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STAGIONE 2006/07 |
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Reti: 19' Adailton, 69' Cellini. Albinoleffe: Acerbis, Innocenti, Donadoni, Santos, Garlini, Gori (56' Cristiano), Del Prato, Poloni, Colombo, (85' Belingheri), Joelson (56' Cellini), Ferrari. Allenatore: Mondonico. (Marchetti, Previtali, Bonazzi, Rabito). Genoa: Barasso, P.Lopez (76' Borghese), Biasi, Criscito, Rossi, Milanetto, Coppola (66' Longo), Fabiano, Adailton, Greco (69' Tavares), Sculli. Allenatore: Gasperini. (Rubinho, Juric, Botta, Zeytulaev). Arbitro: Damato di Barletta. Spettatori: 2.500
TUTTOSPORT - Contro l’AlbinoLeffe arriva il terzo 1-1 di fila e i rossoblù perdono il primato. Il Genoa non sa più vincere. Non basta la 7ª prodezza di Adailton, i bergamaschi pareggiano con Cellini. Gasperini: «In attesa di momenti migliori limitiamo i danni». E intanto scoppia il caso Stellini, lasciato a casa per un duro intervento su Rossi. di Giovanni Tosco. BERGAMO. Il terzo 1- 1 consecutivo costa al Genoa la leadership della serie B e autorizza una comprensibile preoccupazione in vista dell’impegnativo trittico che l’attende ( derby con lo Spezia, trasferta a Bologna, supersfida con la Juventus). Va detto subito che la squadra di Gasperini si è presentata su un campo molto difficile con una difesa inedita e uomini importanti come Rossi e Milanetto in condizioni fisiche precarie: il fatto che l’AlbinoLeffe abbia perso solo alla prima giornata e in casa, fino a ieri, non avesse subito gol rende positivo soltanto in parte il risultato. Si tratta, in sostanza, di decidere se vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Il tecnico genoano è per la prima opzione: « Cerchiamo di limitare i danni nell’attesa di momenti migliori. E dunque ho apprezzato lo spirito con cui abbiamo cercato di sopperire a una qualità sicuramente non all’altezza di altre prestazioni » , dice Gasperini, che sottolinea anche come il sorpasso del Piacenza sia frutto di cinque vittorie consecutive degli emiliani e quindi più merito loro che demerito del Genoa. Come a Verona due settimane fa, i rossoblù sono passati in vantaggio nel primo tempo, stavolta grazie a una punizione pennellata da Adailton, alla decima rete stagionale tra campionato e Coppa Italia. Ma se al Bentegodi s’era avuta la sensazione di una squadra rinunciataria e quasi autolesionista, ieri è stato bravo l’AlbinoLeffe a colmare il gap tecnico con attenzione, disciplina tattica e determinazione. Già in avvio la formazione di Mondonico protagonista subito dopo il pari di un litigio con un tifoso che ha indotto l’arbitro Damato a espellerlo - ha avuto un’occasione d’oro, ma Barasso è volato a respingere in angolo il colpo di testa di Joelson. Dopo l’intervallo, e soprattutto con gli innesti di Cristiano e Cellini, i bergamaschi sono diventati padroni del campo: pungendo poco al momento di concludere, e tuttavia tenendo in costante apprensione il Genoa. Quasi inevitabile, di conseguenza, il gol con cui al 24’ proprio Cellini, sfuggito a Lopez, ha approfittato di una scivolata di Biasi. Gasperini, che sabato farà a meno dello squalificato Criscito, dovrà essere bravo a gestire il momento delicato e, pure, il caso Stellini. L’esterno, inizialmente convocato per la trasferta, è stato lasciato a casa dopo che nella rifinitura era intervenuto in maniera rude su Rossi: « Ci sono ruoli che vanno rispettati. Stellini non era nella condizione ideale per giocare: diciamo che era un po’ nervoso... » , spiega il tecnico che, d’intesa con la società, ha scelto di usare il pugno di ferro nonostante l’emergenza dovuta alle assenze di Bega e De Rosa.
TUTTOSPORT - LE PAGELLE
Male Sculli e Milanetto. di Giovanni Tosco. ALBINOLEFFE - Acerbis 5.5: la
punizione di Adailton è bella ma non irresistibile. Attento nell’ordinaria
amministrazione. Innocenti 6.5: contiene con disinvolura le sgroppate di
Sculli.
IL SECOLO XIX - Genoa, un mondo di rabbia: il pareggio nasce da una lite. di Giovanni Ciolina. Cellini entra e risponde ad Adailton. Il tecnico si scontra con un tifoso e azzecca il cambio. Stellini in castigo. Bergamo. Un Mondo di rabbia. È proprio il caso di dirlo. In tutti i sensi. La gabbia predisposta dal tecnico dell'Albinoleffe si rivela infatti vischiosa per il Grifone che non riesce a portare a casa la vittoria dopo la magia di Adailton su punizione. Una ripresa giocata con grinta, determinazione, rabbia, volontà, porta i padroni di casa al pareggio con Cellini, costringendo al tempo stesso il Grifone al terzo pari consecutivo. Ma non solo. I rossoblù passano lo scettro del primato al Piacenza «capace di cinque vittorie consecutive», dirà il tecnico Gasperini. Attorno al gol dell'attaccante toscano, però, si legge non solo l'aspetto numerico e statistico della gara. Un Mondo di rabbia, si diceva. Dalla sedia di Amsterdam sventolata sotto gli occhi dell'arbitro reo di qualche decisione contestata, questa volta il tecnico di Rivolta d'Adda passa al battibecco, accesissimo (con tanto di espulsione), con un tifoso presente in tribuna che gli contesta un cambio. Guarda caso proprio l'ingresso di Cellini al quale avrebbero preferito Bonazzi. Ad essere precisi i tifosi locali avrebbe voluto anche veder lasciare il campo a Ferrari. Ma questi sono particolari ininfluenti. E' proprio l'ingresso di Cellini a scatenare la bagarre. E già questa è una notizia per il pianeta Albinoleffe, di solito pacato, che passa per avere uno degli stadi meno frequentati d'Italia. Il fatto è che il faccia a faccia a distanza va avanti per quindici minuti, cioè dall'uscita di Joelson al gol di Cellini. In quel momento la reazione di Mondonico è tanto veemente quanto vistosa, con tanto di gesti minacciosi a rappresentare un fondoschiena. «Hai visto che segniamo lo stesso» sono le parole rivolte verso la tribuna dal Mondo furioso. Tanto arrabbiato che al fischio finale sale in macchina e lascia lo stadio senza parlare con nessuno. «Non siamo abituati a queste cose - puntualizza Sandro Turotti, direttore generale di casa - Sentiremo nei prossimi giorni il tecnico che è rimasto scosso dall'accaduto. La reazione? Istintiva, ma non mi sembra nulla di grave». Curiosa, comunque, lo è, forse anche perché chi becca Mondonico potrebbe essere stato uno di quei tifosi più vicini alla squadra. A proposito di nervosismo c'è da registrare quello di Christian Stellini, che rimane a Genova «perché non in condizioni ideali», dirà il tecnico rossoblù. «Era nervoso e quindi si aggregherà alla squadra martedì. Nessun caso, per carità» puntualizza Gasperini. Solo una coincidenza la decisione (Stellini figurava tra i convocati) con l'episodio che ha rischiato di togliere Marco Rossi dalla contesa di Bergamo? Il biondino toscano, però, recupera in extremis e taglia il traguardo delle cento presenze in rossoblù. Niente male anche se avrebbe preferito esito differente. «Punto positivo»è il commento di Gasperini che, comunque, non nasconde le difficoltà incontrate nelle ripresa «a recuperare palloni». Per Rossi («Bene come Milanetto») è distante quel 3 settembre 2003 quando giocò a Cesena. Da allora 64 presenze in B, 29 in C1, 3 in coppa Italia e quattro nei playoff. E pensare che per un giorno il compleanno ha rischiato di saltare. Il centrocampista resta in dubbio fino a pochi minuti prima della gara, ma quando entra sul prato verde diventa decisivo. Su di lui viene commesso il fallo che porta al momentaneo vantaggio del Grifone, con la strepitosa punizione di Adailton, e poi si dedica ad una gara di grande sacrificio: più difensore che attaccante. Lo specchio, sotto certi versi, del pomeriggio del Genoa. Che se ha il merito di bucare per la prima volta la difesa bergamasca nella loro tana, non riesce poi a tenere il ritmo di un Albinoleffe tignoso e che disputa la miglior gara della stagione. «Spirito bergamasco» dirà qualcuno in tribuna, ma anche il Grifo mostra comunque gli artigli nel finale. Purtroppo nel gioco dei numeri magici rossoblù questa volta il 19 non si rivela decisivo. Importante, sì, ma non letale. Per la quarta volta in undici occasioni il gol arriva puntuale al minuto diciannove: se tra gli avversari ci fosse Francesco Guidolin probabilmente modificherebbe la sua fobia per il quattro (nell'ultima trasferta a Genova in coppa Italia ha fatto addirittura modificare le camere della squadra alloggiata al quarto piano) con il diciannove. Il Genoa invece se lo tiene ben stretto quel 19, nella speranza di ripeterlo tra sette giorni contro lo Spezia.
IL SECOLO XIX - Gasperini stavolta non si arrabbia. di Giuliano Gnecco. Dietro le vittorie mancate: tra problemi e ottimismo. Il tecnico analizza il terzo 1-1 consecutivo: «Con tutti i problemi che abbiamo, questo è sicuramente un punto guadagnato» Bergamo. Un altro pareggio, il terzo consecutivo. Subendo una rimonta, come a Verona. La domanda ora è amletica: questo è un punto perso o guadagnato? «È un punto pesante: l'AlbinoLeffe è una squadra tosta, che non perde da dieci giornate e in casa non aveva subito reti», taglia corto Gian Piero Gasperini. Punto pesante. Anche se il Grifone non è più capolista: «È merito del Piacenza che ha saputo inanellare cinque vittorie consecutive, ma il Genoa viaggia bene: non era facile». Tuttavia è vero anche che pur non creando particolari pericoli, i bergamaschi nella ripresa hanno conquistato metri senza che la squadra riuscisse ad opporsi: «Come a Verona - ricorda Gasperini - siamo andati in vantaggio e c'erano i presupposti per vincere, ma è mancata la qualità: in questo momento non l'abbiamo, ci abbiamo messo altre caratteristiche. Nel primo tempo siamo stati più lucidi e precisi, nella ripresa meno e più rinunciatari. Si deve dare merito agli avversari, però abbiamo avuto difficoltà oggettive». Problemi in difesa: Bega resterà fuori a lungo; con lo Spezia rientrerà De Rosa ma mancherà Criscito, squalificato: «È un momento così. Si uniscono un po' di infortuni, un po' di acciacchi, un po' di squalifiche: li paghiamo certamente. Peròè un bello spirito quello che ho visto: non mollare. Borghese ha fatto bene e Pedro Lopez non giocava da un anno. È una squadra giovane». In attacco? Strepitosa la punizione di Adailton, vivace Sculli. Ma Greco, come spesso capita in trasferta, non è riuscito a incidere. «Se la squadra non ti supporta hai delle difficoltà. Ho inserito Diogo Tavares perché speravo che con la sua velocità potesse darci qualcosa in più». Genoa non brillante, però le attenuanti non mancano. La prima è lampante: Rossi e Milanetto neppure avrebbero dovuto giocare. «Invece hanno fatto un'ottima gara, anche se in settimana avevano avuto problemi». Bene, e ora? Con lo Spezia c'è una difesa di nuovo da inventare. Bisogna stringere i denti in attesa di tempi migliori. Eppure Gasperini, per allentare la pressione e far riposare la squadra, ha concesso un giorno in più di riposo: la ripresa è per martedì mattina.
IL SECOLO XIX - Autocritica Adailton «Portiamo troppo la palla» di Giovanni Ciolina. Il capocannoniere della serie B. Del Prato, capitano dell'Albinoleffe, fa i complimential Genoa: «Ha un sistema di gioco, il Napoli no». Bergamo. Terzo pareggio consecutivo e avversarie che si avvicinano. Novembre non si rivela un mese fortunato per il Grifone che, pur andando a segno con puntualità (Adailton è capo cannoniere con Bellucci a quota sette) non riesce più a portare a casa la vittoria. «Speriamo di segnare e vincere così si smette di parlare di crisi dopo tre pareggi. Adesso bisogna solo lavorare e basta»è la considerazione che Adailton regala prima di lasciare lo stadio di Bergamo. E nelle sue parole c'è quel misto di rabbia e delusione che pervade in questo momento l'ambiente rossoblù. «Abbiamo portato troppo palla e poi l'Albinoleffe pur non creando grosse occasioni è stato a lungo pericoloso». In effetti il Genoa si mostra a due volti. Nella prima frazione Milanetto e compagni riescono a tenere il bandolo della matassa pur di fronte all'aggressività dei padroni di casa. La difesa non corre particolari pericoli e può festeggiare il ritorno in campo dopo un anno esatto di Pedro Lopez. La ripresa è all'insegna della sofferenza e del pallone calciato avanti senza un obiettivo particolare. A dire il vero la squadra continua a patire il momento non esaltante di alcuni elementi (Greco e Coppola) e subisce sul piano fisico. «Abbiamo usato l'unica arma a disposizione contro questo Genoa _ dirà capitan Ivan Del Prato - Pari meritato anche se con questo Genoa non puoi concedere nulla. Ha un sistema di gioco importante, quello che manca al Napoli». E se lo dice uno che ha affrontato entrambe le squadre c'è da crederci. Ma in casa rossoblù interessa poco. Si pensa all'attualità e soprattutto a far tesoro degli insegnamenti di queste partite. «Sesto risultato utile consecutivo»è la considerazione di Beppe Sculli. Vero ma, contro squadre che si chiudono, il Grifone fatica: «Il loro gioco chiuso ci ha dato fastidio benché siamo riusciti ad adattarci bene a quelle palle lunghe spizzicate». Ma i rossoblù si trovano in difficoltà anche di fronte a una squadra come l'Albinoleffe che non si perde in fronzoli e, conscia dei propri limiti tecnici, impiega il carattere per continuare un sogno che la porta a dieci risultati utili consecutivi. Di fronte a questa situazione il Grifone alza un po' troppo il pallone e seperde la rapidità d'azione e soprattutto il gioco rasoterra, l'intero complesso diventa prevedibile e contenibile. Detto questo, però incoraggia la reazione dopo il pari e lo spirito di gruppo di fronte ad una situazione non ottimale. Assenti Bega e De Rosa, con Milanetto e Rossi non in perfette condizioni, il Genoa incamera un punto che tutti si affrettano a giudicare positivo. Purtroppo stona l'ammonizione a Criscito che obbligherà il difensore a saltare Spezia. Ma almeno contro la Juventus ci sarà.
IL SECOLO XIX - LE PAGELLE. di Giuliano Gnecco. BARASSO 7 Esplosivo come Peruzzi? Lo si dice da anni, dimostra che non è una boutade quando si allunga in tuffo per deviare in angolo la velenosa capocciata di Joelson. A grande richiesta concede il bis sullo schiaffo rasoterra di Poloni dalla distanza, e persino il tris sull'imperioso stacco di Santos. Non basta: anticipa Cristiano pronto alle deviazione in acrobazia sul centro di Ferrari. Sul gol di Cellini può fare poco. PEDRO LOPEZ 5,5 All'inizio deve saldare un debito con l'emozione, perché avrà anche fatto tutta la trafila nel settore giovanile del Real Madrid, ma il debutto da titolare in campionato non si scorda mai. Pagato lo scotto con un paio di imprecisioni, si rinfranca e trova pure una buona intesa con i compagni di reparto. Eppure, da un suo errore, arriva la rete di Cellini. Forse è ancora acerbo (30' st BORGHESE sv: all'esordio assoluto; in Primavera ha fatto benissimo, e verrà utile anche in prima squadra). BIASI 6,5 Dopo tre minuti abbocca alla finta di Ferrari spalancando al centravanti un corridoio verso la porta; per fortuna l'attaccante bergamasco non ne approfitta e telefona a Barasso dalla distanza: un'interurbana. Poi? Cresce; rispetto a De Rosa ha attitudini differenti ed è meno portato a costruire, ma guida comunque la difesa con sicurezza. Puntuale anche nell'anticipo. A lungo conserva la palma di migliore in campo, poi si distrae e contribuisce alla rete del pareggio dell'Albinoleffe. CRISCITO 6 Per rallentare Joelson, partito in velocità deve aggrapparsi alla maglietta dell'avversario, che lo salta comunque. Poi, però, toglie dai piedi di Ferrari - in area piccola - la palla per possibile pareggio. Si fa tuttavia ammonire in modo sciocco: era diffidato, salterà lo Spezia. E con l'emergenza in difesa è un problema ulteriore. Nella ripresa scivola permettendo a Ferrari di andare al cross con la difesa piazzata male. Tutto sommato però non si comporta male, e l'Under 21 nella quale è stato convocato più aiutarlo a tornare quello di inizio stagione. ROSSI 6,5 Stringe i denti e scende in campo per dare l'esempio: dovere di capitano, ma anche assunzione di responsabilità e dimostrazione di attaccamento alla maglia. Non solo, corre e si batte come se l'infortunio non ci fosse mai stato: chiude in difesa, si propone in contropiede, taglia in mezzo al campo per dettare il passaggio. Alla distanza cala, ma non si poteva pretendere di più. MILANETTO 6 Ha il dono di verticalizzare sempre l'azione, trasformando un'innocua palla in un potenziale pericolo per l'avversario che, in questo modo, si trova spesso con i giocatori fuori posizione. Alterna cose molto buone a qualche pausa di riflessione, per riordinare le idee. Con l'ingresso di Longo si abbassa davanti alla difesa, detta i tempi alla squadra e non spreca palloni. COPPOLA 6 Ringhia a Del Prato, ma, per par condicio, mostra i denti e massaggia le caviglie pure a Poloni, che ha l'ardire di provare a far male con soluzioni dalla distanza. Alza una diga a centrocampo, anche se è poco appariscente e Gasperini decide di sostituirlo (21' st LONGO 6: ha abituato troppo bene; di solito entra e cambia la partita, questa volta l'ex granata fa la sua parte senza però incidere come in altre occasioni). FABIANO 6 È meno arrembante del consueto, eppure obbliga Gori alla difensiva. Come Rossi dalla parte opposta, tende ad accentrarsi per costringere il difensore avversario all'uno contro uno: Sculli resta più largo. Ma in fase offensiva è meno propositivo rispetto al passato. ADAILTON 6,5 La panchina scatta in piedi ad applaudire, anche Gasperini gli fa i complimenti: la punizione che sblocca il risultato è un concentrato di classe, precisione e personalità. Un tocco di biliardo sul quale nulla può il lungagnone Acerbis. Poi il brasiliano veste soprattutto i panni di suggeritore, anche se a tratti si eclissa. Utile anche nel finale. GRECO 5,5 Santos e Donadoni, che ha molto di Mastro Lindo, lo schiacciano in sandwich tagliandogli i rifornimenti. Eppure si butta su ogni palla, cercando di pressare e indurre l'avversario all'errore. Non basta: non punge mai (24' st DIOGO TAVARES sv: Gasperini lo lancia nella mischia sperando che sia più ispirato rispetto al compagno; è più vivace, ma anche lui finisce nella morsa dei centrali biancocelesti. Nel finale ha l'occasione per segnare). SCULLI 6,5 Speedy Gonzales: quando parte in velocitàè travolgente. Tatticamente è un elemento pressoché insostituibile: è sempre pronto in fase offensiva a portarsi sul fondo per scodellare in mezzo, ma immediatamente dopo ripiega per dare equilibrio, pressare, rubare palla e ripartire. ALBINOLEFFE Acerbis 6; Innocenti 6, Donadoni 7, Santos 6,5, Garlini 5,5; Gori 5,5 (10' st Cristiano 6), Del Prato 6,5, Poloni 6,5, Colombo 5,5 (39' st Belingheri sv); Ferrari 6,5, Joelson 6 (10' st Cellini 7). ARBITRO Damato 7 L'ex designatore Pieri lo considerava uno dei migliori elementi a disposizione in serie C; ha pronosticato per lui un futuro da internazionale. Non fa sfigurare il suo mentore, dimostrandosi puntuale e preciso. È raro trovare direttori di gara così.
LA REPUBBLICA - Gelata rossoblù, addio primato. di Gessi Adamoli. A Bergamo illude Adailton, ma il secondo tempo è da dimenticare. Terzo pari consecutivo per una squadra alle prese con troppi infortuni . Difesa in emergenza, Mondonico invece indovina i cambi. BERGAMO - Terzo uno a uno consecutivo della squadra che non pareggiava mai. Addio calcio champagne, ma se il Genoa non riesce più a mettere in mostra il suo volto sbarazzino e spregiudicato e prova ad essere estremamente utilitarista e concreto è per necessità e non certo per scelta. Tante, troppe le assenze rispetto a quello che è l´assetto base della squadra di Gasperini. C´è il reparto arretrato da inventare e ci sono due giocatori fondamentali, Rossi e Milanetto, in condizioni precarie che riescono ad andare in campo solo grazie ad un´infiltrazione antidolorifica. Stringono i denti e soffrono, ma alla resa dei conti il loro rendimento è ben al di sotto di quello dei giorni migliori. Come a Verona il Genoa passa in vantaggio (punizione magica di Adailton), ma poi non riesce a tenere il risultato. Il secondo tempo è un assalto all´arma bianca dell´Albinoleffe, con la squadra di Gasperini che propone un´imbarazzante difesa ad oltranza. Tutti indietro appassionatamente, con Rossi sulla linea dei difensori ed Adailton su quella dei mediani: palle sparate via, senza nemmeno cercare di imbastire una ripartenza. Quasi inevitabile arriva il pareggio, solo una manciata di minuti dopo l´ingresso in campo di Longo (per Coppola) per cercare di dare più solidità al centrocampo. E proprio attraverso ai cambi (decisivo l´ingresso di Cellini) che Mondonico riesce a rimettere in carreggiata l´Albinoleffe e a portare a 10 le giornate di imbattibilità della squadra (unica sconfitta a Lecce alla prima di campionato). Le sostituzioni effettuate da Gasperini, invece, non hanno apportato sostanziali benefici alla squadra rossoblù, se si eccettua quella (tardiva) di Borghese per un Pedro Lopez costantemente a disagio in fase difensiva. Rossi e Milanetto, seppur acciaccati, sono rimasti in campo sino alla fine, Stellini, nonostante la falcidia che ha colpito il reparto arretrato rossoblù, prima della partenza per Bergamo è stato escluso dalla lista dei convocati: punito per il calcione rifilato a Marco Rossi durante la rifinitura. Così in difesa giocano Pedro Lopez a destra, Biasi centrale e Criscito a sinistra. E al 9´ ci vuole una parata straordinaria di Barasso per evitare al Genoa di iniziare in salita la sua partita: colpo di testa Joelson su corner di Gori e gran volo del portiere genoano che conferma la sua straordinaria reattività tra i pali. Il Genoa passa in vantaggio al 19´ grazie ad un capolavoro balistico di Adailton: punizione da oltre 20 metri, palla che sorvola la barriera e si insacca a fil di palo. Al 35´ è annullato un gol di testa di Sculli per fuorigioco, ma l´arbitro Damato aveva già fischiato. Nella ripresa il Genoa rinuncia a giocare, prova ad allestire un catenaccio gigante ed è punito da uno scivolone di Biasi, in piena area di rigore. Il difensore genoano fa rimbalzare la palla quando prova ad andare il rinvio si ritrova con il sedere per terra e dà via libera a Cellini. Uno a uno e cosa fa Mondonico? Torna quello di Amsterdam (finale di Coppa Uefa 92), quando si mise a brandire una sedia per protestare contro l´arbitro. Questa volta se la prende con un suo tifoso che da dietro la panchina gli aveva contestato il cambio di Joelson. Al gol di Cellini, Mondonico si gira e lo manda a quel paese. L´arbitro lo vede e lo caccia e lui rivolto platealmente al tifoso: «Aspettami che ti vengo a fare un mazzo così... ».
LA REPUBBLICA - Gasperini non fa drammi "Torneremo presto in vetta". Sereno anche Preziosi, mentre scoppia un caso Stellini, neppure convocato. Adailton: "Per favore non parlate di crisi, sabato batteremo lo Spezia" BERGAMO - Il Genoa non è più primo, ma nessuno (apparentemente) fa drammi. «Merito anche del Piacenza che ha saputo vincere cinque partite di fila», commenta Gasperini. «Io sono sereno - incalza il presidente Preziosi - so che i campionati non si vincono a novembre e questo è un pareggio importante contro un´ottima squadra. E non dimentichiamo che avevamo tante assenze e che Rossi e Milanetto hanno dovuto stringere i denti e scendere in campo anche in condizioni fisiche non ottimali». Anche Gasperini invita ad una lettura della partita in chiave positiva: «Non dimentichiamoci che di fronte avevamo una squadra che in casa non aveva ancora subito un gol. Certamente nel secondo tempo ci sono stati dei problemi, facevamo fatica a recuperare palla e dunque era ancora più difficile riuscirla a giocare. Però a me lo spirito della squadra è piaciuta. Eravamo in difficoltà e abbiamo saputo reagire dimostrando carattere. Questo è un momento particolare, si accavallano squalifiche ed infortuni. E importante limitare i danni per poi cercare di ripartire con lo sprint che avevamo saputo mettere in mostra nelle prime giornate. Il nostro inizio di campionato era andato al di là anche delle nostre aspettative». Intanto è anche chiamato a gestire la vicenda delicata che riguarda Stellini, il capitano della squadra della serie C, ieri escluso per punizione dalla lista dei convocati. «Nessun caso - spiega Gasperini - Già martedì riprenderà ad allenarsi con noi, diciamo che non era nelle condizioni ideali per giocare». Così in difesa, fuori De Rosa e Bega, ha provato ad arrangiarsi con il giovane spagnolo Pedro Lopez: «Non dimentichiamoci che è dal novembre dell´anno scorso che non disputava una partita di campionato dal primo minuto». Fa i complimenti al giovane Borghese: «Un buon esordio, ci ha dato solidità». E promuove anche Milanetto e Rossi, i due acciaccati chiamati a lanciare la stampella oltre l´ostacolo: «Avevamo avuto problemi seri durante la settimana, ma questo non ha impedito loro di fare un´ottima gara. Ed è per questo che ho deciso di tenerli in campo sino all´ultimo, solo Rossi, ma erano gli ultimi 5´, ha risentito dell´infortunio». Gasperini conferma come le trasferte con Verona e Albinoleffe abbiano molte analogie e non solo perché il risultato finale è stato identico: «In entrambe le occasioni siamo passati in vantaggio, ma non siamo stati in grado di chiudere la partita. Per vincere avremmo avuto bisogno di mettere in campo quella qualità tecnica che in questo momento non riusciamo ad esprimere. Però la squadra ha saputo esprimere altre caratteristiche che comunque ci hanno permesso di ottenere un risultato positivo». Adailton, autore di un gol capolavoro e capocannoniere a quota sette con Bellucci del Bologna, invita comunque a sorridere: «Già sabato con lo Spezia torneremo a vincere, così nessuno potrà essere tentato di parlare di crisi. Il mio gol? La palla era così angolata che ho tenuto che uscisse, per avere la certezza che era entrata ho dovuto veder muovere la rete».
LA REPUBBLICA - Barasso super Lopez in crisi. Criscito, un giallo che pesa. Barasso 7: conferma la sua esplosività, quando (9´) vola a levare dalla porta un colpo di testa di Joelson. Pedro Lopez 5: in grande disagio, ma probabilmente non poteva non essere così. Non giocava da un anno e comunque è un laterale e non un difensore. Dal 31´ st Borghese sv Biasi 6: quando in un´occasione parte palla al piede alla Beckenbauer, Gasperini si mette le mani nei capelli, ma è l´unico fronzolo. In occasione del gol di Cellini non è fortunato perché scivola, ma quella palla avrebbe comunque dovuto cercare di anticiparla. Criscito 6: meno bello a vedersi di altre volte, ma concreto. Rossi 6: gioca grazie ad un´infiltrazione. Stringe i denti e arriva al 90´, ma senza le abituali sgroppate. Milanetto 6: un bendaggio al ginocchio e tanto mestiere a sopperire una condizione fisica non ottimale. Coppola 6: lui stava bene, ma Gasperini ha deciso di sostituirlo evidentemente non soddisfatto della sua prestazione. Dal 21´ st Longo 6: appena entra il Genoa prende gol. Fabiano 6: meno dirompente di altre occasioni. Adailton 6: una punizione capolavoro e poi una partita da mediano che non fa per lui. Greco 5: impalpabile, anche se Gasperini lo difende. Dal 24´ st Diogo Tavares 6: l´impegno non è mancato. Sculli 6: tornante più difensivo che offensivo.
IL GIORNALE - Terzo pareggio di fila e il Genoa perde il primato. di Luca Russo. Terzo pareggio consecutivo e primato che sfuma per il Genoa che a Bergamo fa i conti con gli acciacchi e con un Albinoleffe imbattuto da dieci giornate. E alla fine è un punto guadagnato perché il vecchio Grifo in alcuni suoi elementi appare stanco e confuso, in un momento di difficoltà tanto comprensibile visti infortuni e squalifiche, quanto evidente. Allo stadio Atleti Azzurri d'Italia il gruppo di Gasperini non riesce quasi mai ad imporre il suo gioco grazie alla ragnatela tessuta dalla squadra di Mondonico.Nel primo tempo al 19' la prima vera e unica conclusione rossoblù diventa gol quando il sinistro di Adailton disegna una traiettoria imprendibile per Acerbis. Poi c'è Barasso davvero determinante in una difesa rivoluzionata e spesso in affanno. Ma questo Grifone non riesce a vivere di rendita e così nella ripresa arretrando il suo baricentro patisce le incursioni dei bergamaschi e il gol dell'Albinoleffe diventa la naturale conseguenza con Cellini che approfitta di uno svarione e al 24' infila Barasso. Alla fine il presidente Enrico Preziosi non fa drammi. «In fondo quello di Bergamo è un campo difficile - ha dichiarato - e poi noi eravamo acciaccati. Insomma il pari ci può stare, per noi è importante restare lassù. La classifica conta all'ultimo, ma è chiaro che la Juve noi non dobbiamo considerarla». «Non siamo stati brillanti questo è vero - ha aggiunto il tecnico - ma non dimentichiamoci tutti i problemi che abbiamo avuto in settimana. Certo nella ripresa ci siamo chiusi troppo. I cambi?Ho tolto Lopez perché era sfinito». Non si capisce invece, e Gasperini su questo non dà spiegazioni, perché Stellini sia rimasto a Genova nonostante figurasse tra i convocati. BARASSO 6.5. Salva il risultato. Nel primo tempo risponde alla Peruzzi su un colpo di testa ravvicinato di Joleson. Poi replica su Del Prato e Santos. Nella ripresa un'altra uscita importante. P.LOPEZ 5.5. Nella posizione di centrale di destra, come a Empoli, non convince. Colombo spesso gli scappa via anche e Rossi non può garantirli continua copertura. (Dal 31'st Borghese 6 Buon esordio in campionato). BIASI 5. Sostituire De Rosa non è affatto facile. Sulle palle alte soffre, meglio quando c'è da anticipare. Fatale lo scivolone sull'affondo di Cellini che segna. CRISCITO 5. La convocazione nell'under 21 sembra inizialmente giovargli, poi si fa ammonire per un fallo ripetuto su Ferrari che a tratti lo fa dannare. Salterà il prossimo turno in campionato. ROSSI 6. Il suo recupero è prodigioso. Nei primi minuti sembra il solito poi cala. Riemerge nel finale. Generoso. MILANETTO 6. Attento, cerca di incidere da fuori area. Ingaggia un personale contrasto con l'arbitro Damato che gli costa un giallo e tanto nervosismo. Tutte le azioni rossoblu passano comunque da lui. COPPOLA 5. Lotta, ma gira spesso a vuoto. (Al 21' Longo 6 dà maggiore verve al centrocampo rossoblù. Ci prova con alcune incursioni). FABIANO 5.5. I raddoppi di marcatura non giovano al brasiliano che comunque si spende in due accelerazioni verso il centro, ma non riesce a progredire. ADAILTON 6. È un po' stanco, riesce a fare male solo su punizione, ma non basta. GRECO 5.5. Il centrale dell'Albinoleffe Donadoni lo anticipa spesso. Lui non sta attraversando un gran momento ma si danna, ci prova. (Dal 23'st DIOGO 5 Leggero). SCULLI 5. Bersagliato dagli avversari non riesce mai a essere pericoloso a parte un cross per Greco nel primo tempo. GASPERINI 5.5. Fa quello che può, ma qualche sua scelta non convince. Arbitro Damato 6
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