STAGIONE 2006/07

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Arezzo: Bremec, Capelli, Terra, Conte, Sussi, Di Donato, Bricca (66' Goretti), Bondi, Floro Flores, Croce (82' Vigna), Martinetti (77' Grabbi). All: Sarri. (Lanza, Ranocchia, Roselli, Cavagna)

Genoa: Rubinho, Stellini, Bega, Criscito, Galeoto, Milanetto, Carobbio (83' Coppola), Juric, Botta (59' Masiello), Gasparetto, Di Vaio (46' Leon). All: Gasperini. (Scarpi, Di Maio, Rossi, Greco).

Arbitro: Palanca di Roma. Espulsi: 55' Stellini, 88' Goretti. Spettatori: 4.000

 

     

 

     

 

TUTTOSPORT - Genoa, un pari tra i fischi I tifosi rossoblù contestano, l’Arezzo non punge. Espulsi Stellini e Goretti. Gasperini polemico ma ammette: «Fuori casa c’è sempre qualcosa che ci frena» Il tecnico è furioso con l’arbitro per un fuorigioco dubbio fischiato a Gasparetto lanciato a rete. «Certi episodi in trasferta cominciano a diventare un po’ pesanti». di Sandro Bocchio. Arezzo. Il Genoa finisce tra i fischi dei propri tifosi e non è bello. Forse neanche giusto perché, in una giornata dalle mille difficoltà, pure uno 0-0 ad Arezzo non è del tutto disprezzabile. La vit­toria in trasferta manca dal 19 dicembre, è vero. La fatica con le «piccole» prosegue, ed è altrettanto vero. Però quando ti ritrovi nuovamente in inferiorità numerica e in un contesto climatico non favorevole (il vento che ha dato fastidio a tutti), allora occor­re guardare al positivo. Anche quando Bremec ti nega il colpo vincente all’ultimo assalto (46’ st), togliendo dalla linea di porta la velenosa punizione dal limite di Leon. L’inferiorità numerica è quella di Stellini, cacciato al 10’ st per presunta gomitata a Floro Flores segnalata dall’assistente Petrella. Il difensore dà l’impressione di fare «muro» per impedire il movimento dell’avversario mentre l’attaccante pare drammatizzare all’eccesso l’impatto, facendo pensare a un gesto violento («Ho rivisto l’episodio - commenta Stellini: volevo prendere posizione e il contatto è stato involontario. Mi spiace perché, come capitano, avrò due giornate di squalifica»). Rimane il risultato di un «rosso» diretto, in un secondo tempo da affrontare in dieci e cominciato con un’altra decisione non favorevole ai liguri. Nello specifico: la bandierina alzata con cui De Luca (8’) blocca Gasparetto, messo a tu per tu con Bremec da una verticalizzazione di Botta. Un fuorigioco non rivelatosi tale, su cui Gasperini - parso arrabbiato a fine gara - recrimina parecchio: «Non mi attacco alle decisioni arbitrali ma questi episodi in trasferta cominciano a divenire pesanti: un’espulsione dubbia, Gasparetto fermato davanti alla porta. Tutto questo influisce sulla prestazione. I fischi? Io sono soddisfatto anche se, fuori casa, c’è sempre qualcosa che ci frena». Al di là di ta­li episodi, occorre però anche parlare di un Genoa non del tutto convincente. Doveva far fronte ad assenze come quelle di De Rosa e Fabiano per squalifica ma, sul campo, ha ribadito le fatiche che lo accompagnano di questi tempi. Primo tempo da dimenticare, senza uno straccio di azione verso Bremec. Identico tema nella ripresa - affrontata senza l’ancora deludente Di Vaio -, tolti i brividi offerti da Gasparetto e Leon. Con una controparte, per fortuna rossoblù, incapace di aggirare una retroguardia organizzata in maniera eccellente intorno a Bega e Criscito, con Galeoto e Juric a dar sostanziosa man forte sulle fasce. L’Arezzo non sfrutta l’uomo in più: impreca sulla goffag­gine di Martinetti (14’), il cui colpo di testa va malamente fuori con il centravanti liberissimo in area, e si mangia la mani per Flo­ro Flores (25’), causa un destro secco fuori di un’inezia. Finisce con un risultato equo ma con le rispettive ambizioni al momento inibite, visti alcuni risultati delle dirette avversarie. L’Arezzo continua a non perdere ma necessita di un colpo d’ali per sperare in un recupero ancor prima di eventuali decisioni del Tar sulla penalizzazione. Il Genoa è invece obbligato a cambiare passo, il continuo rincorrersi intorno al terzo posto rischia solo di lasciare campo libero alla fuga del Napoli: martedì un banco di prova sostanzioso, in casa contro il Brescia che ha fatto strame della Juventus.

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE Di Donato non trova il ritmo Di Vaio è un corpo estraneo. Arezzo. Bremec 6.5: si guadagna la pagnotta nel finale sulla punizione di Leon. Capelli 6: tiene la posizione, soffrendo solo quando entra l’honduregno rossoblù. Terra 6: deciso in molti frangenti. Conte 6: duella con Gasparetto senza lesinare impegno e agonismo. Sussi 5.5: manca di convinzione nella fase di spinta. Bondi 6: prova a proporre inviti, la giornata è da grandi rifiuti. Bricca 5: passo monocorde e timidezza di fondo. Goretti( 21’ st) 4: resta in campo 23’, quindi viene cacciato per doppia ammonizione. Anche in ritardo: Palanca lo aveva già perdonato in precedenza... Di Donato 6: interdizione costante senza la lucidità necessaria in costruzione. Croce 6: s’impegna sulle due fasce inseguendo la profondità. Vigna ( 38’ st) ng. Floro Flores 6: tenta il colpo a sorpresa al 25’ st, con destro secco dal limite fuori di poco. Accelerazioni che mettono in difficoltà il Genoa e lo zampino nell’espulsione di Stellini, accentuando le dimensioni del contatto. Martinetti 5: dentro per Volpato, costretto al forfait all’ultimo istante. Non incide e sballa un ghiotto colpo di testa al 19’ st. Grabbi ( 32’ st) ng. All. Sarri 6: Arezzo poco incisivo e anche in superiorità numerica, il vento ha ulteriormente annullato iniziative sovente velleitarie. Genoa. Rubinho 6: si disimpegna in scioltezza, tranne un’uscita a vuoto. Ma a gioco fermo. Stellini 5: saluta tutti dopo il contatto con Floro Flores. Bega 7: eccellente in ogni frangente. Criscito 7: non concede mai spazio, sia in recupero sia nell’uno contro uno. Galeoto 6.5: ex atteso, preferisce dare una mano dietro per non sguarnire un Genoa ridotto in dieci. Milanetto 6.5: controlla le vie centrali con personalità e senso del tempo. Carobbio 6: alcune iniziative discrete ma tiene un passo eccessivamente monocorde. Coppola ( 39’ st) ng. Juric 6.5: contiene sulla fascia sinistra, lavoro che diviene luccicante con l’uomo in meno. Botta 6: da ricordare l’assist che libera Gasparetto, bloccato per un fuorigioco molto dubbio. Masiello ( 15’ st) 5.5: dentro per difendere, va fuori tempo e fuori posizione. Gasparetto 6: lavoro oscuro in attacco, quando trova lo spazio al sole glielo sottrae l’assistente De Luca fermandolo per fuorigioco. Di Vaio 5: è ancora un corpo estraneo alla squadra. Leon ( 1’ st) 6: dà fastidio sul fronte d’attacco tentando di sorprendere Bremec su punizione... All. Gasperini 6: giornata non facile tra vento ed episodi negativi ma resta la fatica in trasferta e contro le piccole. Arbitro. Palanca 5.5: giornata determinata dagli assistenti. De Luca lo induce all’errore su Gasparetto, che pare in posizione regolare quando ha la strada spalancata verso Bremec, Petrella lo convince a cacciare Stellini, drammatizzando l’impatto con Floro Flores.

 

IL SECOLO XIX - Il Genoa si prende un punto. Stellini, un rosso contestato Arezzo. di Giovanni Ciolina. Nel calice è rimasto un bel po' di Chianti profumato a rendere la trasferta positiva. Il Genoa torna a casa con un punticino «che fa classifica, anche se non è stata una grande gara». L'analisi del vicepresidente Giambattista Pastorello trova d'accordo un po' tutti e non importa se l'Arezzo non si dimostra squadra insuperabile. L'assenza in extremis di Volpato (mal di stomaco) la rende ancora più leggera. Ma non è facile giocare in dieci quasi tutto il secondo tempo per un'assurda espulsione di capitan Stellini e con raffiche di vento che rendono difficili anche i disimpegni più facili. Non sono scusanti, ma considerazioni reali. Ecco che appaiono ingenerosi i fischi di alcuni tifosi rossoblù, a fine gara quando la squadra si presenta sotto la curva per ringraziare. La trasferta toscana era temutissima e, soprattutto, al tecnico Gasperini erano arrivati da più parti segnali di eccessiva spregiudicatezza lontano da Marassi. Il Genoa di Arezzo, pur non trascurando la filosofia vincente, pensa a dosare le forze e scende in campo con uno schieramento più coperto. Botta fa il tridente offensivo di destra, Juric sostituisce Fabiano e si assesta in copertura. Galeoto resta a destra. Al Genoa dei mancini ( sono cinque in campo al via), non riesce il colpo grosso e alla fine nella rete del nocchiere genoano rimane un punto che lo stesso Galeoto giudica importante «perché fa morale e classifica benché siano stati due punti persi». E soprattutto restituisce al Grifone la consapevolezza di saper fare punti anche lontano dal Ferraris. Dopo due sconfitte consecutive ci voleva. Ma c'è un altro aspetto positivo. Per la terza volta in 14 gare esterne il Grifone riesce a mantenere inviolata la porta. Non è molto ma è pur sempre un passo avanti. Una base sulla quale piazzarsi per arginare i marosi di un mare arbitrale che non sempre decide a favore dei rossoblù. Nelle ultime giornate sono stati molti gli episodi dubbi. Difesa imbattuta: era accaduto a Brescia e Trieste. Ad Arezzo il Grifone non corre rischi. I ragazzi di Sarri concludono due sole volte verso la porta e Rubinho esce una volta alla kamikaze su crossa dalla sinistra di Bondi. Punto. Per contro neppure il Genoa può vantare grandi occasioni ad eccezione della solita punizione di Leon in zona Cesarini che Bremec smanaccia in corner ed è anche l'unica conclusione nello specchio della porta. «Gara non bella, condizionata dal vento - ha spiegato Pastorello - Chi avesse segnato per primo avrebbe vinto e il punto lo contiamo». Il pareggio del Napoli a Rimini e la sconfitta della Juventus a Brescia rendono corta la classifica. Bologna, Mantova, Piacenza e Rimini restano in gioco, ma il rammarico del Genoa è di aver dovuto giocare in inferiorità numerica la ripresa (nel finale è stato espulso Goretti). L'assistente Petrella di Termoli giudica violento un contatto di Stellini con Floro Flores in area di rigore. «Ho cercato la posizione mentre Floro Flores cercava il taglio in area - racconta il capitano genoano - Non è stato un fallo cattivo e neppure lui ha simulato. Tutto differente rispetto a quanto accaduto a Trieste. Là ho alzato il gomito, qui no. Ho cercato di spiegarlo all'arbitro, spero abbia capito. Non vorrei pagare troppo per un'ostruzione». In campo i compagni hanno cercato di spiegarlo a Palanca. Galeoto ha chiesto a Floro Flores di spiegare che non c'era cattiveria. Inutilmente. L'attaccante amaranto ammetterà solo negli spogliatoi di essersi lasciato un po' cadere. Insomma un rosso diretto eccessivo e che penalizza il Genoa. Autori di una prova non eccezionale, ma neppure da buttare. «L'ho visto bene» puntualizza l'ex Ciccio Grabbi che poi va alle corde dei tifosi genoani: «Ci tengo, li porterò sempre nel cuore». In effetti la formazione di Gasperini tiene a lungo palla, provando per quanto possibile il gioco rasoterra. In un paio di occasioni Di Vaio e Gasparetto vengono fermati da dubbi fuorigioco, anche se troppo spesso, alla fine saranno una dozzina, la soluzione del lancio lungo non mette nelle migliori condizioni le punte. «Non ha disputato una gara esaltante. Lo stiamo aspettando»è la spiegazione di Pastorello alla sostituzione di Di Vaio. L'ex empolese, invece, si muove bene per poco più di un'ora. Poi, come Carobbio, finisce la benzina e si beve un po' del Chianti che riempe il calice genoano. Ne resta comunque un bel po', sufficiente a rendere positivo il bilancio della gara. E soprattutto a rendere ricco di significati il prossimo impegno casalingo con il Brescia. Un ritorno al passato contro l'ex Cosmi che ieri ha piegato la Signora. E si appresta a giocare chances playoff a Marassi.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini si accontenta «Impossibile fare di più» L'analisi. Il tecnico: penalizzati dagli episodi. Juric ai tifosi: «Fischi immeritati». di Giuliano Gnecco. Arezzo. Il segnale incoraggiante è che il Genoa ha ripreso a far punti in trasferta: non accadeva da Napoli. «È un buon punto, un pareggio positivo - sottolinea Gian Piero Gasperini - Non era facile in inferiorità numerica, e con il vento, fare qualcosa di più: siamo stati condizionati». Altra buona notizia: il Grifone non ha corso rischi: «Abbiamo concesso meno rispetto a tante altre volte - conferma il tecnico - Semmai ciò che è mancato è che non siamo riusciti a renderci pericolosi nel primo tempo quando avevamo un dominio sulla gara. Ma le partite durano 90', e se fossimo rimasti in undici forse nella ripresa si poteva fare di più». Il problema è questo: lontano dal Ferraris il Genoa è sempre stato vittima di episodi arbitrali controversi. L'espulsione di Stellini è stata esagerata e ha impedito al Grifone di cercare l'affondo proprio quando intendeva cercare di osare di più con l'inserimento di Leon. «È successo a Rimini, a Pescara, a Piacenza, anche a Napoli - ricorda Gasperini - Questi episodi in trasferta ci stanno penalizzando». Anche perché il cartellino rosso a Stellini non è stato l'unico grave di Palanca, il quale al Genoa non ha mai portato grande fortuna: il direttore di gara ha anche fermato per un fuorigioco inesistente anche Gasparetto, che si sarebbe trovato solo al cospetto di Bremec. «Io dico che l'arbitro ha diretto bene - premette il tecnico - però il calcio è fatto di episodi, e quelli decisivi ci sono andati contro». La cosa grave è che in trasferta non è un caso isolato: emblematiche sono l'espulsione di Bega a Rimini e il doppiopesismo sui rigori nel finale a Pescara; l'arbitro fischiò quello di Criscito per un intervento dubbio, comunque fuori area, mentre in pieno recuperò mostrò il rosso per simulazione ad Aurelio che, invece, era stato falciato. Il Genoa non ha mai protestato per una precisa scelta "politica", per un codice di autoregolamentazione che ha lo scopo di stemperare eventuali occasioni che potrebbero alimentare violenza fisica o verbale e soprattutto per restituire in tutta Italia un'immagine positiva della società, un'immagine che è parzialmente offuscata dai fatti di due estati fa. Tuttavia spesso nel calcio chi non si lamenta non ottiene, e lontano da casa il Genoa paga oltremodo il suo fair play senza che nessuno alzi la voce. Comunque un punto è arrivato, e anche se con i risultati maturati sugli altri campi sa di occasione persa, serve a muovere la classifica e a liberarsi dall'assillo del presunto "mal di trasferta". «Non è stato un Genoa diverso da molte altre volte - nota Gasperini -È vero, abbiamo giocato con gli esterni più bassi del solito, ma è stato merito nostro impedire all'Arezzo di rendersi pericoloso anche quando era in superiorità numerica. Oggi abbiamo cercato di alzare la statura della squadra per evitare di subire gol, sui calci piazzati». Eppure il pubblico non ha gradito: quando a fine partita la squadra è andata sotto la curva per salutare i tifosi ha ricevuto in cambio qualche fischio. Se il Genoa è più offensivo, parte della tifoseria chiede che sia più coperto; se invece è più accorto non sembra andare comunque bene. «Siamo soddisfatti così, in queste condizioni di più non potevamo fare», taglia corto Gasperini. È invece contrariato Ivan Juric: «I fischi non mi sono piaciuti; questa è una squadra che dà tutto, che si allena seriamente. I tifosi devono stare vicini alla squadra, non comportarsi in questo modo. Non siamo stati brillanti in attacco, ma abbiamo concesso molto poco ed era importante fare un punto. Abbiamo giocatori che ancora devono inserirsi: Di Vaio in settimana fa cose terrificanti, bellissime, poi in partita ha difficoltà ad esprimersi, ma può fare la differenza». «Non è Di Vaio il problema», rincara Gasperini. Il quale ora pensa già al Brescia, reduce da due vittorie consecutive, l'ultima contro la Juve: «Pensiamo partita per partita, cercando sempre di ottenere il massimo».

 

IL SECOLO XIX - Le pagelle. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Se Bremec fa a lungo da spettatore aggiunto, lui certo non è impegnato molto di più. Si limita all'ordinaria amministrazione, a gestire qualche retropassaggio. Attento e da applausi, però, quando sul traversone di Bondi toglie dalla testa di Martinetti la palla del possibile match-ball. STELLINI 5,5 Rimedia subito una ammonizione. Parte su Martinetti, quello che qui di solito segna i gol pesanti, tipo la doppietta alla Juve, però non si tira indietro neppure quando dalle sue parti passa Floro Flores. Dopo 25' passa in mezzo, ma a inizio ripresa rimedia una inesistente espulsione per un blocco a gioco fermo su Floro Flores: essendo pure capitano, oltre al danno rischia la beffa di un lungo stop per una semplice ingenuità. BEGA 6 Torna, dopo tre turni di stop forzato, da centrale per sfruttare la sua rapidità, in modo da avere una garanzia sugli inserimenti di Floro Flores che parte alle spalle di Martinetti. Poi si allarga nella posizione alla quale è più abituato. Concentrato e puntuale, è una sicurezza. CRISCITO 6 È, nel terzetto arretrato, quello meno impegnato: da quella parte sono rare le incursioni avversarie, e quando arrivano le disinnesca senza neanche bagnare la maglia di sudore. Vista la pochezza degli avversari, potrebbe però provare a spingere un po' di più. GALEOTO 6 Uno dei tanti ex in campo; deve svolgere il doppio compito di spinta e copertura: è bravissimo al 9' quando con una perfetta diagonale va a chiudere su Floro Flores lanciato a rete. Punta Sussi e in ripiegamento non fa vedere palla a Croce, tanto è vero che al 16' Sarri inverte i due esterni e prova a mettergli contro il brasiliano Bondi. Il confronto a distanza con Capelli è imbarazzante per il suo successore in maglia amaranto. Cala però alla distanza. MILANETTO 6,5 Rispetto alle sue abitudini parte da una posizione più arretrata a protezione della difesa. Il vento lo disturba parecchio quando cerca l'immediata verticalizzazione per ribaltare l'azione da difensiva a offensiva: spesso la traiettoria viene deviata e ciò che era una buona idea si trasforma nei fatti in un'imprecisione. È però fra i più combattivi e continui, uno degli ultimi ad arrendersi all'evidenza di una gara inchiodata sullo 0-0. CAROBBIO 6 Non ha il dinamismo e l'aggressività di Coppola, però riesce a portare via un paio di palloni da consegnare a Milanetto che dirige le operazioni. Quando prova a fare da solo, serve intelligentemente in corridoio una palla che mette in moto pericolosamente Di Vaio. Non riesce però ad accelerare il gioco (38' st COPPOLA sv: non ha il tempo di incidere). JURIC 6,5 Fa a sinistra ciò che Galeoto fa a destra; è un elastico tatticamente perfetto: ha le giuste misure, i giusti tempi per gli inserimenti o le chiusure. Si vede magari poco, però si fa sentire parecchio. BOTTA 5,5 Di nuovo nel tridente, come con la Juve e a Napoli. Stavolta parte dalla destra; l'idea è: sfruttare i tagli e provare anche la conclusione. In realtà non cerca mai il tiro, ma opta sempre per servire il compagno in posizione più centrale; la contrattura dei giorni scorsi forse lo ha un po' condizionato (14' st MASIELLO 6: va al centro del fortino quando il Grifone è in inferiorità numerica; commette forse qualche ingenuità, non ha ancora la maturità di Criscito, ma tutto sommato fa il compitino). GASPARETTO 6 Fa la boa, spalle alla porta, procurando battaglia alternativamente con Terra e Conte. Poco e male servito, cerca comunque - da bravo soldatino - di smarcarsi per dettare il passaggio, in ogni caso va sempre in profondità. Gioca però troppo sulla linea del fuorigioco, e anche oltre. Nella ripresa cala per poi riprendersi nel finale. DI VAIO 5,5 La condizione ottimale è ancora lontana, però, a spazzi, dà confortanti segnali di crescita, soprattutto quando - partendo da lontano - converge al centro o quando cerca di rubare il tempo all'avversario. Non riesce ad arrivare al tiro, ma quella del gol è una pressione che Gasperini gli vuole togliere per consentirgli di giocare con la mente più libera (1' st LEON 6: dovrebbe andare a mettere a nudo le carenze di Capelli, sfruttando le sue accelerazioni; con il Grifone in dieci si trasforma in un trequartista che ruota intorno alla punta centrale. In verità finisce per combinare poco: si fa notare nel finale per una punizione respinta dal portiere). AREZZO Bremec 6; Capelli 5, Terra 6, Conte 6, Sussi 6,6; Di Donato 6, Bricca 5,5 (21' st Goretti 5); Bondi 5,5, Floro Flores 6, Croce 5,5 (37' st Vigna sv); Martinetti 5 (32' st Grabbi sv). ARBITRO Palanca di Roma 5: l'espulsione di Stellini grida vendetta. Gli assistenti non lo aiutano quandofischia continuamente fuorigioco dall'una e dall'altra parte. In una occasione Gasparetto potrebbe trovarsi solo davanti a Bremec ma viene fermato pur essendo partito da dietro. Spezzetta continuamente l'azione.

 

IL SECOLO XIX - Carobbio e Galeoto: «Espulsione assurda» I giocatori. Il centrocampista: «Il vento ci ha impedito di sfruttare il contropiede». Il difensore: «Importante non aver preso gol». di Giovanni Ciolina. Arezzo. I temi del dopo partita sono scontati. Pippo Carobbio e Ciccio Galeotto concordano sulla pesante influenza del vento e dell'espulsione sul risultato. «Dopo l'espulsione non abbiamo sfruttato il contropiede, ma con questo vento terribile era impossibile» ammette Carobbio. Di certo l'ex reggino non è fortunato nelle chances che gli si presentano per dimostrare le proprie qualità. Con il Modena ha disputato il primo tempo in una squadra non in forma. Ad Arezzo ha dovuto fare i conti con il vento. «Sono comunque soddisfatto della mia prestazione - ha detto - Ho fatto meglio di Modena, ma comunque ne arrivo da un periodo a Reggio Calabria dove ho giocato poco e quindi ho finito con i crampi. Giudico positiva comunque la prova della squadra. Oggi abbiamo guadagnato un punto». Il primo tempo del mancino bergamasco è di buon livello: corsa, fisico e possesso di palla gli permettono di vincere il duello con Bricca che fatica a contenerlo. Purtroppo a Carobbio non riesce il taglio decisivo. Dalla sua parte trova però anche il grande supporto di Ivan Juric che spinge molto e allo steso tempo contiene con vigoria Rafael Bondi. Al punto che l'allenatore Sarri sposta il brasiliano a sinistra e Croce sulla fascia destra. Gasperini ribatte alla mossa riportando a destra Bega (partito centrale) e piazzando Stellini al centro: «Abbiamo cercato di accorciare la squadra, ma l'espulsione di Stellini ci ha complicato i piani», sono le parole di Ciccio Galeotto. Un palermitano che non manca di lanciare frecciate al cianuro, verso quei tifosi aretini che lo hanno beccato per tutta la gara: «Sono amici di qualcuno». E poi: «Dimenticano che l'anno scorso abbiamo sfiorato i playoff. Nonostante tutto quando sono sceso in campo mi sono emozionato. Peccato per quei fischi». La sua risposta migliore la riserva però al campo. Pur senza squilli, e sarebbe assurdo attenderseli da un giocatore con le sue caratteristiche, l'esterno gioca a fisarmonica su tutta la corsia di destra e con Bega impedisce i rifornimenti dalle fasce. «Se gli dai spazio questo Arezzo ti fa gol - aggiunge Galeotto - Per noi era importante non beccare gol e il punticino è buono. E poi quell'espulsione non c'era?». Purtroppo il guardalinee ha giudicato da espulsione l'intervento di Stellini su Floro Flores.

 

LA REPUBBLICA - Genoa, occasione perduta Risultato specchio di una partita noiosa e con pochissimi tiri in porta. Rossoblù fischiati dai mille tifosi al seguito. Solo 0-0 a Arezzo, ma pesa l´ingiusta espulsione di Stellini. di Gessi Adamoli. AREZZO - Il Genoa esce tra i fischi dei suoi mille tifosi al seguito, che evidentemente si aspettavano qualcosa di più. Un´espressione di dissenso che ha lasciato il segno. «Non ci stanno e fanno male. Non li meritiamo, siamo una squadra seria e durante la settimana ci alleniamo da professionisti», dice a fine partita Juric, delegato a fare da portavoce della squadra, come già a Piacenza dove aveva invece invitato i compagni a «un chiarimento guardandosi negli occhi». Anche Gasperini difende la prestazione della sua squadra e lo zero a zero contro l´ultima in classifica: «Ma quale delusione, sono particolarmente soddisfatto della prestazione della squadra». Questione di punti di vista perché il Genoa, e naturalmente anche l´Arezzo, ma questo non è un problema che riguarda la squadra rossoblù ed i tifosi che l´hanno fischiata, ha fatto davvero troppo per prendersi i tre punti. Portieri inoperosi e primo tiro del Genoa nello specchio della porta al minuto 86 su punizione con Leon. Impensabile con queste premesse vincere la partita che alla vigilia era stata presentata, come quella che poteva consentire di ridurre il distacco nei confronti del Napoli. Dopo un primo tempo votato al contenimento, il Genoa al 10´ della ripresa si ritrova in inferiorità numerica per l´espulsione, certamente affrettata, di Stellini (blocco a gioco fermo su Floro Flores) e a quel punto non può far altro che arretrare ulteriormente il proprio baricentro. Ma sulla partita pesa un altro significativo errore arbitrale: il fuorigioco inesistente fischiato a Gasperetto al 7´ della ripresa, con le squadre dunque ancora in parità numerica, sul passaggio filtrante in profondità di Botta. Tutto questo, però, non basta ad assolvere il Genoa e la sua tattica totalmente rinunciataria. Quella di Arezzo rischia di essere una grande occasione perduta, quanto meno valeva la pena provarci. Raramente lo zero a zero è stato risultato che meglio rispecchiasse l´andamento della partita. Anche l´Arezzo ha fatto pochissimo: qualche bruciante accelerazione di Floro Flores, fermato prima da un´uscita a terra di Rubinho, ben protetto da Galeoto, impeccabile nell´eseguire la diagonale, e da un recupero in scivolata di Criscito allo scadere del primo tempo. Rispetto alle formazioni annunciate c´è una sorpresa dell´ultima ora: il terminale offensivo dell´Arezzo è Martinetti e non Volpato, come invece recitano le distinte consegnate in tribuna stampa. Ma non è pretattica, un improvviso problema intestinale ha messo fuori combattimento l´ex attaccante della Primavera della Juventus. Per il resto tutto come previsto, compresa l´abituale inversione di fascia tra Bondi e Croce, ancora prima della metà del tempo. La temuta partenza a razzo dell´Arezzo, che effettua un riscaldamento particolare proprio per aggredire gli avversari nelle prime battute dell´incontro, non c´è. Anche perché, venuto a cadere il fattore sorpresa, Sarri deve cercare altre strade per trovare soluzioni che mettano in crisi l´avversario. La partita, condizionata da un vento forte e fastidioso, diventa così di studio non solo nelle battute iniziali, ma per tutti i primi quarantacinque minuti. Evidentemente preoccupato dall´Arezzo, descritto alla vigilia come un piccolo Ajax nonostante la sua deficitaria classifica, Gasperini opta per una partita di contenimento, portando spesso e volentieri Galeoto e Juric, i due esterni di centrocampo, sulla linea dei difensori formata da Stellini, Bega e Criscito. E Botta solo in teoria è uno dei tre attaccanti del tridente di Gasperini, infatti rientra costantemente sulla linea dei centrocampisti. Gasparetto, isolato, là davanti fa quello che in gergo viene definito "lavoro sporco": si batte, lotta, difende palla, ma aspetta il sostegno di qualche compagno che però non c´è. È, infatti, ancora troppo indietro Di Vaio, bocciato da Gasperini che, dopo 45´, prova la carta Leon. L´honduregno è vivo, ma l´espulsione di Stellini costringe anche lui ad un lavoro di contenimento che certo per lui non è il massimo. È comunque suo l´unico tiro nello specchio della porta dell´intera partita, dopo che anche l´Arezzo nel finale era rimasto in 10 a causa dell´espulsione di Goretti per somma di ammonizioni. Leon su punizione cerca di sorprendere Bremec calciando sul suo palo, ma il portiere argentino dell´Arezzo si salva in calcio d´angolo.

 

LA REPUBBLICA - Milanetto ovunque. Ariete Gasparetto. Masiello timido. di Gessi Adamoli. Rubinho 6: praticamente inoperoso. Un unico intervento, a metà della ripresa, quando va a smanacciare un cross di teso di Bondi. Stellini 5: come a Trieste la sua partita finisce anzitempo. "Taglia" la strada a Floro Flores con mestiere. Troppo per arbitro e guardalinee. Bega 6,5: reattivo, duro, deciso. Criscito 6: essenziale, senza fronzoli e con grande concretezza. Galeoto 6,5: meno fluidificante del solito, spesso è sulla linea dei difensori. Determinante, nel primo tempo, una diagonale su Floro Flores. Milanetto 6,5: è sempre al posto giusto, prova a far girare la palla. Grande lavoro e non solo in fase di impostazione. Carobbio 6: Gasperini vuole più centimetri in mezzo al campo e lo preferisce a Coppola. Partita onesta, senza lampi. Dal 39´ st Coppola sv. Juric 6: è il soldatino di Gasperini, rispetta alla lettera le consegne dell´allenatore coprendo sulla fascia sinistra e all´occorrenza provando a spingere. Botta 6: attaccante solo in linea puramente teorica. Più che offendere tampona e copre (nella foto in cima alla pagina). Dal 14´ st Masiello 5,5: qualche svarione, certamente meno affidabile di Stellini del quale prende il posto in difesa. Gasparetto 6,5: prende botte, tiene palla e fa salire la squadra. L´ideale se al suo fianco ci fosse un attaccante che vede la porta. Di Vaio 5: spesso in fuorigioco, poco incisivo anche se portato a sinistra, nella sua posizione preferita. Dal 1´ st Leon 6,5: l´unico che potesse inventare qualcosa. E su punizione, nel finale, ci va molto vicino.

 

LA REPUBBLICA - Gasparini perde la pazienza "In trasferta sempre penalizzati" Il tecnico: "Troppi episodi sfavorevoli". Stellini: "Floro Flores mi è crollato addosso". Pastorello: "Segnali di miglioramento, ma con il Brescia vietato sbagliare". L´allenatore su Di Vaio: "Nessuna bocciatura, sta crescendo". di Gessi Adamoli. AREZZO - La premonizione, che il presidente Preziosi aveva avuto nella notte ed ha raccontato al telefono ai suoi più stretti collaboratori, non si è avverata: «Ho sognato che perdiamo ad Arezzo, ma andiamo in serie A». Ma non sarà certo giocando come ad Arezzo che il Genoa potrà centrare l´obiettivo. Il vicepresidente Pastorello, però, invita a cogliere l´aspetto più positivo: «Venivamo da quattro trasferte nelle quali avevamo raccolto un punto soltanto, anche psicologicamente era importante interrompere questo trend negativo. Ed è anche importante non aver concesso niente, mentre in altre occasioni c´erano state tre, quattro e anche cinque gol palle gol per i nostri avversari». Al momento dell´espulsione di Stellini, Pastorello è scattato verso i monitor di Sky per cercare di capire bene cosa fosse realmente successo. «Il contatto era assolutamente veniale, forse nemmeno voluto. L´espulsione l´ha decisa il guardalinee ed è stata quanto meno affrettata. Ci prendiamo questo punto in trasferta, ben sapendo che la partita di martedì con il Brescia è da vincere a tutti i costi. Hanno segnato tre gol alla Juventus, un´impresa che in questo campionato non era riuscita a nessuno. Auguriamoci che abbiano sparato molte delle loro cartucce perché noi non possiamo prescindere dai tre punti. Di Vaio? Non si è ancora calato nella categoria». Con Pastorello ci sono l´amministratore delegato Zarbano, Blondet e Capozucca che commenta: «Eccezionali partite di Gasparetto che ha fatto un lavoro di grande fatica e di Milanetto a centrocampo». Gasperini confida di essere pienamente soddisfatto della prestazione della sua squadra: «Non credo si potesse fare di più, rimasti in dieci e controvento non era davvero facile giocare. E rispetto a tante altre volte abbiamo concesso pochissimo al nostro avversario. Non trascuriamo poi il fatto che in trasferta siamo costantemente penalizzati: come a Rimini siamo rimasti in dieci per un´espulsione esagerata e non dimentichiamoci poi il rigore inesistente di Pescara. Oggi oltre al cartellino rosso per Stellini, c´è stato anche un fuorigioco inesistente di Gasparetto, ormai smarcato davanti al portiere, che grida vendetta». Gasperini dopo un tempo ha sostituito Di Vaio, ma lui non la considera una bocciatura: «Sta crescendo, il suo è un problema solo di condizione fisica. Credetemi, Di Vaio non rappresenta un problema». Stellini non si dà pace per l´espulsione: «Ho visto Floro Flores cercare la posizione e con il corpo mi sono messo davanti a lui, mi è sbattuto addosso ed è caduto. Ma non avevo intenzione di fargli male, lo ha detto lui stesso ma ormai l´arbitro aveva estratto il cartellino rosso».

 

IL GIORNALE - Un punticino è troppo poco di Luca Russo - Un tiro in porta su punizione, due conclusioni abbondantemente a lato. Eccolo il riassunto della partita del Genoa che ad Arezzo conquista un punticino scialbo scialbo e non è una bella sintesi perché la squadra di Gasperini di fronte all'ultima in classifica è apparsa inoffensiva. Certo dal 10' della ripresa i rossoblù sono stati costretti a giocare in dieci per l'affrettata espulsione di Stellini, ma anche prima il copione non aveva offerto particolari sussulti. La manovra, influenzata dalle forti raffiche di vento che ha soffiato sul Comunale, è apparsa troppo confusa. A vedere il bicchiere mezzo pieno il Grifone torna a fare punti in trasferta dopo le sconfitte di Rimini e Piacenza e continua a non subire gol, a vederlo mezzo vuoto c'è da considerare che in classifica i rossoblù scendono dal terzo al quinto posto. «La nostra gara - ha dichiarato il tecnico Gasperini - è stata viziata ancora una volta da un'espulsione eccessiva. E nel finale abbiamo sfiorato il vantaggio». RUBINHO 6. Esce bene su Floro Flores al 9'. E nella ripresa è bravo a respingere un tiro cross. STELLINI 5. Al 3' atterra Floro Flores sulla tre quarti e viene ammonito. Lui sinistro che gioca a destra qualche volta va in difficoltà. Al 10' della ripresa una spallata all'attaccante campano che accentua la caduta gli costa il rosso diretto e l'espulsione. BEGA 6. Al rientro gioca come centrale al posto di De Rosa. Preciso, dà sicurezza. CRISCITO 6.5. Autoritario nel finale del primo tempo anticipa con grande tempismo Floro Flores. Nella ripresa conferma la sua tutta la sua tranquillità e la sua tecnica. GALEOTO 6. L'ex di turno, fischiato dallo sparuto gruppo di tifosi di casa, ruba palla a Floro Flores che nei primi minuti va via a Stellini. In fase di proposizione lotta e conquista falli. Grande esperienza. CAROBBIO 5.5. Non convince. È troppo discontinuo e fa rimpiangere Coppola. Dal 38'st Coppola sv. MILANETTO 5.5. Qualche appoggio sbagliato meglio quando c'è da chiudere in fase difensiva. JURIC 6.5. Recupera palloni importanti su Bondi e Floro Flores, cerca le sovrapposizioni con Di Vaio. Il vento lo tradisce nei cross. Nella ripresa lotta come un leone. BOTTA 5.5. Sembra un pesce fuor d'acqua. Gasperini gli chiede di tirare ma quando lo fa la conclusione è da dimenticare. Dal 15'st Masiello 5 Entra e si dimentica Martinetti che sugli sviluppi di una punizione colpisce indisturbato a lato nell'unica vera occasione degli aretini. GASPARETTO 6. Diligente. All'8 della ripresa viene fermato davanti a Bremec per un fuori gioco che non c'è. Ammonito per proteste dopo un fallo subito e non fischiato. DI VAIO 5.5. Cade in area toscana dopo un bel dribbling ad inizio gara. Palanca fa proseguire. (4') Gioca sulla linea del fuori gioco e quando ha l'occasione di andare via sull'uno contro uno si infrange su Capelli. Dal 1'st Leon 5 Al 45' impegna Bremec su punizione. Tutto qui. GASPERINI 5.5. Non convince la posizione di Stellini su Floro Flores e quando cambia Di Vaio per Leon. PALANCA 5. Un intervento dubbio su Di Vaio, un fuorigioco inesistente su Gasparetto lanciato a rete da Botta nella ripresa, l'espulsione si Stellini. Non è aiutato dai suoi collaboratori, ma non brilla per precisione. Nel finale manda via anche Goretti dell'Arezzo.

 

   

 

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