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CAMPIONATO SERIE B 1980-81 |
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| AND |
PARTITE |
RIT | MILAN | 50 | FORMAZIONE | ||||||
| 2 - 2 |
VICENZA |
GENOA |
1 - 1 | GENOA | 48 | MARTINA (P) |
38 - 00 |
FAVARO (P) |
01 - 00 |
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| 2 - 1 |
GENOA |
PESCARA |
1 - 2 | CESENA | 48 | GORIN | 29 - 00 | TODESCO | 30 - 02 | ||
| 2 - 0 |
MILAN |
GENOA |
0 - 0 | LAZIO | 46 | CANEO |
28 - 02 |
LORINI |
29 - 01 |
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| 3 - 1 |
GENOA |
PISA |
1 - 1 | SAMBATORIA | 43 | NELA | 36 - 04 | MANUELI | 25 - 01 | ||
| 1 - 0 |
LECCE |
GENOA |
0 - 1 | PESCARA | 41 | ONOFRI |
34 - 02 |
TESTONI |
23 - 00 |
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| 2 - 0 |
GENOA |
MONZA |
2 - 0 | PISA | 39 | ODORIZZI | 31 - 02 | CAVAGNETTO | 05 - 01 | ||
| 0 - 0 |
PALERMO |
GENOA |
0 - 2 | BARI | 37 | SALA |
27 - 00 |
DI CHIARA |
03 - 00 |
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| 3 - 1 |
GENOA |
TARANTO |
0 - 1 | RIMINI | 36 | CORTI | 34 - 02 | FIORDISAGGIO | 02 - 00 | ||
| 2 - 0 |
BARI |
GENOA |
0 - 1 | FOGGIA | 36 | RUSSO |
36 - 13 |
SOMMA |
02 - 00 |
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| 2 - 1 |
GENOA |
VARESE |
1 - 0 | LECCE | 36 | MANFRIN |
35 - 04 |
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| 2 - 2 |
SPAL |
GENOA |
1 - 2 | SPAL FERRARA | 35 | BOITO | 34 - 10 |
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| 0 - 0 |
GENOA |
LAZIO |
2 - 2 | CATANIA | 35 | AUTOGOL | 3 | ||||
| 1 - 1 |
SAMBATORIA |
GENOA |
1 - 1 | PALERMO -5 | 34 |
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| 0 - 0 |
GENOA |
VERONA |
0 - 0 | VARESE | 34 |
PRESIDENTE: RENZO FOSSATI. |
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| 2 - 0 |
CESENA |
GENOA |
0 - 1 | VERONA | 34 |
ALLENATORE: LUIGI SIMONI. |
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| 4 - 0 |
GENOA |
FOGGIA |
0 - 0 | VICENZA | 33 |
VINTE: 17. PAREGGIATE: 14. PERSE: 07. |
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| 2 - 1 |
CATANIA |
GENOA |
1 - 3 | TARANTO -5 | 30 |
RETI FATTE: 47. RETI SUBITE: 29. |
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| 2 - 0 |
GENOA |
ATALANTA |
2 - 1 | ATALANTA | 30 |
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| 0 - 0 |
RIMINI |
GENOA |
0 - 2 | MONZA | 25 |
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la rete di boito messa a segno al 90' con la spal la formazione rossoblu
PER LA PRIMA VOLTA PROMOSSI MA SECONDI
All' inizio del girone di ritorno del 1979-80 scoppia lo scandalo totonero che coinvolge parecchi protagonisti del campionato che di conseguenza vengono squalificati della Federazione. Oltre alle sanzioni rifilate ai dirigenti ed ai giocatori il Milan 3' classificato in Serie A viene retrocesso per la prima volta nella sua storia in Serie B assieme alla Lazio posizionatasi 13' e salva come al solito per un solo punto. Al loro posto conservano la massima serie il Catanzaro e l'Udinese mentre Bologna, Avellino e Perugia vengono punite con 5 punti da scontare nel torneo 1980-81. In Serie B anche il Palermo e il Taranto partono con 5 punti di penalizzazione che saranno poi fatali alla squadra pugliese che alla fine retrocederà in Serie C. Ad inizio campionato Fossati decide di fare nuovi affari nella vendita dei gadgett così il vecchio Grifone rampante sormontato dalla croce di San Giorgio viene sostituito con la testa in primo piano rossa e blù di un Grifone posizionato in mezzo ad un cerchio a sfondo bianco. Il nuovo stemma viene definito gallinaccio ma porterà fortuna. Questa non è la sola trovata del presidente genoano, verso la metà del girone di ritorno vengono svolti prima delle partite casalinghe al Ferraris dei concerti che vedono a turno esibirsi I cugini di Campagna, Marcella Bella, i Ricchi e Poveri, Little Tony, Dee D. Jackson, Donatella Rettore, Pappalardo, la Zanicchi e altri. Vista la presenza dei quotatissimi Milan e Lazio il Genoa non parte certo favorito per la corsa alla promozione ma si gioca le sue chance assieme ad altre pretendenti come Verona, Cesena quarto l' anno precedente, Spal, Pescara e i Zoriani di Mantovani. Per la panchina il presidente rossoblu decide di puntare nuovamente su Gigi Simoni fresco promosso in A col Brescia, e alla fine la scelta si rivelerà più che giusta, mentre dopo un anno alquanto deludente non viene rinnovato il contratto a Di Marzio che se ne và polemizzando con Fossati per il mancato arrivo di un attaccante in più.
Il Grifone necessita di due portieri per sostituire Girardi implicato e poi assolto nello scandalo totonero e Cavalieri passato al Monza. Come titolare ritorna a Genova Silvano Martina reduce da un campionato trionfale in C1 con il Varese concluso con sole 21 reti al passivo mentre come secondo viene prelevato dalla Salernitana l'esperto Nevio Favaro che per anni rimarrà in quel ruolo sempre pronto all' evenienza. In difesa viene acquistato lo stopper Caneo dal Parma, per il centrocampo arriva Giuseppe Corti dal Monza mentre l'attacco, respinte le proposte di Udinese e Milan per Russo, viene rinforzato con il giovane Enrico Todesco, 9 presenze in A con la Lazio, e Ezio Cavagnetto marcatore di 10 reti nel Como appena promosso in A. La ciliegina sulla torta è l'arrivo a campionato già iniziato di Claudio Sala "il poeta del calcio" bandiera del Torino dell' ultimo scudetto anche se avanti con gli anni giocatore sempre dallo stile sopraffino. In uscita oltre ai portieri partono Giovannelli per Como, Musiello per Foggia, De Giovanni, l'attaccante Tacchi e il giovane terzino Giancarlo Corradini esordiente diciassettenne due anni prima nel Genoa e in futuro pilastro prima del Torino e poi del Napoli Campione d' Italia con Maradona. A Novembre il Genoa compie altre manovre di mercato, Simoni lascia partire Di Chiara e ritornare al Como il deludente Cavagnetto che non trova posto fra i titolari ma chiede rinforzi per il reparto difensivo. Dalla Reggiana così arriva il terzino Claudio "ruspa" Testoni che diventerà un personaggio molto amato dai tifosi genoani per il suo impegno in campo. L' inizio in Coppa Italia non è dei migliori, il Grifone è inserito in un girone difficile con Taranto e 3 squadre di Serie A il Brescia, l'Udinese e la Juventus. La squadra rossoblu racimola 3 pareggi ed una sconfitta a Torino per 3 a 1 dopo aver chiuso il primo tempo a reti inviolate.
Il campionato per il Grifone inizia in salita, a Vicenza in svantaggio per 2 a 1 e in inferiorità numerica per l'espulsione di Corti raggiunge il pari al 90' con un tiro di Gorin deviato in autogol da Gelli. La Domenica seguente le reti di Russo e Onofri permettono ai genovesi di superare il Pescara al Ferraris ma subito dopo arriva la sconfitta a Milano in una sfida dal sapore antico dove fa il suo esordio Claudio Sala e và a segno Roberto Antonelli futuro rossoblù. In casa il Genoa non perde colpi e prima batte il Pisa con un 3 a 1 firmato anche dall' unica rete di Cavagnetto in rossoblu poi supera in fila Monza, con una doppietta di Boito, e Taranto, con una tripletta di Russo. Queste vittorie però sono sempre inframmezzale da risultati non positivi in trasferta, specialmente al sud, dove il Genoa prende un punto a Palermo e viene sconfitto sia a Lecce che a Bari. Quando sembra sfumata la quinta vittoria consecutiva al Ferraris al 90' Onofri spintosi in attacco mette alle spalle del portiere Rigamonti del Varese completando la rimonta iniziata con Manueli e confermando il filotto vincente a Genova. Dopo un brutto pareggio a Ferrara che vede i Grifoni raggiunti dopo essere stati in vantaggio di due reti il Genoa terzo a 13 punti assieme a Foggia, Pisa e Cesena affronta la Lazio lanciata al primo posto col Milan a 17. Lo scontro diretto finisce in parità come la domenica successiva il derby con la Sampdoria appaiata a 14 punti che passa in vantaggio con Del Neri, futuro allenatore di Chievo, Roma e Atalanta, per essere poi raggiunta a fine primo tempo da un rigore di Manfrin. Intanto c'è la prima sorpresa del campionato, a Taranto il Milan viene sconfitto 3 a 0 ma non c'è da guardare agli altri perchè dopo un mezzo passo falso interno col Verona a Cesena il Grifone continua la serie negativa in trasferta perdendo nettamente lo scontro diretto coi romagnoli che lo superano in classifica.
Il Genoa affronta al Ferraris il Foggia con 16 punti appaiato in classifica ai rossoblu. La squadra di Simoni gioca la miglior partita dell' andata rifilando 4 reti ai pugliesi, apre Manfrin su rigore e praticamente chiude la partita nel primo tempo Nela con un diagonale rasoterra imprendibile per Benevelli. Nella ripresa arriva l'incornata di Caneo per il 3 a 0 e la rete nel finale di Russo a chiudere il poker. Nel frattempo la Lazio subisce due stop prima all' Olimpico, 2 a 0 col Milan, poi 2 a 1 a Cesena. I risultati dei genovesi però continuano ad essere altalenanti, in trasferta i Grifoni non riescono quasi mai a fare punti ed anche a Catania dopo aver raggiunto momentaneamente il pareggio con Boito vengono abbattuti da una rete segnata nel finale da Salvatore. La sconfitta in trasferta viene riparata dalla solita ottima prova casalinga, con l'Atalanta un Boito scatenato mette segno due reti di testa e in un terzo tentativo centra la traversa mentre una rete su punizione di Manfrin viene annullata. Il Grifone a Rimini recrimina per un fallo di mano in area su traversone di Sala ma il punto che arriva alla fine è buono visto le precedenti 5 sconfitte in trasferta mentre la Lazio conclude il girone con 3 pareggi e due sconfitte nelle ultime 5 gare rimettendo in gioco anche una seconda posizione che sembrava ormai destinata ai colori biancazzurri. La classifica al giro di boa vede i rossoblu a due punti dal terzo posto valido per la serie A: Milan 28; Lazio 24; Sampdoria e Cesena 23; Genoa 21; Lecce, Pisa e Spal 20; Foggia e Pescara 19; Catania 18; Bari e Verona 17; Atalanta e Rimini 16; Palermo (-5) e Taranto (-5) 15; Varese; 14 Monza 13; Vicenza 12.
Il girone di ritorno inizia male, il Genoa dopo essere passato in vantaggio con Boito viene subito raggiunto e alla fine pareggia in casa col fanalino di coda Vicenza mentre nelle successive partite molto difficili con Pescara e Milan conquista un solo punto al Ferraris con i rossoneri. In queste giornate ci sono altri scontri diretti tra le prime 6 in classifica, 0 a 0 a Marassi tra Sampdoria e Cesena e 1 a 1 tra lo stesso Cesena e il Pisa. Alla 4' giornata il Genoa si trova appaiato al 5' posto con Pisa e Spal a 23 punti e nella sfida in terra Toscana Russo riesce a pareggiare il momentaneo vantaggio dei pisani all' Arena Garibaldi. La Spal vince a Palermo e la classifica vede il Milan ormai staccato a 34 punti, Lazio 30, Cesena 28, Sampdoria 27, Spal 25, Genoa e Pisa 24, Foggia e Pescara 23. Il distacco dal terzo posto si è raddoppiato ma in effetti il Grifone non ha avuto un calendario facile e le tre partite successive vinte mantenendo la propria porta inviolata rimettoni i rossoblu in posizione privilegiata. Il Genoa con una rete al volo di Russo batte il Lecce che vede sulla sua panchina l'ex polemico Di Marzio, allo Stadio Sada di Monza davanti ad un pubblico per metà genovese il Grifone conquista la sua prima vittoria esterna. Dopo il primo tempo le squadre sono ancora sullo 0 a 0 quando dopo tre minuti della ripresa Russo in area si ritrova con la palla tra i piedi pronta per essere calciata nella rete ma sente il fischio dell' arbitro. L' attaccante e tutti i restanti giocatori si fermano ma dalla panchina Simoni urla al rossoblù di tirare cosa che l'attaccante fa prontamente portando in vantaggio il Genoa. Il fischio che aveva interrotto i giocatori era partito dagli spalti e non dal fischietto dell' arbitro. A dieci minuti dalla fine Caneo riceve dal calcio d'angolo e di testa mette nel sacco dando in pratica la svolta decisiva al campionato del Grifone.
In una giornata di fitta pioggia i rossoblu sconfiggono anche il Palermo, dopo qualche difficoltà iniziale Odorizzi con una staffilata di destro porta in vantaggio i padroni di casa che poi raddoppiano con Russo che raccoglie e di testa deposita in rete un traversone di Sala, è la terza partita consecutiva in cui il giovane attaccante rossoblu va a segno. A troncare un pò l'entusiasmo arriva una punizione di Cannata al 4' minuto di gioco che il 29 Marzo consegna la vittoria al Taranto. Questa è l'ultima partita stagionale persa dal Genoa che, da quel momento fino al 21 Giugno, per 3 mesi non conosce sconfitta riportando 7 vittorie e 4 pareggi. Quando Russo riceve un assist su punizione di Sala e mette a segno la rete vittoria sul Bari al Ferraris Pisa, Foggia e Spal hanno già mollato la lotta alla promozione che vede ormai contendersi i tre posti ancora liberi dal Milan staccato dalle altre a 39 punti, dalla Lazio a 36, Cesena 35, Sampdoria a 33 che batte 1 a 0 il Milan a San Siro ma ha un andamento altalenante e il Genoa a 32 punti ed in forma smagliante. La truppa di Simoni dopo una partita combattuta riesce con Russo, che supera con un tocco ravvicinato Rampulla, a sbancare Varese portando via così dalla Lombardia la seconda ed importantissima vittoria esterna. Il 18 Aprile per il Genoa arriva un' altro primato, per la prima volta si svolge uno spettacolo musicale prima della gara. Due ore prima della partita con la Spal vanno in scena prima "I Cugini di Campagna" e dopo Marcella Bella. La partita con la Spal che allo scadere del primo tempo mette a segno una rete con Bergossi. Ad inizio ripresa il genoa riesce a pervenire al pareggio grazie ad un colpo di testa di Nela che supera il portiere Renzi ma per arrivare alla marcatura del liberatorio sorpasso i 27.000 del Ferraris devono attendere il 90' quando Boito ricevuto un passaggio filtrante di Onofri scaraventa in porta.
La squadra della periferia definita ligure totalizza due 0 a 0 con squadre non irresistibili come Lecce e Vicenza e viene superata in classifica per la prima volta nel girone di ritorno dalla squadra di Genova ma altra cosa importante la Lazio fa ancora peggio e viene anch' essa scavalcata dal Cesena. La classifica ora mette in fila Milan a 41 punti, Cesena 38, Lazio 37, Genoa 36, Sampdoria 35. La partita della verità si gioca il 26 Aprile all' Olimpico nella tana dei bianco-azzurri dove il Genoa sovente subisce torti, la Lazio passa in vantaggio con Greco ma i rossoblu sono in splendida forma e con Corti di precisione e Russo che in area anticipa il suo controllore girando alle spalle di Marigo effettua il sorpasso a 25 minuti dal termine. Al 75' Chiodi con la mano mette la palla davanti alla porta dove Greco in fuorigioco non può far altro che depositare in rete e festeggiare perchè il buon Bergamo di Livorno si guarda bene dall'annullare la marcatura. Sugli altri campi vincono Milan e Cesena allontanandosi ma i periferici vengono inchiodati al Ferraris sul terzo 0 a 0, questa volta con l' Atalanta, e quindi tutto tra 3' e 5' posizione rimane invariato. Il 10 Maggio davanti a 55.000 spettatori si gioca il derby più importante e decisivo dopo quello del 1976-77. Dopo 11 minuti un' intervento assassino sulla gamba di Caneo, che viene sostituito da Lorini, ci priva dello stopper per il resto del campionato. La tattica dei Zuriani è la solita infatti nel secondo tempo dopo un'altra entrata dura dei giocatori a righe anche Russo deve lasciare il campo sostituito da Tedesco. Questa volta ai periferici và male perchè pochi minuti dopo è proprio Todesco in scivolata ad anticipare difensore e Garella e depositare la palla nel sacco. A dodici minuti dalla fine Roselli pareggia le sorti dell' incontro ma il risultato arride al Genoa perchè alla fine i provinciali a strisce rimangono inchiodati dietro.
La Lazio però ha la seconda chance consecutiva all' Olimpico e non se la fa sfuggire, battendo il Monza 2 a 0 mette due punti tra se e il Genoa che è l'inseguitore più vicino. Giungiamo alla 32' giornata col Genoa che ha l' impegno più difficile visto che il Verona cerca ancora la salvezza mentre la Lazio và a Pisa contro una squadra che a 32 punti non può più inserirsi al vertice e cerca solo di finire in bellezza il campionato e la Zampdoria gioca in casa col Rimini. Privo di Caneo, Russo e Testoni il Genoa porta a casa un tranquillo pareggio che va bene anche agli scaligeri, fa il suo esordio Somma che a fine carriera diventerà un discreto allenatore. Sugli altri campi le emozioni arrivano nei minuti finali, i pisani fermano sull' 1 a 1 i capitolini che acciuffano il pari a 5 minuti dalla fine col terzino Citterio, mentre rimane memorabile il 3 a 2 col quale gli eroi di Rimini espugnano il Ferraris. La rete di Saltutti all'80' caccia i cacirri quasi fuori dai giochi mentre il big match della giornata Cesena-Milan termina come a Verona a reti inviolate. Ancora più memorabile è la domenica successiva quando al Ferraris si presenta il Cesena tre punti più in sù del Grifone e le sgrigue partono alla volta di Roma. Anche in questo caso le emozioni arrivano verso la fine delle partite, all' Olimpico la Lazio viene battuta clamorosamente 1 a 0 dalla Zampdoria che al 73' passa con Roselli. Al Ferraris la posta in palio è altissima ma, dopo una partita tattica bloccata sullo 0 a 0, al 79' Boito raccogliendo un cross dalla destra di Manfrin con un colpo di testa mette la palla alle spalle di Cecchi facendo esplodere la gradinata Nord. La debacle Laziale, contemporanea a quella del Milan a San Siro col Pisa, favorisce il Grifo che recupera due punti ai laziali raggiungendoli in classifica così per l'occasione viene portato uno striscione sotto la sede dei periferici con su scritto un "grazie rumente".
La classifica a quattro turni dal termine vede i rosso-neri in pericoloso calo ma quasi promossi a 46 punti, Cesena 42, Genoa e Lazio 41, Sampdoria 39. Lo 0 a 0 a Foggia è piuttosto combattuto, dopo pochi minuti Russo s'infortuna e deve lasciare il campo mentre dopo una rete irregolare e quindi annullata dall' arbitro al Foggia inizia a piovere di tutto in campo e solo dopo 3 minuti di sospensione la partita può riprendere. Il Genoa ha la grande occasione con Tedesco che si vede il tiro respinto sulla linea da un giocatore a portiere battuto ma alla fine il risultato non cambia. Come previsto in classifica non cambia nulla perchè anche se a fatica con un gol a sei minuti dalla fine vince solo il Cesena sul Verona mentre Milan e Lazio impattano 1 a 1 a San Siro. La 36' giornata vede una Lazio disperata battere 2 a 0 nello scontro diretto il Cesena ma il Grifone risponde ribaltando per l' ennesima volta il risultato con il Catania. Dopo un brutto inizio Tedesco di testa gira alle spalle di Sorrentino che nel secondo tempo deve raccogliere la palla nella rete altre due volte su conclusione di Boito e stacco di testa di Nela che mette il risultato sul 3 a 1 finale. A due giornate dal termine del torneo cadetto l'unico verdetto scritto è la matematica promozione del Milan che battendo il Monza si porta a 49 punti mentre dietro i rosso-neri è tutto in gioco tra Genoa, Lazio e Cesena che a 44 punti si contendono gli ultimi due posti rimasti. Il 14 Giugno secondo il calendario il Cesena è in trasferta a Foggia, il Genoa si reca a Bergamo e la terza contendente Lazio ospita i biancorossi del Vicenza.
Al Grifone serve la vittoria contro una squadra che per salvarsi deve per forza fare i due punti coi rossoblu e nella partita seguente a Cesena. Il compito della Lazio è facile visto che ospita un Vicenza a pari punti con l'Atalanta e con poche possibilità di salvezza ma ancora più facile è quello dei bianconeri romagnoli che in Puglia incontrano una squadra ormai salva. Il Grifone passa subito in vantaggio all' 8' minuto con Lorini ma al 27' Scala su rigore pareggia riequilibrando la classifica fra Genovesi e Romani che terminano anch' essi la prima frazione in parità ma sullo 0 a 0. Dei risultati si avvantaggia naturalmente il Cesena che supera momentaneamente il Foggia. Inizia il secondo tempo e dopo soli 3 minuti Filisetti spedisce la palla alle spalle del suo portiere Memo portando in vantaggio il Genoa. A Bergamo, invasa da una marea di 13.000 rossoblu, la festa sembra poter cominciare con un turno d'anticipo perchè al 54' Vagheggi porta inaspettatamente in vantaggio il Vicenza ma a venti minuti dalla conclusione Pochesci pareggiando per la Lazio porta nuovamente i capitolini ad un punto dai Grifoni. Il Cesena batte il Foggia 3 a 1 e quasi contemporaneamente termina anche la partita a Bergamo con la vittoria del Genoa per 2 a 1, le migliaia di tifosi giunti nella città lombarda si apprestano, sventolando le bandiere, a raggiungere la stazione per tornare a Zena convinti di essere un punto sopra la Lazio ad una giornata dal termine. All' Olimpico invece non è ancora finita infatti stranamente la partita arbitrata da Lops è sfasata di 10 minuti rispetto alle altre (caso strano), le radioline fanno sapere che ai biancazzurri è stato concesso un rigore (ancora più strano! Sicuramente c'era!). Neanche la massima punizione permette alla Lazio di raggiungere in classifica il Grifo perchè il tiro della provvidenza biancazzurra calciato da Chiodi non varca la linea della porta, il primo tentativo viene parato dal portiere poi sul secondo (alla Lazio spetta per contratto) la palla termina a lato.
I giochi sono fatti, il Cesena supera 2 a 0 l' Atalanta che si presenta in Romagna retrocessa in C e il Genoa riagguanta l' agognata serie A facendo suo l'incontro col Rimini. In un Ferraris stracolmo di tifosi festanti al 22' con un potente sinistro Odorizzi porta in vantaggio il Grifone che raddoppia poi con un rasoterra piazzato di Boito chiudendo il campionato imbattuto a Marassi con 14 vittorie e solo 5 punti lasciati agli avversari. Questa per il Grifone è la sesta promozione in Serie A dopo altrettante retrocessioni ma a differenza delle altre volte in questa occasione il Genoa si deve accontentare della seconda posizione. Per quel che riguarda gli spettatori il calcio scommesse miete vittime in tutti gli stadi, il Milan ne perde quasi 10.000 pur mantenendone comunque in media 31.000, la Lazio 7.000 mentre il Genoa con 24.300 di media a partita pur giocando in cadetteria si classifica al secondo posto in B dietro ai rossoneri e in totale come nona squadra più seguita in italia (i cacirri di periferia arrivano a 18.000). Questa inaspettata promozione naturalmente non cambia la situazione della società che continua a navigare con 5 miliardi di deficit (siamo nel 1980) e le assicurazioni del presidente Renzo Fossati di voler costruire una squadra che permetta al vecchio grifone di rimanere degnamente nella massima serie si scontrano immediatamente con la cessione del pezzo pregiato Sebino Nela che parte per la capitale giallo-rossa dove già si trova Roberto Pruzzo con il quale appena due anni dopo vincerà uno scudetto. Marino Parodi
Immagini: Odorizzi in azione. Todesco segna nel derby il gol del vantaggio rossoblu. Il portiere Martina
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| AKAIAOI 2006 | |||||||||||