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CRONACHE COPPA ITALIA 2006-07

 

Stagione 2006-07  |  Cronache Partite  |   Coppa Italia   |   Tabellini    |   Immagini    |   Giocatori   |   Calendario

 

GENOA - SPEZIA 3 - 2. Un Genoa quasi interamente rinnovato negli uomini e negli schemi si presenta al Ferraris per la prima partita della stagione che conta. Ad affrontare la squadra di Mister Gasperini è la compagine di La Spezia che l'anno scorso, grazie alla magnanima generosità del palazzo nei confronti del Grifone, si è ritrovata in Serie B, certo meritatamente, ma senza passare per i play off. La formazione rossoblù scende in campo con una formazione a dir poco scontata poiché Paci, vista la sua prossima partenza per Parma, si accomoda in panchina col nuovo arrivato Longo, di Figueroa si sa mentre per Fabiano, Nieto e Rubinho non sono ancora giunti i documenti di trasferimento. Lo Spezia dal canto suo deve fare a meno di Giuliano, Zamboni, Confalone e Baù. La porta genovese, vista l'indisponibilità di Rubinho e Barasso appena guarito da un guaio alla mano, è difesa da Scarpi mentre la linea difensiva del Genoa è composta da Biasi adattato a destra, Bega centrale e il giovane Criscito a sinistra. A centrocampo Milanetto regista è supportato da Coppola mentre le fasce sono occupate da M.Rossi e Juric. Il posto di attaccante centrale viene assegnato a Greco mentre esterni sono Adailton a destra e Rivaldo a sinistra. Ad arbitrare la gara è Rossetti, appena tornato dal mondiale, che certamente non si può dire non sia il protagonista in questa gara, che conta alla fine 3 rigori e 4 espulsioni. Il Grifone attacca sotto la Sud, ma, neanche il tempo di battere, che lo Spezia al 04' si trova già in vantaggio: Grieco serve Varricchio che si libera fallosamente di Criscito ritrovandosi solo davanti a Scarpi. Lo Spezzino mette a sedere il portiere che però lo costringe a spostarsi verso sinistra, il diagonale non è irresistibile ma la palla passa in mezzo alle gambe di Bega che si era messo sulla linea di porta per cercare di respingere la sfera. 08' Il Genoa risponde e Juric subisce un fallo di Fusco al limite dell' area. Spezzino ammonito ma la seguente punizione di Milanetto viene respinta dalla barriera. 09' Ancora Genoa con Greco che in diagonale impegna Santoni alla parata. Il Genoa adesso spinge, e prima Adailton poi Rivaldo vanno al tiro anche se in modo impreciso. 17' l genovesi si guadagnano un corner, alla battuta Milanetto che trova al centro dell' area la testa di Greco che insacca imparabilmente alle spalle di Santoni. 19' Ancora il Genoa a tentare il sorpasso, gran tiro di Coppola dalla distanza ma il portiere in tuffo respinge la sfera. 20' Adailton lancia in area per M.Rossi che, nettamente sgambettato da G.Rossi, termina a terra. L'esterno rossoblù invoca il rigore ma Rosetti fa finta di niente. 22' Altro intervento alquanto dubbio di G.Rossi su Milanetto in area ma l'arbitro anche questa volta non fa una piega. 25' Scarlatto mette giù al limite dell' area Coppola e si prende il cartellino giallo. La punizione di Milanetto termina alta. 31' Greco sulla sinistra supera di slancio Fusco che lo mette perentoriamente giù. Secondo cartellino ed espulsione per il difensore bianconero. 36' Lo Spezia in inferiorità numerica si fa pericoloso nelle ripartenze, un lancio di G.Rossi in area viene deviato di testa da Guidetti e termina d'un soffio a lato. 37' Riparte il Grifone e questa volta M.Rossi con un tiro-cross manda la palla a sbattere clamorosamente sulla parte alta della traversa. 39' La difesa rossoblù si fa trovare impreparata, Guidetti sottoporta raccoglie palla e mette nel sacco ma l'arbitro fischia il fuorigioco. 43' tentativo di Criscito dalla distanza ma il portiere spezzino è pronto alla parata. Il secondo tempo inizia con Soda che si copre un po' di più inserendo Maltagliati al posto di Alessi. 48' Gasperini, mandando in campo Aurelio al posto di Bega, effettua la sua prima sostituzione che alla fine si rivelerà decisiva. 49' Ammonito Milanetto per un fallo su Grieco. Il traversone dello stesso Grieco termina a G.Rossi che spara altissimo. 50' Altro giallo, questa Volta per Coppola per un intervento su Varricchio. 51' Angolo per il Genoa battuto da Adailton con Santoni che anticipa i genoani respingendo di pugno. Ancora giallo questa volta per M.Rossi per un intervento sul suo omonimo spezzino. 55' Seconda sostituzione per i rossoblù, entra Botta al posto di Milanetto. 57' Ennesima sostituzione, entra Padoin ed esce l'attaccante Guidetti. 59' Rivaldo viene atterrato da G.Rossi che viene ammonito. 60' Aurelio imprendibile salta Nicola che lo atterra in area e questa volta anche per Rossetti è rigore. Il tiro di Adailton viene intuito dal portiere ma la palla s'insacca portando in vantaggio il Genoa. 63' Nicola stende Grieco all' limite dell' area, Adailton calcia sfiorando i pali della porta difesa da Santoni. 64' Fallo a centrocampo, arriva Coppola che, senza pensarci, lanciandola con le mani allontana la sfera sotto gli occhi dell' arbitro a cui non par vero di estrarre il secondo cartellino al centrocampista genoano con conseguente espulsione. 66' Ultima sostituzione genoana con Ambrogioni che prende il posto di un buon Rivaldo. 72' Scambio tra Aurelio e Greco con quest' ultimo che si destreggia in area e viene atterrato da Scarlato. Batte il penalty lo stesso Greco che, con un tiro angolato e basso sulla sinistra del portiere che ancora intuisce ma non ci arriva, mette a segno il suo terzo gol in due partite con lo Spezia. 75' Al limite Varricchio, spalle alla porta, girandosi viene contrastato da un difensore e termina a terra. Il fallo è fuori area ma Rossetti assegna il rigore. Alla battuta Grieco che trasforma il 3 a 2. 78' Soda ci prova inserendo Dionigi al posto di Frara. 81' Diagonale da fuori area di Adailton che termina a lato di poco. 86' Cross di Grieco, stacco di testa di Padoin con palla che termina alta. 88' Lo Spezia è molto nervoso e Grieco inveendo contro Rossetti si becca il cartellino rosso lasciando nuovamente la sua squadra in inferiorità numerica. 89' Lancio in area per Dionigi che vistosi contrastato da un difensore si lascia cadere come un legno ma Rossetti non abbocca. 89' Intervento cattivo di Ponzo sulle gambe di Greco e lo Spezia termina in 8 contro 10. In definitiva la partita non ha avuto storia se non per gli errori difensivi più che comprensivi per una squadra ancora in rodaggio (il terzetto difensivo singolarmente non ha demeritato anzi soprattutto Criscito ha destato ottima impressione. Il Genoa ha conquistato il risultato attraverso il gioco e Gasperini (ottima intuizione spostare Greco al centro dell' attacco e inserire il fresco Aurelio al momento giusto) comunque sembra aver già insegnato bene la lezione, mentre lo Spezia ha trovato episodi che ha saputo sfruttare al meglio. Diciamolo, il Grifone l'ha messo nel sottopiume dell' Aquilotto.  By Akaiaoi

Akaiaoi - 20 Agosto 2006, Genova  .......................................................................................................................

 

Genoa 3 gol, Spezia 3 espulsi. La squadra di Gasperini ha la freddezza per aggiudicarsi il derby di Marassi. I rossoblù vincono in rimonta su un’avversaria combattiva ma troppo nervosa. All’immediato lampo di Varricchio risponde subito Greco che segna la sua doppietta nella ripresa dopo il rigore di Adailton. I bianconeri di Soda finiscono in otto: cartellino rosso a Fusco, Coppola e Grieco. di Luca Palmieri. Genova. Sarà anche un cantiere aperto, con giocatori che vanno e che vengono in continuazione, ma questo Genoa, sorprendentemente, ha già un’anima di squadra. Cangiante negli uomini ma chiarissima nell’idea di cal­cio offensivo predicata dal suo allenatore Gianpiero Gasperini. E così nell’esordio a Marassi davanti ad un pubblico folto ed Enrico Pre­ziosi rientrato dalle vacanze (« Si è visto un gran gioco, un ottimo inizio per la nostra stagione », dirà soddisfatto il presidente), si toglie la sod­disfazione di passare il turno di Coppa Italia e pren­dersi la rivincita nel derby con quello Spezia che lo scorso anno gli aveva sottratto la promozione diretta in serie B. Mattatore Giuseppe Greco, autore di una doppietta e autentica nemesi degli aqui­lotti, visto che aveva già de­ciso la sfida dello scorso anno a Marassi ( e nel ritorno, vinto dagli spezzini, era assente perché prestato al Catanzaro). Un 3 - 2 che premia la maggior qualità e spregiudicatezza dei rossoblù, nei confronti di uno Spezia solido ma un po’ troppo raccolto e soprattutto eccessivamente nervoso. I bianconeri chiudono infatti in otto, avranno parecchie recriminazione nei confronti dell’arbitro Rosetti, molto deciso, ma devono rimproverarsi soprattutto di aver sentito troppo il derby. Il Genoa parte con gran slancio, ma la prima distrazione è fatale. Al 5’ Grieco, verticalizza per Varricchio, su cui il giovane Criscito ritarda in maniera imperdonabile la chiusura: l’attaccante spezzino si trova così a tu per tu con Scarpi, lo ag­gira e deposita in rete nonostante il disperato intervento in scivolata di Bega. Il Genoa soffre ma attacca con generosità e al primo angolo della partita arriva al pari: Milanetto pennella la traiettoria, Greco svetta di testa e batte Santoni, con lo Spezia che rimpiange l’assenza del marcatore Fusco, a bordocampo a medicarsi per una botta. I ragazzi di Gasperini prendono coraggio e mettono lo Spezia alle corde. Gli ospiti restano in dieci già alla mezz’ora per l’espulsione di Fusco che l’arbitro torinese punisce con il secondo giallo per un fallo su Greco. Partita con ritmi elevati, con continui capovolgimenti di fronte e, prima dell’intervallo c’è ancora tempo per una traversa colpita da Marco Rossi con un tiro cross al 38’ e per un gol annullato allo spezzino Guidetti per fuori­gioco (il guardalinee aveva già la bandierina alzata). Nell’intervallo Soda sostituisce Alessi con il centrale Maltagliati per ovviare all’assenza di Fusco e Gasperini inventa una soluzione superoffensiva: dentro Aurelio in attacco al posto del difensore Bega. Nella linea a tre arretrata va così Marco Rossi, in posizione assolutamente inedita, lui che è essenzialmente un esterno con caratteristiche offensive. Mossa da rischiatutto, ma vincente: al 15’ infatti è proprio Aurelio ad essere trattenuto in area da Nicola, Rosetti indica il dischetto e Adailton con freddezza porta in vantaggio i rossoblù. La partita sembra in discesa ma un severissimo Rosetti punisce Coppola con un secondo giallo per perdita di tempo e annulla quantomeno l’inferiorità numerica degli spezzini. L’arbitro torinese, decisissimo e preciso, concede altri due rigori, uno per parte. Entrambi i penalty vengono trasformati dal genoano Grieco ( atterrato dall’ex rossoblù Nicola) al 27’ e dal bianconero Grieco ( fallo su Varricchio). Ma le emozioni nono sono ancora finite. Lo Spezia invoca un calcio di rigore per fallo su Dionigi, ma l’arbitro torinese dice no e gli ospiti perdono la testa e altri due uomini (Grieco e Ponzo). Passa così, con merito, il Genoa che si regala la Fiorentina e la sfida al calor bianco tra gli acerrimi rivali Enrico Preziosi e Diego Della Valle. GENOA- SPEZIA 3 - 2 Marcatori: pt 5’ Varricchio, 17’ Greco; st 16’ Adailton (rig.), 27’ Greco (rig.), 31’ Grieco (rig.). GENOA (3-4-3): Scarpi; Bega (3’ st Aurelio), Biasi, Criscito; M. Rossi, Coppola, Milanetto (10’ st Botta), Juric; Adailton, Greco, Rivaldo (21’ st Ambrogioni). A disp. Barasso, Paci, Longo, Rios. All. Gasperini. SPEZIA (4-3-1-2): Santoni; Nicola, Fusco, Scarlato, Rossi G.; Ponzo, Grieco, Frara ( 33’ st Dionigi); Alessi (1’ st Maltagliati); Guidetti(12’ st Padoin), Varricchio. A disp. Rotoli, Addona, Saverino, Maa Boumsong. All. Soda. ARBITRO: Rosetti di Torino. NOTE: espulsi Fusco al 30’ pt, Coppola al 18’ st e Grieco al 43’ st, tutti per doppia ammonizione, Ponzo al 45’ st per gioco scorretto. Ammoniti: Scarlato, Greco, M.Rossi e G.Rossi per gioco falloso, Varricchio per proteste. Spettatori 15mila circa. Angoli 4­2 per il Genoa.

TUTTOSPORT - 20 Agosto 2006, Torino  .................................................................................................................

 

Il baby Genoa dà spettacolo nel derby - Vince il Genoa il derby di Coppa Italia che sarà ricordato per i tre rigori e le quattro espulsioni. Mai come stavolta, per una partita di metà agosto, il risultato era fondamentale, un viatico indispensabile per cercare di arginare quel cocktail di scetticismo e disfattismo che si stava facendo largo tra la tifoseria genoana, disorientata da un tourbillon di mercato che non sembra ancora esaurirsi. Non contava giocare bene, contava solo vincere. Invece il Genoa non solo vince, ma sciorina, soprattutto nel primo tempo, un calcio bello e moderno che non ti aspetti. E i trascinatori sono tutti ragazzini: Greco, Rivaldo e Aurelio, quando entra nella ripresa. Lo Spezia, che non ha disponibili Confalone, Bau, Zamboni, Russo e, Pelatti, si arrende solo quando resta in otto e recrimina per un contatto sospetto nelle ultime battute tra Ambrogioni e Dionigi. Sono quasi ventimila gli spettatori a Marassi con striscioni di protesta contro le "sentenze scontate dalla cupola pilotate". Grande code per entrare a causa dei tornelli, qualcuno finisce anche in tilt. Così capita che il display indichi "gradinata sud" a chi ha inserito nell´apposita fessura il biglietto di tribuna centrale. Stellini è infortunato e Gasperini per intoppi burocratici deve lasciare in tribuna Nieto, Rubinho e Zeytualev, mentre Paci va in panchina, perché davvero non avrebbe senso schierare un giocatore che ha già firmato per un altro club. La partenza del Genoa è choc, sembra il bis della partita di campionato a La Spezia in aprile. Pronti via e anche stavolta la retroguardia rossoblù si inceppa, va in crisi per un "taglio" di Varricchio, che si libera in maniera un po´ troppo energica di Criscito. L´attaccante dello Spezia evita Scarpi in uscita e fa passare la palla in mezzo alle gambe a Bega che si era posizionato sulla linea di porta. Sono passati solo 4´, la partita del Genoa dovrebbe essere tutta in salita. Invece succede quello che non ti aspetti: la squadra rossoblù esibisce una personalità, una carica agonistica ed una padronanza degli schemi voluti da Gasperini che trascina anche gli scettici. Marassi comincia a tifare in maniera assordante e succede quello che Gasperini ha auspicato sin dal giorno della sua presentazione: la squadra in campo che sappia trascinare la gente sugli spalti. Il gol del pareggio arriva al 17´ e anche in questo caso sembra un film già visto perché segna Greco (imperioso stacco aereo su corner di Milanetto) ovvero il match winner della partita giocata a Marassi nello scorso campionato. Marassi si infiamma, il Rossi genoano vola in area sgambettato dall´omonimo in maglia bianca, ma Rosetti lascia correre (20´). A quel punto, per coerenza, avrebbe dovuto anche ammonire il giocatore rossoblù. L´arrembante pressione rossoblù porta Fusco, al 30´, a commettere il secondo fallo da ammonizione. Soda ovvia all´espulsione di uno dei suoi due difensori centrali con Nicola e arretrando Ponzo sulla linea dei marcatori (poi dall´inizio della ripresa inserirà Maltagliati). Spumeggiante e spettacolare, la squadra rossoblù si fa prendere la mano e in difesa si fa pescare sovente in pericolosi due contro due. Così Guidetti prima di testa, su cross dalla sinistra di Giovanni Rossi, sfiora il palo con Scarpi immobile (33´) e poi si vede annullare un gol per un fuorigioco molto dubbio. Tra le due occasioni dello Spezia, la traversa colpita da Rossi con un tiro cross. Gasperini conferma la vocazione offensiva e dopo 2´ inserisce un attaccante, Aurelio, al posto di un difensore, Bega, arretrando ulteriormente Rossi. E proprio da Aurelio, che al 15´ costringe Nicola al fallo da rigore (impeccabile l´esecuzione di Adailton), arriva la spinta decisiva. Rosetti (il fischietto mondiale scontenta tutti) ristabilisce la parità numerica in campo con l´espulsione di Coppola (trattiene la palla prima di una punizione per lo Spezia) e nel finale espellerà anche Grieco e Ponzo. Il Genoa va ancora a segno su rigore (fallo di Scarlato su Greco, 26´), stavolta realizzato da Greco e poi si complica la vita con una leggerezza difensiva che obbliga al fallo da rigore su Varricchio, trasformato da Grieco (30´). Mercoledì a Marassi c´è la Fiorentina.

LA REPUBBLICA - 20 Agosto 2006, Genova  ............................................................................................................

 

IL GENOA FA PIANGERE LA FIORENTINA. NOTTE DA GRIFONE. di Marcello Zinola. I rossoblù, trascinati dal pubblico, si esaltano e vanno avanti in Coppa Italia. Gasperini vince la sfida con Prandelli. Decisivo l'ingresso di Longo Tiene testa ai viola per un'ora e poi colpisce con Greco. Barasso salva la qualificazione. Genova. Saluto Greco per la signora Fiorentina. Kalispera. La saluta (gol) Lupo Greco (3 gol in due partite di Coppa). E il Grifone vola. Con merito. La Fiorentina era partita subito alta e con gli affondi in velocità di Mutu (fresco della supermulta della Polstrada di Modena con ritiro di patente, 205 all'ora in autostrada) che ha messo a dura prova Bega nella prima fase di gioco, ma che gli prende nettamente le misure nella ripresa; Pasqual, Gobbi, gli inserimenti di Donadel e Jorgensen. Genoa schiacciato nel primo quarto d'ora, ma senza timori con Barasso che si dimostra subito caldo: doppia paratona su punizione di Mutu e ribattuta a colpo sicuro di Liverani. Anzi in un paio di occasioni si propone con bel fraseggio in avanti e riesce (18') a impegnare Frey con un tiro a mezz'altezza dai venti metri sospinto anche dall'ululato della Nord tornata con il mega striscione (e gran tifo) del Vecchio cuore rossoblù. Frey - neo adepto buddista, amico di Roby Baggio che con la religione ha trovato motivazioni per superare l'infortunio al ginocchio che lo ha bloccato per mesi - si allunga e ribatte quando su angolo (dopo una percussione di Adailton) Greco non riesce a prendere palla in posizione buona per tentare la soluzione vincente. Meglio Milanetto rispetto la gara contro lo Spezia. E mette in difficoltà (Dainelli, ammonito) i viola quando Botta ruba palla e sta per proporsi al tiro viene abbattuto con Frey che si accartoccia sulla punizione di Adailton. La Fiorentina era riuscita a farsi pericolosa al 25' con Pazzini (botta al volo, fuori di poco). Genoa corto e compatto, il pallino del gioco è viola, ma la difesa del Genoa è più attenta nelle coperture e a proporre la palla, sempre a terra, per il contropiede. Anche se sulla fascia sinistra Mutu e Pasqual pungono spesso come al 32' quando Pazzini gira alta una palla lavorato dal duetto "MuPa". Prandelli aveva sistemato i viola con tre (Jorgesen, Pazzini, Mutu) più avanzati e Liverani, Donadel e Gobbi a centrocampo, modificando il 4-3-2-1 in una sorta di 4-3-3 in modo da avere sempre una sorta di uno contro uno. Fidando della superiorità tecnica. Con la risposta di Gasperini che al 38' toglie Rivaldo, inserendo Longo per riequilibrare l'inferiorità numerica (una mossa che si rivelerà decisiva) a centrocampo visto che Juric era "contenuto" e costretto in una posizione troppo arretrata. Il risultato è che la Fiorentina tenta spesso di saltare i difensori rossoblù, ma sostanzialmente il Genoa tiene e Barasso si disimpegna, come la difesa, anche con alcune uscite in presa alta o in cui smanaccia fuori area la palla sui cross provenienti dal fondo, con un unico errore quando perde palla su un assist di Pasqual. Per recuperarla subito. Rossi in compenso gioca dappertutto: gli manca solo il ruolo di portiere, Greco si sfianca e dimostra quanto è mancato lo scorso anno. Il primo tempo finisce in bianco. La ripresa vede inizialmente il Genoa proporsi di più in attacco conquistando tre angoli in pochi minuti. Juric meno compresso è tatticamente importante. Complice la fatica e il caldo nella ripresa le squadre si allungano e il gioco si ribalta con maggiore frequenza. Il Genoa diventa spettacolare, la Fiorentina no. La ripartenza del gioco genoano costringe i viola al fallo (Liverani) su "Lupo" Greco. Criscito è in netta crescita e al 17' mette una palla che inquadra tutta la porta viola, sguarnita, senza che nessuno riesca a fotografarla. Al 31' il gol del Genoa: Milanetto dalla destra pennella un cross che Greco piazza di testa alle spalle di Frey: 1-0. Barasso si supera al 43' ribattendo in volo una punizione di Reginaldo (entrato a 1'0 dalla fine con Riganò al posto di Jorgense e Pazzini). L'arbitro Rizzoli è meno protagonista del Rosetti di Genoa Spezia, ma dimentica le disposizioni di Agnolin e Tedeschi quando (16') Mutu colpisce da dietro Bega che lo anticipa nettamente. Non c'è giallo e si vede la differenza di interpretazione delle direttive. Il romeno beccherà il giallo al 41' per un fallo inutile a centrocampo su Biasi. La partita nella partita: i Della Valle non ci sono. Preziosi sì. Uno striscione ("La vostra serie A dimostra lo schifo che questo calcio ci fa") sventola di fronte al gabbione dei tifosi viola. Il Genoa, ieri sera, è stato un Grifone da far sognare. Genoa - Fiorentina 1 -0 (0 - 0) Reti: nel st 31' Greco. GENOA (3-4-3): Barasso; Bega, Biasi, Criscito; M. Rossi (34' st Pedro Lopez), Milanetto, Coppola, Juric; Rivaldo (38' pt Longo), Greco, Adailton (46' st Nieto). A disp. Scarpi, Ambrogioni, Rios, Aurelio. All. Gasperini. FIORENTINA (4-3-3): Frey; Ujfalusi, Kroldrup, Dainelli, Pasqual; Donadel, Liverani (20' st Blasi), Gobbi; Jorgensen (34' st Reginaldo), Mutu; Pazzini (34' st Riganò). A disp. Lobont, Gamberini, Potenza, Montolivo. All. Prandelli. Arbitro: Rizzoli di Bologna. Note: spettatori 16.783 (incasso 219.895 euro). Ammoniti Dainelli, Mutu, Liverani, Rossi, Juric e Criscito. Angoli 6-5 per la Fiorentina. Recupero 2' e 3'. 

IL SECOLO XIX - 24 Agosto 2006, Genova  .............................................................................................................

 

     

 

LE PAGELLE. Milanetto dirige, Adailton inventa. di Giuliano Gnecco. BARASSO 7 Ci sono anche da zittire voci su possibili partenza ripaga con un doppio miracolo al 12' su Mutu e Liverani. Prosegue alla grande. BEGA 6,5 In auto Mutu spinge troppo sull'acceleratore, ma anche in campo ama la velocità. Le sue accelerazioni lo mettono in imbarazzo. Poi prende le misure, si rinfranca e annulla Mutu. BIASI 6,5 Dovrebbe dettare i tempi alla difesa, ma Prandelli prova a creargli problemi schierando il tridente per andare all'1 contro 1. In prima battuta deve tener d'occhio Pazzini, riesce anche a svolgere i compiti. CRISCITO 7 Si sdoppia fra Pazzini e Jorgensen: sempre a fronte alta, sempre con una calma invidiabile. Da applausi l'azione personale che procura al Genoa un'occasione da gol. ROSSI 6,5 Più coperto e accentrato del consueto, in marcatura su Gobbi. Avanza solo con l'uscita di Rivaldo, (34' st PEDRO LOPEZ sv: esordisce per dare maggiore copertura). MILANETTO 7 Con Liverani ingaggia un duello a base di fosforo e pressing: a Modena lo avevano ribattezzato Hannibal, e l'ex laziale capisce il motivo. Rispetto a sabato è molto più padrone del campo e partecipe alla manovra. È più lucido e costante. BOTTA 6,5 Fa il bravo soldatino, il gregario di lusso: lotta, combatte e quando prende palla la consegna a Milanetto affinché la amministri secondo quanto gli consiglia la sua esperienza. A destra quando entra Longo. JURIC 6,5 Aiuta Criscito su Jorgensen, finendo per fare il terzino. Non rinuncia però a inserirsi in avanti e alle sovrapposizioni. Nella ripresa riesce anche ad affrancarsi e avanza il baricentro. RIVALDO 6 Inizia da destra, e si trova di fronte un talento come Pasqual. Ha qualche lampo interessante, anche se ha maggiore difficoltà a sfondare. Poi finisce sacrificato per questioni tattiche (38' LONGO 6,5: si presenta con un lancio millimetrico per Adailton. Si conferma con due aperture). GRECO 7 Finta a spiazzare Dainelli e siluro di sinistro: solo con un miracolo Frey gli nega il gol. Si sfianca nel pressing altissimo; dalle sue parti arrivano un numero di palloni inferiore rispetto a sabato. E, tanto per non smentirsi, piazza un'altra incornata vincente. ADAILTON 6,5 Per mezz'ora un po' in ombra, con Ujfalusi che non gli permette di respirare. Poi pennella una punizione di quelle che calciano i grandi campioni: per sua sfortuna c'è Frey. È un diesel, parte lento. Ma finisce per creare non pochi problemi ai viola (46 st NIETO ng). FIORENTINA: Frey 7; Ujfalusi 6,5, Kroldrup 6, Dainelli 6, Pasqual 6,5; Donadel 6, Liverani 6 (20' st Blasi 6), Gobbi 6; Jorgensen 5 (34' st Reginaldo), Mutu 5; Pazzini 5,5 (34' st Riganò sv). ARBITRO: Rizzoli di Bologna 6: questa gara è più facile di quella con lo Spezia, lui comunque sembra usare più il buon senso rispetto a Rosetti. Lascia correre un paio di interventi ruvidi su Marco Rossi.

IL SECOLO XIX - 24 Agosto 2006, Genova  .............................................................................................................

 

IL SECOLO XIX - Greco: «In tv si vedrà il gol?» Prandelli applaude il Grifone. di Giuliano Gnecco. Alessandro Gaucci lancia quasi un appello: «Non la chiamerei un'impresa; la chiamerei una partita giocata davvero bene. Abbiamo dimostrato una grande organizzazione di gioco: per me conta più ancora del risultato». Preziosi aveva una gran voglia di battere Della Valle; ha promesso qualcosa alla squadra? Omar Milanetto sorride: «Diciamo che sapevamo che il presidente ci teneva molto... ». Gian Piero Gasperini ammette: «Sono molto soddisfatto e contento per il lavoro. È un gruppo nuovo, i risultati lo aiutano a credere in quello che stiamo facendo: sono professionisti seri». Il tecnico si gode i complimenti: «Cerchiamo di lavorare, ma se non avessi disponibilità sarebbe difficile. È dal 16 luglio che stiamo assieme, è difficile. Ma questi sono ragazzi che hanno voglia di fare bene; hanno dei valori: puntiamo i fari su di loro». La partita è cambiata con l'uscita di Rivaldo: «Soffrivamo in mezzo al campo - ammette Gasperini - Longo ha dato una mano a Milanetto. Eppure la Fiorentina è un'ottima squadra, determinata, non scarica: ci teneva e si vedeva. Però so che il campionato è molto diverso, equilibrato. Per ora la squadra è quella che volevo indipendentemente dal risultato». Barasso ha fatto un'ottima partita, è stato promosso anche da Mario Bortolazzi, vice del ct Donadoni: «È stato decisivo, molto bravo». Gasperini è però più cauto: «È lui il titolare? Sarò chiaro. Ma ho anche Rubinho che è un ottimo portiere. E c'è Scarpi: vedremo cosa dirà anche il mercato». Di nuovo decisivo Greco: «Credo che possa giocare in questo ruolo - confida il tecnico - Domenica avremmo Sculli; stasera avrei avuto pure Zeytulaev se non avesse avuto un risentimento in allenamento». Giuseppe Greco è euforico: «Le tv faranno rivedere il mio gol? Bene, così qualcuno si accorge di me e del Genoa. Abbiamo saputo soffrire più della Fiorentina. Tre partite in tre giorni in questo momento non sono uno svantaggio. Intanto perché andiamo avanti in Coppa, poi perché prendiamo il ritmo. Il gol? Quel pallone chiedeva solo di essere messo dentro; ho raccolto le ultime energie per saltare, e Kroldrup è rimasto un po' sulle gambe». Anche Cesare Prandelli si inchina: «Il Genoa è un'ottima squadra. Ben organizzata, pimpante, veloce. La Fiorentina? Stasera è stata una squadra snob nella quale non mi riconosco». Dopo la sgambata di stamani a Pegli, il Grifone tornerà ad Acqui Terme per preparare la partita di domenica con il Modena. Preziosi: «Grinta e bel gioco ma ora piedi per terra». IL PRESIDENTE. Va via dalla tribuna con un sorriso con doppia fila di denti. Soddisfatto? «Per la squadra e per il gioco. Contento per il pubblico e per i tifosi, per i giocatori che hanno dimostrato di avere quel pizzico di cattiveria sportiva in più di un avversario di serie superiore». Enrico Preziosi esulta e a chi gli chiede di Greco che lo scorso anno emigrò a Catanzaro risponde: «Farà molta strada. Sapevo delle sue qualità, ma devo dire che mi sorprende in meglio ogni volta di più». Scena seconda negli spogliatoi. Corridoi affollati e ambiente su di giri. Il patron esce dallo stanzone della squadra e tira fuori subito un cartellino giallo che distribuisce a chi favoleggia di una discesa nei prossimi turni di Coppa italia: «È bene tenere i piedi per terra». La soddisfazione è palese, ha avuto il successo che voleva. Si presenta Milanetto. E' vero che il presidente vi aveva dato un messaggio particolare per questa partita e per la sua rivalità con i Della Valle? «Sapevamo che ci teneva». Prandelli ha attaccato la Fiorentina definendola snob e troppo chiacchierona. Preziosi: «Ognuno guarda in casa propria, se lo ha detto... è lui il mister».

IL SECOLO XIX - 24 Agosto 2006, Genova  .............................................................................................................

 

E' GENOA, ALTRO CHE FIORENTINA. Clamorosa sorpresa a Marassi: i viola si inchinano ai neo-promossi in B. Impresa rossoblù: contro la squadra di Della Valle basta un colpo di testa di Greco. di GIOVANNI TOSCO GENOVA. Ma che bello questo Genoa! Gioca, diverte e riesce pure a vincere, eliminando, dopo lo Spezia, un’avversaria di valore assoluto come la Fiorentina. E lo fa con pieno merito, dimostrando di saper soffrire nel primo tempo, quando la squadra di Prandelli spinge, e salendo decisamente di tono in una ripresa nella quale la superiorità tattica è apparsa net­ta. L’uomo del match, anche questa volta, è stato Giuseppe Greco. Autore di una doppietta nel derby di sabato, è salito in cielo - pescato da un traversone esemplare di Milanetto - per un colpo di testa che ha lasciato annichiliti Dainelli e Kroldrup e battuto Frey: il portiere è riuscito a toccare il pallone ma non a respingerlo. Enrico Preziosi cerca di rimanere con i piedi per terra: « Non esaltiamoci per queste partite di agosto, anche perché a noi interessa in primo luogo il campionato. Però è una vittoria meritata e la soddisfazione doppia, visto che sapevamo di affrontare una gara molto difficile. Greco è stato il migliore in campo, ma Gasperini conferma d’essere un allenatore che fa la differenza » . Dentro di sé, il presidente rossoblù gongola per aver liquidato la Fiorentina del poco amato ( eufemismo...) Diego Della Valle: e intanto riflette sul­le mosse di mercato che ancora mancano per completare un or­ganico al quale ieri è stato aggiunto ufficialmente un altro tassello in attacco, Giuseppe Sculli ( « Sono felice di essere in una società importante e così ambiziosa » ) : in giornata è atte­so Lucho Figueroa, talento argentino che però sarà pronto so­lo in autunno. Consapevole della condizione fisica ancora sommaria dei suoi, Cesare Prandelli rispetto alla formazione che ha scon­fitto il Giarre ha inserito Kroldrup, Gobbi e Jorgensen al po­sto di Gamberini, Blasi e dell’infortunato Santana. A Pazzini è toccato ancora il compito di sostituire l’acciaccato Toni, ma, a parte un paio di guizzi insidiosi, l’attaccante non ha avuto una serata felice. Così, la Fiorentina s’è appoggiata quasi sol­tanto sulle spalle di Adrian Mutu, a tratti indisponente ma ta­lentuoso e di carattere. Non a caso, è stato per respingere una sua punizione che Barasso - preferito a Scarpi - ha effettuato la parata più difficile, al 43’ del secondo tempo. Il Genoa era passato in vantaggio dieci minuti prima, concretizzando una crescita evidente, contro la quale Prandelli non ha saputo tro­vare rimedio, neppure con l’innesto di Blasi per Liverani e, mosse della disperazione, di Reginaldo e Riganò per gli apa­tici Jorgensen e Pazzini. Nell’avvio abbastanza convincente, i viola sono andati vicini al vantaggio con Donadel ( conclusio­ne dal limite fuori di poco al 6’) e Liverani ( tiraccio addosso al portiere dopo una respinta corta su punizione di Mutu al 13’). Poi, però, non sono quasi più riusciti a impensierire la difesa genoana, nella quale Criscito ha confermato autorevolezza e determinazione. Gasperini ha azzeccato la sostituzione di Ri­valdo con Longo nel finale del primo tempo, perché in quel mo­do ha reso più quadrato il centrocampo e spostato in avanti il pimpante Rossi. Ordinata, con le idee chiare, la sua squadra è via via salita di tono, fino a trovare con Greco il gol che ha mandato in delirio i diciassettemila di Marassi, tutti in piedi a festeggiare i rossoblù, compreso l’ultimo arrivato Diego Lo­pez, schierato nel finale da Gasperini. LE PAGELLE - Rossi vivace, Juric tuttofare Mutu, unico viola a provarci. GENOA. Barasso 6.5: titolare a sorpresa. A volte insicuro nelle usci­te alte, compie una parata decisiva su una punizione di Mutu. Bega 6: soffre Mutu, ma alla lunga gli prende le misure. Biasi 6.5: contiene con efficacia Pazzini. Gran salvataggio al 24’ st. Criscito 6.5: gestisce con personalità la zona di competenza. Rossi 6.5: vivace sia a centrocampo, sia quando Gasperini lo porta più avanti. Lopez (35’ st) ng. Milanetto 6.5: grande lottatore. Splendido cross per l’1-0 di Greco. Botta 6: stenta in avvio, ma poi recupera parecchio. Con l’uscita di Rivaldo va a destra, dove se la cava bene. Juric 6.5: scala spesso sulla linea di difesa per controllare Jorgen­sen. Lo fa senza limitare le incursioni in avanti. Rivaldo 5.5: qualche buona giocata, però è disattento tatticamen­te. Longo (38’ pt) 6: detta i tempi. Greco 7: combatte caparbiamente. Impegna Frey dal limite e lo su­pera con un colpo di testa bellissimo per il terzo gol stagionale. Adailton 6: inizialmente spento, sale di tono col passare dei minu­ti. Nieto (46’ st) ng. All. Gasperini 6.5: in poco tempo ha già saputo dare una chiara im­pronta al Genoa. FIORENTINA. Frey 6: riesce solo a toccare il colpo di testa di Greco. Ujfalusi 6: limita la pericolosità di Adailton. Dainelli 5.5: concreto, seppure talvolta un po’ rude. Incerto sul gol. Kroldrup 5.5: funziona a corrente alternata, facendosi sorprende­re da Greco. Pasqual 6: preciso nella fase difensiva, abile a sovrapporsi a Mutu. Donadel 6: garantisce la solita razione di grinta in mezzo al cam­po. Vicino al gol dopo 6’, ci riprova nella ripresa ma è impreciso. Liverani 5.5: ordinato però poco propositivo. Ha una buona chan­ce al 13’ pt ma spara addosso a Barasso. Blasi (20’ st) 5.5: prova sen­za fortuna a dare nuove energie a una squadra stanca. Gobbi 6: disciplinato, prova anche a farsi vedere in avanti. Jorgensen 5.5: abulico nel pt, appare più incisivo dopo l’intervallo però non decolla. Reginaldo (35’ st) ng. Pazzini 5.5: un paio di spunti insidiosi, tuttavia non lascia il segno. Riganò (35’ st) ng. Mutu 6: il carattere è spigoloso, ma ha qualità da vendere. Più bril­lante nel pt, anche se nel finale costringe Barasso a una paratona. All. Prandelli 5.5: la Fiorentina è indietro fisicamente, e si vede. Arbitro. Rizzoli 6.5: direzione lucida, con giusta distribuzione di cartellini gialli. GENOA - FIORENTINA 1 - 0 MARCATORE: st 32’ Greco. GENOA (3-4-3): Barasso; Bega, Biasi, Criscito; Rossi (35’ st Lo­pez), Milanetto, Botta, Juric; Rivaldo (38’ pt Longo), Greco, Adail­ton (46’ st Nieto). A disp.: Scarpi, Ambrogioni, Aurelio, Rios. All.: Gasperini. FIORENTINA (4-3-3): Frey; Ujfalusi, Dainelli, Kroldrup, Pasqual; Donadel, Liverani (20’ st Blasi), Gobbi; Jorgensen (35’ st Regi­naldo), Pazzini (35’ st Riganò), Mutu. A disp.: Lobont, Gamberini, Potenza, Montolivo. All.: Prandelli. ARBITRO: Rizzoli di Bologna. NOTE: ammoniti Dainelli, Mutu, Liverani, Juric e Biasi per gioco falloso, Rossi per proteste. Angoli: 6-4 per la Fiorentina. Recu­pero: pt 3’, st 3’30”. Spettatori 16.783 per un incasso di 219.895 euro. Ricca tribuna con il nuovo acquisto rossoblù Giuseppe Sculli, gli ex genoani Mario Bortolazzi (ora vice di Donadoni in Nazionale) e Marco Nappi, Comunardo Niccolai (vice di Casira­ghi nell’Under 21), Gigi Cagni, Gian Battista Pastorello.

TUTTOSPORT - 24 Agosto 2006, Torino  ..................................................................................................................

 

E' UN GENOA CHE FA SOGNARE. GRECO AFFONDA LA FIORENTINA. di Gessi Adamoli. Un colpo di testa dell´attaccante e le prodezze del portiere siglano la vittoria in Coppa Italia Rossoblù in affanno nel primo tempo, poi in crescita continua Domenica prossima l´avversario a Marassi sarà il Modena. Chiamato a confermare l´incoraggiante prestazione di sabato contro lo Spezia, il Genoa concede il bis eliminando la Fiorentina da quella Coppa Italia che per la squadra viola rappresentava l´unica chance di poter disputare le coppe il prossimo anno. Domenica nella terza partita del torneo affronterà a Marassi il Modena (che ha battuto 5-4 il Mantova dopo i calci di rigore). La squadra rossoblù soffre nei primi quarantacinque minuti, ma gioca un secondo tempo di straordinaria intensità. Merito anche di una mossa di Gasperini (Longo per Rivaldo) che consente una disposizione tattica più equilibrata. È ancora Greco il match winner, ma decisivo è anche Barasso con un paio di parate capolavoro, mentre in mezzo al campo cresce Milanetto e Juric si conferma il più fedele interprete degli schemi di Gasperini. La novità sono Botta (dall´inizio al posto dello squalificato Coppola) e Barasso, ristabilito dall´infortunio al dito, che è preferito a Scarpi. Rispetto alla partita con lo Spezia, però, Rivaldo e Adailton invertono le posizioni: il brasiliano passa a sinistra lasciando al compagno, più dotato sul piano della corsa, l´onere di fronteggiare le incursioni di Pasqual. Viene così spezzato «l´elastico» Rossi-Adailton che era stata una delle soluzioni offensive più efficaci nella partita di sabato scorso. Di fronte sono due squadre che giocano in modo di fatto speculare (il Genoa contro il tridente della Fiorentina finisce, infatti, per difendere a quattro con Juric, quasi costantemente risucchiato sulla linea dei marcatori), ma è fatalmente la squadra che ha più qualità a ritrovarsi tra le mani il pallino della partita. Contro un avversario che era stato attrezzato per la Champions League (mancano Toni e Santana, ma Prandelli si permette comunque di tenere Blasi in panchina), il Genoa non riesce a disputare la gara d´attacco che Gasperini vorrebbe. Al 7´ un rasoterra dalla distanza di Donadel sfiora il palo e al 12´ Barasso è chiamato al miracolo per rimediare ad una presa non ottimale sulla punizione a «foglia morta» di Mutu. La palla è respinta proprio nei piedi di Liverani. Sembra gol fatto: alle spalle la Nord, impietrita, segue in silenzio quella che pare una sentenza ineluttabile. Liverani calcia da non più di cinque metri, ma il portiere con un colpo di reni riesce a fare scudo con il corpo e la gradinata esulta come per un gol segnato. Ma quella del Grifone non è solo una difesa passiva: la squadra rossoblù cerca, sospinta dall´incitamento della sua gente, di colpire in contropiede. Improvvise folate che provocano disagio ad una difesa molto prestantemente fisicamente e, dunque, inevitabilmente non velocissima. Al 25´ ci prova Greco, che si gira e cerca la porta da 25 metri. Frey, però, non si fa sorprendere. Ma è sempre la Fiorentina a fare la partita e Gasperini capisce che deve intervenire sul quadro tattico. Il sacrificato è Rivaldo, che al 38´ lascia il posto a Longo, non tanto per demeriti propri ma per consentire alla squadra rossoblù di ridisegnare un centrocampo che vedeva Rossi costretto a fare l´interno. Anche se l´ex giocatore del Toro ha il passo pesante ed è ancora molto lontano da una condizione atletica accettabile, dovendo anche convivere con una fastidiosa vescica sotto l´alluce del piede, il suo ingresso dà più equilibrio alla squadra rossoblù. Così la prima occasione del secondo tempo è proprio del Genoa, propiziata da Criscito, splendidamente imbeccato da Juric e bravissimo a guadagnare il fondo: Rossi e Greco si buttano in spaccata ma non ci arrivano. Il Genoa continua a crescere sino al gol di Greco (31´), ancora di testa, come il primo allo Spezia, sul cross dalla destra di Milanetto. E nel calcio ci vuole anche un pizzico di fortuna perché Aurelio era pronto ad entrare e sarebbe toccato proprio a Greco, appena la palla fosse uscita, lasciargli il posto. Ora è Prandelli a dover trovare la mossa per riportare in partita la Fiorentina. In un colpo solo cambia due dei suoi tre attaccanti: dentro Riganò e Reginaldo per Jorgensen e Pazzini. Ma l´occasione per agguantare il pareggio la Fiorentina la costruisce solo su punizione e Barasso si esibisce nel secondo miracolo della serata, volando sulla conclusione di Mutu che sembrava destinata in rete. 

LA REPUBBLICA - 24 Agosto 2006, Genova  .............................................................................................................

 

LA GRINTA DEL GENOA AFFONDA UNA FIORENTINA DA CHAMPIONS. di Luca Russo - Il Genoa di Preziosi fa le scarpe alla Fiorentina di Della Valle e nessuno si stupisca: dà più continuità al suo gioco, vince uno a zero e passa il turno di Coppa Italia prenotando la terza partita in otto giorni in programma domenica. È senza dubbio un match tra grandi, ma è bene non fare confusione. Tra il Genoa e la Fiorentina c'è qualcosa di più di una categoria di differenza, almeno sulla carta perché se da una parte c'è una squadra allestita per fare bene in serie B dall'altra c'è un gruppo che ha conquistato la Champions e che è pronto a neutralizzare quanto prima la penalizzazione inflitta dalla giustizia sportiva. Nessuna confusione però se si guardano gli spalti e se si pensa al calendario con circa 17mila spettatori in un mercoledì di fine agosto. L'atmosfera è irreale nella Nord mancano i tamburi e megafoni e i cori sono affidati allo spunto di singoli gruppetti. Prima del match parlano gli striscioni. Nella Nord sopra il tradizionale «Forza vecchio cuore rossoblu» campeggia uno striscione che , senza una firma precisa, risponde al dibattito sulla diversità di vedute nel tifo rossoblu: «Noi ci siamo e facciamo il c…o che vogliamo». Nella sud invece si punta tutto sul coinvolgimento viola in calciopoli:«La vostra serie a dimostra lo schifo di questo calcio». In tribuna oltre al vice del ct Donadoni, l'indimenticato regista del Genoa di Bagnoli Mario Bortolazzi, ecco Giuseppe Sculli che proprio ieri ha finalmente firmato il contratto che lo legherà ai rossoblù nella prossima stagione. L'attaccante, 25 anni, arriva via Juve dopo una stagione altalenante a Messina ed è in cerca della definitiva consacrazione. Assente annunciato e non rimpianto il patron della Fiorentina Diego Della Valle mentre è regolarmente al suo posto il padrone di casa Enrico Preziosi. Subito una novità. A difendere la porta rossoblu c'è il fedelissimo, Nicola Barasso, che proprio lunedì, in risposta ad alcune voci di mercato, ha dichiarato di non voler lasciare Genova. E proprio in apertura il 'peruzzino rossoblù' è costretto ad uscire di pugni su un cross dalla sinistra di un Mutu che sembra imprendibile. Poi al 12' si supera dopo un errore. C'è una punizione battuta proprio dal rumeno che passa sotto la barriera, Barasso respinge male, Liverani è in agguato, ma questa volta l'estremo difensore rossoblù allontana in maniera efficace strappando un'ovazione della Nord. Greco conferma il suo stato di forma già buono continue accelerazioni. Al 18' riesce anche a liberarsi fra tre viola per costringere Frey alla respinta. La squadra di Prandelli quando va in pressing e lo fa spesso, mostra tutto il suo bagaglio tecnico soprattutto sull'asse di sinistra. Al 27' Pazzini si gira in mezzo a due rossoblù e colpisce l'esterno della rete. Il gruppo di Gasperini non sta affatto a guardare, cerca continuamente il gioco palla a terra e non mostra timori reverenziali. Ma ancora dalla sinistra la Fiorentina fa sudare freddo con accelerazioni che mettono in condizione Pazzini di concludere verso la porta. Nel finale di primo tempo calano i viola salgono i rossoblù e la partita si innervosisce con due brutti interventi di Dainelli e Mutu che finiscono sul taccuino di Rizzoli nella lista degli ammoniti. E così poco prima della scadenza Greco riesce a girarsi per sfiorare il palo sinistro. Prima di scendere nel ventre del Ferraris c'è spazio anche per il primo cambio del match con Rivaldo sostituito da Longo. La mossa porta Rossi sulla linea degli attaccanti svincolando l'esterno dai compiti di copertura e Botta si sposta così sulla destra. Nel secondo tempo il Genoa parte forte e al 18' tutti gridano al gol quando Juric con un tocco delizioso lancia sul fondo Criscito. Il giovane, cresciuto sotto la Lanterna e arrivato in comproprietà dalla Juve, serve al centro un pallone che è solo da appoggiare in rete, ma sia Rossi che Greco sono in ritardo e così non se ne fa nulla. Tutt'altra musica invece al 31' quando arriva il gol. C'è un crossa dalla destra di Milanetto, Greco salta sopra Dainelli e Kroldrup le mani di Frey si incrociano e il pallone si insacca. Barasso azzittisce Mutu respingendo una punizione disegnata sul palo della barriera e così Davide sconfigge Golia. Anche nel calcio succede.

IL GIORNALE - 24 Agosto 2006, Genova  ................................................................................................................

 

GENOA, CUORE BRASILIANO. L'IMPRESA Il Grifo soffre ma non si arrende. Riagguanta la partita e fa esplodere Marassi. di Marcello Zinola. Modena avanti con Campedelli, Adailton fa pari allo scadere poi firma il sorpasso ai supplementari. Greco realizza il 3-1. Genova. Due di B (Spezia e Modena) e una di A (Fiorentina). Passa ancora il Genoa, ieri sera bifronte: per un'ora gioca bene nonostante l'assenza pesante di Rossi sulla destra, poi complice un erroraccio difensivo becca il gol (Campedelli al 73') e va in affanno. Si riprende e passa con un finale strepitoso e il primo supplementare in cui Modena non vede palla: due gol e un palo. Adailton zittisce gli ipercritici al 44': testa (terzo gol aereo dei rossoblù dopo quelli a Spezia e Fiorentina) su cross di Botta: è l'1-1. E al 9' del primo supplementare segna il 2-1. Greco il 3-1. Il Modena finisce in 8: espulsi Luisi e Tamburini (doppia ammonizione, buona la direzione di Ayroldi), Antonazzo fuori per infortunio. Greco fa 3-1 al 15' del primo supplementare. Longo e Aurelio centrano invece i pali. E' un Genoa che sa rimanere con i piedi per terra e dimostra di saper soffrire. Del resto il Modena fa cinque tiri in porta e passa, il Genoa mette palloni a stecca in area e soffre per recuperare. Succede. Nel primo tempo mister Zoratto, al Parma con Scala ed ex azzurro con Sacchi, lascia perdere un po' lo spettacolo e chiude stretto il Modena quando il Genoa affonda. Gli emiliani cercano l'impostazione del gioco offensivo con Tamburini, Lazzari, Colacone, Tisci e gli inserimenti di Campedelli (ottima la sua percussione sulla quale l'esordiente Rubinho esce a terra travolgendo palla e avversario). Il Genoa conferma se stesso. Fuori Rossi squalificato, Gasperini recupera il settepolmoni Coppola e mette subito dentro Sculli che va da sinistra a destra nei primi 45' per recuperare poi il fronte sinistro nella ripresa. Con Adailton e un buon Botta, Milanetto (rilevato da Longo nella ripresa) sviluppa una gran mole di lavoro soprattutto sulla destra, dove l'intesa tra il brasiliano e Botta produce più di una situazione favorevole. Sculli è già in palla (sin troppo tignoso, ammonito) e Greco conferma se stesso aprendo le danze con tre tiri pericolosi nei primi cinque minuti. Il Genoa difende con ordine nel primo tempo, meno nella ripresa. Il Modena costruisce due occasioni con azioni dalla destra del proprio fronte d'attacco, zona da dove punge maggiormente con Tamburini e Lazzari. Qui l'assenza di Rossi si fa sentire. Gli emiliani avanzano il loro baricentro per una decina di minuti tra il 20' e il 30', ma poi è ancora il Genoa, in chiusura, a costruire due occasioni clamorose (Greco e Adailton che non tira dopo un duetto Greco-Botta). Nella ripresa il Genoa parte ventre e palla a terra. Criscìto conferma il suo primo tempo e si propone con alcuni anticipi e uscite a testa alta dalla tre quarti che portano scompiglio in area modenese: con Greco è il valore aggiunto di questo Genoa. Lopez rivela Juric e Aurelio Sculli. E il Modena, che ribalta adesso di più il gioco in avanti, va in vantaggio con Campedelli (18') che beffa l'incertezza difensiva: Rubinho non esce e non chiama palla, Botta resta lì e la frittata è fatta. Gasperini toglie Milanetto, entra Longo. Il Modena prende metri, Rubinho si riscatta su una gran punizione di Tisci e un tiro dai venti metri del neo entrato Antonazzo. Il Genoa riprende la partita al 43' con Adailton che segna sotto la Nord. Supplementari. Modena schiacciato. È solo Genoa: Adailton sfiora due volte il gol e al 9' del primo supplementare segna il 2-1 segnando nella porta vuota dopo che Aurelio aveva costretto Narciso all'uscita. Greco fa 3-1. Esordio (in tribuna) anche per Lucho Figueroa: ovazione quando attraversa il prato per salire in tribuna e si incrocia con El Topa Forestieri. La rosa intanto si sfoltisce. Rimoldi sta per prendere il treno per Frosinone, Rios è entrato nel mirino della Lazio, Bacis, Rivaldo (prestito) e De Angelis scendono ad Avellino, Fusco (Arezzo o Crotone con vantaggio dei calabresi) mentre Nieto oggi parte per Verona. Il difensore centrale? Gaucci e Preziosi hanno sette piste estere. LE PAGELLE. Greco annusa il gol, Criscito un chirurgo in difesa. Sculli una macchina da cross. Rubinho sbaglia sul gol. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Con grande coraggio si lancia sui piedi di Campedelli per interrompere un'incursione che avrebbe potuto creare non pochi grattacapi; ha la peggio, però si riprende subito. Poco impegnato, sembra comunque sicuro: efficace anche se con uno stile talvolta poco ortodosso. Ma non si intende con Botta sul gol di Campedelli. Si riscatta parzialmente sulla punizione di Tisci. BEGA 6,5. Capitano di giornata per le contemporanee assenze di Rossi e Stellini. Si propone anche in avanti, anche perché non è certo Lazzari a poterlo impensierire; ma al 31', forse per un eccesso di confidenza, si lascia rubare il tempo dall'avversario che può saltare indisturbato: per sua fortuna la deviazione aerea è fuori. Esausto, finisce come centrale di centrocampo. BIASI 6. La buona prova con la Fiorentina gli è valsa la conferma nonostante il recupero di Stellini. Lui ripaga con un'altra partita pulita, senza affanni a comandare la difesa. CRISCITO 7. Ha personalità da vendere; sicuro, puntuale: è pure corretto. Esce benissimo palla al piene, si propone nelle sovrapposizioni. Partite quest'anno ne salterà poche, e ciò che più conta ha un grande avvenire. BOTTA 6,5. Resta largo a destra, lui mancino, in fase offensiva; si accentra in quella difensiva per portare il centrocampo a tre quando Juric arretra in marcatura. Delizioso il lancio in corridoio per il contropiede di Greco. Quando può taglia destro per tentare di sorprendere Narciso. Torna a sinistra con l'uscita di Juric. Ma si lascia sorprendere sul vantaggio modenese: incertezza grave, sanata in parte dal cross per la rete di Adailton. MILANETTO 6,5. Va a fare pressing molto alto, detta i tempi e copre. È il cervello del nuovo Genoa: Luisi le prova tutte per non farlo ragionare ma commette il peccato di lasciargli troppo spazio ( 20' st LONGO 6,5 : arma vincente con la Fiorentina, non riesce subito a trovare il ritmo. Poi cresce: sfiora la rete del successo nel recupero, e timbra anche un palo). COPPOLA 6,5. Fa il portatore d'acqua per Milanetto; "Ringhio" ringhia spesso pure a Campedelli, capitano del Modena che è costretto a limitare le accelerate. È lui a dare equilibrio in mezzo al campo. JURIC 6,5. Come Prandelli, anche Zoratto schiera il tridente per andare all'uno contro uno con i tre difensori rossoblù; come con la Fiorentina il croato si abbassa per aiutare la retroguardia e tenere a bada Abate. È però bravissimo ad aggredire gli spazi, e a spingersi avanti quando l'azione lo richiede ( 15' st PEDRO LOPEZ 6,5 : è nato difensore, come esterno di centrocampo inizia a prendere le misure in entrambe le fasi). ADAILTON 7. Nelle punizioni, specialità della casa, è poco fortunato. Però fa moltissimo movimento anche in ripiegamento e si propone al tiro. Più costante rispetto alle precedenti due uscite; accusa la stanchezza ma dà un'incornata pesante, seguita da quella nei supplementari che centra la traversa: allora poi risolve di piede. GRECO 7. Ormai ha preso confidenza con la porta, e quando può cerca la conclusione. È bravissimo nel difendere la palla e far ripartire il contropiede. Il gol è la ciliegina. SCULLI 6,5. Si presenta sfiorando la rete dopo appena 3': Narciso gli nega l'esordio con il botto. Però quando ingrana la marcia, Frey va subito in affanno. Scambia anche la posizione con Adailton, e non disdegna neppure il lavoro sporco nella sfiancante opera di pressing. È anche una formidabile macchina da cross. ( 17' st AURELIO 6 : va a fare la punta centrale, come era in origine. Ma ha meno spunti, eppure prende un palo). MODENA: Frezzolini; Frey 5 (11' st Antonazzo 6), Centurioni 6, Perna 6, Tamburini 6; Campedelli 6,5, Luisi 4, Tisci 6,5; Abate 6, Colacone 6 (32' st Sforzini 6), Lazzari 5 (19' st Gilioli 6). ARBITRO. Ayroldi di Molfetta 6,5: non influisce sul risultato e tiene sempre in pugno la gara.

IL SECOLO XIX - 28 Agosto 2006, Genova  .............................................................................................................

 

ADAILTON FA GRANDE IL GENOA. Segna Campedelli, poi la doppietta del brasiliano e Greco firmano il sorpasso. L’uno-due del bomber trascina i rossoblù agli ottavi di Coppa dopo 10 anni. I gialloblù emiliani chiudono in otto: espulsi Tamburini e Luisi, out a cambi terminati Antonazzo. Tra i rossoblù esordio di Sculli. di LUCA PALMIERI. GENOVA. Che contro il Modena sarebbe stato per il suo Genoa ancora più difficile ri­spetto agli esaltanti successi su Spezia e Fiorentina Gianpiero Gasperini lo aveva intuito già alla vigilia. Il tecnico rossoblù temeva infatti le tante energie, fisiche e nervose, che i suoi ragazzi avevano lasciato sul campo per vincere le due preceden­ti partite. E così è stato, ma la meritata qualificazione agli ottavi di coppa Italia, traguardo che ai genovesi mancava da dieci anni, conquistata ai supplementari vale probabilmente ancora di più. Perché il Genoa non solo ha saputo superare tut­to queste difficoltà ma ha co­munque messo in mostra le qualità che gli avevano portato applausi in questo av­vio di stagione ed ha rivelato un carattere granitico, facendogli evitare prima la beffa e poi travolgere un Mo­dena generoso e quadrato, che ha finito la partita in otto. Gasperini, oltre al portiere brasiliano, lancia dal primo minuto Giuseppe Sculli. La punta appena arrivata a Ge­nova prova subito a ricam­biare la fiducia del tecnico, già suo maestro nella Primavera della Juventus, ma al 4’ la sua pronta girata in area è bloccata con qualche difficoltà da Narciso. Al 22’ la retroguardia rossoblù si fa sorprendere da un lungo lancio dalle retrovie di Perna su cui si proietta Tamburini: cross dal fondo e il colpo di testa di Abate sfiora il palo. La ripresa vede un Genoa decisamente più aggressivo e proiettato alla ricerca della rete. I rossoblù rischiano però qualcosa al 12’ quando Sculli, ammonito solo tre minuti prima, entra in ritardo su Frey, costretto ad uscire, e non viene sanzionato del secondo giallo. L’attaccante, al debutto, è in chiaro debito di ossigeno e Gasperini al 18’ lo sostitui­sce con Aurelio. Un minuto più tardi arriva però la doccia fredda. Su un lungo tra­versone dalla sinistra di Tisci i centrali del Genoa sono in ritardo, Rubinho non esce e Campedelli ne approfitta deviando sottomisura e portando in vantaggio il Mode­na. I rossoblù rischiano però di capitolare al 22’, quando una tagliata punizione di Tisci è deviata in maniera questa volta convincente da Ru­binho. Quando tutto sembra perduto però arriva il pareg­gio che porta ai supplementari: è infatti il 44’ quando Botta crossa dalla sinistra la palla della disperazione e la perfetta torsione di testa di un Adailton piuttosto in om­bra nella ripresa non dà scampo a Narciso. Nei supplementari è un Genoa d’assalto, con la carica data dal pareggio in ex­tremis ad annullare la fatica. Il Modena, costretto a la­sciare in campo un claudi­cante Campedelli, rischia di crollare già dopo 4’, quando Adailton di testa coglie in pieno l’incrocio dei pali. E il brasiliano cinque minuti più tardi regala la qualificazione al Genoa, con un colpo di biliardo dal limite che infila la porta lasciata libera dopo una palla persa maldestramente dal portiere modenese Narciso (ironicamente convocato in nazionale dai tifosi rossoblù) e appoggiatagli indietro da Botta. Il Modena deve rinunciare prima all’infortunato Antonazzo e poi a Tamburini, espulso per un fallaccio su Coppo­la, e allo scadere del primo tempo supplementare i pa­droni di casa chiudono il conto con un diagonale dal limite di Greco. Ora ai rossoblù toccherà l’Empoli a no­vembre, avversario di categoria superiore ma alla portata. GENOA-MODENA 3-1 (DTS)  MARCATORI: st 18’ Campedelli, 43’ Adailton; pts 9’ Adailton, 15’ Greco. GENOA (3-4-3): Rubinho; Bega, Biasi, Criscito; Botta, Coppola, Milanetto (21’ st Longo), Juric ( 15’ st Lopez); Adailton, Greco, Sculli (17’ st Aurelio). A disp.: Barasso, Ambrogioni, Stellini, Nieto. All.: Gasperini. MODENA (4- 3- 3): Narciso; Frey ( 12’ st Antonazzo), Centurioni, Perna, Tamburini; Campedelli, Luisi, Tisci; Abate, Colacone (33’ st Sforzini), Lazzari ( 19’ st Gilioli). A disp.: Frezzolini, Ungari, Baldo, Bentivoglio. All.: Zoratto. ARBITRO: Ayroldi di Molfetta. NOTE: espulsi Tamburini (13’ pts) per gioco falloso e Luisi (14’ sts) per proteste. Ammoniti Sculli, Coppola, Antonazzo, Perna e Criscito per gioco falloso, Narciso per comportamento non regolamentare. Angoli 7- 3 per il Genoa. Recu­pero: pt 2’, st 4’. Spettatori 15.097 per un incasso di 188.879 euro

TUTTOSPORT - 28 Agosto 2006, Torino  ..................................................................................................................

 

     

 

GENOA, AVANTI CON IL CARATTERE. ADAILTON SHOW, MODENA PIEGATO (3 - 1) AI SUPPLEMENTARI. I rossoblù dominano la partita ma vengono beffati, il pareggio arriva solo a 2 minuti dallo scadere. Ma Preziosi pensa ancora ai rinforzi, in arrivo nelle prossime ore un nuovo difensore centrale. di Gessi Adamoli. Cuore, carattere e anche quel pizzico di buona sorte che non guasta. Il Genoa di Gasperini va avanti in Coppa, dopo aver stroncato il Modena nei supplementari e aver acciuffato il pareggio a 180 secondi dal 90'. Sono 120' di passione. Parte all' attacco la squadra rossoblù, e va subito vicino al gol: il colpo di tacco di Adailton permette a Botta di guadagnare il fondo e sul cross al centro grande lavoro di Sculli che difende la palla e riesce a girarsi, ma la sua conclusione è respinta da Narciso. Sono passati solo 3', nonostante un inizio certamente incoraggiante il Genoa non riesce a ripetere il gioco spettacolare delle precedenti partite di Coppa, nonostante l'inserimento di Sculli neo aquisto e in campo dal primo minuto, non comporti alcuna crisi di rigetto.. Anzi, proprio l'ex messinese è uno dei più intraprendenti. Buona tecnica e grande velocità propone "tagli" continui al centro o, in alternativa, cross a ripetizione. Insomma è una sorta di prova generale di quello che aspetterà il Genoa in campionato. Così il 4-3-3 del Modena in realtà sul campo è un 4-5-1 con Abate e Tamburini spezzo e volentieri sulla linea dei centrocampisti a formare un vero e proprio muro a protezione della linea dei difensori. Senza Rossi, squalificato, tocca a Botta, un mancino, presidiare la corsia di destra a sostegno di Adailton. Proprio un'incomprensione tra Botta e il brasiliano in fase di copertura lascia tutta la fascia a Tamburini: cross sul secondo palo, ma il colpo di testa di abate non centra la porta (22'). E, poco prima l'esordiente portiere brasiliano Rubinho era stato costretto a buttarsi tra i piedi di Campedelli. Un uscita da kamikaze che ha ricordato quella di Buffon su Kakà della scorsa estate ma per fortuna senza le stesse conseguenze. Subito a testa bassa il Genoa nella ripresa, deciso a fare breccia nel muro del Modena. Gasperini tenta la carta Aurelio(per l'esausto Sculli) il giocatore che aveva cambiato la partita con lo Spezia. Ma non c'è il tempo per capire se è la mossa giusta. Il Modena infatti nella prima controffensiva del secondo tempo passa infatti in vantaggio (18'): il cross dalla sinistra di Tisci trova la difesa genoana impreparata e Campedelli al volo, in spaccata, fa centro. Il Genoa accusa il colpo, Rubinho deve volare sulla punizione di Tisci (23') e soprattutto ci sono spazi invitantissimi per il contropiede che però il Modena non sà sfruttare. Il cuore del Genoa strappa il pareggio a 2' dal 90'.: cross di Botta e colpo di testa sotto misura di Adailton. La decisione arriva ai supplementari che il Genoa gioca con lo zoppo (Bega sulla fascia a fare numero) come nel calcio dei pionieri. Non c'è fortuna per Adailton: clamorosa traversa, ancora di testa, da pochi metri. Ma il brasiliano non perdona al 9' del primo tempo supplementare dopo che in uscita Narciso aveva perso il pallone in maniera maldestra. . Palo di Longo da 20 e, all'ulimo minuto del primo tempo supplementare, gol di Greco, su assist di Pedro Lopez, che chiude definitivamente il match. Anche perché il Modena che ha perso Antonazzo per infortunio, resta in 9 per l'espulsione di Tamburini. Poi a finire negli spogliatoi sarà anche Luisi. Oggi incontro fondamentale in Lega con all' ordine del giorno il no delle società alla serie B al sabato (promotori Genoa e Napoli). Preziosi che sarà rappresentato dall'amministratore delegato Alessandro Zarbano, ancora ieri ha avuto un colloquio telefonico con Matarrese il presidente della Lega Calcio: possibile il compromesso con il campionato di B messo in coda alla A alle 19 (o alle 17). Quanto al mercato in arrivo 1 o forse anche 2 difensori centrali. "credevo di essere a posto - confida Preziosi dalla Sardegna - avevamo chiuso con Di Loreto per 2 anni di contratto per 550 mila euro, poi mi ha chiesto 3 anni a 500 mila euro. Poi ha rilanciato ancora: 3 anni per 600 mila. E allora l'ho lasciato andare. Non per i soldi, ma perché nel Genoa non vogliamo mercenari. E, comunque credetemi, le alternative non mancano. La sorpresa - Sculli - Il neo acquisto rossoblù è stato uno dei migliori in campo, almeno fino a quando è stato sostenuto dal fiato. Il sacrificio - Botta - Il giovane centrocampista, mancino è costretto a giocare a destra per l'assenza di Marco Rossi ma se la cava. Eroico - Bega - Il difensore finisce zoppo in una serata più difficiledi quanto si potesse pensare. La conferma - Greco - Ancora un gol pesante per l'attaccante già decisivo contro la Fiorentina e contro lo Spezia

LA REPUBBLICA - 28 Agosto 2006, Genova  .............................................................................................................

 

IL GENOA 2 LIMITA I DANNI. COPPA ITALIA. Rossoblù sconfitti di misura a Empoli. Longo sfiora il pareggio nel finale. Decisivo un errore della difesa. Esordio per Forestieri e Borghese. di Giovanni Ciolina. Empoli. Che effetto fa vedere Tosto con la maglia azzurra e il numero sei sulle spalle. Fa un effetto strano. Ai tifosi genoani (alcune centinaia) arrivati al Castellani per incitare i suoi. Ma anche ai padroni di casa che lo riabbracciano dopo sette mesi di assenza per un grave infortunio (menisco e legamenti). Alla fine risulterà tra i migliori anche se ancora alla ricerca della condizione migliore. E di fronte al suo ritorno in campo anche la sconfitta sembra avere un sapore meno aspro. Vince l'Empoli (gol dell'esordiente Iacoponi), ma è sconfitta rimediabile a Marassi in chiave qualificazione. E c'è anche una grande novità, confortante in prospettiva: l'esordio in partita ufficiale del giovane talento Forestieri. Certo dal Genoa 2 ci si aspetta qualcosa di più sotto il profilo del gioco anche se la ripresa appassiona più dei primi 45'. E il Genoa va per ben quattro volte vicino al pari con Borghese (11' e deviazione di Bassi), Biasi (erroraccio) e due volte Longo. In pieno recupero, poi, Bassi si supera su Lopez. È gara di coppa Italia che a guardare formazioni e dichiarazioni d'intenti interessa poco o nulla a tutti. Per Tosto invece è una tappa importante. È il riaffacciarsi nel calcio che conta «nella speranza di tornare utile nella seconda parte di campionato». In casa rossoblù sono invece molti gli osservati speciali. Per motivi differenti, ma gli undici in campo hanno qualcosa da dimostrare a Gasperini. A cominciare dagli unici due titolari che il tecnico manda in campo dal primo minuto: Coppola e Greco. Entrambi devono ritrovare quella condizione che ad inizio stagione aveva fatto tremare gli avversari. Soprattutto Greco è in una fase in cui non tutto gli riesce con facilità. E Marzoratti diventa un ostacolo spesso insidioso. Il bomber rossoblù lotta e ci prova in tutti i modi a recuperare la condizione fisica minata da quel malefico dolorino al flessore della coscia sinistra che per due volte lo ha costretto a dichiarare forfeit nelle prime dieci giornate di campionato. E in una partita in cui il risultato conta poco o nulla Gasperini cerca di raccogliere anche il minimo messaggio in chiave campionato. Ecco che Pedro Lopez, da esterno destro difensivo, non se la sbroglia male e si candida per una maglia da titolare per l'Albinoleffe. Insomma singolarmente il Genoa non dispiace anche se per mille motivi la partita non è certo esaltante. Chi gioca meno, in entrambe le compagini, per lo meno mostra impegno e volontà di mostrarsi ai rispettivi tecnici. Ne esce fuori una gara piacevole anche se dai contenuti tecnici deficitari. Ci provano Ficini e Eder su sponda empolese, Longo e Coppola tra i rossoblù a fare ordine: con effetti non eccelsi. Il risultato migliore nella prima frazione è un contropiede di Gasparetto (imbeccato da Eder) al 24' che chiama Pozzi alla conclusione quasi scontata. Rubinho tocca in angolo. Mentre il vantaggio allo scadere di tempo è la solita disattenzione difensiva genoana. Il Genoa si fa vedere con un paio di conclusioni da fuori di Botta e Greco, ma la manovra stenta a decollare secondo ritmi e temi rossoblù. Così si vede spesso la palla che sorvola il centrocampo rossoblù e gli attaccanti impossibilitati a giocare palloni allettanti. Nella ripresa Gasperini mescola i fattori e il risultato cambia. È un Genoa più aggressivo e soprattutto con la voglia di rimediare ad uno svantaggio che peraltro, se resta in questi termini, è sicuramente rimediabile. Empoli si chiude dietro, difende il golletto di Iacoponi, mentre il Genoa crea almeno tre occasioni che renderebbero più giusto il pari. L'ultimo sussulto (90') lo crea Longo con un sinistro che sfiora il palo. GASPERINI «Meritavamo di segnare un gol». di: Giovanni Ciolina. Promossi i difensori Pedro Lopez e Borghese. Empoli. Il fisico è degno di un granatiere. Dall'alto del suo metro e novanta (e forse qualcosa di più), Martino Borghese, 19 anni, dimostra però di essere un ragazzo con i piedi per piantati per terra. «Il mio sogno è di riuscire a diventare un calciatore. Ringrazio Gasperini e Torrente. Certo che se quel colpo di testa fosse entrato in porta l'avrei dedicato alla mia famiglia e ai due tecnici». Riconoscenza: è quella che il difensore nato a Basilea e poi trasferitosi a Roma (9 anni) e Milano (6) ha per i suoi maestri. «Corradi mi ha fatto diventare uomo. Torrente è un allenatore fantastico. Mi rivedo in lui come testa. Ho la stessa mentalità di Vincenzo». Martino Borghese però non dimentica Claudio Onofri. È grazie a lui se non è diventato blucerchiato: «Mi hanno visto prima loro, ma è stato Onofri a portarmi al Genoa». E per un giovane che si dice pronto in caso di chiamata per sabato a Bergamo, c'è anche tempo di fare autocritica: «Potevo fare meglio». E il professor Gasperini sembra riservare solo bei voti per i suoi ragazzi: «Li ho dati i voti e molto alti. E' stata una partita piacevole anche se un gol per noi ci stava. Il portiere avversario ha fatto due paratone. Poi purtroppo quella più facile l'abbiamo messa fuori». In effetti il Genoa replica con una ripresa ricca di occasioni ad un primo tempo non bello. «Avversario ostico - ammette Cagni - Nella ripresa avrebbe meritato il pareggio, ma il calcio è così. Il Genoa comunque è un bel gruppo e merita il primato in classifica: per esperienza e qualità tecnica». E Gasperini? Il tecnico attende notizie dall'infermeria, ma intanto garantisce «l'esistenza di alternative per la difesa. Le indicazioni per sabato ci sono state». E per quanto riguarda il secondo tempo ha elogi per tutti: per Pedro Lopez, Juric, Longo. «Borghese? Disinvolto. Fisicamente ci ha dato tanto». LE PAGELLE. Biasi si addormenta, Zeytulaev non convince. Botta ovunque. di Giovanni Ciolina. RUBINHO 6,5 Un intervento decisivo su Pozzi ormai a portata di godimento. L'urlo di gioia rimane in gola all'ex milanista. Ed è l'unico intervento degno di questo nome a cui è chiamato. Incolpevole sul gol. LOPEZ 6 È uno dei tanti osservati speciali e pur senza eccessivi squilli di tromba esegue diligentemente il compitino assegnatogli di presidiare la fascia destra della difesa. Avanzato di una ventina di metri contiene Gasparetto e in pieno recupero sfiora il gol. BIASI 5,5 Parte nel suo ruolo preferito (da centrale) e comincia con un paio di chiusure precise e puntuali su Pozzi. Si addormenta nel finale di tempo quando Pozzi dalla destra pennella un pallone d'oro per l'inserimento del difensore Iacoponi. Dario è in ritardo. Sorpreso. Nella ripresa si divora un gol di testa già fatto. Incredibile. STELLINI 5,5 Spartisce con Biasi le responsabilità del vantaggio empolese e pur senza particolari errori il mancino rivela un po' di ruggine da panchina. Avrebbe bisogno di giocare con maggiore continuità. BOTTA 6 Parte a destra e si trova a contrastare il granatiere Gasparetto. Il rosso ci riesce con sufficiente continuità: con le buone o con le cattive. Spinge poco, però. La sua ripresa è alla Adailton: Gasperini lo piazza a fare la mezza punta. COPPOLA 6 Non è in un gran momento di forma e il tono non esaltante della sfida non lo aiuta certo a brillare. Mette in campo la solita razione di carattere, ma spesso predica nel deserto (FABIANO 6: il solito pendolino della fascia sinistra). LONGO 6 Comincia benino, poi si perde in un centrocampo che fatica a creare. E se il pallone va spesso sul dirigibile dei lanci lunghi qualche colpa è anche sua. Cresce alla distanza. JURIC 5,5 Comincia regalando l'impressione di voler spaccare il mondo, si batte con foga, ma porta troppo il pallone con il rischio di rallentare la manovra e renderla prevedibile. Insomma la copia del croato visto sabato con il Crotone. Come sottolinea Gasperini ha bisogno di giocare. ZEYTULAEV 5,5 Parte a destra e Tosto è un fortino inespugnabile. Il tecnico lo sposta a sinistra e la musica cambia poco. Da quella maledetta trasferta in Bangladesh con la nazionale uzbeka, Gasperini si è ritrovato un giocatore ancora più sfasato. Non riesce a mostrare i suoi pregi che sono tanti (FORESTIERI SV: un esordio rimedia subito non cartellino giallo). GRECO 5,5 Gioca la prima frazione nel ruolo di puntero centrale, ma dà l'impressione di essere svogliato. Fatica a superare l'avversario. È un momento così, ma nessun dramma, per cortesia (BORGHESE 6: Esordio stagionale che rischierebbe di diventare storico se Bassi non si superasse su una sua inzuccata da pochi metri). DIOGO TAVARES 5,5 Da esterno offensivo non è certo incisivo come in vece risulta quando gioca al centro dell'attacco. EMPOLI Bassi 6.5, Iacoponi 6.5, Marzoratti 6, Ascoli 6, Tosto 6.5, Ficini 6, Musacci 5.5 (Pizza ng.), Eder 6 (Cesaretti ng), Buzzegoli 6 (Arcidiacono ng.), Gasparetto 5.5, Pozzi 6. EMPOLI - GENOA 1 - 0 (1 - 0) Rete: nel pt 45' Iacoponi. EMPOLI (4-2-3-1): Bassi; Iacoponi, Marzoratti, Ascoli, Tosto; Musacci (32' st Pizza), Ficini; Eder (19' st Cesaretti), Buzzegoli (12' st Arcidiacono), Gasparetto; Pozzi. A disp. Pelagotti, Lucchini, Matteini, Vanigli. All. Cagni. GENOA (3-4-3): Rubinho; Lopez, Biasi, Stellini; Botta, Coppola (1' st Fabiano), Longo, Juric; Zeytulaev (25' st Forestieri), Greco (3' st Borghese), Diogo Tavares. A disp. Russo, Milanetto, Sculli, Adailton. Arbitro: Romeo di Verona. Note: angoli 8-5 per il Genoa. Ammoniti Pozzi, Cesaretti, Pizza e Forestieri. Recupero 0' nel primo tempo e 5' nella ripresa. Allo stadio Castellani di Empoli erano presenti almeno un centinaio di tifosi rossoblù.

IL SECOLO XIX - 09 Novembre 2006, Genova  .........................................................................................................

 

     

 

IL GIORNALE - GENOA VOLENTEROSO MA SFORTUNATO. Ai toscani basta un gol per piegare una squadra priva di troppi titolari. di Luca Russo. Un tempo a testa, ma quello che conta è dell'Empoli. In un Castellani lunare, quasi deserto, figlio di una Coppa Italia da rivedere, è la squadra dell'ex Gigi Cagni ad imporsi grazie alla rete di Iacoponi allo scadere dei primi 45 minuti. Nella ripresa più Genoa, complici i cambi, maggiore spinta, ma poche conclusioni. E ora al ritorno, il 6 dicembre al Ferraris, servirà una vittoria per passare gli ottavi di finale. Rubinho 6 Bravo a respingere una conclusione ravvicinata di Pozzi. Incolpevole sul gol quando la difesa si spalanca. P.Lopez 6 I pericoli nascono soprattutto dalla sua parte. Gasparetto è un brutto cliente e ci mette poco a scoprirlo. Nel finale impegna il portiere dell'Empoli in una paratona, Biasi 5.5 Incerto quando subisce la pressione offensiva dell'Empoli di Coppa e sul gol. Stellini 6 E' il capitano della barca, ma il timone traballa. Botta 6.5 Parte determinato, lavora spesso in copertura e così sulla destra viene meno la solita spinta anche se la prima conclusione è la sua. Nella ripresa cresce. Coppola 6 Sembra avvertire la mancanza del suo solito partner Milanetto lasciato in panchina in vista del campionato. (Dal 1'st Fabiano 6.5 Con il suo ingresso il Genoa diventa più imprevedibile). Longo 5.5 Volenteroso, ma spesso in ritardo. Ci prova con la bomba dalla distanza su calcio di punizione che supera la barriera, ma si infrange sulla caviglia di Marzoratti. Juric 6.5 E' una delle note positive della serata copre e spinge. Sembra essere tornato quel giocatore che Gasperini portava in palmo di mano a Crotone. Zeytulaev 4.5 Ha la grande chance di mettersi in mostra, ma la getta via. Elias sembra un corpo estraneo e anche nel secondo tempo quando ha più spazio non ne approfitta. (Dal 25' st Forestieri 6 Si presenta con un tiro dalla distanza). Greco 6 Lotta anche se a volte si innamora un po' troppo del pallone cercando improbabili conclusioni e colpi di tacco. Esce in vista di sabato (dal 2'st Borghese 6.5 Con il suo ingresso la difesa rossoblù cambia fisionomia diventando a 4. Sfiora il gol di testa sugli sviluppi di una punizione) Tavares 6 Inizialmente appare spaesato per una posizione che non è la sua. Rispetto a Brescia gioca infatti a sinistra poi con l'uscita di Greco si accentra. Gasperini 6 Il suo turn over è obbligato. Dopo i cambi il Genoa gira meglio. Romeo 6 Nella ripresa scopre i cartellini, nel Genoa ammonisce Stellini, spezzando il gioco.

IL GIORNALE - 09 Novembre 2006, Genova  ............................................................................................................

 

GENOA ADDIO COPPA. Rinforzi dal Brasile Decisivo l’errore di Rubinho Oggi prova Flavio, ex Santos. di Giovanni Ciolina. GENOVA. «Ma che uscita ha fatto?» domanda Enrico Preziosi al responsabile dell'area tecnica Alessandro Gaucci. Un colloquio tra primo e secondo tempo che rivela l'umore del presidente rossoblù per l'andamento della partita. Anche lui, in effetti,aveva cominciato a fare la bocca alla trasferta a San Siro contro l'Inter. Come tutta la tifoseria. E il sapore era quello dolce del sogno e dell'ennesimo incasso. Ma l'intervento di Rubinho su Pozzi lanciato in area è tanto scomposto quanto inutile. Sicuramente decisivo. E così dopo 18' la sfida si fa in salita. Anzi, tanto dura il sogno del Grifone di strappare il visto per i quarti. Il gol dal dischetto decide la sfida. Purtroppo resta forse il rammarico di non aver creduto prima nella possibilità di passare il turno. E se la Coppa Italia aveva rappresentato lo stimolo iniziale per un avvio d'annata strepitoso, adesso si rivela una delusione. Gasperini prova tutti gli elementi a disposizione anche e soprattutto in vista del mercato invernale. Pedro Lopez, Zeytulaev e Diogo sono gli osservati speciali. Ma l'attenzione è in particolare su Forestieri, il sedicenne di Rosario che il tecnico torinese manda in campo dall'inizio. I mezzi ci sono e sono sotto gli occhi di tutti (tecnici nazionali compresi),ma la prestazione del ragazzino non è esaltante. Così si rischia solo di bruciarlo. La fretta è cattiva consigliera, raccontano i vecchi, e l'impiego costante per un anno nella formazione Primavera è forse il mezzo migliore per consentire al talento rossoblù di maturare e crescere. L'inserimento deve essere graduale. Lo stesso Gasperini nella ripresa preferisce inserire Adailton per tutelarlo e provare a ribaltare un risultato che nella prima frazione è negativo. Nonostante tutto per venti minuti il Grifo crede nella possibilità di ribaltare il risultato negativo (0-1) dell'andata. L'avvio è incoraggiante. La squadra gioca un calcio discreto, senza fuochi artificiali ma sicuramente redditizio, al punto da portare Diogo Tavares per ben due volte (10' e 12') alla conclusione. Il tempismo del portoghese è felino; la mira un po’ meno. Bassi si limita ad osservare il pallone che sfiora i pali. Atteggiamento che per forza adotta anche al 7'quando il sinistro al giro di Juric sfiora il palo alla sua destra. Il sogno dura poco. La doccia fredda del rigore procurato e trasformato da Pozzi manda in confusione una squadra già non brillantissima. Botta (migliora nella ripresa) e Juric non riescono a ripetere la prova di venerdì con la Juventus e anche Longo fatica a prendere in mano le redini del centrocampo. Il centrocampista napoletano non si rivela in serata anche nelle conclusioni: al 31' ciabatta un buona palla che gli arriva dalla fascia. Nella ripresa Gasperini prova a invertire la dinamica della sfida inserendo Adailton per Forestieri e Greco per Zeytulaev. I risultati non cambiano, ma i fischi del pubblico che accompagnano l'uscita dal campo dell'uzbeko suonano come una bocciatura ben più pesante di qualsiasi critica. L'impressione è che Zeytulaev fallisca l'occasione per rimanere sulla navicella rossoblù fino a fine stagione. Anche la conferma di Pedro Lopez sembra difficile. Nel finale Greco si procura e sbaglia una palla gol, mentre Ficini (37') centra la base del palo. A Treviso serve un altro spirito. Lo sa Gasperini che a fine partita non è morbido. Ancora una volta il Genoa subisce una rete stupida e crea molto senza concretizzare; sfortuna? «No, non è sfortuna. Dobbiamo essere chiari e sapere cosa vogliamo fare; se vogliamo lanciare ragazzi lo facciamo e facciamo alcune scommesse, ma allora bisogna evitare pressioni su un gruppo che sta facendo bene». Se ci fosse stato un centravanti a finalizzare? «Non c’è, la squadra è questa e sta facendo quello che può». IL PAGELLONE. RUBINHO 4,5 Esce scomposto su Pozzi, che si stava allargando verso l’esterno dove sarebbe stato innocuo, regalando ai toscani un rigore che già in avvio ipoteca la qualificazione. Dell’Empoli. Poi è bravo a bloccare il destro velenoso di Buzzegoli,ma ormai la frittata è fatta. PEDRO LOPEZ 6 Pedro,mira il dito: pollice verso all’inizio quando liscia una palla che potrebbe aprire il varco giusto nel quale Gasperetto non fa in tempo a infilarsi. Poi cresce, acquista sicurezza, sostiene la manovra sulla destra. BIASI 6,5 Regista difensivo di Coppa fin dal debutto con lo Spezia, dimostra che la topica con lo Spezia (in campionato) è solo un incidente di percorso, già assorbito. STELLINI 6,5 Pozzi non lo impensierisce, e poi Gasparetto (quando si sposta nella sua zona) parte da più lontano. Così gode di una cerca libertà, e ne approfitta per guidare le truppe anche in area avversaria. JURIC 6 Dopo l’artigliata alla Juve, prova a fare il fenomeno anche su punizione, e il suo sinistro liftato al 7’ sfiora il bersaglio grosso. Quando deve coprire,magari su Nedved, è straordinario; se c’è da spingere a destra ha la difficoltà di dovere sempre rientrare per portarsi la palla sul piede sinistro. Infatti poi passa a fare il centrale. LONGO 5,5 Alla mezz’ora ha sul destro la palla del pareggio: esce una ciabattata che a Bassi (spezzino, sente la partita come se fosse un derby) neppure fa il solletico. Perde banalmente a centrocampo una palla che mette in moto il contropiede empolese. Meno lucido di molte altre occasioni: con il passare dei minuti influisce anche la stanchezza. BOTTA 6 È il solito giannizzero con la scimitarra perennemente sguainata, stavolta però ha alcuni momenti di distrazione che permettono agli avversari di sradicargli la palla dai piedi. Nella ripresa si sposta a destra, e all’occorrenza fa il difensore. Si conferma una garanzia. FABIANO 6 Stakanovista: sempre presente, fa anche gli straordinari in Coppa. Eppure, quando ingrana lamarcia, non basta neppure il freno a mano per fermarlo. Cerca però di non eccedere: sabato c’è il Treviso. FORESTIERI 5,5 All’esordio dall’inizio in prima squadra, in partita ufficiale, quando in ballo c’è una qualificazione: le gambe tremano, anche perché di fronte c’è un vecchio marpione come il sempre rimpianto Tosto. Poi gioca in un ruolo non suo, quello di Messi. Però gigioneggia eccessivamente, senza concludere nulla; è un talento ma deve avere il tempo di maturare, soprattutto mentalmente (1’ st ADAILTON 6,5: ha grande intraprendenza e non gli difetta la voglia di lottare). DIOGO TAVARES 6 Si gira su sé stesso come in un balletto, ingannando il povero Marzoratti: un colpo da campione, a liberarsi nascondendo la palla; peccato che poi sprechi calciando troppo a lato. Il bis? Poco dopo, sul cross di Stellini: bravo a smarcarsi,meno nella deviazione. Si fa perdonare con numero circense in mezzo a tre avversari permettere Zeytulaev davanti al portiere. Con l’ingresso di Greco si decentra a sinistra (22’ st AURELIO sv: al rientro dopo un lungo infortunio prova a dare vivacità). ZEYTULAEV 5 Qualche spunto, più che altro tante belle intenzioni. Risultati? Zero. È irriconoscibile rispetto all’esterno che tanto bene aveva impressionato lo scorso anno a Crotone. Esce fra impietosi fischi mischiati a timidi applausi di incoraggiamento (8’ st GRECO 6: prova subito a farmale con un diagonale che preoccupa Bassi, poi non aggancia un pallone d’oro a un metro scarso dal portiere. Tenta comunque in tutte lemaniere). EMPOLI Bassi 6; Baldanzeddu 6,Marzoratti 6, Lucchini 6, Tosto 7; Eder 6 (11’ st Iacoponi 6), Ficini 6, Buzzegoli 6,5,Matteini 6; Pozzi 6,Gasparetto 6,5. ARBITRO GIANNOCCARO DI LECCE 5,5: partita facile, a ritmi che più bassi quasi non si può. Il rigore? Un momento di follia da parte di Rubinho: non poteva far altro che indicare il dischetto. Incomprensibile però il giallo ad Adailton che cade in corsa; per il direttore di gara è simulazione. GENOA - EMPOLI 0 - 1  Rete: Pozzi 17' P.T. GENOA (3-4-3): Rubinho; Pedro Lopez, Biasi, Stellini; Juric, Longo, Botta, Fabiano; Forestieri (1' st Adailton), Diogo Tavares (22' st Aurelio), Zeytulaev (8' st Greco). A disp. Russo, Borghese, Criscito, Coppola. all. Gasperini. EMPOLI (4-4-2): Bassi; Baldanzeddu, Marzoratti, Lucchini, Tosto; Eder (11' st Iacoponi), Ficini, Buzzegoli, Matteini; Pozzi, Gasparetto. A disp. Pelagotti, Rincon, Musacci, Cesaretti, Pellecchia, Arcidiacono. all. Cagni. Arbitro: Giannoccaro di Lecce. Note: Ammoniti Ficini, Tosto; Adailton, Gasparetto.

IL SECOLO XIX - 07 Dicembre 2006, Genova  .........................................................................................................

 

IL GRIFONE 2 NON BASTA, ADDIO COPPA. Una papera di Rubinho condanna i rossoblù contro l´Empoli Decide un rigore di Pozzi, molte le occasioni da rete fallite dalla squadra rossoblù Gasperini: "Pensiamo al campionato, ma è un peccato uscire così". di Gessi Adamoli. Il Genoa esce dalla Coppa Italia con il grande rammarico di chi è conscio che avrebbe potuto fare di più. L´Empoli bissa il risultato dell´andata e si ritrova così nei quarti di finale, avendo davvero fatto poco nelle due partite per meritarsi questa qualificazione. La partita di ieri sera a Marassi è la conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che non ci sono rincalzi che valgono gli undici titolari. Ci voleva provare comunque il Genoa, perché la Coppa Italia è comunque una manifestazione di prestigio e trovarsi di fronte l´Inter nel prossimo turno, al di là di un incasso importante, sarebbe stata una sfida di grande fascino. Ma Gasperini, un po´ per scelta e un po´ per necessità, pensando alla partita di campionato sabato prossimo a Treviso, manda in campo un Genoa largamente rimaneggiato con l´argentino Forestieri, leva 1970, subito nell´undici di partenza. Servirebbe allora un´impresa per rimontare il gol della partita d´andata, eliminare l´Empoli ed approdare nei quarti di finale contro l´Inter, anche perché Cagni schiera tutti giocatori nell´orbita della prima squadra. In porta c´è Rubinho e proprio un suo errore si rileverà decisivo ai fini del risultato e della qualificazione. Se per il portiere brasiliano doveva essere una sorta di esame in vista di un possibile avvicendamento di Barasso, non si può certo dire che sia stato superato a pieni voti. I tre difensori sono Pedro Lopez, Biasi e Stellini, mentre la linea dei centrocampisti è formata da Juric, mancino confermato a destra come contro la Juventus, Longo, Botta (nel primo tempo, tolto dalla fascia, è un pesce fuor d´acqua). Assolutamente inedito il trio d´attacco: Forestieri, Diogo Tavares e Zeytulaev. Nei primi 12´ il Genoa ha tre opportunità per cancellare lo zero a uno dell´andata. All´8´ punizione dal limite dell´area, calcia Juric che scavalca la barriera, il portiere resta impietrito a guardare la palla perdersi sul fondo. Al 10´ Diogo Tavares è smarcato in area da un passaggio filtrante di Zeytulaev, prende la mira e calcia di interno per assicurarsi meglio il tiro, ma la palla beffarda esce a fil di palo. Al 12´ ci prova ancora Tavares: deviazione volante sul cross dal fondo di Stellini e anche in questo caso è solo una questione di pochi centimetri. Nella sua prima sortita offensiva l´Empoli trova il gol con la complicità di un´uscita avventurosa di Rubinho che travolge Pozzi: rigore e cartellino giallo per il portiere genoano, andato nel panico, dopo che Biasi si era fatto puerilmente scavalcare dal lancio di Buzzegoli verso l´attaccante dell´Empoli. Ora servono tre gol per passare il turno e approdare a San Siro. Ha l´occasione Longo per riportare il Genoa in partita (31´), ma da posizione favorevolissima cicca il tiro e ne viene fuori un alleggerimento per il giovane portiere Bassi, un passato, nemmeno troppo remoto, nelle giovanili del Genoa. Nella ripresa Gasperini prova ad aumentare il suo peso offensivo. Subito Adailton dà il cambio a Forestieri e poi (8´) dentro anche Greco per Zeytulaev. Botta si sposta sulla fascia (quella destra) e Juric passa interno (sinistro). Ma il Genoa, anche con campo i suoi attaccanti titolari, continua a divorarsi palle gol incredibili. Al 18´ Adailton offre a Greco una palla che andrebbe solo spinta in rete, invece il tiro del bomber del genoano da non più di un metro è proprio addosso a Bassi. E si ha la sensazione che la porta dell´Empoli sia stregata quando il colpo di testa di Longo, su corner di Adailton, esce a fil di palo (30´). E se c´è un clamoroso palo di Baldanzeddu (37´), ha quasi dell´incredibile come Greco di testa, sulla punizione di Juric, dopo uno stacco imperioso non riesca a trovare la porta da pochi passi (41´). Nel finale c´è l´opportunità per Rubinho di rifarsi, anche solo parzialmente, respingendo d´istinto il colpo di testa di Pozzi da distanza ravvicinata. A fine partita il presidente Preziosi, che in cuor però sperava di sfidare l´Inter, prova a fare buon viso a cattivo gioco: «Siamo stati condizionati da un grossolano errore del portiere, ma ci può stare in partite come queste dove si resta a lungo inoperosi. Spiace dirlo per i nostri tifosi, però se si vede la nostra formazione, si capisce perfettamente che la Coppa Italia non ci interessava più di tanto. E il campionato la nostra priorità e sabato a Treviso siamo attesi da una partita importantissima. Dobbiamo metterci la Juventus alle spalle e non cullarci sulla bella prestazione di venerdì sera. Doping amministrativo? Siamo in buona compagnia. E ormai sono 18 mesi che parlo solo di calcio. Una scelta: basta Venezia, arbitri e tutto quello che esula dal terreno di gioco». E Gasperini: «Pensiamo solo al campionato, ma spiace uscire così». LE PAGELLE. STELLINI ECCELENTE, FORESTIERI FA TENEREZZA. Deludono Pedro Lopez e Botta, Zeytulaev cresce, Diogo Tavares si mangia molte palle gol le pagelle Il giovane attaccante è ancora troppo acerbo Juric in gran forma è un costante pericolo. Rubinho 5: un´uscita folle che causa un rigore e, già dopo soli 18´ compromette le chance di qualificazione. Nel finale fa una gran parata d´istinto su Pozzi, ma ormai la frittata è fatta. Pedro Lopez 5: ancora sulla linea dei difensori, ruolo che decisamente non predilige. Ma anche in fase di spinta lascia molto a desiderare. Biasi 6: era la prima partita dopo il clamoroso harakiri con lo Spezia; fa la sua parte con dignità, senza errori da matita blu. Stellini 6,5: in un contesto di assoluta mediocrità è tra quelli che eccellono. Juric 6,5: il suo sinistro, su calcio di punizione, è un pericolo per gli avversari sia quando calcia direttamente in porta o quando va a cercare un compagno in area. Longo 5,5: va piano e questo si sapeva, ma certi errori non sono da lui. Botta 5: da interno sinistro sbaglia una quantità incredibile di passaggi, un po´ meglio nella ripresa da esterno destro. Fabiano 6: gioca con il freno a mano tirato, ma alcuni spunti sono comunque da giocatore di grande talento. Forestieri 6: ha solo 16 anni, è ancora troppo acerbo e sul piano atletico scompare. Fa tenerezza vederlo correre dietro a Tosto, che ha un altro passo, anche se queste sono le prime partite dopo un anno di stop per l´operazione ai legamenti del ginocchio. Dal 1´ st Adailton 6: al piccolo trotto, ma un paio di assist per Greco sono pregevoli. Diogo Tavares 5,5: si muove bene, ma sotto porta è un divoratore incredibile di gol. Dal 22´ st Aurelio sv. Zeytulaev 6: meglio rispetto alle abituali scialbe prestazioni. Dal 8´ st Greco 6: si mangia due gol fatti, ma almeno in area di rigore si fa sentire.

LA REPUBBLICA - 07 Dicembre 2006, Genova  .........................................................................................................

 

EXTRA - TROFEO SPAGNOLO

 

Granata sconfitti anche dal Genoa (1-0, gol di Greco) a sette giorni dall'inizio del campionato. Barasso, tre paratone E De Rosa è un muro. GENOA - I più - Barasso 7: in attesa di sistemare Scarpi e Gazzoli, che hanno rifiutato tutte le possibili destinazioni, il Genoa si ritrova con quattro portieri. Enrico Preziosi ha sostenuto fin dai giorni del ritiro che il titolare sarebbe stato Barasso, al quale viene finalmente concessa la possibilità di dimostrare il proprio valore. Utilizzato nella ripresa, compie una paratona sul tiro ravvicinato di Stellone al 2’ e si distende in tuffo per deviare in angolo un colpo di testa di Muzzi al 27’ e un tentativo dal limite di Oguro al 47’. Conferma, insomma, di meritare la fiducia del presidente. De Rosa 7: al debutto nel Genoa, il centrale arrivato dalla Reggina denota subito personalità (e questa non è una sorpresa, considerata l’esperienza) e capacità di guidare il reparto arretrato. Chiude con tempestività, innalzando davanti a Rubinho prima e Barasso poi un muro pressoché invalicabile. Fabiano 6,5: schierato da Gasperini come esterno sinistro di centrocampo al posto di Juric, anticipando la mossa da utilizzare domenica a Vicenza, dove il croato non ci sarà per squalifica (così come Criscito e Longo), interpreta il ruolo con disinvoltura, proteggendo con attenzione Stellini e salendo in maniera continua per supportare la manovra d’attacco. Greco 6,5: il bomber di Coppa Italia (quattro reti in tre partite) mantiene una capacità realizzativa notevolissima, sfruttando anche contro il Torino l’unica occasione che gli capita tra i piedi. Quando Longo lo pesca, controlla con bravura il pallone e lascia partire un diagonale dalla sinistra sul quale Taibi non riesce ad arrivare. Rossi 6,5: in condizione fisica smagliante, riesce a contenere con bravura l’estro di Fiore e soprattutto garantisce una costante spinta quando la manovra è rossoblù. In avvio di secondo tempo inventa una discesa devastante, impre­ziosita da una doppia triangolazione con Adailton e Aurelio e conclusa con un tiro secco a cui si oppone Taibi. I meno - Biasi 5,5: la carenza di destri naturali in difesa (l’unico è l’infortunato Bega) costringe Gasperini a utilizzare l’ex veronese in una posizione che gli crea qualche difficoltà, soprattutto quando Abbruscato si allarga per puntarlo in velocità. Sculli 5,5: il suo contributo è apprezzabile dal punto di vista della disciplina tattica, perché si sacrifica spesso in copertura e dimostra una buona intesa con Fabiano. Convince meno quan­do è in possesso palla il Genoa: i movimenti devono essere perfezionati, cosa che non sorpren­de essendo la sua seconda uscita in maglia rossoblù. TORINO - Fiore, qualche lampo Konan tra gli anonimi PIERO VENERA I più - Brevi 6: non si smentisce. Aveva detto: «Da un po’ di stagioni a giugno e luglio vengo accantonato, relegato tra le riserve. Poi quando comincia il calcio vero, quello che conta, le mie partite le faccio sempre». Ieri è sembrato il più lucido della rinnovatissima difesa granata, oltreché l’unico superstite del reparto meno battuto della B. Gallo 6: è il meno celebrato tra i centrocampisti, eppure il più efficace e concreto. Comincia con personalità, prendendo per mano la squadra, si fa apprezzare anche in fase difensiva, respingendo in corner un pericoloso sinistro di Stellini. La mediana granata ha piedi nobili ma ancora poco mobili, sicché il gioco vive di fiammate estemporanee. Oguro 6: vero, entra quando la partita è diventata il festival delle sostituzioni. Però la sua velocità e il suo spirito sono una piacevole sorpresa tra tante, troppe preoccupazioni. I meno - Fiore 5,5: lui non ha colpe se il Valencia l’ha boicottato, impedendogli di disputare persino le amichevoli, però resta il fatto che gli manca il ritmo partita, dunque le sue giocate sono lampi nel buio. Che sia un giocatore di qualità superiore alla media lo si coglie pur se traccheggia, anziché correre: la classe si staglia nitida. Ci vorranno tempo e pazienza perché dia in proporzione a quanto vale. Discorso che peraltro coinvolge anche Barone. Konan 5,5: condivide il voto con tutti i compagni entrati a metà ripresa, meno il più brillante Oguro, perché non riesce - malgrado l’impegno - a raddrizzare il match contro le tante riserve del Genoa. Una sola accelerazione. Stellone e Abbbruscato 5,5: dal punto di vista dell’approccio, dell’abnegazione e dello spirito non si può imputare nulla. Ma poiché sono attaccanti a loro viene chiesto di fare gol, e se il Toro non segna l’occhio della critica prende di mira le punte. Il vero problema è che langue la fase offensiva: Stellone non ha concretizzato un colpo di testa e un tiro a botta ravvicinata. Abbruscato non ha avuto un solo pallone giocabile. Franceschini 5: è uno dei centrali più affidabili della A, si appiccica sull’avversario e non dà requie. Lo ha fatto anche ieri, però con i limiti di un carrarmato in autostrada. Lento, macchinoso, in palese difficoltà. Dondarini, che pure ha usato un metro assai generoso, l’ha dovuto ammonire dopo soli 22’, non potendosi più esimere. Indice di una condizione tutt’altro che rassicurante. Lazetic 5: un brevilineo entra subito in forma, non si può addurre come alibi la condizione fisica. Non è di nuovo riuscito a trovare uno spunto dei suoi, a parte il cross che ha armato il colpo di te­sta di Stellone (primo tempo). Troppo poco per un giocatore deputato a fare la differenza.

TUTTOSPORT - 03 Settembre 2006, Torino  .............................................................................................................

 

LA DURA LEGGE DEL GENOA. Anche il Torino deve arrendersi: dopo i trionfi in Coppa, i rossoblù (1-0) conquistano il Trofeo Spagnolo. Ma Gaucci lancia l'allarme: L'inizio del campionato potrebbe slittare Genova. Una gemma della premiata ditta Longo-Greco (al quinto centro) consegna il trofeo Spagnolo al Genoa. Dopo la coppa Italia e il memorial Scoglio, il Grifo mette in bacheca un'altra medaglia. Importante per il valore simbolico, ma anche per come matura la vittoria sul Torino (1-0). È ancora dolce la serata dei tifosi rossoblù. Il popolo si sbuccia le mani per manifestare la propria soddisfazione a un gioco che si fa sempre più concreto. Il Genoa non è una bottiglia di champagne, piuttosto un corposo Brunello di Montalcino che a ogni assaggio piace sempre di più. E nell'ultimo test prima del campionato arrivano ottime indicazioni dai nuovi: De Rosa e Fabiano (che partita sul binario sinistro!). Senza dimenticare il manipolo di incoraggianti giovani e Barasso, che salva il risultato in pieno recupero su sinistro radente di Oguro. Tutto questo a pochi giorni dal via del torneo di B. Anche se, nel dopo partita, Alessandro Gaucci ipotizza un ritardo (avvio dalla seconda giornata) per motivi legati all'accordo per i diritti televisivi e alla mutualità (i denari che deve versare la A alla cadetteria). Così, oltre al problema del sabato o della domenica - si deciderà, forse, mercoledì - gli ostacoli vanno anche in altre direzioni. Da parte sua, in ogni caso, Gasperini può essere soddisfatto della sua squadra. I fuochi d'artificio e le stelle filanti rimangono un capitale della Coppa Italia, ma il Genoa visto con il Torino piace ancora di più. È la concretezza, l'intelligenza, la serenità di gioco rossoblù che impressiona. Il Genoa dimostra anche sul campo la vera anima del gruppo. Le stelle ci sono. Greco è una di queste. Va a segno con i tempi di un cecchino e anche la difesa del Torino, ruvida (in Franceschini) e lenta, paga dazio alla prima occasione. Lupo, il palermitano, ha movenze da pantera e precisione infallibile, ma è la compattezza della squadra a tranquillizzare. Raramente il Genoa spreca palloni. In fase iniziale forse il solo Rossi fatica a trovare la misura di alcuni passaggi, ma la situazione torna ben presto alla normalità. E proprio l'ultimo arrivato, Gaetano De Rosa, si dimostra già alla prima uscita una sicurezza. In copertura, ma anche in fase di ripartenza quando usa il suo calcio lungo e preciso per pescare sulle fasce i compagni e saltare a piè pari il centrocampo se le cose non vanno come dovrebbero e le corsie sono intasate. A sbrogliare le situazioni più intricate ci pensano Longo e Milanetto. L'ex modenese gioca in maniera lineare, ma si contano sulle dita di una mano i palloni sprecati; Rafa Longo puntella il centrocampo e il suo apporto si rivela preziosissimo in fase offensiva. Serve il passaggio filtrante a Greco e in almeno altre 3-4 occasioni gioca il pallone di prima. Decisivi anche il movimento e l'inventiva di Adailton, oltre a quella di Sculli. Se il Genoa giostra in maniera sorniona fino alla tre quarti, negli ultimi trenta metri i Gasperini Boys diventano imprevedibili. Ossia mettono sul prato verde (sabbioso nonostante i lavori svolti) ciò che serve per mandare in tilt qualsiasi difesa. Triangolazioni strette, aperture coast to coast in grado di variare il fronte d'attacco, assist. E il Torino? Si vede a sprazzi. Barone e Gallo cercano di organizzare la manovra ma la squadra di De Biasi è troppo lenta e prevedibile e non può ancora contare sulla vivacità di Fiore che solo a tratti fa vedere le sue qualità. In attacco poi, nonostante il gran lavoro su tutto il fronte offensivo di Stellone, fatica molto. L'unica vera palla gol ospite del primo tempo arriva al 14' sull'asse Lazetic-Stellone (testa a lato) e tocca ancora all'ex rossoblù far fare bella figura a Barasso al primo minuto della ripresa. Grande il riflesso del portiere. Replica il Genoa tre minuti dopo con una percussione di Rossi. Tutto prima della girandola di cambi (addirittura sei tutti assieme del Torino) e dell'ovazione riservata a Nando Forestieri al momento di rilevare Rossi. Poi è festa per l'assegnazione del trofeo. GENOA - TORINO 1 - 0 Rete: pt 33' Greco. GENOA (3-4-3): Rubinho (1' st Barasso); Biasi (11' st Criscito), De Rosa, Stellini; Rossi (14' st Forestieri), Milanetto (1' st Coppola), Longo (14' st Botta), Fabiano; Adailton (5' st Pedro Lopez), Greco (1' st Aurelio), Sculli (28' st Tavares). All. Gasperini. TORINO (4-4-2): Taibi; Comotto, Franceschini, Brevi (27' st Cioffi), Pancaro (19' st Balestri); Lazetic, Barone (19' st Oguro), Gallo (19' st Ardito, 42' st Martinelli), Fiore (19' st De Ascentis); Stellone (19' st Konan), Abbruscato (19' st Muzzi). All. De Biasi. Arbitro: Dondarini di Finale Emilia (Viazzi e Vicinanza). Note: spettatori 10.000.

IL SECOLO XIX - 03 Settembre 2006, Genova  .........................................................................................................

 

LE PAGELLE. Fabiano spinge sulla fascia, De Rosa leader difensivo. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Dà sempre l'impressione di non arrivarci. Eppure, pur con uno stile personalissimo, arriva ovunque (1' st BARASSO 6,5: subito in partita, felino su Stellone. È però talvolta troppo plateale negli interventi). BIASI 6 Le gioca la possibilità di sostituire l'infortunato Bega a Vicenza: bene in marcatura, è però in difficoltà, lui mancino, quando deve scendere sulla destra. Esce per un fastidio alla gamba (11' st CRISCITO 6: a destra ha gli stessi imbarazzi del compagno). DE ROSA 6,5 Elegante, preciso, puntuale: dà tranquillità al reparto ed è una sorta di regista arretrato. STELLINI 6 Soffre un po' il? Barone, nel senso di Stellone, però se la cava con mestiere e personalità. ROSSI 6 Troppo nervoso; paradossalmente va meglio in copertura che in fase offensiva, dove fa un po' di confusione. Poi avanza nel tridente (14' st FORESTIERI 6: accolto dall'ovazione della Nord, debutta accusando l'emozione, poi si rinfranca). MILANETTO 6,5 Sembra sapere dove andrà la palla prima che chi ne è in possesso la calci. (1' st COPPOLA 6,5: ci mette grinta anche a scopone scientifico). LONGO 6 Fresco ex, fa il secondo regista e propizia l'1-0. La tenuta migliora: in prospettiva è interessante la soluzione con il doppio play (14' st BOTTA 6: completa una mediana più muscolare). FABIANO 7 Tiene bene Lazetic e scodella cross precisi che sembrano disegnati con il compasso. ADAILTON 6 Qualche lampo, qualche apertura, qualche tocco di fino. Ma è poco continuo e concreto (5' st PEDRO LOPEZ 6: prova a reinventarsi centrocampista di destra con risultati non disprezzabili). GRECO 6,5 Il Lupo la butta dentro alla prima palla giocabile. Per il resto svaria, lotta e apre spazi (1' st AURELIO 6: ha spunti di talento, ma cerca troppo il fallo). SCULLI 6 Impegna Comotto, ma aiuta anche in ripiegamento. Meno incisivo in avanti (28' st TAVARES sv: altro esordio in ottica futura). TORINO - Taibi 6,5; Comotto 6, Franceschini 5,5, Brevi 6,5 (27' st Cioffi sv), Pancaro 5,5 (19' st Balestri 6); Lazetic 5,5, Barone 6 (19' st Oguro 6), Gallo 6 (19' st Ardito sv, 42' st Martinelli sv), Fiore 6,5 (19' st De Ascentis 6); Stellone 6 (19' st Konan 6), Abbruscato 6,5 (19' st Muzzi 6). ARBITRO Dondarini di Finale Emilia 6,5: gara facile, senza sussulti. È aiutato dai ritmi blandi.

IL SECOLO XIX - 03 Settembre 2006, Genova  .........................................................................................................

 

 

AKAIAOI