STAGIONE 2007/08                                                                                                                                      HOME >>

 

Catania: Bizzarri, Vargas, Stovini, Sottil (07' Terlizzi), Gazzola, Tedesco, Izco, Morimoto (55' Martinez), Baiocco, Mascara, Spinesi. (Polito, Sardo, Sabato, Martinez, Babù, Edusei). All: Atzori (squalificato Baldini)

Genoa: Rubinho, Bega, De Rosa, Lucarelli, Konko, Milanetto, Juric, Fabiano (77' Paro), Sculli (72' Danilo), Papa Waigo, Di Vaio (68' Rossi). (Scarpi, Santos, Paro, Danilo, Rossi, Figueroa, Leon). Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Rizzoli di Bologna. Spettatori: 16.133

Ammoniti: Morimoto, Martinez, Bega, Lucarelli, Rossi, Danilo. Angoli 6 a 5 per il Catania

 

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A quasi nove mesi dall' omicidio dell' ispettore Raciti si ritorna a giocare allo Stadio Cibali o meglio si dovrebbe perché disputare una partita di calcio su un campo di patate anche se senza patate è piuttosto dura. Nel Genoa, ancora assenti Bovo, Masiello, Coppola e Borriello sono tre le novità rispetto alla formazione scesa in campo contro il Milan. In difesa De Rosa riprende il suo posto al centro sostituendo Santos, a centrocampo Fabiano occupa la fascia sinistra con Juric che si sistema al centro al posto di Paro mentre l’attacco senza Gasparetto passato al Chievo si forma con Sculli a destra, Papa Waigo adattato nel mezzo e Di Vaio come al solito a sinistra. Per la prima volta in una partita ufficiale del Genoa l' asso argentino Figueroa si siede in panchina (alla fine non ci sarà l'esordio dell'attaccante sudamericano). Il Catania, oltre all'allenatore Baldini squalificato un mese per il calcione rifilato a Di Carlo, deve rinunciare all’ infortunato Colucci e allo squalificato Silvestri. Si inizia con un minuto di raccoglimento in ricordo dell’ ispettore Filippo Raciti. 04’ Traversone basso dalla sinistra di Sculli, Papa Waigo è in anticipo su Vargas ma provvidenziale è Bizzarri che con un uscita comunque imperfetta blocca in due tempi la palla. 06’ Scontro tra Papa Waigo e l'ex rossoblù Sottil che tentando l’intervento in scivolata sull' attaccante genoano rimane piantato sul campo. 07’ Sottil non può riprendere il gioco e viene sostituito da Terlizzi. 09’ Tiro da fuori area di Di Vaio toccato da un difensore catanese, la sfera deviata giunge a Papa Waigo che davanti a Bizzarri malamente cerca l’appoggio a Sculli che è in fuorigioco ma comunque l’azione sfuma perché la difesa rossazzurra respinge. 15’ Palla che rimbalza fuori area ed arriva a Tedesco che al volo di sinistro spara verso Rubinho. Il tiro s’abbassa ma sorvola comunque abbondantemente la traversa. 18’ Terlizzi perde palla da Papa Waigo che dalla destra entra in area e rasoterra cerca l'appoggio in mezzo per Di Vaio ben appostato ma Stovini anticipa e libera. 26’ Angolo di Milanetto, Papa Waigo in girata interviene deviando verso il primo palo con Bizzarri che forse tocca la sfera che termina sull'esterno palo. 27’ Morimoto entra su Juric e si becca il cartellino giallo. 30’ Traversone di Baiocco sulla destra, Rubinho respinge poi Izco sugli sviluppi dell' azione manda la palla in curva. 35’ Baiocco sulla fascia supera due avversari e mette al centro, Rubinho è pronto all’ uscita e alla presa al volo. 41’ Ammonito Lucarelli per un fallo su Mascara. Lo stesso giocatore batte nonostante la distanza a girare alla destra di Rubinho, la palla sfiorata da un difensore termina in angolo sfiorando la porta genoana. 44’ Quasi sul fondo Papa Waigo ruba ancora palla ad un catanese poi Tedesco recupera e mette in angolo. Sugli sviluppi dell’ angolo Bizzarri esce in presa alta sullo stesso Papa Waigo. 47’ Dalla sinistra travesrsone di Fabiano a spiovere sul palo lontano, colpo di testa di Papa Waigo in anticipo su Vargas e palla che si stampa sulla base del palo. Il primo tempo ha visto un Genoa più attivo rispetto ad un Catania che non ha mai impensierito la porta difesa da Rubinho. Viceversa i rossoblù hanno malamente sciupato più di una occasione per portarsi in vantaggio. Le squadre ritornano in campo per il secondo tempo senza ulteriori cambi. 47' La prima occasione è genoana, Izco sbaglia e Papa Waigo ne approfitta passando la sfera al limite dell' area a Juric. Il rossoblù s'appresta al tiro quando interviene Stovini che ribatte provvidenzialmente evitando guai a Bizzarri. 55' Seconda sostituzione per il Catania, esce l'opaco giapponese Morimoto ed entra l'Uruguagyo Martinez. 57' Proprio il nuovo entrato Martinez si becca il cartellino giallo per una palese simulazione poco fuori l'area. 62' Rubinho sbaglia il rinvio che termina a Mascara, il catanese lancia di prima per Martinez che viene fermato in fuorigioco. 66' Cross di Vargas a centro area per Spinesi, Rubinho esce ed abbranca la palla poi sullo scontro rimane leggermente infortunato. 68' Primo cambio per Gasperini, Di Vaio esce dal campo sostituito da Rossi. 70' Konko serve poco fuori area Papa Waigo che calcia a rete, la palla smorzata da un difensore termina tra le braccia di Bizzarri. 71' Normalissimo intervento di Rossi su Martinez, Rizzoli lo ritiene degno dell' ammonizione. 72' Esce Sculli sostituito dal brasiliano Danilo che fa il suo esordio nel campionato italiano. 73' Rossi per Konko che fa filtrare la sfera per l'inserimento di Papa Waigo che allargandosi sullo slancio supera anche Bizzarri ma ormai sulla linea di fondo calcia mandando la palla altissima. 75' Punizione dalla distanza di Spinesi che termina abbondantemente a lato. 76' Esce Fabiano ed entra Paro, il Genoa batte un angolo sui cui sviluppi Juric sparaccia alto sulla traversa. 78' Parte un cross di Vargas sulla sinistra, Spinesi salta e colpisce di testa ma Rubinho blocca senza difficoltà.  82' Ammonito anche Danilo per una entrata su Gazzola. 83' Martinez mette a centro area per Spinesi, De Rosa interviene a sbrogliare la situazione. 85' Traversone in area di Rossi, sulla palla Gazzola è in anticipo su Danilo ma il tocco mal riuscito del catanese in corsa fa terminare la sfera in rete assieme a Bizzarri. E' una chiara autorete di Gazzola, che poi termina contro il palo, ma la rete è regolarissima. L'arbitro fa cenno ad un fallo, una spinta inesistente di Danilo. 91' Rossi lancia Papa Waigo che con un pallonetto salta il suo avversario. Davanti al solo Bizzarri in uscita il rossoblù arriva prima sulla palla ma il tocco a tentare un secondo pallonetto è corto e Stovini intercetta e sparacchia via la palla. 92' Ammonizione per Bega che commette fallo su Martinez e partita in archivio. Il secondo tempo ha visto una leggera predominanza territoriale del Catania che comunque non ha mai tirato in porta. Il pareggio visti i due pali e la rete annullata sta stretto al Grifone.

 

Le Pagelle by Akaiaoi

Rubinho 6: Voto di circostanza perchè se non era per due uscite sulla testa di Spinesi non si sarebbe neanche sporcato i guanti. Vuol dire che quando serve è attento ed interviene al meglio. Bega e Lucarelli 6,5 : Tra Morimoto, Mascara, Baiocco e Spinesi trovarne uno che abbia fatto qualcosa di più dell' altro è difficile. La difesa è stata pressoché perfetta nonostante Lucarelli, che comunque ha già giocato con De Rosa, sia appena arrivato. De Rosa 7: Come l'anno scorso le azioni ripartono da lui. Come l'anno scorso sui calci piazzati lascia il suo posto per portarsi in avanti. Il migliore. Konko 6 : Gasperini in questa occasione lo preferisce a Rossi perchè il francese è più utile nella fase di contenimento. Ed infatti morimoto non la vede quasi mai e quando la vede non combina niente di buono. Nel secondo tempo osa un po di più e mette sui piedi di Papa Waigo un' ottima palla gol. Milanetto 6 : Più attivo in fase difensiva che in fase di costruzione. Juric 6,5 : Come al solito corre, ruba palloni mettendo in difficoltà Izco e questa volta supporta in maniera più continuativa la fase d'attacco. Un' intervento di Stovini gli nega la possibilità di segnare. Fabiano 6,5 : Alcuni buoni spunti nel primo tempo mettono in condizione ottimale Papa Waigo. Ha ampi margini di miglioramento soprattutto per quel che riguarda la condizione fisica. (77' Paro ng: Gioca troppo poco per essere giudicato). Sculli 6: Rientra dopo nove mesi di stop forzato. In copertura su Vargas la sfida termina in parità. (72' Danilo ng : Appena entrato si becca il cartellino giallo. Segno che ha molta voglia di fare. Sull' azione della rete ingiustamente annullata non commette nessun intervento rilevante su Gazzola). Papa Waigo 6 : In mancanza di Borriello e Figueroa viene utilizzato come punta centrale. Per ben due volte colpisce i legni della porta catanese ma sono almeno altre 3 le palle gol che per sfortuna o imprecisione non sono finalizzate. Il voto dovrebbe essere molto più alto visto che manda in tilt la difesa catanese ma purtroppo gli manca il gol. Di Vaio 6: Alcuni buoni spunti nel primo tempo ma niente d'eccezionale. Chissà che il derby non sia per lui come la partita di Crotone l'anno scorso. (68' Rossi 6,5: Oltre alla quantità due traversoni pennellati che potevano cambiare le sorti della partita). Gasperini 6,5: Il primo tempo è per il Genoa, il secondo vira leggermente dalla parte del Catania che pur provando a spingere non crea nemmeno una palla gol. I tre in difesa con l'aggiunta praticamente di Konko vanno in minima difficoltà solo in sporadiche azioni del fresco entrato Martinez. Se in trasferta non becchi nemmeno un tiro in porta e crei 6 o 7 palle gol meriti i 3 punti. Rizzoli 5: La partita non è frenetica, il campo non l'avrebbe permesso. La partita non è cattiva ed alcuni dei 6 cartellini gialli sono forse eccessivi. Poteva essere tranquillamente una prestazione più che sufficiente poi arriva il momento più difficile, quello topico e lui vede ciò che non vede nemmeno la moviola.

 

   

 

TUTTOSPORT - Catania trova pace, il Genoa un punto. Sette mesi dopo la tragedia Raciti ritorna la normalità nello stadio Massimino. La vedova dell’ispettore: «Qualcosa è cambiato, tornerò a rivedere il Catania». Sul campo rossoblù un po’sciuponi con Papa Waigo. di CAMILLO FORTE. CATANIA. Finisce 0-0 ma i tifosi del Catania hanno vinto la partita, sette mesi dopo il dramma Raciti, con un comportamen­to esemplare. La stessa Marisa Grasso, la moglie dell’ispettore ucciso prima di Catania-Palermo, con il nero del lutto nel cuore e il viso coperto da occhialoni scuri, ha ammesso: «Sì, forse qualcosa è cambiato. Temevo il minuto di raccoglimento in memoria di mio marito e invece ho visto che la gente ha applaudito in maniera convinta. E mi sono sciolta, ho capito che tornerò a rivedere una partita del Catania. Io non perdono perché questo può farlo solo Dio però torno a casa più serena. La speranza è che nessuno debba più piangere la scomparsa di un proprio caro per una partita di pallone. Oggi, lo dico senza retorica dopo i brividi dei mesi scorsi, vedo il mondo del calcio in maniera diversa». La sfida si è conclusa così, con la consapevolezza che Catania ha capito il significato di una partita di calcio. Prima, invece, novanta minuti belli ma non bellissimi tra due squadre che lotteranno sino all’ultima giornata per evitare la retrocessione. Il Genoa è partito meglio, il Catania ha cercato di scrollarsi di dosso precarietà e paure solo negli ultimi trenta minuti. Il Genoa ha avuto le occasioni migliori, il Catania la grinta degli umili che nel nostro campionato può tornare utile. La faccia dei siciliani è quella di Davide Baiocco che corre e s’arrabbia, non molla niente, prova il possibile e l’impossibile anche se i piedi non sono quelli di Zlatan Ibrahimovic. Il volto genoano, invece, è quello di Papa Waigo che costruisce e spreca con la stessa disinvoltura. Che gioca al centro e dà il meglio di se stesso quando parte dalle zone laterali del campo. In avanti il tecnico Gasperini, che ha il merito di presentare una squadra spregiudicata in grado di sbiadire limiti e pecche, avrebbe bisogno di un attaccante di peso che concretizzi il gioco collettivo visto che i rossoblù si muovono con ordine e arrivano nell’area di rigore avversaria senza particolari problemi. Tra l’altro hanno colpito un palo con Papa Waigo, sprecato tre o quattro palle gol e segnato una rete, anzi un auto­gol, che l’arbitro (su segnalazione tramite auricolare del quarto uomo) ha annullato per fallo di Danilo su Gazzola che ha accompagnato il pallone dentro. Gasperini si è arrabbiato molto, il giovane Danubio giura e spergiura che ha fatto tutto il giocatore del Catania: «E’ lui che ha deviato la palla in rete e si è buttato. Io non l’ho neppure toccato, il gol era regolarissimo e ci avrebbe permesso di conquistare tre punti meritati e importanti. Vorrà dire che ci rifaremo la prossima partita con il Livorno ». Che per la squadra rossoblù sarà già importantissima. Alla ripresa del campionato dovrà prendersi i tre punti per trovare la tranquillità necessaria per proseguire un campionato difficile, dove non ci sono penalizzazioni ma tante squadre allo stesso livello che giocheranno con l’unico obiettivo di salvarsi. Il Catania, invece, può sorridere. Si prende un punto, il secondo del torneo dopo il pari di Parma, in una domenica difficile dove tutti gli occhi della gente erano puntati sulle tribune del vecchio Cibali invece che in campo. A proposito: lo stadio è stato messo a norma, l’antistadio ingabbiato. Perché da quel 2 febbraio, Catania è andata a cercare le proprie colpe e alcune le ha trovate in fretta: impianto vecchio, custode singolare che all’interno della sua abitazione teneva bastoni e mazze. E’ stato cambiato tutto. Resta, però, da sistemare il terreno di gioco che è una schifezza: campioni come Ibra, Ronaldo, Del Piero e Camoranesi rischiano di spezzarsi le gambe.

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. di Camillo Forte. Baiocco: anima e cuore Di Vaio, prova incolore. CATANIA - Bizzarri 6: in un paio di occasioni è stato fortunato. Gazzola 6: sta sempre su Di Vaio o sull’attaccante più vicino, non si muove mai. Sottil ng: si infortuna dopo otto minuti. Terlizzi (8’ st) 6: potente, duro, tosto. Si li­mita al minimo indispensabile. Stovini 6,5: altro combattente della difesa. Con le buone o con le cattive scaccia via i pericoli. Come nel finale quando salva il pari. Vargas 6: sempre nel posto giusto. Baiocco 6,5: anima e cuore del Catania. Si batte con determinazione anche se, in alcune circostanze, si perde in proteste inutili. Tedesco 6: giocatore atletico e di corsa. Izco 5,5: prova a sfondare sulla destra e qualche volta ci riesce. Mascara 6: tecnicamente è il più dotato. Nel primo tempo sfiora il gol su punizione. Morimoto 5,5: ragazzo che in prospettiva può diventare un buon giocatore. Martinez (5’ st) 7: entra e ravviva il Catania. Spinesi 5: ha avuto un paio di occasioni ma non è stato rapido nel gioco di gambe. All. Atzori 6: alla distanza il Catania cresce. GENOA. Rubinho 6: poco impegnato. Bega 6: tiene a bada Spinesi. De Rosa 6: tempestivo sull’anticipo, veloce nei movimenti. Soffre un po’ sui palloni alti. Lucarelli 6,5: lui, spesso, prova a spingersi in avanti. Soprattutto nel pt in cui il Genoa prova con convinzione a cercare il vantaggio. Konko 6,5: ordinato, disciplinato, tatticamente perfetto. In caso di difficoltà torna ad aiutare la difesa e la trasforma a 4. Inoltre serve due o tre assist interessanti. Milanetto 6: fa tanto pressing. Corre tanto, spesso a vuoto. È uno che non s’arrende mai. Juric 5,5: parte male, poi si riprende un po’. Fabiano 6: copre bene la sua fascia. L’impressione è che svolga il compito con intelligenza senza avere guizzi. Paro (32’ st) ng. Papa Waigo 5: sempre protagonista. Nel bene come nel male. Colpisce due pali ma si mangia tre occasioni facili. Di Vaio 4: entra in campo ma non in partita. Non combina niente di buono, prova da dimenticare. Rossi (32’ st): ng. Sculli 5,5: torna dopo tanto tempo e incontra difficoltà. Danilo (26’ st) 6: buon esordio. All. Gasperini 6: buono il sistema di gioco, la squadra costruisce ma manca un bomber. Arbitro. Rizzoli 6: dirige bene. L’unico dubbio quello del gol annullato.

 

IL SECOLO XIX - Un piccolo grande punto. di Giovanni Ciolina. CATANIA. Un punto per cominciare. Non è tanto, ma lo 00 con il Catania rappresenta pur sempre una buona iniezione di fiducia per il Genoa. Intanto perché muove la classifica e non è mai cosa da buttare e poi perché arriva al termine di una partita attenta, sicuramente non bella (il primo tempo è quasi soporifero), nella quale Rubinho svolge per lunghi tratti il ruolo di spettatore e al termine della quale il Grifone conta almeno cinque chiare palleda gol. Il messaggio è quello che si aspettava alla vigilia. Arriva forte e chiaro: il Genoa c’è, non è quella banda di scappati di casa come qualcuno aveva voluto dipingerlo sette giorni fa, e la salvezza è più che un obiettivo raggiungibile. «Punto importante», butta lì Marco Di Vaio, che poi aggiunge: «perché su un campo del genere non era facile giocare». Ha ragione l’attaccante romano nella sua disamina, che racchiude un po’ tutti i temi psicologici e tecnici della gara. L’approccio alla partita è già di per sé particolare. Si torna alla normalità del calcio catanese dopo l’omicidio dell’ispettore Raciti. La prima volta è di rodaggio e di massima attenzione ai minimi particolari, ma senza esasperazioni. Lo stadio intero applaude il minuto di raccoglimento. C’è voglia di normalità e i cori della curva contro Palermo vengono salutati dai fischi dei ventimila presenti. C’è la vedova in tribuna, c’è il prefetto, il capo dell’Osservatorio romano, con tanto di trasmissione diretta dell’evento al Viminale. Insomma il pari è un piccolo grande punto perché ottenuto su un campo difficile già di suo e reso pressoché impraticabile dalle condizioni del fondo di gioco. Per sette mesi si è tenuto lo stadio Massimino chiuso– giustamente per motivi di ordine pubblico e quando le porte si spalancano nuovamente al calcio con una festa che coinvolge tutta la città, il vero assenteè lo spettacolo. «Sabato volevo portare la squadra a fare la rifinitura al Cibali, ma me lo hanno sconsigliato. È un campo di patate », è il pensiero che Silvio Baldini, tecnico squalificato degli etnei, rivolge al vicepresidente del Genoa, Giambattista Pastorello, all’uscita dalla tribuna. Le recriminazioni e le accuse sulle pessime condizioni del terreno di gioco sono il refrain che tiene banco nel dopo partita, quando nel pancione del Massimino c’è tempo e serenità per affrontare l’argomento. Punto importante, e meritato, quindi per il Grifone in terra sicula. Una campagna in terra avversaria che alla vigilia covava molti rischi,ma che alla fine ancora una volta dà ragione al tecnico GianPiero Gasperini che,inattesa di recuperare gli infortunati, manda in campo un Genoa d’attacco, con Papa Waigo a svolgere il ruolo di attaccante centrale, ma al tempo stesso una squadra in grado di guardarsi le spalle con tranquillità. Il risultato è di non correre mai rischi in difesa ad eccezione di un’uscita acrobatica di Rubinhonella ripresa su traversone di Vargas dalla sinistra, il rossoazzurro che, soprattutto nel primo tempo, è l’elemento che dà più problemi ai genoani.Adire il vero, inizialmente anche la posizione avanzata di Baiocco nel terzetto alle spalle di Spinesi crea qualche pensiero al Grifo. L’ex perugino, sostenuto alle spalle da un Tedesco tuttofare e da Izco, svaria su tutto il fronte a cercare i movimenti tra le linee che Bega e Lucarelli placcano con ardore. Non subire reti e neanche rischiare è un punto a favore di una squadra che in attacco non sarà certo in un momento di grande spolvero, ma che riesce ugualmente a rendersi pericolosa. Un palo, un gol annullato per sospetta spinta di Danilo su Gazzola, e almeno tre nitide occasioni sprecate dal senegalese rossoblù dimostrano quello che ha fatto il Grifo. Il campo in pessime condizioni ha danneggiato entrambe le contendenti,ma indubbiamente ha danneggiato maggiormente una squadra come il Genoa, abituato a giocare palla a terra in velocità e con tocchi di prima. Come non si doveva cantare il de profundis dopo lo 0-3 dell’esordio, sarebbe sbagliatissimo pensare di aver trovato la chiave decisiva a Catania.La strada è, però, quella giusta. Contro una formazione tonica e insidiosa, Juric e compagni mettono in campo anche quel pizzico di cattiveria e aggressività che forse erano mancate contro il Milan. E la voglia dei giocatori di aiutarsi uno con l’altro finisce per essere il collante decisivo di questo Grifone. Se il collettivo si ritrova, i punti arrivano e il Genoa può gioire anche per quanto riguarda i singoli. Intanto il rientro di Sculli è un ottimo segnale. «Più di così non potevo fare commenta l’attaccante in attesa di sottoporsi all’antidoping – Dopo dieci mesi di assenza ho dato tutto, anche se l’udienza di giovedìmi ha bruciato un sacco di energie nervose». La prova dell’ex juventino è un concentrato di rabbia, voglia, carattere, determinazione, corsa, qualità, cattiveria cvhe lascia ben sperare. Come il rientro di Tano De Rosa. Il baluardo difensivo non si concede distrazioni offensive e, trovandosi a duellare spesso con Jonatha Spinesi, alterna sciabola e fioretto per uscire dai guai. Un gladiatore ritrovato. Una sorpresa,infine, la regala Danilo Sacramento. Gioca 31minuti,ma si fa notare per personalità e corsa. Sarebbe stato bello apporre al quadretto una sigla d’autore.Ma va bene così.

 

IL SECOLO XIX - Il Pagellone. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Un primo tempo pressoché da spettatore: un’uscita di pugno su un cross dalla destra e nulla più; anzi, ad essere onesti si è limitato ad accompagnare fuori con lo sguardo un paio di conclusioni da distanza siderale. Nella ripresa cambia poco: ancora un’altra uscita su cross di Vargas, poi altro non gli resta che fare da sentinella. BEGA 6,5 Parte su Morimoto, però spesso lo lascia in consegna a Konko per andare a pressione sul centrale delle tre mezzepunte etnee: a sorpresa è Baiocco, il capitano e bandiera, che abitualmente è uno dei due mediani. Con l’ingresso di Martinez, l’ex juventino arretra nella posizione più congeniale e diventa l’uruguayano il suo uomo di riferimento: genio e sregolatezza, il sudamericano è tanto fumo, e il capitano rossoblù lo spegne con una secchiata d’acqua. DE ROSA 7,5 Spinesi – compagno e amico ai tempi del Bari lo cerca spesso, lui accetta il confronto soprattutto sul piano fisico e su quello aereo. Fa buona guardia, non permette al centravanti neppure di lasciarlo sul posto con la palla a terra. Provvidenziale poi quando chiude l’attaccante pisano al 35’ della ripresa: Spinesi si era aperto un varco davanti a Rubinho, e quando si ripete al 37’ con tempismo. Comanda la difesa con personalità: menomale che sembrava fuori condizione. LUCARELLI 6,5 Dei tre dietro è il più svincolato da compiti di marcatura, così finisce per alternare l’avversario. All’occorrenza, però, ingaggia un duello ruvido, come solo fra toscani; lui livornese, Spinesi pisano: roba da far scintille.Non lo spaventano neppure Mascara e Baiocco. Prende confidenza anche con i compagni e migliorano gli automatismi. KONKO 6 Deve sovrapporsi a Sculli,ma la sua preoccupazione maggiore è in fase difensiva quando deve prendere in consegna lo sgusciante giapponesino Morimoto. Si serve del fioretto: gioca sull’anticipo per spegnere le velleità del Maradona del Sol Levante. Alla fine dei conti, Morimoto riesce solo a fare tanto fumo, e Baldini è costretto a farlo uscire. Soffre la rapidità di Mascara, ma con l’ingresso di Rossi avanza contro Vargas. È però in fase offensiva che incide meno: in fase di contenimento molto positivo. MILANETTO 6 Tedesco accelera per una ripartenza e lui lo segue con il freno a mano tirato. Sembra in giornata no, iniziata con la spia della riserva già accesa, complice il caldo. Invece poi prende fischietto e paletta e inizia a dirigere il traffico: le verticalizzazioni più pericolose partono dal suo piede. Gli difetta ancora un po’ di continuità nell’arco dei 90’, però in questo periodo è quasi fisiologico. JURIC 6,5 All’occorrenza tampona su Mascara o Baiocco,ma soprattutto punta Izco finendo per rubargli più volte la sfera; poi, con la palla fra i piedi, non è che non sappia cosa fare: prende e parte velocemente per promuovere il contropiede. È sempre al posto giusto nel momento giusto: ha un senso della posizione straordinario. Scivola a sinistra con l’uscita di Fabiano, e da esterno fatica un po’ di più. FABIANO 6 Gioca quasi sulla linea dei difensori: Mascara, l’acciughina di Caltagirone, è tipo al quale non si possono concedere centimetri né tanto meno metri. L’ex rossoblù non punge; quando Baldini lo sposta e mescola le carte, nella sua orbita finisce Izco: poi tocca a lui farsi la doccia. Come Konko: ottima la fase difensiva, con tempestive diagonali,ma ancora non spinge come l’anno passato. Evidentemente dopo lo stop prolungato la benzina è ancora poca (32’ st PARO sv: il tempo di perdere una palla al limite della propria area, errore a freddo. Poi fa il compitino). SCULLI 6 Il suo pressing alto e continuo consente al Grifone di conquistare palla nella trequarti avversaria dopo appena 3’ e costruire la prima palla gol della partita: Bizzarri anticipa Papa Waigo di un soffio. Si batte su ogni pallone,ma alla lunga si vede che gli manca il ritmo: in questi otto mesi si è sempre allenato con serietà ma non ha mai avuto occasione di giocare una partita, che è diverso da un allenamento (28’ st DANILO 6,5: debutta in A subito con una giocata dalla quale nasce una occasionissima per Papa Waigo; propizia il gol annullato, dimostra di avere faccia tosta: tornerà utile). PAPA WAIGO 5 Il ruolo non è inedito,ma non è neppure il preferito né quello al quale è abituato: punta centrale. Gasperini fa di necessità virtù, con un vantaggio in più: né Stovini né Sottil (o Terlizzi) sono celebri per la loro rapidità. Al senegalese mancano comunque le misure e i movimenti giusti. Al 9’ incespica, solo davanti a Bizzarri, sul delizioso invito di Di Vaio. Al 16’ parte in contropiede ma non cambia passo e serve male ancora Di Vaio che chiede palla in area piccola. Poi è sfortunato quando centra il palo sul traversone di Fabiano nel recupero del primo tempo. Sciupa però alla mezzora della ripresa: supera anche il portierema poi spara fuori da posizione defilata invece di servire l’accorrente Danilo; bis al 46’ su invito di Rossi. DI VAIO 5,5 Perde subito un paio di palloni, e si materializza il fantasma di Oddo. Poi però è lui a rifinire due ghiotte occasioni in area siciliana che meriterebbero maggior fortuna. Sembra rinfrancato, però alla lunga cala pure lui: il turno di riposo gli gioverà assai (23’ st ROSSI 6,5: praticamente da terzino, come contro il Napoli. Allora gli toccò Calaiò, stavolta gioca sullo scatto con Mascara. Bene dietro, ma sono suoi anche la sovrapposizione a Konko con il conseguente cross per il vantaggio rossoblù cancellato con il bianchetto da Rizzoli e la successiva incursione sprecata da Papa Waigo). CATANIA Bizzarri 6; Gazzola 6, Sottil sv (7’ Terlizzi 6), Stovini 6,5,Vargas 6,5; Izco 6, Gia. Tedesco 6,5; Mascara 5, Baiocco 6, Morimoto 5 (10’ st Martinez 5,5); Spinesi 4,5. ARBITRO Rizzoli di Bologna 5: Gazzola, pressato da Danilo, devia nella propria rete prima di sbattere sul palo; lui ritiene di vedere un fallo del brasiliano e annulla. È un arbitro decisionista (ha invertito anche un paio di decisioni dei suoi assistenti su falli laterali), ma in questo sembra si sia lasciato convincere dal quarto uomo – siciliano – anche se i dubbi restano.

 

IL SECOLO XIX - Atzori: prato ko, impossibile fare di più. La polemica. CATANIA. Il secondo pareggio non vale come il primo. Centrato il 2-2 nel debutto a Parma, alla prima giornata di campionato, il Catania voleva festeggiare il ritorno al Massimino con una vittoria. E' andata diversamente. Tocca a Gianluca Atzori, vice dello squalificato Baldini, spiegare il perché: «Abbiamo provato a imporre il nostro gioco, ma non sempre siamo riusciti a fare ciò che volevamo. Le cattive condizioni del manto erboso hanno rappresentato un freno notevole». E ha aggiunto: «Questo non è un campo di serie A, così diventa difficile per chiunque fare bene. I ragazzi hanno dimostrato motivazioni e buona volontà. Nella ripresa sono cresciuti, abbiamo vivacizzato la manovra, ma attaccare in simili condizioni era complicato». Il presidente del Catania, Nino Pulvirenti - che oggi, come anticipato, respingerà la lettera di dimissioni annunciata sabato dall'amministratore delegato, Pietro Lo Monaco - prova a spiegare come sia possibile presentare un manto erboso simile dopo sette mesi di chiusura dell'impianto, decretata lo scorso febbraio dopo la morte dell'ispettore Filippo Raciti: «Mi rifaccio ad una nota della Lega Calcio, che a fine campionato sottolineava come fosse necessario rifare il prato. Sono stati gli esperti a dire che occorreva un intervento di manutenzione straordinaria, ma il Comune, non so per quali motivi, non ha provveduto. Così ci siamo trovati al debutto un terreno di gioco in simili condizioni»

 

IL SECOLO XIX - Spintone o appoggio? Nel dubbio, annulla. La polemica. di Giovanni Ciolina. Catania. «Mi sono leggermente appoggiato, ma è normale. Contro il palo c'è finito da solo», racconta Danilo mentre con le braccia simula il movimento. Vicino a lui c'è Fabiano che conferma e soprattutto sembra promuovere l'interpretazione di un movimento anomalo del difensore del Catania Marcello Gazzola: «L'impressione è che volesse buttare la palla in calcio d'angolo ed invece l'ha messa dentro. Un errore di valutazione della posizione». «La spinta c'era. Non sono mica stupido a picchiare con quella veemenza contro il palo»è la versione del difensore destro della squadra di Baldini sull'azione che poteva decidere la sfida. Due ricostruzioni opposte su un gol che l'arbitro ha giudicato viziato da un fallo del rossoblù. Il minuto è il 39 della ripresa. Konko lancia Rossi in progressione, il cross dal fondo è immediato, il portiere catanese è fuori gioco, ma sulla sfera irrompono Gazzola e Danilo. Il primo tocca il pallone che finisce nel sacco, prima di franare addosso al palo. Il signor Rizzoli di Bologna, l'uomo che sette giorni fa ha assistito in prima fila al calcio nel sedere di Baldini al collega Di Carlo, in un primo momento convalida la rete, poi torna sui suoi passi e annulla. L'impressione è che sia stato il guardalinee Copelli o il quarto uomo Cavarretta (di Trapani) a suggerirgli il ripensamento. Resta il fatto che le proteste genoane si sprecano, ma inutili. «Dalla panchina non ho visto, peccato. Potevano essere tre punti importanti» dirà il tecnico Gasperini. E' l'episodio che può far girare la partita, ma resterà sicuramente quello delle recriminazioni anche se la decisione del direttore di gara non può far gridare allo scandalo: si trattava quantomeno di una situazione dubbia. Nella direzione di Rizzoli ci sono poi due curiosità che possono anche rappresentare segnali importanti: in due occasioni il direttore di gara inverte, a ragione, la decisione dei suoi assistenti su altrettante rimesse laterali a favore del Catania.

 

IL SECOLO XIX - Il ritorno di De Rosa «stiamo crescendo». difesa ok. di Giuliano Gnecco. Catania. L'allarme è rientrato: la difesa tiene. Già con il Milan era stato il reparto - paradossalmente - meno in difficoltà. I timori di una estate, alimentati dagli scricchiolii di precampionato e Coppa Italia, al primo impatto con il campionato si sono rivelati infondati. «Non è la difesa, ma la fase difensiva ad essere stata encomiabile», puntualizza Gaetano De Rosa. Che aggiunge: «La squadra ha fatto passi avanti come determinazione e applicazione. Cerchiamo di capire la categoria: siamo esordienti. Ritengo sia stata una giornata positiva: abbiamo preso un punto importante su un campo difficile». Inciso: la difesa si è avvantaggiata anche del ritorno di un De Rosa ai livelli più alti dello scorso campionato. «Oggi siamo stati bravi tutti - frena - Per me era la prima partita ufficiale, dopo quella in Coppa; ho altre due settimane per riprendermi, ma mi sento bene. Però dobbiamo crescere». Il rovescio della medaglia: per una difesa che lascia pressoché inoperoso Rubinho e non dà mai la sensazione di essere in affanno, c'è un attacco ancora all'asciutto; fra questo e lo scorso campionato l'astinenza è salita a 360', per quanto possano valere statistiche del genere. Vale invece il fatto che anche al Massimino il reparto avanzato ha sciupato almeno quattro occasioni d'oro, al netto del palo e della rete annullata. «I nostri attaccanti vanno elogiati - assicura De Rosa - per i sacrifici che hanno fatto. I gol verranno; abbiamo bisogno di tutti, anche gli esterni si sono abbassati molto. Poi è mancata qualità in fase offensiva, ma anche per le condizioni del campo». Rammarico per due punti in più lasciati? «No, siamo contenti per il pareggio su un campo difficile contro una diretta concorrente. Va bene così. Dobbiamo lavorare: non incontreremo sempre extraterrestri come Milan, Inter o Roma». Insomma, il Genoa ritrova un leader. La classifica lascia quella scomoda casella a quota zero. Da Catania si torna con una partita all'attivo che non sarà uno spot del calcio champagne, ma con molto morale in più.

 

LA REPUBBLICA - Genoa, un punto contro gli incubi. La squadra rossoblù parte contratta ma nella ripresa sale di tono e potrebbe far sua l´intera posta. Ma non mancano i rimpianti: un gol annullato e un palo. Poiché il calcio è fatto di episodi, si può sostenere che il Genoa a Catania sia stato derubato. Non che la squadra di Gasperini abbia offerto una prova scintillante o un gioco all´altezza dell´anno passato, ma un gol a cinque minuti dalla fine lo aveva segnato e l´arbitro Gazzoli lo ha ingiustamente annullato. In questo Catania-Genoa, finito zero a zero e che segnava il ritorno del calcio di serie A allo stadio Massimino dopo sette mesi, il veleno è tutto nella coda. I minuti prima della partita, con il silenzio per ricordare la morte dell´ispettore Raciti, erano stati toccanti, l´epilogo invece è incandescente. E´ il 40´ quando Marco Rossi, servito in profondità da Konko, mette un ottimo pallone nel mezzo. Il cross supera il portiere Bizzarri e tutta la retroguardia della squadra di casa, arriva dall´altra parte dove Danilo potrebbe infilare a porta vuota. Davanti al giocatore rossoblù però c´è Gazzola, in evidente difficoltà. E´ in corsa, dovrebbe spazzare la sua area, ma la parabola è insidiosa, il tentativo maldestro. Il catanese colpisce, ma devia nella propria porta. Dovrebbe essere la rete che regala i primi tre punti di questo campionato al Genoa e invece Rizzoli, fra le proteste rossoblù, annulla, perché ha visto una spinta di Danilo all´avversario. Un po´ di contatto c´è, ma il giocatore rossoblù era sullo slancio, ha cercato di colpire il pallone e poi la sua carica non sembra così violenta da essere sanzionata. E´ vero, Gazzola finisce la sua corsa contro il palo e poi a terra, dentro la porta, ma tutto questo perché è sbilanciato, non certo per il fallo del rossoblù. Fatto sta che il punteggio rimane in parità e il Genoa si morde le mani. Come lo zero a zero non si era schiodato al 47´ del primo tempo, quando Papa Waigo di testa ha colpito il palo, deviando bene un cross dalla sinistra di Fabiano, ma sbagliando di poco la mira, con il portiere avversario battuto. Anche questa è un´occasione che grida vendetta. Come amarezza ci può essere al 46´ del secondo tempo, per non avere concretizzato, sempre con Papa Waigo, un´altra ghiotta opportunità. Di nuovo un lancio illuminante di Marco Rossi (azzeccato il suo ingresso al 23´ della ripresa, molto meglio dello spento Di Vaio), l´attaccante rossoblù è un fulmine nel lanciarsi dentro lo spazio, brucia sul tempo il difensore, salta il portiere con un pallonetto, ma poi si fa recuperare dalla difesa avversaria, che, seppur con qualche affanno, riesce ad allontanare. Il Genoa ha buttato via la vittoria, il Catania invece non ha praticamente mai tirato in porta, impegnando Rubinho solo con qualche conclusione da lontano e un paio di uscire acrobatiche. Ma proprio questa pochezza degli avversari deve far riflettere. Il Genoa, soprattutto nel primo tempo, è parso troppo contratto e timoroso; forse temeva di perdere ancora una volta e di ritrovarsi in fondo alla classifica, fatto sta che non ha osato come avrebbe dovuto. Un pareggio in trasferta, in casa di una diretta concorrente per la salvezza, è senz´altro positivo, ma i tre punti avrebbero impresso ben altra svolta al campionato. Di sicuro, agli uomini di Gasperini non ha giovato anche il campo, un fondo erboso pessimo, indecoroso per un campionato importante come la serie A. A fine gara si sono lamentati tutti, catanesi e genoani. Buon per i rossoblù che questa apparizione è stata una prima e ultima volta, il Catania invece con questo terreno dovrà convivere per tutto l´anno e la cosa rischia di essere fortemente penalizzante. Se a livello generale la trasferta catanese può essere archiviata con moderata soddisfazione, sul piano individuale la gara non ha offerto solo note liete. Merita sicuramente applausi la retroguardia, ottima la prova di De Rosa, ma bravi anche Bega e Lucarelli, mentre davanti Sculli non è stato un mostro d´intraprendenza e Di Vaio è apparso decisamente fumoso. Proprio l´attacco, che avrebbe dovuto essere il punto di forza, per ora manca all´appello, con zero gol segnati in due gare. Alla prossima sfida, subito dopo la sosta della nazionale, a Marassi ci sarà il Livorno, che in due partite ha incassato ben nove gol. Per gli avanti rossoblù sarà un banco di prova da non fallire. Perché dopo 12 anni di purgatorio ieri è arrivato il primo punto in serie A. Ma ora, per muovere veramente la classifica, ci vuole la prima vittoria.

 

LA REPUBBLICA - LE PAGELLE - Diga De Rosa, Marco Rossi dà una marcia in più. RUBINHO 6.5: sicuro fra i pali e in uscita. Proprio un volo acrobatico, teso ad anticipare Spinesi nella ripresa, è l´intervento più difficile. Bega 6.5: gioca da capitano. Spesso ingaggia duelli verbali con Baiocco, il collega del Catania, invero molto nervoso. Autoritario. De Rosa 7: insuperabile. Colpisce sempre ed è provvidenziale quando nel finale, con una plastica rovesciata, impedisce che il pallone arrivi a Spinesi, libero davanti alla porta. Lucarelli 6.5: comincia a prendere confidenza con i compagni di reparto. Prova senza sbavature. Konko 5.5: perde molti palloni. Dovrebbe spingere di più sulla fascia destra. E´ suo l´assist per Marco Rossi, uno dei suoi rari guizzi. Milanetto 6: prova ordinata, con ispirazione però non eccelsa. Detta i ritmi alla manovra, ma sovente li tiene troppo bassi. Juric 6: anche lui spesso va fuori misura nei passaggi. Fabiano 6: è ottimo il traversone dalla fascia che propizia il palo di Papa Waigo. Attento in difesa, può fare meglio in fase di spinta. Dal 33´ st Paro sv. Papa Waigo 6: a corrente alternata. A volte si estrania dal gioco, ma poi ti rendi conto che ha preso un palo e per due volte ha scartato il portiere, senza riuscire a concretizzare a dovere l´azione. Di Vaio 5: un tiro sporco all´inizio e poi null´altro. Dal 23´ st Rossi 7: il suo ingresso cambia marcia al Genoa. Il gol annullato nasce da una sua iniziativa. Sculli 5: si fa schiacciare dai difensori catanesi. Dovrebbe essere lui ad impensierirli e invece li fa venire avanti. Dal 28´ st Danilo sv.

 

LA REPUBBLICA - Gasperini, silenzi dopo il diluvio. Papa Waigo: "Giuro, ho dato tutto". Il tecnico evita la sala stampa, l´attaccante recrimina per l´occasione fallita. Danilo: "Questo resta un campo difficile Risultato da non disprezzare". De Rosa: "Dietro stiamo crescendo, in A conta la continuità". CATANIA - Gasperini in silenzio, o quasi. Le critiche ricevute dopo la sconfitta con il Milan, hanno forse indotto il tecnico del Genoa a, non presentarsi in sala stampa, al termine di Catania – Genoa. Eppure ieri la squadra rossoblù ha dato chiari segnali di crescita, imponendo a lungo il suo gioco. «Non era facile interpretare al meglio questa partita – afferma a fine gara il brasiliano Danilo -, al Massimino il Catania l´anno scorso ha posto le basi per la conquista della permanenza in serie A. Noi siamo stati compatti. Ripartiamo da questo pareggio, che non è assolutamente da disprezzare». Forse il Genoa ha pagato la scarsa incisività dei suoi attaccanti, come sottolinea lo stesso Papa Waigo: «Era fondamentale ritrovarsi dopo il ko di domenica scorsa. Peccato per non aver capitalizzato le occasioni da gol costruite. Nell´occasione del tu per tu con Bizzarri, ho fatto il massimo. L´ho aggirato, ma ho tirato da posizione molto defilata. Spero di aver dato il mio contributo, anche in una posizione diversa da quella abituale. Ma l´infortunio di Borriello e la cessione di Gasparetto hanno indotto l´allenatore a schierarmi al centro dell´attacco». Anche a Catania, il Genoa ha mostrato limiti in attacco, allungando a 360 minuti la sua astinenza da gol. L´ultima rete rossoblù in gare di campionato risale al 26 maggio scorso: gol di Adailton al 90´ della gara interna con il Pescara. Ma Luigi De Rosa, ottimo il suo rientro al centro della difesa, pone l´accento sull´importanza dei pareggi, in una stagione così difficile. «In serie A la continuità di rendimento alla lunga fa la differenza. Non dimentichiamoci di essere una neo-promossa. Oggi mi è piaciuto l´atteggiamento della squadra, che ha saputo rimanere compatta anche nei momenti di difficoltà che la partita ha presentato. Guardate che questo è un campo difficilissimo, e le condizioni del terreno di gioco hanno indubbiamente penalizzato le nostre trame di gioco, fatte di tocchi di prima e sovrapposizione sulle corsie esterne. Abbiamo provato a far girare la palla attraverso i centrocampisti, ma ad un certo punto della partita è stato inevitabile ricorrere ai lanci lunghi dalle retrovie. Il nostro merito è stato quello di aver ridotto al minimo i rischi all´interno della nostra area di rigore, consentendo a Rubinho di vivere una domenica di assoluta tranquillità. L´affiatamento con Bega e Lucarelli migliora, ed il lavoro di Konko e Fabiano sulle fasce è stato preziosissimo. Ecco dobbiamo ripartire da questo punto. La sosta ci aiuterà a migliorare ulteriormente l´intesa tra vecchi e nuovi».

 

AKAIAOI