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CAMPIONATO 2009-10 HOME >> |
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CAGLIARI - GENOA 3 - 2 (0 - 1) Reti: 20' Mesto; 55' Biondini, 59' Floccari, 78' Nenè (rig), 87' Lazzari.
CAGLIARI:
Marchetti, Canini Lopez, Astori, Agostini, Dessena (65' Lazzari), Conti,
Biondini, Cossu (89' Barone), Jeda (69' Matri), Nenè. (Lupatelli, Parola,
Brkljaca, Larrivey). Allenatore: Allegri.
Arbitro: Gava di Conegliano Veneto. Ammoniti: Canini, Papastathopoulos, Moretti, Astori, Cossu, Floccari, Rossi. Espulso: 76' Moretti. Angoli: 6 a 3 per il Cagliari. Spettatori: 11.000 circa.
TUTTOSPORT
- GASPERINI «Anche stavolta troppe pressioni sull’arbitro».
Ai rossoblù non basta passare due volte in vantaggio: il Cagliari rimonta. Il
tecnico: «Cose terribili. Una delle giornate più brutte da quando sono nel mondo
dello sport». di Luca Borioni. CAGLIARI. Come è possibile che un Genoa
insolitamente coperto, forte di un vantaggio occasionale, capace di tornare
subito davanti dopo il pareggio del Cagliari in avvio di ripresa, finisca per
perdere i tre punti nel giro di trenta minuti, in dieci contro undici, smarrendo
così anche una classifica di primissimo piano e addizionando altro malumore a
quello già esistente, alla vigilia di altri due confronti ravvicinati contro
Fiorentina e Palermo? Alla fine, dopo un tumulto di emozioni, Gian Piero
Gasperini non ha una risposta: «Se mi chiedete che cosa è successo nel secondo
tempo io non so che cosa dire. Ma se mi chiedete che sensazioni ho in questo
momento, vi rispondo che ho appena vissuto una delle più brutte giornate della
mia carriera e che mi restano pensieri terribili... ». Con una convinzione: «Il
Genoa meritava di vincere». E con un piccolo elenco di questioni irrisolte:
«Sono accadute troppe cose strane, dal fallo di Cossu su Biava in avvio, al
“blocco” dello stesso arbitro ancora su Mesto nell’azione del loro primo
pareggio, fino alla gomitata di Conti a Mesto. Ma non sono gli episodi ad
amareggiarmi. E’ il contorno, invece, sono i capannelli nel tunnel e qui negli
spogliatoi, sono le pressioni sulla terna arbitrale a preoccuparmi. Cose che
succedono solo nel nostro campionato e che in Europa non vedi mai». GLI EPISODI
I riferimenti di Gasperini sono a un contrasto di Cossu su Biava nel primo tempo
in area genoana non fischiato dall’arbitro e che ha fatto sfiorare il gol ai
rossoblù di casa; poi a una “ostruzione” di Gava su Mesto che non può
contrastare Agostini sul gol dell’1-1; infine allo scontro Conti-Mesto che è
all’origine del rigore del 2-2: il difensore resta a terra dolorante mentre
Papastathopoulos entra in scivolata su Matri, l’arbitro non interviene e la
panchina del Cagliari salta in preda all’ira, poi il direttore di gara fischia
d’istinto il rigore per il mani di Biava su tiro ravvicinato di Cossu e invece
di sanzionare l’autore del fallo, mostra il cartellino al già ammonito Moretti
appena questi si lascia scappare un «Che c... fischi» in mezzo al caos delle
proteste genoane. Nené dal dischetto è lucido angolando al massimo la
conclusione. Il Genoa è piegato in due, il Cagliari infierisce: l’arma letale
Lazzari, appena entrato, supera il solito Biava e con un diagonale batte ancora
Amelia. Così il Cagliari trova i primi punti in casa dopo le precedenti cadute
con Siena, Inter e Chievo. LA DIFESA E pensare che, prima della partita,
cercando di non drammatizzare per l’esito delle fragorose sconfitte contro Inter
e Lilla, proprio Gasperini aveva preso più di una precauzione per chiudere le
falle della difesa. Dietro c’è Bocchetti, esterno sinistro, che affianca sempre,
in fase di contenimento, i centrali Biava e Moretti, mentre Papastathopoulos fa
altrettanto a destra. Di fatto è uno schieramento a quattro, con un centrocampo
a tre dove sono costanti i rientri si Palladino e Mesto su entrambe le fasce, a
costo di lasciare isolato in attacco Floccari. In questo modo Il Genoa contiene
al meglio l’iniziativa del Cagliari e ha spazio per manovrare. Ma il gol del
vantaggio genoano piove dal cielo abbastanza inaspettato: è un calcio di
punizione da 20 metri tirato con forza da Mesto dopo tocco di Palladino e
deviato con ampia traiettoria da Dessena alle spalle di Marchetti. LA REAZIONEIl
Cagliari ha già perso tre gare su tre al Sant’Elia e questa sembra prendere una
piega simile. Nell’intervallo succede qualcosa, nel senso che in campo rientra
una squadra più concreta, più pericolosa con la fantasia di Cossu e poi con
Matri che dà maggiore profondità. Il pareggio è viziato dal fuorigioco di
Agostini che da sinistra taglia l’area con un diagonale, poi Jeda controlla e
Dessena stampa il pallone sul palo, mentre Biondini spedisce in gol il rimbalzo.
Un attimo dopo Floccari infila dopo l’appoggio corto di Lopez su cross di
Palladino. Ma al Genoa non basterà: mentre sta per celebrare in allegria le sue
200 panchine, è in agguato la «più brutta domenica » di Gasperini.
CAGLIARI-GENOA 3-2 MARCATORI: pt 20’ aut. Dessena; st 10’ Biondini, 14’ Floccari,
34’ Nené rig., 42’ Lazzari CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti 6; Canini 6, Lopez 5.5,
Astori 6, Agostini 6.5; Dessena 6 (20’ st Lazzari 7), Conti 5.5, Biondini 6;
Cossu 7 (44’ Barone ng); Jeda 5.5 (24’ st Matri 6.5), Nené 6. A disp. Lupatelli,
Parola, Brkljaca, Larrivey. All. Allegri 7 GENOA (4-3-3): Amelia 6;
Papastathopoulos 6.5, Biava 5, Moretti 5.5, Bocchetti 6.5; Rossi 6, Milanetto
5.5, Juric 6 (29’ pt Zapater 6); Mesto 6, Floccari 6 (18’ st Sculli 6),
Palladino 6 (35’ st Esposito ng). A disp. Russo, Modesto, Palacio, Crespo. All.
Gasperini 6 ARBITRO: Gava di Conegliano 4 NOTE: 15.000 spettatori. In tribuna Di
Livio, osservatore per conto del ct Lippi. Espulsi: Moretti (33’ st) per doppia
ammonizione (gioco falloso e proteste). Ammoniti: Rossi per simulazione, Canini
e Floccari per gioco falloso. Al 47’ st allontanato dalla panchina il dirigente
rossoblù Fabrizio Preziosi. Recupero tempo: pt 1’, st 5’ STATISTICHE CAGLIARI:
tiri 16, tiri in porta 6, fuorigioco 0, angoli 6, possesso palla 54,3%
STATISTICHE GENOA: tiri 5, tiri in porta 3, fuorigioco 5, angoli 3, possesso
palla 45,7%
IL SECOLO XIX
- Le streghe arrivano nel finale di partita.
di Mauro Casaccia. DUE VOLTE IN
VANTAGGIO, È UN KO CHE BRUCIA. CAGLIARI. Episodio,anche fortunato. Episodio,
anche fortunato. Episodio, anche fortunato .Ripetuto come un mantra, per uscire
dal buio di un periodo fatto di errori ma anche di tanta sfiga. Sembra di sì,
invece no. L’aveva detto Gasperini: «Dobbiamo reagire. E magari un pizzico di
fortuna può aiutarci». Al Sant’Elia,dopo le batoste con Inter e Lille, reazione
c’è stata. Un Genoa fatto di orgoglio, grinta, oculatezza nel ripiegamento pure
a costo di trascurare i caratteristici inserimenti in avanti, a tratti anche
catenaccio e chi se ne frega. La buona sorte in principio capisce e aiuta. Ma
non basta. Cagliari, sorte avversa e l’arbitro Gava rimontano. E il Genoa,
nonostante il cuore ritrovato, perde la terza partita consecutiva. Il mantra
sembrava funzionare. Punizione di Mesto, deviazione di Dessena, gol. Punizione
di Conti, traversa e palla di qualche centimetro in campo. Invece la sfortuna ci
vede ancora, benissimo, in combinazione con Gava che vede malissimo, per tutta
la gara: Juric s’infortuna, il Cagliari pareggia con carambola su Biondini, dopo
un’azione in cui Agostini è in fuorigioco e l’arbitro incautamente ostacola il
recupero di Mesto. Allora a quel paese il mantra, è Genoa di cuore e voglia,
quello che va subito a riprendersi il vantaggio, con Floccari. Non è
sufficiente. Rigore e “invenzione” dell’espulsione di Moretti per proteste, Nené
ri pareggia. E a tre dal 90’,con azione rugbystica nata da errore di Sokratis,
tutta fatta di palla trascinata avanti in fortunosi contrasti, Lazzari, mal
marcato da un Biava ormai privodi energie, fredda Amelia. È il 3-2. In
partenza,Gasperini annusa il periodo duro e cambia qualcosa, schierando il 433
“secco”: Rossi a centrocampo con Milanetto e Juric, Mesto nel tridente, dietro
Biava e Moretti in mezzo, Sokratis a destra e Bocchetti a sinistra. Allegri
schiera il centrale Canini nell’inedito ruolo di esterno destro (Marzoratti si
fa male nel pre gara), mentre inattacco punta sul tandem brasiliano JedaNené. Il
piazzamento a quattro del Grifone serve ad andare a prendere l’uomo più in palla
nella formazione sarda, Cossu: Jeda e Nené tendono ad allargarsi; in risposta,
Bocchetti e Sokratis sono laterali a marcare le due punte,mentre Biava è il
primo a uscire per intercettare il trequartista avversario. Avvio genoano con
pericolo giallo, se nondi più, avvisaglia di ciò che sarà. Al 4’ minuto, già tre
richiami per Sokratis: l’ammonizione di Gava arriva puntuale al 13’. Al 6’
Palladino svicola a mancina e converge, suggerimento a destra per l’inserimento
di Rossi che supera Astori ma “in differita” finisce a terra, al limite,
l’arbitro di Conegliano sanziona la simulazione. Al 14’ Rossi eccede
nell’irruenza del pressing e stende Biondini, il quale lo evita con rotazione:
sarebbe giallo,ma Gava, severo prima, lo risparmia. Milanetto e compagni
ritrovano in discreta misura precisione e piacere nel fraseggio breve e ritmato,
una delle caratteristiche principali del calcio gasperiniano. Poi, come da
mantra iniziale, per riaversi serve anche il bacio della Dea Bendata,
signorina–è attualità – che ha fattezze mascoline: al 21’ punizione conquistata
da Palladino, tocco per Mesto che calcia basso e forte, la deviazione di Dessena
spiazza Marchetti e porta il Genoa in vantaggio. Esultanza di gruppo verso la
panchina e tutti a bere, perché aCagliari il caldo picchia. Si riparte in
giallo. Da una parte,Palladino fugge in velocità e Canini lo arpiona: ammonito.
Dall’altra, Cossu in serpentina, Moretti lo stende: ammonito anche lui, peserà.
Totale al minuto 27:quattro, uno ogni 7’, tre sono rossoblù. E statistica sempre
preoccupante per Gasperini è quella relativa agli infortuni, serie che non
accenna a interrompersi: al 29’ Juric sente dolore alla coscia, esce infuriato;
entra Zapater, il croato rischia uno stop non breve. Subito dopo, Biava entra in
ritardo su Jeda e lo atterra: sberla dai 25 metri circa di Conti che quasi tira
giù la traversa, la palla rimbalza vicino alla linea ma in campo. Il mantra:
episodio, anche fortunato. Ancora, Cossu penetra inarea spingendo a terra
Biava,per Gava è tutto regolare, piatto destro in mezzo, il primo ad arrivare
però è Rossi che salva. Si riattacca forte nella ripresa, Bocchetti sfonda a
destra ma davanti a Marchetti non c’è nessuno; su rinvio lungo Biava tiene in
gioco Cossu ma il tiro del 7 termina a lato di poco; malinteso Bocchetti
Zapater, conclusione contrata di Dessena che Amelia blocca; punizione di Cossu
che nessuno tocca e che il portiere devia inbalzo.Per gradire, “dura” alla
coscia per Sokratis, il quale comunque si riprende. Poi, la Dea Bendata si gira
altrove insieme a Gava e ai suoi assistenti: palla filtrante per Agostini che è
in fuorigioco, non rilevato, Amelia salva con prodigio, palla a Jeda che
tentenna, batti e ribatti in area, palo colpito da Dessena e carambola su
Biondini per il pareggio. Se è così, a quel paese fortuna e sfortuna, quattro
minuti e il Genoa fa di suo, va a riprendersi il vantaggio: Mesto accelera,
Floccari apre a sinistra, Palladino mette in mezzo, respinta corta di Lopez e
l’ex atalantino col sinistro fa secco Marchetti. Sculli per Floccari (Palladino
diventa prima punta), Lazzari per Dessena e Matri per Jeda. Genoa un po’ più
coperto, Cagliari un po’ più spregiudicato. I sardi producono un’altra mischia
furibonda modello 1-1, donna Sfiga non guarda. Ma al32’ si volta, ancora a
braccetto con l’arbitro, dopo una gomitata di Conti a Mesto e le proteste
cagliaritane per un fallo inesistente di Sokratis. Conclusione di Cossu, Biava
tocca di braccio, rigore ed espulsione di Moretti con seconda ammonizione,
esagerata, per proteste generali (aggiunta di Gava ai sette cartellini gialli,
arbitro contestatissimo e Fabrizio Preziosi espulso dalla panchina): dal
dischetto Nené, palo gol, 2-2. Dentro Esposito per Palladino, il difensore
risolve subito una difficile situazione, tuttavia la retroguardia pure al
Sant’Elia va più d’una volta in confusione, anche perché le energie vengono a
mancare. Il Genoa prova a resistere ma alla fine, stremato, crolla sull’azione
dei rimpalli, che donna Sfiga e Lazzari chiudono nel 3-2. Coro rossoblù, morale
sotto terra ma tanta rabbia. Quest’ultima, da riversare in campo mercoledì
contro la Fiorentina.
IL SECOLO XIX - Arbitraggi assurdi stavolta tocca al Grifo. di Mauro Casaccia. GASPERINI: GRAVI INGIUSTIZIE, GAVA CONDIZIONATO. Cagliari. «Una sensazione terribile. Questa è una delle giornate più brutte da quando sono nel mondo dello sport. Vedete e commentate voi gli episodi, perché se chiedete a me non sono sereno nel replicare. Non ho risposte da dare, alzo le mani». Furioso. Poi quasi cede alla spossatezza, esausto, deluso. Ancora s'arrabbia, disgustato. Gian Piero Gasperini, dopo la sconfitta 3-2 del Genoa a Cagliari, maturata con una serie infinita di scelte arbitrali di Gabriele Gava contestate dai rossoblù, alterna più sentimenti. Poi, prende il sopravvento nuovamente la «sensazione terribile». Quella che in Europa non si avverte, in Italia sì. Quella dell'incidenza determinante e distorsiva del direttore di gara: «Tanti episodi, ma è la gestione complessiva della partita che fa pensare: una gara condizionata. Gava ha perso la tramontana. Meritavamo di vincere, i ragazzi hanno dato tutto, abbiamo perso». In maniera che non va giù: «Queste sono mazzate che pesano ancora di più delle partite con Inter e Lille». Lasciano un senso di impotenza. Più difficile da curare che le ferite per mancanze proprie. Fabrizio Preziosi: «Avevamo bisogno di una prestazione positiva, perché venivamo da due partite particolari, sconfitte pesanti. Siamo riusciti a fare questa prestazione ma sul risultato, oltre ad errori nostri, hanno pesato decisioni che non ci competono. Quel che è successo oggi è sotto gli occhi di tutti». Non tutto. Ancora Gasperini, altro disgusto: «Lamentele continue, in campo e non solo. Dieci, venti persone intorno all'arbitro, nell'intervallo è stato così, lo avevo già denunciato dopo Bologna e in quella occasione avevamo anche vinto. Tutti dall'arbitro, come se avesse fatto chissà cosa, viene condizionato. C'è questa cultura?». Non è stata estirpata. E Gasperini non ci vuole più stare. Sui capannelli nei corridoi e negli spogliatoi il tecnico torna più volte, è un tarlo che rode. «Accompagnano l'arbitro?». Si mettano telecamere anche lì, l'idea che salta fuori. In alcuni incontri del torneo Primavera il Grande Fratello calcistico entra pure negli spogliatoi, allora si guardi che accade nel tunnel e poco oltre. «Così si vede se è vero?». Perché il collega Massimiliano Allegri, tra il serio e il faceto, afferma: «Non ho marcato il quarto uomo... Se Gasperini dice certe cose, evidentemente le pensa e se ne assume la responsabilità. Io credo che in Italia siamo organizzati per vedere se qualcuno intimorisce l'arbitro, la mia squadra in questo senso è fin troppo buona. E io tutte le domeniche vorrei rubare il risultato? Ma meritavamo di vincere». Ben diversa l'opinione del rossoblù: «Il Genoa meritava di vincere, dispiace tanto per questi ragazzi, alcuni hanno finito con i crampi, Juric si è infortunato, hanno dato tutto e non sono stati premiati». Dicendolo, ha tristezza negli occhi, la stessa che vela lo sguardo di tutti i giocatori, mentre vagano intorno al pullman in attesa della partenza. Prova a sorridere con una battuta, molto amara: «Quasi mi sembrava una partita di quelle quando avevo i ragazzini, con i parenti ad arbitrare?». Apre un altro capitolo, torna ad accalorarsi: «Se cose del genere fossero successe tra due grandi se ne parlerebbe per giorni, per Cagliari-Genoa, evidentemente, no». Anche nel Pallone, una specie di legge della notiziabilità che ricorda la scala di McLurg sui disastri: un morto italiano equivale a 28 cinesi, 2 minatori gallesi a 100 pakistani e così via. Allora, un episodio di Inter o Juventus equivale a una cinquantina del Genoa e di tante altre società. Non che al Sant'Elia manchi materiale. Il dg Preziosi, dopo un fallo in attacco fischiato a Sokratis nel finale, è sbottato ed è stato espulso: «Siamo stati penalizzati in troppi episodi: il fuorigioco sull'1-1, l'espulsione di Moretti, il fallo di Cossu su Biava e altri. Noi continuiamo a seguire una linea di critiche composte, non vogliamo urtare la sensibilità di chi verrà ad arbitrarci prossimamente, ma mi dispiace molto per i ragazzi». Altri fatti sono aggiunti da Gasperini: «Il Genoa è stato ingiustamente e ripetutamente penalizzato. Il primo episodio che mi ha fatto arrabbiare? Il fallo di Cossu su Biava, a fine primo tempo, poteva già essere il loro pareggio. Lasciamo stare il fuorigioco, lì si può sbagliare. Ma poi c'è la gomitata a Mesto, si va avanti, "Papa" prende la palla su Cossu e loro tutti a chiedere l'espulsione, da lì poi nasce il rigore». Moretti va a protestare con il quarto uomo per il colpo a Mesto: Gava se lo "marca". «Braccio di Biava e subito espulsione di Moretti». Il difensore nel dopogara è ancora incredulo, viso spettrale. «Non ho fatto niente di particolare». Da Amelia si capisce che all'indicazione del dischetto c'è stato un "che cosa fischi", più colorito ma generale, in coro. L'arbitro, già i due cartellini in mano, giallo e rosso, va da Moretti e lo caccia. Sculli e gli altri, facce depresse, tra delusione e rabbia. «Tutto così, tutta la partita così». Fallo di mano di Jeda su cross di Mesto, nel primo tempo, al limite dell'area sarda: niente. Errore anche su Rossi: da regolamento, andava espulso al 14' per fallo su Biondini; risparmiato, era già ammonito per una simulazione che sembrava non esserci. Il primo gol del Cagliari: non solo fuorigioco di Agostini, anche la posizione di Gava che ostacola il recupero di Mesto. Ammonizione di Milanetto: i giocatori del Cagliari spostano indietro la palla per avere più spazio rispetto alla barriera, il centrocampista lo segnala, cartellino giallo. «Tutta la gestione, partita condizionata». L'arbitro di Conegliano, con cui il Grifone ha perso 4 gare su 4, recentemente è stato sospeso dopo le sviste evidenti in Atalanta-Sampdoria. Tra le molte contestazioni, nel 2008 critiche furibonde dopo Torino-Lazio. Ieri, il caos del Sant'Elia. Gasperini, a chiudere: «Veri i numeri, abbiamo preso tanti gol (11 nelle ultime 3 partite, ndr), ma a 10' dalla fine eravamo quarti in classifica?». E in gola risale la «sensazione terribile».
IL SECOLO XIX
- Batti un colpo, Collina.
di Andrea Castanini. IL GENOA BEFFATO A CAGLIARI GASPERINI: ARBITRO
CONDIZIONATO. Un gol in fuorigioco e un'espulsione assurda: 3-2. LA SETTIMANA
SCORSA era toccato alla Samp e alla Roma lamentarsi degli arbitri. Questa volta
ad alzare la voce è il Genoa, sconfitto a Cagliari in una partita che a un
quarto d'ora dalla fine stava vincendo. La gara, diretta in modo poco lucido da
Gava di Conegliano, ha lasciato al Genoa tre gol al passivo e tante
recriminazioni. Non sono solo i singoli episodi a finire sotto accusa (la
rete dell’11 del Cagliari era da annullare per fuorigioco, l’espulsione di
Moretti per proteste dopo il rigore assegnato ai sardi è apparsa
sproporzionata), ma l’intera gestione della partita. L’allenatore del Genoa
Gasperini riferisce di capannelli e conciliaboli di Gava con giocatori e
dirigenti del Cagliari tra un tempo e l’altro. «Una gara condizionata
dall’arbitro, una delle giornate più brutte da quando sono nel mondo dello
sport»,dice.E sono parole pesantissime, quelle del solitamente sereno Gasperini.
Frasi che fanno capire quanto sia avvelenato il clima del campionato. Senza gli
errori arbitrali, le due genovesi sorriderebbero. La Sampdoria, con i tre
evidenti rigori negati contro Parma e Lazio, si troverebbe al primo posto con
due punti di vantaggio sull’Inter,a 24 punti. Il Genoa, con i tre punti in più
di ieri, sarebbe in piena zona Champions (anche se,con la peggiore difesa del
campionato, Gasperini dovrebbe comunque pensare a qualche contromisura). Orsato
di Schio, dopo gli strafalcioni commessi in Lazio-Sampdoria, era stato fermato
ai box dal designatore Collina, così come accaduto per Rosetti. Ma questo non ha
evitato la solita, nuova domenica condita da polemiche sugli arbitraggi. E, con
essa, la sensazione che le forze emergenti del campionato non possano aspettarsi
niente di buono dai direttori di gara che trovano sulla loro strada. Cosa
risponde il designatore arbitrale Pierluigi Collina, alle ultime polemiche? Fa
sapere che non intende rispondere. Tace anche il presidente dell’Associazione
italiana arbitri Marcello Nicchi, che al momento del suo insediamento, il 6
marzo 2009, assicurò che la classe arbitrale avrebbe ritrovato trasparenza e uso
della parola. Peccato, perché sonomolti gli interrogativi. Ad esempio, perché
gli arbitri sembrano i meno in forma di tutti i protagonisti della serie A? I
direttori di gara sbagliano sui singoli episodi, ma non solo. Sembrano avere
meno personalità dei colleghi del passato, e sono troppi quelli che non riescono
a tenere in mano una partita in condizioni difficili. Perché questo
peggioramento? È colpa della mancanza di gavetta in serie C, come sostiene
qualcuno,o ci sono ragioni diverse? Altro dubbio:non è che gli arbitri finiscono
per favorire le grandi per ragioni di reddito? Come ha spiegato nei giorni
scorsi Il secolo XIX, una giacchetta nera arriva a guadagnare 3.800 euro (più i
rimborsi spese) per ogni partita diretta, e ancora di più per le gare
internazionali. Se non si è graditi alle grandi si resta fuori dal giro delle
partite che contano e difficilmente si diventa internazionali. Non è che questo
sistema spinge il direttore di gara a sfavorire le outsider? E poi, ancora,
perché rifiutare il ricorso alla tecnologia (moviola in campo) per chiarire i
dubbi nati durante la gara? Collina & C., ne parliamo?
LA REPUBBLICA - Lazzari affonda il Genoa. Gasperini attacca l'arbitro. Dopo tre ko tra le mura amiche i sardi rimontano un doppio svantaggio e colgono la prima vittoria al Sant'Elia: 3-2 al Grifone. Gli ospiti chiudono in dieci, furibondo il tecnico: ''Gava condizionato, troppe pressioni attorno a lui''. Allegri: ''Successo meritato, squadra compatta''. di Giacomo Loi. CAGLIARI - Il tabù Sant'Elia è spezzato. Grazie a una partita soffertissima e a una ripresa tutto cuore, il Cagliari riesce a rompere l'incantesimo e a centrare la prima vittoria in campionato di fronte ai propri tifosi, dopo tre ko consecutivi tra le mura amiche. Contro un Genoa che conferma tutte le difficoltà dell'ultimo periodo e che continua a perdere i pezzi finisce 3-2. La squadra di Gasperini non riesce a reagire alle batoste con Inter e Lilla e si dimostra ancora una volta troppo perforabile in difesa. In vantaggio per due volte il Grifone si fa rimontare e nel finale, rimasto in dieci per l'espulsione di Moretti, soccombe all'acuto di Lazzari. I sardi, dopo i ko con Chievo e Catania, respirano in classifica e possono affrontare con maggiore tranquillità la trasferta con la Lazio. Il calendario non dà respiro inveca al Genoa. Mercoledì c'è subito una sfida tostissima, al 'Ferraris, con la Fiorentina. Poi si va a Palermo. A Gasperini il compito di dare risposte e di riportare il Genoa ai livelli a cui ci aveva abituati. GASPERINI CONTRO GAVA - Intanto il tecnico non prende bene la sconfitta di oggi e nel dopopartita parla di un match caratterizzato da "un continuo condizionamento nei confronti dell'arbitro". Secondo Gasperini il Genoa oggi è stato "ingiustamente e ripetutamente penalizzato" dalle scelte di Gava: "Il risultato finale non ha nulla a che vedere con quanto visto in campo - sottolinea il tecnico -. Se Cagliari-Genoa fosse stata una partita di cartello quello che è successo avrebbe scatenato il pandemonio". Per Gasperini "al di là degli episodi il Genoa ha subito ingiustizie troppo pesanti. C'è stato - prosegue - un condizionamento continuo nei confronti dell'arbitro che ha finito col perdere la tramontana. Nell'intervallo - dice ancora Gasperini - ho visto pressioni e capannelli di giocatori e dirigenti intorno all'arbitro. L'espulsione di Moretti? Non so spiegarmela il fallo di mano era di Biava. Oggi a Cagliari meritavamo di vincere, non è stato così per altri motivi...". LA REPLICA DI ALLEGRI - Massimiliano Allegri respinge le accuse di Gasperini e replica così: "Credo che nessuno abbia intimorito l'arbitro e che gli arbitri siano molto tranquilli - afferma a Sky Sport -. Bisognerebbe migliorare la nostra educazione nei confronti dei direttori di gara e alla fine più si lasciano stare e più arbitrano meglio". Poi la risposta al collega genoano: "Finire la partita ogni volta con le polemiche non serve a migliorare la situazione. Non so dov'è la verità. So soltanto che al termine del match non polemizzo contro gli arbitri, poi ognuno si assuma la sue responsabilità...". Sulla partita: "In campo c'è stata grande intensità e i ragazzi hanno meritato ampiamente la vittoria", spiega - "hanno mostrato maturità e tranquillità. Sul 2-1 era difficile rialzarsi e invece i ragazzi lo hanno fatto nel migliore dei modi". APRE MESTO, CAGLIARI SFORTUNATO - Tornando a quanto visto in campo, il primo tempo è tutto in due episodi, due punizioni per essere precisi. Con la prima, al 21', il destro di Mesto trova la deviazione decisiva di Dessena che spiazza Marchetti. Alla mezz'ora Conti potrebbe pareggiare, sempre su punizione, ma il suo bolide dai venticinque metri si stampa sulla traversa, ad Amelia battuto. Per il resto, Genoa più concreto ma poco brillante e Cagliari che si affida all'inventiva e al dinamismo di Cossu, poco assistito però dalle due punte. FLOCCARI RISPONDE A BIONDINI - I rossoblù sardi si svegliano nella ripresa. Quello del Cagliari è un vero e proprio assedio. Cossu conduce l'arrembaggio, prima con un tiro a fil di palo e poi con una punizione velenosa. Al 10' arriva il meritato pareggio. Amelia respinge la conclusione di Agostini, palla a Jeda che scarica su Dessena al limite. Sinistro, palo e tap-in vincente di Biondini. Ma il pari dura poco. Passano dieci minuti. Palladino mette palla in mezzo, Lopez respinge cortissimo e Floccari insacca senza problemi. Ancora una volta la squadra di Allegri paga la minima disattenzione. LAZZARI ROMPE IL TABU' - Sembra l'ennesima beffa ma stavolta la fortuna sorride agli isolani. Al 30' Gava assegna un penalty ai padroni di casa per un tocco di mano di Biava su tiro di Cossu. Moretti si fa scappare qualcosa di troppo e l'arbitro gli mostra il cartellino rosso. Nenè, alla sua prima partita da titolare, trasforma dal dischetto: risultato nuovamente in parità e Genoa in dieci uomini. Il Cagliari ci crede e il suo forcing si concretizza nel finale, al 42', quando Lazzari sfrutta un servizio di Matri, deviato da un difensore, stoppa e insacca alle spalle del portiere. È il 3-2 finale, e nei cinque minuti di recupero i sardi sfiorano addirittura il poker con Matri che in contropiede impegna Amelia ignorando Nenè solo al centro dell'area. Cagliari - Genoa 3-2 (0-1). Cagliari (4-3-1-2): Marchetti 6, Canini 5,5 Lopez 5, Astori 6, Agostini 6, Dessena 5,5 (20' st Lazzari 6,5), Conti 6.5, Biondini 6.5, Cossu 7 (44' st Barone sv), Jeda 5.5 (24'st Matri 6,5), Nenè 6. (24 Lupatelli, 18 Parola, 19 Brkljaca, 23 Larrivey). All.: Allegri 6,5. Genoa (3-4-3): Amelia 6, Biava 5.5, Bocchetti 6,5, Moretti 5, M. Rossi 5,5, Papastathopoulos 6, Milanetto 6, Juric 6, (29' pt Zapater 6), Mesto 6, Floccari 6 (18' st Sculli 5,5), Palladino 6 (36' st A. Esposito sv). (1 Russo, 23 Modesto, 9 Crespo, 8 Palacio). All.: Gasperini 5,5. Arbitro: Gava di Conegliano Veneto Reti: nel pt 20' Mesto; nel st 10' Biondini, 14' Floccari, 33' Nenè (rigore), 42' Lazzari. Angoli: 6-3 per il Cagliari. Recupero: 2' e 5'. Espulso: Moretti (31' st) per doppia ammonizione. Ammoniti: Canini, Papastathopoulos, Astori, Cossu, Floccari per gioco scorretto; Rossi per simulazione. Spettatori: 12 mila circa.
CORRIERE SPORT
- Mesto-Floccari illudono il Genoa.
Il Cagliari mette la freccia nel finale e vince con Lazzari. di Antonio
Giordano. CAGLIARI - Testa e cuore: affinché non ci fossero rimpianti, affinché
si potesse camminare a petto in fuori, prendendo a spallate il destino,
spostando la soglia della sofferenza e afferrando per i capelli la gioia più
sfrenata. Il Cagliari che non t’aspetti esce dal tunnel della ( virtuale) quarta
sconfitta interna con una ripresa senza macchia e senza paura e il 3- 2 sul
Genoa - livido di rabbia contro Gava - è una perenne rincorsa che sfocia nel
sorpasso per meriti acquisiti e per una stanchezza latente che il vecchio
Grifone non riesce a camuffare. Il sant’Elia è un tabù da strapazzare con
coraggio, ma quando il destro di Mesto ( 20') destinato chissà, dove incoccia
nelle cosce di Dessena e lascia pietrificato Marchetti, il sospetto che sia già
tutto scritto è palpabile. C’è un tempo per vivere e uno per morire e Allegri
sceglie di dare un senso all’esistenza quotidiana ribaltando il Cagliari
nell’intervallo, alla fine d’un primo tempo grigio, che non può essere accolto
con benevolenza solo perché la traversa terrificante di Conti ( 30') accentua i
malesseri: niente alibi, si giochi. Il Cagliari comincia a palleggiare, il
Genoa a indietreggiare e dal mischione prodotto dalla sovrapposizione di
Agostini ( in percettibile fuorigioco), il palo di Dessena è un assist per
Biondini e per l’1-1. Il calcio è - maledizione - anche episodi e quella
metamorfosi dello stanzone rossoblù dura un niente, il tempo di un lapsus di
Lopez, di un tocco con destrezza di Floccari, di un 2-1 genoano mai troppo
convincente, considerata la cifra tattico- spettacolare espressa in passato
dalla Gasperiniband, ma per nulla immeritato: c’è tanto uomo nella zona, ma c’è
anche un’ora e dieci di autonomia. Quel graziosissimo cadeau, da infiocchettare
e portare a casa, sembra ormai confezionato, quando Allegri strappa il poster
della disperazione dall’erba, manda dentro Lazzari, poi Matri, e ordina di
ragionare. E la pressione diventa ossessione. E il pallone che danza nell’aria e
nell’area, su un siluro dalla distanza, s’imbatte nella mano di Biava, per il
2-2 di Nené dal dischetto e la superiorità numerica per l’espulsione di Moretti
( parolina?). La sequenza e l’andamento della sfida imporrebbero di tirare il
freno, ma Allegri lascia che il corso della gara trascini quel Cagliari
risistemato, capace di sfondare in mezzo, di lasciarsi cullare dall’ondeggiante
Cossu che non dà più punti di riferimento e che trova in Matri l’appoggio nello
spazio. Il finale è un romanzone da sfogliare sino all’ultima pagina e quando
nel bel mezzo dell’area, la palla coperta da Matri scivola sul sinistro di
Lazzari, c'è chi ringrazia gli dei e chi impreca. Il Cagliari vibra: il sant'Elia
non fa più paura. FURIOSO - Di tutt'altro umore il tecnico genoano che quasi non
avrebbe voglia di presentarsi in sala stampa. «Faccio fatica ad analizzare la
gara. Questa è una delle giornate più brutte da quando sono nel mondo del
calcio. Se ci fossero state in campo due grandi, sarebbe successo un pandemonio
per la direzione di gara. Ci sono stati tanti episodi che non ho capito, ma
soprattutto l'atteggiamento del continuo lamentarsi fatto dai giocatori del
Cagliari che hanno creato sempre dei capannelli intorno all'arbitro, considerato
l'unico colpevole per l'andamento negativo della loro gara» . Nessuno spaio per
commentare il risultato o la prestazione dei suoi giocatori. «Mi dispiace per i
ragazzi che hanno lottato fino alla fine, ma dal campo io ho avuto delle
sensazioni molto brutte che non mi sono affatto piaciute. Non solo non
meritavamo di perdere, ma addirittura anche il pari ci sarebbe stato stretto
perché la vittoria sarebbe dovuta essere nostra». CAGLIARI ( 4- 3- 1- 2):
Marchetti 6; Canini 6 Astori 5,5 Lopez 5 Agostini 6,5; Dessena 5,5 (20' st
Lazzari 7) Conti 5 Biondini 6,5; Cossu 6,5 (45' st Barone sv); Jeda 5 ( 24'
Matri 7) Nenè 6. A disp.: Lupatelli, Brkljaca, Parola, Larrivey. All. Allegri 7
Falli commessi: 18 Fuorigioco fatti: 5 GENOA (4-3-3): Amelia 6; Papastathopoulos
6 Biava 5 Moretti 5 Bocchetti 6; M. Rossi 5,5 Milanetto 6,5 Juric 5,5 (29' pt
Zapater 6); Mesto 5 Floccari 6 (18' st Sculli 6) Palladino 6 (34' st Esposito
sv). A disp.: Russo, Palacio, Crespo, Modesto. All. Gasperini 5,5 Falli
commessi: 19 Fuorigioco fatti: 3 ARBITRO: Gava di Conegliano Veneto 4,5
Guardalinee: Masotti e Melloni Quarto uomo: Doveri MARCATORI: 20' pt Mesto (G),
10' st Biondini (C), 14' st Floccari (G), 33' st Nené (C) su rigore, 42' Lazzari
(C) ASSIST: Matri (C) ESPULSI: al 32’ st Moretti (G) per proteste AMMONITI:
Moretti ( G), M. Rossi (G), Papastathopoulos (G), Canini (C), Floccari (G),
Astori (C), Cossu (C) NOTE: Spettatori diecimila circa (dati non comunicati).
Angoli 6-3 per il Cagliari. Recuperi: primo tempo 2', secondo tempo 5'.
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