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CAMPIONATO SERIE A 1990-91 |
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| AND |
PARTITE |
RIT | CICLISTICA | 51 | FORMAZIONE | ||||||
| 1 - 0 |
MILAN |
GENOA |
1 - 1 | MILAN | 46 | BRAGLIA (P) |
31 - 00 |
PIOTTI (P) |
03 - 00 |
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| 3 - 0 |
GENOA |
ROMA |
1 - 3 | INTER | 46 | TORRENTE | 33 - 01 | FIORIN | 21 - 00 | ||
| 0 - 0 |
PISA |
GENOA |
2 - 4 | GENOA | 40 | BRANCO |
24 - 06 |
FERRONI |
18 - 01 |
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| 0 - 0 |
GENOA |
LECCE |
3 - 0 | TORINO | 38 | ERANIO | 32 - 04 | PACIONE | 18 - 01 | ||
| 1 - 1 |
GENOA |
NAPOLI |
0 - 1 | PARMA | 38 | CARICOLA |
32 - 00 |
COLLOVATI |
17 - 00 |
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| 4 - 0 |
BARI |
GENOA |
1 - 3 | JUVENTUS | 37 | SIGNORINI | 29 - 00 | E.SIGNORELLI | 02 - 00 | ||
| 0 - 0 |
GENOA |
BOLOGNA |
3 - 0 | NAPOLI | 37 | RUOTOLO |
30 - 04 |
ROTELLA |
01 - 00 |
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| 2 - 2 |
FIORENTINA |
GENOA |
2 - 3 | ROMA | 36 | BORTOLAZZI | 31 - 01 | ||||
| 0 - 0 |
GENOA |
TORINO |
2 - 5 | ATALANTA | 35 | AGUILERA |
31 - 15 |
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| 1 - 2 |
SAMPDORIA |
GENOA |
0 - 0 | LAZIO | 35 | SKUHRAVY |
33 - 15 |
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| 2 - 1 |
GENOA |
PARMA |
1 - 2 | FIORENTINA | 31 | ONORATI | 33 - 02 | AUT. A FAVORE |
01 |
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| 1 - 1 |
LAZIO |
GENOA |
1 - 3 | BARI | 29 |
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| 4 - 1 |
GENOA |
CESENA |
1 - 1 | CAGLIARI | 29 |
Presidente: ALDO SPINELLI. |
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| 1 - 0 |
CAGLIARI |
GENOA |
2 - 2 | LECCE | 25 |
Allenatore: OSVALDO BAGNOLI. |
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| 2 - 1 |
INTER |
GENOA |
0 - 3 | PISA | 22 |
Stadio: LUIGI FERRARIS (40.906) |
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| 2 - 0 |
GENOA |
ATALANTA |
0 - 0 | CESENA | 19 |
Vittorie: 14. Pareggi: 12. Sconfitte: 08. |
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| 0 - 1 |
JUVENTUS |
GENOA |
0 - 2 | BOLOGNA | 18 |
Reti segnate: 51. Reti subite: 36. |
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Skuhravy e Aguilera contro l' Olympique Marsiglia. La formazione schierata e l'allenatore Osvaldo Bagnoli
UNA STAGIONE FAVOLOSA
Sulla panchina non siede più Francesco Scoglio che và ad occupare quella del Bologna, le meteore Urban, Perdomo e Ruben Paz assieme al portiere Gregori sono state cedute inoltre come si sapeva da tempo Fontolan passa all' Inter (per un grave infortunio salterà l'intera stagione) causando un mare di contestazioni a Spinelli. Le novità iniziano con il milanese Osvaldo Bagnoli che sostituisce il Professore alla guida del Grifone. Chiusa la carriera di giocatore nel 1980-81 aveva portato il Cesena in Serie A e l'anno successivo si era ripetuto con il Verona. Con gli Scaligeri però non si fermava lì bensì conquistava per tre anni l'accesso alla Coppa UEFA ed addirittura nel 1984-85 realizzava la storica impresa di vincere lo Scudetto con relativa e conseguente partecipazione alla Coppa dei Campioni. Il gioco del nuovo mister prevede un calciatore dal fisico possente che sia naturalmente un forte colpitore di testa. Questo viene individuato ai Mondiali, dallo Sparta Praha infatti giunge a Genova quello che molti giornalisti indicano come un "soprammobile" cioè Tomas Skuhravy che con la Cecoslovacchia ha messo a segno 5 reti diventando vice capocannoniere dei Mondiali. L'acquisto di Skuhravy a far coppia con Aguilera faceva venire in mente il duetto scudettato Elkjaer-Galderisi ma certamente non basta a rinforzare l'organico rossoblù. Arriva il regista Bortolazzi dall' Atalanta mentre ritorna dall' esperienza ad Avellino Roberto Onorati. Dall' Atalanta, visto che titolare viene confermato Braglia, arriva anche il secondo portiere Piotti mentre dal Torino viene prelevato Pacione altro attaccante forte di testa già allenato da Bagnoli. Il terzino Branco, che sarà il giocatore che darà la svolta al campionato del Genoa, arriverà più tardi a Novembre. Il Genoa gioca in Inghilterra due partite, prima pareggia 1 a 1 con il Leeds dopo vince con lo Sheffield Utd per 2 a 1. Nella prima partita per non rovinare la festa il Genoa manca volontariamente un calcio di rigore. Ad Agosto si gioca anche al Ferraris dove viene disputata la Coppa Mediterraneo. A partecipare sono Genoa, Olympique Marseille, Atletico Madrid e Torino. Il torneo che prevede solo 2 incontri da 90 minuti per squadra vede il Genoa perdere alla prima giornata coi granata, che poi si aggiudicano la Coppa, per 2 a 0 mentre nella seconda partita coi francesi l'incontro termina sul 3 a 3. La prima vera partita della nuova stagione è quella di Coppa Italia col Giarre che termina 0 a 0. Il Campionato inizia malamente a Milano, espulsione di Ruotolo e pochi minuti dopo Donadoni dal fondo mette la palla all' indietro per Agostini che mette nel sacco l'unica rete della gara. Nonostante l'inizio questo campionato riserverà molte soddisfazioni ai tifosi genoani e se il 3 a 0 col Giarre nel ritorno di Coppa era preventivabile meno lo è quello con cui il Genoa si sbarazza della Roma. Un traversone di Eranio viene deviato alle spalle di Zinetti in scivolata al volo da Onorati poi Aguilera lancia lo stesso Eranio che avanza e chiude il triangolo rimettendo al centro per il Pato che in tuffo insacca di testa. La terza rete è ancora di Aguilera che trasforma un rigore decretato per una spinta in area subita da Pacione. Dopo questa gara però arrivano risultati poco confortanti, è palese la difficoltà di Skuhravy, reduce dalle fatiche dei Mondiali, a ritrovare una buona condizione di forma e Bortolazzi trova difficoltà a far girare la squadra.
Tre pareggi con Pisa, Lecce e Napoli fanno da preludio a una disfatta clamorosa a Bari maturata sotto i colpi nel secondo tempo di Maiellaro che contro il Genoa si scatena sempre e Joao Paolo. Inoltre arriva uno striminzito pareggio col Bologna che con soli 2 punti è fanalino di coda e si presenta a Marassi senza Scoglio già esonerato. L'11 Novembre però il Genoa si presenta in campo a Firenze con una novità, dal Portogallo giunge il terzino nazionale brasiliano dal sinistro al fulmicotone Claudio Ibrahim Vaz Leal Branco. Dal Fluminense era approdato in Italia al Brescia dove forse per il passaggio dal sole alla nebbia aveva trascorso due stagioni non troppo brillanti. Passati quasi tre anni al Porto dove era tornato su grandi livelli aveva deciso di ritentare l'avventura in Italia. Caricola viene utilizzato come stopper e proprio al 90' Skuhravy ricevuta e stoppata la palla in area salta il suo controllore e di destro scarica nella porta viola. La sua prima rete nel campionato Italiano permette al Genoa di raddrizzare il risultato chiudendo la gara in parità. Il Genoa perde l'andata di Coppa Italia per 2 a 0 a Roma e in campionato ottiene un anonimo pareggio a reti inviolate col Torino con un colpo di testa di Pacione che era stato respinto sulla linea da un difensore. Il 25 Novembre del 1990 si apriva, all' entrata in campo dei giocatori, il sipario della Nord che nascondeva il maestoso mare rossoblù creato per sostenere la squadra nel difficile e delicato derby con la Zambatoria. I pronostici erano tutti per i cultori delle strisce pedonali, la Zoria era prima in classifica con 15 punti e grazie ai suoi assi produceva un gioco stellare, il Genoa era decimo con 8 punti quasi tutti racimolati con pareggi con squadre di medio bassa classifica. A peggiorare la situazione lo 0 a 4 col Bari che aveva lasciato il segno e la contestazione dei tifosi durante la partita di ritorno di Coppa Italia.
Il Genoa aveva giocato una splendida partita andando più volte vicino alla marcatura ma la porta giallorossa quella sera sembrava stregata per gli avanti genoani. I romani nel secondo tempo al primo tentativo verso la porta rossoblù come spesso succede chiusero la questione. Al 75' un colpo di tacco concludeva un azione personale di Aldair e Voller ricevuta palla batteva imparabilmente Piotti. Dieci minuti dopo con un poderoso colpo di testa di Pacione il Genoa raggiungeva un ormai inutile pareggio. Più volte l'imprecisione degli attaccanti e la bravura di Zinetti avevano impedito al Grifo di vincere la partita che si conclude con un accesissima contestazione da parte dei tifosi nei confronti dell' allenatore e dei giocatori. A essere preso di mira è soprattutto Bortolazzi reo di aver consentito a Zinetti di parargli un rigore. Negli spogliatoi Bagnoli non le manda a dire, attacca direttamente il cuore del tifo rossoblù cosa che a Genova non aveva mai avuto precedenti. Non è colpa sua o dei giocatori se il Genoa da anni è quello che è, non si può tirare bordate di fischi ad un giocatore quando tocca palla solo perchè se ne voleva un altro, non si può pretendere che si vinca il derby proprio adesso solo perchè non si vince da anni etc. Il derby inizia coi cacirri nella Zud che scommettono sul numero di gol che subirà il povero Braglia mentre nella Nord i genoani incitano il Grifone come se nulla fosse successo nei giorni precedenti. Sorpresa delle sorprese la Sampetoria sembra intimorita mentre il Genoa sviluppa un buon calcio.
Si arriva al 27' minuto, Braglia raccoglie la sfera e con un lungo rilancio la fà spiovere nella metà campo Toriana. Aguilera la stoppa col petto e voltato di spalle la smista a destra dove l'accorrente Eranio la fà sua dirigendosi verso l'interno dell' area di rigore. Il rossoblù con una finta mette fuori gioco Pellegrini e con un tocco liftato, verso il palo lontano dove Pagliuca non può arrivare, deposita la palla nel sacco. La Nord esplode e tutti corrono in campo ad abbracciare il giocatore Genovese. Il Genoa non è pago e và vicino al raddoppio quando Caricola lancia la palla ad Onorati che arrivato sul fondo mette all' indietro mettendo la difesa zuriana in controtempo. Sulla sfera giunge come un falco Aguilera che con un tiro teso batte Pagliuca ma non Vierchowod che involontariamente sulla linea di porta si ritrova con la palla stampata in faccia. Concluso il primo tempo meritatamente in vantaggio la Sambaturia riagguanta il pareggio subito all' inizio della ripresa grazie a Dossena che in corridoio infila per Mancini che si schianta per terra forse sfiorato da Braglia. Luca Vialli che come Bobby gol segna solo su rigor trasforma il penalty e la zud si rimette a cantare. I rossoblù però non ci stanno e al 73' Branco lancia la palla ad Aguilera che da dietro riceve la carica di Wierchowod procurando al Genoa un calcio di punizione dai 25 metri. La tensione sale alle stelle perchè tutti sanno che Branco ha un tiro micidiale che ha già mostrato anche senza segnare due Domeniche prima al suo esordio in maglia rossoblù a Firenze. Finta con colpo di tacco di Aguilera e Branco sotto la Nord manda un missile a finire sotto l'incrocio dei pali alla destra di Pagliuca disteso in inutile volo ritagliandosi un doveroso spazio nella gloriosa storia del Grifone.
Quella massa di ciclisti che gridava Bobby gol, non sapevan che alla fine i più tristi eran lor. 4 a 0, 5 a 0 scommettevano sui gol, ma finita la partita si sentiva dalla Nord - Luca Vialli e Bobby gol segnan solo su rigor (4 volte) - Al Doriano alla partita gli sembrava di sognar quando vede Luca Vialli il rigore trasformar, non sapeva che nel Genoa gioca un brasiliano che, tira bombe da lontano, gioca meglio di Pelè - Claudio Branco alè alè, Claudio Branco alè alè (4 volte) - E fù proprio in quel momento che il Grifone si rialzò e la banda di Bagnoli fece il sogno della Nord, lotteremo come sempre non c' arrenderemo mai, siam la Fossa dei Grifoni, se c'incontri sono guai - Forza Genoa alè alè, forza Genoa alè alè (4 volte).
La magia del derby non è finita, la Domenica successiva il Grifone supera anche il Parma. Al 20' Skuhravy stacca su una palla calciata dall' angolo incrociando verso l'angolino sinistro ma un difensore parmense toglie con la mano la palla dalla rete. Aguilera con un forte tiro dal basso verso l'alto marca il rigore poi il terzino Branco si ripete scagliando su punizione una sassata contro il portiere connazionale Taffarel il cui balzo risulta assolutamente inutile. Dopo il solito rigore concesso alla Lazio Ruotolo raggiunge il pareggio con la palla che frenata dal terreno sembra non voler oltrepassare la linea di porta. Ancora Branco inizia le danze contro il Cesena, questa volta però non è il solito bolide, inganna la barriera che salta per aria e gli fà passare la palla sotto rasoterra. Torna al gol anche Skuravy che mette di testa in rete una punizione stile corner corto di Bortolazzi e la partita finisce con un rotondo 4 a 1. Il 30 Dicembre al Sant'Elia di Cagliari il Genoa disputa la partita più scialba di tutto il campionato ma in verità il Cagliari non mostra di meglio. Il Grifone grazie agli ultimi risultati è sesto mentre gli isolani sono fanalino di coda ma all'11' minuto Matteoli dalla metà campo cagliaritana lancia la palla ad Oliveira che la porta fino allo spigolo dell' area di rigore genoana. Il Brasiliano/Belga a questo punto fà partire un' innocuo cross a mezz'altezza sul quale Braglia è pronto ad intervenire. La palla picchia a terra sulla caratteristica fossetta spelacchiata che contraddistingue il centro di molte aree di rigore e cambiando traiettoria và a picchiare sulle mani del portiere che le aveva ormai portate al petto per ricevere la sfera. Colto di sorpresa il portiere non può far altro che guardare la palla finire alle sue spalle ed infilarsi in rete. Il Genoa non riesce mai ad impensierire la retroguardia isolana e di conseguenza non recuperando il risultato il Cagliari vince la partita senza aver fatto neanche un tiro in porta.
Il 6 Gennaio per la quindicesima giornata il Genoa scende in campo al Meazza contro l'Inter su un terreno ridotto a un pantano dalla pioggia. La classifica vede la squadra milanese terza con 19 distaccata di due lunghezze dalla vetta, il Grifo invece è sesto con 15 e le sue prestazioni, a parte Cagliari, migliorano di partita in partita. Le due formazioni si affrontano a viso aperto ma già dai primi minuti l'arbitro fischia falli discutibili a favore dei milanesi e lascia correre su quelli subiti dai rossoblù. Scorre il 14' minuto e un lungo lancio di Bergomi a palombella coglie la difesa impreparata. La palla molto alta rimbalza quasi sulla linea sinistra dell' area di rigore e s'avvia verso fondocampo. Su di lei s'avventano come razzi Matthäus e Braglia che in corsa allunga le mani per prendere al volo la palla ma il tedesco in svantaggio pensa bene di alzare il piede ad altezza faccia di Braglia portandogli via la sfera. I due intervengono contemporaneamente e lo scontro è inevitabile. I giocatori sono ambedue a terra e il fallo dell' interista sul portiere è palese. Naturalmente tutti si aspettano che il buon Nicchi fischi la punizione per il Grifone visto il gioco pericoloso del centrocampista nerazzurro ma la giacchetta nera è di diverso avviso e tra le proteste il capitano della nazionale tedesca porta in vantaggio l'Inter su rigore. E' una vera porcata. Il Genoa è frastornato dai continui torti subiti ma và più volte vicino alla marcatura fino a quando Aguilera riesce a lanciare Eranio. Il rossoblù prende palla ed entrato in area affrontato da Bergomi traversa rasoterra verso il secondo palo dove dietro a tutti spunta Branco che non deve fare altro che appoggiare in rete.
Tutti si rendono conto, come poi dimostrerà la moviola, che la rete è regolare ma Nicchi non può lasciare il lavoro a metà e completa la sua opera annullando senza plausibili spiegazioni. Nel secondo tempo i rossoblù scendono in campo decisi a vendere cara la pelle mentre l'Inter sparisce dal terreno ma come al solito la sfortuna con noi non è mai distratta e giunti al 53' Caricola riceve un retro passaggio e vistosi pressato da Klinsmann decide di prolungare la sfera verso Braglia. Lo stopper genoano zappa il campo impantanato, la palla quasi si ferma su una pozzanghera e per il tedesco è un gioco impossessarsene, scartare l'estremo rossoblù e depositare nel sacco. Sotto di due reti il grifone non si perde d'animo e al 72' riesce ad accorciare le distanze con un invenzione di Aguilera che fintato il passaggio sulla fascia, con un preciso tocco a cucchiaio mette per Eranio che infilandosi al centro dell' area nerazzurra tra 4 difensori beffa con un astuto pallonetto l'incolpevole Zenga. La rete purtroppo è inutile poichè la partita termina ingiustamente 2 a 1 per i milanesi. La squadra rossoblù comunque reagisce e saltata la partita la Domenica il Lunedì al Ferraris supera agevolmente l'Atalanta. La prima rete arriva con Onorati che ricevuto sulla sinistra accentrandosi salta in slalom due avversari ed entrato in area di precisione infila a girare verso il palo lontano. A mettere al sicuro il risultato è Skuhravy che appoggia alle spalle di Ferron un calcio di punizione di Bortolazzi con la difesa bergamasca che rimane sorpresa immobile a guardare.
Il 20 Gennaio il popolo rossoblù dopo la vittoria nel derby si gusta un impresa che non riusciva da ben 53 anni. Il Genoa si reca a Torino a giocare una difficile partita contro la Juventus guidata da Maifredi. I bianconeri, pur non convincendo, sono ad un punto dalla vetta in cui si trova il Milan e contando sulla sconfitta dei rossoneri a Parma contano di finire l'andata in testa alla classifica. Purtroppo per i bianconeri questa partita si rivela come l'inizio di un ciclo di sconfitte che a fine campionato metteranno la squadra incredibilmente fuori dalle Coppe Europee. Il Genoa, seguito da numerosi tifosi, segna la rete della vittoria con Skuhravy che dopo un primo tentativo da distanza ravvicinata ricalcia la palla mettendola alle spalle di Tacconi. Con questa storica vittoria il Grifone ottiene una posizione di classifica assolutamente inaspettata ad inizio torneo. Inter 24; Milan 23; Juventus, Parma e Sampdoria 22; Genoa e Torino 19; Bari e Lazio 17; Fiorentina 16; Atalanta, Lecce, Napoli e Roma 15; Pisa 14; Bologna 12; Cagliari 10; Cesena 9.
Il girone di ritorno inizia un pò sottotono ma la rincorsa alle prime posizioni ricomincia con le 4 reti segnate in rimonta sul Pisa. Arriva la prima rete su azione di Branco che prima và al cross per Skuhravy e poi chiude l'azione ricevendo il colpo di testa di ritorno dell' ariete rossoblù. C'è anche un gran gol di Ruotolo che riceve in area a sinistra un traversone di Aguilera e superati due avversari scarica in diagonale nella porta. Il Grifone diventa inarrestabile, arrivano due vittorie per 3 a 0 in trasferta. A Lecce Skuhravy entra in area e dopo uno scontro col difensore calcia in diagonale verso Zunico. Il portiere non trattiene la sfera sulla quale il più lesto ad intervenire è Eranio che l'appoggia nella porta sguarnita. A fine primo tempo arriva una palla a campanile a centro area. Zunico esce ma Eranio di testa riesce a colpire verso sinistra dove Skuhravy in rovesciata mette in rete. La terza rete arriva in contropiede, palla a sinistra per Onorati che avanza e mette al centro per Skuhravy. Controllo e diagonale rasoterra che non lascia scampo a Zunico. A Bologna arriva un altra vittoria storica, il Grifone viene accompagnato da 9.000 tifosi che si godono la tripletta con cui Aguilera stende i felsinei. Il guizzante uruguagio segna la rete che sblocca il risultato con un pallonetto poi ben appostato sul palo lontano raccoglie un traversone dal fondo chiudendo poi i giochi al 76' su calcio di rigore. Come col Bari anche con la Fiorentina il Genoa al Ferraris và a segno per 3 volte. Dopo il vantaggio viola siglato al 17' da Fuser con un perfetto calcio piazzato Skuhravy su calcio d'angolo svetta su tutti insaccando in rete. Successivamente Aguilera si vede ribattuto un rigore da Mareggini ma è il più lesto a girare la palla in porta portando in vantaggio il Genoa che triplica ancora con Skuhravy che appostato sul palo sinistro insacca ancora di testa una punizione a spiovere da destra di Bortolazzi. Al 90' un tiro dai 25 metri di Dunga sorprende Piotti immobile in mezzo ai pali ma a questo punto il risultato finale non è più in discussione.
Piccola delusione la sconfitta per 5 a 2 subita a Torino nonostante i 12.000 tifosi giunti da Genova e le inutili due marcature di Aguilera la prima su rigore, la seconda in scivolata su una corta ribattuta del portiere granata. Il derby di ritorno se non fosse per Branco sarebbe senza storia perchè ad entrambe le compagini và benissimo il pareggio. Ad avvalorare questa tesi un occasione clamorosa di Eranio che davanti a Pagliuca perde tempo facendosi recuperare dai difensori. Branco si becca la sua seconda espulsione stagionale e ben 3 giornate di squalifica per il battibecco avuto con il guardalinee. Il Genoa è quinto ma deve giocare due scontri delicati il primo a Parma con la squadra emiliana che si trova a due lunghezze. La rete di Ferroni che pareggia istantaneamente il vantaggio gialloblù di Melli si rivela inutile perchè dopo una buona gara il Grifo come spesso accade viene beffato da una rete nei minuti finali. Il 14 Aprile scende al Ferraris la Lazio, ora ad un punto, e dopo una rete annullata per fuorigioco a Skuhravy va in scena uno strepitoso Bortolazzi, che ha ormai in mano le chiavi del gioco rossoblù, che mette la firma su tutte e tre le marcature. Bomba a mezz'altezza del centrocampista su calcio piazzato e intervento risolutivo sotto porta di Skuhravy che devia mettendo alle spalle del portiere. E' lo stesso Bortolazzi a marcare il raddoppio trasformando alla brasiliana con una magistrale punizione a girare sotto l'incrocio mentre il terzo gol è segnato su calcio d'angolo del regista genoano, Skuhavy a centro area salta portandosi dietro un laziale attaccato alla maglia e di testa batte per la terza volta il portiere Fiori.
Dopo due pareggi i rossoblù hanno l'occasione di vendicare la sconfitta e i torti subiti a Milano contro l'Inter che ha appena perso per 0 a 2 la sfida con la Zuria e ha l'ultima occasione per restare in corsa scudetto. I milanesi privi di Bergomi e Serena devono però vedersela con la squadra più informa del momento e cedono senza l'onore delle armi perchè il Genoa stende letteralmente i nerazzurri che non entrano praticamente mai in partita. Il vantaggio rossoblù arriva poco prima il termine del primo tempo con Ruotolo che scambiata sfera con Bortolazzi al limite dell' area riceve centralmente il passaggio di ritorno del regista genoano e quasi dal dischetto infila di punta Zenga. Nella ripresa il Genoa pressa alla ricerca del raddoppio che puntualmente arriva. Discesa degli avanti genoani, Aguilera pennella in area per la testa di Skuhravy che con un tocco a palombella infila nell' angolo destro vanificando il disperato tentativo in tuffo del portiere della Nazionale. A completare l'opera Aguilera lancia ancora in area per Skuhravy che viene spintonato a terra. Il seguente rigore viene trasformato centralmente dall' uruguagyo che spiazza Zenga. A due giornate dal termine il Genoa è solitario al quarto posto mentre l'Inter è irrimediabilmente tagliata fuori dai sogni di gloria. A Bergamo scoppiano i soliti tafferugli tra le due tifoserie e prima della partita, che finisce con uno scialbo 0 a 0, il Pulmann del Genoa viene preso a sassate da teppisti nerazzurri. Aggiudicati i primi tre posti la zona Uefa vede in vantaggio il Genoa coi suoi 37 punti seguito dal Torino a 36, Juventus e Parma a 35, Lazio e il deludente Napoli a 34 ormai praticamente fuori dai giochi.
Il Genoa perdendo l'ultima partita casalinga rischia di dover giocare uno spareggio con il Parma per entrare in Coppa Uefa quindi per concludere al meglio la stagione ci vuole una vittoria contro la Juventus che invece rischia concretamente di rimanere fuori dalle Coppe. Il Ferraris è esaurito, coreografie in tutto lo stadio fanno da cornice alla scesa in campo dei protagonisti. Il Genoa parte alla ricerca della vittoria e sfiora il gol con Ruotolo che liberato in area sulla destra da un tocco di Aguilera manda la palla sull' esterno della rete. La rete del vantaggio rossoblù arriva al 20' con Branco che, con una punizione bomba delle sue, batte Tacconi proteso inutilmente in tuffo. Il sinistro del Brasiliano si spegne sotto l'incrocio destro della porta bianconera con la Nord già esultante dopo che la palla aveva superato la bariera schierata. La Juventus tenta di reagire con tiri da fuori area ma ad inizio secondo tempo giunge fulmineo il raddoppio rossoblù. Un lancio orizzontale di Bortolazzi da centrocampo trova impreparata tutta la difesa bianconera, Skuhravy la insegue e impossessatosene al limite dell' area resiste alla carica di un difensore juventino e di destro con un rasoterra metteva al sicuro il risultato superando Tacconi in uscita. Il Genoa così tornava in Europa e costringeva gli juventini a guardarsi Twin Peaks in Tv al Mercoledì. Il Genoa arriva ad una media di 31.202 spettatori nonostante il cattivo inizio collezionando solo all' incirca 100 spettatori in meno a partita della formazione della ciclistica campione d' italia (ma se si pensa che il numero dei loro abbonamenti è taroccato da regali a iosa i conti sono facili da fare). Marino Parodi
Le coreografie nel derby col Zuria e nella partita clou del campionato Genoa - Juventus
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| AKAIAOI 2006 | |||||||||||