CAMPIONATO SERIE A 1949-50

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AND

PARTITE

RIT    JUVENTUS 62  

 FORMAZIONE

2 - 0

BARI

GENOA

0 - 1  MILAN 57  GUALAZZI (P)

32 - 00

 PIANI (P)

06 - 00

2 - 1

GENOA

ROMA

0 - 3  INTER 49  PELLICARI 38 - 02  dante

24 - 03

3 - 2

PALERMO

GENOA

0 - 1  LAZIO 46  BECCATINI

36 - 00

 KOENIG

19 - 04

1 - 0

LAZIO

GENOA

1 - 2  FIORENTINA 44  CASTELLI 33 - 00  FUSARI

10 - 00

0 - 1

GENOA

SAMPDORIA

1 - 1  TORINO 41  CATTANI

36 - 00

 TORTAROLO

07 - 01

3 - 1

GENOA

COMO

0 - 0  COMO 41  BERGAMO

30 - 00

 VOLPONI 01 - 00
2 - 2

LUCCHESE

GENOA

1 - 1  ATALANTA 40  BOYč 19 - 12  BELLAGAMBA

01 - 00

1 - 2

GENOA

JUVENTUS

1 - 6  TRIESTINA 40  FORMENTIN

33 - 09

 SARDELLI 00 - 00
0 - 0

BOLOGNA

GENOA

2 - 2  PADOVA 35  ABALLAY

29 - 03

 

 

4 - 0

ATALANTA

GENOA

0 - 1  GENOA 34  Alarįon 30 - 07    
2 - 0

GENOA

FIORENTINA

1 - 3  PRO PATRIA 34  magni

31 - 02

 AUT. A FAVORE

02

2 - 0

TORINO

GENOA

2 - 3  PALERMO 33

 

2 - 1

GENOA

P.PATRIA

0 - 2  SAMPDORIA 33

 Presidente: MASSIMO POGGI

5 - 0

MILAN

GENOA

0 - 1  BOLOGNA 32

 Allenatore: J.D.ASTLEY*

3 - 1

VENEZIA

GENOA

0 - 1  LUCCHESE 32

*Sostituito da F.ALLASIO e M.BACIGALUPO

1 - 1

GENOA

INTER

2 - 4  NOVARA 31

Stadio: Comunale Luigi Ferraris (42.000)

2 - 0

GENOA

NOVARA

1 - 2  ROMA 31

Vittorie: 13. Pareggi: 08. Sconfitte: 17.

2 - 2

PADOVA

GENOA

1 - 0  BARI 29

 Reti segnate: 45. Reti subite: 64.

6 - 2

GENOA

TRIESTINA

0 - 3  VENEZIA 16

 

  

 

   Boyč col presidente Massimo Poggi, una uscita di Gualazzi a Padova, Boyč con la maglia del Boca Junior.

 

LA FUGA DI MARIO BOYč

 

Il presidente genoano Poggi, ricordando ancora con malinconia i buoni risultati ottenuti nella prima parte del 1948-49 che avevano portato il Grifo in testa alla classifica, decise di investire pesantemente per raggiungere finalmente il sospirato decimo titolo. Purtroppo la stagione precedente era stata ingannevole, nel girone d'andata si erano superate le possibilitā effettive della squadra e, seppur di valore, pochi nuovi acquisti di rinforzo non potevano certo schiodare il Genoa da quello che alla fine sarā un mediocre centro classifica. Come allenatore venne ingaggiato, dopo una turbolenta riunione di consiglio con Poggi contrario, tal Jhon David Astley grande ex giocatore dell' Aston Villa che nella stagione precedente nell' Inter, seppur al secondo posto, venne sostituito da Cappelli. Astley volle rivoluzionare completamente la parte offensiva della squadra e la Societā orientō le sue scelte verso il sudamerica. Tra i giocatori presi in considerazione c'č anche Di Stefano ma alla fine a sbarcare a Genova č il centravanti Aballay prelevato dal San Lorenzo che si presenta con un record ancora tutt'oggi imbattuto, in Messico nella stagione 1944/45 mette alle spalle dei portieri ben 40 palloni in sole 24 partite. Il secondo argentino č Alarįon acquistato dal Gymnasya La Plata e che in definitiva tra i due sarā quello ad avere un rendimento accettabile infatti i due sono senz' altro tecnicamente ben dotati ma le giocate tipiche degli atleti sudamericani mal si adattano ai campi ridotti ad un pantano dalle giornate invernali italiane ed alla fine nessuno dei due si guadagnerā la riconferma in rossoblu come d'altronde Astley che non ripercorre certo il cammino del suo connazionale Garbutt.

 

L'allenatore inglese, a cui ben presto fu affiancato Allasio per poi passare definitivamente a Manlio Bacigalupo, non entra mai in sintonia coi giocatori rossoblu tra i quali ben pochi conoscono l'inglese (forse per questo motivo fų allontanato anche da Milano) e il Mister d'oltremanica ancora esonerato decise cosė di trasferirsi ed andare ad allenare in Svezia. Se i primi due argentini risulteranno dei comprimari lo stesso non si puō dire per il terzo, infatti pagando 20 milioni al Boca Junior il Genoa si accaparra Mario Emilio Heriberto Boyč, una delle ali destre argentine pių forti di tutti i tempi. L'arrivo di questi tre nuovi stranieri perō č causa di un addio molto sofferto per i tifosi, avendo giā in rosa l'austriaco Koenig il Genoa decide forse troppo frettolosamente di privarsi di Verdeal che in veritā valeva il doppio dei primi due nuovi arrivi e che con Boyč avrebbe formato una coppia irresistibile. A completare definitivamente l'organico del Club rossoblu sono l'arrivo del giovane portiere Gualazzi dal Parma, del mediano Castelli dal Novara e dell' ala sinistra Magni. Sul versante partenze da registrare quella di Trevisani per Ferrara, di Odone per Novara e di Dalla Torre e Mazza per la Toscana dove, rispettivamente in Fiorentina e Lucchese, concluderanno il torneo entrambi con 9 reti. Per finire la bandiera Sardelli smette di giocare dopo ben 9 stagioni in rossoblu in cui colleziona 215 presenze (da contare perō ci sono anche quelle nel campionato di guerra). Per il terzino del Genoa č una brutta conclusione, rimasto fuori a lungo per infortunio nella stagione precedente rientra e gioca la sua ultima partita contro il Bologna per poi non essere pių preso in considerazione dallo staff rossoblu e pur allenandosi anche in questa stagione con le riserve non viene mai schierato in campionato.

 

Questa comunque non č la fine della sua carriera genoana perchč nel 1950-51 disputa ancora una ed ultima partita al Ferraris contro l' Udinese. Tra le tante partite giocate da Sardelli anche quella con la nazionale che schiera Marchi, Genta, Battistoni, Perazzolo, Neri e Scarabello disputata in Germania nella quale Pozzo tentō di applicare una sorta di miscuglio tra le tattiche del metodo e del sistema adottato allora dal Grifone di Garbutt e Barbieri. Boyé era l'idolo e la bandiera del Boca Junior, con la squadra giallo-blu aveva vinto due campionati nel 1943 e nel 1944 mentre nel 1946 era diventato capocannoniere del torneo marcando 24 reti. Dotato di un tiro potentissimo i tifosi degli "Xeneizi" lo avevano soprannominato "el atomico". Boyč non era giocatore solo della squadra di Buenos Aires ma anche della Nazionale con la quale giocando assieme a Di Stefano vince il campionato sudamericano nel 1945 e nel 1947. Al suo arrivo a Genova viene accolto in maniera piuttosto fredda, i tifosi ricordano la sfortunata avventura di Stabile in rossoblu ed inoltre non č certo semplice per un tifoso mettere in un canto le magie viste fare in campo da Verdeal. Nelle prime interviste Boyč parla di un calcio molto diverso rispetto a quello praticato nel suo paese poiché le marcature dei difensori italiani sono pių strette ed accorte ma a differenza dei suoi connazionali Boyč, che ha nella potenza fisica la sua arma migliore, si inserisce meglio nel calcio italiano. L'ala destra, presentandosi prima del campionato con 5 reti al Livorno, riuscė ben presto a sconfiggere la diffidenza dei tifosi riuscendo appunto a suon di gol a farli innamorare di sč.

 

Il campionato inizia malissimo, dopo appena mezz'ora un fallo di mano in area di Pellicari consente al Bari di raddoppiare su rigore chiudendo in pratica la partita, Alarįon si fa espellere ed unica consolazione del secondo tempo pur non segnando Boyč fa impazzire la difesa barese. La partita seguente invece vede il Genoa imporsi al Ferraris su una Roma che rischia quasi la retrocessione. Ad aprire le marcature č l'austriaco Koenig con un diagonale a fil di palo mentre il raddoppio arriva nel secondo tempo per un errore della difesa giallo-rossa, Maestrelli serve la palla indietro al suo portiere ma ad impossessarsene č Boyč che con una staffilata rasoterra non lascia scampo a Risorti. Le trasferte al sud sono sempre poco proficue per il Grifone, prima a Palermo e poi a Roma con la Lazio arriva la sconfitta per i rossoblu. A Roma Boyč viene espulso, la situazione numerica viene ristabilita poco dopo quando Sentimenti spinto da Dante da terra rifila un calcione al giocatore genoano ma il risultato alla fine rimane favorevole ai bianco-azzurri. Seppur a fine stagione il Genoa per un punto arrivi prima della squadra della periferia la fortuna che circonda dalla fondazione questa compagine certo non fa mancare il suo apporto. Il 9 Ottobre si gioca la stacittadina e  per non saper nč leggere nč scrivere poco prima della partita il taxi che porta allo stadio 5 giocatori rossoblu si scontra con un bus. Se pur intontito Piani scende in campo mentre Koenig, che doveva rientrare in squadra, ancora scosso viene nuovamente rimpiazzato da Dante. Le occasioni nel primo tempo sono per i genoani ma verso il termine del tempo Sabbatella viene atterrato in area e l'arbitro concede il calcio di rigore agli strisciati.

 

La seguente botta di Bassetto dal dischetto s'infrange sul palo e il risultato rimane invariato. Al 65' č lo stesso Bassetto ad indirizzare un diagonale rasoterra con poche pretese verso la porta rossoblu, Piani si getta sulla palla lasciandosela poi sfuggire e terminare in rete. E' il solito derby sfortunato per il Genoa che sul finire ha la grande occasione di pareggiare su calcio di rigore con Boyč. Il tiro dagli undici metri dell' argentino viene respinto da Bonetti e poco dopo un bolide di Formentin termina di un nulla alto sopra la traversa. Il campionato non č certo iniziato come si ci attendeva, dopo 5 giornate i genovesi hanno solo 2 punti ed hanno giā subito 4 sconfitte. A rimettere le cose un poco a posto arrivano la vittoria sul neo promosso Como, che disputa un ottimo campionato, e la terza rete stagionale marcata da Boyč. Dopo un pari esterno a Lucca  il 23 ottobre senza l' argentino il Genoa affronta in uno stadio gremito la Juventus ancora imbattuta. Il Grifone attacca ma sono i bianconeri con Hansen giā all 8' a passare in vantaggio. Al 29' Formentin tira dalla lunga distanza e Viola sorpreso non riesce a deviare la palla fuori dalla porta. Nel secondo tempo sono ancora i rossoblu a cercare maggiormente la vittoria, il gioco si fā duro e prima Magni e dopo Hansen devono ricorrere al medico poi come al solito arriva la beffa, un tiro di Boniperti viene respinto da Piani ma Martino davanti alla porta č il pių lesto a ribadire in rete. Questa č l'ultima partita di Piani che viene sostituito per il resto del torneo da Gualazzi. Il Genoa ritrova la vittoria il 13 Novembre quando due reti argentine nei primi 45 minuti stendono la Fiorentina, torna a segnare Boyč e Alarįon, che inizia ad ambientarsi ed a dare un contributo importante all' attacco rossoblu, marca il suo primo gol in campionato.

 

Le cose perō chiaramente non vanno  bene nč in campo nč al di fuori di esso. Il Genoa č nei bassi fondi della classifica e giā da alcune partite Allasio affianca Astley in allenamento ma c'č dell' altro a turbare l'andamento della squadra. La famiglia Boyé (la giovane moglie Elsa e la madre di Lui) viveva insieme alle famiglie Aballay e Alarįon in un appartamento di Via Malta. Elsa era abituata alla bella vita notturna di Buenos Aires e non era affatto felice del trasferimento a Genova, oltreoceano i giocatori probabilmente avevano pių libertā di muoversi nel loro tempo libero ed inoltre sembra che all' insaputa del marito la donna abbia lasciato a Buenos Aires qualcos'altro oltre la vita notturna. Il buon Mario, che innamoratissimo stravedeva per la moglie a cui obbediva ciecamente, veniva continuamente rimproverato dalla consorte per la sua assenza dovuta a ritiri e trasferte che in argentina invece erano molto rare visto che praticamente tutte le squadre erano o si trovavano poco distante dalla capitale. Un giorno il presidente Poggi convocō improvvisamente in sede tutti i giocatori e in questa occasione i coniugi Boyé dovettero rinunciare ad andare al cinema. Elsa arrabbiatissima tuonō contro Boyč dicendogli che al loro paese nessun presidente si sarebbe permesso una cosa simile. Naturalmente la pace famigliare non esisteva, moglie e madre erano in continua contesa e quest' ultima rimproverava sempre al figlio d'essere troppo permissivo e di cedere sempre ai capricci della nuora. Elsa sempre pių frequentemente esternava il proprio malcontento nonostante l'oneroso tenore di vita che il marito le concedeva: cene continue nei ristoranti di lusso, regali vistosi, serate a teatro eccetera. Furono proprio i litigi fra le due donne a costringere i coniugi Alarįon a trasferirsi a Pegli, ma d'altronde della cosa ne trassero vantaggio sia il Genoa che il giocatore che tra l'altro segna il gol del raddoppio sulla Pro Patria.

 

Per il Grifone arrivano due scoppole mica da poco, un 5 a 0 a Milano firmato dal trio Gre-No-Li ma cosa ancor pių grave un 3 a 1 subito a Venezia contro una squadra che perse le prime 8 gare consecutivamente si trovava ultima in classifica con soli 3 punti. Il 18 Dicembre il Grifone pareggia al Ferraris con l'Inter ma le cose cambiano perchč i nerazzurri devono accendere un cero in chiesa per ringraziare del punto ottenuto. Il Genoa gioca una partita gagliarda ma sfortunata, per 4 volte colpisce i legni della porta difesa da Soldan e per due volte i difensori respingono la palla sulla linea a portiere battuto. Dopo un palo su conclusione di testa di Alarįon l'Inter trova l'immediato vantaggio con Nyers che lasciato libero sul secondo palo deve solo appoggiare in rete un traversone di Lorenzi. Il Genoa torna subito all' attacco alla ricerca del pari ed ancora una volta la base del palo respinge una conclusione di Magni. Al 16' arriva il meritato pareggio, fallo su Alarįon e dai 25 metri Boyč bombarda sotto l'incrocio. A questo punto fioccano le occasioni per entrambe le squadre ma nel secondo tempo č sempre il Genoa ad avere quelle pių clamorose. Dopo un atterramento in area di Boyč da parte di Miglioli non rilevato dall' arbitro arriva un doppio legno in una stessa azione. Prima con un lancio a spiovere Formentin colpisce la parte superiore della traversa poi sul proseguo dell' azione arriva anche il palo di Alarįon. Per finire in bellezza Giovannini salva la compagine milanese respingendo sulla linea una conclusione di Magni. Questa č un pō la partita della svolta per il Grifone che con una striscia di risultati positivi riesce a togliersi dalla secche pericolose della bassa classifica anche se la partita seguente crea una irreparabile crepa tra il Genoa e Boyč.

 

La partita contro il Novara č prevista per Santo Stefano ed il Genoa a Natale convoca tutti i giocatori compreso naturalmente l'argentino. Boyé passō tranquillamente la festa a casa presentandosi in ritiro solo in serata beccandosi 25.000 lire di multa, la partita si concluse 2 a 0 con reti di Alarįon e Boyč ma la sanzione comminata al marito fece infuriare letteralmente la signora che decise che ormai la misura era colma. Neanche il tempo di schierarsi a Padova che i locali in velocitā sorprendono la difesa genoana portandosi in vantaggio, nel proseguo il risultato non muta e la prima frazione termina sull' 1 a 0 ma i bianco-scudati possono recriminare per un gol discutibilmente annullato dall'arbitro. Il momentaneo pareggio rossoblu arriva nella ripresa per un errore dell' esordiente portiere Monsider che rinvia il pallone sui piedi di Formentin, il genoano č lesto a passare la palla a Boyč che scaraventa in rete. Il Padova poco dopo in mischia trova la rete del vantaggio e Bergamo a una decina di minuti dal termine viene espulso per proteste. Provvidenzialmente Boyč a quattro minuti dalla fine dell' incontro subisce fallo al limite dell' area, questa volta il tiro non č perfetto ma deviato da Dante termina comunque alle spalle del portiere consegnando un importante pareggio al Grifone. L'ultima partita del girone di andata č trionfale per il Genoa che al Ferraris, grazie alla sua ala destra sudamericana letteralmente scatenata, gioca a tennis con la malcapitata Triestina. La partita come troppo spesso accade ultimamente inizia subito in salita ma viene raddrizzata prima dalle scadere del tempo da Dante. Nella ripresa il Grifone passa altre 5 volte, Boyč da ogni distanza inizia a scagliare bordate incredibili verso la porta alabardata tra cui una sassata da 35 metri che lascia di stucco il portiere. Con la gara contro i giuliani sono 5 i turni in cui l'argentino vā consecutivamente a segno e grazie ai sei punti guadagnati nelle ultime quattro gare il Genoa chiude il girone con buon margine dalle ultime due posizioni ma certo questo non era l'obiettivo iniziale. Juventus 34; Inter e Milan 27; Fiorentina e Padova 23; Atalanta 22; Como, Lazio e Torino 20; Roma e Sampdoria 19; Lucchese, Palermo e Triestina 18; Genoa 16; Bari 13; Pro Patria 12; Bologna e Novara 11; Venezia 9.

 

Le cose si assestano al meglio con la vittoria di misura sul Bari con rete di Alarįon ma la tegola che si sta per abbattere sulla testina del Grifone č di quelle pesanti. Il 22 Gennaio il Genoa ne prende 3 dalla Roma ma la cosa che pių conta č che finisce l'avventura italiana del talentuoso bomber. Contornate da innumerevoli valige moglie e madre del giocatore piombano nell' albergo romano, l'argentino saluta i compagni ed i dirigenti e si fionda su un taxi diretto a Ciampino. Dopo una misteriosa telefonata, probabilmente fatta da un dirigente rossoblų, i doganieri per cercare d'impedire l'imbarco della famigliola controllano pių del dovuto il cospicuo bagaglio. Quando i dirigenti del Genoa giunsero all' aeroporto il giocatore ribadė la sua intenzione d'abbandonare l'Italia e che l'unico modo per fermarlo sarebbe stato l'arresto, si tentō quindi con la scusa dei documenti irregolari ma la fuga era stata studiata nei minimi particolari e Boyé se ne vā dopo 12 reti segnate in 19 partite e probabilmente senza una lira dei 3 milioni e mezzo pattuiti a stagione viste le spese affrontate per la consorte. Alle domande dei doganieri rispose che alla moglie non piaceva il clima di Genova mentre allo scalo di Rio de Janeiro rispose a un giornalista che i motivi erano strettamente personali. Saputo l'accaduto Guillermo Stabile, che come allenatore della nazionale aveva vinto nel 1945 e nel 1947 il campionato sudamericano con Boyč all' ala, si mise subito in contatto con la dirigenza rossoblu che era intenzionata a far squalificare a vita Boyé. Stabile riuscė a convincere i genovesi a cedere Boyč alla sua squadra, il Racing Avellaneda allora appoggiato dal ministro delle finanze, con la promessa di pagare 300 mila pesos ai rossoblu oltre a portare la squadra campione d'argentina a giocare al Ferraris riservando l'intero guadagno alla formazione genoana.

 

Cosė il 16 Febbraio al Ferraris la stella argentina Mendez scartato Gualazzi consegna la vittoria per 1 a 0 ai sudamericani naturalmente giunti in liguria senza Boyč (che vinse nuovamente il titolo argentino nel 1950 ma soprattutto nel 1951 segnando al 46' minuto e consegnando la vittoria alla sua squadra che batte in nello spareggio il Banfield che aveva terminato il campionato a pari punti). Il Genoa tentō di rimediare alla partenza del giocatore facendo ottenere la cittadinanza italiana a Verdeal che perō per motivi di salute sarā utilizzato solo nell'estate del 1950 per la turneč disputata in centroamerica (durante i due mesi di questa sciagurata turneč dove i giocatori trovarono tutti i disagi possibili e immaginabili che si ripercossero nel campionato seguente il Genoa giocō in Messico, Costa Rica e San Salvador). Il campionato naturalmente prosegue tra alti e bassi, la Domenica seguente al fattaccio il Genoa con rete di Alarįon piega al Ferraris il Palermo, l'argentino poi si fā espellere ma i due punti arrivano ugualmente come la partita seguente con la Lazio. Il campo č zuppo d'acqua e i giocatori stentano a rimanere in piedi, su un pallone messo in area Formentin riesce ad allungare la gamba ed a toccare il pallone che termina in rete. Dopo il pareggio laziale a consegnare la vittoria č ancora Alarįon con un diagonale dentro l'area. La striscia di vittorie per poco non continua anche nel derby ma la rete di Formentin viene pareggiata da quella di Sabbadella e le due squadre rimangono appaiate a centro classifica. Il Grifone, dopo i pareggi con Como e Lucchese, ne prende 6 a Torino contro i bianconeri primi in classifica.

 

Ora al Genoa toccano due turni casalinghi, nel primo giocato contro un Bologna assetato di punti la fanno da protagonisti i portieri. Gualazzi sventa i primi tentativi bolognesi mentre al 21' uno spiovente di Alarįon permette a Formentin d'insaccare con un colpo di testa. Il portiere felsineo sventa il raddoppio ma al 33' deve dinuovo capitolare su una spettacolare rovesciata di Aballay. Bernicchi accorcia le distanze prima della fine della frazione poi nella ripresa il Genoa vā vicino alla terza marcatura ma al 79' subisce da cappello la rete del pareggio. La Domenica seguente il Genoa si vendica del 4 a 0 subito all' andata e ancora con Aballay segna la rete della vittoria sull' Atalanta. Passate le sconfitte con Fiorentina e Pro Patria inframmezzate dalla vittoria sul Torino il 23 Aprile arriva in un Ferraris colmo di 36.000 tifosi il Milan ancora in lotta per il titolo. I punti di distacco dalla Juventus sono 5 ma ai bianconeri tocca giocare il derby col Torino. I Grifoni giocano la miglior partita della stagione nonostante l'inizio non sia dei migliori visto che alla prima occasione Liedholm colpisca in rovesciata la traversa. Proprio allo scadere del tempo viene annullata una rete apparsa ai pių regolare ai rossoblu che arrabbiati giocano il secondo tempo con ancora pių vigore. Al 56' Koenig in velocitā supera un avversario ed una volta entrato in area di fronte all'estremo rossonero scarica un potente rasoterra che passa sotto al portiere milanese. Inutili sono i seguenti tentativi dei milanisti di raddrizzare la partita che, terminando 1 a 0, oltre ad essere il risultato pių prestigioso della stagione toglie definitivamente ogni possibilitā ai lombardi di vincere lo scudetto.

 

La gara seguente vede di fronte al Genoa il Venezia ormai retrocesso che viene battuto con il minimo scarto grazie ad una rete di Formentin. E' l'ultimo risultato positivo per il grifone che trovandosi a centro classifica e non avendo pių niente da chiedere al campionato chiude all' undicesimo posto rimediando quattro sconfitte consecutive. La prima arriva con l' Inter, la seconda a quattro minuti dal termine col Novara che alla fine sarā decisiva per la salvezza dei piemontesi, la terza casalinga col Padova che impedirā al Genoa di terminare dalla parte destra della classifica e per finire un netto 3 a 0 a Trieste. Il Bari si lascia battere in puglia per 3 a 2 dall' Inter e la Roma pur perdendo 6 a 2 a Milano coi rossoneri riesce a salvarsi mentre dalla Serie B salgono in massima categoria il Napoli e l'Udinese. Paradossalmente senza Boyč e perdendo in fila le ultime quattro partite la squadra di Bacigalupo mette assieme 18 punti, due in pių di quelli racimolati nel tribolato girone d'andata. La classifica dei marcatori viene vinta da Nordhal con 35 reti, dietro di lui Nyers dell' Internazionale con 30 e Hansen della Juventus con 28. Se Boyč avesse mantenuto l'eccellente media gol avuta fino alla sua partenza avrebbe potuto alla fine raggiungere quota 24 proprio niente male per il suo primo anno in Italia. Marino Parodi 

 

   

 

  

   Il portiere Gualazzi, Mario Boyč, la formazione contro la Juve, Tortarolo e la squadra schierata a Palermo

 

AKAIAOI 2006