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CAMPIONATO SERIE A 1976-77 |
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| AND |
PARTITE |
RIT | JUVENTUS | 51 | FORMAZIONE | ||||||
| 2 - 2 |
GENOA |
ROMA |
0 - 1 | TORINO | 50 | GIRARDI |
25 - 00 |
TAROCCO |
05 - 00 |
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| 1 - 0 |
JUVENTUS |
GENOA |
2 - 2 | FIORENTINA | 35 | OGLIARI | 23 - 00 | SECONDINI | 20 - 00 | ||
| 2 - 3 |
GENOA |
NAPOLI |
1 - 1 | INTER | 33 | MAGGIONI |
21 - 00 |
ROSSETTI |
13 - 00 |
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| 2 - 1 |
PERUGIA |
GENOA |
0 - 0 | LAZIO | 31 | ONOFRI | 29 - 00 | URBAN | 08 - 00 | ||
| 1 - 1 |
GENOA |
SAMPDORIA |
2 - 1 | PERUGIA | 29 | MATTEONI |
24 - 00 |
CAMPIDONICO |
07 - 00 |
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| 1 - 0 |
INTER |
GENOA |
2 - 2 | NAPOLI | 29 | CASTRONARO | 28 - 00 | RIZZO | 05 - 00 | ||
| 1 - 1 |
GENOA |
FIORENTINA |
2 - 1 | ROMA | 28 | DAMIANI |
28 - 11 |
CHIAPPARA |
03 - 00 |
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| 0 - 0 |
BOLOGNA |
GENOA |
2 - 0 | VERONA | 28 | ARCOLEO | 30 - 04 | ROSATO | 03 - 00 | ||
| 2 - 2 |
MILAN |
GENOA |
0 - 1 | GENOA | 27 | PRUZZO |
30 - 18 |
MORELLI |
01 - 00 |
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| 3 - 1 |
GENOA |
LAZIO |
1 - 4 | MILAN | 27 | GHETTI |
26 - 06 |
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| 2 - 3 |
FOGGIA |
GENOA |
2 - 1 | BOLOGNA | 27 | BASILICO | 23 - 01 | ||||
| 4 - 1 |
GENOA |
CESENA |
1 - 1 | FOGGIA | 26 |
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| 2 - 0 |
GENOA |
CATANZARO |
1 - 2 | SAMPDORIA | 24 |
PRES: RENZO FOSSATI. ALL: LUIGI SIMONI |
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| 3 - 2 |
VERONA |
GENOA |
0 - 1 | CATANZARO | 21 |
VITTORIE: 08. PAREGGI: 11. SCONFITTE: 11. |
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| 1 - 1 |
GENOA |
TORINO |
1 - 5 | CESENA | 14 |
RETI SEGNATE : 40. RETI SUBITE: 45. |
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la rete del pareggio di Damiani contro i periferici. Ancora Damiani a segno contro il Milan
UNA RETE DI PRUZZO CONDANNA I PERIFERICI ALLA SERIE B
Al secondo tentativo il vecchio Grifone, grazie anche alle 18 reti di Roberto Pruzzo che conquista la classifica dei cannonieri della cadetteria, riesce a tornare in Serie A. I propositi sono quelli di mantenersi nella massima serie senza dover patire come al solito fino alla fine del campionato. Naturalmente le gesta di "O rey di Crocefieschi" non sono passate inosservate e il rossoblu è già entrato nelle mire dei club che aspirano allo scudetto. Tra le pretendenti la più attiva è la Juventus che mette sul piatto in cambio dell' ambito bomber 4 giovani tra cui un tal Paolo Rossi. Luigi Simoni, naturalmente riconfermato sulla panca genoana, risponde chiedendo l'inserimento del giovane Antonio Cabrini proveniente dall' Atalanta nella contropartita. La Juventus a queste condizioni decise di rifiutare lo scambio ma non si tirò indietro cercando di arrivare comunque al centravanti genoano. Con un abile operazione Fossati convinse i bianconeri a cedergli l'ala destra Giuseppe "Oscar" Damiani detto "Flipper" per soli 700 milioni dando in cambio solamente un opzione in favore dei torinesi in caso di cessione di Pruzzo. Come ovvio al suo arrivo Damiani viene accolto con qualche perplessità, se la Juventus se n'era privata dandolo al Genoa un motivo ci doveva essere (insomma Genova ieri è come oggi). Pruzzo e Damiani si dimostreranno una delle più forti coppie d'attacco di tutti i tempi per la squadra rossoblu. Questa però fu l'unica operazione di rafforzamento della squadra che con 40 reti in attacco risulta un portento arrivando per marcature dietro solamente alla Juventus (50) e al Torino (51) che si contesero il titolo di campioni d'Italia fino all'ultimo punto.
Il resto della formazione lasciava alquanto a desiderare, le 45 reti beccate non fanno altro che confermarlo, ma mettendo a posto il reparto difensivo forse per il Genoa si sarebbe aperto uno scenario diverso rispetto a quello solito dischiuso solo un anno dopo. A lasciare la casacca rossoblu sono il portiere Lonardi, Bonci che aveva contribuito con le sue reti a riportare il Grifone nella massima serie ma non andava d'accordo ne con l'allenatore ne con alcuni compagni, Ciampoli, Catania, Croci, lo stopper Mosti che col Pescara sarà promosso per la seconda volta consecutiva e Mendoza che si trasferisce a Terni. A lasciare momentaneamente Genova è anche la giovane ala sinistra Bruno Conti che la Roma si riprende dal prestito. A indossarla invece la casacca genoana oltre a Damiani sono il ventenne portiere Tarocco prelevato dal Mantova, il libero Claudio Onofri acquistato dall' Avellino, il terzino destro Secondini arrivato dal Piacenza, lo stopper Matteoni dal Modena, l'ala sinistra Basilico dalla Sambenedettese e due giocatori che troveranno poco spazio Giancarlo Morelli e il centravanti-ala Urban. Poco dopo l'inizio disastroso del campionato viene riportato a Genova il terzino destro Maggioni che non convincendo l'anno precedente era stato in procinto di passare all' Avellino, mentre a sorpresa viene ingaggiato il giovane Franco Ogliari, anche lui terzino ma destro, che viene pescato dal Fulgorcavi di Latina militante in Serie D (arriverà a giocare una partita in Portogallo con l'Under 21). Oltre ai due difensori a rinforzare la squadra giunge da Ascoli la mezzala Pierino Ghetti importantissimo arrivo visto il successivo e non preventivato infortunio a Rizzo che ne conclude la sua stagione.
La partenza per i rossoblù è ottima, nonostante il girone più difficile di Coppa Italia che qualifica solamente una formazione, al Grifone non riesce la qualificazione solamente per la differenza reti sfavorevole nei confronti della Juventus. La competizione vede i genovesi liquidare al Bentegodi con un secco 3 a 0 il Verona e proseguire con una vittoria di misura sulla Sambenedettese davanti a quasi 20.000 spettatori. Pozzani parando un rigore calciato da Damiani evita un risultato più ampio in favore dei genoani che usciranno dalla Coppa praticamente per il 4 a 0 inflitto dai bianconeri alla Samb. Il Genoa con una rete di Pruzzo evita la sconfitta a Monza al 90' contro una squadra che aveva già imposto lo 0 a 0 alla Juventus e che in campionato arriverà ad un solo punto dalla promozione in Serie A. Il 19 Settembre si disputa l'ultima giornata del girone, Juventus e Genoa sono a pari punti ma i torinesi vantano un 7 a 1 di differenza reti contro un 6 a 2 genoano. Il Ferraris è stracolmo di 50.000 spettatori, i tifosi rossoblù hanno gran voglia di sfide importanti e stabiliscono il nuovo record d'incasso per lo stadio (oggi alcune partite di Coppa Italia vedono sugli spalti 2 o 3.000 persone se va bene). Il Genoa cerca in ogni modo di scardinare la difesa bianconera ma purtroppo alla fine ogni tentativo risulta vano e il risultato non si schioda dallo 0 a 0. La partecipazione rossoblù alla Coppa finisce ma rimane comunque molto positiva, inoltre le 5 reti messe a segno da Pruzzo e l'intesa perfetta del bomber con Damiani sono certamente di buon augurio in vista dell' avvio della Serie A.
Il campionato del Genoa, in definitiva molto dignitoso, può essere diviso in tre parti: inizio disastroso, parte centrale da qualificazione europea e finale con i Grifoni un po' scoppiati che si guadagnano una tranquilla salvezza. L'esordio dei rossoblù è al Ferraris contro la Roma, i gemelli del gol vanno entrambi a segno ma non si và più in là del pareggio. La domenica seguente una rete di Boninsegna condanna il Genoa alla sconfitta di misura sul terreno della Juventus. I guai cominciano adesso perchè gli episodi nelle partite seguenti sono sempre tutti sfavorevoli ai Grifoni. Come contro la Roma a Marassi contro il Napoli arrivano autogol e rigore oltre ad una traversa di Rizzo mentre a Perugia dopo essere passati in vantaggio si subisce la rete della sconfitta a 9 minuti dalla fine. Il 7 Novembre è il giorno del derby, manco a dirlo il Genoa è ultimo in classifica mentre la Sampdoria sta un punto sopra ma nonostante questo allo stadio sono presenti quasi in 55.000 tifosi. Al 14' Pruzzo sblocca il risultato su rigore con un rasoterra sulla destra che spiazza Cacciatori. A metà primo tempo Secondini subisce uno stiramento che lo costringerà a stare lontano dai campi per due mesi. Alla fine dei primi 45' minuti il doriano Bedin lascia il campo espulso dall' arbitro. Sembra una partita in discesa per il Grifone ma come accade spesso al 56' ancora su rigore Callioni ristabilisce la parità che rimarrà fino a fine gara. Per Rizzo finisce il campionato e per il Genoa arrivano la sconfitta se pur di misura con l'Inter e il pareggio casalingo contro la Fiorentina. Con i viola fa il suo esordio Oliari e i rossoblù gettano al vento la vittoria facendosi recuperare la rete di Pruzzo nel finale.
Si parte per Bologna e lo 0 a 0 finale è oro colato. La classifica è feroce ma non ancora drammatica, Bologna, Milan e Sampdoria sono a 7 punti, il Verona a 6, Foggia a 5, Genoa a 4 con fanalino di coda il Cesena a solo 2 punti. La partita di Milano diventa fondamentale per ridare fiducia al gruppo che rimonta lo svantaggio iniziale con le reti di Ghetti e Damiani per poi capitolare al pari finale a 8 minuti dal termine della partita. Quella è però la partita della svolta, sotto una copiosa pioggia il Grifone conquista la prima vittoria superando la Lazio con doppietta di Pruzzo che prima realizza un rigore e poi a due passi dal portiere infila di testa un angolo battuto da Basilico. Si parte per la trasferta di Foggia con i rossoneri un punto sopra ai rossoblù. Dopo soli 5 minuti il bomber tra due avversari riesce ad intervenire sulla palla insaccando la rete del vantaggio che viene poi raddoppiata da Damiani. L'ultimo quarto d'ora la partita s'infiamma, Domenghini accorcia, Pruzzo ristabilisce le distanze e per finire l'ex Bordon riporta il risultato in bilico per i restanti 5 minuti di fuoco. Al 79' Pruzzo riceve libero in area e piazza la palla sulla destra di Boranga sotto la Nord fissando il 4 a 1 con cui il Grifone supera il Cesena e raggiunge il centro classifica. I genoani cominciano a credere che questa squadra possa raggiungere traguardi insperati e ancora più convinti sono i 38.000 che si recano al Ferraris per la seconda partia casalinga consecutiva. La gara sembra non schiodarsi dallo 0 a 0 ma al 75' giunge la rete di Pruzzo che sblocca finalmente il risultato e tre minuti dopo arriva anche la bordata di Arcoleo che fissa il 2 a 0 finale sul Catanzaro.
E' tutto troppo bello, dopo l'avvio tribolato sette turni senza sconfitte con conseguente raggiungimento del settimo posto in classifica a sole tre distanze dalla terza piazza. Naturalmente il Genoa non si smentisce e come succede solitamente riesce a guastare un pò la festa questa volta andando a perdere malamente con i gialloblù del Verona. Sul terreno dei veneti, passati in svantaggio, Pruzzo pareggia con un colpo di testa e tre minuti dopo porta i Grifoni sul 2 a 1. Sembra la ripetizione della partita di Coppa Italia ma nonostante Girardi riesca a respingere un calcio di rigore negli ultimi 13 minuti il Genoa riesce a farsi fare comunque altre due reti facendo terminare il filotto senza sconfitte. Il 6 Febbraio però un Grifone smagliante affronta al Ferraris il Torino primo in classifica. Lo stadio è stipato e viene superato il record d'incasso appena stabilito con la Juventus in Coppa Italia. I rossoblù con Arcoleo che batte Castellini con un forte tiro quasi dal dischetto del rigore per poco non fanno lo sgambetto ai granata che nel secondo tempo raggiungono il pari con Pulici. Un punto prezioso per il Genoa e un nuovo record perchè la partita è la prima ripresa per la televisione a colori italiana. Finisce un girone d'andata più che positivo con una classifica che vede la squadra genovese ad un soffio dalle zone europee e a 4 punti dalla zona pericolosa, che in un campionato con i due punti a vittoria sono comunque un buon margine di sicurezza: Juventus e Torino 25 (sui 30 a disposizione), Inter 19, Fiorentina 18, Napoli 17, Lazio 15, Genoa, Roma, Perugia e Verona 14, Catanzaro e Milan 13, Sampdoria 11, Bologna e Foggia 10, Cesena 8.
Il ritorno inizia con una sconfitta onorevole, nella capitale giallorossa, sancita guarda un po' proprio dal futuro rossoblù e certamente poco rimpianto Musiello. La domenica sucessiva però sotto una pioggia incessante il Grifone in rimonta, proprio con l'ex scatenato Damiani, per poco non fa la festa alla vecchia prostituta del calcio italiano. La Juventus, messa sotto, solamente al 74' con Bettega agguanta il pareggio che comunque non le evita di essere scavalcata in classifica dal Torino. E' un bel Genoa anche quello che si presenta a Napoli dove alla rete ancora di Damiani, ex anche partenopeo a cui viene annullata pure un'altra marcatura, risponde Savoldi su calcio di rigore. La classifica è leggermente peggiorata ma certamente le tre avversarie affrontate in queste prime giornate erano tra le più difficili e il Genoa tenendo bene il campo, si è comportato al meglio. La sfida tra grifoni col Perugia può dare una svolta positiva definitiva alla stagione rossoblù ma il Perugia resiste agli attacchi genoani che al 62' hanno la grande occasione con Pruzzo di passare in vantaggio. L'arbitro Lattanzi concede un calcio di rigore al Grifone ma dopo la prima battuta decide di farlo ripetere. Bomber Pruzzo si ripresenta per la seconda volta dal dischetto facendosi parare il solito rasoterra dal buon Malizia che si allunga e devia con la punta delle dita. Purtroppo la partita finisce con le reti inviolate e il Genoa si deve accontentare di un solo punto.
Arriva il gran giorno, il 13 Marzo al Ferraris si disputa il Derby con il Genoa insolitamente avvantaggiato visto il suo decimo posto in classifica a 17 punti in coabitazione al Milan a dispetto della penultima posizione occupato dai Periferici a 13 punti. Neanche il tempo d'iniziare e i Zozzoriani passano in vantaggio grazie ad un improvviso tiro scagliato da 30 metri dallo stopper Zecchini che s'infila imparabile all' incrocio dei pali. Il Grifone, che attacca verso la Nord, incitato dai tifosi và alla ricerca del pareggio e lo trova a due minuti dalla fine del primo tempo quando usufruisce di una punizione sulla sinistra. Sulla battuta la palla arriva a Di Vincenzo che si tuffa ceffando completamente la presa, Damiani che ha seguito l'azione s'avventa sulla sfera e con un tocco sotto scavalca in pallonetto il portiere doriano. Nella ripresa i rossoblù cercano la vittoria sfiorando la marcatura con Damiani che smarcato da un compagno a tu per tu col portiere vede il suo tiro respinto. Al 51' arriva la grande occasione, Gussoni concede un calcio di rigore al Grifone ma con enorme scoramento della Nord Pruzzo si fa ribattere il tiro da Di Vincenzo. Mancano ormai solo dodici minuti alla fine, da sotto i distinti parte un traversone indirizzato al centro dell' area. Di Vincenzo tenta l'uscita ma ormai è tardi perchè, anticipando anche Zecchini, sulla palla come un rapace sul cielo di Marassi stacca di testa Pruzzo che la sbatte dentro la porta periferica situata sotto una Sud ammutolita in un tripudio generale. La partita termina con gran sventolio in Grandinata Nord e simbolica triste carezza della B sulle guanciotte funeree dei bruciacchiati.
Sotto un nubifragio il Genoa si lascia sfuggire l'occasione di battere l'Inter terza in classifica, Pruzzo con un tuffo quasi a pelo d'erba portava sul 2 a 1 i rossoblù che venivano malauguratamente raggiunti da una rete di Fedele al 90'. Il capolavoro avviene la domenica sucessiva a Firenze, i viola che avevano raggiunto l'Inter vengono superati da una bomba di Pruzzo scagliata su punizione dall' angolo destro dell'area di rigore. E' inutile il momentaneo pareggio su rigore di Casarza perchè Arcoleo a dieci minuti dalla fine con un forte tiro scagliato dal limite dell' area marca la rete che porta il Genoa a soli 3 punti dalla zona UEFA. Il Grifone è al settimo cielo e viene riportato sulla terra a sorpresa dal Bologna che in lotta per la salvezza con la Periferica sbanca il Ferraris con un rotondo 2 a 0. Girardi in uno scontro con Massimelli prende un duro colpo e deve lasciare il posto per le seguenti partite al debuttante Tarocco. L'esordio del portiere è fortunato, il proseguio un pò meno, la deviazione di Damiani sotto porta regala altri due punti al Genoa che supera al Ferraris il Milan. Da questo momento il Grifone ne azzecca proprio poche, arrivano il 4 a 1 all' Olimpico contro la Lazio e ancor più grave la sconfitta casalinga, agevolata dalle assurde "prodezze" di Tarocco, col pericolante Foggia. Pruzzo di testa aveva pareggiato la fulminea rete dei pugliesi ma al 51', con ancora molto tempo per recuperare, l'ex Bordon aveva segnato su rigore la rete risolutiva dell' incontro. Il Genoa ha 4 punti di vantaggio sulla Sampdoria ma è sulle gambe e la prova è il brutto pareggio rimediato a Cesena contro una squadra ormai retrocessa. Il pareggio arriva addirittura ad un minuto dallo scadere del tempo su rigore battuto per fortuna da Damiani.
La stessa giornata il Torino pareggia 0 a 0 a Roma con la Lazio e il punto perso gli costerà il campionato. I rossoblù proseguono il cammino con una sciagurata sconfitta a Catanzaro contro una squadra che è vero si gioca le sue ultime chances di salvezza ma queste sono veramente ridotte al lumicino. Tarocco sulla seconda rete calabrese è piuttosto incerto nell' l'intervento che costa la seconda rete segnata di testa dentro l'area piccola. L'inattesa vittoria bolognese a Napoli e quella della Sampdoria col Perugia mettono in pericolo un Genoa che due domeniche prima dovendo scontrarsi con due quasi retrocesse sembrava poter raggiungere il traguardo prefissato tranquillamente. In effetti la classifica che ora vede Bologna e Genoa appaiate a 25 punti e di seguito la Sampdoria a 24, il Milan a 23, Catanzaro 21 e Cesena a 14 non è più tanto rosea ma il Grifone può stare tranquillo anche in virtù del calendario che vede le pericolanti scontrarsi tra di loro nelle ultime due giornate di campionato. Il 15 Maggio col Verona al Ferraris arriva la vittoria scaccia brutti pensieri, al 40' sulla sinistra Ghetti anticipa Logozzo e d'esterno batte Superchi. la scontata vittoria per 3 a 2 del Milan sul Catanzaro e la debacle doriana 4 a 1 nello scontro decisivo a Bologna emettono una sentenza quasi inappellabile sulle retrocessioni. D'altronde l'ultima giornata al Ferraris contro i doriani si deve presentare la Juventus che ha in classifica un solo punto di vantaggio sul Torino e che di conseguenza è obbligata a portare a casa tutta la posta in palio come d'altronde i granata che ospitano proprio il Genoa.
La Juventus passa a Marassi al 61' con Bettega e raddoppia poco dopo con Boninsegna rendendo inutile il 5 a 1 con cui un Torino deluso batte il Genoa sceso in campo senza Damiani. Nella classifica cannonieri Pruzzo finisce al secondo posto con 18 reti (3 rigori) mentre Damiani conclude con all' attivo 11 gol (2 rigori) per un totale di 29 reti che sono seconde solo alle 37 (4 segnate proprio nella partita contro il Genoa giocata l'ultima di campionato) della coppia Graziani (21) e Pulici (16) del Torino. Il Grifone conquista un dignitoso decimo posto ma è un vero peccato aver perso in casa proprio nel finale punti preziosi con le pericolanti Foggia e Bologna oltre che raccogliere solo un punto tra Cesena e Catanzaro ormai retrocesse. Nel frattempo la crisi societaria sfocia vergognosamente il 12 Marzo del 1977 nel pignoramento dei mobili della sede. Dopo vari tira e molla Baldazzi che vuole essere manlevato dalle fidejussioni depositate in garanzia dei debiti della società riesce a vendere le sue azioni a Fossati che le acquista a prezzo di costo assieme alle fidejussioni raggiungendo così l'80% del capitale sociale rossoblu. Marino Parodi
Immagini: Qui immortalato il golasso di Pruzzo che spinge i delegazionisti cacirotti in serie B. In formazione: Ghetti, Basilico, Secondini, Pruzzo, Girardi, Onofri. Sotto: Castronaro, Ogliari, Damiani, Arcoleo, Matteoni. Genoa in attacco contro il Napoli. La rete di Pruzzo nel derby d'andata.
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| AKAIAOI 2006 | |||||||||||