CAMPIONATO SERIE A 1989-90

STAGIONE     -     SQUADRA     -     TABELLINI     -     HOME

 

AND

PARTITE

RIT    NAPOLI 51                 FORMAZIONE
1 - 0

GENOA

LECCE

1 - 2  MILAN 49  BRAGLIA (P)

19 - 13

 GREGORI (P)

16 - 18

0 - 0

FIORENTINA

GENOA

1 - 1  INTER 44  TORRENTE 27 - 01  PERDOMO 25 - 00
0 - 2

GENOA

ROMA

1 - 0  JUVENTUS 44  CARICOLA

28 - 00

 URBAN

20 - 02

0 - 1

CREMONESE

GENOA

0 - 1  SAMPDORIA 43  RUOTOLO 31 - 01  FERRONI 19 - 00
1 - 1

GENOA

MILAN

0 - 1  ROMA 41  COLLOVATI

29 - 00

 ROTELLA

14 - 01

1 - 0

BOLOGNA

GENOA

0 - 0  ATALANTA 35  SIGNORINI 30 - 01    
1 - 2

GENOA

SAMPDORIA

0 - 0  BOLOGNA 34  ERANIO

25 - 00

 

 

2 - 4

UDINESE

GENOA

0 - 0  LAZIO 31  FIORIN 31 - 01    
2 - 3

GENOA

JUVENTUS

1 - 1  BARI 31  AGUILERA

31 - 08

 

 

1 - 1

GENOA

NAPOLI

1 - 2  GENOA 29  RUBEN PAZ

25 - 01

   
0 - 0

BARI

GENOA

0 - 0  FIORENTINA 28  FONTOLAN 32 - 09  AUT. A FAVORE

02

2 - 3

GENOA

CESENA

1 - 1  LECCE 28

 

0 - 0

LAZIO

GENOA

2 - 2  CESENA 28

 Presidente: ALDO SPINELLI.

0 - 1

GENOA

VERONA

1 - 1  UDINESE 27

 Allenatore: FRANCESCO SCOGLIO.

1 - 0

INTER

GENOA

0 - 0  VERONA 25

Stadio: LUIGI FERRARIS (40.906)

2 - 2

GENOA

ATALANTA

0 - 1  CREMONESE 23

Vittorie: 06. Pareggi: 17. Sconfitte: 11.

0 - 0

ASCOLI

GENOA

0 - 2  ASCOLI 21

 Reti Segnate: 27. Reti Subite: 31.

 

           

         Simone Braglia                  Stefano Eranio              Il prof. Franco Scoglio      Vincenzo Torrente         

 

ARRIVA CARLOS AGUILERA

 

Riportato il Genoa in Serie A dopo 5 anni di purgatorio l'allenatore Scoglio si lascia andare, come l'anno precedente, in proclami che esaltando il popolo rossoblù. Gli spunti per il Prof non mancano a cominciare dal derby con la squadra della periferia ricca e vincente ma che non appassiona nessuno se non il suo presidente e i giocatori che ritirano sontuosi assegni a fine mese. La Coppa Italia diventa la coppa del nonno e la Coppa Coppe paragonabile alla Mitropa. Scoglio parte per il Sudamerica a cercare quei giocatori che permetteranno al grifone di disputare un campionato di vertice. Tanti sono i nomi che compaiono sui giornali, alcuni dei quali arrivano effettivamente in Italia su altre sponde e con alterne fortune, ed alla fine il professore torna dall' Uruguay con due giocatori della nazionale celeste, Josè Perdomo e Carlos Aguilera detto "Pato" anatroccolo. La scelta di Scoglio era stata ben ponderata, la nazionale Uruguayana si stava preparando a difendere il titolo continentale conquistato due anni prima applicando schemi ben conosciuti e apprezzati dal Prof. Assistendo agli allenamenti si era convinto che per il metodo anni 30 a cui si ispirava proprio i giocatori della celeste facevano al caso suo. Perdomo era il capitano della nazionale, centro mediano dal fisico possente doveva essere il fulcro del gioco del Genoa mentre Aguilera attaccante piccolo, scattante e rapido era l'ideale per il pressing alto di Scoglio. Secondo l'allenatore genoano Perdomo, uno dei più grandi pacchi presi dal Genoa, non aveva bisogno di presentazioni essendo uno dei migliori giocatori al mondo nel suo ruolo mentre Aguilera sarebbe stato sicuramente la sorpresa del campionato capace di entusiasmare il pubblico con le sue reti.

 

A completare l'organico dalla serie B viene ingaggiato il secondo portiere Braglia, i centrocampisti Urban dal Cosenza e Fiorin dal Parma e per la difesa dalla Roma, anche se a fine carriera, il Campione del Mondo Collovati. Quagiotto ritorna al Bologna che lo passa al Pescara mentre Onorati, assieme a Gentilini, si trasferisce per un anno ad Avellino. Nappi con gran dispiacere della tifoseria viene ceduto al Brescia che lo gira poi alla Fiorentina. Il presidente Spinelli, dopo lunghe contrattazioni calcistiche ma soprattutto portuali, più volte annuncia un vero colpo di mercato, l' arrivo in Italia del primo giocatore dell' Unione Sovietica. Si tratta di Alejnikov fortissimo centrocampista della Dinamo di Minsk e della Nazionale. A quei tempi l'U.R.S.S. è una delle nazionali più forti al mondo e tra i club la Dinamo Kiev nelle coppe europee è avversario temibilissimo. Spinelli si accorda con la Federazione Sovietica mentre la Juventus saputa la possibilità di acquistare giocatori russi si mette d'accordo con chi ha i diritti sui giocatori. Risultato bega in lega e naturalmente Sovietico in bianconero assieme al principe Zavarov (non si ambienteranno mai e pur essendo veramente due campioni come dimostrano le loro imprese in nazionale e nelle coppe europee. In Italia risulteranno, anche se non al pari di Perdomo, due bidoni). Scoglio, sapendo le difficoltà nel tesserare il russo, si era premunito. Il Milan ha un trio olandese? Il Genoa avrà un trio Uruguagyo. Il Prof aveva bloccando un terzo giocatore della celeste che giocava in argentina e così dal Racing Avellaneda arriva in rossoblù il giramondo Ruben Paz.

 

Ruben Paz era un gran giocatore, 10' in una classifica tra i migliori al mondo, eletto miglior giocatore del Sudamerica nel 1988, fantasia, piede vellutato, punizioni all' incrocio e così via ma... era. Arriva a Genova a 31 anni con più di tredici di carriera passati in Uruguay, Brasile, Francia e Argentina (qualcuno ipotizzava avesse toccato i 34) senza lasciare nessun segno a parte un bel ma inutile gol a Napoli. In compenso già dalle prime partite l'intesa fra Aguilera e Fontolan funziona, l'uruguayano era arrivato a Genova tra l'indifferenza generale, il suo fisico destava più di una perplessità, Scoglio non se ne preoccupava sicuro delle sue doti realizzative ma esaltando continuamente le doti tattiche di Perdomo metteva in secondo piano l'altro straniero. Aguilera stupirà tutti, grazie ai suoi tocchi di prima e alle sue reti si ritaglierà un posto tra i più grandi giocatori che hanno indossato la maglia rossoblù. Ruben Paz è sì un campione come veniva dipinto ma ormai è pronto alla pensione mentre Perdomo, che con un missile su punizione da centrocampo permette alla sua nazionale di vincere 2 a 1 a Wembley contro L'inghilterra, le cose vanno decisamente per il verso sbagliato. Quando scende in campo col Genoa non si nota perchè non la tocca e quando la tocca fa casino. Quando calcia le punizioni il pallone non si trova più, non è adatto al calcio italiano perchè è di una lentezza spaventosa ma Scoglio continua a mandarlo in campo dicendo che è la chiave dei suoi schemi e che non è lento anzi è veloce soprattutto di cervello.

 

Perdomo appena arrivato a Genova per far capire il suo temperamento raccontava del pugno, ricevuto nella finale del campionato sudamericano da un giocatore cileno, che gli ha storto un pò il naso. Rincorse l'estemporaneo pugile per tutto il campo senza prenderlo. Nessuno si chiese in quel momento come mai non era riuscito a prenderlo ma sicuramente ormai era chiaro a tutti. Durante la diatriba verbale che si era creata tra Scoglio e Boskov (allenatore della squadra Zoriana) quest'ultimo dirà che se scioglie il suo cane gioca meglio del nostro caro Josè. Non ricordo le reazioni del cane ma probabilmente si offese per il paragone. In precampionato dopo uno 0 a 0 col Savona il Genoa ottiene buoni risultati, 1 a 0 al Torino con rete di Aguilera e al River Plate e un 4 a 0 al Lugano. Unica sconfitta un 2 a 1 rimediato a Verona. Il Grifo inizia la Coppa Italia sul terreno di Alessandria per l'impossibilità di utilizzare il Ferraris ancora sotto sopra per i lavori in previsione del Mondiale. Il Padova viene superato con un netto 3 a 0 mentre al secondo turno in un Ferraris cantiere la Sambadoria ha la meglio grazie al solito rigore segnato al 34' da Vialli. L'arbitro espelle Vierchowod ma poco dopo si pente e rimette le cose in parità togliendo Caricola al Genoa. Il ritorno in Serie A è felice,  il Lecce viene battuto 1 a 0 al Ferraris con marcatura di Fontolan lesto a ribadire in rete una presa errata da parte del portiere uscito su un traversone di Ruotolo. Terraneo, per anni portiere del Torino, si riscatta poi negando il raddoppio ai rossoblù  parando con un colpo di reni una deviazione di testa di Aguilera a pochi passi dalla porta. 

 

Da Firenze si porta a casa uno 0 a 0 quasi insperato, il pressing alto del Genoa infatti mette in condizione i giocatori di fare innumerevoli falli anche se non cattivi e Caricola ed Eranio finiscono anzitempo negli spogliatoi lasciando il Grifone in 9. La domenica successiva arriva la prima sconfitta casalinga con la Roma in modo alquanto sfortunato. Sull' 1 a 0 Aguilera colpisce il palo, la palla passeggia sulla riga colpisce l'altro palo e torna in campo. La squadra giallorossa per l'espulsione di Manfredonia è in 10. Eranio, pronto a controllare una tranquilla palla in mezzo all' area, giunto sulla sfera si vede scavalcato per via di uno strano rimbalzo e d' istinto la schiaffeggia per rimetterla in avanti consegnando a Voller il rigore del raddoppio. E' la prima volta che viene schierato il terzetto Sudamericano poiché per gli impegni della nazionale Celeste era stato lasciato libero il solo Aguilera. Il Genoa accompagnato da 8.000 tifosi passa come l'anno precedente a Cremona, questa volta con non poche difficoltà visto che si finisce ancora in 9 per le espulsioni di Fontolan (che sovente Scoglio mette in difesa) e Signorini. La cosa importante oltre alla vittoria è che, spiazzando Rampulla su rigore, Aguilera mette a segno la sua prima rete nel campionato italiano. Di seguito il Grifone affronta Milan e Bologna, nella prima occasione i rossoneri che si classificheranno secondi vengono fermati al Ferraris sull' 1 a 1 con Rijkaard che pareggia verso la fine dell' incontro la rete segnata da Aguilera. La partita per questioni di ordine pubblico, visto che il Ferraris non è ancora agibile in tutti i settori, viene trasmessa dalla Rai in Liguria (e credo anche Lombardia). La partita, molto tattica, viene sbloccata al 28' minuto quando un traversone in area di Eranio viene prolungato verso il centro da un colpo di testa di Urban. Aguilera aggira il suo controllore e di controbalzo sbatte al volo alle spalle di Galli. La rete rossonera giunge poi sugli sviluppi di un calcio d'angolo, la palla deviata giunge sul secondo palo dove un lombardo spedisce sulla traversa. La sfera torna ai milanisti e viene rimessa a centro area dove Rijkaard trova lo spiraglio giusto con un tiro sporco che passa sotto innumerevoli gambe sorprendendo Braglia.

 

Il primo Ottobre del 1989 si disputa il Derby di campionato, atteso da 5 anni, che vede naturalmente favorita la Sambadoria anche se al momento il Genoa ha dimostrato di poter dire la sua. Le cose iniziano per il verso giusto e Fontolan con un tiro verso il palo lontano incrocia facendo rimbalzare la palla davanti a Pagliuca prima che questa s'insacchi portando in vantaggio i rossoblù. Poco dopo Urbam si mangia un gol già fatto e prima dello scadere Vialli mette in parità le sorti della tenzone. Naturalmente la malasorte tifa Toria e nel secondo tempo sugli sviluppi di un azione Gregori sbatte contro Torrente rimanendo a terra stordito. Medici in campo e portiere rossoblù che insite per voler continuare la partita. Neanche il tempo di ricominciare ed un innocuo  cross di Vialli, che solitamente viene parato con due mani con un saltino dai portieri, vede il nostro inarcarsi in palese ritardo portandosi quasi la palla dentro la rete prima di buttarla fuori proprio a centro area sui piedi di Mancini che ringrazia. Gregori esce quando la frittata è fatta e fà il suo esordio Braglia che, sul finire della partita, uscendo sui piedi degli avanti Blusmerdati lanciati in contropiede eviterà un passivo peggiore. Naturalmente prima della fine Ruotolo colpisce un clamoroso palo e il Toria s'aggiudica il Derby. La Domenica seguente il Genoa gioca la migliore partita della stagione sbancando il campo di Udine con doppiette di Fontolan (prima rete raccogliendo in tuffo di testa una punizione del Pato, la seconda in contropiede appena entrato in area piazza la palla sulla sinistra di Garella) e Aguilera (due reti simili per l'attaccante uruguagyo, appena dentro l'area incrociando verso il palo lontano la prima volta controllando la palla e la seconda al volo).

 

Arriva una rocambolesca e sfortunata prestazione contro la Juventus. Schillaci pupillo di Scoglio e futuro cannoniere dei Mondiali mette a segno una doppietta mentre Aguilera manca un rigore. A essere decisivo è proprio Alejnikov che mette a segno la rete del 3 a 2 che chiude l'incontro. Passati in vantaggio con Fontolan, che di testa metteva nel sacco un preciso traversone di Aguilera dall' angolo, il Genoa ha la grande opportunità di battere il Napoli che termina il primo tempo in inferiorità numerica per l'espulsione proprio al 45' del brasiliano Alemao. Nella ripresa però gli azzurri trovano il pareggio grazie ad un rigore trasformato da Maradona ma a questo punto purtroppo iniziano le note dolenti, il Genoa rovina tutto quello che di buono aveva fatto in precedenza perdendo incredibilmente al Ferraris due partite con le dirette concorrenti alla salvezza. Il Cesena viene favorito dalla giornata disastrosa del portiere Gregori che su un innocuo tiro da fuori di Esposito schiaccia la palla a terra coi pugni facendola rimbalzare dentro la rete. Il portiere genoano si ripete ancora su un tiro con poche pretese da fuori area, questa volta di Nobile, buttandosi in ritardo di un quarto d'ora. IL 3 Dicembre a Genova si presenta il Verona di Bagnoli, 5 punti in classifica frutto di altrettanti pareggi. I gialloblù in crisi societaria avevano fatto una campagna acquisti stile 1 X 3 cioè via tutti i giocatori di valore e con stipendio elevato in cambio dei rincalzi delle altre squadre. Bagnoli per poco non riesce nell' impresa di mantenere in A questo Verona conquistando 20 punti nelle restanti 21 giornate che iniziano guarda caso proprio dalla partita giocata a Marassi. Primo tempo. Traversone di Prytz deviato da Caricola, la sfera s'impenna e ricade in area tra Gregori uscito non si sà per dove e Signorini che non si accorge che dietro di lui c'è tal Bertozzi che allungando il piede mette dentro alla porta completamente sguarnita.

 

A completare l'opera ci pensa Perdomo facendosi buttare fuori dall' arbitro ma è lo stesso la differenza non si nota. Iniziano le contestazioni a Scoglio che tra l' altro rimanda sempre il rinnovo del contratto. Dopo la sconfitta di misura subita a Milano con rete del solito Serena il pareggio con l'Atalanta è caratterizzato dalla splendida partita di Urban coronata da una doppietta. L'ex cosentino raccoglie un traversone dalla destra e in tuffo con un pallonetto di testa quasi dalla riga d'ingresso dell' area di rigore lo trasforma in eurogol. La squadra bergamasca colpita già al primo minuto dopo neanche altri 20 ha già pareggiato e ribaltato il risultato su un tiro non trattenuto da Braglia e ribadito in rete da Caniggia. Proprio allo scadere della prima frazione è ancora Urban a marcare la rete rossoblù, il genoano partendo dalla destra in slalom supera alcuni avversari ed entrato in area fulmina alle spalle di Ferron. Il Grifone porta a casa uno scialbo pareggio per 0 a 0 ad Ascoli nella partita delle pericolanti e così alla fine del girone di andata termina ad una sola lunghezza dal quart'ultimo posto che vuole dire retrocessione: Napoli 25; Inter 23; Milan, Roma e Sampdoria 22; Atalanta e Juventus 20; Bologna e Lazio 18; Bari 17; Cesena, Fiorentina e Lecce 14; Genoa 13; Udinese 12; Ascoli e Cremonese 11; Verona 10.

 

Il ritorno inizia malissimo con Gregori che becca due incredibili gol e viene sostituito definitivamente da Braglia. Al 9' minuto Barbas su punizione stanga in porta da 30 metri. La palla sbatte sulla traversa e s'impenna alta. Mentre torna giù Gregori la battezza fuori oltre la traversa sull' esterno della rete e salta bracce alte come dire non la tocco. La palla invece rimbalza a terra, picchia sotto la traversa e s'infila in porta, è una delle reti più imbarazzanti prese dal Genoa. Pochi minuti e su una doppia respinta di testa della difesa l'ex Benedetti scoordinato in girata da fuori area calcia in porta. La palla non è forte ma Gregori rimane immobile e la guarda terminare in fondo al sacco. Sul finire della partita punizione sul palo di Ruben Paz e Fontolan appostato davanti alla porta tocca in rete accorciando le distanze. Nelle partite successive il Genoa assesta la sua classifica con un pari e due vittorie pesantissime. Al 39' un rossoblu viene atterrato al limite dell' area e Aguilera con una splendida parabola a girare sopra la barriera fà secco il portiere della Fiorentina ma la vittoria sfuma incredibilmente a pochi minuti dalla fine quando i viola, dopo una triangolazione al limite con difesa imbambolata, agguantano il pari con una rete del deludente argentino Derticya pronto, e liberissimo, davanti a Braglia a spedire in porta. I primi 2 punti arrivano battendo come all' andata la malcapitata Cremonese grazie ad un colpo di testa di Signorini, punizione dalla destra di Aguilera e palla spizzicata dal capitano che mette imparabilmente sul palo lontano. Altri importanti punti giungono espugnando la Capitale e vendicando così la sconfitta al Ferraris. La partita si gioca, come tutte le gare interne di Roma e Lazio, al Flaminio per i lavori allo stadio Olimpico in vista dei Mondiali. Dopo 15 minuti un errore dei centrocampisti giallorossi permette ad Aguilera d'impossessarsi della sfera e fuggire da metà campo verso l'area di rigore romana. Scartato il portiere, l'ex Cervone, sulla destra il Pato infila in diagonale nella porta sguarnita. Il Grifone controllando bene le repliche romane tiene fino alla fine dell' incontro portando a casa una vittoria fondamentale per centrare l'obbiettivo salvezza.

 

Dopo la sconfitta di misura a San Siro col Milan maturata al primo minuto con la rete di Massaro che apre e chiude la partita arriva come l'annata precedente una serie di pareggi, i più a reti inviolate, che al Genoa visto i 2 punti per vittoria vanno più che bene. Destino vuole che proprio un' autorete del russo Aleinikov, che tanto aveva fatto discutere in estate, permette al Grifone di portare via un buon pari anche da Torino. Il 4 Marzo a Napoli il Genoa in dieci per l'espulsione di Ruotolo merita ampiamente il pareggio ma per via delle sviste arbitrali si torna sconfitti. Il Napoli, privo di Maradona, è secondo a due punti dal Milan e a 8 turni dal termine non può permettersi passi falsi casalinghi. La rete che porta in vantaggio gli azzurri viene messa a segno dalla mano di Careca che su un cross interviene deviando la sfera e spiazzando così Braglia pronto alla presa. Per Francini a quel punto risulta un gioco appoggiare la sfera nella porta sguarnita. A 10 dal termine il Napoli in cerca del raddoppio si fà beccare in contropiede da Ruben Paz che riceve un lungo lancio e in area con uno splendido pallonetto supera Giuliani segnando il suo primo e unico gol stagionale. Rete molto bella ma inutile perchè proprio al 90' Zola marca il punto della speranza scudetto per i partenopei beffando così i rossoblù. Altra sfilza di pareggi di cui due fondamentali perchè raggiunti in trasferta con squadre dirette concorrenti per la salvezza. Dopo il pari di Cesena con rete di Fiorin arriva un punto in rimonta anche con la Lazio. Passati in svantaggio per un autorete di Collovati i rossoblu pareggiano su calcio d'angolo, Fiori esce per farfalle e sulla palla che sfila verso il palo lontano sbuca Fontolan che di testa devia in rete. Nuovamente sotto ad un quarto d'ora dalla fine il Genoa sviluppa un'azione sulla destra, palla scodellata in area e stacco di Fontolan che gira imparabilmente nella porta biancazzurra. Il secondo importante risultato fuori casa arriva da Verona dove si resiste in 10 dopo l'espulsione di Caricola  (10 saranno a fine campionato gli espulsi rossoblù contro solamente 3 avversari). Fontolan al 69' in area stoppa di sinistro un lungo lancio di Aguilera e sempre di sinistro mette in rete il punto che vale oro.

 

La partita con l' Inter viene rinviata perchè il nuovo campo non è riuscito a smaltire la copiosa pioggia caduta (ormai non c'è più il vecchio manto erboso e il campo non è più a schiena d' asino) e il Genoa conoscendo già gli altri risultati tiene in casa un punto importantissimo nel recupero. I Rossoblù andando a perdere a Bergamo la penultima partita del campionato si complicano un pochino le cose visto anche che Fontolan viene espulso e salterà la partita casalinga con il già retrocesso Ascoli. A turbare l'ambiente però ci pensa il palazzo di giustizia facendo scoppiare, guarda caso alla vigilia della partita più importante, un vero e proprio scandalo. Aguilera viene arrestato con l'accusa di detenzione di un grammo di cocaina e favoreggiamento della prostituzione. L'Uruguagyo viene scarcerato il Sabato prima della gara. La 34' e ultima giornata si disputa il 29 Aprile con il Genoa a 27 punti, Cesena e Fiorentina 26, Udinese e Verona 25 e la Cremonese con l'Ascoli retrocesse. Nello scontro salvezza a Cesena i padroni di casa grazie ad una rete di Agostini condannano alla retrocessione il sempre vivo Verona mentre il 4 a 1 della Fiorentina guarda caso sull' Atalanta rende inutile l'inusuale 4 a 3 col quale l'Udinese supera l'Inter. Al Ferraris il Genoa non commette sciocchezze e porta a casa il risultato. I rossoblù colpiscono un palo su calcio piazzato poi con Rotella che si getta su una punizione di Aguilera ancora respinta dal palo marcano il primo punto raddoppiato poi con Ruotolo che ricevuto un passaggio dello stesso Aguilera in girata infila Lorieri mettendo in saccoccia i due punti salvezza. Sugli spalti però c'è più aria di contestazione che di felicità per il traguardo raggiunto, la partenza di Fontolan alla volta di Milano nerazzurra è un affare ormai concluso mentre si dà per scontato che l'allenatore Francesco Scoglio, che durante il campionato aveva palesemente manifestato l'intenzione di trasferirsi al Napoli per sostituire Bigon (che poi vincendo lo scudetto rimase sulla panchina dei partenopei) non sarà riconfermato.

 

Al posto dell' allenatore di Lipari viene in fine ingaggiato Osvaldo Bagnoli dal Verona appena retrocesso. Se la squadra arriva undicesima per quel che riguarda il pubblico si raggiunge l' uefa perchè i quasi 27.000 spettatori di media piazzano il Genoa al quinto posto assoluto dietro a Milan, Napoli, Inter e Juventus (Roma e Lazio però giocano al Flaminio). In Maggio viene disputata la Mitropa Cup l'ex e più prestigiosa Coppa Europa. Le partite vengono disputate in puglia poichè i Matarrese riescono a far partecipare anche il Bari che in Serie B si era classificato dietro al Genoa per differenza reti. I bontemponi baresi convincono Spinelli che sarebbe stata la migliore occasione per inaugurare il nuovo San Nicola pronto per i Mondiali 90', poi allo stadio si presentano in 3.000. Il Genoa già senza Scoglio pareggia la prima gara 0 a 0 con una vecchia conoscenza lo Slavia Praha incontrato nel 1938 proprio nella semifinale di Coppa Europa. La seconda partita è una passeggiata per i rossoblù che s'impongono 6 a 0 sugli Yugoslavi del NK Osijek. Si passa così in finale dove, come da programma eccetto che si gioca nel vecchio della Vittoria, s'incontra la formazione pugliese vittoriosa nei due incontri preliminari. La partita trasmessa dalla Rai, poco più che un amichevole (Signorini per fermare Joao Paolo se lo mette in spalla come un sacco) se l'aggiudica il Bari, come d' altronde volevano i Matarrese, grazie ad una rete di Perrone. Marino Parodi 

 

 

     

    

Le coreografie nel derby di Coppa Italia e in quello di campionato

  

AKAIAOI 2006