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STAGIONE 2006/07 |
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Reti: 19' e 45' Sculli. Brescia: Viviano, Stankevicius, Mareco, Zoboli, Cortellini, Jadid (57' Colombo), Piangerelli (84' Hamsik), Mannini (74' Cerci), Serafini, Del Nero, Possanzini. Allenatore: Somma. (Ambrosio, Zambelli, Alfageme, Dallamano)
AKAIAOI - Il Genoa, che deve ricominciare a far punti in trasferta dopo le due diversissime sconfitte subite con Modena e Lecce, si presenta a Brescia con una sorpresa riguardante l' attacco. Assenti Figueroa e Greco, che non è riuscito a recuperare, Gasperini inserisce come punta centrale il giovanissimo portoghese Diogo Tavares tornato a Genova con un bottino di 3 reti racimolate con la nazionale U20 al torneo di Macao. Per gli altri ruoli manca il solo Juric e rispetto alla gara interna con l'Arezzo esterno sinistro d'attacco torna dopo il turno di squalifica Sculli con Fabiano che rioccupa il suo posto a centrocampo. Il Brescia, ancora imbattuto in campionato, Sabato scorso ha rifiatato per il rinvio della partita con la Juventus e non ha problemi di formazione. La gara inizia con i rossoblù che attaccano sotto la curva bresciana a cui si contrappongono i quasi 1.500 genoani giunti al Rigamonti. Dopo i primi minuti di studio in cui le occasioni da rete latitano si fa vedere il Brescia, al 12' un tiro da fuori area viene respinto di testa da un rossoblu, la palla finisce a destra a Serafini che ancora da lontano tenta la deviazione a rete in acrobazia ma il tiro viene ribattuto di testa da De Rosa in angolo. 17' Tiro di Coppola respinto, la palla arriva a Rossi che tenta il diagonale ma la palla deviata da Zoboli termina in angolo sfiorando il palo. 14' Rizzoli tira fuori il primo cartellino giallo che tocca a Sculli. 19' Adailton sulla destra batte una punizione a mezz'altezza, Tavares non riesce alla deviazione ma la sfera continuando il suo percorso finisce a Sculli che a pochi metri dalla porta non può che mettere alle spalle dell'incolpevole Viviano. 20' Immediata risposta bresciana, sulla sinistra parte un traversone sul palo lontano. Zoboli interviene di testa mandando la palla sull'esterno della rete sfiorando anche il palo ma Barasso era posizionato e pronto nel caso alla parata. 27' Ammonizione anche per Mareco del Brescia. 32' Criscito interviene fallosamente su Serafini e si becca il cartellino giallo. La punizione seguente da posizione pericolosa viene battuta da Jadid ma Sculli in barriera respinge il tiro. Il Brescia dopo la risposta iniziale alla rete genoana non ha più creato altre vere occasioni da rete e il Genoa riesce a controllare la partita senza affanno. 36' Mannini effettua un traversone in area, Possanzini fa velo per un compagno che non c'è e l'azione sfuma. 39' Mischia in area, la palla viene respinta fuori poi Del Nero dalla distanza manda la palla sull' esterno della rete. 45' Sulla destra avanza Tavares che superato il suo avversario pennella un perfetto traversone a centro area, Sculli stacca di testa anticipando Stankevicius e infila alla sinistra di Viviano. Il secondo tempo inizia con le rondinelle alla ricerca disperata del gol riapri partita. 48' Traversone dalla sinistra verso il palo lontano, Serafini a un metro dalla porta ceffa goffamente la palla che gli rimbalza sui piedi. Il bresciano tenta una seconda battuta ma ormai sulla palla c'è anche Barasso che la fa sua. 49' Iniziano le sostituzioni, entra Biasi a sostituire il goleador Sculli. 51' Possanzini in area si gira e supera De Rosa che si appiglia leggermente ad una manica. La Rondinella ferita finisce a terra come impallinata da un cacciatore e l'arbitro ammonendo De Rosa le assegna il rigore. Sulla palla lo stesso Possanzini che crede di giocare a Rugby e calcia sì in mezzo ai pali ma sopra la traversa in curva bresciana. 57' Somma cerca ripari inserendo una punta (?).....si gira e vede sulla traversa San Marmotta. In panca c'è per caso Colombo (?), ex doriano, e lo manda in campo al posto di Jadid. 57' Mannini avanza e dalla distanza scocca un tiro che impegna Barasso alla parata a terra in due tempi. 60' Entra Longo al posto di Coppola. 61' Palla per Adailton che stoppa di petto facendo sponda per Tavares, il portoghese calcia a rete ma la palla termina a lato a pochi centimetri dal palo sinistro. 64' Possanzini vince un rimpallo e serve una lussuosa palla a Serafini che solo davanti a Barasso gira al volo alle stelle. 68' Angolo per il Genoa, scambio Milanetto-Biasi e palla in area per la testa di Adailton che mette di poco a lato. 70' Longo mette in movimento Fabiano che avanza e tenta la staffilata dalla distanza ma Viviano è pronto alla parata. 72' Longo recupera palla e mette centralmente a Tavares che allunga a destra in area per Adailton, il brasiliano liberissimo di sinistro piazza la palla sul palo lontano ma a Viviano battuto si sostituisce Stankevicius che spazza via sulla riga di porta. 74' Ultima sostituzione per Gasperini, Zeytulaev prende il posto di Tavares leggermente claudicante . 75' Per Somma questa volta è il giovane attaccante Cerci a subentrare a Mannini. 84' Ultima sostituzione per la squadra bresciana, Hamsik per Piangerelli. 85' Ammonizione per Milanetto che tocca la sfera con la mano. 86' Punizione dal limite, il tiro di Cerci viene ribattuto poi un secondo tentativo dalla distanza viene deviato in angolo. 91' Brutto fallaccio di Cortellini che viene mandato anzitempo negli spogliatoi da Rizzoli. Con questa meritata vittoria nello scontro diretto il Grifone si porta in vetta alla classifica con tre punti di vantaggio sulle immediate inseguitrici.
TUTTOSPORT - Genoa, il paradiso esiste. Rossoblù solitari in vetta alla classifica grazie al successo di Brescia. La doppietta di Sculli firma il blitz contro una rivale diretta. Possanzini: penalty alto . Il quinto successo conferma la validità del gioco di Gasperini. Contro una squadra più dotata sul piano fisico sono emersi palleggio e tattica. Buon esordio di Tavares. di Sandro Bocchio . Brescia. Il Genoa si prende la testa, ma questa volta è vera. Nessun ingombro dai recuperi che verranno: primo posto solitario e meritato, per quanto proposto a Brescia e per quanto prodotto finora in campionato. Attendeva con trepidazione questo passaggio, Gian Piero Gasperini: big-match, in trasferta e contro una squadra solida. Arriva un 2-0 secco, con firma di Giuseppe Sculli (a sua volta trepidante per l’appuntamento con la Disciplinare in programma il 27 ottobre: è a rischio squalifica per il «sospettato» Crotone-Messina del 2002) a una prova collettiva di una squadra che conferma di non conoscere le mezze misure: quinta vittoria di un campionato senza pareggi e ricco solo di complimenti. Gli stessi che arrivano qui a Brescia perché, di fronte a un avversario più potente fisicamente, il Genoa fa valere le sue doti di palleggio e saggezza tattica. Squadra che si muove come un solo uomo, a dispetto di cambi di titolari e di sistemi di gioco. L’ultimo esempio lo offre Diogo Tavares, Under 20 del Portogallo. Proprio con questa rappresentativa aveva realizzato due reti in settimana sufficienti per il tecnico rossoblù, insieme con quanto evidenziato in allenamento, a buttarlo in campo in luogo dell’infortunato Greco. Esordio felice e convincente: nessun timore nei contrasti e l’eccellente iniziativa al 46’ pt in fascia destra. Cortellini lasciato sui blocchi con servizio al centro, dove Sculli per la seconda volta gioca a fare il babau con Stankevicius, spuntandogli improvviso alle spalle di testa e fissando il 2-0. La prima volta era capitata al 19’, con l’attaccante rapido a bruciare il lituano in area piccola (questa volta di piede) su punizione di Adailton. Un uno-due che smorza le velleità di un Brescia volitivo ma confuso, più portato all’iniziativa personale che al gioco collettivo, con Possanzini troppo solo e il resto della compagnia troppo fumoso. Risultato? Dopo aver mancato il pari immediato con un palo di Zoboli (20’ pt), nella ripresa i lombardi si fanno male da soli: conclusione inguardabile di Serafini al 3’, rigore calciato alle stelle da Possanzini (7’) e gara che non si riapre anche perché Gasperini si cautela inserendo Biasi e passando a una difesa a cinque ulteriormente protetta da Longo (altro nuovo ingresso). Anzi, potrebbe arrivare il 3-0 (26’) ma Stankevicius salva sulla linea dopo tiro di Adailton. E ora sotto con un altro esame, sabato arriva a Marassi l’ottimo, quadrato e lanciato Cesena. Ma, da ieri, l’anti-Juventus ha un nome definito. E, forse, definitivo.
TUTTOSPORT - Milanetto, un pomeriggio ispiratissimo. LE PAGELLE - BRESCIA - Viviano 6: prende due gol senza poter fare molto di più. Stankevicius 4.5: il salvataggio a porta vuota su Adailton non può emendare le dormite sulle reti di Sculli. Ed era in ampio vantaggio. Mareco 5: disarmato quando il Genoa avanza. Zoboli 5.5: prova a spingere, non basta. Sfortunato sul palo. Cortellini 5: va in sofferenza quando Rossi accelera. Piangerelli 6: prova a collegare i reparti, manca la collaborazione. Hamsik (40’ st) ng. Jadid 5: non emerge in mezzo al campo, senza incidere neppure sui calci da fermo, sua specialità. Colombo ( 13’ st) 5.5: sgomita e si muove, fornendo un tentativo di sponda a Possanzini. Non basta. Mannini 5: meglio quando parte da più lontano, dà però spesso l’impressione di giocare senza rendersi conto di chi ha intorno. Cerci (30’ st) ng. Serafini 4: alcune buone idee spazzate via da soluzioni esecrabili sottoporta. Incredibile il modo in cui fallisce al 3’ st, ciabattando a due passi da Barasso. Del Nero 6: ci crede fino alla fine, puntando l’area avversaria e tenendo decentemente la fascia. Possanzini 6.5: fallisce malamente il rigore (procuratosi da solo) che potrebbe riaprire la gara. Ma là davanti è un mulo da fatica che apre, corre, propone. Inascoltato. All. Somma 5.5: all’atto teorico, compie le mosse giuste. All’atto pratico, i suoi sembrano scolari svogliati che falliscono il compito in classe preparato in settimana. GENOA - Barasso 6: risolve con personalità le mischie accese dal Brescia. Bega 6.5: buona prova in fascia, proponendo palloni mai banali in ripartenza. De Rosa 6: esce bene in anticipo, provoca il rigore perché sorpreso dall’improvvisazione di Possanzini. Criscito 7: personalità e fisicità, per una prova senza sbavature. Rossi 7: si diceva non fosse al meglio, sul campo non asseconda tale notizia. Corre sulle due fasce senza perdere mai in lucidità. Coppola 6.5: tampona e propone con linearità. Longo (15’ st) 6.5: si piazza davanti alla difesa «curando» Serafini, che s’era già annullato da solo. Milanetto 7.5: torna da ex e si vede che c’è qualcosa in più a stimolarlo. Partita eccellente per palle recuperate, pressing attivato e gioco dispensato. Fabiano 6.5: costringe Mannini ad arretrare per trovare spazi. Adailton 6.5: invenzioni sagge e mai fini a se stesse. La punizione per il vantaggio, il «disturbo » in area per il raddoppio e la rete negatagli da Stankevicius. Tavares 6.5: under 20 portoghese, esordisce nel Genoa con piede fermo (vedi le entrate) e propositi brillanti (vedi l’azione personale per il 2- 0). Gasperini non pensa a nomi e carte d’identità, al momento delle scelte: guarda all’impegno di chi lavora. E viene premiato. Zeytulaev (30’ st) ng. Sculli 7: altro ex di giornata, con il marchio negativo di neppure una rete nell’esperienza bresciana. Ne regala due in un sol colpo (da avversario) di furbizia e mestiere. Paga queste, e il passato, con i fischi incassati alla sostituzione. Biasi ( 5’ st) 6.5: dentro per rafforzare la difesa nel momento in cui il Brescia le prova tutte. Ottimo impatto. All. Gasperini 7: il Genoa sembra giocare insieme da anni, invece è squadra tutta nuova. Basta vedere come cambia assetto senza perdere in concretezza. Facile individuare di chi sia il merito. Arbitro. Rizzoli 7: decisioni importanti (rigori e cartellini) da condividere, ma si va bene anche sulle cose minime.
IL SECOLO XIX - Genoa, lezione da capolista. IL GRIFONE IN FUGA. I rossoblù giocano bene e non lasciano scampo a una concorrente alla promozione. Abbatte il Brescia con Sculli e controlla nella ripresa. di Giovanni Ciolina. Brescia. Se esame di maturità doveva essere il Grifone si presenta davanti alla commissione bresciana con la convinzione e la preparazione per lasciarlo a bocca aperta. Il Genoa si dimostra due spanne superiore all'avversario. Sotto tutti i profili: tecnico, tattico, atletico. E neppure il rigore gettato alle ortiche dall'ex doriano Possanzini può servire a giustificare la sconfitta dei padroni di casa. «Ho provato a cambiare angolo visto che Barasso aveva intuito il tiro, ma mi è andata male. Peccato perché l'errore è arrivato in un momento fondamentale della gara. Siamo comunque all'altezza del Genoa». Il campo sembra comunque aver bocciato la formazione di Mario Somma. I padroni di casa malgrado qualche timido abbozzo di aggiramento sulle fasce e un Serafini grande a tagliare tra le linee, ma deficitario in fase conclusiva non riesce quasi mai a rendersi pericolosa. Beppe Sculli è il match winner, l'ex spietato (il Brescia è la squadra a cui ha segnato più gol in carriera, ben tre) e fischiato al momento del cambio, ma i meriti per il 2-0 finale vanno giustamente ed equamente suddivisi tra tutti i ventidue della rosa. «Voglio renderli tutti titolari» chiarisce quando l'adrenalina lascia spazio alla soddisfazione. Ed a ragione. Diogo Conceiçao Tavares è l'esempio della politica intrapresa dal tecnico. Manca Greco per infortunio ed ecco la maglia da titolare per il portoghese. Diciannove anni, titolare della nazionale Under 20 del Portogallo, finisce nella mischia e, i mezzo a tante botte, riesce a togliersi anche la soddisfazione di mettere lo zampino sul raddoppio che mette il sigillo alla sfida. È sua l'accelerazione sulla destra che pianta Mareco sul posto e trova la testa puntuale di Sculli. «Sono soddisfatto della mia prova - ammette in un italiano stentato il giovane lusitano - Sul cross ho visto Adailton e Sculli in area: ho provato a servirli. Che emozione indossare questa maglia. È la prima volta poi che gioco davanti a tanto pubblico. Meraviglioso». È l'uomo del momento e lui se lo gode tutto. In questo Genoa, quindi, anche gli esordienti riescono a fare bene. «Sono contento per i ragazzi perché li vedo crescere tutti insieme»è l'ennesima benedizione del tecnico che se in sala stampa usa sempre il sorriso e la carota in campo invece imbraccia spesso il bastone. Anche nella delicatissima trasferta bresciana Gasperini ha motivo per arrabbiarsi. La squadra, infatti, in alcuni frangenti mostra eccessiva frenesia nelle ripartenze con il risultato di perdere rapidamente il pallone oppure affidarsi a lanci lunghi. Pesante la tirata d'orecchie per esempio nel primo tempo a Bega che invece di cercare il compagno più vicino chiama Tavares a guadagnarsi un'improbabile pagnotta. Ma sta forse anche in questi particolari la crescita del Genoa. La cura dei minimi dettagli e la ricerca costante del gioco sono la base per arrivare ai risultati che fanno del Grifone la capolista della serie B. «Se siamo la squadra da battere lo lasciamo dire agli altri - avverte Gasperini - Per quanto ci riguarda pensiamo al Cesena che è una delle squadra più forti». Comunque la vetta è sotto il Grifone e il popolo inneggia ad un «salutate la capolista» che torna di moda a distanza di due anni. Ma quante cose sono cambiate da allora. Il Grifo vince, ma soprattutto gioca e se rispetto al 3-0 inflitto all'Arezzo in bocca non rimangono bollicine frizzanti, il sapore che lasciano i tre punti di Brescia sono ancora più piacevoli. I rossoblù giocano una gara tatticamente perfetta. Gasperini non varia modulo ma chiede ai due esterni di centrocampo (Marco Rossi, che nonostante i dubbi della vigilia regala ai tifosi la solita prova enorme, e Fabiano) un sacrificio in copertura per consentire soprattutto a Bega di uscire sulle incursioni di Serafini. Insomma, un lavoro di gruppo per arginare uno schieramento bresciano «che spesso ha cercato di superare il centrocampo servendo Possanzini» spiega Manuel Coppola. E già ad inizio di ripresa, quando il Brescia manda in campo il secondo attaccante (Colombo), entra in scena il camaleonte rossoblù. Gasperini rivoluziona la difesa con Criscito a destra e Biasi a sinistra, mentre Bega avanza a centrocampo. E anche Rossi si sposta molto. Per il Brescia è notte fonda e il Genoa è solo in testa con tre punti di vantaggio.
IL SECOLO XIX - La vittoria a tavolino di Gasperini L'ANALISI Il tecnico ha dato una lezione di tattica a Somma. «Questa squadra ha dato prova di maturità» «Abbiamo interpretato bene la partita e sfruttato gli spazi. Tavares è un jolly dell'attacco». di Giuliano Gnecco. Brescia. Il calcio non è una scienza esatta: non è una grande scoperta il fatto che sia difficile pianificare a tavolino una partita. Mario Somma ci prova con il Subbuteo, il calcio da tavolo, per l'appunto. Gian Piero Gasperini più prosaicamente prova questa squadra in settimana sul campo d'allenamento; sarà un caso, sarà bravura, ma finora quasi tutte le soluzioni studiate e provate a Pegli hanno dato esiti positivi in campo. In settimana aveva lavorato in modo tale da non concedere spazi al Brescia, e i lombardi hanno trovato pochi varchi nei quali infilarsi: «Si lavora a certe cose - conferma il tecnico - poi c'è però anche l'interpretazione dei giocatori. Io questa squadra la vedo crescere, è una squadra nuova che prende fiducia. Ho altri giocatori che ritengo titolari; questa è una filosofia che non è facile da accettare, invece vedo che la accettano. Anche in allenamento c'è grande professionalità, è una squadra che lavora». È una vittoria ottenuta anche a tavolino. Anche Somma ci aveva provato: «Abbiamo perso venti metri di campo per nostra volontà, perché se aggredisco alta una squadra con tre difensori creo uno scompenso e obbligo la mia difesa all'uno contro uno. Così invece quando perdevano palla creavamo la superiorità». Gasperini condivide parzialmente: «È una vittoria che ci sta, tutto sommato siamo stati bravi a costruirla quando siamo andati in vantaggio. Con una squadra forte e ben organizzata come il Brescia bisogna sfruttare al meglio le opportunità». Detto in altri termini, per una volta il Genoa è stato cinico, per una volta è riuscito a capitalizzare al meglio le opportunità avute. Per una volta è stato più formica e meno cicala: meno spettacolo e più concretezza. Era anche un esame per quel mal da trasferta che, in questa fase, era più un nemico potenziale a livello psicologico che un pericolo reale: «Finora, a dire il vero, di trasferte in campionato ne abbiamo giocate poche - premette Gasperini - Però era una verifica importante, perché vincere a Brescia, con una squadra forte, non è cosa da poco». Ora il Genoa ha anche scoperto un nuovo giocatore, Diogo Tavares. Al quale il tecnico medita di far fare il percorso inverso rispetto a Greco: da prima punta ad attaccante esterno. «È un po' di tempo che in allenamento lo vedevo bene - confida Gasperini - È cresciuto notevolmente, l'ho visto fare cose egregie. Ho voluto dargli un'opportunità: da oggi abbiamo un giocatore in più. Greco è diverso, è più maturo. Ma Diogo ha qualità non solo come centrale; può fare anche l'esterno». Un paradosso: i difensori hanno giocato una buona gara ma in almeno un paio di occasioni, per distrazioni che avrebbero potuto essere fatali, gli attaccanti bresciani si sono trovati soli davanti a Barasso. «Al Brescia qualche cosa si può concedere, anche loro hanno giocatori di qualità», tranquillizza il tecnico. Però attenzione: l'ingresso di Biasi per Sculli non deve essere frainteso come una sostituzione di stampo difensivista: «Sculli lo conosco fin da bambino - ricorda Gasperini - So che può darci un importante contributo in fase realizzativa, come so che avrebbe potuto darci una mano di testa in fase difensiva. L'ho tolto solo perché era già ammonito e a rischio espulsione: è uno che gioca molto sulla foga. Biasi è entrato perché mi servivano centimetri. Dovevamo reggere la loro fisicità per poi sviluppare il nostro gioco. Se poi realizzavano il rigore avrebbero potuto crearci maggiore pressione, ma abbiamo fatto bene la nostra partita».
IL SECOLO XIX - Il portoghese fa il Greco«Ho imparato tanto da lui» Brescia. di Giovanni Ciolina. Aveva il compito di fare il Greco e Diogo Tavares ci è riuscito perfettamente. Ovviamente senza dimenticarsi di fare anche il ...Tavares. Esordisce con modestia. «Guardo spesso Beppe Greco in allenamento e cerco di imparare il più possibile da questi campioni. La squadra ha grandi giocatori e io sono giovane. Ho tanto da imparare» quasi si è giustificato davanti ai taccuini. Chiarendo anche, in una sorta di Esperanto, misto di italiano, spagnolo e portoghese che il tecnico Gasperini gli aveva chiesto «di fare il Greco, di muoversi sul fronte offensivo». Il portoghese, nonostante i brividi per la prima volta in rossoblù («Che emozione») si è destreggiato in maniera eccelsa. Certo che nella centrifuga difensiva bresciana Tavares ha fatto fatica a entrare in partita, ma il giovane dell'under 20 lusitana, ha cercato in tutti i modi di tenere corta la squadra, di domare il pallone e in un paio di occasioni di tirare in porta. Come detto, però Diogo, ha fatto anche ...il Diogo. Bomber, certo, ma anche rifinitore quando al 46', in pieno recupero della prima frazione di gara, ha prima fintato di mantenere il pallone e poi è sfuggito a Mareco per il cross che Sculli avrebbe inzuccato in gol. E arriva un «Grande Diogo» ovvero il complimento riservato al "ragazzino" da Manuel Coppola. Per quanto riguarda il gol Tavares (uscito per crampi) non si pone limiti. Agli ultimi giochi dei paesi di lingua portoghese ha contribuito con tre reti alla vittoria della propria nazionale «ma a diciannove anni ho molto da imparare. Il gol con la maglia del Genoa? Se Dio vuole...». Una risposta che arriva con il sorriso sulle labbra e che dimostra la grande fede del giocatore lusitano. Stupito di essere improvvisamente diventato uomo copertina, Diogo Tavares fugge via in fretta dalla morsa dei giornalisti che mai finora gli era capitata.
IL SECOLO XIX - De Rosa e Milanetto, i due tenori Bega e Criscito bloccano gli attaccanti Possanzini e Mannini. Tavares inventa per Sculli, Adailton pericoloso in contropiede. di Giuliano Gnecco. BARASSO 6 Il palo lo soccorre sulla deviazione di Zoboli immediatamente dopo il vantaggio di Sculli. A inizio ripresa trova un insperato alleato anche in Serafini che incespica sulla palla. Non basta? Possanzini calcia alle stelle dagli undici metri. I meriti sono esclusivamente suoi sulla fucilata dalla distanza di Mannini. BEGA 6,5 Per Possanzini deve essere stata una giornata frustrante: quando provava a sfondare a sinistra trovava in Bega un avversario insormontabile, dall'altra parte Criscito. Se l'ex sampdoriano si sposta sul fronte opposto, comunque, il difensore porta la museruola da far indossare a Del Nero. Finisce alto, sulla linea dei centrocampisti. DE ROSA 7 Dopo una fase di lieve flessione torna quasi ai livelli di Vicenza: comanda la difesa, gioca di anticipo, implacabile di testa. Troppo severo l'arbitro in occasione del rigore concesso a Possanzini. CRISCITO 6,5 Per fermare Del Nero che si sta incuneando in area, fuori zona si immola per la causa mettendoci la gamba pur sapendo che gli sarebbe costata una ammonizione certa. La novitàè che questa volta corre, significa che è meno lucido del consueto nella lettura delle traiettorie. Si sdoppia fra Mannini e Possanzini per tutto il primo tempo, nella ripresa non ha punti di riferimento. ROSSI 6,5 Sfodera la solita prestazione generosissima a macinare chilometri. Primo tempo a destra, ripresa soprattutto a sinistra con compiti prevalentemente di copertura con grande disciplina tattica. MILANETTO 7 Con astuzia volpina ruba palla a Jadid e avvia un break fulminante che potrebbe sbloccare la situazione al 17'. A centrocampo vince la gara di fosforo con Piangerelli. A tratti è sontuoso, poi si fa ammonire con un fallo di mano sciocco. COPPOLA 6,5 Serafini gioca fra le linee perché nelle intenzioni di Somma dovrebbe essere il grimaldello per scardinare il 3-4- 3 di Gasperini; a Ringhio basta arretrare di qualche metro per stringere il fantasista in una morsa che non gli consente di ragionare. (15' st LONGO 6: un ragioniere in più quando il Brescia, rimasto senza idee, cerca di metterla sulle improvvisazioni). FABIANO 6 Allineato e coperto. Limita le incursioni e le sovrapposizioni preferendo dare una mano alla difesa. Si occupa soprattutto di Mannini e successivamente di Cerci. ADAILTON 6,5 Con una punizione velenosa manda in tilt la difesa lombarda propiziando il vantaggio di Sculli. In un paio di occasioni gli manca l'istinto del killer sotto rete. Fa un grandissimo lavoro di sponda e tiene sotto pressione la retroguardia con pungenti contropiedi. DIOGO TAVARES 6,5 Sonnecchia per 45', nei quali si limita a qualche tocchetto. In pieno recupero si inventa l'azione del raddoppio seminando Mareco e mettendo in mezzo un traversone che taglia la difesa ospite e consente a Sculli di firmare la doppietta. Esce per un problema muscolare (29' st ZEYTULAEV sv: si sistema a sinistra cercando di aiutare nel pressing). SCULLI 6,5 Dopo 13' alza da terra Mannini con un fallo che è la fotocopia di quello inutile che a Lecce gli è costato l'espulsione: errare è umano, ma perseverare... Questa volta è giallo ed è in diffida. Si fa perdonare con una rete di rapina, anticipando Stankevicius, come nella migliore tradizione dell'ex. E poi? Raccoglie il traversone di Tavares e trafigge ancoraViviano con la rapacità di un vecchio bucaniere d'area. (4' st BIASI 6,5: va a puntellare la difesa). BRESCIA. Viviano 6; Stankevicius 5, Mareco 5, Zoboli 6, Cortellini 5; Jadid 6 (12' st Colombo 5,5), Piangerelli 5 (39'st Hamsik sv); Mannini 6 (29'st Cerci sv), Serafini 5, Del Nero 5; Possanzini 4,5. Arbitro. Rizzoli di Bologna 5: ferma Rossi lanciato a rete per ammonire Mareco. Generoso il rigore concesso a Possanzini.
LA REPUBBLICA - E' un Genoa travolgente. Vince a Brescia e va in fuga Doppietta di Sculli. I rossoblù continuano a sorprendere. di Gessi Adamoli. BRESCIA - «Terun» è il complimento più gentile che gli è indirizzato, quando, fischiato da tutto lo stadio, viene sostituito da Gasperini preoccupato che i suoi fragili nervi possano giocargli un altro brutto scherzo sulla falsariga di quello di Lecce. Non è facile giocare con sopra la testa la spada di Damocle di un deferimento per illecito e il rischio (concreto: i1 27 ottobre il processo) di svariati anni di squalifica, ma Pino Sculli sa reagire con determinazione e coraggio. E sua la doppietta che consacra il Genoa sempre più leader del campionato, proprio nello stadio che due anni fa l´aveva visto discusso protagonista: 28 presenze e nemmeno un gol nella stagione che al Brescia era costata la retrocessione in serie B. Detta legge il Genoa, trascinato anche da un altro ex, Milanetto, lui pure non ha certo lasciato un buon ricordo, e Gasperini stravince la sfida con Somma. Gioca a memoria, sempre con la palla rasoterra, la squadra rossoblù. Si trovano a memoria Milanetto e compagni e l´unico difetto che si può riscontrare in una prestazione quasi perfetta è un eccesso di leziosità nel secondo tempo, quando gigioneggia (soprattutto Adailton) invece che andare cercare il terzo gol. Dettagli, quando si vince in trasferta senza quasi far toccare palla ad un´avversaria diretta alla promozione. E un´altra lezione di tattica di Gasperini che rimedia all´assenza di Greco (bloccata a titolo precauzionale dai medici) facendo debuttare Diogo Tavares, che era rientrato solo giovedì notte da un torneo a Macaco con l´under 20 portoghese. «Ma già a Lecce - confida Gasperini - ero tentato di gettarlo nella mischia. Ha solo 19 anni, ma è cresciuto molto rispetto a quando si era aggregato al gruppo in agosto. Ed è giusto dare una chance a chi dimostra di meritarla». Per Somma, l´allenatore del Brescia, la vittoria del Genoa è però solo frutto degli episodi. «Bravissimi loro a concretizzare al massimo le occasioni che gli sono capitate, meno noi a prendere due reti evitabilissime e non segnare nemmeno quando abbiamo messo un uomo solo ad un metro dalla porta». Questioni di punti di vista, Somma si lascia andare anche ad un´altra frecciata velenosa: «Ad un certo punto hanno inserito l´ennesimo difensore». Gasperini non raccoglie: «Avevo bisogno di centimetri per contrastare la loro fisicità». E successo dopo tre minuti della ripresa, quando Biasi ha dato il cambio a Sculli. «Era a rischio - confida Gasperini - io lo conosco bene e so la foga con la quale gioca. Ma un altro cartellino giallo ci avrebbe pesantemente penalizzato». Sculli aveva sbloccato il risultato al 18´, bruciando sul tempo i difensori del Brescia dopo una punizione dalla fascia laterale destra che Adailton aveva calciato tesa in area. Il raddoppio nel recupero, di testa, sul cross da destra di Diogo Tavares protagonista di un´irresistibile cavalcata sulla fascia. «Perché da ex hai comunque esultato?», gli hanno chiesto a fine partita. In linea con il personaggio la riposta: «Perché lo stadio non ha fatto altro che fischiarmi? E poi ogni volta che segnerò, io esulterò. Per me il gol è un evento». All´inizio della ripresa il Brescia ha avuto l´opportunità di riaprire la partita, ma a Serafini, ad un metro dalla porta, la palla è rimasta sotto il piede e poi si è ritrovato addosso il portiere Barasso ed un paio di difensori. Uscito Sculli (al suo posto Biasi) il Genoa si è disposto a quattro in difesa, ma il Brescia ha subito un´altra occasione per provare a rimettersi in carreggiata. Al 6´ Rizzoli ha infatti concesso un rigore al Brescia: De Rosa ha appena pizzicato la maglia di Possanzini, ma tanto è bastato al direttore di gara per indicare il dischetto. Al tiro è andato lo stesso Possanzini che però ha calciato altissimo sopra la traversa. Il Genoa è andato più volte vicino al terzo gol, l´occasione più clamorosa è stata per Adailton (ben smarcato da Diogo Tavares) che però è andato al tiro con sufficienza: debole tocco con l´esterno sinistro e un difensore ha potuto salvare sulla linea. In una giornata trionfale da dimenticare solo gli scontri tra le due tifoserie nell´intervallo della partita (7 poliziotti e 2 carabinieri al pronto soccorso per leggere ferite).
LA REPUBBLICA - Diogo, esordio da lode Rossi, tattica e cuore. di Gessi Adamoli. Milanetto cuce da maestro, Barasso impeccabile. De Rosa lotta da solo contro i giganti dell´attacco. Barasso 6,5: sicuro nelle uscite, Lecce è ormai dimenticata. Bega 6,5: reattivo fisicamente, concreto ma anche disponibile all´azione di disimpegno. Una garanzia. De Rosa 6,5: è l´unico difensore di statura contro i colossi del Brescia, regge l´urto fisico e si permette anche qualche finezza in fase di disimpegno. Commette il fallo da rigore che Possanzini spara sopra la traversa. Criscito 7: un´altra prestazione da incorniciare, è straordinaria la sua abilità di leggere in anticipo le traiettorie della palla e giocare così d´anticipo. Bello a vedersi, ma quando occorre anche essenziale. Rossi 7: meno devastante rispetto alle ultime prestazioni, ma stupisce il senso tattico di un giocatore che spesso giocava solo d´istinto. Tocca a lui, o in alternativa a Fabiano, sull´altra fascia appiattirsi sulla linea dei difensori. Milanetto 6,5: il fischiatissimo ex cuce la manovra e detta i tempi con l´abilità del regista di grande qualità. Coppola 6: fa diga e ruba palloni. Insomma, fa il suo mestiere. Dal 15´ st Longo 6,5: senso tattico e grande esperienza. Sa quando il caso di tenere la palla e abbassare i ritmi. Fabiano 6: si nota poco in fase di spinta, ma gli ordini era quelli di dare più appoggio alla difesa che non all´attacco. Adailton 6: poco incisivo, anche se negli ultimi 20´ gli si offre più volte l´opportunità dell´uno contro uno. Avrebbe la grossa opportunità di segnare il primo gol su azione, ma si inventa un tocchetto d´esterno che consente il recupero sulla linea di un difensore. Diogo Tavares 7: si libera presto dell´emozione per l´esordio e diventa determinante. Tiene palla, fa salire la squadra e propizia il secondo gol con una grande discesa sulla destra. Niente male per un ragazzo di soli 19 anni. Dal 29´ st Zeytulaev 6: entra quando ormai i giochi sono fatti. Sculli 7: subito un´ammonizione e nella ripresa, per evitare il bis di Lecce, Gasperini è costretto a sostituirlo. Ma sono suoi i due gol che mandano il Genoa in paradiso. Dal 3´ st Biasi 6,5: si schiera nel bunker e non sbaglia una palla, impeccabile nel gioco aereo
IL GIORNALE - Un Genoa irresistibile, due stoccate e fuga di Luca Russo - da Brescia. È il Genoa la squadra da battere in questo momento nel campionato di serie B. La conferma arriva dal Rigamonti di Brescia dove il gruppo di Gasperini si impone per due reti a zero con gioco, cinismo e anche un pizzico di fortuna ingrediente tipico delle grandi conquistato anche con la forza della determinazione. «Questa vittoria è un segnale per tutti - confessa Gasperini in sala stampa - soprattutto per noi, per questo gruppo straordinario». Ed effettivamente il successo al Rigamonti arriva grazie ad una squadra compatta e capace di cambiare seconda delle necessità. Il risultato si sblocca dopo venti minuti di studio grazie ad un calcio di punizione sugli sviluppi del quale Sculli inganna la difesa e insacca. «Beh quell'episodio è stato importante - ha sottolineato il tecnico rossoblù - poi la squadra ha legittimato il vantaggio». Nel finale del primo tempo arriva infatti il raddoppio ancora con Sculli al termine di un'azione ispirata da Coppola e dal giovane Tavares impegnato dal primo minuto al posto di Greco. «Sono contento per la doppietta - ha dichiarato Sculli arrivato a quota tre in classifica cannonieri - sono sereno al di là di quello che si dice sulla presunta squalifica che potrebbe arrivare per quel Crotone-Messina di qualche anno fa. Io sono tranquillo e felice anche perché la mia ragazza aspetta un bimbo». Nella ripresa c'è l'episodio che potrebbe rappresentare la svolta con un calcio di rigore concesso al Brescia per un fallo su Possanzini in area rossoblu. L'ex blucerchiato si porta sul dischetto, si fa incantare da Barasso e spara alto sopra la traversa. Il Brescia cerca comunque di portare sotto, ma quando il Genoa si muove in contropiede fa paura con Rossi, Adailton e anche Longo che nel finale non aggancia il tre a zero. Sarebbe stato forse troppo. Finisce in festa per la squadra rossoblu che va a salutare i suoi tifosi forte di cinque vittorie e due sconfitte che le danno il primato. Unica nota stonata della trasferta le intemperanze dei tifosi rossoblu tra il primo e il secondo tempo con il lancio di alcuni razzi verso la tribuna dello stadio. Attimi di paura per fortuna senza conseguenze: la follia e la stupidità si scatenano al momento del fischietto dell'arbitro tra il primo e il secondo tempo. Qualche problema anche all'esterno dello stadio prima e durante la partita. Alla fine il bilancio parla di alcuni agenti leggermente feriti, ma nessun contatto tra le due tifoserie tenute separate da un ingente spiegamento di forze dell'ordine. BARASSO 6,5 Ha carattere e grinta da vendere. Deve ancora affinare le uscite, ma tra i pali dà sicurezza a tutto il reparto. BEGA 6,5 Esce con determinazione dalla sua area palla al piede e tiene a bada un cliente non facile come Delnero. DE ROSA 7 È il regista della difesa rossoblu e spesso si propone anche in fase di impostazione. CRISCITO 6 Meno sicuro del solito. Alterna disimpegni illuminanti ad anticipi fuori tempo. ROSSI 7.5 È l'anima di questo Genoa che cerca sempre la giocata anche quando è in vantaggio per due reti a zero contro una squadra imbattuta. COPPOLA 6.5 Ormai non è più solo un rubapalloni, bravo a tenere a bada i suoi diretti avversari. (LONGO 6.5 Un altro titolare pronto a dare quantità e qualità) MILANETTO 7 Da ex mette in campo tutto. È in crescita e si vede......
IL GIORNALE - Il Genoa va in fuga con i gol dell’ex Sculli di Alessandro Carini - da Brescia. Sono bastati 46' al Genoa per lanciare la prima fuga del campionato cadetto. È Sculli l'eroe della giornata; l'attaccante di Locri, che con la casacca del Brescia due stagioni fa chiuse l'annata senza gol, con una doppietta regala al Grifone tre punti, la testa della classifca e condanna il Brescia al primo ko stagionale. La prima azione di marca bresciana, con Serafini a inventarsi una semirovesciata da dentro l'area che viene deviata in corner. Al 16' Jadid perde malamente palla a centrocampo, Milanetto cerca Coppola, ma trova Rossi che non ci pensa due volte; la mira non è però delle migliori e la conclusione si spegne a lato. Due minuti più tardi il Genoa passa in vantaggio: punizione dalla destra di Milanetto, Sculli spunta alle spalle dei difensori bresciani e da due passi insacca. Le rondinelle accusano il colpo, faticano a rientrare in partita e il Genoa guadagna metri senza però riuscire a graffiare. Al 39' il Brescia torna a farsi vivo in attacco con un tiro di Del Nero che esce di un nonnulla, regalando al pubblico del Rigamonti l'illusione del pareggio. Nessuna illusione invece al 46' quando il Genoa raddoppia grazie a Sculli che ribadisce la legge dell'ex e di testa, in tuffo su cross di Tavarez, non lascia scampo a Viviano. Attimi di paura nell'intervallo che vede scatenarsi la stupidità dei tifosi genoani: nonostante il doppio vantaggio, fanno partire alcuni razzi, il primo arriva in tribuna centrale, un altro nel parterre, per fortuna senza provocare conseguenze. I genoani, non ancora contenti, hanno inoltre tentato di raggiungere gli ultras del Brescia. Sulla loro strada hanno però incontrato il cordone di poliziotti e carabinieri che ha impedito ai tifosi di abbattere la parete divisoria tra i due settori. Negli scontri sono rimasti feriti dieci agenti: uno è ricoverato in ospedale. Ad inizio ripresa il Brescia potrebbe riaprire la gara, ma Serafini, imbeccato da Possanzini, sciupa la più facile delle occasioni, sparando addosso a Barasso da zero metri. Che non sia giornata per i padroni di casa lo si capisce al 5', quando Possanzini si guadagna un rigore, ma dal dischetto spedisce incredibilmente alle stelle. L'allenatore Somma tenta la mossa Colombo per uno spento Jadid, ma il Brescia non è concreto, il Genoa al 26' potrebbe calare il tris con Adailton, il cui tiro viene salvato sulla linea di porta da Mareco. Piove sul bagnato per gli uomini di Somma, costretti a chiudere in inferiorità numerica per l'espulsione di Cortellini. È l'ultima emozione di un match che premia meritatamente il Genoa, riportando il Brescia - che era ancora imbattuto - sulla terra.
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