STAGIONE 2006/07

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Reti: 72' Pellè, 81' Greco, 89' Pellicori.

Cesena: Sarti, Biserni, Ola (63' Tonucci), Lauro, Sabato, Anastasi, De Feudis, Salvetti, P.Waigo (04' Bracaletti) Pellicori, Piccoli (17' Pellè). Allenatore: Castori. (Ravaglia, Pagliuca, Vignati, Mezavilla).

Genoa: Rubinho, Rossi, De Rosa, Criscito, Galeoto, Carobbio, Coppola (58' Milanetto), Fabiano, Leon, Gasparetto (74' Di Vaio), Botta (52' Greco). Allenatore: Gasperini. (Scarpi, Masiello, Bega, Juric).

Arbitro: Ayroldi di Molfetta. Spettatori: 7.000

 

     

  

     

 

IL SECOLO XIX - Il Genoa si perde anche a Cesena. Regala due gol in contropiede. Squadra contestata dai tifosi all'autogrill: «Fuori la grinta» CESENA. Potevamo essere in Paradiso  e invece ci ritroviamo inc...neri. Più ci penso e piùmi arrabbio. Parole  e musica di Giambattista Pastorello. Interpretando il suomodo di pensare non è un"deprofundis", ma una scudisciata, una sinfonia che assume ritmi frenetici quando Pellicori a tre minuti dalla fine conclude con un destro imparabile un contropiede bianconero. Il secondo della gara.Gli unici due spunti  dei padroni di casa nell'arco dei novanta minuti. Il Genoa perde l'occasione aggancio al Napoli, crollato a Crotone. I tifosi che hanno seguito i rossoblù in Romagna hanno contestato la squadra all'autogrill di Fiorenzuola. Nello stesso ristorante aveva fatto tappa il pullman con la squadra. I tifosi quando hanno visto i giocatori e hanno dato il là a una contestazione con un messaggio chiaro: Fuori i c..... Ovvero gli attributi giusti per sapere gestire e vincere le partite. C'è stata un po' di tensione, poi è arrivata la polizia e il pullman è ripartito sotto scorta. Anche l'ultima fermata (fuori dal campo) in Emilia è stata amara. Sul campo il Cesena aveva senza dubbio fatto meno del Genoa, ma il grande merito della formazione di Fabrizio Castori è nel cinismo: Abbiamo disputato una grande partita. E forse  ha ragione lui. Trovarsi dopo sedici minuti senza Papa Waigo (problema muscolare alla gamba destra) e Piccoli (sospetta  rottura dei legamenti crociati della gamba destra) non è certo un handicap da poco e proprio quel particolare doveva farci meditare sull'importanza del punto rincara Pastorello che nei prossimi giorni andrà a “toccare il tempo” alla squadra con toni e maniere gentili. Ma decise. Il vice presidente rossoblù non le manda a dire: Una squadra esperta come la nostra non doveva prendere due gol in contropiede in trasferta. Puntiamo a salire direttamente in A e punti del genere rischiano di essere pesantissimi. Con la sconfitta del Napoli dovevamo portare il punto a casa. Serviva equilibrio tattico nel finale, invece.... E invece il Grifo fa harakiri :va sotto con un gol di Pellè, recupera con una botta sottomisura di Greco e poi a tre minuti dal termine regala a Salvetti lo spazio per una ripartenza fulminante. Uno svarione difensivo che il Genoa paga a caro prezzo. Doppio rammarico ammette Mirco Gasparetto: Un vero peccato. La sconfitta è arrivata dopo una buona gara, nella quale abbiamo concesso poco. Una sconfitta che ha un retrogusto ancora più amaro visto come la squadra aveva preparato la sfida. In una giornata torrida, per questa stagione, Gasperini lascia a riposo Bega e Milanetto e regala fiducia a Gasparetto in veste di ariete. Soprattutto il Grifo gioca a non scoprirsi nel primo tempo, per poi giocarsi il poker servito nella ripresa. Tutto giusto, tutto azzeccato, anche il ruolo di esterno difensivo destro di Marco Rossi che in quella posizione si conferma straripante.  Piccoli e poi Pellicori da quella parte trovano una diga foranea. Contenimento e ripartenza sono i dettami del biondo massese che in almeno tre occasioni chiude gli avanti avversari con diagonali puntualissime. Con Rossi arretrato, la mossa è l'avanzamento di Galeoto in mediana con l'incarico di guardare a vista Solvetti. Missione compiuta per oltre un'ora. Quando il capitano bianconero riesce a trovare però ossigeno vitale per il Grifone arrivano due fucilate in grado di abbatterlo.  Il sussulto arriva nel momento in cui il Genoa cerca maggiormente il successo. Lontano daMarassi ai rossoblù non riescono a dare continuità nelle  occasioni da gol, anche se gli inserimenti di Greco e Milanetto a inizio ripresa sono lì ad indicare come il Gasp creda nella vittoria. Lupo Greco rileva un Botta non lucidissimo nel possesso palla e Coppola lascia strada a Milanetto. Davanti dobbiamo essere più reattivi, cinici spiega il tecnico con un pizzico di rabbia. L'impressione è sempre la stessa: vorrei, ma non posso. Il Grifone tiene a lungo il possesso palla, non corre eccessivi pericoli, ma neanche ne crea a volontà. Ci voleva maggior equilibrio tattico. Neanche fossimo stati in un momento in cui il Cesena era alle corde avrei capito un rischio così grande  ribadisce Pastorello a puntualizzare come per lui il punto di Cesena sarebbe stato tanta manna. Figurarsi per come nasce il gol dello  svantaggio. Servono “i tempi”, per dirla secondo il pensiero di Adailton. Ovviamente i due nuovi innesti (Leon e Di Vaio) faticano ad entrare negli schemi del tecnico. L'honduregno (meglio nella ripresa) fatica a saltare l'uomo e nei duetti stretti con i compagni non sempre risulta preciso nei passaggi. La classe è tanta, ma qualche volta in serie B serve sostituirla con la concretezza. Giornata da dimenticare, è il commento di Criscito in partenza per la Nazionale Under 21. Ma c'è anche un suo peccato nella diagonale del 21 cesenate. L'unico neo di una partita impeccabile. Disattenzioni costate carissime. Il problema è “adattarsi alle situazioni”. La soluzione deve trovarla Gasperini.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini attacca«Persa un'occasione per poca cattiveria». di Giuliano Gnecco. L'analisi. Nel 2007 solo due pareggi in trasferta per il GenoaL'allenatore: «A Marassi abbiamo più coraggio» Cesena. L'astinenza in trasferta continua: nel 2007 solo due pareggi e quattro sconfitte. Però quella del Manuzzi brucia più delle altre. La consolazione: i viaggi in Emilia-Romagna sono finiti; in cinque gare il Genoa non ha raccolto neppure un punto. A Cesena l'apoteosi della beffa: il Grifone ha perso una partita che dava l'impressione di avere in pugno. Non solo: in caso di successo i rossoblù avrebbero raggiunto il Napoli al secondo posto. «Peccato, c'era da rammaricarsi per il pareggio, figuriamoci così», osserva Gian Piero Gasperini. Che nota: «Abbiamo preso due gol nel momento migliore. È un boccone amaro da mandare giù: dovevamo e potevamo fare male». Il Genoa a tratti sembrava aver messo alle corde i romagnoli. Però non è stato capace di approfittarne ed è stato punito: «In trasferta oggi era una buona opportunità; ci è mancata un po' di velocità e di convinzione dentro l'area. È mancata la cattiveria nel rifinire. Il Genoa voleva vincere, ha pagato la sua generosità: abbiamo perso palla male quando avevamo facilità di gioco. Dovevamo essere più concreti. Siamo andati meglio di altre trasferte, siamo andati vicini ma manca qualcosa: sono convinto che in casa l'avremmo vinta». È questa l'analisi: le carenze lontano dal Ferraris. «In casa - sottolinea Gasperini - abbiamo un quid di convinzione maggiore. In trasferta non abbiamo più il freno tirato come in passato, però lo è ancora a metà. Fisicamente abbiamo lavorato bene, teniamo bene. Dobbiamo fare un passo in più. La sconfitta del Napoli è un rammarico ulteriore, perché non ne abbiamo approfittato: c'era l'occasione di farlo. Dobbiamo crescere e tenere in mano la gara».  Il rammarico è aumentato dal fatto che Gasperini aveva studiato la partita in modo perfetto: «Abbiamo giocato tre partite in otto giorni - ricorda - Però nel secondo tempo siamo cresciuti, e neppure nel primo siamo andati male. Rossi e Galeoto hanno spesso creato la superiorità da quella parte; superiorità che forse è un po' mancata dall'altra. Oggi era una partita aperta a tre risultati: per un eccesso di generosità abbiamo voluto strafare».  Non c'è, però, molto tempo per curare il morbo da trasferta: domenica il Genoa gioca a Crotone. «In casa abbiamo più coraggio e convinzione; in trasferta non abbiamo fatto il salto, peròè una cosa comunissima ad altre squadre», ricorda il tecnico. Il quale però avverte: «Per raggiungere l'obiettivo bisogna fare qualcosa in più».

 

IL SECOLO XIX - LE PAGELLE - Giuliano Gnecco . RUBINHO 6 Poco impegnato ma sempre attento. Ascende in cielo per anticipare lo spilungone Pellè con il pugno e allontanare un potenziale pericolo. Poi lo stesso Pellè la mette all'incrocio; la palla è precisa ma lenta. Forse il brasiliano aveva il tempo per provare a fare qualcosa in più: perde l'imbattibilità dopo 344'. Incolpevole sul raddoppio. ROSSI 7 Parte da una posizione ancora più arretrata rispetto al solito, sulla linea dei difensori a guardia di Piccoli, che ha comunque attitudini di maggiore copertura. Poi fa il terzino su Pellicori. È perfetto in chiusura anche quando taglia a sinistra. Quando De Rosa avanza in libera uscita, si accentra pure a fare l'ultimo baluardo. Non contento, si presenta anche in zona gol e spinge. Una ammonizione lo costringerà a saltare Crotone. DE ROSA 6 Ormai quando sale in area avversaria fa venire i sudori freddi: sui calci piazzati Ola si stacca da Gasparetto per appiccicarsi alla sua maglia: in un'occasione l'ex reggino chiede anche il rigore ma Ayroldi lo ammolnisce per proteste. Milanetto frustra il suo assalto finale e ne nasce il gol del ko.  CRISCITO 5,5 Per festeggiare la convocazione per Wembley, porta via il pallone a Pellè irridendolo in palleggio: una chicca per lo spettacolo, ma non fine a se stessa. A lungo sembra Robocob: inumano, insuperabile. Salvo poi farsi sorprendere dal raddoppio di Pellicori. GALEOTO 6,5 Salvetti è l'anima e il cervello del Cesena, Gasperinilo fa seguire a uomo in ogni zona del campo. Per i 35 anni si regala una partita maiuscola, ma sfortunata: Salvetti tocca solo due pallon, il primo innesca il contropiede dell'1-0. Non a causa sua, ma finisce per decidere il suo uomo: due occasioni, due gol. COPPOLA 6,5 Corre come sempre, pressa, ringhia e rosicchia caviglie, soprattutto a De Feudis. Abbina doti di regia che mostra di rado. (12' st MILANETTO 5: entra per mettere alle corde il Cesena, invece a centrocampo ostacola l'avanzata di De Rosa perdendo palla e permettendo a Salvetti di servire a Pellicori la sfera del 2-1. Era già il terzo errore. Ha l'attenuante dell'infortunio). CAROBBIO 6 In assenza di Milanetto dovrebbe dirigere l'orchestra; preferisce invece alzare la diga per servire Coppola al quale delega l'onere di dettare i tempi. Prova, senza fortuna, la castagna da fuori. FABIANO 6,5 Anastasi si accentra lasciandogli lo spazio per affondare; in fase difensiva mette la museruola a Bracaletti. I suoi cross (da uno nasce il gol del pareggio) creano sempre allarme nella difesa romagnola. LEON 5 Dovrebbe fare la differenza, sostenere Gasparetto. Invece si vede poco, e spesso pasticcia. È sorprendentemente impreciso anche sui calci da fermo. Deve aver sbagliato la sciolina perchéè sempre per terra. GASPARETTO 6,5 Ola, gigante d'ebano, lo segue come un'ombra. A prescindere dalla fase realizzativa è il centravanti che ogni allenatore vorrebbe: va a battagliare contro gli avversari, li pressa, dà profondità. Peccato che sia poco supportato. (29' st DI VAIO sv: il suo ingresso è accolto dall'incoraggiamento della Nord da trasferta; buon segno. Va vicino al gol). BOTTA 5,5 In fase offensiva va a mettere pressione a Biserni, poi arretra facendo l'elastico. Ha però il torto di rallentare l'azione: cerca di addomesticare la palla invece di partire subito in progressione o darla via di prima (5' st GRECO 6,5: è più offensivo, ma rientra sempre a centrocampo. Segna anche il primo gol stagionale in trasferta. Ammonito, salterà Crotone).  CESENA Sarti 6; Biserni 6, Ola 6 (16' st Tonucci 6), Lauro 6, Sabato 6; Anastasi 6,5, De Feudis 6, Salvetti 7; Papa Waigo sv (5' pt Bracaletti 6), Pellicori 6, Piccoli sv (16' pt Pellè 6).  ARBITRO: Ayroldi di Molfetta 6: ci sono proteste sui due fronti; ma tiene in pugno la gara con personalità.

 

IL SECOLO XIX - Rossi: «ora 3 punti in calabria». Rubinho si difende. I giocatori. Cesena. Il danno oltre la beffa. La sconfitta in Romagna, la quinta in altrettante gare sulla via Emilia, oltre a non portare nulla in classifica, toglie anche due elementi importanti in chiave futura. Il cartellino giallo rimediato da Rossi e Greco fa entrare i due pilastri rossoblù in squalifica. Niente Crotone, quindi, per loro due. Ci sarà da verificare anche la posizione di Mimmo Criscito che sabato giocherà a Londra con l'under 21 e quindi in forte dubbio per la trasferta calabrese.  «Mi spiace moltissimo - ammette Rossi - Un peccato visto anche il risultato del Napoli che ci avrebbe permesso di rosicchiargli un punto. C'è rammarico per aver preso un gol in contropiede a due minuti dalla fine. Ci è mancata concretezza, cattiveria. Ora dobbiamo andare a vincere a Crotone».  Ma il Grifone torna con la convinzione di non aver giocato male. «Nel primo tempo siamo stati coperti e non abbiamo rischiato nulla - dice Fabiano - Stavamo facendo bene, prima dei due errori decisivi. Lavoreremo in settimana per migliorarci». Fabiano poi promuove l'accoppiata con Leon: «Abbiamo spinto molto». Resta il fatto che il Genoa torna a casa a mani vuote, una situazione alla quale neppure Rubinho riesce a credere: «Abbiamo giocato bene e subìto due reti così. Sul gol di Pellè la palla ha preso una traettoria difficile e soprattutto non interpretabile».

 

IL SECOLO XIX - Adailton recupera: «Sono prontoper giocare già a Crotone» l'attaccante al rientro. Il brasiliano punta al sorpasso "psicologico" del Napoli: «Dobbiamo approfittare delle loro soste forzate». di Giovanni Ciolina. Forlì. Se domani e dopodomani il contatto con il pallone e il lavoro specifico sul campo daranno esito positivo, mercoledì Adailton tornerà a Genoa. E domenica in campo nella delicata trasferta di Crotone. Un abbraccio atteso da tre settimane e che venerdì sera ha avuto un gustoso prologo nel ritiro forlivese del Grifone. «Non ce la faccio proprio più a stare senza pallone. Mi manca tantissimo. Ho una voglia di tornare in campo che nessuno se lo immagina» ammette il brasiliano che con il tecnico Gasperini e qualche compagno ha assistito all'anticipo tra Bologna e Mantova. Sorridente, fisico tirato, Ada rivela «di aver lavorato otto-dieci ore al giorno» nel centro specializzato di Cesenatico. «Lavoro fisico e terapie» chiarisce il mancino "de dios" che in terra di Romagna non si è fatto mancare proprio nulla. «Abbiamo lavorato sodo sotto il profilo fisico. Corsa, allunghi in salita, corsa sulla sabbia». Insomma un corso di sopravvivenza più che un periodo di cura per la pubalgia. «La cosa che mi soddisfa di più - specifica con un sorriso Adailton - sono i risultati: non sento male. Adesso sono curioso di vedere come risponde la gamba alla prova del campo E del pallone». E dopo il match del Bologna, nel quale tutti i genoani hanno fatto il tifo per il pareggio, Adailton si è appartato una ventina di minuti con Gasperini e Caneo per fare il punto della situazione. I tre hanno parlato del lavoro svolto («Spesso finivo l'allenamento con i giramenti di testa dalla fatica e poi quanta piscina») delle attese, delle speranze, delle prospettive. In particolare del possibile utilizzo già domenica prossima a Crotone: «A parte che deve decidere il mister, per quanto mi riguarda se il contatto con il pallone non creerà problemi sono a disposizione. Dal punto di vista fisico sono in grande condizione». E con la voglia matta di tornare ad essere decisivo per le sorti del campionato: «Caspita se ci credo nella serie A. Abbiamo la possibilità di accorciare la classifica e con gli stop forzati per via delle nazionali di Juventus e Napoli potremmo arrivare a metterli dietro». Un quadretto beneaugurante: «se ci riuscisse il sorpasso in queste due giornate cambierebbe il quadro psicologico della situazione. D'accordo che il Napoli dovrà recuperare, ma con l'obbligo di fare risulatato». Determinato l'Ada, attento alle ultime prestazioni della squadra. «Purtroppo il padrone dell'albergo di Cesenatico è napoletano, martedì ho dovuto vedere il Napoli, ma ho visto i gol dei miei compagni. Grandi» Ma sul momento non eccezionale della squadra sotto il profilo del gioco Adailton ha la convinzione «che ci manchino un po' i tempi, ma con il lavoro miglioreremo ancora». Certo che l'intesa con Rossi sembrava aver raggiunto livelli quasi di perfezione: «Tra noi bastava uno sguardo. Non avevamo bisogno di parlare e tantomeno di fare cose eccezionali. E Rossi quando iesce a giocare è devastante». Dalla particolare postazione televisiva il mancino del Genoa si è fatto anche la convinzione che le difficoltà di Di Vaio «siano legate esclusivamente a problemi di inserimento nei nuovi schemi. E' arrivato in un momento in cui la squadra aveva bisogno di Marco, ma era lui che aveva bisogno della squadra. Con il tempo anche lui diventerà determinante. Statene sicuri». E se lo dice Ada ilton c'è da crederci.

 

LA REPUBBLICA - Il Grifone non si accontenta e paga un errore De Rosa-Milanetto. Pasticcio al 90´, in trasferta è tabù. di Gessi adiamoli. Un´altra sconfitta in trasferta (la settima su otto complessive) per non volersi accontentare di un pareggio, che comunque avrebbe fatto classifica, ed essersi fatti colpevolmente trovare scoperti quando alla fine della partita mancavano soltanto 120 secondi. Così continua la maledizione dell´Emilia Romagna: cinque sconfitte su cinque. E fortunatamente, per quest´anno, i viaggi lungo la via Emilia sono terminati. Lo stato maggiore rossoblù, Pastorello, Zarbano, Capozucca e Blondet, al fischio finale di Ayroldi resta impietrito in tribuna. Pastorello parla al telefonino con Preziosi, rimasto a vedere la partita in tivù. Le stesse osservazioni, un po´ più edulcorate, le offre poi in diretta ai cronisti con un termine «dabbenaggine» che è estremamente significativo. Contro un Cesena rabberciato (Del Core, Ficagna, Zaninelli e Doudou i titolari assenti) che aveva nelle gambe le tre partite in sette giorni e non può affidarsi al turnover non avendo la panchina lunga del Genoa, Rossi e compagni finiscono presto per prendere in mano il pallino del gioco. Uno dei grandi spauracchi della vigilia svanisce dopo appena 60 secondi. Il velocissimo senegalese Papa Waigo si blocca, prova restare in campo, ma al 5´ getta definitivamente la spugna. Al suo posto entra Bracaletti, prodotto della Primavera del Genoa e tifoso rossoblù dichiarato. Al 17´ il Cesena perde anche l´altro attaccante esterno, Piccoli, entra Pellè, un perticone molte simile fisicamente ma anche come caratteristiche a Pellicori, e questo costringe Castori a rivedere l´impostazione tattica della squadra. Dal 4-3-3 al 4-4-2 e questo aggiustamento obbligato potrebbe mettere in difficoltà il Genoa che ha scelto di giocare con Galeoto a tutto campo su Salvetti (una sana marcatura ad uomo come quelle del calcio di una volta) e con Rossi sulla linea dei difensori. Non a caso immediatamente Gasperini fa scaldare Masiello, ma il Genoa non solo tiene (Rossi è attentissimo e fa un paio di diagonali da difensore vero) ma cresce costantemente al punto da essere padrone del campo dalla seconda metà del primo tempo. Una pressione costante, ma sterile. Tanto che Sarti, il sostituto di Turci, non è chiamato nemmeno ad un intervento. Ci vuole qualcosa di più per vincere la partita e la panchina offre a Gasperini tutte le alternative del caso. Così prima entra Greco, perché il soldatino Botta sulla linea degli attaccanti si era rivelata una precauzione inutile. Poi dentro anche Milanetto, ma al posto di Coppola per formare con Carobbio la stessa cerniera di centrocampo di Arezzo. Ma, imprevedibilmente, a passare in vantaggio è il Cesena, che intanto ha dovuto sostituire anche Ola con il giovanissimo Tonucci. La squadra, poco brillante fisicamente e con tanti titolari fuori, può comunque mettere sul piatto della bilancia un giocatore di classe cristallina. Non è un caso che il vecchio Massimiliano Salvetti ispiri entrambi i gol della squadra romagnola. Il primo gol (25´) lo firma Pellè con un gol apparentemente spettacolare, in realtà sul cross di Bracaletti, splendidamente servito da Salvetti con un magico cambio di campo, l´attaccante del Cesena colpisce con la parte superiore della testa e inventa una parabola assolutamente non prevista con la palla che va a depositarsi proprio nell´angolino. Per altro la retroguardia genoana non è esente da colpe, se sul gigante del Cesena si trova a saltare Galeoto, ovvero una differenza di statura di quasi 20 centimetri. Dentro anche Di Vaio ed il Genoa il più che meritato pareggio lo segna al 35´ con Greco che in spaccata corregge il cross dalla sinistra di Fabiano lanciato in sovrapposizione da Leon. E quello, nonostante una pressione costante in tutti i 90´, sarà anche l´unico tiro nello specchio della porta del Genoa di tutta la partita. C´è ancora il tempo per vincere e la squadra rossoblù si fa così prendere la mano. Un´incomprensione tra De Rosa e Milanetto fa da tampolino di lancio per Salvetti che resiste al fallo e pesca Pellicori troppo libero per poter sbagliare.

 

LA REPUBBLICA - L´amarezza di Pastorello "Dovevamo accontentarci". Gasperini sconsolato: "Risultato ingiusto, però lontano da Marassi dobbiamo darci una regolata". di Gessi Adamoli. Non è facile accettare la sconfitta dopo aver tenuto in mano il pallino per quasi tutti i novanta minuti, ma Giampiero Gasperini prova a fare un´analisi dell´ottava sconfitta stagionale del Genoa: «Dico la verità, mi sarei rammaricato anche per un pareggio. I due gol li abbiamo presi nel nostro momento migliore, questo risultato ci lascia la bocca amara, perché sino all´ultimo abbiamo avuto la sensazione di poter fare nostra la partita». Un solo tiro ad Arezzo (quello su punizione di Leon all´86´) e un solo tiro anche a Cesena, quello del gol di Greco. Diventa difficile vincere, quando le conclusioni verso la porta avversaria sono così poche. «Dobbiamo migliorare come incisività - ammette Gasperini - Negli ultimi 16-20 metri serve più velocità. Possiamo crescere ancora, soprattutto in trasferta dobbiamo fare di più. Occorre più convinzione, quella che c´è a Marassi e ancora manca quando giochiamo fuori casa. Dobbiamo fare ancora qualcosa per il salto di qualità». Una grande occasione perduta. «Avremmo potuto approfittare, della sconfitta del Napoli», sospira Gasperini. «Andremo a riprenderci quello che abbiamo buttato via, oggi domenica a Crotone», assicura Gasparetto. Ma Pastorello avverte che in Calabria servirà un altro spirito: «Perché oggi giocavamo contro un avversario tranquillo che non si giocava niente, ma a Crotone troveremo una squadra con il coltello tra i denti e un ambiente caldissimo». Non nasconde la sua delusione, il vicepresidente genoano: «Non riesco a darmi pace, dopo i primi 45 minuti eravamo padroni del campo. Abbiamo preso due gol in contropiede, perdendo palla e facendoci trovare scoperti. In certe situazioni servono più attenzione e prudenza. E giusto provare a vincere, ma senza andare a prendere rischi inutili. Il punto di Arezzo da qualcuno è stato criticato, ma poi avete visto quanto è stato utile». L´unica buona notizia della giornata arriva da Criscito. Sabato giocherà a Wembley nell´amichevole tra le under 21 di Inghilterra e Italia, ma il giorno dopo sarà regolarmente in campo con il Genoa a Crotone. Atterrerà a Lamezia Terme alle 23.15 e intorno a mezzanotte sarà in ritiro con i compagni. «Ci sono giocatori che arrivano dal Sud America e vanno subito in campo, può tranquillamente farlo senza problemi anche Criscito», assicurano i dirigenti rossoblù.

 

LA REPUBBLICA – LE PAGELLE - Rossi perfetto, Gasparetto non punge. Rubinho 6: incolpevole sui due gol del Cesena. Rossi 7: Gasperini decide di tenere a riposo Bega perché diffidato, in vista della partita di Crotone e così con Galeoto sulle piste di Salvetti, tocca a lui fare il difensore di destra della retroguardia a tre. E finisce per essere il migliore del Genoa, anche perché le gambe sono tornate a girare come nei giorni belli. Salterà per squalifica la partita di Crotone. De Rosa 5,5: perde la palla, anche a causa di un "blocco" involontario di Milanetto, ed il Cesena va a segnare il 2-1. Criscito 5,5: lascia libero Pellicori, accentuando troppo la diagonale difensiva, senza che nessuno scali in copertura. Galeoto 6: è singolare che tocchi a lui, il più basso della squadra, saltare di testa sul gigante Pellè (primo gol del Cesena). Nel primo tempo cancella dal campo Salvetti che ha avuto l´ordine di marcare ad uomo. Ma nella ripresa, il talentuoso numero 10 del Cesena, con grande esperienza, arretra anche il proprio raggio d´azione. E finisce così per mettere lo zampino in entrambi i gol della squadra romagnola. Coppola 6: solo onestissima partita di quantità, stupisce la sua sostituzione. Dal 12´ st Milanetto 6: Gasperini si affida alle sue geometrie per cercare di rifornire un attacco che non era riuscito a tirare in porta. Capisce che quella di Salvetti può essere pericolosa, prova il fallo ma senza riuscire a fermare l´avversario. Carobbio 5,5: ancora non riesce ad inserirsi nei meccanismi della squadra. Fabiano 6: molto bene in fase di spinta, ma la mancata copertura su Criscito, andato a chiudere centralmente, è una delle cause della sconfitta. Leon 6: sulla fascia destra proprio non riesce ad ingranare. Molto meglio a sinistra, la catena con Fabiano funziona e, non a caso, propizia il gol di Greco. Gasparetto 5,5: generosissimo a battersi su ogni pallone, ma a un centravanti si chiede anche di tirare in porta. Dal 29´ st Di Vaio sv: bocciato da Gasperini che lo fa entrare quando c´è un gol da recuperare. Botta 5,5: poche iniziative, solo lavoro di contenimento. Dal 6´ st Greco 6,5: ha ritrovato la forma fisica migliore e con il gran gol al Brescia anche il morale, ma Gasperini preferisce farlo partire dalla panchina. Entra e va subito in gol, confermando di attraversare un momento di grazia. Ma a Crotone non ci sarà perché squalificato.

 

IL GIORNALE - Genoa beffato per ingordigia. di luca Russo. La sconfitta che sa di beffa 'cercata' arriva a due minuti dal termine. Il Cesena segna in contropiede e si aggiudica i tre punti con il minimo sforzo. E ora il Genoa diventa un rebus: sta bene, domina l'incontro, ha una panchina importante, ma non conclude, o conclude poco, verso la porta. Ad Arezzo così raccolse un punto, ieri al Manuzzi nemmeno quello. Beffa cercata perché pur creando molto la squadra rossoblù si è fatta sorprendere per ben due volte sui due gol dei romagnoli che sono anche le uniche azioni della squadra di Castori nella ripresa. Succede tutto nel secondo tempo dopo che la squadra di Gasperini aveva dominato i primi 45 minuti di gioco lasciando però intonsi i guantoni di Sarti. Il Grifone va all'arembaggio, ma viene beffato al 26' da Pellé libero di colpire di testa. Quindi ritorna in partita con 'Lupo' Greco al 35', ma al 44' viene battuto da un contropiede di Salvetti che pesca Pellicori solo, soletto per il definitivo vantaggio dei romagnoli decimati in attacco già nel primo tempo per gli inforuni di Papa Waigo e Piccoli. La sconfitta sembra così figlia dell'eccessiva avidità della squadra di Gasperini di cercare a tutti i costi la vittoria dopo un pareggio, comunque importante per la classifica e conquistato nel finale. RUBINHO 5.5. Inizialmente sicuro tra i pali e nelle uscite non convince sul gol di Pellé sul quale, va detto, pesa in maniera determinante l'errore di posizione di Galeoto. Incolpevole sul raddoppio cesenate. ROSSI 6. Non è un errore di battitura. Dopo il portiere negli schemi di Gasperini oggi c'è proprio lui nell'insolito ruolo di terzino di spinta che si prodiga in perfette diagonali sulla sinistra e si immola con un giallo che gli costerà la trasferta di Crotone. DE ROSA 5.5. Sicuro negli anticipi sembra un po' troppo innamorato del suo ruolo offensivo.  CRISCITO 5. Sbaglia la diagonale su Pellicori che realizza, ma è troppo solo là dietro nel finale. Il resto della partita è normale amministrazione. GALEOTO 5. Meriterebbe sei e mezzo per l'applicazione e la percussione sulla destra. Poi però si dimentica di Pellé che segna di testa. CAROBBIO 5.5. Né carne né pesce. E' un vice prima di Milanetto, poi quando entra il regista diventa vice di Coppola. Resta un vice pur sfiorando nel finale il gol con un tiro teso. COPPOLA 6. La sua spalla ideale è Milanetto. Lotta come sempre. Dal 12 st Milanetto 6.5 Inizialmente in panca perché non al meglio mostra ancora una volta che senza di lui il film si gira male. FABIANO 7. Sulla sinistra è incontenibile, sopratutto nella ripresa quando lo va ad aiutare Leon. Dal suo piede partono cross dalla tre quarti e dal fondo. Da uno di questi Greco realizza il temporaneo pari. LEON 6. Intelligente e irrazionale, croce e delizia. Butta via alcuni corner poi conquista punizioni importanti e dà il là al gol di Greco. GASPARETTO 6. Il pennellone dipinge palloni per i compagni con le sue 'spizzate'. Le dà, ma sopratutto le prende. E l'arbitro non lo tutela neanche quando sui suoi fianchi in area romagnola compare una cintura umana. Dal 30' st Di Vaio sv. BOTTA 5.5. Sacrificato e intermittente. Dal 7'st Greco 6 Più che sufficiente per il bel gol realizzato (secondo consecutivo, ndr) che fa capire come la porta per lui sia tornata ad essere grande, ma non per il letargo in cui Lupo piomba dal suo ingresso fino al 20' della ripresa.  GASPERINI 5. Un punto a dieci minuti dal termine con il Napoli sconfitto a Crotone è risultato da portare a casa nel girone di ritorno. E invece tutti avanti e arriva la sconfitta. Non convince quando toglie Coppola. AYROLDI 5. Anche Treossi, ex arbitro e team manager del Cesena lo ammette alla fine della partita: «In almeno in una delle due cadute di Gasparetto c'era rigore». Basta il commento di un ex collega per capire che la prova di Ayroldi è insufficiente. E poi spicca il numero dei falli 26 del Cesena, 11 del Genoa a cui non corrisponde quello dei gialli sventolati: tre per parte.

 

IL GIORNALE - Il vice presidente Pastorello tira le orecchie a Gasperini L'analisi più dura questa volta spetta al vice presidente Gian Battista Pastorello e la frecciata al tecnico rossoblù non è velata da frasi di circostanza. «L'equilibrio tattico va mantenuto soprattutto nel finale dopo aver acquisito un pareggio comunque importante in trasferta» dichiara il dirigente del Genoa ed è più di una tiratina d'orecchie a Gian Piero Gasperini. «Al di là del fatto che abbiamo giocato una buona partita - ha aggiunto - la verità è che non possiamo subire due gol così in contropiede. È davvero un peccato anche alla luce di ciò che stava facendo il Napoli». L'allenatore rossoblù è amareggiato e se la prende con le circostanze. «Il pareggio avrebbe lasciato qualche rammarico, figuriamoci la sconfitta - sottolinea - È un boccone amaro. Peccato. Avevamo l'opportunità di fare un deciso salto di qualità. Abbiamo giocato bene e la partita ci è costata per qualche incertezza e qualche casualità. Dobbiamo essere più incisivi su questo credo che si debba migliorare. Negli ultimi 20 metri dobbiamo essere più veloci e concreti. Gli attaccanti devono riuscire ad avere una migliore condizione». E la negativa trasferta di Cesena porta in dote anche la squalifica di Marco Rossi. Ammonito ieri e in diffida, Il capitano rossoblù salterà la partita di domenica a Crotone.

 

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