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STAGIONE 2006/07 |
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Reti: 58' Leon, 83' e 89' Di Vaio Crotone: Pagotto, Zamboni, Fusco, Borghetti (78' Petrilli), Maietta, Baù (70' Morabito), Tisci, Piocelle, Cariello, Sedivec, Giampaolo (78' Lopez). All:Carboni. (Scarzanella, Espinal, Veron, Palmieri). Genoa: Rubinho, Bega (46' Masiello), De Rosa, Stellini Galeoto, Milanetto (78' Carobbio), Juric, Fabiano, Leon (73' Botta), Gasparetto, Di Vaio. all: Gasperini. (Scarpi, Criscito, Coppola, Raggio Garibaldi). Arbitro: Dondarini di Finale E. Espulso: 63' Piocelle. Spettatori: 5.846
AKAIAOI - Dopo l'infausta prestazione di Cesena il Genoa tenta il riscatto al sud cioè in una di quelle prove che da vari decenni riserva bruciori in posti ben definiti non raggiunti solitamente dal sole. Gasperini deve rinunciare agli squalificati Rossi e Greco mentre Criscito e Adailton rimangono fuori uno per l'impegno avuto con la nazionale a Wembley l'altro per l'impegno con la Pubalgia. Gasperini in attacco, con la chiara intenzione di vincere la partita, schiera dal primo minuto il tridente costituito da Leon, Gasparetto e Di Vaio. A centrocampo Coppola viene fatto rifiatare e al suo posto viene inserito l'ex di turno Juric. Il Crotone rinuncia invece a due dei suoi ex genoani, Dante Lopez si accomoda in panchina mentre il portiere Soviero è squalificato. In compenso in campo entrano Fusco, Giampaolo e Tisci oltre a Pagotto e Zamboni ex Sambariani e Baù ex rumenta II la vendetta. L'altro ex rumenta all'ennesima potenza Dionigi non è pervenuto. 04' Galeoto per Leon che s'invola verso l'area, il primo traversone viene ribattuto da Borghetti poi il secondo viene deviato in angolo. 08' Tiro debole e dalla distanza di Baù che pur vicino ai pali non impensierisce Rubinho. 14' Piocelle interviene deviando la palla con la mano e viene ammonito. 16' Leon taglia il campo verso destra con un rasoterra che giunge in area a Gasparetto che solo davanti a Pagotto e con Di Vaio liberissimo al centro tira a girare mandando clamorosamente alto sopra la traversa. 18' Altra azione gol, l'arbitro fischia il fuorigioco di Gasparetto che tira lo stesso verso la porta beccandosi l'ammonizione. 24' Punizione centrale dai 25 metri, Leon calcia a rete ma Pagotto pur non trattenendo la sfera da terra riesce a respingere. Sulla palla s'avventa Gasparetto che viene tirato giù ma l'arbitro invece di fischiare il rigore segnala un fuorigioco dubbio. 27' Angolo per il Crotone, sugli sviluppi dell' azione Maietta tenta la bordata da fuori mandando la palla poco lontana dall'incrocio dei pali destro di Rubinho. 28 Ripartenza rossoblù, palla a Leon che da fuori area con un diagonale rasoterra sfiora il palo sulla destra di Pagotto. 31' Angolo per il Genoa, Milanetto mette sul primo palo per Leon che in acrobazia col tacco devia a rete ma il portiere calabrese respinge d'istinto coi pugni. 38' altra palla per Leon in area ma l'arbitro ferma ancora per fuorigioco. 42' Galeoto recupera palla e dopo aver avanzato lancia per Gasparetto che con un diagonale a girare tenta di battere Pagotto che si distende e agguanta la palla. Il secondo tempo inizia con Masiello in campo al posto di Bega infortunato. 47' Punizione per il Genoa, Leon scivola al momento di calciare e la palla termina alta. 48' Ammonizione per il crotonese Baù. 50' Altra punizione, Milanetto mette in area dove per un soffio De Rosa manca la deviazione vincente. 53' Milanetto dal limite dell' area fa partire una bomba in diagonale ma Pagotto ancora una volta riesce ad agguantare la sfera a terra. 58' Palla sulla 3/4 a Juric che vede l'inserimento di Leon in area. Il genoano in diagonale taglia fuori la difesa crotonese e per l'honduregno solo davanti al portiere è un giochetto piazzare la palla in rete. 60' Angolo per il Crotone, Leon ha tutto il campo libero, s'invola sulla fascia destra e in prossimità dell' area serve rasoterra sulla sinistra Di Vaio che solo davanti al portiere di piatto si fa ribattere il tiro. 61' Sul calcio d'angolo Pagotto esce a vuoto e Zamboni nel tentativo di liberare sfiora l'autogol. 63' Piocelle entra in scivolata da dietro su Milanetto e viene ammonito per la seconda volta da Dondarini. Crotone in 10. 67' Uno due tra Gasparetto e Milanetto che manda la palla a sfiorare il palo. 70' Galeoto parte sulla fascia e serve Di Vaio. L'ataccante mette sulla sinistra per l'accorrente Gasparetto che solo davanti al portiere spara a rete ma l'estremo crotonese respinge il tiro. 71' Esce baù entra Morabito. 72' Ancora Leon in progressione sulla fascia, dopo una galoppata di 60 metri arriva in area e contrastato da un difensore spara a rete ma il portiere respinge in tuffo. 73' Leon viene sostituito con Botta. 74' Corner per il Crotone, sul secondo palo Fusco colpisce di testa ma Rubinho d'istinto respinge la palla. 77' Traversone dalla sinistra di Fabiano, Botta s'inserisce sul secondo palo e ostacolato forse fallosamente da Zamboni manda alto sopra la traversa. 78' Entrano Petrilli e lopez per il Crotone mentre nel Genoa Carobbio sostituisce Milanetto. 81' Di Vaio ancora per Botta che al volo tenta la deviazione a rete ma Fusco respinge la palla. 83' Masiello da centrocampo spostatio sulla destra s'invola verso, Pagotto. L'ex juventino accentrandosi salta 3 avversari poi in area serve a sinistra Di Vaio che rasoterra in diagonale batte Pagotto. 86' Di Vaio sulla fascia sinistra avanza e serve Carobbio al centro. Il tiro del genoano viene respinto coi piedi dal portiere. 89' ancora Genoa in avanti, palla al centro per Carobbio che con un tocco a scavalcare la difesa serve solo soletto in area Di Vaio che con un pallonetto infila per la terza volta la porta crotonese.
TUTTOSPORT - Finalmente il vero Di Vaio. Crotone-Genoa 0-3: per i rossoblù, ora secondi, può essere la svolta della stagione. Apre Leon, poi la doppietta del bomber: « Grazie Masiello e scusate il ritardo». Gasperini raccoglie un’altra soddisfazione nello stadio dove ha iniziato: «Finito il mal di trasferta e auguri ai calabresi. Di Vaio? Un’ovazione lo ha accolto negli spogliatoi». di Giovanni Tosco. CROTONE. 3, 15, 5, 13: è la quaterna che fotografa alla perfezione lo straripante successo del Genoa su un campo dove, appena una settimana fa, era caduto il Napoli. Allora: 3 sono i gol (di Leon e, doppietta, Di Vaio, finalmente a segno su azione), 15 i tiri in porta, 5 le parate importanti di Pagotto, 13 i calci d’angolo battuti dai rossoblù. La più bella prova del Genoa versione trasferta cancella d’incanto ansie e preoccupazioni provocate dalle sofferenze patite lontano da Marassi nel 2007 (2 pareggi e 4 sconfitte). Il ritorno nella città in cui Gian Piero Gasperini ha raccolto le prime soddisfazioni da professionista - fiori e ovazioni della curva all’ingresso in campo - è coinciso con un 3-0 che fuori casa mancava da quasi due anni (25 aprile 2005, Ascoli) e potrebbe rappresentare la svolta della stagione: «Definiamola una tappa importante», minimizza il tecnico, che ha risposto nel modo migliore alla fiducia ribadita nei giorni scorsi da Enrico Preziosi. Gasperini, nonostante le assenze di Adailton, Greco e Rossi, ha schierato una formazione coraggiosa, con un tridente molto offensivo e l’esclusione di Coppola a vantaggio di Juric, autore di una prestazione maiuscola e del taglio verticale che al 12’ della ripresa ha permesso a Leon (l’honduregno qui aveva segnato con la Reggina al debutto in Italia) di sbloccare il risultato. L’unica ombra è rappresentata dalla fatica necessaria a chiudere la gara, nonostante il Crotone fosse costantemente in difficoltà e, dal 19’ della ripresa, in dieci per l’espulsione di Piocelle: «Sì, avremmo dovuto essere più essenziali, ma intanto è positivo aver cancellato questo problema delle trasferte », ammette Gasperini, che si definisce emozionato per l’accoglienza ricevuta («Mentirei se dicessi che mi dispiace aver vinto, però avrei preferito ottenere i tre punti a Cesena. Resto tifoso del Crotone e spero si salvi») ed esulta per il risveglio di Di Vaio: «Nello spogliatoio i compagni l’hanno accolto con un’ovazione, segnale importante di quanto il gruppo sia unito». Già, il 3-0 porta impressa la firma di Di Vaio, finora apparso una pallida fotocopia del giocatore conosciuto, tanto da finire in panchina sette giorni fa in Romagna. «Il suo campionato comincia a Crotone», ha profetizzato alla vigilia Gasperini. Così è stato. Per la prima volta dal ritorno in Italia si è visto un attaccante tonico e convinto: le due reti con cui ha messo al sicuro il risultato (39’, sinistro preciso a concludere uno strepitoso spunto di Masiello, che ha percorso palla al piede 60 metri superando cinque avversari; 45’, delizioso pallonetto su invito di Carobbio) hanno messo in secondo piano un erroraccio in avvio di ripresa: «Quando ho tirato addosso a Pagotto ho pensato: ecco, un’altra giornata storta... E invece mi sono sbloccato, grazie anche a Masiello che ha fatto un’azione da playstation. Il peggio è passato: chiedo scusa ai compagni per avermi dovuto aspettare tanto». Per festeggiare la rinascita di Di Vaio, il figlio di Preziosi, Fabrizio, si è gettato in campo ed è stato espulso: «Il guardalinee mi ha detto: vestito così elegante non poteva passare inosservato... Mi sono scusato con lui e l’arbitro, ma ero troppo felice...». Il Genoa, da lui allenato nel 2000-01, ha riportato con i piedi sulla terra Guido Carboni. Lo 0-3, insieme con le vittorie di Lecce, Bari e Verona, complica la corsa verso la salvezza. Il tecnico non cerca alibi: «Abbiamo retto per mezz’ora, poi la squadra ha smarrito lucidità senza riuscire a trovare spazio sulle fasce». Lo spareggio di sabato a Modena dovrà chiarire se il vero Crotone è quello che ha annichilito il Napoli o quello confuso e spaurito travolto dal Genoa.
TUTTOSPORT - LE PAGELLE. di Giovanni Tosco. Juric, una prova d’autore con assist. CROTONE. Pagotto 7: evita un passivo mortificante. Zamboni 5: in costante difficoltà. Fusco 5.5: buone chiusure, ma alla distanza frana insieme con i compagni. Borghetti 5.5: sostituisce l’infortunato Rossi con sofferenza. Petrilli (33’ st) ng. Maietta 5: pericoloso al tiro nel pt, però viene travolto da Leon. Baù 5.5: mai incisivo. Ammonito, sarà squalificato. Morabito (25’ st) 5.5: la freschezza non basta. Tisci 6: patisce Juric ma è l’ultimo ad arrendersi. Piocelle 5: spesso impreciso, viene espulso per doppia ammonizione (severa la prima, ineccepibile la seconda). Cariello 5.5: spinge senza fortuna. Sedivec 5.5: apatico fino all’intervallo, meglio nella ripresa: però non lascia il segno. Giampaolo 5.5: apprezzabile in avvio, cala col passare dei minuti. Lopez (33’ st) ng. All. Carboni 5: non trova il modo di arginare la superiorità del Genoa. GENOA. Rubinho 6: sicuro quando chiamato in causa. Bega 6: sempre attento, esce per un infortunio. Masiello (1’ st) 6.5: splendida la discesa che porta al 2-0 di Di Vaio. De Rosa 6.5: dirige con personalità. Stellini 6.5: gioca al posto di Criscito e non sbaglia nulla. Galeoto 6: presidia con disinvoltura la fascia di competenza. Milanetto 6.5: mantiene l’ordine in mezzo al campo. Carobbio (33’ st) 6: serve a Di Vaio l’assist del 3-0. Juric 7.5: libera Leon per l’1-0 ed è una continua spina nel fianco dei calabresi. Fabiano 6: tatticamente disciplinato. Leon 7.5: sblocca il risultato ed è costantemente pericoloso. Botta (28’ st) ng. Gasparetto 6: lavora di sacrificio, ma ha sulla coscienza un erroraccio al 16’ pt. Di Vaio 7: veloce nelle ripartenze e generoso in chiusura. Spreca una ghiotta occasione ma non si demoralizza e sfrutta con bravura le invenzioni di Masiello e Carobbio: sono le prime reti su azione con la maglia del Genoa. All. Gasperini 7.5: azzecca formazione e cambi. In uno stadio dove ha raccolto tante soddisfazioni, se ne toglie un’altra che può rappresentare la svolta rossoblù. Arbitro Dondarini 5: la partita non è complicata, ma lascia perplessa la distribuzione dei cartellini. Esagerato il primo a Piocelle (mani involontario), che risulta decisivo per l’espulsione.
IL SECOLO XIX - Fulmine Di Vaio sul cielo di Crotone La partita. Il Grifone domina e ritrova i gol dell'ex monegasco, che chiude i conti dopo la rete di Leon. di Giovanni Ciolina. Crotone. Tanto tuonò che piovve. E dopo la grandine meteorologica del pre partita, all'Ezio Scida calano le tre gemme rossoblù che illuminano un pomeriggio da ricordare e rendono ancora più scintillanti i raggi del sole che decide di partecipare all'happening. Tre capolavori che probabilmente sono destinati a segnare in maniera pesante l'intera stagione genoana. Nella terra di Pitagora il Genoa non fa conti strani. Pensa a giocare e segnare. Basta. Il Grifone batte il Crotone (3-0), balza al secondo posto in classifica, toglie tutti gli zeri possibili dalle caselline delle statistiche, ammutolisce cassandre, gufi e ammenicoli vari, ma soprattutto riabbraccia un Marco Di Vaio che ritrova passo e smalto da serie A. E non importa se il Crotone resta in dieci. A quel punto la sfida ha già la piega giusta. Sedivec e Giampaolo non incidono. Carboni non sembra particolarmente illuminato in panchina. Finisce così in gloria la più lunga trasferta dell'anno. Finisce con l'ex monegasco osannato dai 100 tifosi presenti ai quali regala la maglia. «Mi è sembrato giusto ringraziare i tifosi che mi hanno sempre sostenuto in questi mesi» ammette dopo aver realizzato di potenza (rasoiata di sinistro a conclusione di un'entusiasmante slalom di Masiello per una cinquantina di metri) e di classe (pallonetto su assist di Carobbio). E' il giorno di Di Vaio che al rientro negli spogliatoi riceve l'ovazione dei compagni, «per un segnale importante del valore del gruppo» dirà Gasperini. E' il giorno di Julio Cesar Leon che quando accende la luce fa vedere cose importanti. E decisive. E' il giorno di Gasperini e il presidente di casa Gianni Vrenna non trova di meglio che scatenarsi in insulti verso l'ex tecnico al momento dei saluti. Ma è soprattutto il giorno del Grifone. «Ripetiamo la gara di Cesena, ma con risultato differente» aveva detto il tecnico alla vigilia. Accontentato, ma con passi avanti anche sotto il profilo del gioco. La squadra concede poco o nulla al Crotone (un tiro da fuori di Maietta e un colpo di testa di Fusco) e su uno dei campi più difficili di tutta la categoria mette in mostra forza fisica, compattezza, determinazione, autorità, cuore. E chi più ne ha più ne metta. «Sono felice perché abbiamo giocato da grande squadra - sottolinea Fabrizio Preziosi - ma ora teniamo i piedi per terra. Dobbiamo sfruttare le prossime partite in casa». I novanta minuti di Crotone sono un contenitore di emozioni nel quale trova posto anche l'espulsione del figlio del presidente per troppa esultanza al gol di Di Vaio: «Sono entrato in campo e non potevo. Mi sono scusato con l'arbitro che mi ha detto che non poteva non notarmi per la troppa eleganza». Purtroppo alla festa l'unico invitato che stona risulta proprio Dondarini, che non si dimostra in grande forma nella valutazione dei cartellini. Grandiosa la prestazione di Juric, l'ex tanto amato. E anche qui aveva ragione il Gasp che lascia a riposo Coppolino per dare fiducia a Ivan il terribile. Il croato costruisce con Milanetto (direttore insostituibile di un'orchestra che non stecca nulla) una diga che per i calabresi si rivela devastante. Juric corre per tre e mazzuola per quattro. Finisce sulle ginocchia, ma felice, e soprattutto si guadagna un giorno di riposo in più per rimanere con i vecchi amici. Gasperini si era dimenticato, forse volontariamente, di sottolineare che in cuor suo era convinto potesse essere il momento di Di Vaio. «Gli siamo vicini» ha sempre detto. E il diretto interessato risponde in campo: «Ringrazio la squadra, il tecnico, la mia famiglia - ammette il bomber romano - Gol e prestazioni che dedico a loro». Ma Marchino non pare particolarmente emozionato. «Ero sereno anche prima» ammette pur sottolineando che «il gol per un attaccante è la vita. E ora si comincia a vivere». Sicuramente i due anni trascorsi tra Valencia e Monaco gli lasciano scorie che Di Vaio spera di cancellare: «Per la prima volta oggi mi sono sentito importante. Sto pagando l'inattività passata e l'inserimento non è mai facile, ma noi andiamo avanti con il gruppo non con i singoli» rivela prima di confidare la sua preferenza nel gioco da esterno: «Ho sempre giocato in questa posizione e mi viene più facile. Sono più tranquillo rispetto al ruolo di prima punta». Finisce in gloria e con un'infinita processione tra microfoni e taccuini il pomeriggio del romano, che fallendo il colpo del kappao solo davanti a Pagotto aveva «pensato a un'altra giornata storta in fase conclusiva». «Mamma mia» esclama Gasperini al ricordo di quel gol divorato, ma nel Genoa che viola Crotone non c'è spazio per questi aspetti. La banda Gasperini irrompe nei quartieri altissimi della classifica con il piglio della grande squadra, con la ritrovata concretezza che frutta tre reti e almeno altre dieci occasioni da rete che sfumano per la bravura di Pagotto e per leggerezze degli avanti rossoblù. «A voler essere pignoli ci è mancato proprio quel pizzico di cattiveria che ci avrebbe permesso di chiudere la sfida molto prima» conclude Di Vaio prima di salire sul pullman che riporta la squadra all'aeroporto. Il volo di avvicinamento è cominciato. Fondamentale continuare a vista. Gara dopo gara.
IL SECOLO XIX - LE PAGELLE di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6,5 Un tempo da spettatore: da vicino vede solo la punizione di Tisci che si alza sulla traversa, per il resto gli serve il binocolo. La prima parata la effettua al 29' della ripresa, con un doppio intervento su Fusco che, da distanza ravvicinata, ci prova prima in acrobazia poi di destro: la risposta del brasiliano non è stilisticamente perfetta, ma (ed è quello che conta) efficace. Si accartoccia anche sulla punizione di Cariello. BEGA 6,5 Compito ingrato: gli toccano sempre avversari estrosi che amano svariare e rientrare. Questa volta il dirimpettaio è Giampaolo, scuola Juve e rimpianto rossoblù. Gioca d'anticipo per impedirgli di nuocere. In raddoppio su Cariello e Sedivec punta invece sulla scelta di tempo nell'intervento. Fino a quando, alla fine del primo tempo, non è costretto a gettare la spugna per un infortunio all'inguine. (1' st MASIELLO 6,5: rispetto al coetaneo Criscito è ancora acerbo ed è più ruvido. Poi si traveste da Alberto Tomba fra i paletti, supera avversari come birilli con una caparbia azione personale e consente a Di Vaio di mettere in banca il risultato). DE ROSA 7 Stavolta è pure libero da compiti di marcatura; ne approfitta per avviare l'azione e spingersi in avanti quando le circostanze lo consentono. Gioca in pratica da ultimo uomo, andando al contrasto su chiunque capiti a tiro. A inizio ripresa, sulla punizione di Milanetto, va a un soffio dall'ottavo centro stagionale. STELLINI 7 L'avventura internazionale di Criscito gli restituisce i galloni da capitano. Sedivec è una scoperta di Gaucci che lo volle a Catania; è puro talento che si accende a corrente alternata, ma quando innesta il turbo parte come un treno. Che si infrange però sul difensore rossoblù. Quando invece da questa parte si sposta Giampaolo, è l'attaccante a perdere i confronti in furbizia ed esperienza. GALEOTO 6,5 Indifferentemente vice Bega e vice Rossi, si sta però specializzando a giocare sulla linea dei centrocampisti. Cariello, il suo uomo, è uno di quelli da prendere con le molle: pur partendo da lontano è il capocannoniere della formazione calabrese. Stavolta fa poco o nulla. MILANETTO 6,5 Con il francesino Piocelle è un incontro di fioretto e fosforo. Tampona, cuce e riparte: sembra avere la calamita ai piedi, ma all'occorrenza sa usare pure la clava. Lui è un "uomo di lotta e di governo", finché c'è benzina. ( 2' st CAROBBIO 6,5: gli bastano 10' per dimostrare le proprie qualità. Prende in mano le redini, copre e riparte, e offre a Di Vaio, con un "cucchiaio", la palla del 2-0). JURIC 7 Torna in un campo sul quale è stato protagonista per anni. Chiede sempre palla: ha una gran voglia di ben figurare. Talvolta perde di vista Tisci, concedendogli qualche metro, però questa volta Â? rispetto ai suoi standard - prova ad offendere quasi più che a contenere. Trova intelligentemente in corridoio Leon per la rete del vantaggio. FABIANO 6,5 Tiene alto Baù, esterno dalle caratteristiche prettamente offensive: uno di quelli che quando cambia marcia può lasciare il segno. Affonda meno del consueto, però impedisce all'avversario di alzarsi in zona pericolo. LEON 6,5 La prima cosa bella la fa al 31', deviando di classe e astuzia al volo il calcio d'angolo di Juric: il suo destro è velenoso, però Pagotto è piazzato e ha l'antidoto. La seconda cosa bella è all'11' della ripresa, quando fa secco il portiere sull'invito di Juric. Solo una prodezza di Pagotto, al 26', gli nega il raddoppio in contropiede. In mezzo tanti errori, confusione, discontinuità. (28' st BOTTA sv: ancora a destra; sbaglia due reti ma nel poco tempo a disposizione fa un gran lavoro). GASPARETTO 6,5 Al 16' spara in gradinata una palla d'oro, solo davanti a Pagotto. Al 41' invece fa tutto bene sull'invito di Milanetto, si beve Borghetti in dribbling ma calcia debole e centrale di sinistro. Non c'è due senza tre: al 24' della ripresa si fa ancora chiudere la porta in faccia da Pagotto. Tre errori gravi compensati da una impressionante mole di lavoro in pressing, dando profondità e un punto di riferimento alla squadra. DI VAIO 7 Difetta ancora in qualcosa: un pizzico di brillantezza, di passo, di scatto nel breve e potenza al tiro. Però cresce in sicurezza: si propone, fa i movimenti, scambia e cerca anche la botta come ai tempi belli. Fa progressi continui: di questo passo presto farà la differenza. Tuttavia è anche sfortunato, come quando devia a colpo sicuro il traversone di Leon trovando però Pagotto al posto giusto e con i riflessi caldi. Si sacrifica anche in ripiegamento, andando a recuperare palla fin nella propria trequarti. Più che meritata la rete del raddoppio, il pallonetto per la doppietta serve solo per morale e fiducia. CROTONE Pagotto 7; Zamboni 5, Fusco 6, Borghetti 5 (32' st Petrilli sv), Maietta 5,5; Baù 5 (25' st Morabito 5,5), Tisci 5,5, Piocelle 5,5, Cariello 5; Sedivec 5,5; Giampaolo 5 (32' st Dante Lopez sv). ARBITRO Dondarini di Finale Emilia 4,5: voto di stima, per non calcare la mano. Evita il giallo a De Rosa e Maietta, poi lo sventola in modo gratuito a Piocelle (espulso successivamente al secondo fallo in tutta la partita) e Gasparetto per graziare più tardi Fusco. Quando ancora Fusco trattiene in area Gasparetto, fischia invece un fuorigioco. Avesse almeno un giudizio uniforme si potrebbe almeno capire il senso di certi errori.
IL SECOLO XIX - La FILOSOFIA DI Gasperini «I gol nel finale significanoche giochiamo per vincere». Superato il mal di trasferta. «E adesso mettiamo pressione al Napoli». di Giuliano Gnecco. Crotone. La vecchia zona Cesarini diventa zona Genoa; la squadra di Gian Piero Gasperini deteneva già il primato di reti realizzate nell'ultimo quarto d'ora: dieci contro le nove di Napoli, Rimini e Spezia. La doppietta realizzata da Di Vaio consolida la leadership in questa particolare classifica. Non è questione di numeri e statistiche o casualità: dietro c'è una spiegazione logica e tecnica. Sta nella mentalità vincente che il tecnico è riuscito a dare alla squadra, che cerca il risultato comunque fino alla fine. Numeri e statistiche senza casualità che, riletti in questa luce, spiegano pure la sconfitta di Cesena: giocando così si può anche perdere, ma ci sono maggiori possibilità di vincere. «Andiamo sempre in campo per vincere, è la nostra mentalità», conferma Gasperini. Che aggiunge: «Stiamo giocando bene, anche a Cesena abbiamo fatto una buona prestazione. È cambiato solo il risultato». A Genova il tecnico di origine piemontese vive da settimane perennemente sotto esame: se osa non va bene, se non osa neppure; in Calabria è stato invece accolto da una standing ovation da tutto lo Scida al suo ingresso in campo: «È stata una grande emozione, i tifosi sono stati splendidi. Mi spiace aver vinto proprio qui. Anzi no, mentirei. Però avrei preferito vincere a Cesena». Intanto, fra critiche e scetticismi, Gasperini ha portato il Genoa al secondo posto. Alla pari con il Napoli che deve ancora giocare una partita: però i partenopei devono recuperare a Torino con la Juve. Non solo: il calendario è dalla parte del Grifone, che ha un maggior numero di gare in casa. Sillogismo sciocco: se il Genoa ha battuto 3-0 il Crotone in uno stadio dove appena una settimana prima il Napoli aveva perso 2-1, i rossoblù sono in questo momento nettamente più forti dei campani? «Sono parallelismi che contano poco - ricorda Gasperini - Certo ci siamo imposti senza evendo dovuto rinunciare a Rossi e Greco, Adailton e Sculli: abbiamo sopperito alle assenze. Direi che siamo pronti e attrezzati per il finale di stagione. E ora su tredici partite ne abbiamo otto al Ferraris». C'è anche un doppio risultato importante sotto il profilo psicologico. Intanto: finisce il tormentone sul mal da trasferta. «Abbiamo sfatato questa storia sulla mancanza di vittorie lontano da casa nel girone di ritorno - conferma il tecnico - Vorrei però ricordare che all'andata abbiamo vinto quattro volte in trasferta: non è poco in un girone». Secondo aspetto: Di Vaio si è sbloccato, almeno mentalmente. «Avreste dovuto sentire l'ovazione dei compagni al suo ingresso negli spogliatoi, siamo davvero felici per lui: è un giocatore che andava aspettato». Altro tabù sfatato, l'ultimo: tanti sostenevano che il Genoa tirava poco in porta, sebbene le statistiche dicessero il contrario. A Crotone i rossoblù di Gasperini hanno provato diciannove volte la conclusione, senza mai rischiare nulla. «Sì, è stata una bella prova: sono contento - ammette il tecnico - Dovremmo però essere più concreti, maggiormente essenziali. Sul 2-0 dicevo alla squadra di fare maggiore attenzione: bastava poco per riaprire la partita, e siccome in passato ci era già capitato, non dovevamo distrarci». Nota stonata: il presidente calabrese Gianni Vrenna e il suo direttore sportivo Giuseppe Ursino hanno accusato tra il serio e il faceto Gasperini di aver portato via diversi giocatori al Crotone. Nomi? Leon, Carobbio, De Rosa. «Non rispondo, non posso nemmeno arrabbiarmi», replica il tecnico. Oggi non è il caso di guastare la festa per una vittoria, che ha reso meno pesante i 2.400 chilometri di strada affrontati dai tifosi genoani per sostenere i propri beniamini fin nel cuore della Calabria.
IL SECOLO XIX - Stellini: «Un risultato costruito faticando in settimana». di Giuliano Gnecco. Crotone. Ripartire da zero, ricominciare daccapo perché il successo allo Scida sia davvero la svolta del campionato: «Svolta? No, è solo importante», frena Gian Piero Gasperini. Però da oggi si volta pagina: subito in campo a Pegli per preparare la gara di venerdì sera con l'AlbinoLeffe; vincere significherebbe mettere ulteriore pressione al Napoli. Rientrano Rossi e Greco, forse pure Adailton. Ma sono da valutare le condizioni di Bega, uscito ieri per un problema all'inguine. Altro aspetto: bisogna lavorare per incrementare il rapporto fra occasioni create e reti realizzate. «Va bene, in effetti ho sbagliato un paio di gol, ma oggi non c'era bisogno», si difende Mirco Gasparetto, specialista nel colpire al Ferraris. Già, non c'era bisogno: la differenza fra le due squadre è ben più netta di quanto non dica il 3-0. «È una vittoria importante su un campo difficile», ricorda Francesco Galeoto a chi sottovaluta il valore di questo risultato. Qui le grandi sono spesso cadute, il Napoli non più tardi della scorsa settimana. La differenza? È che oltre alle qualità tecniche il Genoa ha pure una mentalità vincente: cerca sempre il successo, anche nel finale. Talvolta va male come a Cesena, spesso va bene. Anche perché il Genoa ha cambiato strategia: a inizio stagione colpiva subito l'avversario per poi finirlo; ora lo lavora ai fianchi con pazienza, finché non cede: «Cercavamo questa prestazione, in settimana lavoriamo per questo tipo di gara - sottolinea Cristian Stellini - Per 50' è stata una partita difficile. Siamo stati bravi ad aspettare il loro calo e andare a colpire». Altro test, per nulla facile: l'AlbinoLeffe è bravissimo ad alzare le barricate e chiudersi. Servirà pazienza per espugnare il fortino eretto da Mondonico. Gasparetto si candida come ariete: a Marassi si sente a casa, e allo Scida ha contratto un debito che deve saldare.
LA REPUBBLICA - Genoa, lezione di calcio a Crotone Grifone in volo! Gioco e gol, Napoli raggiunto al secondo posto in attesa della Juve. Gasperini: "La partita andava chiusa prima". Troppo netto il divario, difesa calabrese ko. di Gessi Adamoli. E´ questo il Genoa che vogliono i tifosi e che il presidente Preziosi era convinto di aver costruito dopo il mercato di gennaio. Ma a Crotone, proprio dove otto giorni prima era caduto il Napoli, il Genoa spazza via tutte le incertezze con una grande prestazione, conquistando quella vittoria in trasferta che mancava dalla partita di Trieste, prima ancora di Natale. È soprattutto la partita che porta alla ribalta due grandi protagonisti che non erano riusciti ad offrire il contributo che si attendeva da loro. Ora Leon, autore del gol che ha sbloccato il risultato, e Di Vaio (doppietta) possono davvero rappresentare un valore aggiunto importante. E´ un 3-4-3 autentico quello con il quale Gasperini decide di affrontare la partita. Dunque non c´è Botta sulla linea degli attaccanti ed è qualcosa più che un segnale: il Genoa vuole vincere. Infatti parte subito all´attacco la squadra rossoblù che ha Stellini in campo al posto di Criscito, arrivato da Londra, dopo la trasferta con l´under 21, nel cuore della notte e senza le scarpe che si sono perse nel viaggio (va in panchina con quelle di Gasparetto), mentre l´ex Juric è preferito a Coppola. Il Crotone non ripete la partenza sprint della partita con il Napoli, il pallino del match è subito saldamente nelle mani del Genoa che in avanti schiera il tridente Leon - Gasparetto-Di Vaio. L´ex centravanti dell´Empoli fa un lavoro importante in favore degli inserimenti di Leon e Di Vaio, che sin dalle prime battute si dimostra più tonico e attivo. Proprio Gasparetto al 16´ spreca un´occasione favorevolissima, probabilmente tradito dalla voglia di gol che lo porta ad anticipare Di Vaio, lui pure pronto a tagliare la fragile linea difensiva del Crotone, e a calciare troppo precipitosamente con mira sbagliata. Il Genoa ha un´altra occasione al 22´: corta respinta di Pagotto, sulla palla si avventa Gasparetto che viene platealmente trattenuto da Fusco. Sarebbe rigore se Donadarini non fischiasse un non precisato fallo in favore del Crotone. Ancora una palla gol prima dello scadere del tempo con la deviazione al volo di Leon sul corner di Juric e la respinta di Pagotto, che ha la fortuna di trovarsi il pallone addosso. Insomma, non c´è partita (per il Crotone solo una conclusione da fuori di Maietta con la palla che sfiora l´incrocio dei pali) ed il gol che arriva al 12´ della ripresa non è che l´inevitabile conseguenza di una pressione ininterrotta. Il passaggio in profondità a tagliare fuori la solita approssimativa linea difensiva del Crotone è di Juric e per Leon, solo davanti a Pagotto, è impossibile sbagliare. Passano tre minuti ed il Genoa potrebbe assestare il colpo del ko: il Crotone si fa prendere in contropiede, Leon scappa via e serve a Di Vaio una palla che andrebbe solo spinta in rete. Ma non c´è la necessaria convinzione, la conclusione è debole e Pagotto può respingere. Al 19´ viene espulso Piocelle per doppia ammonizione e la squadra calabrese, con un gol da recuperare ed in inferiorità numerica, va allo sbaraglio. Il Genoa, prima della doppietta di Di Vaio (39´ e 44´), così si produce nel festival delle occasioni mancate, fallendo un numero impressionante di palle gol o sbagliando l´ultimo passaggio prima della battuta a rete. E finisce anche per rischiare in un´occasione: colpo di testa di Fusco e parata con un pizzico di apprensione di Rubinho che poi sbroglia anche la mischia che ne consegue. Così Gasperini, festeggiatissimo al suo ritorno a Crotone, al termine di una partita quasi perfetta non può fare a meno di sottolineare l´unico neo della sua squadra: «Ci abbiamo messo un po´ a chiudere la partita, dovremo cercare di essere più essenziali». Carboni, allenatore del Genoa per qualche settimana nell´era Dalla Costa, prova a dare una spiegazione tattica: «Non riuscivamo ad alzare i nostri esterni e di conseguenza ad abbassare i loro, così non c´erano i presupposti per gettare gli attaccanti negli spazi perché eravamo troppo lontani dalla porta». Poi, però, si deve arrendere: «La verità è che la differenza la fanno sempre i giocatori e quelli del Genoa sono troppo più forti».
LA REPUBBLICA - Grande festa per l´ex laziale nello spogliatoio rossoblù. Di Vaio, risorto e felice "Un inferno di due mesi". "Masiello ha fatto un´azione che sembrava alla play station". L´honduregno: "Questo stadio mi porta fortuna". di Gessi Adamoli. Per Marco Di Vaio al fischio finale di Dondarini iniziano gli straordinari. Subito l´intervista in campo con Sky, mentre Stellini defilato, da capitano attento, lo aspetta pazientemente per ricordargli, semmai potesse passargli di mente, di andare a salutare i 100 fedelissimi arrivati da Genova. Poi si infila una giacca della tuta e, prima ancora di fare la doccia, sbuca nello stanzino che viene definito sala stampa per le interviste. «L´ovazione ed il coro negli spogliatoi da parte dei miei compagni - confida - è stata probabilmente l´emozione più grande di una domenica speciale. Siamo un grande gruppo e questo ci dà ancora più forza in vista della volata per la serie A». Confessa che a un certo punto ha creduto che fosse un´altra giornata stregata. «E´ stato quando sul passaggio di Leon non ho calciato in maniera irresistibile e Pagotto è riuscito a respingere. Ecco, mi sono detto, ancora una partita storta». Poi, però, è arrivato un assist forse ancora più invitante, quello di Masiello: «Ha fatto un´azione che sembrava alla play station, li ha scartati tutti». E su un altro passaggio smarcante, questa volta ad opera di Carobbio, si è permesso il lusso del pallonetto. «Dopo due mesi difficili, credo che il peggio sia passato, Chiedo scusa ai compagni per aver certamente creato delle difficoltà, ma per il mio inserimento era necessario un po´ di tempo. Mi ha aiutato molto la mia famiglia, ma anche l´allenatore e questo gruppo eccezionale nel quale ho avuto la fortuna di capitare. Non potevo essere pronto, dopo due anni e mezzo nei quali non avevo giocato con continuità. Venivo da un altro calcio e soprattutto da un tipo di preparazione diversa, con carichi di lavoro molto più leggeri rispetto a quelli italiani». C´è grande euforia nel clan rossoblù. Si fa largo un sorriso persino nella maschera solitamente imperscrutabile di Alessandro Zarbano, l´amministratore delegato: «Sono felice soprattutto per Di Vaio». E Fabrizio Preziosi racconta la sua espulsione avvenuta dopo i secondo gol, quando era entrato in campo a festeggiare nel mucchio dei giocatori: «Il guardalinee mi ha detto che in giacca e cravatta ero troppo elegante per passare inosservato». Anche per Leon è stata una domenica speciale. «Ma questo stadio - racconta - mi porta fortuna. Qui nel 2001, con la maglia della Reggina, segnai il mio primo gol italiano. E quell´anno fummo promossi in serie A».
LA REPUBBLICA - Stellini non tradisce, Juric perfetto. di Gessi Adamoli. Rubinho 6: piazzato sul colpo di testa di Fusco, poi, sulla ribattuta, riesce a neutralizzare anche il secondo tentativo dell´ex difensore genoano.. Bega 6: acciaccato, chiede il cambio dopo un tempo durante il quale ha pochissimo lavoro da svolgere. Dal 1´ st Masiello 6,5: prende il posto di Bega e, in attesa di farsi apprezzare come difensore, si mette in mostra con una travolgente azione personale, nella quale salta in dribbling almeno quattro avversari, prima di servire a Di Vaio la palla del 2-0. De Rosa 6: là dietro è stata una domenica di assoluto relax. Stellini 6,5: meno elegante di Criscito ma estremamente concreto. Attento, preciso, puntuale nelle chiusure ed anche negli inserimenti offensivi. Ha la straordinaria capacità di farsi sempre trovare pronto quando necessita il suo apporto. Galeoto 6,5: conosce il mestiere questo esterno, che appena arrivato, ha saputo ritagliarsi un posto da titolare. Milanetto 7: regista ispirato a tutto campo, proprio come nei suoi giorni belli. Dal 32´ st Carobbio sv: illuminata palla in profondità per il terzo gol di Di Vaio. Juric 7: ripaga Gasperini, che lo preferisce a Coppola, con una prestazione super. Suo l´assist che permette a Leon di sbloccare il risultato. Fabiano 6,5: detta legge lungo la fascia sinistra. Leon 7: genio e sregolatezza, fa anche arrabbiare Gasperini, tanto che i microfoni a bordo campo di Sky svelano come sullo 0-0 il tecnico avesse intenzione di cambiarlo. Poi, però, arriva il gol, il passaggio non sfruttato da Di Vaio e tante galoppate nelle praterie lasciate dal Crotone. Dal 27´ st Botta 6: entra per garantire più copertura, precauzione inutile perché ormai il Crotone non esiste più. Gasparetto 6,5: in avvio fallisce un´occasione clamorosa, ma lavora tanto a favore della squadra. Di Vaio 7: finalmente si è bloccato, firmando una doppietta. Primo gol con un tocco sotto misura dopo l´irresistibile discesa di Masiello. Concede il bis con un delizioso pallonetto dopo l´assist di Carobbio.
CORRIERE DELLO SPORT - Nel Gasperini day cade il Crotone e risorge Di Vaio CROTONE-GENOA 0-3. I liguri dominano il match e agganciano il Napoli al secondo posto. La squadra di Carboni regge bene solo un tempo. Espulso Piocelle. Apre Leon, poi show dell’ex juventino. Il tecnico commosso: «Non dimenticherò mai l’accoglienza e l’affetto dei tifosi calabresi». di Luigi Ioele. CROTONE - Il Gasperini day si conclude con un trionfo. Tre schiaffi in pieno viso ad un Crotone, sua ex squadra, che non riesce a ripetere la brillante prova di otto giorni prima. Così il Genoa, senza Adailton, Rossi e Greco, scusate se è poco, torna a vincere in trasferta nel girone di ritorno, aggancia il Napoli al secondo posto e guarda al futuro con minori apprensioni. Un Genoa capace di soffrire nel primo tempo, ma di venire fuori, alla grande, nella ripresa imponendo la legge del più forte. E così la giornata del ritorno da parte di Gian Piero Gasperini si è tramutata in una giornata radiosa. E i tifosi del Crotone sono stati splendidi, applaudendo Gasperini al suo apparire in campo, nell'intervallo ed alla fine: «Un'accoglienza che mi ha commosso. Questa gente, questi tifosi non meritano la C1. E sono convinto che alla fine la spunteranno». Un Genoa in grado di dominare, giocare soprattutto sfruttando le fasce e di rifornire continuamente le sue bocche di fuoco con Leon, Gasparetto e Di Vaio, quest'ultimo in grandissima giornata, pronti a sfruttare ogni minima indecisione della difesa crotoniate. Dato al Genoa quello che è del Genoa, meritatamente vittorioso, sull'altra parte della bilancia il Crotone. Giustamente Carboni aveva messo tutti sull'avviso. «Serve continuità» che, per la verità non c'è stata. Un Crotone che ha retto più o meno bene nella prima mezzora mettendo il bavaglio ad un Genoa che scalpitava alla ricerca del gol. Pagotto ha salvato al 22' su tiro di Leon e al 31' su tacco di Veron e al 42' di Gasparetto. Ma il Crotone pimpante, bravo della prima parte è rimasto negli spogliatoi. Non ripartiva come prima, sulle fasce trovava pochi sbocchi. Se a questo si aggiunge che il Crotone ha giocato l'ultima mezzora in dieci per l'espulsione di Piocelle per doppia ammonizione, allora il quadro esatto col Genoa è davvero tutto da dimenticare. E proprio nella ripresa il Genoa costruisce la tripletta che stende i calabresi. L'uno a zero arriva al 12'. Zamboni non chiude su Gasparetto, palla per Leon e Pagotto è battuto. Il due a zero al 39': Masiello scende indisturbato, cede a Di Vaio che spara in rete dopo una leggera deviazione di Zamboni. Il tre a zero al 44'. Lo firma ancora Di Vaio con un pallonetto. CROTONE (4-4-2): Pagotto 6,5; Zamboni 5,5 Fusco 5,5 Borghetti 5,5 (32' st Petrilli sv) Maietta 5,5; Baù 5,5 ( 25' st Morabito sv) Piocelle 6 Tisci 6 Cariello 6,5; Sedivec 5,5 Giampaolo 6,5 (32' st Lopez sv). A disp. Scarzanella, Espinal, Veron, Palmieri. All: Carboni 5,5 Falli commessi: 11 Fuorigioco fatti: 7 GENOA (4-4-3): Rubinho 6; Bega 6 (1' st Masiello 6,5) De Rosa 6 Stellini 6,5; Galeoto 6,5 Milanetto 6,5 (32' st Carobbio sv) Juric 6,5 Fabiano 6,5; Leon 6,5 (28 st Botta sv) Gasparetto 6,5 Di Vaio 7. A disp. Scarpi, Coppola, Raggio, Garibaldi, Criscito. All. Gasperini 7 Falli commessi: 15 Fuorigioco fatti: 3 ARBITRO: Dondarini di Finale Emilia 5 Guardalinee: Alvino-Angrisani Quarto uomo: Ferraioli MARCATORI: 12' st Leon, 39' e 44' st Di Vaio ESPULSO: 19' st Piocelle (C) per doppia ammonizione (la precedente al 15' pt). AMMONITI: 17' pt Gasparetto per condotta non regolamentare, 3' st Baù (C) per gioco falloso. NOTE: Spettatori 5.846. Abbonati 5.060 quota partita di 25.333 euro, paganti 786 incasso di 10.283 euro, totale di 35.616 euro. Angoli 135 per il Genoa. Recupero: pt 0, st 3'
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