CAMPIONATO 1936-37
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And

PARTITE

Rit  

CLASSIFICA

  FORMAZIONE (presenze/reti)
1 - 3

Torino

Genova

2 - 2  Bologna 42  Bacigalupo (p)

15 - 00

 Fregosi (p)

15 - 00

4 - 1

Genova

Lazio

1 - 2  Lazio 39  Agosteo 29 - 00  Ferrari 12 - 00
1 - 0

Bari

Genova

1 - 3  Torino 38  Vignolini 27 - 00  Bonilauri

09 - 00

1 - 1

Genova

Sampierdarena

2 - 0  Milan 36  Genta

30 - 00

 Gobbi 06 - 02
0 - 0

Napoli

Genova

1 - 0  Juventus 35  Bigogno

28 - 00

 Lanino

03 - 00

1 - 1

Genova

Lucchese

2 - 2  Genova 33  Figliola 21 - 00  Ciferri

02 - 00

0 - 1

Genova

Bologna

4 - 4  Ambrosiana 31  Arcari III

17 - 05

 Torti

02 - 00

2 - 2

Juventus

Genova

1 - 1  Lucchese 31  Perazzolo

28 - 06

 Gruden

01 - 00

1 - 1

Genova

Fiorentina

2 - 1  Fiorentina 30  Fasanelli

21 - 09

 Ponzinibbio 01 - 00
0 - 0

Roma

Genova

1 - 3  Roma 27  Scarabello 21 - 04  Rosso 01 - 00
0 - 1

Genova

Milan

2 - 2  Bari 27  Marchionneschi

24 - 16

 Verrina 01 - 00
2 - 1

Alessandria

Genova

0 - 4  Triestina 26  Pantani 16 - 09  Pastorino 00 - 00
5 - 1

Genova

Novara

0 - 1  Napoli 24  
0 - 1

Ambrosiana

Genova

2 - 1  Sampierdarenese 22 Presidente: Juan Claudio CULIOLO
0 - 1

Triestina

Genova

3 - 4  Novara 21 Allenatore: Hermann  FELSNER
         Alessandria 18 Campo: Luigi Ferraris (35.000)

   

 

            Mario Genta in azione contro il Milan.                   Pantani tenta di deviare a rete un cross in area sampierdarenese.

 

CON CULIOLO SESTO POSTO IN CAMPIONATO E CONQUISTA DELLA COPPA ITALIA

 

Grandi novità quest' anno per il Grifone. Nel Marzo del 1936 il Presidente Costa, per motivi di salute, dovette lasciare la sua carica e al suo posto venne eletto Juan Claudio Culiolo. Nato a Buenos Aires, Culiolo si era trasferito a Genova molto giovane innamorandosi dei colori rossoblù. Naturalmente, essendo un importante imprenditore nel commercio del carbone, prese la palla al balzo e, sfruttando l'insistenza del Federale Molfino che lo voleva a tutti i costi al comando del sodalizio genoano, chiese l'importazione quasi totale del carbone polacco in Liguria. Questo certamente rese ancora più florida la sua azienda ma nello stesso tempo anche le possibilità economiche del Genova che aveva passato un anno di tribolazioni finanziarie. Nel 1936 il Grifone quindi torna ad essere, e lo resta almeno fino alla fine della seconda guerra mondiale, una tra le società più ricche. Questo cambiamento di status è assicurato anche grazie a più che notevoli elargizioni di alcuni soci come Giovanni Gavarone, il conte Thellung, il marchese Negrotto Cambiaso e altri. Con questo denaro in cassa i rosso-blu, Culiolo in testa, partivano con l'ambizione di riportare la squadra agli splendori degli anni 20, conquistando in breve tempo il titolo di Campioni d'Italia, che mancava ormai da 12 anni, e una Coppa Europea. Intanto sede della società viene spostata in Piazza De Ferrari. Il mercato vede sfoltire i ranghi genoani dagli italo-argentini: Libonatti gioca le sue ultime partite nelle riserve rosso-blu mentre Esposto, dopo 5 anni, lascia il sodalizio genovese per andare a giocare in Francia assieme ad Evaristo. Anche Orlandini dopo 6 anni passa in Francia, al Marsiglia. Pratto non c'è già più mentre l'ultimo rimasto, il portiere Capuano, torna in Argentina. Per Ciferri solo due presenze prima di passare al Pisa mentre Vojak conclude la carriera in Toscana.

 

A rinfoltire la squadra arrivano, per primi, dalla Fiorentina, il centro-mediano Bigogno e l'interno Perazzolo, acquistati in treno da Culiolo che versò per i due giocatori 200.000 lire al marchese Ridolfi, presidente della compagine gigliata. Oltre ai due viola viene prelevato uno tra i giovani più promettenti, la ventenne mezz'ala Scarabello (dallo Spezia, fresco vincitore delle Olimpiadi assieme al futuro rosso-blu Bertoni). A completare i ranghi giocatori esperti come l'interno/centrattacco ex Roma Fasanelli acquistato anch'esso dalla Fiorentina e l'ala nata in Belgio Marchionneschi, già a Genova ad inizio carriera, che aveva segnato caterve di gol in puglia, prima  a Foggia e poi a Bari. A registrare il quintetto d'attacco, a fine girone d'andata giunge dal Milan l'ala Pietro Arcari, riserva in Nazionale nel 1934. La squadra di partenza in campionato è alquanto diversa da quella che termina il girone di andata. Nelle prime partite vestono i panni di titolari Pantani, Ferrari, Bonilauri, Gobbi che pian piano vengono sostituiti, oltre che da Marchionneschi e Arcari, da giovani delle riserve come l'emergente uruguagio Figliola, già capace di buone prestazioni l'anno precedente, e appunto Scarabello. Curiosità è che a guidare l'attacco genovese è Pantani, uno statale, che si mantiene calciatore semi-professionista per non perdere il posto di lavoro. Il Genova, partita malissimo nelle amichevoli estive, ottiene a inizio torneo due clamorosi risultati, con Torino e Lazio, che però non hanno seguito in un girone che, dopo sconfitte interne evitabili con Bologna e Milan, ed esterne con pericolanti come l'Alessandria, diventa tutto in salita. Il rendimento della squadra subisce un netto miglioramento proprio nelle ultime gare del girone di andata, e tenendo conto che con Napoli, Sampierdarenese, Novara e Alessandria, le ultime quattro classificate, i genovesi ottengono solo 8 punti, cioè appena la metà, c'è proprio da rimpiangere i punti gettati al vento, soprattutto quelli casalinghi.

 

Ad allenare la compagine genoana è un grande dell' epoca, Hermann Felsner, che col Bologna portò via il decimo titolo al Grifone nel 1925 nelle famose 5 finali di Lega Nord. Oltre a vincere altri scudetti con i felsinei, il nuovo mister Rosso-blu era già stato in periferia di Genova allenando e portando la Sampierdarenese in Serie A. Nel nuovo torneo che vede come favorite il Torino,  i campioni uscenti del Bologna e la Lazio di Piola, il Genova inizia come detto alla grande, mettendo a segno ben 7 reti proprio con due delle favorite al titolo di Campione d'Italia. Da primi in classifica il Genova va a difendere il primato a Bari, va subito sotto e pur non meritando la sconfitta, sbagliando anche un calcio di rigore, torna a casa senza punti. E' la prima gara persa con una squadra di bassa classifica, evento che purtroppo sarà il ritornello di tutto il campionato rosso-blu. Il derby casalingo con la Sampierdarenese termina sull' 1-1 con gli ospiti in vantaggio su rigore e pareggio ad un quarto d'ora dalla fine di Pantani. Dopo un pareggio a Napoli, dove esordisce Marchionneschi, e uno in casa con la Lucchese che raggiunge il pareggio proprio nei minuti finali, il 1' Novembre del 1936 arriva al Ferraris il Bologna, primo in classifica con 9 punti, mentre il Genova è terzo con 7. Il primo tempo termina 0 a 0 e l'intervallo è interminabile poichè viene irradiato attraverso gli altoparlanti un lungo messaggio del Duce. Al 67', in azione di contropiede, Busani mette a segno l'unica rete dell' incontro. Proprio in questa occasione Bacigalupo, scontratosi con l'avversario, si rompe la mandibola, resta in gioco ma questo fatto lo terrà poi fuori dal campo per parecchio tempo. Il Genova capitola per la seconda volta, pur attaccando alla ricerca del pareggio non riesce nell' intento mostrando che proprio il reparto avanzato è il tallone d'Achille della formazione rosso-blu. Pantani, che sopperisce alle sue mancanze tecniche con il suo potente tiro, è al centro del dibattito tra i favorevoli e i contrari al suo impiego in campo. Arriva un' altra serie di pareggi, ma questa volta è il Genova ad acciuffare il risultato nullo in extremis, con Perazzolo, sul terreno della Juventus, dove esordiscono Scarabello e il portiere Fregosi.

 

Fregosi per un lungo periodo sostituirà Bacigalupo che, anche dopo essersi ristabilito, va a difendere la porta delle riserve. Nel capoluogo ligure arriva un' altro punto con la Fiorentina che termina in 9 la partita per le eccessive e scomposte proteste di Viani e Conti, tra l'altro futuro genoano, per un gol annullato ai viola. Questa è forse la più brutta prestazione casalinga della stagione per la truppa di Felsner. A Roma l'arbitro opta per l'involontarietà su un fallo di mano di Agosteo per poi, poco dopo, espellere assolutamente ingiustamente Fasanelli dal campo. Il Genova nonostante l'inferiorità numerica per tutta la ripresa, controlla bene gli avversari ed esce indenne dal campo di Testaccio. In un torneo con 2 punti  a vittoria anche il pareggio, ancor più se conseguito in trasferta, è un buon risultato e il Grifone naviga ancora a metà classifica. A complicare le cose arrivano due sconfitte consecutive, con Milan e Alessandria, ultima in classifica, che mettono in allarme il clan rosso-blu. Dopo la sconfitta in Piemonte infatti il Genova si trova al quart' ultimo posto in compagnia della Triestina ed a un solo punto proprio dall' Alessandria che, grazie alla vittoria sui genovesi, ha messo dietro Napoli e Novara. Proprio gli azzurri novaresi sono il nuovo avversario per la formazione genoana che, partita male, aggancia il pari per poi dilagare e concludere con un sonante 5 1 a la partita. La squadra si scuote e racimola altre tre vittorie consecutive, due delle quali in trasferta per 1 a 0: la prima a Milano con l'Ambrosiana, dove esordisce Arcari III, grazie ad un discusso rigore trasformato da Scarabello e l'altra a Trieste con una rete messa a segno da Marchionneschi. Nel mezzo il trionfo in Coppa Italia 5 a 0 sulla Lazio. Con questi ultimi risultati la classifica alla fine del girone di andata torna ad essere più consona al valore della squadra rosso-blu: in testa la Lazio, sonoramente battuta a Genova con 23 punti; Bologna 21; Torino 20; Juventus e Milan 18; Genoa 16; Bari, Fiorentina e Lucchese 15; Ambrosiana 14; Roma 13; Napoli 12; Sampierdarenese e Triestina 11; Alessandria e Novara 9.

 

La squadra della capitale inizia il girone di ritorno prendendone 5 anche a Milano, mentre il Genova, in una giornata più che invernale, con una doppietta di Marchionneschi pareggia con molti rimpianti la gara interna col Torino. A seguire la squadra di Felsner viene sconfitta di misura a Roma dalla Lazio per 2 a 1, in una partita senza esclusione di colpi dove due laziali e due genoani rimangono infortunati in campo. I laziali così rimangono appaiati in testa assieme al Bologna. Dopo una netta vittoria, nonostante l'assenza degli infortunati Marchionneschi e Scarabello, 3-1 sul Bari, arriva il giorno del derby, e tornano come di consuetudine i due punti. A marcare la vittoria al Littorio di Cornigliano sono le reti di Marchionneschi e di Pantani, che mette a segno la sua nona e ultima rete con la maglia del Genova. A Roma nel frattempo lo scontro diretto tra Lazio e Bologna termina 0 a 0. La domenica seguente, come al solito quando ti aspetti il salto deciso verso le posizioni al sole della classifica, il Genova torna a peccare nel quintetto d'attacco che risulta alquanto spuntato ed un Napoli nei bassi fondi della graduatoria esce fuori dal Ferraris con tutto il bottino disponibile. La squadra si comporta bene in trasferta ed ottiene due pareggi di fila: il primo con la Lucchese è beffardo come all' andata, in vantaggio con due reti di Marchionneschi, i toscani con Michelini acciuffano il pari a due minuti dalla fine. Ancora più rocambolesco è il pareggio di Bologna: in vantaggio già 2 a 0 dopo soli dodici minuti, con gol di Arcari III e Fasanelli, si chiude un primo tempo dominato in lungo e largo sul 4 a 2 con le altre due reti segnate da Marchionneschi e Arcari III. Il Bologna ottiene un punto ad inizio ripresa con Andreolo, arriva l'espulsione contemporanea del terzino Vignolini e di Reguzzoni e i felsinei riescono in fine a segnare la rete del 4 a 4. La Lazio cede, perde di fila il derby e la partita con la Juventus e gli emiliani con questo importante punto si ritrovano solitari primi in classifica a 31 punti, insidiati da Torino e Milan a 29.

 

Arriva il terzo pareggio consecutivo, questa volta in casa, con la Juventus ma a Firenze si ritorna alla vittoria nonostante un fatto assolutamente inconsueto. Un guardalinee alquanto casalingo sbandiera fuorigioco a casaccio contro i genovesi fino a spazientire l'arbitro che lo rimbrotta e inizia a non dargli più retta. Il guardalinee offeso abbandona bandierina  e campo e viene sostituito da Pizziolo, arbitro fiorentino, che era tra gli spettatori. A marcare le reti rosso-blu l'ex viola Perazzolo e Arcario III. L'arbitro Pizziolo porta bene e anche con la Roma, che il Genova ritroverà in finale di Coppa Italia, arrivano i due punti con un perentorio 3 a 1. La classifica vede il Bologna in testa con 35 punti seguito da Milan 32; Lazio e Torino 31; Juventus 29 e Genoa 28. Proprio a San Siro la domenica seguente è di scena la squadra rosso-blu che, con un ennesima ottima prestazione esterna, ottiene un altro pari che lascia più l'amaro in bocca ai genovesi che non ai milanesi che vedono andar via il Bologna vittorioso 1 a 0 sulla Roma. In basso la Sampierdarenese viene sconfitta a Cornigliano per 6 a 2 dalla Juventus e la squadra periferica è così penultima un punto in meno dell' Alessandria, uno in più del Novara. A dare una mano ai periferici è proprio il Genova che con un perentorio 4 a 0 supera, purtroppo, la gloriosa formazione dei grigi, mantenendosi al sesto posto a sette lunghezze dalla prima posizione. La domenica seguente la formazione rosso-blu rimedia, si fa per dire, con una prestazione scialba a Novara che comporta un' altra sconfitta con una squadra momentaneamente ultima in classifica. I bianco-rosso-neri battono la Lucchese 3 a 0 mentre l'Alessandria viene condannata da un 1-5 casalingo contro la Lazio tornata al secondo posto. La lotta per la conservazione della Serie A sarà agguerrita e aperta fino all' ultimo minuto. In settimana il genova supera il turno di Coppa battendo 2 a 0 il Palermo.

 

La penultima giornata, dopo un saggio ginnico, va in scena al Ferraris la partita contro l'ambrosiana che all' andata aveva suscitato polemiche sulla discrezione arbitrale sulla volontarietà o meno del fallo di mano in area. Insomma come al giorno d'oggi. Una deviazione di Vignolini mette la palla alle spalle di Bacigalupo e dopo aver chiuso la prima frazione in vantaggio si esce per l'ennesima volta sconfitti dal proprio terreno. Il Torino fa secca 4-0 la Sampierdarenese mentre il Novara batte il Bologna già Campione d'Italia con egual risultato e supera di un punto gli avversari. Il Grifone chiude il suo campionato con una movimentata e altalenante partita contro la Triestina che si chiude sul 4 a 3 con una tripletta di Fasanelli. Sugli altri campi succede l'impensabile, come ad esempio la vittoria dei Periferici a Napoli e la rete all' 81' di Serantoni a Roma che condanna il Novara alla retrocessione. Ma d'altronde la periferica prima era La Dominante. Il Genova chiude una stagione in cui ha quasi fatto meglio in trasferta, dove raccoglie 5 vittorie e 4 sconfitte, che in casa dove racimola solo 6 vittorie e 4 sconfitte su quindici gare. La classifica cannonieri viene vinta da Piola con 21 marcature. Dietro di lui Buscaglia del Toro e Gabetto della Juventus con 17. Dietro Borel, ancora della Juventus e il nostro Marchionneschi con 15. Terminato il campionato il Genova è ancora impegnato in Coppa Italia dove superato il Catania per 4 a 0 e, dopo un' estenuante doppia semifinale, superato anche il Milan va a vincere quello che è il suo ultimo trofeo importante battendo con un gol del giovane Torti la Roma in finale, sul campo neutro di Firenze. In Serie B lo Spezia arriva al quarto posto a 5 punti dalla promozione mentre la Sanremese, che ha fatto molto bene anche in Coppa Italia, vince il torneo di Serie C e raggiunge gli spezzini in cadetteria. Marino Parodi

 

LA COPPA ITALIA

 

Il Grifone, assieme alle altre sedici compagini della Serie A, prende parte alla quarta edizione della Coppa Italia. Le formazioni della divisione maggiore prendono parte al torneo dai sedicesimi, dopo la disputa delle partite di qualificazione riservate alle compagini delle categorie inferiori. A questa prima fase partecipano altre formazioni liguri, le quali conseguono i seguenti risultati al preliminare: Corniglianese - Sestrese 0-1, Entella Chiavari - Andrea Doria 2-1. Al primo turno l' Entella batte la Rivarolese 1-0, il Pontedecimo l'Imperia 2-1, la Sanremese l'Asti 4-0, il Savona batte il Pinerolo 2-1 ed infine la Sestrese supera il Vado 2-1. Al secondo turno tutto facile per l' Entella che batte con un sonante 9-0 il Derthona, la Sestrese che batte il Pontedecimo per 2-1 mentre dopo uno 0-0 la Sanremese nella ripetizione con un 3-1 mette fuori gioco il Savona. A questo punto la competizione diventa meno abbordabile per le liguri, infatti entrano in gioco le formazioni partecipanti alla Serie B, tra cui i tosco-liguri dello Spezia. Per l'Entella, 6-2 a Pisa, non c'è più scampo ma per la Sestrese, che supera 2-0 la pari categoria Pistoiese, e la Sanremese che surclassa 3-0 la Pro Vercelli, squadra meteora per ben 7 volte campione d'Italia ed ora relegata in Serie B e destinata a scomparire definitivamente dalle due serie superiori, l'avventura continua. Lo Spezia dopo un doppio 2-2 con la Cremonese si qualifica per sorteggio. Si giunge dunque ai sedicesimi di finale in cui entrano in gioco anche le formazioni di Serie A. Tra le 32 quindi ci sono ben 5 liguri (Genova, Sampierdarenese, Spezia, Sanremese e Sestrese) segno che Genova e la Liguria sono ancora la patria del Football. Come nelle fasi precedenti il torneo prevede l'eliminazione diretta in un solo turno di andata e, in caso di parità, la ripetizione della partita a campo invertito e infine, se necessario dopo l'effettuazione dei tempi supplementari, il sorteggio.

 

Iniziano le sorprese, la Fiorentina viene estromessa dal Catania (Serie B) con un perentorio 3 a 1, mentre la Sampierdarenese batte sorprendentemente il Bologna 1-0. Anche la Sanremese dei miracoli va avanti battendo in casa il Verona (Serie b) per 2-0, mentre lo Spezia batte il Brescia 1-0. Finisce invece il cammino della Sestrese che a Napoli perde per 5-2. Il Genova può giocare la sua partita in casa ma l'avversario è tutt' altro che facile, infatti al Ferraris è di scena la Lazio, battuta in campionato 4-1, prima in classifica assieme proprio al Bologna. Entrambe le formazioni arrivano da una vittoria in trasferta, con l'Ambrosiana il Genova e col Napoli 5-3 la Lazio. La squadra romana si presenta alquanto rimaneggiata e per i rosso-blu è una passeggiata, alla fine 2 reti di Pantani e tre di Perazzolo stendono la squadra di Piola (21 reti per l'azzurro e 2' posto finale in campionato per la Lazio) ancora più pesantemente che in campionato. Gli ottavi sono fatali per due squadre liguri, la formazione della periferia di Genova è in piena crisi e riesce a farsi battere in casa, dal sorprendente cadetto Catania, con un rocambolesco 3-4, mentre la Sanremese è battuta in casa per 3-1 dall' Ambrosiana. Ancora in casa, il passaggio del turno per i rosso-blu con gli altri siciliani del Palermo, anch'essi in Serie B, è pura formalità, ma la squadra distratta sottovaluta l'avversario e dopo aver mancato parecchie occasioni facili rischia nel finale di farsi pareggiare il gol di Figliola nel primo tempo. Allo scadere però un autorete sancisce il passaggio con un inglese 2-0. Nei quarti i genovesi incontrano proprio i rosso-azzurri del Catania vincitori sui rosso-neri di sampierdarena, ma questa volta sono i siciliani a prenderne quattro. La squadra catanese si difende ad oltranza, ma alla fine vanno sotto per un rigore trasformato da Scarabello. da lì in poi la gara non ha più storia e Fasanelli, Marchionneschi e Perazzolo completano l'opera.

 

Il quadro delle semifinali è importante: ad affrontarsi sono le due milanesi, Milan (vincitore in un doppio confronto sul Bari) e Ambrosiana (7-1 allo Spezia), il Genova e la Roma (1-0 in casa del Napoli), non felice in campionato, ma visto i tempi pur sempre un temibile avversario. Le partite vengono giocate entrambe a Milano, una dietro l'altra, e vedono un solo vincitore. Infatti a sorpresa la Roma trionfa ancora fuori casa battendo l'Ambrosiana per 2 a 0 mentre rosso-neri e rosso-blu si dividono la posta. La partenza dei genovesi è disastrosa, neanche il tempo d'iniziare che i milanesi passano in vantaggio con Boffi e sprecano alcune facili occasioni. Pian piano il Genova cresce e nella ripresa trova il meritato pari con un colpo di testa di Figliola. Un' altra mezz'ora di gioco non cambia il risultato che deve essere rimesso in gioco a Genova. I genovesi partono alquanto rimaneggiati, mancano il terzino Vignolini e l'attaccante Fasanelli. In difesa viene spostato Genta, al centro è inserito Pastorino mentre come centrattacco viene impiegato Pantani. La partita in Liguria vede la squadra di casa, in questo caso il Genova, partire bene e trovare il vantaggio abbastanza presto, al 15', con Marchionneschi. Il Milan pareggia fortunosamente su calcio di punizione da prima ribattuto dalla barriera. Nel secondo tempo i tentativi del Grifone non vanno a segno e la traversa respinge un bolide di Marchionneschi. Si va anche in questo caso ai supplementari. Il Milan ormai allo stremo cerca di arrivare al sorteggio mentre il Genova, altrettanto provato, cerca di sfruttare il fattore casalingo e trovare all' ultimo la rete risolutrice. A due minuti dalla fine, dopo un calcio di punizione battuto da Agosteo, la palla perviene a Marchionneschi che riesce a superare Zorzan e a insaccare la rete della vittoria tra le urla di gioia della folla. I milanesi furiosi invocano il fuorigioco, l'arbitro invece è irremovibile ed assegna il punto.

 

Il Genova ha quindi raggiunto il traguardo della finale ma per aggiudicarsi la Coppa l'attende ora l'incontro con la già qualificata, e riposata, Roma. La finale viene disputata per decisione della federazione sul campo neutro del Comunale di Firenze, allora intitolato a Giovanni Berta, il 6 Giugno del 1937. Il Genova mette in campo Bacigalupo - Agosteo, Genta - Pastorino, Bigogno, Figliola - Arcari III, Perazzolo, Torti, Scarabello e Marchionneschi. Assenti ancora Vignolini e Fasanelli l'unica variante rispetto alla partita col Milan è Torti, preferito a Pantani, che in campionato fino ad allora aveva disputato solo due incontri. La gara è diversa da quella che tutti si aspettavano. A partire meglio è la Roma, che però denota gravi lacune in attacco come del resto in campionato, ma le occasioni migliori per passare in vantaggio le ha il Genova. Nel secondo tempo accade l'inattesa: a calare vistosamente è la squadra giallo-rossa, quella più riposata, mentre i Grifoni di San Giorgio, alla terza partita in una settimana (due delle quali terminate ai tempi supplementari), s'impongono sempre più decisamente. Alcune buone occasioni fallite, una traversa di Torti e la partita, quando tutti si aspettano anche questa volta i tempi supplementari, viene risolta proprio dallo stesso Torti. Perazzolo manda ad Arcari che rasoterra mette a centro area per l'accorrente attaccante genoano che, girando alle spalle del portiere capitolino Valinasso, mette a segno la rete del vantaggio rosso-blu. Il tempo sembra scorrere più velocemente e la marcatura genovese al 79' minuto non dà quasi la possibilità ai giallo-rossi di tentare la replica. La piccola sfuriata romana verso Bacigalupo non dà frutti e arriva il fischio finale di Mattea. Finiamo come abbiamo cominciato, cioè battendo una squadra romana, e sistemando in bacheca la prima e fino ad oggi unica Coppa Italia conquistata dalla compagine genovese. Il trionfo in Coppa verrà celebrato a bordo del Rex con una sontuosa festa, organizzata dal Presidente del Genova Juan Culiolo.  Marino Parodi

 

 

Nelle immagini: Una formazione rosso-blu con Bacigalupo, Gobbi, Ferrari, Pantani, Genta, Fasanelli, Bigogno, Perazzolo. Seduti Vignolini, Bonilauri e capitan  Agosteo.  Il Genoa a Firenza festeggia la conquista della Coppa Italia.

 

  

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