URUGUAY 1930

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Il Campionato del Mondo 1930 in Uruguay

 

Nel 1928 il Francese Jules Rimet presidente della FIFA visto il successo riscosso dal Football alle Olimpiadi decise di istituire un nuovo torneo calcistico aperto a tutte le nazionali del Mondo. In palio sarebbe stato messo un trofeo dorato nominato "Victoire aux Ailes d'Or" (successivamente Coppa Rimet)  e naturalmente il titolo di Campioni del Mondo. Il trofeo originale creato dallo scultore Francese Abel Lafleur (una statuetta alta 35 centimetri in argento puro laminato in oro posata su una base di lapislazzuli blu) sarebbe stato aggiudicato definitivamente alla nazionale che lo avrebbe vinto per 3 volte anche non consecutive. Nonostante gli impegnativi costi organizzativi Italia, Spagna, Olanda, Svezia, Ungheria e Uruguay si proposero come sede del torneo. Dopo le costanti pressioni dell' Associazione Uruguayana di Football nel congresso FIFA del 1929 a Barcellona fu deciso che ad ospitare per la prima volta il torneo sarebbe stato proprio il paese sudamericano che festeggiava il centenario della Repubblica e la cui nazionale si era imposta alle Olimpiadi del 1924 e del 1928. Nonostante l'inizio di grandi e apposite opere nel paese sudamericano come la costruzione dell' Estadio Centenario che poteva vantare una capienza di 100.000 spettatori l'organizzazione del torneo non ebbe vita facile. Per parteciparvi non occorreva giocare nessun torneo di qualificazione ma le invitate Inghilterra, Scozia, Galles ed Irlanda del Nord che avevano già giocatori professionisti rifiutarono di presentarsi ritenendosi per principio già le più forti e quindi di diritto campioni del mondo. Fu un vero peccato perchè gli Uruguayani veri protagonisti del calcio del momento avevano coniato il detto "se l'inghilterra è la madre del Football, l'Uruguay è il padre". Altri motivi, tra cui le cospicue spese e il lungo viaggio da affrontare, consigliarono molte compagini Europee tra cui Italia, Germania e Spagna a non accettare l'invito mentre rinunciatarie per ripicca furono alcune delle squadre Europee più forti come Cecoslovacchia, Ungheria e Austria che non avevano digerito la mancata organizzazione del campionato nelle loro capitali. Le partecipanti del vecchio continente alla Coppa Rimet furono compagini di secondo piano come Romania, Belgio e Jugoslavia che accettarono dopo l'intervento della FIFA che si dichiarò disposta a pagare le spese del trasferimento oltreoceano. Oltre a queste ovviamente anche la Francia che però in un primo momento pose diversi problemi a Rimet tra cui, oltre il motivo economico, anche la difficoltà a trovare almeno 15 giocatori di livello disposti a partire. Le 4 squadre Europee s' imbarcarono il 21 giugno del 1930 a Villefranche Sur Mer sulla nave "Conte Verde" di Genova, una volta arrivati a Rio de Janeiro e imbarcata anche la formazione Brasiliana arrivarono il 4 Luglio, dopo un totale di 14 giorni di viaggio, a Montevideo. Le formazioni (4 Europee, 7 Sudamericane più Stati Uniti e Messico) vennero divise in 4 gironi che qualificavano alle semifinali le sole prime classificate. Il sorteggio avvenne solamente dopo lo sbarco a Montevideo delle nazionali perchè gli organizzatori non volevano correre il rischio di una defezione dell' ultimo momento. Le gare si disputarono tutte in una sola città cioè la capitale Montevideo (unico caso per i Mondiali di calcio) e in 3 stadi, l' Estadio Pocitos del Peñarol, il Parque Central del National e il Centenario dove il 19 Luglio si giocarono 2 partite nel giro di poche ore.  Il 13 Luglio ad inaugurare il torneo all' Estadio Pocitos di fronte ad un pubblico a dire il vero poco numeroso sono la Francia di Rimet e il Messico. Con l'entrata in scena delle squadre Sudamericane il Centenario si và riempiendo, per capire quanta importanza fu data dal pubblico alla partita di finale tra Argentina e Uruguay basti pensare che l'idea di un signore a Buenos Aires di irradiare la contesa trasmessa via radio con degli altoparlanti posti all' esterno del suo negozio fece affluire migliaia di persone che bloccarono il traffico della via più importante della Città. Per la semifinale tra Argentina e Stati Uniti arrivarono al porto di Montevideo 5 navi mentre per la finale vennero stimati in 25.000 gli argentini a partire anche se solo poco più della metà giunse in tempo per assistere all' evento perchè nonostante il breve percorso del Rio de la Plata alcune navi ritardarono a causa della nebbia. Altro episodio alquanto più pesante avvenne alla fine della partita quando sempre in Argentina i tifosi inferociti presero d'assalto l'ambasciata Uruguayana causando duri scontri dove perirono 2 persone. Dopo questi fatti inevitabile fu sotto il profilo civile l'interruzione delle relazioni diplomatiche tra i due paesi mentre per quello sportivo le due formazioni si rincontrarono solo dopo 5 anni per la Coppa America che era stata sospesa e nessuna delle due volle utilizzare le maglie con i propri colori ritenendolo uno sgarbo verso di essi. Molti dei protagonisti di questo campionato si trasferiranno in Italia, Stabile, Orlandini, M.Evaristo (Genoa), Monti (Juventus), DeMaría, H.Scarone, Mascheroni (Inter) Scopelli (Roma) Petrone (Fiorentina) ed alcuni di essi come oriundi vinsero il Mondiale Italiano del 1934. L'ungherese György Orth allenatore del Cile guidò Genoa, Catania, Pisa e Savona. Una volta eliminate le squadre Europee e gli Stati Uniti non tornarono subito indietro ma anche per fare un po di cassetta disputarono delle amichevoli in Argentina e Brasile. In una di queste la Jugoslavia perse 4 a 1 col Brasile nella ripetizione della partita Mondiale giocata in un clima alquanto gelido. Nella sezione "le partite" troverete le curiosità riguardanti le gare del Mondiale.

 

La Coppa Rimet - La vita di questa coppa è piuttosto travagliata, in possesso degli italiani vincitori nel 1934 e nel 1938 viene nascosta agli occupanti nazisti che se ne volevano appropriare mentre in Inghilterra poco prima dell' inizio del Mondiale viene rubata. Ritrovata per caso da un cane, gli Inglesi di nascosto alla Fifa, per non rischiare un nuovo furto ne fanno una copia in bronzo dorato da mostrare al pubblico. I padroni di casa si aggiudicano il Mondiale battendo in finale la Germania col famoso gol fantasma (traversa e palla fuori o dentro la linea?)  e conservano i due trofei per quattro anni. Alla scadenza i Britannici ne restituisce uno (quello vero?) alla Fifa per i Mondiali da giocare in Messico e proprio in quel torneo la Coppa viene aggiudicato definitivamente al Brasile. Nel 1983 a Rio de Janeiro la Coppa viene ancora rubata e si pensa, non essendo più ricomparsa, fusa in lingotti. Nel 1995 la replica inglese che era finita diciamo nel cassetto del gioielliere che l'aveva creata e dimenticata rispunta fuori e viene messa all' asta dallo stesso per una cifra assurda intorno ai 100 milioni di lire. La Fifa e il Brasile, vista la base d'asta, credendo che gli Inglesi nel 1966 avessero fatto i furbi se la contesero fino a che i primi non la spuntarono per 750 milioni. La Fifa così pagò una cifra astronomica per ritrovarsi in mano il bronzo dorato replica dell' originale.

 

Classifica Cannonieri

8 -  Guillermo Stábile (Argentina).

5 -  Pedro Cea (Uruguay).

4 -  Bertram Pateunade (U.S.A).

3 -  Peucelle (Arg), Prequinho (Bra), Subiabre (Cil), Beck (Jug), Anselmo (Uru).

2 -  Monti e Zumelzú (Arg),  Moderato (Bra),  Vidal (Cil),  Maschinot (Fra),  Vujadinović (Jug),  M.Rosas (Mex),

2 -  Castro, Dorado e Irarte (Uru).

1 -  M.Evaristo, Scopello e Varallo (Arg), McGhee, Florie e Brown (U.S.A), Souza Ferreira (Per), Scarone (Uru),

1 -  Marjanović e Tirnanić (Jug), Carreño e Gayón (Mex), Vargas Peña (Par), Langiller e L.Laurent (Fra), Desu, 

1 -  Barbu e Stanciu (Rom).

 
    

 

    

 

Nelle foto in alto: La formazione degli Stati Uniti. A fianco l'Uruguay nella semifinale: Andrade, Gestido, Nasazzi, Ballesteros, Mascheroni, Fernández. Seduti Dorado, Scarone, Anselmo, Cea e Iriarte. Nelle foto in basso: L'Inaugurazione dell' Estadio Centenario e  una fase di Argentina - Stati Uniti. Nella foto grande a lato il capocannoniere del torneo "El filtrador" Guillermo Stabile a Marassi con la maglia del Genoa.

 

AKAIAOI