CAMPIONATO SERIE A 1941-42

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AND

PARTITE

RIT    ROMA 42  

 FORMAZIONE

3 - 2

GENOVA

BOLOGNA

1 - 1  TORINO 39  SAIN (P)

26 - 00

 TAVOLETTI (P)

04 - 00

1 - 1

JUVENTUS

GENOVA

4 - 1  VENEZIA 38  MARCHI 27 - 00  GENTA

13 - 00

2 - 0

FIORENTINA

GENOVA

0 - 4  GENOVA 37  SARDELLI

29 - 00

 BO

10 - 02

2 - 0

GENOVA

ROMA

2 - 1  LAZIO 37  PERAZZOLO 27 - 02  SPADONI

08 - 00

3 - 0

MILANO

GENOVA

1 - 1  JUVENTUS 32  ALLASIO

24 - 02

 B.BARBIERI

08 - 02

1 - 0

GENOVA

ATALANTA

0 - 0  BOLOGNA 29  ANDRIGHETTO

24 - 02

 BURATTINI 03 - 00
2 - 1

VENEZIA

GENOVA

0 - 1  TRIESTINA 29  G.NERI 22 - 05  CHIZZO

02 - 00

0 - 0

GENOVA

TRIESTINA

1 - 2  FIORENTINA 27  ISPIRO

26 - 17

 SOTGIU 01 - 00
1 - 1

TORINO

GENOVA

3 - 4  MILANO 27  TREVISAN

24 - 06

 

 

1 - 1

GENOVA

LIGURIA

4 - 3  LIGURIA 27  BERTONI 25 - 04    
1 - 1

LAZIO

GENOVA

2 - 1  AMBROSIANA 26  U.CONTI

27 - 11

 AUT. A FAVORE

00

6 - 1

GENOVA

AMBROSIANA

1 - 1  ATALANTA 24

 

0 - 0

LIVORNO

GENOVA

1 - 3  LIVORNO 24

 Presidente: Giovanni Gavarone Comm: G.B.Bertoni

6 - 0

GENOVA

MODENA

3 - 2  NAPOLI 23

 Allenatore: Guido Ara.  Stadio: L.Ferraris (38.000)

0 - 0

NAPOLI

GENOVA

0 - 3  MODENA 19

Vinte: 13. Pareggi: 11. Perse: 6.   RF: 53. RS: 35.

 

      

         Immagini: La formazione schierata. Neri contro l' Ambrosiana. Bruno Ispiro autore di 17 reti.

 

UNA GRANDE OCCASIONE SPRECATA

 

Nella stagione precedente il Genova, con ben 10 giocatori tra campo e servizio militare, era rimasto per lungo tempo in fondo alla classifica rischiando la retrocessione. La situazione si era risolta favorevolmente nel girone di ritorno e i rossoblu, che potevano contare su molti giocatori in o passati per la nazionale, potevano dire nuovamente la loro in campionato. Purtroppo però la situazione societaria non è delle più felici, il commendator Juan Culiolo a Luglio si dimette dalla presidenza del sodalizio genovese e non trovando un sostituto viene nominato l'ingegnere G.B.Bertoni come comissario. Nel Maggio del 1942 finalmente la situazione viene risolta con la nomina a presidente del Cav. Giovanni Gavarone ma in definitiva con l'uscita di scena del presidente italo-argentino questo è l'ultimo torneo, a parte la prima fase del 1948-49 che il Genoa conclude in testa, a far sperare i tifosi genoani nel decimo titolo. Alla guida della squadra non c'è più Ottavio Barbieri, al suo posto viene ingaggiato Guido Ara terzo classificato l'anno precedente col Milano. Ara è un ex giocatore, plurivincitore del titolo italiano con la Pro Vercelli ha già una lunga carriera da allenatore alle spalle avendo guidato per anni la stessa Pro Vercelli, la Comense, la Roma sconfitta nella finale di Coppa Italia dal Genoa, la Fiorentina e il Milano. La squadra in sostanza rimane quella costruita negli anni precedenti da Culiolo con l'aggiunta di alcuni indispensabili tasselli come ad esempio il nuovo estremo della squadra genovese Orlando Sain custode della rete interista nel campionato precedente.

 

La compagine milanese non era riuscita ad evitargli la partenza, assieme al contingente a cui apparteneva, verso la Russia ma incontrato per caso in stazione a Milano il famoso giornalista Emilio Colombo seppe da questo che il Genova cercava un portiere. Con la promessa nerazzurra di avere il passaggio gratuito si recò nella Superba dove in pochi giorni il segretario Mario Tosi riuscì a farlo trasferire e quindi tesserare per i rossoblu. Portiere a parte il Grifone, resistendo a diverse offerte da vari club, conserva inalterato il reparto difensivo composto da Marchi, Sardelli e la riserva Spadoni mentre cambia alquanto la linea mediana che dovendo rinunciare per più partite a Genta vede in campo il nuovo arrivo Andrighetto, prelevato dal Bari, Bruno Barbieri arrivato dal Brescia e il centromediano Allasio, proveniente dal Torino, che è il colpo di mercato per i rossoblu. Dopo Sardelli e Ispiro, giunti in anni precedenti dall' Ampelea, dalla città di confine viene portata in rossoblu la mezz'ala Guglielmo Trevisan acquistato questa volta dalla Triestina. A fine Gennaio a vestire la maglia col Grifone arriva anche l'ala destra Bruno Bo, lasciato libero dalla Juventus, impiegato anche in alcuni casi per necessità come centro-attacco. A lasciare il capoluogo ligure sono l' ala Lazzaretti e il mediano Villa trasferiti al Novara, le mezze ali Paoletti e Verrina passati al Napoli e Miniati e Michelini trasferiti al Brescia. Scarabello guarito dall' infortunio ormai risiede a Roma assieme alla moglie attrice e chiude la carriera anche se a fine stagione, visto che la consorte girava un film proprio a Genova, essendo ancora tesserato per il Grifone chiederà di potersi allenare con la squadra senza però riprendere più l'attività. In uscita sono anche gli ultimi sudamericani rimasti in squadra, il brasiliano Gabardo viene lasciato libero ma sofferente di sciatica il suo passaggio alla Juventus e poi al Liguria non ha buon esito mentre Garibaldi in procinto di accasarsi all' Atalanta decide invece di ritornare in Argentina.

 

Naturalmente in partenza il torneo vede come favoriti alla vittoria finale i campioni uscenti del Bologna, le due torinesi e le milanesi che invece deluderanno più di tutte infatti a parte il Torino secondo le squadre a classificarsi al primo e terzo posto saranno delle vere sorprese. Superato il primo turno battendo il Pescara al Genova tocca subito una difficile partita al Mussolini contro la Juventus che a dieci minuti dalla fine con l'albanese Lustha risolve a suo favore la qualificazione. Archiviata la coppa, che poi tra l'altro verrà vinta dai bianconeri, il campionato vede esordire il Grifone contro i  campioni d'Italia nonché rivali storici del Bologna. I felsinei schierano due fortissimi oriundi Sansone e Puricelli e possono contare in attacco anche su Biavati, Reguzzoni e l'ex Bruno Arcari. Il Genova può schierare, e poche volte capiterà, quella che è la formazione in partenza migliore: Sain in porta, Marchi e Sardelli terzini, Allasio centro-mediano, Genta e Perazzolo mediani, Neri e Conti all' ala, Trevisan e Ispiro mezz'ali (o interni) e Bertoni centro-attacco. Al 12' minuto Ugo Conti marca un punto per i Grifoni che vengono raggiunti dal Bologna grazie ad una rete di Biavati, il pareggio dura pochi minuti poichè l'ala destra dei rossoblu genovesi porta nuovamente in vantaggio la sua squadra. Nel secondo tempo l'equilibrio viene nuovamente ristabilito da una rete di Marchese ma al 64' ancora Conti infilatosi tra Fiorini e Malagoli con un tiro preciso scavalca Ferrari gonfiando la rete felsinea per la terza volta. L'espulsioni di Genta e di Puricelli fanno da contorno al finale della partita che consegna i primi 2 punti meritatamente al Grifone. L'inizio per i liguri non è certo dei più facili perchè alla seconda giornata bisogna affrontare in Piemonte la Juventus. I bianconeri passano in vantaggio col solito Lustha poi nella ripresa al 59' Perucchetti para un rigore ma incredibile ma vero Galeati contro la Juve fa ripetere perchè i giocatori bianconeri erano entrati in area prima del tiro. Questa volta dal dischetto Trevisan trasforma e il Genova pareggia portando a casa un punto importante. La Domenica seguente però i genovesi tornano coi piedi per terra subendo un secco 2 a 0 a Firenze e patendo l'infortunio del portiere Sain.

 

L'avversario prossimo da affrontare non è certo dei più semplici, a sorpresa la Roma battendo in fila Napoli, Bologna e Juventus si presenta al Ferraris in testa a punteggio pieno. La giornata è gelida e sul campo tira un vento fortissimo, il Genova schiera in porta Tavoletti mentre la Roma ha in Amadei certamente il giocatore più pericoloso. La vittoria genovese è netta, Masetti non riesce ad evitare la sconfitta per i giallo-rossi, il Genova infatti sul filo di lana riesce a passare in vantaggio con Conti proprio al 45' minuto. Nella ripresa ancora l'ala genoana, che attraversa un periodo veramente prolifico, stende per la seconda volta il portiere romano chiudendo l'incontro. Da "Il film del campionato" - (Vittoria pienamente meritata per i rosso-blu che dominavano in campo ambedue i tempi nonostante che nel secondo avessero contrario il forte vento. Era la giornata di Conti che, con piede particolarmente felice, sfruttava le due occasioni offertegli. Una bella partita insomma: calci d'angolo, 4 a favore del Genova, nessuno contro). Il momento felice dura solo una settimana perchè a Milano i rossoblu subiscono la più netta sconfitta del campionato subendo ben due reti tra il 15' e il 16' minuto. Il Genova continua quindi il suo campionato tra alti e bassi, ancora Ugo Conti, realizzatore di 6 delle 7 reti messe a segno dal Grifone, pone il sigillo ad un quarto d'ora dalla fine alla partita contro l'Atalanta schierata tutta sulla difensiva ma ancora una volta in trasferta la squadra genovese doveva alzare bandiera bianca. A Sant'Elena il Genova ancora privo di Sain, Neri ed Ispiro incontra una delle squadre più in forma del momento cioè l'imbattuto Venezia. La squadra nero-verde schiera il centro-attacco Pernigo ma le vere rivelazioni sono i giovani Valentino Mazzola e Ezio Loik ceduto troppo frettolosamente dal Milan ai lagunari. I due dall'anno seguente faranno le fortune del Torino ma intanto la rete segnata da al 69' Bertoni non basta a riequilibrare le sorti della gara segnata precedentemente da Pernigo e Alberti.

 

Tornato ancora sconfitto in campo avverso il Genova non riesce per la prima volta a vincere la propria gara in casa nonostante la Triestina debba rinunciare a Cergoli che durante l'incontro in uno scontro fortuito s'infortuna gravemente. Finalmente però il Genova torna a far punti in trasferta impattando contro un Torino partito in sordina e che ha solo un punto in più dei rossoblu. (Almanacco Illustrato: Partito alla bersagliera, il Torino impegnava ripetutamente Sain con tiri da lontano, ma era invece il Genova a passare improvvisamente in vantaggio. In seguito a una punizione di Neri, Bertoni era prontissimo a sfruttare e realizzare. I granata accusavano la botta e il tempo terminava sull'1-0 anche perchè un tiro di Cadario veniva ribattuto dal palo. La ripresa offriva ai granata l'occasione del pareggio sotto forma di un rigore per atterramento di Petron, che Borel però falliva, ma al 15' l'equilibrio veniva ristabilito grazie a una prodezza di Ferraris che, scardinata letteralmente la palla dai piedi di un avversario, infilava con un tiro prepotente). Passati in svantaggio per un autorete di Andrighetto il Genova raggiunge il pareggio contro i periferici con la prima rete in campionato di Ispiro spostato momentaneamente come interno destro. La partita in attacco la fà solo il Genova che non riesce comunque a scardinare nuovamente la difesa dei misti che anche vengono graziati da Trevisan che sciupa un calcio di rigore. Il problema del Genova è e continuerà comunque ad esserlo il ruolo di centro-attacco, inizialmente in questa posizione viene schierato Bertoni, passato l'ex pisano interno sinistro tocca a Trevisan sistemarsi al centro ma dimostratosi troppo lento per il ruolo alla fine viene scelto Ispiro riportando ottimi risultati. Il Genova continua la sua serie positiva andando a pareggiare a Roma contro la Lazio, alla rete di Piola inframmezzata dalle espulsioni di Trevisan e Ramella, risponde a pochi istanti dallo scadere ancora Ispiro.

 

Al Ferraris è attesa l'Ambrosiana che per il momento stà disputando un buon campionato essendo posizionata al secondo posto ad una lunghezza da Roma e Venezia. Per i nerazzurri arriva una disfatta che è l'inizio della caduta verso posizioni meno nobili, il Genova spadroneggia per tutto l'incontro marcando il primo vantaggio con Bertoni che in anticipo sul portiere tocca la palla depositandola in rete. Due marcature di Neri ed una di Ispiro tutte nei primi 26 minuti portano alla chiusura del tempo su un sonante 4 a 0 che viene ancora rimpinguato nei primi minuti della ripresa da un angolato rasoterra di Ispiro. L'Ambrosiana al 68' su rigore con Campelli segna la rete della bandiera ma a chiudere il tabellino è ancora Neri che lanciato in area a per tu con Caimo gli fa passare sotto la palla del 6 a 1. Il Genova è certamente galvanizzato dallo squillante risultato ottenuto contro i milanesi ma sicuramente non da meno è il prossimo avversario da affrontare. Il Livorno infatti ha appena vinto per 3 a 2 a Torino con la Juventus ed in più nello Stadio Edda Ciano Mussolini non ha ancora subito sconfitta. Indisponibile Genta fà il suo esordio nella mediana Bruno Barbieri ma a complicare le cose arriva un infortunio a Sardelli dopo soli due minuti di gioco che lascia in pratica in 10 la squadra che alla fine porta in Liguria un buon pareggio. Pur privo di Sardelli, Genta, Bertoni e Conti il Genova mette sotto anche il Modena con un punteggio tennistico, al 23' apre le marcature Perazzolo poi proprio allo scadere del tempo Neri mette al sicuro il risultato. Nella seconda frazione al 56' Trevisan quasi dal dischetto del rigore con una staffilata rasoterra dà l'inizio alla goleada proseguita al 71' e al 78' da Ispiro e chiusa all' 85' da Allasio che a centro area piazza alla sinistra di Monti. Abbandonato grazie a questi sonanti risultati il centro classifica per i genovesi v'è l'opportunità di portarsi ancora più a ridosso delle squadre meglio piazzate ma ancora una volta a Napoli, contro la formazione partenopea in fondo alla classifica, pur attaccando per tutta la partita e giocando verso la fine della gara in superiorità numerica il Genova non riesce a strappare la vittoria anche se porta a 8 i risultati utili consecutivi.

Classifica: Roma 22; Torino 21; Venezia 19; Genova 17; Ambrosiana, Atalanta, Liguria e Triestina 15; Bologna, Juventus, Lazio e Milan 14; Fiorentina 13; Livorno 12; Napoli 11; Modena 9.

 

Il girone di ritorno inizia sotto la neve, a Bologna su un campo al limite della praticabilità il Genova manca di Conti che viene sostituito dal nuovo arrivato l'ex juventino Bo. Passato in vantaggio dopo dieci minuti grazie ad un calcio di punizione trasformato da Allasio il Grifone viene raggiunto da Biavati ad un quarto d'ora dalla fine della partita che vede le squadre in dieci per l'espulsione di Marchi e Puricelli che anche all' andata aveva dovuto abbandonare il campo anzitempo. Il clima è simile anche al Ferraris, su un campo completamente imbiancato dalla neve la Juventus, certamente più abituata a certi terreni, si schiera senza il portiere Perruchetti e il mediano Olmi mentre il Genova si deve presentare privo di Allasio e con l'attacco completamente rimaneggiato vista la mancanza di Conti e Ispiro. I rossoblu non s'adattano al campo e la partita è tutta per la Juventus, al 25' Lusha pesca Colaussi smarcato in area che sull' uscita di Sain piazza la palla alle sue spalle. Al 36' un tentativo di Lusha viene deviato dalla mano di Sardelli e Sentimenti III dal discetto trasforma portando i bianconeri al doppio vantaggio che il Genova prima del termine della frazione dimezza con un tiro di Andrighetto dal limite dell' area. Verso la fine della ripresa la squadra bianconera marca altre due reti ancora con Sentimenti III e con Varglien direttamente su calcio d'angolo. La riscossa rossoblu non si fa attendere, nella partita successiva ancora al Ferraris la malcapitata Fiorentina subisce un sonoro 4 a 0 firmato da una doppietta di Bo e dalle reti di Conti e Perazzolo che riportano il sereno in vista della gara nella capitale contro i giallorossi capolisti.

 

La Roma tornata sconfitta dalla Juventus al Mussolini è nuovamente tallonata a un punto da Torino e Venezia quindi non può permettersi altri passi falsi ma deve affrontare il Genova che nel girone d'andata è stata l'unica squadra capace di batterli. Allo scadere di un primo tempo dove le difese hanno fino a quel punto avuto la meglio un tiro di Bertoni sorprende Masetti infilandosi nella rete capitolina. La Roma nel secondo tempo attacca in maniera scomposta ed il Genova in contropiede al 57' passa per la seconda volta con Ispiro. A dieci minuti dalla fine Krieziu con un forte tiro riesce ad accorciare le distanze ma ormai è troppo tardi e la squadra rossoblu riesce nell' impresa di strappare tutti e 4 i punti in palio alla squadra di Schaffer. Il Genova conquista così sul campo più difficile la prima vittoria esterna e potendo sfruttare il turno casalingo contro un Milano in brutte acque torna in lizza per il titolo. Su un campo appesantito dalla pioggia le due squadre iniziano la partita affrontandosi a viso aperto, dopo alcune occasioni per entrambe le squadre un lancio di Meazza trova Bollano liberissimo davanti a Sain, il guardalinee segnala il fuorigioco ma l'arbitro, Dattilo guarda caso di Roma, assegna lo stesso la rete. Il Milano in contropiede sfiora il raddoppio mentre su un tiro di Bo il portiere rossonero Rossetti si supera negando la rete al genoano. Pochi minuti e arriva il pari, dopo un azione Bertoni-Ispiro la palla viene servita all'indietro al libero Conti che silura nella porta lombarda. Passa un minuto e ancora Conti appostato sul palo lontano raccoglie al volo un traversone e infila in rete ma l'arbitro annulla per fuorigioco. Nella ripresa Bollano manda la palla con un forte diagonale a sfiorare il palo mentre Rossetti devia sul legno un ravvicinato tiro di Bo.

 

Il Genova a venti minuti dalla fine inizia a schiacciare i milanesi nella loro metà campo alla ricerca della rete e la partita diventa tesa. Allasio e Cappello vengono alle mani ma il direttore di gara non interviene e proprio su un corner il centromediano rossoblu di testa spedisce verso la porta. La palla probabilmente varca la linea e viene respinta fuori e rimessa tra le braccia del portiere da una mano di Remondini. Dattilo lascia proseguire mentre scoppia una rissa tra i giocatori che ricomincia al fischio finale dove intervengono dirigenti e forza pubblica tra il lancio di oggetti in campo dei tifosi. Insomma Dattilo di Roma a sfavore farà il paio con Scarpi di Venezia a favore. Non è un momento fortunato per la squadra genovese, durante una partita tra militari Genta s'infortuna chiudendo anzitempo il suo campionato e così squadra allenata da Ara deve recarsi a Bergamo senza Genta, Marchi e il cannoniere Ispiro che durante un allenamento nel colpire una palla finita a fondo campo prendeva anche il bordo in cemento. Anche l'Atalanta è rimaneggiata in attacco e alla fine, anche se nel secondo tempo il Genova spinge certamente di più, un colpo di testa di Bertoni salvato sulla linea da un difensore e un diagonale terminato fuori di poco di Gaddoni sono le uniche grandi occasioni da rete. La squadra genovese non riesce a vincere in trasferta e il distacco dalle prime aumenta, la classifica ora vede il Genova a 6 punti dalla vetta occupata dal Torino mentre la Roma, sconfitta 4 a 2 dal Milano in ripresa, sembra entrata in crisi. Non è detta però l'ultima parola perchè da questa giornata parte un susseguirsi di scontri diretti che potrebbero cambiare le posizioni ed il primo di questi vede protagonista proprio il Grifone che deve affrontare al Ferraris il sorprendente Venezia.

 

Nei liguri manca ancora Marchi ma in compenso torna in campo Ispiro che dopo appena 2 minuti di gioco porta in vantaggio i rossoblu. Il Venezia colpisce immediatamente l'incrocio dei pali con un forte tiro di Pernigo poi Perazzolo innesca Neri in contropiede, il genoano centra in area ma la palla sfila senza essere deviata. Dall' altro lato arriva Conti che rimette al centro dove Ispiro lascia partire un forte rasoterra che s'insacca nella rete neroverde. Ricomincia il lavoro per Sain che prima agguanta un tiro di Pernigo poi devia sulla traversa una staffilata di Mazzola, la supremazia del Venezia che cerca il pareggio è marcata per tutto il primo tempo ma il risultato non cambia. Nella ripresa Allasio innesca in contropiede Ispiro che con un diagonale batte il portiere in uscita ma la palla va a sbattere sulla base del palo lontano ma il pallino del gioco come il finale è per i lagunari che mettono a dura prova la difesa rossoblu che però resiste fino al termine. Il risultato è ottimo perchè consente di recuperare anche 2 punti al Torino sconfitto a Bologna ma il Genova come al solito manca nei momenti meno opportuni, a Trieste pur passando in vantaggio con Ispiro si fa riacciuffare da una rete di Ballarin e poi superare prima della fine del primo tempo da uno sfortunato autogol di Allasio che devia una conclusione di Tosolini. Il serrate genoano nel secondo tempo procura un palo e l'occasione di riequilibrare l'incontro dagli 11 metri con Conti che però si fa parare il rigore da Striuli. Come se non bastasse dagli altri campi arrivano risultati solo negativi, il Torino batte la Juventus 2 a 1 mentre in Veneto la Roma sconfigge il Venezia, ancora imbattuto in casa, per 1 a 0.

 

Il Genova ospitando nel capoluogo ligure proprio i granata ha forse l'ultima occasione per inserirsi concretamente nella lotta per il titolo, tanto più che la Domenica seguente è previsto lo scontro diretto tra granata e giallorossi. Dopo quattro minuti le squadre hanno già una rete per parte, passa per primo il Torino con Gabetto che ricevuta palla da Borel dal fondo supera un difensore ed accentrandosi in diagonale spedisce alle spalle di Sain. Il Genoa pareggia immediatamente su azione sulla fascia di Conti che serve Bertoni, il rossoblu mette palla in area a Ispiro che superato Piacentini con un potente rasoterra quasi dal dischetto del rigore mette in rete. Al 20' un colpo di testa di Andrighetto mette davanti alla porta la sfera sulla quale si precipitano Ispiro e Piacentini. Il genoano è più lesto ad arrivare e colpire la palla che sorvola la traversa mentre il granata si procura uno strappo e pur continuando la gara è di poco aiuto per i compagni. Dopo una rete annullata per fuorigioco a Conti al 34' i piemontesi tornano in vantaggio, Menti avanza e serve in area Gabetto che stoppa e scocca il tiro, la palla picchia sul ginocchio di Spadoni posizionato davanti a Sain terminando in rete. Prima della fine del tempo sono ancora i granata con Petron, che colpisce l'incrocio dei pali, ad andare vicini alla marcatura. Il pareggio rossoblu arriva all' 55' minuto, Andrighetto impossessatosi della palla a centrocampo s'avvia verso l'area da dove fa partire un tiro cross in diagonale, Trevisan fa velo ingannando il portiere e la sfera senza alcuna deviazione termina nel sacco. Il Genoa insiste e al 61' Bo serve Trevisan che avanza in diagonale superando alcuni granata, scorto dall' altro lato Conti tutto solo il genoano lo serve e per l'attaccante è un gioco mettere alle spalle dell' estremo piemontese. 74' Conti sulla sinistra porta a spasso alcuni difensori poi serve davanti alla porta Trevisan che con un tocco fa proseguire in diagonale la palla che termina alle spalle di Bodoira, probabilmente il genoano è in fuorigioco ma tra le proteste granata l'arbitro convalida la rete.

 

L'arbitro Scarpi sorvola su una trattenuta su Gabetto in area mentre poco dopo all' 85' concede il rigore per un presunto fallo di mano di Marchi che viene trasformato da Menti, gli ultimi istanti sono concitati, dopo uno scontro tra Bo e Ferrini il torinista deve uscire dal campo mentre prima del fischio finale Menti lancia Gabetto che scarta Sain e deposita in rete ma l'arbitro annulla per un probabile fuorigioco. Alla fine i granata sconfitti hanno di che recriminare soprattutto sull' operato dell' arbitro Scarpi di Venezia. Il 10 maggio del 1942 si gioca al Littorio di Cornigliano uno dei derby più memorabili e rocamboleschi vinti dalla squadra rossoblu. La classifica vede Roma e Torino in testa a 33 punti inseguiti a due lunghezze dal Venezia e a tre dal Genova che deve affrontare quel Liguria che in alcune occasioni aveva dato dispiaceri al Grifone nei momenti topici del campionato. Il primo tempo è catastrofico per il Genova privo di Genta e Perazzolo, neanche il tempo d'iniziare che Alghisi batte Sain portando in vantaggio gli strisciati rosso-neri. Al 19' Trevisan agguanta il pareggio per i rossoblu ma la partita sembra come al solito stregata perché neanche un minuto dopo Borrini riporta in vantaggio i periferici che poco dopo triplicano con Pisano. Il primo tempo si chiude così col vantaggio del Liguria di due reti e le cose nel secondo tempo tendono al peggio, fioccano i cartellini gialli per i giocatori e al 55' arriva l'espulsione di Trevisan che lascia in inferiorità numerica il Grifone. Il Genova però questa volta non ha intenzione di mancare per l'ennesima volta l'occasione di avvicinarsi alla vetta e si getta all' attacco alla ricerca di un risultato alquanto improbabile. Al 73' gli sforzi dei rossoblu vengono ripagati, Neri accorcia le distanze riaprendo la partita che un minuto più tardi viene riequilibrata da un perentorio colpo di testa di Ispiro che gonfia la rete tra il tripudio dei tifosi genovesi giunti a Cornigliano :-). Il Liguria frastornato è alle corde e a tre minuti dalla fine Ispiro scocca il tiro che beffa per la quarta volta Venturini consegnando una strepitosa vittoria in rimonta alla squadra dei genovesi. 

 

Il Genova parte forte e costruisce diverse buone occasioni, prima Conti su traversone di Neri da buona posizione spara alto sopra la traversa poi su una palla messa in mezzo dallo stesso Conti è Ispiro di testa a mandare il cuoio a sfiorare il palo. Il Genova insiste e per poco Bertoni con un gran tiro non costringe la difesa laziale all' autorete. Al 38' arriva la beffa, su un traversone di Ferri salta di testa Sardelli rinviando corto, sulla palla arriva Pisa che con un forte rasoterra indirizza nell' angolo della porta di Sain. Il Genova subisce il colpo e poco prima della fine del tempo con una bordata da fuori area ancora Pisa fa tremare la traversa di Sain. La ripresa vede ancora la Lazio con Pisa sfiorare il raddoppio ma il Genova risponde con Bertoni che con un lungo lancio pesca Conti lanciandolo in contropiede. Inseguito invano da Gradella il rossoblu sull' uscita del portiere effettua un pallonetto ma la palla finisce oltre la trasversale. La Lazio in contropiede al 60' trova il raddoppio, Gualtieri smarca Baldo solo davanti a Sain, il portiere non si lascia superare sul primo tentativo ma sul secondo deve per forza atterrare il giocatore. Pisa trasforma il rigore che sembra chiudere la partita, la Lazio segna anche una terza rete ma a gioco fermo per un fallo precedente di Sain e quindi annullata. La gara si riaccende così a 10 minuti dalla fine, prima su tiro di Perazzolo Gradella non riesce a trattenere la palla e Conti a porta sguarnita in corsa spedisce clamorosamente a lato poi su centro di Andrighetto il solito Ispiro di testa insacca alla destra dell' estremo laziale. Il Genova chiude all' arrembaggio ma tra le urla del pubblico Pizziolo non concede il rigore per la deviazione con la mano di un bianco-azzurro su un tiro di Perazzolo. 

 

La partita seguente coi nerazzurri ha ormai perso valore, la sciagurata sconfitta interna con la Lazio abbinata alle vittorie della Roma 7 a 0 sul Liguria e del Torino 5 a 2 sul Milano ha ormai messo fuori dalla corsa al titolo gli uomini di Ara, che devono anche fare a meno fino a fine campionato di Allasio, mentre l'Ambrosiana partita con altri intenti non ha comunque problemi di retrocessione. Apre le marcature Cominelli con un gran tiro che supera Sain e chiude Ispiro pochi istanti dopo con un colpo di testa che spedisce la palla nel sacco. Anche la partita col Livorno, che annaspa nei fondi bassi della classifica, inizia male ed il primo tempo si chiude con i toscani in vantaggio. Gli amaranto resistono fino ad un quarto d'ora dalla fine quando su un tiro-cross interviene alla deviazione Ispiro ristabilendo la parità. Nei restanti minuti il Genova segna altre due reti ancora con una fucilata dalla distanza di Ispiro e Barbieri su rigore, in più nel frattempo c'è pure l'espulsione contemporanea di Perazzolo e Traversa. Sconfitto in maniera rocambolesca di rossoblu il Livorno sembra ormai avviato alla retrocessione mentre indirizzato alla salvezza pare il Napoli rilanciato da 2 vittorie di fila in trasferta con Fiorentina e Bologna. Nella penultima giornata come previsto il Napoli trascinato dal suo pubblico supera con facilità la Juventus mentre il Livorno sconfitto dalla Roma corsara in Toscana si ritrova un punto dietro ai partenopei. Il Genova prima con Trevisan e poi con Ispiro pareggia i momentanei vantaggi del Modena segnando poi la rete della vittoria con Conti decretando così la retrocessione dei gialloblu. Si arriva così all' ultima giornata con la Roma, che deve affrontare il Modena già caduto in B, virtualmente Campione d'Italia e le partite di Genova e Milano decisive per la retrocessione.

 

La giornata è alquanto chiacchierata per fatti che sarebbero avvenuti durante la settimana, quanto si dice la famiglia Ciano, originaria e tifosa del Livorno il cui stadio era dedicato ad Edda Ciano Mussolini, intervenne convocando i federali di Genova e Milano per consigliarli di istruire a dovere le rispettive squadre cittadine. A Milano il Livorno ha vita facile e chiude con una vittoria per 2 a 0 mentre la partita al Ferraris si chiude ancora più nettamente a favore dei rossoblu. In verità più che la prova del Genova, che manca di Allasio e Genta e sposta Sardelli in mediana sostituendolo con l'altro terzino Spadoni, è la gara svogliata dei napoletani e la prestazione negativa del portiere a lasciare perplessi. Ad aprire le marcature è Trevisan che di testa irrompe a deviare in rete una punizione di Neri, il Napoli non reagisce ed a pochi minuti dal termine della frazione Barbieri direttamente su punizione dal limite raddoppia. Nel secondo tempo lanciato da Trevisan sul filo del fuorigioco Conti si presenta davanti a Sentimenti II che riesce a deviare la sfera che carambola sul palo ed entra in rete, inoltre il Napoli finisce in dieci per una brutta entrata di Pretto su Perazzolo. La soddisfazione più grande dell' annata arriva dal settore giovanile, passato il proprio girone la squadra ragazzi supera il Sesto Fiorentino ed il Torino in entrambe le gare di semifinale andando così a disputare la finalissima di campionato contro la Roma vincente sul Bologna. Al Ferraris i Grifoncini s'impongono per 1 a 0 mentre nella partita di ritorno nella capitale strappano un pareggio per 1 a 1 che consacra la squadra allenata da Luigi Burlando Campione d'Italia. Marino Parodi 

 

  

La formazione rossoblu: Allasio, Conti, Marchi, Genta, Bertoni, Sain. Trevisan, Neri, Ispiro, Spadoni, Andrighetto. A lato quella giovanile che a Roma conquista il titolo di Campione d'Italia

 

AKAIAOI 2006