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CAMPIONATO 2009-10 HOME >> |
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CHIEVO VERONA - GENOA 3 - 1 (2 - 0) Reti: 05' Marcolini (rig), 07' Bogdani, 66' Floccari (rig), 78' Pellissier.
CHIEVO:
Sorrentino; Frey, Morero, Yepes, Mantovani; Luciano, Rigoni, Marcolini (70'
Bentivoglio); Pinzi; Bogdani (63' Granoche), Pellissier (79' Ariatti).
(Squizzi, Mandelli, Sardo,
Abbruscato). Allenatore: Di Carlo Arbitro: Rocchi di Firenze. Ammoniti: Biava, Tomovic, Kharja, Pinzi, Yepes. Angoli 8-2 per il Genoa. Note: Al 92' Sorrentino para un rigore calciato da Floccari. Spettatori: 9.557
TUTTOSPORT
- Il turnover di Gasperini non regge al ritmo del Chievo.
Crolla il Genoa-due. Marcolini, Bogdani e
Pellissier tolgono il primato ai rossoblù. Dopo sette minuti è già 2-0. Il
rigore trasformato da Floccari, che nel recupero ne sbaglia un altro, non basta
ad avviare la rimonta. VERONA. Il Chievo non è l’Atalanta e il Genoa se ne
accorge nel giro dei primi sette minuti. Turnover a Bergamo, turnover a Verona
ma con avversario ben differente. Contro l’Atalanta era arrivata una vittoria
di misura e da applausi contro una squadra il cui valore attuale è fotografato
dallo zero in classifica. I compattissimi uomini di Di Carlo, invece, affondano
i colpi senza lasciarsi pregare: 1-0 con rigore calciato da fermo da Marcolini
(Biava trattiene Bogdani per un braccio) e 2-0 con Bogdani che approfitta della
fissità difensiva rossoblù, sublimata da un equivoco Papastathopoulos- Amelia in
area. Turnover è vero, ma non possono bastare Zapater e Moretti lasciati a casa,
più Tomovic e Fatic messi in campo dall’inizio per capire l’orrendo pomeriggio
genoano. La questione è di testa, proprio ciò che chiedeva il Chievo («Bravi noi
a partire forte, speravamo che il Genoa non facesse altrettanto: ci è andata
bene », l’analisi sintetica di Di Carlo), e si materializza per gran parte della
gara. Perché il Genoa non solo appare orribile in quei primissimi minuti ma
anche monocorde e ripetitivo per gran parte della giornata. Basti pensare che i
veronesi concedono la prima occasione al 9’ st (Sculli centrale) e vengono
superati unicamente da un rigore concesso per netto mani di Yepes. Ed è solo
sulle palle inattive che il Genoa sa creare le proprie opportunità: punizione di
Milanetto all’incrocio e secondo rigore stavolta parato da Sorrentino ( Luciano
a corpo morto su Sculli). Per il resto il solito mulinare sulle fasce, dopo gli
inserimenti di Sculli e Rossi, unito a una ricerca testarda delle vie centrali:
un invito a nozze per i difensori veronesi. PRAGMATISMO Chievo che non ha dovuto
far altro, dopo cotanto inizio, che sedersi sulla riva del fiume e attendere il
passaggio del cadavere. Opportunità che si materializza al 31’ st, quando Pinzi
ruba palla all’inguardabile Papastathopoulos, allargando per la testa di
Granoche. Appoggio per la capoccia di Pellissier e 3- 1 reso definitivo dalla
battuta molle dal dischetto di Floccari al 47’ st. Pomeriggio salutare per l’ex
capolista, e non solo in vista del confronto di con la Juventus (a proposito:
ben tornato Palladino, mancava dal 10 maggio: « Giovedì sera sarà il mio
derby»). Il pomeriggio di Verona dev’essere considerato un crocevia per quanto
riguarda gli obiettivi stagionali. Da queste parti sanno cosa voglia dire
combattere su due fronti, con relativi problemi (retrocessione nell’anno della
Champions), il Genoa deve capire che cosa vorrà fare nel futuro. E, soprattutto,
in quale competizione far maturare i tanti giovani affidati alle cure di
Gasperini. D’ora in poi sarà sempre più difficile far combaciare spettacolo,
punti ed esigenze societarie. LA MOVIOLA CHIEVO-GENOA (Rocchi): giusti i tre
rigori. C’è il rigore concesso al Chievo al 4’ del primo tempo, per trattenuta
di Biava su Bogdani. Ammonito, il difensore andrebbe espulso al 45’, quando
ferma Luciano con un altro fallo da giallo (Rocchi ha risparmiato la seconda
ammonizione anche a Pinzi). Dubbio un tocco col gomito di Morero in area
veronese su tiro di Bocchetti: distanza ridotta ma movimento del braccio
sospetto. Netto il rigore dato al Genoa al 20’ della ripresa: Yepes intercetta
volontariamente con la mano un cross da sinistra. C’è anche il secondo rigore
fischiato per i rossoblù: Luciano spinge Sculli. CHIEVO-GENOA 3-1 MARCATORI: pt
4’ Marcolini rig., 7’ Bogdani; st 20’ Floccari rig., 31’ Pellissier CHIEVO
(4-3-1-2): Sorrentino 7; Frey 6.5, Morero 6.5, Yepes 6.5, Mantovani 6.5; Luciano
6, Rigoni 6.5, Marcolini 6.5 (25’ st Bentivoglio ng); Pinzi 7.5; Bogdani 7 (18’
st Granoche 6.5), Pellissier 7 (33’ st Ariatti ng). A disp. Squizzi, Mandelli,
Sardo, Abbruscato. All. Di Carlo 7. STATISTICHE CHIEVO: tiri 11, tiri in porta
7, fuorigioco 2, angoli 2, possesso palla 31,2% . GENOA ( 3- 4- 3): Amelia 6;
Papastathopoulos 4, Biava 5.5, Bocchetti 5; Tomovic 4 (1’ st Rossi 6), Milanetto
5, Kharja 4.5, Fatic 4 ( 1’ st Sculli 6.5); Palacio 6 (10’ st Palladino 6),
Floccari 5, Mesto 5.5. A disp. Scarpi, Esposito, Modesto, Crespo. All. Gasperini
5.5. STATISTICHE GENOA: tiri 12, tiri in porta 5, fuorigioco 1, angoli 8,
possesso palla 68,8%. ARBITRO: Rocchi di Firenze 6 NOTE: spettatori 9.557 per un
incasso di 109.461 euro. Ammoniti: Biava, Tomovic e Kharja per gioco falloso;
Pinzi e Yepes per comportamento non regolamentare. Recupero tempo: pt 2’, st 4’.
Sorrentino (47’ st) para un rigore a Floccari.
IL SECOLO XIX
- Si chiude in sei minuti una storia sbagliata.
di Mauro Casaccia. PER UN TEMPO
NIENTE GENOA, POI TROPPO POCO. Verona. Partenza shock, risalita incompiuta. A
Verona, per il Genoa, il primo tempo è una storia da dimenticare, è una storia
da non raccontare, è una storia un po' complicata, è una storia sbagliata. Il
Faber che i rossoblù non vorrebbero, il Faber che dice della prima sconfitta
stagionale del Grifone in gare ufficiali. 45' da incubo, Genoa che non sembra
Genoa, subito sotto di due e con reazione debolissima. Poi, altri 45' con Genoa
che è un po' più Genoa. Trova un sorriso: Palladino è tornato in campo.
Preceduto da Rossi e Sculli, cuore rossoblù che crea l'azione del rigore per il
2-1 di Floccari. Non basta, l'ennesimo errore difensivo manda il Chievo a tre e
ricorda che il Genoa di ieri, troppo a lungo, non sembrava Genoa. «Sconfitta che
brucia, come tutte, ma che ci può insegnare», dice Gasperini. Genoa che ha da
tornare subito Genoa, perché non c'è pausa e giovedì, al Ferraris, arriva la
Juve. Al Bentegodi troppo grande, più che mezzo vuoto nelle partite interne dei
Mussi Volanti, c'è quell'aria sempre da domenica del villaggio. Invece il Chievo
non è più favola e non è più miracolo da mo'. Squadra tosta, di cui Enrico
Preziosi aveva detto giovedì: «Stiamo attenti, perché ci faranno vedere i sorci
verdi». Sono verdissimi, anche fosforescenti, già dopo 6'. Rigore per fallo di
Biava su Bogdani (Marcolini mette dentro), poi bambola generale rossoblù per il
comodo raddoppio del centravanti albanese. A lungo si gioca nel silenzio (anche
perché i tifosi del Genoa restano per 20' circa fuori dallo stadio per
protestare contro la Tessera del tifoso), tanto da sentire le voci singole che
incitano per nome Sergio (Pellissier), Lucio (Luciano) o Giampiero (Pinzi). E
quasi t'aspetti che l'esultanza, dopo l'avvio a mille del Chievo, sia di goduria
popolare, non certo da «mi me piasè a polentina», come intonano i cantastorie
della tradizione veronese, però bonaria. Invece al 2-0 si scatenano gli umori
bassi della borghesia in tribuna, orecchini di perla e collane d'insulti.
Specchio d'Italia, forse. Si sentiranno pure quegli improperi in campo, ma non è
che dèstino il Grifone dal suo torpore, eccezion fatta per una serpentina di
Floccari chiusa da Yepes in spaccata e una botta di Mesto respinta (braccio? c'è
il tocco di Morero, ma Rocchi non vede). I rossoblù fanno possesso palla e
prendono la supremazia territoriale, senza tuttavia trovare varchi, e gli uomini
di Di Carlo possono chiudersi e ripartire in contropiede, spesso creando
smisurate ansie. In avvio Gasperini - turnover annunciato - manda in campo
soltanto cinque uomini dell'undici iniziale con lo Slavia Praga: Amelia,
Bocchetti, Tomovic, Kharja e Palacio. «È necessario, con così tante partite»,
ribadisce l'allenatore. Tempo per l'assestamento, però, non c'è. Start
illusorio: al 2' Palacio conquista una punizione da posizione simile a quella da
cui Zapater ha realizzato in Europa League, lo spagnolo non c'è (neanche in
panchina, come Moretti e Figueroa è rimasto a Genova), Mesto viene servito
corto, destro di poco fuori. Dopodiché, le batoste. Al 4' contatto
Bogdani-Sokratis su palla scodellata in area sopra la linea difensiva, Rocchi
tentenna, cerca con sguardo e orecchio teso all'auricolare l'aiuto del
guardalinee, poi decide in solitaria: rigore che Marcolini trasforma con mancino
all'angolino. Al 6' traversone basso di Luciano da destra, Sokratis allarga le
braccia e fa scorrere palla chiamando l'uscita di Amelia, che non c'è, doppio
errore: Bogdani deposita in rete il 2-0. E valla a recuperare. Le ali slave del
Genoa patiscono parecchio, Fatic è messo in crisi da Luciano e Tomovic non trova
la migliore posizione come centrocampista di destra. Sokratis è disorientato e
in mezzo Milanetto e Kharja hanno difficoltà a intercettare Pinzi. Ma non è
questione di singoli, bensì tema collettivo: rossoblù disuniti e con poche idee.
Una storia sbagliata, per tutto il primo tempo. Ripresa con Rossi e Sculli (al
posto di Fatic e Tomovic), per provare a ritrovare spirito da Grifone. Il numero
7 va sulla fascia sinistra, con il 14 davanti, mentre la corsia destra è presa
da Mesto. L'occasione buona, però, è ancora del Chievo: Bocchetti salva su
Rigoni, dopo un contrasto falloso di Pinzi con Amelia, segnalato con parecchio
ritardo da Rocchi. Al 10' l'ingresso più gradito: Gasperini richiama Palacio e
manda in campo Palladino, il quale mostra voglia e solita tecnica raffinata,
sebbene difetti la condizione. Il cuore, si diceva: Rossi recupera palla, Sculli
crossa e Yepes "impazzisce" toccando di mano. Rigore, con Floccari freddo e
vincente per il 2-1. Torna il Genoa che ci crede e spinge, mettendo il Chievo
all'arrocco. Sorrentino salva su Biava, un muro respinge la girata di Palladino,
negata la favola completa. Pareggio nell'aria e invece di là, minuto 31, arriva
il castigo: Sokratis perde palla su Pinzi che piazza il traversone lungo,
Bocchetti smarrisce Granoche che fa sponda, solitario Pellissier chiude i conti.
Amelia evita la quarta sberla da Bentivoglio e compie il miracolo su colpo di
testa di Yepes. Sorrentino fa altrettanto su punizione a giro di Milanetto. Nel
recupero, su lancio di Kharja, Sculli viene atterrato da Luciano. Altro penalty,
ma stavolta Sorrentino devia il tiro di Floccari. Ultimo simbolo della storia
sbagliata, quella del Grifone al Bentegodi.
IL SECOLO XIX
- «Europa o campionato? Per ora si va a vista».
di Mauro Casaccia. Il tecnico
difende la scelta del turnover ma ammette che molte cose non hanno funzionato.
Praga non è stata smaltita del tutto. Verona. Eccesso di turnover? Problema di
approccio iniziale alla gara? Nella ricerca delle ragioni del ko brusco del
Genoa al Bentegodi, Gian Piero Gasperini non va giù duro come in altre
occasioni, vedi Bologna nella scorsa stagione, ma indica che Verona può
rappresentare un punto di aggiustamento di rotta. «Il turnover? La rosa del
Genoa è questa e va utilizzata, inserendo i tanti giovani che abbiamo,
soprattutto in difesa. Talvolta questo si può pagare. Difetto di mentalità? No,
non credo, nel secondo tempo la squadra è rientrata in partita, anche se serviva
una mezza impresa per recuperare una gara così compromessa». Mancato recupero di
energie, fisiche e mentali, dopo il match con lo Slavia Praga. Questa l'idea più
diffusa e condivisa. Che pone anche un altro quesito: prima o poi il Grifone
dovrà scegliere e dare la precedenza a una competizione? «Magari sarà così, per
ora in questo senso si va un po' a vista. In Europa è da tanto che non ci siamo,
perciò c'è un po' più di turnover in campionato, anche se non so se sarà ancora
così in futuro. Questo stop ci fa capire che dobbiamo stare attenti al
campionato, la serie A è micidiale, si può perdere ovunque. Ne parlavamo con
quelli del Chievo, loro pagarono duramente l'impegno in Europa». E il tour de
force rossoblù prosegue: «Veniamo da tre gare in otto giorni - dice il tecnico -
e adesso la Juve giovedì, poi tre trasferte come Udine, Valencia e Bologna. In
più, chi è in Europa League è molto più penalizzato di chi è in Champions, c'è
poco recupero dal giovedì alla domenica. Perciò si deve impegnare l'intera rosa,
anche per valorizzare i giovani. Bisogna avere pazienza e far crescere i
giocatori e tutto il complesso». Stamattina il Genoa torna già in campo al
Signorini di Pegli, defaticante per chi ha giocato a Verona e lavoro più intenso
per gli altri. Per giovedì, contro la Juventus, torneranno Moretti e Zapater.
Ancora assente, invece, lo squalificato Criscito. «La Juventus? Cercheremo di
fermarla per noi stessi», assicura Gasperini. Pressoché certo il turno di riposo
per Palacio, Floccari e Kharja. Nell'ordine, l'argentino: «Qualcuno, come lui -
afferma l'allenatore - non è riuscito a recuperare al meglio». Situazione,
quest'ultima, propria anche del secondo e del terzo: «Floccari e Kharja sono
reduci da infortunio. Non è vero che non sono negli schemi, però ciò li ha
rallentati e hanno bisogno di tempo». Quindi, il tentativo di pescare il bello
nel brutto: «Ci sono state molte cose negative, ma anche alcune positive: ad
esempio la forte reazione nella ripresa, in condizioni non facili». Poi, il
ritorno di Palladino: «Si allena da quasi tre settimane e ha fatto bene, per 35'
da fresco. Diversa è la situazione per l'intera gara, deve ritrovare la forma
migliore».
IL SECOLO XIX - Sculli: «Cambiare era giusto ora ripartiamo dalla Juventus». «Non possiamo giocare sempre gli stessi, se no poi entriamo in riserva. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità». Verona. «Giovedì ripartiamo». Parola di Beppe Sculli, quello che quando c'è - quasi sempre - si sente e quando manca - raramente, per fortuna - si sente ancora di più. Due rigori procurati e la sensazione che, con lui in campo, il Genoa avesse ritrovato spina dorsale e idee, identità e personalità. Già, ma cos'era successo? La risposta è una domanda: «C'era? Il rigore, intendo, perché dal campo non lo abbiamo capito bene. Ero lontano. E quando cominci così, in salita, tutto diventa terribilmente difficile». Il rigore, il raddoppio. «Il primo tempo, poi, è andato via senza grosse occasioni, né per loro né per noi. Nel secondo li abbiamo un po' schiacciati, ma avremmo dovuto tenere il 2-1 fino agli ultimi minuti e poi, magari, un episodio sarebbe saltato fuori». Invece, un altro errore. «No, tre nella stessa azione, quella del loro terzo gol. A quel punto la partita era chiusa». Un Genoa no, un Genoa 2, quello del primo tempo, che ha fatto rimpiangere il Genoa 1, quello dei titolari. Ma Beppe - che, un paio di settimane fa, aveva spiegato il miracolo dicendo: «Cambia chi gioca, ma il Genoa resto lo stesso» - stavolta deve raccontare una partita in controtendenza. «Sì, è vero, mancavamo noi della vecchia guardia. Ma non è giusto dire che il Genoa era senza l'ossatura, il telaio. Il mister ha scelto di far giocare chi ha avuto meno spazio finora. Non possiamo giocare sempre gli stessi, se no arriva il giorno che entriamo in riserva. Giusto così, giusto dar fiducia a tutti. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità». È la verità: qualcuno,deve crescere, qualcuno deve dare di più, deve meritarla la fiducia. Ma Sculli, uno capace di cambiare una partita in tandem con Marco Rossi e con l'apporto di Palladino, non vuole attribuire responsabilità. Misura le parole. Non vuole dare la sensazione di sgridare nessuno dei compagni: «Chi è qui è un giocatore del Genoa, deve essere da Genoa. E poi, noi non possiamo andare avanti su due competizioni se non ruotiamo. Il mister lo ha sempre detto: qui non ci sono titolari e riserve, qui si è tutti sullo stesso piano, tutti uguali». È una bugia, ma fa finta che non lo sia, Sculli. «Archiviamo questa partita». Archiviare e ripartire. Dalla Juventus. «Una partita in cui vogliamo dare il massimo. Abbiamo tre giorni per lavorare, per prepararci. Non ci porteremo dietro nessuna scoria. È la partita per ripartire e dimostrare che non è cambiato nulla». Certamente con i vecchi in squadra, e con Zapater e Moretti. Agli altri, il compito di provare a crescere in fretta, lavorando e copiando. Per il progetto, uno stop. Turn over sì, turn over integrale no. Sculli sorride: «Giovedì ripartiamo».
LA REPUBBLICA - Genoa, partenza choc. A Verona arriva il primo stop. Si ferma al Bentegodi la serie positiva dei rossoblù. Il Chievo va sul 2-0 dopo 7' (rigore di Marcolini e Bogdani), nella ripresa Floccari dal dischetto accorcia ma Pellissier chiude il conto di Antonio Farinola. VERONA - Il Genoa affonda 3-1 al Bentegodi contro il Chievo perdendo, così, l'opportunità di presentarsi alla sfida con la Juventus con gli stessi punti in classifica. I rossoblu pagano l'ampia assenza di titolari e, con ogni probabilità la stanchezza per l'impegno in Europa League. SQUADRA STANCA - Questa volta il turn over adottato da Gasperini non ha portato il risultato sperato sia perché Fatic e Tomovic non sono Moretti e Rossi, sia perché le fatihe di coppa e di un inizio di stagione con l'acceleratore premuto si sono fatti sentire. Gran merito va al Chievo, bravo nel sfruttare le occasioni procurate a inizio gara e ottimo nel difendere con i denti il risultato fino alla fine. UNO-DUE MICIDIALE - Al Bentegodi è subito notte fonda per il Genoa che dopo neanche 10' si trova sotto per 2-0. Ci pensa Marcolini ad aprire le marcature con la trasformazione di un calcio di rigore concesso da Rocchi per un fallo su Bogdani. Poi è il turno proprio dell'attaccante albanese che finalizza al meglio un traversone basso di Luciano dalla destra. La reazione degli uomini di Gasperini è timida e confusa e per il Chievo è facile chiudersi nella propria metà campo e difendere il risultato fino all'intervallo. Alla mezzora i rossoblu protestano invano per un fallo di mano all'interno dell'area clivense, ma per Rocchi il tocco di Morero è involontario. PELLISSIER CHIUDE I GIOCHI - Di partite rimontate nella ripresa la storia del calcio è piena. Questa, però, non è una di quelle, perché il Genoa non ha la forza nelle gambe per rimettersi in carreggiata e neanche gli ingressi di Rossi e Sculli servono a qualcosa. Il rigore trasformato da Floccari dopo 20' sveglia momentaneamente la formazione di Gasperini che nonostante il confuso arrembaggio alla porta di Sorrentino si arrende al contropiede clivense che permette a Pellissier di chiudere il match. Nel finale è Amelia ad evitare la disfatta prima salvando su una conclusione di Bentivoglio, poi respingendo sulla linea un colpo di testa di Ariatti. Gloria anche per Sorrentino bravo a deviare in angolo una punizione perfetta di Milanetto e in pieno recupero a parare un penalty calciato da Floccari. GASPERINI: ''Inizio disastroso In futuro niente turnover''. Il tecnico del Genoa amareggiato per il ko con il Chievo: ''Purtroppo la nostra partenza negativa ha compromesso la gara. Ora proveremo a fermare la Juve''. Il Genoa fallisce in maniera inattesa l'appuntamento di Verona. Contro il Chievo gli uomini di Gasperini, in formazione rimaneggiata per infortuni e turnover, perdono meritamente sganciandosi dal duo di testa formato da Juventus e Sampdoria. "Purtroppo un inizio disastroso ha compromesso la gara - afferma il tecnico dei rossoblù -. Eravamo riuscita a raddrizzarla, poi c'è stato un buon secondo tempo ma non ce l'abbiamo fatta". Forse troppi cambi, ma Gasperini sottolinea che "la rosa è questa. Dobbiamo utilizzarla perché giochiamo tante partite. Chiaro che in qualche gara possiamo pagare. Comunque non so se in futuro continuerà a essere così, cioè se faremo turnover in campionato per fare la coppa". E giovedì arriva la Juve a Marassi. "Cercheremo di fermarla". CHIEVO; DI CARLO: VITTORIA IMPORTANTISSIMA Il tecnico del Chievo, Mimmo Di Carlo, è estremamente soddisfatto per la vittoria dei suoi contro il Genoa: "Questo è un successo importantissimo - commenta l'allenatore - perchè ottenuto contro una squadra fortissima, che non ha mai mollato. Li abbiamo messi in difficoltà con i ritmi alti, dobbiamo provare a mantenere questa intensità senza concedere due rigori con ingenuità come oggi". CHIEVO-GENOA 3-1 (2-0). MARCATORI: 5'pt Marcolini (rig), 7'pt Bogdani; 20'st Floccari (rig); 31'st Pellissier. CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino 7; Frey 6.5, Morero 6, Yepes 7, Mantovani 6.5; Luciano 6, Rigoni 6.5, Marcolini 6.5(25'st Bentivoglio 6); Pinzi 6.5; Bogdani 6.5 (18'st Granoche 6), Pellissier 6.5 (34'st Ariatti 6). In panchina: Squizzi, Mandelli, Sardo, Abbruscato. All.: Di Carlo. GENOA (3-4-3): Amelia 6.5; Papastathopoulos 5.5, Biava 5.5, Bocchetti 6; Tomovic 5 (1'st Rossi 6), Milanetto 5.5, Kharja 5, Fatic 5 (1'st Sculli 6); Mesto 6, Floccari 6, Palacio 5.5 (11'st Palladino 6). (Scarpi, Esposito, Modesto, Crespo). All.: Gasperini. ARBITRO: Rocchi di Firenze. NOTE: Ammoniti: Biava, Tomovic, Kharja, Pinzi, Yepes. Al 47'st Sorrentino para un rigore a Floccari. Angoli: 8-2 per il Genoa. Recuperi: 2'; 4'
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