosetta intende sfruttare al massimo le sue potenzialità. L'ostacolo è la Pro Vercelli che è una delle squadre che intende proseguire sulla linea più ferma del dilettantismo e che alle richieste degli atleti risponde non facendoli giocare. La squadra bianconera saputa la rottura tra la Pro e il giocatore contatta il terzino offrendogli un nuovo lavoro a Torino, indennizzi spese e lauti premi. La Juventus a questo punto chiede alla Federazione il permesso di schierare il giocatore e il presidente Luigi Bozino rilascia il suo consenso così Virginio all'ottava giornata esordisce contro il Modena. L'inghippo sta nel fatto che Bozino è anche presidente della Pro Vercelli che riceve un lauto indennizzo per la perdita del giocatore, si parla di 50.000 lire che per l'epoca è una gran bella somma. Il Genoa che in passato aveva avuto a che fare con la giustizia sportiva per questioni simili si ribella riuscendo ad organizzare un'assemblea straordinaria della Federazione. Il caso è chiaro, la Juventus ha tesserato in maniera non regolare Rosetta e il giocatore è accusato di professionismo.   

 

A Febbraio Bozino deve dare le sue dimissioni, il passaggio di Rosetta in bianconero viene considerato illegittimo e la Juventus, viste le partite con Rosetta in campo tramutarsi in sconfitte a tavolino, minaccia il ritiro dal torneo. Virgilio è marchiato come traditore dai tifosi vercellesi ma la Juventus è degli Agnelli e questo pesa eccome. La questione viene risolta in modo da non scontentare nessuno, delle sette partite giocate da Rosetta solo le tre con Modena, Genoa e Padova vengono mutate nel risultato e Rosetta a fine torneo può trasferirsi alla Juventus che paga 45.000 lire alla Pro Vercelli mentre il giocatore si becca uno stipendione di ben 6.000 lire. Il campionato naturalmente nel frattempo và avanti e il Grifone si riprende subito dalla sconfitta di Torino segnando una cinquina alla malcapitata Virtus di Bologna. Il girone d'andata si chiude a Modena con i genovesi che negli ultimi minuti non riescono ad approfittare della superiorità numerica dovuta all' infortunio capitato ad un giocatore gialloblu, l'attacco genoano così rimane all' asciutto dopo aver messo a segno almeno 1 rete nelle 30 partite disputate in precedenza. La faccenda si fa interessante, appaiate in testa troviamo Genoa e Juventus a 16 punti, dietro di loro Alessandria e Livorno a 15 e Padova a 14 mentre l'Inter ha terminato questa prima parte distanziato di 4 lunghezze. Naturalmente sulla classifica pesano le imminenti decisioni della federazione che potrebbero consegnare 2 punti a Genoa e Padova togliendoli ai bianconeri. 

 

Per il Grifone il girone di ritorno non inizia nel migliore dei modi, molto dura infatti si fa la trasferta a Casale dove una direzione di gara discutibile del Sig. Maiani determina le espulsioni di Caligaris per i nerostellati a fronte di tre genoani Barbieri, De Vecchi e Catto. Il Genoa rimasto con soli 8 giocatori deve accontentarsi dopo il sonante 6 a 1 dell' andata di un eroico 0 a 0 al ritorno. Subito dopo però i rossoblu riprendono la loro marcia, a cadere sotto i colpi di Catto sono prima l'Alessandria e dopo il Novara affondato anche da una rete di Sardi. La partita da disputare con l'Inter viene rinviata per l'impraticabilità del campo ma in settimana i due punti arrivano ugualmente dalla Federazione che consegna la vittoria a tavolino al Genoa contro la Juventus. I genovesi così possono giocare tranquillamente contro il Brescia infliggendogli con Santamaria, Catto, Sardi e Bergamino un sonante 5 a 0. La partita seguente sono Catto e Santamaria a marcare il 2 a 0 con cui la squadra rossoblù si vendica della sconfitta patita all' andata a Livorno. A questo punto, forse credendo di aver ormai conquistato virtualmente il passaggio alla finale, la squadra rossoblu si rilassa un pò troppo. Arriva infatti l'unica sconfitta casalinga subita dal Genoa nei 9 campionati vinti, ad infliggerla è il Padova che supera i rossoblu per 2 a 1. Ad agevolare la vittoria biancoscudata è una sfortunata autorete di Barbieri ma a complicare le cose arriva anche l'espulsione di Santamaria. Il Genoa comunque non si dà per vinto e in 10 con Burlando riesce ad ottenere il pareggio ma alla fine Monti con un tiro dalla distanza riesce a marcare la rete che consegna la vittoria ai veneti.

 

Nel derby di ritorno i periferici fanno pagare un biglietto d'ingresso salatissimo, da match internazionale. Il Grifone non manda in campo De Prà, Bellini, Burlando e Santamaria alcuni dei quali usciti malconci dalla partita giocata dalla Nazionale contro la Spagna. A sostituirli sono Seriolo in porta, Costella e Mariani in procinto d'appendere le scarpe al chiodo. I periferici vincono 1 a 0 grazie ad una rete di Raggio ma comunque non è una brutta giornata per tutti perchè prima della gara la direzione della società rossonera consegna a De Prà una medaglia d'oro, come riconoscimento e in ricordo della memorabile partita giocata dal portierone rossoblù che pur infortunato ha difeso e mantenuto inviolata la porta dell' Italia contro gli Iberici. Il 23 Marzo si gioca Genoa - Juventus la partita che virtualmente dovrebbe consegnare la vittoria del girone. Il Genoa ha 27 punti mentre i bianconeri ne hanno 20 ma senza risultati a tavolino i piemontesi ne avrebbero 26 e i liguri, con una partita da recuperare, 25. Il Genoa schiera De Prà, Bellini, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, Moruzzi, Sardi, Catto, Santamaria, Bergamino. La Juventus risponde con Combi, Novo, Bruna, Barale II, Monticone, Bigatto, Grabbi, Munerati, Audisio, L.Ferrero, Gallo. La partita si chiude sull' 1 a 1 col Genoa in vantaggio con Sardi raggiunto nella ripresa da una rete di Munerati che con noi va spesso a segno. La squadra rossoblu ha però da recriminare per un errore di Bellini che consente a Combi di parare un calcio di rigore. La domenica seguente s'incontra la Virtus ultima in classifica, Bologna è sempre terra difficile per la squadra genovese che però affronta la gara con la decisamente meno attrezzata compagine felsinea come se fosse una passeggiata.

 

I virtussini si impegnano al massimo per compiere l'impresa, magari anche per evitare il passaggio alla finale del Genoa così da assegnare una compagine meno temibile ai concittadini più famosi del Bologna, e dopo soli 3 minuti passano già in vantaggio con Baccilieri. Raggiunto il pareggio con una fucilata dai 25 metri di Sardi il Genoa si spinge alla ricerca del gol vittoria ma in contropiede è la Virtus ancora con Baccilieri, che colpisce un palo, ad andare vicino alla marcatura. Al Genoa comunque il pareggio basta e avanza, a Torino il Padova perde 3 a 0 coi bianconeri ed esce definitivamente di scena. La squadra rossoblu comunque finisce in crescendo, a farne le spese è il Modena, che và sotto per una rete di Santamaria che di testa anticipa il portiere e finisce battuto con un perentorio 4 a 1. Il 27 Aprile, nel recupero, si presenta a Genova un Inter penalizzata da un catastrofico inizio di torneo che però ottenendo la vittoria può ancora piazzarsi al secondo posto in compagnia del Padova. La partita non ha storia, due reti di Bergamino, una a testa di Sardi, Neri e Agradi con l'aggiunta di un' autorete di Giustacchini chiudono la tenzone sul 5 a 1. Nonostante le 3 sconfitte, 2 delle quali maturate a fine girone, la supremazia genoana và oltre i 4 punti di distanza dal Padova secondo classificato. I rossoblù mettono a segno nel girone 50 reti contro le 36 padovane e i gol subiti sono solo 13 contro i 18 presi dagli avversari. Goleador per il Genoa è Aristodemo Santamaria con 12 marcature seguito Edoardo Catto con 11 ed Enrico Sardi con 10. Capocannoniere del girone con 15 reti è l'alessandrino Baloncieri, partito per il Sudamerica col Genoa, mentre arriva a 11 marcature il suo compagno di squadra Elvio Banchero futuro rossoblu .

 

Nell' altro girone, che comprende anche la Pro Vercelli e il Milan, ad avere la meglio è il Bologna che precede il Torino di un solo punto (31 a 30). Anche in questo girone succede qualcosa di particolare, infatti l'ultima giornata il Torino supera a Bologna i felsinei per 1 a 0 (dopo averli già battuti all'andata per 4 a 1). I piemontesi ad un punto dagli avversari aspettano l'esito del ricorso per la partita disputata e persa a La Spezia. I bianconeri devono vincere per non retrocedere e durante la partita più volte i tifosi dei liguri invadono il campo minacciando ed inseguendo i giocatori avversari. Il verdetto a tavolino a favore dei granata arriva ma guarda caso quando il Bologna ha già iniziato a giocare le finali di Lega contro il Genoa e ormai non si può più tornare indietro. Questo fatto che punisce immeritatamente il Torino è solo un anticipo di quello che succederà l'anno seguente nelle famose 5 finali tra Grifone e Bologna. Il tempo per decidere c'è tutto, infatti a Maggio la Lega Sud gioca ancora le sue semifinali (2 gironi da 4 squadre che decretano le finaliste della lega Sud) mentre a Parigi si svolgono le Olimpiadi. Oltre a Garbutt, come preparatore atletico, tra i convocati da Vittorio Pozzo ci sono anche i protagonisti della futura finale della Lega Nord, per il Genoa De Prà, Barbieri, Burlando e De Vecchi che però riesce a giocare solo contro il Lussemburgo e per il Bologna Della Valle e Baldi. Nel gruppo ci sono anche Rosetta che tanto ha fatto parlare e scrivere ed un giovane giocatore del Vado dal grande futuro Felice Virgilio Levratto.

 

Il 25 Maggio allo Stade de Colombes riempito da 20.000 spettatori scendono in campo per il primo turno l'Italia e la Spagna. La formazione azzurra è così schierata: De Prà - Rosetta, Caligaris - Barbieri, Burlando, Aliberti (mediano sinistro del Torino al posto di Leale) - Conti, Baloncieri, Della Valle, Magnozzi, Levratto. Gli iberici rispondono con: Zamora - Vallana, Pasarin - Gamborena, Larraza, Peña - Piera, Samitier, Monjardin, Carmelo, Aguirezabala. La partita viene risolta a favore azzurro all' 84' grazia ad una autorete di Vallana. E' la prima volta che la Nazionale batte la Spagna ed ancora una volta De Prà ha mantenuto inviolata la porta contro gli spagnoli. Il 29 Maggio allo Stade Général di Parigi s'incontrano l'Italia ed il Lussemburgo. La partita viene chiusa già nel primo tempo, al 20' segna Baloncieri mentre al 38' raddoppia Della Valle. Il portiere lussemburghese Bausch, dopo essere stato stordito e messo ko da un potentissimo tiro di Levratto arrivatogli in pieno volto, dovette essere curato per un taglio riportato alla lingua. In una seconda occasione  mentre Levratto si apprestava al tiro decise di allontanarsi velocemente dai pali e l'attaccante capita la situazione mancò la rete applaudito dal pubblico. Allo Stadio Bergeyre di Parigi però il 2 Giugno si chiude l'avventura azzurra. L'Italia nuovamente priva di De Vecchi non riesce ad evitare la sconfitta con la Svizzera che passa in vantaggio al primo minuto della ripresa con Sturzenegger. Pochi minuti dopo Della Valle riesce a riequilibrare l'incontro ma decisiva è la rete al 60' di Abegglen II che chiude l'incontro. Dopo aver battuto per 2 a 1 la Svezia in semifinale tocca proprio alla Svizzera arrivare alla finale e perderla sonoramente contro i maestri Uruguagy che il Genoa ha incontrato l'estate precedente in turneè.

 

Il 15 Luglio del 1924 sul campo di Via del Piano si contendono il passaggio alla Finale Nazionale le due formazioni rossoblu del Genoa e del Bologna. Lo Stadio a Marassi è stracolmo, il Genoa deve fare a meno di Bergamino e Moruzzi quindi schiera in campo De Prà - Bellini, De Vecchi - Barbieri, Burlando, Leale - Neri, Sardi, Catto, Santamaria e Mariani. Il Bologna è in formazione tipo Gianese, Gaspari, Borgato, Genovesi, Baldi, Spadoni, Martelli, Della Valle, Schiavio, Perin e Pozzi. La partita è tiratissima ed un giovane e forte Bologna riesce a resistere agli avanti genovesi quasi fino al termine della gara. A 6 minuti dal fischio finale il Genoa riesce finalmente a passare in vantaggio con Neri che mette in rete la palla precedentemente ribattuta dal portiere felsineo Gianese. A pochi istanti dal termine quindi il Genoa ottiene una vittoria importantissima in vista della gara di ritorno da disputare a Bologna. Il 22 Luglio tocca al capoluogo Emiliano ospitare allo Stadio Sterlino la gara di ritorno che vede le due formazioni invariate con l'eccezzione di Moruzzi che prende il posto di Mariani. La partita è molto frenetica ed il folto e poco tranquillo pubblico petroniano ne fa da degna cornice. Il Genoa sfrutta al meglio le sue armi, il Grifone possiede la linea difensiva senza dubbio più forte del campionato e riesce a respingere i continui tentativi dei bolognesi ed in ficcante contropiede  dopo 36 minuti riesce a portarsi in vantaggio con Santamaria. Tra la fine del primo tempo e l'inizio del secondo và in scena sugli spalti la classica rissa con conseguente tentativo d'invasione del campo. Visto che gli animi non si calmano al 57' della ripresa l'arbitro Panzeri per placare un po' gli spettatori assegna un rigore inesistente ai bolognesi che Pozzi poi trasforma pareggiando l'incontro. Scoppiata un altra mega rissa a cinque minuti dal termine il direttore di gara, ormai coinvolto pure lui, non può fare a meno di dichiarare la partita conclusa.

 

Con il risultato ottenuto sul campo il Genoa raggiunge comunque meritatamente la finale ma visto le intemperanze del pubblico la Federazione, galeotta nel favorire il Bologna a discapito del Torino, non può fare a meno di assegna la vittoria a tavolino per la squadra ligure. Ormai non rimane che sbrigare la formalità della Finale con la vincitrice del Gruppo Sud. A sorpresa a contendere il titolo ai genovesi è il Savoia di Torre annunziata che nel proprio girone aveva preceduto in fila InterNaples, Cavese, Bagnolese, Stabia e Salernitana. Le cose vanno per le lunghe perchè i gironi qui sono ancora regionali e dopo questi per avere le due finaliste bisogna giocare altri 2 gironi di semifinale. Il Savoia questa volta mette in riga Lazio finalista 1922-23, Anconitana e Ideale di Bari. In totale i bianchi campani hanno vinto 12 partite, pareggiate 3 e persa 1 con la Lazio mettendo assieme un totale di 38 reti segnate e 9 subite. Goleador della squadra è Bobbio con 13 reti. Si comincia così il 3 Agosto e il Savoia sul campo di casa batte 2 a 0 l'Alba. La squadra romana nel ritorno nella capitale ribalta il risultato uscendo dal campo vincente per 1 a 0. La regola del numero di reti non vale ancora e c'è bisogno di una partita spareggio da giocare a Livorno il 24 Agosto. L'Alba (squadra che fondendosi con la Fortitudo e la Roman nel 1927 formerà la Roma) non si presenta nella città Toscana e il Savoia a tavolino viene decretato vincitore.

 

La finalissima di andata del campionato, che per la seconda volta consecutiva vede protagonisti i rossoblu genovesi, viene disputata nel capoluogo ligure sul campo situato a Marassi il 31 Agosto del 1924. Garbutt deve fare a meno del mediano destro Barbieri ma recupera Bergamino assente da lungo tempo. Lo stadio è gremito da una folla già festante e la squadra genoana si schiera con De Prà, Bellini, De Vecchi, Costella, Burlando, Leale, Neri I, Sardi, Catto, Santamaria e Bergamino I. La formazione del Savoia è invece composta da Visciano, Nebbia, Lo Bianco, Cassese, Gaia, Borghetto, Ghisi I, Bobbio, Mombelli, Orsini, Maltagliati. Arbitra Gama di Milano. La squadra genovese mette subito in chiaro le cose e con un micidiale uno due nel primo quarto d'ora di Catto e Sardi si porta in vantaggio di 2 reti chiudendo così la prima frazione. Nella ripresa, forse ormai convinti della vittoria, i genoani entrano in campo poco concentrati e il Savoia ne approfitta segnando con Bobbio al 49' la rete accorcia distanze. E' solo un attimo, passano sei minuti e Santamaria ristabilisce la giusta distanza fra le compagini. Il Savoia si chiude e il Genoa non aumenta più il suo vantaggio, anche se la differenza tra le compagini è lampante ai campani che si sono comportati degnamente và l'onore delle armi. Il Genoa scende a Torre Annunziata il 7 Settembre e un po' a sorpresa viene accolto alla stazione da un folto pubblico festante. In carrozzella i giocatori vengono accompagnati in corteo al Comune dove dal sindaco Gallo ricevono il benvenuto e dei graditi doni.

 

Dopo un sontuoso banchetto nel pomeriggio le squadre scendono all' Oncino, la formazione campana è invariata mentre nel Genoa al posto di Costella, Sardi e Bergamino giocano Barbieri, Moruzzi e Mariani. Naturalmente l'ambiente è infuocato, la possibilità di ottenere un prestigioso risultato contro i maestri del calcio italiano spinge i giocatori di Torre Annunziata a dare il meglio di sé sopperendo alla maggior tecnica dei genoani con la foga e l'applicazione. Il Genoa festeggiato e con la pancia piena incontra sul campo impolverato del Savoia più difficoltà di quanto si aspettasse e chiude il primo tempo senza violare la porta dei campani. Le cose non cambiano di molto nella ripresa, nonostante la differenza di qualità tra le due formazioni sia evidente, la partita è equilibrata e rimane inchiodata sullo 0 a 0 fino al 71' minuto quando finalmente a sbloccare la situazione arriva la palla del vantaggio rossoblu che viene messa nel sacco da Moruzzi. La faccenda non è risolta qui perchè passano solamente 2 minuti e il centrattacco dei campani Mombelli con un forte tiro dalla distanza sorprende il portiere De Prà ristabilendo l'equilibrio tra le due compagini. La gara non ha più sussulti e termina in parità con grande soddisfazione per tutti. Il Savoia ha così ottenuto il risultato di prestigio che sperava mentre la leggendaria squadra di Genova per il suo trentunesimo anno di attività si aggiudica il suo nono e purtroppo, cosa che certamente nessuno poteva immaginare in quel momento, ultimo titolo Nazionale.

 

Record: La squadra genovese in previsione della stagione successiva ingaggiò il giovane e fortissimo centrattacco bolognese Cesare Alberti che all'apice della carriera, ormai pronto per la nazionale, subì un gravissimo infortunio al ginocchio. A quei tempi non era ancora praticata l'esportazione del menisco quindi conseguentemente l'ottimo futuro calcistico pronosticato per Alberti sembrava ormai definitivamente tramontato. Il Genoa però non si fece sfuggire l'occasione e contattato il Prof. Federico Drago del San Martino di Genova propose ad Alberti l'intervento chirurgico. Il Bologna che non credeva in un esito positivo dell'operazione concesse la lista gratuita al giocatore che si trasferì a Genova per l'intervento che riuscì perfettamente. Alberti continuò la sua carriera mentre il Genoa senza sborsare una lira ebbe tra le sue file il forte centrattacco e il record di aver fatto operare per primo un giocatore al menisco. L' atleta bolognese purtroppo riuscì a deliziare il pubblico genoano solo per una stagione e mezza, nel febbraio del 1926 infatti morì a soli 24 anni per una grave infezione intestinale. Italia-Spagna: Il 9 Marzo del  1924 Vittorio Pozzo commissario unico della Nazionale Italiana convocò per la partita amichevole contro la Spagna ben 6 giocatori del Genoa. A Milano sul campo di Viale Lombardia la squadra di Pozzo scende in campo con De Prà - Rosetta (Pro Vercelli), De Vecchi - Barbieri, Burlando, Leale - Conti (Inter), Cevenini III (Inter), Catto, Baloncieri (Alessandria) e Borello (Pro Vercelli). Le furie rosse schierano Zamora, Rouse, Acedo, Gamborena, Meana, Peña, Piera, Samitier, Zabala, Laca e Aguirrezabala.

 

L'incontro, come lo definì anche Pozzo, rimase nella storia come una delle più dure e violente partite giocate fino ad allora in campo internazionale. Più volte la gara si era quasi trasformata in zuffa e a fine partita da ambo le parti si contavano giocatori pesti e contusi. La superba prova agonistica degli azzurri e soprattutto dei genoani ebbe il suo massimo in Giovanni De Prà che riuscì a parare l'imparabile ai giocatori spagnoli detti le furie rosse. I centravanti spagnoli le provarono tutte e soprattutto sui calci d'angolo usarono le maniere forti nei confronti del nostro portiere pur tuttavia non riuscendo a far capitolare la porta azzurra. A De Prà a terra, in mischia o in possesso della palla venivano sistematicamente scagliati poderosi calci dagli spagnoli tra l'indifferenza dell'arbitro belga. In una di queste occasioni il massaggiatore italiano entra in campo a fare auto giustizia sferrando un pugno al viso dello spagnolo colpevole. Al termine dell'incontro De Prà esce sorretto dai compagni con una costola rotta ricevendo dall'altrettanto mitico portiere della Spagna Zamora i migliori complimenti. Il Guerin Sportivo dopo una sottoscrizione nazionale andata oltre ogni immaginabile previsione gli offrì una medaglia d'oro come riconoscimento per il coraggio e per la splendida gara disputata che gli costò però anche parecchi giorni d'ospedale. Questa medaglia fu regalata dal portiere ai genoani (in verità la medaglia dovrebbe essere quella vinta alle Olimpiadi del 1928) e nel 1979 dopo la sua morte venne sotterrata a lato di uno dei pali situato sotto la Gradinata Nord. Nel 1990 col rifacimento totale dello stadio per i Mondiali il Comune se l'è fumata nel senso che è sparita e non è mai più saltata fuori. La partita contro gli Iberici registrò anche l'unica presenza di Catto con la maglia della Nazionale, infatti Pozzo e Rangone in attacco preferivano schierare Della Valle, Baloncieri e Levratto. A fine carriera i vincitori del titolo 1923-24 totalizzarono ben 110 presenze con la maglia azzurra.

 

Nella prima immagine il Genoa prima della partita col Modena: Neri, Catto, Sardi, Bellini, De Vecchi, De Prà, Burlando e in borghese Moruzzi. Seduti Costella, Leale, Bergamino e Santamaria. Nella seconda immagine l'entrata in campo dei giocatori rossoblu. 

 

AKAIAOI 2006