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CAMPIONATO 2007-08 | Cronache Partite | Tabellini | Immagini | Giocatori | Calendario | |
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CAGLIARI - GENOA 2 - 1 (2 - 1)
Reti:
15' Lucarelli, 29' Acquafresca, 46' Rubinho (aut). Genoa: Rubinho (65' Scarpi), Lucarelli, De Rosa, Criscito, Rossi, Milanetto, Juric, Fabiano (46' Danilo), Sculli (64' Figueroa), Borriello, Leon. (Ghinassi, Masiero, Vanden Borre, Di Vaio). Allenatore: Gasperini. Arbitro: Velotto di Grosseto. Ammoniti: Rubinho, Juric, Leon, Pisano, Canini, Lopez e Conti. Angoli: 8-4 per il Genoa. Spettatori: 13.000
IL SECOLO XIX - Acquafresca gela il Grifone. Stanchezza, assenze ed errori fermano i rossoblù. di Giovanni Ciolina. CAGLIARI. Due secchiate di Acquafresca risvegliano il Grifone dal sogno di centrare un trittico di vittorie come all’andata e di continuare a puntare alla zona Uefa. Tra sette giorni c’è la Juventus e il Genoa arriva al big match senza lo squalificato Juric (era in diffida ed è stato ammonito), con diversi infortunati e con il morale non a mille. Va però sottolineato che i rossoblù mantengono undici punti di vantaggio sulla zona rossa della retrocessione e possono quindi affrontare la Signora senza troppe ansie. «Certo che ora dobbiamo cominciare a raccogliere anche qualche pareggio » è la raccomandazione di Gasperini che senza alcuni uomini di peso (Paro, Konko, Bovo) si ritrova per le mani una squadra che corre, ma senza pungere. Tira il fiato il capocannoniere Borriello, colpito duro fin dai primi minuti, Leon non è in giornata di grazia, Figueroa dimentica di essere amuleto rossoblù e la rimonta questa volta non riesce. A giustificare il 2-1 del Sant’Elia, il Grifone può mettere sul tavolo la fatica di un trittico importante di gare (anche se la stessa sorte è toccata al Cagliari), il vento che taglia il campo di gioco e gli infortuni che alla, alla fine, costringono Gasperini a snaturare alcuni ruoli. «Basti pensare a Criscito schierato a destra…» sottolinea il tecnico e ha ragione. Ma l’emergenza difesa è anche dover far giocare Lucarelli nonostante l’influenza e perdere una sostituzione per l’infortunio a Rubinho in occasione del raddoppio cagliaritano. Detto ciò, però, non si può e non si deve dimenticare che il Genoa è passato in vantaggio e solo la traversa ha detto no a Criscito per un raddoppio che a metà di prima frazione sembra meritato. Al gol mancato risponde però la vecchia e spietata regola del gol subito ed a quel momento per il Grifone è un’altra partita. In salita, con il cuore che batte a mille,ma con il cervello che non riesce a trasformare le intenzioni per colpa del’acido lattico che impregna i muscoli. LA CHIAVE del primo tempo finiscono per essere le scelte controcorrente del tecnico di casa. Ballardini lascia fuori a sorpresa Jeda e Foggia e butta nella mischia Cossu e Robert Acquafresca. Uno inventa e scompiglia le carte, l’altro si ritrova cannoniere anche se determinante risulta la posizione del trottolino Cossu. L’ex del Verona si posizione alle spalle di Matri e Acquafresca, funge da trequartista a galleggiare tra centrocampo e attacco. La sua posizione costringe Gasperini a cambiare assetto alla squadra passando dal 433 al 343, con Marco Rossi avanzato sulla linea del centrocampo e soprattutto Juric spostato al centro a prendersi cura di Cossu. Nel gioco delle mosse e contromosse ha la meglio Gasperini fino alla mezz’ora. Il Genoa gioca di più e meglio il pallone: in 14 minuti crea un’occasione con Borriello (12’) e passa in vantaggio (14’) con una deviazione da attaccante di razza di Lucarelli. Il difensore livornese gioca nonostante l’influenza e ricambia la fiducia impostando e concludendo l’azione su crossa dalla sinistra di Fabiano. Ma l’uomo della svolta finisce per rivelarsi proprio Cossu. Alla mezz’ora un suo cambio di campo trova impreparato De Rosa che si lascia superare dal pallone. Il gesto dell’attaccante – botta al volo incrociata di destro – è eccellente, l’errore del napoletano è altrettanto evidente. Nonostante tutto la prova del Grifone non è da buttare. I rossoblù, almeno fino al pareggio, non corrono rischi particolari e soprattutto tengo no in continua apprensione la difesa di casa che ha uno Storari non in condizioni eccezionali mentre Daniele Conti è più impegnato a tenere a bada un Milanetto particolarmente vivace che a far male. E’ sempre Cossu, su punizione, a impensierire Rubinho, che non è in giornata di grazia. Incerto dopo 3’ su botta da 30 metri di Cossu (Acquafresca spara alto), il brasiliano commette un pasticcio in occasione del 21 al 45’. A parte gli errori, però, il Genoa ha sulla fascia sinistra il vero tallone d’Achille. A cominciare dall’attacco dove Leon non ripete la prova di Udine e con il Napoli. L’honduregno fatica ad entrare in partita, è estremamente impreciso in fase di costruzione e salta raramente il suo diretto avversario. Solo nella ripresa riesca a trovare parte del bandolo di una matassa di un gioco fatto di dribbling e ripartenze. Tornando a ritroso lo stesso Fabiano fatica tantissimo su Fini, anche perché il lavoro di supporto con Lucarelli riesce raramente, visto l’impegno costante e ispido del toscano in marcatura su Matri. L’attaccante di proprietà del Milan, indicato a più riprese come un possibile rinforzo per il Grifone nella prossima stagione, mette in difficoltà Lucarelli. Nella ripresa il tecnico rossoblù prova a cambiare le carte inserendo Danilo per Fabiano e se il Genoa schiaccia il Cagliari nella propria metà campo la manovra è raramente incisiva. Entrano Figueroa, Foggia e Jeda, ma il risultato non cambia. Gasperini manda De Rosa a fare la punta centrale, rischiando nel finale il contropiede avversario, ma la partita del Sant’Elia è decisa e domenica sera(ore 20.30) a Marassi arriva la Signora.
IL SECOLO XIX - Con la Juve è emergenza: Juric fuori, Sculli e Danilo a rischio. La prossima sfida Rubinho racconta il gol del 2-1: «Ho toccato la palla con la mano, poi ho sentito un colpo alla testa e al ginocchio». di Giovanni Ciolina. Cagliari. «Ho visto la palla arrivare, mi ricordo di averla toccata con la mano, poi ho sentito una duplice botta: alla testa e al ginocchio». Rubinho, 25 anni, racconta così l'episodio del raddoppio cagliaritano di Acquafresca che è coinciso anche con il suo infortunio. Il portiere brasiliano non ricorda se la palla gli finita addosso dopo averla toccata e mandata sul palo. «Non so se il vento possa aver avuto un ruolo nel mio intervento». Il portiere sembra ancora un po' intontito per l'incidente: «È il terzo da quando sono a Genova». In effetti nell'anno e mezzo in rossoblù la storia di Rubinho mette in fila il grave infortunio a Modena (trauma cranico e notte trascorsa in ospedale), il secondo a Spezia (botta contro il palo sulla punizione gol di Do Prado), lo scontro con Bellucci nel derby d'andata e ora l'infortunio di Cagliari. Ma l'estremo difensore genoano ha anche un altro record particolare. E' il più espulso della serie A (2 volte) e con l'assenza di mercoledì sono tre i turni di stop inflittegli dal giudice sportivo: davvero tanti per un portiere. Ma se da più parti si parla di crisi di vocazioni di numeri uno in Italia, dall'altra l'ondata di arrivi dal Brasile ha portato a questo record. Tra gli squalificati l'altro appiedato-record è Julio Cesar dell'Inter. Insomma nel bene (capacità tecniche che lo hanno portato ad esere inseguito da squadre come la Lazio e il Palermo) e nel male, Rubinho sembra far notizia. Anche ieri, sul 2-1, sembrava sulla traettoria della palla e l'inzuccata dell'avanti di casa non sembrava certo una fucilata. Resta il fatto che un po' di incertezza, un po' di cattiva sorte hanno contribuito a regalare al Cagliari quel raddoppio a tempo scaduto che ha pesato enormemente sull'esito della gara. Rubinho, non nuovo a infortuni di gioco, è rimasto in campo per 66 minuti prima di cedere il posto a Scarpi. Quando lascia lo stadio per salire sul pullman che porterà la squadra in aeroporto è visibilmente zoppicante. Scambia alcune parole con il preparatore dei portieri Gianluca Spinelli, accenna una smorfia di dolore quando deve salire i gradini del bus e sussurra: «Il ginocchio mi fa male, tanto male, ma non so di cosa si tratti». Una semplice botta o qualcosa di diverso? Saranno gli accertamenti a cui si sottoporrà oggi a Genova a rivelare l'entità dell'infortunio riportato dal portiere brasiliano, ma la sua presenza in campo con la Juventus è in dubbio, al pari di quella di Santos, Sculli e Fabiano, questi ultimi due usciti malconci dalla sfida in terra sarda. «Ho sentito una fitta alla gamba su quell'intervento in scivolata nel primo tempo» spiega Beppe Sculli che teme di aver subito un danno muscolare. Per quanto riguarda Fabiano è Gasperini a spiegare le cause del cambio con Danilo. Più che un cambio tattico si è trattato di una sostituzione obbligata a causa di un fastidio che il mancino ha accusato fin dal primo tempo e per il quale il connazionale Danilo si è scaldato a lungo. Insomma, dopo gli stop lunghi di Bovo («Ne avrà per almeno un mese se tutto va bene» assicura Gasperini) e Paro, il tecnico rossoblù rischia di trovarsi per le prossime sfide decisive con una rosa ridotta all'osso. Può scattare quindi l'ora di Vanden Borre? «Se andiamo avanti così?» butta lì il tecnico di Grugliasco una frase che sa di battuta, ma che ha un fondo enorme di verità sull'affresco di una situazione difficile sotto il profilo dei numeri. Se con la Juventus rientrerà lo squalificato Konko, si fermerà Juric, ma i dubbi riguardano gli infortunati. Quanti riusciranno a recuperare? E' tutto da vedere. Mercoledì, alla ripresa della preparazione, il quadro sarà sicuramente più preciso.
IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 5 Già al 3’ Cossu lo chiama in causa su calcio piazzato,ma il brasiliano allunga lamano per deviare; bravo, e fortunato quando subito dopo il primo ad arrivare sulla sfera è Acquafresca che spara in gradinata dall’altezza dell’area piccola. Il bis, sempre sulla punizione di Cossu, lo concede all’11’. In chiusura di tempo si fa invece sorprendere al colpo di testa diAcquafresca – il quale si avvantaggia di una parabola sporca e fortunosa che porta in vantaggio i padroni di casa: decisiva la sua deviazione di schiena. Esce poi per infortunio (20’ ST SCARPI 6: sbaglia solo su una rimessa laterale, quando cerca il rinvio immediato di piede –mettendo in difficoltàMilanetto – invece di prendere la palla fra le mani e rilanciare. Per il resto non è molto operoso,ma dà sensazione di sicurezza). ROSSI 6,5 Parte sulla linea dei difensori nell’albero di Natale schierato da Gasperini; dopo una manciata diminuti la prima correzione tattica: si torna al 343 e il capitano – al rientro – avanza a centrocampo.Aquel punto però si accentra leggermente, in fase difensiva, nella zona dell’ex blucerchiato Parola. Fa la fascia innumerevoli volt e fino a cercare il cross sul fondo, poi – instancabile – ripiega a sbrogliare situazioni intricate nella propria trequarti. Nonmollamai, è una delle anime di questa squadra. DE ROSA 5 Commette un’ingenuità fatale al 29’ quando lascia sfilare la palla sul centro di Cossu: alle sue spalle sbuca Acquafresca che può battere Rubinho con un potente diagonale. È un errore grave per uno della sua esperienza. Poi tutto sommato fa la sua parte, anche perché il Cagliari – se si eccettuano poche fiammate – non si vedemai in attacco. Nel finale lamossa della disperazione: va a fare il centravanti come lo scorso anno in talune occasioni,ma non ha più il tocco magico e spesso fa anche confusione. LUCARELLI 6 In campo stoicamente grazie a un farmaco antinfluenzale preso in mattinata dopo che da sabato sera era stato colpito da un attacco con la febbre salita a 38. Si piazza sulla rivelazione Matri e alla prima occasione graffia subito di testa sul cross teso di Fabiano. Anche nel finale è fra i più lucidi nel contenere le ripartenze sarde. Chiude al centro della difesa, dettando i tempi al pacchetto arretrato. CRISCITO 6 Inizia largo a sinistra,ma dopo solo pochi minuti, sulle due punte avversarie, il Grifone passa a tre dietro spostandolo a fare il centrale di destra: ruolo inconsueto ma non inedito. Dalla sua parte c’è il mobilissimo Acquafresca, che però per fare danni deve costantemente spostarsi dall’altra pare.Al 28’, su corner di Juric, timbra la traversa con una deviazione aerea: sarebbe probabilmente stata la rete che avrebbe chiuso i conti. Spinge meno del solito, però dietro lascia pochi spazi. JURIC 6,5 Gli tocca abbassarsi inmarcatura su Cossu, che gioca fra le linee alle spalle di Matri e Acquafresca. Un intervento deciso sulla trequarti nei confronti del fantasista sardo gli costa l’ammonizione che gli farà saltare la Juve.Dopo aver a lungo portato la croce, a inizio ripresa prova anche a cantare e avanza tutto sullo fino a lasciar partire un sinistro che tuttavia è troppo centrale e facile preda di Storari. Finisce a tratti pure a fare il difensore centrale, conDe Rosa avanzato nel tridente. Uomo per tutte le stagioni, peccato non averlo domenica sera con la Juve. MILANETTO 6 Come sostiene Gasperini, spesso in mezzo fa il professore. Cerca di portare ordine anche dove regna confusione. I compagni lo cercando con insistenza perché sanno che da lui può venire qualche ideameravigliosa, però poi spesso i suoi lanci non vengono sfruttati. FABIANO 5 Ha il merito del cross – telecomandato – per il gol di Lucarelli, e spinge anche con una certa continuità. In fase difensiva però sovente si dimentica di dare unamano al febbricitante Lucarelli, e non è un caso se le reti sarde del primo tempo nascono da quella parte. Luci e ombre,ma prevalgono le prime (1’ ST DANILO 5,5: Un po’meglio di Fabiano in fase difensiva, e come lui si propone in avanti. Però anche lui spesso si fa saltare e finisce per andare in confusione). SCULLI 6 Alterna cose positive ad alcuni errori negli appoggi, però tatticamente è utilissimo con i suoi ripiegamenti e con l’enormemole di lavoro che svolge su tutta la corsia destra. Spesso ruba palla anche nella propria trequarti: è normale che poi paghi qualcosa sul piano qualitativo quando ci mette tanta quantità (19’ ST FIGUEROA 5: stavolta non incide. È nelle condizioni migliori perché accanto a lui c’è Borriello, poi anche De Rosa e a sostegno Leon. Insomma, non è solo e dovrebbe dedicarsi a ciò che sa fare meglio: stare in agguato in area. Invece non la prende mai, né di piede né di testa). LEON 6 Insolitamente larghissimo a sinistra, va a sprazzima ha pure accelerazioni importanti, stoppate spesso con lemaniere forti. Al 6’ della ripresa si beve in un sol colpo Pisano e Fini,ma poi spara sulla schiena di Canini invece di cercare l’appoggio su un compagno meglio piazzato.Anche al 33’ prova a fare tutto da solo,mentre Borriello chiede palla: il sinistro dell’honduregno si spegne però a fil di palo. Se avesse maggiore continuità e minore egoismo, contro questo Cagliari potrebbe essere devastante. Non lo è. BORRIELLO 6 Al 12’ si volta con scatto felino, sorprendendo Bianco, per calciare un sinistro da fuori area che costringe Storari ad allungarsi in tuffo per deviare in angolo con la punta delle dita.Ha meno occasioni del solito, anche perché su di lui i difensori avversari raddoppiano sempre.Ma si batte ugualmente, anche talvolta abbassandosi per cercare palloni giocabili. CAGLIARI Storari 6,5;Pisano 6(9’ stLopez 6), Canini 6,5,Bianco 7,DelGrosso 6;Fini 6,Conti 6, Parola 6,5;Cossu 6,5 (25’ st Jedang); Matri 5,5, Acquafresca 7 (20’ stFoggia 5,5). ARBITRO VELOTTO DI GROSSETO 5: incomprensibile l’ammonizione di Leon che, in contropiede due contro tre, cade sulla trequarti toccato da Parola al 38’; per il direttore di gara è simulazione. Poi, inverte alcuni falli e persino una rimessa laterale – nonostante la corretta segnalazione dell’assistente – sempre a favore del Cagliari.Quando nella ripresa riequilibra ilmetro di giudizio, i sardi – ben abituati – iniziano a lamentarsi
IL SECOLO XIX
- Borriello amaro: «Traditi dalla stanchezza».
Le reazioni della squadra De Rosa spiega l'errore sulla prima rete di
Acquafresca: «Ha fatto un gran gol, ma è stato aiutato dal vento». di
Giovanni Ciolina. Cagliari. «Quanto ha fatto la Juve? Ha squalificati?
Ha segnato Trezeguet?». Marco Borriello non perde l'ottimismo e
soprattutto non perde di vista l'obiettivo classifica capocannonieri
nonostante una giornata di digiuno e non certo esaltante. «Ci può stare
- confida SuperMarco - Non eravamo al meglio e poi ci sono anche gli
avversari, non dimentichiamolo mai». Il Borriello visto al Sant'Elia,
nella patria di quel Gigi Riva a cui è stato paragonato nei giorni
scorsi, è parso un rombo di tuono affievolito dalle carezze non certo
amorevoli dei difensori avversari e da una condizione che non è certo al
massimo. «Abbiamo sprecato molte energie fisiche nelle precedenti gare
di Udine e Napoli» aggiunge il bomber partenopeo per spiegare anche la
prestazione non certo eccezionale dell'intero gruppo. Ed è un
ragionamento che fila soprattutto alla luce dell'emergenza infortuni e
squalifiche che ha costretto il tecnico a cambiare molto. «Anche il
vento ci ha dato fastidio. Non pensavo, forse perché non ci ero più
abituato» ammette Omar Milanetto. Poco distante Borriello sorride,
malgrado tutto, poi prende la cena al sacco dal pancione dell'autobus e
raggiunge i compagni. Nonostante non abbia segnato, Borriello ha fatto
la solita guerra per i compagni e trae indicazioni positive dalla sua
prestazione. Peccato per la sconfitta, peccato per quella prodezza di
Acquafresca che ha approfittato di un'incertezza di De Rosa. Peccato.
«Il vento mi ha tratto in inganno - ammette il difensore - Non ho più
trovato il pallone con la testa, ma lui ha fatto un gran gol. Si è
coordinato e ha calciato in maniera potente e angolata. Complimenti?».
«Sapevamo però di incontrare una squadra viva, in forza e che giocava
bene, ma da parte nostra siamo riusciti ad andare avanti di un gol ed
abbiamo avuto la possibilità di chiudere la gara con Criscito», ma come
puntualizza anche Alessandro Lucarelli «avremo dovuto andare al riposo
in parità. Sarebbe finita così. Invece abbiamo patito l'infortunio a
tempo scaduto. Nella ripresa abbiamo buttato il cuore nella sfida, ma ci
è mancata la lucidità». Concetto espresso un po' da tutti i giocatori
genoani. «Adesso pensiamo alla Juventus» guarda avanti Mimmo Criscito.
Per lui si tratta di una gara particolare, anche se non cova rivincite.
E non si fasciala testa per la sconfitta odierna: «Certo, tre punti ci
avrebbero fatto benissimo al morale, ma sono convinto che domenica
prossima il Ferraris sarà pieno di tifosi». Indubbiamente la vittoria a
Cagliari avrebbe avuto tutt'altro effetto sul morale dell'ambiente che
ancora per sette giorni avrebbe sognato qualcosa di diverso «ma non
dimentichiamoci che il nostro obiettivo resta la salvezza». Criscito non
fa drammi e, pur ammettendo la stanchezza della squadra per le tre gare
consecutive «perché anche gli avversari hanno giocato tre partite in
otto giorni». Ed ha ragione, ma se alla fatica aggiungi una situazione
di emergenza, il quadro è completo. Emergenza proseguita in corso
d'opera con l'infortunio di Rubinho che ha impedito al tecnico di
mandare in campo Di Vaio per un finale all'assalto di un pareggio che
sarebbe valso oro.
LA REPUBBLICA
- Il Cagliari sorprende il Genoa una vittoria per la salvezza.
Finisce 2-1 per gli uomini allenati da Ballardini (ultimi in classifica) che
avvicinano Reggina e Catania. Decisivo l'ingresso di Acquafresca. Delude invece
il bomber Borriello. CAGLIARI - Il Cagliari resta aggrappato con le unghie e con
i denti alla serie A e si riprende ai danni del Genoa i tre punti che in
settimana la Commissione disciplinare della Fedecalcio gli ha tolto. Al Sant'Elia
finisce 2-1 per gli uomini di Ballardini, che dopo essere andati sotto con una
rete di Lucarelli ribaltano il risultato con un gol di Acquafresca e una
sfortunata autorete di Rubinho. Dopo la penalizzazione subita in settimana, per
i sardi se non è l'ultima spiaggia poco ci manca ma Ballardini stupisce un po'
tutti con le sue scelte. Foggia e Jeda in panchina, mentre in attacco spazio al
duo Matri-Acquafresca. Genoa con il classico tridente formato da Sculli,
Borriello e Leon. Ritmi decisamente alti nei primi minuti. Meglio i padroni di
casa, che con Cossu vanno subito vicino al gol: capolavoro su punizione di Cossu
e Rubinho si oppone da gran campione. Il Genoa ci mette un po' a organizzare le
idee ma quando lo fa mette paura al Cagliari: al 13' il suo uomo più in vista,
quel Marco Borriello capocannoniere con 16 reti, si mette in mostra con una
bella girata da 25 metri deviata in angolo da Storari. E' il preludio al
vantaggio ospite, che arriva però con Lucarelli: il difensore colpisce in tuffo
di testa su cross dalla sinistra. Lo svantaggio non disunisce il Cagliari, che
si mette a rimacinare gioco: al 22' Matri ci mette tanta buona volontà e anche
una buona dose di bravura nell'eludere in dribbling la difesa del Genoa, ma il
passaggio per Fini è troppo lungo e consente il recupero di Rubinho. Il meritato
pareggio dei padroni di casa arriva alla mezz'ora: pallone delizioso di Cossu
per Acquafresca che batte Rubinho con un bel tiro al volo. Un minuto prima,
però, il Genoa sfiora il colpo del 2-0 con un'inzuccata di Criscito che finisce
sul palo. Prima che le due squadre tornino negli spogliatoi arriva il
rocambolesco vantaggio del Cagliari: colpo di testa-pallonetto di Acquafresca
smanacciato da Rubinho, il pallone sbatte sul palo e carambola sulla nuca del
portiere genoano varcando così la linea di porta. Gioco molto veloce anche nella
ripresa, con i liguri che scendono in campo decisi a raggiungere almeno il
pareggio ma Leon e Borriello non sembrano in giornata e gli uomini di Gasperini
non fanno altro che collezionare calci d'angolo. Anche Sculli è in ombra e
Gasperini decide di sostituirlo con Figueroa tentando di dare nuova linfa alle
azioni d'attacco dei grifoni.Col passare dei minuti il match cala d'intensità:
il Cagliari arretra il proprio baricentro e il Genoa non sembra saper
approfittare della supremazia territoriale. Sul finale di gara i padroni di casa
tornano ad affacciarsi in attacco, alleggerendo la pressione su Storari, ma il
sinistro di Foggia in contropiede è decisamente fuorimisura. Finisce col Sant'Elia
in festa e il Genoa che dopo due vittorie consecutive torna a conoscere la
sconfitta.
LA REPUBBLICA
- Il Genoa spreca, addio ai sogni.
E ora arriva un ciclo terribile.
Gol di Lucarelli, traversa di Criscito, ma la doppietta di Acquafresca chiude la
partita Il Cagliari lo sorpassa e non reagisce più Juventus, Fiorentina, Palermo
e Inter sono le prossime avversarie L´obiettivo diventa quello di limitare al
massimo i danni. di Gessi Adamoli. CAGLIARI - Vietato pensare in grande. Il
Genoa perde in casa dell´ultima in classifica, fallisce la prova di maturità e
ripone in un cassetto i sogni d´Europa. Anzi, Gasperini invita ad essere
pratici, facendo al più presto possibile i punti che mancano alla salvezza,
passando anche attraverso qualche pareggio, magari poco spettacolare ma
certamente utile alla causa, tanto più che ora alle porte c´è un ciclo terribile
(Juventus, Fiorentina, Inter e Palermo). Il Cagliari, all´ultima spiaggia, si
affida al 4-3-1-2, e in attacco dà fiducia a due giovanissimi, Acquafresca e
Matri, mentre Cossu si sistema dietro le due punte. Preso atto dello
schieramento degli avversari, Gasperini abbandona subito la tentazione di
schierarsi in difesa a quattro e chiede al mancino Criscito il sacrificio di
adattarsi ad essere il centrodestra dello schieramento arretrato a tre della
retroguardia rossoblù, mentre Juric va in marcatura ad uomo su Cossu. Di fatto
il Genoa opta così per un 3-1-3-3. «Semplice turn over», ha dichiarato
Ballardini, il mister del Cagliari che non si è voluto prendere meriti per aver
coraggiosamente tenuto fuori sia Foggia che Jeda, entrambi obiettivi del Genoa
nel mercato di gennaio. Acquafresca la prima occasione l´ha dopo solo 4´, ma gli
capita sul sinistro e così sparacchia fuori da posizione favorevole dopo aver
ripreso la palla respinta in qualche modo da Rubinho dopo una punizione
insidiosa di Cossu. Ma al 19´ il Genoa dà una svolta alla partita. Fa tutto
Lucarelli: ruba palla, allarga sulla sinistra favorendo l´inserimento di
Fabiano, segue l´azione facendosi trovare ben posizionato sul primo palo e
conclude di testa in rete. L´errore, contro la squadra ultima in classifica e
che alla vigilia ha dovuto anche subire la mazzata di tre punti di
penalizzazione a tavolino, è quello di sentire la vittoria già come acquisita.
Il Genoa non affonda i colpi e così non porta quello del k. o. contro un
avversario che fatica a ritrovarsi. La grande occasione per chiudere il match e
proiettarsi in zona Uefa si stampa sulla traversa che Criscito centra al 27´
dopo un corner dalla destra di Juric. E due minuti dopo arriva il pareggio di
Acquafresca che colpisce al volo quella palla morbida che gli scende sul destro
con De Rosa che segue con lo sguardo l´attaccante del Cagliari, ma senza
riuscire ad intervenire. Tutto da rifare. Anzi, proprio all´ultimo minuto del
primo tempo Acquafresca concede il bis. Un gollonzo che nel tabellino va
registrato come un´autorete di Rubinho. Sul corner il ventenne attaccante del
Cagliari colpisce con la parte alta della testa, la palla si impenna e poi
scende verso la porta del Genoa, ingannando Rubinho, ma anche Fabiano appostato
sul palo e che certamente avrebbe potuto intervenire. Rubinho parte in ritardo,
quando si tuffa la palla non solo è già passata ma addirittura, dopo la respinta
del palo, gli va a sbattere su una spalla e finisce in rete. Ha tutto il secondo
tempo, il Genoa, per cercare di rimettere le cose a posto, ma non c´è reazione.
Dopo Danilo, che prende il posto dell´acciaccato Fabiano, Gasperini fa entrare
Figueroa per Sculli e al 20´, quando deve avvicendare Rubinho con Scarpi, si
ritrova con tutti i cambi già effettuati. Negli ultimi dieci minuti tenta la
carta del «casino organizzato», che altre volte qualche frutto aveva portato: De
Rosa va a fare il centravanti a fianco di Borriello e Figueroa. Tutto inutile. E
la conclusione di Leon (33´) dal limite che termina fuori a fil di palo è
l´unico sussulto genoano di tutto il secondo tempo.
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AKAIAOI |