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URUGUAY 1930 |
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LA FINALE
30 luglio 1930 Montevideo - Estadío Centenario Uruguay – Argentina 4 - 2 (1 - 2) Rete: 12' Dorado, 20' Peucelle, 37' Stabile, 57' Cea, 68' Iriarte, 89' Castro Uruguay: Ballestreros, Nasazzi, Mascheroni, Andrade, L.Fernández, Gestido, Dorado, Scarone, Castro, Cea, Iriarte. Allenatore: Alberto Horacio Suppici. Argentina: Botasso, Della Torre, Paternoster, J.Evaristo, Monti, Suarez, Peucelle, Varallo, Stabile, Ferreyra, M.Evaristo. Allenatori: Francisco Olazar e Juan José Tramutola Arbitro: Langenus (Belgio). Spettatori: 76.818
Varie fonti parlano di 90.000, 76.818 o 68.346 spettatori di cui circa 18.000 argentini, comunque la cosa certa è che per ragioni di sicurezza dopo il pienone di Uruguay - Jugoslavia ufficialmente si era ridotta la capacità dello stadio. L'arbitro dell' incontro è lo stesso di Uruguay - Peru cioè il Belga John Langenus. Il direttore di gara che parla diverse lingue e in madrepatria è capo di gabinetto del governatore della provincia di Anversa non si era mai trovato di fronte a pubblici così irrequieti nonostante le gare dirette in tutta Europa e si prende le sue precauzioni. Langenus pretende un assicurazione sulla vita ed inoltre che la nave su cui si deve imbarcare subito dopo la partita per tornare in Europa ritardi la partenza fino al suo arrivo. All' ingresso dello stadio il Belga viene perquisito e alle sue stupite lamentele il poliziotto risponde che è almeno la ventesima persona munita di valigetta e divisa a presentarsi come l'arbitro. Le preoccupazioni dell' arbitro certamente ritrovano riscontro nel clima infuocato dei giorni precedenti la partita. Ad alcuni giocatori Uruguagy sembra furono inviate minacce di morte da parte di tifosi Argentini. A proposito strano fu il comportamento del forte attaccante della Celeste Anselmo che disse senza dare ulteriori spiegazioni a Nasazzi, suo capitano, di non voler assolutamente scendere in campo allontanandosi dallo Stadio. Scappato per un attacco di panico o per qualcos'altro? Fonti di parte Argentina ricordano che gli albiceleste furono fin dall' inizio del torneo presi di mira dal pubblico Uruguayano poiché rappresentavano l'ostacolo più duro per la loro nazionale. Sembra che durante la notte precedente la finale i giocatori Argentini non riuscirono a chiudere occhio e fuori dallo stadio furono accolti a pietrate. Oltre questo veramente da intrigo internazionale quello che successe a Monti. Oriundo Italiano subì minacce di morte per lui e la madre da parte fascista. L'Italia si stava già preparando a candidarsi per i Mondiali successivi naturalmente da vincere a tutti i costi e molti erano gli oriundi italiani, come ad esempio lo stesso capocannoniere Stabile, che avrebbero potuto vestire la maglia Azzurra. Monti avrebbe dovuto giocare male così le colpe della sconfitta sarebbero ricadute su di lui facilitando il suo trasferimento e per certo si sa che due spie Italiane si recarono allo stadio col compito di ucciderlo o convincerlo a partire per l'Italia. Finita la partita il contatto ci fu per la seconda eventualità e dopo qualche mese Monti firmò un contratto con la Juventus. Le piccole ripicche tra le due formazioni iniziano già poco prima del match, le due squadre non riescono nemmeno a mettersi d'accordo sul pallone da usare così l'arbitro Belga decide di utilizzare il pallone Argentino nel primo tempo e quello della Celeste nel secondo. Sembra che quello Uruguayano, fatto giungere apposta dall' Inghilterra, fosse di qualità migliore rispetto all' altro e i risultati nel secondo tempo si videro in campo. Nelle precedenti 111 partite l'Uruguay si trova in vantaggio 44-39 sugli Argentini, la Celeste si era aggiudicata 2 a 1 la finale delle olimpiadi ma gli Albiceleste si erano aggiudicati le ultime sfide in Coppa Sudamericana. L'Uruguay manda in campo "El mancho" Hector Castro (lo soprannominarono così perchè a 13 anni ebbe un incidente con una sega elettrica perdendo una mano) al posto di Anselmo mentre l'Argentina rispetto alla semifinale sostituisce Orlandini e Scopelli inserendo Suarez e Varallo pugnalandosi alle spalle da sola. Varallo che non riusciva quasi a camminare fece presente la sua situazione e lo staff Argentino guidato da Olazar, che non aveva portato con se un medico, chiese l'intervento di un medico Uruguayano. Dopo la visita il dottore sentenziò che l'atleta non avrebbe potuto scendere in campo ma gli argentini non gli cedettero anzi gli fecero tirar calci al muro per vedere se la gamba gli doleva. La cosa ha una facile spiegazione, un dirigente del Gymnasia La Plata (la squadra dove Varallo gioca) è membro della Commissione Argentina e ha ormai riempito una nave coi soci del club di La Plata speranzosi di vedere il giocatore in campo. Inizia la gara e dopo solo 12' minuti Dorato con un potente diagonale fa passare la palla tra palo e portiere facendo esplodere il Centenario. Varallo dura poco più di un quarto d'ora e l'Argentina, sotto di una rete, si ritrova in campo un giocatore impossibilitato a correre. Gli Albiceleste certamente mai domi non si lasciano abbattere dagli avvenimenti anzi attaccano a spron battuto e dopo poco raggiungono il pari con un tiro di Peucelle sul quale Ballestreros non è esente da colpe. L'Uruguay accusa il colpo, l' Argentina ha due occasioni da rete mentre il portiere Botasso subisce un duro intervento di Castro rimanendo anche lui infortunato. Nonostante l'inferiorità numerica la sfera argentina sembra aiutare i suoi padroni e dopo un certo predominio territoriale al 37' Stabile a pochi passi dalla linea di porta devia in rete la palla del sorpasso. Inutili le proteste casalinghe per un sospetto fuorigioco de "El Filtrador", Andrade è lì e sembra tenerlo in gioco. L'Uruguay è in bambola nei minuti finali e con enorme dispiacere Stabile descrive come l'errore più grande della sua vita un' occasionissima avuta per chiudere la partita e fallita scivolando incredibilmente sulla palla al momento decisivo. Il risultato nel primo tempo non cambia ma la tensione creata in campo e sugli spalti miete vittime negli spogliatoi. Proprio l'Uruguayano Andrade cede ad una crisi isterica e sdraiandosi sul pavimento inizia a lanciare potenti e incomprensibili urli mentre per agli argentini arriverebbero non tanto velate minacce. Monti, assolutamente inconsistente in campo e preso di mira dal pubblico per la scazzottata avuta alle olimpiadi con Lorenzo Fernández, piange in un angolo dello spogliatoio mentre tra i giocatori si sparge la voce che vittoria faccia rima con morte. Nel secondo tempo, nonostante la difesa sventi sulla linea di porta un tentativo proprio dell' infortunato Varallo piantato davanti alla porta, l'Uruguay è per ovvi motivi meglio disposto in campo e il cambiamento della palla con quella casalinga dà i frutti sperati. Al 57' giunge il pareggio con Cea che con un piatto al volo mette alle spalle di Botasso. La squadra argentina s'innervosisce ancora di più e sbanda mentre le cose agli Uruguayani sembrano diventare tutte facili, dopo 10 minuti Iriarte fulmina ancora il portiere con una potente e precisa staffilata da 30 metri portando in vantaggio la Celeste. I Biancoblù con Stabile hanno l'occasione per arrivare al pareggio ma il tiro del goleador viene respinto dalla traversa e come è ormai legge non scritta a gol mancato segue gol subito, prima del fischio finale è proprio Castro il sostituto di Anselmo a siglare di testa la rete che chiude i discorsi e manda in visibilio il Centenario. L'Arbitro sgattaiola via a prendere l'auto che fuori dallo stadio lo aspetta per accompagnarlo al porto ma il suo piano fallisce perchè sempre per colpa della nebbia la nave riuscirà a partire solamente il giorno seguente.
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AKAIAOI |