CAMPIONATO 2009-10                                                                                                                                                                        HOME >>

 

CAGLIARI - GENOA                                 3 - 2    (0 - 1)

Reti: 20' Mesto; 55' Biondini, 59' Floccari, 78' Nenè (rig), 87' Lazzari.

CAGLIARI: Marchetti, Canini Lopez, Astori, Agostini, Dessena (65' Lazzari), Conti, Biondini, Cossu (89' Barone), Jeda (69' Matri), Nenè. (Lupatelli, Parola, Brkljaca, Larrivey). Allenatore: Allegri.
GENOA: Amelia, Biava, Bocchetti, Moretti, Rossi, Papastathopoulos, Milanetto, Juric, (29' Zapater), Mesto, Floccari (63' Sculli), Palladino (81' Esposito). (Russo, Modesto, Crespo, Palacio). Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Gava di Conegliano Veneto. Ammoniti: Canini, Papastathopoulos, Moretti, Astori, Cossu, Floccari, Rossi.

Espulso: 76' Moretti. Angoli: 6 a 3 per il Cagliari. Spettatori: 11.000 circa.

 

     

 

     

 

     

 

TUTTOSPORT - GASPERINI «Anche stavolta troppe pressioni sull’arbitro». Ai rossoblù non basta passare due volte in vantaggio: il Cagliari rimonta. Il tecnico: «Cose terribili. Una delle giornate più brutte da quando sono nel mondo dello sport». di Luca Borioni. CAGLIARI. Come è possibile che un Genoa insolitamente coperto, forte di un vantaggio occasionale, capace di tornare subito davanti dopo il pareggio del Cagliari in avvio di ripresa, finisca per perdere i tre punti nel giro di trenta minuti, in dieci contro undici, smarrendo così anche una classifica di primissimo piano e addizionando altro malumore a quello già esistente, alla vigilia di altri due confronti ravvicinati contro Fiorentina e Palermo? Alla fine, dopo un tumulto di emozioni, Gian Piero Gasperini non ha una risposta: «Se mi chiedete che cosa è successo nel secondo tempo io non so che cosa dire. Ma se mi chiedete che sensazioni ho in questo momento, vi rispondo che ho appena vissuto una delle più brutte giornate della mia carriera e che mi restano pensieri terri­bili... ». Con una convinzione: «Il Genoa meritava di vincere». E con un piccolo elenco di questioni irrisolte: «Sono accadute troppe cose strane, dal fallo di Cossu su Biava in avvio, al “blocco” dello stesso arbitro ancora su Mesto nell’azione del loro primo pareggio, fino alla gomitata di Conti a Mesto. Ma non sono gli episodi ad amareggiarmi. E’ il contorno, invece, sono i capannelli nel tunnel e qui negli spogliatoi, sono le pressioni sulla terna arbitrale a preoccuparmi. Cose che succedono solo nel nostro campionato e che in Europa non vedi mai». GLI EPISODI I riferimenti di Gasperini sono a un contrasto di Cossu su Biava nel primo tempo in area genoana non fischiato dall’arbi­tro e che ha fatto sfiorare il gol ai rossoblù di casa; poi a una “ostruzione” di Gava su Mesto che non può contrastare Agostini sul gol dell’1-1; infine allo scontro Conti-Mesto che è all’origine del rigore del 2-2: il difensore resta a terra do­lorante mentre Papastathopoulos entra in scivolata su Matri, l’arbitro non interviene e la panchina del Cagliari salta in preda all’ira, poi il direttore di gara fischia d’istinto il rigore per il mani di Biava su tiro ravvicinato di Cossu e invece di sanzionare l’autore del fallo, mostra il cartellino al già ammonito Moretti appena questi si lascia scappare un «Che c... fischi» in mezzo al caos delle proteste genoane. Nené dal dischetto è lucido angolando al massimo la conclusione. Il Genoa è piegato in due, il Cagliari infierisce: l’arma letale Lazzari, appena entrato, supera il solito Biava e con un diagonale batte ancora Amelia. Così il Cagliari trova i primi punti in casa dopo le precedenti cadute con Siena, Inter e Chievo. LA DIFESA E pensare che, prima della partita, cercando di non drammatizzare per l’esito delle fragorose sconfitte contro Inter e Lilla, proprio Gasperini aveva preso più di una precauzione per chiudere le falle della difesa. Dietro c’è Bocchetti, esterno sinistro, che affianca sempre, in fase di contenimento, i centrali Biava e Moretti, mentre Papastathopoulos fa altrettanto a destra. Di fatto è uno schieramento a quattro, con un centrocampo a tre dove sono costanti i rientri si Palladino e Mesto su en­trambe le fasce, a costo di lasciare isolato in attacco Floccari. In questo modo Il Genoa contiene al meglio l’iniziativa del Cagliari e ha spazio per manovrare. Ma il gol del vantaggio genoano piove dal cielo abbastanza inaspettato: è un calcio di punizione da 20 metri tirato con forza da Mesto dopo tocco di Palladino e deviato con ampia traiettoria da Dessena alle spalle di Marchetti. LA REAZIONEIl Cagliari ha già perso tre gare su tre al Sant’Elia e questa sembra prende­re una piega simile. Nell’intervallo succede qualcosa, nel senso che in campo rientra una squadra più concreta, più pericolosa con la fan­tasia di Cossu e poi con Matri che dà maggiore profondità. Il pareggio è viziato dal fuorigio­co di Agostini che da sinistra taglia l’area con un diagonale, poi Jeda controlla e Dessena stampa il pallone sul palo, mentre Biondini spedisce in gol il rimbalzo. Un attimo dopo Floc­cari infila dopo l’appoggio corto di Lopez su cross di Palladino. Ma al Genoa non basterà: mentre sta per celebrare in allegria le sue 200 panchine, è in agguato la «più brutta domenica » di Gasperini. CAGLIARI-GENOA 3-2 MARCATORI: pt 20’ aut. Dessena; st 10’ Biondini, 14’ Floccari, 34’ Nené rig., 42’ Lazzari CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti 6; Canini 6, Lopez 5.5, Astori 6, Agostini 6.5; Dessena 6 (20’ st Lazzari 7), Conti 5.5, Biondini 6; Cossu 7 (44’ Barone ng); Jeda 5.5 (24’ st Matri 6.5), Nené 6. A disp. Lupatelli, Parola, Brkljaca, Larrivey. All. Allegri 7 GENOA (4-3-3): Amelia 6; Papastathopoulos 6.5, Bia­va 5, Moretti 5.5, Bocchetti 6.5; Rossi 6, Milanetto 5.5, Juric 6 (29’ pt Zapater 6); Mesto 6, Floccari 6 (18’ st Sculli 6), Palladino 6 (35’ st Esposito ng). A disp. Russo, Modesto, Palacio, Crespo. All. Gasperini 6 ARBITRO: Gava di Conegliano 4 NOTE: 15.000 spettatori. In tribuna Di Livio, osservatore per conto del ct Lippi. Espulsi: Moretti (33’ st) per doppia ammonizione (gioco falloso e proteste). Ammoniti: Rossi per simulazione, Canini e Floccari per gioco falloso. Al 47’ st allontanato dalla panchi­na il dirigente rossoblù Fabrizio Preziosi. Recupero tempo: pt 1’, st 5’ STATISTICHE CAGLIARI: tiri 16, tiri in porta 6, fuorigioco 0, angoli 6, possesso palla 54,3% STATISTICHE GENOA: tiri 5, tiri in porta 3, fuorigioco 5, angoli 3, possesso palla 45,7%

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. di Luca Borioni. CAGLIARI. COSSU 7 Denuncia limiti fisici, ma li supera con astuzia. LAZZARI ( 20’ st) 7 Vede la porta come pochi. AGOSTINI 6.5 Spinta e incisività, lascia il segno. MATRI ( 24’ st) 6.5 Entra lui e il Cagliari ci crede. ASTORI 6 Al posto di Marzoratti ( guaio all’adduttore) non demerita. BIONDINI 6 Butta dentro un pallone dopo rari spunti. CANINI 6 Centrale duttile, sa pure spingere. DESSENA 6 Autogol sfortunatissimo, si riprende. MARCHETTI 6 Subisce due reti ma para il resto. NENE’ 6 Infila il rigore, per il resto vivacchia. CONTI 5.5 Discontinuo in zona di regia. Colpisce la tra­versa con una gran punizione, ma è troppo poco. JEDA 5.5 Accelera, ma è poco ispirato LOPEZ 5.5 Offre involontariamente l’assist- gol a Floccari con una respinta corta e centrale. Alenatore. ALLEGRI 7 Non perde la calma dopo il doppio svantaggio e riassetta la squadra. GENOA. BOCCHETTI 6.5 Lotta e corre tra fascia e difesa. PAPASTATHOPOULOS 6.5 Arriva ai crampi, ci mette il piede. AMELIA 6 Para su Matri nel finale, prima non può nulla. FLOCCARI 6 Si isola, soffre, infila l’unico pallone. JURIC 6 Non si risparmia, si arrende per un risentimento alla coscia. MESTO 6 Duro e puro fino alla fine. PALLADINO 6 Inizio ispirato, un po’ si smarrisce. ROSSI 6 Ammonito per dubbia simulazione, intimorito. SCULLI ( 18’ st) 6 Immediatamente nel vivo. ZAPATER ( 29’ pt) 6 Ordine e sostanza sulla mediana. MILANETTO 5.5 Non fa molto per dare compattezza. MORETTI 5.5 Vittima del cartellino giallo. BIAVA 5 Affonda nel marasma. Allenatore GASPERINI 6 Prova a rinsaldare l’assetto difensivo, ot­tiene buone risposte fino alla rimonta cagliaritana. Alla fine è fuori di sé. Arbitro. GAVA 4 Una serie di incomprensioni ( vedi frasi di Gasperini) e un senso di inadeguatezza nei momenti caldi.

 

IL SECOLO XIX - Le streghe arrivano nel finale di partita. di Mauro Casaccia. DUE VOLTE IN VANTAGGIO, È UN KO CHE BRUCIA. CAGLIARI. Episodio,anche fortunato. Episodio, anche fortunato. Episodio, anche fortunato .Ripetuto come un mantra, per uscire dal buio di un periodo fatto di errori ma anche di tanta sfiga. Sembra di sì, invece no. L’aveva detto Gasperini: «Dobbiamo reagire. E magari un pizzico di fortuna può aiutarci». Al Sant’Elia,dopo le batoste con Inter e Lille, reazione c’è stata. Un Genoa fatto di orgoglio, grinta, oculatezza nel ripiegamento pure a costo di trascurare i caratteristici inserimenti in avanti, a tratti anche catenaccio e chi se ne frega. La buona sorte in principio capisce e aiuta. Ma non basta. Cagliari, sorte avversa e l’arbitro Gava rimontano. E il Genoa, nonostante il cuore ritrovato, perde la terza partita consecutiva. Il mantra sembrava funzionare. Punizione di Mesto, deviazione di Dessena, gol. Punizione di Conti, traversa e palla di qualche centimetro in campo. Invece la sfortuna ci vede ancora, benissimo, in combinazione con Gava che vede malissimo, per tutta la gara: Juric s’infortuna, il Cagliari pareggia con carambola su Biondini, dopo un’azione in cui Agostini è in fuorigioco e l’arbitro incautamente ostacola il recupero di Mesto. Allora a quel paese il mantra, è Genoa di cuore e voglia, quello che va subito a riprendersi il vantaggio, con Floccari. Non è sufficiente. Rigore e “invenzione” dell’espulsione di Moretti per proteste, Nené ri pareggia. E a tre dal 90’,con azione rugbystica nata da errore di Sokratis, tutta fatta di palla trascinata avanti in fortunosi contrasti, Lazzari, mal marcato da un Biava ormai privodi energie, fredda Amelia. È il 3-2. In partenza,Gasperini annusa il periodo duro e cambia qualcosa, schierando il 433 “secco”: Rossi a centrocampo con Milanetto e Juric, Mesto nel tridente, dietro Biava e Moretti in mezzo, Sokratis a destra e Bocchetti a sinistra. Allegri schiera il centrale Canini nell’inedito ruolo di esterno destro (Marzoratti si fa male nel pre gara), mentre inattacco punta sul tandem brasiliano JedaNené. Il piazzamento a quattro del Grifone serve ad andare a prendere l’uomo più in palla nella formazione sarda, Cossu: Jeda e Nené tendono ad allargarsi; in risposta, Bocchetti e Sokratis sono laterali a marcare le due punte,mentre Biava è il primo a uscire per intercettare il trequartista avversario. Avvio genoano con pericolo giallo, se nondi più, avvisaglia di ciò che sarà. Al 4’ minuto, già tre richiami per Sokratis: l’ammonizione di Gava arriva puntuale al 13’. Al 6’ Palladino svicola a mancina e converge, suggerimento a destra per l’inserimento di Rossi che supera Astori ma “in differita” finisce a terra, al limite, l’arbitro di Conegliano sanziona la simulazione. Al 14’ Rossi eccede nell’irruenza del pressing e stende Biondini, il quale lo evita con rotazione: sarebbe giallo,ma Gava, severo prima, lo risparmia. Milanetto e compagni ritrovano in discreta misura precisione e piacere nel fraseggio breve e ritmato, una delle caratteristiche principali del calcio gasperiniano. Poi, come da mantra iniziale, per riaversi serve anche il bacio della Dea Bendata, signorina–è attualità – che ha fattezze mascoline: al 21’ punizione conquistata da Palladino, tocco per Mesto che calcia basso e forte, la deviazione di Dessena spiazza Marchetti e porta il Genoa in vantaggio. Esultanza di gruppo verso la panchina e tutti a bere, perché aCagliari il caldo picchia. Si riparte in giallo. Da una parte,Palladino fugge in velocità e Canini lo arpiona: ammonito. Dall’altra, Cossu in serpentina, Moretti lo stende: ammonito anche lui, peserà. Totale al minuto 27:quattro, uno ogni 7’, tre sono rossoblù. E statistica sempre preoccupante per Gasperini è quella relativa agli infortuni, serie che non accenna a interrompersi: al 29’ Juric sente dolore alla coscia, esce infuriato; entra Zapater, il croato rischia uno stop non breve. Subito dopo, Biava entra in ritardo su Jeda e lo atterra: sberla dai 25 metri circa di Conti che quasi tira giù la traversa, la palla rimbalza vicino alla linea ma in campo. Il mantra: episodio, anche fortunato. Ancora, Cossu penetra inarea spingendo a terra Biava,per Gava è tutto regolare, piatto destro in mezzo, il primo ad arrivare però è Rossi che salva. Si riattacca forte nella ripresa, Bocchetti sfonda a destra ma davanti a Marchetti non c’è nessuno; su rinvio lungo Biava tiene in gioco Cossu ma il tiro del 7 termina a lato di poco; malinteso Bocchetti Zapater, conclusione contrata di Dessena che Amelia blocca; punizione di Cossu che nessuno tocca e che il portiere devia inbalzo.Per gradire, “dura” alla coscia per Sokratis, il quale comunque si riprende. Poi, la Dea Bendata si gira altrove insieme a Gava e ai suoi assistenti: palla filtrante per Agostini che è in fuorigioco, non rilevato, Amelia salva con prodigio, palla a Jeda che tentenna, batti e ribatti in area, palo colpito da Dessena e carambola su Biondini per il pareggio. Se è così, a quel paese fortuna e sfortuna, quattro minuti e il Genoa fa di suo, va a riprendersi il vantaggio: Mesto accelera, Floccari apre a sinistra, Palladino mette in mezzo, respinta corta di Lopez e l’ex atalantino col sinistro fa secco Marchetti. Sculli per Floccari (Palladino diventa prima punta), Lazzari per Dessena e Matri per Jeda. Genoa un po’ più coperto, Cagliari un po’ più spregiudicato. I sardi producono un’altra mischia furibonda modello 1-1, donna Sfiga non guarda. Ma al32’ si volta, ancora a braccetto con l’arbitro, dopo una gomitata di Conti a Mesto e le proteste cagliaritane per un fallo inesistente di Sokratis. Conclusione di Cossu, Biava tocca di braccio, rigore ed espulsione di Moretti con seconda ammonizione, esagerata, per proteste generali (aggiunta di Gava ai sette cartellini gialli, arbitro contestatissimo e Fabrizio Preziosi espulso dalla panchina): dal dischetto Nené, palo gol, 2-2. Dentro Esposito per Palladino, il difensore risolve subito una difficile situazione, tuttavia la retroguardia pure al Sant’Elia va più d’una volta in confusione, anche perché le energie vengono a mancare. Il Genoa prova a resistere ma alla fine, stremato, crolla sull’azione dei rimpalli, che donna Sfiga e Lazzari chiudono nel 3-2. Coro rossoblù, morale sotto terra ma tanta rabbia. Quest’ultima, da riversare in campo mercoledì contro la Fiorentina.

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Andrea Schiappapietra. GENOA. AMELIA 6 Poco prima della punizione del vantaggio si sbraccia con i compagni invitandoli a tirare in porta: da portiere sa che il sole in faccia può creare parecchi problemi. Quando il pallone entra, esulta e fa segno: «L'avevo detto». Al 31' trema sulla punizione di Conti dai 25 metri ma il tiro si stampa sulla traversa. Altro pericolo, al 3' della ripresa, quando il tiro di Cossu sfila sul fondo a pochi centimetri. Esce benissimo a chiudere suAgostini, partito in fuorigioco,ma poi nulla può sulla deviazione finale di Biondini, dopo il palo di Dessena. Al 28' respingemale di pugno su corner, per fortuna la difesa respinge. Lazzari lo gela al 42'ma poi è bravo a respingere in uscita su Matri al 47'. SOKRATIS 5.5 Nuova chance per il greco, rimasto in panchina a Lille dopo la bruttissima serata (certamente non solo sua) con l'Inter. Il Gasp opta infatti per una difesa a 4, Papa fa l'esterno destro e in avvio si prende subito almeno 3 rimbrotti da Biava per errori di posizione nella fase di attacco del Cagliari. All'11' un'entrata in ritardo gli costa l'ammonizione. Un po'meglio nella ripresa, anche se in occasione del terzo gol è fuori posizione. BIAVA 5 Fa il centrale al fianco diMoretti: Gasperini punta anche sulla sua esperienzama la giornata è da dimenticare. Primi 45minuti, a dire il vero, dignitosima la ripresa è un disastro. Sbaglia il fuorigioco in avvio di secondo tempo, con Cossu che sfiora il palo, poi respinge dimano il tiro dello stesso fantasista sardo causando il rigore del pareggio. Si lascia scappare Lazzari che va a segnare la rete della vittoria. Bilancio fallimentare. MORETTI 5 Al 25'Gava lo ammonisce per un'entrata in ritardo su Jeda praticamente sulla linea di centrocampo. Decisione tutto sommato corretta ma poi, in occasione del rigore, Gava sembra puntarlo andandogli incontro e ignorando Biava che ha fatto fallo dimano. Neanche il tempo di dire qualcosa che lo manda via per doppio giallo. BOCCHETTI 6 Si allarga di qualche metro sulla fascia sinistra. Primi 45minuti buoni. Nella ripresa, dopo un paio di minuti, piazza una bella discesa, entra in area e crossa ma il pallone è troppo lungo per tutti. Si barcamena ed è forse il meno peggio dietro. ROSSI 6 Al 7' si prende un giallo per una presunta simulazione su intervento al limite dell'area di Astori. Rischia tantissimo pochi minuti più tardi per un intervento fuori tempo su Biondini:Gava lo rimprovera duramente ma gli risparmia il secondo cartellino. Al 19' duetta con Mesto e poi mette in mezzo: palla invitante ma nessuno è pronto. Si danna per cercare di rimettere la partita in carreggiata: sforzo inutile. MILANETTO 6 Dirige bene la manovra, non è mobilissimo ma i piedi, si sa, sono da brasiliano. Difficile che possa reggere a lungo questo ritmo così serrato di partite: i ricambi, però, non sono disponibili. JURIC sv La sua gara dura 28 minuti: si blocca per un problema muscolare dopo una chiusura difensiva sulla fascia sinistra. Mostra tutto il suo disappunto per la sfortuna continua che sta attanagliando il Genoa, gettando a terra l'elastico per i capelli e prendendo a pugni la panchina. Il simbolo del Grifone ferito e sfortunato. (29' pt ZAPATER 5.5 Non combina granché, il momento non è dei migliori e infatti Gasperini lo tiene ancora una volta in panchina. Da mercoledì, visto il ko di Juric, tornerà titolare: per il bene del Grifone, il passo dovrà essere diverso). MESTO 6.5 Avvio con il freno amano un po' tirato, anche se con Rossi prova a costruire qualcosa sulla fascia,ma poi al 20' la fortuna gli sorride: punizione dalla sinistra, botta di collo pieno e palla deviata da Dessena che spiazza Marchetti, già in difficoltà per il sole in faccia. Da una sua percussione nasce l'azione del secondo gol genoano. E' in forma, se fosse stato così l'anno scorso la Champions sarebbe stata assicurata. FLOCCARI 6 Dura la vita in avanti, a prender botte, cercar la sponda di testa per i compagni e far salire una squadra. L'impegno c'è, i risultati così cosìma segna il gol che riporta provvisoriamente in vantaggio il Genoa. Il gol per un attaccante, si sa, è fondamentale. (18' st SCULLI 6 Ci prova subito con una deviazione al volo su punizione bassa battuta daMilanetto, palla smorzata che arriva docile tra lemani di Marchetti). PALLADINO 6.5 Al 7' va a recuperare un pallone a centrocampo, crea la superiorità numerica e poi apre per Rossi che va giù sul contatto con Astori. Nell'azione del gol di Floccari c'è il suo zampino. (35' st ESPOSITO sv Entra in un finale convulso, difficile dare un giudizio). CAGLIARI La squadra di Allegri ottiene i primi punti al Sant'Elia e si rilancia in classifica: i sardi infatti avevano ottenuto 3 sconfitte in altrettante gare. Marchetti 6, Canini 5.5, Lopez 5.5, Astori 5,Agostini 6, Dessena 6 (20' st Lazzari 6.5), Conti 6.5, Biondini 6.5, Cossu 6 (44' st Barone sv), Jeda 5 (24' stMatri 6.5), Nenè 6. L'ARBITRO GAVA DI CONEGLIANO V. 4 L'accostamento, per il Genoa, almeno alla vigilia, non sembra dei più felici: il Grifone, infatti, è uscito sempre sconfitto dai 3 incroci con l'arbitro veneto. Il trend non si inverte e sono parecchie le decisioni che lasciano parecchio perplessi. Ci sono dubbi sull'ammonizione a Rossi per simulazione (poi graziato pochi minuti più tardi per un'entrata dura su Biondini), mentre in occasione del pareggio del Cagliari Agostini parte in netto fuorigioco. Probabile poi un rigore per il Genoa per tocco di mano in area su cross di Mesto nel primo tempo. Clamorosa la decisione sul rigore: Biava colpisce di mano e non viene ammonito, giallo che tocca invece a Moretti, già sul taccuino, per una protesta che appare abbastanza veniale.

 

IL SECOLO XIX - Arbitraggi assurdi stavolta tocca al Grifo. di Mauro Casaccia. GASPERINI: GRAVI INGIUSTIZIE, GAVA CONDIZIONATO. Cagliari. «Una sensazione terribile. Questa è una delle giornate più brutte da quando sono nel mondo dello sport. Vedete e commentate voi gli episodi, perché se chiedete a me non sono sereno nel replicare. Non ho risposte da dare, alzo le mani». Furioso. Poi quasi cede alla spossatezza, esausto, deluso. Ancora s'arrabbia, disgustato. Gian Piero Gasperini, dopo la sconfitta 3-2 del Genoa a Cagliari, maturata con una serie infinita di scelte arbitrali di Gabriele Gava contestate dai rossoblù, alterna più sentimenti. Poi, prende il sopravvento nuovamente la «sensazione terribile». Quella che in Europa non si avverte, in Italia sì. Quella dell'incidenza determinante e distorsiva del direttore di gara: «Tanti episodi, ma è la gestione complessiva della partita che fa pensare: una gara condizionata. Gava ha perso la tramontana. Meritavamo di vincere, i ragazzi hanno dato tutto, abbiamo perso». In maniera che non va giù: «Queste sono mazzate che pesano ancora di più delle partite con Inter e Lille». Lasciano un senso di impotenza. Più difficile da curare che le ferite per mancanze proprie. Fabrizio Preziosi: «Avevamo bisogno di una prestazione positiva, perché venivamo da due partite particolari, sconfitte pesanti. Siamo riusciti a fare questa prestazione ma sul risultato, oltre ad errori nostri, hanno pesato decisioni che non ci competono. Quel che è successo oggi è sotto gli occhi di tutti». Non tutto. Ancora Gasperini, altro disgusto: «Lamentele continue, in campo e non solo. Dieci, venti persone intorno all'arbitro, nell'intervallo è stato così, lo avevo già denunciato dopo Bologna e in quella occasione avevamo anche vinto. Tutti dall'arbitro, come se avesse fatto chissà cosa, viene condizionato. C'è questa cultura?». Non è stata estirpata. E Gasperini non ci vuole più stare. Sui capannelli nei corridoi e negli spogliatoi il tecnico torna più volte, è un tarlo che rode. «Accompagnano l'arbitro?». Si mettano telecamere anche lì, l'idea che salta fuori. In alcuni incontri del torneo Primavera il Grande Fratello calcistico entra pure negli spogliatoi, allora si guardi che accade nel tunnel e poco oltre. «Così si vede se è vero?». Perché il collega Massimiliano Allegri, tra il serio e il faceto, afferma: «Non ho marcato il quarto uomo... Se Gasperini dice certe cose, evidentemente le pensa e se ne assume la responsabilità. Io credo che in Italia siamo organizzati per vedere se qualcuno intimorisce l'arbitro, la mia squadra in questo senso è fin troppo buona. E io tutte le domeniche vorrei rubare il risultato? Ma meritavamo di vincere». Ben diversa l'opinione del rossoblù: «Il Genoa meritava di vincere, dispiace tanto per questi ragazzi, alcuni hanno finito con i crampi, Juric si è infortunato, hanno dato tutto e non sono stati premiati». Dicendolo, ha tristezza negli occhi, la stessa che vela lo sguardo di tutti i giocatori, mentre vagano intorno al pullman in attesa della partenza. Prova a sorridere con una battuta, molto amara: «Quasi mi sembrava una partita di quelle quando avevo i ragazzini, con i parenti ad arbitrare?». Apre un altro capitolo, torna ad accalorarsi: «Se cose del genere fossero successe tra due grandi se ne parlerebbe per giorni, per Cagliari-Genoa, evidentemente, no». Anche nel Pallone, una specie di legge della notiziabilità che ricorda la scala di McLurg sui disastri: un morto italiano equivale a 28 cinesi, 2 minatori gallesi a 100 pakistani e così via. Allora, un episodio di Inter o Juventus equivale a una cinquantina del Genoa e di tante altre società. Non che al Sant'Elia manchi materiale. Il dg Preziosi, dopo un fallo in attacco fischiato a Sokratis nel finale, è sbottato ed è stato espulso: «Siamo stati penalizzati in troppi episodi: il fuorigioco sull'1-1, l'espulsione di Moretti, il fallo di Cossu su Biava e altri. Noi continuiamo a seguire una linea di critiche composte, non vogliamo urtare la sensibilità di chi verrà ad arbitrarci prossimamente, ma mi dispiace molto per i ragazzi». Altri fatti sono aggiunti da Gasperini: «Il Genoa è stato ingiustamente e ripetutamente penalizzato. Il primo episodio che mi ha fatto arrabbiare? Il fallo di Cossu su Biava, a fine primo tempo, poteva già essere il loro pareggio. Lasciamo stare il fuorigioco, lì si può sbagliare. Ma poi c'è la gomitata a Mesto, si va avanti, "Papa" prende la palla su Cossu e loro tutti a chiedere l'espulsione, da lì poi nasce il rigore». Moretti va a protestare con il quarto uomo per il colpo a Mesto: Gava se lo "marca". «Braccio di Biava e subito espulsione di Moretti». Il difensore nel dopogara è ancora incredulo, viso spettrale. «Non ho fatto niente di particolare». Da Amelia si capisce che all'indicazione del dischetto c'è stato un "che cosa fischi", più colorito ma generale, in coro. L'arbitro, già i due cartellini in mano, giallo e rosso, va da Moretti e lo caccia. Sculli e gli altri, facce depresse, tra delusione e rabbia. «Tutto così, tutta la partita così». Fallo di mano di Jeda su cross di Mesto, nel primo tempo, al limite dell'area sarda: niente. Errore anche su Rossi: da regolamento, andava espulso al 14' per fallo su Biondini; risparmiato, era già ammonito per una simulazione che sembrava non esserci. Il primo gol del Cagliari: non solo fuorigioco di Agostini, anche la posizione di Gava che ostacola il recupero di Mesto. Ammonizione di Milanetto: i giocatori del Cagliari spostano indietro la palla per avere più spazio rispetto alla barriera, il centrocampista lo segnala, cartellino giallo. «Tutta la gestione, partita condizionata». L'arbitro di Conegliano, con cui il Grifone ha perso 4 gare su 4, recentemente è stato sospeso dopo le sviste evidenti in Atalanta-Sampdoria. Tra le molte contestazioni, nel 2008 critiche furibonde dopo Torino-Lazio. Ieri, il caos del Sant'Elia. Gasperini, a chiudere: «Veri i numeri, abbiamo preso tanti gol (11 nelle ultime 3 partite, ndr), ma a 10' dalla fine eravamo quarti in classifica?». E in gola risale la «sensazione terribile».

 

IL SECOLO XIX - Batti un colpo, Collina. di Andrea Castanini. IL GENOA BEFFATO A CAGLIARI GASPERINI: ARBITRO CONDIZIONATO. Un gol in fuorigioco e un'espulsione assurda: 3-2. LA SETTIMANA SCORSA era toccato alla Samp e alla Roma lamentarsi degli arbitri. Questa volta ad alzare la voce è il Genoa, sconfitto a Cagliari in una partita che a un quarto d'ora dalla fine stava vincendo. La gara, diretta in modo poco lucido da Gava di Conegliano, ha lasciato al Genoa tre gol al passivo e tante recriminazioni.  Non sono solo i singoli episodi a finire sotto accusa (la rete dell’11 del Cagliari era da annullare per fuorigioco, l’espulsione di Moretti per proteste dopo il rigore assegnato ai sardi è apparsa sproporzionata), ma l’intera gestione della partita. L’allenatore del Genoa Gasperini riferisce di capannelli e conciliaboli di Gava con giocatori e dirigenti del Cagliari tra un tempo e l’altro. «Una gara condizionata dall’arbitro, una delle giornate più brutte da quando sono nel mondo dello sport»,dice.E sono parole pesantissime, quelle del solitamente sereno Gasperini. Frasi che fanno capire quanto sia avvelenato il clima del campionato. Senza gli errori arbitrali, le due genovesi sorriderebbero. La Sampdoria, con i tre evidenti rigori negati contro Parma e Lazio, si troverebbe al primo posto con due punti di vantaggio sull’Inter,a 24 punti. Il Genoa, con i tre punti in più di ieri, sarebbe in piena zona Champions (anche se,con la peggiore difesa del campionato, Gasperini dovrebbe comunque pensare a qualche contromisura). Orsato di Schio, dopo gli strafalcioni commessi in Lazio-Sampdoria, era stato fermato ai box dal designatore Collina, così come accaduto per Rosetti. Ma questo non ha evitato la solita, nuova domenica condita da polemiche sugli arbitraggi. E, con essa, la sensazione che le forze emergenti del campionato non possano aspettarsi niente di buono dai direttori di gara che trovano sulla loro strada. Cosa risponde il designatore arbitrale Pierluigi Collina, alle ultime polemiche? Fa sapere che non intende rispondere. Tace anche il presidente dell’Associazione italiana arbitri Marcello Nicchi, che al momento del suo insediamento, il 6 marzo 2009, assicurò che la classe arbitrale avrebbe ritrovato trasparenza e uso della parola. Peccato, perché sonomolti gli interrogativi. Ad esempio, perché gli arbitri sembrano i meno in forma di tutti i protagonisti della serie A? I direttori di gara sbagliano sui singoli episodi, ma non solo. Sembrano avere meno personalità dei colleghi del passato, e sono troppi quelli che non riescono a tenere in mano una partita in condizioni difficili. Perché questo peggioramento? È colpa della mancanza di gavetta in serie C, come sostiene qualcuno,o ci sono ragioni diverse? Altro dubbio:non è che gli arbitri finiscono per favorire le grandi per ragioni di reddito? Come ha spiegato nei giorni scorsi Il secolo XIX, una giacchetta nera arriva a guadagnare 3.800 euro (più i rimborsi spese) per ogni partita diretta, e ancora di più per le gare internazionali. Se non si è graditi alle grandi si resta fuori dal giro delle partite che contano e difficilmente si diventa internazionali. Non è che questo sistema spinge il direttore di gara a sfavorire le outsider? E poi, ancora, perché rifiutare il ricorso alla tecnologia (moviola in campo) per chiarire i dubbi nati durante la gara? Collina & C., ne parliamo?

IL SECOLO XIX - Tra infortuni e squalifiche sarà un mercoledì di passione. di Andrea Schiappapietra. Juric bloccato, Criscito non rientra. Difesa da rifare per il "rosso" a Moretti. Al centro sempre Milanetto, con Zapater. Cagliari. Cornuto e mazziato, dicono a Napoli. È il ritratto del Genoa uscito da Cagliari con le ossa rotte, il morale sottoterra e un bel carico di cattivi pensieri, dopo esser stato, fino a un quarto d'ora dalla fine, in vantaggio e addirittura terzo in classifica, davanti alla Fiorentina. Già, la Viola: la Rivale, con la erre maiuscola, della scorsa stagione, in una lunghissima volata per il quarto posto conclusa con un arrivo a pari punti. Contesa decisa a maggio solo da un 3-3 nello scontro diretto di febbraio: quello del 3-0 rossoblù diventato clamorosa rimonta firmata da Mutu pochi secondi oltre la fine del recupero, quello del brutto post partita, con Gabriele Amato finito sotto le ruote del pullman dei viola. Mercoledì al Ferraris torna proprio la squadra di Prandelli, reduce dalla sconfitta-beffa al Franchi con il Napoli, con rigore parato da Frey a Quagliarella e contropiede partenopeo vincente di Maggio. Una sfida delicatissima, visto che il Grifone, davanti ai propri tifosi, ha la necessità di arginare un filotto negativo che ha portato 6 sconfitte nelle ultime 8 partite. «Dobbiamo restare uniti - sottolinea il direttore generale rossoblù, Fabrizio Preziosi - squadra, società e tifosi devono continuare a essere un blocco unico per cercare di uscire da questa situazione. Ora abbiamo due gare difficili, prima la Fiorentina, che ha perso, poi il Palermo, che invece ha vinto». I problemi vanno affrontati uno alla volta e quindi partiamo dalla Fiorentina. L'avversario è di quelli da affrontare al massimo della condizione, visto che, ko napoletano a parte, gli uomini di Prandelli sono stati finora protagonisti in campionato e in Champions League. La situazione degli infortuni in casa Genoa è invece di nuovo pesante: la squadra rossoblù perde in media un pezzo a partita. A Lille c'era stato il nuovo stop per un Criscito appena rientrato, ieri è toccato a Juric che si è bloccato subito dopo uno scatto per una chiusura difensiva sulla fascia. Il croato è crollato a terra ed è uscito furibondo, toccandosi la coscia sinistra e poi gettando a terra l'elastico per i capelli. Nulla che riguardi il ginocchio appena guarito, bensì un infortunio muscolare: la prima diagnosi dello staff medico parla di un «fastidio ai flessori della coscia sinistra». Difficile al momento capire quanti giorni serviranno per il suo rientro in campo: dovranno essere fatti ulteriori accertamenti ma è chiaro che le speranze di averlo mercoledì sera sono prossime allo zero. Discorso simile per Criscito: più probabile averlo a disposizione a Palermo, domenica prossima nel posticipo del Renzo Barbera. A questo punto, poi, entra in gioco anche la prudenza: vista la frequenza degli infortuni, diventa prioritario non rischiare più nessuno, per evitare di perderlo per un periodo ancora più lungo. Nel conto dell'emergenza bisogna mettere anche la squalifica in arrivo per Moretti, espulso per doppia ammonizione subito dopo la concessione del rigore al Cagliari. Fatto l'elenco delle disgrazie, è arrivato il momento di fare la conta dei disponibili. La difesa, che i numeri dicono essere la peggiore della serie A con 19 reti subìte, dovrà essere ridisegnata. Biava o Bocchetti sono in corsa per prendere il posto dell'ex Valencia: nel trittico si candidano per una maglia anche Esposito e Sokratis. C'è anche Tomovic, ma il serbo è considerato più un esterno destro. L'assetto inedito, naturalmente, nasconde parecchie insidie, visto che tutti, giovani e meno giovani, hanno avuto finora un rendimento al di sotto delle aspettative. Ancora più difficile la situazione in mezzo al campo: ko per 6 mesi Kharja, out Juric, restano Milanetto, che sta giocando sempre, e uno Zapater calato paurosamente negli ultimi tempi, più il giovane Raggio Garibaldi, che ha entusiasmo ma non ha esperienza. Sugli esterni dovrebbero essere confermati Rossi e Mesto, mentre in avanti, almeno numericamente, la situazione è più tranquilla. Possibile che Floccari abbia un po' di riposo, anche se Crespo e Figueroa, per motivi diversi, non sono al massimo. In tribuna al Sant'Elia c'era Angelo Di Livio, "occhio" di Marcello Lippi: era anche a Lille, ha visto sicuramente un brutto Genoa ma, nonostante tutto, è possibile che alcuni rossoblù siano convocati per le prossime amichevoli in prospettiva Mondiale 2010. Se Sculli, Moretti e Bocchetti non hanno certo entusiasmato, Mesto e Palladino hanno fatto vedere di essere in buone condizioni di forma. Anche Amelia, impegnato nel duello a distanza con Marchetti (una curiosità: in occasione del gol su punizione di Mesto aveva esortato i compagni a tirare dal momento che il "collega" era in difficoltà per il sole), ha lanciato segnali positivi. E poi c'è sempre Rossi, a cui potrebbero essere regalata una convocazione "premio alla carriera".

 

LA REPUBBLICA - Lazzari affonda il Genoa. Gasperini attacca l'arbitro. Dopo tre ko tra le mura amiche i sardi rimontano un doppio svantaggio e colgono la prima vittoria al Sant'Elia: 3-2 al Grifone. Gli ospiti chiudono in dieci, furibondo il tecnico: ''Gava condizionato, troppe pressioni attorno a lui''. Allegri: ''Successo meritato, squadra compatta''. di Giacomo Loi. CAGLIARI - Il tabù Sant'Elia è spezzato. Grazie a una partita soffertissima e a una ripresa tutto cuore, il Cagliari riesce a rompere l'incantesimo e a centrare la prima vittoria in campionato di fronte ai propri tifosi, dopo tre ko consecutivi tra le mura amiche. Contro un Genoa che conferma tutte le difficoltà dell'ultimo periodo e che continua a perdere i pezzi finisce 3-2. La squadra di Gasperini non riesce a reagire alle batoste con Inter e Lilla e si dimostra ancora una volta troppo perforabile in difesa. In vantaggio per due volte il Grifone si fa rimontare e nel finale, rimasto in dieci per l'espulsione di Moretti, soccombe all'acuto di Lazzari. I sardi, dopo i ko con Chievo e Catania, respirano in classifica e possono affrontare con maggiore tranquillità la trasferta con la Lazio. Il calendario non dà respiro inveca al Genoa. Mercoledì c'è subito una sfida tostissima, al 'Ferraris, con la Fiorentina. Poi si va a Palermo. A Gasperini il compito di dare risposte e di riportare il Genoa ai livelli a cui ci aveva abituati. GASPERINI CONTRO GAVA - Intanto il tecnico non prende bene la sconfitta di oggi e nel dopopartita parla di un match caratterizzato da "un continuo condizionamento nei confronti dell'arbitro". Secondo Gasperini il Genoa oggi è stato "ingiustamente e ripetutamente penalizzato" dalle scelte di Gava: "Il risultato finale non ha nulla a che vedere con quanto visto in campo - sottolinea il tecnico -. Se Cagliari-Genoa fosse stata una partita di cartello quello che è successo avrebbe scatenato il pandemonio". Per Gasperini "al di là degli episodi il Genoa ha subito ingiustizie troppo pesanti. C'è stato - prosegue - un condizionamento continuo nei confronti dell'arbitro che ha finito col perdere la tramontana. Nell'intervallo - dice ancora Gasperini - ho visto pressioni e capannelli di giocatori e dirigenti intorno all'arbitro. L'espulsione di Moretti? Non so spiegarmela il fallo di mano era di Biava. Oggi a Cagliari meritavamo di vincere, non è stato così per altri motivi...". LA REPLICA DI ALLEGRI - Massimiliano Allegri respinge le accuse di Gasperini e replica così: "Credo che nessuno abbia intimorito l'arbitro e che gli arbitri siano molto tranquilli - afferma a Sky Sport -. Bisognerebbe migliorare la nostra educazione nei confronti dei direttori di gara e alla fine più si lasciano stare e più arbitrano meglio". Poi la risposta al collega genoano: "Finire la partita ogni volta con le polemiche non serve a migliorare la situazione. Non so dov'è la verità. So soltanto che al termine del match non polemizzo contro gli arbitri, poi ognuno si assuma la sue responsabilità...". Sulla partita: "In campo c'è stata grande intensità e i ragazzi hanno meritato ampiamente la vittoria", spiega - "hanno mostrato maturità e tranquillità. Sul 2-1 era difficile rialzarsi e invece i ragazzi lo hanno fatto nel migliore dei modi". APRE MESTO, CAGLIARI SFORTUNATO - Tornando a quanto visto in campo, il primo tempo è tutto in due episodi, due punizioni per essere precisi. Con la prima, al 21', il destro di Mesto trova la deviazione decisiva di Dessena che spiazza Marchetti. Alla mezz'ora Conti potrebbe pareggiare, sempre su punizione, ma il suo bolide dai venticinque metri si stampa sulla traversa, ad Amelia battuto. Per il resto, Genoa più concreto ma poco brillante e Cagliari che si affida all'inventiva e al dinamismo di Cossu, poco assistito però dalle due punte. FLOCCARI RISPONDE A BIONDINI - I rossoblù sardi si svegliano nella ripresa. Quello del Cagliari è un vero e proprio assedio. Cossu conduce l'arrembaggio, prima con un tiro a fil di palo e poi con una punizione velenosa. Al 10' arriva il meritato pareggio. Amelia respinge la conclusione di Agostini, palla a Jeda che scarica su Dessena al limite. Sinistro, palo e tap-in vincente di Biondini. Ma il pari dura poco. Passano dieci minuti. Palladino mette palla in mezzo, Lopez respinge cortissimo e Floccari insacca senza problemi. Ancora una volta la squadra di Allegri paga la minima disattenzione. LAZZARI ROMPE IL TABU' - Sembra l'ennesima beffa ma stavolta la fortuna sorride agli isolani. Al 30' Gava assegna un penalty ai padroni di casa per un tocco di mano di Biava su tiro di Cossu. Moretti si fa scappare qualcosa di troppo e l'arbitro gli mostra il cartellino rosso. Nenè, alla sua prima partita da titolare, trasforma dal dischetto: risultato nuovamente in parità e Genoa in dieci uomini. Il Cagliari ci crede e il suo forcing si concretizza nel finale, al 42', quando Lazzari sfrutta un servizio di Matri, deviato da un difensore, stoppa e insacca alle spalle del portiere. È il 3-2 finale, e nei cinque minuti di recupero i sardi sfiorano addirittura il poker con Matri che in contropiede impegna Amelia ignorando Nenè solo al centro dell'area. Cagliari - Genoa 3-2 (0-1). Cagliari (4-3-1-2): Marchetti 6, Canini 5,5 Lopez 5, Astori 6, Agostini 6, Dessena 5,5 (20' st Lazzari 6,5), Conti 6.5, Biondini 6.5, Cossu 7 (44' st Barone sv), Jeda 5.5 (24'st Matri 6,5), Nenè 6. (24 Lupatelli, 18 Parola, 19 Brkljaca, 23 Larrivey). All.: Allegri 6,5. Genoa (3-4-3): Amelia 6, Biava 5.5, Bocchetti 6,5, Moretti 5, M. Rossi 5,5, Papastathopoulos 6, Milanetto 6, Juric 6, (29' pt Zapater 6), Mesto 6, Floccari 6 (18' st Sculli 5,5), Palladino 6 (36' st A. Esposito sv). (1 Russo, 23 Modesto, 9 Crespo, 8 Palacio). All.: Gasperini 5,5. Arbitro: Gava di Conegliano Veneto Reti: nel pt 20' Mesto; nel st 10' Biondini, 14' Floccari, 33' Nenè (rigore), 42' Lazzari. Angoli: 6-3 per il Cagliari. Recupero: 2' e 5'. Espulso: Moretti (31' st) per doppia ammonizione. Ammoniti: Canini, Papastathopoulos, Astori, Cossu, Floccari per gioco scorretto; Rossi per simulazione. Spettatori: 12 mila circa.

 

CORRIERE SPORT - Mesto-Floccari illudono il Genoa. Il Cagliari mette la freccia nel finale e vince con Lazzari. di Antonio Giordano. CAGLIARI - Testa e cuore: affinché non ci fossero rimpianti, affinché si potesse camminare a petto in fuori, prendendo a spallate il destino, spostando la soglia della sofferenza e afferrando per i capelli la gioia più sfrenata. Il Cagliari che non t’aspetti esce dal tunnel della ( virtuale) quarta sconfitta interna con una ripresa senza macchia e senza paura e il 3- 2 sul Genoa - livido di rabbia contro Gava - è una perenne rincorsa che sfocia nel sorpasso per meriti acquisiti e per una stanchezza latente che il vecchio Grifone non riesce a camuffare. Il sant’Elia è un tabù da strapazzare con coraggio, ma quando il destro di Mesto ( 20') destinato chissà, dove incoccia nelle cosce di Dessena e lascia pietrificato Marchetti, il sospetto che sia già tutto scritto è palpabile. C’è un tempo per vivere e uno per morire e Al­legri sceglie di dare un senso all’esistenza quotidiana ribaltando il Cagliari nell’intervallo, alla fine d’un primo tempo grigio, che non può es­sere accolto con benevolenza solo perché la traversa terrificante di Conti ( 30') accentua i malesseri: niente alibi, si giochi. Il Cagliari co­mincia a palleggiare, il Genoa a indietreggiare e dal mischione pro­dotto dalla sovrapposizione di Agostini ( in percettibile fuorigioco), il palo di Dessena è un assist per Biondini e per l’1-1. Il calcio è - maledizione - anche episodi e quella metamorfosi dello stanzone rossoblù dura un niente, il tempo di un lapsus di Lopez, di un tocco con destrezza di Floccari, di un 2-1 genoano mai troppo convincente, conside­rata la cifra tattico- spettacolare espressa in passato dalla Gasperini­band, ma per nulla immeritato: c’è tanto uomo nella zona, ma c’è anche un’ora e dieci di autonomia. Quel graziosissimo cadeau, da infiocchettare e portare a casa, sembra ormai confezionato, quando Allegri strappa il poster della disperazione dall’erba, manda dentro Lazzari, poi Matri, e ordina di ragionare. E la pressione diventa ossessione. E il pallone che danza nell’aria e nell’area, su un siluro dalla distanza, s’imbatte nella mano di Biava, per il 2-2 di Nené dal dischetto e la supe­riorità numerica per l’espulsione di Moretti ( parolina?). La sequenza e l’andamento della sfida imporrebbero di tirare il freno, ma Allegri lascia che il corso della gara trascini quel Cagliari risistemato, capace di sfondare in mezzo, di lasciarsi cul­lare dall’ondeggiante Cossu che non dà più punti di riferimento e che trova in Matri l’appoggio nello spazio. Il finale è un romanzone da sfogliare sino all’ultima pagina e quando nel bel mezzo dell’area, la palla coperta da Matri scivola sul sinistro di Lazzari, c'è chi ringrazia gli dei e chi impreca. Il Cagliari vibra: il sant'Elia non fa più paura. FURIOSO - Di tutt'altro umore il tecnico genoano che quasi non avrebbe voglia di presentarsi in sala stampa. «Faccio fatica ad analizzare la gara. Questa è una delle giornate più brutte da quando sono nel mondo del calcio. Se ci fossero state in campo due grandi, sarebbe successo un pandemonio per la direzione di gara. Ci sono stati tanti episodi che non ho capito, ma soprattutto l'atteggiamento del continuo lamentarsi fatto dai giocatori del Cagliari che hanno creato sempre dei capannelli intorno all'arbitro, considerato l'unico colpevole per l'andamento negativo della loro gara» . Nessuno spa­io per commentare il risultato o la prestazione dei suoi giocatori. «Mi dispiace per i ragazzi che hanno lottato fino alla fine, ma dal campo io ho avuto delle sensazioni molto brutte che non mi sono affatto piaciute. Non solo non meritavamo di per­dere, ma addirittura anche il pari ci sarebbe stato stretto perché la vittoria sarebbe dovuta essere nostra». CAGLIARI ( 4- 3- 1- 2): Marchetti 6; Canini 6 Astori 5,5 Lopez 5 Agostini 6,5; Dessena 5,5 (20' st Lazzari 7) Conti 5 Biondini 6,5; Cossu 6,5 (45' st Barone sv); Jeda 5 ( 24' Matri 7) Nenè 6. A disp.: Lupatelli, Brkljaca, Parola, Larrivey. All. Allegri 7 Falli commessi: 18 Fuorigioco fatti: 5 GENOA (4-3-3): Amelia 6; Papastathopoulos 6 Biava 5 Moretti 5 Bocchetti 6; M. Rossi 5,5 Milanetto 6,5 Juric 5,5 (29' pt Zapa­ter 6); Mesto 5 Floccari 6 (18' st Sculli 6) Palladino 6 (34' st Esposito sv). A disp.: Russo, Palacio, Crespo, Modesto. All. Gasperini 5,5 Falli commessi: 19 Fuorigioco fatti: 3 ARBITRO: Gava di Conegliano Veneto 4,5 Guardalinee: Masotti e Melloni Quarto uomo: Doveri MARCATORI: 20' pt Mesto (G), 10' st Biondini (C), 14' st Floccari (G), 33' st Nené (C) su rigore, 42' Lazzari (C) ASSIST: Matri (C) ESPULSI: al 32’ st Moretti (G) per proteste AMMONITI: Moretti ( G), M. Rossi (G), Papastathopoulos (G), Canini (C), Floccari (G), Astori (C), Cossu (C) NOTE: Spettatori diecimila circa (dati non comunicati). Angoli 6-3 per il Cagliari. Recuperi: primo tempo 2', secondo tempo 5'.

CORRIERE SPORT - Lazzari, che colpo Matri determinante. Milanetto si salva Moretti colpevole. CAGLIARI. 7 Lazzari - Si alza e il Cagliari cammina, anzi vola: tap in di destrezza. 7 Matri - Allunga la squadra, le dà profondità: la mossa che va­le il ribaltone 7 Allegri ( all.) - Alle tracce di ( antico) gioco aggiunge l’ani­ma che infonde nell’intervallo. E poi dicono che gli allenatori incidano per il 20%.... 6,5 Agostini - Si scioglie nella ri­presa e da lì è pressione a ritmo continuo. Travolge Mesto. 6,5 Cossu - Fatica per un tempo, poi si libera delle paure e svo­lazza, lasciando il segno. 6,5 Biondini - Il gol ne premia la generosità: ci vorrebbe sempre un amico come lui 6 Marchetti - Due gol, nessuna colpa. Ma dimostrazioni di sicurezza. 6 Canini - L’emergenza lo trascina a destra: leve lunghe, buona volontà a getto continuo. 6 Nenè - Prima così e così, poi glaciale dal dischetto e compatibile con Matri. 5,5 Astori - Fase difensiva ap­prezzabile, le uscite da rimodulare. 5,5 Dessena - Rimane ingabbiato nel traffico, pare muova cingoli. 5 Lopez - L’assist a Floccari è una debolezza eccessiva. 5 Conti - Marginale. Solo il destro che fa vibrare la traversa. 5 Jeda - L’ombra di se stesso che vaga senza meta. GENOA. 6,5 Milanetto - Alla sua età, sa cosa fare e come farlo: lascia correre il pallone, governando posizione e tempi delle giocate. 6 Amelia - E’ beffato da pochi metri o dal dischetto. Immune da responsabilità. 6 Bocchetti - Scivola lippiana- mente verso sinistra: non ha grattacapi, non si complica la vita. 6 Zapater - Mette la corsa, tiene lo spazio, prova ad osare e assiste impotente al declino. 6 Papastathopoulos - E’ lo sportellone di destra che rimane in piedi. 6 Floccari - Quando pare abbia perso le coordinate del bomber, piazza il morso della biscia. 6 Sculli - Ha l’argento vivo dentro ma deve arrendersi 6 Palladino - L’occhio vuole la sua parte: è almeno un bel vedere. 5,5 Rossi - Marca e pressa ma crolla alla distanza, lasciando campo a Biondini. 5,5 Juric - La malasorte ci vede benissimo: i muscoli cedono subito, senza neanche forzare. 5,5 Gasperini ( all.) - In campo ogni tre giorni è fatica e, soprattutto, impossibilità ad allenare. 5 Biava - La manona galeotta produce il patatrac, ma aveva già cominciato a vacillare da un po’. 5 Moretti - Gli scappa la parola e lascia il Genoa in inferiorità. E tra Nené e Matri, pure lui... Mesto - Il destro che vale l’ 1- 0 non è memorabile, come la sua giornata, lo diven­ta grazie alla deviazione di Dessena. L’arbitro 4,5 Gava - Tollerante e intransigente: vede il rigore di Biava, dimentica il giallo che sarebbe rosso, manda fuori Moretti, grazia Rossi e lascia urlare. Il Genoa reclama per una gomitata di Conti su Mesto ant.gio. (Note Akaiaoi: 1 - Che Moretti abbia detto ... è una supposizione dell' autore delle pagelle. 2 - Che il giallo sarebbe rosso è sintomo di menabelismo dell' autore delle pagelle perché Biava non era e non è mai stato ammonito)

 

     

 

     

 

     

 

 

AKAIAOI