CAMPIONATO 2009-10                                                                                                                                                                        HOME >>

 

BOLOGNA - GENOA                                1 - 3    (0 - 2)

Reti: 10' Kharja (rig), 35' Sculli, 85' Di Vaio (rig), 90' Zapater

BOLOGNA: Viviano, Raggi, Portanova, Britos, Lanna, Vigiani (55' Osvaldo), Mingazzini, (69' Valiani), Guana (75' Mudingayi), Gia.Tedesco, Zalayeta, Di Vaio. (Colombo, C.Zenoni, Moras, Adailton). Allenatore: Papadopulo.
GENOA: Amelia, Esposito, Moretti, Bocchetti, Mesto, Kharja, Milanetto, Modesto, Sculli (70' Tomovic), Floccari (61' Zapater), Palladino (50' Palacio). (Scarpi, Grea, Figueroa, Crespo). Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Gervasoni di Mantova. Espulso: 50' Mesto. Ammoniti: Milanetto, Lanna, Tedesco, Mesto e Guana.

Angoli: 8 a 2 per il Bologna. Spettatori: 21.622

 

     

 

     

 

     

 

TUTTOSPORT - LA FESTA E' DEL GENOA. Bologna, centenario amaro. Papadopulo è a rischio. Gol di Kharja, Sculli, Zapater: cancellata la sindrome trasferta. BOLOGNA. Il Genoa rovina la festa del cente­nario al Bologna e chiude la porta in faccia a chiunque, dentro e fuori, agitava gli spettri di una “crisetta” incombente. E se il fatto di evocar­la era ingeneroso, ora pure i numeri sostanzia­no l’ottimo comportamento dei liguri che hanno un punto in più dell’anno scorso nonostante l’Europa. E, al di là delle statistiche, la cronaca contingente ha raccontato di come la squadra di Gasperini sia parecchio avanti rispetto a moltis­sime antagoniste italiane: contro il Valencia ­oggettivamente di un altro pianeta - non si pos­sono regalare 5 titolari, ma per battere il Bolo­gna è “bastato” il Genoa-bis con l’handicap di un’espulsione (quella di Mesto) che lo ha costret­to a giocare in 10 per quasi tutta la ripresa. FURIE ARBITRALI E visto che di arbitro si è parlato molto, affrontiamo subito l’argomento. Sbaglia, Francesca Menarini, a sostenere che Gervasoni «ha concesso due mezzi rigori e non quello vero». Perché il penalty su Floccari era so­lare, così come concedibile quello di Tomovic su Tedesco. Ha ragione, però, il Bologna a dire che ce n’era un altro nettissimo di Esposito su Di Vaio al 45’ st, ma la vera topica “condizionante” è stata l’espulsione di Mesto. Una decisione cer­vellotica che ha complicato la partita al Genoa (non a caso, in affanno solo dopo l’inferiorità nu­merica: l’occasione più grossa il palo di Di Vaio e il tiro fuori di Osvaldo al 17’ st) e che ha fatto infuriare Gasperini. A tal punto che hanno do­vuto trattenerlo in panchina dopo il terzo gol, perché voleva andare a “chiarirsi” di persona con Gervasoni, e che ha perfino rinunciato a sa­lire in sala stampa trincerandosi dietro a un di­plomatico mal di gola. Peccato, sarebbe stato in­teressante chiedergli della metamorfosi del suo Genoa: per la prima volta più riflessivo che tre­mendista, con più circolazione di palla pur sen­za rinunciare a pressing e ripartenze. GIUSTIFICAZIONI Più sconcertante che inte­ressante, Giuseppe Papadopulo, il quale attri­buisce tutte le colpe a Gervasoni senza mettere in discussione una prova insipida, a tratti imba­razzante: «Il miglior Bologna della stagione. So­lo l’arbitro ci ha impedito di pareggiare». È indi­cativo il fatto che, poco prima, la Menarini l’aves­se smentito: «Il Genoa ha meritato di vincere. Una squadra forte e organizzata, c’è poco da di­re se si va sotto di due gol in mezz’ora». E pote­vano essere di più, ma non per Papadopulo che non teme affatto di dichiararsi «in disaccordo con queste parole». Su tali questioni, per nulla secondarie, a Bologna si dovranno chiarire men­tre aleggiano le ombre di Mazzarri e Beretta. Al­meno su una cosa gli emiliani sono d’accordo: i complimenti al pubblico che ha festeggiato il centenario. Ma a conferma dell’assunto secondo cui, malgrado la retorica, i tifosi non fanno gol, il Genoa se n’è infischiato delle 20 mila bandie­rine al vento. Ha giocato meglio, ha sofferto, ha avuto un pizzico di fortuna e ha vinto: meritata­mente, sebbene la partita sia stata zavorrata, pasticciata e macchiata dal signor Gervasoni. MESTO ESPULSO Gasperini, furia contro Gervasoni. Giuseppe Sculli e Sergio Floccari si invertono i ruoli: l’uno segna per la prima volta in campionato, l’altro suggerisce. L’autore del 2-0 sorride: «Succederà altre volte, come l’anno scorso con Milito. Sapevamo che Sergio sarebbe stato importantissimo: doveva solo recuperare la condizione. Siamo scesi in campo motivatissimi per dare una svolta alle ultime due sconfitte, nonostante a Valencia avessimo sfiorato il pari contro una grandissima squadra: quella sconfitta è il nostro unico rammarico. La sosta arriva al momento giusto: ci consente di recuperare giocatori e condizione per la gara con l’Inter». E mentre Gasperini, infuriato in campo con l’arbitro Gervasoni per l’espulsione di Mesto, diserta la sala stampa, Fabrizio Preziosi esalta il suo Genoa: «Non facciamo nemmeno caso alle polemiche. Lavoriamo e andiamo per la nostra strada: dopo un ottimo primo tempo, il terzo gol è la conferma di un grande carattere». DI VAIO E LE MAGLIE Marco Di Vaio segna sempre al Genoa: «Stavolta non è bastato. Il loro gol in avvio ha condizionato la partita. Il rigore su di me? C’era, eccome. Peccato, dispiace ancora di più avere perso nella gara del centenario». Che i giocatori hanno disputato con una maglia celebrativa a “tiratura unica”. Dopo qualche minuto, però, quasi tutti i calciatori del Bologna avevano la maglia aperta: i bottoni del colletto facevano un male d’inferno sugli stop di petto.BOLOGNA-GENOA 1-3 MARCATORI: pt 10’ Kharja rig., 35’ Sculli; st 40’ Di Vaio rig, 45’ Zapater BOLOGNA (4-4-2): Viviano 6; Raggi 5.5, Portanova 4.5, Britos 5.5, Lanna 5.5; Vigiani 5 (10’ st Osvaldo 4.5), Mingazzini 5.5 (25’ st Valiani 5.5), Guana 5.5 (30’ st Mudingayi 4.5), Tedesco 6; Zalayeta 4.5, Di Vaio 6. A disp. Colombo, Zenoni, Moras, Adailton. All. Pa­padopulo 4.5 GENOA (3-4-3): Amelia 6.5; Esposito 6, Moretti 7, Bocchetti 7; Mesto 6.5, Kharja 7.5, Milanetto 7, Mo­desto 6.5; Sculli 7.5 (25’ st Tomovic 6), Floccari 7.5 (17’ st Zapater 7), Palladino 6.5 (5’ st Palacio 6). A disp. Scarpi, Grea, Figueroa, Crespo. All. Gasperini 7 ARBITRO: Gervasoni di Mantova 4.5 NOTE: 21.622 spettatori per un incasso di 298.670 euro. Espulsi: Mesto (7’ st) per somma di ammoni­zioni. Ammoniti: Milanetto, Lanna, Tedesco e Gua­na per gioco falloso. Recupero tempo: pt 1’, st 4’ STATISTICHE BOLOGNA: tiri 19, tiri in porta 5, fuo­rigioco 2, angoli 8, possesso palla 48% STATISTICHE GENOA: tiri 8, tiri in porta 5, fuorigio­co 1, angoli 2, possesso palla 52%

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. BOLOGNA. DI VAIO 6.5 Corre, piglia il palo, segna, meriterebbe un ri­gore. Più di così... TEDESCO 6 Avvio nervoso, poi tra i più continui. VIVIANO 6 Tre gol imparabili e nient’altro. Davvero. BRITOS 5.5 Pare un grillo, ma spesso è fuori posizione. GUANA 5.5 Non riesce mai a dare velocità alla manovra. LANNA 5.5 Perde Sculli, si fa bere da Tomovic. MINGAZZINI 5.5 Molle nel duello con Milanetto. RAGGI 5.5 Fragile nella prima parte, cruciale alla mezz’o­ra. VALIANI 5.5 Non trova i tempi per inserirsi. VIGIANI 5 Leggerino, come il peso specifico sulla partita. PORTANOVA 4.5 Floccari è il suo incubo quotidiano. MUDINGAYI ( 30’ st) 4.5 Sbaglia tutto. ZALAYETA 4.5 Condizione imbarazzante. OSVALDO ( 10’ st) 4 Litiga e sbaglia a porta quasi vuota. Allenatore PAPADOPULO 4.5 Squadra sfilacciata, fragile sulle fasce. Di Vaio è isolato, Zalayeta impresentabile. Il mancato in­nesto di Adailton è un mistero. GENOA. FLOCCARI 7.5 Rigore procurato, assist e straordinario la­voro. KHARJA 7.5 Continuità e presenza scenica importante. SCULLI 7.5 Inizio defilato, poi marchia la gara in maniera indelebile. BOCCHETTI 7 Tante chiusure, poche amnesie. E una chia­mata in azzurro. MILANETTO 7 Grandissimo mestiere. MORETTI 7 Prende sulle spalle la difesa nel finale. ZAPATER ( 17’ st) 7 Tiene la posizione e trova il tempo per l’inserimento. AMELIA 6.5 Appena qualche incertezza sulle uscite. MESTO 6.5 Quantità e qualità. L’espulsione è un’offesa. MODESTO 6.5 Buona l’intesa con Palladino. PALLADINO 6.5 Manca l’ultimo dribbling, in crescita. ESPOSITO 6 L’arbitro lo grazia. Meglio che a Valencia, ma qui non c’era Villa... PALACIO ( 5’ st) 6 Fa la prima punta, con intelligenza. TOMOVIC ( 25’ st) 6 Qualche pasticcio compensato dal­l’assolo con cui propizia il terzo gol. Alenatore GASPERINI 7 Gara gestita con intelligenza. Abitro GERVASONI 4.5 Primo tempo buono, poi rovina tutto espellendo Mesto: lì inizia a incasinarsi. Manca un rigore al Bologna

 

IL SECOLO XIX - IL GENOA IN 10 BATTE IL BOLOGNA. Kharja ispirato. «Badare al sodo», la missione perfetta. di Mauro Casaccia. Bologna. All'Università di Liverpool hanno studiato la formula del rigore ideale, al Dall'Ara la versione Kharja, dopo le trasformazioni con Napoli e Valencia. E al penalty perfetto s'aggiunge l'azione perfetta, quella che comincia con il tacco geniale di Palladino e finisce con il piatto di Sculli. Così il Genoa fa sembrare tutto facile al Dall'Ara nel primo tempo. Poi, nella ripresa, resta in inferiorità numerica per 40' (espulso Mesto per doppio giallo, il secondo assurdo, per tocco di braccio del tutto involontario), trema per un palo clamoroso di Di Vaio, subisce il gol dell'ex dal dischetto a sei minuti dal novantesimo (dubbio, mentre è più evidente un contatto successivo tra Esposito e lo stesso Di Vaio) e soffre. Ma regge. E alla fine chiude il conto con Zapater, su contropiede che ha la perfezione nella fuga di Tomovic. Badare al sodo, aveva detto Gian Piero Gasperini ai suoi dopo Valencia. E il Grifone ha eseguito. Perfettamente. Di rigore, il vantaggio e poi la distanza accorciata. Si va all'ateneo di Liverpool. Il gruppo di ricercatori della John Moores, dopo aver visionato ore e ore di filmati ad alta definizione, ha estratto la ricetta: tiro che vada a circa 105 km/h o oltre, rincorsa di cinque-sei passi, partendo dai 16 metri e colpendo il pallone a un angolo di 20-30 gradi, la palla deve passare esattamente a mezzo metro da palo e traversa. Di Vaio più o meno può rientrare nel quadro. Kharja no. Ma la perfezione ha fattezze diverse, nel calcio è nel risultato. Di nuovo, ciò che aveva chiesto Gasperini: punti. Eccoli, tre. Per vivere la sosta - che consentirà di recuperare gli infortunati (Jankovic a parte, si sa) - con serenità e umore buono. La formula Kharja, dunque. Al 9' Palladino va via in dribbling a sinistra, trova centralmente Floccari che fa perno e sgattaiola in area, Portanova entra con troppa irruenza e lo butta giù. Gervasoni non ha dubbi, indica il dischetto, e Kharja non sbaglia. Alla sua maniera, con passo lento e cadenzato nell'avvicinarsi alla palla, petto in fuori e testa alta, fissando Viviano, aspettando che il portiere faccia la sua mossa per castigarlo. Terzo penalty perfetto del franco-marocchino. La risposta del Bologna è all'imperfetto. Zalayeta molto libero in area genoana, stop impreciso e battuta mancina, ma ritardata, così Bocchetti ha la possibilità di rimpallare. A inizio ripresa, già sul 2-0, copione simile, con termini invertiti. Mischia in area nella quale spunta ancora l'uruguaiano: stavolta lo stop di petto è perfetto, il tiro di sinistro no, manca l'angolazione e i riflessi di Amelia sono decisivi. Alla voce perfezione, invece, vanno l'azione del raddoppio e la chiusura di Kharja che la precede. Al 32' Guana gira in mezzo un buon pallone per Zalayeta, appostato sul secondo palo, esemplare la chiusura del centrocampista marocchino che toglie la sfera dal destro già caricato del Panteron. Tre minuti dopo, invenzione di Palladino che di tacco elude l'intervento di Raggi e fa viaggiare Modesto a sinistra, verticalizzazione per Floccari (tenuto in gioco da Lanna) che calcia in diagonale di sinistro, diventa un assist per Sculli, il quale mette dentro il 2-0. Dopo il primo tempo, la festa dei padroni di casa, vestiti in casacca storica nel Dall'Ara che è tutto uno sventolare di bandiere, è già lontana. Per i cento anni del Bologna, capitan Milanetto, prima dell'inizio, consegna a capitan (ed ex) Di Vaio, una targa con la frase «Benvenuti nel club dei centenari». La formazione di Papadopulo - schierata con un 4-4-2 molto statico e ben poco creativo - all'intervallo esce tra i fischi della curva Bulgarelli e dal brusio del pubblico è accolta pure al rientro. La ripresa, per il Grifone, è un test di gestione del vantaggio (superato, anche con un po' di fortuna sul palo colpito da Di Vaio). Reso più difficile dall'inferiorità numerica. Al 7', infatti, Gervasoni sbaglia a mostrare il secondo giallo a Mesto, causa un tocco di braccio a centrocampo. Sculli arretra sulla linea dei centrocampisti nel 3-4-2 del Genoa. Papadopulo prova ad aumentare il peso offensivo inserendo Osvaldo al posto di Vigiani. Dopo Palacio per Palladino, al 15' Gasperini si copre con Zapater per Floccari. Nella fase d'assestamento, l'occasione per il Bologna, al 17': Di Vaio scappa in solitaria verso Amelia e lo scavalca con un pallonetto che sbatte sul palo, Osvaldo deve solo spingere la sfera in porta ma calcia altissimo. Ancora gioco di cambi: Valiani per Mingazzini, poi Mudingayi per Guana, mentre Tomovic entra per Sculli. Badare alla sostanza, aveva detto Gasperini, che con le sue scelte cerca di fare diga, mentre Milanetto e Kharja (in grande crescita, come gli altri "ex infortunati" Floccari e Palladino) sono tra i più abili nell'opera di "addormentamento" del match. Al 36', la palla buona è sul piede destro di Mudingayi, al limite, ma il belga "arrotola" il tiro. Il Grifone resiste e fa scorrere il tempo. Al 39', però, contatto Tomovic- Tedesco e Gervasoni indica nuovamente il dischetto: realizza Di Vaio. Finale di sofferenza per il Genoa, il Bologna ci crede e preme. Al 44' è quasi rigore tris, sull'entrata scomposta di Esposito che con il gomito colpisce Di Vaio al volto, questa volta l'arbitro fa segno di proseguire. E il Grifone colpisce: fuga di Tomovic, offerta al centro per Zapater che chiude i conti. Alla perfezione.

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Andrea Schiappapietra. GENOA. AMELIA 7 Subito reattivo dopo 2minuti: Zalayeta si libera al limite e cerca l'angolino con il destro, il portiere rossoblù si allunga e devia in corner. Decisivo di nuovo in avvio di ripresa, sempre sul centravanti uruguaiano che colpisce a botta sicura ma l'ex Palermo si salva d'istinto. Graziato prima da Di Vaio, che colpisce il palo, e poi da Osvaldo che calcia incredibilmente sul fondo al 17' del secondo tempo.Al 28' sbaglia la presa su un corner dalla destra, accecato dal sole ma riesce comunque a evitare guai peggiori. Spiazzato da Di Vaio sul rigore. Altra prestazione di ottimo livello. ESPOSITO 6 Arriva anche per l'ex leccese l'esordio dal primo minuto: battuto in volata Tomovic per sostituire sia Biava sia Sokratis. Gioca con un po' di timidezza,ma si applica e tutto sommato se la cava, anche se rischia grosso nel finale con un intervento un po' scomposto su Di Vaio in piena area. MORETTI 6.5 Torna a Bologna da ex (giocò con gli emiliani nella stagione 2003/2004 in serie A). Controlla Zalayeta senza troppi problemi, anche se l'uruguaiano qualche buono spunto ce l'ha. Qualche imprecisione in fase di ripartenza. Anche lui ha bisogno di rifiatare. BOCCHETTI 6.5 L'anno scorso al Dall'Ara giocò forse la sua peggior partita in maglia rossoblù. Parte con uno svarione su un rinvio ma in generale si riscatta con una prestazione molto positiva, soprattutto nel gioco aereo, condita dalla convocazione in Nazionale arrivata in serata. MESTO 6 Primo tempo discreto, anche se si vede che sulla linea dei centrocampisti non riesce a dare il meglio di sé. Viene espulso al 7' della ripresa per doppia ammonizione: la prima era arrivata alla fine del primo tempo, la seconda per un fallo di mano a centrocampo, su cui tuttavia restano tantissimi dubbi. Il provvedimento di Gervasoni, apparso esagerato, inevitabilmente cambia il corso della gara, fino quel punto nettamente a favore del Genoa. MILANETTO 6.5 Dirige il traffico con personalità ed efficacia, stavolta il duetto con Kharja si rivela formula efficacissima. KHARJA 7.5 Di nuovo sul dischetto dopo appena 10minuti di gara, realizza senza esitazioni dopo i centri contro Napoli e Valencia.Al 32' evita il pareggio anticipando di un soffio Zalayeta ben appostato nell'area piccola. Il migliore in campo per come gestisce il pallone, anche quando i rossoblù sono inferiorità numerica. Non patisce la fatica di giovedì: di certo non è un fulmine di guerrama le sue qualità migliori stanno venendo fuori. MODESTO 6 Partenza grintosa ma come al solito costellata di errori. Lancia Floccari in occasione del gol del raddoppio poi realizzato da Sculli, nel complesso la prova non può essere considerata insufficiente. SCULLI 7 Mette alle corde Lanna costringendolo al fallo da cartellino giallo, se ne va diverse volte al cross dal fondo come al 24': palla leggermente alta per Floccari, poi Palladino non riesce a trovare il pertugio giusto. Puntuale all'appuntamento con il gol al 35': tocco facile facile su assist di Floccari ma il merito è quello di esserci. Dà una mano arretrando il proprio raggio d'azione sulla destra dopo il rosso a Mesto. (24' st TOMOVIC 6 In 20 minuti è protagonista, nel bene e nel male. Prima causa il rigore con un intervento su Tedesco, poi va in fuga solitaria e serve a Zapater la palla del 31 definitivo. Bravo a reagire subito, senza perdersi d'animo). FLOCCARI 7 Niente staffetta con Crespo:Gasperini dà fiducia all'ex centravanti dell'Atalanta dopo la buona prova, con gol, di Valencia. Al 9' si procura il rigore costringendo al fallo un ingenuo Portanova. Al 35' rifinisce al meglio una grande azione avviata dal tacco di Palladino a centrocampo e proseguita da Modesto, palla al centro per Sculli che insacca a porta vuota. L'espulsione di Mesto costringe Gasperini a coprirsi, per cui il cambio con Zapater è quasi obbligato. Dopo Valencia, altro esame superato. (16' st ZAPATER 6.5 Gasperini lo aveva risparmiato, tenendolo in panchina dopo tre gare di fila. La necessità di avere maggiore copertura in mezzo lo spinge a mandarlo di nuovo in campo. Dimostra di essere un po' bollito, inanellando una serie di passaggi sbagliati, ma quando c'è da chiudere la partita si fa trovare al posto giusto nel momento giusto. Proprio negli ultimi secondi si mangia la doppietta calciando alto). PALLADINO 6.5 Al 15' prova la mezza rovesciata su cross di Sculli, palla che va alta sopra la traversa. Azione simile al 24', stavolta è sono i difensori a respingere. Giocata geniale nell'azione che porta al raddoppio del Grifone: il tacco con cui lancia Modesto sulla corsa è da campione. La benzina non è tanta, soprattutto dopo i 90 e passa minuti di Valencia, per cui poco dopo l'inizio della ripresa arriva il cambio con Palacio. (5' st PALACIO 6 Rimpiazza Palladino sulla sinistra ma il copione cambia quasi subito con l'espulsione di Mesto. Con l'uscita di Floccari,Gasp lo dirotta al centro dell'attacco, a fare la punta centrale con Kharja alle sue spalle e Sculli sulla destra. Si sacrifica cercando di andare a pressare sui portatori di palla avversari: le condizioni non erano quelle migliori per esaltarne le caratteristiche ma si rivela comunque utile alla causa). BOLOGNA Sconfitta che brucia per la squadra di Papadopulo, proprio nel giorno della festa per il Centenario (una grande festa sugli spalti, con tripudio di bandiere, e in campo, con la divisa storica).Gli errori arbitrali, in un senso e nell'altro, hanno pesato sull'andamento della gara ma obiettivamente , soprattutto nel primo tempo, il Genoa si è rivelato nettamente superiore a livello di gioco ed organizzazione. Troppo fragile il reparto difensivo emiliano, soprattutto sulle fasce dove Sculli e Palladino hanno fatto quello che hanno voluto. Di Vaio, rigore a parte, non era nella sua migliore giornata. Viviano6, Raggi 5, Portanova 5, Britos 6, Lanna 5, Vigiani 5.5 (10' st Osvaldo 5),Mingazzini6 (24' stValiani 6), Guana 6 (30' st Mudingayi 5), Tedesco 6,Di Vaio 6, Zalayeta 5.5. ARBITRO GERVASONI di Mantova 4.5 Corretta (ma contestata dai padroni di casa) la decisione in occasione del penalty assegnato al Genoa dopo 9 minuti per fallo di Portanova su Floccari. Molti dubbi sul rigore poi segnato da Di Vaio, anche se Tomovic colpisce Tedesco. Proteste bolognesi per un intervento di Esposito su Di Vaio qualche minuto più tardi: il direttore di gara sorvola ma il rigore sembra esserci. Assurda l'espulsione di Mesto per doppia ammonizione: il tocco di rimbalzo su un braccio è del tutto involontario e non meritava nemmeno il giallo, tantomeno il secondo giallo con conseguente rosso. A conti fatti possono protestare con ragione tutti, vincitori e vinti

 

IL SECOLO XIX - Preziosi jr: «Alla faccia di chi ci ha criticato». di Mauro Casaccia. Sull'espulsione di Mesto: «Mano volontaria? L'ha detto il quarto uomo... ». Gasperini tace: mal di gola. Ma ce l'ha con l'arbitro. Bologna. La voce del Genoa negli spogliatoi del Dall'Ara è quella del direttore generale Fabrizio Preziosi, che esalta la prova dei suoi: «Era una partita difficile, dopo la trasferta impegnativa di Valencia e un periodo in cui abbiamo sempre dovuto fare meno allenamenti rispetto alla settimana tipo. Ma siamo venuti a Bologna con grande spirito e voglia. Spiace per la loro festa del centenario, ma noi tenevamo molto a questo risultato». Il 3-1 rilancia il Grifone nelle zone alte della classifica, dopo la frenata delle ultime tre giornate. Tredici punti: «Tanti. E ottenuti da una squadra che ha giocato molto più delle altre. La classifica fa credere che le polemiche e le critiche dei giorni scorsi sono state inutili e sbagliate. Ma noi conosciamo i nostri punti di forza e le nostre debolezze, delle polemiche non ce ne frega niente». Comprese quelle arbitrali. Per tenere fede all'impegno di non commentare l'operato del direttore di gara, Gian Piero Gasperini, peraltro senza voce per il mal di gola e la febbre a 38, ha evitato di parlare nel dopo-partita. A quanto riferito, era molto arrabbiato con Gervasoni. Pensa Preziosi a tagliare corto: «Si lamentano tutti, noi no, sia nel bene sia nel male». Il dg rossoblù riferisce però la spiegazione data dal quarto uomo Candussio sull'espulsione di Mesto, in occasione della quale il tecnico di Grugliasco va al "lancio della giacca": «Fallo di mano volontario - afferma Fabrizio Preziosi - così ci ha detto il quarto uomo». Sbagliato. Esagerato, senza dubbio. Tedesco, già ammonito, tocca di mano cadendo sul pallone ma l'arbitro non usa lo stesso trattamento. L'allontanamento di Mesto ha permesso al Bologna di riaprire la partita, su rigore dubbio, mentre poi ne è stato negato uno più evidente. Errori di qua e di là di Gervasoni. Alla fine, comunque, per il Genoa è arrivata la vittoria che consente di vivere con morale alto la pausa per gli impegni delle nazionali (Bocchetti in azzurro, convocazioni anche per Fatic e Sokratis, i quali però sono infortunati e dovrebbero tornare subito a Genova dopo il controllo medico), l'avvicinamento alla sfida con l'Inter. Preziosi: «La sosta per noi è molto utile, per allenarsi e per recuperare alcuni infortunati». Il Genoa dovrà affrontare a partire dal big match con l'Inter un altro tour de force, ma con forze rinnovate. E con l'ulteriore crescita di quanti in avvio di stagione non avevano potuto dare il massimo a causa di acciacchi vari: Kharja, Floccari e Palladino anche ieri sono stati tra i migliori. «Kharja, insieme ai compagni, ha giocato un'ottima gara. Grande primo tempo, con il doppio vantaggio, e siamo riusciti a ottenere un risultato a cui tenevamo molto».

 

IL SECOLO XIX - «POSSIAMO GIOCARCELA SU TUTTI E DUE I FRONTI». Sculli, primo gol e una carica di ottimismo. Brutti ricordi cancellati, modo migliore per arrivare alla sosta, dopo un ciclo terribile, non ce ne poteva essere. Il Grifone, proprio nel momento di maggiore difficoltà, va a vincere al Dall'Ara, stadio storicamente poco fortunato, e rafforza una posizione in classifica che definire positiva può sembrare riduttivo. Umiltà e concretezza per portare a casa punti da Bologna: questo aveva chiesto Gasperini dopo Valencia, e la squadra ha risposto nel modo migliore entrando in campo con l'atteggiamento giusto. Così, mentre il Bologna aveva ancora la testa ai festeggiamenti per il Centenario degli ultimi giorni, gli uomini di Gasperini si trovavano avanti 2-0 dopo appena 35 minuti. «Volevamo dare una svolta - sottolinea Beppe Sculli - dopo le ultime due sconfitte. A Udine siamo stati sullo 0-0 fino all'80', poi è andata come è andata; a Valencia abbiamo disputato una buona gara contro una grandissima squadra. Siamo scesi in campo con l'obiettivo di vincere e ci siamo riusciti. L'approccio alla partita è stato quello giusto, abbiamo giocato come se fossimo in casa: se non ci fosse stata l'espulsione di Mesto il match non avrebbe avuto storia e invece si è un po' riaperto. Vittoria in ogni caso meritatissima». La decisione di Gervasoni ha lasciato molti perplessi, compresi gli avversari: Papadopulo ha spiegato di essere in disaccordo con l'arbitro anche riguardo all'espulsione dell'esterno genoano. Il grande merito del Genoa è stato comunque quello di non perdere la bussola nell'ultima mezz'ora, con un uomo in meno e una panchina con pochissime soluzioni a causa delle tante assenze per infortunio: nonostante qualche rischio, la vittoria è stata messa in cassaforte. «Giocare in Coppa dà grandi soddisfazioni - ricorda l'attaccante calabrese - ma è chiaro che le fatiche alla lunga si pagano. Per fortuna adesso arriva la sosta, che ci permette di rifiatare, allenarci con maggiore continuità e recuperare gli infortunati. Peccato per come è andata a Valencia ma abbiamo dimostrato di potercela giocare su entrambi i fronti. In campionato siamo messi meglio dell'anno scorso nello stesso periodo, nel girone siamo in corsa per la qualificazione: meglio di così...». Il suo primo gol in campionato è arrivato grazie ad un assist del suo conterraneo Floccari. «L'anno scorso con Milito ci siamo scambiati tanti assist, accadrà anche quest'anno. La punta centrale segna ma fa anche segnare». La vittoria di Bologna ha confermato i grandi progressi fatti dallo stesso Floccari. «Sergio lo conosciamo bene - confida Sculli - sappiamo quali sono le sue caratteristiche. Ha bisogno solo di un po' di tempo, si sta ritrovando e per noi questo è molto importante». Dopo la sosta, tra meno di 15 giorni, nell'anticipo di sabato sera, arriverà l'Inter: con ogni probabilità, mancheranno due grandi ex come Milito e Thiago Motta, entrambi infortunati. «Ci sarà tempo per pensare ai nerazzurri - glissa Sculli - e per ora ci godiamo questa vittoria qui a Bologna». In mezzo al campo ha funzionato alla grande la coppia Milanetto-Kharja, che invece a Verona non aveva per niente convinto. Merito dei progressi fatti soprattutto dal marocchino, che questa settimana risponderà alla convocazione della sua nazionale e al Dall'Ara ha realizzato il suo terzo rigore stagionale, ancora una volta con un'esecuzione impeccabile. «Sono contento della mia prestazione - racconta - ma devo dire grazie anche a Milanetto, che in campo per come gioca e per l'entusiasmo che ha sembra un ragazzino ma è un veterano della squadra».

IL SECOLO XIX - LA GIORNATA NO DELL'ARBITRO GERVASONI rigori discutibili, espulsione assurda. BOLOGNA. È riuscito nella rara impresa di far infuriare tutti. Contro l'arbitro Gervasoni di Mantova si è scagliata a fine partita la presidentessa del Bologna Francesca Menarini, non si è scagliato invece l'allenatore del Genoa Gian Piero Gasperini a causa di un improvviso (provvidenziale?) abbassamento di voce che gli ha impedito di parlare: probabilmente aveva già gridato tutto il gridabile da bordo campo. «È stata una partita falsata, sin da subito, da decisioni arbitrali assolutamente dubbie da entrambe le parti - ha sintetizzato Francesca Menarini - e non parlo di penalizzazioni a danno della mia squadra ma di mancanza di professionalità». Per una volta sono tutti d'accordo, i rossoblù di Bologna e quelli di Genova: Gervasoni ha sbagliato tutto. Si salva solo perché ha sbagliato ora a favore dell'uno, ora a favore dell'altro e alla fine la somma degli errori forse si compensa. Certo che il pubblico meritava di poter vedere un'altra partita, non quella "deviata" dall'arbitro. Riassumendo: il rigore per il Genoa dopo meno di 10 minuti (Portanova irrompe su Floccari) era molto dubbio; quello assegnato al Bologna al 39' della ripresa (Tomovic rinvia il pallone e colpisce fortuitamente Tedesco) era del tutto inesistente; c'era invece un rigore abbastanza netto, subito dopo, a favore del Bologna: Esposito che entra in ritardo sulla palla e atterra Di Vaio. Poteva essere il pallone del 2-2 ma Gervasoni non se l'è sentita di fischiare, forse perché conscio dell'errore precedente. Anche l'espulsione di Mesto appare decisa a compensazione di errori precedenti: giusto il primo giallo per trattenuta, assurdo il secondo per un tocco di spalla assolutamente involontario.

 

GAZZETTA DEL LUNEDI' - ORGOGLIO E FORZA. UN BEL GRIFONE TORNA A VOLARE. Importante vittoria a Bologna (3-1). Decidono Kharja dal dischetto, Sculli e nel finale Zapater. Penalty generoso per i felsinei. Tomovic slalom da applausi. Floccari si procura il rigore. Mesto lascia i compagni in dieci. di Pierluigi Gambino. BOLOGNA. Opposto ad un Bologna inguardabile, il Genoa riprende - con pieno merito a volare, rovinando la festa dei cent'anni al pubblico petroniano e riaffamiandosi prepotentemente nelle zone alte della classifica. I giocatori di Gasperini, sul velluto e con due gol di vantaggio a metà gara, si complicano la vita con l'espulsione di Mesto, regalano un penalty (peraltro generosamente concesso) agli avversari e soffrono fino al gol liberatorio di Zapater. Ma, tenendo conto del numero impressionante di assenze della formazione che ha concluso in campo la partita, si deve parlare di impresa. Gasperini sbroglia la matassa dell'emergenza rinnovando fiducia a Esposito, piazzato sulla destra, scegliendo Kharja come partner di Milanetto) nella zona nevralgica e confermando Floccari in attacco. Nella 4-4-2 dei felsinei il Grifo - dopo aver concesso una conclusione in apertura a Zalaveta - inizia ad andare a nozze. Se in fase difensiva, con un Bocchetti non impeccabile affiora qualche crepa, nel mezzo e in avanti la superiorità è debordante. Milanetto controllato a cinque metri da Guana, costruisce alla grande grande, assistito validamente da Kharja, anche sulle fasce non c'è partita. Al 9' il match si sblocca grazie ad uno spunto individuale di Floccari (trasformato rispetto a due settimane fa), che costringe l'incerto Portanova ad atterrarlo, Kharja dal dischetto bissa la prodezza di giovedì. La reazione felsinea è un inno all'improvvisazione. Esposito opposto a un Di Vaio non al meglio, si comporta egregiamente, mentre - strano a dirsi - i suoi compagni Moretti e Bocchetti appaiono più fragili. Attorno alla mezz'ora, Bocchetti e Kharja salvano due situazioni pericolose. Due minuti più tardi, il Genoa mette lo champagne in fresco con un'azione didascalica: perfetto il colpo di tacco di Palladino a seguire per Modesto, il cui passaggio in verticale permette a Floccari di crossare sul secondo palo, dove Sculli approfitta di una inattesa liberà. La ripresa mostra un Bologna più risoluto e meno arrendevole, che al 2', in mischia, potrebbe accorciare, ma Amelia è felino sul tentativo di Zalaveta. Il Genoa riordina le idee. Ma al 7' si trova in inferiorità nunerica dopo che Mesto, già ammonito, colpisce i1 pallone con la mano: l'arbitro, fin troppo fiscale, gli mostra il secondo "giallo". Gasperini, che aveva già sostituito Palladino ormai senza benzina con Palacio, dispone il suo Genoa secondo il 3-4-2 sin quando, al quarto d'ora, non entra Zapater, un centrocampista, per Floccari. La fatica comincia ad avvertirsi, le maglie difensive si allargano. Al 17 Di Vaio, sfuggito a Bocchetti, supera anche l' uscente Amelia, timbra in pieno in palo e sulla ribattuta, a porta vuota, Osvaldo - entrato da 7 minuti - sparacchia in curva. Tra i rossoblù esce anche Sculli per Tomovic, ed é l'ennesimo Genoa sperimentale, che al di là di un'onorevole difesa non può produrre. Il finale è convulso. Al 39' Tomovic entra in ritardo su Tedesco provocando un rigore evitabilissimo che sembra per altro più un fallo a due in area. Passano 6 minuti ed Esposito frana su Di vaio offrendo la sensazione del penalty, che Gervasoni nega. E sul capovolgimento di fronte Tomovic si fa perdonare il raptus precedente con un irrefrenabile assolo, sfruttato da Zapater per il tocco della sicurezza.

 

GAZZETTA DEL LUNEDI' - Gasperini, un silenzio un pò "arrabbiato". Il mister. Dopo la gara ha evitato di sottoporsi al rito di telecamenre e taccuini. "Ha mal di gola". Ma il motivo forse sono le critiche. di Matteo Angeli. Bologna. Amarezza. Turn over si o no. Telenovela sfibrante. Proprio nel giorno in cui tante seconde linee e qualche panchinaro sono risultati determinanti (vedi azione del terzo gol) il tecnico stacca la spina. La questione del turnover lo ha stancato. Più forte delle assenze, più forte di tutto. II Genoa si mette alle spalle qualche polemica di troppo e torna a correre in campionato volando a quota tredici. Ora arriva la sosta, durante la quale Gasperini potrà lavorare con calma e recuperare i giocatori al palo. La prestazione di Bologna ha messo in luce una squadra quadrata capace di giocare come ai bei tempi anche grazie alle ottime prestazioni di Floccari e Kharja, bravi a ripetere la bella gara di Valencia e quindi ormai pienamente recuperati. L'espulsione immotivata di Mesto, ad inizio della ripresa, avrebbe potuto provocare uno Tsunami in campo, e invece il Grifone pur stanco è riuscito a coprire bene tutte le zone del campo e a soffrire il meno possibile. Ma questa decisione ha letteralmente mandato su tutte le furie mister Gasperini che dopo il terzo gol di Zapater è stato trattenuto a stento dal suo vice Caneo mentre protestava contro l'arbitro. Nessun insulto, nessuna parola di troppo ma comunque tanta rabbia nei confronti di Gervasoni, che con quel rosso poteva davvero rovinare tutto. Ma il tecnico genoano alla fine della gara si è chiuso in un immotivato silenzio stampa. «Ha mal di gola e febbre a 38» fa sapere l'ufficio stampa della società. Ma in pochi credono alla versione ufficiale anche perché il tecnico avrebbe dovuto comunque presentarsi davanti a taccuini e telecamere per spiegare, anche con un filo di voce, cosa successo sul terreno di gioco. La sensazione è che Gasperini dopo le critiche successive alle gare con Chievo e Udinese sia ancora "arrabbiato", almeno non ancora sereno. Dopo la sconfitta di Valencia aveva puntato per l'ennesima volta l'indice contro le scelte estive della società "colpevole" di non avergli affidato una rosa in grado di giocare su più fronti. Ieri è stato bravissimo a vincere e ad essere più forte delle cinque assenze pesanti, di quelle che possono mettere in ginocchio qualsiasi squadra. Il mister ha messo in campo una formazione solida ma soprattutto è stato coraggioso e coerente perché non ha snaturato il suo gioco nonostante la fatica di Coppa e le tante assenze. Alla fine ha avuto ragione lui, ma un "grazie" lo meritano anche i vari Esposito, Modesto e Tomovic finiti nel mirino dopo le ultime gare. Ecco perché non andare in sala stampa dopo una vittoria così bella e importante stona un po'.

 

LA REPUBBLICA - Genoa padrone, Bologna piange: 'Arbitro disastro'. Gli uomini di Gasperini dominano fin dall'inizio ilmatch e lo chiudono con un netto e meritato 1-3. Papadopulo: "Gervasoni non all'altezza". Kharja: "Siamo sempre più squadra vera". di Diego Costa. Bologna. E' qui la festa? La risposta è sì. Ma quella del centenario del Bologna è finita e comincia quella del Genoa al Dall'Ara. Finisce 1 a 3 con Kharja a dire che "questo campo mi porta fortuna, già lo scorso anno col Siena giocai bene. Ma sono soprattutto contento della prestazione collettiva della squadra. Questa è la vittoria di un gruppo". A fare lo sparring partner al suggestivo colpo d'occhio di una città che celebra i cento anni della sua squadra del cuore sventolando bandiere rossoblù in ogni angolo degli spalti, la squadra di Gasparini non ci sta affatto. Meglio fare da guastafeste. Approfittando della "cura" del signor Gervasoni che, per non dare adito a sospetti, regala un rigore agli ospiti. Il Grifone ringrazia e, con il vantaggio in tasca, comincia a dominare approfittando del nervosismo che si insinua nelle fila nemiche. Il raddoppio del signore della fascia, Sculli, è cosa fatta quando anche dalla parte opposta l'imprendibile Floccari fa il vuoto e crossa. Il Bologna non c'è. Eppure a fine gara Papadopulo dichiara: "Abbiamo fatto di più del Genoa ma usciamo sconfitti per delle decisioni sulle quali non ci siamo in sintonia. Mi dispiace per la squadra e per il pubblico. Mi auguro che Collina prenda in esame queste lamentele, noi dobbiamo essere rispettati come le squadre che hanno grandi obiettivi". Questione di punti di vista... Il Genoa per noi c'è. E si vede: Palladino, rientrato, gioca alla grande, l'inedita coppia di mezzeali Milanetto e Kharja sembra formata da cattedratici della materia, di Sculli abbiamo detto. Il Bologna deve sempre rincorrere l'avversario. Tra Mesto e Tedesco, ex reggini, sono storie tese, l'esterno dei liguri commette due ingenuità grossolane, una trattenuta prima e un mani poi. Da multa. Espulso lui, il Genoa è costretto a giocare una ripresa conservativa. Il Bologna, aggrappato al solito Tedesco, l'unico ad avere qualche fiammella di gioco, ci prova con Di Vaio, palo, e a porta vuota Osvaldo si mangia il gol. Si resta sullo 0 a 2, ma Tedesco prende un calcio da Tomovic in area e Gervasoni dice che è danno procurato: rigore. Di Vaio insacca e dà al Bologna, immeritatamente, spiccioli di speranza. Manca poco, Di Vaio viene affrontato con le cattive da Esposito, Gervasoni non se la sente, ma Tomovic sì. Prende palla, fa una gran volata, arriva dalla parte opposta e serve in area Zapater che infila il povero Viviano ed esulta. Il Genoa torna a vincere. Con merito. Il Bologna recrimina. Papadopulo alla fine parla di "un arbitro non all'altezza della gara" dice che "non c'erano gli estremi per fischiare il rigore su Floccari mentre c'era un penalty per noi, al 90'". La presidentessa Menarini di "scarsa professionalità". Scusi, ma lo sa che il professionismo arbitrale ancora non c'è?  PREZIOSI: PROVA DI CARATTERE. Il Genoa vince 3-1 a Bologna e Fabrizio Preziosi, direttore generale dei liguri, parla di una "prova di carattere". Intervistato da Dahlia Sport, il dirigente del Grifone parla degli obiettivi societari: "Non vogliamo vincere il campionato ma fare bene domenica dopo domenica e dimostrare di essere una realtà importante del calcio italiano. L'Europa League? Vogliamo andare avanti in una competizione che per noi rappresenta uno stimolo incredibile. L'esperienza di Valencia è stata bellissima". BOLOGNA-GENOA 1-3 (2-0)  Bologna (4-4-2): Viviano 6, Raggi 5.5, Portanova 5.5, Britos 5.5, Lanna 6, Vigiani 5.5 (10' st Osvaldo 5), Mingazzini 5.5, (24' st Valiani 6), Guana 6 (30' st Mudingayi 5), Tedesco 6.5, Zalayeta 5, Di Vaio 6. (15 Colombo, 21 Zenoni, 18 Moras, 85 Adailton). All.: Papadopulo 6. Genoa (3-4-3): Amelia 6, Esposito 6, Moretti 6.5, Bocchetti 6, Mesto 5, Kharja 7, Milanetto 7, Modesto 6, Sculli 7 (25' st Tomovic 6.5), Floccari 6.5 (16' st Zapater 6.5), Palladino 6.5 (5' st Palacio 6). (73 Scarpi, 41 Grea, 30 Figueroa, 9 Crespo). All.: Gasperini 7. Arbitro: Gervasoni di Mantova 4,5. Reti: nel pt 10' Kharja su rigore, 35' Sculli; nel st 40' Di Vaio su rigore, 45' Zapater. Note: angoli: 8-2 per il Bologna. Recupero: 1' e 4'. Espulsi: al st 7' Mesto per somma di ammonizioni. Ammoniti: Milanetto, Lanna, Tedesco e Guana per gioco scorretto. Spettatori: 24 mila circa.

 

     

 

     

 

     

 

 

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