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       CAMPIONATO 2007-08                                                      Cronache Partite  |   Tabellini    |   Immagini    |   Giocatori   |   Calendario   |

 

ATALANTA - GENOA                 2 - 0    (1 - 0)

Reti: 32' Floccari, 93' Marconi

ATALANTA: F.Coppola, Rivalta, Capelli, Pellegrino (46' Fissore), T.Manfredini, Ferreira Pinto, De Ascentis, Guarente (77' Tissone), Padoin, C.Doni (80' Marconi), Floccari. (Colombi, Belleri, Radovanovic, Muslimovic). Allenatore: Del Neri.

GENOA: Scarpi, Santos, De Rosa, Lucarelli, Konko (70' Fabiano), Milanetto, Juric, Danilo, Leon (60' Di Vaio), Borriello, Wilson (70' Ghinassi). (Lanza, Ledesma, Figueroa). Allenatore: Gasperini

Arbitro: Tommasi di Bassano (VI). Ammoniti: Pellegrino, Rivalta, Milanetto, Danilo, Leon, Borriello, Padoin, Lucarelli.

Espulsi: 66' Danilo, 77' Milanetto. Spettatori: 10.925

 

     

 

     

 

IL SECOLO XIX - Genoa, grande festa nel teatro di Preziosi. A Bergamo sconfitta e rimpianti Il presidente ha invitato a Desenzano la squadra e un gruppo di tifosi. «Il Palermo e una squadra russa vogliono Konko». di Giovanni Ciolina. Desenzano. Si scalda subito la lunga notte genoana al teatro Alberti di Desenzano del Garda. E lo splendido scenario voluto dal presidente Enrico Preziosi si trasforma ben presto in un gradinata Nord. Per una volta, forse, attori in campo e protagonisti sugli spalti si abbracciano in una caldissima serata, resa ancora più spumeggiante dalle bollicine dello champagne, senza quella quella spiacevole barriera di vetro. «Forza Genoa, forza Grifone?» riecheggia dalla galleria della tifoseria. La platea risponde e ben presto tutta la squadra va al primo brindisi tutti insieme. Nonostante la sconfitta sul campo dell'Atalanta il clima è di quelli contagiosi, ricchi di passione e voglia di metersi alle spalle una stagione brillante. Gasperini si presenta alla "Curva" con bicchere in mano e ben presto l'idolo di nottata diventa Marco Borriello. Omar Milanetto lo sequestra durante un intervista televisiva e lo porta in gruppo. Altro che mancata collaborazione in campo. Il più triste sembra essere Abdoulay Konko, uscito anzitempo con l'Atalanta per una botta al ginocchio sinistro, e costretto a portare un tutore al ginocchio per potersi muovere. «Mi fa male, eccome» sussurra prima di arrampicarsi con i compagni dalla tifoseria. «Dai, andiamo veloce» scherza Lucho Figueroa. Nel tavolo della squadra c'è anche Matteo Paro, infortunatosi con il Napoli «e a metà del lavoro di rieducazione. Va meglio, ma ci vuole ancora tempo». E' subito bollente la notte sulle sponde del lago. Il padrone di casa, Enrico Preziosi, sorride soddisfatto. Il patron non sembra aver accusato il filotto di sconfitte. D'altronde c'è da festeggiare una salvezza più che meritata e soprattutto arrivata con largo anticipo rispetto alle previsioni. E Preziosi nell'occasione ha voluto attorno a sé tutti i suoi collaboratori, tutte quelle pedine piccole e grandi, che hanno contribuito a questo piccolo grande sogno. Ecco quindi che al tavolo rotondo dei dirigenti c'è anche Giambattista Pastorello, che ha avviato la stagione per poi passare il testimone a Fabrizio Preziosi. Prima di immergersi nella nottata con il suo più amato giocattolo, il presidente rossoblù ha comunque ribadito che in settimana dovrebbe esserci un incontro con il Milan per risolvere la questione Borriello «mentre per Konko si sono fatti avanti anche il Palermo e una squadra russa». Il legame con l'Inter, soprattutto a fronte della vittoria dello scudetto, sembra a prova di bomba. Ma nel calcio non si sa mai.

IL SECOLO XIX - Super Marco: «Volevo entrare nella storia. Ringrazio i compagni». «Moralmente mi sento il vincitore della classifica cannonieri. Ora aspetto Donadoni. Il futuro? Preziosi è capace di tutto». Bergamo. «Speravo di entrare nella storia del Genoa, sarebbe stato un grande onore, ma non importa. Moralmente mi sento il vincitore della classifica cannonieri». I compagni sono già in autostrada in direzione di Desenzano dove li attende la festa di fine anno quando Borriello si affaccia alla porta degli spogliatoi. Il sorriso nasconde la delusione per aver fallito ancora l'appuntamento con il gol, ma SuperMarco accetta comunque di parlare del presente e del futuro. Con un ritorno al passato, al ricordo dei 19 gol «alcuni dei quali li ho fatti quando servivano e hanno fruttato punti importanti». Indubbiamente il finale di stagione non ha aiutato l'attaccante nel raggiungimento del suo obiettivo. «L'unica cosa per cui sono arrabbiato è per Borriello», butta lì Omar Milanetto a fare quasi da portavoce ufficiale della squadra. Ed a distanza di quasi un'ora arriva la risposta forte e chiara dello scugnizzo: «I compagni sono stati stupendi per tutta la stagione. Mi hanno aiutato, incoraggiato». Insomma SuperMarco Borriello incassa la rabbia per aver fallito il duplice appuntamento con la storia (cannoniere nazionale e del Genoa) e dimostra di aver smaltito rabbia e delusione quando afferma che «è meglio così, non aver fatto altri gol, altrimenti sarebbe stato difficile migliorare questo traguardo». Il passo nel futuro è breve anche se Borriello non può non puntualizzare «come nessuno mi abbia regalato nulla. Anche oggi i difensori dell'Atalanta hanno fatto la loro partita, hanno fatto le loro entrate: va bene così anche se le quattro sconfitte consecutive sono un vero peccato». Lo scugnizzo ora pensa alla Nazionale: «Donadoni ha sicuramente visto il mio campionato e fisicamente sto bene. Spero solo di entrare nei 29 che vanno a Coverciano» e un po' meno al futuro anche se non può esimersi dal considerare piacevole «il sentirsi conteso. Per me è una grande soddisfazione, ma ora vedremo». Molti lo danno già al Milan a fronte anche della mancata qualificazione Champions dei rossoneri «ma il presidente Preziosi è un personaggio che può fare di tutto. Certo non si possono pretendere salti mortali e se arriveranno offerte importanti ci siederemo attorno a un tavolo per discuterne». L'ultimo pensiero è per la tifoseria, per quella gente che a Bergamo si aspettava il saluto dell'attaccante napoletano e che invece la rabbia lo ha spinto a imboccare subito il tunnel degli spogliatoi. «Sono stati stupenti, mi hanno osannato per tutta la stagione e li porterò sempre nel cuore, ma non un addio. Forse il prossimo anno ci ritroveremo a lottare per altri traguardi, ma in ogni caso li ringrazierò sempre». Nel frattempo attende notizie dal commissario tecnico e confida in qualche giorno di riposo per poter staccare e riprendere a correre con la maglia della Nazionale.

 

IL SECOLO XIX - Borriello stop 19 e non di più. FINALE CON SCONFITTA E IL CANNONIERE RESTA FERMO. di Giovanni Ciolina. BERGAMO. Si infila per primo nel tunnel degli spogliatoi non appena l’arbitro Tommasi fischia la fine della contesa persa con l’Atalanta (20). Marco Borriello resta fermo a quota 19 gol. Tanti, tantissimi se si pensa alle premesse estive, quando arrivò all’ombra della Lanterna accompagnato da tanto scetticismo e mugugni. Purtroppo, però, gli oltre 450minutidi astinenza gli fanno dire addio alla classifica cannonieri e anche alla possibilità di diventare il cannoniere di tutti i tempi nella serie A genoana a girone unico. I venti centri di Guglielmo Trevisan restano un miraggio. Peccato, ma nessun dramma. La stagione è entusiasmante anche per SuperMarco che l’antidoping costringe ad una sosta ulteriore all’interno nello stadio, ma che risulta utile per digerire la delusione. È mancata l’occasione per festeggiare anche nell’ultima tappa del torneo e cancellare in qualche modo l’amarezza per la quarta sconfitta consecutiva. IL PAREGGIO del Palermo a Siena, però rende meno amaro l’epilogo anche dal punto di vista economico. Il Genoa aggancia la decima posizione assoluta, utile per incassare una buona parte di premio nel caso l’accordo in Lega abbia il parere positivo. E alla fine anche la pioggerellina che cade sui protagonisti non è fastidiosa e chiude una giornata dove il cielo non prometteva nulla di buono fin dalle prime luci del mattino. Il prato dello stadio Azzurri d’Italia presto si allaga quando le due squadre scendono in campo la situazione non è certo ottimale. Bovo è costretto ad arrendersi già in fase di riscaldamento(malore negli spogliatoi) e Gasperini si ritrova a dover cambiare in corsa la difesa. Fuori Bovo dentro De Rosa, con Lucarelli che passa a destra e Santos a sinistra. Una mini rivoluzione, insomma, e la squadra fatica a entrare in partita. Le prime giocate sono al cardiopalma, anche se le difficoltà maggiori sono per l’attacco genoano e Borriello in particolare. Nella risaia bergamasca lo scugnizzo lotta, combatte, fa la guerra con Capelli e Pellegrino che si alternano nella marcatura, ma senza riuscire a trovare mai il guizzo giusto. A dire il vero la potenza fisica del bomber non manca e pure con pinna e boccaglio cerca in tutti i modi di sbloccarsi. Un po’ tutti e i ventidue in campo faticano a restare in piedi su un campo insidiosissimo e tra i più penalizzati c’è Leon che, basando sul suo gioco sulla velocità e sui cambi di direzioni, non riesce proprio a stare in piedi e finisce addirittura per travolgere Rivalta in una scivolata a caccia del pallone sulla fascia destra. Nonostante tutto i due centrocampo, e in particolare Milanetto e Doni, provano a dettare i tempi giusti della manovra, ma non appena il pallone lascia il pelo d’erba e si alza di qualche metro diventa una cellula impazzita e difficilissima da controllare. L’equilibrio lo sblocca una giocata in acrobazia di Floccari al 32’ su lancio di Guarente. L’attaccante nerazzurro si infila tra De Rosa e Santos sul filo del fuorigioco, addomestica in volo il pallone e scavalca Scarpi in uscita. Tutto bello, tutto troppo facile e forse la tattica del fuorigioco applicata non al meglio. Nonostante tutto lapartita è piacevole. Atalanta e Genoa provano a chiudere con uno spettacolo degno di quel nome e anche il Grifone ha le sue occasioni. Santos di testa (34’) impegna il sempre presente Coppola e al 41’Capelli salva di testa sulla linea un colpo di testa di Lucarelli. Nell’occasione i rossoblu chiedono un rigore per atterramento di Borriello, il bassanino Tommasi invita a proseguire. Nella ripresa il canovaccio della sfida non varia. Il Genoa spinge, l’Atalanta si propone di rimessa con Floccari chiamato al sacrificio sulla corsa, mentre Cristiano Doni avanza di qualchemetro e si staglia a fare la boa d’attacco. Proprio su un suo lancio (16’) Padoin si trova davanti a Scarpi, ma Santos recupera. Il compito del Grifone si complica, però, ametà ripresa quando Danilo si fa espellere per doppio cartellino giallo e conclude in anticipo una giornata non certo da segnare sul calendario per il brasiliano. Troppi errori in fase di impostazione nella prima frazione, con problemi in fase di contenimento di Ferriera Pinto. In inferiorità numerica il Genoa fatica ulteriormente a spingere in avanti e a complicare le cose ci si mette l’infortunio a Konko che esce per un colpo al ginocchio sinistro (trauma discorsivo al ginocchio sinistro con lieve stiramento del legamento, è la prima diagnosi) in un contrasto con Padoin. Per fortuna i timori iniziali si dissipano quando il marsigliese si rialza dalla barella e torna negli spogliatoi con le sue gambe.Menomale. Il finale è convulso. Doni saluta il suo pubblico con un gioco balistico su punizione che scuote la traversa, mentre Milanetto trova il modo di protestare (insieme a Borriello) per un intervento di Manfredini su Di Vaio. I genoani chiedono il rigore. Le immagini televisive danno ragione all’arbitro. E in nove, anche i sogni di rimonta svaniscono nel pantano bergamasco. Anzi arriva il raddoppio con Marconi.

 

IL SECOLO XIX - Il pagellone. di giuliano Gnecco. SCARPI 6 Mister Fortuna,ma non solo. Nel senso che con lui in campo ilGenoa ha quasi sempre fatto risultato, spesso pieno. Però è anche Mister Professionalità per il lavoro che ha sempre fatto in campo e nello spogliatoio. È incolpevole sul gol di Floccari, perché di fronte all’ex genoano la difesa rossoblù si apre come il Mar Rosso al cospetto di Mosè, facendosi trovare impreparata dal lungo lancio di Guarente. Al 9’ del secondo tempo, invece, escemale sull’angolo di Ferreira Pinto ma Doni lo grazia mandando alto di testa. Al 33’ sulla punizione diDoni lo aiuta la traversa. Bravissimo nel finale a chiudere lo spazio a Ferreira Pinto, prendendosi pure un colpo in testa. LUCARELLI 6 Schierato a dritta per carenza di difensori destri: all’ultimo anche Bovo getta la spugna. Contrariamente a quanto di solito fanno Konko o Rossi – anche per caratteristiche – limita le sovrapposizioni a sostegno dell’esterno di centrocampo preferendo restare in zona, a guardia un po’ diDoni e un po’ di Floccari, o al limite avanzare per vie centrali. Cambia modo di giocare nella ripresa, quando avanza con più frequenza per vie esterne. Poi, con il Genoa in nove, fa il centrocampista aggiunto. Tiene botta. DE ROSA 5,5 In campo a sorpresa per la resa all’ultimo di Bovo. Detta i tempi a una difesa che si fa trovare impreparata in occasione del vantaggio orobico. Su un campo così pesante è difficile giocare palla a terra, e su quelle alte si trova a suo agio. Al 44’ della ripresa impedisce a Ferreira Pinto di raddoppiare. Sui calci piazzati si porta in avanti in cerca di fortuna che non trova, però, rientra spesso lentamente lasciando un buco quando l’Atalanta riparte in contropiede. SANTOS 6 Affronta la squadra che lo ha portato in Italia e lo ha lanciato: con la famiglia Ruggeri ha un debito di riconoscenza. Paga l’emozione all’inizio quando lascia andare via Ferreira Pinto, poi prende in consegna soprattutto Floccari al quale non concede molto spazio. Come De Rosa, dà il meglio nella contraerea. Contro i rapidi nerazzurri finisce però spesso in difficoltà, anche se non tira mai indietro la gamba, e il senso della posizione lo aiuta a recuperare. KONKO 5,5Orfano di Rossi, fatica a sfondare sulla destra. Resta piuttosto guardingo, a limitare le discese di Padoin e Manfredini, e poi su Rivalta quando Manfredini si accentra al posto di Pellegrino. Cresce nella ripresa,ma ci rimette il ginocchio sinistro. Il vero Konko ha però finito il campionato con largo anticipo, a Siena; da allora ha avuto una flessione sensibile (24’ ST FABIANO5,5: entra con la partita già compromessa; ha un paio di diagonali positive,ma dovrebbe soprattutto spingere sulla fascia: non ci riesce con costanza, e quando arriva sul fondo i cross sono sbilenchi). MILANETTO 5 Cerca di verticalizzare di prima, anche se è difficile giocare in una palude, nella quale il pallone spesso di ferma o cambia improvvisamente velocità. Eppure si batte come un leone, stringe i denti. Si permette anche un tunnel aDoni. La voglia di finire bene e aiutare Borriello a segnare lo porta a protestare – anche a gara virtualmente persa – fino all’espulsione. JURIC 6 Ha tirato la carretta tutto l’anno, e da alcune giornate ormai ha superato anche la fase di riserva: ha finito il campionato con i fumi di carburante. Per carattere, però, non ci sta mai a uscire sconfitto, e prova a sdoppiarsi sia in copertura sia spingendosi in avanti, cercando sempre Borriello. DANILO 5 Irriconoscibile rispetto alla prima fase di campionato: spinge poco, sbaglia appoggi facili. Da un suo banale errore, al 6’ della ripresa, nasce il contropiede con il quale i nerazzurri potrebbero chiudere i conti. Sembra spaesato, non riesce a trovare la posizione. Poi viene espulso per un paio di falli veniali, commessi però nel tentativo di rimediare ad errori. WILSON 5,5Occorre valutarlo per vedere se merita la conferma: scelta delicata, perché la sua partenza libererebbe un posto da extracomunitario, però lasciarlo andare via senza aver mai potuto saggiare le sue qualità – causa infortunio – e poi scoprire che si aveva un campioncino in casa (come garantisce Gaucci che lo ha portato al Genoa) sarebbe una beffa. Così Gasperini decide di concedergli una chance dall’inizio: ha qualche buono spunto, che alterna ad alcune leggerezze: difficile giudicarlo su un campo ai limiti della praticabilità come questo (25’ ST GHINASSI 5: d’accordo l’emozione per il debutto in A, però inizia mettendo in difficoltà Milanetto su fallo laterale, continua regalando palla a Padoin, e nello spazio di pochi minuti riesce anche a cimentarsi in un cross sbilenco che si spegne sul fondo. Ha qualità, però la tensione dell’esordio lo tradisce). BORRIELLO 6Deve recuperare due reti a Del Piero; inizia a provarci dopo appena 2’ma, anche a causa del campo che è un acquitrino, girandosi per lasciare sul posto Capelli perde l’attimo fuggente e il suo diagonale si spegne sul fondo. Cerca costantemente di smarcarsi e chiede palla,ma finisce stretto nella morsa dei centrali orobici, e quanto a palloni giocabili, per riceverne deve abbassarsi sulla trequarti, lontano dalla zona pericolo, quando non può fare altro che dialogare con i compagni senza fare paura a Coppola. Il record di Trevisan e la classifica cannonieri sfumano proprio sul filo di lana,ma in ballo ci sono ancora gli Europei. LEON 5Il campo pesante lo penalizza oltremodo: per lui che gioca in velocità e con il tocco felpato, questo è il peggior terreno possibile. Tenta qualche spunto,ma non gli riesce. Generoso, prova anche lui a trovare SuperMarco, però su queste pozzanghere finisce per combinare poco o nulla. (14’ ST DI VAIO 5,5: come i compagni, è condizionato dal terreno: quando prova la progressione finisce sempre per scivolare per terra, così anche per lui questa diventa una giornata no). ATALANTA Coppola 6; Rivalta 6,5, Capelli 6, Pellegrino 6 (1’ st Fissore 6, Manfredini 6,5; Ferreira Pinto 6,De Ascentis 6,5, Guarente 6,5 (31’ st Tissone 6), Padoin 6;Doni 6 (35’ stMarconi 6); Floccari 6. ARBITRO TOMMASI DI BASSANO DEL GRAPPA5: al 40’ Pellegrino stende in area Borriello,ma lui lascia proseguire. In una partita corretta, da fine stagione anche se giocata da entrambe le parti, distribuisce cartellini a manciate: alla fine pesano, e ne fa le spese Danilo per due falli veniali. Al 33’ della ripresa ci sarebbe un rigore di Manfredini su Di Vaio: per il direttore di gara è solo angolo; Borriello e Milanetto protestano rimediando un giallo che per il centrocampista vale il rosso. Il raddoppio di Marconi è viziato da fuorigioco. D’accordo che queste sono le gare ideali per provare i giovani arbitri, però questo test merita una netta bocciatura.

 

IL SECOLO XIX - Gasp: «Peccato ma che annata». IL DECIMO POSTO DEI GRIFONI VALE 1,6 MILIONI. di Giuliano Gnecco. BERGAMO. Una stagione straordinaria, d’accordo. Genoa decimo al primo anno di serie A; è un successo anche dal punto di vista economico: dalla Lega arriverà un milione 600milaeuro(sarebbero stati anche di più per l’ottavo posto), se il Palermo avesse vinto a Siena e il Grifone fosse scivolato all’undicesimo posto sarebbe caduto nel baratro di un contributo di 300 mila euro appena. Quindi: tornano i conti, sportivi ed economici. Eppure Gian Piero Gasperini ha l’aria corrucciata. Le quattro sconfitte consecutive c’entrano fino a un certo punto: «Siamo andati oltre le migliori aspettative–ricorda – Siamo sempre rimasti sopra la zona calda, e questo ci ha permesso di fare una annata serena. Bisogna ringraziare i giocatori, bravi anche oggi». Al cattivo umore di Gasperini contribuisce anche la direzione arbitrale: «Meglio lasciar perdere e andare avanti. All’andata l’Atalanta si lamentò per alcuni episodi, anche se poi è risultato che nel 90 per cento dei casi nei quali recriminavano avevamo ragione noi. Oggi non mi va di commentare,per fortuna che la partita non contava». In realtà la rabbia del tecnico sta nel fatto che è stato fallito non tanto l’obiettivo platonico dei 51 punti, quanto la possibilità di qualificarsi per l’Intertoto alla quale Gasperini sperava alla fine di convincere Preziosi ad iscriversi. Invece sarà il Napoli a tentare di accedere all’Uefa dalla porta di servizio,nonostante in settimana il presidente De Laurentiis avesse espresso parere contrario. Con i partenopei in Intertoto, verosimilmente salta pure la doppia amichevole prevista per la Coppa dell’Amicizia che Preziosi aveva in animo dimettere in palio. «Ci siamo salvati vincendo a Palermo alla vigilia di Pasqua – osserva l’allenatore – Lì abbiamo centrato l’obiettivo, ed evidentemente non c’erano le condizioni per alzare l’asticella». C’è una punta di delusione,perché evidentemente Gasperini sperava di poter andare oltre. Invece non è stato possibile, anche perché forse all’Intertoto, o addirittura alla Uefa, in cuor suo credeva solo lui. La consolazione viene dai tifosi, i quali sono sempre stati vicini alla squadra – anche a Bergamo, anche nei momenti più delicati – e alcuni di loro hanno addirittura acquistato una pagina de Il Secolo XIX e altri giornali per scrivere una lettera aperta di ringraziamento alla società, allo staff tecnico, alla squadra. «È un attestato di stima, fa fare riflessioni importanti – assicura Gasperini – Bisogna essere chiari con i tifosi: c’è un passo della lettera, scritta con molto realismo a parer mio. Dice che si riparte da zero. Siamo soddisfatti di quanto abbiamo fatto, a prescindere da queste ultime partite. Ma l’anno prossimo sarà tutto molto difficile. Ci sono squadre già forti che si attrezzeranno per fare ancora meglio. Abbiamo la consapevolezza che il prossimo anno dovremo partire dall’obiettivo primario, senza tanti proclami: bisognerà pensare soprattutto a restare in serieA». Tutto il resto sarà un di più, ammesso che arrivi. Perché è sempre difficile ottenere certi risultati,ma lo è ancor più ripetersi a certi livelli o addirittura fare meglio. Su questo punto Gasperini è chiaro e non nasconde che ci saranno delle difficoltà. La delusione del tecnico, pur in una stagione ben al di sopra delle attese, sta nel fatto che c’erano le condizioni per andare oltre, per fare qualcosa di più, per fare una vera impresa. Invece il Genoa mentalmente si è accontentato, perdendo una ghiotta occasione. Mentre del domani non vi è certezza. Non solo perché non è detto che Borriello,Konko,Criscito, Bovo e altri protagonisti di questa stagione facciano ancora parte dell’organico del Grifone, ma anche perché pur lavorando – sulla carta – al meglio, non c’è garanzia di risultati. Il Torino, come rosa, non era forse da Uefa? Invece si è salvato alla penultima giornata, soffrendo le pene dell’inferno. E il Bari non retrocesse forse con Boban, Jarni e Platt? «L’obiettivo primario è mantenere la categoria», ribadisce con realismo Gasperini.

IL SECOLO XIX - Juric frena «Cambiare è rischioso». Rubinho parla del futuro: «Andrei via solo per una squadra più importante». di giovanni Ciolina. BERGAMO. In campo è il guerriero che ogni allenatore vorrebbe avere. Lasciate scarpette, maglietta e calzoncini Ivan Juric è l’uomo dalle parole pesanti, mai banali e soprattutto personaggio che non manca mai di buttarsi a pesce nel tema di giornata. «Spiace eccome, aver perso quattro partite di fila, ma questa è una squadra che se va al massimo raggiunge i traguardi che si prefigge, ma gli basta mollare anche un dieci per cento e per noi si fa difficile. Per altri una percentuale modesta, per il Genoa è troppo». La spiegazione allo 0-2 di Bergamo, ma anche alle quattro battute d’arresto consecutive, è fin troppo facile. Scontata, ma veritiera. Il croato non ha problemi ad affermare «che l’arbitro ha esagerato», ma nell’esame della gara con i nerazzurri «il primo tempo non è stato male,ma alla prima occasione abbiamo preso gol». Al Grifone, nel finale di stagione, è forse mancata cattiveria e grinta «che una volta raggiunto l’obiettivo principale della salvezza sono venuti meno », anche se come ha sottolineato Rubinho in veste di spettatore «abbiamo disputato un torneo strepitoso, che nessuno si aspettava. Proveremo a fare bene il prossimo anno. Il calo c’è stato, ma dopo un torneo giocato così è normale...». Archiviato il torneo con un decimo posto di grande valore, il Grifone pensa al futuro. Tra i tanti che vengono dati in partenza c’è anche il portiere: «Ho un contratto fino al 2010, ma se la società deciderà di cedermi, spero di andare in una squadra più importante ». Il Palermo sembra dietro l’angolo, ma non solo. E di futuro ne parla anche Juric quando gli si paventa l’obiettivo Uefa per la prossima stagione. «A quanto si sente dire andranno via in tanti e molti dei quali bravi. Bisognerà vedere chi arriva e come riusciranno ad integrarsi». Il centrocampista non fa nomi e riferimenti particolari, ma l’impressione è che il discorso sia per i vari Bovo, Criscito, Konko, Borriello, Santos, Rubinho che potrebbero lasciare la compagnia. Se così fosse il Grifone perderebbe parte dell’ossatura di questa stagione, ma il condizionale è d’obbligo e soprattutto bisognerà attendere le prime mosse (quelle riguardanti Borriello) per verificare le prime mosse. Anche perché per le comproprietà le perdite potrebbero essere compensate con qualche arrivo importante e interessante: Lanzafame, per esempio, inserito nel discorso Criscito; Cassani e Dellafiore dal Palermo per l’affare Bovo. L’ultima sparata di verità di Ivan Juric è per Borriello: «Mi spiace molto ma deve essere consapevole di aver disputato un grande campionato, nel quale nessuno gli ha regalato nulla. Sabato ho visto che qualcuno ha regalato qualcosa…». Sorride e fa capire di averla detta grossa.

IL SECOLO XIX - Ghinassi sarà il rinforzo della Primavera. Il difensore verrà convocato da Chiappino per la finale scudetto. Anche i Giovanissimi sono in corsa per lo scudetto. di Giuliano Gnecco. Bergamo. La linea verde inizia a pagare. Lo scorso anno sia la Primavera di Vincenzo Torrente sia gli Allievi di Luca Chiappino arrivarono alla fase nazionale (gli Allievi persero solo in finale contro il Milan di un super Paloschi), con il Viareggio come ciliegina sulla torta. Quest'anno la Primavera, passata a Chiappino, si è qualificata per la final eight, obiettivo raggiunto ieri anche dai Giovanissimi Nazionali di Andrea Bianchi grazie al successo esterno (3-1) sulla Cisco Roma. Due squadre sono dunque ancora in corsa per lo scudetto di categoria. Non solo: quest'anno sono entrati nel giro della prima squadra Andrea Signorini, Emmanuel Ledesma, Umberto Eusepi e Oscar Torres. Hanno esordito in A - con profitto - Matias Masiero e Silvano Raggio Garibaldi. Ieri, sul filo di lana, ha debuttato anche Tommaso Ghinassi: «Sono contento, e ringrazio la squadra. È stata una annata particolare, poi vedremo». L'impressione è che - a salvezza acquisita con largo anticipo - Ghinassi si aspettasse di giocare di più: «No, non mi aspettavo niente - assicura - Sono felice che sia arrivato l'esordio. Quanto alle quattro sconfitte consecutive, sono cose che possono succedere. L'Atalanta non ci ha regalato nulla; spiace per Borriello perché ci tenevamo ad aiutarlo. Lui è il capocannoniere morale, con quello che è successo all'ultima giornata». Sul futuro? «Non lo so, a me piacerebbe restare», confida Ghinassi. Il futuro immediato per lui potrebbe essere con la Primavera nella final eight che si giocherà a Chieti dal 2 all'8 giugno. Poi occorrerà una nuova semina per raccogliere i frutti. Perché Eusepi e Ledesma potrebbero essere mandati in B a fare esperienza, e Silvano Raggio Garibaldi è in bilico fra il definitivo passaggio in prima squadra e un anno a farsi le ossa. Intanto anche lui è in ballo per portare a casa lo scudetto di categoria.

 

LA REPUBBLICA - Genoa, chiusura da dimenticare E Borriello non saluta i tifosi. di Gessi Adamoli. Quarto ko consecutivo, ma resta tra le prime dieci. BERGAMO - Il Genoa chiude in maniera ingloriosa quello che, sino a quattro domeniche dalla fine, sarebbe stato un campionato da incorniciare. Perde la partita, non assiste in maniera adeguata Borriello nella sua rincorsa al titolo di capocannoniere e si fa anche saltare i nervi (espulsi Danilo e Milanetto). La sconfitta di Bergamo non pregiudica, però, il piazzamento nella parte sinistra della classifica (il Genoa è decimo, l´Atalanta nona in virtù della differenza reti negli scontri diretti). Il decimo posto non rappresenta solo una soddisfazione meramemte platonica, in ballo c´era anche oltre un milione di euro. C´entrano i diritti televisivi, che dal 2010 saranno gestiti in forma collettiva da tutti i club della serie A e che saranno poi ridistribuiti tenendo conto di vari parametri tra i quali, per l´appunto, il piazzamento nei due campionati precedenti. Ma subito c´è da spartirsi il "tesoretto" (diritti in chiaro e sponsorizzazioni varie) che ogni anno anno la Lega Calcio distribuisce tra le 20 squadre della serie A. C´è una quota fissa di 2 milioni e mezzo di euro per le grandi (Inter, Milan, Juventus e Roma), c´è il famoso "paracadute" per le squadre retrocesse in serie B (2 milioni e mezzo se erano al primo anno di serie A o addirittura 5 milioni el caso di Livorno, Parma e Empoli), c´è poi una quota praticamente simbolica (tra i 100 e i 200 mila euro) per le squadre classificate dall´undicesimo e il diciassettesimo posto, ma il piatto diventa interessante (tra il milione e i 2 milioni di euro) per l´appunto dal decimo posto in su. Alla partita che vale un mucchio di euro. Gasperini ci arriva con una squadra ormai scarica e rimaneggiatissima. Oltre a Rossi, Criscito, Sculli, Rubinho, Vanden Borre e ai lungodegenti Paro e Masiero, durante il riscaldamento il tecnico deve anche rinunciare a Bovo. Così nella difesa a tre è costretto a schierare due mancini, Santos e Lucarelli, al quale chiede di adattarsi a giocare a destra. In panchina per arrivare a 18 deve fare ricorso a Ledesma e Torres, due ragazzi della Primavera, arrivati in ritiro nella notte dopo aver giocato a Catania. Ma il Genoa è ormai scarico, ha staccato la spina dopo Siena. Difficile riprendere il filo di un discorso tecnico, tattico e soprattutto di motivazioni che sembra essersi irrimediabilmente reciso. La rabbia agonistica di Borriello non porta ad alcun risultato tangibile, anche perché quella squadra, che lo assecondava splendidamente e ne esaltava le sue qualità, non c´è più. E´ la quarta partita del Genoa senza gol, un non senso per un calcio, come quello di Gasperini, votato all´attacco. A complicare le cose c´è poi una difesa distratta e approssimativa. La retroguardia rossoblù si fa tagliare fuori banalmente da un lancio in profondità di Guarente. A Floccari, il centravanti che Dalla Costa aveva portato al Genoa dal Mestre salvo poi subito rivenderlo dopo una manciata di partite in prima squadra, viene steso un immaginario tappeto rosso verso la porta di Scarpi. Si infila tra De Rosa e Santos, statuari come due corazzieri di guardia al Quirinale, e supera il portiere genoano in uscita con un morbido pallonetto. Il Genoa fatica a riordinare le idee, ma al 41´ ha l´occasione per acciuffare il pareggio. Il colpo di testa di De Rosa, mentre Pellegrino trattiene vistosamente Borriello impedendogli di saltare, è però respinto sulla linea da Capelli. Scarpi all´11´ della ripresa compie l´unico errore della sua partita, esce a vuoto ma Ferreira Pinto di testa manda fuori. Entra Di Vaio per un evanescente Leon, ma al 21´ il Genoa resta in dieci. Fallo di ostruzione sulla fascia di Danilo ai danni di Ferreira Pinto e il giovane arbitro Tommasi estrae il secondo cartellino. Gasperini, che perde per infortunio Konko, sostituisce anche Wilson e ridisegna il Genoa secondo un temerario 3-4-2, con i nuovi entrati Ghinassi e Fabiano sulle corsie esterne. Ma al 34´, dopo un intervento di Manfredini su Fabiano, robusto ma sulla palla, il Genoa resta in nove perché viene espulso per proteste Milanetto che invocava il rigore. Ci sono praterie per i contropiedi dell´Atalanta e nel recupero arriva il secondo gol con Floccari che serve il giovane Marconi tutto solo (e in fuorigioco) davanti alla porta sguarnita. E finita e Borriello fila via dritto negli spogliatoi, senza nemmeno fare il terzo tempo e passare a salutare i tifosi.

LA REPUBBLICA - L´amarezza di Gasperini "Peccato finire così". Il tecnico: "Grazie comunque a questi ragazzi". Juric: "Servono rinforzi" Borriello: ora penso solo alla Nazionale. di Gessi Adamoli. BERGAMO - Marco Borriello è filato via dritto negli spogliatoi senza passare sotto la curva dei 500 tifosi genoani: «Ero deluso e amareggiato, i miei tifosi li saluterò come meritano in settimana. La mia resta comunque una stagione importante e spero di concluderla degnamente con la convocazione in Nazionale». Ha un diavolo per capello anche Gasperini. Non gli va come la sua squadra ha chiuso una stagione straordinaria e nemmeno il fatto di aver lasciato al Napoli la passerella europea dell´Intertoto. La sua è la conferenza stampa più breve della stagione. C´è tutto il tempo per arrivare a Desenzano alla festa oraganizzata dal presidente Preziosi, la verità è che ha poca voglia di parlare. Subito una frecciata al suo collega Del Neri: «All´andata l´Atalanta si era lamentata per il rigore e per il gol annullato per fuorigioco, ma poi la televisione dimostrò che aveva visto giusto l´arbitro. Questa volta toccherebbe a noi lamentarsi, ma in fondo era l´ultima partita e per fortuna il risultato contava relativamente». Ringrazia pubblicamente i suoi giocatori. «Sono stati protagonisti di una stagione straordinaria. Non siamo mai stati in zona a rischio, così abbiamo potuto vivere con grande serenità e senza tensioni la nostra prima stagione di serie A. Ci siamo salvati a Palermo, la vigilia di Pasqua: a quel punto, senza l´Intertoto come traguardo, era difficile continuare ad avere motivazioni importanti». Un apprezzamento anche per i tifosi: «Bellissima la lettera che ci hanno dedicato. C´è un punto importante, quello in cui si dice che il nuovo campionato ci vedrà ripartire da zero. Hanno ragione: la prossima stagione sarà certamente più difficile, le squadre della nostra fascia saranno sicuramente più attrezzate. Noi siamo pronti, ma fondamentale per raggiungere gli obiettivi sarà proprio la chiarezza nei confronti dei nostri tifosi». Ma c´è chi come Juric si dice preoccupato: «Sento che molti giocatori di quest´anno andranno via, ma per avere una squadra all´altezza ne dovranno arrivare di altrettanto validi. Anche perché queste ultime partite hanno dimostrato che siamo una squadra che per ottenere dei risultati deve sempre esprimersi al cento per cento, basta anche un calo del 10 per cento per non essere più competitivi». Milanetto contesta l´espulsione: «Non ho offeso l´arbitro, gli ho solo detto che era un rigore clamoroso. La verità è che non si era accorto di avermi già ammonito». De Rosa incorona comunque Borriello re dei bomber: «E´ lui il capocannoniere morale del campionato, non voglio entrare nei dettagli di come Del Piero e Trezeguet l´hanno superato». Ha il contratto in scadenza e fa parte di quei giocatori che sicuramente non verranno riconfermati. Il suo è un addio: «Volevo e potevo dare di più, sono il giudice di me stesso più severo che può esserci. Però sono comunque soddisfatto per il contributo che ho dato a questa grande stagione del Genoa. L´inizio era stato difficile, ma poi siamo andati oltre ogni più rosea aspettativa. Merito dell´applicazione e della professionalità di un gruppo eccezionale, ma giocare è più facile quando l´affetto e la partecipazione dei tifosi si percepiscono così tangibilmente».

 

LA REPUBBLICA - Atalanta, successo e aggancio nel Genoa ci prova solo Borriello. Per i bergamaschi un gol per tempo e l'aggancio in classifica ai danni dei rossoblù. I liguri, non aiutati dall'espulsione di Danilo, chiudono con 4 sconfitte di fila. BERGAMO - L'Atalanta si congeda dal proprio pubblico con una vittoria che vale l'aggancio sullo stesso Genoa, che invece chiude con 4 sconfitte consecutive. Decidono uno splendido gol di Floccari, uno dei maggiori protagonisti dell'ottima stagione nerazzurra e quello di Marconi in pieno recupero. Del Neri sceglie Capelli in difesa, mentre Fissore va in panchina. Gasperini invece perde Rossi a causa della gastroenterite e preferisce a centrocampo Danilo a Fabiano e in difesa dentro De Rosa per Bovo. A casa anche Rubinho e Sculli. Il primo a provarci è Borriello con una grande azione sulla sinistra, bel dribbling, un pò meno il tiro e la palla si perde sul fondo. L'attaccante, motivato dalla classifica cannonieri, è molto attivo. Il campo piuttosto pesante non favorisce le giocate sorattutto di chi si propone in avanti. Non ci sono grosse emozioni, ma il risultato si sblocca, a favore dell'Atalanta, al 32': lancio lungo di Guarente per Floccari che al limite dell'area controlla al volo di sinistro e infila Scarpi. Al 34' la risposta del Genoa con una punizione dalla sinistra di Milanetto e colpo di testa di Santos che Coppola para a terra. Insiste la formazione rossoblù che sfiora il pari al 41': prima Manfredini anticipa in maniera provvidenziale su Wilson e poi sul corner Capelli salva sulla linea dopo il colpo di testa di De Rosa. Ad inizio ripresa Del Neri presenta la novità Fissore al posto di Pellegrino. Al 4' altra occasione per il Genoa: Coppola esce male, palla a Konko, quindi Rivalta salva in scivolata. Dall'altra parte sbaglia anche Scarpi e Capelli da ottima posizione alza sopra la traversa. Al 16' spreca Padoin che lanciato in contropiede si fa respingere la conclusione. Al 21' Genoa in 10 per l'espulsione di Danilo, già ammonito in precedenza, dopo un fallo su Fissore. Il Genoa in 10 non sembra avere la forza per reagire e in pieno recupero l'Atalanta raddoppia: Floccari va via sulla sinistra in area, serve il giovane Marconi che non può fare altro che appoggiare in rete.

LA REPUBBLICA - Leon impalpabile, Wilson fallisce. di Gessi Adamoli. Scarpi 6,5 Un errore (uscita a vuoto ma Ferreira Pinto lo grazia), ma decisivo più di una volta quando l'Atalanta può contare sulla superiorità numerica. Lucarelli 7 Non solo gioca a destra, lui che è un mancino, senza imbarazzi evidenti, ma è anche l'ultimo ad arrendersi. De Rosa 5,5 La condizione fisica non è delle migliori, tagliato fuori dal lungo lancio di Guarente che mette Floccari solo davanti a Scarpi. Santos 5 Sbaglia tutti i disimpegni, anche i più facili. E, insieme con De Rosa, fa la bella statuina in occasione del gol di Floccari. Konko 6 Messo ko da una distorsione al ginocchio. Dal 24' st Fabiano 5,5: a sinistra un po' più vivace di Danilo. Milanetto 5 Più proteste che palloni giocati. Juric 6 Fa il suo, è la squadra attorno a lui che non gira più come prima. Danilo 5 Proprio come nel derby messo fuori gioco da due cartellini gialli evitabilissimi. Wilson 5 Gasperini gli dà fiducia. Ma con questa incolore prestazione l'attaccante brasiliano ha compromesso ogni possibilità di essere riconfermato. Dal 25' st Ghinassi 5,5: per il ragazzo toscano è l'esordio in serie A. Dà una buona palla in profondità a Milanetto, ma ciabatta sul fondo un cross e sbaglia un disimpegno che innesca una pericolosa ripartenza di Padoin. Borriello 6 Deve segnare due gol per riprendersi (in coabitazione con Del Piero) lo scettro di capocannoniere. Gioca con grandissima determinazione, però senza mai arrivare al tiro anche perché non supportato in maniera consona dalla squadra. Leon 5 Impalpabile e a tratti anche indisponente. Dal 15' st Di Vaio 5,5: entra nel momento peggiore.

 

     

 

 

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