STAGIONE 2006/07

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Reti: 14' Bellucci, 55' Torrisi, 63' Marazzina, 77' Adailton.

Bologna: Antonioli; Castellini, Terzi, Costa, Brioschi, Amoroso (70' Filippini), Mingazzini, Smit (48' Torrisi) Zauli, Marazzina (68' Nervo), Bellucci. Allenatore: Ulivieri. (Colombo, Mezzano, Morosini, Della Rocca).

Genoa: Barasso, Criscito, De Rosa, Stellini (74' Botta) Coppola, Juric, Longo, Fabiano, Adailton, Greco (63' Tavares), Sculli (46' Zeytulaev). Allenatore: Gasperini. (Rubinho, Tiago Pires, Biasi, Pedro Lopez)

Arbitro: Rocchi di Firenze. Spettatori: 11.707

 

     

 

     

 

AKAIAOI - Facciamola breve và. Il Genoa si presenta a Bologna senza Bega, Milanetto e Rossi poi a fine primo tempo perde anche Sculli. Gasperini s'inventa una formazione con 3/11 fuori ruolo (la fascia destra è al completo in tribuna). Dopo l'infortunio di Sculli invece d'inserire Botta a destra e spostare Fabiano in avanti (Botta, Coppola, Longo, Juric - Adailton, Greco, Fabiano) mette in campo Zeytulaev (siamo tutti allenatori vabbè però). A questo si aggiunge un De Rosa definiamolo distratto e un Barasso che su una punizione, mentre i suoi compagni si palleggiano le balle, gli va a sbraitare di formare la barriera e becca un gollonzo dalla 3/4. Veniamo alla gara, al 07' Criscito in avanti tenta con un tiro teso da fuori area ma la palla finisce a lato. 10' Ripartenza bolognese, azione prolungata di Zauli che dalla destra mette un traversone al centro sul quale Bellucci si proietta come un treno e anticipando Barasso mette di testa di poco sopra la traversa. 14' La palla giunge a Bellucci che invece di essere controllato da De Rosa si gira, prende la mira, si rimette a posto un riccio e fulmina rasoterra a rete da 25 metri. Il diagonale supera Barasso in tuffo e prende il palo interno infilandosi in rete. 15' Juric interviene su Zauli e viene ammonito. 21' Su un tiro-cross di Fabiano Greco tenta l'intervento ma Antonioli anticipa il genoano. Il Bologna con ficcanti contropiede mette sovente in difficoltà la difesa Genovese che però riesce all' ultimo sempre ad impedire il tiro ai felsinei. 28' Juric mette centralmente per Adailton che stoppa la palla e tira a rete ma Antonioli è pronto alla respinta. 33' scambio sulla sinistra tra Coppola e Longo, quest' ultimo s'accentra leggermente e d'improvviso scaglia un missile a girare verso la porta di Antonioli. Il portiere inutilmente si tuffa per deviare la sfera che lo supera e sbatte in pieno contro l'incrocio dei pali sinistro. 34' Ammonizione per Amoroso per un intervento da dietro. 37' Su un azione dubbia (forse la palla era uscita) Bellucci picciona un difensore, avanza e centra. De Rosa non interviene e Marazzina indisturbato davanti alla porta riesce a incespicarsi sulla palla mancando clamorosamente il gol. 39' Marazzina viene smarcato a centro area, Criscito recupera e stoppa il suo tiro. La palla rimane nei piedi dello stesso attaccante bolognese che ritenta il tiro ma ancora una volta Criscito ribatte la sfera proprio sulla linea di porta. 43' Ammonizione per Marazzina che protesta per un fuorigioco. 44' Traversone in area Bolognese, la palla sul secondo palo s'abbassa e Sculli tenta di deviarla con la testa ma anche Antonioli è sulla sfera e lo scontro è inevitabile. Dopo alcuni minuti i due riprendono la partita poi Sculli nell'intervallo viene sostituito con Zeytulaev. Secondo tempo e dopo 2 minuti Torrisi sostituisce Smit. 52' Il Genoa conquista una punizione che viene battuta da Adailton ma il portiere è pronto alla respinta. 55' Fallo sulla 3/4, sulla palla l'appena entrato Torrisi che vede Barasso fare quello che ho descritto prima e con un pallonetto da 30 metri mette al sicuro il risultato. 63' Contropiede Felsineo, dalla destra parte un traversone a centro area dove si trovano solo De Rosa e Bellucci. Il difensore genoano in anticipo sul bolognese salta ancora più in anticipo e ceffa la palla che 5 secondi dopo arriva perfetta sulla testa di Marazzina che saltando 20 centimetri da terra la piazza imparabile per Barasso. 65' Inizia la girandola delle sostituzioni finali, Tavares entra per Greco che non l'ha mai vista in tutta la gara. 68' Nervo per Marazzina. 70' Filippini per Amoroso. 74' Entra Botta per Stellini. 77' Traversone dalla sinistra di Fabiano, la palla arriva a destra dove di testa Botta ribatte mettendo in area. Tavares fa da sponda per Adailton che davanti ad Antonioli contrastato da due bolognesi allunga il piede e mette nel sacco. Qualche tentativo da una parte, qualche contropiede dall' altra e la partita finisce. L'ho fatta breve.

 

TUTTOSPORT - Il Bologna umilia il Genoa. Nell’anticipo liguri ancora sconfitti (3-1): a novembre hanno fatto solo 2 punti. Segna Bellucci, Barasso regala il raddoppio a Torrisi, tris di Marazzina. Sull’1-0 Longo coglie una traversa, la squadra di Gasperini accorcia con Adailton (9° gol) La vittoria porta almeno per un giorno i ragazzi di Ulivieri al comando con il Napoli e il Piacenza. BOLOGNA. Genoa, che batosta. Arrivata al termine di una partita che ha visto i rossoblù di casa battersi con grande determinazione su ogni palla, riuscendo a sfruttare le debolezze altrui. Che prima erano latenti ma che già da sabato scorso sono diventate evidenti. E tutto questo a prescindere dalle gravi responsabilità del portiere Barasso sulle prime due reti bolognesi firmate da Bellucci e Torrisi. Sì, perché al Dall’Ara si è visto un Genoa volenteroso e propositivo ma un po’ sul­le gambe e con le idee annebbiate. Ha pesato l’assenza di Milanetto in mez­zo al campo, ha pesato anche l’assenza di Bega in difesa, ha pesato anche la scarsa vena degli avanti che, Adailton a parte, giocano molto ma concludono poco. Compreso Greco che non è più letale come in avvio di stagione. Ma la gara si è decisa a centrocampo dove la maggior lucidità dei giocatori di Ulivieri ha permesso al Bologna di contenere il fitto lavorio avversario e di ripartire con veloci folate sulle fasce. Il contropiede del tecnico toscano ha avuto la meglio sulle strategie di un Gasperini che forse ha chiesto troppo ai suoi. Gli emiliani in un colpo solo centrano tre obiettivi: cancellano le amarezze di Napoli, sorpassano in classifica il Genoa e pongono una seria candidatura per un posto in serie A. Il Genoa invece, a una settimana esatta dalla terribile sfida di Marassi contro la Juventus, dovrà leccarsi le ferite in quel di Pegli, riorganizzare le idee e ripensare anche a un sistema di gioco che regala soddisfazioni se tutti gli interpreti sono al massimo della condizione ma che non ammette cali individuali soprattutto negli assi portanti. Preziosi farà il suo sul mercato: 4 i probabili arrivi. Sistemi di gioco omologhi, ma solo sulla carta. Già, perché mentre il tridente offensivo genoano è costantemente proiettato in avanti, quello di casa, invece, lascia solo Marazzina avanzato mentre Bellucci e Zauli sono costretti anche a ripiegare. E ciò cam­bia anche l’assetto difensivo del Bologna che da una difesa a tre di partenza si rifugia spesso e volentieri in una 5 più solida. I primi minuti sono di studio poi Bellucci, al 14’, estrae dal cilindro una fucilata che beffa il sorpresissimo Barasso. Il Genoa ferito si ribella e riparte in avanti a testa bassa. Troppi però i passaggi, quasi ostinati, e poche le conclusioni in porta. Al 39’ Longo, tra i migliori in campo, si stufa di profondersi in passaggi e tira dai 25 metri colpendo in pieno la traversa. Un sussulto che risveglia il Bologna ma Marazzina non sfrutta un assist di Zauli ( grande intervento di Criscito in interdizione) e poi di Bel­lucci. Nel finale di tempo Antonioli si immola in un’uscita su Sculli: scontro di testa con un po’ di paura e un tur­bante per il portiere. Sculli, comun­que, resterà negli spogliatoi. Nella ripresa si attende la reazione convinta del Genoa e invece maramaldeggia il Bologna. Che colpisce ancora con una punizione di Torrisi, appena subentrato a Smit, da 40 metri che trova Barasso fuori porta. Neanche il tempo per gioire e arriva il terzo gol, firmato da Marazzina che inzucca in maniera vincente un bel cross di Brioschi. Partita chiusa, a questo punto. I genovesi punti nell’orgoglio cercano il gol della bandiera che trovano nel finale con il solito Adailton ( sempre ca­pocannoniere). Ma la delusione in casa Genoa è palpabile, d’altronde solo 3 punti nelle ultime 5 partite è sintomo di crisi, non più solo di crisetta. E mentre i genovesi stanno a lungo nel­lo spogliatoio a rapporto da tecnico e dirigenti, Ulivieri può finalmente gioire: « Grande gara, digerita nel migliore dei modi la sconfitta di Napoli. Benissimo la difesa e contropiede vin­centi. Che gioia sentire i tifosi invocare il mio nome » . Che i temporali siano definitivamente passati sul Bologna? Gasperini: « Preso gol balordi, sono co­se negative che si portano avanti ormai da troppo tempo. Il 2- 0 tolto il morale. Ora dobbiamo recuperare la condizione fisica di molti giocatori. Contro la Juve avremo l’opportunità per recuperare morale ed entusiasmo » .

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. Mingazzini è una furia, bravo Castellini Greco non punge più, De Rosa naufraga. BOLOGNA. Antonioli 6.5: salvato dalla traversa al 25’ pt, bravo su Sculli, rimedia una forte botta in testa. Ripresa con il turbante. Castellini 7: attento e vispo come sempre. Asfissia Adailton, seguendolo praticamente ovunque. Terzi 6.5: si batte come un leone sul guizzante Greco. Duello tosto il loro. Costa 5.5: fatica a contenere la rabbia di Sculli. Meglio su Zeytulaev. Brioschi 6: controlla, non sempre bene, Fabiano. Manda in gol Marazzina. Amoroso 6.5: cerca di calibrare il gioco bolo­gnese. Sempre nel vivo dell’azione e comunque positivo. Filippini (25’ st) 6: fa il suo. Mingazzini 7.5: una furia alla costante ricerca del pallone. Instancabile e prezioso. Smit 6: non brilla ma neanche demerita. Esce in avvio di ripresa per infortunio. Torrisi (3’ st) 6.5: entra e dopo sei minuti battezza il suo esordio stagionale con un gollonzo. Zauli 6: alternate giocate pregevoli (assist a Marazzina) ad errori disarmanti. Peccato non dia più continuità alle sue ispirazioni. Marazzina 6: si divora almeno due occasioni incredibili. Ma si rifà al 17’ st con una testata vincente. Nervo (23’ st) 5: non convince. Bellucci 7: gol capolavoro il suo, anche se aiutato da Barasso. Un pericolo costante. All. Ulivieri 6.5: disegna un Bologna coriaceo e propositivo. Nonostante i battibecchi nello spogliatoio la squadra in campo pare seguirlo. GENOA. Barasso 4: un disastro. Sorpreso dalla fiondata di Bellucci, “uccellato” da Torrisi quasi da metà campo... Criscito 7: non ha tradito. Salva un gol che pareva fatto e chiude fin che può su ogni avversario. Brillante a destra, lui mancino naturale. De Rosa 4.5: spiana la strada a Marazzina in due occasioni, alla terza il bomber segna. Stellini 5.5: fatica troppo a prendere le misure a Zauli. Botta (31’ st) 6: incide subito con la torre per il gol di Adailton. Coppola 6: soffre nel tenere la fascia destra. E allora si sposta in mezzo a far legna. Juric 4.5: confusionario e un po’ incerto. Longo 6.5: dà ordine al gioco genoano, gioca con stile e colpisce pure una traversa con un tiro bellissimo dai 25 metri. Senz’altro tra i migliori. Fabiano 6: un po’ scostante ma dai sui piedi partono interessanti palloni per i compagni dell’attacco, purtroppo per lui, poco ispirati. Adailton 6.5: stranamente nervoso ma sempre pericoloso. Timbra nel finale con un gol di rapina e resta capocannoniere. Greco 5: ha il merito di buttarsi su ogni palla ma non fa male. Diogo (18’ st) 5: inconsistente. Sculli 6: il più pericoloso dei rossoblù nei primi 45’ Poi si fa male ed è costretto alla resa. Oggi sarà davanti alla Disciplinare. Zeytulaev (1’ st) 5.5: impegno costante, ma incisività poca. All. Gasperini 5: la difesa barcolla, il centrocampo zoppica e l’attacco si è inceppato. Tocca a lui trovare la cura ricostituente. Arbitro. Rocchi 6.5: direzione lineare ed equilibrata.

 

IL SECOLO XIX -  Crollo Genoa. Adesso è crisi. Decisivi due errori di Barasso: i rossoblù colpiscono una traversa e segnano solo nel finale. di Giovanni Ciolina. BOLOGNA. Dov’è finito il Grifone? Se non poteva essere quello troppo bello della prima ora contro il Cesena, non può certo neppure essere quello sconfitto(3-1) ieri sera a Bologna. Per quanto riguarda i risultati il Bologna apre definitivamente la crisi genoana. Ma Bellucci, Torrisi e Marazzina affossano il Grifone in un pozzo nero non piacevole per quanto riguarda il gioco. Troppo brutto il Genoa di Bologna per essere vero. D’accordo le assenze, passi pure la prestazione da ultima spiaggia (per riagganciare la testa della classifica) dei padroni di casa, ma i rossoblù non entrano mai in partita.E da San Luca possono festeggiare solo le coppiette bolognesi che vedono issarsi dal Dall’Ara autentici fuochi artificiali. È dark, Bologna, per il Genoa. Come canta Lucio Dalla. In tutti i sensi. Da sei turni non si assapora più il gusto della vittoria all’ombra della Lanterna. Un record negativo che eguaglia il filotto tra gennaio e febbraio del 2005. C’è lo sguardo attonito di Stefano Botta al raddoppio di Torrisi ad inizio di ripresa (Barasso guarda il pallone insaccarsi). Dice tutto. C’è poi il capo chino di De Rosa,battuto in elevazione da Marazzina nel 30, a decretare la resa del Grifo. Solo il pubblico resiste. Gli oltre duemila genoani accorsi in Emilia incitano la squadra, ma a festeggiare è soprattutto Claudio Bellucci, all’ottavo centro stagionale. «Sembra ancora più vecchio», sibila Domenico Arnuzzo in tribuna durante il riscaldamento. «Me lo ricordo alla Samp...». Ma da quando è al Bologna segna tanto. E spesso è decisivo. Come ieri. Le sorprese le ritrovi anche alla lettura delle formazioni. In campo scopri che il lavoro delle due squadre quando i cancelli dei rispettivi centri sportivi sono chiusi, partorisce uno schieramento a sorpresa. Intanto il Genoa rinuncia a Milanetto, che Gasperini preferisce non rischiare in vista della Juventus, e a Rossi. Ma questo era già in archivio. E allora spazio allo sorprese. In campo finiscono Longo e Juric. Gasperini li schiera nell’anima del gioco e defila Coppola a destra. Cambiamenti anche nel trio delle meraviglie: Adailton a sinistra a vedersela con Castellini, mentre Sculli cambia versante. Però l’aria di destra di Bologna non giova al calabrese che raramente riesce a mettersi in mostra e lascia il campo a fine primo tempo per una testata con Antonioli. Ma è il Genoa,nel suo complesso a stentare, a faticare. Le assenze restano un elemento non trascurabile,ma in campo sono undici contro undici.E quelli del Bologna danno l’impressione di essere più motivati, di avere più voglia di correre, sacrificarsi. Insomma di fare risultato. Non che Stellini e compagni non nutrano la stessa ambizione, ma almeno sul prato verde l’impressione è di un vorrei ma non posso. O meglio non riesco. L’esempio è Juric. Il croato riesce finalmente a giocare dal primo minuto e vuole a tutti i costi dimostrare al tecnico,ma soprattutto ai tifosi, i propri numeri. Pur trovandolo in ogni parte del campo i risultati non sono quelli che forse lo stesso Juric si aspetta. La manovra del Grifone è prevedibile e spesso lenta.Quando poi il pallone viene spedito verso Greco, Lupo si trova spesso a battagliare con un nugolo di avversari che puntualmente gli strappano il pallone dai piedi. E Gasperini molto spessosi infuria. Tenere palla e far salire la squadra sarebbe auspicabile, ma quando ti senti don Chisciotte anche Terzi ti sembra un mulino che rotea le proprie pale a velocità supersonica. L’alternativa è la conclusione da fuori. Seriamente ci prova Longo, ma la dea bendata da tempo ha piantato in asso i rossoblù. Ci pensa la traversa( al 31’)a far piangere il Grifone. Se si passa quaranta metri più avanti non trovi certo un terzetto di fenomeni,ma il rendimento è sicuramente più evidente e gradevole. Improvvisamente imbrocchiti i tre attaccanti del Genoa? Assolutamente no. Sarebbe la considerazione più sbagliata. Il fatto è che Bellucci, Marazzina e Zauli sono maggiormente assistiti dai compagni del centrocampo e riescono a manovrare in velocità e con spazi aperti davanti. Praterie nelle quali si incunea Claudio Bellucci al 14’ per scardinare lo 0-0 iniziale. Il destro da una trentina di metri è violento e angolato (tanto da sbattere sul palo),ma non sembra irresistibile. L’impressione è che Barasso parta con un attimo di ritardo e non riesca a toccare il pallone. Il risultato è che il vantaggio regala ulteriore carica e tranquillità al Bologna, che può agire in contropiede. Il gioco che preferisce. La manovra nella quale Mingazzini e Amoroso sono maestri. E lì si sente l’assenza del ragionatore del centrocampo genoano. Ma anche la corsa del piranha Coppola. Tanto che i rischi proseguono con Marazzina che diventa l’autentico spauracchio della difesa genoana creando due nitide palle gol nel giro di due minuti (37 e 39). Purtroppo la via Emilia si rivela in una seconda Waterloo per il Grifone. Guarda caso ancora in notturna. Guarda caso dando vita allo stesso tipo di gara. Anzi. Se possibile anche peggio.E venerdì sera a Marassi c’è la Juve.Da brividi

 

IL SECOLO XIX - Le pagelle BARASSO 4,5 il bomber Bellucci estrae dal cilindro un colpo di quelli che in verità gli appartengono; la conclusione è potente e angolata, ma da distanza siderale, e il numero uno sembra in fatale ritardo. Sicuramente colpevole quando invece si appisola sulla punizione di Torrisi dall'altro capo della Via Lattea: stanotte non ci avrà dormito. Sono quelle distrazioni che fiaccano il morale di chi li fa e dei suoi compagni. A essere impietosi, anche sul terzo gol è piantato a terra; obiettivamente però in una serata diversa neppure si sarebbe notato il dettaglio. CRISCITO 6 La parentesi nell'Under 21 sembra averlo rinfrancato: pare quello di inizio stagione quando va a portare via la palla a Marazzina che sta mettendo in difficoltà De Rosa. Una conferma? Quando prima fa perdere l'attimo a Bellucci, poi salva sulla linea la seconda conclusione del capitano felsineo. Dalla sua parte non si passa, gli manca però ancora la necessaria continuità. DE ROSA 6 Dimostra di avere un coraggio da leoni - abbinato a sicurezza e tranquillità - quando per sbarazzarsi di Marazzina nella propria area si avventura un una finta e controfinta. Poi beffa l'avversario al 36' del primo tempo quando l'ex blucerchiato gli sbuca da dietro non trovando la palla per il tocco decisivo del centrale genoano. Dopo aver retto a lungo il fortino, solo nell'uno contro uno, sbaglia nella ripresa. STELLINI 6 La serata non si annuncia facile: deve dividersi fra Marazzina e - in raddoppio - su Zauli; trova però anche il modo di proporsi nell'area avversaria. È paradossale che la difesa sia la meno responsabile quando una squadra incassa tre reti (29' st BOTTA sv: troppo poco per cambiare una partita segnata ma contribuisce al gol di Adailton: il temperamento non gli ha mai fatto difetto) COPPOLA 5,5 L'esperienza dello scorso anno, quando Vavassori lo utilizzava come jolly a tutto campo, chiedendogli di cambiare quattro ruoli a partita, è servita: se ne giova Gasperini che - in emergenza - può reinventarlo esterno destro. Rispetto a Rossi è però meno portato alle percussioni e a sostenere Sculli; tende invece ad accentrarsi dove i due incontristi del Bologna non lasciano respirare il centrocampo genoano. Però non incide mai. LONGO 6 D'accordo, il Milanetto di questi tempi è afflitto da problemi fisici che non gli consentono di rendere secondo le sue potenzialità, però lui non lo fa rimpiangere. Quando il Genoa non trova varchi, fa tutto da solo e scaglia un missile terra-aria che fa tremare l'incrocio dei pali. È però difficile tessere una tela quando il Bologna usa sistematicamente lo schema numero uno: palla lunga per le punte, a saltare il centrocampo, per poi chiudersi a riccio. JURIC 5 Torna all'antico, a quando in Spagna faceva il centrocampista centrale prima che Gasperini lo scoprisse esterno. Si sovrappone a Fabiano, e non molla Zauli quando il fantasista si porta e in mezzo e l'ex mancino del San Paolo ottiene licenza di cercare il fondo. Pur essendo poco appariscente, fa un lavoro utile; è però spesso impreciso. FABIANO 6 Zauli tende ad accentrarsi molto e lui lo segue come un'ombra lasciandosi risucchiare lontano dalla fascia; funziona però l'intesa con Juric, che scala prontamente allargandosi. In questo modo però manca la spinta del brasiliano: dopo il vantaggio emiliano Gasperini corre ai ripari e gli permette maggiore libertà di manovra. Spinge molto sulla fascai sinistra, ma non riesce a sfondare. SCULLI 6 Potrebbe essere la sua ultima partita prima della possibile squalifica ma si comporta da serio professionista: al processo penserà da stamani. Conferma anche di essere duttile: stavolta parte da destra per obbligare Ulivieri a tenere basso Smit. Corre molto con generosità. Ha grande coraggio ad andare di testa mentre Antonioli esce con le mani protese sul cross teso di Fabiano, poi è costretto a lasciare il campo (1' st ZEYTULAEV 4,5: non si vede mai; dovrebbe contribuire alla riscossa ,ma scompare). GRECO 5 Prova il volo d'angelo per sorprendere Antonioli di testa ma Castellini con furbizia e mestiere gli tiene la maglietta - sbilanciandolo - senza che l'arbitro possa vedere. Si batte prima con Terzi, poi con Torrisi. Ma non arrivano mai palle giocabili (20' st DIOGO TAVARES 5,5: l'idea è di dare maggiore profondità, ma il portoghese non fa meglio del compagno anche se nel recupero va vicino al gol, ma Antonioli lo anticipa in uscita). ADAILTON 6 Inizia a sinistra, però spesso si accentra nella posizione di trequartista come contro lo Spezia. Non riesce a trovare spazio, fra Castellini e il rognoso Mingazzini che va a raddoppiare su di lui. Le punizioni? Deve provarci da lontano: Antonioli allontana a pugni uniti. Sfortunato quando sfiora l'incrocio. Non è serata, ma riesce comunque a trovare la zampata e a segnare il gol bandiera che illude il Genoa fino all'ultimo minuto. Peròè un gol che non basta. BOLOGNA Antonioli 6; Castellini 6, Terzi 6,5, Costa 7; Brioschi 6,5, Mingazzini 6,5, Amoroso 6,5 (25' st Filippini sv), Smit 6 (3' st Torrisi 6,5); Zauli 6,5, Bellucci 7; Marazzina 7 (23' st Nervo sv). ARBITRO Rocchi di Firenze 5,5: non vede una trattenuta di Castellini su Greco al 24' del primo tempo, però obiettivamente in questo caso è scaltro il difensore felsineo. Al limite dell'area il Genoa tende a cercare la punizione, tuttavia lui non ne fischia neppure una in tutto il primo tempo, anche quando i falli sono evidenti. di Giuliano Gnecco.

 

IL SECOLO XIX - Juric e Coppola difendono Barasso: «Deve restare sereno» Il tecnico: «Abbiamo l'obbligo di difenderlo». Venerdì sera contro la Juventus potrebbe giocare il brasiliano Rubinho. di Giovanni Ciolina. Bologna. «Barasso deve stare sereno. Lui deve essere consapevole che con i portieri è così: eventuali errori sono sotto gli occhi di tutti». Ivan Juric prende sottobraccio il portiere finito sul banco degli imputati per i primi due gol subiti. In particolare il secondo, di Torrisi, su una punizione da quaranta metri. «Era dispiaciuto, ma è normale - rimpalla Manuel Coppola -. Ma si vince e si perde in undici». Insomma, nonostante tutto Nicola Barasso saggia cosa vuol dire lo spirito di gruppo: «Abbiamo subito un gol da trenta metri e uno da 40» sono le uniche parole di mister Gasperini sull'argomento. Il tecnico non accetta processi al portiere e tantomeno entra nel terreno minato di un possibile cambio in porta contro la Juventus. Rubinho in porta venerdì a Marassi? Il mister si è lasciato andare a un «vedremo. Abbiamo l'obbligo di difendere Barasso». Resta il fatto che il portiere spesso si ritrova sulle spalle colpe anche non sue. Sulla botta di Bellucci il contrasto dei difensori non è stato asfissiante. «Cattivo» per usare una terminologia di moda in questo frangente in casa rossoblù. Discorso analogo sulla punizione beffa di Torrisi. «Un gol, anzi un gollonzo, che ci ha tagliato le gambe» ha puntualizzato Gasperini. Possibile che non ci fosse nessuno pronto a coprire lo specchio della porta? «Non ho visto. Ero girato alla ricerca della mia posizione ideale - sottolinea Coppola - Di certo non si può stare sulla palla. Rischi l'ammonizione». Appunto sollevato anche da Gasperini, ma a quel punto è forse meglio prendere un cartellino giallo, piuttosto che un gol. E ora, il caso del portiere torna d'attualità. «So prendermi le mie responsabilità» aveva detto Barasso le scorse settimane. E sicuramente anche ieri sera ha fatto così. Convinto che anche se il tecnico gli preferisse Rubinho contro la Juve, lui continuerà a dare il massimo per rientrare in campo.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini difende i giocatori e processa l'attacco. «Avevamo la possibilità di recuperare, ma negli ultimi metri siamo leziosi. Ancora un gol da lontano». di Giuliano Gnecco. Nonostante tre reti subite sotto processo finisce l’attacco. Dietro? «Prendiamo gol balordi», concede Gian Piero Gasperini. Ma per il tecnico il problema è un altro: «Abbiamo perso cambio di passo, velocità e tecnica negli ultimi venti metri; non riuscivamo neppure a prendere punizioni». Sintetizzando: il Genoa ha provato a fare gioco, ha trovato un Bologna chiuso, schierato con un centrocampo che era un misto di incontristi ed esterni dalle attitudini difensive; davanti le punte non hanno trovato sbocchi, né hanno poi fatto troppo per trovarli. Ed è stato facile rovesciare l’azione trovando il Grifone sbilanciato con lunghi lanci a saltare la mediana a favore delle tre punte, che hanno avuto l’opportunità di andare all’uno contro uno con i difensori genoani. «È mancata cattiveria in attacco rincara Juric ma veniamo puniti ad ogni errore: con lo Spezia è stato peggio ». Ancora Gasperini: «Arrabbiato? Sono deluso, perché avevamo le nostre possibilità. La squadra si muoveva bene. Invece davanti ho visto anche una certa leziosità. Ho visto una buona partita, potevamo riacciuffarla nonostante le assenze, che ora speriamo di recuperare. Ma qualcuno non era in condizione; non generalizzarei, perché abbiamo giocato. Però qualcuno si deve assumere delle responsabilità». Greco? «È un periodo così, ha fatto molto. Va difeso e sostenuto, però è chiaro che deve avere una reazione importante. Non c’è sololui: anche Adailton e Sculli devono trovare velocità e condizione: la squadra li ha messi in condizione di dare di più». Manuel Coppola condivide l’analisi dell’allenatore ma difende i compagni: «Abbiamo costruito palle gol e non riusciamo a concretizzare. Però non è colpa solo degli attaccanti: in campo andiamo in undici, più la panchina. Mica solo loro». In soccorso del tridente arriva anche Renzo Ulivieri:«Sono stati bravi i nostri difensori; pensavamo di aggredirli più alti invece siamo stati costretti a partire da lontano: contro il Genoa devi lavorare in undici». Sembra un paradosso: è difficile spiegare una sconfitta per 3-1 con la difesa che tiene e l’attacco che affonda. «Abbiamo preso il solito gol da lontano ricorda Gasperini. Eppure nel primo tempo abbiamo continuato a giocare, come talvolta non facciamo.Il secondo gol ci ha tagliato le gambe, ma quello è stato un infortunio». Il mercato? «Viviamo alla giornata»,obietta il tecnico. Con il senno di poi sarebbe stato più logico far giocare Botta dall’inizio: «Non è questo il problema assicura Gasperini perché è facile per uno come lui entrare e voler dimostrare». Non tutti hanno il suo temperamento: «Non sono d’accordo, non generalizzerei, poi il risultato fa cambiare giudizi, ma nel primo tempo eravamo convinti di recuperare. Certamente da qualcuno mi aspettavo di più».

 

LA REPUBBLICA - Paperissima Barasso il Genoa affonda a Bologna. Doppio errore del portiere dopo un ottimo inizio. Il Grifone attacca ma non punge, poi precipita ai confini della realtà . Le chances promozione passano per il mercato e urge anche un portiere. BOLOGNA - Il Genoa non c´è più e se campanelli d´allarme in questo senso stavano suonando da un mese, il tracollo del "Dall´Ara" deve finalmente aprire quel processo di autocritica all´interno del gruppo di Gasperini che era stato sempre rinviato. Il Genoa ha pagato certamente le numerose assenze, ma anche il suo atteggiamento velletario. Ha steso un tappeto rosso agli avversari, mettendoli nelle condizioni di agire a proprio piacimento. Dopo aver resistito due settimane, alla fine Gasperini decide di fermare Rossi e Milanetto. Due assenze di peso che si vanno aggiungere a quelle di Bega e di Figueroa che, ormai, deve considerarsi definitivamente out. E così il tecnico genoano, che ha in rosa tanti mancini, deve letteralmente inventarsi la catena di destra con il sinistro Criscito in difesa, Coppola, centrocampista centrale che prova a spostarsi esterno, e Sculli che per l´occasione inverte la posizione con Adailton che evidentemente il tecnico genoano ritiene più utile a sinistra. Il regista è Longo, per la prima volta in questa stagione in campo dall´inizio, e al suo fianco c´è Juric, altro mancino, nella posizione di mezzo sinistro. È quasi una partita a scacchi tra i due finissimi strateghi della panchina. Ulivieri sceglie il 3-4-3, un modulo speculare a quello genoano, perché evidentemente non vuole rischiare di trovarsi in inferiorità numerica in nessuna zona del campo. Ma l´equilibrio di una partita che ristagnava a centrocampo si spezza dopo 14´, De Rosa lascia a Bellucci lo spazio per il tiro ed il bomber del Bologna non ci pensa due volte: gran rasoterra da 25 metri e palla che batte nel palo e si insacca superando Barasso che se fosse stato un paio di passi più avanti forse avrebbe potuto opporsi con successo. A questo punto tutto quello che Gasperini aveva studiato a tavolino non serve più. Il Genoa è costretto ad attaccare e a prendere dei rischi. Fabiano abbandona Zauli al suo destino, cioè a chi tra Longo e Juric gli è più vicino in quel momento. È in palese difficoltà la retroguardia genoana soprattutto perché non adeguatamente protetta: è lunga, la squadra rossoblù, ed un centrocampo improvvisato non assicura l´adeguata copertura. Così Bellucci, Marazzina e Zauli si trovano a disposizione praterie dove affrontare Criscito, De Rosa e Stellini in pericolosissimi uno contro uno. A fronte dei tanti rischi ai quali si è scientemente deciso di andare incontro, il Genoa sul piatto della bilancia mette solo il gran tiro di Longo da almeno 25 metri e che si stampa all´incrocio dei pali (31´). Prima della fine del tempo, il Bologna va per due volte vicino al raddoppio. Il Genoa al termine del primo tempo perde anche Sculli (testa contro con il portiere Antonioli, che giocherà la ripresa con una vistosa fasciatura al capo a mo´ di turbante) e al suo posto Gasperini schiera l´impalpabile Zeytulaev. Ma dopo 10´ un clamoroso errore di Barasso chiude la partita. Se in occasione del gol di Bellucci era ancorato sulla linea di porta, questa volta si fa pescare al limite dell´area piccola dalla punizione che Torrisi calcia beffardamente in porta da 35 metri. Una distanza tale da non lasciar presagire alcun tipo di pericolo, al punto che nemmeno era stata formata una anche minima barriera. Il Genoa è giù e il Bologna infierisce. Terzo gol al 18´: cross di Brioschi e Marazzina in elevazione ruba il tempo a De Rosa, questa volta Barasso è immune da colpe. La zampata in mischia di Adailton (32´) è il gol della bandiera che non cambia la sostanza di una serata che sarà bene non dimenticare per evitare di commettere nuovamente gli stessi errori. Deluso Gasperini: «Le nostre difficoltà sono dovute ad assenze importanti e ad alcuni giocatori che sono sicuramente a disagio. La Juve venerdì è un´opportunità per recuperare entusiasmo, per tornare ad esprimersi. Primo tempo condizionato da quel gol, ma la gara l´abbiamo fatta molto bene. subiamo gol balordi? Abbiamo qualche limite e qualche difficoltà, dobbiamo recuperare al meglio tutti».

 

LA REPUBBLICA - Disastro De Rosa Si salva Adailton. Coppola fuori ruolo fallisce, Zeytulaev impalpabile. Greco Un fantasma, sostituito anche se la squadra era sotto di tre gol. Longo Sfortunato sul palo, ma la sua forma adesso lascia a desiderare. Barasso 4: frastornato, prende un gol da 25 metri perché è sulla linea di porta ed un altro da 35 perché invece è troppo avanti. Criscito 6: quando finalmente torna a sinistra, è un altro giocatore. A destra è come un pesce fuor d´acqua, senza contare che la difesa va in barca soprattutto perché il centrocampo non garantisce la minima copertura e lascia i tre marcatori genoani in pericolosi uno contro uno contro Bellucci, Zauli e Marazzina. De Rosa 4,5: un serataccia. Lascia a Bellucci lo spazio per il tiro (primo gol) e va su di testa goffo e fuori tempo su Marazzina (terzo gol). Stellini 6: umiltà e grande applicazione, un esempio per tanti compagni. Un solo errore da matita blu: la chiusura in ritardo su Brioschi che effettua il cross del terzo gol. Dal 29´ st Botta sv:probabilmente doveva entrare prima. Coppola 4,5: d´accordo che quello di esterno non è il suo ruolo, ma vaga senza riuscire a trovare la posizione e non concede mai a Criscito un raddoppio su Bellucci. Longo 5,5: è certamente un giocatore di calcio e se la sua botta dalla distanza non si fosse stampata sulla traversa si sarebbe potuto anche assistere ad un´altra partita, ma non è sorretto da un´adeguata condizione atletica e dopo mezz´ora alla grande si spegne. Juric 5,5: gregario, ma di chi?, Fabiano 6: tra i pochi che sembrano aver conservato la condizione atletica di inizio stagione. Adailton 6,5: l´ultimo ad arrendersi, ma là davanti sembra predicare nel deserto. Greco 4: un fantasma e la sua sostituzione, nonostante ci fossero 3 gol da recuperare, è un segnale eloquente. Dal 20´ st Diogo Tavares sv. Sculli 5,5: a sorpresa è schierato a destra. Una testata di Antonioli lo mette ko e oggi ha il processo alla Disciplinare. Dal 1´ st Zeytulaev 4,5: non riesce ad entrare in partita, ma questa non è una novità.

 

IL GIORNALE - Barasso lascia andare il Genoa in caduta libera Altro che gioco champagne: a Bologna trionfa il vecchio calcio. di Luca Russo. Ha i colori rossoblù, ma non sono quelli del Grifo. Appartengono al gruppo proposto da quella vecchia volpe di Renzo Ulivieri. Alla vigilia fa credere a tutti che sarà un Bologna spregiudicato, ma a guardarlo in campo ha le sembianze di un riccio che si chiude e punge. Il Genoa incerottato ne fa le spese e arriva così la seconda sconfitta consecutiva. Finisce tre a uno per i felsinei con le reti bolognesi di Bellucci, Torrisi e Marazzina, e il risultato fa capire come il gruppo di Gasperini sia impotente e spuntato. Al Dall'Ara tocca ad Adailton fare il gol della bandiera e cercare di prendere per mano una squadra che sembra essersi smarrita. E se è vero che sono pesate come macigni le assenze di Milanetto e Rossi è vero che con gli uomini a disposizione Gasperini non doveva ostinarsi nel proporre un modulo senza autentiche soluzioni. BARASSO 5 Poche colpe sul primo gol, sulle uscite non convince. E poi prende un gol incredibile dai 35 metri senza però che la difesa lo aiuti con un'efficace barriera. CRISCITO 5.5 Miracoloso su Marazzina alla fine del primo tempo Prima lo mette fuori tempo al momento della conclusione, poi a Barasso battuto, intercetta e mette in corner un pallone che si sta per insaccare. Poi risente dell'insicurezza collettiva DE ROSA 5 Affonda con tutta la difesa anche se cerca di proporsi. STELLINI 5.5 Appare diligente, anticipa bene gli avversari, ma si dimentica di pressare il bomber del Bologna nell'azione del gol. (Dal 30'st BOTTA sv) COPPOLA 5. 5 Gioca in un ruolo non suo e incide poco. Sembra confuso LONGO 6 Mancano le verticalizzazioni di Rossi, colpisce l'incrocio dei pali nel primo tempo con una bomba di collo pieno. Poi va ad intermittenza. JURIC 4.5 Dovrebbe fare l'interno di centrocampo, ma spesso si accavalla con Fabiano generando incomprensioni a catena. Improponibile. FABIANO 5.5 È l'unica fascia su cui si muove qualcosa, ma mancano le sue verticalizzazioni. ADAILTON 6.5 Viene spostato a sinistra nel tridente rossoblù. È l'unico che là davanti ci prova. È l'unico a scaldare i guanti di Antonioli che respinge una punizione velenosa. È l'unico che segna. GRECO 5 Non punta l'uomo e non cerca mai la triangolazione con i compagni. (Dal 20'st DIOGO TAVARES sv) SCULLI 5 Evanescente. Alla fine del primo tempo si scontra con Antonioli ed è costretto ad uscire. (Dal 1'st ZEYTULAEV 5 Vaporoso). Nel dopo partita c'è spazio per una riflessione sul caso Sculli. «Il ragazzo è sereno e tranquillo e merita di proseguire la sua carriera», ha dichiarato il responsabile dell'area tecnica rossoblu Alessandro Gaucci a proposito dell'attaccante che oggi conoscerà il suo futuro sportivo. A Milano infatti si riunisce la Commissione Disciplinare sul caso della presunta frode sportiva di Crotone-Messina del 2002. L'attaccante rossoblu rischia una squalifica di tre anni. Intanto per la Coppa Italia la Lega Calcio ha confermato che Genoa-Empoli valida per il ritorno degli ottavi di finale di Coppa Italia si giocherà mercoledì 6 dicembre alle 20.45 salvo cambiamenti per esigenze televisive.

 

   

 

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