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CAMPIONATO SERIE A 1929-30 |
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| AND |
PARTITE |
RIT | AMBROSIANA | 50 |
FORMAZIONE |
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| 3 - 3 |
P.VERCELLI |
GENOA |
0 - 1 | GENOA | 48 | DE PRà (P) |
23 - 00 |
BACIGALUPO |
10 - 00 |
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| 2 - 0 |
GENOA |
LAZIO |
0 - 3 | JUVENTUS | 45 | LOMBARDO | 33 - 00 | CARZINO (P) | 01 - 00 | ||
| 0 - 1 |
P.PATRIA |
GENOA |
2 - 6 | TORINO | 39 | MORUZZI |
19 - 01 |
SPIGNO |
16 - 00 |
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| 1 - 0 |
GENOA |
TORINO |
1 - 1 | NAPOLI | 37 | BARBIERI | 31 - 00 | GILARDONI |
12 - 00 |
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| 2 - 1 |
MODENA |
GENOA |
2 - 2 | ROMA | 36 | ALBERTONI |
33 - 00 |
CHIECCHI III |
10 - 04 |
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| 1 - 2 |
CREMONESE |
GENOA |
1 - 2 | BOLOGNA | 36 | PARODI | 23 - 00 | NOTTI | 07 - 05 | ||
| 2 - 1 |
GENOA |
Alessandria |
2 - 0 | ALESSANDRIA | 36 | PUERARI |
30 - 06 |
ANSALDO |
04 - 01 |
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| 0 - 2 |
TRIESTINA |
GENOA |
1 - 2 | PRO VERCELLI | 33 | BODINI | 27 - 05 | BURLANDO | 03 - 00 | ||
| 8 - 0 |
GENOA |
PADOVA |
0 - 0 | BRESCIA | 33 | BANCHERO |
32 - 17 |
ROSSO |
01 - 00 |
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| 2 - 0 |
ROMA |
GENOA |
1 - 3 | MILANO | 32 | CASANOVA II |
26 - 07 |
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| 2 - 0 |
GENOA |
BOLOGNA |
1 - 0 | MODENA | 30 | LEVRATTO | 33 - 15 | AUT. A FAVORE |
02 |
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| 1 - 0 |
GENOA |
BRESCIA |
1 - 4 | PRO PATRIA | 30 |
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| 1 - 2 |
NAPOLI |
CESENA |
2 - 2 | LIVORNO | 29 |
Presidente: VINCENT ARDISSONE. |
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| 0 - 0 |
JUVENTUS |
GENOA |
0 - 2 | LAZIO | 28 |
Allenatore: RENZO DE VECCHI. |
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| 1 - 4 |
GENOA |
AMBROSIANA |
3 - 3 | TRIESTINA | 28 |
Stadio: Campo Genoa - Via del Piano a Marassi |
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| 3 - 1 |
LIVORNO |
GENOA |
0 - 2 | PADOVA | 26 |
Vittorie: 20. Pareggi: 08. Sconfitte: 06. |
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| 2 - 2 |
GENOA |
MILANO |
2 - 0 | CREMONESE | 16 |
Reti segnate: 63. Reti subite: 39. |
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LA PRIMA SERIE A - SFORTUNATO SECONDO POSTO
Col termine della stagione 1928-29 vengono ultimate le riforme volute dal regime e scritte nel 1926 nella "Carta di Viareggio". Dopo lo scioglimento delle Leghe, il trasferimento della FIGC da Torino a Bologna, l'introduzione del professionismo e il divieto al tesseramento di giocatori stranieri (con eccezione per gli oriundi) era giunto il momento di istituire, come d'altronde già nei maggiori campionati europei, il girone unico. La "Serie A" che doveva sostituire i due gironi da 32 squadre complessive dalla "Divisione Nazionale" venne composta in un primo momento a 16 squadre (le prime otto classificate nei due raggruppamenti), destando naturalmente le proteste delle piccole squadre che si videro relegate nelle categorie inferiori. Se a queste si poteva dare poca importanza più complicati erano invece i problemi geo-politici creati dalla classifica, nel girone A in 9' posizione si era piazzata la Triestina mentre nel B Lazio e Napoli a pari punti si contendevano l'ultimo posto disponibile. Era chiaro che la squadra di Trieste non poteva rimanere fuori dai giochi come altrettanto lampante era che dopo tutto il lavoro fatto tra fusioni e quant' altro per trovare un posto al sole alla Roma non si poteva far retrocedere la Lazio né tanto meno lasciare fuori il Napoli unica squadra del Sud. Dopo uno spareggio giocato a Milano il 23 Giugno del 1929 tra laziali e campani terminato 2 a 2 si decise, guarda caso, di allargare l'appena sorto girone unico portandolo così a 18 formazioni. A rimanere fuori sono il blasonato Casale e soprattutto Firenze unica grande città a non avere una squadra ancora competitiva a grande livello. Queste restanti compagini, compresa il paciugo in maglia nera La Dominante (nata dalla fusione tra Corniglianese, Andrea Doria e Sampierdarenese), vanno a formare la Serie B assieme alle promosse dalla I' Divisione (che diventa la III serie oggi nota come C).
In estate il Genoa (Genova 1893 Circolo del Calcio) assieme alla Juventus è la prima squadra italiana a partecipare ad una competizione europea. Il torneo si chiama Mitropa Cup o Coppa Europa Centrale e vede partecipare, dalla sua prima edizione nel 1927-28, le più forti squadre dell' epoca (a parte le inglesi naturalmente). La prima edizione del torneo vede i cecoslovacchi dello Sparta Praha avere la meglio in finale sugli austriaci del Rapid Wien dopo due accesissime partite finite 6-2 e 1-2 (in parità di vittorie si ricorreva alla sommatoria delle reti) mentre nell' anno successivo tocca agli ungheresi del Ferencvàrosi battere in finale gli stessi Viennesi riportando un 7-1 casalingo e un 3-5 esterno. Nel 1929-30 Bologna campione d'Italia e Torino secondo classificato decidono di non partecipare essendo già impegnate in tour per il Sudamerica così le due formazioni italiane a partecipare escono fuori dopo aver superato uno spareggio con Ambrosiana e Milan. Genova e Juventus nella competizione sostituiscono le squadre yugoslave che nelle prime due occasioni non si erano per nulla distinte ma tanto per cambiare al Grifone per proseguire nel torneo tocca battere proprio i fortissimi austriaci del Rapid. La Coppa viene svolta interamente nella seconda metà del 1929, s'inizia il 23 Giugno e si termina con le finali a Novembre. Nella trasferta di Vienna i biancoverdi, anch' essi 9 volte campioni nazionali, sconfiggono sonoramente il Genoa per 5 a 1 (anche se come visto una volta era quasi consuetudine che nelle coppe i risultati per le squadre casalinghe fossero tennistici). Sulla panchina austriaca siede l'ex genoano anteguerra Eduard Bauer che nel 1913 era stato allenato da Mr. Garbutt mentre tra le fila rossoblu non c'è ancora Banchero.
Il Genova, nonostante vada in svantaggio dopo solo 8 minuti per una rete di Weselik, non parte male perchè Chiecchi III già al 12' mette l'incontro in parità. Al 30' però Wessely trasforma un rigore riportando avanti i biancoverdi che dopo aver chiuso la prima frazione sul 3 a 1 dilagano nel secondo tempo mettendo a segno altre due marcature. Unica consolazione aver segnato la prima rete di una squadra italiana in una competizione europea per Club ma d' altronde il Rapid è una squadra fortissima visto che ben 6 giocatori Roman Schramseis, Josef Smistik, Johann Luef, Hans Horvath, Franz Weselik e Ferdinand Wessely giocano in nazionale. Il Genova è praticamente fuori ma alla Juventus con lo Sparta Praha non và meglio, a Torino i bianconeri mettono a segno una sola rete con Munerati al 63' ma la vittoria non basta contro le marcature di Junek e Joska che a Praga fissano il risultato sul 3 a 0 per i Ceki. Al ritorno a Genova i rossoblu giocano una partita gagliarda nel tentativo di strappare una vittoria comunque prestigiosa, in effetti l'impresa di marcare 4 reti di scarto che consentirebbero di giocare un ulteriore spareggio non arriva ma in compenso nel tabellino del Grifone si registrano in totale ben 4 pali colpiti da Bodini I e Chiecchi III. Gli austriaci giunti in semifinale vengono piegati in tre partite dagli ungheresi dell' ùjpesti (2-1, 2-3 e 3-1) che poi si aggiudicano la coppa battendo in finale lo Slavia Praha riportando i risultati di 5-1 e 2-2. Una platonica rivincita sulle squadre austriache il Genova se la prende il giorno di Natale del 1929 quando batte in amichevole l' Austria Wien per 5 a 0. Gli austriaci poi nel proseguo della loro turneè italiana pareggiano 1 a 1 sia con la Pro Patria che col Torino. Chiusa la parentesi europea il Genova torna a pensare all' imminente campionato, il titolo manca ormai da 6 anni ed i rossoblu hanno sostenitori abituati alle vittorie e il quarto posto dell' anno precedente non può certo considerarsi un buon risultato possibilmente da ripetere.
A dir la verità il Genova nonostante Levratto e il nuovo arrivo Banchero non parte coi favori del pronostico, ad essere più quotate sono naturalmente Bologna e Torino seguite dalla Juventus e più in second' ordine l'Ambrosiana in cui gioca l'asso nascente Meazza capace di marcare 33 reti nel campionato precedente. La formazione è composta certamente da validi elementi ma De Prà, Moruzzi, Burlando e Barbieri hanno ormai dietro le spalle diversi anni di attività e sono prossimi ad attaccare le scarpe al chiodo come hanno già fatto Renzo De Vecchi, ora solo allenatore, e il bomber Edoardo Catto che si ritira dopo un grave infortunio subito nello spareggio per la Mitropa col Milan. A sostituire il centrattacco genoano, che con le sue 93 reti resta ancora il miglior marcatore rossoblù, è Alfredo Notti in alternanza con Elvio Banchero vero colpo di mercato per il sodalizio genovese. Come interno destro Banchero negli ultimi due campionati disputati coi grigi dell' Alessandria ha messo a segno 40 reti e nel 1928 assieme a De Prà e Levratto ha conquistato la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Amsterdam. Prelevato dalla Reggiana in cui ha marcato 17 reti in due stagioni arriva a Genova l'interno sinistro Ottorino Casanova mentre dal Casale giunge il centro-mediano Angelo Albertoni che in pratica sostituisce Luigi Burlando che scende in campo solamente in 5 occasioni. Leone viene ceduto alla Pro Patria mentre il terzino Tognotti passa alla Lazio. Il portiere Manlio Bacigalupo, che nel 1927-28 aveva come secondo di Vincenzo Bosia totalizzato 10 presenze nel Torino Campione d'Italia davanti proprio ai rossoblù, prende il posto di Carzino come secondo di De Prà. Bacigalupo, ad inizio carriera entrato nella compravendita tra Genoa e Doria per l'appezzamento di terreno chiamato Cajenna, rimarrà per anni a difendere la porta genoana a parte alcune parentesi passate a Sampierdarena e Venezia. Nel 1944, durante il campionato di guerra, a proteggere la rete rossoblu arriva in prestito dal Savona anche il giovanissimo fratello Valerio poi scomparso nella tragedia di Superga assieme a tutto il grande Torino.
Dopo aver battuto in amichevole la Dominante per 5 a 4, il campionato per la squadra genovese inizia con una partita storica, i rossoblu infatti devono affrontare la Pro Vercelli che con i suoi 7 titoli è la seconda squadra più titolata d'Italia. Il Genova ha per così dire l'onore di subire la prima rete del nuovo torneo o per meglio dire la Pro Vercelli con Bajardi I al 3' minuto segna la prima marcatura della Serie A. Passato in svantaggio il Genova dopo due minuti perviene al pareggio e alla mezz'ora sempre con Chiecchi III ribalta il risultato chiudendo addirittura sul 3 a 1 la prima frazione grazie ad una autorete di Ferraris che mette la palla alle spalle del suo portiere Scansetti. Nel secondo tempo la Pro Vercelli parte all' attacco e con una doppietta di Santagostino ristabilisce la parità, l'espulsione di Seccatore non basta ai genovesi per tornare a condurre e così si perde un primo punto che a fine torneo peserà enormemente sulla classifica. La partita seguente il Grifone ancora con Chiecchi III e Ercole Bodini I si sbarazza della Lazio poi in una partita combattuta s' impone a Busto Arsizio grazie ad una rete di Banchero a 20 minuti dal termine. Il 27 ottobre sul campo di Via del Piano a Marassi si presenta il Torino vice campione d'Italia ed a punteggio pieno, il Genova passa al 22' con Bodini I e conclude vittoriosamente la partita scavalcando i granata, che durante il campionato dovranno fare a meno di Janni e alle reti di Libonatti accontentandosi della quarta piazza, portandosi al comando assieme alla Juventus. La settimana successiva il Genova inaspettatamente subisce la prima sconfitta del torneo, a Modena sotto di due reti a mitigare il risultato sfavorevole arriva a 4 minuti dalla fine la rete di Moruzzi che sarà anche l'ultima per il jolly rossoblu. Oltre alla partita i genovesi perdono anche Chiecchi III per lungo tempo ed al suo posto diventa titolare Casanova mentre nella mediana viene utilizzato Parodi al posto di Amilcare Gilardoni.
Al Genova tocca una seconda trasferta ma il duo Banchero-Levratto, che segna la sua prima rete in Serie A con la Cremonese, consegna i due punti ai genovesi mentre la Juventus perde il derby con l' Alessandria a due minuti dal termine per un autogol di Caligaris facendosi raggiungere in testa alla classifica oltre che da Genova e Inter proprio dai grigi. Per la settima giornata nel capoluogo ligure và in scena il big match tra rossoblù e alessandrini che vede il Genova portarsi avanti grazie a Casanova e raggiunto cinque minuti dopo per una deviazione verso la propria rete di Lombardo su cui De Prà non riesce a rimediare. Chiuso sfortunatamente in parità il primo tempo il risultato rimane inchiodato fino al 76' quando Notti riesce a mettere alle spalle di Balossino la rete che porta i due punti al Grifone. La tenace Alessandria che perso Banchero poteva contare in attacco di Cattaneo, Ferrari e Avalle rimarrà in lotta per il titolo in pratica fino alla partita di ritorno che vedrà primeggiare nuovamente il Genova. Due reti firmate da Levratto e Notti nell' ultimo quarto d'ora della partita giocata a Trieste mettono il Genova solo al comando infatti sugli altri campi giungono la sconfitta a Roma dell' Ambrosiana e il pari nel derby tra Torino e Juventus. Il 9 Dicembre lo sventurato Padova dell' ex Gino Lamon e del futuro Perazzolo viene travolto a Marassi dai genoani che trafiggono Colonnese ben 8 volte portando a 4 le vittorie consecutive ottenute. Prima dello scontro a Roma, che è anche la prima partita giocata dai rossoblu in campionato contro i giallorossi, la classifica vede il Genova a 15 punti, Juventus 14, Alessandria 12, Ambrosiana, Bologna, Napoli e Torino a 11 ma come già accaduto all' Ambrosiana anche gli uomini guidati da De Vecchi devono cedere ai capitolini venendo superati dalla Juventus che vince a Bologna contro i campioni d'Italia prossimi avversari proprio dei genovesi.
Il 22 Dicembre il Genoa schiera De Prà - Lombardo, Moruzzi - Barbieri, Albertoni, Parodi - Puerari, Bodini I, Banchero I, Casanova II, Levratto. Il Bologna risponde con Gianni - Monzeglio, Gasperi - Genovesi, Baldi, Pitto - Pilati IV, Maini, Schiavio, Busini III, Muzzioli. La partita viene risolta nel secondo tempo quando in tre minuti a partire dal 65' i genovesi passano per due volte con Casanova e Banchero portandosi di nuovo in testa appaiati alla Juventus fermata sullo 0 a 0 a Brescia. I lombardi reduci dall' ottimo terzo posto dell' anno precedente hanno mantenuto una buona squadra ed anche a Genova riescono a mantenere la propria rete inviolata fino a 4 minuti dalla fine quando il solito Banchero riesce a depositare la palla in rete. La partita del 12 Gennaio a Napoli è alquanto particolare perchè sebbene i partenopei di Vojak e l'oriundo Sallustro siano a centro classifica in casa, dove l' ambiente è particolarmente acceso, sono imbattuti ed inoltre sulla panchina azzurra siede mister Garbutt per 11 anni alla guida dei rossoblu (precedentemente Garbutt come allenatore della Roma aveva incontrato il Genova in due amichevoli disputate nella capitale entrambe vinte 1-0 e 5-3). La prima marcatura di Puerari viene pareggiata da Ghisi ma ancora Banchero riesce a strappare la vittoria finale che consente al Genova di recarsi a Torino nello scontro al vertice sempre a pari punti coi bianconeri. Il 19 Gennaio si affrontano sul campo di Corso Marsiglia le due squadre in testa al campionato, la Juventus schiera in campo l'oriundo futuro campione del mondo Orsi mentre il Genova deve rinunciare a Levratto sostituito da Quinto Rosso. La partita non si schioda dallo 0 a 0 e ad approfittarne è l'Ambrosiana che con 2 reti di Meazza batte seccamente 3 a 0 il Torino portandosi a 3 punti dalla coppia al comando.
Si arriva così al 26 Gennaio del 1930 dove giunge il primo palese atto perpetuato dalla sfortuna ai danni del Grifone. I rossoblù come detto sono in vantaggio di 3 lunghezze sull' Ambrosiana che si deve presentare sul campo del Genova per l' attesissimo scontro diretto. La squadra milanese dopo la fusione voluta da Mussolini tra Internazionale e Unione Sportiva Milanese era tornata ad utilizzare i colori nerazzurri dell' Inter portando sul petto un cerchio a scacchi bianconeri per ricordare la fusione avvenuta conservando la maglia bianca con croce rossa come seconda alternativa. Il Genova schiera De Prà - Lombardo, Moruzzi - Barbieri, Albertoni, Parodi - Puerari, Bodini I, Banchero I, Casanova II, Levratto mentre l'Ambrosiana risponde con Degani - Gianfardoni, Allemandi - Rivolta, Viani, Castellazzi - Visentin, Serantoni, Meazza, l'oriundo di Spalato Blasevich e Leopoldo Conti. Arbitra Mattea di Torino. La gara inizia in una cornice di pubblico immenso e chiassoso ma non è una bella giornata anzi il campo è al limite della praticabilità e la gara si mette subito male. De Prà uscendo incontro ad un giocatore nerazzurro nel contrasto si frattura la spalla (e forse provoca il rigore per i lombardi). Il Genova rimasto in inferiorità numerica per il resto della partita viene messo sotto da un calcio di rigore messo a segno da Rivolta al 20' minuto. Il regolamento non prevede la sostituzione di un giocatore infortunato e così tra i pali viene messo il terzino Moruzzi. Il Genova in netto svantaggio riesce con Barbieri e compagni a mantenere invariato il risultato fino all' intervallo ma dopo appena tre minuti della ripresa Meazza mette a segno la rete del ko. Il 3 a 0 di Conti arriva pochi minuti dopo come la rete della bandiera di Banchero. Non è finita perchè la squadra genovese tenta comunque di accorciare ulteriormente le distanze e Meazza con un astuto pallonetto dalla distanza sorprende Moruzzi fuori dai pali e chiude l'incontro sul 4 a 1.
Il Genova è sempre in testa perchè la Juventus si lascia clamorosamente battere per 2 a 1 dal fanalino di coda Padova ma ora i nerazzurri sono ad un punto da entrambe. La trasferta da affrontare per il Genova è quella sul temibile campo del Livorno, gli amaranto avevano iniziato il torneo malamente con 3 sconfitte consecutive ma nelle ultime giornate avevano iniziato a scalare la classifica. In porta gioca Bacigalupo che ben si comporterà nel proseguo ma nonostante il Grifone passi per primo in vantaggio con Banchero anche questa è una giornata storta che finisce con una tripletta di Palandri a mortificare i genovesi. L' Ambrosiana e la Juventus rimangono al palo perchè l'incontro diretto a Torino non si disputa per l'impraticabilità del campo e viene rinviato al 19 Marzo. Ora le squadre in testa sono ben 4, Alessandria, Genova, Torino e Juventus a 22 punti con i genovesi che devono affrontare in casa il Milan che coi suoi 18 punti racimolati può teoricamente ancora inserirsi al vertice ma che in verità non ha l'organico adatto per impensierire le squadre meglio piazzate. Il Genova, per la prima volta senza Banchero, attraversa un brutto periodo e deve già dopo 6' minuti inchinarsi ad un tiro di Sternisa. Sotto la pioggia e con il campo ridotto ad un pantano la risalita dei rossoblu si fa ardua ma a pochi minuti dall' intervallo Levratto, servito in area, con un preciso e potente diagonale a mezz'altezza mette la palla nell' angolo lontano dove Carmigato non può arrivare. Un altra autorete di Lombardo nella ripresa rimette ancora in salita la partita, gli attacchi dei genoani alla ricerca del pari si fanno pressanti e Carmignato più volte deve risolvere le mischie createsi davanti alla porta milanese. I minuti passano ma il Grifone, che torna a schierare contemporaneamente Chiecchi III e Gilardoni, non demorde e a 5 minuti dal termine proprio con Chiecchi III riagguanta la parità. E' un punto importante per la squadra genovese perchè l' Ambrosiana passeggia 5 a 1 sul Modena e guadagna una posizione come fanno pure Alessandria, Torino e Juventus vincendo i rispettivi incontri. Classifica girone di andata: Alessandria, Juventus e Torino 24; Ambrosiana e Genova 23; Milano 19; Bologna, Napoli e Pro Vercelli 18; Brescia 16; Roma e Triestina 15; Lazio 14; Modena e Pro Patria 13; Livorno 12; Padova 8; Ccremonese 7. Juventus e Inter una gara in meno.
Sembra che l' età dei giocatori del Grifone possa consegnare il campionato ai milanesi o ad una delle tre contendenti piemontesi ma non è così, la vecchia guardia è proprio quella che manterrà la fiamma della speranza accesa fino alla penultima giornata. Il ritorno riparte in maniera stentata, l'estrema difesa della Pro Vercelli viene superata solo al 73' quando dal dischetto un bolide rasoterra di Levratto batte Scansetti. Purtroppo per l'ennesima volta il Genova perde punti in trasferta con una squadra di bassa classifica, dopo Modena e Livorno arriva anche la seconda sconfitta a Roma ma questa volta contro la Lazio. Questa è l'ultima partita di Daniele Moruzzi nelle file del Genova. Il giocatore, un vero e proprio jolly, ricoprì nella sua lunga militanza (7 anni dal 1921-22 inframmezzati da due annate nella Dominante) praticamente tutti i ruoli possibili compreso quello di portiere per sostituire l'infortunato De Prà. A fine anno una volta ceduto alla Fiorentina non riuscendo a mettersi d'accordo con la squadra viola per questioni di stipendio finisce la sua carriera calcistica nel Siracusa. La settimana dopo la Pro Patria và in vantaggio a Genova e la corsa allo scudetto sembra finita ma a fine frazione dal 36' al 38' Levratto e Bodini I ribaltano il risultato che viene poi chiuso con un tennistico 6 a 2 da una tripletta di Puerari e una rete di Banchero nella ripresa. Nel frattempo il Torino che aveva 2 turni esterni facili sulla carta veniva sconfitto 1 a 0 sia a Padova che Livorno e nel difficile scontro del 23 Marzo pur in vantaggio con Baloncieri non riesce a superare il Genova che all' 82' con Banchero agguanta il pareggio portando a 5 le lunghezze tra i granata e la testa della classifica guidata saldamente dall' Ambrosiana, che a sorpresa nel recupero giocato nel capoluogo piemontese riesce a battere ed ad effettuare il sorpasso sulla Juventus grazie alle reti del solito Meazza e Visentin. Ambrosiana 32 punti seguita da Juventus a 31, Alessandria 29, Genova 28 e Torino 27.
Il Genova adesso potrebbe sfruttare il calendario che prevede due turni sulla carta facili per la compagine rossoblu ma purtroppo non è così. Contro il Modena impelagato nei bassi fondi della classifica torna tra i pali De Prà ma in campo la partita è molto dura per via di qualche colpo proibito tra i giocatori e per le discutibili decisioni arbitrali. Barbieri e compagni in svantaggio raggiungono la parità al 71' con Banchero e in un finale accesissimo passano a condurre all' 82' con Vittorio Ansaldo prima di essere ripresi a tre minuti dallo scadere da un tiro di Piccaluga che sigla il 2 a 2 finale. Qui però c'è da dire che ad accendere gli animi arriva la decisione dell'arbitro Malagodi che assegna incredibilmente il gol ai giallo-blu quando la palla finisce sì all' interno della porta genoana ma passando palesemente da uno squarcio laterale della rete. Insomma tra scontri, zuffe e proteste alla fine sono due i genoani, Bodini I e Angelo Albertoni più il modenese Carnevali, ad essere mandati anzitempo negli spogliatoi dall' arbitro. Sfuma così una grande opportunità perchè l'Ambrosiana a sorpresa rimane all' asciutto contro la Cremonese mentre la Juventus perde il solito acceso derby con la Pro Vercelli. Naturalmente il convulso finale col Modena coinvolge anche il pubblico e quello che dovrebbe essere il secondo turno consecutivo casalingo viene invece giocato sul campo neutro di Pavia proprio contro il fanalino di coda Cremonese che viene comunque superato agevolmente con 2 reti di Casanova II accorciate dal grigio-rosso Bodini II. L'Ambrosiana batte nel derby il Milano 2 a 0 mentre l'Alessandria sconfitta dalla Juventus viene scavalcata in classifica dal Genova proprio alla vigilia dello scontro in Piemonte. La partita viene vinta dai rossoblu grazie a una prodezza dell' ex Banchero raddoppiata poi da Casanova II sul finire della partita ma i nerazzurri vincono a Padova e le distanze dalla testa non diminuiscono anche se i bianconeri sconfitti a Modena vengono agganciata al secondo posto. Adesso al Genova toccano altri due turni contro squadre in lotta per la salvezza e quindi ben chiuse in difesa.
Infatti le ultime della classe vendono cara la pelle, la Triestina passata immediatamente in vantaggio dopo due minuti fà sudare i rossoblù che pareggiano con un bolide di Levratto e colgono la vittoria all' 88' quando ormai sembra tutto finito grazie ad una marcatura di Notti. La domenica seguente il Genova però non riesce a sbloccare il risultato col Padova, e pensare che sarebbe bastato un solo gol degli 8 rifilati ai patavini nell' andata, mentre l'Ambrosiana espugnando Trieste porta a 5 i punti di vantaggio su Juventus e Genova. La distanza però non scoraggia i genoani che pur sapendo che De Vecchi ha deciso di non proseguire l' anno venturo come allenatore firmano con Puerari e 2 reti di Levratto la prima vittoria sulla Roma. Ora il Genova ha un impegno difficilissimo sul terreno del Bologna che non è mai stato veramente vicino alla vetta ma è pur sempre la squadra Campione d' Italia e acerrima rivale dei genovesi. La partita viene risolta al 6' da una rete di Banchero che rimane l'unica in tabellino fino alla fine, anche questa volta l' Ambrosiana risponde passando 8 a 0 sulla Pro Patria mentre la Juventus pareggiando 2 a 2 a Brescia esce praticamente di scena Ambrosiana 45, Genoa 40, Juventus 39. Purtroppo proprio a Brescia succede l' impensabile e il Genova perde sonoramente la partita più importante del campionato contro una squadra tranquillamente a centroclassifica. La formazione di De Vecchi và in barca già nel primo tempo sotto 3 reti marcate da Moretti e alla fine ammaina la bandiera sotto un 4 a 1 mitigato da un rigore di Levratto. La cosa è ancora più assurda se si pensa che la classifica non si smuove perchè nella stessa giornata l' Ambrosiana viene sconfitta 3 a 1 dal Napoli mentre la Juventus si lascia superare in casa per 1 a 0 dalla Triestina rimanendo ormai tagliata fuori per la conquista del titolo.
Sembra destino ma ancora i leoni blu lombardi sono nel destino del campionato genoano, proprio al 90' segna ancora Moretti su rigore ma in precedenza l'Ambrosiana ha rifilato 5 reti alla porta bresciana chiudendo l'incontro sul 5 a 1. A Genova intanto i rossoblù fanno Harakiri proprio col Napoli di Garbutt che la domenica precedente indirettamente aveva lenito la debacle di Brescia. Al 43' minuto, dopo un corner, Banchero deviava in rete un tiro di Barbieri mentre poco dopo l'inizio della ripresa Gino Puerari di testa su passaggio di Levratto assestava quello che doveva essere il colpo del ko per gli uomini di Garbutt. Al 66' Vojak di testa raccoglieva un traversone dal calcio d'angolo indirizzando a rete, De Prà respingeva la palla ma l'arbitro assegnava comunque la rete sostenendo che questa avesse superato la fatidica linea di porta. A 9 minuti dal triplice fischio arriva il patatrac, palla respinta dalla difesa e tiro di Roggia che beffa per la seconda volta l'estremo rossoblu. La sfida con la Juventus, che da Febbraio si era rinforzata ingaggiando l'oriundo Cesarini, sembra non aver più senso visto i 6 punti di vantaggio che l'Ambrosiana ha sulle inseguitrici. Inaspettatamente la vittoria riportata con le reti di Banchero e Levratto nell' ultimo quarto sui bianconeri non ha per il momento solo valore statistico ma bensì riapre il campionato, infatti i milanesi vengono pesantemente sconfitti per 4 a 1 dal Torino e a 4 punti di distanza alla vigilia dello scontro diretto il Genova non può far altro che mangiarsi le mani per i punti persi malamente con Brescia, Napoli e Padova ma soprattutto per quelli persi nella gara di andata. Il 15 Giugno quindi si gioca la partitissima che può riaprire ed accendere il campionato con ancora due giornate da giocare.
L' Ambrosiana gioca sul Campo Fossati in Via Galdoni ed essendo in corso la festa dell' aviazione alcuni aerei volteggiano per esibizione sopra questo che era stato invaso all' inverosimile dai tifosi, tra i quali una folta rappresentanza proveniente da Genova, che non volevano mancare alla partita. Tutto d'un tratto una tribuna in legno non sostenendo più l'inusuale peso crollò facendo cadere gli spettatori molti dei quali terrorizzati fuggirono in campo. Dal Secolo XIX: "Il drammatico crollo di una tribuna sul campo dell' Ambrosiana a Milano. Ieri poco dopo le ore 16, sul campo dell' A.C. Ambrosiana in Via Galdoni è avvenuto un pauroso disastro che ha causato un centinaio di feriti, tra i quali numerosi genovesi. Alle ore 17 si doveva svolgere sul campo, come effettivamente si svolse, la partita di campionato tra Ambrosiana e Genova. Nell' attesa della partita si stava disputando sul campo una partita tra due squadre di riserve, quando si è verificato il pauroso sinistro. Una parte delle tribune popolari, quella di sinistra travolta dal peso enorme della folla, ha ceduto trascinando nella sua rovina alcune centinaia di spettatori. La partita delle riserve non teneva molto avvinto l'interesse della folla la quale fu scossa, invece, dopo le 16, dal passaggio sul cielo di Milano delle prime squadriglie di aeroplani che si dirigevano a Cinisello e ne tornavano. Sembra sia stato appunto uno di questi passaggi a dare indiretto motivo alla sciagura, perchè per vedere meglio i veivoli gli spettatori che si trovavano scaglionati e pigiati su tutta la larghezza della gradinata si sarebbero ad un certo punto spinti verso la parte più alta della tribuna, facendo impeto contro il parapetto. Sotto il carico eccessivo della folla, un tratto della parte più alta della tribuna e precisamente una campata della gradinata di legno che stava tra il parapetto superiore schiantato e il muricciolo di cemento, rovinava sui suoi sostegni travolti e trascinava con sè altre due campate che le erano strettamente collegate. Parecchi spettatori caddero da un altezza di quattro metri. La maggior parte di feriti e contusi si ebbe nel fuggi fuggi provocato dal timor panico che aveva invaso tutti". Segue l'articolo l'elenco dei feriti tra cui una cinquantina provenienti da Genova.
Il Genova negli spogliatoi riceve l'ordine di non muoversi per questioni di ordine pubblico mentre i giocatori milanesi sembra diano una mano nel soccorrere i feriti. Dopo un' ora le due squadre vengono a sapere che l'incontro nonostante tutto avrà regolare svolgimento ed infatti con venti minuti di ritardo alle 17 e 20 le due formazioni scendono sul terreno di gioco. Non manca anche qui il colpo di scena perchè il terzino Allemandi recandosi al campo in macchina rischia di saltare la partita perchè dopo un tamponamento con conseguente rissa era stato portato in questura e solo all' ultimo momento riconosciuto era stato rilasciato in modo da unirsi ai compagni. Con l'arrivo del difensore, sotto la direzione di Carraro da Padova, l' Ambrosiana schiera Degani; Gianfardoni, Allemandi; Rivolta, Viani, Castellazzi; Visentin, Serantoni, Meazza, Blasevich, Conti. I rossoblu si presentano con Bacigalupo; Lombardo, Spigno; Parodi, Albertoni, Gilardoni; Puerari, Bodini, Banchero, Casanova e Levratto. La partita parte bene per i genovesi, al 4' minuto Levratto raccoglie un assist al volo e con un potentissimo sinistro fulmina in porta lasciando Degani immobile e portando il Grifone in vantaggio. Passano poco più di dieci minuti e lo stesso Levratto in rovesciata serve in area Bodini I che è lesto ad indirizzare per la seconda volta la palla nella rete nerazzurra. La partita non concede soste, le reti si susseguono una dopo l'alta. Al 22' il solito "balilla" Meazza in mezzo a due genoani riesce a battere Bacigalupo accorciando il divario che viene ristabilito poco dopo ancora da Levratto che riesce nuovamente a gonfiare la rete milanese siglando il 3 a 1. Altri tre minuti e ancora Meazza di testa sbatte in porta realizzando il gol del definitivo 2 a 3 che chiude la prima frazione di gioco.
La ripresa comincia con il "balilla" scatenato, Bacigalupo in un uscita sul giocatore milanese rimedia nello scontro un pestone in volto rimanendo stordito e pur non riprendendosi totalmente non potendo essere sostituto rimane in campo. Poco dopo il giocatore nerazzurro scartando mezza difesa firma la tripletta che ristabilisce la parità tra le compagini. Un aneddoto vuole che la sfortunata prova su Meazza del terzino Lombardo, che era diventato padre il giorno prima, fosse dovuta al fatto che un bambino ferito volle essere portato da Meazza per dirgli che non gli importava nulla delle ferite riportate se avesse segnato 3 gol. Il Genova a questo punto torna a testa bassa alla ricerca del vantaggio e viene facilitato dal nervoso Allemandi che si fa cacciare dal campo da Carraro per un colpo a Banchero. La pressione dei genovesi dà i suoi frutti, batti e ribatti a 5 minuti dalla fine Levratto riesce a liberarsi ed a involarsi verso la porta difesa da Degani quando all' interno dell' area viene steso da un difensore nerazzurro. L'arbitro senza esitazioni, nonostante il clima non certo sereno, indica il dischetto del rigore ma ad esitare invece è lo stesso Levratto che pur rigorista non se la sente e decide di non tirare. Naturalmente quale miglior sostituto se non Banchero infallibile dagli undici metri in passato. Forse l'alessandrino si lascia distrarre dall' enorme pubblico non certo amichevole che si era stretto dietro la porta dell' Ambrosiana e pur spiazzando il portiere manda la palla a sfiorare il palo e a terminare fuori. La partita finisce con l'espulsione di Bacigalupo che risponde con un pugno ad una carica di Blasevich venendo sostituito tra i pali per quei pochi minuti restanti dall'onnipresente Felice Levratto.
Il campionato in pratica è finito, la vittoria a Milano non solo avrebbe portato il Genova a 2 punti dall' Ambrosiana ma avrebbe rimesso in gioco anche la Juventus che trovandosi alla penultima giornata a 4 punti dai nerazzurri avrebbe affrontato la trasferta in terra lombarda con ben altro spirito mentre così si presenta sul campo svogliata e battuta 2 a 0 da Meazza e compagni che festeggiano così lo scudetto conquistato con una giornata di anticipo. Il Genoa onora il campionato vincendo grazie ai gol di Banchero e Levratto la sfida interna col Livorno mentre la domenica seguente, questa volta sul campo di proprietà rosso-nera di San Siro, battono il Milan con gli stessi marcatori portandosi a sole due lunghezze dall' Ambrosiana sconfitta a Modena 2 a 0. I Genovesi così nel girone di ritorno totalizzano 25 punti come i nerazzurri, è vero che la partita coi giallo-blu non contava più niente ma visto quello che è capitato più avanti in vari campionati, e spesso proprio con l' Inter che perde ad esempio all' ultima giornata lo scudetto a Roma con la Lazio favorendo la Juventus, il rammarico per la sfortuna avuta nelle due sfide dirette e per alcune decisioni arbitrali, non può che aumentare. Se la squadra di De Vecchi e compagni non fosse stata così sfortunata probabilmente oggi il Genova avrebbe già vinto il decimo scudetto. Marino Parodi
Immagini: La formazione del Genova nella prima versione schierata con Bacigalupo e nella seconda con De Prà. In alto il rigore di Levratto alla Pro Vercelli e il Genova a Vienna per la partita contro il Rapid.
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| AKAIAOI 2006 | |||||||||||