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URUGUAY 1930 |
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Guillermo Stàbile - Nato il 17/01/1906 a Los Corrales (Buenos Aires). Giocatore dell' Huràcan, nel quale conquista a suon di gol il titolo argentino nel 1925 e nel 1928 (trenta presenze e ventotto reti), per via dell' abbondanza di talenti in attacco non ha ancora esordito in nazionale e parte come riserva di Cherro del Boca Junior. Per vari motivi nella seconda partita l'allenatore lo schiera titolare e Guillermo fa secco il portiere Messicano per ben 3 volte. Nella partita col Cile, decisiva per la qualificazione, dal 12' al 13' minuto Stabile non da scampo all' estremo difensore rivale marcando 2 reti. Ormai titolare inamovibile mette a segno una doppietta anche nella semifinale con gli Stati Uniti e termina la sua avventura Uruguayana nella finale contro la Celeste con l'ottavo timbro in 4 partite. Stàbile che aveva iniziato da bambino come velocista era implacabile sotto porta, specialista nell' anticipare il suoi marcatori, fulminava i portieri con i così detti gol di rapina (da qui il soprannome "El Filtrador"). Partito per l'Uruguay come comprimario l' oriundo italiano, le cui gesta vengono raccontate alla radio e sui giornali, nel giro di un mese diventa il più famoso e ricercato giocatore di tutto il mondo. Le squadre di mezza Europa se lo contendono a suon di pesos ma alla fine la squadra all' epoca più titolata d'Italia, il Genoa, che ne sborsa 25.000 riesce a concludere l'affare. L'attaccante arriva in porto a Genova accolto dal tripudio della gente che il giorno dopo riempie lo stadio smaniosa di vederlo all' opera contro il Bologna. Il delantero argentino supera le più rosee aspettative e dopo 60 minuti manda in visibilio il pubblico marcando la sua terza rete. Purtroppo la sfortuna si accanisce contro il giocatore che, dopo i comprensibili disagi dovuti all' ambientamento, in uno scontro in una gara amichevole si rompe la gamba in due punti. Dopo uno stop di 1 anno torna in campo ma i suoi scatti non possono essere più quelli di prima e sfortuna maledetta si rompe nuovamente la gamba in una partita con la Fiorentina. Stàbile passerà poi al Napoli per tornare momentaneamente al Genoa e appendere le scarpe al chiodo dopo 3 anni passati nel Red Star di Parigi. Tornato in patria intraprende la carriera di allenatore vincendo 2 titoli col Racing Avellaneda e 6 Coppe America con la Nazionale. Anche se Stàbile non ha potuto ripetere in Europa ciò che aveva fatto in America il suo nome rimarrà per sempre nella leggenda come il primo cannoniere dei Mondiali di Calcio.
Hector Pedro Scarone - Nato il 26/11/1898 Montevideo. Scarone è reputato in Uruguay uno dei migliori giocatori di tutti i tempi assieme a Pelè, Maradona e pochi altri. Con la Celeste a diciannove anni nel 1917 vince la prima Coppa America (si ripeterà nel 1923 e 26) e neanche a dirlo il Nacional di Montevideo con le sue prodezze fa incetta di titoli nazionali (8 con 301 reti in 369 partite) diventando la più forte squadra sudamericana del momento. Partito come la stella indiscussa del Mondiale veniva soprannominato "El magico" perchè col pallone tra i piedi riusciva a fare di tutto. Era dotato di una tecnica sopraffina, abile e veloce, ambidestro, dotato di un tiro da fermo precisissimo, ottimo nel dribbling, negli scambi ed implacabile nel colpo di testa aveva nel carattere un po' eccentrico l'unica nota negativa (spesso in nazionale mandava a quel paese i tifosi argentini). Nel 1924 la Nazionale, auto finanziandosi e dormendo sui treni, compie una vera e propria impresa alle Olimpiadi di Parigi. Trascinata da 5 reti di Scarone si aggiudica inaspettatamente il torneo ripetendosi poi ad Amsterdam nel 1928. Il gioco tipicamente Sudamericano conquista gli Europei tanto che il Nacional decide nel 1925 di compiere una tournee nel vecchio continente di ben 6 mesi nei quali gioca in 9 paesi disputando 38 partite (26 vittorie e 5 sconfitte) collezionando più di 800.000 spettatori (unica partita in Italia il 3 a 0 a Marassi col Genoa, doppietta di Scarone e rete di Petrone, di fronte a 18.000 Genovesi). Hector finito il tour si ferma a giocare, in cambio di gioielli, 9 partite col Barcellona e poi torna in patria. Nel 1930 saltata la prima gara con il Perù esordisce al Mondiale contro la Romania mettendo a segno una rete e, assieme ai compagni, battendo gli Usa e l'Argentina in finale si aggiudica il titolo di Campione del Mondo. Anche se ha già 33 anni le stelle oriunde infiammano il pubblico, quindi nel 1931/32 l'Inter decide di ingaggiarlo, mettendolo a fianco del giovanissimo ma già affermato Meazza. Scarone gioca solo 14 partite ma bastano per siglare 7 reti di cui una tanto per cambiare strepitosa al Genoa in azione solitaria partendo da centrocampo e a far dire a Meazza: "Il più forte che abbia mai visto, sia in allenamento che in partita: chissà cosa doveva essere stato dieci anni prima". Passato al Palermo per due anni contribuisce alla salvezza degli isolani. Tornato in patria termina la carriera col Nacional di Montevideo e intraprende con scarsi risultati quella di allenatore.
Josè Nasazzi - Nato il 24/06/1901 Bella Vista (Montevideo). Nasazzi, figlio di un emigrato Lombardo, fu considerato il miglior giocatore del torneo. Il difensore uruguagyo che per vivere lavora il marmo conquista con la Celeste, della quale fu capitano dal 1923 al 1936, 2 Olimpiadi e 4 Coppe America (1923, 1924, 1926 e 1935) per un totale di 59 presenze con 46 vittorie. "El Terrible" (per la sua innata predisposizione al comando) gioca per gran parte della sua carriera nella squadra meno famosa di Montevideo il Bella Vista (250 partite) aggiudicandosi nel 1922 il campionato di seconda divisione e diventando il primo giocatore di quella Società a vestire la maglia della nazionale. Negli anni successivi il Bella Vista contende il titolo al Nacional arrivando ad essere campione del Torneo Laudo Serrato nel 1926. Passato dopo i Mondiali proprio al Nacional (106 partite 10 reti) col quale in prestito aveva affrontato nel 1925 la tournee in Europa diventa Campione Uruguayano nel 1933 e nel 34. Josè naturalmente comanda la difesa sudamericana anche ai Mondiali, dotato di una grande personalità i suoi compagni lo temono e gli ubbidiscono nutrendo forte rispetto e ammirazione per colui che ancor oggi è reputato il più grande capitano della storia Uruguagya. Nasazzi non ha dalla sua parte una gran tecnica ma è un giocatore forte, coraggioso, con un gran senso della posizione e, molto veloce, capace di grandi recuperi sugli avversari. Prima della finale, che lo consegnerà alla storia come il primo giocatore ad alzare la Coppa del Mondo, Anselmo gli rivela di non voler assolutamente giocare. Dopo aver consumato la sua ira sul compagno lo sostituisce con Castro senza farne neanche parola con l'allenatore. Una sua famosa frase dice "Il campo è un imbuto, e nella bocca dell’imbuto c’è l’area".
Manuel Ferreyra - Nato il 22/10/1905 Trenque Lauquen "El Nolo" Ferreyra è ancor oggi una delle più grandi glorie dell' Estudiantes la Plata. Capitano della nazionale Argentina classificatasi seconda alle Olimpiadi e al Mondiale era famoso per la sua bravura nel controllare e nel movimentare la palla che tra i suoi piedi diventava quasi magica. "Peina la pelota" (pettina la palla) si leggeva sui giornali ma a rendere ancora più famoso il capitano Argentino era il potentissimo tiro di cui disponeva. Riguardo a questo nel 1932 il giocatore addirittura si tolse le scarpe davanti ai giornalisti per dimostrare che non avevano le punte di ferro che lo avrebbero aiutato ad aumentare la potenza del tiro. Durante il mondiale lasciò momentaneamente la nazionale per tornare in patria a dare un' esame all' università. Nel 1928 ad Amsterdam per via della sua posizione al centro dell' attacco con cui destreggiava il gioco Argentino si guadagnò l'appellativo di "El piloto Olìmpico". Anche se l'Argentina di Ferreyra non vince molto a livello internazionale (solo la Coppa america nel 1927 e nel 1929) proprio per colpa dell' Uruguay oltre a lui sono molti i fuoriclasse in squadra Varallo, Cherro, Mario Evaristo per finire a Monti e DeMaría che con altri oriundi come Orsi vinceranno i Mondiali 4 anni dopo con l'Italia. La carriera di "El Nolo" iniziata nel 1921 a 16 anni nel Trenque Lauquen per continuare dal 1924 interamente nell' Estudiantes di La Plata a parte una piccola parentesi di 2 anni al River Plate.
Josè Leandro Andrade - Nato il 20/11/1901 Montevideo Josè Leandro Andrade definito come la "meravilla negra" fu uno dei pochissimi giocatori di colore a disputare il Mondiale. Nato in una famiglia povera (aveva fatto il lustrascarpe e il suonatore nel Carnevale) si può definire come la prima vera stella internazionale del calcio. Nel 1924 alle Olimpiadi di Parigi, quando in Europa non si era mai visto giocare un nero a football, diventò il Pelè degli anni 20/30 stupendo tutti con la sua classe e i suoi colpi di genio. Definito come giocatore dai piedi d'orati era anche rinomato per la sua correttezza nel minimizzare le entrate spesso dure degli avversari tanto che il Comitato Olimpico internazionale gli consegnò la Coppa Olimpica. Josè Leandro viene descritto come un' artista del calcio, uno che poteva fare qualsiasi cosa con la palla. Andrade era un tipo alto e scattante, certamente preferiva il gioco elegante allo scontro fisico e riusciva a prevedere lo svolgimento dell' azione. Alle Olimpiadi di Amsterdam i giornalisti scrissero che Andrade e i suoi compagni erano così grandi che finite le partite era un dispiacere dover lasciare il campo. Purtroppo proprio in questo torneo subisce nella partita di semifinale con l'Italia una lesione ad un occhio che col tempo si aggraverà. La "meravilla negra" gioca 44 partite in nazionale vincendo le Olimpiadi 1924 e 1928 e la Coppa America nel 1923, 1924 e 1926. La carriera di Andrade inizia nell' Peñarol dove viene allontanato forse per motivi razziali così di seguito gioca nel Missiones, nel Reformes e nel Bella Vista. Nel 1924 passa al Nacional (105 presenze e 4 reti) e vi rimane fino al 1930 quando ritorna al Peñarol conquistando nel 1932 il titolo Uruguayano. Nel 1936 gioca in Argentina nell' Atalanta poi l'anno dopo conclude la carriera a Montevideo nei Wanderers. Col passare del tempo la "meravilla negra" viene dimenticata e dopo essere rimasto cieco da un occhio quello che fu per gli Europei il primo Pelè muore poverissimo e alcolizzato nel 1957.
Nelle foto Josè Nasazzi, Guillermo Stabile, Josè Andrade, Hector Scarone, Manuel Ferreira, Luis Monti
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